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Cs 04 Web

Il documento presenta il numero di gennaio/febbraio 2004 della rivista 'Colonne Sonore', con articoli e recensioni su colonne sonore cinematografiche e interviste a compositori. Include anche novità discografiche e riedizioni di colonne sonore classiche. Viene evidenziato un tributo a Michael Kamen e Michael Small, due figure importanti della musica da film.

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Il documento presenta il numero di gennaio/febbraio 2004 della rivista 'Colonne Sonore', con articoli e recensioni su colonne sonore cinematografiche e interviste a compositori. Include anche novità discografiche e riedizioni di colonne sonore classiche. Viene evidenziato un tributo a Michael Kamen e Michael Small, due figure importanti della musica da film.

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Le “Classic Soundtracks” di FSM su Compact Disc

$19.95 USD più spese di spedizione

$24.95 2-CD
Jerry Goldsmith

Bernard Herrmann

Miklós Rósza

Alfred Newman

www.fi[Link]
00-1-310-253-9598 fax 00-1-310-253-9588
FSM, 8503 Washington Blvd., Culver City CA 90232
Sommario 3

In questo numero Anno Secondo, Numero 4 • Gennaio / Febbraio 2004

• Un nuovo anno in musica ............................. 4 • FictioNote: ...................................................... 29


di Anna Maria Asero recensioni colonne sonore televisive
di Massimo Privitera
• Novità dal mondo della musica da film: .... 5
case discografiche ed eventi • Il profondo legame tra .................................. 30
di Fabio D’Italia & Pietro Rustichelli musica classica e
musica cinematografica:
• Goodbye Mr. Kamen: .................................... 8 Classica e film
tributo al compositore recentemente scomparso - L’eredità di Wagner
di Giuliano Tomassacci di Piero Campanino
• Una rock star techno: ................................... 14 • Davis - ritorno alla Matrice: .......................... 34
intervista alla carriera a Recensione esaustiva di
Claudio ‘Il cartaio’ Simonetti Matrix Revolutions
- filmografia essenziale di Gianni Bergamino
di Gabrielle Lucantonio
• Maestri del cinema - musica: ........................ 35
• Un compositore gentiluomo: ...................... 18 recensione di un nuovo
intervista alla carriera al Maestro libro sulla musica da film
Manuel De Sica di Alessio Coatto
di Massimo Privitera & Pietro Rustichelli
• Recensioni di CD vecchi e nuovi: ................. 36
• Il ritorno del re: ............................................. 22
recensione esaustiva dell’ultimo film • Le verità nascoste 2: ...................................... 45
della saga de Il signore degli anelli 3a parte del dossier
di Gianni Bergamino & Alessio Coatto Cinema da Ascoltare
di Fabrizio Campanelli
• Alien: ................................................................ 26
Il nuovo DVD e la riscoperta delle • Filmografie essenziali: ................................... 47
paurose musiche di Jerry Goldsmith - Michael Kamen
di Gianni Bergamino - Manuel De Sica

Le altre recensioni
• Band of brothers .............................................. 10 • Ora o mai più .................................................... 38
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera
• Brazil .................................................................. 11 • Gente di Roma ................................................. 39
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Terra di confine ................................................ 13 • Appuntamento con la memoria .................... 39
di Pietro Rustichelli di Massimo Privitera
• Il cartaio ............................................................. 16 • Mademoiselle De Sade e i suoi vizi ............... 39
di Gabrielle Lucantonio di Massimo Privitera
• Sette scialli di seta gialla / Killing birds ........ 21 • Arena concerto DVD ....................................... 40
di Massimo Privitera di Massimo Privitera
• I ragazzi della Via Pàl ...................................... 29 • Arena concerto CD .......................................... 40
di Massimo Privitera di Massimo Privitera
• Francesco ........................................................... 29 • Le avventure di Huck Finn ............................. 41
di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Tristano e Isotta ............................................... 29 • Karamazov ........................................................ 41
di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Alla ricerca di Nemo ....................................... 36 • Neve rossa ........................................................ 41
di Fabrizio Campanelli di Alessio Coatto
• Koda, fratello orso ............................................ 36 • E' una sporca faccenda tenente Parker! ....... 42
di Pietro Rustichelli di Alessio Coatto
• Sinbad, la leggenda dei sette mari ................ 36 • Mona Lisa smile ................................................ 42
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Totò Sapore e la magica storia della pizza .. 36 • Per sempre ....................................................... 42
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli
• The Star Trek album ....................................... 37 • Cantando dietro i paraventi ........................... 43
di Maurizio Caschetto di Stefano Sorice
• Battlestar Galactica ........................................ 37 • Il diario di un prete ......................................... 44
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera
• Tomb raider: la culla della vita ...................... 38 • Cinevox: the history of the soundtrack ........ 44
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Terminator 3 - le macchine ribelli ................. 38 • Terrore nello spazio ......................................... 44
di Maurizio Caschetto di Gabrielle Lucantonio

Legenda recensioni
Mediocre: Sufficiente: Buono: Ottimo: Capolavoro:
I giudizi delle recensioni di Colonne Sonore si riferiscono a valutazioni artistiche assolutamente personali dei redattori e non vogliono in alcun modo interferire da un punto di vista commerciale e discografico.
4 Redazionale

Un nuovo anno
in musica
Un numero ricco. Tanto ricco che colto ed erudito parallelismo tra Anno Secondo, Numero 4
voi, appassionati lettori, faticherete a Wagner e gli attuali compositori di Gennaio / Febbraio 2004
staccarvi dalle sue succulenti pagine. colonne sonore. Un approfondimento Registrazione al tribunale di Milano
n.356 del 03/06/2003
Come riuscirete a non leggere, a quattro mani, affascinante e
tutta di un fiato, la lunga e avvincente, scritto da veri intenditori. Direttore responsabile:
particolareggiata recensione de Il ritorno Non mancheranno tantomeno le Anna Maria Asero
del Re (spettacolare capitolo conclusivo recensioni sulle nuove uscite musicali Capo redattore:
della saga del Signore degli anelli), un (Alla ricerca di Nemo, Totò Sapore, Massimo Privitera
salto musicale nel meraviglioso mondo Simbad) o le riedizioni (Star Trek, The
di fantasia di Tolkien? Brothers Karamazov). Redazione:
Maurizio Caschetto
E le due interessanti interviste a E poi, un nostro piccolo pensiero a Alessio Coatto
due grandi della musica da film due importanti figure del mondo Pietro Rustichelli
italiana - Manuel De Sica e Claudio della musica che ci hanno lasciati per Giuseppe Caminiti
Simonetti - vi stupiranno non solo per sempre: Michael Kamen e Michael
Art Director - Impaginazione:
gli aneddoti narrati, ma anche per Small. Pietro Rustichelli
l’entusiasmo e la bellezza dei racconti Speriamo che anche questa volta la
di vita vissuta. nostra rivista vi piaccia. Alla prossima! Correttore di bozze
Da non perdere, assolutamente, il Il direttore Fabio D'Italia
Collaboratori:
Gianni Bergamino
Fabrizio Campanelli
LOMBARDIA Piero Campanino
Dove trovate Colonne Sonore

Gabrielle Lucantonio
CINEMA ANTEO - Libreria del Cinema - Via Milazzo 9 - MILANO Elio Lucantonio (Francia)
BLOODBUSTER SNC - Via [Link] 30 - 20124 MILANO Stefano Sorice
LA BORSA DEL FUMETTO - Via Lecco 16 - MILANO
DISCO CLUB - Piazza Cordusio (Stazione MM) - 20123 MILANO Giuliano Tomassacci
STRADIVARIUS - Via Pecchio 1 - MILANO
TAU BETA - Via Pavoni 5/b - 20052 MONZA (MI) Un sentito ringraziamento a:
DEFCON ZERO - Viale Marelli 19 - SESTO SAN GIOVANNI (MI) Lucas Kendall & Joe Sykoriak
LIBRERIA L'INDICE - [Link] Marconi, 7 - 20059 VIMERCATE (MI) di “Film Score Monthly”
Luca Persiani di “OffScreen”
PIEMONTE Daniela Zacconi di “FilmTV”
WIDESCREEN - Via San Secondo, 55 - 10128 TORINO
Contatti:
VENETO [Link]
CINECITY MULTISALA - Via Sile, 8 - 31057 SILEA (TV) info@[Link]
Tel. 347.4072349
FRIULI VENEZIA-GIULIA Fax 02.26681884
CINECITY MULTISALA - Via Nazionale, 74/2 - 33040 PRADAMANO (UD)
Stampa:
EMILIA ROMAGNA Grafiche Sala - Novi di Modena
CASA DEL DISCO di FANGAREGGI & C. - [Link] Muratori, 204 - 41100 MODENA
LIBRERIA ‘LA FENICE’ - Via G. Mazzini, 15 - 41012 CARPI (MO) Distribuzione:
LAZIO
DISCHI ‘L’ALLEGRETTO’ di MARY - Via Oslavia, 44 - 00195 ROMA
REVOLVER dischi-cd-dvd - Via [Link], 90-102 - 00146 ROMA Red Distribuzione - Modena
059.212792 - info@[Link]
PUGLIA
CARTOLIBRERIA ROSA OLIVIERI - Via Aldo Moro, 113/115 - 70033 CORATO (BA) La documentazione, le immagini, i marchi e
quant'altro pubblicato e riprodotto su questa rivista
SICILIA è protetto da diritti d'autore e qui utilizzato a puro
‘BROADWAY’ LIBRERIA DELLO SPETTACOLO - Via Rosolino Pilo, 18 - 90139 PALERMO scopo informativo e promozionale, e ne è pertanto
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sul CCP N° 43457183 - Intestato: MASSIMO PRIVITERA
VIA VALVASSORI PERONI 55, INTERNO 2, 20133, MILANO. Nessuna responsabilità viene assunta in relazione
CAUSALE: RIVISTA "COLONNE SONORE" all'uso senza autorizzazione da parte di terzi.
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accelerare le pratiche di spedizione. NewLine Cinema© - Dreamworks© - EastWest©
Maverick - Varèse Sarabande© - Walt Disney©
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News 5

Novità dal mondo della musica da film


CASE DISCOGRAFICHE: NUOVE INCISIONI E RIEDIZIONI DI GRANDI CLASSICI a cura di Fabio D’Italia

Titolo originale Titolo italiano / Note Editore Uscita

JOHN BARRY
Dances With Wolves (edizione estesa) Balla coi lupi (1990) Sony in preparazione
The Chase (ristampa) La caccia (1966) Sony in preparazione
BEN CHAREST
The Triplets of Belleville Appuntamento a Belleville Higher Octave 27 gennaio 2004
NORMAND CORBEIL
The Statement N/D Varèse disponibile
ALEXANDER DESPLAT
Girl With a Pearl Earring La ragazza con l’orecchino di perla Lions Gate in preparazione
DOMINIC FRONTIERE
Brannigan Isp. Brannigan, la morte segue la tua ombra La-La Land disponibile
MICHAEL GIACCHINO
Secret Weapons Over Normandy (2 CD) id. (videogioco LucasArts) La-La Land disponibile
RICHARD GIBBS
Battlestar Galactica N/D (remake serie TV anni ‘70) La-La Land in preparazione
JERRY GOLDSMITH
Timeline (commento musicale inedito) id. Varèse in preparazione
Basic Instinct (edizione estesa) id. Prometheus in preparazione
RON GOODWIN
Where Eagles Dare Dove osano le aquile (1969) FSM disponibile
Operation Crossbow Operazione Crossbow (1965) FSM disponibile
JOE HARNELL
The Bionic Woman La donna bionica (serie TV) Super Tracks in preparazione
BERNARD HERRMANN
The CBS Years Vol. 2: American Gothic musiche per produzioni televisive CBS Prometheus disponibile
JAMES NEWTON HOWARD
Peter Pan id. Varèse disponibile
Hidalgo id. Hollywood in preparazione
MARK ISHAM
Twisted N/D Varèse 24 febbraio 2004
FRED KARLIN
Futureworld Futureworld 2000 anni nel futuro (1976) RMDU in preparazione
The Ravagers Gli sciacalli dell’anno 2000 (1979) RMDU in preparazione
VIC MIZZY
The Ghost and Mr. Chicken Sette giorni di fifa (1966) Percepto in preparazione
The Reluctant Astronaut N/D Percepto in preparazione
The Perils of Pauline N/D Percepto in preparazione
Caper of the Golden Bulls Il carnevale dei ladri (1967) Percepto in preparazione
ANGELA MORLEY
Watership Down La collina dei conigli (1978) Super Tracks in preparazione
ALFRED NEWMAN
The Black Swan Il cigno nero (1942) Screen Archives Disponibile
The Keys of the Kingdom (2 CD) Le chiavi del paradiso (1944) Screen Archives in preparazione
DAVID NEWMAN
The Brave Little Toaster N/D Percepto in preparazione
6 News

Titolo originale Titolo italiano / Note Editore Uscita


BASIL POLEDOURIS
Amerika id. (miniserie TV) Prometheus in preparazione
RoboCop (edizione rimasterizzata ed estesa) id. Varèse 27 gennaio 2004
JOHN POWELL
Paycheck id. Varèse disponibile
TREVOR RABIN
Texas Rangers N/D Super Tracks in preparazione
JEFF RONA
Traffic: The Miniseries N/D Varèse 24 febbraio 2004
MIKLOS ROZSA
Moonfleet Il covo dei contrabbandieri (1955) FSM disponibile
LALO SCHIFRIN
Dirty Harry (edizione integrale) Ispettore Callaghan, il caso Scorpio… Aleph Records in preparazione
JOHN SCOTT
The People That Time Forgot Gli uomini della terra dimenticata dal… JOS Records in preparazione
Shoot to Kill Sulle tracce dell’assassino (1988) JOS Records in preparazione
RICHARD M. SHERMAN & ROBERT M. SHERMAN
Chitty Chitty Bang Bang Citty Citty Bang Bang Varèse 24 febbraio 2004
HERMAN STEIN
This Island Earth Cittadino dello spazio (1955) MMM in preparazione
MAX STEINER
Battle Cry Prima dell’uragano Screen Archives in preparazione
MICHAEL SUBY
The Butterfly Effect N/D La-La Land gennaio 2004
DIMITRI TIOMKIN
The Big Sky Il grande cielo (1952) Screen Archives in preparazione
ROY WEBB
Mighty Joe Young Il re dell’Africa (1949) MMM in preparazione
JOHN WILLIAMS
SpaceCamp id. (1983) Super Tracks in preparazione
HANS ZIMMER
The Last Samurai L’ultimo samurai CGD East West disponibile
ARTISTI VARI
In America N/D CGD East West 23 gennaio 2004
Kill Bill Vol. 2 id. WEA febbraio 2004
The Fantasy Film Worlds of George Pal (2 CD) raccolta di suite dai film di George Pal La-La Land Fine gen 2004

Risorse Web - Gli indirizzi delle case discografiche da collezionisti


Aleph Records [Link]
Film Score Monthly (FSM) [Link]
Hollywood Records [Link]
La-La Land Records [Link] NB: Il presente elenco non può essere
Monstrous Movie Music (MMM) [Link] oggettivamente completo, e non riporta gli
Percepto [Link] indirizzi e i riferimenti delle case di
Prometheus Records [Link] produzione più diffuse e normalmente
Screen Archives Entertainment (SAE) [Link] distribuite sul territorio italiano, ma vuole
semplicemente essere un aiuto ai
Silva Screen [Link] collezionisti. Se ci fossero ulteriori indirizzi o
Super Tracks [Link] segnalazioni opportune potete informarci
Varèse Sarabande [Link] su info@[Link]
Eventi 7

CONCERTI a cura di Pietro Rustichelli e Gianni Bergamino

• GIOVANNI VENOSTA IN CONCERTO


Unica data prevista, per ora, del concerto di Giovanni Venosta • 9 Febbraio 2004 - ore 21.00
dedicato alle musiche per i film di Silvio Soldini (prevista la Teatro Cinema Rondinella
presenza del regista) con Lucia Minetti e l'ensemble Musicamorfosi Sesto San Giovanni(MI)

• RANDY NEWMAN IN ITALIA


Il premio Oscar® Randy Newman sarà in Italia per due date del • 27 Febbraio 2004 - ore 21.00
suo Tour europeo “Voce e piano”, in cui ripercorrerà la sua Roma - Auditorium Parco della Musica
lunga carriera di songwriter passando anche per i suoi lavori Sala Sinopoli - [Link] De Cubertain
cinematografici quali Toy Story, Monsters Inc. e Awakenings • 1 Marzo 2004 - ore 21.00
(Risvegli). Milano - Teatro CIAK - Via Sangallo 33

• THE MATRIX SYMPHONY


Don Davis e il suo collaboratore Erik Lundborg stanno tradizionale. Il primo movimento basato su “The Matrix” sarà
preparando una Sinfonia basata sulle musiche della trilogia di eseguito in anteprima in Svezia dalla Gothenburg Symphony
Matrix, rielaborando le strumentazioni originali per orcehstra Orchestra il 18 e 20 Marzo 2004. [Link]

• ENNIO MORRICONE A MILANO


Il concerto del Maestro romano che avrebbe dovuto tenersi il 4 sempre al Mazda Palace (ex Palavobis).
Dicembre scorso viene recuperato Venerdì 26 Marzo 2004 Per informazioni [Link]

• THE LORD OF THE RINGS: SYMPHONY IN SIX MOVEMENTS


Howard Shore dirigerà la sua Sinfonia basata sulle musiche della • Anversa, Belgio - Sportpaleis Antwerpen
trilogia di Peter Jackson in una serie di concerti in tutto il Venerdì 16 Aprile 2004 - ore 20.30
mondo. Dopo la prima del Novembre scorso in Nuova Zelanda, Vlaams Radio Orkest & Koor
il tour toccherà anche alcune date europee, nella speranza di • Londra, Regno Unito - Royal Festival Hall
poter ospitare un tale evento anche in uno dei nostri blasonati Domenica 23 Maggio 2004 - ore 15.00
enti lirici e concertistici italiani: London Philharmonic Orchestra and Choir

PREMI
• GOLDEN GLOBE 2004® A HOWARD SHORE
Lo scorso 25 Gennaio 2004 il terzo capitolo tolkieniano si è • Best Original Score “The Return Of The King”
aggiudicato entrambi i premi per le musiche cinematografiche: • Best Original Song: “Into the West” (Shore-Walsh-Lennox)

• 76th ACADEMY AWARD® NOMINATIONS ANNOUNCEMENT


Il 29 Febbraio 2004 si terrà a Los Angeles la premiazione del 76° Academy Award®. In lizza per l’Oscar® di quest’anno:
Best Original Score: Best Original Song:
- Big Fish - Danny Elfman - "Into the West" (The Return of the King - Shore/Walsh/Lennox)
- Cold Mountain - Gabriel Yared - "A Kiss at the End of the Rainbow" (A Mighty Wind - McKean/O'Toole)
- Finding Nemo - Thomas Newman - "Scarlet Tide" (Cold Mountain - Burnett/Costello)
- House of Sand and Fog - James Horner - "The Triplets of Belleville" (The Triplets of Belleville - Charest /Chomet)
- The Return of the King - Howard Shore - "You Will Be My Ain True Love" (Cold Mountain - Sting)

Addio a MICHAEL SMALL, artista che non voleva apparire.


A pochi giorni dalla prematura scomparsa di Michael Kamen è giunta la notizia della morte di un altro apprezzato
compositore di musica per cinema, il sessantaquattrenne Michael Small, che si è spento nella sua New York
sconfitto dal cancro. Se ne va così un altro valido e raffinato artigiano, la cui fine è resa ancora più triste dalla
constatazione che, a differenza di Kamen, la sua arte sembra destinata a dissolversi assieme a lui.
Quasi 50 colonne sonore in trent’anni di carriera, nessun riconoscimento nei premi che contano, una decina scarsa
di CD che testimoniano la sua esperienza creativa, dei quali la maggior parte ormai introvabili. Il suo stile forse troppo
trasparente e introspettivo, la sua capacità di insinuarsi in filigrana tra le immagini, la sua dedizione a pellicole noir
ricercate e intellettuali, il rifiuto di ricorrere a scritture orchestrali altisonanti e a temi da hit parade: forse sono
queste le ragioni di una carriera tanto defilata.
Il suo contributo musicale al cinema va invece riscoperto; farebbe bene qualche etichetta specializzata a proporre il
suo repertorio. Nella speranza che ciò accada, non resta che recuperare i suoi film più noti e riascoltarli. Tra essi
Klute (Una squillo per l’ispettore Klute, 1970), Night Moves (Bersaglio di notte, 1975), Marathon Man (Il maratoneta,
1976), Audrey Rose (1977), Target (1985), e quelli splendidi del sodalizio con Bob Rafelson, per il quale Small ha
realizzato le musiche di The Postman Always Rings Twice (Il postino suona sempre due volte, 1981), Black Widow (La
vedova nera, 1987) e di Mountains of the Moon (Le montagne della luna, 1990), forse il suo capolavoro. Oltre a
quest’ultimo titolo, ancora reperibile nell’edizione Polydor, si possono facilmente trovare le edizioni discografiche di
Mobsters e Wagon East (Varèse Sarabande), Consenting Adults (Milan), e il promo di Jaws: The Revenge (Lo squalo 4).
8 Michael Kamen

Goodbye Mr. Kamen


Ripercorrendo le crociate di un nobile paladino.
di Giuliano Tomassacci

Un iter artistico consacrato al più indescrivibile (poiché infinitamente contributi per gli artisti più diversi ed
brillante e insaziabile scandaglio del sfaccettata), vibrante (perché esigenti del panorama musicale
generale universo musicale; una alimentata da una passione e un senso internazionale, nonché più di settanta
inesauribile dedizione all’interessata di meraviglia musicale sempre colonne sonore affidate alle sue cure da
comprensione, e consecutiva rinnovati), unica. Eppure, nonostante le alcuni dei cineasti maggiormente
sperimentazione, dei territori sonori virtù del proprio operato, al musicista responsabili della modernità
più disparati e apparentemente statunitense è sempre mancato il giusto cinematografica.
inconciliabili, nel tentativo – sempre riconoscimento del grande pubblico Ed è stato proprio il primo contatto
appagante e rimarchevole – di arrivare che è spesso vittima di una miopia che con il media cinematografico ad
al miglior vettore musicale per limita l’attenzione al protagonista in indirizzare inconsciamente il percorso
un’immagine in movimento, una lirica, scena piuttosto che alla luce che lo artistico del compositore, quando,
un sentimento. illumina. ancora in tenera età, viene
Qualsiasi compositore, cinematografico Moderato innovatore responsabile letteralmente incantato e sedotto da
o assoluto che si voglia, non di un’operazione pionieristica sottile e film quali I vichinghi, Via col vento e Il
stenterebbe a riconoscere almeno uno in nessun caso ostentata (forse per mago di Oz – non a caso tre opere
di tali conseguimenti artistici come questo mai giustamente riconosciuta) cardine nel contesto della musica
degno e auspicato epilogo alla carriera Kamen, adoperatosi con efficacia applicata alle immagini. I tre
di un’intera vita. Michael Kamen ci era praticamente in ogni ambito artistico, lungometraggi rappresentano in
riuscito a soli 55 anni, prima che un durante l’arco della sua intensissima qualche modo gli estremi essenziali di
sipario intransigente calasse sulla sua opera carriera, lascia dietro di sé i preziosi quelle che saranno le linee d’interesse
Michael Kamen 9
del musicista: i primi due con il robusto primo, amato strumento, e il ripiego
commento di Nascimbene e la verso il non meno attraente oboe, I Bellissimi di
monumentale, dettagliata partitura
sinfonica di Steiner, il terzo con la
perfetta interazione tra orchestra e
aprono la stagione di maggior impegno
accademico di Michael Kamen,
culminante nell’approdo alla prestigiosa
Michael Kamen
canto. Julliard School of Music. E mentre la Le 10 migliori colonne sonore di
Kamen nasce il 15 aprile 1948 a rivoluzione del rock’n roll anni ’60 Michael Kamen secondo la nostra redazione.
New York, viene immediatamente bussa ormai alle porte, lo studio dello
avvolto in influenze musicali a dir poco strumento diventa per il compositore
variegate. I genitori, convinti attivisti sempre limitante, tanto esasperato da • LA ZONA MORTA
(The Dead Zone, USA 1983):
liberali oltre che dediti ascoltatori e prendere il sopravvento anche sulle musica melodrammatica e angosciata, dove
personali amici di Leadbelly e Pete classi di pianoforte. i riferimenti a Sibelius collaborano alla
Seeger, non disdegnano alcun genere A trarlo in salvo da una sterile traduzione del turbato inconscio// brani
musicale, dal rock’n roll al folk fossilizzazione è proprio quella nuova migliori: “Lost Love”, “Main Title”.
passando per la classica. ondata musicale che vede, almeno per
Ancora una volta sensibilizzato alle il compositore, nei Beatles il suo • BRAZIL (id., USA 1985):
confluenze stilistiche e formali, il massimo compimento e lo stimolo musica nostalgica ed eversiva, un raro e
compiuto esempio di discorso sonoro
giovane artista cresce dunque nella sua salutare ad un atteggiamento
totale // brani migliori: “Central Services /
abitazione del Queens apprezzando il finalmente pratico e, in particolare, The Office”, “The Battle”.
beat dei Weavers e i repertori di liberatorio nei confronti dei non
Brahms, maturando parallelamente indifferenti impulsi compositivi. • HIGHLANDER – L’ULTIMO IMMORTALE
un’adorazione intramontabile per Bach Dopo le sporadiche partecipazioni in (Highlander, GB 1986):
(la Partita N. 4 in Re Maggiore per jug band locali (piccole formazioni musica intramontabile e celtica // brani
pianoforte rimarrà negli anni una vera e jazzistiche caratterizzate dalla presenza migliori: “The Highlander Theme”,
propria ossessione per il musicista, che dello strumento africano jug), Kamen “Swordfight at 34th Street”.
inoltre avrà modo di considerare le inizia a guardarsi intorno, nell’intenzione • ARMA LETALE
composizioni del genio tedesco “la di riunire una formazione competente (Lethal Weapon, USA 1987):
musica più profonda che sia mai stata e soprattutto abbastanza audace da musica concitata e turbata; la chitarra per
scritta”). tradurre in unico linguaggio i propri Riggs e il sassofono per Murtaugh
L’interesse musicale tutt’altro che multiformi istinti sonori. accentuano con stile lo scenario urbano //
passivo (ulteriormente fomentato dalle A questo presupposto si deve, di lì a brani migliori: “Meet Martin Riggs”, “
incentivazioni della zia Anna, che in poco, la genesi del New York Rock And Hollywood Blvd Chase”.
seguito il musicista individuerà come Roll Ensemble, tra le cui fila, insieme ai • TRAPPOLA DI CRISTALLO
responsabile del suo dono musicale) corsisti Marty Fulterman e Dorian (Die Hard, USA 1988):
esaurisce ben presto il suo stato Rudnytsky, figura anche il compagno musica d’azione e tensiva: Kamen eccelle
embrionale permettendo all’evidente d’aula, nonché futuro collega di nel giocare con Beethoven senza
predisposizione e al fattivo talento di composizione cinematografica, Mark banalizzarlo // brani migliori: “Terrorists”,
sbocciare con precocità: agli studi di Snow. Dall’iniziale tour di “Tagaki Dies”.
pianoforte, con cui Kamen ha già presentazione nei campus di varie • ROBIN HOOD IL PRINCIPE DEI LADRI
iniziato a familiarizzare dall’età di due università approda ad un contratto con (Robin Hood Prince of Thieves, USA 1991):
anni, si aggiungono quelli di chitarra e la Atco/Atlantic Records che sigla musica epica e medioevale: l’estro ritmico-
clarinetto. l’effettiva validità dell’intuizione sinfonico di Kamen alla sua apoteosi // brani
L’effettiva predilezione e il kameniana alla base del progetto, migliori: “Ouverture and The Prisoner of
volenteroso impegno dimostrati nei fondamentalmente indirizzata alla più the Crusades (From Chains to Freedom)”,
confronti di quest’ultimo strumento intrepida coabitazione di ritmi e stilemi “Marian at the Waterfall”.
rappresentano i definitivi estremi per la rock con intuizioni e trattamenti • DON JUAN DE MARCO MAESTRO
motivata considerazione di una carriera classico-sinfonici (a titolo esempli- D’AMORE
musicale, all’avvio della quale i genitori ficativo di tale stile, si offre con validità (Don Juan De Marco, USA 1995):
delegano gli insegnanti della New York il brano “Brandeburg”, incluso nel musica romantica e passionale // brani
High School of Music & Art. secondo LP Faithful Friends, dove ad un migliori: “Dona Ana”, “Arabia”.
Fatalmente, l’esame d’ammissione incipit per oboi, violoncelli e • L’OSPITE D’INVERNO
rivela un esito biunivoco minando, da clavicembalo si contrappone un finale (The Winter Guest, USA/GB 1997):
una parte, le aspirazioni coltivate fino a dominato da chitarre elettriche e musica emozionale e sospesa; Kamen,
quel momento dal compositore, ma batteria). rimaneggiando un tema del suo Concerto
instaurando allo stesso tempo i Sebbene non effettivamente per Sassofono, affida al piano la parafrasi
presupposti e le fondamentali condizioni compresi e lodati dalla critica fino musicale del confronto umano // brani
alla base della futura carriera: ritenendo all’uscita dell’album Roll Over, i migliori: “Main title”, “Take Me With You”.
inadeguata la tecnica clarinettistica del componenti dell’Ensemble riescono ad
• IL GIGANTE DI FERRO
giovane allievo – prevalentemente attrarre l’interesse di Leonard (The Iron Giant, USA 1999):
appresa da autodidatta – il docente Bernstein che li ingaggia per il concerto musica coinvolgente e ariosa // brani migliori:
preposto consiglia senza remore il dell’8 febbraio 1968 nell’ambito dei “The Eye of the Storm”, “You can be…”.
passaggio allo studio dell’oboe suoi Young People’s Concerts.
(“altrimenti potremmo romperti le dita L’incontro e la frequentazione di • BAND OF BROTHERS – FRATELLI AL
e ricominciare tutto da capo”, sarebbe Bernstein, da sempre idolo del FRONTE
stata l’ironica opzione dell’insegnante compositore newyorchese, rappresenta (Band of Brothers, USA 2001):
musica elegiaca ed eroica // brani migliori:
secondo il divertito ricordo dello stesso una tappa importantissima per l’excursus “Main theme”, “Band of Brothers Suite
Kamen). artistico di Kamen e per la sua One and Two”.
La rassegnata deposizione del introduzione al trattamento orchestrale.
10 Michael Kamen

Nonostante le simultanee esperienze York mentre il gruppo – che tornerà ad


come turnista e collaboratore alle usufruire del compositore per “The
canzoni del rock-western Zachariah Final Cut” e “The Division Bell”,
(1971, di G. Englund), sarà proprio sfruttandolo al meglio anche come
questa pratica d’orchestrazione, dopo tastierista – incide in Francia. Tra i
lo scioglimento del gruppo nel 1972, ad collaboratori dell’operazione, a
assicurare a Kamen l’attenzione rimanere sinceramente colpito dalla
dell’Harkness Ballet, che l’anno forma kameniana è soprattutto il
successivo lo scrittura per la stesura di percussionista Ray Cooper che,
un balletto. Rodin Mis En Vie, prima ulteriormente incentivato dal
fatica nell’ambito della danza del successivo score del compositore per il
compositore a cui si aggiungeranno film inglese Venom (1981, di P.
negli anni ben altri dieci lavori, vede Haggard), esorta il regista Terry Gilliam
così la luce e nuovamente l’eclettico a considerarlo per le musiche del suo
destino dell’artista s’adopera particolarissimo Brazil.
nell’impresa di non adagiarlo alle cure Con l’assenso di Kamen ad occuparsi
di un unico genere: alla prima del del lungometraggio, si arriva alla prima
balletto è infatti presente David Bowie. significativa svolta del compositore in
Il rocker, impressionato dalla fattura ambito cine-musicale; in perfetta
della composizione, coinvolge Kamen concordanza con l’approccio visionario
nella sua tournée teatrale Diamond Dog di Gilliam, le musiche redatte dal
in veste di direttore musicale. compositore lasciano il segno, forti di
Questo importantissimo exploit Una rara incursione nell’animazione: Il gigante di ferro un tratto coraggiosamente caratterizzato
carrieristico - che evidenzia per la dall’interazione di strumentazioni tradi-
prima volta l’eccezionale capacità del cortesia del violoncellista che lo guida zionali con elementi sonori intrafilmici.
compositore di sintonizzarsi con il nella conduzione con i movimenti del Un esito di rara compiutezza che sarà
repertorio di esponenti musicali piede. Registrata in sole tre ore di siglato dal compositore come la sua “più
diametralmente opposti per sessione, la colonna sonora garantisce soddisfacente partecipazione ad un film”.
impostazione e background stilistico - l’inizio di un’occupazione continuativa Analogamente agli eventi respon-
viene affiancato solo pochi anni dopo nell’industria cinematografica, senza sabili di quella prima consacrazione alla
dall’altra grande attitudine di Kamen, la però sollevare il giusto richiamo sulle scrittura per le immagini, la seconda
composizione per il cinema, grazie al doti espressive del musicista. Richiamo legittimazione nell’ambiente hollywoodiano
lungometraggio The Next Man (Il che arriverà soltanto nove anni dopo, si offre al compositore grazie
prossimo uomo, 1976, di R. C. Sarafian). tra l’altro sempre grazie ad una all’influenza di un lavoro televisivo
L’esperienza, oltre ad introdurlo alla intermedia ed ulteriore prova nel precedentemente composto, The Edge
prassi del film-scoring, esorta il territorio moderno: l’ormai storica of Darkness – miniserie thriller dell’86
musicista ad un prematuro esercizio di collaborazione del musicista con i Pink per la quale Kamen era stato insignito
direzione d’orchestra; sprovvisto, per Floyd per l’album The Wall del 1979. del suo primo Ivor Novello Award (un
una fatale dimenticanza, di un direttore In collaborazione con Bob Ezrin, altro si aggiungerà nel 2000 per X-Men
d’orchestra al momento della Kamen provvede con successo di B. Singer). Questa volta è il
registrazione, Kamen assolve perso- all’aspetto sinfonico del progetto, montatore Stuart Baird a notare le
nalmente all’incarico, affidandosi alla registrando le parti orchestrali a New affinità delle musiche, composte a

Band of Brothers, l’epica miniserie concepita e prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks,
narra le vicende di un plotone di soldati Alleati USA durante la campagna di liberazione
dell’Europa dal giorno del D-Day alla fine della II Guerra Mondiale.
Fortemente debitrice dello spielberghiano Salvate il soldato Ryan (1998), quest’opera televisiva di
grande successo (purtroppo trasmessa in Italia in modo discontinuo e senza promozione), si avvale di
un commento musicale assai ispirato e trascinante del compianto Michael Kamen.
Il musicista americano ha composto lo score di tutti e dieci gli episodi, riuscendo a plasmare
un corpus musicale di sincera partecipazione emotiva. Nonostante l’indubbia influenza – per
ammissione dello stesso Kamen – del John Williams di Salvate il soldato Ryan (evidente
Michael Kamen soprattutto in “Band of Brothers Requiem”, che ricalca il celebre “Hymn to the Fallen”
Band of Brothers williamsiano), la partitura di Kamen si distingue per brillantezza orchestrale e una scrittura di
assai rara perizia. Le due lunghe suite in apertura del CD esauriscono il materiale ‘eroico’ della
(Band of Brothers - Fratelli
partitura, in cui notiamo echi di Aaron Copland, soprattutto negli impasti di ottoni e archi e
al fronte - 2001) nell’impostazione melodica del tema portante. I brani seguenti sono di natura contemplativa e
Play-Tone / Sony Classical / intimista: spiccano assoli di flauto, oboe, pianoforte e corno.
Sony Music Soundtrax SK 89719 La bravura con cui Kamen tiene in pugno la sottile intelaiatura timbrico-melodica riesce ad evitargli
20 brani - Durata totale: 69'55" di cadere nella classica retorica musicale ‘patriottica’ (nonostante qualche dovuta concessione allo stile
‘Americana’ più classico), con risultati talvolta davvero eccezionali (ad esempio “Parapluie”, un piccolo
gioiello di orchestrazione nel dialogo tra arpa, pianoforte e archi).
“Plaisir d’Amour” è una delle pagine migliori, affidata alla sola evanescente tessitura di un
coro di voci bianche. Ma è nella lunga “Discovery of the Camp” che Kamen mette in mostra
tutta la sua bravura di costruttore di drammi musicali e di superbo orchestratore, attraverso
lunghe linee melodiche e un’avvincente abilità contrappuntistica. Una bravura che, purtroppo,
ci mancherà sempre di più. Maurizio Caschetto
Michael Kamen 11
quattro mani con Eric Clapton, con il portante da alcuni estratti della Nona
pre-montato di Lethal Weapon (Arma Sinfonia di Beethoven, Kamen stenta ad
letale, 1987) a cui sta lavorando per il avvicinarsi alle immagini di un film che
regista Richard Donner. Quest’ultimo, dichiaratamente non lo attrae, arido di
convinto dal massiccio utilizzo della stimoli oltreché pesantemente
composizione come temp-track vincolato nella sua vestizione musicale
operato dal collaboratore, capitola dalle rigide e quanto mai manierate
nell’ingaggio di entrambi i musicisti. aspettative dei produttori, che
L’esclusivo risultato, in buona parte confinano l’incarico del musicista nei
dovuto alla giusta intuizione del restrittivi limiti di una mera
compositore di coinvolgere compilazione di archetipi musicali
nell’operazione anche il sassofonista d’effetto collaudato.
David Sanborn, accorda a Kamen Eppure l’eclettismo estetico di
l’incondizionata fiducia dell’industria Kamen aveva già da tempo palesato la
mainstream. sua incontrovertibile estensione,
In particolare, il personalissimo nonché l’originalità dei risultati, quando
blend classico/contemporaneo diventa sollecitato da opere di maggior
scenario musicale prediletto per caratura narrativa, soprattutto se
affreschi urbani ed action-movies, alimentate da un autentico respiro
generi nei quali il compositore epico. Sono pagine come quelle scritte
dimostra nel tempo gran per Highlander (Highlander - L’ultimo
dimestichezza: Someone to Watch Over immortale, 1986, di R. Mulcahy) o The
Me (Chi protegge il testimone, 1987, di Uno dei suoi temi più noti: Robin Hood, principe dei ladri Three Musketeers (I tre moschettieri,
R. Scott), Licence to Kill (007 Vendetta 1993, di S. Herek) a favorire l’eruzione
privata, 1989, di J. Glen), Last Action 1998, di A. Rickman), nell’afflato del più genuino stile kameniano, un
Hero (L’ultimo grande eroe, 1993, di J. malinconico di Inventing the Abbots linguaggio sfolgorante nella sua
McTiernan) e, non ultimi, i tre sequel (Innocenza infranta, 1997, di P. costruzione melodica, accattivante
del film di Donner. O’Connor) e nella candida ingenuità di nelle sue attraenti digressioni ritmiche,
L’inevitabile standardizzazione dei The Iron Giant (Il gigante di ferro, 1999, assolutamente notevole nelle elaborate
prodotti offerti alla penna di Kamen di B. Bird), preziosa incursione scelte d’orchestrazione (sempre
degenera però in una saturazione nei nell’animazione. supervisionate, se non personalmente
confronti del plot d’azione da parte Sottoscrizione evidente di questa curate, dall’autore) – una forma,
dell’artista, considerata anche la sua maturata insofferenza è senza dubbio insomma, che si compendia nelle
peronale vocazione alla ricerca l’esperienza di post-produzione per indicazioni d’esecuzione distribuite
melodica (“Non mi sveglio mai la Die Hard With A Vengeange (Die Hard – sulla partitura per il segmento “Training
mattina pensando ad inseguimenti Duri a morire, 1995), terzo e Montage” del film di Mulcahy: potente,
automobilistici, fortunatamente il mio conclusivo capitolo della saga distante, elegante.
risveglio è fatto di dolci melodie, e queste inaugurata da John McTiernan. Stilisticamente, l’approccio del
sono quelle che preferisco”), un Costretto da esigenze di sceneggiatura, musicista non si discosta dall’ottimistica
orientamento che si concretizza come per il primo episodio (servito crociata di un paladino sempre sincero
ampiamente nell’intimismo pianistico di comunque da un commento di grande nei confronti del proprio mandato,
The Winter Guest (L’ospite d’inverno, funzionalità), a derivare il tema impossibilitato a degenerazioni

“Central Services/The Office”, è il brano d’apertura dello score per Brazil. Caratterizzato dal
coinvolgimento ritmico delle macchine da scrivere – che, nello svolgersi sinfonico, giungono ad
una fattiva mimesi con l’impianto strumentale - è una dichiarazione d’intenti chiarissima,
spiazzante e intrigante allo stesso tempo.
L’interesse principale di Michael Kamen, nel predisporsi al visionario racconto di Terry
Gilliam, non si limita semplicemente ad un puntuale commento del fotografico (peraltro
adottato e sensibilmente risolto in episodi come “The Battle” e “Escape! No Escape!”, indicativi
dei germi ritmici che di lì a qualche anno sbocceranno in lavori di maggior respiro epico), ma si
Michael Kamen indirizza invece all’instaurazione di un gioco di corrispondenze tra le componenti sonore del
mezzo cinematografico (musica, dialoghi e sonoro), che non teme i necessari e frequenti
Brazil (id-1984) sbilanciamenti di dominio, relegando spesso l’impronta musicale ad ossequiante e formale
Milan 5050466 3084 2 9 scenografia dal sapore caricaturale.
20 brani – Durata totale: 38’30” Alla luce di tale criterio espressivo, quindi, attestano la propria funzionalità l’incedere regale
degli archi ironicamente esaltanti il dialogo in voice over di “Mr Helpman” o, addirittura, il
confinamento in archetipi muzak del bossa nova di “The Party (Part 1)”.
Kamen riconferma la supremazia dell’elemento melodico nella traduzione di solitudine
(“Waiting for Daddy”) e sentimento (“The Morning After”) del protagonista, senza trascurare
il represso ma bruciante desiderio di libertà che lo anima, ritornando con inventiva al celebrato
motivo di Ary Barroso, che oltre a dare il titolo al film riveste con vigore il ruolo di tema
portante.
Un raro esempio di arte concettuale applicata all’ottava arte, che in balia delle indecisioni
produttive da cui il film fu afflitto, rischiò nientemeno che l’appellativo di ‘rejected’.
Giuliano Tomassacci
12 Michael Kamen

Michael Kamen sul podio da direttore d’orchestra

barbariche da un innato rispetto per bisognosi di una scrittura più complessa (e ancora una volta il brano “Have You
l’arte prescelta, che vigorosamente e laboriosa. In questo senso offrono Ever Really Loved a Woman?” si
brandisce un vessillo riconducibile ad grande sprone all’autore lavori come tramuta in successo commerciale)
una opulente linea di corni e ottoni ben Suspect (Suspect - Presunto colpevole, confermando il cantante come uno dei
temperati. Gli stessi che accendono di 1987, di P. Yates), influenzato dal più affini tra gli artisti pop frequentati
vita propria il celebrato score per Robin peculiare vocabolario herrmanniano, e durante un percorso disseminato di
Hood: Prince of Thieves (Robin Hood specialmente The Dead Zone (La zona nomi come George Harrison (Shanghai
principe dei ladri, 1991, di K. morta, 1983), film per il quale venne Surprise), David Stewart (Rooftops -
Reynolds), considerato la punta di assunto in sostituzione di Howard Combat Dance), Herbie Hancock
diamante di un’intera carriera. Shore, compositore inizialmente (Action Jackson), Orbital (Event
Inizialmente pensata per una proposto dal regista David Cronenberg, Horizon), Queen (Highlander) e i
formazione di strumenti d’epoca e in ma rifiutato dal produttore Dino De Chieftains (Circle of Friends).
seguito diluita in un impianto Laurentiis. Kamen non fa comunque Aumentano la lista i già citati Clapton e
orchestrale tradizionale, la colonna rimpiangere il suo collega, conse- Sanborn, ulteriormente responsabili di
sonora deve la sua efficacia soprattutto gnando al lungometraggio tratto da aver stimolato il compositore nella
all’equilibrata interazione tra moduli di Stephen King la sua partitura più cupa e stesura di due tra le sue più riuscite
ampia magniloquenza ritmica e sensibili difficile. Una musica così disturbante composizioni ‘assolute’: rispettiva-
aperture romantiche, queste ultime che, durante il periodo di genesi mente il Concerto per chitarra e quello
culminanti in un intenso tema d’amore compositiva, i suoi vicini di casa, per sassofono, a cui si aggiungono una
che torna alla mente del compositore terrorizzati, lo implorarono di Overture per 200 monaci buddisti,
“da una pallida memoria, correndo smettere di suonare al pianoforte il un’opera per i percussionisti Kodo
intorno agli alberi come un bambino”, tema principale. giapponesi e la Sinfonia “The Old Moon
dopo averlo assillato per circa Altre incursioni in ambiti musicali in the New Moon’s Arms”, com-
venticinque anni. La canzone traslata estranei al tradizionalismo del film- missionata dalla National Symphony
dal tema in questione, “Everything I Do scoring statunitense, includono la Orchestra di Washington D. C.
(I Do It For You)”, affidata prestazione filo-tzigana per l’esordio nell’ambito delle celebrazioni per il
all’interpretazione dell’amico e alla regia di Robert Duvall, Angelo My nuovo millennio.
regolare collaboratore Bryan Adams, Love (1983) e, nel 1995, il formidabile Opere concettualmente e
benedice il successo commerciale dello score elaborato per Don Juan De formalmente molto distanti tra loro
score mantenendo il primo posto nella Marco, trionfante nella sua vivida che attestano l’inesauribile vena
classifica inglese per sedici settimane miscela di sapori ispanici, suggestioni artistica e l’immedesimazione creativa
consecutive e assicurando ai due artisti bizetiane e venature orientali, il tutto a incontenibile, raramente messe in
un Grammy Award. dispetto del difficile rapporto lavorativo discussione se non nel caso di colonne
Al curriculum del musicista non con il regista Jeremy Level. Per sonore giudicate inadeguate dagli
mancano comunque prove in territori l’occasione, Kamen ricorre nuovamente studios: è il caso delle partiture ricusate
cinematografici meno accomodanti, alle liriche e alla voce di Bryan Adams per Assassins di Donner, The Avengers
Michael Kamen 13
di Chechik e Tomb Raider di West. resa ufficialmente nota solo due mesi
Arrivando a saggiare completamente prima del decesso in occasione
questa infelice consuetudine dell’accettazione del premio Dorothy
hollywoodiana, Kamen viene a sua Corwin Spirit of Life Award.
volta chiamato, nel ’98, a scrivere le La morte non lo trova rassegnato o
musiche di What Dreams May Come (Al arrendevole. Al momento del decesso
di là dei sogni, di V. Ward) in Kamen è più attivo che mai, avendo da
sostituzione di Ennio Morricone. poco completato le registrazioni dello
Il musicista accetta l’incarico score per il western di Kevin Costner
rifiutando però di ascoltare il lavoro Open Range, e indaffaratissimo nella
precedentemente composto dall’artista stesura di altri due commenti. A
italiano, verso il quale avrà modo di sopravvivergli sono la moglie Sandra e i
sdebitarsi idealmente grazie alla due figli Sasha e Zoe, destinatari
successiva collaborazione con i abituali delle dediche all’interno delle
Metallica per il tour “S&M”, l’incipit del proprie pubblicazioni discografiche,
quale è una rispettosa riproposizione quali fonti principali della sua
de “L’Estasi dell’Oro” da Il buono, il ispirazione musicale.
brutto, il cattivo. L’album tratto Personalità positiva, gioviale ed
dall’operazione, dove naturalmente entusiasta – doti che hanno portato di
Kamen figura ancora una volta come recente un giornalista statunitense a
adattatore sinfonico e direttore della definirlo “l’uomo più felice, dolce e
San Francisco Symphony Orchestra, gentile” che avesse mai incontrato – il
raggiunge i vertici delle classifiche e Richard Dreyfuss in Mr. Holland’s Opus Maestro rimarrà nella sua arte un’icona
regala al compositore il suo terzo di dedizione e di rinfrancante
Grammy Award (per il brano “The Call specificamente composta per il film e ottimismo. Difficile non ricordarlo
of Ktulu”). insignita di un Grammy). sempre sorridente e vitale nelle sue
Il secondo riconoscimento da parte La sollecitazione dell’opera di Herek numerose apparizioni pubbliche, che si
della critica americana di settore era e la casuale scoperta della inadeguata trattasse di un concerto dell’UNESCO,
arrivato nel 1996 per la lodevole educazione musicale all’interno del ‘Queen Jubilee’ di Buckingham
applicazione del musicista al film dell’organismo scolastico americano, Palace o delle prime due edizioni del
[Link]’s Opus (Goodbye Mr. spingono il compositore a fondare, ‘Pavarotti and Friends’.
Holland, di S. Herek), vera e propria insieme allo stesso Dreyfuss, la Al rendez vous con il proprio
sublimazione del rapporto alchemico “[Link]’s Opus Foundation” con lo destino, Kamen ha in qualche modo
tra realtà e finzione cinematografica. scopo di donare fondi e strumenti chiuso in scacco matto la partita con la
Oltre a mostrare non pochi punti di musicali alle scuole più disagiate. morte: contro gli appena 55 anni di cui
contatto tra il protagonista e l’autore L’interesse alla divulgazione e quest’ultima si è impossessata, ci sono
delle musiche (entrambi ossessionati all’insegnamento musicale trovano almeno tre generazioni beneficiate dal
dal compimento della loro prima maggiore dimostrazione nell’operato patrimonio musicale dell’artista. Il
sinfonia, notevolmente influenzati dal svolto per la Young Musician paladino ha vinto la sua crociata, e con
fenomeno dei Beatles e, più che ogni Foundation, in veste di ‘composer in lui la sua musica.
altra cosa, innamorati del linguaggio residence’ per l’intero 2002, e
musicale), il lungometraggio aveva nell’insegnamento presso i corsi di
coinvolto Kamen in maniera musica da film della Royal Academy of Tributo in collaborazione con
assolutamente permeante, non solo Music di Londra, città da sempre
nelle fasi di scoring, ma anche in quelle prediletta dal compositore e CINEMA, FILM, CRITICA
di pre-produzione (il musicista istruisce conseguentemente eletta a domicilio.
l’attore Richard Dreyfuss alla direzione Città nella quale, il 18 novembre 2003,
d’orchestra) e di livello intermedio (nel un colpo apoplettico pone fine alle
finale, Holland dirige Kamen – nella tribolazioni causate da una sclerosi
fattispecie la Sinfonia Americana, multipla diagnosticata già da sei anni, e [Link]

Nell’accostarsi all’ultimo lavoro di un artista recentemente scomparso è molto difficile


mantenere un atteggiamento davvero obiettivo. E l’atmosfera di rarefatta serenità creata da
Kamen per il nuovo western firmato Kevin Costner tocca corde profonde, forse al di là del
valore intrinseco dell’opera.
Seguendo idealmente il percorso intrapreso con il commovente Band of Brothers si è optato
per un tema principale di una semplicità melodica quasi disarmante ma – come sempre in
Kamen – reso toccante dal sapiente uso dell’orchestrazione (“Open Range”), e senza mai
cedere a momenti enfatici.
Michael Kamen Riuscito il tentativo di creare un colore western senza saccheggiare l’ormai sterile territorio
coplandiano, a favore di tonalità quasi impressionistiche, sebbene screziate di alcuni momenti di
Open Range tensione (“Cat and Mouse”, “Gunfight”) o di malinconia (“Aftermath”). Paiono davvero una
(Terra di confine – 2003) sorta di “testamento spirituale” il calore e la dolcezza degli ultimi numeri del disco, quasi un
Hollywood Records 2061-62416-2 invito a fermarsi in compagnia di un cordialissimo e sorridente amico davanti ad una tazza di tè
22 brani – Durata totale: 51’30” (“Teapot”).
Pietro Rustichelli
14 Claudio Simonetti

Una
Rockstar
Techno di Gabrielle Lucantonio

Dario Argento, il più visionario


regista italiano, ha sempre dato
un gran peso alla colonna sonora
ed ha così chiamato Claudio
Simonetti da solo, senza Goblin,
per comporre la partitura del suo
ultimo thriller Il cartaio. Ed è di
nuovo un soundtrack innovativo,
che farà storia. Ripercorriamo
con uno dei musicisti italiani più Una inquietante immagine
noti all’estero, la sua interessante da Il Cartaio
di Dario Argento
carriera.

Lei è nato a San Paolo, in Brasile. mio padre e dei vicini di casa, per poi finito i soldi ed era impossibile
Che attività svolgeva lì suo padre passare alla chitarra che suonavo, alle rimanere lì, non c’era molto lavoro.
Enrico? feste dei ragazzi, con i gruppi Allora l’Inghilterra, nonostante fosse un
Mio padre era musicista, in Brasile dell’epoca per “rimorchiare”. Ma dopo paese all’avanguardia per molte cose,
come in Italia, faceva il direttore il pianoforte e le tastiere, lo strumento non era molto pronto ad accogliere un
d’orchestra, il pianista e lo showman che preferisco è il basso, che ho usato gruppo italiano che voleva suonare la
televisivo. Era molto popolare, negli in molti dei miei dischi Dance e non. propria musica. Insomma, eravamo un
anni ’50, aveva una sua orchestra e un Pur venendo da studi di musica classica po’ fuori luogo.
suo spettacolo che si chiamava non ho mai disdegnato il rock e il pop. Al nostro rientro, grazie a mio padre
Simonetti Show. Ed è durato molti anni Enrico, abbiamo firmato un contratto
con grande successo, fino al suo ritorno Ha fatto parte di un gruppo discografico con la Cinevox Record che
nel Belpaese che avvenne nel 1963. Il chiamato Il Ritratto di Dorian si offrì di produrci l’album di
suo successo fu quasi immediato. Gray, poi ha creato gli Oliver (con Oliver/Cherry-Five e grazie a questo
Fabio Pignatelli al basso e Massimo abbiamo conosciuto Dario Argento!
A che età ha cominciato a Morante alla chitarra, due dei
studiare il pianoforte? futuri Goblin). Perché avete deciso Ci parli un po’ di questo
Ho iniziato gli studi musicali a 8 anni, di andare a tentare la fortuna in incontro…
un po’ “obbligato” dalla mia famiglia; Inghilterra? Dario Argento si era messo alla
ma poi, annoiato dal solfeggio, l’ho In Italia il panorama del rock, ricerca di un gruppo per il suo ultimo
abbandonato a 10 anni per poi nonostante i vari gruppi esistenti, non film, Profondo rosso. Il direttore della
riprenderlo (questa volta di mia era il massimo per noi. Imperversava la Cinevox, Carlo Bixio, fece ascoltare a
spontanea iniziativa) a 12 anni, musica commerciale, proprio come Dario i nostri demo. Entusiasta decise
iscrivendomi al Conservatorio di Santa ora, e non c’era molto spazio, così di farci suonare le musiche
Cecilia di Roma. soprattutto alla radio - che allora era composte da Giorgio Gaslini. Entrati in
predominio della RAI - per la musica studio abbiamo iniziato ad arrangiare i
Si è quindi diplomato in compo- rock progressive. pezzi, ma dopo la lite tra il regista e il
sizione e in pianoforte… Così abbiamo pensato, come già compositore ci è stato chiesto di
Si, in entrambe le materie. aveva fatto la PFM, di andare a Londra, ultimare la colonna sonora del film.
patria della musica suonata dai gruppi Abbiamo così scritto i temi “Profondo
Quando ha cominciato ad che ascoltavamo e che ci ispiravano. rosso”, “Death Dies” e “Mad Puppet”.
interessarsi ad altri strumenti, ad
altri tipi di musiche? Come è stato il ritorno? I giornali attribuivano spesso il
A 14 anni ho suonato la batteria per Siamo ritornati in Italia perché non brano “Profondo rosso” a Giorgio
un certo periodo, con grande orrore di potevamo più stare a Londra, avevamo Gaslini. Come vivevate questa cosa?
Claudio Simonetti 15
All’inizio questo succedeva perché Ci parli di Suspiria. Come deve essere la musica di
sui titoli del film e nelle prime stampe Come ha lavorato alla colonna un film horror?
del long-playing, c’era scritto che la sonora ? Di solito, quando mi fanno questa
musica era di Gaslini, eseguita da noi. Dopo il successo di Profondo rosso, la domanda, rispondo che non esiste una
Poi, con le nuove ristampe del disco e Cinevox e Dario Argento ci hanno musica horror specifica, ma alcuni
alcuni comunicati stampa, abbiamo lasciato carta bianca. Eravamo chiusi elementi che si possono adattare
chiarito l’equivoco con il pubblico. negli studios, con molto tempo a all’horror. La nostra musica veniva dal
disposizione. Sperimentate nuove rock progress degli anni ‘70, con tutte le
Quante copie di Profondo rosso sonorità durante la realizzazione della influenze di allora: gli Yes, i Genesis,
avete venduto finora? colonna sonora, richiedemmo il Moog Emerson Lake & Palmer, i Deep
Il disco ha cominciato a vendere System 100 (quello che utilizzava Keith Purple… Da lì abbiamo trovato questo
tantissimo (un milione di copie solo il Emerson) assieme a un tecnico, il stile che si è affinato piano piano nel
primo anno) circa nove mesi dopo maestro Felice Fugazza, che tempo. Per esempio, se ascoltiamo
l’uscita; ecco perché ci eravamo separati, programmò il tutto. Utlizzammo il bene il tema, proviamo delle emozioni,
non pensavamo mai che avrebbe avuto Buzuki greco (Morante), il Tabla delle sensazioni e lo vediamo collegato
un successo così eclatante e duraturo nel indiano (Pignatelli), il Mellotron, la al film. Ma proviamo ad immaginare il
tempo. Siamo partiti in tournée con Celesta, il Minimoog, l’organo tema di Profondo rosso al di fuori del
Riccardo Cocciante nel novembre 1975, Hammond, il mio carillon. Abbiamo film; se fosse stato un brano a sé, non
dovevamo essere il gruppo di supporter, utilizzato anche una bacinella di ferro avrebbe dato la stessa sensazione di
ma mentre eravamo alle prime date, il piena d’acqua; e con dei colpi la paura alla gente. I film horror, quelli
disco salì al primo posto delle classifiche facevamo muovere. vecchi, erano sicuramente più marcati,
e ci rimase per ben 15 settimane Mi ricordo che venne una signora con musiche eseguite da un’orchestra
(abbiamo il record di permanenza al greca che si chiamava Irene Malatesta; sinfonica, con grosse note. Invece da un
primo posto nella storia della musica portò una filastrocca antica di arpeggio carino è venuto fuori un tema
italiana). In tutto, l’album ha venduto tre stregoneria. C’erano dei versi che che ha spaventato la gente, perché era
milioni di copie. parlavano di tre streghe che si in ogni modo collegato al film.
Come Goblin abbiamo fatto due film con sedevano sul ramo di un albero e così In Suspiria, c’era quell’arpeggio col
Argento: Profondo rosso e Suspiria, poi via. Da questa è nato il motivetto di carillon. Altre volte abbiamo creato dei
due Lp, Roller e Il fantastico viaggio del Suspiria. C’è la mia voce camuffata, che brani con delle caratteristiche più
bagarozzo Mark, Zombi di George recita questa poesia in inglese. Con un spaventose; per Zombi ad esempio,
Romero e altri film quali Amo non amo di arpeggio sotto, è venuto fuori il tema facemmo una musica più pesante,
Armenia Balducci, Squadra antimafia e principale. dovevamo sottolineare l’arrivo dei
Squadra antigangster di Bruno Corbucci, morti viventi. Ci sono delle
La via della droga di Enzo G. Castellari, Dario Argento ha partecipato caratteristiche che si possono rendere
Wampyr di George Romero… almeno alla stesura della musica? maggiormente con l’orchestra. Se
quelli a cui ho partecipato io e poi altri, No. vediamo Psyco, il film di Hitchcock la
senza di me.

E’ diventata mitica la tournée fatta Aneddoti tra le note...


con Riccardo Cocciante. Il quotidiano
“Paese sera” del 13 novembre 1975
dice: “Pieno completo al Teatro
Olimpico allo spettacolo inaugurale
della tournée che il cantautore
Riccardo Cocciante e il complesso dei
Goblin faranno in tutt’Italia, mentre
un folto gruppo di persone ha fatto
ressa a lungo dinanzi al teatro nel
tentativo di entrare. Per evitare
possibili disordini gli organizzatori
hanno chiesto l’intervento della
polizia, per cui, senza incidenti, lo
spettacolo è iniziato con oltre un’ora
di ritardo”. Cosa ricorda di questa
serata?
Eravamo emozionatissimi, fuori
c’era più gente del previsto e i biglietti
erano finiti. Per evitare tafferugli a un
certo punto il teatro ha deciso di aprire
le porte causando un notevole ritardo A proposito dei Goblin
all’inizio dello spettacolo. Cocciante
era all’apice della sua carriera e noi “La colonna sonora di Profondo Rosso, nel 1975, l’ho affidata ad un gruppo di
eravamo entrati al primo posto della hit allora ventenni, i Goblin, dopo che non ero riuscito a mettermi d’accordo con i Pink
Floyd e i Deep Purple impegnati in una tournée che non finiva mai.”
parade proprio in quei giorni, può
Dario Argento
immaginare quello che è successo.
16 Claudio Simonetti

cui musica ha segnato un’epoca, la La mia carriera di musicista ha


colonna sonora di Bernard Herrmann conosciuto uno dei momenti più
era davvero spaventosa. Tutto ero prestigiosi quando, nel gennaio 1984,
sottolineato. Era la caratteristica di sono stato chiamato a comporre le
molti film horror. musiche e a dirigere una grande
orchestra, nella trasmissione Buon
Dario Argento, Lamberto Bava, compleanno TV, con la partecipazione
Ruggero Deodato… Come ha dei più grandi nomi dello spettacolo.
lavorato con questi registi?
Dario Argento è stato quello più Ha diretto l’orchestra per il suo
scrupoloso per le musiche. Gli altri non ultimo CD Live… or Dead; pensa di
li vedevo mai. Ho lavorato con Lucio rifarlo in un progetto futuro?
Fulci, e non l’ho mai conosciuto. Dirigerò una grande orchestra per la
Realizzò un film che si chiamava registrazione della musica che ho
Conquest e litigò con la produzione, ho realizzato per accompagnare il
così lavorato con il suo montatore, che Nosferatu di Murnau. Utilizzerò anche
mi diceva dove dovevo mettere i pezzi. alcuni strumenti elettronici.
Con Ruggero Deodato ho realizzato
quattro film; veniva in studio ogni Per il tema di Phenomena, lei ha
tanto. Molto spesso i registi mettono utilizzato la musica elettronica con
sopra alle loro scene musiche di una voce di soprano...
riferimento, il più delle volte queste Claudio Simonetti nel 1970 Ignoro perché, ma ho avuto
erano mie, era facile lavorarci sopra. quest’idea... l’ispirazione del momento.
La musica dance la suonavano grandi Ho sempre desiderato utilizzare una
Lei utilizza spesso un particolare artisti come i Bee Gees, Barry White, voce lirica con un pezzo di musica
procedimento di scrittura musicale: Cerrone, Giorgio Moroder. rock. E poi avevo conosciuto
una nota bassa che rimane identica Ero affascinato da questo nuovo un’eccellente cantante, Pina Magri, che
durante i cambiamenti di accordi sound. Con i Goblin, non avevamo più ha dato la sua splendida voce a
successivi. Un esempio è il tema nulla da dirci musicalmente. Il mio Phenomena.
principale di Zombi. incontro con Giancarlo Meo è stato
E’ Bach! Ho studiato molto, è il mio decisivo. Abbiamo conosciuto grandi Il gruppo dei Goblin si è riunito
compositore prediletto, penso che sia il più successi producendo gruppi come gli per la parentesi di Non ho sonno…
gran genio della storia della musica; tutti Easy Going, i Capricorn, i Kasso e la Sono andato con Dario al festival del
sono stati influenzati da questo genio della cantante Vivien Vee. film fantastico di Sitges (Barcellona), nel
composizione, anche nella musica jazz. 1999.
Ha scritto anche la musica del Durante il viaggio, Argento mi ha
In concerto, col suo nuovo pezzo Gioca jouer di Claudio chiesto se era possibile riunire i Goblin
gruppo Daemonia, suona spesso la Cecchetto… per il nuovo film che stava preparando.
Toccata e fuga in re minore… Si, è stato un grande successo. Però è stato un lavoro difficile. Come al
Si, perché può essere considerata solito, non sono andato d’accordo con
una musica del terrore. Si è parlato molto dei gli altri del gruppo. Eravamo come due
cinquant’anni della RAI. Nel 1984, fidanzati che si rimettono insieme, ma
Lei ha lasciato i Goblin per fare lei diresse un’orchestra di 50 che portano con loro i vecchi rancori.
della dance-music. Ci parli di elementi per festeggiarne i trenta Musicalmente, inoltre, non abbiamo
questo periodo… in televisione con Pippo Baudo… più gli stessi gusti.

E’ la prima volta che il compositore italo-brasiliano Claudio Simonetti realizza da solo


un’intera colonna sonora per Dario Argento: settantuno minuti di musica di ispirazione techno
che funzionano perfettamente con le immagini create dal maestro italiano del brivido.
Per l’occasione, Simonetti ha rispolverato tutte le sue tastiere e i suoi synth “vintage”, dal
Minimoog all’organo Hammond B3, dal piano Fender al PPG, miscelandoli ai nuovi suoni
dell’ultima generazione di synth, campionatori, drum machines e computer. Questi fanno eco
alle innovazioni tecnologiche dell’ultimo film di Argento: alla forma e all’utilizzo di illuminazioni
naturali e al contenuto, ovvero le chat-line, le webcam, il videopoker, le tecnologie moderne.
Claudio Simonetti Sarebbe sbagliato pensare che la colonna sonora di Il cartaio sia solo un esperimento in
ambito “techno”, senza alcuna personalità compositiva, nel quale non si possa riconoscere
Il cartaio (2003) l’anima del grande compositore: il suo sound è tuttora vivo, presente, e riecheggia nel tema
Deep Red DR004 principale del film, nell’utilizzo della voce di un soprano (come in Phenomena e in Opera), e nei
28 brani – Durata totale: 71’32” momenti più romantici come “Anna and John”, dove il tema viene trasformato in inno all’amore.
“John’s Theme” e “Anna’s Book” confermano che Claudio Simonetti ha un suo sound,
riconoscibile soprattutto quando si siede davanti a un pianoforte.
Peccato che le incursioni del compositore nel cinema siano così rare. Anche per questo la
colonna sonora del Cartaio è un CD da non perdere.
Gabrielle Lucantonio
Claudio Simonetti 17
Quali sono state le richieste di
Dario Argento per Il cartaio?
Mi ha espressamente chiesto di fare
la musica solo con strumenti elettronici
visto che la storia del film verteva su
Internet e sulle partite a poker col
computer.
Abbiamo ascoltato insieme molti
CD di musica elettronica e quindi ho
cercato di seguire una certa linea voluta
dal regista, anche se però alla fine ho
cercato di rendere la mia musica un po’
meno “fredda” di quelle ascoltate
insieme.

Per la prima volta, lei ha avuto la


sceneggiatura e ha potuto assistere
alle riprese del film. Cosa ha
cambiato nel suo modo di lavorare?
Ciò mi ha permesso di lavorare Claudio Simonetti e Sergio Stivaletti (effetti speciali) sul set de Il Cartaio
meglio alla colonna sonora.
Bisognerebbe fare sempre in questo idee e per questo gli ho dedicato il giovane costretta a correre scalza e
modo, ma spesso i registi italiani brano “Fasan Techno”. seminuda per i boschi. E’ stata una
pensano a contattare il compositore bellissima esperienza, mi hanno
solo quando le riprese ed il montaggio Ha recitato nel film I tre volti del truccato il collo in modo che potessi
del film sono ultimati. terrore di Sergio Stivaletti. essere divorato dai denti aguzzi del
Sergio mi ha chiesto di fare una licantropo e poi… per farmi morire
Ha collaborato molto con il parte in uno dei tre episodi del suo film, davanti alla macchina da presa
montatore Walter Fasano. Qual è dove il protagonista e cacciatore di sputando tanto sangue (la buonissima
stato il suo apporto alla colonna licantropi è John Philip Law (Diabolik di amarena Fabbri per l’occasione); che
sonora? Mario Bava, Barbarella di Roger Vadim), emozione, sembrava vero!
Fin dall’inizio ho avuto con Walter e naturalmente ho accettato subito: era
un bel rapporto fatto di stima, simpatia troppo divertente per rifiutare. Recito Quali sono i suoi progetti?
e amicizia. Ci siamo capiti subito, fin dal la parte di un riccone che si trova nella Sto realizzando il terzo CD col mio
primo giorno. Andavo spesso in sua villa e durante una serata fuori, in gruppo, i Daemonia. Conterrà
moviola a provare sulle scene i vari piscina, in compagnia di una bella soprattutto brani inediti, e poi c’è il
pezzi che stavo scrivendo, e devo dire ragazza, viene assalito e “divorato” da progetto del Nosferatu, come ho già
che anche lui mi ha dato un sacco di un licantropo che inseguirà poi la detto prima.

Filmografia essenziale di Claudio Simonetti


Compositore, pianista e arrangiatore (San Paolo del Brasile, 19 Febbraio 1952)
Anno Titolo Regista

come Goblin:
1975 Profondo Rosso dI Dario Argento
1977 Suspiria di Dario Argento
1978 Martin di George [Link]
1978 La via della droga di Enzo G. Castellari
1978 Squadra antimafia di Bruno Corbucci
1979 Zombi di George A. Romero
1979 Squadra antigangster di Bruno Corbucci
2001 Non ho sonno di Dario Argento

come Claudio Simonetti:


1982 Tenebre di Dario Argento
1982 I nuovi barbari di Enzo G. Castellari
1984 Phenomena di Dario Argento
1985 Demoni di Lamberto Bava
1985 Inferno in diretta di Ruggero Deodato
1986 Morirai a mezzanotte di Lamberto Bava
1987 Opera di Dario Argento
1987 Camping del terrore di Ruggero Deodato
1992 The washing machine di Ruggero Deodato
1998 The Versace murder di Menahem Golan
2002 Apri gli occhi e... sogna di Rosario Errico
2003 Il cartaio di Dario Argento
18 Manuel De Sica

Il Mo Manuel De Sica
durante l’intervista

Un compositore
gentiluomo di Massimo Privitera e Pietro Rustichelli

Nell’avveniristica struttura dell’Incubatore di Città della Scienza a Bagnoli (Napoli), a dicembre,


si sono svolte le ‘Giornate di formazione avanzata per la musica e lo spettacolo - De Sica incontra
Napoli’. In tale circostanza la redazione di Colonne Sonore ha avuto l’immenso piacere e onore di
poter intervistare il Maestro Manuel De Sica, relatore dei seminari sulla musica per le immagini.
Candidato all’Oscar per il pluripremiato film Il giardino dei Finzi Contini, Manuel è figlio del grande
attore e regista, Maestro del Neorealismo italiano, Vittorio De Sica.

Come nasce il compositore Manuel canzone da film, cosa che non accadde mai quando mi fanno sentire i dischi di altri,
De Sica? per il cinema americano. Così ho esordito. perché hanno fatto le prove durante il film e
Con fatica, il cognome che porto è senza vorrebbero un pezzo uguale a quello
dubbio un handicap per affermarsi nel Dopo questo grande esordio, quali ascoltato. E’ una cosa molto diffusa.
mondo dello spettacolo. sono state le tappe più importanti?
Se non fosse stato per Marcello Da Il giardino dei Finzi Contini non c’è Ciò non è gratificante…
Mastroianni, che durante le riprese di stato alcun problema, e anche per la John Williams mi ha detto che gli
Amanti [regia di Vittorio De Sica – N.d.R.], produzione degli ultimi sei film di mio padre. succede. Spielberg gli fa sentire un pezzo
mi invogliò esortandomi: “Ma a te che te ne Dopo la sua scomparsa, tutti i suoi colleghi suo o di qualcun altro, preso da chissà dove,
frega di tuo padre e di ciò che pensa, e di – Comencini, Dino Risi, Steno, i figli di Risi, i e lui glielo deve fare uguale. Accade a
questo film americano. Tu metti un bel Vanzina – mi hanno messo alla prova, ed è Williams, quindi uno non si deve sentire
pezzo di musica nella copia lavoro, e poi stata durissima. I registi con cui lavoro più particolarmente vessato. I registi si
vediamo quello che succede”. Seguii il suo spesso sono Enrico Oldoini, e mio fratello affezionano, e non avendo la possibilità di
consiglio, orchestrai per archi il brano – Christian. Inoltre ho avuto la possibilità di trasmetterti la loro musica a parole o coi
avevo 19 anni - e lo inserii nel film. Chi collaborare con Chabrol e Rossellini, grandi suoni, ti fanno ascoltare un disco simile a ciò
finanziava Carlo Ponti [il produttore – Maestri che sapevano come fare un film. Ti che desiderano. Questo toglie gran parte
N.d.R. ], era la montatrice di Via col vento. affidavano il compito di musicarlo ed erano della creatività e dell’ispirazione. Un
Quando venne a vedere la pellicola in copia sicuri che non glielo potevi rovinare, tutt’al musicista dovrebbe vedere un film montato
lavoro affermò che sarebbe stato un fiasco. più solo migliorare. Ciò accade ancora oggi senza alcuna musica, cosa che invece non
“Non funziona”, disse, “anche se ci rimetto con tutti i registi con i quali ho un gran succede quasi mai.
le mani io che sono una montatrice. L’unica sodalizio. Un bel gesto di fiducia da parte di
cosa che mi piace è il tema principale del chi mi conosce. Le rogne vengono da quelli Scrive prima al pianoforte e poi
film”. E mentre Mastroianni se la rideva che hanno troppi dubbi, oppure dai elabora le orchestrazioni o concepisce
sotto i baffi, Carlo Ponti annunciava la debuttanti. Ci sono i giovani che si in modo orchestrale fin dall’inizio?
scoperta di un nuovo talento musicale: il spaventano, ed è giusto che sia così; cerco Leggo i copioni, compongo un tema e ne
mio. Il tema fu mandato a Ella Fitzgerald che di metterli a loro agio, di capire cosa faccio un provino, scrivo il playback per il
accettò di cantarlo. Fu la prima volta che la vogliono per cercare di seguire il loro sincrono delle immagini. Alla fine vedo il
cantante americana interpretava una mondo, il loro immaginario musicale. Anche film, prendo i tempi, provo la musica sulle
Manuel De Sica 19
parti principali che m’interessano. l’apice del suo sodalizio artistico, Nel 1989 ha vinto il Globo d’Oro per
Successivamente scrivo su un quaderno in iniziato con Amanti del 1968, con quel Ladri di saponette di Nichetti, nel 1992
cui sintetizzo l’orchestrazione che poi grande regista che era suo padre, il Nastro d’Argento per Al lupo al lupo
stenderò su carta. Ma prima di fare tutto Vittorio De Sica… di Verdone e nel 1996 il David di
questo lavoro, annoto su di un quadernetto Io non ritirai la nomination, perché in Donatello per Celluloide di Lizzani. Che
i segmenti seguiti secondo per secondo, quel periodo avevo la fobia degli aerei. La importanza dà a questi premi?
minuto per minuto (questo me lo ha prese a casa di Johnny Mathis mio fratello Ho vinto anche un Premio Bernstein
insegnato Henry Mancini, ed è un sistema Christian. Perché finì da lui a New York, non [Leonard – N.d.R.]. Mi regalarono un
infallibile!); segno anche la chiave di basso, le si sa ancora bene il motivo. pennone della Mont Blanc, quella con la
armonie, i passaggi alla strumentazione per Il rapporto con mio padre era bellissimo, chiave di Sol, che era la penna simbolo di
archi. Se si presentano molti numeri, perché lui amava molto le dissonanze, Bernstein; io l’ho persa, ma non mi dispiace,
spartisco il compito con un co- odiava gli accordi risaputi. perché la trovavo una cafonata incredibile.
orchestratore che, considerata la chiarezza I miei temi, con questa trappola della
con cui scrivo gli sketch, sa benissimo come modulazione imprevista, come una sorta di Nella sua carriera ha scritto musiche
deve fare a stendere le battute, oppure deviazione, erano la cosa che lui preferiva. per registi italiani importanti. Con chi si
faccio tutto da solo. Per quanto riguarda la Mi succede anche quando scrivo racconti: è sentito più a suo agio o, almeno,
direzione, se posso permettermi un sono tutti col ribaltone finale. Poi, magari, ritiene di aver raggiunto un buon livello
direttore è meglio, perché di solito lui non quel cambiamento lo avverte soltanto un artistico?
sente niente, dirige soltanto l’orchestra. In musicista o un amante di musica da film. Gli Con tutti in egual misura. Mi sono
realtà, chi sta in regia comanda e può accordi, per esempio, non servono al regista divertito tanto con Steno; una volta mi
fermare e registrare in self-sync. Preferisco o alla pellicola; quello di cui hanno bisogno è chiese di fargli un pezzo ironico geloso. Era
la regia. Il più delle volte esce il CD di una il timbro, l’altezza, la velocità, il colore, la prima volta che sentivo una richiesta del
colonna sonora con su scritto “diretta dal l’atmosfera che quell’arrangiamento genere, così misi un clarinetto basso nella
compositore”, ma io non credo che determina. I registi non sanno cosa sta scena del suo film dove Carlo Giuffrè
nell’ambito della musica da film sia succedendo dal punto di vista degli accordi, camminava. La musica purtroppo si scrive,
necessario fare queste cose, l’importante è e meno male che ne sono all’oscuro. non è come il dialogo che si può cambiare al
che funzioni. Per cui, se posso stare in regia volo nel doppiaggio. Se non va bene, ci
a fermare chiunque, a rifare, mi aggrada di Qual è il rapporto lavorativo con suo metti un “tappo” di pianoforte, che va per la
più. Io non scrivo mai un pezzo ripetuto. fratello Christian, quando lei scrive la maggiore, così si cambia subito atmosfera e
Ogni segmento, ogni arrangiamento è per musica per i suoi film da attore-regista? il gioco è bello che fatto. Mi ricordo di una
una scena specifica, anche se ho ricopiato Mio fratello ama molto la musica, è un cosa bellissima che mi disse una volta un
me stesso in certi punti per otto battute, ho grande cantante e un bravo attore e montatore, inventandosi un nuovo termine
cambiato alcune parti. Dopodiché con la ballerino. Quando lavoro per lui, la musica si (i montatori sono quelli che comandano in
nuova tecnologia musicale si può ancora sente anche troppo, e allora gli dico di moviola e se non gli piace un pezzo di
riscrivere e montare la musica in modo remixarla, di tirarla un po’ giù. Perché lui sta musica lo tagliano subito via): “Non avresti
diverso. Oggi è estremamente facilitato il sempre con la cuffia, con gli altoparlanti qualcosa di meno in calando?”, intendendo
compito creativo di portare il film ad un alto accesi. A Christian piace il pezzo arrangiato dire che il brano da me composto era
livello di sincrono. A certi registi, come a tempo. Apprezza un certo tipo di musica, noiosissimo. Non voleva dire né in
Oldoini, il fatto di avere tutte le immagini a non sconfina mai nel classico. Io invece, se diminuendo né in crescendo, ma in calando.
sincrono li fa impazzire, perché questo di non devo scrivere musica mia, ascolto Una rottura di scatole, insomma.
solito non succede. E poi, io sono un po’ a continuamente Bach, Brahms,
metà tra la musica enfatica degli americani e Beethoven… insomma le quattro “B”, Ci vuol raccontare la sua esperienza
la musica piatta, che c’è e non c’è. Non sono perché la quarta è Bartok. E anche il caro come regista di TV-movies?
invadente, ma a chi piace scrivo in maniera Ravel, che per me è stato un Maestro per Ho fatto un training. Ci sono stati dei
più preponderante. Sono anche una quel che riguarda la musica per il Cinema. periodi della mia vita, anche dopo il
persona che sostiene, non per quel che
riguarda il linguaggio televisivo, la misura nel
film, cioè sono pronto a difendere un
silenzio, piuttosto che un brano musicale.
Perché la troppa musica non si nota più, non
fa più effetto, e diventa uno sbaglio. Bisogna
avere una sensibilità appropriata, annusare il
film per quello che sta esprimendo,
fregartene in quel momento della musica,
anche se è la tua parte migliore.

A che punto della lavorazione del


film è solito intervenire?
Il regista si porta in tasca qualche
provino, prima di cominciare. Poi interviene
a film ultimato, dato che noi compositori
siamo dei sarti, prendiamo le misure e
facciamo il vestito alla pellicola.

Il 1971 è l’anno della Nomination


all’Oscar per la colonna sonora de Il
giardino dei Finzi Contini, vincitore nella
categoria film straniero, che segna Dominique Sanda e Fabio Testi ne Il giardino dei Finzi Contini
20 Manuel De Sica

successo de Il giardino dei Finzi Contini, in deluxe, con effettoni e il THX, ed esci
cui ho fatto il documentarista e il fotografo. rincretinito. Quelli che non ti deludono mai
Ho due hobby, due attitudini particolari, sono gli inglesi; non so perché, dopo aver
fotografare e scrivere. Mi piace la visto un loro film ti senti sempre premiato.
letteratura, soffro di insonnia e leggo Il film “Camera e Cucina”, che è la nostra
molto, non so se più partiture o libri. Mi specialità, se non ha dentro dei contenuti
ammalo apposta per leggere. Allora ho forti comincia a diventare noioso; anche chi
fatto questo training, e ho girato dei piccoli emula il Neorealismo di mio padre, se non
film di fiction, per capire la figura del racconta una storia importante, è
regista, i compiti che ha, a che cosa va insopportabile. Negli anni ’60 gli
incontro. E dopo tutto questo piccolo pseudointellettuali, senza il minimo senso
allenamento sono tornato a comporre della macchina da presa, hanno girato film
colonne sonore. Avevo 13 o 14 anni che hanno incassato 30.000 lire. Io stesso ho
quando vidi al cinema La donna che visse musicato alcune di queste pellicole, che
due volte di Hitchcock; in quel momento sono scomparse dalla circolazione. Sparite.
decisi che da grande avrei voluto fare la
musica da film, perché tutte le parti dove Leggendo la sua filmografia le
lo score di Bernard Herrmann descriveva il commedie scanzonate la fanno da
pedinamento di Kim Novak da parte di padrone, ma lei ha anche musicato due
James Stewart mi fecero trasalire. Era Vittorio De Sica horror cult: Sette scialli di seta gialla del
l’effetto speciale numero uno nel Cinema. 1972 di Pastore e DellaMorte
confidò di essere un ingenuo: “Noi DellAmore del 1994 di Soavi. Qual è
A tutt’oggi sono dodici le pellicole italoamericani, quando diventiamo stato il suo approccio compositivo?
del regista Enrico Oldoini per cui lei ha importanti, siamo delle bestie, figurati un Di Sette scialli di seta gialla hanno da
composto le musiche. Un altro lungo uomo di colore come Quincy Jones ora che poco ristampato il CD (recensito a pag.
sodalizio… ha il potere!”. Non lo chiamai più, e fu un 21). Era un film alla Dario Argento.
Oldoini è il mio migliore amico, vero peccato perché mi piaceva tanto. Invece DellaMorte DellAmore è stato una
soprattutto una persona con cui lavoro da L’America è piena di gente che s’illude di scommessa, perché la mia ex moglie
vent’anni. Ha finito un film che s’intitola 13 a essere Dio! Ma non solo i musicisti, anche produsse il film, e non parlava affatto di
tavola con un bel cast di attori, tra cui coloro che fanno parte dei grossi studios, gli volermi come compositore, anzi la
Giancarlo Giannini, e inoltre sta ultimando, avvocati, i produttori di serie televisive sono produzione desiderava avere i Tangerine
con Virna Lisi, uno sceneggiato per Rai Uno insopportabili. Per questo ho rinunciato ad Dream. Alla fine il socio di mia moglie mi
dal titolo Casa Viani. Dovrò lavorare su essere il Compositore della Settimana. Tanti chiese di fare la colonna sonora, perché
questi due progetti al più presto. Mi ricordo attendono solo questo, ma è dura, perché la pellicola doveva uscire e il gruppo dei
che Enrico al suo primo film come regista, se ne fanno una fissazione e aspettano con Tangerine Dream non era interessato al
con Carlo Verdone, era così emozionato trepidazione. E’ una corporazione paurosa, progetto. Quindi, andai immediatamente
che io gli regalai il mirino di mio padre, con quella dei musicisti. Tra di loro c’è una in uno studio di registrazione
su scritto “Vittorio De Sica”. L’ha chiuso in guerra terribile! Non si entra con facilità nei pluriattrezzato di Amedeo Tommasi,
una teca e, ovviamente, non lo porta mai territori di Goldsmith, di Elfman. Sono pieno di espander, e composi le musiche,
con sé sul set, ed io gli dico sempre di anche troppi e, diciamoci la verità, fanno seguendo i gusti di Michele Soavi. Ho
usarlo, e lui mi risponde: “‘Tu sei pazzo! Mi tanta musica uguale a se stessa. Si creato un vero e proprio patchwork che
hai regalato un oggetto prezioso”. Per somigliano. Se torniamo indietro nel tempo, ha funzionato benissimo.
Oldoini mi sono sempre mosso, anche per tra Bernard Herrmann e Johnny Mandel
organizzargli la riuscita di un film, come nel c’era differenza. Oggi tutti si rifanno al Qual è il genere cinematografico con
caso di Una botta di vita con Alberto Sordi. pezzo di John Williams che apre Guerre cui si trova più a suo agio?
Oldoini voleva come attrice protagonista la stellari, la via allo straussismo per eccellenza, Le commedie. E poi i thriller, che sono
Bancroft, e io andai a chiamare Mel Brooks il pieno orchestrale in senso malheriano, sempre ben disposto a fare; ne ho uno che
[marito di Anne Bancroft – N.d.R.] in elefantiaco. Tanto è vero che gli bolle in pentola, con un regista esordiente,
America per parlare con lei. Brooks mi orchestratori di questi signori mi dicono che una storia morbosa, strana. Mi piacciono le
disse: “Ma Sordi lo sa parlare l’inglese?” E io ormai l’organico di base di un’orchestra pellicole sentimentali, drammatiche,
gli risposi: “Ma chi se ne frega”. Poi non se sono otto corni, quindi un’orchestra tragiche, oppure le commedie: basta che
ne fece più niente. wagneriana, da paura. Per poi fare dei abbiano un loro appeal. Anche se ormai il
grandi accordacci per combattere gli effetti nostro grande parco lavoro è la miniserie
Qual è il suo rapporto con speciali. La potenza fonica di 120 persone televisiva. Oggi la nostra ambizione è quella.
Hollywood e i suoi autori? contro il sonoro possente di cannonate, Aspetto l’ultimo lavoro di Carlo Lizzani, che
I miei più grandi amici americani sono laser e quant’altro. Non è più far musica: è inizierà a girare a marzo Le 5 giornate di
stati Mel Brooks e Robert Altman: già alla un chiasso sinfonico ben organizzato! Certo, Milano, un grande film in costume. C’è in
mia seconda telefonata li avevo alla se mi trovassi anch’io di fronte a un film del ballo un altro remake de La corona di ferro.
cornetta. Non mi hanno mai detto: “I’ll call genere sarei costretto a fare chiasso. La Speriamo che mi vogliano, come dicono, e
you back”. Lo fanno tutti a Hollywood, sono pellicola di respiro epico è coperta che sia un’occasione per dare il meglio di
sempre pronti a chiederti qual è il motivo musicalmente a tappeto, non c’è un attimo me. A mio modo, se veramente dovessi fare
della telefonata. Addirittura quando chiamai di tregua. Howard Shore, tra un film di il film La corona di ferro, il mio Signore degli
Quincy Jones, la sua segretaria mi disse che David Cronenberg e la trilogia de Il signore anelli lo sto mettendo in programma. Non
dovevo mandare un fax, e loro degli anelli, si sarà trovato a far strumentare ho mai fatto una pellicola, dato che a me
successivamente mi avrebbero rispedito un tonnellate di musica. Non si ragiona più! Un interessano i film intimisti, usando musica da
altro fax per farmi sapere in quale giorno bel film europeo, e sottolineo anche italiano, camera. In quelle pellicole serie, la musica va
Jones sarebbe stato disponibile al telefono. quando riesce, è la più bella pellicola che ci centellinata. Nel Giardino dei Finzi Contini ci
Non per incontrarmi! Henry Mancini mi sia. Gli americani ti danno la confezione sono complessivamente quattordici minuti
Manuel De Sica 21
di musica in un’ora e mezza di trama. E ho largo nell’industria cinematografica e ragazzi di musiche da film, anche e
preso lo stesso la nomination. A mio padre televisiva (Andrea Guerra, Paolo soprattutto di altri compositori, e sul perché
venne in mente di concluderlo con il canto Buonvino, Franco Piersanti…): cosa e per come della loro creazione. Se non
di un rabbino, preparato dalla mia ne pensa? avessi un’immensa videoteca e discoteca,
orchestra, e grazie a quel canto – non mio, Sono serissimi compositori, che non avrei potuto imbastire delle lezioni su
ma tradizionale, dei deportati cecoslovacchi conoscono bene il loro mestiere. Io amo tal argomento.
– il film è stato candidato come miglior molto Carlo Crivelli. Per esempio, Il principe
colonna sonora. A volte la fortuna ti arride di Homburg ha una partitura molto intensa. Chi ammira tra gli artisti stranieri
così, per caso! E’ una grande avventura Meravigliosa! Stimo anche Piovani e che fanno il suo stesso mestiere?
quella di fare musica da film, e l’importante Piersanti, perché rispondono perfettamente John Williams. Ogni volta che in un film
è avere la fiducia del regista. alle esigenze dei registi con i quali lavorano. c’è la sua firma, sento in quella musica una
Mi ricordo di quell’accordo germinante che nobiltà più elevata rispetto a molti altri suoi
Una delle soddisfazioni di un c’era nel film Lamerica di Gianni Amelio. colleghi. Non c’è proprio niente da fare. Ho
compositore è certamente quella di Una musica costantemente inquieta. la fissazione per lui. Per Jerry Goldsmith non
eseguire (o veder eseguite) le sempre, perché il più delle volte imita
proprie opere dal vivo alla presenza Cosa ne pensa dell’iniziativa di Williams. Mi piace il Goldsmith di Ai confini
elettrizzante di un pubblico. Infatti, registrare le musiche da film in Italia, della realtà, i primi suoi lavori. Sono un
nomi illustri come Ella Fitzgerald e portata avanti da Carlo Crivelli con la grande amante di Henry Mancini. Di lui ho
Tony Bennet hanno interpretato sua Orchestra Città Aperta? tutte le colonne sonore, perché è stato uno
canzoni tratte da sue partiture Non ne sapevo niente, ma dato quello dei grandi. Il tema, nelle partiture di
cinematografiche. Come vive questa che mi raccontate voi [vedi pag. 25 del terzo Mancini, era sempre una cosa straordinaria.
dimensione? numero della nostra rivista – N.d.R.], la Gli chiesi una volta di farmi avere la colonna
I miei brani, oltre che dalla Fitzgerald e trovo un’ottima idea, perché anche a me sonora completa de I giorni del vino e delle
da Bennet, sono stati cantati da Dee Dee capita di andare in Bulgaria a registrare le rose, e lui mi rispose che non era mai stata
Bridgewater. Dizzie Gillespie e Sara Vaughn mie colonne sonore con le loro orchestre. pubblicata l’edizione definitiva di quella
avrebbero voluto fare un disco con me, e E’ un’iniziativa eccezionale: vuol dire musica da film, purtroppo.
questo lo dico con immensa soddisfazione. difendere il patrimonio italiano residuo,
Quando mi occupavo di jazz, soprattutto perché credo che l’Italia sia diventata il Maestro De Sica, una riflessione
Gillespie voleva lavorare con me, dopo peggior paese di tradizione musicale, non di sulla musica per le immagini…
l’album fatto negli USA con Ted Jones e la musica da film. Ci sono fior fiore di persone La musica per le immagini è, appunto,
Jazz Orchestra, l’ultima eccezionale big in Europa specialiste di musica barocca, per le immagini, quindi è una specie di
band americana. Con Mina non mi è mai romana, italiana che la suonano molto musica non musica, che deve servire
successo di far niente, anche se i miei temi meglio. L’hanno coltivata con molta più essenzialmente al funzionamento della
sarebbero stati ideali per lei, dato che sono passione di noi. Questo è molto più grave scena. Può anche arrivare alla fissità
tutti pezzi particolarmente estesi. I miei che prendere delle orchestre sotto costo assoluta. Allo stesso tempo non è vero,
themes vanno oltre la decima, anche se per registrare colonne sonore. Pensate che come afferma Morricone, che non deve
Morricone sostiene che non bisognerebbe La finestra di fronte è stata registrata a essere spessa. Può essere anche densa,
scrivere temi che escano dall’ottava. A me Londra, perché si è messa in mezzo una lo dimostra Howard Shore. Quindi la
non interessa: mi piace spingere l’orchestra casa discografica londinese. musica da film è un elastico. Noi
alle estreme conseguenze foniche. Sono compositori, ribadisco, siamo come i
molto vicino a Michel Legrand come Cosa comporta e che significato ha sarti che fanno i vestiti, come quelli che
concezione mentale della musica. insegnare la musica da film? attaccano i tubi del gas e ne fanno un
Ho potuto fare uno stage per immagini, impianto, un impianto di mille
Dopo un periodo di “stagnazione” perché ho una grande memoria e sono un accorgimenti che, presi in se stessi, non
pare che una nuova generazione di collezionista furente. Ciò mi ha permesso di direbbero niente, ma che insieme creano
notevoli autori italiani si stia facendo isolare alcune cose, per poter parlare ai un meraviglioso film.

Due colonne sonore originali sullo stesso CD: genere cinematografico identico, l’horror, ma
compositori differenti.
Sette scialli di seta gialla, film di matrice argentiana realizzato da Sergio Pastore nel 1972, si
giova delle musiche di Manuel De Sica. La seconda pellicola, nonostante il richiamo nel titolo al
più celebre Gli uccelli di Alfred Hitchcock, è in realtà uno zombie movie. La colonna sonora di
Killing Birds – Uccelli assassini, uscito nel 1987 per la regia di Claudio Lattanzi, è scritta,
arrangiata ed eseguita da Carlo Maria Cordio.
Lo stile dello score di De Sica per Sette scialli è molto variegato: un uso insistito delle
Manuel De Sica dissonanze (“Homicidal Fury”, “The Murderer’s Face”) si accompagna a briose bossanove
(“Sylva Bossa”), valzer lenti (“Circus Waltz”), percussioni tribali (“Poisoned Claws”), ragtime
Sette scialli di alla Scott Joplin (“Ragtime Atelier”) e progressive violento (“The Next Victim”), oltre ad uno
seta gialla (1972) spensierato tema principale, “Yellow Silk”. L’orchestra è diretta dall’autore della famosa sigla del
varietà televisivo La corrida, Roberto Pregadio, e i brani sono in tutto sedici.
Carlo Maria Cordio La partitura di Cordio è prettamente elettronica, ed è suddivisa in 11 sequenze dove le
Killing Birds musiche dance e rock si mescolano di continuo in una ritmica ossessiva, nella migliore tradizione
degli horror splatter. L’uso delle percussioni, dell’organo e di un angosciante coro campionato,
(Uccelli assassini - 1987)
pervadono l’intera colonna sonora in un tripudio di atmosfere raccapriccianti. Ciò nonostante,
Digitmovies CDDM008 una colonna sonora di puro commento: basti ascoltare la lunga “Killing Birds (seq. 2)” o “Killing
27 brani – Durata totale: 76’02” Birds (seq. 7)”. Massimo Privitera
22 Il Ritorno del Re

Il ritorno del Re di Gianni Bergamino e Alessio Coatto

Con la conclusione dell’avventura certamente molto più note ed eseguite estasiante nuovo tema che Shore
cinematografica di Peter Jackson, si in sala da concerto, ma l’opera non può espone e sviluppa in dirittura d’arrivo,
porta a compimento anche il colossale dirsi pienamente padroneggiata, se si come un dono estremo del suo genio
impegno creativo profuso dal musicista prescinde dalla sua versione completa. creativo, così generoso di idee da
Howard Shore per la saga di Tolkien. E’ probabile, tra l’altro, che dalla poterle talora esaurire nel volgere di
Quattro anni spesi per una sola opera: Sinfonia verranno scartati molti episodi pochissimi istanti.
una dedizione eccezionale per la musicali non direttamente collegati al Infine, è probabile che in questa
musica cinemato-grafica che Shore minuzioso lavoro di sviluppo tematico nuova veste l’imponente lavoro di
però minimizza con sorridente elaborato da Shore in queste tre Shore acquisirà quell’intima coerenza
modestia, mettendola subito a partiture. E sarebbe un peccato, ad musicale, quella naturale rispondenza
confronto con i quattordici anni esempio, non riascoltare (magari fra le parti che, all’ascolto separato
impiegati dal romanziere sudafricano opportunamente ampliata) la prima dalle immagini, sembra mancare in
per dare vita alla sua celeberrima epica parte di “Helm’s Deep” – dalla colonna queste prime incisioni. Anche in questo
fantasy. sonora de Le due torri – con quel terzo CD dedicato a Il ritorno del re,
Per comprendere ed magnifico inciso degli ottoni che svetta infatti, la necessità di comprimere tre
apprezzare al meglio la grandezza della eroicamente sulla selvaggia pulsazione ore di musica in un solo disco di circa
partitura, dovremo attendere il ritmica dei bassi. O la stupefacente settanta minuti ha costretto Shore (o
cofanetto promesso da Shore nel scrittura polifonica dell’ultima sezione chi per lui) ad un considerevole lavoro
quale, secondo le intenzioni di “The Fields Of The Pelennor” – da Il di editing: un taglia e cuci talvolta poco
dell’autore, confluirà tutta, ma proprio ritorno del re – in cui trombe e accurato sotto il profilo meramente
tutta la musica scritta per la trilogia. E tromboni si avvicendano e si tecnico (si ascolti la maldestra cesura al
non solo. intrecciano nell’esposizione di una minuto 3:01 del brano “Shelob’s Lair”)
Se possibile, Shore includerà nella saettante fanfara di gloria e di riscossa, che accorpa, non sempre a ragion
raccolta anche l’attesissima “Sinfonia in riproducendo quell’ariosa spazialità del veduta, episodi musicali eterogenei.
sei movimenti”, nella quale sono stati suono – effigie acustica della vastità del L’impressione, ad un ascolto più
amalgamati e riproposti tutti i momenti campo di battaglia – che ha un glorioso accurato e pur nell’eccellenza del
più significativi di questa monumentale antecedente nella “Grand messe des conseguimento strettamente musicale,
saga musicale. Il rapporto tra l’edizione morts” di Berlioz. è quella di una straripante massa lavica
integrale e la Sinfonia sarà D’altra parte, la Sinfonia potrebbe il cui incessante ribollio sia malamente
probabilmente analogo a quello che offrire l’occasione per un’ampia trattenuto da un crogiolo troppo
lega molti balletti classici (come rielaborazione orchestrale delle piccolo.
L’uccello di fuoco di Stravinsky o il splendide canzoni che concludono gli Nella difficile attesa di questo
Romeo e Giulietta di Prokofiev) con le ultimi due capitoli della saga. “Gollum’s duplice evento, ci possiamo godere un
numerose suite sinfoniche che ne sono Song”, così amara, struggente, primo “assaggio” della partitura del
state tratte: le seconde sono perentoria e “Into The West”, con un terzo episodio. Il nuovo CD, pur con i
Il Ritorno del Re 23
limiti che dicevamo, si dimostra fin dai interpretato dal giovane Ben Del complessità di scrittura sinfonica di
primi ascolti una sontuosa vetrina della Maestro nel brano “A Knife In The pagine come questa è davvero unica.
strabiliante mercanzia melodica creata Dark” (sempre dal primo disco) che Più memorabile di qualunque altro,
da Shore. sottolinea il magico dialogo tra Gandalf, però, è forse il trattamento e lo
Il ritorno del re tradisce, più ancora prigioniero di Saruman sulla sommità di sviluppo che riceve una delle creazioni
degli episodi precedenti, l’impronta Orthanc, e la falena che porterà la sua musicali più vibranti dell’intera arte di
fortemente operistica del lavoro di richiesta di aiuto alle grandi aquile: Shore: il tema di Gondor. Una melodia
questo musicista. Il suo amore per questo motivo etereo e fragile diventa intensa e appassionata (che prende
l’opera lirica, del resto, emerge già in una sorta di “Inno della natura ribelle” slancio dal più “romantico” degli
molte sue opere del passato: The Fly e e accompagna la marcia degli Ent su intervalli, quello di Quinta),
M Butterfly, ad esempio, si rifanno ad Isengard (“Isengard Unleashed” nel sommessamente accennata da un
un patetismo di matrice pucciniana, secondo disco), quando finalmente i corno solo nel primo capitolo, durante
mentre The Yards è dichiaratamente “pastori di alberi” scatenano la loro il consiglio di Elrond, e
ispirata all’opera di Rossini, autore che furiosa vendetta contro il distruttivo successivamente ripresa nella versione
pare omaggiato anche nell’incipit del delirio di potere di Saruman. E ne Il estesa de Le due torri, ad entusiasmante
brano “Hope And Memory” di Return ritorno del re è la disadorna ossatura commento del discorso di Boromir alla
of the King. armonica di questo medesimo tema a popolazione di Osgilliath (entrambi i
L’intelaiatura tematica di queste sovrapporsi al sommesso passaggi non compaiono nei dischi). Ne
partiture è molto vasta ed è tambureggiare delle percussioni che Il ritorno del re, Shore fa di questo
costantemente sottoposta ad un annunciano la battaglia sui campi del svettante leitmotiv il perno
incessante lavorio di variazioni e Pelennor (“The Fields Of The drammaturgico del capitolo finale della
sviluppi, spesso assai più interessanti Pelennor”). saga tolkieniana – così come il tema
dei temi in sé, delle melodie sulle quali della Compagnia lo era stato per il
prendono slancio le volte primo episodio e quello di Rohan per il
dell’architettura musicale. Molti fra i secondo – e ne intensifica l’epicità
leitmotiv ideati da Shore – ed è questa palpitante. Esemplare, in tal senso, è la
una caratteristica che li rende seconda metà del brano “The White
estremamente malleabili a qualsivoglia Tree”: una frenetica figurazione degli
manipolazione – sono poco più di un archi, sospinta dagli accenti sempre più
inciso melodico (il cupo tema marcati e ravvicinati di trombe e
discendente di Sauron, il balenante tromboni, si annoda ossessivamente su
profilo musicale associato al Cavaliere se stessa. Poi, con inaspettata
Bianco), quando addirittura non si modulazione, il medesimo disegno
risolvono in un mero ostinato ritmico svolge le sue spire e libera,
(geniale quello in 5/4 legato ad illuminandola di mille barbagli,
Isengard) o in un’impressionistica un’elettrizzante esposizione della
pennellata di colore orchestrale, come melodia, nel timbro potente e glorioso
l’indimenticabile proiezione musicale di dei corni.
Rivendell, dimora degli Elfi di Elrond: Nel parere di chi scrive, questa
un amplissimo arpeggio degli archi sul sequenza rappresenta il vertice del
quale si innalza un coro femminile talento profuso dal compositore
languido e sognante. Proprio la tinta canadese in questa trilogia, perlomeno
strumentale di questo tema lo rende fra le pagine di impianto solidamente
perfettamente riconoscibile anche tonale e diatonico.
laddove la sua già labile struttura Tuttavia, così come Tolkien
melodica viene stravolta: è il caso di Peter Jackson e Ian McKellen preparano una scena padroneggiava gli idiomi più disparati,
“Andùril”, brano che in questo terzo anche Shore è musicista poliglotta ed
capitolo accompagna la sequenza in cui E ancora: il seducente e misterioso eclettico, a suo agio con ogni
la spada di re Aragorn viene tema per coro proposto con incantata vocabolario musicale. Ne è un fulgido
nuovamente forgiata. sospensione all’inizio dei brani “A Knife esempio la sbalorditiva scrittura
Alcune di queste esili idee In The Dark” e “Lothlorien” del primo atonale che commenta la scena forse
tematiche, nella loro malleabile disco (dove la frase si muta in più celebre (e spasmodicamente attesa
essenzialità, vengono talmente commossa commemorazione funebre dai fan di mezzo mondo) de Il signore
sviluppate ed elaborate nel corso dei per la scomparsa di Gandalf negli abissi degli anelli: lo scontro tra Sam e la
tre film da essere a volte di Moria), un passaggio che sembra spaventosa inquilina di Cirith Ungol, il
completamente trasfigurate. Si pensi destinato a commentare con raccolto ragno Shelob.
all’orientaleggiante canto elfico di dolore gli sviluppi più drammatici della Tutto il brano “Shelob’s Lair” è
Galadriel (nella seconda parte del saga, in Return of the King (alla fine del intriso di un sapore decisamente
brano “Lothlorien” da The Fellowship of brano “A Storm Is Coming”) è appena “retrò”, che richiama alla mente le
the Ring) che muta nella battagliera riconoscibile, presentato com’è in cacofonie musicali tipiche delle scene
marcia degli Elfi accorsi in aiuto alla forma di aggressivo e furente più terrificanti dei film horror della
soldataglia di Theoden assediata nel contrappunto per il tema di Sauron, cui Hammer. Shore non è nuovo a
Fosso di Helm, per poi divenire la si avvinghia con energia esplosiva momenti così spaventosamente privi di
violenta scintilla musicale su cui si mentre i tromboni sottolineano la struttura. Tutta la prima parte del
scatena l’intera battaglia. drammaticità del momento esponendo brano (fino al crescendo delle sordine
Oppure il soave vocalizzo un terzo e fugace graffito melodico. La intorno al minuto 2:10) non è lontana
24 Il Ritorno del Re

da alcune sequenze di The Fly del 1986, furibonda danza macabra, quasi un
con un continuo succedersi di isteriche disperato rito di accoppiamento.
entrate di viole e violini e di minacciosi La sfilacciatura dei tempi e la
sussulti dei contrabbassi e degli ottoni. mancanza di un sostegno melodico
La cesura tra prima e seconda parte producono un effetto psicologico
è scandita da un glissando dei violini spiazzante, una sensazione di instabilità
(riverberato dal leggero rintocco del e di imprevedibilità: perfetto per
gong): espediente vecchio come la passare dall’angoscia alla paura e, da
musica da film, sempre efficacissimo a questa, all’orrore. Infine, poco alla
far correre un brivido di agghiacciante volta, la martellante aggressione del
raccapriccio lungo la spina dorsale. “mostro” orchestrale lascia filtrare una
Shore aveva utilizzato il medesimo disperata lamentazione degli ottoni, un
“trucco” ne La compagnia dell’anello, grido d’aiuto emesso dai corni, al quale
quando Frodo avverte la presenza di un dopo un attimo si riesce ad attribuire
Cavaliere Nero e intima ai compagni di quella compostezza tonale che finora
viaggio di nascondersi fra le radici di un era mancata al brano. La lunga frase
albero. In quell’occasione il glissando melodica, che emerge da tanto oscuro
degli archi accompagnava un incubo sonoro e conclude il brano,
particolare effetto di distorsione ottica, appare come un raggio di speranza, un
ottenuto da Jackson combinando un sospiro di sollievo dopo lo scontro con
Un esausto Frodo Baggins (Eljah Wood)
carrello in avanti e uno zoom l’abominio.
all’indietro sull’inquadratura del La seconda metà del brano Se questa pagina violenta ed
sentiero percorso dal Nazgul. Si tratta “Shelob’s Lair” è dominata dalle agghiacciante si impone per la sua
di una tecnica di ripresa inventata da continue fratture del tessuto ritmico, diversità atonale, il resto del disco è
Alfred Hitchcock per simulare la dallo sfaldarsi del terreno sonoro in una miniera di momenti non meno
vertigine del protagonista di La donna zolle instabili. Straordinario a questo godibili e appassionanti.
che visse due volte (Vertigo, 1958) ed è proposito l’inaspettato slittamento “A Storm Is Coming” propone, in un
curioso osservare che anche Bernard ritmico del brano all’acme della bizzarro crescendo, una versione
Herrmann – autore delle musiche del concitazione drammatica: la musica embrionale e quasi irriconoscibile della
film di Hitchcock – aveva sottolineato passa da un tempo binario ad uno Canzone di Gollum, subito seguita da
quell’effetto visivo con la medesima ternario e trasforma la lotta fra Sam e il una variazione per violino solo del tema
onomatopea musicale scelta da Shore. ripugnante aracnide in una sorta di dell’Anello. E’ la trascrizione musicale

Un musicista tutto da riscoprire


C’è da domandarsi se il compositore perché non ha mai rinunciato a scrivere chi diamine è questo Shore? Come ci si
canadese Howard Shore non sia un la SUA musica, con onestà e trasparenza. può aspettare che l’autore di partiture
uomo molto fortunato. Quando si è diffusa la notizia che, così intellettuali e rarefatte come The
L’ormai trentennale carriera di Shore dopo aver escluso i candidati più Game, The Cell o Il pasto nudo possa
è l’avverarsi del sogno di tanti prevedibili (tra cui riveriti compilatori adattarsi alle atmosfere epiche della più
compositori che non hanno voluto come Horner e Zimmer), Peter Jackson grande saga fantasy di tutti i tempi?
accettare i diktat commerciali di si era infine rivolto a Shore, molti Al contrario chi conosceva i suoi
Hollywood e hanno pagato duramente tolkieniani sono rimasti col fiato sospeso: precedenti capolavori sapeva che la
questo loro caparbio orgoglio artistico, partitura del progetto non poteva finire
finendo a scrivere musica per la in mani migliori. L’approccio inusuale e
televisione o per il cinema indipendente. fresco di Shore ha arricchito la saga di
Al contrario, nonostante i suoi lavori forti suggestioni e di poesia. La prima
siano spesso sperimentali, innovativi e partitura ha subito vinto un Oscar, quasi
difficili, Shore ha potuto lavorare per fosse un punto di arrivo, anziché di
blockbusters come Il silenzio degli partenza. La seconda ha confermato che
innocenti e Philadelphia di Demme, Se7en il flusso creativo era in piena crescita:
e Panic Room di Fincher, Ed Wood di musica nuova in mezzo ai temi già amati,
Burton. E anche per prodotti sofisticati e soprattutto una filologica sintonia con
come il documentario Riccardo, un uomo, le fantasie di Tolkien. Gli appassionati
un re di Al Pacino o le pellicole del suo della Trilogia hanno potuto tirare il fiato.
regista feticcio, David Cronenberg, tra Ora che Shore ha trionfato non rischierà
cui La mosca, Crash e Inseparabili. più di essere oscurato dalla sua disciplinata
Invidiabile fortuna? L’elenco dedizione alla pericolosa professione di
puramente indicativo che abbiamo compositore per il cinema. Le centinaia di
appena passato in rassegna non autorizza nuovi estimatori si rivolgeranno alla sua
una spiegazione così semplicistica. Viene opera passata e scopriranno in essa molta di
da pensare piuttosto che Shore si sia quella sublime magia che svetta ne Il signore
assicurato la stima di alcuni dei più geniali degli anelli.
registi del nuovo cinema forse proprio Howard Shore Gianni Bergamino.
Il Ritorno del Re 25
del flash-back con cui principia il film,
nel quale apprendiamo come Smeagol
si impadronì del suo “tesoro”.
In “Hope And Memory” riappaiono
fugaci accenni del tema degli Hobbit e
della Compagnia dell’Anello, oltre ad
un’emozionante esposizione della
melodia associata a Gandalf e ad una
solare conclusione affidata ai violini.
“Minas Tirith” introduce finalmente
il tema di Gondor. Curiosamente, nella
marcia sommessa dei contrabbassi
dalla quale prende avvio il brano, è
possibile cogliere una reminiscenza,
velata ma inconfondibile, della celebre
marcia di La mosca.
L’inizio di “The Steward Of
Gondor”, con il triste fraseggio del
flauto di pan e del coro, rievoca pagine
morriconiane, poco prima di una nuova
esposizione del tema di Gondor. Il Elrond (Hugo Weaving) e Arwen (Liv Tyler) in Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re
brano si chiude con il canto di Pipino
(Billy Boyd), un motivo evidentemente sempre più devastante: ce lo segnala la West” accompagna, nella sua
derivato dal precedente, la cui fremente e maligna esposizione del trasparente semplicità, il viaggio finale
drammaticità è accentuata dal tema dell’Unico all’inizio di “Cirith verso un nuovo destino di speranza e di
dissonante commento degli archi. Ungol”. pace.
“Minas Morgul” è terreno Da “Ash And Smoke” in poi la In definitiva, un risultato trionfale
incontrastato per il tema di Sauron, partitura scende in battaglia. I brani che fa di Shore un inatteso punto di
malvagio e primitivo, e per quello di sono attraversati da una possente riferimento per tutto il futuro della
Mordor, così simile al “dies irae” ispirazione epica che si traduce in musica da film. E’ probabile che
gregoriano. Nella parte finale torniamo marce, cori bellici, momenti d’azione, l’approccio vincente alla serie sia stato
ad ascoltare un disegno melodico nei quali ottoni e percussioni assumono quello di dotare ogni episodio di un suo
solenne e sospeso che nel primo film il governo quasi assoluto del colore distinto cuore musicale: ogni partitura
accompagnava la visione delle grandi timbrico. Le strategie sinfoniche di è l’evoluzione della precedente, ma è
opere distrutte dei Nani. Shore sono coerenti al movimento edificata intorno ad una sua precisa ed
Torna anche il tema di Rohan in “The degli eserciti in guerra. autonoma architettura musicale.
Ride Of Rohirrim”, subito arricchito Mentre Frodo si confronta con il L’intera atmosfera, lo spirito animatore
dall’inevitabile confronto con quello di potere distruttivo dell’anello (“Hope di ogni singolo capitolo è
Gondor. Fails”), la battaglia dei campi del profondamente diverso. Un obiettivo
Le religiose e nostalgiche canzoni Pelennor giunge alla conclusione e gli arduo ed ambizioso, che l’esperienza e
elfiche, tra le quali riaffiora anche il eserciti degli Uomini penetrano in la strabiliante ispirazione del
tema di Rivendell, fanno di “Twilight Mordor (“The Black Gate Opens”). In compositore gli hanno consentito di
And Shadow” e “Andùril” le pagine più questi momenti si impone, con un raggiungere nel più profondo rispetto
liriche del disco, con momenti sublimi emozionante effetto di contrasto, il delle pagine del libro di Tolkien,
nel canto di Renée Fleming e nelle suono leggero e gentile del flauto solo sempre aperte sul leggio del Maestro
aperture del coro. Nella seconda metà di Sir James Galway, foriero di un anche nel corso delle esecuzioni
di “Andùril”, Shore riprende il nobile messaggio di speranza, che torna in dell’orchestra.
inciso per ottoni che, nella versione “The Grey Havens” e nel lungo “The Di fronte all’interpretazione, così
estesa de La compagnia dell’anello, Return Of The King”, dove ascoltiamo sensibile e viva, di questa incantevole
commentava il dialogo fra Boromir e anche il dolce canto di Aragorn, fiaba le barriere razionali crollano
Aragorn a Lothlorien: il ricordo interpretato dallo stesso Viggo facilmente e, nel breve volgere di pochi
dell’antica gloria di Gondor. E’ quasi Mortensen, e il riaffiorare dell’allegro magici istanti, ci viene concesso di
impossibile non scorgere in esso una tema degli Hobbit, di ritorno alla fantasticare di eroi sublimi, terre fatate
forte analogia con quello che sarà il Contea. e grandi amicizie: l’immenso sogno di
motivo della canzone “Into The West”. Infine, già annunciato in “The Black John Ronald Reul Tolkien prende vita,
L’influsso dell’anello su Frodo è Gate Opens”, il tema di “Into The ancora una volta.

Howard Shore
Risorse Web - Info in rete
The Lord of the Rings:
Return of the King [Link]
(Il signore degli anelli: Il ritorno del re – 2003) Quasi un sito ufficiale dove trovare tutte
Reprise/WMG Soundtracks 9362-48521-2 le informazioni sul compositore.
19 brani – Durata: 72’07” [Link]
Il bellissimo sito ufficiale della trilogia
cinematografica.
26 Alien DVD

Brett (Harry Dean Stanton)


in un “incontro ravvicinato”

Torna in DVD uno degli incubi più amati del cinema.


Alien
Nello spazio nessuno può sentirti urlare...
...ma puoi ben ascoltare le paurose musiche di Jerry Goldsmith!
di Gianni Bergamino
Un nuovo tipo di orrore successivi, rivela nevrosi e debolezze, le componenti psicologiche del racconto, a
Sublimando le ossessioni della guerra invidie e paranoie, tensioni sociali e appetiti cui le sue partiture offrono un sostegno
fredda che hanno riempito gli schermi di sessuali. Quando l’orrore esplode in mezzo trasparente, appena percettibile, ma di rara
creature mutanti e alieni distruttivi, le a loro, troppo tardi capiscono di essere intensità. Requisiti fondamentali per un film
avanguardie dell’immaginario degli anni ’70 disuniti e, per questo, facili prede del come Alien, la cui trama fantastica si
rivoluzionano gli schemi narrativi classici e mostro. Il futuro adombrato nel film è arricchisce di contenuti simbolici e di sottili
consentono al genere fantastico di sconfortante: lo spazio sembra una bocca allegorie.
compiere un vero e proprio salto di qualità. vorace pronta ad inghiottire i malcapitati Tuttavia, nonostante tanta autorevole
Le nuove minacce, ben più spaventose, esploratori, il pianeta su cui si avventurano è esperienza, l’ispirazione di Goldsmith ha
germogliano in terreni creduti sicuri e una roccia velenosa e inospitale, battuta da subito inopportune prevaricazioni da parte
mettono in crisi le certezze quotidiane. un vento accecante. L’astronave stessa è un dei realizzatori del film. La creazione delle
Sono appena svaporate le edificanti tenebroso agglomerato di macchinari, musiche di Alien è diventata un esempio
immagini dell’incontro ravvicinato sognato computer e corridoi invasi dal vapore, ora clamoroso delle incomprensioni che
da Spielberg nel 1977, quando Ridley Scott assurdamente immensi, ora troppo angusti possono sorgere tra musicista e filmmakers.
torna ad infrangere le speranze di chi per essere davvero a dimensione d’uomo. Oltre al regista, nel “caso Alien” hanno
scrutava con occhi nuovi le profondità dello Persino la lontana Terra, tanto agognata e avuto un ruolo non secondario anche il
spazio. Il suo Alien è stato così brutalmente mai raggiunta, è dominata dagli interessi produttore David Giler e il montatore del
controcorrente da imporsi subito come economici delle compagnie mercantili, in film, Terry Rawlings. Quest’ultimo1, con
grande successo di pubblico e critica. Negli nome dei quali il sacrificio dei sette parole che si commentano da sole per il
anni è divenuto un film di culto nonché protagonisti è già stato deciso per assicurare modo in cui sviliscono la professionalità dei
oggetto di studio e di molte imitazioni. il recupero della creatura aliena. compositori per film, manifesta una
Meravigliosa sintesi degli incubi che lo E’ curioso come quest’ultima idea mentalità che oggi è purtroppo sempre più
hanno preceduto, l’alieno che dà il titolo al suggerisca un confronto con i meccanismi condivisa dagli operatori del settore.
film ha poco in comune con i cattivissimi che operano nelle major hollywoodiane, a “Goldsmith è stato testardo, in
mostri spaziali dei decenni precedenti, se si causa dei quali la qualità artistica viene quell’occasione”, afferma Rawlings. “Io stesso
eccettua il suo vero antesignano, La cosa da spesso sacrificata sull’altare del miraggio del avevo composto la colonna sonora
un altro mondo di Christian Nyby. Quello di successo al box office… anche nel caso di provvisoria2 di Alien utilizzando alcune sue
Scott non è solo il mostro che balza fuori dal film raffinati come Alien. musiche precedenti. Credo che questo
buio, è anche una malattia cancerosa che sistema abbia un valore inestimabile e
scava il corpo umano da dentro, è un Scontro al vertice permette spesso di fare un lavoro migliore di
micidiale meccanismo di distruzione, Pochi altri compositori di Hollywood quello del compositore. Nessuno è così vicino
un’incarnazione di istinti primitivi, un avrebbero potuto occuparsi della colonna al film quanto il regista e il montatore. Noi ci
predatore spietato e feroce, un “superstite sonora di Alien con la stessa competenza ed viviamo dentro, il film è nostro. Non credo che
non offuscato da vincoli morali”, come lo efficacia di Jerry Goldsmith. Autore di grande si dovrebbe influenzare troppo il
definisce l’ufficiale scientifico del film. prestigio e fama, aveva già collaborato ad un compositore, ma se è stata trovata
Creatura dalle fattezze indistinte, l’alieno considerevole numero di pellicole fantastiche l’atmosfera giusta, lui può cambiare un tema o
tradisce la sua natura di simbolo, di raffinata e horror. Inoltre aveva dimostrato di potersi l’orchestrazione, ma dovrà adeguarsi
allegoria delle nostre fobie più radicate. accostare in modo inusuale al commento all’atmosfera creata con il temp tracking. In
Altrettanto curiosa è la raffigurazione musicale, muovendosi con eclettismo fra stili molte parti del film la nostra colonna
dell’umanità debole e impotente che il assai differenti, prediligendo sperimentalismo provvisoria era migliore di quella di Goldsmith!”.
predatore insegue nei labirinti della ed esplorazione timbrica. Il ragionamento di Rawlings è alla base di
raffineria spaziale. La psicologia dei sette Più di tutto, la carta vincente di un approccio alla musica per cinema oggi
protagonisti, tratteggiata con approcci Goldsmith era – ed è – la sua sensibilità per sempre più diffuso, con uso di archivi di
Alien DVD 27
musica preconfezionata e applicata alle sontuoso e tradizionale che permea la disperazione più di quanto non facesse il
scene secondo schemi standardizzati. Per pagina è stata la ragione per cui Scott e tema scartato, e rivela un disegno musicale
questa ragione occorre prendere atto che Rawlings l’hanno ritenuta poco paurosa e così ambiguo da poter essere usato, nel
esistono fondamentalmente due distinte inadatta all’apertura del film e hanno corso dell’opera, per sottolineare
colonne sonore di Alien. preteso che Goldsmith la modificasse l’imminenza degli attacchi del mostro.
Da un lato c’è la musica che si ascolta radicalmente. La scelta di Scott per la scena dei titoli di
nel film. Poca, frammentaria, spesso Il musicista avrebbe preferito un testa, pur avendo sacrificato una pagina
mescolata agli effetti sonori, è sottilmente avvicinamento graduale al cuore della austera e bellissima a favore di una musica
allusiva e cupa, perfetta nell’ispessire vicenda, che consentisse al pubblico di più semplice e disadorna, risulta di
l’atmosfera psicologica e così aderente alle assaporare prima di tutto le emozioni un’efficacia sbalorditiva. Lo stesso
sequenze da non colpire quasi mai il livello umane insite nella storia. Al contrario Scott Goldsmith, pur continuando a dissentire
conscio dello spettatore. Non sorprende che voleva che si cominciasse a percepire fin da dalla scelta del regista, ammette di aver
gli estimatori, pur avendo visto e rivisto il film, subito l’orrore che si prepara dietro il gelido ricevuto commenti molto favorevoli per la
confessino di non essersi mai accorti della panorama spaziale della sequenza. forza evocativa di quel passaggio, esempio
presenza di musica in moltissime sequenze Goldsmith oggi commenta con sarcasmo eclatante di come si possa incutere disagio e
che invece ne sono totalmente pervase. la scelta del regista: mentre la raffinata angoscia, se non vera e propria paura, con il
Dall’altro lato c’è la versione che lo composizione del “suo” brano aveva semplice uso della musica.
stesso Jerry Goldsmith ha inserito richiesto una giornata di scrittura, la nuova Nel montaggio finale del film è rimasto
nell’edizione discografica, per sottrarre versione avanguardistica voluta da Scott è inalterato il brano che sottolinea il risveglio
all’oblio i molti brani eliminati dalla pellicola. stata questione di cinque minuti di lavoro3. dell’equipaggio della Nostromo,
L’opera contenuta nel CD è quasi un’altra nonostante per questa sequenza vi siano
musica, suddivisa organicamente in una state discussioni. Dopo una sommessa
decina di brani che, per la struttura analoga ripetizione dell’intervallo discendente, quasi
a quella di un poema sinfonico classico, un rintocco che allude agli automatismi della
sarebbe pronta ad essere eseguita anche in navigazione durante il sonno degli umani,
sala da concerto. l’orchestra si anima di colpo, il suono si
gonfia, descrive l’immissione di nuovo
Discesa nell’incubo. ossigeno nella camera dell’ipersonno,
La scelta del commento da inserire nei mentre i baccelli si aprono e lasciano
titoli di testa è stato uno dei momenti più intravedere i sette dormienti. Si torna ad
aspri della polemica che si è consumata tra ascoltare il tema principale, in una versione
il compositore e il team produttivo. lirica e rarefatta, non dissimile da episodi
Sullo schermo si dipana una lenta musicali di Poltergeist.
carrellata laterale su un pianeta oscuro, Un’altra generosa esposizione del tema
illuminato alle spalle dalla luce fredda e principale riappare poco dopo, nella musica
remota di un sole alieno. In alto si dell’atterraggio, presente sia nel film che
materializzano progressivamente le lettere nel disco (“The Landing”). Un movimento al
bianche che compongono la parola “alien”, tempo stesso austero ed epico che segue
mentre al centro dello schermo compaiono passo passo la manovra di discesa
i nomi degli interpreti. nell’atmosfera ostile del pianeta. Le frequenti
Goldsmith aveva inizialmente scritto un Sigourney Weaver e Ridley Scott sul set riprese del tema saldano le varie sezioni del
adagio di impostazione tradizionale, brano, dominate da un lento moto perpetuo
introdotto da un rigido accordo degli archi Il brano definitivo per i titoli di testa degli archi con cui viene descritto
su cui germogliano sparsi rintocchi di è più cupo e sobrio, pervaso da effetti l’avvicinarsi alla terraferma. Più tardi questo
campana ed un malinconico tema per timbrici che rimandano ad una sofisticata brano verrà ripreso, senza variazioni
tromba solista. Si tratta del motivo onomatopea psicologica. L’autore ha apprezzabili, nella sequenza del decollo.
principale del film, la melodia di maggior riadattato una sezione già pronta per la Il cammino dei tre esploratori sul
respiro, il cui nucleo ritmico viene poi scena dell’esplorazione della superficie del pianeta è accompagnato da una musica di
sintetizzato e riproposto attraverso tutta la planetoide alieno, flagellato da tempeste registro radicalmente diverso. La partitura si
partitura con la reiterazione di un semplice perenni. Questo spiega la vibrazione allontana ora dai sicuri terreni della tonalità
intervallo discendente, un curioso dissonante nei fiati, che evoca l’ululato di un e sprofonda in un frastornante universo di
espediente spesso utilizzato da Goldsmith in vento furibondo. Nello spazio non c’è minacce timbriche e di insidie ritmiche: i
altre opere del medesimo periodo. Questo vento, ma il suono va bene anche per la suoni di cui sono popolati gli incubi.
metronomico rintocco piacerà molto a sequenza dei titoli perché suggerisce l’idea Ritroviamo le vibrazioni dissonanti, le
James Horner, che lo farà suo nelle musiche di lontane tempeste solari, di remoti percussioni, i suoni echeggianti e lo
del seguito, Aliens - Scontro finale. movimenti di corpi celesti, e soprattutto di sperduto tema del flauto, così terrificante
Con l’apparire della Nostromo il un pericolo ancora inespresso che si annida nella sua assenza di speranza, mentre le luci
movimento si amplia in una solenne in quella sconfinata desolazione senza vita. degli scafandri spaziali scompaiono nei
elaborazione degli archi, su cui la tromba Altrettanto allarmanti sono gli aleatori meandri oscuri del gigantesco scafo alieno.
torna ad inserire il tema principale. E’ fin clangori percussivi, un suono che Goldsmith La discesa di Kane nella camera delle
troppo evidente il parallelismo tra questa riproporrà nella descrizione dei riti del uova è illustrata da una delle pagine più
trasognata melodia, immersa in un plumbeo pianeta Vulcano in Star Trek - The Motion intriganti e belle dell’intera partitura,
panorama di sapore impressionistico, e lo Picture. purtroppo assente dal disco. È un momento
sperduto gruppo di uomini e donne Sullo stridulo accordo degli archi il flauto cruciale della storia: i viaggiatori della
attanagliati dal gelo del vuoto spaziale, solista esprime a questo punto un lamento Nostromo stanno per incontrare il loro
future prede del mostro. Non a caso il esile e vagamente allarmante, una seconda terribile destino, chiuso in una di quelle
movimento è percorso da tragiche idea tematica (che nel disco si sente appena) sproporzionate uova carnose. Il tema del
premonizioni di morte, come denunciano i con cui Goldsmith torna a proporre pianeta alieno riappare accelerato,
fremiti dei bassi e dei violoncelli e l’intervallo un’allusione all’equipaggio umano della nell’affannosa esposizione dei fagotti sul
discendente che si perde echeggiante nelle Nostromo: questa nuova melodia accresce pedale dei contrabbassi, mentre l’ormai
battute conclusive del brano. L’idioma le sensazioni di solitudine, sconforto e abituale intervallo derivato dal tema
28 Alien DVD

principale diventa ansioso e stridulo, quasi rari. Il ringhio del mostro, ad esempio, è stato
un grido di allarme che si perde, moltiplicato ottenuto suonando all’unisono la “conchiglia”
dall’echoplex, nel buio dei giganteschi dei riti tibetani, il “didgeridoo” australiano e il
corridoi. “serpente” cinese, già sperimentato da
Per il temp tracking della scena in cui il Goldsmith in Tora! Tora! Tora!.
medico di bordo Ash tenta di togliere La morte di Parker e Lambert si
l’orrido granchio dal volto di Kane, Terry ascolta in CD nella prima metà del brano
Rawlings ha ripescato un brano da una delle “Face Hugger”: il guardingo avanzare
prime colonne sonore dello stesso dell’alieno è sottolineato da un crescendo
Goldsmith, il tema dei titoli di testa del film orchestrale che deve aver lasciato il segno
Freud - Passioni segrete del 1962. Un rapido nella fantasia di Keith Emerson quando si
pizzicato seguito da ondulazioni negli archi accingeva a scrivere le musiche di Inferno di
che tradiscono evidenti reminiscenze Dario Argento. La fuga di Ripley e del
bartokiane. Una pagina interessante, che gatto Jones sulla navicella di salvataggio è
tuttavia si adatta poco alle immagini di questo inserito all’inizio di “The Recovery”, mentre
film ed è fuori tono rispetto alle atmosfere lo scontro finale tra la ragazza e l’invasore
del resto del commento musicale. è proposto in “Breakaway”, una scena per
I malumori di Goldsmith sono fondati: cui Goldsmith ha pensato anche ad un
per convincersene basta ascoltare la musica approccio alternativo, che si sente nel primo
che era stata pensata per la scena, suddivisa minuto e mezzo del brano “Acid Test”.
in due brani del disco, “The Face Hugger” e Il primo ascolto di queste pagine così
“Acid Test”. Le sonorità acute degli archi, intrise di dissonanze e atonalismi può
che vibrano all’unisono, e il fischio Goldsmith in un dipinto di Hitoshi Sakagami.
sembrare ostico, ma quando si impara a
lamentoso che si dissolve in lontananza familiarizzare con il diabolico intreccio di
favoriscono il dilagare della tensione, che un’imitazione ritmica, distorta e beffarda, del suoni, con l’impostazione non casuale del
sfocia in una delle prime pagine d’azione tema principale, in costante accelerazione. Se dinamismo ritmico, e si intravedono,
della partitura. Ottoni aggressivi, impennate qualcuno riconosce in questo motivo l’inizio seppure scarnificate, alcune inattese linee
dell’orchestra, cellule ritmiche gestite dai del brano “Surprise Attack” da Star Trek II: melodiche, restiamo totalmente affascinati
bassi: brevi istanti che hanno fatto scuola, The Wrath of Khan di James Horner potrebbe da una narrativa musicale così selvaggia, che
diventando luoghi comuni di molte colonne non essere fuori strada. penetra con un’empatia viscerale e primitiva
sonore degli horror successivi. Ancora una volta le intuizioni del nei ritmi e nelle tensioni del racconto fino ad
Dal momento in cui il piccolo mostro musicista sono state stravolte: la offrire autentici brividi di godimento.
sbuca dal ventre di Kane, in una rivoltante produzione ha preferito recuperare un altro La sequenza dei titoli di coda avrebbe
parodia di parto, il racconto si avvita in una brano di Freud, “Desperate Case”, con finalmente potuto ospitare l’elegante
spirale di violenza e di frenesia sempre strappi dei contrabbassi molto efficaci, ma riepilogo del tema principale e compensare
maggiori. La prima vittima del parassita ben lontani dalla soffocante intelaiatura che almeno in parte il musicista delle sostituzioni
viene sepolta nello spazio mentre una Goldsmith aveva saldato sulla scena con la imposte all’inizio del film. Invece
mesta esposizione del tema principale da sua inesorabile scansione ritmica. l’inserimento ingiustificato della Sinfonia
parte dell’oboe, accompagnato da viole e Eliminata la musica che avrebbe dovuto Romantica di Howard Hanson fa pensare ad
contrabbassi, evidenzia lo shock dei illustrare la folle aggressione di Ripley da una deliberata ritorsione per la scarsa
compagni di viaggio. La “macchina del parte dell’androide. L’ascolto integrale in duttilità mostrata dall’artista.
vento” insegue la salma mentre svanisce disco ci conferma che la sequenza ha perso Goldsmith avrebbe dovuto fare tesoro
nello spazio. una meravigliosa iniezione di frenetico dell’esperienza vissuta con Alien: solo sette
La scena di Brett che cerca il gatto parossismo musicale, con quelle triplette anni dopo gli stessi Scott e Rawlings
nella sala macchine è rimasta senza isteriche che si inseguono nei vari gruppi avrebbero fatto scempio di un’altra sua
musiche. In questo caso ci sembra meglio strumentali, così consone all’inattesa splendida partitura, quella composta per
così: nessuna elaborazione musicale, per violenza del robot impazzito. Da notare in Legend, alla fine persino sostituita
quanto ottima, avrebbe potuto ottenere questo brano alcuni accordi prolungati delle nell’edizione americana del film. Non
risultati più raggelanti degli improvvisi boati trombe che piaceranno molto ai cultori stupisce che oggi Goldsmith non voglia
che si perdono in lontananza, delle catene delle musiche di Don Davis per Matrix. avere più nulla a che fare con Ridley Scott, il
che tintinnano, delle gocce d’acqua che La caccia finale del mostro attraverso i quale, d’altra parte, ha stabilito un
inzuppano il berretto del macchinista, nel labirinti della Nostromo è esposta in una consolidato sodalizio con Hans Zimmer,
continuo pulsare cardiaco dei motori rassegna di brani quasi del tutto eliminati dal autore che sembra aver capito molto
dell’astronave. film: ritmi sincopati, squarci di ferocia meglio che la maggior parte dei filmmakers
Il brano scritto da Goldsmith per la selvaggia negli ottoni, brusche inversioni di hollywoodiani oggi non richiede più ai
sequenza che conduce alla morte del ritmo, percussioni raschianti. Nel miscuglio compositori né raffinatezze psicologiche, né
comandante Dallas, ghermito dall’alieno nei timbrico proposto in questi momenti non ci originalità, ma solo velocità, obbedienza
condotti di aerazione della nave, nel disco sono sintetizzatori, se si esclude acritica e un disciplinato adeguamento agli
si intitola “The Shaft”. Un’escalation di l’onnipresente echoplex, ma una standard commerciali dei blockbusters
terrore scandita dall’ossessivo ritorno di sorprendente quantità di strumenti esotici e contemporanei.

Cofanetto: Alien Quadrilogia Inserti speciali: Note:


Film: Alien - Galleria di immagini pre-produzione, produzione e post- 1
Nel documentario Future Tense,
produzione incluso nel secondo dvd del cofanetto Alien
Regia: Ridley Scott - Versione cinematografica del 1979, incluse scene tagliate
© 1979-2003 20th Century Fox Quadrilogia: un riferimento fondamentale
- 9 Documentari: 3 pre-prod. - 3 produzione e 3 post-prod. per comprendere al meglio tutti i
Formato dvd: D9 - Provino Sigourney Weaver retroscena dell’incidente.
Audio: - Ita: Dolby Digital 5.1 / DTS - La versione inedita del 2003 con introduzione del regista
- Commento audio del regista e dei protagonisti (solo per la
2
Il cosiddetto “temp tracking”.
- Ing: Dolby Digital 5.1 versione cinematografica del 1979) 3
Per questi ed altri commenti
Sottotitoli: Italiano, Inglese - Studio multiangolo delle scene con commento del regista dell’autore, occorre far riferimento, ancora
Durata: 115' - Regione: 2 - Scene tagliate ed estese una volta, al documentario Future Tense.
FictioNote 29
Dedichiamo questo spazio ad un genere che nel nostro paese sta riservando da diverso tempo molte buone
sorprese: le Colonne Sonore per le produzioni televisive. In una parola: FictioNote! a cura di Massimo Privitera

“La musica che Franco Piersanti ha composto per I ragazzi della Via Pál non è una semplice
colonna sonora ma un rigoglio di emozioni musicali d’assoluta purezza e originalità”, dice il regista
Maurizio Zaccaro nel libretto del CD (fiore all’occhiello della Image Music e sempre ottimamente
realizzato dal coordinatore delle interviste Fabrizio Svalduz). Una delle colonne sonore più belle
del Maestro Piersanti quella composta per una storia di lotte tra bande rivali giovanili nella
Budapest dei primi anni del Novecento; quindi una musica di matrice tzigana, ricca di quello
struggente lirismo tipico delle composizioni ebraiche ashkenazite, come afferma Zaccaro stesso.
Una partitura splendidamente orchestrata che ha il suo punto di forza nei brani iniziali, “Ai
Franco Piersanti ragazzi (di tutte le periferie del mondo)” e “La società dello stucco”: il primo una marcia quasi
circense di trascinante bellezza, il secondo un rocambolesco quanto esaltante moto agitato.
I ragazzi della via Pál Due ottimi esempi di come la musica per la televisione possa raggiungere i massimi livelli qualitativi,
(2003) grazie anche all’ottima performance dell’Orchestra Città Aperta, diretta da Piersanti, e dei suoi
R.T.I. – Image Music IMG 5147702 ineguagliabili solisti, tra i quali spiccano Bruno Moretti al pianoforte, Gianluca Littera all’armonica,
18 brani – Durata totale: 54’10” Diego Conti al violino, Alessandro Silvestro alla tromba e Kevin Nutty alle percussioni.
Tra i molti altri pregevoli brani, ci preme ricordare la melodia sospesa de “Il giardino
incantato”, la scorribanda per ottoni di “Battaglie fra bande”, il lieve “Nemecsek il piccolino” e
il sirtaki zingaresco di “Per le strade di Buda”.

Il compositore romano Carlo Siliotto, noto per le colonne sonore dei film di Nichetti Luna e
l’altra e Palla di neve, nonché per il notevole score de La corsa dell’innocente, scrive per questo
sceneggiato dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi una musica dalla doppia anima: sofferta
e combattiva.
Il tema principale, al contempo agguerrito e intimo, memore a tratti dello stile di Nyman,
torna lungo tutto il corso del CD con diverse variazioni di grande potenza orchestrale, come la
conclusiva “Il cantico”: un crescendo di quasi dieci minuti che colpisce dritto al cuore.
Siliotto afferma nell’intervista del libretto all’interno dell’album: “I capisaldi della colonna
Carlo Siliotto sonora sono due. Il primo è proprio il “Tema di Francesco”, che segue la storia narrata. Il
secondo è il “Tema dell’Amore e del Dolore” uniti, proprio perché, attraverso il secondo
Francesco (2002) sentimento, Francesco arriva a sublimare il primo”.
R.T.I. – Image Music IMG 510111 2 Da sottolineare la presenza di brani quali “Chiara e i lebbrosi”, “Chiara e Francesco” dove la
23 brani – Durata totale: 68’46” candida voce femminile di Yasmin Sannino incarna l’amore puro, senza peccato, vero dono di
Dio, o “Il Vangelo in volgare”, quasi un carillon sognante che espone il tema in tutta la sua intima
semplicità. Musiche dirette dal Maestro Siliotto ed eseguite magistralmente (ascoltare
attentamente l’esplosiva “Francesco va alla guerra”) dalla Bulgarian Symphony Orchestra – Sif
309, in cui emerge prepotente la bravura dei solisti Nicola Di Staso alla chitarra, Iavor Stefanov
al flauto dolce e Domenico Ascione ai plettri. Degno di lode l’assolo al flauto dolce di Alessio
Mancini nel brano “Il delirio”, contrappuntato dai vigorosi interventi dell’orchestra.

Un Monsignore compositore e l’intrepida avventura di Tristano e Isotta. Don Marco Frisina


e la magia della sua musica. “Ho cercato di ricostruire il sapore del mondo bretone con alcuni
suoni medioevali ottenuti con l’ausilio di strumenti dell’epoca, come la cornamusa, la
cennamella, la ghironda, l’arpa celtica e la bombarda, uno strumento ad ancia dal suono molto
penetrante”, dichiara il compositore romano.
Tutto ciò si avverte, soprattutto grazie ai solisti dell’Ensamble La Mascherata con il supporto
dell’orchestra A.M.O.D.I.R., nei brani “Il cuore e la spada”, tema d’amore nonché motivo
conduttore del film televisivo, “Il filtro magico”, dall’atmosfera misteriosa e delicata a un tempo,
Marco Frisina “Festa nella reggia di Re Mark”, una gioiosa ballata medievaleggiante, “Canto per le nozze di Re
Tristano e Isotta (1998) Mark”, una sorta di mottetto dell’anno Mille – secondo la definizione dello stesso Frisina - con
il coro San Giovanni in Laterano e “Battaglia e liberazione”, in cui l’orchestra si scatena in
R.T.I. – Image Music IMG 5082622 un’epica sarabanda sonora.
20 brani – Durata totale: 60’07” Come dice l’autore della partitura: “La musica si muove su diversi livelli: c’è l’aspetto magico,
c’è quello eroico-cavalleresco e poi quello sentimentale”. Degne di segnalazione sono anche le
dissonanze di “Prigionia di Isotta”, la sospesa cupezza di “Notte dell’accampamento”, la
tensione valorosa di “I nemici di Irlanda”, il dramma celtico di “Le voyage de guerison” e la
cavalcata d’archi e ottoni di “Assalto nel bosco”.
Musiche orchestrate e dirette da Marco Frisina, ormai una garanzia per quel che riguarda
soundtracks di elevata qualità per produzioni televisive.

Errata Corrige
Pivio & Aldo De Scalzi, compositori della fiction Distretto di polizia, non hanno nessun legame di parentela, come erroneamente si poteva intuire
dalla recensione della serie TV sopraccitata presente sul terzo numero della nostra rivista.
30 Classica e Film

L’orchestra
L’orchestra dell’Opera
dell’Opera di
di Edgar
Edgar Degas
Degas (1870)
(1870)

Il profondo legame tra


musica classica e musica
cinematografica
di Piero Campanino

La musica da film, definita dagli addetti ai che, da marginale accompagnamento Questo mutamento epocale offrì ai
lavori “musica applicata”, è sempre stata dell’azione drammaturgica, assunse man compositori possibilità espressive fino ad
influenzata da quella classica. I maggiori mano un ruolo sempre più attivo e allora impensabili, confermando il profondo
compositori di colonne sonore si sono determinante nella costruzione dell’azione legame dei compositori di musica da film
ispirati alle partiture dei grandi autori dinamica. con la tradizione musicale romantica e
sinfonici del passato. Fin dai tempi del E’ noto a tutti gli appassionati di colonne tardoromantica europea, e succes-
cinema muto, quando la musica era sonore quanto sia stato saccheggiato, con sivamente con l’impressionismo francese ed
utilizzata come riempitivo sonoro finalizzato risultati alterni, il repertorio classico allo i massimi esponenti del Novecento. I
alla descrizione ritmico-dinamica delle scopo di nobilitare l’opera attraverso compositori che sotto il profilo tecnico-
scene e alla loro sottolineatura emozionale, l’impiego di musica colta. Bisogna ricordare stilistico hanno maggiormente influenzato
il musicista (pianista o organista che fosse) che il legame tra musica classica e cinema si gli autori di musica da film sono stati Richard
realizzava il commento musicale utilizzando sviluppa su versanti diversi: da una parte si Wagner e Claude Debussy.
spesso brani di musica classica riarrangiati, indulge all’uso di brani tratti soprattutto dal Il primo fu determinante per la
eseguendoli dal vivo ai piedi dello schermo. repertorio romantico e tardoromantico formazione artistica di musicisti del calibro
Più tardi, con il passare degli anni, la tecnica (Beethoven, Schubert, Mendelssohn, di Max Steiner, uno dei più grandi
cinematografica diventò sempre più Wagner e Cajkovskij), opportunamente compositori hollywoodiani di tutti i tempi,
raffinata: non era più la semplice e rozza rielaborati da arrangiatori chiamati a autore di King Kong (id., 1933), The Lost
rappresentazione della realtà, ma la messa riarmonizzare e riorchestrare i temi Patrol (La pattuglia sperduta, 1934), The
in scena della finzione con l’utilizzo di principali delle sinfonie e delle opere più Informer (Il traditore, 1935), Casablanca
tematiche ispirate ai grandi personaggi note; dall’altra si fa strada la tendenza a (id., 1942), Gone With the Wind (Via col
storici o letterari. Questo cambiamento comporre musiche originali ispirate allo stile vento, 1939). Austriaco di nascita,
servì ad avvicinare un pubblico borghese sinfonico ritenuto più confacente alle trasferitosi negli Stati Uniti, Max Steiner
che fino ad allora aveva snobbato quella tematiche del film. L’utilizzo del repertorio ottenne l’incarico di direttore della sezione
innovativa forma d’espressione. Reso classico e di composizioni originali ad esso musicale della RKO, mitica casa di
ripetitivo e documentaristico dai primi ispirate contribuì all’evoluzione della tecnica produzione americana, diventando grazie
registi e operatori, il cinema poteva attrarre compositiva della musica da film che, da al successo delle sue partiture, un modello
il ceto popolare, ma non una borghesia marginale commento realizzato dal vivo nel e un punto di riferimento per i musicisti del
colta, incline alla frequentazione assidua dei cinema muto si trasformò, con l’avvento del suo tempo e per le generazioni future.
teatri e delle sale da concerto. Il graduale sonoro, in colonna sonora registrata su L’influenza che Wagner ebbe su Steiner fu
sviluppo del mezzo cinematografico banda magnetica e montata sulla pellicola in enorme: ci riferiamo ad esempio all’utilizzo
modificò radicalmente l’utilizzo della musica sincrono con le immagini. sistematico del leitmotiv, vale a dire la
Classica e Film 31
tecnica che consiste nella ripresa del tema
principale nel corso del film, modificato,
frammentato, modulato o riarmonizzato al
fine di rievocare un personaggio o un
avvenimento fondamentale della storia,
attraverso una melodia ricorrente che
diventa familiare all’orecchio
dell’ascoltatore, proprio perché
riproposta più volte nel corso del film. La
magniloquenza orchestrale (fondamentale
il ruolo degli ottoni), la melodia infinita, il
cromatismo perpetuo, l’utilizzo di blocchi
armonici di semidiminuite per sottolineare
una sequenza di particolare drammaticità o
l’uso dei tremoli degli archi per una scena
di suspense, sono tutte tecniche derivate
dalla lezione wagneriana.
Steiner non fu l’unico a subire l’influenza
del maestro di Bayreuth; altri grandi
compositori della “Golden Age”
hollywoodiana, come Erich Wolfgang
Korngold, Franz Waxman, Miklos Rozsa,
Alfred Newman e Bernard Herrmann, Un anziano Igor Stravinsky
utilizzarono con grande abilità le tecniche
wagneriane. massimi autori contemporanei come John Bruckner in Senso (1954), per non parlare
L’altro grande genio saccheggiato da Williams e Jerry Goldsmith. Le magistrali poi dello struggente Adagietto della 5a
Hollywood fu Claude Debussy. Tutte le partiture di Incontri ravvicinati del terzo tipo, sinfonia in do diesis minore di Gustav
partiture dei film d’avventura, di cappa e Star Trek - The Motion Picture e Alien devono Mahler nel capolavoro Morte a Venezia,
spada, di pirati, storico/mitologici, ebbero moltissimo al “Prelude à l’aprés-midi d’un oppure dell’intera sequenza della “Morte di
una forte impronta impressionista, con Faune”, e The Secret of Nimh (Brisby e il Isotta” tratta dal Tristano di Wagner, inserita
largo impiego di scale orientali tipiche di segreto di Nimh) non esisterebbe senza “La in Ludwig (1973).
Debussy, di arditezze armoniche mai Mer”, come Star Wars deve molto Nell’opera di Visconti la musica ha una
portate a conclusione. Esse sfruttavano il all’“Anello del Nibelungo”. funzione storica o addirittura ideologica e,
grande potere evocativo che la musica del Un altro aspetto rilevante e controverso nonostante il peso drammaturgico, entra in
compositore francese emanava, come le che lega il cinema e la musica classica è l’uso gioco dialettico e contrappuntistico con le
atmosfere rarefatte della descrizione di una che numerosi registi hanno fatto di pezzi immagini, mentre Kubrick sembra
natura primordiale espressa con colori tenui classici nei loro film. Alcuni rappresentano concepire musicalmente intere sequenze
e allo stesso tempo violenti. Tutte queste un esempio magistrale di come un intero visive: egli parte dalla musica per arrivare al
caratteristiche furono utilizzate dai massimi film possa essere commentato da musica film. L’ultimo esempio, ma non certo
esponenti della “Golden Age” con originale che si integra perfettamente con l’ultimo nella storia del cinema, è quello di
parsimonia e furbizia. brani classici di grande notorietà: in Pier Paolo Pasolini, poeta e regista di grande
La lezione di Wagner e Debussy al pari di Excalibur, visionaria pellicola di John caratura, che ebbe sempre molto interesse
altri grandi musicisti come R. Strauss o Boorman sulla leggenda di Re Artù, la verso la musica classica. Pasolini impiegò
Cajkovskij, è stata utilizzata anche dai colonna sonora originale di Trevor Jones si Bach in Accattone (1961), film che racconta
fonde con brani di Wagner e Carl Orff, la violenza della lotta tra due uomini sullo
creando un unico filone drammatico con le sfondo delle borgate romane,
immagini. Impossibile non ricordare la imprimendovi una valenza drammatica
grande scena della battaglia finale tra le inconsueta e minando alla base la
armate di Artù e quelle di Mordred nelle rispettabilità borghese della musica classica,
nebbie della Cornovaglia, sostenute dai in un’operazione di demistificazione
Carmina Burana di Orff; o la scena del dell’opera, come in Mamma Roma (1962) su
tradimento consumato da Lancillotto e musiche di Vivaldi , o Il Vangelo secondo
Ginevra, commentata dallo struggente Matteo (1964) dove il film pare disperdersi
preludio del Tristano e Isotta; o la sequenza in una sorta di orgia musicale con il
della ricerca del Graal, accompagnata dal mescolarsi di brani di Bach, Mozart,
mistico preludio del Parsifal. Webern e Prokofiev. Anche se in seguito il
Stanley Kubrick utilizzò musica classica regista si avvalse della collaborazione di
nei suoi film in maniera tradizionale, come in Ennio Morricone, il bisogno di attingere al
2001: Odissea nello spazio (1968), dove si repertorio classico rimase uno dei caratteri
ascolta “Così parlò Zaratustra” di R. Strauss, principali della sua poetica cinematografica.
o in Arancia meccanica (1971), dove la 9a Sulla opportunità dell’impiego di musica
sinfonia di Beethoven servì da ossessionante classica nel cinema vi sono pareri discordi.
commento, grazie alla manipolazione Personalmente, da compositore, non ne
elettronica che ne fece Walter Carlos. condivido l’uso che, a mio avviso, dovrebbe
Tra i grandi registi italiani interessati agli essere limitato a casi eccezionali e in
apporti drammaturgici dei classici va citato presenza di esigenze artistiche precise.
per primo Luchino Visconti che, ad Dal pianista che commentava ai piedi
Un dagherrotipo ritraente Claude Debussy esempio, usò la 7a sinfonia in mi maggiore di dello schermo il primo film muto ad oggi è
32 Classica e Film

passato quasi un secolo. In questi anni la Il rinnovato interesse per la musica da


musica da film è diventata una componente film, a torto considerata da alcuni una “arte
fondamentale per il successo di un’opera minore”, sta moltiplicando le occasioni di
cinematografica grazie all’apporto eseguire le colonne sonore in concerto,
fondamentale di musicisti geniali come E. all’interno di festival e di manifestazioni ad
Korngold, M. Steiner, A. Newman, F. esse dedicate. Il pubblico gradisce e accorre
Waxman, M. Rozsa, D. Tiomkin e B. numeroso, specialmente quello dei giovani.
Herrmann fino ad arrivare a E. Bernstein, J. Ciò significa che la musica da film è viva e
Goldsmith, J. Williams. che, disgiunta dalle immagini di cui è parte
I grandi compositori di musica classica integrante nel film, comunica emozioni,
del passato hanno tracciato una strada dimostrando di essere una valida alternativa
che gli autori di colonne sonore hanno alle composizioni da concerto; anzi, può
seguito con passione dando vita a una essere considerata un ponte che unisce la
nuova arte che non pretende di musica di più facile ascolto a quella colta.
precorrere i tempi, ma soltanto di servire A Wagner, Cajkovskij, Mahler, Debussy,
allo scopo per cui è stata creata: un R. Strauss, Stravinsky, Schonberg... diciamo
lavoro artigianale che spesso assurge ai grazie per essere stati gli ispiratori dei grandi
più alti livelli artistici ed esalta e dà lustro compositori di colonne sonore dai quali
alle opere che deve commentare, abbiamo ereditato capolavori che
contribuendo in maniera determinante al rimarranno per sempre nella memoria di
loro successo. tutti gli appassionati della Settima Arte. Sergej Prokofiev

L’eredità di Wagner
Credo sia importante per ogni più appariscenti), ma investe e modifica i come se sotto quelle mani affondate nel
compositore di colonne sonore e per ogni rapporti interni tra gli strumenti già presenti Bechstein di famiglia avesse facile gioco il
appasionato di musica da film approfondire nell’organico, assegnando loro nuovi compiti passaggio tra autori così diversi.
ulteriormente la figura umana e artistica del e nuove funzioni; esemplare è il caso della Vero, ma certamente curioso in un
genio di Bayreuth, poiché il suo percorso viola che da semplice riempitivo diventa per musicista che a proposito del Tristan und
creativo sembra destinato a portare Wagner uno strumento ricco di individualità Isolde si era lasciato sfuggire di bocca parole
naturalmente al cinema attraverso e di mezzi espressivi precedentemente dure come “demagogia”, “bestemmia”,
un’esperienza umana che assomiglia più a un ignoti. “demenza”. Volendo sorvolare sulle
film che al vissuto di una persona comune. C’è nei Buddenbrook di Thomas Mann testimonianze che vedono il giovane Wagner
Wagner fu senza ombra di dubbio il più un punto in cui l’organista Edmund Pfuhl abbeverarsi al sacro fonte bachiano, il nome
grande rivoluzionario della storia della elogia a non finire lo stile di Johann Sebastian di Bach non va ricordato per puro obbligo di
musica. La sua possente rivoluzione Bach. Se non che tra un’improvvisazione e presenza; casomai per un fatto di
orchestrale non è limitata alla creazione di l’altra, fiorite nel nome del venerato maestro, autodisciplina tipicamente tedesca e, senza
nuovi strumenti o di impasti timbrici del tutto il suo preludiare va a tradursi alcun dubbio, di esemplare unità. Mi piace il
inusitati (che ne costituiscono solo gli effetti inaspettatamente in una pagina wagneriana, passo dei Buddenbrook e perciò sulla sua
falsariga ho preferito iniziare così, vincendo la
tentazione di lasciarmi immediatamente
sedurre dai lati più vistosi di un compositore
tra i più grandi ma anche tra i più discussi della
storia. Un Wagner insomma meno
altisonante, ma pur sempre un
“Commendatore” che alla fine abbranca
tutti, compreso l’irriducibile organista Pfuhl,
acerrimo nemico del compositore di
Bayreuth. E in ultima analisi una premessa alla
definizione data da Thomas Mann alla sua
arte: “ebbra di passato e di futuro”.
Volenti o nolenti il compositore di Lipsia ci
sfugge sempre, così come si sottrae ad una
precisa definizione malgrado l’affastellarsi di
infinite sfaccettature interpretative; cliché
comodi e perfino banali nati da giudizi non
propriamente sereni e da spirito settario. La
cosa certa è che risulta più facile mettere il
sale sulla coda all’uomo che all’artista. Mi
riferisco alla zigzagante traiettoria biografica e
alla gigantesca e spesso impenetrabile
parabola creativa. Una vita, la sua, conforme
all’opera limitatamente agli aspetti più
Bozzetto di Angelo II Quaglio per la prima di Tristan und Isolde, Monaco 1865 autentici. “Sono ciò che sono solo quando
Classica e Film 33
lavoro”, sostiene l’autore del Parsifal.
Sempre finanziariamente alla deriva,
ovunque più che diritti Wagner accampa
privilegi. Il vociferare nemico di ogni
cortigianeria finisce sotto l’ala protettiva del
re di Baviera. Il sospetto modello di razza
ariana vomita veleno sugli ebrei con
affermazioni che già puzzano di nazismo.
Tutti aspetti in grado di far calare un’ombra di
demoniaca corruzione sull’opera, destinati a
cadere come tasselli posticci di fronte
all’immensa rilevanza artistica del risultato
globale e allo straripante impegno creativo.
Non si può dire che Wagner si sia
affacciato sul boccascena della vita con le
stigmate del genio. Fra l’altro non fu musicista
di eccezionali doti native, né la musica sugli
inizi assorbì tutto il carico delle sue attenzioni.
Prima la cultura e il teatro, poi la folgorazione
Beethoveniana. Fondamentale il concetto di
Il teatro Wagneriano di Bayreuth in un disegno di fine ’800
missione artistica che Wagner sentì fin da
giovanissimo e che si spinse fino a Shoenberg, ventaglio delle conoscenze operistiche, in Valkiria può adombrare la dimensione
autore al di sopra di ogni sospetto, il quale particolare Bellini e Auber, le cui influenze inconscia della catastrofe, l’assorta presenza
nell’arte wagneriana nota “il soffio etico ed il sono visibili nel Divieto d’amare del mare nel preludio al terzo atto del
valore eterno”. successivamente ripudiato dall’autore. Tra le Tristano è poesia allo stato puro.
Rispetto alla rivoluzione silente in Bach e fobie wagneriane ci fu sempre quella del Tornando alla Tetralogia, il senso epico
tutta interna in Beethoven, quella di Wagner grand-opera. della storia si carica di significati simbolici. Dal
sembra assumere i toni della rivolta violenta Con il Rienzi si scorgono l’abbondanza di progetto legato alla figura di Federico
e umorale. Un’esistenza rapsodica di taglio musica (segno manifesto dell’eredità Barbarossa il compositore passa a quella di
gaglioffo e inaffidabile. Egli può considerarsi operistica tedesca) e il valore letterario del Sigfrido, dagli eroi medievali alle saghe dei
un’artista di natura centripeta, e come tale testo. Con L’olandese volante Wagner da Nibelunghi, mentre il disegno complessivo si
pretenderà l’esclusiva: un monarca tutto per librettista si fa poeta, come nelle opere identifica con un processo culturale che dalla
lui, un teatro per le sue opere, quello di successive Tannhauser e Lohengrin. Sfidando il ritualità della tragedia greca si spinge fino al
Bayreuth, un pubblico culturalmente convenzionalismo corrente, egli anela Wort-Ton-Drama.
selezionato. all’unità di tutte le arti attraverso il teatro Teatro che si fa musica, musica che si fa
Nella formazione musicale di Wagner, musicale, sgretolando ogni regola - in primis teatro. La genesi del Ring durò una ventina
sostanzialmente autodidatta, non esistono le forme chiuse – e modificando ogni d’anni. Superfluo elencare la miriade di
grossi solchi da colmare. Se gli anni giovanili rapporto tra musica, testo e azione. Così componenti di questa creazione a dir poco
sono espressione di interessi mozartiani e Wagner dà vita a procedimenti musicali che si ciclopica. Sarebbe come sciorinare tutti i
beethoveniani, e si traducono in una sinfonia mimetizzano dentro un’orchestra dalle leitmotiv che si enucleano, si incatenano, si
ripresa a Venezia nell’imminenza della morte molteplici risorse, sfumando i confini tra espandono, si contraggono all’interno dello
per espressa volontà dell’autore, prima di armonia, contrappunto e timbro, attraverso stupefacente insieme architettonico
irrompere nelle capitali europee il il capillare gioco delle metamorfosi. Siamo, dominato dai principi dell’incessante
compositore si intrattiene a lungo in inutile dirlo, alla Tetralogia basata sulla elaborazione, trionfo della fantasia quanto
provincia, conducendo una proficua gavetta cosiddetta melodia infinita, contigua al dell’ingegnosità. Le quattro parti di cui è
direttoriale, che lo pone in grado di aprire il concetto di leitmotiv e ad una diversa e costituito il Ring convergono l’una nell’altra,
quanto mai libera struttura metrica. Poesia e eppure il concetto di ciclicità può estendersi
musica sì, ma nel contesto di un’opera totale, anche ai titoli successivi. Tesi avvalorata dal
ove una specie di cinepresa sembra muoversi tema della redenzione e, per fare un
in continuazione, impadronendosi via via di esempio, dai legami tra opere come Tristan e
sempre nuove e suggestive angolazioni Parsifal. Il discorso su questi due drammi
prospettiche. coinvolge lo spingersi del musicista ai limiti del
In tema di diversa mobilità psicologica e processo degenerativo della tonalità, per poi
gestuale, sorge spontanea l’analogia tra fare un balzo all’indietro.
l’opera wagneriana e il cinema. Resta innegabile che il cromatismo del
La musica wagneriana possiede un Tristan abbia saputo in qualche modo
carisma metafisico, anche quando presenta prevenire le esigenze dei posteri, mentre in
toni aulici, forza selvaggia, sapore mortifero, Parsifal l’intreccio rimarrà circoscritto alle
accenti naturalistici. L’aprirsi dell’Oro del Reno, forze del male. Il resto è diatonismo. Sempre
con quell’accordo di mi bemolle maggiore in bilico tra amore e odio, trionfo e caduta,
prolungato per vari minuti, è espressione nel precipizio Wagner divide il mondo in
dolente del faticoso cammino umano; porta detrattori e ammiratori. Di diverso segno
stampato il marchio del tempo, ma vive i appaiono le ripercussioni su contemporanei
sogni convulsi dell’eternità. E nel suo lento e posteri da parte dell’eterno fuggiasco,
incedere conserva qualcosa della bachiana continuamente costretto a levare le tende,
Matthaus-Passion: l’introduzione, per persino dall’adorata Venezia: e stavolta in via
l’esattezza. E mentre l’oscura minaccia che definitiva, non essendo l’autorità, il pubblico,
Richard Wagner pervade la tempesta nel primo atto della i nemici a impartirgli tale ordine, ma la morte.
34 Recensioni

Davis: ritorno alla Matrice


Realizzare i seguiti di pellicole di ibride ascoltate negli altri film, se si eccettua di scale ascendenti e discendenti,
successo è sempre un’operazione la persistente collaborazione con Juno radicando nell’ascoltatore un senso di
delicata, da affrontare con massima Reactor per gli iniziali “The Trainman ossessiva ripetitività, da sempre cifra
prudenza, se si vuole evitare il disastro. Cometh” e “Tetsujin” e il brano dark che espressiva delle musiche di Matrix.
Dopo la santificazione del primo capitolo risuona nell’antro infernale del Merovingio Nei precedenti capitoli si coglieva
e la fredda accoglienza riservata al (“In My Head”, dei Pale 3). un’aperta ispirazione al minimalismo di
secondo, solo un miracolo poteva Discorso a parte merita la suite dei titoli John Adams, Steve Reich e Philip Glass.
consentire ai fratelli Wachowsky di di coda, “Navras”, il cui titolo si richiama allo Pur presente anche ora, la cerebrale e
portare a compimento la saga di Matrix spirito della musica che nella tradizione indù distaccata continuità di quello stile ora
senza tradire le aspettative dei fans. eleva l’animo dell’uomo verso il divino. sembra spesso infrangersi nella violenza
I due film conclusivi della saga sono Davis e Ben Watkins dei Juno hanno più caotica, con precedenti da ricercare
eccellenti pellicole di fantascienza e di assemblato un accattivante mix di techno, nelle destrutturate opere di compositori
avventura, propongono momenti di world music, folclore e sinfonia classica, con come Penderecki (tanto caro al Kubrick
grande coinvolgimento emotivo senza tanto di testo corale in sanscrito: un risultato di Shining) e Corigliano, ma anche nei più
rinunciare ad allusioni e stimoli di un stimolante, un po’ ruffiano nel suo essere classici “Pianeti” di Holst, nelle sinfonie
certo spessore, e sono confezionati con così spudoratamente di tendenza. belliche di Shostakovich e, perché no,
originalità, sofisticato gusto estetico ed L’affresco sinfonico di Davis ripropone nella marziale irruenza espressiva delle
eccezionale virtuosismo registico. tutti gli stilemi già comparsi nei capitoli Guerre stellari di Williams, non senza il
Nonostante ciò il miracolo non si è precedenti, ormai familiari a mezzo mondo. recente influsso delle ombrose battaglie
compiuto e il risultato finale è lontano da I metallici accordi prolungati degli ottoni, al del Signore degli Anelli di Shore.
quello che le severe regole commerciali cui apparire viene istintivo immaginare Si inizia con “Niobe’s Run”, in cui
del box office consentono di definire un figure combattenti bloccate a mezz’aria, le l’equipaggio della Hammer tenta una
successo. L’ultimo episodio è stato
recensito con severità dai critici, ma –
ancor peggio – ha suscitato il dissenso
corale della maggior parte dei fans.
Peccato: i riferimenti mistici,
l’evangelica battaglia finale dell’Eletto per
liberare l’umanità dalla schiavitù del
mondo virtuale, il piano dell’Oracolo per
dimostrare a uomini e macchine che
esiste uno Spirito universale comune ad
entrambi, in nome del quale incamminarsi
verso un futuro di pacifica convivenza,
erano temi stimolanti, che però non hanno
convinto il grande pubblico.
Del resto se ci si è molto divertiti,
bisogna ammettere che il marchingegno
narrativo non ha mantenuto un livello
costante di qualità e di originalità. Forse L’ultimo scontro tra Neo (Keanu Reeves) e Smith (Hugo Weaving) in Matrix Revolutions
gli autori si sono lasciati sopraffare
dall’elaborazione visiva, forse si sono iterazioni minimaliste, che segnalano l’arrivo disordinata fuga dalle “seppie” inseguitrici: la
anche stancati della loro stessa creatura: delle micidiali sentinelle meccaniche, il tema musica, che fino ad ora ha osservato la
quale che sia la ragione, proprio d’amore di Neo e Trinity, conosciuto nel rischiosa navigazione con un concentrato di
l’episodio finale tradisce imperdonabili climax del capitolo precedente, il malevolo tensione e di attesa, lascia libero corso
debolezze nei dialoghi, frequenti cadute borbottio elettronico che sottolinea la all’inseguirsi delle serpentine sonore e al
di ritmo ed una superficiale performance presenza dell’agente Smith, che in questo ritmo puntato dai furiosi martellamenti
di alcuni degli interpreti. film si è clonato e diffuso ovunque come un metallici. La corsa prosegue nelle
Archiviate con rammarico le reazioni tumore maligno. fremebonde sezioni di “Woman Can
discordanti che hanno accolto l’uscita del Il nucleo vitale del film e del Drive”, con un’affollatissima scrittura
terzo episodio, sembra che ancora una volta soundtrack è racchiuso nella forsennata contrappuntistica. Intanto, in parallelo,
si possano invece promuovere a pieni voti la battaglia del porto di Zion, una sequenza prosegue la disperata battaglia dei difensori
colonna sonora del film e il suo principale di travolgente impatto visivo in cui gli del porto di Zion.
artefice, il compositore Don Davis. effetti speciali sono così raffinati da Davis sottolinea il momento con
La partitura di Revolutions, perfettamente autorizzare confronti con le grandi percussive ripetizioni di singole note, un
coerente con le atmosfere dei precedenti rappresentazioni pittoriche del passato: ossessivo codice morse orchestrale che
episodi, si distingue per il maggior spazio le pagine di musica d’azione che si esalta magnificamente l’urgenza del
concesso alla componente sinfonica, susseguono qui sono assolutamente momento. I toni più epici e disperati sono
protagonista assoluta e trionfale dell’opera. uniche per l’entusiasmo e il riservati al crescendo che descrive il
Al folto organico strumentale si affianca coinvolgimento emotivo che suscitano. sacrificio del comandante Mifune,
persino un poderoso coro misto che svetta Sono brani accomunati dall’affollarsi di letteralmente travolto e fatto a pezzi
nei momenti più drammatici del racconto. sbozzate idee melodiche circolari, mentre dalla fiumana di sentinelle avversarie
Vengono ridotte le presenze musicali i gruppi orchestrali si scambiano sequenze (“Moribund Mifune”), mentre il culmine
Recensioni 35
emotivo assoluto si perfeziona nel famosissimo “O Fortuna” di Carl Orff. Davis
successivo “Kidfried”, che descrive i gesti partecipa alle ultime fasi dell’instancabile
eroici compiuti per bloccare l’avanzata combattimento tra i campioni del bene e
delle macchine dai più giovani ed del male con slanci corali e un epilogo
improvvisati difensori di Zion. funereo che si rifà al “dies irae” medievale:
Mentre Kid (dal cui nome trae spunto il “Why, Mr. Anderson?” è con “Kidfried” uno
titolo del brano, ironica parafrasi del Sigfried dei punti di vertice dello score.
di wagneriana memoria) si prodiga nel Applauso meritato per Don Davis, che si
tentativo di fare accedere la Hammer al guadagna, per parte nostra, il massimo dei
porto, l’affanno musicale diventa una danza punti. Il disco della Maverick perde per
di follia acustica, un’iniezione di frenesia strada molte interessanti porzioni di musica,
ipnotica ed esaltante. ma presenta il meglio assoluto della Don Davis & Artisti Vari
Non meno godibile la musica che partitura, in una scelta di brani che ci trova,
accompagna l’ultimo viaggio di Neo e Trinity una volta tanto, completamente appagati. The Matrix
(“Saw Bitch Workhorse”), con l’apertura Deludente invece la registrazione Revolutions
corale che segnala la fugace apparizione del delle esecuzioni orchestrali. Già (Matrix Revolutions - 2003)
sole attraverso le nubi perenni prima del aspramente criticata nelle precedenti
Maverick 48412
precipitoso volo verso la città delle macchine. edizioni, la regia sonora avrebbe richiesto
E dopo la parentesi mesta di “Trinity una perizia tecnica ben superiore nelle 16 brani - Durata totale 63’21”
Definitely”, con il commiato tra i due operazioni di incisione e di editing di
innamorati ben espresso dalle rassegnate quest’opera, proprio per dare volume e
esposizione del loro tema, si giunge allo trasparenza adeguati ai momenti di
scontro finale tra Neo e Mr. Smith. maggior impegno sinfonico e corale. Il
Ancora un titolo che ammicca a Wagner, compact contiene anche una discreta
“Neodammerung”, per una pagina corale sezione per PC, con il trailer del film.
che non può non richiamare anche il Gianni Bergamino

Il Libro
Un libro sulla musica da film in italiano due note ricalcano la parola “seven”. Ed è
è merce rara, e merita ogni lode a curioso apprendere che nella sua
prescindere dalla bontà dei risultati. Se partitura per Il silenzio degli innocenti
poi, come nel caso dell’opera in (The Silence of the Lambs, 1991), Howard
questione, la cura nell’impaginazione e la Shore introdusse, campionandolo, il verso
ricchezza del materiale iconografico delle balene.
(sempre corredato di esaurienti Ma tra le righe di un raccontarsi
didascalie) è decisamente sopra la media, apparentemente svagato e divertito,
allora ci pare il caso di gridare al molti autori mettono il dito sulle piaghe,
miracolo! vecchie e nuove, che affliggono l’arte
Terza uscita di una collana di libri dello scrivere musica per il cinema:
intitolata ai mestieri del cinema – sono già l’ignoranza musicale della maggior parte
stati pubblicati quelli dedicati alla Regia e di produttori e registi, l’inveterata cattiva
alla Sceneggiatura – questo imponente abitudine di sottoporre al compositore di
volume raccoglie 12 biografie e turno una colonna sonora provvisoria
altrettante interviste ad alcuni dei più (temp track), frutto dell’assemblaggio di
importanti compositori della storia del brani musicali fra i più disparati e
cinema: da John Barry a Danny Elfman, implicito stimolo al plagio, l’inadeguato
da Jerry Goldsmith a Philip Glass. Dopo lasso di tempo messo a disposizione per
una bella introduzione, il primo profilo è completare il lavoro, i tagli e i
però riservato ad un tredicesimo cambiamenti dell’ultimo minuto, spesso
musicista – Bernard Herrmann – unico compiuti senza consultare l’autore delle Mark Russel e James Young
portavoce della Golden Age musiche, e così via. Maestri del cinema:
hollywoodiana e, secondo il giudizio degli Fra le molte, bellissime fotografie di
autori, il massimo esponente di questa questa preziosa pubblicazione, spiccano Musica (2003)
professione così bella e difficile, così le numerose riproduzioni delle pagine di
amata e vituperata. alcuni spartiti originali, spesso corredate Caratt.: cm 23 x 30
Le interviste si dipanano sul filo dei dagli appunti degli stessi compositori: un 192 pagine
ricordi personali dei singoli compositori e ulteriore strumento per studiare “sul 450 fotografie a colori
sono ricche di aneddoti. Scopriamo così campo” la complessità di un mestiere rilegato, brossura
– per citare solo un paio di esempi - che sottostimato. Euro: 35
Elmer Bernstein spesso scrive una Last but not least, al libro è allegato un Editore: Ed. Atlante
melodia sull’onda della suggestione CD che raccoglie 13 brani – uno per Isbn 88-7455-005-7
esercitata dal nome di un personaggio o ciascuno degli autori trattati –
Note: CD allegato
dal titolo del film. E’ il caso del celebre diligentemente eseguiti e di piacevole
tema composto per I magnifici sette (The ascolto.
Magnificent Seven, 1960), le cui prime Alessio Coatto
36 Recensioni

Fra i colori di un meraviglioso mondo d’animo sempre nuovi e accattivanti.


sottomarino firmato Pixar, il percorso di Appaiono, a tratti, gustosi inserti come
crescita di un padre e di suo figlio: l’odissea “Foolproof”, una strizzatina d’occhio ai
sotto i mari di un simpatico pesce alla disperata polizieschi ‘seventies’, che nel cartoon
ricerca del figlio Nemo, rapito da un sub e commenta l’ideazione del piano di fuga da parte
confinato in un acquario. del popolo dell’acquario, o ispirazioni alle
Il commento musicale è felicemente affidato ‘missioni impossibili’ di “Darla Filth Offramp”.
a Thomas Newman, autore di una partitura L’organico sonoro è quanto mai ricco,
metafisica e intimista, eco di un viaggio sotto i complesso e ben amalgamato, a riprova di un
mari che vuole essere anche un’esplorazione chiaro genio e di una comprovata originalità
Thomas Newman dentro noi stessi. compositiva.
A tingere le trame di Newman concorrono le Il regista rivela di aver ideato la sceneggiatura
Finding Nemo sue note tessiture orchestrali, come l’uso mode- ascoltando le musiche del compositore e di
(Alla ricerca di Nemo - 2003) rato e sapiente di strumenti etnici, dell’elettronica essergli grato per l’‘oceano’ di emozioni che la
Walt Disney Records - Pixar 5050466-6859-2-6 e della programmazione, in una narrazione priva sua musica ha aiutato a scoprire. Gliene siamo
40 brani – Durata totale: 60’23” di un elemento melodico dominante, ma di un grati anche noi.
respiro tale da proporre sfaccettature e stati Fabrizio Campanelli

Come sempre, e com’è logico aspettarsi E deludono in parte i tre brani di Mark
da ogni nuova produzione Disney, il prodotto Mancina, relegati a fine scaletta, che
è di altissimo livello tecnico, curato nei suoni e ripropongono in chiave mickeymousing i temi
negli arrangiamenti. già sentiti in precedenza, in episodi troppo
Quello che lascia perplessi è proprio il fatto brevi per riuscire ad apprezzare appieno il
che di “prodotto” si tratta, concepito lavoro del compositore: se si doveva dedicare
evidentemente a fini commerciali, con una così poco spazio allo score non era meglio
scelta di compilazione quantomeno optare per una suite più esaustiva?
discutibile. Restano impressi la graffiante voce del
Se da un lato Phil Collins, come nel “grande spirito” Tina Turner e l’originale
Phil Collins / Mark Mancina precedente Tarzan, dimostra una felice vena timbro del Coro delle Voci Bulgare
creativa che nella carriera “pop” pare averlo (“Transformation”, con risultati peraltro molto
Brother Bear abbandonato da tempo, dall’altro diventa simili all’afro di LeboM) che cantano in
(Koda, fratello orso - 2003) ridondante il ripetere più brani nella film lingua Inuit, unica concessione “etnica” di
Walt Disney Records - 5050466-6877-2-2 version e single version, al punto da far un disco che tutto ricorda meno che
12 brani (9 canzoni + 3 brani orchestrali) sembrare il disco un album di Collins più che l’ambientazione del film.
Durata totale: 48’50” una colonna sonora. Pietro Rustichelli

Harry Gregson-Williams approda alla sua parentesi sentimentale di Sinbad e Marina


prima esperienza autonoma nel settore (“Marina’s Love/Proteus’ Execution”), virtuo-
dell’animazione hollywoodiana con uno score sistiche volate corali per l’ammaliante canto delle
che centra in pieno il bersaglio. Prediligendo un sirene (“Sirens”) ed un nobile tema per la città di
assetto prettamente sinfonico, occasionalmente Siracusa (“Syracuse”, “Sinbad Returns and Eris
speziato da strumenti folcloristici, il compositore Pays Up”), che nella sua marziale solennità risolve
prende le mosse da un tema principale genuina- con grande personalità il richiamo narrativo al
mente eroico ed incalzante, che asseconda le peplum, ammiccando ai fasti rozsiani.
epiche gesta del corsaro protagonista. La freschezza contrappuntistica
Pizzicati d’archi, un fagotto sornione e nell’interazione tra i vari materiali tematici e la
Harry Gregson-Williams marcati vocalizzi femminili contribuiscono dettagliata articolazione del dialogo orchestrale
invece a definire l’insinuante e malizioso motivo (particolarità lodevolmente sintetizzate in
Sinbad: Legend of the dell’antagonista Eris, la dea del Caos. Attorno a “Tartarus”), contribuiscono a rendere la
Seven Seas questi due cardini melodici (entrambi introdotti partitura del componente Media Ventures una
nell’iniziale “Let the Games Begin”), Gregson- controparte fortemente nobilitante il debole
(Sinbad, la leggenda dei sette mari - 2003) Williams costruisce composite situazioni lungometraggio della Dreamworks, oltreché
Dreamworks Records 0600445045972 melodiche nel coscienzioso intento di commento finora maggiormente soddisfa-cente
22 brani – Durata totale: 64’50” rispondere adeguatamente alle stimolanti nell’ambito del rinato filone picaresco.
necessità filmiche: languide battute per la Giuliano Tomassacci

Per raccontare come è nata la pizza, la all’agitata e nervosa performance di Pietra


torinese Lanterna Magica, casa produttrice cui Montecorvino (“Vesuvia”), alla voce vellutata
si devono diversi film italiani d’animazione, ci e dolce di Rosetta Bove (“Semplicemente”) e
regala il personaggio di Totò Sapore, cuoco- alla ritmica mediterranea di Pasqualino
menestrello nella Napoli del Settecento. Egli Ruggiero (“Fabbrica della pizza”).
cerca di salvare la città ai piedi del Vesuvio con Di notevole interesse sono i due brani
un po’ di pomodoro e mozzarella, corali che aprono e chiudono il CD, ambedue
incontrando Pulcinella in persona, streghe dai dal titolo “Piazza mercato”, dove l’Orchestra
nefasti sortilegi e pentole magiche che cantano Sinfonica della città di Napoli, diretta da Mario
animosamente, innamorandosi nel frattempo Ciervo, e il coro ‘Arlesiana Chorus Ensemble’
Edoardo & Eugenio Bennato della bella Confiance. di Roccella Jonica, diretto da Carlo Frascà,
Totò Sapore e la magica Ad accompagnare musicalmente le gesta
eroico-culinarie di Totò Sapore sono stati
esprimono tutta la forza di questa storia a base
di pizza: contrappunti di tutta la compagine
storia della pizza (2003) chiamati due cantautori napoletani DOC, i orchestrale e corale in un crescendo
fratelli Edoardo ed Eugenio Bennato, che esplosivo. Davvero un bel tema quello
BMG – RCA 82876587662 imprimono sulla pellicola il segno composto da Eugenio Bennato!
20 brani (13 canzoni e 7 di commento) inconfondibile della melodia partenopea. Pregevoli i sette temi strumentali: non
Durata totale: 34’45” Tredici canzoni interpretate, sia in coppia semplici brani di commento, ma veri e propri
che singolarmente, dai Bennato con il loro gioielli musicali della durata di poco più di un
caratteristico stile ironico-melodico (su tutte minuto.
“Jammo bello” e “Cacofonico”), oltra Massimo Privitera
Recensioni 37

La celeberrima saga cinetelevisiva creata gustose selezioni dalle musiche scritte


da Gene Roddenberry è sempre stata una per le serie tv, da quella “Classica” a The
grande fonte di ispirazione musicale. Molti Next Generation e Deep Space Nine.
sono i compositori che hanno contribuito, Degni di ascolto particolare sono
con eccellenti risultati, alla creazione di soprattutto la lunga suite di Courage,
questo universo sonoro, dai celebri Jerry tratta dall’episodio della serie classica
Goldsmith e James Horner, passando per “The Menagerie” (evidente l’influsso
Leonard Rosenman, Alexander Courage, musicale di Rimsky-Korsakov) e “Tasha’s
Dennis McCarthy e Ron Jones. La Silva Farewell”, commento sospeso tra suoni
Screen, da amante delle compilation elettronici, firmato da Ron Jones e tratto
‘riepilogative’ quale è, dedica un set di due da un episodio di The Next Generation.
CD alle musiche ‘trekkiane’. Nella L’impianto di tutte le composizioni è AA. VV.
pregevole esecuzione della City of Prague quello, molto classico e tradizionale, della
Philharmonic Orchestra diretta da Nic grande orchestra sinfonica e infatti la The Star Trek Album
Silva Screen FILMXCD 368
Raine, (ri)troviamo così una selezione di curiosità maggiore sta nell’ascoltare CD 1: 13 brani – Durata totale: 53’15”
alcune delle pagine migliori composte per le come compositori differenti si siano CD 2: 11 brani – Durata totale: 44’35”
avventure del capitano Kirk e soci. Tutti i confrontati con la medesima fonte di
temi e le melodie che dipingono gli spazi ispirazione, elaborando la propria
siderali “dove nessuno è mai giunto prima” ‘visione’ musicale. Certamente i risultati
sono qui presenti, a partire dalla famosa sigla di Goldsmith appaiono di qualche misura
della serie originale (firmata da Alexander superiori agli altri (fosse solo per
Courage) fino alle epiche partiture dei l’araldica ed eroica fanfara del primo film,
capitoli cinematografici. ormai divenuta il vero ‘sigillo’ musicale
La parte del leone, in questo album, la della saga), ma tutti i musicisti
fa soprattutto il notevolissimo lavoro di dimostrano una bella varietà di inventiva
Jerry Goldsmith per Star Trek The Motion musicale e di solido artigianato.
Picture (1979) e per Star Trek - Nonostante i difetti tipici di questo
L’insurrezione (1998), senza dimenticare il genere di compilation (ripetitività e scelta
tonitruante James Horner di Star Trek II: un po’ sommaria dei brani), The Star Trek
L’ira di Khan (1982) e il Leonard Album è un disco che si ascolta con
Rosenman di Rotta verso la terra (1986). interesse.
Ampio spazio trovano anche alcune Maurizio Caschetto

La celebre serie tv in 24 episodi Sono presenti altri momenti


Battlestar Galactica (inizialmente Battaglie memorabili, come le pagine d’azione
nella galassia e poi Galactica in Italia) ha “Destruction of Peace”, “End of Atlantia”
compiuto 25 anni. Concepita dal noto e “The Cylon Trap” (notevole la perizia
produttore televisivo Glen A. Larson sul degli ottoni) e il lirico “Adama’s Theme”.
finire degli anni ’60, questa space-opera fu Il CD è una riedizione dell’album
realizzata solo nel ’78, in seguito originale uscito nel ’78 con l’aggiunta di
all’enorme successo di Guerre stellari. qualche minuto inedito. Deludente la
E difatti si ritrovano molte somiglianze qualità della rimasterizzazione: un
per forma e contenuti sebbene, a fastidioso riverbero artificiale – assente
differenza del film di Lucas, questo nell’album originale – ammanta tutta la
prodotto dimostri di essere “invecchiato” registrazione. Ben curato invece il Stu Phillips
assai di più, nonché di risentire libretto, in cui Larson e Phillips rievocano Battlestar Galactica:
dell’inevitabile paragone. Tuttavia, questo
non ha impedito alla serie di ottenere
appassionati ricordi della produzione.
Quello più gustoso lo racconta il
The 25th Anniversary
grande successo e di innalzarsi al rango di compositore: quando il pilot era ancora in Edition
cult (è stato infatti appena realizzato negli produzione, la 20th Century Fox (lo (Battaglie nella galassia – 1978/2003)
USA un remake in forma di miniserie tv). studio che finanziò Star Wars) si lanciò in Geffen/Universal GEFB000156202
Dal punto di vista musicale il modello è lo un’aspra causa nei confronti di Larson e 17 brani – Durata totale: 46’08”
stesso, dunque Battlestar si fregia di una della Universal. Fra le varie accuse, venne
sontuosa e tonitruante partitura sinfonica di mossa anche quella di plagio musicale.
stampo tardoromantico, composta in Durante una delle sessioni di
questo caso da Stu Phillips. “Theme from registrazione, John Williams si presentò
Battlestar Galactica” ricalca senza troppi per ascoltare e valutare di persona se
indugi il modello williamsiano di Star Wars: esistevano gli estremi del plagio. Dopo un
un’ampia melodia araldica costruita su ascolto attento, il Maestro rassicurò
vigorosi intervalli di quinta, orchestrata Phillips e anzi si congratulò con lui per il
preva-lentemente per ottoni e percussioni. lavoro svolto! Tant’è che Williams decise
Nonostante il riferimento sia evidente, il persino di incidere con la Boston Pops
tema di Phillips è trascinante ed una versione concertistica del tema
entusiasmante, grazie anche all’esecuzione principale, accanto alle sue ben più note
partecipe della sontuosa Los Angeles composizioni.
Philharmonic Orchestra. Maurizio Caschetto
38 Recensioni

Già vivamente evidenziata in eccellenti Terry Sheridan” e l’underground di


prove come Young Guns II e The Mummy “Skydive Getaway”), Silvestri non
Returns, la capacità di Alan Silvestri nel rinuncia però ad una scrittura di grande
rispondere a territori filmici già musical- equilibrio tra sintetico e sinfonico,
mente esplorati e definiti trova conferma palesando l’apprezzabile riuscita
nel prolungamento della saga intitolata dell’impasto tra i due moduli con il
alla ormai celebre archeologa Lara Croft. multiforme “Flower Pagoda Battle”,
Anche in questo caso Silvestri nobilita brano evidentemente sensibile alla
i deludenti esiti di script e messa in scena matrice videoludica del progetto, tutto
con una partitura che supera, in inventiva sommato carente di altri, significativi
e resa descrittiva, il lavoro del composi- stimoli creativi.
Alan Silvestri tore uscente dal primo episodio – seppur A farne le spese maggiori è un tema
Lara Croft Tomb Rider: rispettandone gli estremi d’impostazione. portante (“Opening”) semplicistico e
The Cradle of Life The Cradle of Life trova infatti nel
massiccio utilizzo di materiale elettronico
poco ispirato (sagomato sullo score per
The Mummy Returns), inevitabile difetto
(Tomb Raider: la culla della vita - 2003) il suo punto di contatto con il precedente di un lavoro completato in fretta (per
Varèse Sarabande 302 066 502 2 score di Graeme Revell. Dimostrando supplire alla lacuna lasciata dall’esonerato
15 brani – Durata totale: 60’03” notevole padronanza con il mood Craig Armstrong), ma comunque
contemporaneo (l’ambient di “Shark superiore per aderenza e funzionalità.
Attack”, il techno-progressive di “I Need Giuliano Tomassacci

Il nerboruto cyborg più amato dai d’azione (“Blonde Behind the Wheel”,
cinefili è ritornato sugli schermi. Se sulla “Magnetic Personality”, “Kicked in the
sedia del regista il geniale James “Titanic” Can”), nelle quali il compositore non ha
Cameron cede il posto al solido paura di utilizzare talvolta una bella
mestierante Jonathan Mostow, la parte scrittura avanguardistica di memoria
musicale invece trae beneficio da un goldsmithiana, e in cui le integrazioni fra
cambio della guardia decisamente più elettronica ed orchestra sono meno
interessante: le cupe sonorità synth di prevedibili del solito.
Brad Fiedel lasciano il campo alla bravura Non meno interessanti infine i brani
elettro/orchestrale di Marco Beltrami più spiccatamente melodici (“JC Theme”,
(Scream, Resident Evil, Blade II). “Radio”, con un bell’assolo di
Marco Beltrami Così, in aggiunta a clangori metallici e violoncello), nei quali Beltrami mostra
suoni elettronici in perfetto Terminator-style una sensibilità convincente, finora rimasta
Terminator 3: (“Hooked on Multiphonics”), Beltrami piuttosto nascosta.
Rise of the Machines espande la tavolozza strumentale anche alla Da segnalare infine la versione
(Terminator 3: Le macchine ribelli – 2003) grande orchestra e dimostra di possedere orchestrale, arrangiata dal compositore,
un notevole talento contrappuntistico e una del celebre tema composto da Fiedel per
Varèse Sarabande VSD-6481
21 brani – Durata totale: 51’30” ormai sempre più rara sapienza orchestrale il primo film della serie (“The
(“TX’s Hot Tail”). Terminator”).
Di notevole fattura le molte pagine Maurizio Caschetto

Un aria sessantottina aleggia in tutto il che ricordano il lato intimista degli score
CD (soprattutto per quel che riguarda la di Thomas Newman, da The War ad
selezione delle canzoni) della colonna American Beauty.
sonora di questo nuovo film del regista di I solisti del CD si mettono in bella mostra
E allora mambo, Lucio Pellegrini. Le nel sognante brano conclusivo che prende il
musiche originali sono state composte e titolo dal film, “Ora o mai più”: tra tutti le
arrangiate dalle talentuose mani del figlio chitarre, il basso e le voci dello stesso
di uno dei celebri fratelli Taviani, Giuliano Taviani, il violino di Marcello Sirignano e il
Taviani, autore dell’interessante soundtrack violoncello di Francesca Taviani.
della pellicola A domani. Le canzoni rappresentano una scelta
Uno score vivace (davvero galvanizzante bilanciata tra pop e rock, in particolar
Giuliano Taviani “Il mondo è storto”) e aereo, soprattutto modo gli scatenati The Jam con “Art
Ora o mai più (2003) nelle parti dove interviene l’Orchestra
dell’Amit diretta da Ludovico Fulci (la
School”, i progressivi Teenage Funclub &
Jad Fair con “Behold the Miracle”, il
RadioFandango RF0005
melodia medievaleggiante di “Se non io brano alla Simon & Garfunkel di Elliot
19 brani (8 canzoni e 11 di commento)
chi?”), o poeticamente coinvolgente Smith “Say Yes”, i tribali Manutension con
Durata totale: 55’47”
(l’assolo di piano in “Pesci rossi”, bella “Nadia in Dub”. Un bel CD quello
improvvisazione sul tema eseguita da prodotto dalla neonata etichetta
Carmelo Travia). L’incantato tema RadioFandango, costola dell’ormai
principale per celesta prende corpo e celebre casa cinemato-grafica di
anima nei brani “Intro”, “David” (ottima Domenico Procacci, la Fandango.
orchestrazione) e “Quattro anni prima”, Massimo Privitera
Recensioni 39
Un viaggio attraverso la Roma di tutti i pianoforte, Fabio Zeppetella alla chitarra,
giorni, lo sguardo attento di Ettore Scola, Cicci Santucci alla tromba e flicorno,
che ama la capitale italiana, e le colte Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Luca
musiche di Armando Trovajoli: tutto Velotti al sax soprano e alto, Stefano
questo è Gente di Roma. Mastrangelo al corno in Fa, Simone
Nel booklet, il compositore romano Haggiag alle percussioni e Ludovico Fulci
racconta il suo approccio al film: “I alle tastiere, diretti da Trovajoli stesso.
Quadri di un‘Esposizione, mi dice Ettore Ascoltare, per credere, “Roma ore
Scola per descrivere musicalmente il suo 13.30” dove il tema viene esposto
film. L’argomento mi attrae… e se i dapprima da un tamburellante pianoforte
quadri di cui parli fossero delle variazioni per poi aprirsi al coro, la Roman
jazz su un tema romanesco quasi Academy. Oppure “Ave Roma ‘sonatori’ Armando Trovajoli
respighiano, suggerisco a Ettore?… E te salutant!”, brano sospeso eseguito a
perché no mi risponde…”. turno da tutti gli strumentisti con Gente di Roma (2003)
Così nasce questa partitura di matrice l’accompagnamento costante e delicato CAM 513879-2
jazzistica, undici ricche variazioni su un delle percussioni.”…perché jazz è vita… 11 brani – Durata totale: 52’42”
tema popolare, tanto caro al Maestro perché è come Roma… bella… superba…
Trovajoli: “Quanti ne ho scritti? Non li come una bella donna… sempre da
conto più”, dice sempre nel libretto. scoprire… allegra, solare o triste come un
Una band di classe per una colonna blues!”, conclude Trovajoli. E non possiamo
sonora raffinata e virtuosistica: Roberto far altro che associarci a lui!
Gatto alla batteria, Danilo Rea al Massimo Privitera

Un appuntamento immancabile quello “Ricordando Duke”.


con le colonne sonore originali di uno dei Dice il Maestro Trovajoli: “Forse è
compositori italiani più prestigiosi, che con il inutile riascoltare delle musiche ormai
suo raro estro musicale si è distinto sia nel sommerse da vari strati di polvere. Tutto
cinema che nel teatro e nei musical: cambia, sbiadisce ed anche le sensazioni
Armando Trovajoli. Una raccolta di un tempo, oggi sono diverse. Infatti,
eccezionale che rappresenta la memoria mentre tento di ricostruire il perché di un
cinematografica del compositore romano, tema, il suo sviluppo, la forma, lo stile, io
dagli anni ’50 ai ’70, con sedici splendidi sento e provo un senso di vuoto, di
brani da pellicole altrettanto celebri. indifferenza o forse soltanto una lieve
Si passa dal seducente e drammatico malinconia per i vari interpreti oggi
tema principale di Profumo di donna purtroppo scomparsi”.
all’intrigante jazz manciniano de Il vedovo, Può essere anche vero, ma se non ci Armando Trovajoli
dai malinconici Rugantino e Paolo il caldo fossero simili raccolte ragionate a far Appuntamento con la
all’irriverente I nuovi mostri con la voce conoscere l’arte compositiva di un memoria (2003)
del grande Alberto Sordi, supportata dai grande autore, a coloro che sanno chi è, CAM 510737-2
Cantori Moderni di Alessandroni. ma non hanno mai ascoltato la sua 16 brani – Durata totale: 64’10”
Per non parlare del carnevale musical- musica, il suo immenso repertorio – oltre
partenopeo, con un pizzico di samba, dei 350 partiture cinematografiche –
tre brani tratti da Operazione San svanirebbe nell’oblio di una memoria
Gennaro; o del jazz di classe dei quattro senza ricordi.
brani del film Totò sexy, soprattutto Massimo Privitera

Tutti hanno uno scheletro continue variazioni. I restanti tre temi


nell’armadio, anche l’autore delle incisi su questo compact sono tratti dalle
musiche per la serie Rocky (se si esclude pellicole Bersaglio mobile (brano
il quarto capitolo, di Vince Di Cola): omonimo di Ivan Vandor), Il killer
l’italoamericano Bill Conti. Intendiamoci, (“Pedigree” di Gianni Ferrio) e Top Crack
la colonna sonora scritta per questo (“Viaggio in Italia” di Gianni Marchetti)
filmetto erotico-drammatico datato tutti d’impianto jazzistico, anche se
1972, diretto da un certo Warren Kiefer, l’ultimo si presenta orchestralmente più
non è poi così male: si tratta, per lo più, denso e con un bel contrappunto vocale
di una serie di improvvisazioni jazzistiche. femminile.
Ci sono persino due tracce che Delirante il brano “Mademoiselle De
anticipano uno dei temi portanti delle Sade e i suoi vizi (9)”, nel quale i singoli
celebri pellicole con Sylvester Stallone strumenti della band guerreggiano tra di Bill Conti
nel ruolo di Rocky Balboa: “Red Label” e loro a suon di accordi dissonanti. L’unico Medemoiselle De Sade
“Juliette”. Virtuosismi per pianoforte, vero momento di relax, di grande e i suoi vizi
sax, trombe e batteria spalmati su dieci virtuosismo, è “Dialoghi di immagini” per (Juliette De sade – 1972)
brani composti e diretti dallo stesso flauto e piano. CAM 508951-2
Conti; su tutti “Mademoiselle De Sade e In definitiva, un Bill Conti inconsueto,
13 brani – Durata totale: 34’47”
i suoi vizi (4)”, dove il piano espone il ma interessante.
tema principale sottoponendolo a Massimo Privitera
40 Recensioni

Morricone nell’Arena
Finalmente il primo DVD made in Italy
dedicato esclusivamente alla musica da
supportata dal coro, più la conclusiva e
lunga Mission, indimenticabile.
film e, nella fattispecie, ad uno dei più Il Dolby Surround 5.1 - DTS è ben
importanti e celebri compositori distribuito e di forte impatto sonoro, la
dell’Ottava Arte: Ennio Morricone. Un pulizia dell’immagine davvero incredibile
omaggio alla carriera in forma di (i neri non sono mai sgranati) e gli extra
concerto, tenutosi il 28 settembre 2002 molto interessanti.
all’Arena di Verona, uno dei più suggestivi Oltre alle note biografiche e ai credits
luoghi musicali italiani. Un’esperienza del DVD, sono acclusi due speciali:
coinvolgente sia per gli occhi che per le “Microsolco” e “Sala Prove”. Il primo è un
orecchie, soprattutto per chi era interessante itinerario musicale nella vita e
presente in quella fredda serata nelle opere del Maestro Morricone,
autunnale scaldata dalla musica corredato di belle immagini riprese in
appassionata del Maestro. studio di registrazione o mentre compone,
Nel DVD tutta quella emozione si nonché di foto a colori e in bianco e nero.
rivive perfettamente, grazie sia alla Nel corso dell’intervista Morricone
puntuale regia del figlio del compositore, afferma: ‘La mia attività è un po’ ambigua, Ennio Morricone
Giovanni Morricone, che all’intramontabile
bellezza dei celeberrimi brani eseguiti
nel senso che non ho scritto soltanto la
musica assoluta, ma anche quella del
Arena Concerto (2003)
durante la serata. Cinema, la musica applicata, e questi due Formato: DVD 5050467-0076-2-8
Un concerto caratterizzato dalla compositori non possono essere identici: Audio: Dolby Surround 5.1
straordinaria performance dell’Orchestra uno è condizionato, l’altro è libero!’. DTS
Roma Sinfonietta, dei ben cinque cori e L’altra chicca è “Sala Prove” (non Dolby Digital 2.0
delle splendide soliste: Gilda Buttà al v’inganni il titolo, perché non ha niente a Brani: 19
pianoforte, la voce regina di Dulce che fare con le prove del concerto, che Durata: 146 minuti circa
Pontes (la vera sorpresa del concerto) e s’intravedono nello speciale dell’intervista) Lingua: Italiano / Inglese
la raffinata soprano Susanna Rigacci. Sul dove Gilda Buttà al pianoforte, Paolo Prod.: Euphonia Entertainment Group /
podio un serafico Ennio Morricone dirige Zampini al flauto e Luca Pincini al Warner Music Vision
i suoi capolavori: tra tutte le esecuzioni, violoncello, singolarmente o insieme,
proposte con le stesse orchestrazioni eseguono otto brani morriconiani del cui
delle colonne sonore originali, una titolo non viene fornito alcun indizio. Roba
possente “Estasi dell’oro” da Il buono, il da accaniti conoscitori delle musiche da
brutto e il cattivo, Sacco e Vanzetti, La luz film del compositore romano… o forse
prodigiosa e “Abolisson” da Queimada con l’unica pecca del DVD!
la vibrante potenza vocale di Dulce Pontes, Massimo Privitera

Morricone on tour Non vi tragga in inganno il titolo di dell’Oscar Nuovo Cinema Paradiso.
questo CD, uguale a quello del DVD Si parte con quel capolavoro cinemato-
(recensito in questa pagina) del concerto grafico e musicale che è C’era una volta in
all’Arena di Verona ed uscito nello stesso America, per finire con il barocchismo
periodo, perché sono due cose diverse tra sonoro del film di Ricky Tognazzi Canone
loro, con solo qualche tratto in comune. inverso. In mezzo troviamo la cavalcata
Arena Concerto, il CD, raccoglie celebri furiosa de Il buono, il brutto e il cattivo, la
temi morriconiani, alcuni eseguiti mistica ascesa di Mission, l’incalzare
dall’Orchestra Roma Sinfonietta, altri gangsteristico degli Intoccabili di De Palma,
dall’Orchestra e Coro National de Espana, le antiche dissonanze di Novecento, il
orchestrati e diretti dal Maestro Ennio commosso addio de I promessi sposi, l’enfasi
Morricone e registrati dal vivo non soltanto eroico-intimista de La leggenda del pianista
Ennio Morricone all’Arena di Verona, ma a Napoli, Roma e sull’oceano e il volo d’archi de La tenda rossa.
Arena Concerto (2003) Siviglia, durante la tournée del compositore
romano in Italia e in Europa.
Le uniche due pecche del disco sono
l’interpretazione non esattamente eccelsa
Euphonia Entertainment Group –
Un album che, oltre ad essere un dovuto della soprano Orietta Manente nel tema di
EastWest 5050466974020 omaggio all’immenso repertorio di famose Giù la testa, e la presenza sgradevole di un
12 brani – Durata totale: 73’51” musiche da film di Morricone, è un’antologia organo in C’era una volta il West, due brani
in forma di concerto delle migliori entrati di diritto nella storia cinemusicale.
produzioni cinematografiche e televisive Una lode speciale alla pianista Gilda Buttà
dagli anni ’60 ad oggi, rappresentate da e alla sua introduzione di Nuovo Cinema
pellicole di successo come i western di Paradiso, ricca di pathos.
Sergio Leone, nonché dal film vincitore Massimo Privitera
Recensioni 41

Non finiremo mai di ripeterlo: Jerome penna di Twain, generosa nell’invenzione


Moross è uno degli autori più sottovalutati melodica (sono perlomeno nove i leitmotiv
della Golden Age musicale hollywoodiana. ideati dal compositore), tersa e lucente
Ad ulteriore riprova, ecco questo splendido nell’orchestrazione, armonicamente e
CD delle musiche scritte dal compositore ritmicamente radicata nel folklore americano,
americano per Le avventure di Huck Finn secondo la lezione del grande Aaron Copland.
(The Adventures of Huckleberry Finn, E’ impossibile rendere esauriente-mente
1960) di Michael Curtiz (La leggenda di conto delle molte gemme musicali di questo
Robin Hood, Casablanca). disco. Ci preme perlomeno richiamare
Tratto dal celeberrimo romanzo di Mark l’attenzione su una straordinaria invenzione del
Twain – una pietra angolare della lettaratura genio di Moross: il tema del fiume, che fa la sua
americana – il film è il frutto di una lunga prima apparizione nel “Main Title”, subito dopo
gestazione produttiva che avrebbe dovuto l’esposizione del motivo picaresco di Huck. Jerome Moross
portare alla realizzazione di un musical con
Gene Kelly. Dell’idea originaria sopravvissero
Si tratta di un’estatica melodia, introdotta
ed accompagnata dai trilli degli archi e dei The Adventures of
un paio di modeste canzoni, scritte da Burton legni, su una cullante ritmica sincopata: Huckleberry Finn
Lane e Alan Jay Lerner ed incorporate nella ascoltandola, pare di assistere al passaggio (Le avventure di Huck Finn – 1960/2003)
colonna sonora originale. sonnolento di un grande battello a vapore FSM Vol. 6 No. 9
La partitura di Moross è un prodigio di lungo il corso del Mississippi. 18 brani (durata totale: 49’42’’)
scrittura musicale, sapida e affettuosa come la Alessio Coatto + 5 bonus tracks (durata totale: 10’15’’)

Il grande capolavoro di Fyodor Dostoevsky, interamente sacrificata nella rielaborazione di


“I fratelli Karamazov”, è uno dei capisaldi della Brooks), introducono uno scherzo frenetico e
letteratura occidentale, un’opera monumentale violento per ottoni, percussioni e piano. Si tratta
la cui ampiezza e profondità è virtualmente della rappresentazione musicale della relazione
irriproducibile. Il regista Richard Brooks tentò brutale che lega il personaggio di Cobb al figlio
l’impresa di un adattamento cinematografico Dmitri (Yul Brynner). La seconda parte dei Titoli
con il suo Karamazov (The Brothers Karamazov, è invece dominata da un tipica canzone gitana che
1957) e mal gliene incolse. Tuttavia, il film non è riascolteremo nel corso del film.
tutto da buttare: l’interpretazione di Lee J. Il tema principale della partitura è però un
Cobb – nella parte del depravato pater familias valzer russo, carico di funesti presagi,
– è notevole, così come la fotografia anti- destinato a divenire nel corso della storia il
naturalistica di John Alton cattura la tinta Love Theme di Dmitri e Grushenka, la donna
emotiva delle violente passioni che animano la perduta amata anche dal padre del ragazzo Bronislau Kaper
trama del romanzo. (“Skating Rink Sequence”, “Mokroye”, The Brothers Karamazov
Un ulteriore punto di forza è certamente la “Prison”). Memorabile, inoltre, il trattamento (Karamazov 1957/2003)
colonna sonora di Bronislau Kaper. musicale riservato all’inquietante figura del FSM Vol. 6 No. 16
Grandemente ispirato dalle pagine di figlio illegittimo Smerdiakov: tremoli degli 17 brani (durata totale: 50’58’’)
Dostoevsky, Kaper scrisse una partitura archi nel registro acuto, arpeggi spettrali, + 11 bonus tracks (durata totale: 28’12’’)
appassionata e moderna al tempo stesso, secchi accordi del piano (“The Cellar”). E’
saldamente radicata nel folklore della musica infine degno di menzione il tema malinconico Il disco edito dalla FSM si segnala per un
russa, ma aperta alle influenze armoniche e dedicato al piccolo Ilusha, protagonista di suono (in mono) pulito e ben inciso e per la
timbriche di Prokofiev e Stravinsky. un’importante vicenda parallela del romanzo. presenza di ben undici bonus tracks riservate
Esemplare, in tal senso, è il “Main Title”: Si tratta di creazione di evidente ascendenza alle musiche di scena del film, spesso derivate
solenni rintocchi di campane (una fugace allusione prokofieviana, di fanciullesca semplicità dal materiale tematico composto da Kaper.
all’intensa ispirazione religiosa del romanzo, quasi (“Ilusha”, “A Dream”, “The End”). Alessio Coatto

Neve rossa (On Dangerous Ground, 1951) personaggio femminile – un’intensa Ida Lupino
di Nicholas Ray è un piccolo gioiello – che stimola gli accenti più vibranti della
misconosciuto del cinema noir americano. La partitura. Per le sequenze musicali a lei
partitura scritta da Bernard Herrmann per il dedicate, Herrmann si affidò al suono vellutato
film è da annoverare fra i suoi capolavori, non e prezioso della Viola d’Amore (“Blindness”,
fosse altro che per un singolo brano: “The “The Searching Heart”, “The Whispering”),
Death Hunt”, un selvaggio scherzo per otto nell’esecuzione magistrale di Virginia
corni e orchestra che è fra le massime creazioni Majewkski. Il compositore fu così
del genio musicale del compositore americano. impressionato dal virtuosismo di questa solista
Purtroppo, la meritoria pubblicazione di che pretese dalla produzione che il suo nome
questa colonna sonora ad opera di Film Score fosse citato nei titoli di testa: un raro esempio
Monthly ha dovuto fare i conti con la qualità di generosità e integrità artistica.
molto scadente dei master originali. Ciò Due curiosità da segnalare all’appassionato. Bernard Herrmann
compromette il puro piacere d’ascolto in Nella seconda metà del brano “Pastorale”,
parecchi brani del CD oltre che il giudizio – Herrmann introduce un’irrequieta figurazione On Dangerous Ground
altrimenti entusiastico - di chi scrive. per celli e bassi: pochi anni dopo, la medesima (Neve rossa – 1951/2003)
La musica composta da Herrmann per il idea musicale diverrà un importante leitmotiv FSM Vol.6 No.18
film è ricca di idee tematiche e sottigliezze della celebre colonna sonora di Intrigo 19 brani (durata totale: 44’46’’)
strumentali. La solitudine del protagonista – internazionale di Hitchcock. + 2 bonus tracks (durata totale: 3’38’’)
un poliziotto violento e disgustato dal suo Nella seconda bonus track, invece, sono
mestiere - è commentata da un desolato raggruppati alcuni estratti dalle sessioni di
inciso della tromba con sordina: una delle rare registrazione della partitura, con i commenti
incursioni del compositore nei territori della bruschi e astiosi dello stesso compositore: un
musica jazz (“Solitude”, “Nocturne”). vero spasso!
Ma è la disperata vulnerabilità del Alessio Coatto
42 Recensioni

E’ una sporca faccenda tenente Parker! sonorità funky inaugurate dalle celebri
(McQ, 1973) di John Sturges è uno degli musiche di Lalo Schifrin per Bullit (id.,
ultimi film di John Wayne, il Duca del 1968) e uno stile spavaldamente sinfonico
cinema western americano. Si tratta di un o, più propriamente, bandistico.
mediocre thriller urbano, girato sull’onda La normale compagine orchestrale si
del successo di film analoghi, quali arricchisce di tutto l’armamentario
Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! strumentale tipico del genere: dalla
(Dirty Harry, 1971) – inizialmente chitarra elettrica all’organetto, dal
pensato proprio per Wayne – e Il braccio sassofono al basso, passando per un
violento della legge (The French nutrito assortimento di percussioni
Connection, 1971). E’ la solita storia di (bongo, marimba, batteria…).
Elmer Bernstein un poliziotto inviso ai superiori per i suoi Il tema principale è quello dedicato al
metodi spicci e senza compromessi che, protagonista McQ: un avvincente inciso
McQ rassegnate le dimissioni, indaga in levare esposto dal flauto elettrico nel
(E’ una sporca faccenda tenente sull’omicidio di un amico. brano d’apertura, “In Seattle”.
Parker! – 1973/2003) Il sound della piacevole colonna sonora Sovrapposto ad una base ritmica
FSM Vol. 6 No. 19 composta da Elmer Bernstein è fortemente accentata, questo tema dà il
15 brani – Durata totale: 49’24’’ determinato dalla contaminazione di tre meglio di sé nelle numerose sequenze
differenti approcci musicali: il jazz – che il d’azione (“Dirty Laundry”, “Sea Chase”),
compositore fu fra i primi a sdoganare al autentici pezzi di bravura del
cinema con L’uomo dal braccio d’oro (The compositore e della sua orchestra.
Man with the Golden Arm, 1955) – le Alessio Coatto

Il premio Oscar Julia Roberts performance della Streisand in “Smile”,


nell’America degli anni ’50 in un ‘attimo celebre melodia scritta da Charlie Chaplin
fuggente’ tutto al femminile, diretto dal per Tempi moderni. L’unica canzone
regista di Quattro matrimoni e un funerale originale, che è divenuta il singolo di lancio
Mike Newell. I nomi più prestigiosi del del film, è quella scritta ed eseguita da Elton
panorama canoro odierno sono stati John, “The Heart of Every Girl”: un brano
chiamati a commentare le traversie della soul spumeggiante nella migliore tradizione
Roberts, insegnante di storia dell’arte, in un dell’eterno reuccio del pop inglese!
college di sole donne: Seal, Tori Amos (la Ad eccezione di “Smile” della Streisand,
sola ad interpretare due canzoni, dato che arrangiata e diretta da Jeremy Lubbock,
recita la parte di una cantante nella tutte le canzoni sono prodotte e
Artisti Vari pellicola), Celine Dion, Macy Gray, Elton supervisionate da Trevor Horn, presente
John, Lisa Stansfield, Chris Isaak, Alison nell’album, insieme alla sua orchestra, con
Mona Lisa Smile (id. – 2003) Krauss, Kelly Rowland, Mandy Moore e le due canzoni corali swingate “Istanbul
Epic – Sony Music 515036 2 Barbra Streisand, per la prima volta (Not Constatinople)” e “Sh boom (Life
15 brani (14 canzoni e 1 di commento) insieme in un unico CD. Could Be a Dream)”. Purtroppo, il solo
Durata totale: 48’19” Grandi cantanti di oggi per celebri e brano tratto dalla colonna sonora originale
indimenticabili canzoni che hanno segnato composta da Rachel Portman, “Suite”,
un’epoca: gli anni ’50. “Mona Lisa” dalle atmosfere rarefatte e delicate,
interpretata da Seal, “Besame mucho” da ricorda troppo da vicino il tema principale
Isaak, “What’ll I Do” dalla Krauss e “I’ve del film Le regole della casa del sidro, della
Got the World on a String” dalla Stansfield. stessa compositrice.
Per non parlare della memorabile Massimo Privitera

Un uomo, Giancarlo Giannini. Una diversa matrice, da quella etnico-mediterranea


donna fatale, Francesca Neri. E una in “Ballo assassino” (reminiscenze
passione tortuosa, ossessionante, funesta. ‘trascendentali’), al folklore gitano di “Puncha
I prolifici Pivio e Aldo De Scalzi puncha”, alla tradizione argentina di “Tango sul
affrontano la composizione puntando sui mare”: non siamo a Buenos Aires, ma il
difficili stilemi del tango e sulla risultato è brioso e godibile.
caratterizzazione di una melodia incisiva, da Da notare l’uso ricercato e gradevole
sempre punto di forza e prima espressione degli armonici ne “I dettagli”. L’impressione
del talento del duo genovese. sonora, però, appare a tratti leggermente
Il percorso scelto è forse quello più priva di corpo e disomogenea, se non
semplice e convenzionale; il tema musicale prolissa; probabilmente la partitura avrebbe
Pivio & Aldo De Scalzi centrale è proposto e declinato in diverse meritato una ulteriore raffinazione.
versioni, affidando il canto ora Ci troviamo comunque di fronte ad una
Per Sempre (2003) all’assolutezza della timbrica pianistica, ora colonna sonora che di sicuro contribuisce a
CAM Original Soundtracks – Creuza alla melanconia del clarino, con una palesare le doti melodiche dei due musicisti,
CAM 513816-2 bellissima variazione per chitarra nel confermandoli come uno dei casi più
17 brani – Durata totale: 40’40” “Ricordo di Sara”. interessanti del ristretto panorama
La melodia, morbida e suadente, è il fulcro cinematografico italiano attuale.
attorno al quale ruotano cellule sonore di Fabrizio Campanelli
Recensioni 43

Cantando dietro i paraventi


Dopo Il mestiere delle armi (2000) il rivelare allo spettatore le tensioni emotive caratteristici violino, flauto e arpa cinesi.
regista bergamasco Ermanno Olmi di un’opera nella quale l’introspezione ha Di notevole spessore compositivo è la
prosegue il discorso sulla guerra (e sulla la meglio sull’azione. E’ sì un film sui pirati, title track, così come “Telling Tales” dove
pace) con una favola esotica di rara ma i classici assalti, arrembaggi e duelli con un delicato pianoforte si fonde in un duetto
bellezza visiva. La riflessione su un mondo la spada sono messi al bando a favore di un onirico con uno stupendo violino cinese. Il
violento che prende coscienza della sua ritmo lento e meditativo. Quindi tutto flauto cinese ricorre spesso con la sua
ferocia distruttiva lascia il posto alla l’opposto, anche sul piano musicale, del dolcezza e sensibilità, come in “Fleeing from
consapevolezza della grande dignità e blockbuster La maledizione della prima luna, a Calamity” accompagnato da una breve
responsabilità di un gesto gentile e delle una delle ultime rivisitazioni del genere. melodia accennata dagli archi.
sue conseguenze. La colonna sonora è firmata da Han Tutti i brani sono magistralmente
Le incertezze e le inquietudini che la Yong, compositore cinese residente dal interpretati dall’Orchestra Sinfonica di
guerra suscita e a cui l’uomo non sa 1987 a New York, e tra i più promettenti Londra diretta per l’occasione dal M°
rispondere, nonché le istituzioni dell’ultima generazione. Autore di Gianfranco Plenizio, pianista e
ingannevoli e manipolatrici, vengono composizioni per grandi eventi americani, compositore con molte musiche per film
risolte nell’apologo finale: “se accetti un musiche per il teatro e lavori per al suo attivo (può vantare collaborazioni
gesto gentile, devi deporre la spada”. E’ orchestra, quali il Concerto per Violino del con cineasti quali Germi, Wilder,
l’eroismo del perdono e l’esaltazione della 1982, è stato apprezzato sia dalla critica Monicelli, Fellini e Comencini). La
pace, soprattutto attraverso la figura cinese che da quella americana. La sorpresa finale è una breve traccia
femminile in cui Olmi ripone la collaborazione nel Mestiere delle armi tra fantasma con flauto cinese, rullo di
conoscenza del vero valore della vita e la Olmi e il Maestro Fabio Vacchi si limita qui tamburi e piatti che offre un ultimo
sua difesa, anche attraverso la resa. Alla ad un solo brano per soprano (“In Pace, In ricordo della particolare esperienza
fine sono così proprio le donne “a Canto”) che chiude magnificamente il CD: musicale appena vissuta.
rallegrare il giorno, cantando dietro i un pezzo molto elegante e raffinato In definitiva quindi un disco non
paraventi” (verso del 1810 del poeta registrato con l’Orchestra dell’Università immediatamente godibile per le sue
cinese Yuentsze Yunglun). degli Studi di Milano. caratteristiche, ma che si scopre al meglio
Ambientato nella Cina di fine ‘700, le L’intuizione di Olmi si rivela comunque in tutte le sue sfaccettature ad ogni ascolto
vicende della piratessa Ching felicissima: lo score di Yong ci immerge al successivo, svelandosi in tutta la sua
(impersonata dalla carismatica e sensuale meglio nelle atmosfere e nei profumi della bellezza e suggestione onirica.
Jun Ichikawa), giovane vedova divisa tra lontana Cina, e accompagna non solo le Stefano Sorice
sete di vendetta e desiderio di pace, sono vicende, ma anche i suoni della natura. Il
rappresentate tramite un mix di favola brano “Battle” ne è un ottimo esempio:
onirica e storia esotica, un alternarsi di Yong sottolinea i lampi nella notte con la
finzione teatrale e realtà sviluppata dalla musica in splendido sincrono con i colpi di
magnificenza cinematografica. cannone. E le combinazioni musica-
Il narratore è un insolito Bud Spencer immagine sono molteplici lungo tutto il
che, nelle vesti di attore teatrale e film, proprio a causa della citata scelta
capitano portoghese, ci conduce in questo narrativa di Olmi. Yong conferma la sua
viaggio straordinariamente suggestivo, in abilità con brani molto suggestivi che
bilico tra realtà e fantasia, grazie anche alle conducono l’ascoltatore verso
scenografie della fumeria d’oppio-casa l’abbandono e il sogno, seguendo il ritmo
chiusa (stile C’era una volta in America), disteso del film. Non si tratta di musica
dove ha inizio il film. dall’ampio respiro orchestrale, se non in Han Yong
Piuttosto che alle parole, usate con pochissimi momenti (anche solenni, dove
oculatezza e parsimonia, lo svolgimento si fanno notare i fiati); viene privilegiata Cantando dietro
della storia è affidato alla poesia e alla invece l’intimità dell’espressione, i paraventi (2003)
bellezza delle immagini e delle scene, che riducendo al minimo il materiale sonoro, CAM 514749-2
ricordano il Kurosawa di Dreams-Sogni. dando importanza alle variazioni di ritmo e 14 brani + 1 bonus track
Altrettanto fondamentale è il ruolo alle pause, mettendo in primo piano Durata totale: 50’02”
rivestito dalla musica, che ha il compito di l’interazione degli strumenti, tra cui i

Cantando dietro i Igor Stravinsky


L’OISEAU DE FEU Suite:
Maurice Ravel
L’ENFANT ET LESSORTILÈGES:
“The Yao’s Dance”
Liu Tieshan –
Paraventi – Vol. 2 “Berceuse” e “Finale” ”Oh! Ma tete!”,
“Musique d’insectes, de
Mao Yuan

Hector Berlioz rainettes, etc”, Canzoni popolari cinesi


Chiariamo subito: non esiste questo TRISTIA op. 18: “Danse des rainettes” “Opera”,
fantomatico “Vol. 2”. Ci sembra però La Mort d’Ophélie: “Jasmine”,
doveroso menzionare tutta la musica “Auprés d’un torrent” “Passage 1” “Flowers”,
utilizzata da Olmi e Yong nel film. Infatti Marche funèbre pour la Danny Becher “Love Songs”
ad affiancare la partitura del maestro dernière scène d’ “Hamlet”
cinese ci sono brani classici di Stravinsky, “The ruins of Tholing” da:
Berlioz e Ravel, amici e compagni tanto SYMPHONIE FANTASTIQUE Clive Bell & Max Reed “Concerto Classico Cinese
cari ad Olmi. In più, su consiglio di Yong, op. 14: Songe d’une nuit du CENTO ANNI:
un po’ di musica popolare cinese della Sabbat “Larghetto”, “Allegro”, “Sai Ma (Horse Races)” Le canzoni tradizionali più
tradizione classica. “Dies irae”, “Ronde du Sabbat” traditional - Chen Dacan famose”
44 Recensioni

Cult Corner
Il Maestro Marco Werba - autore tra Vasilache), sempre di Bach e B. Marcello.
l’altro delle soundtracks di Il conte di Melissa Marco Werba accompagna la vita del
e A Dio piacendo, nonché insignito nel 1989 professor Race con il “Tema di Giovanni
del premio Colonna Sonora (Opera Prima), Race” (al pianoforte solista, lo stesso
istituito dall’Ente dello Spettacolo, per le compositore) che ritorna con diverse
musiche del film Zoo di Cristina Comencini - variazioni lungo tutto l’album: i commoventi
ha composto, strumentato e diretto la “Titoli di testa”, dove primeggia il violoncello
struggente colonna sonora di questa pellicola solista di Sonia Romano e l’esecuzione
drammatica. Le storie parallele del sacerdote dell’Orchestra da Camera di Roma, il sospeso
Don Pasquale Uva e del professore “La chiesa/L’ingresso” in cui si fanno notare il
Giovanni Race si rispecchiano anche nella violoncello e il violino solista di Antonio
Marco Werba rappresentazione musicale: classica per il Pellegrino e il tormentoso assolo di pianoforte
Il diario di un prete primo, originale per il secondo.
J. S. Bach e la vita del prete attraverso le
del regista della pellicola, Marco Cercaci, nel
brano “Giovanni Race”.
Hexacord SP-02
ottime esecuzioni all’organo Callido del Una menzione a parte merita il breve
13 brani – Durata totale: 27’40” Maestro Adrian Vasilache della “Sonata pezzo (circa un minuto) dal titolo “Suor
BWV 721”, “Sonata BWV 768 Sei gergrusst Maria”: il malinconico incontro di un
Jesu gutig”, “Sonata BWV 639 Ich ruf zudir pianoforte e di un flauto. Un’ottima prova
herr Jesu Christ” e “Sonata BWV 853 quella del Maestro Werba, che si
Preludio in Mib”, più il memorabile “Largo conferma una delle voci più interessanti nel
dal concerto per oboe e orchestra” panorama della musica da film italiana.
(toccante performance al pianoforte di Massimo Privitera

La grande storia delle colonne sonore in gran parte legate a pellicole di serie B,
della Golden Age italiana su quattro CD. come il brano “7 note in nero” (dal film
Più precisamente, la storia delle omonimo), composto dal famoso trio
indimenticabili musiche da film prodotte Bixio-Frizzi-Tempera, amatissimo dal
e distribuite da una gloriosa casa regista pulp Tarantino, che lo ha inserito,
discografica italiana come la Cinevox. riarrangiato da The RZA col titolo “Ode
Quattro volumi per altrettanti generi to Oren Ishii”, nel film e nel CD di Kill Bill
cinematografici: sul primo CD l’horror, Volume 1.
sul secondo la commedia, sul terzo i Musiche divenute dei veri e propri
polizieschi e sul quarto il western. 25 brani cult: “La ballata di Fantozzi” (Bixio-
compositori, 55 brani, 53 film (per un Frizzi-Tempera) dal primo Fantozzi,
AA. VV. totale di circa tre ore di musica) che “Devil Tango” (Lurie) da Il piccolo diavolo,
hanno lasciato un’impronta indelebile nel “Profondo rosso” (Goblin), “Un sacco
Cinevox: the history of panorama, non solo italiano, delle bello” (Morricone) dalle pellicole
the soundtrack (2003) Original Soundtracks. omonime, “Mesa verde” (Morricone) da
Cinevox CD MDF 346 Sono presenti i nomi più illustri: Giù la testa.
Disco 1: 14 brani – Durata totale: 44’36” Morricone, Ortolani, Cipriani, Rota, Colonne sonore che vale la pena di
Disco 2: 13 brani – Durata totale: 36’23” Donaggio, Piccioni, Piovani, i Goblin, riscoprire, spesso migliori dei film per i
Disco 3: 12 brani – Durata totale: 46’42”
Rustichelli, Umiliani e Lavagnino, ma quali erano scritte, ma ugualmente
Disco 4: 16 brani – Durata totale: 38’46”
anche Boswell, Martelli, Ferrio, tra gli patrimonio dei nostri sogni di cinefili.
altri. Colonne Sonore più o meno note, Massimo Privitera

Realizzato nel 1965 da Mario Bava, Terrore storie di marziani.


nello spazio è diventato un piccolo classico del Tratta dai master tapes originali della
cinema di fantascienza. Non è il migliore film Cinevox Records, la colonna sonora di
del maestro del brivido pre-argentiano; si Terrore nello spazio è stata restaurata in
preferiscono di solito due capolavori del digitale. Questo CD presenta tutte le
cinema gotico italiano, La maschera del note incluse nel film, spalmate su 21 brani
demonio (con la velenosa e sensuale Barbara (alcuni cortissimi, come “A Young,
Steele, l’unico mito al femminile del cinema Primitive World”, che dura solo 38
horror) e I tre volti della paura (con Boris secondi).
Karloff, un’altra leggenda). Il compositore di musica contempo-
Pare che Alien di Ridley Scott sia nato da ranea Gino Marinuzzi Jr. ha scritto una
Gino Marinuzzi Jr. Terrore nello spazio: l’idea dello scheletro partitura per orchestra che ha come
mostruoso, ultimo relitto di una razza di punto di riferimento Igor Stravinskij,
Terrore nello spazio giganti, trovato nella carcassa di un vascello alternando temi sinfonici drammatici ad
(1965) spaziale, è una scena e un’immagine che altri di musica elettronica che sembrano
Digitmovies CDDM007 appartiene ad ambedue i film. Il film di Mario essere degne espressioni dell’inquietante
21 brani – Durata totale: 32’42” Bava fa pensare molto ai film americani di pianeta Aura.
fantascienza come Il pianeta proibito, o altre Gabrielle Lucantonio
Dossier 45

Le verità nascoste
I rumori che ascoltiamo nei film sono proprio quello che pensiamo? Andiamo alla scoperta di tutti quei
(parte II)
suoni che compongono la parte non musicale delle colonne sonore e i principi secondo cui vengono
creati, nella terza parte del dossier “Cinema da ascoltare”… di Fabrizio Campanelli

L’uomo ha scoperto la natura solo dopo una sensazione di inquietudine, di campo possono svolgere un ruolo
averla distrutta, sostiene Mc Luhan. E come minaccia. Di lì a poco, su questo sfondo attivo, nel caso dei suoni acusmatici
Schafer estende il concetto al paesaggio sonoro, Gator rivelerà di essere afflitto (che si odono senza che si veda la causa
sonoro naturale, anche noi possiamo da una gravissima malattia. Passiamo ad che li ha generati): oggetti e personaggi
attuare un parallelismo con l’irrealtà American Beauty di Sam Mendes. Attorno vengono annunciati dal sonoro e fatti
cinematografica: solo con l’assenza di un al minuto 86 compare la pioggia. E’ un entrare in campo successivamente
solo elemento ci rendiamo conto elemento tipico per isolare (accavallamento). Creano curiosità e
dell’importanza di tutto il sistema sonoro psicologicamente la scena, per donare tensione emotiva. E’ il caso della voce della
filmico non musicale, costruito con arti e una sensazione più intima, raccolta, al madre di Psyco (ci interroghiamo su come
meticolosità di cui pochi sono a conoscenza. contempo più universale. Lo spazio sia) o di molti rumori dei film horror.
Il nostro ambiente è tutto tranne che protetto dall’acqua è lo spazio finalmente Ora che abbiamo identificato e messo
silenzioso. E’ sempre stato costituito da al sicuro da qualsiasi minaccia e in questo un po’ più in luce lo sfondo sonoro,
rumori di diversa natura, dovuti alla nuovo microcosmo la dimensione concentriamoci sul segnale o figura.
geografia o al clima: acqua, vento, temporale si modifica, gli eventi hanno Secondo la psicologia della Gestalt
foreste, insetti, uccelli, animali e molti dei una nuova e più alta valenza. La pioggia l’ascoltatore presta attenzione a un flusso
suoni che oggi ci circondano si sono solo cresce e con essa il suo fragore, sonoro alla volta; ciò non significa che
modificati in funzione dello sviluppo all’esterno come all’interno, con non vi possano essere altri piani sonori o
umano, culturale, tecnologico e sociale.
Alcuni di questi, le toniche, diventano
vere e proprie abitudini di ascolto,
sebbene a causa del sovra-ascolto, non
siano percepite coscientemente.
E poiché il valore di alcuni suoni è
archetipico, profondamente impresso
nell’animo delle persone, la loro
riproposizione nella produzione
dell’audiovisivo si ripercuoterà sullo
spettatore a livello percettivo ed emotivo. I
cosiddetti segnali concorrono allo stesso
effetto, ma sono suoni in primo piano,
ascoltati consapevolmente. In questo senso
ogni suono può diventare segnale, o figura,
mutuando il termine dalla percezione visiva.
Ma applichiamo queste prime tracce
d’analisi al film Magnolia di P. T. Anderson.
Alla fine della pellicola l’ex ragazzo prodigio
del quiz, interpretato dal bravo William
Macy, ripone in cassaforte i soldi
Kevin Spacey e Mena Suvari in American Beauty
precedentemente rubati. Siamo negli
ambienti più interni di un grosso edificio l’approssimarsi della fine dell’ultimo che non verranno colti, ma che egli
(DVD cap. 12, 170m 43s), ma, nonostante giorno di vita del protagonista Lester rivolge la sua attenzione ‘vigile’ solo su
questo, se focalizziamo l’attenzione sul Burnham (un grande Kevin Spacey) e uno di essi. Evidentemente nell’ambito
rumore di fondo, udiamo chiaramente dei diventa frastornante nel drammatico cinematografico lo spettatore sarà
cinguettii di uccelli, suoni che atavicamente incontro nel garage col rigido colonnello indotto a rivolgere la sua attenzione a
denotano la quiete dopo la tempesta. Fitts (DVD cap. 24, 95m 12s) per mano tutti quegli elementi sonori che saranno
Questa è la sensazione che il regista ha del quale, di lì a poco, lo stesso Lester attinenti alla narrazione, tipicamente il
voluto infondere nello spettatore in quel verrà assassinato. parlato (al cinema inchiodato fermamente al
momento, senza che questi vi prestasse L’importanza dei rumori di fondo, canale centrale e sovra-enfatizzato per
attenzione. però, non si esaurisce qui. Essi possono assicurare, sopra ogni altra cosa,
Facciamo un salto indietro nello stesso costituire, in una concezione di fuori l’intelligibilità del dialogo) e i rumori in
film e andiamo in un angolo degli studi campo passivo, dei veri e propri primo piano. A livello percettivo, però,
televisivi dove si produce un gioco a quiz elementi scenografici. Anche se assente avranno la stessa importanza.
(DVD cap. 6, 81m 06s). Il presentatore, nel campo visivo dell’inquadratura, si può Gli attori parleranno, si muoveranno
Jimmy Gator (P. B. Hall) in un momento comunicare la presenza di una porta solo nella scena, interagiranno col proprio
di pausa, è appartato con la sua sentendo il suono della sua chiusura. O si corpo e con l’ambiente circostante,
assistente. In questo momento il rumore può ricostruire l’ambiente di una stazione generando un determinato flusso di
di fondo cambia e cresce notevolmente: ferroviaria solo posizionando su un piano rumori, la maggior parte del quale – in
è un suono sordo, continuo, come di un sonoro di sfondo i rumori tipici che la parecchi casi, la totalità – sarà costruito o
cupo condizionatore, che predispone ad caratterizzano. Addirittura i suoni fuori ricostruito ex-novo in studio, in sede di
46 Dossier

poiché è proprio la concatenazione di I suoni della tastiera indicano chiaramente il


questi oggetti visivi e cause sonore che senso dell’azione dell’attore: sta
contribuisce alla narrazione. Sottolineare componendo il numero. Sentiamo poi la
in una scena il rumore della pelle di una voce dell’interlocutore filtrata: il fatto che
poltrona mentre due ragazzi si sia costituita solo da una ristretta banda
scambiano effusioni, contribuisce a di frequenze medie ci indica che la voce
infondere un senso di calore. Nei film di proviene dall’altro capo del telefono e
fantascienza i rumori che si odono sono capiamo che la comunicazione è terminata
ovviamente inventati, tramite quando improvvisamente sentiamo un tono
giustapposizione di suoni reali, pre- lungo, assolutamente fittizio.
registrati e manipolati, o tramite la sintesi Possiamo estendere l’analisi dei
artificiale: il suono delle macchine significati dei rumori fino a giungere a
amplificato e moltiplicato nelle sorgenti quei miti e simboli che possono sorgere
costituisce il materiale identificativo di in ogni dove, perché generati
ogni visione futuristica. dall’inconscio umano, ovvero agli
Il film Minority Report di Spielberg è un archetipi di Jung. Schafer afferma che “di
vero e proprio paradiso di suoni artificiali! tutti i suoni, quello dell’acqua, l’elemento
Laser, scanner, visualizzatori olografici, da cui ha avuto origine la vita, possiede la
hanno tutti una geniale contropartita simbologia più splendida…il mare è
sonora. Andiamo nell’appartamento di sempre stato – nella letteratura, nei miti
Tom Cruise e Samantha Morton in Minority Report
Anderton (Tom Cruise) mentre assume e nell’arte – uno dei simboli originari
foley (rumoristica) e di sound design droga da un piccolo apparecchio erogatore. dell’uomo. Per la sua presenza
(pensiamo a tutti i rumori dei dinosauri di Il precipitare del composto (DVD cap. 3, incessante, è il simbolo dell’eternità; per
Jurassic Park: chi scrive dubita che qualcuno 19m 03s) è descritto da un suono plastico, le sue maree, per il flusso e il riflusso
abbia mai potuto pre-registrarli…). Qui forte e breve. Anche qui abbiamo una sorta delle onde, è il simbolo del
entra in gioco la distinzione a noi tanto cara di percezione tattile della capsula che cambiamento”. Non a caso questo
fra verità e verosimiglianza della finzione. Il contiene lo stupefacente solo grazie alla simbolismo lo ritroviamo perfettamente
cervello non riesce a distinguere perfet- creatività dei designer sonori. E’ un caso in in un capolavoro di Alfred Hitchcock,
tamente due suoni dalle caratteristiche cui emerge con chiarezza quanto i rumori musicato da uno strepitoso Herrmann:
fisiche non identiche, ma simili. Se veicolino implicitamente degli indizi Vertigo (La donna che visse due volte). E’
registrato e riascoltato, il rumore di un materializzanti, che, giocando con la davanti al mare che James Stewart e Kim
banale macinacaffè elettrico può non nostra percezione, tratteggiano Novak sono travolti dalla passione ed è
essere riconosciuto come tale e anzi può immediatamente tutta una serie proprio dal vigoroso frangere dei flutti
apparire diverso, ‘spaventoso’, così come il d’informazioni sulle caratteristiche materiali sulla scogliera che il loro bacio è
rumore di una teiera che bolle è simile a dell’oggetto che causa quel suono. Non acusticamente, ancor più che visivamente,
quello di un serpente che attacca. E’ molto capiamo dall’immagine che l’erogatore è sottolineato (DVD cap. 16, 62m 30s). In
probabile che, opportunamente plastico, lo intuiamo dal sonoro. Non ultimo, una precisazione. In questa breve
sincronizzato agli scatti del serpente, sappiamo di quali materiali sia costituito il disamina abbiamo utilizzato indistintamente
risulterà molto più efficace e verosimile il tempio dei ‘pre-cognitivi’, lo evinciamo dal i termini ‘suono’ e ‘rumore’ per indicare
rumore della teiera che non la registrazione tipo di riverbero che avvolge le voci dei gli eventi sonori nella finzione
microfonica del soffio reale dell’animale. protagonisti (DVD cap. 5, 25m 32s): il cinematografica e lo abbiamo fatto non a
Di esempi ce ne sono molti altri. timbro e la durata della riverberazione caso, ma con coscienza, visto che il
Prendiamo i rumori che producono i pugni indicano un materiale freddo, confine che li separa è labile e soggettivo,
e i calci nelle scene di lotta: sono probabilmente una lega metallica. E perché, al di là di ogni possibile
manifestamente esasperati rispetto alla curiosamente, se prestiamo attenzione, definizione fisica o estetica, a ben vedere,
realtà. Il cervello riceve una sorta di notiamo che il tempo di decadimento delle ogni suono (inteso come vibrazione
sensazione tattile attraverso l’udito, in riflessioni è eccezionalmente lungo per un periodica) possiede nel proprio attacco
particolare nella gamma delle basse luogo di quella grandezza. Questo perché una componente di rumore (vibrazione
frequenze, quelle più solide, sorde, dalla quel tipo di riverbero ha un’altra funzione non periodica).
lunghezza d’onda più lunga. Queste stesse fondamentale: quella di conferire un’aura di Ma questa, in fondo, è un’altra storia…
frequenze dominano la rappresentazione sacralità al luogo, facendo ripescare dalla
acustica dei colpi inferti dagli avversari di una nostra memoria quelle impressioni sonore
lotta, perché trasferiscono la violenza che abbiamo ricevuto o riceviamo
dell’impatto dalla dimensione tattile a quella all’interno di una chiesa. Non a caso
sonora. L’‘eletto’ di Matrix, nei l’ambiente in cui giacciono i prodigiosi ‘pre-
combattimenti corpo a corpo, infligge dei cognitivi’ viene chiamato ‘tempio’.
veri e propri colpi di cannone… Abbiamo introdotto quindi un altro
Cerchiamo quindi di inquadrare ora le aspetto, quello del significato dei suoni,
forme d’ascolto e di astrarle momen- che ci introduce direttamente alla
taneamente, riprendendo il pensiero di seconda categoria d’ascolto: l’ascolto
Chion e descrivendo due categorie in semantico, secondo il quale attribuiamo
particolare. un senso ai rumori che costituiscono il
Iniziamo con l’ascolto causale, flusso audiovisivo. E’ l’ascolto dei fondi
ovvero il modo con cui tentiamo di che abbiamo analizzato prima, è quello
individuare e assegnare a elementi dell’inflessione del tono di una voce, è
determinati la causa degli eventi sonori. l’attribuire un significato al significante
Nel flusso audiovisivo si sceglie sonoro. In molti film capita di assistere a
deliberatamente cosa porre in risalto, conversazioni telefoniche del protagonista. Kim Novak ‘doppia’ e James Stewart in Vertigo
Filmografie 47

Filmografia essenziale di Michael Kamen


Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra (New York, 15 aprile 1948 - 18 novembre 2003)

Anno Titolo originale (Titolo italiano) Regista


1976 The Next Man (Il prossimo uomo) Richard C. Sarafian
1983 The Dead Zone (La zona morta) David Cronenberg
1984 Brazil (id.) Terry Gilliam
1985 Amazing Stories; ep. "Mirror Mirror" (Storie incredibili - serie TV) Martin Scorsese
1986 Highlander (Highlander, l'ultimo immortale) Russell Mulcahy
1987 Lethal Weapon (Arma letale) Richard Donner
1987 Someone to Watch Over Me (Chi protegge il testimone) Ridley Scott
1988 Die Hard (Trappola di cristallo) John McTiernan
1989 Licence to Kill (007 - Vendetta privata) John Glen
1989 Lethal Weapon 2 (Arma letale 2) Richard Donner
1989 The Adventures of Baron Munchausen (Le avventure del Barone di Munchausen) Terry Gilliam
1990 Die Hard 2: Die Harder (58 minuti per morire) Renny Harlin
1990 Robin Hood, Prince of Thieves (Robin Hood, il principe dei ladri) Kevin Reynolds
1991 Hudson Hawk (Hudson Hawk, il mago del furto) Michael Lehmann
1991 The Last Boyscout (L'ultimo boyscout) Tony Scott
1992 Lethal Weapon 3 (Arma letale 3) Richard Donner
1993 The Three Musketeers (I tre moschettieri) Stephen Herek
1993 Last Action Hero (Last Action Hero - L'ultimo grande eroe) John McTiernan
1995 Mr Holland's Opus (Goodbye, Mr. Holland) Stephen Herek
1995 Don Juan De Marco (Don Juan De Marco maestro d'amore) Jeremy Leven
1995 Die Hard With a Vengeance (Die Hard - Duri a morire) John McTiernan
1997 The Winter Guest (L'ospite d'inverno) Alan Rickman
1997 101 Dalmatians (La carica dei 101) Stephen Herek
1998 Lethal Weapon 4 (Arma letale 4) Richard Donner
1998 What Dreams May Come (Al di là dei sogni) Vincent Ward
1999 The Iron Giant (Il gigante di ferro) Brad Bird
2000 The X-Men (X-Men) Bryan Singer
2000 Frequency (Frequency - Il futuro è in ascolto) Gregory Hoblit
2001 Band of Brothers (Band of Brothers - Fratelli al fronte - serie TV) Vari
2003 Open Range (id.) Kevin Costner

Filmografia essenziale di Manuel De Sica


Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra (Roma, 24 novembre 1949)

Anno Titolo originale (Titolo italiano) Regista


1968 Amanti Vittorio De Sica
1969 Io e Dio Pasquale Squitieri
1970 Il giardino dei Finzi Contini Vittorio De Sica
1970 Le coppie (episodio "Il leone") Vittorio De Sica, Mario Monicelli,
Alberto Sordi
1971 I cavalieri di Malta (film TV) Vittorio De Sica
1971 Cose di Cosa Nostra Steno
1972 Camorra Pasquale Squitieri
1972 Lo chiameremo Andrea Vittorio De Sica
1972 Sette scialli di seta gialla Sergio Pastore
1973 Una breve vacanza Vittorio De Sica
1973 L'età di Cosimo De Medici (film TV) Roberto Rossellini
1974 Il viaggio Vittorio De Sica
1976 Folies bourgeoises (Pazzi borghesi) Claude Chabrol
1980 Sunday lovers (I seduttori della domenica) Bryan Forbes, Edouard Molinaro,
Dino Risi, Gene Wilder
1985 Cuore (sceneggiato) Luigi Comencini
1987 Soldati - 365 all'alba Marco Risi
1988 Una botta di vita Enrico Oldoini
1989 Ladri di saponette - Globo d'Oro Maurizio Nichetti
1991 Volere volare Guido Manuli & Maurizio Nichetti
1992 Al lupo al lupo - Nastro d'Argento Carlo Verdone
1994 Dellamorte Dellamore Michele Soavi
1996 Celluloide - David di Donatello Carlo Lizzani
1996 Tre Christian De Sica
1996 A spasso nel tempo Carlo Vanzina
1997 A spasso nel tempo: l'avventura continua Carlo Vanzina
1998 Un bugiardo in Paradiso Enrico Oldoini
1998 Simpatici & antipatici Christian De Sica
2002 Maria Josè, l'ultima regina (serie TV) Carlo Lizzani
2002 Incompreso (film TV) Enrico Oldoini

Consulta le filmografie complete ed analitiche su [Link]

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