A2 - Gli Imbianchini Non Hanno Ricordi
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DARIO FO
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DARIO FO
nasce nel 1926 a Sangiano in provincia di Varese. Inizia
gli stùdi di architettura alPUniversità di Milano, studi
che tuttavia interrompe per dedicarsi al teatro. Fin da
bambino amava recitare imitando i ‘fabulatori’ che anda
vano di paese in paese.
Nel 1954 Fo sposa Franca Rame, la giovane attrice che
diventerà la sua più stretta collaboratrice. Dopo i primi
testi del 1952-54 («Poer nano», «Il dito nell’occhio», «Sa
ni da legare») nascono ora le farse della ‘Compagnia Da
rio Fo-Franca Rame’, strettamente legate alle tradizioni
della commedia dell’arte: «Ladri, manichini e donne nu
de», «I tre bravi», «Comica finale». Sono rielaborazioni di
antichi canovacci tramandati di padre in figlio nella fa
miglia Rame.
Sono del 1959-67 le commedie «Gli arcangeli non gio
cano a flipper», «Chi ruba un piede è fortunato in amore»,
«La signora è da buttare». In questo periodo l’ironia e il
grottesco diventano armi di critica contro la burocrazia
statale, lo stato borghese, l’imperialismo americano.
Ispiratosi alle lotte operaie e studentesche, decide nel
‘68-‘69 di abbandonare il teatro borghese e di cercare al
trove il suo pubblico. Scioglie la vecchia compagnia e co
stituisce un altro gruppo: ‘l’Associazione Nuova Scena’,
un teatro alternativo che recita nelle Case del Popolo.
Tra le opere di questo periodo sono: «Mistero Buffo»,
«L’operaio conosce 300 parole, il padrone mille, per
questo lui è il padrone».
A seguito della divisione del gruppo per ragioni di ca
rattere politico e personale, Fo costituisce nel 1970 il
‘Collettivo Teatrale La Comune’, espressione culturale
della sinistra rivoluzionaria in antitesi rispetto a quella
revisionista e borghese. Dario Fo, Franca Rame e i loro
compagni di lavoro, che con questa scelta entrano nella
militanza politica sul fronte della cultura, intendono con
trapporre ai valori borghesi quelli più profondi della cul
tura del popolo. Tra le opere sono: «Morte accidentale di
un anarchico», «Guerra di popolo in Cile», «Non si paga,
non si paga», «Fanfani rapito», «Parliamo di donne».
p e r s o n a g g i:
Vedova
Imbianchino
Capo
Signore
Anna
Daina
Sonia
Manichino (Giorgio)
6
7
Suonano alla porta. Una donna sui trentanni,
vestita un po’ all’antica, osserva un momento la
stanza, mette in ordine qualche cosa, guarda
con amore un manichino che è seduto in una
poltrona, quindi va verso la porta di destra e la
apre:
ved ova Vengo, vengo. Chi è? (apre)
i m b i a n c h i n o (entrando ha sulle spalle una
scala di cui non vediamo che alcuni pioli, il
resto rimane fuori della porta) L’imbianchino,
signora... è qui che dovevamo venire, no?
v e d o v a Io veramente non aspettavo imbian
chini, ma tappezzieri.
i m b i a n c h i n o Per fare che?
9
vedova Ma che fa ... ma la prego, non ho mai
portato ima scala io.
c a p o Ma non è difficile. Naturalmente non
bisogna pensare che sia una scala Se no si dice
si,ibito: ‘Accidenti come sono pesanti queste sca
le.’
accidenti!, modo di dire come per es. ‘Mamma mia!’
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im b ia n c h in o (rientrando) Mi hai chiama
to? ...
cap o {afferrandolo per il bavero) Che cosa sei
andato a raccontare alla signora?
i m b i a n c h i n o M a... ma io non ho raccontato
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niente... mi ha chiesto* se eravamo anche tap
pezzieri ... e io non sapevo proprio cosa rispQn-
dere...
c a p o Ah non sapevi... ma quante volte ti de
vo dire che qualsiasi lavoro che ti chiedano tu
devi rispQndere di sà... che sappiamo farlo...
i m b i a n c h i n o Ma il tappezziere... noi non
sappiamo mica fare i tappezzieri...
c a p o Ah perché invece gli imbianchini...
sappiamo fare gli imbianchini... Che
stupido]... E poi, dico io, l’ynica volta in una set
timana che ci capita di trovare qualcuno che ci
chiama... lui va a fare il diffìcile: non so, chissà,
vedremo, chi lo sa!...
i m b i a n c h i n o E va bene... va bene... le dirò
di sì... dov’è la signora?
c a p o Dall’altra parte della scala.
i m b i a n c h i n o A h ... tieni, le parlo sybito...
(fa scgrrere la scala. Esce il Capo. Alla signora
che sta entrando) Ben tornata... Ho parlato
adesso col mio capo... ha detto di sì.
v e d o v a Mi fa piacere... ma non le pare che
sia meglio che la tenga lei? (così dicendo passa
la scala all’Imbianchino)
i m b i a n c h i n o A h... sì... è meglio... scusi.
*chiedere
stupido, che capisce poco
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ved ova Allora visto* che siete anche tappez
zieri ... ci sarebbe da tirare giù quelle due tende
e attaccarne delle altre... ma mi dica... quan
to mi farete spendere per due tende... vede, io
sono una pQvera vedova e non posso disporre di
m olto...
i m b i a n c h i n o È vedova lei?
VEDOVA Sì ...
i m b i a n c h i n o Anch’io.
v e d o v a Anche lei è vedova?
i m b i a n c h i n o ... N o ... io sono vedovo.
v e d o v a Ah g ià... Eh, gran brutta cosa quan
do si resta soli... lei mi può capire, vero... spe
ro che non mi farete pagare troppo...
i m b i a n c h i n o No, ma bisogna parlare col mio
capo.
v e d o v a ... È vedovo anche lui?
i m b i a n c h i n o N o, lui n o ... ma sua moglie
s ì...
v e d o v a Sua moglie... ma quando è morto?*
Poco fa era qui e non mi sembrava...
i m b i a n c h i n o N o ... sua moglie è vedova, ma
del primo m arito... lui non c’entra... ma ve
drà che vi metterete d’accordo... ci
vediamo... permette... (ed esce tirandosi die
*vedere
*morire
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tro la scala, ma quando riappare l’ultimo piolo
della scala, al posto del Capo appare un Signo
re)
s i g n o r e Buon giorno, signora Lucia... come
va?
v e d o v a O h ... signor Milvio... ma cosa fa
con quella scala?...
s i g n o r e Non so ... stavo scendendo le
scale... e un tale mi ha pregato di tenergliela
un m inuto... mi ha chiesto dove fosse la toilet
te ... (dà alla Signora dei soldi) ed è andato su.
ved ova (prendendoli con aria di non
interessarsene) O h ... non era il caso che...
(cambiando voce) mancano ancora mille lire...
s ig n o r e Ma come? Non sono sempre
state?...
v e d o v a Sì, m a... abbiamo dovuto spendere
m olto... voglio che questa casa diventi vera
mente bella...
s i g n o r e (le dà ancora mille lire) Be’... è già
bella anche così... anzi le dirò che se fossi in lei
non la cambierei m olto... mi piace così... non
lo crederà, ma tutte le volte che vengo qui mi
sembra di ritornare ragazzo, al tempo dei primi
am ori... ma lasciamo CQrrere... i ricordi sono
sempre penosi...
v e d o v a O h ... non dica così... non è vero...
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i ricordi sono le iiniche belle cose che abbiamo
nella v ita... io posso proprio dire che vivo di ri
cordi ... alle volte ho perfino paura di aprire le
finestre... ho paura che qualcosa di quello che
ancora vive in questa stanza vada v ia... via per
sempre... Perciò le apro il meno possibile.
s i g n o r e ... S ì ... si sente... (si accorge del
Manichino) O h ... non me lo ricordavo p iù ...
ma lo sa che sembra vivo?
v e d o v a Sì, gli assomiglia m olto... Purtroppo
è sempre un manichino... caro Giorgio... si ri
corda? ... stava sempre q u i... era il suo posto
preferito... (quasi piangendo) Ed ora non c’è
p iù ... c’è solo nei miei ricordi... lei non ha idea
di quanto fosse felice questa casa...
s i g n o r e Be’ in un certo qual modo lo è anco
ra adesso... (entra il Capo imbianchino)
c a p o (riprendendosi la scala) Grazie... e scu
si. Allora, signora, mi dica che cosa c’è da fare,
così incominciamo subito.
v e d o v a Aspetti un momento, accompagno il
signore e sono sribito da le i... prego signor
Milvio... grazie di essere venuto a trovarci...
la vogliamo rivedere molto più spesso! (esco
no)*
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cap o (considerando la scala) E adesso questa
dove la mettiamo... A ldo... Aldo, vieni den
tro ... (così dicendo fa scQrrere la scala) Aiuta
mi ad alzarla! (girandola danno un colpo in te
sta al Manichino. Soltanto adesso i due se ne ac
corgono) Chi è questo? Era con te?
i m b i a n c h i n o Oh, scusi signore... si è fatto*
male? Dio, ci mancava anche questa... su ...
su ... non è niente... passa subito... Giovan
ni, è m orto... l’abbiamo ammazzato...
cap o L’hai ammazzato... Fa’ un po’
vedere... non c’è niente da fare... non vedi...
è bianco come la cera...
i m b i a n c h i n o (quasi piangendo) Ma adesso
cosa facciamo? Giovanni... bisogna che scap
piamo ...
c a p o Già bravo... sanno che eravamo
q u i... ci prenderanno sijbito... Piuttosto...
Tu lo conosci? Mi sembra di averlo già visto...
i m b i a n c h i n o G ià... se non fosse per i baffi e
gli occhiali... direi quasi che... guarda un po’.
c a p o Ecco a chi assomiglia... assomiglia a
te ... puoi proprio dire che abbiamo fortuna...
*fare
ammazzare, uccidere
cera, i manichini per es. venivano fatti di cera
scappare, CQrrere via
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Perché... che fortuna è am
im b ia n c h in o
mazzare uno che mi assomiglia?
c a p o ... Te lo dico io che fortuna è. Tiragli
giù la gamba. Sorreggilo, (alza il Manichino e lo
mette in spalla all’altro) Adesso vai di là ... so
pra, al primo piano, c’è un bagno... ti metti i
suoi vestiti...
sorreggere, tenere su
stanza da bango, stanza dove ci si lava
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im b i a n c h i n oQui sono.
cap o Dove sei, Aldo?
i m b i a n c h i n o Sempre al mio posto.
c a p o Disgraziato! (si rende conto che porta l’a
mico sulle spalle e lo lascia cadere in terra)
i m b i a n c h i n o Ma mi hai detto: dammi una
mano.
c a p o Ma vieni qui, aiutami. No, non aiutar
mi, faccio da solo, (prende sulle spalle il Mani
chino) Stavo dicendo una cosa: sopra in bagno,
dovrai tQgliergli i balli; tu invece...
i m b i a n c h i n o Me li faccio crescere, (escono)
c a p o (fuori campo) Ma no, te li farò io col pen
nello ... (rientra e mette a posto la scala... en
tra una ragazza piuttosto giovane in vestaglia
con la sigaretta in bocca)
a n n a Salve... lei è il tappezziere, vero?
cap o (rosso in faccia) Sì, sono il
tappezziere...
a n n a Era ora che la signora si decidesse a far
fare qualcosa in questa casa... (si accorge che il
Manichino non c’è più)... o bella... e Gior
gio ... doVè? Scusi, quando è entrato lei non
c’era qui u n ...?
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c a p o S ì... era q u i... ma p o i.. .non so ... sa
rà uscito un momento...
a n n a Uscito?... Come ha detto?... sarà ve
nuto qualcuno a prenderlo...
c a p o Ah, sì, adesso mi ricordo... è venuto un •
suo amico... a prenderlo...
a n n a Un amico?... Ah, sì, l’amico della si
gnora ... il restauratore...
c a p o ... E s ì... Ma, scusi, chi era quel signo
r e ... che stava seduto dov’è seduta lei adesso?
a n n a II marito della signora...
c a p o Bell’uomo eh!...
a n n a Già, e da vivo anche un bel mascalzone.
c a p o ... Com e... da vivo?...
a n n a Dal momento che adesso è m orto...
c a p o (ha sé)... Ah, quello stupido ha parla
to ...
a n n a PQvera signora, come ci ha sofferto* ...
Oh, non creda, anch’io ci soffro... gli volevo
bene anch’io. Tutti gli volevamo bene a quel
mascalzone. Ma fino ad arrivare al punto ... di
volerlo imbalsamare come voleva le i...
c a p o Lei voleva farlo imbalsamare? Oh!
a n n a Per fortuna siamo riuscite a convincerla
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a fare invece un manichino di cera...
c a p o Di cera... era di cera!!... Oh!
a n n a Ma già, trovarsi sempre fra i piedi quel
coso... fa un tale senso.
c a p o Ma scusi... quando è m orto... quel
coso...
a n n a Giorgio? Tre anni fa.
v e d o v a (fuori campo) A nna... A nna... ti
vogliono...
a n n a Vengo... permette... (esce; dall’altra
porta entra l’Imbianchino nei vestiti del Mani
chino)
i m b i a n c h i n o Come sto ... questa volta non
avrai da dire, spero... Sono stato bravo, no?
c a p o Ma che bravo... sei stato stupido...
Ma come hai fatto a non capire che quello non
era vivo?
i m b i a n c h i n o Appunto... ho capito subito
che era m orto... no?
c a p o Ma che vivo o m orto... quello era un
manichino di cera...
IMBIANCHINO C o s a ?
cap o Ma sì... era un manichino del marito
della signora che è morto tre anni fa ...
im b i a n c h i n o Va bene, ma tre anni fa noi non
eravamo qui! Allora non siamo stati noi ad am
coso, qualsiasi cosa di cui non si ricorda o non si vuol dire il
nome
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mazzarlo... (e si siede sulla poltrona dove pri
ma era il Manichino) Be’ meno m ale...
c a p o Ma che meno male?... bisogna che tu
vada sybito di sopra a riprenderlo ... rimetter
gli il suo vestito...
i m b i a n c h i n o Rifargli i baffi...
v e d o v a (fuori campo)... Scusi, signor tap
pezziere, ma c’era gente e allora...
c a p o Stai fermo, non ti muQvere... prego,
prego, signora... non è il caso di scusarsi, (entra
la donna e si ferma)
v e d o v a Sta osservando il mio Giorgio?...
Oh, mi sono dimenticata le tende... Ma gliele
porterò sybito... (esce)
c a p o Presto...' prima che quella ritorni...
dove hai messo* i colori?
i m b i a n c h i n o L i... ma perché, cosavuoi fare?
c a p o Farti i baffi da Giorgio... (mette un po’
di color nero sul pennello)
i m b i a n c h i n o Ma perché?
c a p o Non facciamo in tempo ad andare a
prendere quello vero... perciò il manichino lo
farai tu ... Se la signora si accorge di quello che
abbiamo fatto del suo Giorgio ci butta fuori e
allora niente lavoro... niente soldi... ma stai
fermo... (il Capo incomincia a fare i baffi al
pQvero Imbianchino)
*mettere
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im b ia n c h in o (che non riesce a star fermo) Ma
mi fai il solletico ... eheeee... eheeeeecciii... (e
parte del colore che stava sul pennello va a fini
re in faccia al Capo)
c a p o Disgraziato!... Mattiti gli occhiali... li
hai portati, spero...
i m b i a n c h i n o Come no, eccoli... (se li mette)
Come sto?
c a p o Stai bene... Quando la signora viene,
non ti muQvere! (in quel momento entra la
Vedova che vedendolo vicino al suo Giorgio gli
grida)
v e d o v a Ma cosa sta facendo... con quel pen
nello ...
c a p o Col pennello? (costringendo l’amico a
stare fermo) A h ... stavo vedendo se ... sa
così... tanto per provare... ho visto che aveva
un baffo fuori posto... e allora... col
pennello...
v e d o v a Ah lei è anche restauratore? Bene...
aspettavo un mio amico restauratore... ma vi
sto che c’è le i... Faccia un po’ vedere cosa ha
fatto... (osserva attentamente la faccia delfinto
manichino) Ahhhaaa... (si lascia andare svenu
ta fra le braccia del Capo)
solletico, quello che sentiamo quando siamo toccati in certe parti
del corpo
finto, non vero
svenire, perdere i sensi
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c a p o Disgraziato, aiutami. Non vedi che la si
gnora è svenuta?
i m b i a n c h i n o M a... tu mi hai detto di non
muQvermi.
c a p o Non ti muQvere... la signora sta rinve
nendo ...
v e d o v a (rinvenendo e accorgendosi di essere
caduta fra le braccia del Capo) Ahhh! Scusi.
c a p o La colpa è tutta m ia...
v e d o v a Oh mio D io... ho creduto che fosse
vivo... lei è stato molto bravo... è il più bravo
restauratore che io abbia mai conosciuto... (ti
ra fuori alcuni biglietti da mille e ne dà una parte
25
al Capo) T enga... lei è stato veramente
bravo...
c a p o Ma n o ... sono troppi... non ho fatto
niente... solo un po’ ai baffi...
v e d o v a La prego, li accetti!... Mi fa un vero
favore...
c a p o Ma n o ... non posso...
v e d o v a E va bene, non guardo... (in quel
mentre l’Imbianchino prende i soldi. Il Capo
glieli toglie subito di mano e si mette tra i due in
modo che la donna non possa vedere quello che
succede)
c a p o Be’... grazie... accetterò questi soldi
per aver rifatto i baffi col pennello, (ma questa
volta l’Imbianchino afferra il resto dei soldi che
sono rimasti* in mano alla donna mettendoli
sybito nel panciotto)
v e d o v a Accidenti... mi sono caduti i soldi
che avevo in m ano... (li cerca per terra) Chissà
dove saranno andati a finire.
c a p o (parlando a voce bassa) Mascalzone, ti
ra subito fuori quei soldi... (afferrandolo per il
bavero)
i m b i a n c h i n o Neanche per idea... perché
non le dai i tuoi?
v e d o v a (alzandosi) Cosa è successo* ? Cosa
*rimanere
panciotto, vedi illustrazione pag. 7
*succedere
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sta facendo? O h ... vedo che ha trovato i miei
soldi... grazie, (e gli toglie di mano quelli che
gli aveva dato poco prima)
c a p o Ma veramente... be’... sì... li ho tro
vati sotto alla poltrona... conti se ci sono
tu tti...
v e d o v a Non bisogna... si vede sybito che lei
è una persona onesta... io me ne intendo... an
che Giorgio era una persona onesta... e forse
per questo non ha avuto molta fortuna...
c a p o Be’ ... non direi... il fatto di essere il
marito morto di una vedova come lei non è for
se un gran pennello... una gran fortuna?
v e d o v a Grazie... (gira la testa all’Imbianchi
no) Lo guardi, si vede sybito che doveva essere
un uomo fuori del comune. Stava pensando di
scrivere un grosso libro sulle civiltà orientali. . .
ma non ha fatto in tem po... Guardi se non vie
ne nessuno! (mette la mano dentro la giacca del
l’Imbianchino facendogli così il solletico in mo
do che l’Imbianchino non riesce quasi a star fer
mo)
c a p o Da dove signora?... Ma cosa sta facen
do? ...
v e d o v a Metto via questi soldi prima che...
quando era vivo... i soldi di casa li teneva sem
onesto, che dice la verità; che ha il senso del giusto
civiltà orientali, il modo di vivere dei popoli delPOriente
giacca, vedi illustrazione pag. 7
27
pre lu i... e anche adesso non posso fare a meno
di darglieli... a parte che è più sicuro... a nes
suno può saltare in mente di venire a cercarli
proprio q u i...
c a p o Ah sì, sono proprio al sicuro... è come
metterli in banca...
v e d o v a (guardando Yorobgio che il finto ma
nichino porta al panciotto) Accidenti, sono già
le sei e un quarto... Bisogna che glifaccia subi
to Viniezione...
c a p o L’iniezione? Quale iniezione? (l’Im
bianchino ascolta pieno di paura)
v e d o v a Come lei sa, ci sono molti insetti che
vivono di cera... Se non gli dessi ogni giorno
un’iniezione insetticida il mio povero Giorgio
andrebbe a pezzi...
c a p o E già, perché Giorgio è di cera... (ride)
Ah, a h ... e sì, allora bisogna fargli l’iniezione
insetticida... bene, bene...
v e d o v a A ppunto... se lei permette vado a
prendere la siringa... (esce)*
c a p o (ride) A h... ah! Un’iniezione insettici
d a ... Al Giorgio di cera... Questa non l’avevo
mai sentita!
i m b i a n c h i n o Ma io non sono di cera e l’inie
zione te la fai fare tu, perché io me ne vado...
insetticida, che uccide gli insetti
*Domande a pag. 45
28
orologio v siringa
29
d a in a Oh, ma guarda com’è bello oggi il no
stro Giorgio... (gli si siede sulle ginocchia) Ma
che gli è successo?
s o n i a (osservando attentamente il fìnto ma
nichino) Santo cielo... mi sembrava vivo...
ma non trattarlo in modo che lo rom pi... e
adesso tocca a m e...
a n n a Almeno andasse davvero in pezzi...
quel coso...
s o n i a G ià... senti chi parla... sei ancora ge
losa . . . (afferra Daina per il braccio) Adesso
tocca a m e...
d a i n a Disgraziata! Mi fai cadere! (e infatti la
donna cade tirandosi dietro il ppvero Imbian
chino che fa sempre la parte di manichino. En
tra la Vedova)
v e d o v a (grida) Disgraziate! Quante volte vi
ho detto che... Avanti, tornate nelle vostre
stanze... (le donne escono. La Vedova prende
il finto manichino per il braccio per tirarlo su)
Ma guarda se è il m odo... mi dia una mano,
presto!
c a p o Diamogli una mano, (e si dà da fare a
sorreggere il manichino che si muove in un mo
do molto strano soprattutto quando la Vedova
parla di iniezioni)
geloso, che ha paura di perdere per colpa di un altro l’amore
della persona amata
30
vedova Dobbiamo far presto altrimenti non
faremo in tempo a dargli l’iniezione... Ma che
fa? Lo sorregga! (il manichino ricade per terra)
Dio m io... e va bene, gliela faremo qui. (si volta
per prendere una siringa e sybito il manichino si
volta dall’altra parte) Ma perché l’ha rivoltato?
Su, presto, mettiamolo come era prima, lo
g iri...
c a p o (riesce a metterlo in una strana posizio
ne, con le gambe in aria e la testa in giù) Ecco,
così non si muove p iù ... Volevo chiederle una
cosa, signora, chi sono quelle ragazze che erano
qui poco fa?...
voltare, girare
31
ved ova Sono le mie convedove...
capo Le sue convedove?
v e d o v a (rimanendo con la siringa a mezz’a
ria) Sì, le mie convedove... che prima della
morte di Giorgio erano le mie conmogli... In-
somma erano le altre mogli di Giorgio...
c a p o Le altre mogli?
v e d o v a Sì, lo so che le sembrerà un po’ stra
n o ... Ma le avevo detto poco fa che mio marito
si interessava di studi sulle civiltà orientali...
Purtroppo Giorgio non aveva i mezzi per poter
andare in Asia per seguire da vicino il modo di
vivere di quei pQpoli. Così ho dovuto fargli alla
bell’e meglio una casa dove poteva sentirsi tra
gli orientali... che sono poligami... È stato
molto diffìcile trovare donne pronte a fare quel
la vita...
c a p o E immagino...
v e d o v a Ma alla fine ci sono riuscita...
c a p o E come?
v e d o v a Ho comprato una casa di piacere.
c a p o Una casa d i... allora quelle signore sa
rebbero delle...
v e d o v a Delle signorine... proprio così... lo
so che è un po’ fuori del comune... Ma il mio
Giorgio doveva pur continuare i suoi studi...
32
cap o Con tutte quelle... ma mi facciano il
piacere...
v e d o v a Tenga bene che faccio l’iniezione...
(ma il fìnto manichino si gira tra le braccia del
Capo di modo che la signora fa l’iniezione nel
sedere del Capo aiutata dall’Imbianchino stesso
34
chino appena riesce a sorreggerlo) Giovanni,
ma ti senti m ale... Non sarà mica stata
l’iniezione... oh D io... non fare così... Gio
vanni ... non fare quella faccia... (in quel men
tre ecco che dal fondo appare il Manichino ve
stito da imbianchino che cammina come xm au
toma) Ma cosa c’era in quella siringa che t’ha
fatto la vedova?
m a n i c h i n o Glielo dico io che cosa c’era in
quella siringa... (l’Imbianchino si sente man
care)
i m b i a n c h i n o O hoh... D io... il manichino è
tornato in v ita...
m a n i c h i n o Quell’iniezione era per m e...
i m b i a n c h i n o Sì, sì, lo so ... e per poco non me
la prendevo io ...
m a n i c h i n o E è stato lei a portarmi nel
bagno... a togliermi i baffi?...
i m b i a n c h i n o (sempre più pieno di paura) Sì,
sì, sono stato io, perché in un primo tempo cre
devo ...
m a n i c h i n o Non im porta... le devo la vita, si
gnore ... infatti se non fosse stato per lei, io a
quest’ora sarei... ancora lì su quella poltrona,
imbalsamato...
i m b i a n c h i n o Imbalsamato? Ah, ma allora lei
non è il manichino del morto?
automa, macchina che assomiglia all’uomo
3* 35
m a n ic h in o N o... io non sono mai m orto...
mia moglie era gelosa e mi ha imbalsamato...
appunto per non lasciarmi andare in
Marocco...
i m b i a n c h i n o In Marocco? Imbalsamato per
il Marocco?
m a n i c h i n o Proprio così. Per avermi tutto
quanto per sé...
i m b i a n c h i n o E che se ne faceva di un uomo
imbalsamato?
m a n i c h i n o Lei non conosce le donne... sono
gli uQmini più egoisti che vivano sulla terra...
Pensa: mi ha tenuto imbalsamato per tre
anni!...
i m b i a n c h i n o Tre anni? Così adesso il mio ca
po è imbalsamato per tre anni anche lui?...
m a n i c h i n o Non abbia paura... soltanto per
quarantott’o re... se non gli fa un’altra iniezio
n e ... come faceva appunto mia moglie a m e...
Tutti i giorni...
i m b i a n c h i n o E adesso come si fa?... Se quel
la arriva e gliene fa un’altra siamo perduti...
Giovanni... tre anni così... non si mangia più.
M a n i c h i n o Facciamo un altro manichino...
(incomincia a tQgliergli i vestiti da imbianchi
no) Abbiamo fortuna... Porta sotto dei vestiti
36
neri... Mi dia una m ano... Ecco fatto!...
(esce)
i m b i a n c h i n o Ah, ho capito... un altro mani
chino ... (prende un pennello e incomincia a fa
re i baffi al Capo) Giovanni, adesso mi diverto
io ... Adesso ti faccio i baffi alla Giorgio...
m a n i c h i n o (rientrando) Ho trovato questa
giacca nella mia camera, (si mette la giacca) Ed
ora, per favore, mi faccia anche a me lo stesso
servizio, (si siede sulla poltrona vicina)
i m b i a n c h i n o (molto contento) I baffi anche
al signore... il signore è servito! (lavora saltan
do dall’imo all’altro; ad un certo punto Giorgio
non può fare a meno di starnutire, e quasi allo
stesso tempo ecco che starnutisce anche il Ca
po)
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im b ia n c h in o Grazie... ma non sono stato
io ... è stato lu i...
m a n i c h i n o Impossibile... è imbalsamato...
i m b i a n c h i n o Sarà imbalsamato, ma è stato
lu i... G uardi... (e incomincia a toccarlo sotto
il naso con il pennello, e subito il Capo imbalsa
mato incomincia a starnutire) Ha visto?
m a n i c h i n o C ontinui... continui... senza
volerlo lei ha trovato l’ionico mezzo per fargli
riprendere i sensi...
c a p o Etccciii...
i m b i a n c h i n o Sì, sì,... continuo... salute...
c a p o Grazie... prego... etciii...
i m b i a n c h i n o Sta rinvenendo... forza, capo,
che ci siamo...
c a p o E h ... cosa è successo? Non riesco a
muQvermi!
i m b i a n c h i n o Niente paura, capo... è soltan
to un po’ di insetticida...
m a n i c h i n o Presto, mi aiuti ad alzarlo... bi
sogna costringerlo a camminare... (lo alzano)
Poi lei rimanga q u i... non si m uova... (i due
escono)
i m b i a n c h i n o Ancora! Se quella rientra e ma
gari le salta in mente di imbalsamare anche
m e... (proprio in quel mentre ecco la Vedova
che entra e rimane sorpresa nel vedere il mani-
sorpreso, è sorpreso chi non s’aspetta quello che succede
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chino che si muove e parla) Va bene che poi uno
starnutisce e allora...
v e d o v a Oh, mio D io... sta rinvenendo...
Bisogna fargli un’altra iniezione... (esce)
i m b i a n c h i n o (che ha sentito le yltime parole
della Vedova) Eh, n o ... questa volta me ne va
d o ... Accidenti, la porta è chiusa* ... e dove
scappo adesso!... Giovanni, sono perduto! (e si
nasconde dietro una tenda) Mi nascondo qui
dietro... speriamo che non mi veda...
c a p o (entrando sorretto* da Giorgio) Grazie,
adesso va molto meglio... se non altro riesco a
muQvermi... Ma sa, in un primo tempo ho cre
duto quasi di essere imbalsamato... Piutto
sto, il mio amico era qui poco fa ... non lo vedo
p iù ... Dov’è?
m a n i c h i n o Non so ... L’avevo pregato di
non muQversi... aspetti, vado a vedere se è an
dato da quella parte, (esce)
c a p o Sì sì... vada pure dove vuole... io per
me di qui non mi muovo... ohoho... (si siede
sulla poltrona che sta nell’altra parte della stan
za. In quel momento entra la Vedova con la si
ringa in mano e si accorge che la poltrona del
Manichino è vuota)
v e d o v a Accidenti, sono arrivata tardi... (ac
*chiudere
* sorreggere
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corgendosi del Capo) Ah, meno m ale... è
qu a... (va verso il Capo)
i m b i a n c h i n o (da dietro la tenda) No, no, sono
q u a...
v e d o v a (voltandosi sybito mentre il Capo si
nasconde dietro la poltrona) Come?... chi
è?... (si volta e non trova più il Capo) Non c’è
p iù ...
i m b i a n c h i n o (uscendo da dietro la tenda) So
no qua!... Ma non ho nessuna voglia di farmi
fare l’iniezione...
v e d o v a Ma Giorgio caro... lo faccio per il
tuo bene...
m a n i c h i n o (rientrando in quel momento)
Ah, lo credo proprio per il mio bene!
v e d o v a (voltandosi sorpresa) Ma da dove sei
passato?
m a n i c h i n o Non te lo dico.
v e d o v a (si rigira e non trova più l’Imbianchi
no che si è nascosto* di nuovo) M a... m a ...
cosa succede? (anche il marito si è nascosto)
Giorgio, ti prego... ascQltami...
c a p o (che si fa vedere) Ti ascolto, mia cara...
ecco, ti ascolto... guarda come ti ascolto.
v e d o v a Oh, non scomparire a quel m odo...
m a n i c h i n o (ricomparendo seduto sulla poltro
*nasc<?ndere
ricomparire, farsi vedere di nuovo
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na) È tutta colpa tua, mia cara, le iniezioni, a
lungo andare, mi hanno ucciso* ... ed ora quel
lo che vedi di fronte a te non è più il tuo Gior
gio ... ma la sua forma celeste...
v e d o v a (lasciando cadere la siringa sulla pol
trona) Oh no, Giorgio... non è possibile...
i m b i a n c h i n o (ricomparendo) Eh sì, mia cara,
è proprio così... (gli altri due intanto si sono
nascosti e ricompariranno di volta in volta nelle
maniere più strane) Questa volta potrai vera
mente dire di essere vedova... ahah!
c a p o Ah, ah, dovrai vivere di tristi ricordi che
non ti lasceranno dormir...
v e d o v a No, Giorgio, basta... perdonami...
t u t t i e t r e E troppo tardi ormai!...
v e d o v a (sviene nel vedere tutti e tre) Tre
G iorgi... noo, è troppo... (si lascia cadere sulla
poltrona)
c a p o E svenuta!
im b ia n c h in o (toccandole la fronte) E
m orta... senti com’è fredda...
c a p o (tira fuori la siringa dal di sotto della
donna) Ecco di che si tratta, s’è autosiringata...
*uccidere
celeste, del cielo
perdonare, scusare una colpa grave
s’è autosiringata, ha fatto l’iniezione a se stessa
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im b ia n c h in o Be’, una volta per uno a essere
imbalsamati...
m a n i c h i n o Bene... adesso sarò io a divertir
m i... grazie a voi!...
i m b i a n c h i n o Quasi quasi le faccio i baffi an
che a le i... però potrebbe starnutire...
m a n i c h i n o Come posso ringraziarvi?
c a p o Be’, forse un modo ci sarebbe...
im b ia n c h in o Visto che noi siamo tre
Giorgi... e che Giorgio ha tre mogli...
i m b i a n c h i n o Una per uno non fa male a nes
suno ...
m a n i c h i n o G ià... si potrebbe... (le tre don
ne entrano)
t u t t e e t r e Giorgio... (guardano i tre) Uno,
due, tre?... (e si buttano ognuna nelle braccia
di un altro)
s o n i a Ma com e... prima eri morto e adesso
sei in tre ...
a l t r e d u e Tre Giorgi?
m a n i c h i n o Non fateci caso, mie care...
t u t t e e t r e Oh, Giorgio!... (saltano tra le
braccia dei loro u<?mini. L’Imbianchino invece
è lui a saltare in braccio alla sua donna)
FINE
44
Domande da pag. 7 a pag. 15.
45
Domande da pag. 28 a pag. 44.
[Link]
Questo atto unico di Dario Fo è una farsa per due
clown fatta di battute vivaci e assai comiche. I due
capitano come imbianchini in casa di una signora
che ha trasformato il marito in manichino. La casa è
diventata una casa di piacere dove l’amore si paga
in contanti.
Guidati da motivi di guadagno riescono per caso a
risvegliare il marito e piano piano diventano padroni
della situazione e di se stessi.
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