Storia.
dal comune alla signoria
dalla seconda metà del XIII secolo e durante il XIV secolo, assistiamo un periodo di grande crisi,
che riguarda tanto il papato quanto l’impero. Con la morte di Federico Secondo era tramontata la
possibilità di dar vita a uno Stato unitario in Italia, sull’esempio della monarchia francese e di
quella inglese. E ricordiamo inoltre che anche il papato viveva un periodo di grande fragilità in
quanto, dopo lo scontro fra il re di Francia Filippo il bello e Bonifacio ottavo, la sede papale era
stata trasferita ad Avignone e si ritrovava quindi sotto la protezione della corona francese. I
comuni italiani entrano in un periodo di declino, a causa dell’assetto interno delle città, i cui
problemi principali erano lo scarso coinvolgimento nella vita politica del popolo ( infatti il potere
era in mano ad una ristretta cerchia di cittadini) e un’elevata con ittualità sociale, dovuta sia alla
contrapposizione di quegli aristocratici che detenevano il potere, ma. soprattutto per l’ascesa
sociale ed economica dei nuovi ceti mercantili e imprenditoriali. Questa strutture porterà alla
nascita di fazioni opposte e continuamente in con itto fra loro, i guel e i ghibellini, i primi
sostenitori del papato e i secondi dell’impero. Per porre rimedio a queste lotte interne viene
introdotta la gura del podestà, un magistrato chiamato a governare in modo imparziale, ma
anche questo non riuscì a ricomporre le divisioni fra le famiglie più in uenti né a risolvere le
tensioni sociali. A partire dal XIII secolo si insedia quindi una nuova forma di governo: la signoria. I
signori furono gure diverse fra loro: alcuni erano potestà che avevano imposto il loro dominio più
stabile, altri esponenti di famiglie prestigiose(i Visconti a Milano o gli Este a Ferrara) o ancora di
estrazione popolare (i Carrara di Padova o della scala a Verona). Il signore otteneva una delega
dagli organismi del comune e ciò portò a una distruzione delle libertà comunali, ma era un prezzo
che i cittadini pagavano volentieri in cambio della pace interna. Le signorie erano legittimate
ricevendo un riconoscimento dall’imperatore o dal Papa, trasformandosi così in principati. il
potere era quasi assoluto e ereditario e il signore operava in totale autonomia. Le signorie si
di usero in tutta l’Italia centro settentrionale, ma praticamente nessuno riuscì a creare un’entità
territoriale stabile di grande dimensione.
Ducato di Milano. A partire dal XIII secolo Milano, grazie ad una posizione geogra ca strategica, a
un’agricoltura avanzata, a una tta rete di canali navigabili e alla ricchezza dei commerci, divenne
uno dei centri più potenti a livello europeo dal punto di vista economico e militare. protagonista di
questa a ermazione fu la dinastia dei Visconti, fondata da Matteo Visconti, anche se l’apice della
potenza verrà raggiunto con Gian Galeazzo, che governerà dal 1378 al 1402. Il dominio di
milanese, che già si estendeva in Lombardia, in Piemonte, in Emilia, in Svizzera e in Liguria,
adesso comprendeva i territori anche del Veneto, della Toscana e dell’Umbria. Gian Galeazzo
divenne così uno dei più importanti signori d’Europa: sposò la glia del re di Francia e ottenne
dall’imperatore il titolo di duca di Milano, trasformando la sua signoria in principato. La sua
improvvisa morte mise in crisi il dominio costruito dai Visconti. Infatti, sotto il suo successore
Giovanni Maria il Ducato perse le conquiste territoriali e il potere si ridusse quasi esclusivamente a
Milano. La riscossa verrà guidata da Filippo Maria Visconti che riesce a recuperare gran parte
della Lombardia, nonostante le guerre e le resistenze, e per un periodo occupare Genova, ma ciò
non ebbe degli e etti duraturi per la reazione di Venezia e Firenze. alla sua morte, alcune famiglie
aristocratiche milanesi tentarono di abbattere il regime signorile proclamando la Repubblica
Ambrosiana: tuttavia, di fronte alla minaccia di eserciti veneziani, i milanesi furono costretti a
chiedere l’intervento di Francesco sforza, un condottiero che aveva spostato la glia di Filippo
Maria e che nel 1450 si proclamò signore della Lombardia. L’aggressività di Venezia preoccupava
intanto la Firenze medicea che si alleò con Milano: la guerra riprese con susseguirsi di battaglie
mai decisive e si giunse alla pace di Lodi nel 1454.
Signoria di Firenze. In un contesto di grande instabilità si inserisce l’ascesa di Cosimo de’ Medici
nel 1434, che imporrà il primato della propria famiglia senza abolire le istituzioni del Comune. la
signoria permise a Firenze di godere di un periodo di stabilità interna e prestigio internazionale e
di espansione ( Toscana e Pisa ) l’operato di Cosimo verrà portato avanti dal nipote Lorenzo il
magni co, sotto il quale la città raggiungerà il massimo splendore. Operò dal 1469 al 1492, fu un
grande mecenate che rese Firenze il fulcro di artisti e letterati del Rinascimento, ma anche un
abile uomo politico e diplomatico che reagì come ago della bilancia della politica italiana. Seppe
a rontare grandi minacce, come dimostra il modo in cui gestì la congiura dei pazzi del 1478, una
rivolta organizzata da una famiglia rivale al governo dei medici.
Repubblica di Venezia. Per quanto riguarda Venezia, queste rimosse vedere alla costituzione
repubblicana di stampo oligarchico: al potere infatti troviamo famiglie nobili importanti. nel corso
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del trecento Venezia proseguì l’espansione marittima verso oriente in cui era impegnata da secoli.
la sua rivale era sempre Genova, città che conservava un imponente erede di tra ci e una otta
temibile, e con la quale la tensione permanente sfociò in due veri e propri con itti. Nel 1378
Genova per il controllo di Cipro e dello stretto dei Dardanelli partì all’attacco con la lega anti
veneta e ne appro ttò per occupare l’isola di Chioggia nel cuore della laguna veneta minacciando
l’assalto nale alla Repubblica. Nel 1381 Venezia fu costretto a rmare la pace di Torino.
L’espansione riprenderà nel 400 questa volta sulla terraferma, appro ttando della crisi del dominio
visconteo, e ciò non fu conseguenza solo della guerra di Chioggia, ma anche della nascita
dell’impero ottomano che chiudeva alle navi italiane le vie dell’oriente. Riuscì a sottrarre al Ducato
di Milano città come Brescia e Bergamo e ciò cambiò la natura della Repubblica che la potenza
mercantile divenne uno dei principali centri italiani.
Sud Italia. Nel XIV secolo il regno di Napoli era lo Stato più vasto della penisola italiana. Il
massimo splendore della corona angioina si ebbe sotto il dominio di Roberto D’Angiò dal 1309 al
1343, che fu uno dei principali protagonisti delle vicende politiche militari nella penisola nella
prima metà del trecento e anche grande protettore delle arti. Alla sua morte, il regno entrò in crisi
e ci furono delle lotte dinastiche che culminarono con l’arrivo al trono di Giovanna seconda che
non aveva però eredi. Designò pertanto come suo successore Alfonso V d’Aragona, già re di
Sicilia e Sardegna. Nel 1492 uni cherà l’intero meridione sotto il suo potere, rendendo il suo regno
il dominio più vasto d’Italia. il regno di Napoli rimase unito soltanto per qualche anno con quello di
Sicilia: infatti alla sua morte il regno di Napoli, separato da quello siciliano, passò nelle mani del
glio ferrante.
Centro Italia. la chiesa subisce una grande trasformazione per il trasferimento della curia papale
da Avignone dal 1309 al 1378. Durante questo periodo la città di Roma vive una fase di crisi:
infatti si tratta di un periodo di anarchia e miseria, in quanto le famiglie aristocratiche in assenza
del Papa si contesero la supremazia della città. Si inserisce in questo contesto l’azione cola di
Rienzo, che nel 1347 guiderà una rivolta popolare per restaurare l’antica Repubblica romana e
riportare la chiesa a Roma. il suo governo assunse dei toni autoritari e la sua avventura terminerà
nel 1354 perché ucciso in una sommossa. Per cercare di ristabilire l’autorità papale fu inviato dal
Papa nel 1357 Egidio di Albornoz, che emanò la costituzione egidiana, rimasta in vigore per
secoli, un insieme di leggi che regolano il governo papale e il suo rapporto con le autonomie
locali.
Discesa di Carlo VIII. l’Italia del quattrocento si presentava divisa tra cinque potenze principali,
quali Milano, Firenze, Venezia, lo Stato della chiesa e il regno di Napoli. nessuno di questi riuscì a
prevalere sull’altra anche perché quando ciò sembrava per avvenire le altre si coalizzavano per
contrastare tale egemonia. Con la pace di Lodi del 1454, le grandi potenze si impegnarono a
mantenere l’equilibrio esistente e a combattere qualsiasi tentativo di cambiamento. Ma la
situazione precipitò innanzitutto con la morte di Lorenzo il magni co nel 1492, la cui presenza
aveva garantito stabilità in Italia per quarant’anni, e la sua assenza provocò nuovi con itti [Link]
secondo luogo. si ebbe una rottura con Ludovico il moro che, per contrastare le minacciose
aspirazioni degli aragonesi che ostacolavano le sue mire sul Ducato di Milano, chiamò in aiuto
Carlo VIII, re di Francia. Il sovrano giungerà in Italia nel 1494 con un esercito potente e degli
artiglieri che misero in crisi le città italiane. Arrivò prima a Firenze, poi a Napoli nel febbraio
dell’anno successivo. La sua avanzata verrà bloccata dalla lega antifrancese, costituita da
Venezia, Milano, l’impero, il papato e la Spagna, e ciò costringe il sovrano a tornare il suo paese.
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