FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
RADIOLOGIA CONVENZIONALE:
PRINCIPI ED INDICAZIONI CLINICHE
Università degli Studi «Magna Graecia» Catanzaro
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica
Scuola di Specializzazione in Radiodiagnostica
UOC di Radiologia Policlinico «Mater Domini»
Direttore: Prof. D. Laganà
RADIOLOGIA CONVENZIONALE
Tecnica di diagnostica per immagini, messa
appunto grazie alla scoperta dei raggi X nel 1895
da parte del fisico tedesco, Wilhelm Röntgen.
CHE COSA SONO I
RAGGI X
Possiamo considerare i Raggi x sia come onde
che come particelle, perché conciliano le
proprietà ondulatorie con quelle corpuscolari.
► Natura ondulatoria (adatta a descrivere i
fenomeni di propagazione)
► Natura corpuscolare (spiega i processi di
interazione radiazione-materia e , più in
generale, i processi di assorbimento e di
emissione di energia radiante).
Cosa sono i raggi X?
► Fanno parte dell’ampio spettro delle
onde elettromagnetiche al pari della
luce visibile, ma con una lunghezza
d’onda 10.000 volte inferiore.
► I raggi x usati in radiodiagnostica
hanno lunghezza d’onda variabile
da 0,1 a 0,3 Angstrom
Sono invisibili e si propagano nello spazio in
tutte le direzioni con decorso rettilineo
Si propagano alla velocità della luce (300.000
PROPRIETA’ km/s)
DEI RAGGI X Incidono sulla materia subendo
un’attenuazione tanto maggiore quanto più
elevati sono lo spessore, la densità e il numero
atomico della materia attraversata
Impressionano le pellicole radiografiche
Provocano la fluorescenza di alcune sostanze
Nell’attraversare la materia inducono fenomeni
PROPRIETA’ di eccitazione e ionizzazione
DEI RAGGI X Inducono, nel reticolo cristallino formato da
fosfori fotosensibili, transizioni elettroniche con
intrappolamento dell’energia in esso ceduta
PRODUZIONE DEI
RAGGI X
► TUBO RADIOGENO: CARATTERISTICHE
► Ampolla in vetro nel quale è creato un
vuoto spinto
► Catodo (polo negativo): filamento di
tungsteno avvolto in forma di spirale di
1,5 mm di diametro
► Anodo (polo positivo): disco di metallo
pesante – fisso o rotante
► TUBO RADIOGENO: CARATTERISTICHE
► Sistema di raffreddamento: olio dielettrico
Protezione meccanica e conduzione di calore
PRODUZIONE ► Rivestimento metallico esterno ricoperto da
DEI RAGGI X piombo e provvisto di finestra per fuoriuscita
dei raggi X
Filtraggio raggi X a bassa energia, mediante
opportune griglie.
PRODUZIONE DEI RAGGI X
► TUBO RADIOGENO: FUNZIONAMENTO
► EMISSIONE DI ELETTRONI
Il filamento catodico viene portato
all’incandescenza per mezzo di una
corrente elettrica (effetto termoionico)
► ACCELLERAZIONE DEGLI ELETTRONI
Ai due elettrodi del tubo viene applicata
un’elevata differenza di potenziale
► PRODUZIONE DEI RAGGI X
Dall’urto degli elettroni contro l’anodo
vengono prodotti i raggi X (1% dell’energia
cinetica) per radiazione di frenamento
Il resto dell’energia cinetica (99%) viene
trasformato in calore
I raggi X vengono prodotti per :
► RADIAZIONE DI FRENAMENTO: radiazione
elettromagnetica prodotta per decelerazione di un
elettrone, deviato dal nucleo atomico . La particella in
moto, quando è deviata, perde energia cinetica e, per
soddisfare il principio di conservazione dell’energia,
emette una radiazione sottoforma di fotone. La
radiazione di frenamento è caratterizzata da una
distribuzione continua di radiazioni
PRODUZIONE
► RADIAZIONE CARATTERISTICA: radiazione prodotta
DEI RAGGI X quando un elettrone accelerato urta un elettrone
dell’atomo di un anodo. L’elettrone anodico viene
quindi rimosso dal suo livello energetico, che viene
occupato da un elettrone di un livello superiore : la
radiazione x emessa corrisponde alla differenza di
energia tra i 2 livelli, che quindi risulta essere
caratteristica dell’atomo e dei livelli energetici stessi.
Possibile modulazione del tipo di energia radiante
da erogare in base al distretto anatomico in
esame.
PRODUZIONE
DEI RAGGI X: In particolare possono essere regolati i valori di tre
parametri:
modulazione
del fascio ► Differenza di potenziale (Chilovoltaggio);
►
radiante intensità di corrente (Milliamperaggio);
► Tempo di esposizione al fascio radiante.
PRODUZIONE DEI RAGGI X:
modulazione del fascio radiante
► Aumentando la ddp presente tra catodo e
anodo gli elettroni emessi colpiranno l’anodo a
maggiore velocità generando RX ad energia più
elevata e quindi dotati di maggiore capacità di
penetrazione attraverso i tessuti . Le tensioni
utilizzate in diagnostica radiologica variano da
25-30 chilovolt fino a 140 kV.
PRODUZIONE DEI RAGGI X:
modulazione del fascio radiante
► La regolazione dell’intensità di corrente, la cui
unità di misura è il milliampere , di cui si utilizzano
valori variabili da 100 a 1000 mA e del tempo di
esposizione (che può oscillare da qualche
millesimo ad alcuni secondi) determinano,
invece, il numero di Rx prodotti per un dato
chilovoltaggio.
Processi di interazione
raggi X-materia
I principali processi di interazione con la materia
sono 3 :
► EFFETTO FOTO-ELETTRICO
► EFFETTO COMPTON
► EFFETTO DIFFUSIONE COERENTE
Processi di
interazione raggi
X-materia
EFFETTO FOTOELETTRICO:
• il fotone incidente cede all’elettrone
urtato (un elettrone legato) tutta la sua
energia, il fotone scompare e l’elettrone
viene fuori dall’atomo con una certa
energia cinetica.
• La probabilità che si verifichi l’interazione
fotoelettrica è direttamente proporzionale
al numero atomico degli atomi del tessuto
in esame) ed inversamente proporzionale
all’energia del fotone incidente.
• L’effetto fotoelettrico consente quindi di
esaltare il contrasto delle strutture
corporee.
Processi di interazione raggi X-materia
EFFETTO COMPTON:
► consiste in una cessione energetica parziale
da parte del fotone incidente ad un elettrone
dell’orbitale esterno che viene estratto
dall’atomo; il fotone originario così non
scompare, ma viene diffuso in un’altra
direzione con energia lievemente minore.
► fotoni diffusi = campo di radiazione intorno al
paziente, che peggiora la qualità
dell’immagine .
► L’assorbimento per effetto Compton è tanto
più elevato quanto maggiori sono l’energia
del fascio incidente e la densità elettronica
del bersaglio.
Processi di interazione
raggi X-materia
EFFETTO DIFFUSIONE COERENTE:
► Si verifica per interazione di un fotone di
bassa energia (<10 KeV) con gli elettroni di un
atomo che subisce così un processo di
eccitazione e successivo riassestamento, con
emissione di un fotone diffuso che possiede
energia identica a quello incidente ma che
ha direzione casuale.
► Questo processo non ha alcun ruolo ai fini
diagnostici ed è responsabile della velatura
delle immagini.
Formazione dell’immagine
radiologica.
I raggi X sono in grado di attraversare la materia, venendone , in vario
modo attenuati. Le informazioni circa le strutture attraversate,sono
contenute nel fascio emergente
► L’attenuazione dipende da :
1. Parametri tecnici regolabili su un apparecchio RX, come la variazione
della tensione applicata al tubo. Elevati valori di ddp generano
radiazioni più dure e quindi si riduce l’attenuazione.
2. Caratteristiche del tessuto esposto: spessore, densità, numero atomico.
Maggiore sarà il loro valore, tanto più aumenterà l’attenuazione dei
raggi X. Infatti il tessuto osseo attenua fortemente, in rapporto alla sua
elevata densità ed alto numero atomico, il fascio di RX apparendo più
radiopaco della maggior parte degli altri tessuti biologici.
Formazione
dell’immagine
radiologica
Abbiamo tre protagonisti nella
raccolta di informazioni sulle
strutture biologiche:
1. FASCIO INCIDENTE
2. OGGETTO ESPOSTO
3. FASCIO EMERGENTE
Formazione
dell’immagine
radiologica :
FASCIO INCIDENTE.
Caratteristiche:
► FLUSSO COSTANTE: in
un determinato piano
ortogonale alla
direzione di
propagazione del
fascio, il flusso
fotonico può essere
considerato costante
in ogni suo punto.
Formazione dell’immagine
radiologica : FASCIO
INCIDENTE.
► LEGGE DELLA PROIEZIONE CONICA: il
fascio di raggi X è divergente e assume
una forma conica. Ciò implica la
produzione di un’immagine ingrandita.
Formazione
dell’immagine
radiologica : FASCIO
INCIDENTE.
► L’ingrandimento ,però, si
ridurrà tanto più quanto più si
aumenta la distanza tra
anodo e oggetto esposto
(distanza focale).
Formazione dell’immagine
radiologica : FASCIO
INCIDENTE.
► LEGGE DELL’ATTENUAZIONE QUADRATICA:
allontanandosi dall’anodo, l’intensità della
radiazione diminuisce in ragione direttamente
proporzionale al quadrato della distanza.
Formazione Il corpo umano è una struttura
complessa caratterizzata da
dell’immagine componenti con diverso
radiologica : spessore e numero atomico, che
OGGETTO assorbono i raggi X in diversa
ESPOSTO misura.
Formazione ► ll fascio di radiazione
emergente dal corpo umano
dell’immagine è variamente attenuato in
radiologica : alcuni punti a seconda degli
FASCIO ostacoli che ha incontrato nel
EMERGENTE suo percorso.
TRADUZIONE DELLE INFORMAZIONI
PORTATE DAL FASCIO EMERGENTE IN
Formazione IMMAGINI VISIBILI TRAMITE DUE TECNICHE:
dell’immagine
radiologica: RADIOGRAFIA
Tecniche
radiologiche
fondamentali RADIOSCOPIA
Tecniche radiologiche
fondamentali : Radiografia
► È un’immagine statica, trasferita su una pellicola
fotografica sensibile ai raggi X.
► La pellicola sviluppata contiene l’immagine negativa
dell’oggetto esposto ai raggi X.
► Le parti più dense risulteranno sulla pellicola bianche,
cioè «radio-opache» mentre quelle con minor
capacità di attenuazione saranno nere, cioè
«radio-trasparenti»
Tecniche
radiologiche
fondamentali :
Radiografia
OSSO =CHIARO
ARIA= SCURO
Tecniche radiologiche fondamentali : Radiografia
ARIA
TESSUTI MOLLI
OSSO
Tonalità metallica = bianco
Tonalità adiposa = grigio scuro
Tonalità parenchimatosa = grigio medio
Tonalità ossea = grigio chiaro
Aria= nero
Tecniche radiologiche
fondamentali : Radiografia
Per realizzare l’immagine radiografica sono
indispensabili:
• La cassetta radiografica
• La pellicola radiografica
• Gli schermi di rinforzo
• Il sistema di sviluppo e fissaggi
Tecniche radiologiche
fondamentali :
Radiografia
La Cassetta radiografica cotiene la
pellicola e gli schermi di rinforzo
► Pellicola radiografica -costituita da un
supporto di acetato di cellulosa sul quale
sono distribuiti due strati di emulsione
fotografica il cui elemento fondamentale
il Bromuro d’Argento(AgB)
Tecniche radiologiche fondamentali :
Radiografia
► Schermi di Rinforzo, due per ciascuna cassetta sono costituiti da un
supporto di plastica ricoperto da uno strato di sostanza
luminescente : emettono radiazioni luminose quando colpiti da
radiazioni X(doppia irradiazione della pellicola). Oggi si usano
schermi alle Terre Rare che emettono maggiormente la luce.
Tecniche radiologiche
fondamentali : Radiografia
Il trattamento della pellicola radiografica (sviluppo, fissaggio,..) è
eseguita con apparecchiature automatiche «a luce diurna», che
esegue un ciclo completo in meno di 2 minuti e non richiede sosta in
camera oscura.
L’immagine radioscopica si forma immediatamente
sullo schermo fluorescente.
Tecniche
radiologiche
fondamentali :
Radioscopia Lo strato fluorescente trasmette la luce in proporzione
all’intensità di radiazione X che lo colpisce:
le strutture trasparenti alle l’effetto luminoso non si verifica o è
radiazioni danno luogo ad meno intenso in corrispondenza di
immagini luminose e chiare; strutture che assorbono radiazioni.
Tecniche
radiologiche
fondamentali :
Radioscopia
OSSO=SCURO ARIA=CHIARO
Tecniche radiologiche fondamentali :
Radioscopia
INTENSIFICATORE DI BRILLANZA (I.B.)
► L’I.B. con radioscopia televisiva
ha sostuito la radioscopia con
schermo fluorescente.
► L’I.B. aumenta di migliaia di
volte la luminsità ottenuta
dall’interazione Rx-schermo
fluorescente.
► Il segnale analogico in uscita
viene ripreso da telecamere e
rappresentato su monitor a
distanza e registrato.
L’I.B. consente ,quindi:
Di ottenere immagini
radioscopiche a maggiore
Tecniche definizione ;
radiologiche Con erogazione di dosi radianti
inferiori
fondamentali
: Radioscopia Possibilità di prolungare
l’osservazione scopica,
Esplorare elementi in movimento
(es. tubo digerente).
IMMAGINE ANALOGICA:
• ottenuta con il procedimento
schermo/pellicola. Immagine
spazialmente «continua». Le sue
Immagine unità elementari devono essere
infinitesime e quindi non
analogica e direttamente percettibili all’occhio
dell’osservatore.
digitale • L’entità dell’annerimento può
assumere punto a punto qualunque
valore numerico nell’intervallo
compreso tra la trasparenza assoluta
e l’opacità assoluta.
IMMAGINI ANALOGICHE
Immagine
PER POTER ESSERE
analogica e MEMORIZZATE SU COMPUTER
digitale
CONVERTITE IN SEGNALI
ELETTRONICI DIGITALI =
ESPRESSE IN CIFRE BINARIE.
ESPRESSA IN
IMMAGINE FORMA DISCRETA,
DIGITALE: SOTTOFORMA DI
CIFRE BINARIE.
Immagine
analogica e
PIXEL ▶
digitale MATRICE ►INSIEME
DI UNITA’
RAPPRESENTAZIONE
BIDIMENSIONALE DI
UN VOXEL
ELEMENTARI: PIXEL
(VOLUME UNITARIO
CORPOREO
Immagine
analogica e digitale
MAGGIORE VANTAGGIO IMMAGINI IN FORMATO DIGITALE:
VERSATILITA’ POST-ELABORAZIONE
PRODUZIONE IMMAGINI DIGITALI:
SISTEMI INDIRETTI: Radiografia computerizzata. RILEVATORI= PIASTRE DI FOSFORI FOTOSENSIBILI. RILEVANO E
MEMORIZZANO ENERGIA DEL FASCIO EMERGENTE DI RX.
Installazione, su apparecchiature radiologiche
cassetta cr inserita in apparato di lettura ▶ raggio laser converte
tradizionali, di rilevatori di RX, al posto della immagine latente accumulata nei fosfori a memoria in segnale
tradizionale pellicola radiografica. elettrico analogico ▶ conversione in immagine digitale.
Immagine analogica e digitale
Immagine analogica e digitale
PRODUZIONE IMMAGINI DIGITALI:
Apparecchiatura dedicata
SISTEMI DIRETTI: Radiografia Cassette radiologiche tradizionali sostituite da
rilevatori in stato solido ▷quantificano l’energia
Digitale Diretta (DR). posseduta dai singoli fotoni X del fascio emergente
▷inviano in tempo reale dati digitali al computer.
Tomografia convenzionale.
►L’immagine radiografica convenzionale è
un’immagine sintetica: reca traccia di tutte le
strutture che incontra nei piani compresi tra
quello d’ingresso e quello d’uscita della regione
corporea esposta ai raggi X.
►Quindic’è la possibilità di fenomeni di
sommazione e sottrazione di ombre in grado di
generare dubbi.
►La tomografia consente di formare un’immagine
analitica rappresentativa delle strutture in strati
pre-selezionati.
La tecnica tomografica moderna utilizza il
Tomografia movimento combinato del tubo radiogeno e
della cassetta radiografica con finalità di
convenzionale. cancellare le ombre provenienti dai piani che non
interessano.
Tomosintesi
► Sostituzione detettore radiografico tradizionale
con detettore digitale
► Cosi durante un singolo movimento combinato
del sistema tubo/detettore, si possono acquisire
dati di trasmissione dei raggi X di un certo
numero di proiezioni della regione in studio.
► Fulcro di questo movimento è fisso
► L’insieme delle proiezioni digitali contiene
informazioni strutturali sui diversi strati
dell’oggetto.
► Opportuni algoritmi, poi ordinano e sommano le
proiezioni.
Tomosintesi
► Principio di acquisizione di
immagini
► Ricostruzione di immagini dei
singoli strati di un oggetto a
partire da un insieme
discreto di sue proiezioni
ottenute sotto diverse
angolazioni
MEZZI DI CONTRASTO
La Radiologia convenzionale è
una tecnica ad alta risoluzione I mdc agiscono modificando il
spaziale, ma a bassa numero atomico medio di
risoluzione di contrasto determinate strutture corporee
(“barriera del grigio”) per cui variando quindi in modo
non discrimina strutture selettivo la loro capacità di
contigue con modeste assorbimento dei raggi x
differenze di densità.
MEZZI DI
CONTRASTO
Indicazioni in odontoiatria
La radiologia tradizionale, con tecnica endorale ed extraorale, viene utilizzata
nello studio delle arcate dentarie e degli elementi dentari.
Tecnica endorale
Impiega apparecchiature
dedicate che, utilizzando
piccole pellicole radiografiche,
consentono di ottenere
radiografie di dettaglio di un
dente o di un gruppo di denti.
Tecnica endorale
Si distinguono tre tipi di radiografia endorale
in base al posizionamento della pellicola:
► Periapicale : più comunemente utilizzate.
Piccole pellicole posizionate nel cavo
orale a contatto con la superficie del
dente e della gengiva e consentono la
visualizzazione dettagliata di uno o più
denti nella loro interezza, inclusi i tessuti
periapicali.
Tecnica endorale
► Bite-wing o interprossimali:
impiegano piccole pellicole
dotate di linguetta posizionata
tra le superfici dei denti in sede
occlusale, visualizzando così la
regione occlusale e
interprossimale di entrambe le
arcate.
► Occlusali : utilizzano pellicole posizionate tra le
arcate dentarie, all’interno del cavo orale in
corrispondenza della regione anatomica di
Tecnica interesse, offrono una visualizzazione sul piano
assiale dei denti e delle arcate dentali.
endorale
Principali indicazioni:
Trattamenti endo-odontici (es. carie);
Tecnica
Urgenze odontoiatriche (es. visualizzazione di fratture
endorale radicolari nel trauma, valutazione estensione di un
ascesso);
Valutazione pre e post-operatoria.
TECNICA EXTRA-ORALE:
ORTOPANTOMOGRAFIA
(OPT)
Esame radiologico che consente lo
studio con un’unica proiezione
radiografica di entrambe le arcate
dentarie.
TECNICA EXTRA-ORALE:
ORTOPANTOMOGRAFIA (OPT)
INDICAZIONI:
► Valutazione generale del sistema dentario e delle due arcate, con
riferimento sia ai singoli elementi dentari che alle strutture che li
circondano, con possibilità di individuare le principali alterazioni
patologiche che li coinvolgono.
► Studio della componente ossea di entrambe le arcate, con
possibilità di riconoscere le alterazioni focali e diffuse della densità
ossea.
TECNICA EXTRA-ORALE:
ORTOPANTOMOGRAFIA (OPT)
INDICAZIONI:
► Visione complessiva della mandibola,
comprendente branca montante,
processo condiloideo e coronoideo
con possibilità di riconoscimento delle
principali patologie (malformazioni,
fratture, artropatie, tumori)
► Le ghiandole salivari sono incluse nel
campo di vista dell’OPT, pertanto
calcoli salivari radiopachi, se non
troppo piccoli, potranno essere
visualizzati.
Indicazioni in
medicina
Indicazioni
in
medicina
1) ESAME RADIOLOGICO DEL TORACE
Indicazioni
in
medicina
2) ESAME RADIOLOGICO
OSTEO-ARTICOLARE
Indicazioni
in
medicina
3) DIRETTA ADDOME
Indicazioni
in
medicina
3) STUDIO RADIOGRAFICO
GASTROINTESTINALE CON
MDC
ES. CLISMA OPACO A
DOPPIO CONTRASTO
Indicazioni
in
medicina
3) STUDIO RADIOGRAFICO DELLE VIE
URINARIE CON MDC
ES. CISTOGRAFIA
Rischi e Controindicazioni
► I Raggi X sono radiazioni ionizzanti , ma vengono utilizzati a scopo
diagnostico a livelli considerati sicuri per la maggior parte degli
adulti
► Maggiori rischi si hanno per il bambino in via di sviluppo, per cui si
dovrebbero seguire le seguenti raccomandazioni:
• eseguire l’esame solo quando sussiste un evidente beneficio
• impiegare la minima quantità di radiazioni necessaria a un’adeguata
visualizzazione adattandola alle dimensioni del bambino
• limitare l’esame al solo distretto anatomico da esaminare
• evitare scansioni multiple
• utilizzare, se possibile per il quesito diagnostico proposto, metodiche
alternative (come ecografia e risonanza magnetica)
Rischi e Controindicazioni
► Anche nelle donne in gravidanza è opportuno utilizzare metodiche
diverse, perché le radiazioni possono essere dannose per il feto.
► Il rischio di malformazione agli organi è tipico del periodo
dell’organogenesi (14-56 gg dal concepimento) e dipende dal
periodo durante il quale si è verificata l’esposizione, essendo
particolarmente correlato alla fase di moltiplicazione cellulare e
differenziazione cellulare nelle strutture di interesse. Valori di soglia
per tale effetto sono stati stimati essere non inferiori a 100-200 mSv.
Poiché raramente tali valori di dose sono raggiunti nell’impiego
diagnostico, tale evento risulta avere una bassa probabilità.
Rischi e Controindicazioni
REGOLA DEI 10 GIORNI (Hammer-Jacobsen 1959)
In donne in età fertile le indagini radiologiche in elezione comportanti
l’irradiazione della regione pelvica e dell’addome inferiore vanno
effettuate nei primi dieci giorni dall’inizio del ciclo mestruale.
Grazie per l’attenzione