Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
Applicazione dell’LCA ai rifiuti inerti derivanti da lavori di
costruzione: presentazione di un caso di studio
Antonella Lomoro alomoro@[Link] , Massimo Guido, Patrizia Milano,
Valentina Bove – Eco-logica S.r.l., Bari
Riassunto
I materiali inerti prodotti dalle attività di costruzione e demolizione (C&D)
costituiscono a tutti gli effetti una riserva di materiali dai quali poter estrarre materie
seconde di qualità così una risorsa da trasformare e riutilizzare. Il riciclaggio dei rifiuti
inerti consentirebbe un notevole risparmio delle risorse naturali, riducendo l’estrazione
di materiali lapidei a beneficio di una maggiore salvaguardia ambientale. Il recupero
di tali categorie di rifiuti costituisce quindi occasione di razionalizzazione delle risorse,
ma si configura anche come occasione di intervento di bonifica del territorio.
In questo articolo viene proposto un approccio innovativo nella gestione dei materiali
inerti provenienti dall’attività di cantiere secondo la metodologia dell’Analisi del Ciclo
di Vita.
Summary
The inert waste produced by construction and demolition activities (C&D) are, for all
intents and purposes, a reserve of materials from which to extract second materials,
thus becoming a resource for processing and reuse. The recycling of inert waste would
allow a significant saving of natural resources, reducing the extraction of stone
materials with a greater environmental protection. The recovery of these waste
categories is therefore an opportunity for a rationalisation of resources, but also is a
chance to land reclamation.
This article proposes an innovative approach to the management of inert materials
originating from yard activities, in accordance with the methodology of Life Cycle
Assessment.
1 Introduzione
L’adozione della metodologia LCA significa considerare un sistema, sia esso un
prodotto, un processo o un’attività, lungo il suo intero ciclo di vita in modo sistemico, al
fine di valutarne le performance ambientali ed indirizzare le attività verso obiettivi di
eco-sostenibilità.
Il caso di studio in oggetto è stato condotto nell’ambito dell’appalto concorso per le
opere relative alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione del quartiere
fieristico di Bari. Lo studio è stato condotto effettuando la quantificazione completa
degli impatti ambientali associati alla gestione dei rifiuti prodotti in un cantiere edile, in
funzione dei diversi scenari di produzione, smaltimento e riciclaggio considerati.
L’attività di cantiere comporta infatti la produzione di rifiuti inerti derivanti dai
lavori di ristrutturazione e di costruzione (Fig. 1).
Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
Fig. 1: Rappresentazione grafica dei materiali prodotti dai singoli interventi nell’area
fieristica oggetto di studio.
2 Relazione
Il Life Cycle Assessment consente di considerare tutti gli impatti ambientali dalla
“culla alla tomba”, attraverso una ricognizione dell’intero ciclo di vita dei prodotti e dei
processi che va dall’estrazione alla produzione, dai trasporti all’utilizzo finale.
Essa rappresenta certamente un valido strumento di analisi della gestione dei rifiuti
lungo l’intero arco di vita, dalla produzione allo smaltimento ed è in grado di esaminare
tutte le fasi che caratterizzano tale sistema al fine di individuare le criticità principali ed
intervenire per risolverle.
Tale metodologia, riconosciuta e regolamentata a livello internazionale dalle norme
ISO 14040 [1] - 14044 [2], si presta particolarmente per l’analisi di sistemi complessi
come, ad esempio, la gestione dei rifiuti o delle risorse energetiche. In particolare, nella
gestione dei rifiuti, essa ha consentito di evidenziare l’importanza del riciclaggio dei
materiali al fine di ottenere una riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali e delle
emissioni ad effetto serra.
La metodologia LCA, inoltre, è coerente con le più recenti politiche comunitarie e
nazionali in materia di sviluppo sostenibile. In particolare, essa è in linea con quanto
recentemente raccomandato dalla Commissione Europea nella Comunicazione COM
(2005) 666 [3], intitolata “Taking sustainable use of resources forward: a thematic
strategy on the prevention and recycling of waste”, la quale si pone il fine di ridurre
l’impatto ambientale della gestione dei rifiuti attraverso una politica che si incentri sugli
aspetti ambientali più rilevanti, individuati attraverso l’analisi del Ciclo di Vita del
sistema.
La tecnica del ciclo di vita è uno degli strumenti più innovativi nel campo della
salvaguardia ambientale, in particolare per quel che concerne la gestione dei materiali
inerti da costruzione e demolizione (rifiuti da C&D) prodotti durante le attività di un
cantiere edile.
Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
La LCA rappresenta infatti uno degli strumenti per verificare l’applicazione di scelte
di sostenibilità nella gestione di un cantiere, essendo in grado di esaminare
sistematicamente i flussi di materiali e di energia che caratterizzano prodotti e processi
di lavorazione. Risultati di tale analisi sono infatti la quantificazione completa degli
impatti ambientali associati alla gestione dei rifiuti prodotti in cantiere, nonché la stima
del materiale inerte riciclato impiegato nel lavoro di costruzione.
La gestione dei materiali inerti provenienti dall’attività di cantiere del caso di studio
in oggetto è stata effettuata secondo la metodologia dell’Analisi del Ciclo di Vita (Life
Cycle Assessment – LCA).
In particolare, si è resa possibile l’individuazione dei quantitativi e della tipologia
dei rifiuti prodotti nonché dei trattamenti finali a cui sono destinati.
In Tabella 1 si elencano le principali tipologie di rifiuti che si stima saranno prodotti
durante le attività di demolizione, in relazione alla classificazione prevista dal Catalogo
Europeo dei Rifiuti (Decisione 2000/532/CE) [4].
CER DESCRIZIONE
16 Rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco
16 01 03 Pneumatici fuori uso
16 02 14 Apparecchiature fuori uso non contenenti sostanze pericolose
17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione
17 01 01 Cemento
17 01 03 Mattonelle e ceramiche
17 02 01 Legno
17 02 02 Vetro
17 02 03 Plastica
17 03 02 Miscele bituminose
17 04 02 Alluminio
17 04 05 Ferro e acciaio
17 05 04 Terra e rocce
17 09 04 Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione non contenenti sostanze pericolose
17 06 05 Materiali da costruzione contenenti amianto
20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici ed assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché
dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata
20 01 11 Prodotti tessili
Tab. 1: Classificazione dei rifiuti secondo la normativa europea
Prima di procedere alla rimozione, i rifiuti saranno caratterizzati attraverso il
prelievo di campioni significativi e analisi chimico-fisiche di laboratorio, al fine di
consentire il corretto smaltimento in discarica o il conferimento ad impianti di
trattamento, conformemente alle disposizione del [Link].152/06 [5] e del [Link].36/03 e
s.m.i. [6]. I rifiuti prelevati, accompagnati dal formulario di identificazione, saranno
trasportati presso impianti autorizzati, siano essi impianti di smaltimento finale
(discariche controllate) o impianti di recupero.
I rifiuti inerti, invece, dopo essere stati caratterizzati per verificare il rispetto dei
limiti di concentrazione di inquinanti, potranno essere riutilizzati all’interno dello stesso
cantiere. Tutte le attività di prelievo, trasporto e smaltimento del rifiuto, avverranno
secondo le disposizioni contenute nel [Link]. 152/06.
In Fig. 2 sono indicati i principali flussi relativi alla gestione dei materiali edili e dei
rifiuti prodotti complessivamente dal cantiere e la percentuale di quantità riciclata
rispetto a quella smaltita, e i possibili impianti di smaltimento a cui saranno inviati.
Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
Fig. 2: Diagramma di flusso dei rifiuti
2.1 Stima della quantità di rifiuti
Per stimare le quantità di rifiuti che saranno avviate a successive attività di recupero,
si è proceduto alla valutazione degli ingombri degli elementi strutturali ed architettonici
attraverso sopralluoghi effettuati sull’area d’intervento. Mediante la conoscenza delle
densità delle varie tipologie di materiale costituenti il rifiuto, è stato poi possibile
convertire i volumi in peso. In Tab. 2 si elencano le tipologie e le quantità stimate di
rifiuti prodotti dall’attività di demolizione e di ristrutturazione, in relazione alla
classificazione prevista dal Catalogo Europeo dei Rifiuti [4].
CER Descrizione Totale (mc)
16 Rifiuti non specificati altrimenti 16 01 03 Pneumatici fuori uso 3,0
nell'elenco 16 02 14 Apparecchiature elettriche fuori uso 36,0
17 Rifiuti delle operazioni di 17 01 01 Cemento 4.300,0
costruzione e demolizione 17 01 03 Mattonelle e ceramiche 20,0
(compreso il terreno proveniente 17 02 01 Legno 120,0
da siti inquinanti) 17 02 02 Vetro 17,0
17 02 03 Plastica 5,0
17 03 02 Miscele bituminose non contenenti
catrame 130,0
17 04 02 Alluminio 13,0
17 04 05 Ferro e acciaio 141,0
17 05 04 Terra e rocce non contenenti sostanze
pericolose 3.550,0
17 06 04 Materiali isolanti non contenenti sostanze
270,0
Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
CER Descrizione Totale (mc)
pericolose
17 09 04 Rifiuti misti dell’attività di costruzione e
demolizione, non contenenti sostanze pericolose 12.500,0
17 06 05 Materiali da costruzione contenenti
amianto 40,0
20 Rifiuti urbani (rifiuti domestici 20 01 11 Prodotti tessili 52,0
ed assimilabili prodotti da attività
commerciali e industriali nonché
dalle istituzioni) inclusi i rifiuti
della raccolta differenziata
Tab. 2: Stima dei rifiuti prodotti durante i lavori
2.2 Modalità di prelievo dei rifiuti
I rifiuti quali gli inerti e i rifiuti solidi urbani indifferenziati, saranno prelevati e
riposti in appositi big-bags in polipropilene, aventi volume di 1-2 mc e portata massima
pari 500 kg, o in cassoni scarrabili e stoccati presso il luogo di deposito temporaneo in
attesa di essere conferiti ad impianti idonei ed autorizzati.
Il big-bags è un contenitore flessibile, monouso, per il trasporto alla rinfusa di
materiali in polvere, scaglie o granuli. Questa tipologia di imballaggio può essere
sollevata dall’alto con attrezzature convenzionali, come carrelli elevatori o gru, senza
l’ausilio di pallet o altri sistemi di confezionamento secondari, grazie alla presenza di
ganci sulle superfici laterali. La principale prerogativa è di svolgere
contemporaneamente funzioni di carico, movimentazione, stoccaggio, trasporto e
scarico, sopportando sollecitazioni superiori fino a mille volte il proprio peso.
Su ogni big-bags occorrerà apporre un’etichetta identificativa che riporti
chiaramente le informazioni relative alla tipologia del rifiuto (CER 2002 del rifiuto), il
settore in cui è stato prelevato, l’identificativo del contenitore (es. 1 di 4).
Le informazioni fornite dall’etichetta saranno utili per organizzare il trasporto dei
rifiuti e quindi il corretto smaltimento.
In ogni contenitore andrà inserita una sola tipologia di rifiuti e sarà assolutamente
vietato mescolare rifiuti.
2.3 Deposito temporaneo
Il deposito temporaneo costituisce il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima
della raccolta, nel luogo in cui essi sono stati prodotti.
I riferimenti legislativi relativi alle condizioni del deposito temporaneo sono
costituiti dagli art. 214 e 216 del [Link].152/2006 [5] e art 5 del Regolamento Regione
Puglia n. 6/2006 [7], i quali specificano che:
- i rifiuti depositati non devono contenere policlorodibenzodiossine,
policlorodibenzofurani, policlorodibenzofenoli in quantità superiore a 2,5 ppm nè
policlorobifenile, policlorotrifenili in quantità superiore a 25 ppm;
- il quantitativo di rifiuti pericolosi depositato non deve superare 10 metri cubi,
ovvero i rifiuti stessi devono essere asportati con cadenza almeno bimestrale;
- il quantitativo di rifiuti non pericolosi non deve superare 20 metri cubi, ovvero i
rifiuti stessi devono essere asportati con cadenza trimestrale;
- il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle
relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme
che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;
- devono essere rispettate le norme che disciplinano l'imballaggio e l'etichettatura
dei rifiuti pericolosi;
Convegni Ecomondo 2008
“LCA&Ecoinnovazione in Italia: buone prassi e casi di successo”
Rimini, 7 Novembre 2008
-deve essere data notizia alla Provincia del deposito temporaneo di rifiuti
pericolosi.
Il deposito temporaneo avverrà nel rispetto delle suddette condizioni e con le
seguenti modalità:
- i rifiuti saranno depositati per tipologie omogenee, attraverso l’utilizzo di cassoni
scarrabili da 20-30 mc, o depositati in appositi big-bags, o altrimenti su apposito
telo in polietilene e opportunamente coperti da telo dello stesso tipo zavorrato al
suolo;
- l’area di deposito sarà delimitata da nastro bicolore con opportuna segnaletica di
sicurezza e individuabile durante le ore notturne tramite segnale luminoso.
3 Conclusioni
L’applicazione della metodologia LCA ai materiali inerti derivanti dai lavori di
ristrutturazione e di costruzione del cantiere dell’area fieristica oggetto di studio
consente di ottenere dei significativi benefici ambientali.
L’attività di studio ha consentito di effettuare una stima dei rifiuti derivanti da
attività di cantiere destinati a riuso, riciclo e riutilizzo, nella misura del 70% degli interi
rifiuti prodotti durante le attività di cantiere. Effettuando una corretta gestione dei rifiuti
e un’analisi completa degli impatti ambientali associati alla gestione dei rifiuti prodotti
in un cantiere edile, si consente di ottenere una elevata ottimizzazione delle risorse.
In tal senso l’LCA rappresenta uno degli strumenti per verificare l’attuazione della
sostenibilità nella gestione di un cantiere, in quanto è in grado di esaminare
sistematicamente i flussi di materiali e di energia che caratterizzano prodotti e processi
di lavorazione.
L’applicazione del Life Cycle Assessment ai materiali inerti può pertanto costituire
un valido supporto ai fini del risparmio delle risorse naturali, a beneficio di una
maggiore salvaguardia ambientale.
4 Bibliografia
[1] UNI EN ISO 14040:2006: Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita -
Principi e quadro di riferimento
[2] UNI EN ISO 14044:2006: Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita -
Requisiti e linee guida.
[3] Comunicazione della Commissione, del 21 dicembre 2005, COM (2005) 666:
Taking sustainable use of resources forward: a thematic strategy on the prevention and
recycling of waste -Portare avanti l'utilizzo sostenibile delle risorse - Una strategia
tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti.
[4] Decisione del Parlamento Europeo del 3 maggio 2000, n. 2000/532/Ce: Decisione
della Commissione che sostituisce la decisione 94/3/Ce che istituisce un elenco di rifiuti
conformemente all'articolo 1, lettera a), della direttiva 75/442/Cee del Consiglio relativa
ai rifiuti e la decisione 94/904/Ce del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti
pericolosi ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/Cee del Consiglio
relativa ai rifiuti pericolosi
[5] Decreto Legislativo n° 152 del 14/04/2006: Testo Unico sull’Ambiente
[6] D. Lgs. 36/2003 e s.m.i.: Recepimento della direttiva 99/31/CE relativa alle
discariche di rifiuti
[7] Regolamento Regione Puglia del 12 giugno 2006, n. 6 “Regolamento regionale per
la gestione dei materiali edili”.