Dialog Hi
Dialog Hi
Natalie: hey Whitney, puoi portarmi il... Whitney? Whitney?! Eh, potresti... smentterla di
guardare film in ufficio e metterti a fare il tuo lavoro e aiutarmi?
Natalie: questo...”film” finisce come tutte le altre stupide commedie: la tizia trova un ragaz-
zo e alla fine lei la fa felice .
Natalie: lei dovrebbe essere felice per altre cose nella vita come... la carriera meravigliosa
per cui ha sgobbato...
Natalie: un vero capolavoro di merda! in quei film dicono balle basate su canzoni pop or-
rende! Whitney: adoro quelle canzoni, e in quei film non dicono balle
Natalie: si, invece, la gente si sveglia a letto con piega e trucco fatti, è davvero assurdo! E
ogni volta che qualcuno indossa un paio di pantaloni, fanno un montaggio
Natalie: per te... ok, come commenti il fatto che c'è sempre una protagonista super sbada-
ta che dice uuh-ops e tutti pensano che sia affascinante?! No, nella vita vera, penserebbe-
ro che ha la distrofia muscolare!
Natalie: i difetti sono ciò che ci rende brutte, per questo si chiamano difetti. E poi, in quei
film, quando ci sono due donne nello stesso ambiente, devono essere sempre !nemiche
mortali”; guarda noi: io ti voglio bene, per me sei la migliore, l'idea che due donne non
possano fare il tifo l'una per l'altra è davvero disgustosa... e, a quanto pare, non hanno il
reparto risorse umane nelle aziende delle commedie romantiche, perchè non c'è diversifi-
cazione, la gente pesta sempre i piedi ai colleghi... oh, è meglio che non mi pronunci per il
chichè del !migliore amico gay”... l'unico scopo nella storia è aiutare la protagonista strafi-
ca, ma scusa, non ce l'ha un lavoro? Non importa a nessuno cosa fa nella vita? È una
cosa offensiva, non credi? E poi, c'è sempre una stupidissima voce narrante, che ti dice
cosa dovresti pensare, sai cosa penso io? Recita meglio
Whitney: per essere una che odia le commedie romantiche, di sicuro ci hai riflettuto parec-
chio...
Natalie: e non è finita qui! Vogliamo parlare del fatto che alla fine delle commedie romanti-
che ci sono sempre delle stupide scene in cui corrono al rallentatore...(imita) cercano di
mandare a monte un matrimonio, di riprendersi la ex, beh, sai che c'è? Lui non ama te, è
per questo che non ti sposa, è perchè non ti vuole
PULP FICTION
SARA
ROBERTO
SARA
Da donna?
ROBERTO
SARA
ROBERTO
Joe DiMaggio...
SARA
Vabbé, fatto sta che stavamo insieme da più di un anno, quando all"improvviso... Finita.
ROBERTO
Ma è finita bene o è finita male?
SARA
Male! E"#finita male, no? Le storie finiscono sempre male, altrimenti, non finirebbero. RO-
BERTO
Credo di aver capito che ti ha lasciato lui.
SARA
Il giorno in cui le ho chiesto di sposarmi.
ROBERTO
Ah, tu gli hai chiesto di sposarti?
SARA
Lui, mi ha chiesto di sposarmi. Il giorno in cui lui mi ha chiesto di sposarlo.
ROBERTO
Cioè lui ti ha chiesto di sposarlo e poi ti ha lasciato, il giorno stesso? SARA
Hai capito la stronza?
ROBERTO
La stronza chi?
SARA
Hai capito io, che stronza.
ROBERTO
Tu...
SARA
Io. E gli ho pure detto di sì.
ROBERTO
Ma scusa se te lo chiedo. Ma come mai è finita?
SARA
Perché voleva un figlio a tutti i costi.
ROBERTO
Ah perché normalmente sono le donne che insistono molto su... SARA
Eh infatti lei insisteva.
ROBERTO
Lei chi?
SARA Lui. Lui. Ma non è che io non volessi, credimi, ma con il tempo, che magari dopo il
matrimonio viene voglia, no? Incentiva questa cosa e invece no, smaniava, smaniava dal-
la voglia di rimanere incinta.
SARA Incinto.
ROBERTO Incinto?
SARA Scusa ma come cavolo si dice quando volete ficcare quei cosetti negli ovuli?
ROBERTO Incinta.
SARA E io che ho detto? Incinta!
RUTH
Igdie Threadtgood.... Vedo che sei diventata una donna. I giovanotti impazziranno per te.
Dì un po": il fidanzato ce l"hai?
IDGIE
Sí, un paio.. Non ne ho ancora scelto uno. Gredy è il più insistente ma...
RUTH
Gredy Killgore?
IDGIE
Non lo dire così forte!
VCF Marito RUTH
Ruth? Chi è?
IDGIE
Hey! Che cosa hai fatto all"occhio?
RUTH
Niente.
IDGIE
Come niente? Hai un occhio tutto nero!
VFC MARITO RUTH
Si può sapere chi è?
RUTH
Senti, credo sia meglio che tu vada adesso.
IDGIE
Ti ha picchiata lui?
RUTH
No...
IDGIE
Ti ha picchiato?
RUTH
Idgie...
IDGIE
Ruth, io devo parlargli ... qualcuno deve fermarlo.. Io lo ammazzo quello! RUTH
No. IDGIE
Gliene dico quattro a quel maiale, perché non si mette a fare a botte con qualcuno della
sua taglia?
RUTH
Tu non farai niente, hai capito? Se tu mi vuoi bene, se sei un"amica, ti volti e te ne vai im-
mediatamente. Hai capito?
ECCE BOMBO
Michele: Peggio, non sono contento di come sono fatto... avevo pensato a questa cosa
invece di lasciar perdere continuo e così non...
Flaminia: Se l"avessi detto subito potevamo benissimo farlo, ma adesso non capisco. Hai
fatto tutte queste storie... Non capisco cosa c’è sotto.
Flaminia: Ma che stai bene... Ci siamo visti una volta e già dopo un"ora te ne saresti scap-
pato. Già comunichiamo così poco, figuriamoci facendo l"amore...
Michele: Non lo so se c"entra, sai? Va be", ormai ne abbiamo parlato talmente tanto...
Flaminia: Se c’è un motivo allora non vedo perché sì, se non c’è un motivo non vedo per-
ché no.
Flaminia: ...se c’è un motivo per cui tu mi hai chiesto di fare l"amore. Se c’è non lo faccia-
mo, se non c’è non vedo perché non dovremmo.
La vita di Adele
Adele entra in casa. Emma è ferma di fronte all’uscio e la osserva.
A Non stai bene? (le si avvicina e le dà un bacio sulla guancia. Emma la guarda rilut-
tante. Pausa.) Potevi dirmelo che eri tornata, sono andata al bar con dei colleghi,
così, dopo il lavoro. Perché non mi hai chiamata?
E (sospira) Ti hanno accompagnata?
Pausa.
A Sì...
E Sì? (Pausa) E chi?
A Una collega.
E Ah, una collega.
A Sì (sospira guardandosi intorno)
Pausa.
E Perché non ti ha portata davanti a casa?
A (sospira e inizia a sussurrare) Perché non volevo far sapere che sto insieme a una
ragazza.
E Ah davvero?
A Mh... (abbozzando un mezzo sorriso) non so nemmeno perché sussurro...
E Ti vergogni a dire che stai con una donna?
A No, non mi vergogno. Solo che non voglio che lo sappia tutta la scuola. Perché sai
poi, la gente parla troppo e allora... (sospira) Pensi che mi vergogni della nostra sto-
ria?
Pausa.
E Chi è quel ragazzo?
A Chi?
E Quello che ti ha accompagnato qui.
A (Pausa.) Nessuno. Un collega.
E Ti sembro cretina?
A (scuote la testa. Pausa.) No...
E Ti ho visto Adele.
A Ti assicuro che è un collega, lavora con me. Puoi venire a scuola, se vuoi. (respira
forte, si schiarisce la voce e deglutisce affannosamente)
E Da quanto tempo vi vedete?
A (Pausa.) Da quando lavoro lì.
E Ah, sì? (annuisce. Pausa.) Perché menti?
A Non mento.
E Allora perché piangi?
A Non piango.
E E quelle lacrime allora?
A (scuote la testa) Sono stanca.
Pausa.
E Basta prendermi per il culo Adele, da quanto vai a letto con lui? Eh?
A Non vado a letto con lui.
E Da quanto tempo mi menti?
A (Pausa. Respira forte e deglutisce affannosamente) Non vado a letto con lui. (Pau-
sa) Ci siamo baciati una sera ubriachi.
E Allora perché piangi?
A Perché mi dispiace.
E Non prendermi per il culo... Da quanto tempo vai a letto con lui? (la afferra per la
camicia) Dimmelo! (Pausa.) Da quanto tempo mi prendi per il culo?
A Non ti prendo per il culo, ti giuro, non l’ho mai fatto.
E (la spinge via) Forza vattene! Non ce la voglio una bugiarda in casa. Prendi le tue
cose e vattene! (Pausa.) Su, sparisci!
A (scuote la testa e crolla) Sono andata a letto con lui solo due o tre volte, non so.
Pausa.
E Ci sei andata due o tre volte...
A Non te l’ho detto perché... Non so bene come spiegartelo, lo sapevo che era una
cazzata... (tira su con il naso) E’ che mi sentivo così sola...
Pausa.
E Sei innamorata?
A Ma no, no, non sono innamorata di lui, è che mi sentivo sola... Ma non ho mai volu-
to farti del male... (respira affannosamente) Ecco, è... (piange) Oh cazzo, mi dispia-
ce... che stronzata. (Pausa.) Quel ragazzo non è niente. Niente. E’ una stronzata.
Io... (Pausa. Cerca di abbracciarla.) ti giuro che non ho mai voluto farti del male.
(Emma la scansa)
E Adele smettila. Adele.
A Aspetta, aspetta...
E (la allontana bruscamente) Basta. Mi hai fatto del male, è finita.
A Ma no, no... non volevo, non ne avevo ragione...
E Sei solo una puttanella. (Adele scuote la testa) Ti fai scopare, vero? (Pausa.) Ti pia-
ce è? (Adele scuote la testa. Pausa.) Che fai? Glie lo succhi in macchina e poi mi
baci? Hai il coraggio di baciarmi? (Pausa.) Di toccarmi? Di guardarmi? (Pausa.) Fai
queste cose tu? (Adele scuote la testa.) E oltretutto menti, mi dici le cazzate...
A Mi dispiace...
E Sei solo una gran troia!
A Scusa, perdonami, non so nemmeno come chiedere scusa...
E Non voglio più vedere la tua faccia! È chiaro? Prendi le tue cose vattene! (Pausa.)
Fuori dalla mia vita!
A (inizia a piangere) Non voglio averti fatto male per una cazzata... (di getto abbraccia
goffamente Emma)
E (la allontana bruscamente. Adele prova a trattenerla) ...Adele smettila e vattene su-
bito! (Pausa.) Fuori!
A ...No...
E (si avvicina all’armadio dei vestiti di Adele e li lancia a terra) Prendi le tue cose, for-
za!
A ...No... (cerca di fermare goffamente Emma, che nel frattempo lancia a terra la vali-
gia e alcuni vestiti)
E Non ce la voglio una puttana... (Emma continua a buttare a terra vestiti)
A ...Porca troia lasciami parlare... (Adele si mette in mezzo, tra l’armadio ed Emma e
inizia una colluttazione)
E ...No, non voglio parlare con te! (Lancia un altro vestito e si volta verso Adele)
A Mi dispiace, non lo so perché l’ho fatto, quel ragazzo non è niente. lasciami almeno
spiegare... (afferra la maglietta che tiene Emma)
E (le strappa la maglietta di mano e la lancia a terra) No! Adele non voglio.
A ...per favore! Lasciami spiegare, che cazzo!
E (le dà uno schiaffo.) Te ne vai! (Emma la strattona, mentre Adele si ferma davanti
all’armadio) Non ti voglio mai più vedere! (strattona Adele e la spinge via) Esci dalla
mia vita! (continua a lanciarle i vestiti a terra) Credi di soffrire solo tu? (dà un calcio
al mucchio di vestiti)
A Quello non è niente, niente!
E Non toccarmi!
A Ma cazzo lasciami... (Adele, spinta da Emma, stramazza a terra e ansima)
E Prendi le tue cose. (lanciandole un altro vestito addosso) Non ce ne voglio di troie
in casa mia. (la prende di peso e la porta fino alla porta) Forza.
A (resistendo alle spinte di Emma) Sì, ma non ho fatto niente! Quello non è niente!
E (continuando a spingerla) Sta zitta! Sta zitta! Non mi prendere per una cretina!
A Non mandarmi via. (spingendola indietro) Dove vado senza di te? Dove vado?
(spingendola ancora più veementemente)
E Vai dal tuo amichetto. Via! (la colpisce, portandola più avanti) Sparisci!
A Ma non lo amo, cazzo sei tu (la tira a sé) che amo, non posso andarmene, poi che
faccio? (la strattona fuori casa) Ti supplico...
E Sparisci! Sparisci! (le chiude la porta in faccia)
A (piangendo fuori dal portone) Ma aprimi porco cazzo! (Piange.) Mi dispiace tanto,
lasciami parlare. Mi dispiace!
E Sei solo una puttana! (Pausa. Adele ansima.) Adesso vattene Adele!
Harry ti presento Sally
HARRY
HARRY
Con chi?
SALLY Come?
HARRY
HARRY
HARRY
HARRY
HARRY
SALLY
Cioè?
HARRY
Perché no?
A: No, signorina.
K: Le mie informazioni dicono il contrario, Vadas m"assicurò che lei si fa fare i calzoni ap-
posta.
A (Alzandosi e tornando al tavolo con lei): Questo è falso, Vadas, è quel tipo di cui lei si
fida, eh?
K: Oh no.
A: Non sono mai stato da un sarto in vita mia. Se non lo crede, usciamo dal caffè, le farò
vedere le gambe.
K: Oh, signor Kralik...
A: Le piacerebbe che dicessi a tutti che lei ha le mani rosse?
K: È quel che ha fatto?
A: Solo quando lei cominciò a sparlare delle mie gambe.
K: Ma non ho le mani rosse.
A: Oh, dacché le ho detto di badarci. E senta signorina, avrà dei pensieri bellissimi, ma li
tiene ben nascosti. Secondo le apparenze è fredda e stizzosa come una vecchia zitella, e
non so se troverà chi si innamori di lei.
K: Io vecchia zitella? Nessuno che si innamori di me, vero? Oh, signor Kralik, mi fa proprio
ridere. Io ho delle lettere che le aprirebbero gli occhi. No, sarebbe inutile, non capirebbe,
chi le ha scritte è tanto superiore a lei che non c’è paragone. Ah, debbo ridere, vecchia zi-
tella mi chiama, lei, un impiegatuccio insignificante.
Nato il 4 luglio
Mamma: Ah, eccoti qui. È di nuovo ubriaco.
Ronnie: oh, mamma…
Mamma: è di nuovo ubriaco, Ilay abbiamo per figlio un ubriacone.
Lascialo stare, ti ho detto di lasciarlo, lascialo, dammelo. Non puoi stare in questa
casa se…
Ronnie: è questo il dio in cui credi vero mamma?…
Mamma: Non puoi restare…
Ronnie: è quello in cui credi tu ma non io…
Mamma: non puoi restare in questa casa…
Ronnie: e non credo più in lui, perché lui ha passato solo tre giorni lassù. Io invece ci devo
passare tutta la vita, vorrei essere morto come lui.
Mamma: Non sai quello che dici!
Ronnie:è questo il problema mamma, io non sono morto, io devo vivere, devo vivere su
queste ruote e ricordare il Vietnam alla gente, e voi non volete sapere, non volete vederci,
volete nasconderci perché vi diamo fastidio come la merda!
Mamma: Ti prego…
Ronnie: e io sono un fottuto idiota!
Mamma: non vuole ascoltare, non cambierà mai.
Papà: Ronnie ti prego tua madre sta parlando sul serio, non puoi tornare sempre ubriaco.
Ronnie: tutto quello che ci dicevano… Combattete! uccidete! Sergente dei Marines agli
ordini! u-no du-e, u-no du-e, u-no du-e A-ttenti! È tutta una palla! È tutto un mucchio di pal-
le! Palle!
Mamma: smettila va a letto, che cosa ti hanno fatto in quella guerra perché fai cosi? Devi
farti vedere, hai bisogno di aiuto!
Ronnie: No! Tu devi farti curare, con il tuo dio e tutte quelle cazzate che sogni su di me.
Mamma: Ci sentirà tutto il vicinato…
Ronnie:Ti vergogni di me adesso…
Mamma: Niente, andiamo a dormire, andate a dormire! Ci penserà papà!
Ronnie: Vaffanculo!!
Papà: Non parlare così a tua madre!
Mamma: Che cosa hai detto! Che cosa mi hai detto!? (Lo schiaffeggia)
Sorellina: Mamma!!
Ronnie: Vaffanculo!
Mamma: Sveglierà tutto il vicinato…
Papà: Ronnie adesso basta…
Ronni: Sì! Svegliamoli! Diciamoglielo! Kusak! Cameletti! Woyce! Ascoltate! Dillo a tutti
mamma! Dillo a tutti quello che mi hanno fatto!
Mamma: Smettila Ronnie!
Ronnie: Che cosa hanno fatto alla gente, a questa nazione!
Mamma: Questa volta chiameranno gli agenti!
Ronnie: Siamo arrivati in Vietnam per fermare il comunismo e abbiamo massacrato donne
e bambini.
Mamma: Tu non hai sparato a donne e bambini, che cosa stai dicendo!
Ronnie: La chiesa ha benedetto la guerra, il comunismo è un male insidioso dicevano,
vero?!!!
Mamma: è quello che ci hanno detto…
Ronnie: La chiesa ci ha detto di andare…
Mamma: si, si, è quello che ci hanno detto…
Ronnie: …ma non si deve uccidere mamma, non si devono uccidere donne e bambini.
Quinto non uccidere, ricordi? Non è quello che ci hai insegnato tu? Non è quello che ci
hanno insegnato…
Mamma: Smettila!
Ronnie: …erano balle!
Mamma: smettila! Non ti voglio più in questa casa! Esci da questa casa!
Papà: Ronnie adesso basta, hai detto la tua ora basta!
Ronnie: No! Non ho detto la mia papà, forza diglielo tu! Ora stanno ammazzando chiun-
que!
Mamma: non ti ho costretto io ad andare!
Ronnie: sì invece, sì lo hai fatto! E sta andando tutto in malora! King, Kennedy, abbiamo
perso tutti la fottuta guerra!
Mamma: Non è mica colpa mia!
Ronnie: vinto(?) il fottuto comunismo è stato tutto inutile…
Mamma: questo non è vero Ronnie!
Ronnie: come lo sai, cosa ne sai tu! Per favore diglielo papà! Diglielo è tutta una balla! È
una fottuta balla! Dio non esiste, dio è morto come le mie gambe, dio non esiste, la patria
non esiste! Non c’è niente, solo io in questa fottuta sedia a rotelle, per il resto della mia
vita e tutto per niente. Io… e questo pene morto
Mamma: Oddio! No!
Papà: No Ronnie lascia quel catetere.
Ronnie: questo fottuto pene morto…
Mamma: Ilay non ce la faccio più! C’è il diavolo dentro di te!
Ronnie: la chiesa dice che giocare con il proprio pene è peccato, magari potessi farlo…
Mamma: Non dire quelle parole in questa casa!
Ronnie: Pene, pene! Un fottuto pene grosso e bello duro mamma! Pene! Pene!
Mamma: Oddio non vuole smetterla che devo fare, che posso fare?
Ronnie: Non ho neanche avuto il tempo di imparare a usarlo ed è finito chissà dove nella
fottuta giungla in Asia, finito per sempre. Non è giusto…
Mi dispiace per quello che è successo. Mi dispiace che tu soffra mamma. Mi dispiace farti
soffrire.
FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il
mio lavoro! Fleabag: Non perderai il tuo
lavoro! È carino. Claire: Non è carino!
Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile! Fleabag: Claire,
è francese. Claire: Sul serio?
Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha offerto dello champagne
prima di rovinarmi la vita, è così che
ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a
me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un
bastardo. Fleabag: Okay, fanculo.
Claire: Cosa?
Fleabag: Vieni.
Claire: Non importa
Fleabag: Vieni!
Claire: Rallenta!
Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò
che mi ha chiesto lei.
Fleabag: Non è vero! Vogliamo il rimbor-
so.
Anthony: Claire?
Claire: Ho due meeting molto importanti e
sembro una matita.
Anthony: No! Non incolpare me per le tue
scelte sbagliate. I capelli non sono
tutto.
Fleabag: Wow!
Anthony: Che c’è?
Fleabag: I capelli sono tutto. Lo neghia-
mo, per poter pensare ad altro ogni tan
FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il mio lavoro!
Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile!
Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha offerto dello champagne prima di rovinar-
mi la vita, è così che ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un bastardo.
Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò che mi ha chie-
sto lei.
JULIA: Sei stata distratta tutta la settimana. Qualcosa non va. Dovresti
parlarne.
MARION: Tom è partito.
JULIA: Partito?
MARION: Sì, è con Patrick. Sono a Venezia, a cercare opere per il
museo. Patrick è omosessuale.
JULIA: Devi stare attenta a dire queste cose.
MARION: E' a Venezia, con mio marito.
JULIA: E Tom?
MARION: Penso che lui abbia delle tendenze che Patrick incoraggia.
Che cosa devo fare?
JULIA: Cosa?
MARION: Io devo aiutarlo, io s-sono sua moglie...
JULIA: Aiutarlo?
MARION: Cambiare, deve farlo!
JULIA: Marion, ascoltami, mi dispiace dirtelo, ma è la cosa più gentile
che possa fare. Lui non vuole cambiare, è sarebbe meglio per entrambi
se voi lo accettaste
MARION: Lui deve smetterla!
JULIA: Non può.
MARION: Smettila di dirlo. Lui cambierà, con il mio aiuto.
JULIA: Questo non è vero.
MARION: Quando io penso a loro insieme mi si rivolta lo stomaco, è
disgustoso, è sbagliato.
JULIA: Beh se è così, allora sono sbagliata anch'io.
MARION: Cosa c'entri tu con questo?
JULIA: Santo cielo, non lo sapevi? Hm, se potessi vedere la tua faccia.
MARION: (silenzio) Tu sei...
JULIA: C'è qualcuno nella mia vita, che io amo. Tanto quanto tu ami
Tom.
MARION: (si volta)
JULIA: Cinque secondi fa ero una persona per te; e ora sono qualcosa
di completamente diverso, cosa è cambiato?
MARION: E' innaturale.
JULIA: E cosa di te e del tuo matrimonio è naturale? (esce dalla stanza)