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DIRITTO

Il documento analizza le fonti di produzione del diritto, evidenziando come le norme giuridiche derivino da atti normativi approvati da soggetti pubblici, come il Parlamento. Viene inoltre discussa la Costituzione italiana come fonte primaria e le sue caratteristiche, oltre a descrivere le leggi ordinarie, regionali, e le consuetudini. Infine, si menzionano le fonti esterne, come i trattati internazionali e le normative dell'Unione Europea, che integrano l'ordinamento giuridico italiano.

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Il documento analizza le fonti di produzione del diritto, evidenziando come le norme giuridiche derivino da atti normativi approvati da soggetti pubblici, come il Parlamento. Viene inoltre discussa la Costituzione italiana come fonte primaria e le sue caratteristiche, oltre a descrivere le leggi ordinarie, regionali, e le consuetudini. Infine, si menzionano le fonti esterne, come i trattati internazionali e le normative dell'Unione Europea, che integrano l'ordinamento giuridico italiano.

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LA NOZIONE DI FONTE

Da dove derivano le norme giuridiche?


Quali soggetti sono autorizzati ad approvarle?
Quali sono le fonti di produzione del diritto?

Sono FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO tutti gli ATTI NORMATIVI che introducono
NORME GIURIDICHE nell’ordinamento.
Questi atti contenenti norme giuridiche (o atti normativi) sono deliberati (decisi) da particolari
soggetti pubblici.

«Fonte» è un termine del linguaggio comune: come un corso d’acqua sgorga da una sorgente, così il
DIRITTO (l’ordinamento giuridico) non può esistere senza determinate FONTI DI
PRODUZIONE che, immettendo nuove NORME, lo integrano e lo modificano permettendone
l’adattamento ai cambiamenti della società.

Ad esempio, lo Stato, attraverso il PARLAMENTO, esercita la fondamentale FUNZIONE


LEGISLATIVA, che vuol dire potere di emanare leggi.

Le fonti del diritto sono numerose, perché le norme giuridiche sono prodotte non solo dallo Stato
ma da diversi soggetti pubblici (ad esempio, le Regioni, che approvano leggi regionali).

Prima però occorre fare due precisazioni:

 Gli ATTI NORMATIVI approvati dallo Stato o di altro soggetto pubblico sono formulati
attraverso un testo scritto e sono dunque definiti FONTI-ATTO.
 Tuttavia, la produzione del diritto non si limita agli atti normativi, ma può avvenire anche
attraverso le CONSUETUDINI: si tratta di norme non scritte e non poste da un soggetto
pubblico, giacché consistono in un certo comportamento ripetuto nel tempo da una comunità
che lo ritiene giuridicamente doveroso (es. dare la mancia al cameriere). Per questo motivo
sono anche definite FONTI-FATTO.

FONTI DI COGNIZIONE
Il termine “fonte” viene utilizzato anche per indicare i documenti ufficiali che servono per portare le
norme giuridiche a conoscenza della collettività, come ad esempio la GAZZETTA UFFICIALE
DELLA REPUBBLICA ITALIANA (pubblicata il martedì e il venerdì, nel tardo pomeriggio), il
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE (pubblicato il mercoledì) ecc.
Si parla al riguardo di FONTI DI COGNIZIONE.

La distinzione con le FONTI DI PRODUZIONE del diritto è evidente: una legge dello Stato,
approvata dal Parlamento, che, poniamo, intende introdurre a livello nazionale una nuova
classificazione per gli alberghi, è una fonte di produzione di norme giuridiche che gli albergatori
sono obbligati a osservare; la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana che racchiude le
disposizioni contenute in tale legge statale è invece fonte di cognizione, che permette agli
albergatori di conoscere quali nuove norme sono da rispettare in materia di classificazione delle loro
strutture ricettive.

LA COSTITUZIONE ITALIANA
La Costituzione della Repubblica è la più importante delle fonti di produzione del diritto.
È un documento costituito da 139 articoli, redatto tra il 1946 e il 1947 ed entrato in vigore il 1°
gennaio 1948.

I PRINCÌPI FONDAMENTALI, contenuti nei primi 12 articoli, costituiscono l’introduzione e la


base su cui è stata edificata la Costituzione.

La Costituzione è composta da 139 articoli, suddivisi nel modo seguente:

 PARTE PRIMA (artt. 13-54), intitolata “Diritti e doveri dei cittadini”, enuncia le libertà e
i diritti della persona.
 PARTE SECONDA (artt. 55-139), intitolata “Ordinamento della Repubblica”, è dedicata
alla composizione e al funzionamento degli organi costituzionali e degli enti pubblici
territoriali (es. Parlamento).

Ai 139 articoli si aggiungono le DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI: sono 18 e sono


contrassegnate con numeri romani.
La finalità di tali norme era quella di fungere da raccordo nel passaggio dal vecchio al nuovo
ordinamento, ovvero dalla monarchia alla Repubblica.

LE CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE


ITALIANA
La Costituzione è:

 RIGIDA, perché non è modificabile con una legge ordinaria, ma è necessario un


procedimento parlamentare aggravato (ovvero con ampie maggioranze); inoltre le leggi in
contrasto con la Costituzione vengono eliminate dalla Corte Costituzionale.
 LUNGA, perché non si limita a definire i princìpi dell’organizzazione dello Stato, ma
contiene disposizioni che indicano i princìpi da seguire in molti settori del vivere civile.
 PROGRAMMATICA, perché propone un progetto per lo sviluppo e la crescita del Paese e
attribuisce alle forze politiche il compito di realizzare gli obiettivi fissati dai costituenti.
 VOTATA, perché adottata dall’Assemblea Costituente, democraticamente eletta da tutti i
cittadini italiani.
 DEMOCRATICA, perché garantisce una particolare tutela dei diritti politici e prevede la
partecipazione del popolo alla vita dello Stato.
 COMPROMISSORIA, perché è frutto della collaborazione costituzionale tra le forze
politiche presenti nell’Assemblea costituente.

LE LEGGI COSTITUZIONALI
Le LEGGI COSTITUZIONALI hanno lo scopo di introdurre norme costituzionali relative ad
argomenti sui quali in precedenza nulla veniva detto.

Le LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE, invece, modificano il testo della Carta,


mediante un procedimento particolarmente lungo e complesso (procedimento parlamentare
aggravato o iter legis aggravato).
Nella GERARCHIA DELLE FONTI, la Costituzione si colloca al vertice dell’ordinamento
giuridico, poiché in essa sono affermati e tutelati i princìpi e le norme fondamentali del nostro
sistema politico e civile.

LE LEGGI ORDINARIE
La LEGGE ORDINARIA è una FONTE PRIMARIA NAZIONALE.
È l’atto con il quale il Parlamento dà vita alla maggior parte delle norme giuridiche presenti
nell’ordinamento.
Regola in modo puntuale e specifico i rapporti tra lo Stato e i cittadini e tra i singoli individui.

IL PARLAMENTO
Il Parlamento italiano è un’ASSEMBLEA BICAMERALE PERFETTA, composta da due
Camere con uguali poteri e funzioni:

CAMERA DEI DEPUTATI

 400 deputati
 eletti dai cittadini con almeno 18 anni
 età minima per l’elezione: 25 anni

SENATO DELLA REPUBBLICA

 200 senatori + 5 senatori a vita


 eletti dai cittadini con almeno 18 anni
 età minima per l’elezione: 40 anni

SENATORI A VITA

 ex Presidenti della Repubblica o cittadini nominati per altissimi meriti


 restano in carica a vita

I CODICI E I TESTI UNICI


Ogni legge contiene norme giuridiche che regolano una determinata materia.
Nel nostro Paese esistono molte leggi e ciò rende difficile ricostruire l’intera disciplina di un settore.

Per questo esistono strumenti di raccolta sistematica delle norme:

 CODICI
 TESTI UNICI
Il codice è innovativo della materia.
Il testo unico raccoglie in un unico atto tutto il materiale normativo vigente per renderlo più
organico e consultabile.

GLI ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE


Quando occorre intervenire con urgenza o su materie complesse, la Costituzione affida al
GOVERNO due strumenti:

 DECRETI LEGGE
 DECRETI LEGISLATIVI

Entrambi sono FONTI PRIMARIE NAZIONALI.

I DECRETI LEGGE:

 emanati dal Governo in caso di necessità e urgenza


 efficacia provvisoria
 decadono se non convertiti in legge entro 60 giorni

I DECRETI LEGISLATIVI:

 emanati su autorizzazione del Parlamento (legge-delega)


 non hanno scadenza prefissata

LE LEGGI REGIONALI
Le LEGGI REGIONALI sono FONTI PRIMARIE REGIONALI.
Hanno efficacia pari alla legge ordinaria, ma devono rispettare:

 il limite territoriale
 il rispetto della Costituzione
 il limite di competenza (art. 117 Cost.)

I REGOLAMENTI
I REGOLAMENTI sono FONTI SECONDARIE, subordinate alle leggi.
Servono a disciplinare aspetti tecnici ed esecutivi.

Tipologie:

 regolamenti statali
 regolamenti regionali
 regolamenti di Comuni, Province e Città metropolitane
LE CONSUETUDINI
Le CONSUETUDINI (o usi) sono norme non scritte.

Devono:

 essere ripetute nel tempo


 essere considerate obbligatorie

Non possono mai andare contro la legge.


Sono frequenti nel commercio e nell’agricoltura.

IL DIRITTO INTERNAZIONALE
L’ordinamento italiano comprende anche norme provenienti da FONTI ESTERNE:

 trattati internazionali
 consuetudini internazionali
 normativa dell’Unione europea

I TRATTATI INTERNAZIONALI
I TRATTATI sono accordi volontari tra Stati.
La firma autentica il testo, la ratifica gli conferisce efficacia giuridica.

In Italia la ratifica spetta al Presidente della Repubblica, previa approvazione parlamentare.

LE CONSUETUDINI INTERNAZIONALI
Sono comportamenti ripetuti nel tempo dagli Stati.
La Costituzione (art. 10) prevede l’adeguamento automatico dell’ordinamento italiano.

LE FONTI DELL’UNIONE EUROPEA


I REGOLAMENTI UE:

 si applicano direttamente
 prevalgono sulle leggi ordinarie
 sono secondi solo alla Costituzione

Altri atti UE:

 RACCOMANDAZIONI (non vincolanti)


 DIRETTIVE (obiettivi obbligatori)
 DECISIONI (vincolanti)
 PARERI (non vincolanti)

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