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A2 - Gli Imbianchini Non Hanno Ricordi

Il documento presenta 'Gli imbianchini non hanno ricordi', una farsa di Dario Fo che esplora temi di identità e memoria attraverso il dialogo tra una vedova e due imbianchini. La trama si sviluppa attorno a situazioni comiche e grottesche, evidenziando l'ironia della vita e le relazioni umane. Dario Fo, noto per il suo impegno politico e sociale, utilizza il teatro per criticare la burocrazia e i valori borghesi.

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A2 - Gli Imbianchini Non Hanno Ricordi

Il documento presenta 'Gli imbianchini non hanno ricordi', una farsa di Dario Fo che esplora temi di identità e memoria attraverso il dialogo tra una vedova e due imbianchini. La trama si sviluppa attorno a situazioni comiche e grottesche, evidenziando l'ironia della vita e le relazioni umane. Dario Fo, noto per il suo impegno politico e sociale, utilizza il teatro per criticare la burocrazia e i valori borghesi.

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Gli imbianchini non

hanno ricordi

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DARIO FO

GLI IMBIANCHINI NON


HANNO RICORDI
FARSA PER CLOWN

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DARIO FO
nasce nel 1926 a Sangiano in provincia di Varese. Inizia
gli stùdi di architettura alPUniversità di Milano, studi
che tuttavia interrompe per dedicarsi al teatro. Fin da
bambino amava recitare imitando i ‘fabulatori’ che anda­
vano di paese in paese.
Nel 1954 Fo sposa Franca Rame, la giovane attrice che
diventerà la sua più stretta collaboratrice. Dopo i primi
testi del 1952-54 («Poer nano», «Il dito nell’occhio», «Sa­
ni da legare») nascono ora le farse della ‘Compagnia Da­
rio Fo-Franca Rame’, strettamente legate alle tradizioni
della commedia dell’arte: «Ladri, manichini e donne nu­
de», «I tre bravi», «Comica finale». Sono rielaborazioni di
antichi canovacci tramandati di padre in figlio nella fa­
miglia Rame.
Sono del 1959-67 le commedie «Gli arcangeli non gio­
cano a flipper», «Chi ruba un piede è fortunato in amore»,
«La signora è da buttare». In questo periodo l’ironia e il
grottesco diventano armi di critica contro la burocrazia
statale, lo stato borghese, l’imperialismo americano.
Ispiratosi alle lotte operaie e studentesche, decide nel
‘68-‘69 di abbandonare il teatro borghese e di cercare al­
trove il suo pubblico. Scioglie la vecchia compagnia e co­
stituisce un altro gruppo: ‘l’Associazione Nuova Scena’,
un teatro alternativo che recita nelle Case del Popolo.
Tra le opere di questo periodo sono: «Mistero Buffo»,
«L’operaio conosce 300 parole, il padrone mille, per
questo lui è il padrone».
A seguito della divisione del gruppo per ragioni di ca­
rattere politico e personale, Fo costituisce nel 1970 il
‘Collettivo Teatrale La Comune’, espressione culturale
della sinistra rivoluzionaria in antitesi rispetto a quella
revisionista e borghese. Dario Fo, Franca Rame e i loro
compagni di lavoro, che con questa scelta entrano nella
militanza politica sul fronte della cultura, intendono con­
trapporre ai valori borghesi quelli più profondi della cul­
tura del popolo. Tra le opere sono: «Morte accidentale di
un anarchico», «Guerra di popolo in Cile», «Non si paga,
non si paga», «Fanfani rapito», «Parliamo di donne».
p e r s o n a g g i:

Vedova
Imbianchino
Capo
Signore
Anna
Daina
Sonia
Manichino (Giorgio)

vedova, donna a cui è morto il marito

6
7
Suonano alla porta. Una donna sui trentanni,
vestita un po’ all’antica, osserva un momento la
stanza, mette in ordine qualche cosa, guarda
con amore un manichino che è seduto in una
poltrona, quindi va verso la porta di destra e la
apre:
ved ova Vengo, vengo. Chi è? (apre)
i m b i a n c h i n o (entrando ha sulle spalle una
scala di cui non vediamo che alcuni pioli, il
resto rimane fuori della porta) L’imbianchino,
signora... è qui che dovevamo venire, no?
v e d o v a Io veramente non aspettavo imbian­
chini, ma tappezzieri.
i m b i a n c h i n o Per fare che?

scala, piolo, vedi illustrazione pag. 7


tappezziere, chi per es. attacca le tende, fa le poltrone ecc.
ved ova Come per fare che? Ma scusi, lei è an­
che tappezziere, no?
i m b i a n c h i n o Ah io non lo so ... Bisogna che
lei lo chieda al mio capo.
v e d o v a E va bene... dov’è il suo capo?
i m b i a n c h i n o Adesso viene subito... lo
aspetti qui che arriva. Permette? (così dicendo
entra tirandosi dietro la scala, poi esce dalla
porta di sinistra fino a quando appare all’ylti-
mo piolo della lunga scala un altro imbianchi­
no)
v e d o v a Oh finalmente! Quel signore che...
sta dall’altro capo della scala mi ha detto* che
le i... è lei il capo?
c a p o Sì, sono io il capo.
v e d o v a Siete anche tappezzieri?
c a p o Allora quel mascalzone le ha detto di no?
v e d o v a N o ... mi ha detto che...
c a p o Ah sì?
v e d o v a No, non mi ha detto... né sì né n o ...
c a p o E invece sì... tenga un momento la sca­
la ... che gli devo parlare... (così dicendo dà la
scala alla signora che deve mettersi al suo posto,
e facendo scQrrere la scala, la costringe ad uscire
dalla porta di destra fino a quando riappare l’al­
tro)
*dire
mascalzone, persona non buona
ri-, di nuovo

9
vedova Ma che fa ... ma la prego, non ho mai
portato ima scala io.
c a p o Ma non è difficile. Naturalmente non
bisogna pensare che sia una scala Se no si dice
si,ibito: ‘Accidenti come sono pesanti queste sca­
le.’
accidenti!, modo di dire come per es. ‘Mamma mia!’

10
im b ia n c h in o (rientrando) Mi hai chiama­
to? ...
cap o {afferrandolo per il bavero) Che cosa sei
andato a raccontare alla signora?
i m b i a n c h i n o M a... ma io non ho raccontato

afferrare, prendere con forza

11
niente... mi ha chiesto* se eravamo anche tap­
pezzieri ... e io non sapevo proprio cosa rispQn-
dere...
c a p o Ah non sapevi... ma quante volte ti de­
vo dire che qualsiasi lavoro che ti chiedano tu
devi rispQndere di sà... che sappiamo farlo...
i m b i a n c h i n o Ma il tappezziere... noi non
sappiamo mica fare i tappezzieri...
c a p o Ah perché invece gli imbianchini...
sappiamo fare gli imbianchini... Che
stupido]... E poi, dico io, l’ynica volta in una set­
timana che ci capita di trovare qualcuno che ci
chiama... lui va a fare il diffìcile: non so, chissà,
vedremo, chi lo sa!...
i m b i a n c h i n o E va bene... va bene... le dirò
di sì... dov’è la signora?
c a p o Dall’altra parte della scala.
i m b i a n c h i n o A h ... tieni, le parlo sybito...
(fa scgrrere la scala. Esce il Capo. Alla signora
che sta entrando) Ben tornata... Ho parlato
adesso col mio capo... ha detto di sì.
v e d o v a Mi fa piacere... ma non le pare che
sia meglio che la tenga lei? (così dicendo passa
la scala all’Imbianchino)
i m b i a n c h i n o A h... sì... è meglio... scusi.

*chiedere
stupido, che capisce poco

12
ved ova Allora visto* che siete anche tappez­
zieri ... ci sarebbe da tirare giù quelle due tende
e attaccarne delle altre... ma mi dica... quan­
to mi farete spendere per due tende... vede, io
sono una pQvera vedova e non posso disporre di
m olto...
i m b i a n c h i n o È vedova lei?
VEDOVA Sì ...
i m b i a n c h i n o Anch’io.
v e d o v a Anche lei è vedova?
i m b i a n c h i n o ... N o ... io sono vedovo.
v e d o v a Ah g ià... Eh, gran brutta cosa quan­
do si resta soli... lei mi può capire, vero... spe­
ro che non mi farete pagare troppo...
i m b i a n c h i n o No, ma bisogna parlare col mio
capo.
v e d o v a ... È vedovo anche lui?
i m b i a n c h i n o N o, lui n o ... ma sua moglie
s ì...
v e d o v a Sua moglie... ma quando è morto?*
Poco fa era qui e non mi sembrava...
i m b i a n c h i n o N o ... sua moglie è vedova, ma
del primo m arito... lui non c’entra... ma ve­
drà che vi metterete d’accordo... ci
vediamo... permette... (ed esce tirandosi die­

*vedere
*morire

13
tro la scala, ma quando riappare l’ultimo piolo
della scala, al posto del Capo appare un Signo­
re)
s i g n o r e Buon giorno, signora Lucia... come
va?
v e d o v a O h ... signor Milvio... ma cosa fa
con quella scala?...
s i g n o r e Non so ... stavo scendendo le
scale... e un tale mi ha pregato di tenergliela
un m inuto... mi ha chiesto dove fosse la toilet­
te ... (dà alla Signora dei soldi) ed è andato su.
ved ova (prendendoli con aria di non
interessarsene) O h ... non era il caso che...
(cambiando voce) mancano ancora mille lire...
s ig n o r e Ma come? Non sono sempre
state?...
v e d o v a Sì, m a... abbiamo dovuto spendere
m olto... voglio che questa casa diventi vera­
mente bella...
s i g n o r e (le dà ancora mille lire) Be’... è già
bella anche così... anzi le dirò che se fossi in lei
non la cambierei m olto... mi piace così... non
lo crederà, ma tutte le volte che vengo qui mi
sembra di ritornare ragazzo, al tempo dei primi
am ori... ma lasciamo CQrrere... i ricordi sono
sempre penosi...
v e d o v a O h ... non dica così... non è vero...

penoso, che dà pena

14
i ricordi sono le iiniche belle cose che abbiamo
nella v ita... io posso proprio dire che vivo di ri­
cordi ... alle volte ho perfino paura di aprire le
finestre... ho paura che qualcosa di quello che
ancora vive in questa stanza vada v ia... via per
sempre... Perciò le apro il meno possibile.
s i g n o r e ... S ì ... si sente... (si accorge del
Manichino) O h ... non me lo ricordavo p iù ...
ma lo sa che sembra vivo?
v e d o v a Sì, gli assomiglia m olto... Purtroppo
è sempre un manichino... caro Giorgio... si ri­
corda? ... stava sempre q u i... era il suo posto
preferito... (quasi piangendo) Ed ora non c’è
p iù ... c’è solo nei miei ricordi... lei non ha idea
di quanto fosse felice questa casa...
s i g n o r e Be’ in un certo qual modo lo è anco­
ra adesso... (entra il Capo imbianchino)
c a p o (riprendendosi la scala) Grazie... e scu­
si. Allora, signora, mi dica che cosa c’è da fare,
così incominciamo subito.
v e d o v a Aspetti un momento, accompagno il
signore e sono sribito da le i... prego signor
Milvio... grazie di essere venuto a trovarci...
la vogliamo rivedere molto più spesso! (esco­
no)*

assomigliare, si dice di due o più cose o persone che hanno qlco.


in comune
*Domande a pag. 45

15
cap o (considerando la scala) E adesso questa
dove la mettiamo... A ldo... Aldo, vieni den­
tro ... (così dicendo fa scQrrere la scala) Aiuta­
mi ad alzarla! (girandola danno un colpo in te­
sta al Manichino. Soltanto adesso i due se ne ac­
corgono) Chi è questo? Era con te?
i m b i a n c h i n o Oh, scusi signore... si è fatto*
male? Dio, ci mancava anche questa... su ...
su ... non è niente... passa subito... Giovan­
ni, è m orto... l’abbiamo ammazzato...
cap o L’hai ammazzato... Fa’ un po’
vedere... non c’è niente da fare... non vedi...
è bianco come la cera...
i m b i a n c h i n o (quasi piangendo) Ma adesso
cosa facciamo? Giovanni... bisogna che scap­
piamo ...
c a p o Già bravo... sanno che eravamo
q u i... ci prenderanno sijbito... Piuttosto...
Tu lo conosci? Mi sembra di averlo già visto...
i m b i a n c h i n o G ià... se non fosse per i baffi e
gli occhiali... direi quasi che... guarda un po’.
c a p o Ecco a chi assomiglia... assomiglia a
te ... puoi proprio dire che abbiamo fortuna...

*fare
ammazzare, uccidere
cera, i manichini per es. venivano fatti di cera
scappare, CQrrere via

16
Perché... che fortuna è am­
im b ia n c h in o
mazzare uno che mi assomiglia?
c a p o ... Te lo dico io che fortuna è. Tiragli
giù la gamba. Sorreggilo, (alza il Manichino e lo
mette in spalla all’altro) Adesso vai di là ... so­
pra, al primo piano, c’è un bagno... ti metti i
suoi vestiti...

sorreggere, tenere su
stanza da bango, stanza dove ci si lava

2 Gli Imbianchini Non Hanno Ricordi 17


im b ia n c h in o Ma perché devo portargli via i
vestiti?
cap o Dal momento che il morto sarai tu ...
im b i a n c h i n o Cosa? Ma io non voglio
morire...
c a p o Cerca di capire!... Tu ti metterai i suoi
vestiti e poi vestirai lui con i tu o i... da imbian­
chino ... così tutti crederanno che sei tu il mor­
to e non lu i...
i m b i a n c h i n o Giovanni no, io non muoio, (la­
scia ricadere il Manichino sulla poltrona)
c a p o E va bene, se preferisci l’ergastolo ...
avanti... muQviti, dammi una mano, (il Capo
si mette di spalle, pronto a portare il Manichi­
no, l’Imbianchino gli offre una mano che il Ca­
po prende, così che si trova a portare sulle spalle
l’amico)
i m b i a n c h i n o Ecco la mano.
c a p o (che non si è accorto* del fatto che porta
l’amico sulle spalle invece del Manichino) Ah,
un’altra cosa... su in bagno dovrai tQgliergli i
baffi... e tu invece...
i m b i a n c h i n o (sempre in spalla al Capo)...
Me li faccio crescere.
c a p o Aldo, dove sei?

ergqstolo, luogo dove si chiudono per tutta la vita coloro che


hanno ammazzato
*acc<?rgere

18
im b i a n c h i n oQui sono.
cap o Dove sei, Aldo?
i m b i a n c h i n o Sempre al mio posto.
c a p o Disgraziato! (si rende conto che porta l’a­
mico sulle spalle e lo lascia cadere in terra)
i m b i a n c h i n o Ma mi hai detto: dammi una
mano.
c a p o Ma vieni qui, aiutami. No, non aiutar­
mi, faccio da solo, (prende sulle spalle il Mani­
chino) Stavo dicendo una cosa: sopra in bagno,
dovrai tQgliergli i balli; tu invece...
i m b i a n c h i n o Me li faccio crescere, (escono)
c a p o (fuori campo) Ma no, te li farò io col pen­
nello ... (rientra e mette a posto la scala... en­
tra una ragazza piuttosto giovane in vestaglia
con la sigaretta in bocca)
a n n a Salve... lei è il tappezziere, vero?
cap o (rosso in faccia) Sì, sono il
tappezziere...
a n n a Era ora che la signora si decidesse a far
fare qualcosa in questa casa... (si accorge che il
Manichino non c’è più)... o bella... e Gior­
gio ... doVè? Scusi, quando è entrato lei non
c’era qui u n ...?

disgraziato, si dice a qlcu. quando fa una cosa che non piace


pennella, vedi illustrazione pag. 25
vestagliay vedi illustrazione pag. 7
salve, modo di salutare

20
c a p o S ì... era q u i... ma p o i.. .non so ... sa­
rà uscito un momento...
a n n a Uscito?... Come ha detto?... sarà ve­
nuto qualcuno a prenderlo...
c a p o Ah, sì, adesso mi ricordo... è venuto un •
suo amico... a prenderlo...
a n n a Un amico?... Ah, sì, l’amico della si­
gnora ... il restauratore...
c a p o ... E s ì... Ma, scusi, chi era quel signo­
r e ... che stava seduto dov’è seduta lei adesso?
a n n a II marito della signora...
c a p o Bell’uomo eh!...
a n n a Già, e da vivo anche un bel mascalzone.
c a p o ... Com e... da vivo?...
a n n a Dal momento che adesso è m orto...
c a p o (ha sé)... Ah, quello stupido ha parla­
to ...
a n n a PQvera signora, come ci ha sofferto* ...
Oh, non creda, anch’io ci soffro... gli volevo
bene anch’io. Tutti gli volevamo bene a quel
mascalzone. Ma fino ad arrivare al punto ... di
volerlo imbalsamare come voleva le i...
c a p o Lei voleva farlo imbalsamare? Oh!
a n n a Per fortuna siamo riuscite a convincerla

restauratore, persona che rimette le cose nello stato di prima


*soffrire
imbalsamare, preparare il corpo di un morto di modo che non
cambi

21
a fare invece un manichino di cera...
c a p o Di cera... era di cera!!... Oh!
a n n a Ma già, trovarsi sempre fra i piedi quel
coso... fa un tale senso.
c a p o Ma scusi... quando è m orto... quel
coso...
a n n a Giorgio? Tre anni fa.
v e d o v a (fuori campo) A nna... A nna... ti
vogliono...
a n n a Vengo... permette... (esce; dall’altra
porta entra l’Imbianchino nei vestiti del Mani­
chino)
i m b i a n c h i n o Come sto ... questa volta non
avrai da dire, spero... Sono stato bravo, no?
c a p o Ma che bravo... sei stato stupido...
Ma come hai fatto a non capire che quello non
era vivo?
i m b i a n c h i n o Appunto... ho capito subito
che era m orto... no?
c a p o Ma che vivo o m orto... quello era un
manichino di cera...
IMBIANCHINO C o s a ?
cap o Ma sì... era un manichino del marito
della signora che è morto tre anni fa ...
im b i a n c h i n o Va bene, ma tre anni fa noi non
eravamo qui! Allora non siamo stati noi ad am­
coso, qualsiasi cosa di cui non si ricorda o non si vuol dire il
nome

22
mazzarlo... (e si siede sulla poltrona dove pri­
ma era il Manichino) Be’ meno m ale...
c a p o Ma che meno male?... bisogna che tu
vada sybito di sopra a riprenderlo ... rimetter­
gli il suo vestito...
i m b i a n c h i n o Rifargli i baffi...
v e d o v a (fuori campo)... Scusi, signor tap­
pezziere, ma c’era gente e allora...
c a p o Stai fermo, non ti muQvere... prego,
prego, signora... non è il caso di scusarsi, (entra
la donna e si ferma)
v e d o v a Sta osservando il mio Giorgio?...
Oh, mi sono dimenticata le tende... Ma gliele
porterò sybito... (esce)
c a p o Presto...' prima che quella ritorni...
dove hai messo* i colori?
i m b i a n c h i n o L i... ma perché, cosavuoi fare?
c a p o Farti i baffi da Giorgio... (mette un po’
di color nero sul pennello)
i m b i a n c h i n o Ma perché?
c a p o Non facciamo in tempo ad andare a
prendere quello vero... perciò il manichino lo
farai tu ... Se la signora si accorge di quello che
abbiamo fatto del suo Giorgio ci butta fuori e
allora niente lavoro... niente soldi... ma stai
fermo... (il Capo incomincia a fare i baffi al
pQvero Imbianchino)
*mettere

23
im b ia n c h in o (che non riesce a star fermo) Ma
mi fai il solletico ... eheeee... eheeeeecciii... (e
parte del colore che stava sul pennello va a fini­
re in faccia al Capo)
c a p o Disgraziato!... Mattiti gli occhiali... li
hai portati, spero...
i m b i a n c h i n o Come no, eccoli... (se li mette)
Come sto?
c a p o Stai bene... Quando la signora viene,
non ti muQvere! (in quel momento entra la
Vedova che vedendolo vicino al suo Giorgio gli
grida)
v e d o v a Ma cosa sta facendo... con quel pen­
nello ...
c a p o Col pennello? (costringendo l’amico a
stare fermo) A h ... stavo vedendo se ... sa
così... tanto per provare... ho visto che aveva
un baffo fuori posto... e allora... col
pennello...
v e d o v a Ah lei è anche restauratore? Bene...
aspettavo un mio amico restauratore... ma vi­
sto che c’è le i... Faccia un po’ vedere cosa ha
fatto... (osserva attentamente la faccia delfinto
manichino) Ahhhaaa... (si lascia andare svenu­
ta fra le braccia del Capo)
solletico, quello che sentiamo quando siamo toccati in certe parti
del corpo
finto, non vero
svenire, perdere i sensi

24
c a p o Disgraziato, aiutami. Non vedi che la si­
gnora è svenuta?
i m b i a n c h i n o M a... tu mi hai detto di non
muQvermi.
c a p o Non ti muQvere... la signora sta rinve­
nendo ...
v e d o v a (rinvenendo e accorgendosi di essere
caduta fra le braccia del Capo) Ahhh! Scusi.
c a p o La colpa è tutta m ia...
v e d o v a Oh mio D io... ho creduto che fosse
vivo... lei è stato molto bravo... è il più bravo
restauratore che io abbia mai conosciuto... (ti­
ra fuori alcuni biglietti da mille e ne dà una parte

rinvenire, riprendere i sensi

25
al Capo) T enga... lei è stato veramente
bravo...
c a p o Ma n o ... sono troppi... non ho fatto
niente... solo un po’ ai baffi...
v e d o v a La prego, li accetti!... Mi fa un vero
favore...
c a p o Ma n o ... non posso...
v e d o v a E va bene, non guardo... (in quel
mentre l’Imbianchino prende i soldi. Il Capo
glieli toglie subito di mano e si mette tra i due in
modo che la donna non possa vedere quello che
succede)
c a p o Be’... grazie... accetterò questi soldi
per aver rifatto i baffi col pennello, (ma questa
volta l’Imbianchino afferra il resto dei soldi che
sono rimasti* in mano alla donna mettendoli
sybito nel panciotto)
v e d o v a Accidenti... mi sono caduti i soldi
che avevo in m ano... (li cerca per terra) Chissà
dove saranno andati a finire.
c a p o (parlando a voce bassa) Mascalzone, ti­
ra subito fuori quei soldi... (afferrandolo per il
bavero)
i m b i a n c h i n o Neanche per idea... perché
non le dai i tuoi?
v e d o v a (alzandosi) Cosa è successo* ? Cosa

*rimanere
panciotto, vedi illustrazione pag. 7
*succedere

26
sta facendo? O h ... vedo che ha trovato i miei
soldi... grazie, (e gli toglie di mano quelli che
gli aveva dato poco prima)
c a p o Ma veramente... be’... sì... li ho tro­
vati sotto alla poltrona... conti se ci sono
tu tti...
v e d o v a Non bisogna... si vede sybito che lei
è una persona onesta... io me ne intendo... an­
che Giorgio era una persona onesta... e forse
per questo non ha avuto molta fortuna...
c a p o Be’ ... non direi... il fatto di essere il
marito morto di una vedova come lei non è for­
se un gran pennello... una gran fortuna?
v e d o v a Grazie... (gira la testa all’Imbianchi­
no) Lo guardi, si vede sybito che doveva essere
un uomo fuori del comune. Stava pensando di
scrivere un grosso libro sulle civiltà orientali. . .
ma non ha fatto in tem po... Guardi se non vie­
ne nessuno! (mette la mano dentro la giacca del­
l’Imbianchino facendogli così il solletico in mo­
do che l’Imbianchino non riesce quasi a star fer­
mo)
c a p o Da dove signora?... Ma cosa sta facen­
do? ...
v e d o v a Metto via questi soldi prima che...
quando era vivo... i soldi di casa li teneva sem­
onesto, che dice la verità; che ha il senso del giusto
civiltà orientali, il modo di vivere dei popoli delPOriente
giacca, vedi illustrazione pag. 7

27
pre lu i... e anche adesso non posso fare a meno
di darglieli... a parte che è più sicuro... a nes­
suno può saltare in mente di venire a cercarli
proprio q u i...
c a p o Ah sì, sono proprio al sicuro... è come
metterli in banca...
v e d o v a (guardando Yorobgio che il finto ma­
nichino porta al panciotto) Accidenti, sono già
le sei e un quarto... Bisogna che glifaccia subi­
to Viniezione...
c a p o L’iniezione? Quale iniezione? (l’Im­
bianchino ascolta pieno di paura)
v e d o v a Come lei sa, ci sono molti insetti che
vivono di cera... Se non gli dessi ogni giorno
un’iniezione insetticida il mio povero Giorgio
andrebbe a pezzi...
c a p o E già, perché Giorgio è di cera... (ride)
Ah, a h ... e sì, allora bisogna fargli l’iniezione
insetticida... bene, bene...
v e d o v a A ppunto... se lei permette vado a
prendere la siringa... (esce)*
c a p o (ride) A h... ah! Un’iniezione insettici­
d a ... Al Giorgio di cera... Questa non l’avevo
mai sentita!
i m b i a n c h i n o Ma io non sono di cera e l’inie­
zione te la fai fare tu, perché io me ne vado...
insetticida, che uccide gli insetti
*Domande a pag. 45

28
orologio v siringa

fare un’ iniezione

cap o Aspetta... cosa vuoi che sia... per una


piccola iniezione, ti vuoi perdere tutta questa
grazia di Dio! Ma pensa che fortuna
abbiamo... in m ano...
i m b i a n c h i n o (toccando la giacca) Prima di
tutto sono io che ce l’ho la fortuna... ma per
questo non voglio avere qualcos’altro in qual­
che altro posto... ti saluto... (in quel mentre
ecco entrare Anna con altre due ragazze anche
loro in vestaglia)
c a p o Non muQverti...
a n n a Senta un po’. Ma dov’è il suo amico?
c a p o Quale amico?
a n n a Ma sì, l’altro tappezziere...
s o n i a È un’ora che sta nel bagno... non si sa­
rà sentito male?
c a p o Chi?... Quello si sente male?... Si sen­
te male all’idea di lavorare... questo sì... tutte
le volte che c’è da fare, lui si chiude in un bagno
e chi s’è visto s’è visto...

29
d a in a Oh, ma guarda com’è bello oggi il no­
stro Giorgio... (gli si siede sulle ginocchia) Ma
che gli è successo?
s o n i a (osservando attentamente il fìnto ma­
nichino) Santo cielo... mi sembrava vivo...
ma non trattarlo in modo che lo rom pi... e
adesso tocca a m e...
a n n a Almeno andasse davvero in pezzi...
quel coso...
s o n i a G ià... senti chi parla... sei ancora ge­
losa . . . (afferra Daina per il braccio) Adesso
tocca a m e...
d a i n a Disgraziata! Mi fai cadere! (e infatti la
donna cade tirandosi dietro il ppvero Imbian­
chino che fa sempre la parte di manichino. En­
tra la Vedova)
v e d o v a (grida) Disgraziate! Quante volte vi
ho detto che... Avanti, tornate nelle vostre
stanze... (le donne escono. La Vedova prende
il finto manichino per il braccio per tirarlo su)
Ma guarda se è il m odo... mi dia una mano,
presto!
c a p o Diamogli una mano, (e si dà da fare a
sorreggere il manichino che si muove in un mo­
do molto strano soprattutto quando la Vedova
parla di iniezioni)
geloso, che ha paura di perdere per colpa di un altro l’amore
della persona amata

30
vedova Dobbiamo far presto altrimenti non
faremo in tempo a dargli l’iniezione... Ma che
fa? Lo sorregga! (il manichino ricade per terra)
Dio m io... e va bene, gliela faremo qui. (si volta
per prendere una siringa e sybito il manichino si
volta dall’altra parte) Ma perché l’ha rivoltato?
Su, presto, mettiamolo come era prima, lo
g iri...
c a p o (riesce a metterlo in una strana posizio­
ne, con le gambe in aria e la testa in giù) Ecco,
così non si muove p iù ... Volevo chiederle una
cosa, signora, chi sono quelle ragazze che erano
qui poco fa?...

voltare, girare

31
ved ova Sono le mie convedove...
capo Le sue convedove?
v e d o v a (rimanendo con la siringa a mezz’a­
ria) Sì, le mie convedove... che prima della
morte di Giorgio erano le mie conmogli... In-
somma erano le altre mogli di Giorgio...
c a p o Le altre mogli?
v e d o v a Sì, lo so che le sembrerà un po’ stra­
n o ... Ma le avevo detto poco fa che mio marito
si interessava di studi sulle civiltà orientali...
Purtroppo Giorgio non aveva i mezzi per poter
andare in Asia per seguire da vicino il modo di
vivere di quei pQpoli. Così ho dovuto fargli alla
bell’e meglio una casa dove poteva sentirsi tra
gli orientali... che sono poligami... È stato
molto diffìcile trovare donne pronte a fare quel­
la vita...
c a p o E immagino...
v e d o v a Ma alla fine ci sono riuscita...
c a p o E come?
v e d o v a Ho comprato una casa di piacere.
c a p o Una casa d i... allora quelle signore sa­
rebbero delle...
v e d o v a Delle signorine... proprio così... lo
so che è un po’ fuori del comune... Ma il mio
Giorgio doveva pur continuare i suoi studi...

poligamo, che ha più mogli allo stesso tempo

32
cap o Con tutte quelle... ma mi facciano il
piacere...
v e d o v a Tenga bene che faccio l’iniezione...
(ma il fìnto manichino si gira tra le braccia del
Capo di modo che la signora fa l’iniezione nel
sedere del Capo aiutata dall’Imbianchino stesso

ringa al punto giusto... il Capo grida e rimane


come imbalsamato senza potersi muovere) Ec­
co fatto... (rimette a sedere il fìnto manichino)
Purtroppo quelle disgraziate hanno finito per
innamorarsi tutte quante del mio Giorgio... c’è
voluto proprio che morisse perché tornassero a

il sedere, la parte del corpo su cui si sta seduti

3 Gli Imbianchini Non Hanno Ricordi 33


fare giudizio... e rimettersi a lavorare come si
deve...
c a p o Eheche... mamma!
v e d o v a Eh, sì, a lavorare come facevano pri­
ma ... mica posso mantenerle gratis... Ma lei è
stanco dei miei discorsi... Mi scusi, adesso la
lascio al suo lavoro... a presto... (esce)
i m b i a n c h i n o Ma guarda un po’ dove siamo
capitati... E h ... ma perché mi guardi a quel
m odo... cos’è dopotutto... l’hai detto anche
tu: per una piccola iniezione... e va bene...
scissami... non lo faccio più (gli dà un colpo
sulla spalla, il Capo sta per cadere e l’Imbian-

fare giudizio, riconpscere di aver sbagliato e cambiare per il


meglio

34
chino appena riesce a sorreggerlo) Giovanni,
ma ti senti m ale... Non sarà mica stata
l’iniezione... oh D io... non fare così... Gio­
vanni ... non fare quella faccia... (in quel men­
tre ecco che dal fondo appare il Manichino ve­
stito da imbianchino che cammina come xm au­
toma) Ma cosa c’era in quella siringa che t’ha
fatto la vedova?
m a n i c h i n o Glielo dico io che cosa c’era in
quella siringa... (l’Imbianchino si sente man­
care)
i m b i a n c h i n o O hoh... D io... il manichino è
tornato in v ita...
m a n i c h i n o Quell’iniezione era per m e...
i m b i a n c h i n o Sì, sì, lo so ... e per poco non me
la prendevo io ...
m a n i c h i n o E è stato lei a portarmi nel
bagno... a togliermi i baffi?...
i m b i a n c h i n o (sempre più pieno di paura) Sì,
sì, sono stato io, perché in un primo tempo cre­
devo ...
m a n i c h i n o Non im porta... le devo la vita, si­
gnore ... infatti se non fosse stato per lei, io a
quest’ora sarei... ancora lì su quella poltrona,
imbalsamato...
i m b i a n c h i n o Imbalsamato? Ah, ma allora lei
non è il manichino del morto?
automa, macchina che assomiglia all’uomo

3* 35
m a n ic h in o N o... io non sono mai m orto...
mia moglie era gelosa e mi ha imbalsamato...
appunto per non lasciarmi andare in
Marocco...
i m b i a n c h i n o In Marocco? Imbalsamato per
il Marocco?
m a n i c h i n o Proprio così. Per avermi tutto
quanto per sé...
i m b i a n c h i n o E che se ne faceva di un uomo
imbalsamato?
m a n i c h i n o Lei non conosce le donne... sono
gli uQmini più egoisti che vivano sulla terra...
Pensa: mi ha tenuto imbalsamato per tre
anni!...
i m b i a n c h i n o Tre anni? Così adesso il mio ca­
po è imbalsamato per tre anni anche lui?...
m a n i c h i n o Non abbia paura... soltanto per
quarantott’o re... se non gli fa un’altra iniezio­
n e ... come faceva appunto mia moglie a m e...
Tutti i giorni...
i m b i a n c h i n o E adesso come si fa?... Se quel­
la arriva e gliene fa un’altra siamo perduti...
Giovanni... tre anni così... non si mangia più.
M a n i c h i n o Facciamo un altro manichino...
(incomincia a tQgliergli i vestiti da imbianchi­
no) Abbiamo fortuna... Porta sotto dei vestiti

egoista, che pensa soltanto a se stesso

36
neri... Mi dia una m ano... Ecco fatto!...
(esce)
i m b i a n c h i n o Ah, ho capito... un altro mani­
chino ... (prende un pennello e incomincia a fa­
re i baffi al Capo) Giovanni, adesso mi diverto
io ... Adesso ti faccio i baffi alla Giorgio...
m a n i c h i n o (rientrando) Ho trovato questa
giacca nella mia camera, (si mette la giacca) Ed
ora, per favore, mi faccia anche a me lo stesso
servizio, (si siede sulla poltrona vicina)
i m b i a n c h i n o (molto contento) I baffi anche
al signore... il signore è servito! (lavora saltan­
do dall’imo all’altro; ad un certo punto Giorgio
non può fare a meno di starnutire, e quasi allo
stesso tempo ecco che starnutisce anche il Ca­
po)

37
im b ia n c h in o Grazie... ma non sono stato
io ... è stato lu i...
m a n i c h i n o Impossibile... è imbalsamato...
i m b i a n c h i n o Sarà imbalsamato, ma è stato
lu i... G uardi... (e incomincia a toccarlo sotto
il naso con il pennello, e subito il Capo imbalsa­
mato incomincia a starnutire) Ha visto?
m a n i c h i n o C ontinui... continui... senza
volerlo lei ha trovato l’ionico mezzo per fargli
riprendere i sensi...
c a p o Etccciii...
i m b i a n c h i n o Sì, sì,... continuo... salute...
c a p o Grazie... prego... etciii...
i m b i a n c h i n o Sta rinvenendo... forza, capo,
che ci siamo...
c a p o E h ... cosa è successo? Non riesco a
muQvermi!
i m b i a n c h i n o Niente paura, capo... è soltan­
to un po’ di insetticida...
m a n i c h i n o Presto, mi aiuti ad alzarlo... bi­
sogna costringerlo a camminare... (lo alzano)
Poi lei rimanga q u i... non si m uova... (i due
escono)
i m b i a n c h i n o Ancora! Se quella rientra e ma­
gari le salta in mente di imbalsamare anche
m e... (proprio in quel mentre ecco la Vedova
che entra e rimane sorpresa nel vedere il mani-
sorpreso, è sorpreso chi non s’aspetta quello che succede

38
chino che si muove e parla) Va bene che poi uno
starnutisce e allora...
v e d o v a Oh, mio D io... sta rinvenendo...
Bisogna fargli un’altra iniezione... (esce)
i m b i a n c h i n o (che ha sentito le yltime parole
della Vedova) Eh, n o ... questa volta me ne va­
d o ... Accidenti, la porta è chiusa* ... e dove
scappo adesso!... Giovanni, sono perduto! (e si
nasconde dietro una tenda) Mi nascondo qui
dietro... speriamo che non mi veda...
c a p o (entrando sorretto* da Giorgio) Grazie,
adesso va molto meglio... se non altro riesco a
muQvermi... Ma sa, in un primo tempo ho cre­
duto quasi di essere imbalsamato... Piutto­
sto, il mio amico era qui poco fa ... non lo vedo
p iù ... Dov’è?
m a n i c h i n o Non so ... L’avevo pregato di
non muQversi... aspetti, vado a vedere se è an­
dato da quella parte, (esce)
c a p o Sì sì... vada pure dove vuole... io per
me di qui non mi muovo... ohoho... (si siede
sulla poltrona che sta nell’altra parte della stan­
za. In quel momento entra la Vedova con la si­
ringa in mano e si accorge che la poltrona del
Manichino è vuota)
v e d o v a Accidenti, sono arrivata tardi... (ac­

*chiudere
* sorreggere

39
corgendosi del Capo) Ah, meno m ale... è
qu a... (va verso il Capo)
i m b i a n c h i n o (da dietro la tenda) No, no, sono
q u a...
v e d o v a (voltandosi sybito mentre il Capo si
nasconde dietro la poltrona) Come?... chi
è?... (si volta e non trova più il Capo) Non c’è
p iù ...
i m b i a n c h i n o (uscendo da dietro la tenda) So­
no qua!... Ma non ho nessuna voglia di farmi
fare l’iniezione...
v e d o v a Ma Giorgio caro... lo faccio per il
tuo bene...
m a n i c h i n o (rientrando in quel momento)
Ah, lo credo proprio per il mio bene!
v e d o v a (voltandosi sorpresa) Ma da dove sei
passato?
m a n i c h i n o Non te lo dico.
v e d o v a (si rigira e non trova più l’Imbianchi­
no che si è nascosto* di nuovo) M a... m a ...
cosa succede? (anche il marito si è nascosto)
Giorgio, ti prego... ascQltami...
c a p o (che si fa vedere) Ti ascolto, mia cara...
ecco, ti ascolto... guarda come ti ascolto.
v e d o v a Oh, non scomparire a quel m odo...
m a n i c h i n o (ricomparendo seduto sulla poltro­

*nasc<?ndere
ricomparire, farsi vedere di nuovo

40
na) È tutta colpa tua, mia cara, le iniezioni, a
lungo andare, mi hanno ucciso* ... ed ora quel­
lo che vedi di fronte a te non è più il tuo Gior­
gio ... ma la sua forma celeste...
v e d o v a (lasciando cadere la siringa sulla pol­
trona) Oh no, Giorgio... non è possibile...
i m b i a n c h i n o (ricomparendo) Eh sì, mia cara,
è proprio così... (gli altri due intanto si sono
nascosti e ricompariranno di volta in volta nelle
maniere più strane) Questa volta potrai vera­
mente dire di essere vedova... ahah!
c a p o Ah, ah, dovrai vivere di tristi ricordi che
non ti lasceranno dormir...
v e d o v a No, Giorgio, basta... perdonami...
t u t t i e t r e E troppo tardi ormai!...
v e d o v a (sviene nel vedere tutti e tre) Tre
G iorgi... noo, è troppo... (si lascia cadere sulla
poltrona)
c a p o E svenuta!
im b ia n c h in o (toccandole la fronte) E
m orta... senti com’è fredda...
c a p o (tira fuori la siringa dal di sotto della
donna) Ecco di che si tratta, s’è autosiringata...

*uccidere
celeste, del cielo
perdonare, scusare una colpa grave
s’è autosiringata, ha fatto l’iniezione a se stessa

41
42
43
im b ia n c h in o Be’, una volta per uno a essere
imbalsamati...
m a n i c h i n o Bene... adesso sarò io a divertir­
m i... grazie a voi!...
i m b i a n c h i n o Quasi quasi le faccio i baffi an­
che a le i... però potrebbe starnutire...
m a n i c h i n o Come posso ringraziarvi?
c a p o Be’, forse un modo ci sarebbe...
im b ia n c h in o Visto che noi siamo tre
Giorgi... e che Giorgio ha tre mogli...
i m b i a n c h i n o Una per uno non fa male a nes­
suno ...
m a n i c h i n o G ià... si potrebbe... (le tre don­
ne entrano)
t u t t e e t r e Giorgio... (guardano i tre) Uno,
due, tre?... (e si buttano ognuna nelle braccia
di un altro)
s o n i a Ma com e... prima eri morto e adesso
sei in tre ...
a l t r e d u e Tre Giorgi?
m a n i c h i n o Non fateci caso, mie care...
t u t t e e t r e Oh, Giorgio!... (saltano tra le
braccia dei loro u<?mini. L’Imbianchino invece
è lui a saltare in braccio alla sua donna)

FINE

44
Domande da pag. 7 a pag. 15.

1. Che cosa vanno a fare gli Imbianchini in casa


della Vedova?
2. Come si guadagnano la vita?
3. Che cosa sono per la Vedova i ricordi?
4. Che cosa è rimasto di Giorgio?
5. Perché al Signore piace la casa della Vedo­
va?

Domande da pag. 15 a pag. 28.

1. Che cosa fanno gli Imbianchini quando cre­


dono di aver ammazzato il Manichino?
2. In che modo il Capo tratta l’Imbianchino?
3. Perché l’Imbianchino deve fare la parte del
Manichino?
4. Perché la Vedova vuol pagare il Capo?
5. In che modo i soldi finiscono nel panciotto
dell’Imbianchino ?

45
Domande da pag. 28 a pag. 44.

1. Perché la Vedova vuol fare un’iniezione al


Manichino?
2. Come trattano il Manichino le ragazze?
3. Perché Giorgio è un uomo fuori del co­
mune?
4. Che tipo di casa è?
5. Qual è il lavoro delle ragazze?
6. Perché la Vedova fa un’iniezione al Capo
e non all’Imbianchino?
7. Che cosa racconta il Manichino all’Imbian­
chino sulle iniezioni?
8. Qual è il piano del Manichino?
9. In che modo rinviene il Capo?
10. In che modo si salvano i tre?

[Link]
Questo atto unico di Dario Fo è una farsa per due
clown fatta di battute vivaci e assai comiche. I due
capitano come imbianchini in casa di una signora
che ha trasformato il marito in manichino. La casa è
diventata una casa di piacere dove l’amore si paga
in contanti.
Guidati da motivi di guadagno riescono per caso a
risvegliare il marito e piano piano diventano padroni
della situazione e di se stessi.

Danimarca: EASY READERS


ISBN 978-87-23-90 282 -5
EAS \ RS
vengono presentati in 4 serie:

basata su un vocabolario
A di 600 parole (A2)

basata su un vocabolario
B di 1200 parole (A2)

basata su un vocabolario
di 1800 parole (Bi)

basata su un vocabolario
D di 2500 parole (B2)

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