L1= Lingua materna
L2= Seconda Lingua, quella che non è la mia lingua madre ma che si parla nel paese
dove la studio o lavoro e la acquisisco spontaneamente ( es. seguo un corso di inglese
in Inghilterra )
LS= Lingua straniera, sono le lingue studiate a scuola come materia scolastica
LINGUA D’ORIGINE= es. l’italiano parlato dagli italiani di seconda, terza generazione,
figli di immigrati nella seconda metà del 900 in America
APPRENDERE= in un contesto educativo o formale o si parla di ACQUISIZIONE= si
parla di acquisizione spontanea.
CHE COS'È UN APPROCCIO NELLA DIDATTICA DELLE LINGUE: È L’INSIEME DELLE
TEORIE DEI CONCETTI IN UN DATO PERIODO STORICO SONO RITENUTI ESSERE PIÙ
FUNZIONALI PER UN APPRENDIMENTO LINGUISTICO
Approach in compasses or theories or concepts which are tought to be most relevant
in language teaching, they can be thories or concepts from linguistics and other
language scientist but also from other sciencies, language teaching approaches and
history keep from several disapleas.
Questo è l'approccio o ETICHETTA A OMBRELLO ovvero questo insieme di idee/teorie
che si pensano siano le più giuste per come insegnare una lingua, e all’interno di
questo approccio quindi all’interno di questo ombrello si sviluppano determinati
metodi, che ci spiegano come mettere in pratica l’approccio in classe, e a loro volta
ogni metodo usa determinate tecniche.
( quali concetti e teorie che si ritengono utili per insegnare al meglio una lingua )
I 3 LIVELLI DI ANTHONY (1963):
1. APPROCCIO= è il livello della teoria di riferimento e della filosofia educativa
individua le finalità dell’educazione linguistica ( culturizzazione ), far ragionare
l’apprendente sulla forma e si serve spesso di disciplini affini come nell’(
approccio formalistico deduttivo ) si serviva molto della grammatica e la logica,
le idee più funzionali che in un determinato periodo si ritengono essere più
adatte per l’insegnamento di una lingua straniera, quindi l’approccio è
l’insieme delle teorie prese anche da discipline diverse dalla didattica delle
lingue che sono ritenute in un determinato periodo storico funzionali
all’insegnamento delle lingue
2. METODO= un approccio può avere diversi metodi è il piano generale per la
realizzazione pratica di un approccio, le procedure/ design di un approccio, e
stabilisce il ruolo del docente e dello studente, esiste un metodo coerente con
l’approccio o non coerente, esiste l’approccio più adatto all’apprendente che
ho davanti.
3. TECNICHE= l’insieme delle attività, esercizi e stratagemmi usati nel raggiungere
l’obiettivo specifico ( role-play , traduzione, reading, listening, matching ) in
aula. ( audio 9 marzo min. 39,10 )
1. L’APPROCCIO FORMALISTICO DEDUTTIVO= nasce nel 1600 è il primo
approccio alla didattica delle lingue straniere moderne, si parte dalla regola
generale ( spiegata dal docente ) per arrivare all’applicazione concreta nella
frase particolare, e al suo interno contiene il METODO GRAMMATICALE
TRADUTTIVO (1.5), modellando l’insegnamento delle lingue moderne su
quello delle lingue classiche ( latino e greco ), formalista perchè il focus è sulla
forma ( grammatica) e deduttivo perchè ( è un ragionamento logico, che va dal
generale al particolare, che prevede l’applicazione di una regola generale
spiegata dal docente ad un caso particolare cioè una frase ),
Questo approccio nasce in Europa quando non si parla più il Latino come lingua
franca che tutti conoscevano, ma a un certo punto per ragioni GEOPOLITICHE e
COMMERCIALI c’è stato il bisogno di insegnare e comprendere le lingue delle nazioni
Europee: Il Francese, Spagnolo, Tedesco… con il latino è difficile anche perché
diventerà una lingua MORTA, quindi la necessità di scrivere libri e stamparli per
insegnare le lingue moderne, perchè fino ad allora la gente aveva insegnato e
studiato solo il LATINO o GRECO ANTICO, quindi si pensava di dover insegnare una
lingua moderna come una lingua morta: liste di parole da imparare a memoria ( per
questo l’approccio viene chiamato FORMALISTICO perché della lingua da insegnare si
doveva insegnare soprattutto la forma ( la grammatica ).
Quindi questi insegnanti che fino a quel momento avevano conosciuto come
approccio solo quello dovevano scrivere dei libri per l’insegnamento del Francese,
Inglese trattando queste lingue moderne come se fossero morte: es. alcuni monaci
scrissero alcuni manuali sulla grammatica del francese o altre lingue in cui l'inizio
comprende la spiegazione di tutte le regole e forma, e si riteneva che studiare le
lingue moderne come se fossero antiche/ morte come il latino voleva dare alle lingue
moderne lo stesso prestigio.
Il latino che ti insegna a ragionare, insegnare le lingue moderne come il Latino voleva
dire che anche le lingue moderne ti insegnano a ragionare.
Questo approccio ha 2 parole FORMALISTICO e DEDUTTIVO ( dal generale al
particolare ) es. in classe la prof spiega la regola alla lavagna ti da un es. per vedere se
sai applicare la regola generale alla frase particolare dell'esercizio, quindi dalla regola
generale ad applicarla al caso particolare.
Per secoli fino alla seconda metà del 1800 le lingue si sono insegnate secondo questo
approccio con il metodo GRAMMATICALE TRADUTTIVO quindi con la traduzione, e le
abilità che vengono sviluppate qui sono SCRITTURA e LETTURA, la tecnica principale
è la TRADUZIONE, quindi la spiegazione della grammatica e traduzione perchè così si
insegnavano le lingue morte e moderne.
Questo accade fino alla fine del 1800, ed è stato l’unico metodo possibile, quindi la
grammatica come strumento che fa ragionare, era considerata l’arte del pensiero,
insegnare una lingua in questo modo è un esercizio per insegnare a ragionare, il tipo
di ragionamento è DEDUTTIVO un ragionamento logico quindi dal generale al
particolare, che prevede l’applicazione di una regola generale spiegata in maniera
esplicita dal docente ad un caso particolare cioè una frase.
Quindi l’obiettivo principale è la lettura dei testi letterari classici, e il metodo
stabilisce il ruolo del docente e dello studente, il primo è una autorità che trasmette il
sapere, il secondo svolge un ruolo passivo limitandosi alla memorizzazione e alla
ricezione.
( Es in matematica quindi l'insegnante spiega la regola con tutte le eccezioni e
l’alunno la deve applicare per una frase particolare )
1.5 IL METODO GRAMMATICALE TRADUTTIVO
La lezione si svolge sempre in L1 ovvero la lingua materna del docente che è la stessa
dell’apprendente, la L2 ovvero la lingua straniera è usata solo per gli esercizi, e in
questi esercizi per questo metodo e costruita solo per illustrare una regola
grammaticale e inizialmente sono frasi brevi ( U.F.O.L ) poi solo testi letterari,
filosofici… e le tecniche principali sono:
1. TRADUZIONE SCRITTA: Per verificare la comprensione e applicazione delle
regole
2. DETTATO: Utilizzato per la correttezza ortografica
3. LISTE DI VOCABOLI: memorizzare lunghi elenchi di vocaboli
4. ( RAFFRONTO CONTRASTIVO TRA LE REGOLE DELLA L1 E L2 ): Fare un
raffronto contrastivo significa dire: "Nella mia lingua si fa così, in questa si fa
cosà". Più sono diverse le regole, più dovrai stare attento a non "copiare" dalla
tua lingua madre.
I PREGI E DIFETTI SONO:
I PREGI: Fornisce una consapevolezza profonda della struttura della lingua
DIFETTI: Incapacita comunicativa ovvero lo studente non sa usare la lingua in contesti
reali
Nella seconda metà dell’800 le cose cambiano per una serie di circostanze, l’impero
coloniale inglese era vastissimo, i traffici del portogallo erano arrivati in brasile,
dell’olanda in sud africa, le lingue cosidette moderne
“portoghese,olandese,spagnolo” venivano parlate da milione di persone e insegnate
a milioni di persone, con nuovi assetti geopolitici e motivazioni economico
commerciali tali da avere bisogno di metodi che insegnano non solo lo scritto ma
anche l’oralità, la lingua di tutti i giorni.
Nel 1882 viene pubblicata L’insegnamento delle lingue deve essere ribaltato/
rivoluzionare, (di farla finita con il vecchio metodo perchè alla gente non serve più
solo la lingua scritta, in contrapposizione i linguisti pubblicano l’international
phonetic alphabet, in questi anni si formano le prime INTERNATIONAL POLITIC
TEACHER ASSOCIATION che poi diventeranno associazioni internazionali di insegnanti
) da un linguista e filologo tedesco che riassume le posizioni di “ rottura “ con il
metodo precedente, uno scritto polemico in cui sostiene che la lezione di lingua si
deve capovolgere, le caratteristiche innovative, c'è un FULL IMMERSION dell’allievo
all’interno della lingua straniera mediante conversazione con il docente madre lingua
e la priorita nelle abilità di pronuncia e ascolto su quelle della produzione e
comprensione scritta e soprattutto l’abolizione della grammatica insegnata
esplicitamente sfruttando un metodo di racionamiento di tipo deduttivo.
Questi metodi godranno di una fortuna lunga circa un 60 ennio fino agli anni della 2
guerra mondiale e apriranno a nuovi orizzonti di teorie e tecniche dell’insegnamento
delle lingue straniere.
Nasce il cosidetto 2) APPROCCIO DIRETTO o NATURALE nella seconda metà del 1800,
perchè prevede un rapporto diretto/immediato tra lo studente e la lingua straniera
senza la mediazione dell’italiano, non dovevano conoscere la grammatica delle lingue
ma parlare le lingue della quotidianità e ascoltare, mentre prima le uniche abilità
sviluppate erano SCRIVERE e LEGGERE, e NATURALE ( 1 ) perchè lo studente viene
immerso in contesti d’uso naturali mediante l’esperienza intensiva in lingua straniera
volta a riprodurre quel contesto autentico naturale, ( 2 ) e perchè tutti gli approcci
dopo questo vogliono che le lingue seconde si apprendano come si è appresa la
lingua materna, la lingua straniera la insegno in maniera naturale quindi ascoltando e
parlando.
Nel 1800 il metodo migliore per insegnare la giusta pronuncia era l’insegnante
madrelingua, venivano mandati ovunque, nascono le scuole inglesi in tantissimi paesi
e anche le case editrici, quindi qui si usa dal particolare al generale, si ascoltano tanti
particolari per indurre la regola generale. ( PROCESSO INDUTTIVO, la grammatica
viene spiegata induttivamente, l’alunno induce le regole della grammatica )
All’interno dell’approccio naturale o diretto ci sono tanti metodi e prevedono questo
“analogia fra i processi di acquisizione della madrelingua e quelli di apprendimento di
una lingua straniera”.
Metodo Berlitz: È il più celebre. Prevede l'uso esclusivo di insegnanti madrelingua,
nessuna traduzione, e l'insegnamento del vocabolario tramite oggetti reali o
immagini.
Alla fine dell’800 che nasce la didattica delle lingue in senso moderno e in
contemporanea con la nuova scienza linguistica che è la fonetica, prima della seconda
metà dell’800 in linguistica si studiavano le lingue solo in modo “diacronico attraverso
il tempo” molto sullo scritto, sulle testimonianze scritte, nella seconda metà dell’800
si studia anche l’oralità delle lingue, solo orali e nasce l’attenzione all’alfabeto
fonetico internazionale nel 1888.
Le tecniche ostensive (dal latino ostendere, ovvero "mostrare") sono strategie
didattiche fondamentali dell'Approccio Naturale e del Metodo Diretto. In parole
semplici, sono tutti i modi in cui un insegnante spiega il significato di una parola
mostrando direttamente l'oggetto o l'azione, senza ricorrere alla traduzione nella
lingua madre dello studente. Sebbene siano efficaci per il vocabolario concreto
(nomi di oggetti, azioni semplici), diventano difficili da usare per i concetti astratti.
Come si "mostra" ostensivamente la parola "libertà".
CARATTERISTICHE PRINCIPALI COMUNI A TUTTI I VARI METODI DELL’APPROCCIO
NATURALE O DIRETTO:
● Analogia fra i processi di acquisizione della madrelingua e quelli di
apprendimento di una lingua straniera
● Full immersion dell’allievo all’interno della lingua straniera, mediante
conversazione con il docente di madrelingua
● Priorità delle abilità della produzione e comprensione orale (pronuncia e
ascolto) su quelle della produzione e comprensione scritta; la scrittura viene
rimandata a fasi successive;
● Abolizione della grammatica insegnata esplicitamente, sfruttando un metodo
di ragionamento di tipo deduttivo (come nel ‘vecchio metodo’) ora la
grammatica è appresa induttivamente dagli allievi
● Abolizione della traduzione perché dannosa per il potenziamento delle
capacità naturali di apprendere e parlare la L2. (come nel ‘vecchio metodo’)
In USA negli anni 20/30 del 900 Bloomfield studia queste lingue da strutturalista,
però in maniera tassonomica cioè le classifica, quindi fonda lo STRUTTURALISMO
TASSONOMICO DISTRIBUZIONALISTA che studia le lingue classificandole,
In questi tempi si incomincia a studiare come sistema le lingue e si incomincia ad
avvertire un insegnamento linguistico più veloce ed efficace, soprattutto un evento
che da una accelerata a ciò nel 1942 con la 2 guerra mondiale ( in particolare con
l’attacco di pearl harbor ).
Nel 1942 il governo americano dà a lui il mandato per creare un addestramento
particolare per i soldati al livello inguistico, in poco tempo lui e i suoi allievi
allestiscono un ASTP un corso specializzato per l’esercito di addestramento.
METODO AUDIO-ORALE
Dall’ASTP di Bloomfield deriverà poi il metodo audio-orale che ha le seguenti
caratteristiche:
● lingua-oggetto vista come reticolo di strutture e unita’ (fonema-morfema-
sintagma-frase);
● vengono curate soprattutto le abilita’ orali (laboratorio linguistico), ma quelle
scritte non vengono ignorate;
● l’apprendente e’ oggetto di un processo meccanicistico imposto dal metodo e
dalla sua filosofia (condizionamento operatorio del soggetto apprendente
secondo
la formula s-r);
● l’insegnante e’ un esercitatore che guida la pratica degli apprendenti, nonche’
un valutatore (mediante il language testing);
● in chiave meccanicistica vengono curate tutte le unita’ costitutive della lingua,
mediante esercizi strutturali (pattern drills)
METODO AUDIO-ORALE CONTRASTIVO
L’insegnante non deve ricorrere alla L1 degli apprendimenti, ma deve conoscerla per
insistere sulle possibili difficoltà derivanti dal transfer negativo della loro L1 e nel suo
volume Linguistics across cultures Lado sotiene che nel paragone fra la lingua nativa e
quella straniera risiede la chiave per riuscire facilmente o con maggiore difficoltà
nell’apprendimento di una lingua.
Roert lado
NOVITA DELL’APPROCCIO STRUTTURALISTA
Per la prima volta alla base di un approccio glottodidattico c’è una più generale teoria
dell’apprendimento: nasce la glottodidattica come disciplina scientifica, e i metodi
nati in seno a questo approccio indìtroducono il LANGUAGE TESTING che per la prima
volta mette concretamente in relazione INSEGNAMENTO e VERIFICA
DELL’APPRENDIMENTO, in seguito anche l’introduzione del laboratorio linguistico, con
conseguente approfondimento dell’aspetto fonetico della lingua ( ancora oggi nei lab.
si usano dei materiali strutturalisti per gli esercizi di pronuncia ).
Approccio ancora usato in alcuni corsi di lingua del C.A.L.L e nel M.A.L.L
All’improvviso la necessità di addestrare tanti soldati ad imparare altre lingue oltre
l’inglese visto che il conflitto era mondiale, quindi si doveva pensare ad un
programma di addestramento per i soldati Americani che durasse poco, efficace, e
che desse degli elementi utili per comprendere e comunicare nella lingua di nemici o
alleati ( su misura ).
In questi anni nasce il primo laboratorio linguistico e in quegli anni andava di moda
una teoria riguardo all’acquisizione della lingua materna ovvero: LA TEORIA
NEOCOMPORTAMENTISTA (skinner) ( teoria della psicologia, perché l'insegnamento
delle lingue, con l'avvento del Neocomportamentismo, smette di essere basato solo
sulla letteratura o sulla filologia e inizia a fondarsi sullo studio scientifico del
comportamento umano ).
Nel senso che il bambino impara a parlare la lingua perchè è stato stimolato così
dall’ambiente esterno e ha acquisito stimolo dopo stimolo una serie di abitudini
meccaniche, la lingua diventa un muscolo da allenare con una serie di "pesi" (esercizi
ripetuti) finché il movimento non diventa automatico (skinner), la sua idea di
acquisizione della lingua materna invece bloomfield dice che si può fare la stessa
cosa anche per la lingua seconda senza tradurre, senza grammatica ma stimoliamo
continuamente l’apprendente così che anche lui velocemente parlerà la lingua
seconda ( APPROCCIO STRUTTURALISTA )
Chomsky mette in crisi il neocomportamentismo, cambia il modo di vedere
l’apprendente in questo caso il bambino, e nel 72 Del Hymes elabora il concetto di
communicative competence come risposta critica alla proposta di Chomsky, perchè
mentre chomsky si concentrava sulla conoscenza grammaticale astratta del parlante (
sapere la lingua ), hymes sosteneva che la vera competenza implica la capacità di
usare la lingua in modo appropriato all’interno di un contesto socio-culturale.
Dice che un bambino appena nato assieme alla lingua materna induttivamente
acquisisce anche qualcosaltro, quindi non solo il bambino induttivamente acquisisce
le regole di trasformazione delle frasi, ma anche tutta una serie di sottocompetenze
che fanno parte della cosidetta competenza comunicativa.
Si riferisce a tutto ciò che accompagna il linguaggio verbale ma non è fatto di parole o
grammatica.
Non stiamo parlando della pronuncia delle parole (che è linguistica), ma di come
moduliamo la voce per cambiare il senso della frase:
● Tono e Intonazione: Un bambino impara presto che la stessa frase può essere
una domanda, un comando o un sarcasmo solo cambiando la curva
dell'intonazione.
● Ritmo e Velocità: Parlare velocemente può indicare ansia o urgenza; parlare
lentamente può indicare solennità o stanchezza.
● Volume: Sapere quando alzare la voce per attirare l'attenzione o abbassarla
per confidare un segreto.
● La gestione delle pause: Sapere "stare in silenzio" è una competenza
paralinguistica fondamentale. Il bambino impara quanto tempo deve passare
tra un turno di parola e l'altro, Impara che un silenzio prolungato dopo una
domanda può significare imbarazzo, disaccordo o riflessione.
● le espressioni facciali
Tutti questi sono TRATTI SOVRASEGMENTALI appartengono al paralinguaggio e
saperli usare e capire rientra nella sottocompetenza paralinguistica, per Chomsky il
bambino deve solo "attivare" la grammatica universale. Per Hymes, se il bambino
imparasse solo le regole di trasformazione delle frasi (la competenza linguistica) ma
non la competenza paralinguistica, sarebbe come un computer: produrrebbe frasi
grammaticalmente perfette ma socialmente fuori luogo.
Hymes sostiene che il bambino non è un "puro grammatico", ma un attore sociale
che impara a usare la voce come uno strumento per navigare le relazioni.
In sintesi, la competenza paralinguistica è il codice dei segnali vocali non verbali che
rende la comunicazione efficace e umana, trasformando la lingua da struttura
astratta a comportamento sociale.
L’approccio nuovo che nasce dalla seconda metà degli anni 70 in poi è L’APPROCCIO
COMUNICATIVO.
La teoria degli Speech Acts nel 1962 elaborata da John Austin dice che l’unità minima
di analisi della lingua è l’atto linguistico, quando noi parliamo facciamo cose e
descrive i vari tipi di atto linguistico, es. il commissivo ( che riguarda la promessa ), il
dichiarativo… espressioni che hanno una conseguenza.
Questa teoria si sposa perfettamente con la critica di Dell Hymes a Chomsky: se
Chomsky vede la lingua come una struttura mentale, Austin la vede come un agire,
dire qualcosa equivale a compiere un’azione.
Nasce negli anni 70 il METODO SITUAZIONALE il primo metodo nato insieme agli
approcci comunicativi, e iniziano a nascere i primi libri divisi per situazioni adesso i
libri sono divisi per capitoli che riguardano determinate situazioni ( immagine,
dialogo..), da li poi nascerà il METODO NOZIONALE FUNZIONALE mira a far realizzare
delle funzioni linguistiche ( chiedere, chiedere scusa, saper ordinare al ristorante ) e ti
da le nozioni linguistiche che ti servono di volta in volta per fare quella situazione
( molto vicino ai libri di scuola e soprattutto nel contesto dell’insegnamento delle
lingue straniere agli adulti perchè nasce con un progetto dell’UE, mirava proprio a
stabilire che cosa ci fosse dentro un libro di testo per l’insegnamento di una lingua
straniera ad adulti che mirassero a vivere in quel paese dove si erano trasferiti con un
livello soglia, quindi il minimo indispensabile per vivere in un paese dove ti trasferisci
COMMON EUROPEAN FRAMEWORK OF REFERENCE FOR LANGUAGES:
QUADRO COMUNE EUROPEO DI RIFERIMENTO PER LE LINGUE (QCER)
CONTESTO STORICO
All’inizio degli anni 90 l’unione europea e il consiglio d’europa avvertono la necessità
di un quadro di riferimento europeo, ossia una descrizione dei livelli di competenza
linguistica raggiungibili da chi studia una lingua straniera, avrebbe favorito
l’elaborazione dei programmi di apprendimento e il riconoscimento reciproco delle
certificazioni nei sistemi di istruzione dei vari paesi membri.
Il consiglio d’europa sviluppa a partire dal 1991 un apposito progetto che si conclude
nel 2001 con la pubblicazione del quadro comune europeo di riferimento per le
lingue:
● APPRENDIMENTO
● INSEGNAMENTO
● VALUTAZIONE
tradotto in italia nel 2002, L’UE ci da proprio delle linee guida per studiare, insegnare
e valutare la competenza comunicativa delle lingue ma anche quella culturale.
CHE COSA E IL QCER?
● Documento di politica linguistica ( salvaguardare e potenziare la diversità
linguistica e culturale dell’europa )
● Rassegna dei parametri che ogni istituzione educativa dovrebbe prendere in
considerazione nella formazione linguistica (bisogni comunicativi, obiettivi di
apprendimento, programmazione, scelta e produzione di materiali,
valutazione e controllo);
● Descrizione strutturata e coerente delle competenze linguistiche (ma non
solo) necessarie ad agire in un determinato contesto socio-culturale;
● Modello di descrizione della lingua e dei processi di
insegnamento/apprendimento linguistico;
Il QCE si situa nel contesto delle politiche linguistiche del Consiglio d'Europa e, in
particolare, della "promozione del plurilinguismo quale risposta alla diversità
linguistica e culturale in Europa".
Si propone di fornire “[…]una base comune per l’elaborazione di programmi, linee
guida curricolari, esami, libri di testo. Descrive in modo esaustivo ciò che chi studia
una lingua deve imparare per usarla per comunicare e indica quali conoscenze e
abilità deve sviluppare per agire in modo efficace.
La descrizione riguarda anche il contesto culturale nel quale la lingua si situa. Inoltre il
Framework definisce i livelli di competenza che permettono di misurare il progresso
dell’apprendente ad ogni stadio del percorso, nella prospettiva dell'educazione
permanente.” (QCER, p.1)
STRUTTURA DEL QCER
Questo testo fornisce ottimi spunti per l’identificazione delle competenze da
raggiungere in una lingua straniera nei termini generali (sapere, saper fare, saper
essere, saper apprendere) e comunicativi (linguistiche, socio-linguistiche,
pragmatiche) ed inoltre propone precisi descrittori di competenze/capacità
comunicative, articolati in tre livelli generali, ognuno dei quali è articolato in
sottolivelli (A1-A2-B1-B2-C1-C2).
LE COMPETENZE GENERALI:
● Sapere (conoscenze dichiarative): conoscenza del mondo, della società e della
cultura, consapevolezza interculturale);
● Saper fare (know-how) e abilità (skill): abilità sociali, tecniche, del tempo
libero, ecc.;
● Saper essere (competenza esistenziale): atteggiamenti, valori morali,
convinzioni, stili cognitivi, fattori della personalità;
● Saper apprendere: integrare nuove conoscenze modificando quelle esistenti
(sensibilità alla lingua, capacità di sviluppare abilità di studio, capacità di
affrontare nuove esperienze).
LA COMPETENZA LINGUISTICO-COMUNICATIVA
● dimensione linguistica (c. lessicale, grammaticale, semantica, fonologica,
ortografica)
● dimensione sociolinguistica (rapporti sociali e regole di cortesia, registri,
varietà diatopiche, ecc.)
● dimensione pragmatica (c. discorsiva e testuale, funzionale, schemi
interazionali -> riferimento all’impostazione del Livello Soglia)
LIVELLI COMUNI DI RIFERIMENTO:
● A: LIVELLO ELEMENTARE - A1 ( Contatto ) - A2 ( Sopravvivenza )
● B: LIVELLO INTERMEDIO - B1 ( Soglia ) - B2 ( Progresso )
● C: LIVELLO AVANZATO - C1 ( Efficacia ) - C2 ( Padronanza )
cap 4 bosisio chini
APPROCCI UMANISTICO AFFETTIVI ( influenzati dalla psicologia )
Si affermano in epoca più recente a partire degli anni 80 soprattutto negli USA ma
anche in europa, i CARATTERI PRINCIPALI sono:
● lo spostamento attenzione sul binomio insegnante - apprendente sul rapporto
che si instaura tra le due figure
● il rapporto tra insegnante e apprendente tende a ricalcare quello tra analista e
paziente ( psicologia clinica ), far sentire l’apprendente a proprio agio.
● ricerca di rapporti didattici che sappiano minimizzare le resistenze
psico-affettive dell’apprendente
PERCHÉ “ UMANISTICO-AFFETTIVI” ( abbassare il filtro affettivo negli apprendenti )
UMANISTICO: l’aggetivo rimanda alla concezione appunto umanistica di riscoperta e
valorizzazione della personalità del soggetto.
( la psicologia umanistica è un indirizzo psicologico, sorto negli USA, secondo il quale
non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma piuttosto il bisogno di
conoscere, esprimersi, di relazioni gratificanti e di autorealizzazione )
AFFETTIVO: valorizzare il patrimonio di “affettività” dell’apprendente e rimuovere
ogni fattore ansiogeno nel rapporto didattico, anche grazie ad un insegnante che
funge da guida discreta, consigliere e confidente.
PRINCIPALI APPROCCI: ( tutti questi approcci partono dalla base comune ovvero
l’esigenza di creare agio, senza questo diventa impossibile )
1. Total physical response (asher): approccio ideato da james asher 1979,
accostamento di parola e azione: ad una serie di ordini impartiti in LS
dall’insegnante corrisponde una serie di risposte fisiche da parte
dell’apprendente, il carattere lucido di questo approccio elimina le esperienze
ansiogene ( il focus è sul movimento fisico, muovendo il corpo si riducono le
ansie e tensioni che ci possono essere nel momento in cui ci si trova a
imparare una lingua diversa )
2. community counselling o community language learning (curran): ideato dallo
psicologo e psicanalista Charles Curran 1976 questo approccio vede
l’insegnante in un ruolo di “consigliere” ( counsellor ) che appunto consiglia e
da suggerimenti a piccoli gruppi di apprendenti restando però esterno ad essi,
( l’insegnante fa un passo indietro, lascia libertà e segue l’apprendente nel
proprio percorso dandogli consigli, come se fosse un terapeuta ) il ruolo
dell’insegnante cambia ( affetto dalla psicologia )
3. natural approach (krashen e terrel): cerca di creare un metodo di
apprendimento che si allinei all’acquisizione naturale della lingua, si ispira
all’acquisizione dei bambini, il punto di partenza è la capacità di comprensione
della lingua da parte dell’apprendente, senza questa fase preliminare di
comprensione da parte dell’apprendente non potrà imparare.
Consiste 5 ipotesi sulla base delle quali l’insegnante pianifica le lezioni
Perchè naturale? perchè come affermavamo anche i metodi diretti o naturali il
processo di apprendimento di una lingua straniera segue dei principi simili a
quelli che governano l’acquisizione della lingua materna da parte dei bambini.
ASPETTI TEORICI: Il fulcro del natural approach è la “comprensione”: secondo
krashen e terrell una lingua si acquisisce davvero solo quando si arriva a
comprenderla, prima che a parlarla ( fornire un input comprensibile ), le abilità della
ricezione prima di quelle della produzione.
LE 5 IPOTESI DI KRASHEN:
1. Acquisizione e apprendimento: l’acquisizione consiste in un processo di
assorbimento spontaneo e naturale tramite comprensione ed uso della lingua
target ( lingua madre ) ( ma anche nei casi in cui lavoriamo in un contesto in
cui si parla una lingua che non conosciamo e riusciamo ad acquisirla, senza
studiarla ma solo attraverso il contatto con i colleghi, es. nelle comunità di
migranti ) / l’apprendimento è un processo di studio consapevole della lingua
target mediante le regole
2. monitor: tutti gli apprendenti hanno un meccanismo mentale di controllo e
correzione ( non esterno ) mentre apprendono una lingua, nel processo di
acquisizione esso agisce poco, mentre durante l’apprendimento è importante
che ci sia la correzione degli errori, dovrà avvenire solo in presenza di 3
condizioni ( tempo = nei momenti giusti, attenzione alla forma = consentire
una riflessione sulla forma , conoscenza delle regole )
3. ordine naturale: l’acquisizione delle strutture grammaticali segue un ordine
naturale: chi studia una lingua straniera acquisisce determinate strutture
prima di altre, e lo stesso avviene per la lingua madre ( anche se chi apprende
una L2 è sempre influenzato dalle strutture della propria L1 )
4. input ( i+1 ): come si acquisisce una lingua, ovvero come si giunge da un livello
di competenza i ad un livello i+1 ( input leggermente superiore ), l’ipotesi di
krashen in merito è che la condizione necessaria è che l’apprendente
comprenda un input di contenuto i+1: la lingua viene assorbita meglio quando
l’apprendente comprende un messaggio contenente informazioni/strutture al
di sopra delle proprie conoscenze
5. filtro affettivo: è una sorta di barriera/scudo interiore che l’apprendente alza
evitando di esporsi alla lingua, bloccando così il processo di acquisizione.
Spesso tale atteggiamento nasce quando l’atmosfera e il contesto di studio
influiscono negativamente sul discendente.
Bisognerà quindi creare un ambiente privo di tensioni, che influisca
positivamente sull’apprendimento, che si può alzare quindi aumenta l’ansia
provocata da vari fattori e si abbassa quando ci sono fattori che favoriscono
l’agio.
1.
2.
3.
4. silent way (gattegno): messo a punto da caleb gattegno ( 1972 ), il nome di
questo approccio si riferisce al ruolo silenzioso dell’insegnante il più possibile
( l’influenza della psicoterapia, la tecnica del silenzio per stimolare i pazienti
a parlare e in terapia si trascorrono minuti e minuti in silenzio e a un certo
punto parlerà ) ( per stimolare a esprimersi nella lingua target ) che
programma le attività prima presentandole in classe in LS, poi seguendole con
la massima discrezione mentre vengono svolte dai discenti ( limitandosi ad
annuire quando gli esercizi sono corretti ), ecco il significato e la funzione dei
Fidel nel dettaglio:
Cosa sono: Sono tabelle che raggruppano tutte le possibili grafie (lettere o
combinazioni di lettere) che corrispondono ai vari suoni della lingua studiata.
( FIDEL )
Il ruolo del colore: La caratteristica principale è che sono codificati per colore.
Ogni colore rappresenta un suono specifico della lingua.
Ad esempio, se il suono "o" è associato al colore arancione, tutte le
combinazioni di lettere che producono quel suono (in francese potrebbero
essere o, au, eau) saranno scritte in arancione sulla tabella Fidel.
A cosa servono: Aiutano gli studenti a capire le corrispondenze tra grafia e
fonologia (come si scrive e come si pronuncia una parola) senza che
l'insegnante debba parlare.
○ Permettono di visualizzare le irregolarità ortografiche: grafie diverse ma
dello stesso colore indicano lo stesso suono.
○ L'insegnante punta i simboli sulle tabelle per guidare gli studenti a
"costruire" la pronuncia delle parole in modo autonomo.
In sintesi, la slide indica che i Fidel sono la mappa visiva e cromatica del sistema
fonetico e ortografico di una lingua, permettendo all'insegnante di restare
"silenzioso" mentre gli studenti decodificano i suoni.
5. suggestopedia: ( psicologia, suggerimento ) ideato dal bulgaro lozanov 1978 si
rifà alle tecniche della psicologia clinica, il termine si riferisce alla parola
inglese suggestion “suggerimento” e indica appunto il ruolo dell’insegnante
che si limita a suggerire e consigliare senza mai diventare invasivo ( cfr.
community counselling c’era sempre questa funzione guida ma era molto più
presente ), l’aspetto innovativo che questo approccio possiede rispetto al
Community councelling è quello che deriva dalle sedute psicoterapeutiche:
1. poltrone confortevoli
2. musica barocca in sottofondo
3. le tecniche di rilassamento
E attraverso questi aspetti folkloristici si snodano i 3 momenti didattici:
1. presentazione dei materiali linguistici
2. memorizzazione dei materiali a livello inconscio
3. revisione materiali mediante conversazioni, giochi, role plays….
Tutto ciò serve per renderli + predisposti a un apprendimento efficace
APPROCCIO INTEGRATO: locuzione proposta da gianfranco porcelli nel 1994 per
riferirsi a un sistema nel quale ogni aspetto interagisce con gli altri, influisce su di essi
e ne subisce a sua volta degli influssi, si tratta di una proposta globale che incorpora
le evoluzioni precedenti, e la centralità dell’apprendente ma anche del docente
QUALE APPROCCIO MIGLIORE ? :In sintesi, l'ultima slide afferma che non esiste un
unico metodo "perfetto" in assoluto perché l'efficacia dell'insegnamento dipende
interamente dalle caratteristiche e dai bisogni di chi impara.
L'approccio considerato migliore è quello eclettico e pragmatico, capace di integrare
diverse strategie e strumenti provenienti da metodi differenti, anche opposti tra loro.
L'insegnante deve quindi essere flessibile e pronto a sperimentare con imparzialità,
scegliendo di volta in volta le tecniche più adatte non solo agli obiettivi pratici, ma
anche al contesto cognitivo e culturale degli allievi.
1) DIDATTICA DEL LIVELLO FONETICO-FONOLOGICO:
- FONETICA-FONOLOGIA DELL’ITALIANO
- FONETICA-FONOLOGIA DELL’ITALIANO NELL’APPRENDERE ALTRE LINGUE
- TECNICHE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA FONETICO-FONOLOGICA
2) GRAMMATICA E COMPETENZA METALINGUISTICA
- DEFINIZIONE DI GRAMMATICA
- DEFINIZIONE DI COMPETENZA METALINGUISTICA
- TECNICHE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA METALINGUISTICA
FONETICA E FONOLOGIA:
Qual’è la differenza?
Sono 2 aree della linguistica che studiano il 1 livello delle lingue in cui le unità sono +
piccole.
FONETICA: foni, con il modo in cui noi pronunciamo le parole di una lingua
FONOLOGIA: fonemi sono i foni che hanno valore distintivo, che hanno il potenziale
di cambiare significato di una parola, es. le coppie minime ( cane-pane )
PRONUNCIA STANDARD E VARIABILITA DIAFASICA
● Importanza di usare il registro più appropriato a una determinata situazione
comunicativaù
● Pronuncia standard > prestigio sociale
● possibilità di alternare tra le varietà del proprio repertorio linguistico a
seconda delle situazioni
TECNICHE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA FONETICO-FONOLOGICA:
1) Rendere centrale all’ascolto e all’uso della lingua orale:
● Role-play
● Descrizione di foto
2) L’uso della trascrizione fonetica IPA
3) Riflessione contrastiva tra suoni L1 e L2 ( i foni che si conoscono già e i foni nuovi
della lingua che si sta apprendendo, mostrando i punti in comune e di divergeza )
4) Riflessione contrastiva tra inventario fono-grafematico L1 e inventario
fono-grafematico L2
GRAMMATICA E RIFLESSIONE METALINGUISTICA
GRAMMATICA: le regole di una lingua, lo scheletro della lingua.
Il metalinguaggio è la lingua che usiamo per parlare della lingua stessa, la parola
metalinguaggio è composta da un prefisso ( meta ), la lingua usata per parlare della
lingua, la COMPETENZA METALINGUISTICA ( ci si riferisce alla capacità di riflettere
sulla lingua usando la lingua stessa ).
La competenza metalinguistica ovvero la capacità di parlare della lingua e conoscere
la grammatica della lingua può essere basata su una:
1. CONOSCENZA IMPLICITA ( NON CONSAPEVOLE ): tipica nei contesti di
acquisizione spontanea
2. CONOSCENZA ESPLICITA ( CONSAPEVOLE ): essere in grado di individuare le
regole di una lingua, applicarle e spiegare ad un'altra persona ( contesti guidati
in cui c’è un insegnante che insegna una lingua in uno spazio fisico )
DIBATTITO INTERNAZIONALE SUL RUOLO DELLA CONOSCENZA ESPLICITA DELLA
GRAMMATICA DI UNA LINGUA
Cioè fino a che punto serve memorizzare la regola di una lingua di una grammatica
per poter poi applicare per poi parlarla correttamente, ci sono posizioni diverse tra gli
studiosi che pensano che la maggior parte della competenza linguistica si sviluppi
tramite un assorbimento spontaneo a partire da un imput magari costruito da un
insegnate ma senza l’esplicitazione delle regole grammaticali, mentre ci sono persone
che riflettere esplicitamente sulle regole di una lingua aiuti a impararla.
VISIONI AMPIA DELLA GRAMMATICA:
● Regole formali ( insegnabili e applicabili )
● la grammatica nasce dall’uso reale dei parlanti in contesto, nasce dalla
dimensione sociolinguistica e dalla dimensione funzionalista quindi lo scopo
con cui noi usiamo la lingua
VARI GRADI E MODALITÀ DI RIFLESSIONE METALINGUISTICA
In base al profilo degli apprendenti in base al SILLABO ( contiene un elenco e
sequenza degli obiettivi di apprendimento e all’interno di un approccio
comuncativo si divide in 3 ):
● Motivazione ( iscriversi all’università vs inserirsi in un contesto lavorativo )
● Età ( bambini vs adulti )
● Grado di istruzione ( primaria vs universitaria )
1. SILLABO FUNZIONALE: che riguarda le funzioni comunicative, gli obiettivi
dell’insegnamento per lo sviluppo di abilità da parte dell’apprendente
2. SILLABO GRAMMATICALE: L’insieme delle regole che servono per realizzare le
funzioni comunicative oggetto dell’insegnamento
3. SILLABO LESSICALE: le combinazioni di parole che bisogna imparare per usare
correttamente le regole
RISORSE PER LA RIFLESSIONE METALINGUISTICA:
● GRAMMATICHE PEDAGOGICHE: destinate agli apprendenti, presenti o in una
parte finale o in pillole distribuite nelle diverse unità
● GRAMMATICE DI RIFERIMENTO PER APPRENDENTI: destinate a docenti e
apprendenti di consultazione per approfondire quanto presente nel manuale
● GRAMMATICHE DESCRITTIVE: pensate per gli insegnanti / studiosi che
descrivono la lingua nel modo più completo possibile e corposo
COME STIMOLARE LA RIFLESSIONE METALINGUISTICA IN MODALITÀ
INTERAZIONALE:
● FEEDBACK ESPLICITO ( DIRETTO ): il docente spiega la regola, correggendo un
errore e invitare l’apprendente a corregersi
● FEEDBACK IMPLICITO ( INDIRETTO ): il docente che si accorge dell’errore o la
mancata comprensione guiderà l’apprendente alla scoperta della regola
attraverso:
- VERIFICA DI UN’IPOTESI
- RIFORMULAZIONE
LESSICO, SEMANTICA e LINGUAGGI SPECIALISTICI
LESSICO: insieme delle parole e delle locuzioni ( le combinazioni ) che compongono
una lingua, sia di una lingua di una persona/ figura specifica o il lessico di un ambito
specifico
SEMANTICA: branca della linguistica che studia il significato
IL RAPPORTO TRA LESSICO E SEMANTICA
Molto stretto perchè:
● il lessico è l’elemento materiale della lingua perchè riguarda le parole, ciò che
le unisce, può essere visto come il veicolo che serve per esprimere un
significato cioè un determinato tipo di valore che viene trasportato dalla
semantica.
● mentre la semantica è ciò che rende il lessico utilizzabile perchè per semantica
si intende l’architettura logica e cognitiva del lessico.
Le parole di una lingua possono avere delle caratteristiche diverse per esempio nel
lessico possiamo trovare le parole contenuto ( piene )perchè contengono un
significato lessicale es. ( cinema,bello, mangiare, dormire ).
Si contrappongono a un’altra categoria di parole funzione ( vuote ) perchè il
significato che veicolano è di tipo grammaticale ( articoli,pronomi…)
SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO:
DENOTATIVO: Si riferisce a qualsiasi oggetto appartenente alla classe del referente es.
volpe > qualsiasi animale considerato volpe.
CONNOTATIVO: si riferisce al modo in cui noi indichiamo il referente, quindi
all’atteggiamento del parlante, es. dire che qualcuno è una volpe.
es. ORO= connotazione è il metallo prezioso di colore giallo, denotazione è qualcosa
di perfetto di grande valore ( un ragazzo d’oro )
LA STRUTTURA DEL LESSICO
RAPPORTI PARADIGMATICI: riguardano l’asse verticale, della scelta, riguardano il
legame tra la parola che usiamo e tutte quelle che avremmo potuto usare, scegliere
la parola + adatta.
RAPPORTI SINTAGMATICI: l’asse orizzontale, della combinazione, la scelta che
riguarda la sequenza delle parole che decidiamo di inserire in un enunciato
TIPI DI RAPPORTI PARADIGMATICI:
1. SINONIMIA: La scelta di parole che condividono lo stesso significato
denotativo ma si differenziano per connotazione, nella nostra mente possiamo
trovare diverse alternative per sostituire una parola
2. ANTONIMIA: rapporti di opposizione tra le parole
3. IPERONIMIA: parole che fanno parte di uno stesso campo lessicale e possiamo
scegliere una parola più specifica o generica
RAPPORTI SINTAGMATICI:
1. RESTRIZIONI DI SELEZIONE ( DELLE PAROLE ): queste restrizioni possono
riguardare:
- il piano logico-concettuale: scegliere le parole da inserire in un enunciato, in
base alla loro compatibilità logica ( evita le assurdità )
- il piano della solidarietà semantica: si verifica quando il significato di una
parola contiene già in sé il tratto semantico dell'altra. C'è una dipendenza
contestuale talmente stretta che la scelta di un termine è predeterminata
dall'altro (Abbaiare implica necessariamente un cane, Miagolare implica un
gatto) (rispetta i legami obbligati dal significato)
- il piano delle convenzioni lessicali: Qui la logica e la semantica pura passano
in secondo piano: comanda l'abitudine.
Sono le cosiddette collocazioni, ovvero combinazioni di parole che si usano
regolarmente insieme per pura convenzione culturale e linguistica, la lingua
"decide" che una certa coppia di parole suona naturale, mentre un'altra (pur
identica nel significato) suona sbagliata (segue le usanze e i modi di dire di una
specifica lingua)
2. LE COMBINAZIONI DI PAROLE caratterizzate da:
- Frequenza: parole (compaiono vicine) nello scritto e nel parlato con una
frequenza statistica molto più alta rispetto a combinazioni casuali.
- Non predicibilità: Non si può prevedere il significato totale della combinazione
partendo dalle singole parole
- Processate come unità singole: Nel nostro cervello (nel lessico mentale)
queste combinazioni non vengono "costruite" pezzo per pezzo ogni volta
applicando le regole della grammatica.
PERCHÉ CONCENTRARSI SULLE COMBINAZIONI LESSICALI NELL’ APPRENDIMENTO
L2?
1. LA NATURA DEL LESSICO: Le combinazioni lessicali non sono eccezioni, ma
rappresentano la maggior parte delle unità lessicali prodotte dai parlanti nativi
(53-80% delle produzioni totali). Co-occorrenza e Lexical Priming: Ogni parola
non vive da sola, ma è caratterizzata da una specifica probabilità di presentarsi
insieme ad altre parole (lexical priming).
2. LA NATURA DELL’APPRENDIMENTO LESSICALE: Ostacolo persistente: Le
combinazioni lessicali costituiscono un'area di forte difficoltà per gli
apprendenti di una seconda lingua, anche quando raggiungono livelli di
competenza avanzati. Isole di affidabilità (Islands of reliability): Fungono da
punti di appoggio sicuri e formule fisse che gli studenti usano come base di
sviluppo e "trampolino di lancio" per migliorare la propria competenza
linguistica generale.
3. LA NATURA DEL PROCESSING LESSICALE: Si intende il "processamento"
cognitivo che avviene nella mente durante l'uso effettivo della lingua, sia nella
fase di produzione scritta che in quella orale. È l'oggetto di studio principale
della psicolinguistica. Non predicibilità: Non si può prevedere il significato
totale della combinazione partendo dalle singole parole.
Nel nostro cervello queste combinazioni sono memorizzate in blocco.
Non vengono "costruite" pezzo per pezzo ogni volta applicando le regole della
grammatica, garantendo così maggiore fluidità e rapidità d'uso.
LINGUA PER LO STUDIO E LINGUAGGI SPECIALISTICI
DEFINIZIONE LINGUA PER LO STUDIO: “Il modo di usare la lingua L1 o L2/LS per
studiare e comprendere contenuti disciplinari, per capire e produrre testi di vario
genere, per agire e interagire anche oralmente con la lingua” “la lingua per lo studio
viene definita anche la lingua del riassunto e della presa di appunti, delle abilità
integrate per studiare”.
CARATTERISTICHE:
1. ORGANIZZAZIONE GERARCHICA DELLE INFORMAZIONI:per distinguere le
informazioni in base a diversi livelli di importanza
2. CHIAREZZA NEL RENDERE GLI SNODI CONCETTUALI: per agevolare la
comprensione dei legami logici tra le diverse informazioni ( strumenti:
schemi,evidenziazioni,grassetti,ecc…)
3. RIFERIMENTI ALLE INFORMAZIONI GIÀ NOTE: per un approccio ciclico alla
costruzione del sapere e per svilupparne una visione unitaria, non
frammentata
LINGUAGGI SPECIALISTICI ( SETTORIALI,SPECIALI )
DEFINIZIONE: varietà linguistiche utilizzate da gruppi di esperti in settori specifici
dell’attività umana ( scienza, tecnologia, economia, diritto ), il loro obiettivo è la
precisione ( una parola= un solo significato )e l’efficienza comunicativa.
INSEGNARE I LINGUAGGI SPECIALISTICI:
CORPORA: collezione di dati linguistici autentici, adatti al trattamento elettronico in
modo da essere rappresentativi di una lingua o di una varietà linguistica.
3 CARATTERISTICHE CHIAVE:
1. AUTENTICITA: consente di analizzare la lingua reale
2. FORMATO DIGITALE:
- consente di TOKENIZZARE ( operazione informatica che consente di
distinguere le parole le une dalle altre Il fatto che i testi siano in formato
digitale permette ai software di NLP (Natural Language Processing) di
"smontare" e analizzare la lingua )
- Lemmatizzare (ricondurre ogni parola al lemma di appartenenza: all’infinito,
mangiavo,mangia > mangiare)
- Pos-taggare (associare a ogni parola la sua categoria grammaticale: mangiare >
verbo, albero > nome)
3. RAPPRESENTATIVITA: Un corpus non viene creato accumulando testi a caso,
ma seguendo criteri specifici, deve essere uno specchio fedele della varietà
linguistica che vuole studiare.
Se il corpus è davvero rappresentativo, i risultati ottenuti dall'analisi di quel
campione possono essere generalizzatiall'intera lingua.
Ad esempio, permette di stabilire con certezza scientifica quali siano le parole
più usate in assoluto in italiano in un determinato anno.
TIPI DI CORPORA:
1. CORPORA DI RIFERIMENTO: contengono le diverse dimensioni di variazione di
una lingua
2. CORPORA DI PARLATO: contengono solo dati linguistici orali
3. CORPORA DI APPRENDENTI: contengono produzioni di apprendenti L2
4. CORPORA MULTILINGUI: contengono testi prodotti in lingue diverse
CORPORA RILEVANTI PER LA DIDATTICA DELLE LINGUE:
1. CORPORA DI NATIVI ( PARLANTI L1 ):
- ricerca funzionamento autentico della lingua target
- confronto con usi L2
2. CORPORA DI NON NATIVI ( PARLANTI L2 )
- confronto con usi L1
- analisi degli errori
COME SI USA UN CORPUS?
Attraverso l'interrogazione diretta (Query) tramite piattaforme dedicate e
l'estrazione dei dati per l'analisi offline, le ricerche all'interno di un corpus sfruttano
la ricchezza delle annotazioni digitali per isolare specifici fenomeni linguistici.
Le query si basano su tre livelli di informazione:
● Lemmatizzazione: Consente di cercare una parola partendo dalla sua forma
base (il lemma). Ad esempio, cercando il lemma andare, il sistema restituirà
tutte le forme flesse presenti nel testo (vado, andai, andante, andremo).
● PoS-tagging (Part-of-Speech): Sfrutta le etichette grammaticali assegnate a
ogni parola. (es. distinguere ancora come avverbio da ancora come sostantivo)
o per isolare intere categorie (es. cercare la struttura "Verbo + Avverbio").
● Metadati: Informazioni extralinguistiche associate ai testi, indispensabili per
filtrare i risultati. Tra i metadati più comuni troviamo:
○ Età e genere del parlante/scrivente.
○ L1 (Lingua madre): Cruciale nella didattica per studiare l'interlingua
degli studenti stranieri.
○ Tipologia testuale (es. saggio accademico, conversazione spontanea,
email).
SCARICANDO E ANNOTANDO I DATI PER DIVERSI OBIETTIVI:
● Download in txt
● Annotazione in Excel o altri software:
QUALI CONOSCENZE SULLA LINGUA DERIVANO DA UN’ANALISI BASATA SU UN
CORPUS?
L'approccio basato sui dati modifica radicalmente la percezione della lingua rispetto
alle grammatiche tradizionali. I tipi di conoscenza estratti dipendono strettamente
dalla tipologia di corpus utilizzato, ma in generale:
● Frequenza di una determinata forma: Rivela quali strutture o parole sono
statisticamente più naturali.
○ Esempio macroscopico: L'uso effettivo di espressioni come vedere un
concerto rispetto a ascoltare un concerto.
○
● Distribuzione di una determinata forma: Mostra come un termine si
comporta al variare dei registri o dei contesti.
○ Esempio: L'avverbio/particella mica presenta una distribuzione
massiccia nei contesti informali o nel parlato, mentre tende a
scomparire nei contesti formali e nella saggistica scritta.
○
● Errori L2 a diversi livelli di competenza: Attraverso i Learner Corpora (corpora
di apprendenti), i docenti possono mappare scientificamente quali errori
(morfosintattici, lessicali, pragmatici) sono tipici di un livello A2 rispetto a un
livello B2, ottimizzando i programmi d'aula.
OGNI CORPUS SI DIFFERENZIERA PER:
1. Quantità di dati: Le dimensioni complessive (espresse in numero di token o
parole totali), che possono variare da poche migliaia di parole a miliardi di
parole per i web-corpora.
2. Tipi di dati: Testi scritti, sottotitoli televisivi, o formati misti.
3. Tipi di parlanti: Madrelingua (L1), apprendenti di una lingua straniera (L2),
4. Contesti comunicativi: Livello di formalità, canali di comunicazione (scritta,
orale)
LE 4 PIATTAFORME:
1. Search-IT Piattaforma specialistica ottimizzata per l'interrogazione di corpora di
italiano, inclusi l'italiano L2 e le varietà regionali o di contatto
2. BNClab Strumento didattico e laboratoriale basato sul celebre British
National Corpus (BNC). È progettato specificamente per permettere a
studenti e docenti di esplorare la variazione linguistica dell'inglese
(cambiamenti d'uso in base a età, genere).
3. Sketch Una delle piattaforme professionali più potenti al mondo per la
Engine linguistica dei corpora. Permette di analizzare centinaia di lingue
diverse generando automaticamente "Word Sketches" (riassunti
automatici del comportamento e collocazionale di una parola)
4. Voyant Software orientato alle digital humanities. A differenza dei
Tools precedenti, non contiene un corpus predefinito: permette all'utente
di caricare i propri testi (es. una raccolta di temi della classe) e genera
istantaneamente visualizzazioni grafiche, nuvole di parole.
L'ANALISI DI TESTI L2 CON I CORPORA ( panoramica di corpora L2 disponibili per le
diverse lingue, e i metodi di analisi dei testi L2 )
ITALIANO L2: IL CORPUS CELI: Testi estratti dalle prove d’esame CELI 2,3,4,5 ovvero
B1,B2,C1,C2
L'analisi dei testi prodotti da apprendenti di una lingua seconda (L2) si basa sulla
convergenza tra la Linguistica dei Corpora e lo studio dell'Interlingua.
Criteri adottati nell’estrazione dei testi: Punteggio totale della prova d’esame e
punteggio totale assegnato alla produzione scritta.
PER TUTTE LE ALTRE LINGUE: LEARNER CORPORA AROUND THE WORLD
LA NASCITA DI UNA DISCIPLINA ( LEARNER CORPUS RESEARCH )
Obiettivo: costruzione e analisi di learner corpora verso la fine degli anni 80, L'ICLE
(International Corpus of Learner English) è, a livello mondiale il punto di riferimento
assoluto per chi studia la linguistica acquisizionale e la didattica della lingua inglese.
Raccoglie principalmente saggi argomentativi scritti da studenti universitari di inglese
come Lingua Straniera.
Si concentra su apprendenti di livello intermedio-avanzato / avanzato
(corrispondenti indicativamente ai livelli B2, C1 e C2 del QCER), raccoglie testi scritti
da studenti che condividono lo stesso livello di inglese ma che hanno lingue materne
(L1) completamente diverse (italiano, spagnolo, tedesco).
APPROCCI ALL’ANALISI DEI TESTI PRODOTTI DA APPRENDENTI, CONTENUTI NEI
CORPORA:
- Fenomeni atipici ( fenomeni che non rapresentano dei veri e propri errori ma
che differenziano la lingua dell’apprendente in maniera significativa rispetto
alla lingua dei nativi )
- Errori ( come classificarli ): elaborare uno schema di annotazione, inserire
etichette dello schema in colonna exel, quantificare le diverse tipologie di
errori.
TIPI TESTUALI E PRAGMATICA
LINGUISTICA DEL TESTO
Definizione di testo: viene dal latino che è tessuto, risale a molti secoli fa, questi 2
sistemi di fili si possono paragonare ai 2 principi chiave per la realizzazione dei testi
possono essere scritti e orali, sono la:
- COERENZA: la logicità dei concetti espressi
- COESIONE: fa riferimento al legame linguistico tra i concetti espressi, elementi
che fungono da “colla” all’interno del testo: pronomi,sinonimi…
Testi in lingue diverse potrebbero usare coesivi diversi, questi all’interno di un testo
funzionano quando il processo cognitivo del testo è fluido ovvero non bisogna
fermarsi e interrogarsi a cosa si riferisce un elemento coesivo.
Per rendere un testo tradotto efficace, i coesivi devono allinearsi agli usi linguistici
che caratterizzano la cultura.
TIPOLOGIE E GENERI TESTUALI
- TIPOLOGIE TESTUALI: legate alle intenzioni del mittente ( informare,spiegare )
- GENERI TESTUALI: legati ai contesti in cui vengono prodotti ( ricetta,lettera)
DEFINIZIONE DI PRAGMATICA
Dal greco azione, è un ambito della linguistica che studia l’uso linguistico nella sua
dimensione sociale, studia:
- il modo in cui gli usi linguistici vengono interpretati
- gli effetti che gli elementi linguistici ed extra producono nell’elaborazione di
tale interpretazione
ATTI LINGUISTICI
lingua=azione
● ATTI LOCUTORI: la forma linguistica che assume il messaggio
● ATTI ILLOCUTORI: lo scopo dell’interlocutore che formula il messaggio
● ATTI PERLOCUTORI: effetto che il messaggio produce sul ricevente
IMPLICATURE CONVERSAZIONALI
1. MASSIMA DELLA QUANTITA’: bisogna rispondere all’interlocutore in misura
adeguata al messaggio ricevuto
2. MASSIMA DELLA QUALITA’: bisogna rispondere all’interlocutore in modo
veritiero al messaggio ricevuto
3. MASSIMA DELLA RILEVANZA: bisogna rispondere all’interlocutore in modo
pertinente al messaggio ricevuto
4. MASSIMA DEL MODO: bisogna rispondere all’interlocutore in modo chiaro al
messaggio ricevuto.
( LE 4 MASSIME DEL PRINCIPIO DI COOPERAZIONE TRA PARLANTI )
In base al principio di cooperazione, l’interlocutore che si accorge della violazione di
una massima continua a cooperare individuando l’eccedenza comunicativa, in modo
tale da interpretare correttamente il messaggio.
PRESUPPOSIZIONI: che nello scambio comunicativo vengono considerate valide e
condivise tra gli interlocutori, non vengono esplicitate ma sottese alla frase
COMPETENZA PRAGMATICA: Capacità di agire e interagire in una lingua in modo
efficace e adeguato al contesto comunicativo in linea con gli scopi prefissati, presente
nel QCER.
TECNICHE DIDATTICHE PER LA REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA
LINGUISTICO-COMUNICATIVE IN L2:
TIPOLOGIE DI ATTIVITA: “ATTIVITA” è utilizzato anche dal QCER per indicare azioni
che l’apprendente compie sfruttando le proprie abilità, e non è soggetto al pari
dell’insegnante, e per determinare il livello di una attività bisogna consultare le griglie
del QCER
LE ABILITÀ CHE GLI APPRENDENTI DI L2 DEVONO SVILUPPARE, ovvero gli obiettivi
che le attività da proporre possono avere:
- RICEZIONE: orale,scritta,audiovisiva(l’attività predisposta per la comprensione)
- PRODUZIONE: orale, scritta
- INTERAZIONE: orale,scritta
- MEDIAZIONE: orale,scritta
TECNICHE LUDICHE:
- TECNICHE LUDICO-FORMALI: il focus è sulla forma
- TECNICHE LUDICO-SEMANTICHE: il focus sono sulle forme e significati
- TECNICHE LUDICO-LOGICHE: il focus è sulla forma, significato, ragionamento
- TECNICHE LUDICO-COMUNICATIVE: es. indovina chi?, gioco del mimo,
tombola