Cs 04 Web
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$24.95 2-CD
Jerry Goldsmith
Bernard Herrmann
Miklós Rósza
Alfred Newman
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Sommario 3
Le altre recensioni
• Band of brothers .............................................. 10 • Ora o mai più .................................................... 38
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera
• Brazil .................................................................. 11 • Gente di Roma ................................................. 39
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Terra di confine ................................................ 13 • Appuntamento con la memoria .................... 39
di Pietro Rustichelli di Massimo Privitera
• Il cartaio ............................................................. 16 • Mademoiselle De Sade e i suoi vizi ............... 39
di Gabrielle Lucantonio di Massimo Privitera
• Sette scialli di seta gialla / Killing birds ........ 21 • Arena concerto DVD ....................................... 40
di Massimo Privitera di Massimo Privitera
• I ragazzi della Via Pàl ...................................... 29 • Arena concerto CD .......................................... 40
di Massimo Privitera di Massimo Privitera
• Francesco ........................................................... 29 • Le avventure di Huck Finn ............................. 41
di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Tristano e Isotta ............................................... 29 • Karamazov ........................................................ 41
di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Alla ricerca di Nemo ....................................... 36 • Neve rossa ........................................................ 41
di Fabrizio Campanelli di Alessio Coatto
• Koda, fratello orso ............................................ 36 • E' una sporca faccenda tenente Parker! ....... 42
di Pietro Rustichelli di Alessio Coatto
• Sinbad, la leggenda dei sette mari ................ 36 • Mona Lisa smile ................................................ 42
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Totò Sapore e la magica storia della pizza .. 36 • Per sempre ....................................................... 42
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli
• The Star Trek album ....................................... 37 • Cantando dietro i paraventi ........................... 43
di Maurizio Caschetto di Stefano Sorice
• Battlestar Galactica ........................................ 37 • Il diario di un prete ......................................... 44
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera
• Tomb raider: la culla della vita ...................... 38 • Cinevox: the history of the soundtrack ........ 44
di Giuliano Tomassacci di Massimo Privitera
• Terminator 3 - le macchine ribelli ................. 38 • Terrore nello spazio ......................................... 44
di Maurizio Caschetto di Gabrielle Lucantonio
Legenda recensioni
Mediocre: Sufficiente: Buono: Ottimo: Capolavoro:
I giudizi delle recensioni di Colonne Sonore si riferiscono a valutazioni artistiche assolutamente personali dei redattori e non vogliono in alcun modo interferire da un punto di vista commerciale e discografico.
4 Redazionale
Un nuovo anno
in musica
Un numero ricco. Tanto ricco che colto ed erudito parallelismo tra Anno Secondo, Numero 4
voi, appassionati lettori, faticherete a Wagner e gli attuali compositori di Gennaio / Febbraio 2004
staccarvi dalle sue succulenti pagine. colonne sonore. Un approfondimento Registrazione al tribunale di Milano
n.356 del 03/06/2003
Come riuscirete a non leggere, a quattro mani, affascinante e
tutta di un fiato, la lunga e avvincente, scritto da veri intenditori. Direttore responsabile:
particolareggiata recensione de Il ritorno Non mancheranno tantomeno le Anna Maria Asero
del Re (spettacolare capitolo conclusivo recensioni sulle nuove uscite musicali Capo redattore:
della saga del Signore degli anelli), un (Alla ricerca di Nemo, Totò Sapore, Massimo Privitera
salto musicale nel meraviglioso mondo Simbad) o le riedizioni (Star Trek, The
di fantasia di Tolkien? Brothers Karamazov). Redazione:
Maurizio Caschetto
E le due interessanti interviste a E poi, un nostro piccolo pensiero a Alessio Coatto
due grandi della musica da film due importanti figure del mondo Pietro Rustichelli
italiana - Manuel De Sica e Claudio della musica che ci hanno lasciati per Giuseppe Caminiti
Simonetti - vi stupiranno non solo per sempre: Michael Kamen e Michael
Art Director - Impaginazione:
gli aneddoti narrati, ma anche per Small. Pietro Rustichelli
l’entusiasmo e la bellezza dei racconti Speriamo che anche questa volta la
di vita vissuta. nostra rivista vi piaccia. Alla prossima! Correttore di bozze
Da non perdere, assolutamente, il Il direttore Fabio D'Italia
Collaboratori:
Gianni Bergamino
Fabrizio Campanelli
LOMBARDIA Piero Campanino
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LIBRERIA L'INDICE - [Link] Marconi, 7 - 20059 VIMERCATE (MI) di “Film Score Monthly”
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6 News
PREMI
• GOLDEN GLOBE 2004® A HOWARD SHORE
Lo scorso 25 Gennaio 2004 il terzo capitolo tolkieniano si è • Best Original Score “The Return Of The King”
aggiudicato entrambi i premi per le musiche cinematografiche: • Best Original Song: “Into the West” (Shore-Walsh-Lennox)
Un iter artistico consacrato al più indescrivibile (poiché infinitamente contributi per gli artisti più diversi ed
brillante e insaziabile scandaglio del sfaccettata), vibrante (perché esigenti del panorama musicale
generale universo musicale; una alimentata da una passione e un senso internazionale, nonché più di settanta
inesauribile dedizione all’interessata di meraviglia musicale sempre colonne sonore affidate alle sue cure da
comprensione, e consecutiva rinnovati), unica. Eppure, nonostante le alcuni dei cineasti maggiormente
sperimentazione, dei territori sonori virtù del proprio operato, al musicista responsabili della modernità
più disparati e apparentemente statunitense è sempre mancato il giusto cinematografica.
inconciliabili, nel tentativo – sempre riconoscimento del grande pubblico Ed è stato proprio il primo contatto
appagante e rimarchevole – di arrivare che è spesso vittima di una miopia che con il media cinematografico ad
al miglior vettore musicale per limita l’attenzione al protagonista in indirizzare inconsciamente il percorso
un’immagine in movimento, una lirica, scena piuttosto che alla luce che lo artistico del compositore, quando,
un sentimento. illumina. ancora in tenera età, viene
Qualsiasi compositore, cinematografico Moderato innovatore responsabile letteralmente incantato e sedotto da
o assoluto che si voglia, non di un’operazione pionieristica sottile e film quali I vichinghi, Via col vento e Il
stenterebbe a riconoscere almeno uno in nessun caso ostentata (forse per mago di Oz – non a caso tre opere
di tali conseguimenti artistici come questo mai giustamente riconosciuta) cardine nel contesto della musica
degno e auspicato epilogo alla carriera Kamen, adoperatosi con efficacia applicata alle immagini. I tre
di un’intera vita. Michael Kamen ci era praticamente in ogni ambito artistico, lungometraggi rappresentano in
riuscito a soli 55 anni, prima che un durante l’arco della sua intensissima qualche modo gli estremi essenziali di
sipario intransigente calasse sulla sua opera carriera, lascia dietro di sé i preziosi quelle che saranno le linee d’interesse
Michael Kamen 9
del musicista: i primi due con il robusto primo, amato strumento, e il ripiego
commento di Nascimbene e la verso il non meno attraente oboe, I Bellissimi di
monumentale, dettagliata partitura
sinfonica di Steiner, il terzo con la
perfetta interazione tra orchestra e
aprono la stagione di maggior impegno
accademico di Michael Kamen,
culminante nell’approdo alla prestigiosa
Michael Kamen
canto. Julliard School of Music. E mentre la Le 10 migliori colonne sonore di
Kamen nasce il 15 aprile 1948 a rivoluzione del rock’n roll anni ’60 Michael Kamen secondo la nostra redazione.
New York, viene immediatamente bussa ormai alle porte, lo studio dello
avvolto in influenze musicali a dir poco strumento diventa per il compositore
variegate. I genitori, convinti attivisti sempre limitante, tanto esasperato da • LA ZONA MORTA
(The Dead Zone, USA 1983):
liberali oltre che dediti ascoltatori e prendere il sopravvento anche sulle musica melodrammatica e angosciata, dove
personali amici di Leadbelly e Pete classi di pianoforte. i riferimenti a Sibelius collaborano alla
Seeger, non disdegnano alcun genere A trarlo in salvo da una sterile traduzione del turbato inconscio// brani
musicale, dal rock’n roll al folk fossilizzazione è proprio quella nuova migliori: “Lost Love”, “Main Title”.
passando per la classica. ondata musicale che vede, almeno per
Ancora una volta sensibilizzato alle il compositore, nei Beatles il suo • BRAZIL (id., USA 1985):
confluenze stilistiche e formali, il massimo compimento e lo stimolo musica nostalgica ed eversiva, un raro e
compiuto esempio di discorso sonoro
giovane artista cresce dunque nella sua salutare ad un atteggiamento
totale // brani migliori: “Central Services /
abitazione del Queens apprezzando il finalmente pratico e, in particolare, The Office”, “The Battle”.
beat dei Weavers e i repertori di liberatorio nei confronti dei non
Brahms, maturando parallelamente indifferenti impulsi compositivi. • HIGHLANDER – L’ULTIMO IMMORTALE
un’adorazione intramontabile per Bach Dopo le sporadiche partecipazioni in (Highlander, GB 1986):
(la Partita N. 4 in Re Maggiore per jug band locali (piccole formazioni musica intramontabile e celtica // brani
pianoforte rimarrà negli anni una vera e jazzistiche caratterizzate dalla presenza migliori: “The Highlander Theme”,
propria ossessione per il musicista, che dello strumento africano jug), Kamen “Swordfight at 34th Street”.
inoltre avrà modo di considerare le inizia a guardarsi intorno, nell’intenzione • ARMA LETALE
composizioni del genio tedesco “la di riunire una formazione competente (Lethal Weapon, USA 1987):
musica più profonda che sia mai stata e soprattutto abbastanza audace da musica concitata e turbata; la chitarra per
scritta”). tradurre in unico linguaggio i propri Riggs e il sassofono per Murtaugh
L’interesse musicale tutt’altro che multiformi istinti sonori. accentuano con stile lo scenario urbano //
passivo (ulteriormente fomentato dalle A questo presupposto si deve, di lì a brani migliori: “Meet Martin Riggs”, “
incentivazioni della zia Anna, che in poco, la genesi del New York Rock And Hollywood Blvd Chase”.
seguito il musicista individuerà come Roll Ensemble, tra le cui fila, insieme ai • TRAPPOLA DI CRISTALLO
responsabile del suo dono musicale) corsisti Marty Fulterman e Dorian (Die Hard, USA 1988):
esaurisce ben presto il suo stato Rudnytsky, figura anche il compagno musica d’azione e tensiva: Kamen eccelle
embrionale permettendo all’evidente d’aula, nonché futuro collega di nel giocare con Beethoven senza
predisposizione e al fattivo talento di composizione cinematografica, Mark banalizzarlo // brani migliori: “Terrorists”,
sbocciare con precocità: agli studi di Snow. Dall’iniziale tour di “Tagaki Dies”.
pianoforte, con cui Kamen ha già presentazione nei campus di varie • ROBIN HOOD IL PRINCIPE DEI LADRI
iniziato a familiarizzare dall’età di due università approda ad un contratto con (Robin Hood Prince of Thieves, USA 1991):
anni, si aggiungono quelli di chitarra e la Atco/Atlantic Records che sigla musica epica e medioevale: l’estro ritmico-
clarinetto. l’effettiva validità dell’intuizione sinfonico di Kamen alla sua apoteosi // brani
L’effettiva predilezione e il kameniana alla base del progetto, migliori: “Ouverture and The Prisoner of
volenteroso impegno dimostrati nei fondamentalmente indirizzata alla più the Crusades (From Chains to Freedom)”,
confronti di quest’ultimo strumento intrepida coabitazione di ritmi e stilemi “Marian at the Waterfall”.
rappresentano i definitivi estremi per la rock con intuizioni e trattamenti • DON JUAN DE MARCO MAESTRO
motivata considerazione di una carriera classico-sinfonici (a titolo esempli- D’AMORE
musicale, all’avvio della quale i genitori ficativo di tale stile, si offre con validità (Don Juan De Marco, USA 1995):
delegano gli insegnanti della New York il brano “Brandeburg”, incluso nel musica romantica e passionale // brani
High School of Music & Art. secondo LP Faithful Friends, dove ad un migliori: “Dona Ana”, “Arabia”.
Fatalmente, l’esame d’ammissione incipit per oboi, violoncelli e • L’OSPITE D’INVERNO
rivela un esito biunivoco minando, da clavicembalo si contrappone un finale (The Winter Guest, USA/GB 1997):
una parte, le aspirazioni coltivate fino a dominato da chitarre elettriche e musica emozionale e sospesa; Kamen,
quel momento dal compositore, ma batteria). rimaneggiando un tema del suo Concerto
instaurando allo stesso tempo i Sebbene non effettivamente per Sassofono, affida al piano la parafrasi
presupposti e le fondamentali condizioni compresi e lodati dalla critica fino musicale del confronto umano // brani
alla base della futura carriera: ritenendo all’uscita dell’album Roll Over, i migliori: “Main title”, “Take Me With You”.
inadeguata la tecnica clarinettistica del componenti dell’Ensemble riescono ad
• IL GIGANTE DI FERRO
giovane allievo – prevalentemente attrarre l’interesse di Leonard (The Iron Giant, USA 1999):
appresa da autodidatta – il docente Bernstein che li ingaggia per il concerto musica coinvolgente e ariosa // brani migliori:
preposto consiglia senza remore il dell’8 febbraio 1968 nell’ambito dei “The Eye of the Storm”, “You can be…”.
passaggio allo studio dell’oboe suoi Young People’s Concerts.
(“altrimenti potremmo romperti le dita L’incontro e la frequentazione di • BAND OF BROTHERS – FRATELLI AL
e ricominciare tutto da capo”, sarebbe Bernstein, da sempre idolo del FRONTE
stata l’ironica opzione dell’insegnante compositore newyorchese, rappresenta (Band of Brothers, USA 2001):
musica elegiaca ed eroica // brani migliori:
secondo il divertito ricordo dello stesso una tappa importantissima per l’excursus “Main theme”, “Band of Brothers Suite
Kamen). artistico di Kamen e per la sua One and Two”.
La rassegnata deposizione del introduzione al trattamento orchestrale.
10 Michael Kamen
Band of Brothers, l’epica miniserie concepita e prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks,
narra le vicende di un plotone di soldati Alleati USA durante la campagna di liberazione
dell’Europa dal giorno del D-Day alla fine della II Guerra Mondiale.
Fortemente debitrice dello spielberghiano Salvate il soldato Ryan (1998), quest’opera televisiva di
grande successo (purtroppo trasmessa in Italia in modo discontinuo e senza promozione), si avvale di
un commento musicale assai ispirato e trascinante del compianto Michael Kamen.
Il musicista americano ha composto lo score di tutti e dieci gli episodi, riuscendo a plasmare
un corpus musicale di sincera partecipazione emotiva. Nonostante l’indubbia influenza – per
ammissione dello stesso Kamen – del John Williams di Salvate il soldato Ryan (evidente
Michael Kamen soprattutto in “Band of Brothers Requiem”, che ricalca il celebre “Hymn to the Fallen”
Band of Brothers williamsiano), la partitura di Kamen si distingue per brillantezza orchestrale e una scrittura di
assai rara perizia. Le due lunghe suite in apertura del CD esauriscono il materiale ‘eroico’ della
(Band of Brothers - Fratelli
partitura, in cui notiamo echi di Aaron Copland, soprattutto negli impasti di ottoni e archi e
al fronte - 2001) nell’impostazione melodica del tema portante. I brani seguenti sono di natura contemplativa e
Play-Tone / Sony Classical / intimista: spiccano assoli di flauto, oboe, pianoforte e corno.
Sony Music Soundtrax SK 89719 La bravura con cui Kamen tiene in pugno la sottile intelaiatura timbrico-melodica riesce ad evitargli
20 brani - Durata totale: 69'55" di cadere nella classica retorica musicale ‘patriottica’ (nonostante qualche dovuta concessione allo stile
‘Americana’ più classico), con risultati talvolta davvero eccezionali (ad esempio “Parapluie”, un piccolo
gioiello di orchestrazione nel dialogo tra arpa, pianoforte e archi).
“Plaisir d’Amour” è una delle pagine migliori, affidata alla sola evanescente tessitura di un
coro di voci bianche. Ma è nella lunga “Discovery of the Camp” che Kamen mette in mostra
tutta la sua bravura di costruttore di drammi musicali e di superbo orchestratore, attraverso
lunghe linee melodiche e un’avvincente abilità contrappuntistica. Una bravura che, purtroppo,
ci mancherà sempre di più. Maurizio Caschetto
Michael Kamen 11
quattro mani con Eric Clapton, con il portante da alcuni estratti della Nona
pre-montato di Lethal Weapon (Arma Sinfonia di Beethoven, Kamen stenta ad
letale, 1987) a cui sta lavorando per il avvicinarsi alle immagini di un film che
regista Richard Donner. Quest’ultimo, dichiaratamente non lo attrae, arido di
convinto dal massiccio utilizzo della stimoli oltreché pesantemente
composizione come temp-track vincolato nella sua vestizione musicale
operato dal collaboratore, capitola dalle rigide e quanto mai manierate
nell’ingaggio di entrambi i musicisti. aspettative dei produttori, che
L’esclusivo risultato, in buona parte confinano l’incarico del musicista nei
dovuto alla giusta intuizione del restrittivi limiti di una mera
compositore di coinvolgere compilazione di archetipi musicali
nell’operazione anche il sassofonista d’effetto collaudato.
David Sanborn, accorda a Kamen Eppure l’eclettismo estetico di
l’incondizionata fiducia dell’industria Kamen aveva già da tempo palesato la
mainstream. sua incontrovertibile estensione,
In particolare, il personalissimo nonché l’originalità dei risultati, quando
blend classico/contemporaneo diventa sollecitato da opere di maggior
scenario musicale prediletto per caratura narrativa, soprattutto se
affreschi urbani ed action-movies, alimentate da un autentico respiro
generi nei quali il compositore epico. Sono pagine come quelle scritte
dimostra nel tempo gran per Highlander (Highlander - L’ultimo
dimestichezza: Someone to Watch Over immortale, 1986, di R. Mulcahy) o The
Me (Chi protegge il testimone, 1987, di Uno dei suoi temi più noti: Robin Hood, principe dei ladri Three Musketeers (I tre moschettieri,
R. Scott), Licence to Kill (007 Vendetta 1993, di S. Herek) a favorire l’eruzione
privata, 1989, di J. Glen), Last Action 1998, di A. Rickman), nell’afflato del più genuino stile kameniano, un
Hero (L’ultimo grande eroe, 1993, di J. malinconico di Inventing the Abbots linguaggio sfolgorante nella sua
McTiernan) e, non ultimi, i tre sequel (Innocenza infranta, 1997, di P. costruzione melodica, accattivante
del film di Donner. O’Connor) e nella candida ingenuità di nelle sue attraenti digressioni ritmiche,
L’inevitabile standardizzazione dei The Iron Giant (Il gigante di ferro, 1999, assolutamente notevole nelle elaborate
prodotti offerti alla penna di Kamen di B. Bird), preziosa incursione scelte d’orchestrazione (sempre
degenera però in una saturazione nei nell’animazione. supervisionate, se non personalmente
confronti del plot d’azione da parte Sottoscrizione evidente di questa curate, dall’autore) – una forma,
dell’artista, considerata anche la sua maturata insofferenza è senza dubbio insomma, che si compendia nelle
peronale vocazione alla ricerca l’esperienza di post-produzione per indicazioni d’esecuzione distribuite
melodica (“Non mi sveglio mai la Die Hard With A Vengeange (Die Hard – sulla partitura per il segmento “Training
mattina pensando ad inseguimenti Duri a morire, 1995), terzo e Montage” del film di Mulcahy: potente,
automobilistici, fortunatamente il mio conclusivo capitolo della saga distante, elegante.
risveglio è fatto di dolci melodie, e queste inaugurata da John McTiernan. Stilisticamente, l’approccio del
sono quelle che preferisco”), un Costretto da esigenze di sceneggiatura, musicista non si discosta dall’ottimistica
orientamento che si concretizza come per il primo episodio (servito crociata di un paladino sempre sincero
ampiamente nell’intimismo pianistico di comunque da un commento di grande nei confronti del proprio mandato,
The Winter Guest (L’ospite d’inverno, funzionalità), a derivare il tema impossibilitato a degenerazioni
“Central Services/The Office”, è il brano d’apertura dello score per Brazil. Caratterizzato dal
coinvolgimento ritmico delle macchine da scrivere – che, nello svolgersi sinfonico, giungono ad
una fattiva mimesi con l’impianto strumentale - è una dichiarazione d’intenti chiarissima,
spiazzante e intrigante allo stesso tempo.
L’interesse principale di Michael Kamen, nel predisporsi al visionario racconto di Terry
Gilliam, non si limita semplicemente ad un puntuale commento del fotografico (peraltro
adottato e sensibilmente risolto in episodi come “The Battle” e “Escape! No Escape!”, indicativi
dei germi ritmici che di lì a qualche anno sbocceranno in lavori di maggior respiro epico), ma si
Michael Kamen indirizza invece all’instaurazione di un gioco di corrispondenze tra le componenti sonore del
mezzo cinematografico (musica, dialoghi e sonoro), che non teme i necessari e frequenti
Brazil (id-1984) sbilanciamenti di dominio, relegando spesso l’impronta musicale ad ossequiante e formale
Milan 5050466 3084 2 9 scenografia dal sapore caricaturale.
20 brani – Durata totale: 38’30” Alla luce di tale criterio espressivo, quindi, attestano la propria funzionalità l’incedere regale
degli archi ironicamente esaltanti il dialogo in voice over di “Mr Helpman” o, addirittura, il
confinamento in archetipi muzak del bossa nova di “The Party (Part 1)”.
Kamen riconferma la supremazia dell’elemento melodico nella traduzione di solitudine
(“Waiting for Daddy”) e sentimento (“The Morning After”) del protagonista, senza trascurare
il represso ma bruciante desiderio di libertà che lo anima, ritornando con inventiva al celebrato
motivo di Ary Barroso, che oltre a dare il titolo al film riveste con vigore il ruolo di tema
portante.
Un raro esempio di arte concettuale applicata all’ottava arte, che in balia delle indecisioni
produttive da cui il film fu afflitto, rischiò nientemeno che l’appellativo di ‘rejected’.
Giuliano Tomassacci
12 Michael Kamen
barbariche da un innato rispetto per bisognosi di una scrittura più complessa (e ancora una volta il brano “Have You
l’arte prescelta, che vigorosamente e laboriosa. In questo senso offrono Ever Really Loved a Woman?” si
brandisce un vessillo riconducibile ad grande sprone all’autore lavori come tramuta in successo commerciale)
una opulente linea di corni e ottoni ben Suspect (Suspect - Presunto colpevole, confermando il cantante come uno dei
temperati. Gli stessi che accendono di 1987, di P. Yates), influenzato dal più affini tra gli artisti pop frequentati
vita propria il celebrato score per Robin peculiare vocabolario herrmanniano, e durante un percorso disseminato di
Hood: Prince of Thieves (Robin Hood specialmente The Dead Zone (La zona nomi come George Harrison (Shanghai
principe dei ladri, 1991, di K. morta, 1983), film per il quale venne Surprise), David Stewart (Rooftops -
Reynolds), considerato la punta di assunto in sostituzione di Howard Combat Dance), Herbie Hancock
diamante di un’intera carriera. Shore, compositore inizialmente (Action Jackson), Orbital (Event
Inizialmente pensata per una proposto dal regista David Cronenberg, Horizon), Queen (Highlander) e i
formazione di strumenti d’epoca e in ma rifiutato dal produttore Dino De Chieftains (Circle of Friends).
seguito diluita in un impianto Laurentiis. Kamen non fa comunque Aumentano la lista i già citati Clapton e
orchestrale tradizionale, la colonna rimpiangere il suo collega, conse- Sanborn, ulteriormente responsabili di
sonora deve la sua efficacia soprattutto gnando al lungometraggio tratto da aver stimolato il compositore nella
all’equilibrata interazione tra moduli di Stephen King la sua partitura più cupa e stesura di due tra le sue più riuscite
ampia magniloquenza ritmica e sensibili difficile. Una musica così disturbante composizioni ‘assolute’: rispettiva-
aperture romantiche, queste ultime che, durante il periodo di genesi mente il Concerto per chitarra e quello
culminanti in un intenso tema d’amore compositiva, i suoi vicini di casa, per sassofono, a cui si aggiungono una
che torna alla mente del compositore terrorizzati, lo implorarono di Overture per 200 monaci buddisti,
“da una pallida memoria, correndo smettere di suonare al pianoforte il un’opera per i percussionisti Kodo
intorno agli alberi come un bambino”, tema principale. giapponesi e la Sinfonia “The Old Moon
dopo averlo assillato per circa Altre incursioni in ambiti musicali in the New Moon’s Arms”, com-
venticinque anni. La canzone traslata estranei al tradizionalismo del film- missionata dalla National Symphony
dal tema in questione, “Everything I Do scoring statunitense, includono la Orchestra di Washington D. C.
(I Do It For You)”, affidata prestazione filo-tzigana per l’esordio nell’ambito delle celebrazioni per il
all’interpretazione dell’amico e alla regia di Robert Duvall, Angelo My nuovo millennio.
regolare collaboratore Bryan Adams, Love (1983) e, nel 1995, il formidabile Opere concettualmente e
benedice il successo commerciale dello score elaborato per Don Juan De formalmente molto distanti tra loro
score mantenendo il primo posto nella Marco, trionfante nella sua vivida che attestano l’inesauribile vena
classifica inglese per sedici settimane miscela di sapori ispanici, suggestioni artistica e l’immedesimazione creativa
consecutive e assicurando ai due artisti bizetiane e venature orientali, il tutto a incontenibile, raramente messe in
un Grammy Award. dispetto del difficile rapporto lavorativo discussione se non nel caso di colonne
Al curriculum del musicista non con il regista Jeremy Level. Per sonore giudicate inadeguate dagli
mancano comunque prove in territori l’occasione, Kamen ricorre nuovamente studios: è il caso delle partiture ricusate
cinematografici meno accomodanti, alle liriche e alla voce di Bryan Adams per Assassins di Donner, The Avengers
Michael Kamen 13
di Chechik e Tomb Raider di West. resa ufficialmente nota solo due mesi
Arrivando a saggiare completamente prima del decesso in occasione
questa infelice consuetudine dell’accettazione del premio Dorothy
hollywoodiana, Kamen viene a sua Corwin Spirit of Life Award.
volta chiamato, nel ’98, a scrivere le La morte non lo trova rassegnato o
musiche di What Dreams May Come (Al arrendevole. Al momento del decesso
di là dei sogni, di V. Ward) in Kamen è più attivo che mai, avendo da
sostituzione di Ennio Morricone. poco completato le registrazioni dello
Il musicista accetta l’incarico score per il western di Kevin Costner
rifiutando però di ascoltare il lavoro Open Range, e indaffaratissimo nella
precedentemente composto dall’artista stesura di altri due commenti. A
italiano, verso il quale avrà modo di sopravvivergli sono la moglie Sandra e i
sdebitarsi idealmente grazie alla due figli Sasha e Zoe, destinatari
successiva collaborazione con i abituali delle dediche all’interno delle
Metallica per il tour “S&M”, l’incipit del proprie pubblicazioni discografiche,
quale è una rispettosa riproposizione quali fonti principali della sua
de “L’Estasi dell’Oro” da Il buono, il ispirazione musicale.
brutto, il cattivo. L’album tratto Personalità positiva, gioviale ed
dall’operazione, dove naturalmente entusiasta – doti che hanno portato di
Kamen figura ancora una volta come recente un giornalista statunitense a
adattatore sinfonico e direttore della definirlo “l’uomo più felice, dolce e
San Francisco Symphony Orchestra, gentile” che avesse mai incontrato – il
raggiunge i vertici delle classifiche e Richard Dreyfuss in Mr. Holland’s Opus Maestro rimarrà nella sua arte un’icona
regala al compositore il suo terzo di dedizione e di rinfrancante
Grammy Award (per il brano “The Call specificamente composta per il film e ottimismo. Difficile non ricordarlo
of Ktulu”). insignita di un Grammy). sempre sorridente e vitale nelle sue
Il secondo riconoscimento da parte La sollecitazione dell’opera di Herek numerose apparizioni pubbliche, che si
della critica americana di settore era e la casuale scoperta della inadeguata trattasse di un concerto dell’UNESCO,
arrivato nel 1996 per la lodevole educazione musicale all’interno del ‘Queen Jubilee’ di Buckingham
applicazione del musicista al film dell’organismo scolastico americano, Palace o delle prime due edizioni del
[Link]’s Opus (Goodbye Mr. spingono il compositore a fondare, ‘Pavarotti and Friends’.
Holland, di S. Herek), vera e propria insieme allo stesso Dreyfuss, la Al rendez vous con il proprio
sublimazione del rapporto alchemico “[Link]’s Opus Foundation” con lo destino, Kamen ha in qualche modo
tra realtà e finzione cinematografica. scopo di donare fondi e strumenti chiuso in scacco matto la partita con la
Oltre a mostrare non pochi punti di musicali alle scuole più disagiate. morte: contro gli appena 55 anni di cui
contatto tra il protagonista e l’autore L’interesse alla divulgazione e quest’ultima si è impossessata, ci sono
delle musiche (entrambi ossessionati all’insegnamento musicale trovano almeno tre generazioni beneficiate dal
dal compimento della loro prima maggiore dimostrazione nell’operato patrimonio musicale dell’artista. Il
sinfonia, notevolmente influenzati dal svolto per la Young Musician paladino ha vinto la sua crociata, e con
fenomeno dei Beatles e, più che ogni Foundation, in veste di ‘composer in lui la sua musica.
altra cosa, innamorati del linguaggio residence’ per l’intero 2002, e
musicale), il lungometraggio aveva nell’insegnamento presso i corsi di
coinvolto Kamen in maniera musica da film della Royal Academy of Tributo in collaborazione con
assolutamente permeante, non solo Music di Londra, città da sempre
nelle fasi di scoring, ma anche in quelle prediletta dal compositore e CINEMA, FILM, CRITICA
di pre-produzione (il musicista istruisce conseguentemente eletta a domicilio.
l’attore Richard Dreyfuss alla direzione Città nella quale, il 18 novembre 2003,
d’orchestra) e di livello intermedio (nel un colpo apoplettico pone fine alle
finale, Holland dirige Kamen – nella tribolazioni causate da una sclerosi
fattispecie la Sinfonia Americana, multipla diagnosticata già da sei anni, e [Link]
Una
Rockstar
Techno di Gabrielle Lucantonio
Lei è nato a San Paolo, in Brasile. mio padre e dei vicini di casa, per poi finito i soldi ed era impossibile
Che attività svolgeva lì suo padre passare alla chitarra che suonavo, alle rimanere lì, non c’era molto lavoro.
Enrico? feste dei ragazzi, con i gruppi Allora l’Inghilterra, nonostante fosse un
Mio padre era musicista, in Brasile dell’epoca per “rimorchiare”. Ma dopo paese all’avanguardia per molte cose,
come in Italia, faceva il direttore il pianoforte e le tastiere, lo strumento non era molto pronto ad accogliere un
d’orchestra, il pianista e lo showman che preferisco è il basso, che ho usato gruppo italiano che voleva suonare la
televisivo. Era molto popolare, negli in molti dei miei dischi Dance e non. propria musica. Insomma, eravamo un
anni ’50, aveva una sua orchestra e un Pur venendo da studi di musica classica po’ fuori luogo.
suo spettacolo che si chiamava non ho mai disdegnato il rock e il pop. Al nostro rientro, grazie a mio padre
Simonetti Show. Ed è durato molti anni Enrico, abbiamo firmato un contratto
con grande successo, fino al suo ritorno Ha fatto parte di un gruppo discografico con la Cinevox Record che
nel Belpaese che avvenne nel 1963. Il chiamato Il Ritratto di Dorian si offrì di produrci l’album di
suo successo fu quasi immediato. Gray, poi ha creato gli Oliver (con Oliver/Cherry-Five e grazie a questo
Fabio Pignatelli al basso e Massimo abbiamo conosciuto Dario Argento!
A che età ha cominciato a Morante alla chitarra, due dei
studiare il pianoforte? futuri Goblin). Perché avete deciso Ci parli un po’ di questo
Ho iniziato gli studi musicali a 8 anni, di andare a tentare la fortuna in incontro…
un po’ “obbligato” dalla mia famiglia; Inghilterra? Dario Argento si era messo alla
ma poi, annoiato dal solfeggio, l’ho In Italia il panorama del rock, ricerca di un gruppo per il suo ultimo
abbandonato a 10 anni per poi nonostante i vari gruppi esistenti, non film, Profondo rosso. Il direttore della
riprenderlo (questa volta di mia era il massimo per noi. Imperversava la Cinevox, Carlo Bixio, fece ascoltare a
spontanea iniziativa) a 12 anni, musica commerciale, proprio come Dario i nostri demo. Entusiasta decise
iscrivendomi al Conservatorio di Santa ora, e non c’era molto spazio, così di farci suonare le musiche
Cecilia di Roma. soprattutto alla radio - che allora era composte da Giorgio Gaslini. Entrati in
predominio della RAI - per la musica studio abbiamo iniziato ad arrangiare i
Si è quindi diplomato in compo- rock progressive. pezzi, ma dopo la lite tra il regista e il
sizione e in pianoforte… Così abbiamo pensato, come già compositore ci è stato chiesto di
Si, in entrambe le materie. aveva fatto la PFM, di andare a Londra, ultimare la colonna sonora del film.
patria della musica suonata dai gruppi Abbiamo così scritto i temi “Profondo
Quando ha cominciato ad che ascoltavamo e che ci ispiravano. rosso”, “Death Dies” e “Mad Puppet”.
interessarsi ad altri strumenti, ad
altri tipi di musiche? Come è stato il ritorno? I giornali attribuivano spesso il
A 14 anni ho suonato la batteria per Siamo ritornati in Italia perché non brano “Profondo rosso” a Giorgio
un certo periodo, con grande orrore di potevamo più stare a Londra, avevamo Gaslini. Come vivevate questa cosa?
Claudio Simonetti 15
All’inizio questo succedeva perché Ci parli di Suspiria. Come deve essere la musica di
sui titoli del film e nelle prime stampe Come ha lavorato alla colonna un film horror?
del long-playing, c’era scritto che la sonora ? Di solito, quando mi fanno questa
musica era di Gaslini, eseguita da noi. Dopo il successo di Profondo rosso, la domanda, rispondo che non esiste una
Poi, con le nuove ristampe del disco e Cinevox e Dario Argento ci hanno musica horror specifica, ma alcuni
alcuni comunicati stampa, abbiamo lasciato carta bianca. Eravamo chiusi elementi che si possono adattare
chiarito l’equivoco con il pubblico. negli studios, con molto tempo a all’horror. La nostra musica veniva dal
disposizione. Sperimentate nuove rock progress degli anni ‘70, con tutte le
Quante copie di Profondo rosso sonorità durante la realizzazione della influenze di allora: gli Yes, i Genesis,
avete venduto finora? colonna sonora, richiedemmo il Moog Emerson Lake & Palmer, i Deep
Il disco ha cominciato a vendere System 100 (quello che utilizzava Keith Purple… Da lì abbiamo trovato questo
tantissimo (un milione di copie solo il Emerson) assieme a un tecnico, il stile che si è affinato piano piano nel
primo anno) circa nove mesi dopo maestro Felice Fugazza, che tempo. Per esempio, se ascoltiamo
l’uscita; ecco perché ci eravamo separati, programmò il tutto. Utlizzammo il bene il tema, proviamo delle emozioni,
non pensavamo mai che avrebbe avuto Buzuki greco (Morante), il Tabla delle sensazioni e lo vediamo collegato
un successo così eclatante e duraturo nel indiano (Pignatelli), il Mellotron, la al film. Ma proviamo ad immaginare il
tempo. Siamo partiti in tournée con Celesta, il Minimoog, l’organo tema di Profondo rosso al di fuori del
Riccardo Cocciante nel novembre 1975, Hammond, il mio carillon. Abbiamo film; se fosse stato un brano a sé, non
dovevamo essere il gruppo di supporter, utilizzato anche una bacinella di ferro avrebbe dato la stessa sensazione di
ma mentre eravamo alle prime date, il piena d’acqua; e con dei colpi la paura alla gente. I film horror, quelli
disco salì al primo posto delle classifiche facevamo muovere. vecchi, erano sicuramente più marcati,
e ci rimase per ben 15 settimane Mi ricordo che venne una signora con musiche eseguite da un’orchestra
(abbiamo il record di permanenza al greca che si chiamava Irene Malatesta; sinfonica, con grosse note. Invece da un
primo posto nella storia della musica portò una filastrocca antica di arpeggio carino è venuto fuori un tema
italiana). In tutto, l’album ha venduto tre stregoneria. C’erano dei versi che che ha spaventato la gente, perché era
milioni di copie. parlavano di tre streghe che si in ogni modo collegato al film.
Come Goblin abbiamo fatto due film con sedevano sul ramo di un albero e così In Suspiria, c’era quell’arpeggio col
Argento: Profondo rosso e Suspiria, poi via. Da questa è nato il motivetto di carillon. Altre volte abbiamo creato dei
due Lp, Roller e Il fantastico viaggio del Suspiria. C’è la mia voce camuffata, che brani con delle caratteristiche più
bagarozzo Mark, Zombi di George recita questa poesia in inglese. Con un spaventose; per Zombi ad esempio,
Romero e altri film quali Amo non amo di arpeggio sotto, è venuto fuori il tema facemmo una musica più pesante,
Armenia Balducci, Squadra antimafia e principale. dovevamo sottolineare l’arrivo dei
Squadra antigangster di Bruno Corbucci, morti viventi. Ci sono delle
La via della droga di Enzo G. Castellari, Dario Argento ha partecipato caratteristiche che si possono rendere
Wampyr di George Romero… almeno alla stesura della musica? maggiormente con l’orchestra. Se
quelli a cui ho partecipato io e poi altri, No. vediamo Psyco, il film di Hitchcock la
senza di me.
come Goblin:
1975 Profondo Rosso dI Dario Argento
1977 Suspiria di Dario Argento
1978 Martin di George [Link]
1978 La via della droga di Enzo G. Castellari
1978 Squadra antimafia di Bruno Corbucci
1979 Zombi di George A. Romero
1979 Squadra antigangster di Bruno Corbucci
2001 Non ho sonno di Dario Argento
Il Mo Manuel De Sica
durante l’intervista
Un compositore
gentiluomo di Massimo Privitera e Pietro Rustichelli
Come nasce il compositore Manuel canzone da film, cosa che non accadde mai quando mi fanno sentire i dischi di altri,
De Sica? per il cinema americano. Così ho esordito. perché hanno fatto le prove durante il film e
Con fatica, il cognome che porto è senza vorrebbero un pezzo uguale a quello
dubbio un handicap per affermarsi nel Dopo questo grande esordio, quali ascoltato. E’ una cosa molto diffusa.
mondo dello spettacolo. sono state le tappe più importanti?
Se non fosse stato per Marcello Da Il giardino dei Finzi Contini non c’è Ciò non è gratificante…
Mastroianni, che durante le riprese di stato alcun problema, e anche per la John Williams mi ha detto che gli
Amanti [regia di Vittorio De Sica – N.d.R.], produzione degli ultimi sei film di mio padre. succede. Spielberg gli fa sentire un pezzo
mi invogliò esortandomi: “Ma a te che te ne Dopo la sua scomparsa, tutti i suoi colleghi suo o di qualcun altro, preso da chissà dove,
frega di tuo padre e di ciò che pensa, e di – Comencini, Dino Risi, Steno, i figli di Risi, i e lui glielo deve fare uguale. Accade a
questo film americano. Tu metti un bel Vanzina – mi hanno messo alla prova, ed è Williams, quindi uno non si deve sentire
pezzo di musica nella copia lavoro, e poi stata durissima. I registi con cui lavoro più particolarmente vessato. I registi si
vediamo quello che succede”. Seguii il suo spesso sono Enrico Oldoini, e mio fratello affezionano, e non avendo la possibilità di
consiglio, orchestrai per archi il brano – Christian. Inoltre ho avuto la possibilità di trasmetterti la loro musica a parole o coi
avevo 19 anni - e lo inserii nel film. Chi collaborare con Chabrol e Rossellini, grandi suoni, ti fanno ascoltare un disco simile a ciò
finanziava Carlo Ponti [il produttore – Maestri che sapevano come fare un film. Ti che desiderano. Questo toglie gran parte
N.d.R. ], era la montatrice di Via col vento. affidavano il compito di musicarlo ed erano della creatività e dell’ispirazione. Un
Quando venne a vedere la pellicola in copia sicuri che non glielo potevi rovinare, tutt’al musicista dovrebbe vedere un film montato
lavoro affermò che sarebbe stato un fiasco. più solo migliorare. Ciò accade ancora oggi senza alcuna musica, cosa che invece non
“Non funziona”, disse, “anche se ci rimetto con tutti i registi con i quali ho un gran succede quasi mai.
le mani io che sono una montatrice. L’unica sodalizio. Un bel gesto di fiducia da parte di
cosa che mi piace è il tema principale del chi mi conosce. Le rogne vengono da quelli Scrive prima al pianoforte e poi
film”. E mentre Mastroianni se la rideva che hanno troppi dubbi, oppure dai elabora le orchestrazioni o concepisce
sotto i baffi, Carlo Ponti annunciava la debuttanti. Ci sono i giovani che si in modo orchestrale fin dall’inizio?
scoperta di un nuovo talento musicale: il spaventano, ed è giusto che sia così; cerco Leggo i copioni, compongo un tema e ne
mio. Il tema fu mandato a Ella Fitzgerald che di metterli a loro agio, di capire cosa faccio un provino, scrivo il playback per il
accettò di cantarlo. Fu la prima volta che la vogliono per cercare di seguire il loro sincrono delle immagini. Alla fine vedo il
cantante americana interpretava una mondo, il loro immaginario musicale. Anche film, prendo i tempi, provo la musica sulle
Manuel De Sica 19
parti principali che m’interessano. l’apice del suo sodalizio artistico, Nel 1989 ha vinto il Globo d’Oro per
Successivamente scrivo su un quaderno in iniziato con Amanti del 1968, con quel Ladri di saponette di Nichetti, nel 1992
cui sintetizzo l’orchestrazione che poi grande regista che era suo padre, il Nastro d’Argento per Al lupo al lupo
stenderò su carta. Ma prima di fare tutto Vittorio De Sica… di Verdone e nel 1996 il David di
questo lavoro, annoto su di un quadernetto Io non ritirai la nomination, perché in Donatello per Celluloide di Lizzani. Che
i segmenti seguiti secondo per secondo, quel periodo avevo la fobia degli aerei. La importanza dà a questi premi?
minuto per minuto (questo me lo ha prese a casa di Johnny Mathis mio fratello Ho vinto anche un Premio Bernstein
insegnato Henry Mancini, ed è un sistema Christian. Perché finì da lui a New York, non [Leonard – N.d.R.]. Mi regalarono un
infallibile!); segno anche la chiave di basso, le si sa ancora bene il motivo. pennone della Mont Blanc, quella con la
armonie, i passaggi alla strumentazione per Il rapporto con mio padre era bellissimo, chiave di Sol, che era la penna simbolo di
archi. Se si presentano molti numeri, perché lui amava molto le dissonanze, Bernstein; io l’ho persa, ma non mi dispiace,
spartisco il compito con un co- odiava gli accordi risaputi. perché la trovavo una cafonata incredibile.
orchestratore che, considerata la chiarezza I miei temi, con questa trappola della
con cui scrivo gli sketch, sa benissimo come modulazione imprevista, come una sorta di Nella sua carriera ha scritto musiche
deve fare a stendere le battute, oppure deviazione, erano la cosa che lui preferiva. per registi italiani importanti. Con chi si
faccio tutto da solo. Per quanto riguarda la Mi succede anche quando scrivo racconti: è sentito più a suo agio o, almeno,
direzione, se posso permettermi un sono tutti col ribaltone finale. Poi, magari, ritiene di aver raggiunto un buon livello
direttore è meglio, perché di solito lui non quel cambiamento lo avverte soltanto un artistico?
sente niente, dirige soltanto l’orchestra. In musicista o un amante di musica da film. Gli Con tutti in egual misura. Mi sono
realtà, chi sta in regia comanda e può accordi, per esempio, non servono al regista divertito tanto con Steno; una volta mi
fermare e registrare in self-sync. Preferisco o alla pellicola; quello di cui hanno bisogno è chiese di fargli un pezzo ironico geloso. Era
la regia. Il più delle volte esce il CD di una il timbro, l’altezza, la velocità, il colore, la prima volta che sentivo una richiesta del
colonna sonora con su scritto “diretta dal l’atmosfera che quell’arrangiamento genere, così misi un clarinetto basso nella
compositore”, ma io non credo che determina. I registi non sanno cosa sta scena del suo film dove Carlo Giuffrè
nell’ambito della musica da film sia succedendo dal punto di vista degli accordi, camminava. La musica purtroppo si scrive,
necessario fare queste cose, l’importante è e meno male che ne sono all’oscuro. non è come il dialogo che si può cambiare al
che funzioni. Per cui, se posso stare in regia volo nel doppiaggio. Se non va bene, ci
a fermare chiunque, a rifare, mi aggrada di Qual è il rapporto lavorativo con suo metti un “tappo” di pianoforte, che va per la
più. Io non scrivo mai un pezzo ripetuto. fratello Christian, quando lei scrive la maggiore, così si cambia subito atmosfera e
Ogni segmento, ogni arrangiamento è per musica per i suoi film da attore-regista? il gioco è bello che fatto. Mi ricordo di una
una scena specifica, anche se ho ricopiato Mio fratello ama molto la musica, è un cosa bellissima che mi disse una volta un
me stesso in certi punti per otto battute, ho grande cantante e un bravo attore e montatore, inventandosi un nuovo termine
cambiato alcune parti. Dopodiché con la ballerino. Quando lavoro per lui, la musica si (i montatori sono quelli che comandano in
nuova tecnologia musicale si può ancora sente anche troppo, e allora gli dico di moviola e se non gli piace un pezzo di
riscrivere e montare la musica in modo remixarla, di tirarla un po’ giù. Perché lui sta musica lo tagliano subito via): “Non avresti
diverso. Oggi è estremamente facilitato il sempre con la cuffia, con gli altoparlanti qualcosa di meno in calando?”, intendendo
compito creativo di portare il film ad un alto accesi. A Christian piace il pezzo arrangiato dire che il brano da me composto era
livello di sincrono. A certi registi, come a tempo. Apprezza un certo tipo di musica, noiosissimo. Non voleva dire né in
Oldoini, il fatto di avere tutte le immagini a non sconfina mai nel classico. Io invece, se diminuendo né in crescendo, ma in calando.
sincrono li fa impazzire, perché questo di non devo scrivere musica mia, ascolto Una rottura di scatole, insomma.
solito non succede. E poi, io sono un po’ a continuamente Bach, Brahms,
metà tra la musica enfatica degli americani e Beethoven… insomma le quattro “B”, Ci vuol raccontare la sua esperienza
la musica piatta, che c’è e non c’è. Non sono perché la quarta è Bartok. E anche il caro come regista di TV-movies?
invadente, ma a chi piace scrivo in maniera Ravel, che per me è stato un Maestro per Ho fatto un training. Ci sono stati dei
più preponderante. Sono anche una quel che riguarda la musica per il Cinema. periodi della mia vita, anche dopo il
persona che sostiene, non per quel che
riguarda il linguaggio televisivo, la misura nel
film, cioè sono pronto a difendere un
silenzio, piuttosto che un brano musicale.
Perché la troppa musica non si nota più, non
fa più effetto, e diventa uno sbaglio. Bisogna
avere una sensibilità appropriata, annusare il
film per quello che sta esprimendo,
fregartene in quel momento della musica,
anche se è la tua parte migliore.
successo de Il giardino dei Finzi Contini, in deluxe, con effettoni e il THX, ed esci
cui ho fatto il documentarista e il fotografo. rincretinito. Quelli che non ti deludono mai
Ho due hobby, due attitudini particolari, sono gli inglesi; non so perché, dopo aver
fotografare e scrivere. Mi piace la visto un loro film ti senti sempre premiato.
letteratura, soffro di insonnia e leggo Il film “Camera e Cucina”, che è la nostra
molto, non so se più partiture o libri. Mi specialità, se non ha dentro dei contenuti
ammalo apposta per leggere. Allora ho forti comincia a diventare noioso; anche chi
fatto questo training, e ho girato dei piccoli emula il Neorealismo di mio padre, se non
film di fiction, per capire la figura del racconta una storia importante, è
regista, i compiti che ha, a che cosa va insopportabile. Negli anni ’60 gli
incontro. E dopo tutto questo piccolo pseudointellettuali, senza il minimo senso
allenamento sono tornato a comporre della macchina da presa, hanno girato film
colonne sonore. Avevo 13 o 14 anni che hanno incassato 30.000 lire. Io stesso ho
quando vidi al cinema La donna che visse musicato alcune di queste pellicole, che
due volte di Hitchcock; in quel momento sono scomparse dalla circolazione. Sparite.
decisi che da grande avrei voluto fare la
musica da film, perché tutte le parti dove Leggendo la sua filmografia le
lo score di Bernard Herrmann descriveva il commedie scanzonate la fanno da
pedinamento di Kim Novak da parte di padrone, ma lei ha anche musicato due
James Stewart mi fecero trasalire. Era Vittorio De Sica horror cult: Sette scialli di seta gialla del
l’effetto speciale numero uno nel Cinema. 1972 di Pastore e DellaMorte
confidò di essere un ingenuo: “Noi DellAmore del 1994 di Soavi. Qual è
A tutt’oggi sono dodici le pellicole italoamericani, quando diventiamo stato il suo approccio compositivo?
del regista Enrico Oldoini per cui lei ha importanti, siamo delle bestie, figurati un Di Sette scialli di seta gialla hanno da
composto le musiche. Un altro lungo uomo di colore come Quincy Jones ora che poco ristampato il CD (recensito a pag.
sodalizio… ha il potere!”. Non lo chiamai più, e fu un 21). Era un film alla Dario Argento.
Oldoini è il mio migliore amico, vero peccato perché mi piaceva tanto. Invece DellaMorte DellAmore è stato una
soprattutto una persona con cui lavoro da L’America è piena di gente che s’illude di scommessa, perché la mia ex moglie
vent’anni. Ha finito un film che s’intitola 13 a essere Dio! Ma non solo i musicisti, anche produsse il film, e non parlava affatto di
tavola con un bel cast di attori, tra cui coloro che fanno parte dei grossi studios, gli volermi come compositore, anzi la
Giancarlo Giannini, e inoltre sta ultimando, avvocati, i produttori di serie televisive sono produzione desiderava avere i Tangerine
con Virna Lisi, uno sceneggiato per Rai Uno insopportabili. Per questo ho rinunciato ad Dream. Alla fine il socio di mia moglie mi
dal titolo Casa Viani. Dovrò lavorare su essere il Compositore della Settimana. Tanti chiese di fare la colonna sonora, perché
questi due progetti al più presto. Mi ricordo attendono solo questo, ma è dura, perché la pellicola doveva uscire e il gruppo dei
che Enrico al suo primo film come regista, se ne fanno una fissazione e aspettano con Tangerine Dream non era interessato al
con Carlo Verdone, era così emozionato trepidazione. E’ una corporazione paurosa, progetto. Quindi, andai immediatamente
che io gli regalai il mirino di mio padre, con quella dei musicisti. Tra di loro c’è una in uno studio di registrazione
su scritto “Vittorio De Sica”. L’ha chiuso in guerra terribile! Non si entra con facilità nei pluriattrezzato di Amedeo Tommasi,
una teca e, ovviamente, non lo porta mai territori di Goldsmith, di Elfman. Sono pieno di espander, e composi le musiche,
con sé sul set, ed io gli dico sempre di anche troppi e, diciamoci la verità, fanno seguendo i gusti di Michele Soavi. Ho
usarlo, e lui mi risponde: “‘Tu sei pazzo! Mi tanta musica uguale a se stessa. Si creato un vero e proprio patchwork che
hai regalato un oggetto prezioso”. Per somigliano. Se torniamo indietro nel tempo, ha funzionato benissimo.
Oldoini mi sono sempre mosso, anche per tra Bernard Herrmann e Johnny Mandel
organizzargli la riuscita di un film, come nel c’era differenza. Oggi tutti si rifanno al Qual è il genere cinematografico con
caso di Una botta di vita con Alberto Sordi. pezzo di John Williams che apre Guerre cui si trova più a suo agio?
Oldoini voleva come attrice protagonista la stellari, la via allo straussismo per eccellenza, Le commedie. E poi i thriller, che sono
Bancroft, e io andai a chiamare Mel Brooks il pieno orchestrale in senso malheriano, sempre ben disposto a fare; ne ho uno che
[marito di Anne Bancroft – N.d.R.] in elefantiaco. Tanto è vero che gli bolle in pentola, con un regista esordiente,
America per parlare con lei. Brooks mi orchestratori di questi signori mi dicono che una storia morbosa, strana. Mi piacciono le
disse: “Ma Sordi lo sa parlare l’inglese?” E io ormai l’organico di base di un’orchestra pellicole sentimentali, drammatiche,
gli risposi: “Ma chi se ne frega”. Poi non se sono otto corni, quindi un’orchestra tragiche, oppure le commedie: basta che
ne fece più niente. wagneriana, da paura. Per poi fare dei abbiano un loro appeal. Anche se ormai il
grandi accordacci per combattere gli effetti nostro grande parco lavoro è la miniserie
Qual è il suo rapporto con speciali. La potenza fonica di 120 persone televisiva. Oggi la nostra ambizione è quella.
Hollywood e i suoi autori? contro il sonoro possente di cannonate, Aspetto l’ultimo lavoro di Carlo Lizzani, che
I miei più grandi amici americani sono laser e quant’altro. Non è più far musica: è inizierà a girare a marzo Le 5 giornate di
stati Mel Brooks e Robert Altman: già alla un chiasso sinfonico ben organizzato! Certo, Milano, un grande film in costume. C’è in
mia seconda telefonata li avevo alla se mi trovassi anch’io di fronte a un film del ballo un altro remake de La corona di ferro.
cornetta. Non mi hanno mai detto: “I’ll call genere sarei costretto a fare chiasso. La Speriamo che mi vogliano, come dicono, e
you back”. Lo fanno tutti a Hollywood, sono pellicola di respiro epico è coperta che sia un’occasione per dare il meglio di
sempre pronti a chiederti qual è il motivo musicalmente a tappeto, non c’è un attimo me. A mio modo, se veramente dovessi fare
della telefonata. Addirittura quando chiamai di tregua. Howard Shore, tra un film di il film La corona di ferro, il mio Signore degli
Quincy Jones, la sua segretaria mi disse che David Cronenberg e la trilogia de Il signore anelli lo sto mettendo in programma. Non
dovevo mandare un fax, e loro degli anelli, si sarà trovato a far strumentare ho mai fatto una pellicola, dato che a me
successivamente mi avrebbero rispedito un tonnellate di musica. Non si ragiona più! Un interessano i film intimisti, usando musica da
altro fax per farmi sapere in quale giorno bel film europeo, e sottolineo anche italiano, camera. In quelle pellicole serie, la musica va
Jones sarebbe stato disponibile al telefono. quando riesce, è la più bella pellicola che ci centellinata. Nel Giardino dei Finzi Contini ci
Non per incontrarmi! Henry Mancini mi sia. Gli americani ti danno la confezione sono complessivamente quattordici minuti
Manuel De Sica 21
di musica in un’ora e mezza di trama. E ho largo nell’industria cinematografica e ragazzi di musiche da film, anche e
preso lo stesso la nomination. A mio padre televisiva (Andrea Guerra, Paolo soprattutto di altri compositori, e sul perché
venne in mente di concluderlo con il canto Buonvino, Franco Piersanti…): cosa e per come della loro creazione. Se non
di un rabbino, preparato dalla mia ne pensa? avessi un’immensa videoteca e discoteca,
orchestra, e grazie a quel canto – non mio, Sono serissimi compositori, che non avrei potuto imbastire delle lezioni su
ma tradizionale, dei deportati cecoslovacchi conoscono bene il loro mestiere. Io amo tal argomento.
– il film è stato candidato come miglior molto Carlo Crivelli. Per esempio, Il principe
colonna sonora. A volte la fortuna ti arride di Homburg ha una partitura molto intensa. Chi ammira tra gli artisti stranieri
così, per caso! E’ una grande avventura Meravigliosa! Stimo anche Piovani e che fanno il suo stesso mestiere?
quella di fare musica da film, e l’importante Piersanti, perché rispondono perfettamente John Williams. Ogni volta che in un film
è avere la fiducia del regista. alle esigenze dei registi con i quali lavorano. c’è la sua firma, sento in quella musica una
Mi ricordo di quell’accordo germinante che nobiltà più elevata rispetto a molti altri suoi
Una delle soddisfazioni di un c’era nel film Lamerica di Gianni Amelio. colleghi. Non c’è proprio niente da fare. Ho
compositore è certamente quella di Una musica costantemente inquieta. la fissazione per lui. Per Jerry Goldsmith non
eseguire (o veder eseguite) le sempre, perché il più delle volte imita
proprie opere dal vivo alla presenza Cosa ne pensa dell’iniziativa di Williams. Mi piace il Goldsmith di Ai confini
elettrizzante di un pubblico. Infatti, registrare le musiche da film in Italia, della realtà, i primi suoi lavori. Sono un
nomi illustri come Ella Fitzgerald e portata avanti da Carlo Crivelli con la grande amante di Henry Mancini. Di lui ho
Tony Bennet hanno interpretato sua Orchestra Città Aperta? tutte le colonne sonore, perché è stato uno
canzoni tratte da sue partiture Non ne sapevo niente, ma dato quello dei grandi. Il tema, nelle partiture di
cinematografiche. Come vive questa che mi raccontate voi [vedi pag. 25 del terzo Mancini, era sempre una cosa straordinaria.
dimensione? numero della nostra rivista – N.d.R.], la Gli chiesi una volta di farmi avere la colonna
I miei brani, oltre che dalla Fitzgerald e trovo un’ottima idea, perché anche a me sonora completa de I giorni del vino e delle
da Bennet, sono stati cantati da Dee Dee capita di andare in Bulgaria a registrare le rose, e lui mi rispose che non era mai stata
Bridgewater. Dizzie Gillespie e Sara Vaughn mie colonne sonore con le loro orchestre. pubblicata l’edizione definitiva di quella
avrebbero voluto fare un disco con me, e E’ un’iniziativa eccezionale: vuol dire musica da film, purtroppo.
questo lo dico con immensa soddisfazione. difendere il patrimonio italiano residuo,
Quando mi occupavo di jazz, soprattutto perché credo che l’Italia sia diventata il Maestro De Sica, una riflessione
Gillespie voleva lavorare con me, dopo peggior paese di tradizione musicale, non di sulla musica per le immagini…
l’album fatto negli USA con Ted Jones e la musica da film. Ci sono fior fiore di persone La musica per le immagini è, appunto,
Jazz Orchestra, l’ultima eccezionale big in Europa specialiste di musica barocca, per le immagini, quindi è una specie di
band americana. Con Mina non mi è mai romana, italiana che la suonano molto musica non musica, che deve servire
successo di far niente, anche se i miei temi meglio. L’hanno coltivata con molta più essenzialmente al funzionamento della
sarebbero stati ideali per lei, dato che sono passione di noi. Questo è molto più grave scena. Può anche arrivare alla fissità
tutti pezzi particolarmente estesi. I miei che prendere delle orchestre sotto costo assoluta. Allo stesso tempo non è vero,
themes vanno oltre la decima, anche se per registrare colonne sonore. Pensate che come afferma Morricone, che non deve
Morricone sostiene che non bisognerebbe La finestra di fronte è stata registrata a essere spessa. Può essere anche densa,
scrivere temi che escano dall’ottava. A me Londra, perché si è messa in mezzo una lo dimostra Howard Shore. Quindi la
non interessa: mi piace spingere l’orchestra casa discografica londinese. musica da film è un elastico. Noi
alle estreme conseguenze foniche. Sono compositori, ribadisco, siamo come i
molto vicino a Michel Legrand come Cosa comporta e che significato ha sarti che fanno i vestiti, come quelli che
concezione mentale della musica. insegnare la musica da film? attaccano i tubi del gas e ne fanno un
Ho potuto fare uno stage per immagini, impianto, un impianto di mille
Dopo un periodo di “stagnazione” perché ho una grande memoria e sono un accorgimenti che, presi in se stessi, non
pare che una nuova generazione di collezionista furente. Ciò mi ha permesso di direbbero niente, ma che insieme creano
notevoli autori italiani si stia facendo isolare alcune cose, per poter parlare ai un meraviglioso film.
Due colonne sonore originali sullo stesso CD: genere cinematografico identico, l’horror, ma
compositori differenti.
Sette scialli di seta gialla, film di matrice argentiana realizzato da Sergio Pastore nel 1972, si
giova delle musiche di Manuel De Sica. La seconda pellicola, nonostante il richiamo nel titolo al
più celebre Gli uccelli di Alfred Hitchcock, è in realtà uno zombie movie. La colonna sonora di
Killing Birds – Uccelli assassini, uscito nel 1987 per la regia di Claudio Lattanzi, è scritta,
arrangiata ed eseguita da Carlo Maria Cordio.
Lo stile dello score di De Sica per Sette scialli è molto variegato: un uso insistito delle
Manuel De Sica dissonanze (“Homicidal Fury”, “The Murderer’s Face”) si accompagna a briose bossanove
(“Sylva Bossa”), valzer lenti (“Circus Waltz”), percussioni tribali (“Poisoned Claws”), ragtime
Sette scialli di alla Scott Joplin (“Ragtime Atelier”) e progressive violento (“The Next Victim”), oltre ad uno
seta gialla (1972) spensierato tema principale, “Yellow Silk”. L’orchestra è diretta dall’autore della famosa sigla del
varietà televisivo La corrida, Roberto Pregadio, e i brani sono in tutto sedici.
Carlo Maria Cordio La partitura di Cordio è prettamente elettronica, ed è suddivisa in 11 sequenze dove le
Killing Birds musiche dance e rock si mescolano di continuo in una ritmica ossessiva, nella migliore tradizione
degli horror splatter. L’uso delle percussioni, dell’organo e di un angosciante coro campionato,
(Uccelli assassini - 1987)
pervadono l’intera colonna sonora in un tripudio di atmosfere raccapriccianti. Ciò nonostante,
Digitmovies CDDM008 una colonna sonora di puro commento: basti ascoltare la lunga “Killing Birds (seq. 2)” o “Killing
27 brani – Durata totale: 76’02” Birds (seq. 7)”. Massimo Privitera
22 Il Ritorno del Re
Con la conclusione dell’avventura certamente molto più note ed eseguite estasiante nuovo tema che Shore
cinematografica di Peter Jackson, si in sala da concerto, ma l’opera non può espone e sviluppa in dirittura d’arrivo,
porta a compimento anche il colossale dirsi pienamente padroneggiata, se si come un dono estremo del suo genio
impegno creativo profuso dal musicista prescinde dalla sua versione completa. creativo, così generoso di idee da
Howard Shore per la saga di Tolkien. E’ probabile, tra l’altro, che dalla poterle talora esaurire nel volgere di
Quattro anni spesi per una sola opera: Sinfonia verranno scartati molti episodi pochissimi istanti.
una dedizione eccezionale per la musicali non direttamente collegati al Infine, è probabile che in questa
musica cinemato-grafica che Shore minuzioso lavoro di sviluppo tematico nuova veste l’imponente lavoro di
però minimizza con sorridente elaborato da Shore in queste tre Shore acquisirà quell’intima coerenza
modestia, mettendola subito a partiture. E sarebbe un peccato, ad musicale, quella naturale rispondenza
confronto con i quattordici anni esempio, non riascoltare (magari fra le parti che, all’ascolto separato
impiegati dal romanziere sudafricano opportunamente ampliata) la prima dalle immagini, sembra mancare in
per dare vita alla sua celeberrima epica parte di “Helm’s Deep” – dalla colonna queste prime incisioni. Anche in questo
fantasy. sonora de Le due torri – con quel terzo CD dedicato a Il ritorno del re,
Per comprendere ed magnifico inciso degli ottoni che svetta infatti, la necessità di comprimere tre
apprezzare al meglio la grandezza della eroicamente sulla selvaggia pulsazione ore di musica in un solo disco di circa
partitura, dovremo attendere il ritmica dei bassi. O la stupefacente settanta minuti ha costretto Shore (o
cofanetto promesso da Shore nel scrittura polifonica dell’ultima sezione chi per lui) ad un considerevole lavoro
quale, secondo le intenzioni di “The Fields Of The Pelennor” – da Il di editing: un taglia e cuci talvolta poco
dell’autore, confluirà tutta, ma proprio ritorno del re – in cui trombe e accurato sotto il profilo meramente
tutta la musica scritta per la trilogia. E tromboni si avvicendano e si tecnico (si ascolti la maldestra cesura al
non solo. intrecciano nell’esposizione di una minuto 3:01 del brano “Shelob’s Lair”)
Se possibile, Shore includerà nella saettante fanfara di gloria e di riscossa, che accorpa, non sempre a ragion
raccolta anche l’attesissima “Sinfonia in riproducendo quell’ariosa spazialità del veduta, episodi musicali eterogenei.
sei movimenti”, nella quale sono stati suono – effigie acustica della vastità del L’impressione, ad un ascolto più
amalgamati e riproposti tutti i momenti campo di battaglia – che ha un glorioso accurato e pur nell’eccellenza del
più significativi di questa monumentale antecedente nella “Grand messe des conseguimento strettamente musicale,
saga musicale. Il rapporto tra l’edizione morts” di Berlioz. è quella di una straripante massa lavica
integrale e la Sinfonia sarà D’altra parte, la Sinfonia potrebbe il cui incessante ribollio sia malamente
probabilmente analogo a quello che offrire l’occasione per un’ampia trattenuto da un crogiolo troppo
lega molti balletti classici (come rielaborazione orchestrale delle piccolo.
L’uccello di fuoco di Stravinsky o il splendide canzoni che concludono gli Nella difficile attesa di questo
Romeo e Giulietta di Prokofiev) con le ultimi due capitoli della saga. “Gollum’s duplice evento, ci possiamo godere un
numerose suite sinfoniche che ne sono Song”, così amara, struggente, primo “assaggio” della partitura del
state tratte: le seconde sono perentoria e “Into The West”, con un terzo episodio. Il nuovo CD, pur con i
Il Ritorno del Re 23
limiti che dicevamo, si dimostra fin dai interpretato dal giovane Ben Del complessità di scrittura sinfonica di
primi ascolti una sontuosa vetrina della Maestro nel brano “A Knife In The pagine come questa è davvero unica.
strabiliante mercanzia melodica creata Dark” (sempre dal primo disco) che Più memorabile di qualunque altro,
da Shore. sottolinea il magico dialogo tra Gandalf, però, è forse il trattamento e lo
Il ritorno del re tradisce, più ancora prigioniero di Saruman sulla sommità di sviluppo che riceve una delle creazioni
degli episodi precedenti, l’impronta Orthanc, e la falena che porterà la sua musicali più vibranti dell’intera arte di
fortemente operistica del lavoro di richiesta di aiuto alle grandi aquile: Shore: il tema di Gondor. Una melodia
questo musicista. Il suo amore per questo motivo etereo e fragile diventa intensa e appassionata (che prende
l’opera lirica, del resto, emerge già in una sorta di “Inno della natura ribelle” slancio dal più “romantico” degli
molte sue opere del passato: The Fly e e accompagna la marcia degli Ent su intervalli, quello di Quinta),
M Butterfly, ad esempio, si rifanno ad Isengard (“Isengard Unleashed” nel sommessamente accennata da un
un patetismo di matrice pucciniana, secondo disco), quando finalmente i corno solo nel primo capitolo, durante
mentre The Yards è dichiaratamente “pastori di alberi” scatenano la loro il consiglio di Elrond, e
ispirata all’opera di Rossini, autore che furiosa vendetta contro il distruttivo successivamente ripresa nella versione
pare omaggiato anche nell’incipit del delirio di potere di Saruman. E ne Il estesa de Le due torri, ad entusiasmante
brano “Hope And Memory” di Return ritorno del re è la disadorna ossatura commento del discorso di Boromir alla
of the King. armonica di questo medesimo tema a popolazione di Osgilliath (entrambi i
L’intelaiatura tematica di queste sovrapporsi al sommesso passaggi non compaiono nei dischi). Ne
partiture è molto vasta ed è tambureggiare delle percussioni che Il ritorno del re, Shore fa di questo
costantemente sottoposta ad un annunciano la battaglia sui campi del svettante leitmotiv il perno
incessante lavorio di variazioni e Pelennor (“The Fields Of The drammaturgico del capitolo finale della
sviluppi, spesso assai più interessanti Pelennor”). saga tolkieniana – così come il tema
dei temi in sé, delle melodie sulle quali della Compagnia lo era stato per il
prendono slancio le volte primo episodio e quello di Rohan per il
dell’architettura musicale. Molti fra i secondo – e ne intensifica l’epicità
leitmotiv ideati da Shore – ed è questa palpitante. Esemplare, in tal senso, è la
una caratteristica che li rende seconda metà del brano “The White
estremamente malleabili a qualsivoglia Tree”: una frenetica figurazione degli
manipolazione – sono poco più di un archi, sospinta dagli accenti sempre più
inciso melodico (il cupo tema marcati e ravvicinati di trombe e
discendente di Sauron, il balenante tromboni, si annoda ossessivamente su
profilo musicale associato al Cavaliere se stessa. Poi, con inaspettata
Bianco), quando addirittura non si modulazione, il medesimo disegno
risolvono in un mero ostinato ritmico svolge le sue spire e libera,
(geniale quello in 5/4 legato ad illuminandola di mille barbagli,
Isengard) o in un’impressionistica un’elettrizzante esposizione della
pennellata di colore orchestrale, come melodia, nel timbro potente e glorioso
l’indimenticabile proiezione musicale di dei corni.
Rivendell, dimora degli Elfi di Elrond: Nel parere di chi scrive, questa
un amplissimo arpeggio degli archi sul sequenza rappresenta il vertice del
quale si innalza un coro femminile talento profuso dal compositore
languido e sognante. Proprio la tinta canadese in questa trilogia, perlomeno
strumentale di questo tema lo rende fra le pagine di impianto solidamente
perfettamente riconoscibile anche tonale e diatonico.
laddove la sua già labile struttura Tuttavia, così come Tolkien
melodica viene stravolta: è il caso di Peter Jackson e Ian McKellen preparano una scena padroneggiava gli idiomi più disparati,
“Andùril”, brano che in questo terzo anche Shore è musicista poliglotta ed
capitolo accompagna la sequenza in cui E ancora: il seducente e misterioso eclettico, a suo agio con ogni
la spada di re Aragorn viene tema per coro proposto con incantata vocabolario musicale. Ne è un fulgido
nuovamente forgiata. sospensione all’inizio dei brani “A Knife esempio la sbalorditiva scrittura
Alcune di queste esili idee In The Dark” e “Lothlorien” del primo atonale che commenta la scena forse
tematiche, nella loro malleabile disco (dove la frase si muta in più celebre (e spasmodicamente attesa
essenzialità, vengono talmente commossa commemorazione funebre dai fan di mezzo mondo) de Il signore
sviluppate ed elaborate nel corso dei per la scomparsa di Gandalf negli abissi degli anelli: lo scontro tra Sam e la
tre film da essere a volte di Moria), un passaggio che sembra spaventosa inquilina di Cirith Ungol, il
completamente trasfigurate. Si pensi destinato a commentare con raccolto ragno Shelob.
all’orientaleggiante canto elfico di dolore gli sviluppi più drammatici della Tutto il brano “Shelob’s Lair” è
Galadriel (nella seconda parte del saga, in Return of the King (alla fine del intriso di un sapore decisamente
brano “Lothlorien” da The Fellowship of brano “A Storm Is Coming”) è appena “retrò”, che richiama alla mente le
the Ring) che muta nella battagliera riconoscibile, presentato com’è in cacofonie musicali tipiche delle scene
marcia degli Elfi accorsi in aiuto alla forma di aggressivo e furente più terrificanti dei film horror della
soldataglia di Theoden assediata nel contrappunto per il tema di Sauron, cui Hammer. Shore non è nuovo a
Fosso di Helm, per poi divenire la si avvinghia con energia esplosiva momenti così spaventosamente privi di
violenta scintilla musicale su cui si mentre i tromboni sottolineano la struttura. Tutta la prima parte del
scatena l’intera battaglia. drammaticità del momento esponendo brano (fino al crescendo delle sordine
Oppure il soave vocalizzo un terzo e fugace graffito melodico. La intorno al minuto 2:10) non è lontana
24 Il Ritorno del Re
da alcune sequenze di The Fly del 1986, furibonda danza macabra, quasi un
con un continuo succedersi di isteriche disperato rito di accoppiamento.
entrate di viole e violini e di minacciosi La sfilacciatura dei tempi e la
sussulti dei contrabbassi e degli ottoni. mancanza di un sostegno melodico
La cesura tra prima e seconda parte producono un effetto psicologico
è scandita da un glissando dei violini spiazzante, una sensazione di instabilità
(riverberato dal leggero rintocco del e di imprevedibilità: perfetto per
gong): espediente vecchio come la passare dall’angoscia alla paura e, da
musica da film, sempre efficacissimo a questa, all’orrore. Infine, poco alla
far correre un brivido di agghiacciante volta, la martellante aggressione del
raccapriccio lungo la spina dorsale. “mostro” orchestrale lascia filtrare una
Shore aveva utilizzato il medesimo disperata lamentazione degli ottoni, un
“trucco” ne La compagnia dell’anello, grido d’aiuto emesso dai corni, al quale
quando Frodo avverte la presenza di un dopo un attimo si riesce ad attribuire
Cavaliere Nero e intima ai compagni di quella compostezza tonale che finora
viaggio di nascondersi fra le radici di un era mancata al brano. La lunga frase
albero. In quell’occasione il glissando melodica, che emerge da tanto oscuro
degli archi accompagnava un incubo sonoro e conclude il brano,
particolare effetto di distorsione ottica, appare come un raggio di speranza, un
ottenuto da Jackson combinando un sospiro di sollievo dopo lo scontro con
Un esausto Frodo Baggins (Eljah Wood)
carrello in avanti e uno zoom l’abominio.
all’indietro sull’inquadratura del La seconda metà del brano Se questa pagina violenta ed
sentiero percorso dal Nazgul. Si tratta “Shelob’s Lair” è dominata dalle agghiacciante si impone per la sua
di una tecnica di ripresa inventata da continue fratture del tessuto ritmico, diversità atonale, il resto del disco è
Alfred Hitchcock per simulare la dallo sfaldarsi del terreno sonoro in una miniera di momenti non meno
vertigine del protagonista di La donna zolle instabili. Straordinario a questo godibili e appassionanti.
che visse due volte (Vertigo, 1958) ed è proposito l’inaspettato slittamento “A Storm Is Coming” propone, in un
curioso osservare che anche Bernard ritmico del brano all’acme della bizzarro crescendo, una versione
Herrmann – autore delle musiche del concitazione drammatica: la musica embrionale e quasi irriconoscibile della
film di Hitchcock – aveva sottolineato passa da un tempo binario ad uno Canzone di Gollum, subito seguita da
quell’effetto visivo con la medesima ternario e trasforma la lotta fra Sam e il una variazione per violino solo del tema
onomatopea musicale scelta da Shore. ripugnante aracnide in una sorta di dell’Anello. E’ la trascrizione musicale
Howard Shore
Risorse Web - Info in rete
The Lord of the Rings:
Return of the King [Link]
(Il signore degli anelli: Il ritorno del re – 2003) Quasi un sito ufficiale dove trovare tutte
Reprise/WMG Soundtracks 9362-48521-2 le informazioni sul compositore.
19 brani – Durata: 72’07” [Link]
Il bellissimo sito ufficiale della trilogia
cinematografica.
26 Alien DVD
principale diventa ansioso e stridulo, quasi rari. Il ringhio del mostro, ad esempio, è stato
un grido di allarme che si perde, moltiplicato ottenuto suonando all’unisono la “conchiglia”
dall’echoplex, nel buio dei giganteschi dei riti tibetani, il “didgeridoo” australiano e il
corridoi. “serpente” cinese, già sperimentato da
Per il temp tracking della scena in cui il Goldsmith in Tora! Tora! Tora!.
medico di bordo Ash tenta di togliere La morte di Parker e Lambert si
l’orrido granchio dal volto di Kane, Terry ascolta in CD nella prima metà del brano
Rawlings ha ripescato un brano da una delle “Face Hugger”: il guardingo avanzare
prime colonne sonore dello stesso dell’alieno è sottolineato da un crescendo
Goldsmith, il tema dei titoli di testa del film orchestrale che deve aver lasciato il segno
Freud - Passioni segrete del 1962. Un rapido nella fantasia di Keith Emerson quando si
pizzicato seguito da ondulazioni negli archi accingeva a scrivere le musiche di Inferno di
che tradiscono evidenti reminiscenze Dario Argento. La fuga di Ripley e del
bartokiane. Una pagina interessante, che gatto Jones sulla navicella di salvataggio è
tuttavia si adatta poco alle immagini di questo inserito all’inizio di “The Recovery”, mentre
film ed è fuori tono rispetto alle atmosfere lo scontro finale tra la ragazza e l’invasore
del resto del commento musicale. è proposto in “Breakaway”, una scena per
I malumori di Goldsmith sono fondati: cui Goldsmith ha pensato anche ad un
per convincersene basta ascoltare la musica approccio alternativo, che si sente nel primo
che era stata pensata per la scena, suddivisa minuto e mezzo del brano “Acid Test”.
in due brani del disco, “The Face Hugger” e Il primo ascolto di queste pagine così
“Acid Test”. Le sonorità acute degli archi, intrise di dissonanze e atonalismi può
che vibrano all’unisono, e il fischio Goldsmith in un dipinto di Hitoshi Sakagami.
sembrare ostico, ma quando si impara a
lamentoso che si dissolve in lontananza familiarizzare con il diabolico intreccio di
favoriscono il dilagare della tensione, che un’imitazione ritmica, distorta e beffarda, del suoni, con l’impostazione non casuale del
sfocia in una delle prime pagine d’azione tema principale, in costante accelerazione. Se dinamismo ritmico, e si intravedono,
della partitura. Ottoni aggressivi, impennate qualcuno riconosce in questo motivo l’inizio seppure scarnificate, alcune inattese linee
dell’orchestra, cellule ritmiche gestite dai del brano “Surprise Attack” da Star Trek II: melodiche, restiamo totalmente affascinati
bassi: brevi istanti che hanno fatto scuola, The Wrath of Khan di James Horner potrebbe da una narrativa musicale così selvaggia, che
diventando luoghi comuni di molte colonne non essere fuori strada. penetra con un’empatia viscerale e primitiva
sonore degli horror successivi. Ancora una volta le intuizioni del nei ritmi e nelle tensioni del racconto fino ad
Dal momento in cui il piccolo mostro musicista sono state stravolte: la offrire autentici brividi di godimento.
sbuca dal ventre di Kane, in una rivoltante produzione ha preferito recuperare un altro La sequenza dei titoli di coda avrebbe
parodia di parto, il racconto si avvita in una brano di Freud, “Desperate Case”, con finalmente potuto ospitare l’elegante
spirale di violenza e di frenesia sempre strappi dei contrabbassi molto efficaci, ma riepilogo del tema principale e compensare
maggiori. La prima vittima del parassita ben lontani dalla soffocante intelaiatura che almeno in parte il musicista delle sostituzioni
viene sepolta nello spazio mentre una Goldsmith aveva saldato sulla scena con la imposte all’inizio del film. Invece
mesta esposizione del tema principale da sua inesorabile scansione ritmica. l’inserimento ingiustificato della Sinfonia
parte dell’oboe, accompagnato da viole e Eliminata la musica che avrebbe dovuto Romantica di Howard Hanson fa pensare ad
contrabbassi, evidenzia lo shock dei illustrare la folle aggressione di Ripley da una deliberata ritorsione per la scarsa
compagni di viaggio. La “macchina del parte dell’androide. L’ascolto integrale in duttilità mostrata dall’artista.
vento” insegue la salma mentre svanisce disco ci conferma che la sequenza ha perso Goldsmith avrebbe dovuto fare tesoro
nello spazio. una meravigliosa iniezione di frenetico dell’esperienza vissuta con Alien: solo sette
La scena di Brett che cerca il gatto parossismo musicale, con quelle triplette anni dopo gli stessi Scott e Rawlings
nella sala macchine è rimasta senza isteriche che si inseguono nei vari gruppi avrebbero fatto scempio di un’altra sua
musiche. In questo caso ci sembra meglio strumentali, così consone all’inattesa splendida partitura, quella composta per
così: nessuna elaborazione musicale, per violenza del robot impazzito. Da notare in Legend, alla fine persino sostituita
quanto ottima, avrebbe potuto ottenere questo brano alcuni accordi prolungati delle nell’edizione americana del film. Non
risultati più raggelanti degli improvvisi boati trombe che piaceranno molto ai cultori stupisce che oggi Goldsmith non voglia
che si perdono in lontananza, delle catene delle musiche di Don Davis per Matrix. avere più nulla a che fare con Ridley Scott, il
che tintinnano, delle gocce d’acqua che La caccia finale del mostro attraverso i quale, d’altra parte, ha stabilito un
inzuppano il berretto del macchinista, nel labirinti della Nostromo è esposta in una consolidato sodalizio con Hans Zimmer,
continuo pulsare cardiaco dei motori rassegna di brani quasi del tutto eliminati dal autore che sembra aver capito molto
dell’astronave. film: ritmi sincopati, squarci di ferocia meglio che la maggior parte dei filmmakers
Il brano scritto da Goldsmith per la selvaggia negli ottoni, brusche inversioni di hollywoodiani oggi non richiede più ai
sequenza che conduce alla morte del ritmo, percussioni raschianti. Nel miscuglio compositori né raffinatezze psicologiche, né
comandante Dallas, ghermito dall’alieno nei timbrico proposto in questi momenti non ci originalità, ma solo velocità, obbedienza
condotti di aerazione della nave, nel disco sono sintetizzatori, se si esclude acritica e un disciplinato adeguamento agli
si intitola “The Shaft”. Un’escalation di l’onnipresente echoplex, ma una standard commerciali dei blockbusters
terrore scandita dall’ossessivo ritorno di sorprendente quantità di strumenti esotici e contemporanei.
“La musica che Franco Piersanti ha composto per I ragazzi della Via Pál non è una semplice
colonna sonora ma un rigoglio di emozioni musicali d’assoluta purezza e originalità”, dice il regista
Maurizio Zaccaro nel libretto del CD (fiore all’occhiello della Image Music e sempre ottimamente
realizzato dal coordinatore delle interviste Fabrizio Svalduz). Una delle colonne sonore più belle
del Maestro Piersanti quella composta per una storia di lotte tra bande rivali giovanili nella
Budapest dei primi anni del Novecento; quindi una musica di matrice tzigana, ricca di quello
struggente lirismo tipico delle composizioni ebraiche ashkenazite, come afferma Zaccaro stesso.
Una partitura splendidamente orchestrata che ha il suo punto di forza nei brani iniziali, “Ai
Franco Piersanti ragazzi (di tutte le periferie del mondo)” e “La società dello stucco”: il primo una marcia quasi
circense di trascinante bellezza, il secondo un rocambolesco quanto esaltante moto agitato.
I ragazzi della via Pál Due ottimi esempi di come la musica per la televisione possa raggiungere i massimi livelli qualitativi,
(2003) grazie anche all’ottima performance dell’Orchestra Città Aperta, diretta da Piersanti, e dei suoi
R.T.I. – Image Music IMG 5147702 ineguagliabili solisti, tra i quali spiccano Bruno Moretti al pianoforte, Gianluca Littera all’armonica,
18 brani – Durata totale: 54’10” Diego Conti al violino, Alessandro Silvestro alla tromba e Kevin Nutty alle percussioni.
Tra i molti altri pregevoli brani, ci preme ricordare la melodia sospesa de “Il giardino
incantato”, la scorribanda per ottoni di “Battaglie fra bande”, il lieve “Nemecsek il piccolino” e
il sirtaki zingaresco di “Per le strade di Buda”.
Il compositore romano Carlo Siliotto, noto per le colonne sonore dei film di Nichetti Luna e
l’altra e Palla di neve, nonché per il notevole score de La corsa dell’innocente, scrive per questo
sceneggiato dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi una musica dalla doppia anima: sofferta
e combattiva.
Il tema principale, al contempo agguerrito e intimo, memore a tratti dello stile di Nyman,
torna lungo tutto il corso del CD con diverse variazioni di grande potenza orchestrale, come la
conclusiva “Il cantico”: un crescendo di quasi dieci minuti che colpisce dritto al cuore.
Siliotto afferma nell’intervista del libretto all’interno dell’album: “I capisaldi della colonna
Carlo Siliotto sonora sono due. Il primo è proprio il “Tema di Francesco”, che segue la storia narrata. Il
secondo è il “Tema dell’Amore e del Dolore” uniti, proprio perché, attraverso il secondo
Francesco (2002) sentimento, Francesco arriva a sublimare il primo”.
R.T.I. – Image Music IMG 510111 2 Da sottolineare la presenza di brani quali “Chiara e i lebbrosi”, “Chiara e Francesco” dove la
23 brani – Durata totale: 68’46” candida voce femminile di Yasmin Sannino incarna l’amore puro, senza peccato, vero dono di
Dio, o “Il Vangelo in volgare”, quasi un carillon sognante che espone il tema in tutta la sua intima
semplicità. Musiche dirette dal Maestro Siliotto ed eseguite magistralmente (ascoltare
attentamente l’esplosiva “Francesco va alla guerra”) dalla Bulgarian Symphony Orchestra – Sif
309, in cui emerge prepotente la bravura dei solisti Nicola Di Staso alla chitarra, Iavor Stefanov
al flauto dolce e Domenico Ascione ai plettri. Degno di lode l’assolo al flauto dolce di Alessio
Mancini nel brano “Il delirio”, contrappuntato dai vigorosi interventi dell’orchestra.
Errata Corrige
Pivio & Aldo De Scalzi, compositori della fiction Distretto di polizia, non hanno nessun legame di parentela, come erroneamente si poteva intuire
dalla recensione della serie TV sopraccitata presente sul terzo numero della nostra rivista.
30 Classica e Film
L’orchestra
L’orchestra dell’Opera
dell’Opera di
di Edgar
Edgar Degas
Degas (1870)
(1870)
La musica da film, definita dagli addetti ai che, da marginale accompagnamento Questo mutamento epocale offrì ai
lavori “musica applicata”, è sempre stata dell’azione drammaturgica, assunse man compositori possibilità espressive fino ad
influenzata da quella classica. I maggiori mano un ruolo sempre più attivo e allora impensabili, confermando il profondo
compositori di colonne sonore si sono determinante nella costruzione dell’azione legame dei compositori di musica da film
ispirati alle partiture dei grandi autori dinamica. con la tradizione musicale romantica e
sinfonici del passato. Fin dai tempi del E’ noto a tutti gli appassionati di colonne tardoromantica europea, e succes-
cinema muto, quando la musica era sonore quanto sia stato saccheggiato, con sivamente con l’impressionismo francese ed
utilizzata come riempitivo sonoro finalizzato risultati alterni, il repertorio classico allo i massimi esponenti del Novecento. I
alla descrizione ritmico-dinamica delle scopo di nobilitare l’opera attraverso compositori che sotto il profilo tecnico-
scene e alla loro sottolineatura emozionale, l’impiego di musica colta. Bisogna ricordare stilistico hanno maggiormente influenzato
il musicista (pianista o organista che fosse) che il legame tra musica classica e cinema si gli autori di musica da film sono stati Richard
realizzava il commento musicale utilizzando sviluppa su versanti diversi: da una parte si Wagner e Claude Debussy.
spesso brani di musica classica riarrangiati, indulge all’uso di brani tratti soprattutto dal Il primo fu determinante per la
eseguendoli dal vivo ai piedi dello schermo. repertorio romantico e tardoromantico formazione artistica di musicisti del calibro
Più tardi, con il passare degli anni, la tecnica (Beethoven, Schubert, Mendelssohn, di Max Steiner, uno dei più grandi
cinematografica diventò sempre più Wagner e Cajkovskij), opportunamente compositori hollywoodiani di tutti i tempi,
raffinata: non era più la semplice e rozza rielaborati da arrangiatori chiamati a autore di King Kong (id., 1933), The Lost
rappresentazione della realtà, ma la messa riarmonizzare e riorchestrare i temi Patrol (La pattuglia sperduta, 1934), The
in scena della finzione con l’utilizzo di principali delle sinfonie e delle opere più Informer (Il traditore, 1935), Casablanca
tematiche ispirate ai grandi personaggi note; dall’altra si fa strada la tendenza a (id., 1942), Gone With the Wind (Via col
storici o letterari. Questo cambiamento comporre musiche originali ispirate allo stile vento, 1939). Austriaco di nascita,
servì ad avvicinare un pubblico borghese sinfonico ritenuto più confacente alle trasferitosi negli Stati Uniti, Max Steiner
che fino ad allora aveva snobbato quella tematiche del film. L’utilizzo del repertorio ottenne l’incarico di direttore della sezione
innovativa forma d’espressione. Reso classico e di composizioni originali ad esso musicale della RKO, mitica casa di
ripetitivo e documentaristico dai primi ispirate contribuì all’evoluzione della tecnica produzione americana, diventando grazie
registi e operatori, il cinema poteva attrarre compositiva della musica da film che, da al successo delle sue partiture, un modello
il ceto popolare, ma non una borghesia marginale commento realizzato dal vivo nel e un punto di riferimento per i musicisti del
colta, incline alla frequentazione assidua dei cinema muto si trasformò, con l’avvento del suo tempo e per le generazioni future.
teatri e delle sale da concerto. Il graduale sonoro, in colonna sonora registrata su L’influenza che Wagner ebbe su Steiner fu
sviluppo del mezzo cinematografico banda magnetica e montata sulla pellicola in enorme: ci riferiamo ad esempio all’utilizzo
modificò radicalmente l’utilizzo della musica sincrono con le immagini. sistematico del leitmotiv, vale a dire la
Classica e Film 31
tecnica che consiste nella ripresa del tema
principale nel corso del film, modificato,
frammentato, modulato o riarmonizzato al
fine di rievocare un personaggio o un
avvenimento fondamentale della storia,
attraverso una melodia ricorrente che
diventa familiare all’orecchio
dell’ascoltatore, proprio perché
riproposta più volte nel corso del film. La
magniloquenza orchestrale (fondamentale
il ruolo degli ottoni), la melodia infinita, il
cromatismo perpetuo, l’utilizzo di blocchi
armonici di semidiminuite per sottolineare
una sequenza di particolare drammaticità o
l’uso dei tremoli degli archi per una scena
di suspense, sono tutte tecniche derivate
dalla lezione wagneriana.
Steiner non fu l’unico a subire l’influenza
del maestro di Bayreuth; altri grandi
compositori della “Golden Age”
hollywoodiana, come Erich Wolfgang
Korngold, Franz Waxman, Miklos Rozsa,
Alfred Newman e Bernard Herrmann, Un anziano Igor Stravinsky
utilizzarono con grande abilità le tecniche
wagneriane. massimi autori contemporanei come John Bruckner in Senso (1954), per non parlare
L’altro grande genio saccheggiato da Williams e Jerry Goldsmith. Le magistrali poi dello struggente Adagietto della 5a
Hollywood fu Claude Debussy. Tutte le partiture di Incontri ravvicinati del terzo tipo, sinfonia in do diesis minore di Gustav
partiture dei film d’avventura, di cappa e Star Trek - The Motion Picture e Alien devono Mahler nel capolavoro Morte a Venezia,
spada, di pirati, storico/mitologici, ebbero moltissimo al “Prelude à l’aprés-midi d’un oppure dell’intera sequenza della “Morte di
una forte impronta impressionista, con Faune”, e The Secret of Nimh (Brisby e il Isotta” tratta dal Tristano di Wagner, inserita
largo impiego di scale orientali tipiche di segreto di Nimh) non esisterebbe senza “La in Ludwig (1973).
Debussy, di arditezze armoniche mai Mer”, come Star Wars deve molto Nell’opera di Visconti la musica ha una
portate a conclusione. Esse sfruttavano il all’“Anello del Nibelungo”. funzione storica o addirittura ideologica e,
grande potere evocativo che la musica del Un altro aspetto rilevante e controverso nonostante il peso drammaturgico, entra in
compositore francese emanava, come le che lega il cinema e la musica classica è l’uso gioco dialettico e contrappuntistico con le
atmosfere rarefatte della descrizione di una che numerosi registi hanno fatto di pezzi immagini, mentre Kubrick sembra
natura primordiale espressa con colori tenui classici nei loro film. Alcuni rappresentano concepire musicalmente intere sequenze
e allo stesso tempo violenti. Tutte queste un esempio magistrale di come un intero visive: egli parte dalla musica per arrivare al
caratteristiche furono utilizzate dai massimi film possa essere commentato da musica film. L’ultimo esempio, ma non certo
esponenti della “Golden Age” con originale che si integra perfettamente con l’ultimo nella storia del cinema, è quello di
parsimonia e furbizia. brani classici di grande notorietà: in Pier Paolo Pasolini, poeta e regista di grande
La lezione di Wagner e Debussy al pari di Excalibur, visionaria pellicola di John caratura, che ebbe sempre molto interesse
altri grandi musicisti come R. Strauss o Boorman sulla leggenda di Re Artù, la verso la musica classica. Pasolini impiegò
Cajkovskij, è stata utilizzata anche dai colonna sonora originale di Trevor Jones si Bach in Accattone (1961), film che racconta
fonde con brani di Wagner e Carl Orff, la violenza della lotta tra due uomini sullo
creando un unico filone drammatico con le sfondo delle borgate romane,
immagini. Impossibile non ricordare la imprimendovi una valenza drammatica
grande scena della battaglia finale tra le inconsueta e minando alla base la
armate di Artù e quelle di Mordred nelle rispettabilità borghese della musica classica,
nebbie della Cornovaglia, sostenute dai in un’operazione di demistificazione
Carmina Burana di Orff; o la scena del dell’opera, come in Mamma Roma (1962) su
tradimento consumato da Lancillotto e musiche di Vivaldi , o Il Vangelo secondo
Ginevra, commentata dallo struggente Matteo (1964) dove il film pare disperdersi
preludio del Tristano e Isotta; o la sequenza in una sorta di orgia musicale con il
della ricerca del Graal, accompagnata dal mescolarsi di brani di Bach, Mozart,
mistico preludio del Parsifal. Webern e Prokofiev. Anche se in seguito il
Stanley Kubrick utilizzò musica classica regista si avvalse della collaborazione di
nei suoi film in maniera tradizionale, come in Ennio Morricone, il bisogno di attingere al
2001: Odissea nello spazio (1968), dove si repertorio classico rimase uno dei caratteri
ascolta “Così parlò Zaratustra” di R. Strauss, principali della sua poetica cinematografica.
o in Arancia meccanica (1971), dove la 9a Sulla opportunità dell’impiego di musica
sinfonia di Beethoven servì da ossessionante classica nel cinema vi sono pareri discordi.
commento, grazie alla manipolazione Personalmente, da compositore, non ne
elettronica che ne fece Walter Carlos. condivido l’uso che, a mio avviso, dovrebbe
Tra i grandi registi italiani interessati agli essere limitato a casi eccezionali e in
apporti drammaturgici dei classici va citato presenza di esigenze artistiche precise.
per primo Luchino Visconti che, ad Dal pianista che commentava ai piedi
Un dagherrotipo ritraente Claude Debussy esempio, usò la 7a sinfonia in mi maggiore di dello schermo il primo film muto ad oggi è
32 Classica e Film
L’eredità di Wagner
Credo sia importante per ogni più appariscenti), ma investe e modifica i come se sotto quelle mani affondate nel
compositore di colonne sonore e per ogni rapporti interni tra gli strumenti già presenti Bechstein di famiglia avesse facile gioco il
appasionato di musica da film approfondire nell’organico, assegnando loro nuovi compiti passaggio tra autori così diversi.
ulteriormente la figura umana e artistica del e nuove funzioni; esemplare è il caso della Vero, ma certamente curioso in un
genio di Bayreuth, poiché il suo percorso viola che da semplice riempitivo diventa per musicista che a proposito del Tristan und
creativo sembra destinato a portare Wagner uno strumento ricco di individualità Isolde si era lasciato sfuggire di bocca parole
naturalmente al cinema attraverso e di mezzi espressivi precedentemente dure come “demagogia”, “bestemmia”,
un’esperienza umana che assomiglia più a un ignoti. “demenza”. Volendo sorvolare sulle
film che al vissuto di una persona comune. C’è nei Buddenbrook di Thomas Mann testimonianze che vedono il giovane Wagner
Wagner fu senza ombra di dubbio il più un punto in cui l’organista Edmund Pfuhl abbeverarsi al sacro fonte bachiano, il nome
grande rivoluzionario della storia della elogia a non finire lo stile di Johann Sebastian di Bach non va ricordato per puro obbligo di
musica. La sua possente rivoluzione Bach. Se non che tra un’improvvisazione e presenza; casomai per un fatto di
orchestrale non è limitata alla creazione di l’altra, fiorite nel nome del venerato maestro, autodisciplina tipicamente tedesca e, senza
nuovi strumenti o di impasti timbrici del tutto il suo preludiare va a tradursi alcun dubbio, di esemplare unità. Mi piace il
inusitati (che ne costituiscono solo gli effetti inaspettatamente in una pagina wagneriana, passo dei Buddenbrook e perciò sulla sua
falsariga ho preferito iniziare così, vincendo la
tentazione di lasciarmi immediatamente
sedurre dai lati più vistosi di un compositore
tra i più grandi ma anche tra i più discussi della
storia. Un Wagner insomma meno
altisonante, ma pur sempre un
“Commendatore” che alla fine abbranca
tutti, compreso l’irriducibile organista Pfuhl,
acerrimo nemico del compositore di
Bayreuth. E in ultima analisi una premessa alla
definizione data da Thomas Mann alla sua
arte: “ebbra di passato e di futuro”.
Volenti o nolenti il compositore di Lipsia ci
sfugge sempre, così come si sottrae ad una
precisa definizione malgrado l’affastellarsi di
infinite sfaccettature interpretative; cliché
comodi e perfino banali nati da giudizi non
propriamente sereni e da spirito settario. La
cosa certa è che risulta più facile mettere il
sale sulla coda all’uomo che all’artista. Mi
riferisco alla zigzagante traiettoria biografica e
alla gigantesca e spesso impenetrabile
parabola creativa. Una vita, la sua, conforme
all’opera limitatamente agli aspetti più
Bozzetto di Angelo II Quaglio per la prima di Tristan und Isolde, Monaco 1865 autentici. “Sono ciò che sono solo quando
Classica e Film 33
lavoro”, sostiene l’autore del Parsifal.
Sempre finanziariamente alla deriva,
ovunque più che diritti Wagner accampa
privilegi. Il vociferare nemico di ogni
cortigianeria finisce sotto l’ala protettiva del
re di Baviera. Il sospetto modello di razza
ariana vomita veleno sugli ebrei con
affermazioni che già puzzano di nazismo.
Tutti aspetti in grado di far calare un’ombra di
demoniaca corruzione sull’opera, destinati a
cadere come tasselli posticci di fronte
all’immensa rilevanza artistica del risultato
globale e allo straripante impegno creativo.
Non si può dire che Wagner si sia
affacciato sul boccascena della vita con le
stigmate del genio. Fra l’altro non fu musicista
di eccezionali doti native, né la musica sugli
inizi assorbì tutto il carico delle sue attenzioni.
Prima la cultura e il teatro, poi la folgorazione
Beethoveniana. Fondamentale il concetto di
Il teatro Wagneriano di Bayreuth in un disegno di fine ’800
missione artistica che Wagner sentì fin da
giovanissimo e che si spinse fino a Shoenberg, ventaglio delle conoscenze operistiche, in Valkiria può adombrare la dimensione
autore al di sopra di ogni sospetto, il quale particolare Bellini e Auber, le cui influenze inconscia della catastrofe, l’assorta presenza
nell’arte wagneriana nota “il soffio etico ed il sono visibili nel Divieto d’amare del mare nel preludio al terzo atto del
valore eterno”. successivamente ripudiato dall’autore. Tra le Tristano è poesia allo stato puro.
Rispetto alla rivoluzione silente in Bach e fobie wagneriane ci fu sempre quella del Tornando alla Tetralogia, il senso epico
tutta interna in Beethoven, quella di Wagner grand-opera. della storia si carica di significati simbolici. Dal
sembra assumere i toni della rivolta violenta Con il Rienzi si scorgono l’abbondanza di progetto legato alla figura di Federico
e umorale. Un’esistenza rapsodica di taglio musica (segno manifesto dell’eredità Barbarossa il compositore passa a quella di
gaglioffo e inaffidabile. Egli può considerarsi operistica tedesca) e il valore letterario del Sigfrido, dagli eroi medievali alle saghe dei
un’artista di natura centripeta, e come tale testo. Con L’olandese volante Wagner da Nibelunghi, mentre il disegno complessivo si
pretenderà l’esclusiva: un monarca tutto per librettista si fa poeta, come nelle opere identifica con un processo culturale che dalla
lui, un teatro per le sue opere, quello di successive Tannhauser e Lohengrin. Sfidando il ritualità della tragedia greca si spinge fino al
Bayreuth, un pubblico culturalmente convenzionalismo corrente, egli anela Wort-Ton-Drama.
selezionato. all’unità di tutte le arti attraverso il teatro Teatro che si fa musica, musica che si fa
Nella formazione musicale di Wagner, musicale, sgretolando ogni regola - in primis teatro. La genesi del Ring durò una ventina
sostanzialmente autodidatta, non esistono le forme chiuse – e modificando ogni d’anni. Superfluo elencare la miriade di
grossi solchi da colmare. Se gli anni giovanili rapporto tra musica, testo e azione. Così componenti di questa creazione a dir poco
sono espressione di interessi mozartiani e Wagner dà vita a procedimenti musicali che si ciclopica. Sarebbe come sciorinare tutti i
beethoveniani, e si traducono in una sinfonia mimetizzano dentro un’orchestra dalle leitmotiv che si enucleano, si incatenano, si
ripresa a Venezia nell’imminenza della morte molteplici risorse, sfumando i confini tra espandono, si contraggono all’interno dello
per espressa volontà dell’autore, prima di armonia, contrappunto e timbro, attraverso stupefacente insieme architettonico
irrompere nelle capitali europee il il capillare gioco delle metamorfosi. Siamo, dominato dai principi dell’incessante
compositore si intrattiene a lungo in inutile dirlo, alla Tetralogia basata sulla elaborazione, trionfo della fantasia quanto
provincia, conducendo una proficua gavetta cosiddetta melodia infinita, contigua al dell’ingegnosità. Le quattro parti di cui è
direttoriale, che lo pone in grado di aprire il concetto di leitmotiv e ad una diversa e costituito il Ring convergono l’una nell’altra,
quanto mai libera struttura metrica. Poesia e eppure il concetto di ciclicità può estendersi
musica sì, ma nel contesto di un’opera totale, anche ai titoli successivi. Tesi avvalorata dal
ove una specie di cinepresa sembra muoversi tema della redenzione e, per fare un
in continuazione, impadronendosi via via di esempio, dai legami tra opere come Tristan e
sempre nuove e suggestive angolazioni Parsifal. Il discorso su questi due drammi
prospettiche. coinvolge lo spingersi del musicista ai limiti del
In tema di diversa mobilità psicologica e processo degenerativo della tonalità, per poi
gestuale, sorge spontanea l’analogia tra fare un balzo all’indietro.
l’opera wagneriana e il cinema. Resta innegabile che il cromatismo del
La musica wagneriana possiede un Tristan abbia saputo in qualche modo
carisma metafisico, anche quando presenta prevenire le esigenze dei posteri, mentre in
toni aulici, forza selvaggia, sapore mortifero, Parsifal l’intreccio rimarrà circoscritto alle
accenti naturalistici. L’aprirsi dell’Oro del Reno, forze del male. Il resto è diatonismo. Sempre
con quell’accordo di mi bemolle maggiore in bilico tra amore e odio, trionfo e caduta,
prolungato per vari minuti, è espressione nel precipizio Wagner divide il mondo in
dolente del faticoso cammino umano; porta detrattori e ammiratori. Di diverso segno
stampato il marchio del tempo, ma vive i appaiono le ripercussioni su contemporanei
sogni convulsi dell’eternità. E nel suo lento e posteri da parte dell’eterno fuggiasco,
incedere conserva qualcosa della bachiana continuamente costretto a levare le tende,
Matthaus-Passion: l’introduzione, per persino dall’adorata Venezia: e stavolta in via
l’esattezza. E mentre l’oscura minaccia che definitiva, non essendo l’autorità, il pubblico,
Richard Wagner pervade la tempesta nel primo atto della i nemici a impartirgli tale ordine, ma la morte.
34 Recensioni
Il Libro
Un libro sulla musica da film in italiano due note ricalcano la parola “seven”. Ed è
è merce rara, e merita ogni lode a curioso apprendere che nella sua
prescindere dalla bontà dei risultati. Se partitura per Il silenzio degli innocenti
poi, come nel caso dell’opera in (The Silence of the Lambs, 1991), Howard
questione, la cura nell’impaginazione e la Shore introdusse, campionandolo, il verso
ricchezza del materiale iconografico delle balene.
(sempre corredato di esaurienti Ma tra le righe di un raccontarsi
didascalie) è decisamente sopra la media, apparentemente svagato e divertito,
allora ci pare il caso di gridare al molti autori mettono il dito sulle piaghe,
miracolo! vecchie e nuove, che affliggono l’arte
Terza uscita di una collana di libri dello scrivere musica per il cinema:
intitolata ai mestieri del cinema – sono già l’ignoranza musicale della maggior parte
stati pubblicati quelli dedicati alla Regia e di produttori e registi, l’inveterata cattiva
alla Sceneggiatura – questo imponente abitudine di sottoporre al compositore di
volume raccoglie 12 biografie e turno una colonna sonora provvisoria
altrettante interviste ad alcuni dei più (temp track), frutto dell’assemblaggio di
importanti compositori della storia del brani musicali fra i più disparati e
cinema: da John Barry a Danny Elfman, implicito stimolo al plagio, l’inadeguato
da Jerry Goldsmith a Philip Glass. Dopo lasso di tempo messo a disposizione per
una bella introduzione, il primo profilo è completare il lavoro, i tagli e i
però riservato ad un tredicesimo cambiamenti dell’ultimo minuto, spesso
musicista – Bernard Herrmann – unico compiuti senza consultare l’autore delle Mark Russel e James Young
portavoce della Golden Age musiche, e così via. Maestri del cinema:
hollywoodiana e, secondo il giudizio degli Fra le molte, bellissime fotografie di
autori, il massimo esponente di questa questa preziosa pubblicazione, spiccano Musica (2003)
professione così bella e difficile, così le numerose riproduzioni delle pagine di
amata e vituperata. alcuni spartiti originali, spesso corredate Caratt.: cm 23 x 30
Le interviste si dipanano sul filo dei dagli appunti degli stessi compositori: un 192 pagine
ricordi personali dei singoli compositori e ulteriore strumento per studiare “sul 450 fotografie a colori
sono ricche di aneddoti. Scopriamo così campo” la complessità di un mestiere rilegato, brossura
– per citare solo un paio di esempi - che sottostimato. Euro: 35
Elmer Bernstein spesso scrive una Last but not least, al libro è allegato un Editore: Ed. Atlante
melodia sull’onda della suggestione CD che raccoglie 13 brani – uno per Isbn 88-7455-005-7
esercitata dal nome di un personaggio o ciascuno degli autori trattati –
Note: CD allegato
dal titolo del film. E’ il caso del celebre diligentemente eseguiti e di piacevole
tema composto per I magnifici sette (The ascolto.
Magnificent Seven, 1960), le cui prime Alessio Coatto
36 Recensioni
Come sempre, e com’è logico aspettarsi E deludono in parte i tre brani di Mark
da ogni nuova produzione Disney, il prodotto Mancina, relegati a fine scaletta, che
è di altissimo livello tecnico, curato nei suoni e ripropongono in chiave mickeymousing i temi
negli arrangiamenti. già sentiti in precedenza, in episodi troppo
Quello che lascia perplessi è proprio il fatto brevi per riuscire ad apprezzare appieno il
che di “prodotto” si tratta, concepito lavoro del compositore: se si doveva dedicare
evidentemente a fini commerciali, con una così poco spazio allo score non era meglio
scelta di compilazione quantomeno optare per una suite più esaustiva?
discutibile. Restano impressi la graffiante voce del
Se da un lato Phil Collins, come nel “grande spirito” Tina Turner e l’originale
Phil Collins / Mark Mancina precedente Tarzan, dimostra una felice vena timbro del Coro delle Voci Bulgare
creativa che nella carriera “pop” pare averlo (“Transformation”, con risultati peraltro molto
Brother Bear abbandonato da tempo, dall’altro diventa simili all’afro di LeboM) che cantano in
(Koda, fratello orso - 2003) ridondante il ripetere più brani nella film lingua Inuit, unica concessione “etnica” di
Walt Disney Records - 5050466-6877-2-2 version e single version, al punto da far un disco che tutto ricorda meno che
12 brani (9 canzoni + 3 brani orchestrali) sembrare il disco un album di Collins più che l’ambientazione del film.
Durata totale: 48’50” una colonna sonora. Pietro Rustichelli
Il nerboruto cyborg più amato dai d’azione (“Blonde Behind the Wheel”,
cinefili è ritornato sugli schermi. Se sulla “Magnetic Personality”, “Kicked in the
sedia del regista il geniale James “Titanic” Can”), nelle quali il compositore non ha
Cameron cede il posto al solido paura di utilizzare talvolta una bella
mestierante Jonathan Mostow, la parte scrittura avanguardistica di memoria
musicale invece trae beneficio da un goldsmithiana, e in cui le integrazioni fra
cambio della guardia decisamente più elettronica ed orchestra sono meno
interessante: le cupe sonorità synth di prevedibili del solito.
Brad Fiedel lasciano il campo alla bravura Non meno interessanti infine i brani
elettro/orchestrale di Marco Beltrami più spiccatamente melodici (“JC Theme”,
(Scream, Resident Evil, Blade II). “Radio”, con un bell’assolo di
Marco Beltrami Così, in aggiunta a clangori metallici e violoncello), nei quali Beltrami mostra
suoni elettronici in perfetto Terminator-style una sensibilità convincente, finora rimasta
Terminator 3: (“Hooked on Multiphonics”), Beltrami piuttosto nascosta.
Rise of the Machines espande la tavolozza strumentale anche alla Da segnalare infine la versione
(Terminator 3: Le macchine ribelli – 2003) grande orchestra e dimostra di possedere orchestrale, arrangiata dal compositore,
un notevole talento contrappuntistico e una del celebre tema composto da Fiedel per
Varèse Sarabande VSD-6481
21 brani – Durata totale: 51’30” ormai sempre più rara sapienza orchestrale il primo film della serie (“The
(“TX’s Hot Tail”). Terminator”).
Di notevole fattura le molte pagine Maurizio Caschetto
Un aria sessantottina aleggia in tutto il che ricordano il lato intimista degli score
CD (soprattutto per quel che riguarda la di Thomas Newman, da The War ad
selezione delle canzoni) della colonna American Beauty.
sonora di questo nuovo film del regista di I solisti del CD si mettono in bella mostra
E allora mambo, Lucio Pellegrini. Le nel sognante brano conclusivo che prende il
musiche originali sono state composte e titolo dal film, “Ora o mai più”: tra tutti le
arrangiate dalle talentuose mani del figlio chitarre, il basso e le voci dello stesso
di uno dei celebri fratelli Taviani, Giuliano Taviani, il violino di Marcello Sirignano e il
Taviani, autore dell’interessante soundtrack violoncello di Francesca Taviani.
della pellicola A domani. Le canzoni rappresentano una scelta
Uno score vivace (davvero galvanizzante bilanciata tra pop e rock, in particolar
Giuliano Taviani “Il mondo è storto”) e aereo, soprattutto modo gli scatenati The Jam con “Art
Ora o mai più (2003) nelle parti dove interviene l’Orchestra
dell’Amit diretta da Ludovico Fulci (la
School”, i progressivi Teenage Funclub &
Jad Fair con “Behold the Miracle”, il
RadioFandango RF0005
melodia medievaleggiante di “Se non io brano alla Simon & Garfunkel di Elliot
19 brani (8 canzoni e 11 di commento)
chi?”), o poeticamente coinvolgente Smith “Say Yes”, i tribali Manutension con
Durata totale: 55’47”
(l’assolo di piano in “Pesci rossi”, bella “Nadia in Dub”. Un bel CD quello
improvvisazione sul tema eseguita da prodotto dalla neonata etichetta
Carmelo Travia). L’incantato tema RadioFandango, costola dell’ormai
principale per celesta prende corpo e celebre casa cinemato-grafica di
anima nei brani “Intro”, “David” (ottima Domenico Procacci, la Fandango.
orchestrazione) e “Quattro anni prima”, Massimo Privitera
Recensioni 39
Un viaggio attraverso la Roma di tutti i pianoforte, Fabio Zeppetella alla chitarra,
giorni, lo sguardo attento di Ettore Scola, Cicci Santucci alla tromba e flicorno,
che ama la capitale italiana, e le colte Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Luca
musiche di Armando Trovajoli: tutto Velotti al sax soprano e alto, Stefano
questo è Gente di Roma. Mastrangelo al corno in Fa, Simone
Nel booklet, il compositore romano Haggiag alle percussioni e Ludovico Fulci
racconta il suo approccio al film: “I alle tastiere, diretti da Trovajoli stesso.
Quadri di un‘Esposizione, mi dice Ettore Ascoltare, per credere, “Roma ore
Scola per descrivere musicalmente il suo 13.30” dove il tema viene esposto
film. L’argomento mi attrae… e se i dapprima da un tamburellante pianoforte
quadri di cui parli fossero delle variazioni per poi aprirsi al coro, la Roman
jazz su un tema romanesco quasi Academy. Oppure “Ave Roma ‘sonatori’ Armando Trovajoli
respighiano, suggerisco a Ettore?… E te salutant!”, brano sospeso eseguito a
perché no mi risponde…”. turno da tutti gli strumentisti con Gente di Roma (2003)
Così nasce questa partitura di matrice l’accompagnamento costante e delicato CAM 513879-2
jazzistica, undici ricche variazioni su un delle percussioni.”…perché jazz è vita… 11 brani – Durata totale: 52’42”
tema popolare, tanto caro al Maestro perché è come Roma… bella… superba…
Trovajoli: “Quanti ne ho scritti? Non li come una bella donna… sempre da
conto più”, dice sempre nel libretto. scoprire… allegra, solare o triste come un
Una band di classe per una colonna blues!”, conclude Trovajoli. E non possiamo
sonora raffinata e virtuosistica: Roberto far altro che associarci a lui!
Gatto alla batteria, Danilo Rea al Massimo Privitera
Morricone nell’Arena
Finalmente il primo DVD made in Italy
dedicato esclusivamente alla musica da
supportata dal coro, più la conclusiva e
lunga Mission, indimenticabile.
film e, nella fattispecie, ad uno dei più Il Dolby Surround 5.1 - DTS è ben
importanti e celebri compositori distribuito e di forte impatto sonoro, la
dell’Ottava Arte: Ennio Morricone. Un pulizia dell’immagine davvero incredibile
omaggio alla carriera in forma di (i neri non sono mai sgranati) e gli extra
concerto, tenutosi il 28 settembre 2002 molto interessanti.
all’Arena di Verona, uno dei più suggestivi Oltre alle note biografiche e ai credits
luoghi musicali italiani. Un’esperienza del DVD, sono acclusi due speciali:
coinvolgente sia per gli occhi che per le “Microsolco” e “Sala Prove”. Il primo è un
orecchie, soprattutto per chi era interessante itinerario musicale nella vita e
presente in quella fredda serata nelle opere del Maestro Morricone,
autunnale scaldata dalla musica corredato di belle immagini riprese in
appassionata del Maestro. studio di registrazione o mentre compone,
Nel DVD tutta quella emozione si nonché di foto a colori e in bianco e nero.
rivive perfettamente, grazie sia alla Nel corso dell’intervista Morricone
puntuale regia del figlio del compositore, afferma: ‘La mia attività è un po’ ambigua, Ennio Morricone
Giovanni Morricone, che all’intramontabile
bellezza dei celeberrimi brani eseguiti
nel senso che non ho scritto soltanto la
musica assoluta, ma anche quella del
Arena Concerto (2003)
durante la serata. Cinema, la musica applicata, e questi due Formato: DVD 5050467-0076-2-8
Un concerto caratterizzato dalla compositori non possono essere identici: Audio: Dolby Surround 5.1
straordinaria performance dell’Orchestra uno è condizionato, l’altro è libero!’. DTS
Roma Sinfonietta, dei ben cinque cori e L’altra chicca è “Sala Prove” (non Dolby Digital 2.0
delle splendide soliste: Gilda Buttà al v’inganni il titolo, perché non ha niente a Brani: 19
pianoforte, la voce regina di Dulce che fare con le prove del concerto, che Durata: 146 minuti circa
Pontes (la vera sorpresa del concerto) e s’intravedono nello speciale dell’intervista) Lingua: Italiano / Inglese
la raffinata soprano Susanna Rigacci. Sul dove Gilda Buttà al pianoforte, Paolo Prod.: Euphonia Entertainment Group /
podio un serafico Ennio Morricone dirige Zampini al flauto e Luca Pincini al Warner Music Vision
i suoi capolavori: tra tutte le esecuzioni, violoncello, singolarmente o insieme,
proposte con le stesse orchestrazioni eseguono otto brani morriconiani del cui
delle colonne sonore originali, una titolo non viene fornito alcun indizio. Roba
possente “Estasi dell’oro” da Il buono, il da accaniti conoscitori delle musiche da
brutto e il cattivo, Sacco e Vanzetti, La luz film del compositore romano… o forse
prodigiosa e “Abolisson” da Queimada con l’unica pecca del DVD!
la vibrante potenza vocale di Dulce Pontes, Massimo Privitera
Morricone on tour Non vi tragga in inganno il titolo di dell’Oscar Nuovo Cinema Paradiso.
questo CD, uguale a quello del DVD Si parte con quel capolavoro cinemato-
(recensito in questa pagina) del concerto grafico e musicale che è C’era una volta in
all’Arena di Verona ed uscito nello stesso America, per finire con il barocchismo
periodo, perché sono due cose diverse tra sonoro del film di Ricky Tognazzi Canone
loro, con solo qualche tratto in comune. inverso. In mezzo troviamo la cavalcata
Arena Concerto, il CD, raccoglie celebri furiosa de Il buono, il brutto e il cattivo, la
temi morriconiani, alcuni eseguiti mistica ascesa di Mission, l’incalzare
dall’Orchestra Roma Sinfonietta, altri gangsteristico degli Intoccabili di De Palma,
dall’Orchestra e Coro National de Espana, le antiche dissonanze di Novecento, il
orchestrati e diretti dal Maestro Ennio commosso addio de I promessi sposi, l’enfasi
Morricone e registrati dal vivo non soltanto eroico-intimista de La leggenda del pianista
Ennio Morricone all’Arena di Verona, ma a Napoli, Roma e sull’oceano e il volo d’archi de La tenda rossa.
Arena Concerto (2003) Siviglia, durante la tournée del compositore
romano in Italia e in Europa.
Le uniche due pecche del disco sono
l’interpretazione non esattamente eccelsa
Euphonia Entertainment Group –
Un album che, oltre ad essere un dovuto della soprano Orietta Manente nel tema di
EastWest 5050466974020 omaggio all’immenso repertorio di famose Giù la testa, e la presenza sgradevole di un
12 brani – Durata totale: 73’51” musiche da film di Morricone, è un’antologia organo in C’era una volta il West, due brani
in forma di concerto delle migliori entrati di diritto nella storia cinemusicale.
produzioni cinematografiche e televisive Una lode speciale alla pianista Gilda Buttà
dagli anni ’60 ad oggi, rappresentate da e alla sua introduzione di Nuovo Cinema
pellicole di successo come i western di Paradiso, ricca di pathos.
Sergio Leone, nonché dal film vincitore Massimo Privitera
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Neve rossa (On Dangerous Ground, 1951) personaggio femminile – un’intensa Ida Lupino
di Nicholas Ray è un piccolo gioiello – che stimola gli accenti più vibranti della
misconosciuto del cinema noir americano. La partitura. Per le sequenze musicali a lei
partitura scritta da Bernard Herrmann per il dedicate, Herrmann si affidò al suono vellutato
film è da annoverare fra i suoi capolavori, non e prezioso della Viola d’Amore (“Blindness”,
fosse altro che per un singolo brano: “The “The Searching Heart”, “The Whispering”),
Death Hunt”, un selvaggio scherzo per otto nell’esecuzione magistrale di Virginia
corni e orchestra che è fra le massime creazioni Majewkski. Il compositore fu così
del genio musicale del compositore americano. impressionato dal virtuosismo di questa solista
Purtroppo, la meritoria pubblicazione di che pretese dalla produzione che il suo nome
questa colonna sonora ad opera di Film Score fosse citato nei titoli di testa: un raro esempio
Monthly ha dovuto fare i conti con la qualità di generosità e integrità artistica.
molto scadente dei master originali. Ciò Due curiosità da segnalare all’appassionato. Bernard Herrmann
compromette il puro piacere d’ascolto in Nella seconda metà del brano “Pastorale”,
parecchi brani del CD oltre che il giudizio – Herrmann introduce un’irrequieta figurazione On Dangerous Ground
altrimenti entusiastico - di chi scrive. per celli e bassi: pochi anni dopo, la medesima (Neve rossa – 1951/2003)
La musica composta da Herrmann per il idea musicale diverrà un importante leitmotiv FSM Vol.6 No.18
film è ricca di idee tematiche e sottigliezze della celebre colonna sonora di Intrigo 19 brani (durata totale: 44’46’’)
strumentali. La solitudine del protagonista – internazionale di Hitchcock. + 2 bonus tracks (durata totale: 3’38’’)
un poliziotto violento e disgustato dal suo Nella seconda bonus track, invece, sono
mestiere - è commentata da un desolato raggruppati alcuni estratti dalle sessioni di
inciso della tromba con sordina: una delle rare registrazione della partitura, con i commenti
incursioni del compositore nei territori della bruschi e astiosi dello stesso compositore: un
musica jazz (“Solitude”, “Nocturne”). vero spasso!
Ma è la disperata vulnerabilità del Alessio Coatto
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E’ una sporca faccenda tenente Parker! sonorità funky inaugurate dalle celebri
(McQ, 1973) di John Sturges è uno degli musiche di Lalo Schifrin per Bullit (id.,
ultimi film di John Wayne, il Duca del 1968) e uno stile spavaldamente sinfonico
cinema western americano. Si tratta di un o, più propriamente, bandistico.
mediocre thriller urbano, girato sull’onda La normale compagine orchestrale si
del successo di film analoghi, quali arricchisce di tutto l’armamentario
Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! strumentale tipico del genere: dalla
(Dirty Harry, 1971) – inizialmente chitarra elettrica all’organetto, dal
pensato proprio per Wayne – e Il braccio sassofono al basso, passando per un
violento della legge (The French nutrito assortimento di percussioni
Connection, 1971). E’ la solita storia di (bongo, marimba, batteria…).
Elmer Bernstein un poliziotto inviso ai superiori per i suoi Il tema principale è quello dedicato al
metodi spicci e senza compromessi che, protagonista McQ: un avvincente inciso
McQ rassegnate le dimissioni, indaga in levare esposto dal flauto elettrico nel
(E’ una sporca faccenda tenente sull’omicidio di un amico. brano d’apertura, “In Seattle”.
Parker! – 1973/2003) Il sound della piacevole colonna sonora Sovrapposto ad una base ritmica
FSM Vol. 6 No. 19 composta da Elmer Bernstein è fortemente accentata, questo tema dà il
15 brani – Durata totale: 49’24’’ determinato dalla contaminazione di tre meglio di sé nelle numerose sequenze
differenti approcci musicali: il jazz – che il d’azione (“Dirty Laundry”, “Sea Chase”),
compositore fu fra i primi a sdoganare al autentici pezzi di bravura del
cinema con L’uomo dal braccio d’oro (The compositore e della sua orchestra.
Man with the Golden Arm, 1955) – le Alessio Coatto
Cult Corner
Il Maestro Marco Werba - autore tra Vasilache), sempre di Bach e B. Marcello.
l’altro delle soundtracks di Il conte di Melissa Marco Werba accompagna la vita del
e A Dio piacendo, nonché insignito nel 1989 professor Race con il “Tema di Giovanni
del premio Colonna Sonora (Opera Prima), Race” (al pianoforte solista, lo stesso
istituito dall’Ente dello Spettacolo, per le compositore) che ritorna con diverse
musiche del film Zoo di Cristina Comencini - variazioni lungo tutto l’album: i commoventi
ha composto, strumentato e diretto la “Titoli di testa”, dove primeggia il violoncello
struggente colonna sonora di questa pellicola solista di Sonia Romano e l’esecuzione
drammatica. Le storie parallele del sacerdote dell’Orchestra da Camera di Roma, il sospeso
Don Pasquale Uva e del professore “La chiesa/L’ingresso” in cui si fanno notare il
Giovanni Race si rispecchiano anche nella violoncello e il violino solista di Antonio
Marco Werba rappresentazione musicale: classica per il Pellegrino e il tormentoso assolo di pianoforte
Il diario di un prete primo, originale per il secondo.
J. S. Bach e la vita del prete attraverso le
del regista della pellicola, Marco Cercaci, nel
brano “Giovanni Race”.
Hexacord SP-02
ottime esecuzioni all’organo Callido del Una menzione a parte merita il breve
13 brani – Durata totale: 27’40” Maestro Adrian Vasilache della “Sonata pezzo (circa un minuto) dal titolo “Suor
BWV 721”, “Sonata BWV 768 Sei gergrusst Maria”: il malinconico incontro di un
Jesu gutig”, “Sonata BWV 639 Ich ruf zudir pianoforte e di un flauto. Un’ottima prova
herr Jesu Christ” e “Sonata BWV 853 quella del Maestro Werba, che si
Preludio in Mib”, più il memorabile “Largo conferma una delle voci più interessanti nel
dal concerto per oboe e orchestra” panorama della musica da film italiana.
(toccante performance al pianoforte di Massimo Privitera
La grande storia delle colonne sonore in gran parte legate a pellicole di serie B,
della Golden Age italiana su quattro CD. come il brano “7 note in nero” (dal film
Più precisamente, la storia delle omonimo), composto dal famoso trio
indimenticabili musiche da film prodotte Bixio-Frizzi-Tempera, amatissimo dal
e distribuite da una gloriosa casa regista pulp Tarantino, che lo ha inserito,
discografica italiana come la Cinevox. riarrangiato da The RZA col titolo “Ode
Quattro volumi per altrettanti generi to Oren Ishii”, nel film e nel CD di Kill Bill
cinematografici: sul primo CD l’horror, Volume 1.
sul secondo la commedia, sul terzo i Musiche divenute dei veri e propri
polizieschi e sul quarto il western. 25 brani cult: “La ballata di Fantozzi” (Bixio-
compositori, 55 brani, 53 film (per un Frizzi-Tempera) dal primo Fantozzi,
AA. VV. totale di circa tre ore di musica) che “Devil Tango” (Lurie) da Il piccolo diavolo,
hanno lasciato un’impronta indelebile nel “Profondo rosso” (Goblin), “Un sacco
Cinevox: the history of panorama, non solo italiano, delle bello” (Morricone) dalle pellicole
the soundtrack (2003) Original Soundtracks. omonime, “Mesa verde” (Morricone) da
Cinevox CD MDF 346 Sono presenti i nomi più illustri: Giù la testa.
Disco 1: 14 brani – Durata totale: 44’36” Morricone, Ortolani, Cipriani, Rota, Colonne sonore che vale la pena di
Disco 2: 13 brani – Durata totale: 36’23” Donaggio, Piccioni, Piovani, i Goblin, riscoprire, spesso migliori dei film per i
Disco 3: 12 brani – Durata totale: 46’42”
Rustichelli, Umiliani e Lavagnino, ma quali erano scritte, ma ugualmente
Disco 4: 16 brani – Durata totale: 38’46”
anche Boswell, Martelli, Ferrio, tra gli patrimonio dei nostri sogni di cinefili.
altri. Colonne Sonore più o meno note, Massimo Privitera
Le verità nascoste
I rumori che ascoltiamo nei film sono proprio quello che pensiamo? Andiamo alla scoperta di tutti quei
(parte II)
suoni che compongono la parte non musicale delle colonne sonore e i principi secondo cui vengono
creati, nella terza parte del dossier “Cinema da ascoltare”… di Fabrizio Campanelli
L’uomo ha scoperto la natura solo dopo una sensazione di inquietudine, di campo possono svolgere un ruolo
averla distrutta, sostiene Mc Luhan. E come minaccia. Di lì a poco, su questo sfondo attivo, nel caso dei suoni acusmatici
Schafer estende il concetto al paesaggio sonoro, Gator rivelerà di essere afflitto (che si odono senza che si veda la causa
sonoro naturale, anche noi possiamo da una gravissima malattia. Passiamo ad che li ha generati): oggetti e personaggi
attuare un parallelismo con l’irrealtà American Beauty di Sam Mendes. Attorno vengono annunciati dal sonoro e fatti
cinematografica: solo con l’assenza di un al minuto 86 compare la pioggia. E’ un entrare in campo successivamente
solo elemento ci rendiamo conto elemento tipico per isolare (accavallamento). Creano curiosità e
dell’importanza di tutto il sistema sonoro psicologicamente la scena, per donare tensione emotiva. E’ il caso della voce della
filmico non musicale, costruito con arti e una sensazione più intima, raccolta, al madre di Psyco (ci interroghiamo su come
meticolosità di cui pochi sono a conoscenza. contempo più universale. Lo spazio sia) o di molti rumori dei film horror.
Il nostro ambiente è tutto tranne che protetto dall’acqua è lo spazio finalmente Ora che abbiamo identificato e messo
silenzioso. E’ sempre stato costituito da al sicuro da qualsiasi minaccia e in questo un po’ più in luce lo sfondo sonoro,
rumori di diversa natura, dovuti alla nuovo microcosmo la dimensione concentriamoci sul segnale o figura.
geografia o al clima: acqua, vento, temporale si modifica, gli eventi hanno Secondo la psicologia della Gestalt
foreste, insetti, uccelli, animali e molti dei una nuova e più alta valenza. La pioggia l’ascoltatore presta attenzione a un flusso
suoni che oggi ci circondano si sono solo cresce e con essa il suo fragore, sonoro alla volta; ciò non significa che
modificati in funzione dello sviluppo all’esterno come all’interno, con non vi possano essere altri piani sonori o
umano, culturale, tecnologico e sociale.
Alcuni di questi, le toniche, diventano
vere e proprie abitudini di ascolto,
sebbene a causa del sovra-ascolto, non
siano percepite coscientemente.
E poiché il valore di alcuni suoni è
archetipico, profondamente impresso
nell’animo delle persone, la loro
riproposizione nella produzione
dell’audiovisivo si ripercuoterà sullo
spettatore a livello percettivo ed emotivo. I
cosiddetti segnali concorrono allo stesso
effetto, ma sono suoni in primo piano,
ascoltati consapevolmente. In questo senso
ogni suono può diventare segnale, o figura,
mutuando il termine dalla percezione visiva.
Ma applichiamo queste prime tracce
d’analisi al film Magnolia di P. T. Anderson.
Alla fine della pellicola l’ex ragazzo prodigio
del quiz, interpretato dal bravo William
Macy, ripone in cassaforte i soldi
Kevin Spacey e Mena Suvari in American Beauty
precedentemente rubati. Siamo negli
ambienti più interni di un grosso edificio l’approssimarsi della fine dell’ultimo che non verranno colti, ma che egli
(DVD cap. 12, 170m 43s), ma, nonostante giorno di vita del protagonista Lester rivolge la sua attenzione ‘vigile’ solo su
questo, se focalizziamo l’attenzione sul Burnham (un grande Kevin Spacey) e uno di essi. Evidentemente nell’ambito
rumore di fondo, udiamo chiaramente dei diventa frastornante nel drammatico cinematografico lo spettatore sarà
cinguettii di uccelli, suoni che atavicamente incontro nel garage col rigido colonnello indotto a rivolgere la sua attenzione a
denotano la quiete dopo la tempesta. Fitts (DVD cap. 24, 95m 12s) per mano tutti quegli elementi sonori che saranno
Questa è la sensazione che il regista ha del quale, di lì a poco, lo stesso Lester attinenti alla narrazione, tipicamente il
voluto infondere nello spettatore in quel verrà assassinato. parlato (al cinema inchiodato fermamente al
momento, senza che questi vi prestasse L’importanza dei rumori di fondo, canale centrale e sovra-enfatizzato per
attenzione. però, non si esaurisce qui. Essi possono assicurare, sopra ogni altra cosa,
Facciamo un salto indietro nello stesso costituire, in una concezione di fuori l’intelligibilità del dialogo) e i rumori in
film e andiamo in un angolo degli studi campo passivo, dei veri e propri primo piano. A livello percettivo, però,
televisivi dove si produce un gioco a quiz elementi scenografici. Anche se assente avranno la stessa importanza.
(DVD cap. 6, 81m 06s). Il presentatore, nel campo visivo dell’inquadratura, si può Gli attori parleranno, si muoveranno
Jimmy Gator (P. B. Hall) in un momento comunicare la presenza di una porta solo nella scena, interagiranno col proprio
di pausa, è appartato con la sua sentendo il suono della sua chiusura. O si corpo e con l’ambiente circostante,
assistente. In questo momento il rumore può ricostruire l’ambiente di una stazione generando un determinato flusso di
di fondo cambia e cresce notevolmente: ferroviaria solo posizionando su un piano rumori, la maggior parte del quale – in
è un suono sordo, continuo, come di un sonoro di sfondo i rumori tipici che la parecchi casi, la totalità – sarà costruito o
cupo condizionatore, che predispone ad caratterizzano. Addirittura i suoni fuori ricostruito ex-novo in studio, in sede di
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