Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni27 pagine

Dialog Hi

Il dialogo tra Natalie e Whitney esplora il disprezzo di Natalie per le commedie romantiche, evidenziando stereotipi e rappresentazioni irrealistiche delle donne. In un'altra conversazione, Jules e Vincent discutono le conseguenze di un massaggio ai piedi fatto da un uomo alla moglie di un boss, mettendo in luce le differenze di percezione tra i due. Infine, Bojack e Dianne riflettono sul loro passato e sulle loro relazioni, affrontando temi di responsabilità e crescita personale.

Caricato da

2ksdscfhb7
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
2 visualizzazioni27 pagine

Dialog Hi

Il dialogo tra Natalie e Whitney esplora il disprezzo di Natalie per le commedie romantiche, evidenziando stereotipi e rappresentazioni irrealistiche delle donne. In un'altra conversazione, Jules e Vincent discutono le conseguenze di un massaggio ai piedi fatto da un uomo alla moglie di un boss, mettendo in luce le differenze di percezione tra i due. Infine, Bojack e Dianne riflettono sul loro passato e sulle loro relazioni, affrontando temi di responsabilità e crescita personale.

Caricato da

2ksdscfhb7
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

DIALOGHI

NON E' ROMANTICO?

Natalie: hey Whitney, puoi portarmi il... Whitney? Whitney?! Eh, potresti... smentterla di
guardare film in ufficio e metterti a fare il tuo lavoro e aiutarmi?

Whitney: si...ok...mancano solo 43 minuti quindi mi fermo quando è finito e lo faccio... si


mettono insieme alla fine? Come finisce?

Natalie: questo...”film” finisce come tutte le altre stupide commedie: la tizia trova un ragaz-
zo e alla fine lei la fa felice .

Whitney: e che c'è di male?

Natalie: lei dovrebbe essere felice per altre cose nella vita come... la carriera meravigliosa
per cui ha sgobbato...

Whitney: è una stupida commedia romantica, a me piace! La mattina mi sveglio sorriden-


do, ma poi accendo la tv, vedo il notiziario e... ma poi metto sweet home alabama e
allora... hai visto quel film? Io lo trovo un vero capolavoro!

Natalie: un vero capolavoro di merda! in quei film dicono balle basate su canzoni pop or-
rende! Whitney: adoro quelle canzoni, e in quei film non dicono balle

Natalie: si, invece, la gente si sveglia a letto con piega e trucco fatti, è davvero assurdo! E
ogni volta che qualcuno indossa un paio di pantaloni, fanno un montaggio

Whitney: provarsi i vestiti è divertente!

Natalie: per te... ok, come commenti il fatto che c'è sempre una protagonista super sbada-
ta che dice uuh-ops e tutti pensano che sia affascinante?! No, nella vita vera, penserebbe-
ro che ha la distrofia muscolare!

Whitney: i difetti sono ciò che ci rende belle!

Natalie: i difetti sono ciò che ci rende brutte, per questo si chiamano difetti. E poi, in quei
film, quando ci sono due donne nello stesso ambiente, devono essere sempre !nemiche
mortali”; guarda noi: io ti voglio bene, per me sei la migliore, l'idea che due donne non
possano fare il tifo l'una per l'altra è davvero disgustosa... e, a quanto pare, non hanno il
reparto risorse umane nelle aziende delle commedie romantiche, perchè non c'è diversifi-
cazione, la gente pesta sempre i piedi ai colleghi... oh, è meglio che non mi pronunci per il
chichè del !migliore amico gay”... l'unico scopo nella storia è aiutare la protagonista strafi-
ca, ma scusa, non ce l'ha un lavoro? Non importa a nessuno cosa fa nella vita? È una
cosa offensiva, non credi? E poi, c'è sempre una stupidissima voce narrante, che ti dice
cosa dovresti pensare, sai cosa penso io? Recita meglio

Whitney: per essere una che odia le commedie romantiche, di sicuro ci hai riflettuto parec-
chio...

Natalie: e non è finita qui! Vogliamo parlare del fatto che alla fine delle commedie romanti-
che ci sono sempre delle stupide scene in cui corrono al rallentatore...(imita) cercano di
mandare a monte un matrimonio, di riprendersi la ex, beh, sai che c'è? Lui non ama te, è
per questo che non ti sposa, è perchè non ti vuole

Whitney: si che la ama invece, ed è lì per completarla...Natalie, stai parlando malissimo


delle commedie romantiche da... circa 3 ore

Natalie: sono tossiche.

PULP FICTION

JULES: Ti ricordi di Antwan Rockamora? Mezzo nero, mezzo samoano, lo chiamavano


Tony Rocky Horror?
VINCENT: Si, mi pare, quello grasso, no?
JULES: Io non me la sentirei di chiamarlo grasso, ha problemi di peso, poveraccio, che
deve fare? È Samoano.
VINCENT: Credo di sapere di chi parli. E allora?
JULES: Beh, Marsellus gli ha dato una bella ripassata. In giro corre voce che è successo
per colpa della moglie di Marsellus Wallace.
VINCENT: Che cosa ha fatto, se l'è scopata?
JULES: No, no, no, no, niente di cosi' grave.
VINCENT: E cosa, allora?
JULES: Le ha fatto un massaggio ai piedi.
VINCENT: Un massaggio ai piedi.
JULES: Hm-hm.
VINCENT: Tutto qui?
JULES: Hm-hm.
VINCENT: E allora Marsellus che ha fatto?
JULES: Ha mandato a casa sua un paio di scagnozzi, lo hanno portato sulla veranda e
l'hanno buttato di peso fuori dal balcone. Il negro s'è fatto un volo di quattro piani. Di sotto
c'era... c'era un giardinetto ben curato, col tetto di vetro, come quello delle serre. Il negro
c'è passato attraverso. E da allora non è capace di esprimersi molto chiaramente.
VINCENT: Cazzo, un vero peccato.
JULES: Hm-hm.
VINCENT: Però bisogna ammetterlo, quando uno gioca col fuoco prima o poi si brucia.
JULES: Che vuoi dire?
VINCENT: Ma che non si va a fare un massaggio ai piedi alla nuova moglie di Marsellus
Wallace
JULES: Secondo te non ha esagerato.
VINCENT: Beh, Antwan probabilmente non si aspettava che lui reagisse come ha fatto, ma
doveva pur aspettarsi una reazione.
JULES: Ma era un massaggio ai piedi, non è niente. Io lo faccio sempre a mia madre.
VINCENT: no, è mettere le mani in modo intimo sulla nuova moglie di Marsellus Wallace.
Voglio dire, è così grave come se gliela avesse leccata, no, ma è lo stesso fottuto campo
da gioco.
JULES: Oooh, aspetta, fermo lì. Leccargliela a una troia e farle un massaggio ai piedi non
è esattamente la stessa cosa.
VINCENT: Non lo è, ma è lo stesso campo da gioco.
JULES: Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo. Ora senti, forse il tuo metodo di
massaggi è diverso dal mio, ma sai, toccare i piedi di sua moglie, e infilare la lingua nel più
sacro dei suoi buchi, non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato e
non è nemmeno lo stesso sport. Guarda, il massaggio ai piedi non significa un cazzo.
VINCENT: Ma tu l'hai mai fatto un massaggio ai piedi?
JULES: Eh... non venirmi a parlare di massaggi ai piedi, perché io sono un maestro di pie-
di massaggiati.
VINCENT: E ne hai fatti molti?
JULES: Cazzo, ho una tecnica che, lèvati, niente solletico, niente di niente.
VINCENT: A... a un uomo glielo faresti un massaggio ai piedi?
JULES: Vaffanculo.
VINCENT: L'hai fatto a molti?
JULES: Vaffanculo
VINCENT: Sai, mi sento un po' stanco, mi farebbe bene un massaggino ai piedi.
JULES: Basta, eh? Hai capito? Cominciano a girarmi le palle!
VINCENT: Eh, eh! Ah!
JULES: Questa è la porta.
VINCENT: Sì, eccola qua.
JULES: Che ora fai?
VINCENT: Sono esattamente le 7:22.
JULES: Ah... Non è ancora il momento. Dai, leviamoci da qui. Stai a sentire: solo perché
non farei mai un massaggio ai piedi a un uomo, non è giusto che Marsellus scaraventi
Antwan in una merdosissima serra incasinandogli il modo di parlare. Sono cose che non si
fanno. Se quel figlio di puttana lo facesse a me, o mi paralizza anche il culo o io lo am-
mazzo. Mi sono spiegato?
VINCENT: Ah, ma non sto dicendo che è giusto, ma che per te un massaggio ai piedi non
significa niente, per me invece sì. Guarda, ho fatto a migliaia di donne migliaia di massag-
gi ai piedi e tutti avevano un significato. Noi facciamo finta di no, ma è così. Ed è questo
che ti intriga mentre li fai. È un fatto sensuale che monta, dove, beh, nessuno dei due ne
parla, ma tu lo sai e lo sa lei. Quello stronzo di Marsellus lo sapeva, e quel coglione di
Antwan doveva saperlo ancora meglio. Insomma, quella è sua moglie, cazzo, nessun
uomo prende con umorismo certe stronzate. Mi sono spiegato?
JULES: Sì, è un punto di vista interessante. Coraggio, entriamo nei personaggi.
VINCENT: Come hai detto che si chiama lei?
JULES: Mia.
VINCENT: Mia.
JULES: Perché ti interessa tanto la moglie del gran capo?
VINCENT: Beh, lui parte, va in Florida, e mi ha chiesto di... di occuparmi di lei mentre è
via.
JULES: Ah. Occuparti di lei?
VINCENT: No, ma che dici? Devo portarla fuori, sai, farla divertire, così non si sente sola.
JULES: Cioè tu e Mia Wallace vi date un appuntamento?
VINCENT: Non è come intendi tu. Sai, è come... come quando porti fuori la moglie del tuo
migliore amico, al cinema o in qualche altro posto. È solo buona compagnia, nient'altro.
Non è un appuntamento. Non è nessun appuntamento!
Bojack Horseman

Dianne fuma sul tetto.


Bojack la raggiunge.
Dianne - ciao.

Bojack - sapevo di trovarti qui.


D - sto provando a smettere.
B - (ironico) ci stai provando con tutte le forze, eh?
D - non fare lo stronzo.
B - non ci vediamo da un po"... va tutto bene?
D - sì, tutto bene. Insomma, diciamo !bene”.
B - già.
D - non ti aiuterò a superare qualsiasi questione tu voglia superare, sono uscita solo per
fumare, sei venuto tu da me.
B - perché volevo parlarti.
D - di che cosa?
B - non lo so, io volevo fare due chiacchiere... mi mancano le nostre chiacchierate.
(Pausa)
D - (spegne la sigaretta) vorrei avere il mio telefono adesso.
B - già, come ti capisco. Non so mai dove tenere le mani alle feste...
D - no, vorrei avere il mio telefono per farti ascoltare l"ultimo messaggio che mi hai lascia-
to. Hai presente il messaggio che mi hai lasciato in segreteria?
B - (sospira)
D - pensavo fossi sobrio, eri stato tu a dirmi che eri sobrio. A me le cose andavano bene,
stavo pensando al mio futuro. Poi mi sveglio una mattina e ricevo quel messaggio vocale.
B - senti, io non volevo...
D - eri felice in quel messaggio, sembravi... felice, o forse sardonico, o un po"#nichilista, o
comunque tu descriva quella cosa che più si avvicina all"emozione che la gente normale
chiama felicità.
B - mi dispiace...
D - chiaramente eri strafatto, e parlavi di nuotare. !Mi faccio una nuotata” hai detto, !tanto
niente ha più senso, a nessuno importa di me, quindi mi faccio una nuotata, giusto?...”
B - (sopra) mi dispiace tanto...
D - !...Richiamami se non vuoi che mi faccia una nuotata, altrimenti vorrà dire che non t"in-
teressa”.
(Pausa)
D - ti credevo morto. Per sette ore ho cercato di avere tue notizie ed ero convinta fossi
morto e che fosse colpa mia, perché ti avevo lasciato solo, perché ti avevo trascurato,
perché stavo bene.
Quando sono andata a Chicago mi avevi promesso che saresti stato bene, ma... te l"ho
fatto promettere io. Sono stata un"ingenua a fidarmi di te?
B - no.
D - perché hai chiamato me? Sapevi che ero a Chicago!
B - non lo so. Ero ubriaco e... ero fatto, e volevo solo parlare con te.
D - (sospira) quando ho scoperto che non eri morto mi sono arrabbiata. Ero sollevata, ma
ero anche arrabbiata per averti concesso questo potere su di me. Ce l"ho avuta con te per
tantissimo tempo.
B - adesso ce l"hai ancora con me?
D - no. Non lo so... tenere il punto con te non mi è mai servito a molto.
B - mi dispiace.
D - avrei voluto essere chi pensavi io fossi, quella che ti avrebbe salvato.
B - non era compito tuo.
D - allora perché mi fai sempre sentire come se lo fosse?
Non lo so, forse spetta a tutti il compito di salvare gli altri. Non lo so. In ogni caso sono fe-
lice che tu sia vivo.

Bojack Horseman - Bello, finché è durato B - anche io.


(Pausa)
B - è dura immaginare te a Huston.

D - oh, sono diventata un"altra persona adesso.


B - davvero?
D - no...? sì? Io... io indosso meno giacche. Sorrido di più. Mi capita di ripensare ai miei
anni a Los Angeles e mi dico !chi era quella persona?”.
B - senti, ritorna mai quella Dianne?
D - a volte capita. La sento quando sono a Los Angeles. La sento adesso, mentre parlo
con te.
B - ma... non sei tu?
D - entrambe sono dentro me. Vorrei dire il contrario, che è sparita per sempre, ma...
Avevo il terrore di partecipare al matrimonio, rivedere Mr. Peanutbutter, rivedere te.
B - di che cosa devi paura?
D - non lo so, ecco, di vacillare, rimettere tutto in discussione, mandare tutto a monte.
B - ma non è capitato, vero?
D - no, non è capitato.
B - ma una parte di te sperava che succedesse.
D - mmh... (fa segno di !un po’” con le dita)
B - il caos, ti manca mai?
D - no, mancare non è il termine esatto.
B - scusami, signora.
D - era bello vivere a L.A., ma non ne ho affatto nostalgia, sono felice di aver conosciuto
Mr. Peanutbutter, anche se non fa più parte della mia vita.
B - sì?
D - credo che ci siano delle persone che ti aiutano a diventare la persona che sei, e non
puoi che essergli grato, anche se non faranno parte della tua vita per sempre.
(Pausa)
Sono felice di aver conosciuto anche te.
B - avermi conosciuto?
(Pausa)
Ehi, non sarebbe buffo se questa fosse l"ultima volta che ci parliamo?
(Pausa)
In ogni caso...
D - io... io devo dirtelo.
B - no, non devi farlo, non mi devi dire niente.
D - no. Io devo dirtelo... Grazie. E... andrà tutto bene. E... mi dispiace. E... grazie.
(Pausa) (Dianne si alza)
B - aspetta.
D - perché?
(Pausa)
D - Mi dispiace. Dev"essere dura eh?
B - sì, che ci vuoi fare. La vita fa schifo e poi si muore.
D - qualche volta. Qualche volta la vita fa schifo ma continui a vivere.
B - già.
(Pausa)
D - è una bella serata, vero?
B - sì... sì, è bella.

Tutta colpa di Freud

SARA

Si chiamava Jodie. Cioè, si chiama, ma è come se per me non esistesse più.

ROBERTO

Scusa ma Jodie non è un nome da donna?

SARA

Da donna?

ROBERTO

Eh, tipo Jodie Foster.

SARA

Sì, ma può anche essere un nome da uomo. Tipo...Joe DiMaggio.

ROBERTO

Joe DiMaggio...

SARA

Vabbé, fatto sta che stavamo insieme da più di un anno, quando all"improvviso... Finita.

ROBERTO
Ma è finita bene o è finita male?
SARA
Male! E"#finita male, no? Le storie finiscono sempre male, altrimenti, non finirebbero. RO-
BERTO
Credo di aver capito che ti ha lasciato lui.
SARA
Il giorno in cui le ho chiesto di sposarmi.
ROBERTO
Ah, tu gli hai chiesto di sposarti?
SARA
Lui, mi ha chiesto di sposarmi. Il giorno in cui lui mi ha chiesto di sposarlo.

ROBERTO
Cioè lui ti ha chiesto di sposarlo e poi ti ha lasciato, il giorno stesso? SARA
Hai capito la stronza?
ROBERTO
La stronza chi?
SARA
Hai capito io, che stronza.
ROBERTO
Tu...
SARA
Io. E gli ho pure detto di sì.
ROBERTO
Ma scusa se te lo chiedo. Ma come mai è finita?
SARA
Perché voleva un figlio a tutti i costi.
ROBERTO
Ah perché normalmente sono le donne che insistono molto su... SARA
Eh infatti lei insisteva.
ROBERTO
Lei chi?
SARA Lui. Lui. Ma non è che io non volessi, credimi, ma con il tempo, che magari dopo il
matrimonio viene voglia, no? Incentiva questa cosa e invece no, smaniava, smaniava dal-
la voglia di rimanere incinta.

ROBERTO Come incinta?

SARA Incinto.
ROBERTO Incinto?
SARA Scusa ma come cavolo si dice quando volete ficcare quei cosetti negli ovuli?

ROBERTO Incinta.
SARA E io che ho detto? Incinta!

POMODORI VERDI FRITTI

RUTH

Igdie Threadtgood.... Vedo che sei diventata una donna. I giovanotti impazziranno per te.
Dì un po": il fidanzato ce l"hai?

IDGIE
Sí, un paio.. Non ne ho ancora scelto uno. Gredy è il più insistente ma...

RUTH
Gredy Killgore?
IDGIE
Non lo dire così forte!
VCF Marito RUTH
Ruth? Chi è?
IDGIE
Hey! Che cosa hai fatto all"occhio?
RUTH
Niente.
IDGIE
Come niente? Hai un occhio tutto nero!
VFC MARITO RUTH
Si può sapere chi è?
RUTH
Senti, credo sia meglio che tu vada adesso.
IDGIE
Ti ha picchiata lui?
RUTH
No...
IDGIE
Ti ha picchiato?

RUTH
Idgie...
IDGIE
Ruth, io devo parlargli ... qualcuno deve fermarlo.. Io lo ammazzo quello! RUTH

No. IDGIE

Gliene dico quattro a quel maiale, perché non si mette a fare a botte con qualcuno della
sua taglia?

RUTH

Tu non farai niente, hai capito? Se tu mi vuoi bene, se sei un"amica, ti volti e te ne vai im-
mediatamente. Hai capito?

ECCE BOMBO

Michele: Ti devo dire una cosa...


Flaminia: Dimmela.
Michele: Sì... ma mi imbarazza.
Flaminia: Prima mi dici che mi devi dire una cosa e poi non me la dici? Michele: È peggio.

Flaminia: Cosa vuol dire è peggio?

Michele: Peggio, non sono contento di come sono fatto... avevo pensato a questa cosa
invece di lasciar perdere continuo e così non...

Flaminia: Che cos’è questa cosa?

Michele: Niente... è che mi andava di fare l"amore con te.

Flaminia: Hai visto? L"hai detto. Hai fatto tante storie...

Michele: Non lo dicevo perché pensavo fosse impraticabile.

Flaminia: Lo potevi dire subito.


Michele: M"imbarazzava.

Flaminia: Adesso che l"hai detto sei imbarazzato?

Michele: Lo ero perché pensavo fosse impraticabile come ipotesi. Ma è impraticabile?

Flaminia: Be", penso di sì.


Michele: Be", penso di sì... no... non lo so...

Flaminia: Se l"avessi detto subito potevamo benissimo farlo, ma adesso non capisco. Hai
fatto tutte queste storie... Non capisco cosa c’è sotto.

Michele: Cosa c’è sotto?

Flaminia: Non lo so, te lo domando a te se c’è un motivo.

Michele: Il motivo è in se stesso e poi con te sto bene.

Flaminia: Ma che stai bene... Ci siamo visti una volta e già dopo un"ora te ne saresti scap-
pato. Già comunichiamo così poco, figuriamoci facendo l"amore...

Michele: Non lo so se c"entra, sai? Va be", ormai ne abbiamo parlato talmente tanto...

Flaminia: Però non capisco il vero motivo. Michele: Te l"ho detto.

Flaminia: Se c’è un motivo allora non vedo perché sì, se non c’è un motivo non vedo per-
ché no.

Michele: Come sì e no... non ho capito.

Flaminia: ...se c’è un motivo per cui tu mi hai chiesto di fare l"amore. Se c’è non lo faccia-
mo, se non c’è non vedo perché non dovremmo.

La vita di Adele
Adele entra in casa. Emma è ferma di fronte all’uscio e la osserva.
A Non stai bene? (le si avvicina e le dà un bacio sulla guancia. Emma la guarda rilut-
tante. Pausa.) Potevi dirmelo che eri tornata, sono andata al bar con dei colleghi,
così, dopo il lavoro. Perché non mi hai chiamata?
E (sospira) Ti hanno accompagnata?
Pausa.
A Sì...
E Sì? (Pausa) E chi?
A Una collega.
E Ah, una collega.
A Sì (sospira guardandosi intorno)
Pausa.
E Perché non ti ha portata davanti a casa?
A (sospira e inizia a sussurrare) Perché non volevo far sapere che sto insieme a una
ragazza.
E Ah davvero?
A Mh... (abbozzando un mezzo sorriso) non so nemmeno perché sussurro...
E Ti vergogni a dire che stai con una donna?
A No, non mi vergogno. Solo che non voglio che lo sappia tutta la scuola. Perché sai
poi, la gente parla troppo e allora... (sospira) Pensi che mi vergogni della nostra sto-
ria?
Pausa.
E Chi è quel ragazzo?
A Chi?
E Quello che ti ha accompagnato qui.
A (Pausa.) Nessuno. Un collega.
E Ti sembro cretina?
A (scuote la testa. Pausa.) No...
E Ti ho visto Adele.
A Ti assicuro che è un collega, lavora con me. Puoi venire a scuola, se vuoi. (respira
forte, si schiarisce la voce e deglutisce affannosamente)
E Da quanto tempo vi vedete?
A (Pausa.) Da quando lavoro lì.
E Ah, sì? (annuisce. Pausa.) Perché menti?
A Non mento.
E Allora perché piangi?
A Non piango.
E E quelle lacrime allora?
A (scuote la testa) Sono stanca.
Pausa.
E Basta prendermi per il culo Adele, da quanto vai a letto con lui? Eh?
A Non vado a letto con lui.
E Da quanto tempo mi menti?
A (Pausa. Respira forte e deglutisce affannosamente) Non vado a letto con lui. (Pau-
sa) Ci siamo baciati una sera ubriachi.
E Allora perché piangi?
A Perché mi dispiace.
E Non prendermi per il culo... Da quanto tempo vai a letto con lui? (la afferra per la
camicia) Dimmelo! (Pausa.) Da quanto tempo mi prendi per il culo?
A Non ti prendo per il culo, ti giuro, non l’ho mai fatto.
E (la spinge via) Forza vattene! Non ce la voglio una bugiarda in casa. Prendi le tue
cose e vattene! (Pausa.) Su, sparisci!
A (scuote la testa e crolla) Sono andata a letto con lui solo due o tre volte, non so.
Pausa.
E Ci sei andata due o tre volte...
A Non te l’ho detto perché... Non so bene come spiegartelo, lo sapevo che era una
cazzata... (tira su con il naso) E’ che mi sentivo così sola...
Pausa.
E Sei innamorata?
A Ma no, no, non sono innamorata di lui, è che mi sentivo sola... Ma non ho mai volu-
to farti del male... (respira affannosamente) Ecco, è... (piange) Oh cazzo, mi dispia-
ce... che stronzata. (Pausa.) Quel ragazzo non è niente. Niente. E’ una stronzata.
Io... (Pausa. Cerca di abbracciarla.) ti giuro che non ho mai voluto farti del male.
(Emma la scansa)
E Adele smettila. Adele.
A Aspetta, aspetta...
E (la allontana bruscamente) Basta. Mi hai fatto del male, è finita.
A Ma no, no... non volevo, non ne avevo ragione...
E Sei solo una puttanella. (Adele scuote la testa) Ti fai scopare, vero? (Pausa.) Ti pia-
ce è? (Adele scuote la testa. Pausa.) Che fai? Glie lo succhi in macchina e poi mi
baci? Hai il coraggio di baciarmi? (Pausa.) Di toccarmi? Di guardarmi? (Pausa.) Fai
queste cose tu? (Adele scuote la testa.) E oltretutto menti, mi dici le cazzate...
A Mi dispiace...
E Sei solo una gran troia!
A Scusa, perdonami, non so nemmeno come chiedere scusa...
E Non voglio più vedere la tua faccia! È chiaro? Prendi le tue cose vattene! (Pausa.)
Fuori dalla mia vita!
A (inizia a piangere) Non voglio averti fatto male per una cazzata... (di getto abbraccia
goffamente Emma)
E (la allontana bruscamente. Adele prova a trattenerla) ...Adele smettila e vattene su-
bito! (Pausa.) Fuori!
A ...No...
E (si avvicina all’armadio dei vestiti di Adele e li lancia a terra) Prendi le tue cose, for-
za!
A ...No... (cerca di fermare goffamente Emma, che nel frattempo lancia a terra la vali-
gia e alcuni vestiti)
E Non ce la voglio una puttana... (Emma continua a buttare a terra vestiti)
A ...Porca troia lasciami parlare... (Adele si mette in mezzo, tra l’armadio ed Emma e
inizia una colluttazione)
E ...No, non voglio parlare con te! (Lancia un altro vestito e si volta verso Adele)
A Mi dispiace, non lo so perché l’ho fatto, quel ragazzo non è niente. lasciami almeno
spiegare... (afferra la maglietta che tiene Emma)
E (le strappa la maglietta di mano e la lancia a terra) No! Adele non voglio.
A ...per favore! Lasciami spiegare, che cazzo!
E (le dà uno schiaffo.) Te ne vai! (Emma la strattona, mentre Adele si ferma davanti
all’armadio) Non ti voglio mai più vedere! (strattona Adele e la spinge via) Esci dalla
mia vita! (continua a lanciarle i vestiti a terra) Credi di soffrire solo tu? (dà un calcio
al mucchio di vestiti)
A Quello non è niente, niente!
E Non toccarmi!
A Ma cazzo lasciami... (Adele, spinta da Emma, stramazza a terra e ansima)
E Prendi le tue cose. (lanciandole un altro vestito addosso) Non ce ne voglio di troie
in casa mia. (la prende di peso e la porta fino alla porta) Forza.
A (resistendo alle spinte di Emma) Sì, ma non ho fatto niente! Quello non è niente!
E (continuando a spingerla) Sta zitta! Sta zitta! Non mi prendere per una cretina!
A Non mandarmi via. (spingendola indietro) Dove vado senza di te? Dove vado?
(spingendola ancora più veementemente)
E Vai dal tuo amichetto. Via! (la colpisce, portandola più avanti) Sparisci!
A Ma non lo amo, cazzo sei tu (la tira a sé) che amo, non posso andarmene, poi che
faccio? (la strattona fuori casa) Ti supplico...
E Sparisci! Sparisci! (le chiude la porta in faccia)
A (piangendo fuori dal portone) Ma aprimi porco cazzo! (Piange.) Mi dispiace tanto,
lasciami parlare. Mi dispiace!
E Sei solo una puttana! (Pausa. Adele ansima.) Adesso vattene Adele!
Harry ti presento Sally

HARRY

E’ ovvio che non hai avuto grandi storie di letto.

SALLY Sì che le ho avute.

HARRY

Naa, non è vero.


SALLY
Si dà il caso che io abbia avuto

fantastiche storie di letto.


HARRY

Con chi?

SALLY Come?

HARRY

Con chi hai avuto queste grandi storie?


SALLY
Mica crederai che te lo dica?

HARRY

Va bene, non me lo dire.

SALLY Filippo Caccia.

HARRY

Fil? Pippo... Il biondo? No... no, non ci


sei stato bene a letto con Filippo.
SALLY Te lo assicuro.

HARRY

No, ti sbagli. Un Filippo ti fa la


dichiarazione dei redditi, se ti serve
un dentista, Filippo va bene, ma scopare
da Dio, non è il suo genere. È il nome:
“oh, dammelo Pippo, sei un animale
Pippo, mi fai morire, Pippo”. Non
funziona!

Allora, perché è finita con Filippo?


SALLY
Che ne sai che è finita?

HARRY

Perché se non fosse finita non staresti


con me, staresti con Filippo, lo
scopatore.
SALLY

Prima di tutto, io non sto per niente


con te, secondo poi, non sono affari
tuoi perché abbiamo rotto.
HARRY

Sì, giusto, hai ragione, non lo voglio


sapere.

SALLY

Beh, se proprio ci tieni è stato perché


era molto geloso di certe mutandine con
i giorni della settimana.
HARRY

No, scusa, la cosa diventa difficile...


hai detto mutandine, vero?
SALLY

Si, c"erano stampati i giorni della


settimana e io le trovavo divertenti e

un giorno Filippo mi fa: !Non porti mai


la Domenica” E tutto sospettoso: !Dov’è
la Domenica? Dove hai lasciato la
Domenica?” Io gliel"ho detto e lui non
mi ha creduto.
HARRY

Cioè?

SALLY La domenica non c’è.

HARRY

Perché no?

SALLYè il giorno di Dio.

Scrivimi fermo posta


A: Oh, buonasera signorina.
K: Oh, buonasera signor Kralik.
A: Che, che coincidenza ho un appuntamento anche io, ehm non ha visto Pirovitch per
caso?
K: No, no, non l"ho visto.
A: Oh, aspetterò. Posso sedermi?
K: Oh, oh no, no, ho un appuntamento anche io signor Kralic.

A: Oh sì, ricordo... Vedo che legge Tolstoj, Anna Karenina, eh?


K: Le dispiace?
A: No, no, non credevo di trovarla in un caffè con Tolstoj, ecco, non sapevo che si interes-
sasse di letteratura.
K: Ci sono molte cose che non sa di me signor Kralik.
A: Ci sono molte cose che lei non sa di me signorina, anzi ci saranno molte cose che non
sappiamo l"uno dell"altra, la gente gratta raramente la superficie per scoprire quello che c’è
sotto.
K: Beh, non vorrei grattare la sua superficie signor Kralik perché so che troverei... invece
del cuore una borsetta, invece dell"animo una valigia e invece dell"intelletto un accendisi-
gari... che non funziona.
A: Questo è molto ben detto... sì, il mio intelletto è un accendisigari che non funziona, eh...
è un interessante miscuglio di poesia e malignità.
K: Malignità!? Senta un po"...
A: Uh, non mi fraintenda signorina Novak, cercavo solo di farle un complimento...

K: Signor Kralik, senta, le ho detto che aspetto qualcuno!


A: Se quella persona non venisse io...
K: Oh si rassicuri, quella persona verrà... vuol proprio guastarmi la serata? Perché mi odia
così? Che le ho fatto?
A: Io non l"odio.
K: Oh, mi ama forse?
A: No, perché, che ha fatto perché io l"ami?
K: Non voglio che mi ami.
A: D"accordo. (Lui fa per andarsene, l"orchestra inizia a suonare una canzone ma si siede
di schiena)

A: Sa che mi ricorda quella canzone?


K: Sì grazie, delle scatole di sigarette non vendute.
A: No, si sbaglia, mi ricorda una ragazza senza impiego. Molto carina la trovai. K: Carina.
Oh, che bugia.

A: Non aveva ancora incominciato a prendermi in giro e a imitarmi nello spogliatoio. E


prendo questa occasione, cara signorina, per dirle che non cammino come un"anitra, e
che non ho le gambe storte.
K: Davvero?

A: No, signorina.
K: Le mie informazioni dicono il contrario, Vadas m"assicurò che lei si fa fare i calzoni ap-
posta.
A (Alzandosi e tornando al tavolo con lei): Questo è falso, Vadas, è quel tipo di cui lei si
fida, eh?
K: Oh no.
A: Non sono mai stato da un sarto in vita mia. Se non lo crede, usciamo dal caffè, le farò
vedere le gambe.
K: Oh, signor Kralik...
A: Le piacerebbe che dicessi a tutti che lei ha le mani rosse?
K: È quel che ha fatto?
A: Solo quando lei cominciò a sparlare delle mie gambe.
K: Ma non ho le mani rosse.

A: Oh, dacché le ho detto di badarci. E senta signorina, avrà dei pensieri bellissimi, ma li
tiene ben nascosti. Secondo le apparenze è fredda e stizzosa come una vecchia zitella, e
non so se troverà chi si innamori di lei.
K: Io vecchia zitella? Nessuno che si innamori di me, vero? Oh, signor Kralik, mi fa proprio
ridere. Io ho delle lettere che le aprirebbero gli occhi. No, sarebbe inutile, non capirebbe,
chi le ha scritte è tanto superiore a lei che non c’è paragone. Ah, debbo ridere, vecchia zi-
tella mi chiama, lei, un impiegatuccio insignificante.

A (Alzandosi e andandosene): Arrivederla, signorina. K: Arrivederla.

Nato il 4 luglio
Mamma: Ah, eccoti qui. È di nuovo ubriaco.
Ronnie: oh, mamma…
Mamma: è di nuovo ubriaco, Ilay abbiamo per figlio un ubriacone.
Lascialo stare, ti ho detto di lasciarlo, lascialo, dammelo. Non puoi stare in questa
casa se…
Ronnie: è questo il dio in cui credi vero mamma?…
Mamma: Non puoi restare…
Ronnie: è quello in cui credi tu ma non io…
Mamma: non puoi restare in questa casa…
Ronnie: e non credo più in lui, perché lui ha passato solo tre giorni lassù. Io invece ci devo
passare tutta la vita, vorrei essere morto come lui.
Mamma: Non sai quello che dici!
Ronnie:è questo il problema mamma, io non sono morto, io devo vivere, devo vivere su
queste ruote e ricordare il Vietnam alla gente, e voi non volete sapere, non volete vederci,
volete nasconderci perché vi diamo fastidio come la merda!
Mamma: Ti prego…
Ronnie: e io sono un fottuto idiota!
Mamma: non vuole ascoltare, non cambierà mai.
Papà: Ronnie ti prego tua madre sta parlando sul serio, non puoi tornare sempre ubriaco.
Ronnie: tutto quello che ci dicevano… Combattete! uccidete! Sergente dei Marines agli
ordini! u-no du-e, u-no du-e, u-no du-e A-ttenti! È tutta una palla! È tutto un mucchio di pal-
le! Palle!
Mamma: smettila va a letto, che cosa ti hanno fatto in quella guerra perché fai cosi? Devi
farti vedere, hai bisogno di aiuto!
Ronnie: No! Tu devi farti curare, con il tuo dio e tutte quelle cazzate che sogni su di me.
Mamma: Ci sentirà tutto il vicinato…
Ronnie:Ti vergogni di me adesso…
Mamma: Niente, andiamo a dormire, andate a dormire! Ci penserà papà!
Ronnie: Vaffanculo!!
Papà: Non parlare così a tua madre!
Mamma: Che cosa hai detto! Che cosa mi hai detto!? (Lo schiaffeggia)
Sorellina: Mamma!!
Ronnie: Vaffanculo!
Mamma: Sveglierà tutto il vicinato…
Papà: Ronnie adesso basta…
Ronni: Sì! Svegliamoli! Diciamoglielo! Kusak! Cameletti! Woyce! Ascoltate! Dillo a tutti
mamma! Dillo a tutti quello che mi hanno fatto!
Mamma: Smettila Ronnie!
Ronnie: Che cosa hanno fatto alla gente, a questa nazione!
Mamma: Questa volta chiameranno gli agenti!
Ronnie: Siamo arrivati in Vietnam per fermare il comunismo e abbiamo massacrato donne
e bambini.
Mamma: Tu non hai sparato a donne e bambini, che cosa stai dicendo!
Ronnie: La chiesa ha benedetto la guerra, il comunismo è un male insidioso dicevano,
vero?!!!
Mamma: è quello che ci hanno detto…
Ronnie: La chiesa ci ha detto di andare…
Mamma: si, si, è quello che ci hanno detto…
Ronnie: …ma non si deve uccidere mamma, non si devono uccidere donne e bambini.
Quinto non uccidere, ricordi? Non è quello che ci hai insegnato tu? Non è quello che ci
hanno insegnato…
Mamma: Smettila!
Ronnie: …erano balle!
Mamma: smettila! Non ti voglio più in questa casa! Esci da questa casa!
Papà: Ronnie adesso basta, hai detto la tua ora basta!
Ronnie: No! Non ho detto la mia papà, forza diglielo tu! Ora stanno ammazzando chiun-
que!
Mamma: non ti ho costretto io ad andare!
Ronnie: sì invece, sì lo hai fatto! E sta andando tutto in malora! King, Kennedy, abbiamo
perso tutti la fottuta guerra!
Mamma: Non è mica colpa mia!
Ronnie: vinto(?) il fottuto comunismo è stato tutto inutile…
Mamma: questo non è vero Ronnie!
Ronnie: come lo sai, cosa ne sai tu! Per favore diglielo papà! Diglielo è tutta una balla! È
una fottuta balla! Dio non esiste, dio è morto come le mie gambe, dio non esiste, la patria
non esiste! Non c’è niente, solo io in questa fottuta sedia a rotelle, per il resto della mia
vita e tutto per niente. Io… e questo pene morto
Mamma: Oddio! No!
Papà: No Ronnie lascia quel catetere.
Ronnie: questo fottuto pene morto…
Mamma: Ilay non ce la faccio più! C’è il diavolo dentro di te!
Ronnie: la chiesa dice che giocare con il proprio pene è peccato, magari potessi farlo…
Mamma: Non dire quelle parole in questa casa!
Ronnie: Pene, pene! Un fottuto pene grosso e bello duro mamma! Pene! Pene!
Mamma: Oddio non vuole smetterla che devo fare, che posso fare?
Ronnie: Non ho neanche avuto il tempo di imparare a usarlo ed è finito chissà dove nella
fottuta giungla in Asia, finito per sempre. Non è giusto…
Mi dispiace per quello che è successo. Mi dispiace che tu soffra mamma. Mi dispiace farti
soffrire.
FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il
mio lavoro! Fleabag: Non perderai il tuo
lavoro! È carino. Claire: Non è carino!
Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile! Fleabag: Claire,
è francese. Claire: Sul serio?
Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha offerto dello champagne
prima di rovinarmi la vita, è così che
ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a
me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un
bastardo. Fleabag: Okay, fanculo.
Claire: Cosa?
Fleabag: Vieni.
Claire: Non importa
Fleabag: Vieni!
Claire: Rallenta!
Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò
che mi ha chiesto lei.
Fleabag: Non è vero! Vogliamo il rimbor-
so.
Anthony: Claire?
Claire: Ho due meeting molto importanti e
sembro una matita.
Anthony: No! Non incolpare me per le tue
scelte sbagliate. I capelli non sono
tutto.
Fleabag: Wow!
Anthony: Che c’è?
Fleabag: I capelli sono tutto. Lo neghia-
mo, per poter pensare ad altro ogni tan
FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il mio lavoro!

Fleabag: Non perderai il tuo lavoro! È carino.

Claire: Non è carino!

Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile!

Fleabag: Claire, è francese. Claire: Sul serio?

Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha offerto dello champagne prima di rovinar-
mi la vita, è così che ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un bastardo.

Fleabag: Okay, fanculo.


Claire: Cosa?
Fleabag: Vieni.
Claire: Non importa
Fleabag: Vieni!
Claire: Rallenta!

Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò che mi ha chie-
sto lei.

Fleabag: Non è vero! Vogliamo il rimborso.


Anthony: Claire?
Claire: Ho due meeting molto importanti e sembro una
matita.
Anthony: No! Non incolpare me per le tue scelte sba-
gliate. I capelli non sono tutto.
Fleabag: Wow!
Anthony: Che c’è?
Fleabag: I capelli sono tutto. Lo neghiamo, per poter
pensare ad altro ogni tanto, ma è così. Sono la dif-
ferenza tra una buona giornata e una brutta giornata.
Sono un simbolo di potere, un simbolo di fertilità,
ci sono persone che vengono sfruttate per I capelli e
sono la cosa che paga le tue cazzo di bollette! I ca-
pelli sono tutto, Anthony.
Claire: Falle vedere la foto di riferimento.
Anthony: Claudia, portami il cestino.
Se vuoi cambiare la tua vita, cambia la tua vita. Non
potrà succedere qui.
Fleabag, Claire: Scusa, Anthony.
Claire: Non avevo intenzione di...
Fleabag: Ci vediamo la prossima settimana
La voce dello scandalo
Megyn: Sei Kyla, vero?
Kyla: si. Salve
M: ciao! Megyn.
K: Lo so
M: tu lavoravi con Gretchen, giusto?
K: Mhmh
M: Da lei hai imparato molto
K: molto, si. Posso dire solo cose positive del mio periodo con lei.
M: che bello! Trovo sempre molto interessante chi viene scelto dalla storia
per fare cose
importanti.
K: certo, si
M: ti volevo fare una domanda: volevo sapere se Roger ti sta molestando
K: come lo sa?
M: perchè non sei certo l’unica
K: anche lei?
M: tanto tempo fa
K: wow
M: stai bene?
K: mhmh
M: dovresti denunciare Roger. Ti daranno protezione
K: lei l’ha fatto?
M: l’ho detto ai suoi superiori. Non hanno fatto niente e ho dovuto mollare
K: perchè?
M: volevo stare in televisione
accuso le mie colpe e mi difendo
K: sa il suo silenzio cosa ha significato per noi e il resto di noi?
M: Roger non è colpa mia
K: sai, sarebbe stato bello se ci avessero detto che cercava qualcosa di
più delle gambe
M: non è compito di nessuno proteggerti, Kyla
K: certo, è di tutte noi il compito. Non la capisco, lei ha... lei ha potere.
Perchè continua a
giocare con levecchie regole? Lei è Megyn Kelly
M: guardati intorno piccolina. Secondo te come ho avuto successo?
Come fa una donna ad
avere un programma in prime time alla Fox?
K: ci ha fatto sesso vuol dire?
M: cristo non ci posso credere
MY POLICEMAN

JULIA: Sei stata distratta tutta la settimana. Qualcosa non va. Dovresti
parlarne.
MARION: Tom è partito.
JULIA: Partito?
MARION: Sì, è con Patrick. Sono a Venezia, a cercare opere per il
museo. Patrick è omosessuale.
JULIA: Devi stare attenta a dire queste cose.
MARION: E' a Venezia, con mio marito.
JULIA: E Tom?
MARION: Penso che lui abbia delle tendenze che Patrick incoraggia.
Che cosa devo fare?
JULIA: Cosa?
MARION: Io devo aiutarlo, io s-sono sua moglie...
JULIA: Aiutarlo?
MARION: Cambiare, deve farlo!
JULIA: Marion, ascoltami, mi dispiace dirtelo, ma è la cosa più gentile
che possa fare. Lui non vuole cambiare, è sarebbe meglio per entrambi
se voi lo accettaste
MARION: Lui deve smetterla!
JULIA: Non può.
MARION: Smettila di dirlo. Lui cambierà, con il mio aiuto.
JULIA: Questo non è vero.
MARION: Quando io penso a loro insieme mi si rivolta lo stomaco, è
disgustoso, è sbagliato.
JULIA: Beh se è così, allora sono sbagliata anch'io.
MARION: Cosa c'entri tu con questo?
JULIA: Santo cielo, non lo sapevi? Hm, se potessi vedere la tua faccia.
MARION: (silenzio) Tu sei...
JULIA: C'è qualcuno nella mia vita, che io amo. Tanto quanto tu ami
Tom.
MARION: (si volta)
JULIA: Cinque secondi fa ero una persona per te; e ora sono qualcosa
di completamente diverso, cosa è cambiato?
MARION: E' innaturale.
JULIA: E cosa di te e del tuo matrimonio è naturale? (esce dalla stanza)

Potrebbero piacerti anche