Vita
Nacque nel 1788 a Danzica, padre banchiere e madre scrittrice di romanzi. Viaggiò in Francia e Inghilterra
ed ebbe come maestro Schulze. Influirono sull’educazione le dottrine di Platone e Kant e poté assistere alle
lezioni di Fichte. Nel 1813 si laureò a Jena e iniziò la lavorazione del suo celebre saggio Il mondo come
volontà e rappresentazione. Viaggiò a Roma e Napoli e ebbe la cattedra a Berlino. Si trasferì a Francoforte
dove morì nel 1860.
Scritti
Scrisse Sulla vista e i colori in cui difese le dottrine scientifiche di Goethe e preparò per la stampa l’opera
sopra citata.
L’indirizzo cupo e anti-idealistico del suo pensiero contribuì alla sua fortuna solo dopo la sua morte in
concomitanza con l’ondata di pessimismo europeo.
Paragrafo 1: le radici culturali
Platone: dal filosofo riprende la teoria delle idee come forme eterne sottratte dal nostro mondo
Kant: considerato il filosofo più grande della storia del pensiero, deriva l’impostazione
soggettivistica della gnoseologia
Illuminismo: interessato dal filone materialistico e quello dell’ideologia
Romanticismo: alcuni temi come irrazionalismo, grande importanza di arte e musica, tema
dell’infinito e il dolore
Idealismo: bestia nera per il filosofo, Hegel viene descritto come “sicario della verità”
Sapienza dell’oriente: sintonia con alcune idee, primo filosofo occidentale a recuperare alcune
dottrine orientali.
Paragrafo 2: il “velo di Maya”
Punto di partenza è la distinzione di Kant tra fenomeno e noumeno, distinzione che ha poco in comune con
quella di Kant il quale crede che il fenomeno era la realtà accessibile alla mente umana e il noumeno un
concetto limite, per Schopenhauer il fenomeno è parvenza, illusione e sogno, ciò che nell’antichità indiana
era il velo di Maya, mentre il noumeno è la realtà che si nasconde dietro il velo ingannevole. Il fenomeno in
questione è la rappresentazione soggettiva che esiste quindi solo dentro la coscienza.
Rappresentazione: ha due aspetti essenziali e inseparabili:
Soggetto rappresentante
Oggetto rappresentato
Esistono come facce della stessa medaglia, nessuno dei due precede o può sussistere indipendentemente
dall’altro. Quindi se il materialismo è falso perché nega il soggetto riducendolo a materia, l’idealismo è
errato perché compie il tentativo opposto. Seguendo il criticismo condivide l’idea secondo cui la nostra
mente risulta corredata di una serie di forme a priori. A differenza di Kant egli ammette solamente tre
forme a priori: spazio, tempo e causalità. Quest’ultima assume forme diverse a seconda degli ambiti in cui
opera, presentandosi come principio del divenire, del conoscere, dell’essere e dell’agire. Ritiene che la vita
sia un sogno, quindi in tessuto di apparenze.
Paragrafo 3: tutto è volontà
Egli presenta la sua filosofia come un’integrazione a quella di Kant vantandosi di aver dato accesso al
noumeno che Kant aveva precluso. Ma dove possiamo trovare questa via? Se noi fossimo solo conoscenza e
rappresentazione, non potremmo uscire dal mondo fenomenico. Ma poiché siamo dati anche come corpo,
non ci limitiamo a vederci al di fuori, ma ci viviamo anche dal di dentro. Ci rendiamo conto che l’essenza del
nostro io è la volontà di vivere (Wille zum leben), un impulso irresistibile che ci spinge ad essere e ad agire.
La volontà di vivere è l’essenza segreta di tutte le cose, la cosa in sé dell’universo.
Paragrafo 5: i caratteri e le manifestazioni della volontà di vivere
La volontà di vivere presenta caratteristiche contrapposte a quelle del mondo della rappresentazione:
La volontà primordiale è inconscia poiché intelletto e consapevolezza costituiscono manifestazioni
secondarie. Volontà=energia e impulso.
La volontà è unica poiché si sottrae a ciò che è definito come il “principio di individuazione”.
La volontà è eterna e indistruttibile
La volontà è una forza libera e cieca
La volontà non ha alcuna meta al di fuori di sé stessa
Miliardi di esseri viventi non vivono per vivere e continuare a vivere ed è l’unica crudele verità del mondo
anche se gli uomini hanno cercato di mascherarne l’evidenza postulando un Dio a cui indirizzare l’esistenza.
Ma Dio, non può esistere e l’unico assoluto è la volontà stessa che si manifesta in due fasi:
Nella prima la volontà si oggettiva in un sistema di forme immutabili, a-spaziali e a-temporali che
egli chiama idee
Nella seconda la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale
Tra gli individui e le idee esiste un rapporto di copia-modello. Il mondo delle realtà si struttura in una serie
di gradi in ordine ascendente e questa piramide culmina con l’uomo nel quale la volontà diviene
pienamente consapevole. Ma ciò che acquista in coscienza perde in sicurezza.
Paragrafo 6: il pessimismo cosmico
Affermare che l’essere è la manifestazione di una volontà infinita equivale a dire che la vita è dolore, volere
significa desiderare e desiderare significa trovarsi in uno stato di tensione per la mancanza di qualcosa che
si vorrebbe. E poiché nell’uomo la volontà risulta più cosciente, egli risulta più bisognoso e mancante.
Inoltre ciò che l’uomo chiama godimento non è altro che una cessazione di dolore: perché ci sia piacere è
necessario che ci sia un precedente stato di tensione o dolore. Il piacere è solo una funzione derivata del
dolore. Accanto al dolore il filosofo pone la noia la quale subentra quando viene meno l’aculeo del
desiderio. La vita umana è un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia passando per
fugaci attimi di piacere.
Sofferenza universale: il dolore non riguarda solo l’uomo ma ogni creatura, tutto soffre. Se l’uomo, è
destinato a soffrire di più rispetto alle altre creature, sente anche in modo più accentuato la spinta della
volontà. Si perviene ad una forma di pessimismo cosmico e metafisico dove il male non è solo nel mondo
ma nel principio stesso da cui l’uomo dipende. Il fatto che alla natura interessi solo la sopravvivenza della
specie trova una manifestazione nell’amore, fenomeno che ritiene basilare per l’individuo. L’amore è uno
dei più forti stimoli dell’esistenza. Il fine dell’amore è solo però l’accoppiamento, non vi è amore senza
sessualità ed è per questo che l’amore procreativo è inconsapevolmente avvertito come peccato e
vergogna.
Paragrafo 7: la critica alle varie forme di ottimismo
Rifiuto dell’ottimismo cosmico: interpretava il mondo come un organismo perfetto governato da
Dio, questa visione pur essendo indubbiamente consolatrice risulta falsa poiché la vita è
un’esplosione di forze irrazionali e il mondo è il teatro dell’illogicità e della sopraffazione, si
perviene ad abbozzare un ateismo filosofico;
Ottimismo sociale: si deve ammettere secondo il filosofo che la regola dei rapporti umani è
costituita dal conflitto e nel tentativo di sopraffazione reciproca. Se gli uomini vivono insieme è per
bisogno
Ottimismo storico: ridimensiona la portata conoscitiva della storia affermando che essa non è una
scienza in quanto è costretta a limitarsi alla catalogazione dell’individuale.
Paragrafo 8: le vie della liberazione del dolore
Afferma che l’esistenza risulta una cosa che si impara per volontà a non volerla. Rifiuta e condanna il
suicidio:
Poiché il suicidio è un atto di forte affermazione della volontà stessa
Il suicidio sopprime soltanto una manifestazione fenomenica della volontà di vivere
L’uomo si può salvare in 3 modi:
L’arte: è conoscenza libera e disinteressata che si rivolge alle idee e analogamente il soggetto che
contempla le idee è il soggetto del conoscere, ossia il puro occhio del mondo. L’arte sottrae
l’individuo alla catena infinita dei bisogni e dei desideri quotidiani. Le arti si organizzano
gerarchicamente: architettura, scultura, pittura e poesia. Spicca la tragedia che costituisco
l’autorappresentazione del dramma e della vita. Un posto a sé occupa la musica poiché è
l’immediata rivelazione della volontà a sé stessa.
La morale: implica un impegno nel mondo a favore del prossimo, costituendo un tentativo di
superare l’egoismo e vincere la lotta infinita degli individui tra loro. È un sentimento di pietà e
compassione con cui avvertiamo le sofferenze altrui. Si concretizza in giustizia e carità
L’ascesi: la morale rimane all’interno della vita e presuppone un qualche attaccamento ad essa. La
liberazione si raggiunge con l’ascesi che nasce dall’orrore dell’uomo della volontà di vivere. Il primo
gradino è la castità perfetta, la rinunci ai piaceri.