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Il documento presenta il numero cinque della rivista 'Colonne Sonore', con articoli su compositori di colonne sonore, recensioni di film e novità nel mondo della musica da film. Tra i temi trattati ci sono approfondimenti su Carlo Rustichelli e John Debney, oltre a recensioni di vari film e colonne sonore. La rivista è disponibile in diverse librerie e punti vendita in Italia.

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Le “Classic Soundtracks” di FSM su Compact Disc

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Bernard Herrmann

Miklós Rósza

Alfred Newman

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FSM, 8503 Washington Blvd., Culver City CA 90232
Sommario 3

In questo numero Anno Secondo, Numero 5 • Marzo / Aprile 2004

• Tutta l’Italia a tempo di musica ........................... 4 • James Horner rides again: ..................................... 24
di Anna Maria Asero recensioni di The missing, Amore senza
confini e La casa di sabbia e nebbia
• Novità dal mondo della musica da film: ............. 5 di Maurizio Caschetto
case discografiche ed eventi
di Fabio D’Italia, Maurizio Caschetto, • FictioNote: recensioni colonne sonore televisive ... 27
Pietro Rustichelli & Andrea Chirichelli di Massimo Privitera e Pietro Rustichelli

• Carlo Rustichelli: un carpigiano all’inglese ......... 8 • Il cinema di un musicista di frontiera: ................. 28


di Susanna Buffa intervista a Fabio Liberatori su l’ultimo film di
Carlo Verdone L’amore è eterno finché dura
• Un musicista per il cinema: .................................. 9 di Giuliano Tomassacci
recensione libro su Carlo Rustichelli
di Pietro Rustichelli • Una finestra sul domani: ........................................ 32
lo stato dell’Arte made in USA
• Carlo Rustichelli, un carpigiano “d.o.c.”: ............ 15 di Gianni Bergamino
reportage del concerto di Carpi
di Maurizio Caschetto • Insieme per caso: .................................................... 34
il backstage dell’evento bolognese
• La passione secondo John Debney: ..................... 16 all’ultimo Future Film Festival
intervista al compositore dell’ultimo film di Marco Spagnoli
di Mel Gibson La passione di Cristo
di Maurizio Caschetto • Recensioni di CD vecchi e nuovi ........................... 35

• I giullari del terzo millennio: ................................ 20 • Mickeymousing, che passione!: ............................. 44


intervista alla Banda Osiris, quarta parte del dossier Cinema da ascoltare
vincitori dell’Orso d’Argento di Alessio Coatto
di Maurizio Caschetto, Massimo Privitera &
Pietro Rustichelli • Filmografia essenziale di Carlo Rustichelli .......... 47

Le altre recensioni
• Sedotta e abbandonata ............ 10 • L'ultimo samurai ........................ 35 • La giuria ........................................ 39
di Alessio Coatto di Maurizio Caschetto di Gianni Bergamino
• Signore e signori ......................... 10 • Ritorno a Cold Mountain .......... 35 • Secret weapons over ................ 39
di Alessio Coatto di Fabrizio Campanelli Normandy
• Alfredo Alfredo ........................... 10 • Mystic river .................................. 35 di Gianni Bergamino
di Maurizio Caschetto di Maurizio Caschetto • Alias ............................................... 40
• La gang del parigino .................. 11 • Abbasso l'amore ......................... 36 di Gianni Bergamino
di Maurizio Caschetto di Maurizio Caschetto • Looney tunes: .............................. 40
• Io, io, io…e gli altri ..................... 11 • Calendar girls .............................. 36 back in action
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli
• La ragazza di Bube ................... 11 • In America ................................... 36 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Massimo Privitera • Jeepers Creepers 2 ..................... 40
• 3 notti d'amore .......................... 12 • The company .............................. 36 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Massimo Privitera • Peter Pan ..................................... 40
• Mare matto .................................. 12 • La moglie di Frankenstein ........ 37 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Giuliano Tomassacci • Bollywood queen ........................ 41
• L'uomo, l'orgoglio,la vendetta .. 12 • Ultimatum alla terra ................. 37 di Stefano Sorice
di Susanna Buffa di Giuliano Tomassacci • Anche se volessi lavorare ......... 42
• Carlo Rustichelli, ......................... 13 • Dove osano le aquile & ............. 37 che faccio?
ritratto di un autore Operazione Crossbow di Massimo Privitera
di Pietro Rustichelli di Alessio Coatto • Mark il poliziotto ........................ 42
• La passione di Cristo .................. 19 • Il covo dei contrabbandieri ....... 37 di Stefano Sorice
di Maurizio Caschetto di Alessio Coatto • Pirana paura ................................ 42
• L'imbalsamatore ......................... 23 • Focus .............................................. 38 di Gabrielle Lucantonio
di Maurizio Caschetto di Pietro Rustichelli • La notte dei diavoli ..................... 42
• Primo amore ............................... 23 • Alexandria .................................... 38 di Stefano Sorice
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli • Un delitto poco comune .......... 43
• Marcinelle ..................................... 27 • La luz prodigiosadi ..................... 38
di Massimo Privitera Alessandro Michelucci di Gabrielle Lucantonio
• Il bambino di Betlemme ........... 27 • Il cane e il suo generale ............ 38 • L'anima gemella ........................... 43
di Pietro Rustichelli di Stefano Sorice di Gabrielle Lucantonio
• Le ali della vita ............................ 27 • Tutto può succedere .................. 39 • Maschera di cera ........................ 43
di Massimo Privitera di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Big fish .......................................... 35 • Le divorce .................................... 39 • Wizard of sound .......................... 43
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera di Stefano Sorice

Legenda recensioni
Mediocre: Sufficiente: Buono: Ottimo: Capolavoro:
I giudizi delle recensioni di Colonne Sonore si riferiscono a valutazioni artistiche assolutamente personali dei redattori e non vogliono in alcun modo interferire da un punto di vista commerciale e discografico.
4 Redazionale

Tutta l’Italia
a tempo di musica
E’ un’emozione scrivere sul numero cinque. di polemiche e discussioni. Focalizzeremo
Si, siamo arrivati alla quinta uscita e, è solo la musica di John Debney, analizzandola
proprio il caso di dirlo, la nostra avventura minuziosamente. Anno Secondo, Numero 5
(editoriale) va avanti. Sicuramente il cammino Altri argomenti di punta, di questo numero, Marzo / Aprile 2004
è lungo, ma tutta la redazione vi assicura che sono la lunga monografia dedicata alla vita Registrazione al tribunale di Milano
per voi, cari lettori, abbiamo in serbo progetti artistica del grande Maestro carpigiano Carlo n.356 del 03/06/2003
e idee molto interessanti. Rustichelli, la vittoria dell’Orso d’Argento per
Nell’attesa di questi avvenimenti, abbiamo la miglior colonna sonora del film Primo Poste Italiane Spa
“sfornato” quest’ultimo numero, a nostro amore da parte della Banda Osiris, il sodalizio Spedizione in A.P. - DL. 353/2003
avviso più che appassionante. cinemusicale tra Carlo Verdone e il (Convertito in Legge 27/02/04 n° 46) art. 1
Se mi consentite una breve parentesi, desi- compositore Fabio Liberatori. comma 1 DCB - Milano.
dero spendere qualche parola sul precedente Non mancheranno le sempre maggiori mini Abbonamento annuale per 6 numeri:
numero, che è andato letteralmente a ruba. Non recensioni, alimento indispensabile per i 25.00 € + 3.00 € di spese postali
è rimasta neanche una copia, abbiamo fatto l’en divoratori di colonne sonore, che approfondi-
plein di vendite. Una bella soddisfazione per noi ranno non solo le musiche dei film ma anche OttavaArte Edizioni
tutti. Una ulteriore conferma che la nostra quelle delle fiction, sempre più in voga nei di Massimo Privitera
iniziativa editoriale sta piacendo sempre più. palinsesti televisivi. Via Wildt n.5 - 20131 MILANO
Il richiamo de Il signore degli anelli – il ritorno Nella quarta parte del nostro dossier Tel. 347.4072349 - Fax 02.26681884
del re è stato come quello di Circe per Ulisse, “Cinema da ascoltare” si parla di [Link]
irresistibile. Un film che ha scatenato mickeymousing, quella tecnica che viene usata
lunghissime file ai botteghini e ha sbancato ogni qualvolta il compositore riproduce Direttore responsabile:
tutti gli Oscar disponibili. musicalmente una particolare azione o un Anna Maria Asero
Anche in questo numero puntiamo su una rumore, in perfetta sincronia con le immagini,
pellicola, La passione di Cristo, di Mel Gibson, spiegata in maniera dettagliata. Capo redattore:
che ha infiammato gli animi. Almeno nei paesi A voi, cari lettori, questo eccezionale quinto Massimo Privitera
dove è stata programmata (in Italia, mentre numero (consentitemi questo ardire, ma ne
stiamo scrivendo, non è ancora uscita nelle siamo proprio soddisfatti). Redazione:
sale cinematografiche), ha scatenato valanghe Il Direttore Maurizio Caschetto
Alessio Coatto
Pietro Rustichelli
Dove trovate Colonne Sonore

La rivista è reperibile o ordinabile Giuseppe Caminiti


in tutte le librerie della catena nazionale
‘la Feltrinelli’ e nei seguenti punti vendita: Art Director - Impaginazione:
Pietro Rustichelli

LOMBARDIA
Correttore di bozze
Fabio D'Italia
CINEMA ANTEO - Libreria del Cinema - Via Milazzo 9 - MILANO
BLOODBUSTER SNC - Via [Link] 30 - 20124 MILANO
LA BORSA DEL FUMETTO - Via Lecco 16 - MILANO Collaboratori:
DISCO CLUB - Piazza Cordusio (Stazione MM) - 20123 MILANO Gianni Bergamino
STRADIVARIUS - Via Pecchio 1 - MILANO Susanna Buffa
TAU BETA - Via Pavoni 5/b - 20052 MONZA (MI) Fabrizio Campanelli
DEFCON ZERO - Viale Marelli 19 - SESTO SAN GIOVANNI (MI) Gabrielle Lucantonio
LIBRERIA L'INDICE - [Link] Marconi, 7 - 20059 VIMERCATE (MI) Elio Lucantonio (Francia)
PIEMONTE Alessandro Michelucci
WIDESCREEN - Via San Secondo, 55 - 10128 TORINO
Stefano Sorice
Marco Spagnoli
VENETO Giuliano Tomassacci
CINECITY MULTISALA - Via Sile, 8 - 31057 SILEA (TV)
Un sentito ringraziamento a:
FRIULI VENEZIA-GIULIA Lucas Kendall & Joe Sykoriak di “FSM”
CINECITY MULTISALA - Via Nazionale, 74/2 - 33040 PRADAMANO (UD)
EMILIA ROMAGNA Stampa:
CASA DEL DISCO di FANGAREGGI & C. - [Link] Muratori, 204 - 41100 MODENA
Grafiche Sala - Novi di Modena
LIBRERIA ‘LA FENICE’ - Via G. Mazzini, 15 - 41012 CARPI (MO)
Distribuzione:
LAZIO
DISCHI ‘L’ALLEGRETTO’ di MARY - Via Oslavia, 44 - 00195 ROMA
REVOLVER dischi-cd-dvd - Via [Link], 90-102 - 00146 ROMA
MUSICARTE - Via Fabio Massimo, 35/37 - 00192 ROMA Red Distribuzione - Modena
SUPERNOVA RECORDS - Cinecittà Due - Via Palmiro Togliatti, 2 - 00175 ROMA 059.212792 - info@[Link]
PUGLIA La documentazione, le immagini, i marchi e
CARTOLIBRERIA ROSA OLIVIERI - Via Aldo Moro, 113/115 - 70033 CORATO (BA) quant'altro pubblicato e riprodotto su questa
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* I numeri arretrati esauriti saranno inviati in copia cartacea digitale. Sony Music© - Elektra/Warner© - Varèse Sarabande©
Radiofandango© - Eagle Pictures©
News 5

Notizie dal mondo della musica da film


NOVITA’

• DA PEE-WEE AL PC
Per gli amanti delle colonne sonore e dei videogiochi sono giunte delle notizie
entusiasmanti su Fable, uno dei titoli più attesi del 2004, nato dal genio di Peter Molyneux e
sviluppato dai Big Blue Box. La colonna sonora di Fable - che, per il mercato italiano, sarà
interamente tradotto, sia nei dialoghi che nei testi a video - è stata affidata a Danny Elfman,
celebre per i commenti musicali dei film di Tim Burton e la sigla d’apertura de I Simpson.
Atteso per l’inizio dell’estate, Fable è un pionieristico gioco di ruolo e d’avventura in cui ogni
azione del giocatore determina le sue abilità, l’aspetto fisico e la reputazione. Assoluta ‘killer
application’, il gioco non potrà che trarre giovamento da una partitura epica e solenne come
quelle che oggigiorno solo Elfman è capace di creare. (Andrea Chirichelli) Elfman

• TROY: L’ODISSEA DI GABRIEL YARED


Il compositore Gabriel Yared (Premio Oscar per la colonna sonora de Il paziente inglese),
originariamente incaricato di comporre la partitura per il kolossal La guerra di Troia (Troy)
diretto da Wolfgang Petersen e interpretato da Brad Pitt, Orlando Bloom e Peter O’Toole in
uscita il prossimo maggio, è stato rimpiazzato da James Horner. La notizia è stata comunicata
direttamente da Yared, che sul suo sito ufficiale ha pubblicato un lungo comunicato spiegando
l’accaduto: Yared, dopo un anno di lavoro sulla partitura, è stato licenziato in seguito a
commenti negativi sulla colonna sonora espressi dal pubblico campione invitato ad una
proiezione preventiva della copia lavoro del film (i famigerati “test screenings”). Nel
comunicato, il compositore lascia trapelare tutta la sua amarezza sulla vicenda, soprattutto
perché si è trovato rimpiazzato nell’arco di 24 ore, senza possibilità di chiarimenti o recupero,
nonostante regista e produzione fossero inizialmente entusiasti del suo lavoro. Yared aveva già
registrato la partitura – una composizione per triplo coro, orchestra di 100 elementi, voci
soliste e un set vastissimo di percussioni – lo scorso febbraio a Londra e viene definita da lui Yared
stesso come “la cosa migliore che abbia mai scritto”. La trasparenza e la sincerità con le quali il
compositore racconta l’accaduto fanno luce su una delle peggiori abitudini dell’industria Potete leggere il comunicato di Gabriel
hollywoodiana e sulla piaga del “rimpiazzo” – spesso a registrazione completata della partitura Yared sul suo sito ufficiale:
– dei compositori, che negli ultimi anni ha raggiunto livelli assurdi. Promettiamo di tornare [Link]
sull’argomento con un articolo dedicato su uno dei prossimi numeri.

PREMI

• LA NOTTE DEL TRIONFO


Se tra di noi, membri della redazione di “Colonne Sonore”, avessimo sondato le attese
per la vittoria di Howard Shore nella corsa all’Oscar per la miglior partitura e per la miglior
canzone del 2003, il risultato sarebbe stato scontato. È un po’ banale cercare di stabilire
precedenti, ma quasi d’istinto il pensiero ci riporta al premio consegnato nel 1977 a John
Williams per Guerre Stellari. Se in quegli anni la straordinaria opera di Williams riuscì a
rilanciare l’importanza dell’utilizzo nel cinema della grande musica sinfonica, con un impeto
i cui effetti sono durati per molti lustri, viene istintivo augurarsi che oggi anche Il ritorno del
re di Shore o, meglio ancora, l’imponente lavoro destinato all’intera trilogia de Il Signore degli
Anelli, palesando una volta di più la valenza espressiva di un impianto melodico e sinfonico di
ampio respiro, riesca a scuotere l’arte cinemusicale dal momento di ristagno creativo
registrato negli ultimi anni.
La Redazione si rallegra dell’ultimo meritatissimo premio ricevuto da Shore, compositore
per il quale abbiamo molto parteggiato negli scorsi numeri della nostra rivista.
Nella gioia che ci deriva per questo riconoscimento resta una traccia di rammarico per il
premio che, con una concorrenza meno schiacciante, avrebbe verosimilmente ottenuto la Shore
delicata e sensibile partitura di Danny Elfman per Big Fish, senza dimenticare anche la
freschezza del lavoro di Thomas Newman per Alla ricerca di Nemo.

CONCORSI

• CONCORSO “MUSICA ALLE IMMAGINI” Tutte le informazioni e i bandi si


possono trovare nell’apposita sezione
C’è tempo fino al 3 Maggio 2004 per iscriversi alla selezione di Colonne Sonore per del sito internet ufficiale:
Film del concorso “Musica alle Immagini” organizzato dalla Corbec di Plataci [Link]
(Cosenza).
6 News

CASE DISCOGRAFICHE: NUOVE INCISIONI E RIEDIZIONI DI GRANDI CLASSICI a cura di Fabio D’Italia

Titolo originale Titolo italiano / Note Editore Uscita


GATO BARBIERI
Last Tango in Paris (ristampa) Ultimo tango a Parigi Varèse 11 maggio 2004
JOHN BARRY
Dances With Wolves (edizione estesa) Balla coi lupi (1990) Sony 18 maggio 2004
The Chase (ristampa) La caccia (1966) Sony 18 maggio 2004
The John Barry Collection edizione antologica Columbia 18 maggio 2004
MARCO BELTRAMI
Hellboy id. (2004) Varèse disponibile
ELMER BERNSTEIN
The Magnificent Seven (ristampa) I magnifici sette (1960) Varèse disponibile
JIMMY BUFFETT
Rancho Deluxe (ristampa) Scandalo al ranch (1975) Varèse 11 maggio 2004
DAVID BUTTOLPH
Foxes of Harrow La superba creola (1947) Screen Archives in preparazione
CARTER BURWELL
The Alamo Alamo (2004) WEA 28 maggio 2004
FRANK CORDELL
Khartoum + Mosquito squadron id. (1966) – N/D FSM disponibile
ALEXANDER DESPLAT
Girl With a Pearl Earring La ragazza con l’orecchino di perla Lions Gate disponibile
GEORGES DELERUE
A Walk With Love and Death Di pari passo con l’amore e la morte D. Cinemusique giugno 2004
JERRY FIELDING
Bring Me the Head of Alfredo Garcia + Voglio la testa di Garcia (1974) Intrada disponibile
The Killer Elite Killer Elite (1975)
RICHARD GIBBS
Battlestar Galactica N/D (remake serie TV anni ’70) La-La Land disponibile
JERRY GOLDSMITH
Basic Instinct (edizione estesa) id. Prometheus in preparazione
The Great Train Robbery 1855: la prima grande rapina al treno Varèse in preparazione
Jerry Goldsmith at 20th Century Fox (6 CD) musiche per film prodotti dalla Fox Varèse disponibile
Timeline (commento musicale inedito) id. Varèse in preparazione
BARRY GRAY
Thunderbirds Vol. 2 Thunderbirds (serie TV) Silva Screen in preparazione
Space: 1999 Year One Spazio: 1999 (serie TV; primo ciclo) Silva Screen in preparazione
JOE HARNELL
The Bionic Woman La donna bionica (serie TV) Super Tracks in preparazione
RICHARD HARTLEY
The Lion in Winter Il leone d’inverno (remake televisivo) Varèse 11 maggio 2004
JAMES NEWTON HOWARD
Hidalgo Oceano di fuoco – Hidalgo (2004) Hollywood 16 aprile 2004
MICHAEL KAMEN
Open Range Terra di confine (2004) Warner disponibile
FRED KARLIN
Futureworld Futureworld 2000 anni nel futuro (1976) RMDU in preparazione
The Ravagers Gli sciacalli dell’anno 2000 (1979) RMDU in preparazione
HAROLD KLOSER
The Day After Tomorrow L’alba del giorno dopo (2003) Varèse 18 maggio 2004
ERICH WOLFGANG KORNGOLD
The Adventures of Robin Hood (DVD Audio) La leggenda di Robin Hood (1938) Marco Polo disponibile
MICHEL LEGRAND
The Thomas Crown Affair (ristampa) Il caso Thomas Crown (1968) Varèse 30 marzo 2004
HENRY MANCINI
Midnight, Moonlight & Magic antologia di 24 brani da film e serie TV RCA/BMG disponibile
The Thorn Birds (2 CD) Uccelli di rovo (miniserie TV) RCA/BMG 27 aprile 2004
The Ultimate Pink Panther musiche da 6 film della Pantera Rosa RCA/BMG disponibile
VIC MIZZY
The Ghost and Mr. Chicken Sette giorni di fifa (1966) Percepto in preparazione
The Reluctant Astronaut N/D Percepto in preparazione
The Perils of Pauline N/D Percepto in preparazione
Caper of the Golden Bulls Il carnevale dei ladri (1967) Percepto in preparazione
Vic Mizzy Suites & Themes Vol. 2 edizione antologica Percepto in preparazione
ANGELA MORLEY
Watership Down La collina dei conigli (1978) Super Tracks in preparazione
Eventi 7
ALFRED NEWMAN
The Black Swan Il cigno nero (1942) Screen Archives disponibile
The Keys of the Kingdom (2 CD) Le chiavi del paradiso (1944) Screen Archives in preparazione
The Prisoner of Zenda Il prigioniero di Zenda (1952) FSM disponibile
Son of Fury Il figlio della Furia (1942) Screen Archives in preparazione
DAVID NEWMAN
The Brave Little Toaster N/D Percepto in preparazione
JOEY NEWMAN
Stealing Time N/D La-La Land disponibile
BASIL POLEDOURIS
Amerika id. (miniserie TV) Prometheus in preparazione
TREVOR RABIN
Texas Rangers id. (2001) Super Tracks in preparazione
LAURENCE ROSENTHAL
Logan’s Run La fuga di Logan (serie TV anni ’70) FSM disponibile
MIKLOS ROZSA
Diane (2 CD) Diana la cortigiana (1956) FSM disponibile
Miklos Rozsa Conducts His Epic Film Scores musiche per film storici DRG disponibile
LALO SCHIFRIN
Dirty Harry (edizione integrale) Ispettore Callaghan, il caso Scorpio è… Aleph Records in preparazione
JOHN SCOTT
The People That Time Forgot Gli uomini della terra dimenticata dal… JOS Records in preparazione
Shoot to Kill Sulle tracce dell’assassino (1988) JOS Records in preparazione
EDWARD SHEARMUR
Laws of Attraction Le regole dell’attrazione (2003) La-La Land in preparazione
ALAN SILVESTRI
Van Helsing id. Decca 4 maggio 2004
HERMAN STEIN
This Island Earth Cittadino dello spazio (1955) MMM in preparazione
MAX STEINER
Battle Cry Prima dell’uragano (1955) Screen Archives maggio 2004
BRIAN TYLER
Godsend id. (2003) Varèse 27 aprile 2004
The Big Empty La-La Land in preparazione
Terror Tract La-La Land in preparazione
DIMITRI TIOMKIN
The Big Sky Il grande cielo (1952) Screen Archives in preparazione
The Essential Film Music Collection (4 CD) antologia di 56 brani; 200’ di musica Silva Screen 21 giugno 2004
ROY WEBB
Mighty Joe Young Il re dell’Africa (1949) MMM in preparazione
JOHN WILLIAMS
SpaceCamp id. (1983) Super Tracks in preparazione
Harry Potter and the Prisoner of Azkaban Harry Potter e il prigioniero di Azkaban Warner Sunset 17 maggio 2004
CHRISTOPHER YOUNG
The Tower Intrada disponibile
ARTISTI VARI
Haunted Mansion La casa stregata (2004) WEA disponibile
Kill Bill Vol. 2 Kill Bill – Volume 2 (2004) WEA disponibile
Laurel Canyon id. (2004) WEA disponibile
The Longest Day (4 CD) musiche per film di guerra (52 brani) Silva Screen maggio 2004
Scooby-Doo 2 Scooby-Doo 2: Mostri scatenati (2004) WEA disponibile

Risorse Web - Gli indirizzi delle case discografiche da collezionisti


Aleph Records [Link]
Film Score Monthly (FSM) [Link]
Hollywood Records [Link]
La-La Land Records [Link] NB: Il presente elenco non può essere
Monstrous Movie Music (MMM) [Link] oggettivamente completo, e non riporta gli
Percepto [Link] indirizzi e i riferimenti delle case di
Prometheus Records [Link] produzione più diffuse e normalmente
Screen Archives Entertainment (SAE) [Link] distribuite sul territorio italiano, ma vuole
semplicemente essere un aiuto ai
Silva Screen [Link] collezionisti. Se ci fossero ulteriori indirizzi o
Super Tracks [Link] segnalazioni opportune potete informarci
Varèse Sarabande [Link] su info@[Link]
8 Carlo Rustichelli

Carlo Rustichelli
di Susanna Buffa Un carpigiano all’inglese

Rustichelli durante la tournée in Giappone nel ’77

Raramente accade, nel mondo dello musicista di instaurare e mantenere un aspirato. Servire il film ha spesso voluto
spettacolo, di imbattersi in personaggi rapporto equilibrato con il regista il significare, per Rustichelli, salvare il film:
dotati di gran talento e, al tempo quale, in quanto autore del film, ha salvarlo da uno sviluppo narrativo
stesso, di umanità, modestia, coscienza diritto di decidere arbitrariamente scontato, dalla banalità, ma senza
dei propri limiti, correttezza. È modalità e quantità degli interventi scordare che l’unico, vero autore del
successo a chi scrive. I ripetuti incontri musicali in fase di missaggio. È nella film rimane il regista. Giungere a questa
con il Maestro Carlo Rustichelli hanno, capacità di gestire questi rapporti – conclusione, far proprio questo
giorno dopo giorno, una domanda spesso difficili, frustranti, talvolta più assunto fondamentale è qualcosa in cui
dopo l’altra, composto il variegato semplici e appaganti – la vera, grande molti altri compositori hanno fallito.
mosaico della sua personalità, forza dell’uomo e dell’artista. Di fronte a un numero imprecisato
mettendone in risalto le qualità umane Carlo Rustichelli si è dedicato con tra quattrocento e cinquecento
e un modo di proporsi che ne ha grande impegno a qualsiasi progetto. colonne sonore realizzate è facile
condizionato fortemente la carriera e la Mai respingendo alcuna proposta, mai immaginare quale moltitudine di
qualità della produzione. negando la qualità del suo lavoro ai film relazioni il musicista si sia trovato a
La musica di Carlo Rustichelli ha un in cui ha collaborato – che si trattasse intrecciare. La grande quantità di
valore, un peso nel nostro cinema che di opere d’autore o di cinema di basso committenze, così diverse, unita al
quella di altri compositori, più noti, più livello. La sua filmografia dice molto in problema della competenza musicale
visibili, non potrà avere, non fosse che proposito sebbene, scorrendo dei cineasti deve aver dato filo da
per l’aver attraversato cinquant’anni di l’impressionante successione dei titoli, torcere al Nostro: “… Dovevo piacere
cinema italiano giungendo incolume a si sia portati a pensare a lui come ad un a molti: al regista, al produttore, agli
toccare questo secolo. compositore poco selettivo circa le sue attori, al pubblico…”. Rustichelli non
Incolume, sì, nonostante le mille collaborazioni. In realtà egli ha imposto ha fallito in questo suo intento grazie al
battaglie combattute con cineasti e qualità anche a quei progetti filmici nei suo talento di musicista ma,
produttori per l’affermazione di un quali mancava, ha applicato musica soprattutto, a quelle qualità umane che
equilibrio tra immagine e musica. Sta d’alto contenuto artistico anche a gli hanno permesso di comprendere le
proprio in questo la difficoltà del pellicole che all’arte non hanno mai esigenze di ognuno dei suoi
Carlo Rustichelli 9
interlocutori. Rispondendo con dignità, musica. Si diploma in pianoforte
cortesia, correttezza – di qui la all’Accademia Filarmonica di Bologna e Il Libro
definizione, che si deve a Ermanno si trasferisce a Roma, dove sua sorella
Comuzio, di carpigiano “all’inglese”. Jolanda vive e lavora (è nel coro del
Uno sguardo alla sua filmografia può Teatro dell’Opera) e dove egli stesso si
fornire elementi utili a comprendere diploma in composizione con il
quali siano le difficoltà di un musicista Maestro Dobici, presso il
per il cinema che si cimenti con tanti conservatorio di Santa Cecilia.
generi diversi: la commedia comica di Così, dalla provincia modenese
Totò, il film d’azione del primo Germi, Rustichelli si stabilisce nella capitale agli
le pellicole di argomento storico o inizi degli anni Quaranta e con la guerra
mitologico, il neorealismo, i film alle porte. Roma gli offre opportunità
musicali, le opere sentimentali di diverse: quella di suonare con una
Costa, le commedie all’italiana, il piccola orchestra negli alberghi più
neorealismo “rosa”, l’horror di Bava… eleganti e nelle sale da tè, con un
È l’intensità di questa attività a suscitare repertorio per lo più composto da Susanna Buffa
degli interrogativi. Come riuscire, in standard jazz americani; quella di Un musicista per
così poco tempo, a realizzare tanti conoscere la soprano Elvira Zecchino, il cinema
lavori? Come salvaguardarsi dal rischio che diverrà sua moglie; soprattutto Carlo Rustichelli, un profilo artistico
di trascurare la qualità? Come muoversi quella di frequentare, anche se solo Prefazione di Sergio Miceli
da un genere all’altro in poco tempo come uditore, il primo corso specialistico 128 pagine bianco e nero
rispondendo alle esigenze di registi così di musica per cinematografia tenuto a cm 15 x 22 – rilegato brossura
diversi? Per un musicista come Santa Cecilia da Enzo Masetti. Euro 13,20
Rustichelli, per il quale tutti i lavori Il nome di Masetti non risulterà Isbn 88-430-2851-0
sono egualmente degni e importanti, si nuovo a coloro che conoscono 2003 - Ed. Carocci ([Link])
è reso necessario trovare un equilibrio l’evoluzione della musica applicata in Mai prima d’ora l’editoria italiana
e una metodologia di lavoro. Prassi ed Italia essendo il suo, di fatto, il primo aveva trattato così da vicino e in modo
equilibrio vengono costruiti in cinque tentativo di fornire degli strumenti di approfondito la carriera di un
decenni di attività, attraverso una lavoro ai musicisti che si accostano al compositore di musica per l’immagine,
costante, continua evoluzione: una cinema. ed è un vero piacere che questo
carriera lunga e costellata di incontri Di certo, l’influenza della scuola privilegio sia toccato al M° Rustichelli. Se
che ha avuto origine in maniera non statunitense in Italia e nella la struttura un po’ schematica del libro
ne tradisce l’origine accademica (nasce
certo eclatante, quasi per caso. metodologia di insegnamento adottata infatti come tesi di laurea) è presto
da Masetti è fortissima; a tal proposito chiaro che tale organizzazione dei
Carlo Rustichelli nasce a Carpi, in il musicista ricorda come ci si dedicasse contenuti è forse l’unica soluzione per
provincia di Modena, il 24 dicembre del soprattutto alla ricerca dei temi e affrontare la mole di cinquant’anni di
1916 e con il suo paese natale conserva come, invece, si sorvolasse sull’analisi carriera musicale e storia del cinema, e lo
un legame indissolubile. Questo resta del rapporto tra musica e immagine. stile di Susanna Buffa riesce ad
un punto saldo della sua vita, della sua Questa esperienza si rivela equilibrare la dovuta tecnicità con
l’evidente passione per l’argomento e
carriera, persino un riferimento per il fondamentale per il giovane una splendida proprietà di linguaggio, tale
suo stile compositivo soprattutto dagli compositore, presto notato da Masetti da rendere l’opera fruibile sia all’addetto
anni Sessanta in poi. il quale lo incoraggia a lavorare per il ai lavori che al semplice interessato.
La passione per la musica non si cinema. Segue un fortuito incontro con Partendo da uno sguardo storico sui
rivela molto presto: il musicista ama il Maestro Ezio Carabella che lo invita a rapporti tra registi e compositori,
raccontare di aver provato, da giovane, collaborare con lui alla realizzazione l’autrice affronta la formazione culturale
innanzitutto una grande passione per il delle colonne sonore di due film di e musicale del Maestro, per poi
calcio; l’amore per la sua squadra, la Marco Elter: Gli ultimi filibustieri e Il scandagliare mezzo secolo di lavoro. In
un primo capitolo sono prese in esame le
Juventus, è accompagnato da un serio figlio del corsaro rosso. Sebbene siamo di pellicole di artisti come Totò, Monicelli,
interesse per le norme del calcio fronte alle prime composizioni di Pontecorvo, Wilder; successivamente ci
giocato: la sua nota avversione per la Rustichelli per il cinema, quello con si addentra nel meraviglioso e complesso
regola del fuorigioco lo induce Carabella non può dirsi un vero e rapporto tra Rustichelli e Germi,
addirittura ad esercitare pressioni sulle proprio debutto se si considera che proseguendo con l’analisi della storica
autorità competenti affinché sia abolita, spesso, in gioventù, il compositore collaborazione con il primo Pasolini. Le
pur senza ottenere il successo sperato. carpigiano sedeva al piano, nel buio di numerose e chiare schede dei film
Ad avvicinarlo concretamente a una sala cinematografica, seguendo le permettono di prepararsi alla visione
delle pellicole in modo completo e
quest’arte saranno la passione dei suoi immagini di qualche film e approfondito.
genitori, che ascoltano per lo più assecondando lo svolgersi degli eventi Una lunga e interessantissima
musica operistica, e la necessità di con musica di repertorio. In ogni caso, chiacchierata tra Susanna Buffa e Carlo
trovare un pianoforte di le due pellicole di Elter sono le prime Rustichelli è il degno sigillo di un libro
accompagnamento per il fratello per le quali scrive brani originali. importante e necessario. Un plauso
Umberto, che studia violino e diverrà Apparentemente la vita profes- anche all’amministrazione comunale di
uno dei più talentuosi strumentisti sionale di Carlo non subisce Carpi che ha avuto la lungimiranza di
dell’orchestra Rai. Grazie ad un cambiamenti radicali dopo queste permetterne la pubblicazione
nell’ambito delle belle iniziative del
modesto piano verticale, Carlo inizia ad prime composizioni per il cinema. Egli gennaio scorso. Pietro Rustichelli
entrare in contatto col mondo della continua infatti a svolgere la sua attività
10 Carlo Rustichelli

frequente in musicisti non preparati


professionalmente.
Sono in molti a trovarsi bene con
questo talentuoso e umile
compositore, in grado di calarsi
velocemente in qualsiasi contesto.
Giungono proposte di collaborazione
sempre più importanti e, dalla fine degli
anni Cinquanta, arrivano anche i primi
ingaggi dall’estero che danno inizio a
una produzione vasta, comprendente
numerose coproduzioni e collabora-
zioni con registi stranieri che non
verranno mai catalogate e di cui si
perderà per la maggior parte traccia,
fatta eccezione per alcuni film di autori
famosi: Il vendicatore di William
Il Maestro Rustichelli al lavoro nel suo studio Dieterle (1959), Il cavaliere della
vendetta di Carlos Saura (1964),
principale, che per ora gli permette di a Monicelli. La collaborazione con Guerra, amore e fuga di Jack Smith con
mantenersi: quella di direttore Germi segna anche l’inizio di un’attività Paul Newman (1968) e Che cosa è
d’orchestra. Ancora oggi non nasconde a dir poco frenetica che porta il successo tra mio padre e tua madre? di
il suo rimpianto per aver lasciato il compositore a lavorare alacremente Billy Wilder (1972), per la cui colonna
podio, i suoi teatri, la musica operistica. arrivando, negli anni Sessanta, alla sonora Rustichelli si è aggiudicato una
Continua a tenere concerti anche con realizzazione di trenta colonne sonore nomination agli Oscar.
sua moglie, almeno fino alla nascita l’anno. A partire da questo incontro, la
della prima figlia, Alida; in seguito la vita dell’uomo e la carriera del Carlo Rustichelli fa parte di una
soprano decide di abbandonare il canto musicista divengono sovrapponibili e generazione di compositori che nel corso della
per dedicarsi totalmente alla famiglia. indistinguibili. loro carriera si sono dedicati al cinema
(Masetti, Lavagnino, Savina, Cicognini ecc.)
Durante una rappresentazione della In principio Rustichelli si riferisce ma non hanno anche disdegnato la musica
Tosca al Teatro Comunale di Terni, nel senza dubbio ai princìpi della scuola assoluta, quella cioè libera dai logici
1947, avviene un altro incontro, forse il americana: commento sonoro condizionamenti dell’immagine cinemato-
più importante. Il produttore Luigi prolungato o continuo, insistente, a grafica. Come non ricordare di Carlo il tema
Rovere e il giovane regista Pietro volte invadente rispetto alla colonna de L’uomo di paglia, del Ferroviere e tanti altri
temi che mi hanno attratto per la loro
Germi si presentano nel camerino di dialoghi fino ad interferire con la assoluta bellezza, purezza, cantabilità…
Rustichelli: vogliono che sia lui a chiarezza degli enunciati. Negli anni Carlo è stato un Maestro anche per le
comporre la musica per il secondo film Cinquanta, infatti, quel che generazioni successive.
del regista genovese, Gioventù perduta genericamente viene chiesto ai Ennio Morricone
(la colonna sonora del primo lavoro di musicisti che lavorano per il cinema è
Germi, Il testimone, era stata composta appunto un “commento” alle immagini Con alcuni cineasti italiani la
da Masetti). Rustichelli accetta e si – termine detestato dai grandi autori relazione si fa stretta, l’incontro
costituisce così un sodalizio che avrà colti che si accostano alla Settima Arte ricorrente; con Steno e Monicelli, ad
fine soltanto con la morte del regista, e che ricercano una dignità per il loro esempio, nasce immediatamente
nel 1974, ma che idealmente lavoro perennemente in ombra. Il un’intesa che perdurerà nel tempo, a
proseguirà con il primo atto di Amici compositore asseconda quindi questa cominciare dai film Totò cerca casa
miei, film che Germi scrive e poi affida tendenza, sebbene riscontrabile più di (1949) e Totò e le donne (1952): due
Sedotta e Signore e signori Alfredo Alfredo
abbandonata (1966) (1972)
(1964) CAM 493455-2 CAM CSE 107
CAM CSE 084 13 brani – Durata: 37’32” 29 brani – Durata: 39’28”
17 brani – Durata: 27’27”

Un altro film ambientato da Germi in Sicilia, Per questa storia di tradimenti e squallore La commedia grottesca con Dustin Hoffman,
dopo il grande successo internazionale di ambientata da Germi nella Treviso del boom ultimo film firmato da Pietro Germi, presenta
Divorzio all’italiana. economico, Rustichelli ricorre ad una scrittura una partitura dominata da influenze rotiane
E, ancora una volta, una commedia farsesca sapida e ironica, a partire dal tema portante di evidenti soprattutto nel tema principale
sulle contraddizioni di un mondo fuori dal “Chiacchiere”: una marcetta per chitarra (“Flagranza”, “Verso il campanile”), un saltellante
tempo, le cui abbacinanti geometrie elettrica e organetto che provvede a motivetto in 2/4 affidato a chitarre, tastiere ed
richiamano i western di John Ford. La musica relazionare i tre episodi in cui si articola la archi. Con esso fa il paio un altro tema simile
di Rustichelli, composita e frammentata, trama del film. (“Moglie che va…”) per struttura e
sottolinea proprio il lato grottesco e Il tema romantico di “Se è vero amore” orchestrazione. La melodia esposta in “La serra”,
anacronistico della vicenda, intrecciando illumina brevemente di compassione e invece, è un valzer sognante affidato alla sonorità
minuetti, canzoni dialettali, il celebre partecipazione questo ritratto altrimenti pastosa degli archi, che ben raffigura il mondo
“Deguello” di morriconiana memoria, impietoso delle debolezze umane. onirico del protagonista. Chiude il CD la canzone
citazioni classiche e ballabili (rumba, twist, AC “Sponsali”, nella quale il testo amaro scritto da
rock’n’roll). Germi ha il sapore di un malinconico commiato
Alessio Coatto lasciatoci dal grande regista. Maurizio Caschetto
Carlo Rustichelli 11
colonna sonora è una successione di fase di composizione; fa della musica di
frasi irrisolte, di interventi frammentati Bach e Wagner un riferimento
che si fermano ad uno stadio ricorrente e non a caso l’opera della
superficiale di relazione con le svolta è Kapò di Gillo Pontecorvo
immagini. (1960): un lavoro impegnativo perché
Dunque l’attività degli anni realizzato in collaborazione con un
Cinquanta segue più o meno questi regista musicalmente preparato e
canoni: è una fase in cui il musicista competente, che di solito partecipa alla
resta fortemente legato al modello composizione delle colonne sonore dei
americano, perché i registi con cui suoi film. Per Kapò Rustichelli compone
lavora più assiduamente si mostrano una sonata che persino l’editore
anch’essi alquanto dipendenti da quel Ricordi scambia per un frammento di
modello; ci si riferisce in particolare a Bach: è il tema dei titoli di testa, uno
Germi, che costella di citazioni di John dei più riusciti, funzionali e di maggior
Ford le sue prime fatiche, e a tutte le impatto emotivo della sua intera
opere collocabili nel filone del film produzione.
d’azione o d’avventura. Siamo ancora I lavori del musicista iniziano a
Il regista e attore Pietro Germi nell’era della musica di descrivere con realismo e precisione
accompagnamento tout court, anche situazioni ambientali e stati d’animo:
opere dalla comicità immediata e se dalla funzionalità indiscutibile. Tra le l’approccio alla sceneggiatura è ormai
irresistibile che molto devono alla poche eccezioni vanno segnalate le cambiato, il modello americano
musica di Rustichelli. Il compositore ha collaborazioni con Domenico Paolella superato. La ricerca di un equilibrio nel
assorbito il modello musicale (Canzoni di mezzo secolo, 1952, rapporto musica-immagine continuerà,
americano del mickeymousing che Canzoni, canzoni, canzoni, 1953; Gran d’ora in poi, senza sosta e il
adegua facilmente alle esigenze della Varietà,1954; Destinazione Sanremo; compositore riuscirà gradualmente a
commedia comica, con sincroni e 1959), in cui Rustichelli esplora il imporre il suo punto di vista circa la
onomatopee che seguono il ritmo repertorio canzonettistico italiano. necessità di ricorrere saltuariamente al
narrativo, con uno sviluppo tematico Negli anni Sessanta la produzione silenzio, la cui importanza egli tiene in
talvolta scarso e una tendenza a del compositore carpigiano si
riempire i vuoti della colonna dialoghi intensifica e, con l’aumentare degli Il Mº Carlo Rustichelli,
con interventi musicali brevi e spesso incarichi e il diversificarsi dei generi un principe della colonna sonora,
irrisolti. trattati, il modello statunitense si un gentiluomo raro,
Lo stesso approccio il musicista lo mostra insufficiente e poco duttile. Il un esempio per i giovani compositori di oggi,
riserva anche a pellicole d’altro genere, passo successivo è quello di riferirsi alla un vero amico da amare e rispettare.
Armando Trovajoli
come le prime realizzate da Germi. La propria formazione, ai grandi autori
Sicilia polverosa, arsa da un sole sinfonici del passato e al melodramma,
accecante e percorsa da briganti e sebbene i ritmi di lavoro non lascino grande considerazione. In virtù di
cavalli al galoppo è descritta da regista spazio alla complessità concettuale questa alternanza di musica e silenzio, il
e musicista alla maniera di John Ford (In tipica degli autori colti. Inoltre, tra le suo approccio al soggetto del film
nome della legge, 1949; Gelosia, 1953); motivazioni che spingono il ricorda quello al libretto di un’opera,
allo stesso modo l’ambiente degradato compositore a lavorare così con ampio margine per sequenze prive
della periferia urbana (Gioventù freneticamente c’è senza dubbio il di commento sonoro (il recitativo),
perduta, 1948) è dipinto con interventi bisogno di guadagnare, di trarre sebbene il musicista si trovi spesso a
musicali ispirati al gangster film sostentamento da questa attività. Per dover gestire interferenze da parte di
statunitense, con temi che seguono la lavorare celermente il musicista alcuni registi – non ultimo lo stesso
scansione ritmica del montaggio. La rintraccia dei punti saldi cui ricorrere in Germi, il quale in sede di missaggio fa
La Gang del Io, Io, Io... e gli La ragazza di
Parigino altri Bube
(Le Gang - 1977) (1965) (1963)
CAM CSE 062 CAM CSE 071 CAM CSE 083
2 brani – Durata: 29’16” 14 brani – Durata: 31’38” 20 brani – Durata: 40’20”

Il film di Jacques Deray interpretato da Alain Il fior fiore degli attori della Golden Age Un’appassionante e dolorosa storia
Delon, realizzato sulla scia dei ‘noir francais’ come italiana (De Sica, Mastroianni, Manfredi, d’amore, con protagonista la splendida
Borsalino, si avvale di un commento musicale brioso Lollobrigida, Chiari e Mangano) in una Claudia Cardinale, ambientata nella Toscana
e scanzonato. La vena popolaresca e irriverente del commedia satirica dell’arguto Alessandro del dopoguerra, musicata dal Maestro Carlo
Maestro carpigiano è messa in evidenza anche qui, Blasetti, accompagnata dalle vivaci musiche del Rustichelli.
in questo caso divertendosi a sbeffeggiare i cliché Maestro Rustichelli, dirette da Bruno Nicolai. Una colonna sonora di matrice classica, con
della cosiddetta musica “parigina”. Il tema principale Un mix di frizzante lounge, languido jazz, spruzzate di jazz, twist e temi popolari tanto
(“Le Gang”), viene esposto e modulato da ironiche filastrocche e balli popolari anni ’60 cari al compositore carpigiano. Belli e
pianoforte, Moog, fisarmoniche e archi con un che, anche se datati, dimostrano la notevole struggenti i brani “Bube”, con quella tromba
chiaro intento burlesco. Nella seconda parte della versatilità del compositore carpigiano. lontana memore di tanti attimi di passione
partitura (“Le Dernier Cadeau”) il tema viene Davvero deliziosi i brani “Cocktail”, “Il mio indimenticabili, “Stefano”, per piano e sax
invece proposto in forma rallentata e in tempo paradiso” (una ninnananna per fare sogni sospesi tra malinconia e dolcezza, “Desiderio
ternario, diventando così una sorta di ballata d’oro), “Unico incontro” e “Tu…tu…soltanto spento”, tristemente leggiadro nei suoi
agrodolce ritmata sulle vicende tragicomiche della tu”. Un CD imperdibile per gli estimatori di accordi per chitarra e archi. Un Rustichelli
squinternata banda di “onesti” rapinatori. MC Carlo Rustichelli. Massimo Privitera d’annata vivamente consigliato! MP
12 Carlo Rustichelli

queste modalità. Anche le numerose


collaborazioni con Mario Monicelli
hanno dato modo al compositore di
riferirsi alla sua formazione colta e di
esternare il suo amore per il
melodramma e per la forma-canzone,
sebbene distanziandosi dalla
consuetudine del bitematismo. La
colonna sonora de I compagni (1963)
rappresenta un ulteriore punto di
svolta nella carriera del musicista,
grazie all’utilizzo appropriato di canti di
lavoro e di protesta, espressione di un
punto di vista collettivo, e ad una
struttura scarna che lascia ampio spazio
al silenzio.
Contemporaneamente, inizia a farsi
Enrico Maria Salerno intona “Vade retro, Satàn!” ne L’armata Brancaleone strada un uso parco e discreto di
elementi popolareschi, retaggio della
un uso arbitrario e talvolta poco forma-canzone con l’intento di favorire musica ascoltata in gioventù e di un
equilibrato degli interventi musicali. una pausa nello sviluppo diegetico e legame ancora solido con la provincia
Già nell’opera di debutto di conferendo alla canzone stessa una modenese. Il legame con la gente della
Florestano Vancini, La lunga notte del funzione equiparabile a quella dell’aria sua terrà emerge, quindi, in una
‘43 (1960, Premio Opera Prima alla in ambito operistico. La canzone può situazione di consolidata prassi,
Mostra del Cinema di Venezia), i temi considerarsi un nucleo autonomo se condizione in cui ogni eventuale
portanti vengono utilizzati come veri e confrontato con i restanti temi della pudore può finalmente essere messo
propri leit-motiv e le sequenze con colonna sonora, fruibile anche al di da parte in virtù dell’affermazione del
musica applicata si alternano ad altre fuori del film sebbene inserito nella mestiere.
prive di commento sonoro: la riuscita diegesi, proprio come l’aria per i grandi
di quest’opera di Vancini deve molto autori operistici italiani. Rustichelli ha Le musiche cinematografiche del Maestro
proprio a questo equilibrio tra silenzio, spesso utilizzato anche canzoni non Rustichelli, con le loro vene, arterie e capillari
sequenze con musica originale, canzoni originali integrandole con i temi radicalmente italiani, con l’araldica della
dell’era fascista e musica di repertorio. portanti, sebbene siano da citare, marcetta popolare, rappresentavano un solido
punto di riferimento per me ragazzo studente
Nello stesso periodo si fa evidente il soprattutto, quelle originali composte di musica e di cinema.
consolidamento di una metodologia di sin dal 1959 per i film di Germi: la La musica di Rustichelli stava alla musica
composizione e strutturazione della bellissima Sinnò me moro (da Un hollywoodiana come il Lambrusco alla Coca Cola.
colonna sonora che segue il maledetto imbroglio), cantata dalla figlia Nicola Piovani
bitematismo. È una prassi già seguita di Rustichelli, Alida, e le più note
con Germi ma che si afferma nel corso composte per le commedie “della L’utilizzo dell’elemento popolaresco
di questo decennio, come conseguenza cattiveria” - Canto d’amore (Divorzio implica anche un riferimento ad altri
di un distacco definitivo dal all’italiana), Sponsali (Alfredo, Alfredo), autori di musica da film, in particolare a
frammentario commento sonoro L’onuri di l’Ascaluni (Sedotta e Nino Rota nei confronti del quale
all’americana. abbandonata), La canzone di Serafino Rustichelli ha più volte espresso
Questo legame tra film e (Serafino). Certamente Germi ha incondizionata ammirazione. È proprio
melodramma si afferma soprattutto fornito al musicista più di uno spunto esplorando il legame con la provincia
quando Rustichelli inizia a ricorrere alla per accostarsi al progetto filmico con che emerge l’originalità con cui il
3 notti d’amore Mare matto L’uomo, l’orgoglio,
(1964 - con Giovanni
Fusco & Piero Piccioni)
(1963) la vendetta
CAM CSE 082 (1967/1992)
CAM CSE 112 12 brani – Durata: 27’18” CAM CSE 086
15 brani – Durata: 40’03” 14 brani – Durata: 35’16”

Pellicola in tre episodi con altrettanti compositori Una commedia di Renato Castellani che In questo lavoro per il film di Luigi Bazzoni,
all’opera: il primo, La vedova, con musiche di Fusco, il racconta la vita della gente di mare in maniera pur raccogliendo gli inevitabili richiami alla
secondo, Fatebenefratelli, con la partitura di Rustichelli, il scanzonata e dura a un tempo, con Carmen di Bizet, Rustichelli aggira il rischio di
terzo, La moglie bambina, con la colonna sonora di Piccioni. protagonisti Jean-Paul Belmondo, Gina uno sviluppo scontatamente legato alla
La parte del leone, sul CD, la fanno Fusco e Piccioni (ben Lollobrigida e Tomas Milian. tendenza del western all’italiana per riferirsi
quattro il primo e nove il secondo), mentre Rustichelli Nelle musiche composte da Rustichelli solo tangenzialmente ad atmosfere di impianto
offre due soli brani, “Nelle tue braccia” e “Mistico amore”, convergono malinconiche venature jazz, ispanico. Brani costruiti per un organico
per un totale di 6’49”. Il Maestro ci regala in ambedue i accattivanti blues, valzer di stampo orchestrale molto esteso, prolungati e senza
pezzi un tema sensuale, dalla ritmica tribale, con una voce straussiano e un trascinante twist finale. Il apparente risoluzione, si alternano a
femminile sospirante e l’intervento di un sax a tema principale, “Unni si”, che richiama alla composizioni ispirate alla tradizione tzigana e ad
rappresentare la seduzione del novizio J.P. Law da parte di mente le sonorità di Divorzio all’italiana, dello altre per chitarra solista. Una riuscitissima
C. Spaak, protagonista dell’episodio, ricoverata stesso Rustichelli, è variato e arrangiato in mediazione del compositore tra le aspettative
nell’ospedale di un convento dopo un incidente. I restanti molti brani del disco, quali “Mare matto di un pubblico ormai più che avvezzo al genere
brani sono euforia e dramma di stampo mediterraneo (Titoli di testa)”, “Blues Margherita” e d’avventura e le esigenze psicologiche della
(Fusco) e sonorità in bilico tra jazz e samba (Piccioni). MP “Serenata jazz”. MP sceneggiatura. Susanna Buffa
Carlo Rustichelli 13
creatività del musicista: il melodramma, sinfonici, gli permette di ottenere
la musica sinfonica tedesca e quella pregevoli risultati anche come
operistica italiana, la tradizione adattatore di musica di repertorio.
popolare, l’uso leitmotivico dei temi Emblematica la sua collaborazione con
conduttori, il ricorso agli strumenti Pier Paolo Pasolini per i suoi primi tre
elettrici. La produzione di questo film: Accattone (1961), con musica di
periodo è una summa degli elementi Bach, Mamma Roma (1962), con brani
che hanno concorso alla sua di Vivaldi, e La ricotta, uno dei quattro
formazione di musicista: le sue colonne episodi del film RoGoPaG (1963), in cui
sonore sono costellate di citazioni dal sono adattati brani di Verdi e Tommaso
Tannheuser di Wagner, di riferimenti da Celano. L‘accostamento di questa
espliciti a Bach, di richiami a Rossini, sublime musica ad immagini violente e
alla Tosca di Puccini. Ma non basta: crude quali quelle costruite da Pasolini
Rustichelli estende coraggiosamente i genera scarto, sconvolge, destabilizza:
suoi interessi oltre i rassicuranti confini è questo il risultato cui il regista mirava
della musica colta; ricorre al jazz e alle ed è un risultato ottenuto grazie alla
canzoni dell’epoca per le ambientazioni sensibilità del musicista.
Il regista Mario Monicelli urbane e per contestualizzare in
un’area temporale circoscritta le azioni Con molto piacere desidero esternare la
musicista è ricorso all’uso di canoni descritte dal regista (se Peppino, il mia ammirazione e stima per l’amico Maestro
popolareschi per l’elaborazione di protagonista di Sedotta e abbandonata, Carlo Rustichelli compositore di grande
alcuni suoi temi, anche se di rado si non avesse ascoltato alla radio il twist di talento e personalità.
evidenzia quanto gli autori Edoardo Vianello sarebbe stato più E’ l’unico musicista italiano che possa
vantare una produzione cinematografica
contemporanei di musica da film si difficile collocare la vicenda nell’era immensa ed importante ed una longeva
siano ispirati al suo lavoro. C’è un filo contemporanea). collaborazione con i più grandi registi italiani,
rosso che lega la musica per Signore e Talvolta, il compositore abbandona film indimenticabili che ci hanno regalato
signori di Germi (1966) a quella di Rota la prassi del bitematismo. È il caso del pagine musicali bellissime con un Suo stile
per Amarcord di Fellini (1973), le citato I compagni di Mario Monicelli ma inconfondibile.
Sono felice di poter esprimere questo mio
passeggiate e le chiacchiere nel centro soprattutto de Le quattro giornate di sentimento di affetto e stima e porgo un
di Treviso e quelle dei quadri riminesi di Napoli di Nanni Loy (1962); questo è caloroso abbraccio al Maestro Rustichelli che
Fellini, così come innegabile è il debito tra i suoi lavori più celebrati, con un è un grande esempio per tutti noi.
che Rustichelli stesso sente di avere nei solo motivo conduttore – la famosa Riz Ortolani
confronti del collega Rota e che tarantella – che si sviluppa come
esplicita in un omaggio all’interno della espressione di un unico e corale punto Ormai molto più famoso di quanto
colonna sonora di Sedotta e di vista, quello del popolo napoletano egli stesso, nella sua modestia, riesca a
abbandonata (1964), nella sequenza alla fine del secondo conflitto mondiale. percepire, nella seconda metà del
della proiezione de La dolce vita (1963). Anche in questo caso Rustichelli, decennio Rustichelli compone la colonna
Ancora, in un ulteriore tributo a Rota e riferendosi nuovamente alla tradizione sonora che gli procura immensa
Fellini, Rustichelli inserisce il tema di del sinfonismo e alla sua formazione popolarità: quella per L’Armata
Gelsomina de La strada (1954) in classica, ricorre a differenti Brancaleone di Mario Monicelli (1966).
un’altra inquadratura all’interno di un strumentazioni del tema da adattare Certamente il suo talento concorre
cinema nel film Io, io, io… e gli altri di alle sequenze secondo le necessità di alla riuscita di altre grandi opere, come
Alessandro Blasetti (1966). sceneggiatura. il capolavoro di Germi Signore e signori
Nel decennio Sessanta, il più La solidità della sua ormai grande (1966), e al successo di sceneggiati per
prolifico, si concentrano quindi tutti gli esperienza, unita ad un’approfondita la televisione (l’Odissea di Franco Rossi,
aspetti e le matrici della multiforme frequentazione dei grandi autori 1968), ma L’Armata Brancaleone non
Carlo Rustichelli, termometro di una stagione del cinema italiano
in cui il compositore usciva a testa alta sia da
Ritratto di un commedie o improbabili pellicole storiche (“Il
autore (2001) figlio di Cleopatra”) che da film drammatici e
CAM 501636-2 importanti (“La lunga notte del ‘43”),
22 brani – Durata: 58’44” mantenendo sempre un’elevata e genuina
dignità musicale.
Vere perle del disco (finora introvabili) la
A tributo di uno dei più grandi musicisti del lunga suite da “Le quattro giornate di Napoli”
nostro cinema la Cam rispolvera dai propri (con l’esposizione completa della celebre
immensi archivi 22 tracce che ben delineano la “Tarantella della liberazione”) e l’afflato
duttilità e l’arte del Maestro Rustichelli (non rachmaninoviano del “Windsor Concerto”
solo “alto artigianato” come anche lui stesso, (dall’obliato “La frusta e il corpo”) in cui
sempre modestissimo, lo definiva). riecheggia l’amore per i grandi classici.
La preziosità della raccolta risiede in una Oltre allo stesso Rustichelli, celebri direttori
scelta di brani che, pur non dimenticando come Ferrara, Nicolai e Plenizio si alternano in
alcuni celeberrimi temi come “Divorzio questo notevole disco che, nonostante
all’italiana” o “Sedotta e abbandonata”, l’obiettiva povertà tecnica di alcune riprese
propone momenti a volte stupefacenti da (dovuta anche all’età dei master originali) e la
pellicole dimenticate, da “Antinea l’amante brevità di molti brani, apre una bella finestra
della città sepolta” a “...Dai nemici mi guardo sull’arte del Maestro della Colonna Sonora.
io” o “I giovedì della signora Giulia”, Pietro Rustichelli Il Maestro in una recente foto di Pietro Rustichelli
14 Carlo Rustichelli

martellante motivo conduttore che grazie alle quali la sua immensa opera
scandisce il ritmo del montaggio torna ad essere rivalutata.
adattandosi alle situazioni più Carlo Rustichelli è stato definito in
grottesche e deprimenti. Basi ritmiche molti modi, tutti alquanto riduttivi:
ispirate alla musica sudamericana, melodista all’italiana, uomo “delle
strumenti elettrici, dissonanze, marcette”, musicista nazional-popolare,
accelerazioni, interventi di musica di artigiano del cinema. I suoi colleghi più
repertorio provenienti da fonti interne giovani lo ricordano con devozione e,
alle inquadrature: ci sono tutti gli in qualche raro caso, con gratitudine
elementi che ricorreranno nella ma solo se opportunamente sollecitati.
produzione di questo decennio. Musica Eppure la sua musica, sebbene
preesistente (sei famose canzoni accessibile, conserva una propria dignità
italiane arrangiate e strumentate) nella (quella che Pasolini auspicava avesse un
citata pellicola di Billy Wilder; lunghe buon musicista per il cinema). La musica
sequenze prive di interventi musicali, applicata è, a tutti gli effetti, una forma
struggenti e malinconici temi in 3/4 e d’arte della nostra era, che nulla ha da
canzoni della tradizione popolare invidiare alla cosiddetta musica “colta” o
Un bel ritratto di Carlo Rustichelli mediterranea in Delitto d’amore di “assoluta” e che, in quanto tale, è
Comencini (1974); l’adattamento di espressione di valori, sentimenti,
potrebbe esistere senza quella musica Giuseppe Verdi nella riuscitissima aspirazioni e impegno sociale di una
e la stessa colonna sonora non avrebbe colonna sonora di Amici miei, ancora società del ventesimo secolo.
ragion d’essere al di fuori di quel insieme a Mario Monicelli (1974). È
contrappunto tra musica e dialoghi, di questo un enorme successo, Carlo Rustichelli è uno di quei compositori
quel miscuglio miracoloso di idioma equiparabile a quello de L’Armata che pur essendo stati protagonisti nella musica
umbro-laziale e latino medioevale, di Brancaleone ed anch’esso risultato di per le immagini per numerosi decenni
ironia e senso della morte. una fruttuosa intesa tra regista e rimangono dietro le quinte, spesso in disparte,
a volte dimenticati, soprattutto perché
L’interazione della colonna rumori con i musicista: un’altra miracolosa considerati “del passato”. Ho conosciuto
fischi e i colpi di grancassa della miscellanea di dialoghi e cantate Rustichelli solo in questi ultimi anni e me ne
celeberrima canzone condizionano le verdiane, una successione di interventi rammarico perché avrei avuto più occasioni di
azioni fisiche dei personaggi, la cui musicali che si spostano continuamente parlare con lui e di farmi insegnare quell’arte
andatura non può ignorare il ritmo dall’interno all’esterno dell’inquadratura sottile e inimitabile della discrezione in musica
e dell’efficacia nella semplicità. Nelle mie
della canzone. Si è di fronte ad con un dichiarato intento dissacratorio orecchie, come in quelle di tanti miei coetanei,
un’opera che è una reale fusione di nei confronti di un’opera immortale ci sono le melodie di tanti film e anche di tante
molte arti, in cui ognuna vive della come il Rigoletto. Questo film è nato da canzoni che hanno fatto epoca e sono diventate
relazione con le altre in un ideale un’idea di Germi, il quale muore dopo il patrimonio del nostro cinema italiano, così poco
contrappunto che resta ineguagliato nel conosciuto, ahimè, dai giovani di oggi.
primo giorno di lavorazione. Rustichelli Non posso non ammirare ancora
nostro cinema. raccoglie la sua eredità, dedicandosi l’appassionata semplicità della sua musica e
Carlo Rustichelli, incurante di un con passione e perizia alla realizzazione anche la profondità delle sue intuizioni,
trionfo che gli è conferito unanime- di una colonna sonora che resta tra le esempio folgorante di quella grande
mente, continua a lavorare con i più riuscite della sua intera filmografia. I professionalità dei nostri musicisti per il cinema
che hanno sempre saputo coniugare cultura
medesimi, incalzanti ritmi di sempre. due sequel non saranno all’altezza del musicale e servizio all’immagine. Vorrei
La necessità economica non è più alla primo atto di Amici miei, sebbene la augurare a Carlo Rustichelli una giovinezza
base delle sue motivazioni ma resta in musica risulti comunque valida e perenne, soprattutto per venire in aiuto a noi
lui il desiderio di servire il cinema, di funzionale, soprattutto nell’Atto II. giovani a cui spesso manca quella freschezza
concorrere alla riuscita dei film. Gli anni A partire dal 1974 la produzione di che ritroviamo in lui.
Mons. Marco Frisina
Settanta si aprono con il sequel, affatto Rustichelli si fa meno intensa; egli si
scontato, Brancaleone alle crociate e dedica più frequentemente alla
con un’opera mediocre, Le castagne composizione di colonne sonore per Un compositore di musica da film è
sono buone di Pietro Germi: un film che film e documentari TV, a produzioni un artista. Soprattutto se con
ha comunque un buon successo straniere, a collaborazioni con il figlio cinquant’anni di attività alle spalle, se
sebbene sia il peggiore del regista Paolo, anch’egli musicista. valido collaboratore dei più grandi
genovese. Continuano le produzioni Unitamente ai lavori per il cinema, si registi e se in grado di accostarsi a
per la TV ma arriva anche l’ultima fatica dedica alla composizione della sua unica qualsiasi genere cinematografico. Un
di Germi, Alfredo, Alfredo (1972): opera, Savonarola e Borgia, terminata artista di valore deve, a parere di chi
un’opera aspra ma pregevole, una sorta recentemente e non ancora rappresentata. scrive, essere anche un uomo di valore.
di testamento spirituale la cui amarezza La sua ultima colonna sonora risale al Tutto questo Carlo Rustichelli è
condiziona anche il lavoro del musicista 1991 e da allora il suo nome cade, per stato ed è. Ancora oggi.
(vedi il testo della canzone Sponsali) un breve periodo, in una sorta di
con il risultato di una musica intrisa di immotivato oblio. Ciò fino al 1996, Susanna Buffa, dottoressa in lettere e
malinconia e slanci. Tra queste due anno in cui il Comune di Spoleto gli critica cinematografica, si è laureata con
opere si pone l’impegno sociale di un dedica un tributo e una retrospettiva in una tesi su Carlo Rustichelli recentemente
agguerrito Dino Risi con In nome del occasione del suo ottantesimo pubblicata da Carocci Editore (vedi pag.9).
popolo italiano (1971). Rustichelli è compleanno. Seguono alcune iniziative Oltre a collaborare con Colonne Sonore è
giornalista per diverse testate tra cui Raro!,
travolto dall’ossessivo clima urbano promosse dal Comune di Carpi, nel periodico di collezionismo discografico.
dipinto dal regista e realizza un unico, 1997 e nello scorso mese di gennaio,
Carlo Rustichelli 15

Carlo Rustichelli, un carpigiano “d.o.c” di Maurizio Caschetto


Sabato 31 gennaio 2004, una seconda parte è cominciata su una
giornata memorabile per la città di momentanea divagazione dal cinema di
Carpi. Un doveroso e sentito tributo Germi con la presentazione del
dedicato a uno dei suoi più illustri “Windsor Concerto”, meraviglioso
concittadini: il Maestro Carlo Rustichelli, esercizio di stile alla maniera dei
uno dei pochi, veri artisti della musica concerti pianistici della scuola russa,
cinematografica italiana. tratto dalla colonna sonora del
Le celebrazioni si sono aperte nel misconosciuto La frusta e il corpo (1963,
pomeriggio, nella Sala dei Cimieri del di Mario Bava). Grazie all’ottima
Comune, con la presentazione esecuzione del pianista Carlo Guaitoli,
dell’ottimo libro di Susanna Buffa “Carlo questo “concertino” rende giustizia alla
Rustichelli: un musicista per il cinema”, a bravura compositiva e alla raffinata
Lo splendido scenario del Teatro Comunale di Carpi
cui era presente anche l’autrice. La festa scrittura del Maestro carpigiano. Il
è proseguita poi alla Sala ex Poste, dove concerto è poi proseguito con i pezzi
è stata inaugurata la bellissima mostra più noti dell’accoppiata Germi/Rustichelli:
“Rustichelli, ricordi di una vita per la le suite tratte da Divorzio all’italiana
musica”, una suggestiva carrellata (1961) e Sedotta e abbandonata (1963),
composta da storiche locandine di film due veri capolavori del cinema italiano.
musicati dal compositore carpigiano, In queste partiture troviamo il lato
copertine di album di colonne sonore e “nazionalpopolare” e più marcatamente
rare foto di famiglia. italiano del compositore, grazie a gusto-
Il culmine di questo importante sissime invenzioni ritmico-timbriche che
omaggio si è raggiunto nella serata, con rimangono tuttavia incredibilmente
il concerto “Tributo a Carlo Rustichelli”. moderne. Alla divertente e scanzonata
Nella suggestiva cornice del bellissimo suite tratta da Alfredo Alfredo (1972,
Teatro Comunale di Carpi, l’orchestra ultima opera di Germi) invece è toccato
da camera “Collegium Musicum” di Bari l’onore di chiudere questo omaggio.
diretta da Rino Marrone, ha eseguito un Alla serata ha presenziato, nonostante
programma tutto incentrato sullo l’avanzata età e le precarie condizioni di
Il Maestro tra la moglie Elvira e il Sindaco Malavasi
storico rapporto artistico tra il salute, il Maestro Rustichelli in persona,
compositore e il regista Pietro Germi. accompagnato dalla moglie Elvira e dal
Grazie alla pregevole esecuzione nipote Simone Annichiarico. E’ stato
dell’organico barese, abbiamo così potuto davvero commovente vedere questo
ascoltare una serie di suite per orchestra anziano signore poter finalmente
da camera tratte da alcune delle più belle assistere alla celebrazione della sua
e indimenticabili partiture di Rustichelli. musica in una maniera così sincera e
Il concerto si è aperto con In nome appassionata.
della legge (1948), opera moderna e Come ha ricordato l’organizzatore
melodrammatica, a cui sono seguite Il Ermanno Sgarbi, uno dei più grandi
ferroviere (1955), dominata da un tema sogni del compositore era di poter
lirico e struggente e da un bellissimo ascoltare un giorno la propria musica
ostinato ritmico che ben raffigura il nel “suo” bellissimo Teatro Comunale
moto della locomotiva e i tormenti del di Carpi. Ed è stato emozionante anche Il nipote Annichiarico, Rustichelli, l’organizzatore Sgarbi,
protagonista, e Un maledetto imbroglio per noi essere stati testimoni di un tale il Sindaco Malavasi e il pianista Guaitoli
nel momento ufficiale della serata
(1959), frizzante e divertentissima. La evento.
Fotografie di Roberto Pagliani - Per gentile concessione del Comune di Carpi

Il Collegium Musicum diretto dal M° Rino Marrone Il M° Rustichelli con Susanna Buffa
16 John Debney “The Passion”

La Passione secondo
di John Debney
di Maurizio
Maurizio Caschetto
Caschetto

Il compositore parla del suo impegnativo e ispirato lavoro per il film più
discusso del momento: La Passione di Cristo di Mel Gibson
Pochi film recenti hanno suscitato tantissimo sangue e nessun dettaglio major o grosso studio alle spalle (si
clamore, discussioni e polemiche ci è risparmiato. Il film ha generato dice che Gibson abbia messo il
come La Passione di Cristo. La accese discussioni ben prima della sua denaro direttamente di tasca sua).
pellicola, diretta dalla superstar Mel data d’uscita sugli schermi americani Sebbene su un piano radicalmente
Gibson, si concentra sulle ultime 12 (lo scorso 25 febbraio), sollevate più dimensionato, anche la parte
ore di vita di Gesù – la Passione, soprattutto da fazioni culturali musicale ha suscitato discussioni e
appunto – dalla cattura nell’Orto ebraiche, timorose che la pellicola clamore. Per mesi si è cercato di
degli Ulivi sino alla morte sulla Croce, riaprisse vecchie ferite e fomentasse sapere a chi sarebbe stato affidato
con un epilogo finale dedicato alla una nuova ondata di antisemitismo. Il l’incarico di scrivere la partitura per
Resurrezione. Il regista ha voluto pubblico americano sembra aver questo film. Le voci iniziali
concentrarsi sull’autenticità: il film è accolto la Buona Novella secondo confermavano la presenza di James
stato girato nel linguaggio d’origine Gibson in maniera devota e Horner nel ruolo di compositore,
(Latino e Aramaico), rispettando incondizionata: La Passione di Cristo soprattutto per via delle sue
fedelmente la scansione narrativa ha totalizzato, in tre settimane di precedenti collaborazioni con Mel
evangelica. Gibson ha inoltre voluto programmazione, la cifra record di Gibson, L’uomo senza volto e
rappresentare con estrema e 270 milioni di dollari. Un vero Braveheart - Cuore impavido. In realtà,
scioccante brutalità le sofferenze e le primato, considerando che il film è Horner non ha mai ricevuto l’incarico
torture subite dal Nazareno. Infatti le costato ‘appena’ 30 milioni di dollari e – pare che Gibson glielo abbia chiesto
sequenze della flagellazione e della che è stato finanziato in maniera ma che lui abbia glissato. Le
crocifissione sono intrise di tanto, indipendente, cioè senza nessuna incontrollate voci che circolarono in
John Debney “The Passion” 17
seguito davano per certa la presenza
della celebre vocalist Lisa Gerrard (ex
membro del gruppo Dead Can
Dance e co-autrice con Hans
Zimmer della colonna sonora de Il
gladiatore) come autrice del
commento, insieme a Rachel
Portman e Patrick Cassidy. E infine, lo
scorso gennaio, la conferma
definitiva: La Passione di Cristo
avrebbe avuto una colonna sonora
composta da John Debney. La notizia
causò sorpresa e sgomento. Debney
è un autore prevalentemente noto
come compositore di partiture per
commedie (Una settimana da Dio,
Pretty Princess, Come cani e gatti, Spy
Kids 2), roboanti film d’azione (Giorni
contati, Corsari, Il re scorpione) e film
d’animazione (Le follie dell’imperatore
della Disney). Effettivamente,
considerato il suo curriculum, era
ben difficile poter immaginare un
compositore come Debney associato
a un film come La Passione. Ma in Rosalinda Celentano nei panni di Satana
realtà, il primo ad essere sorpreso è
proprio Debney: “Stento ancora a
crederci… Non credo proprio che Cristo, io per poco non caddi dalla sedia!” preoccupai e chiesi a Mel se gli
avessero in mente sin dal principio di Su commissione della Icon sembrava troppo tradizionale. E la sua
chiederlo a me. E’ capitato tutto per Productions, Debney compose risposta fu: “No, perché in questo
caso. Io e Stephen McEveety [il immediatamente una serie di temi e punto ce la siamo guadagnata una
produttore del film – N.d.R.] eravamo passaggi musicali sulle immagini del musica del genere”. Gibson è stato
compagni di scuola e vicini di casa trailer. Mel Gibson rimase sempre molto propositivo, un grande
quando eravamo entrambi più giovani. positivamente impressionato dal collaboratore e un’immensa fonte di
risultato e affidò a Debney l’incarico ispirazione. Durante le sessioni di
di scrivere l’intera colonna sonora. registrazione a Londra si è spesso
“Ovviamente ero entusiasta. Ma è trattenuto coi musicisti per spiegar loro
stato un percorso lungo e difficile l’intenzione e l’emotività delle
arrivare sino in fondo. Ci sono stati sequenze, cosa davvero rara da
momenti molto duri, poiché è stato vedere.”
davvero impegnativo affrontare alcune Il modello delle colonne sonore di
sequenze” dice ancora Debney, che film di argomento biblico-religioso –
considera questa esperienza anche perlomeno di quelli hollywoodiani – è
come un momento importante per la sempre stato quello sinfonico, denso
propria fede religiosa. “Sono da e magniloquente, di partiture come
sempre cattolico praticante e ciò che il La tunica (1953) e La più grande storia
film racconta coincide con il mio mai raccontata (1965) di Alfred
sistema di valori e credenze. Considero Newman, Ben-Hur (1959) e Il re dei
il mio lavoro per questo film un atto di re (1961) di Miklòs Ròzsa. Tuttavia, in
fede molto personale e mi sento tempi più recenti sono stati utilizzati
onorato di farne parte.” con molta efficacia anche approcci
L’intento dei realizzatori del film fu ricchi di influenze etniche e moderne,
John Debney sin dal principio di stare lontani dai come ha dimostrato Peter Gabriel
cliché e dalle convenzioni musicali nella colonna sonora de L’ultima
Nonostante fossero parecchi anni che associate a questo tipo di storie. “Mel tentazione di Cristo (1988) di Martin
non ci frequentavamo, lo scorso ottobre desiderava un approccio moderno, Scorsese. La partitura di John Debney
Stephen mi chiamò dicendomi che era anticonvenzionale, persino bizzarro. sembra essere una miscela di questi
al lavoro su un film e che avevano alcuni Continuava a ripetermi: “John, non due differenti modelli. Racconta il
problemi di carattere musicale. Non mi voglio musica ‘divina’”. E credo che compositore: “Non avevo nessuna
disse subito di che film si trattava, ma avesse ragione” dice Debney. nozione preconcetta di come sarebbe
mi chiese se potevo aiutarli. E quando “Tuttavia, in alcune scene, la musica dovuta essere la partitura. Sapevo che i
mi rivelò che si trattava de La Passione di diventa molto aulica ed evocativa. Io mi realizzatori desideravano un approccio
18 John Debney “The Passion”

Una bella immagine del regista Mel Gibson sul set di Matera

eclettico e che volevano stare lontani musicisti hanno collaborato con Peter creazione della colonna sonora. “E’
da qualcosa di troppo letterale. Trovo Gabriel ne L’ultima tentazione di una questione molto personale, ma
che il risultato sia una riuscita Cristo. Ci sono poi parti per Oud, una questo film mi ha aiutato a ritrovare
commistione di musica tradizionale e di chitarra di origine turca e moltissimi una fede più forte. Credo che i momenti
pagine etniche contemporanee. E’ strumenti a fiato etnici e una ampia più ispirati della mia musica siano
tradizionale e moderna allo stesso sezione di percussioni.” arrivati grazie alla preghiera.
tempo. Da un certo punto di vista, è la Debney racconta che uno dei Partecipare a questo film è il dono più
combinazione di musica liturgica e momenti più intensi è stato la grande che mi si potesse fare come
world music. E’ un approccio molto composizione del tema dedicato a artista e ringrazio Dio per questo.”
aperto e libero. Sono convinto che la Maria, la madre di Cristo. “E’ stata la Con grande modestia, Debney
musica debba essere un cosa più difficile da tradurre in musica. conclude: “Non sono in grado di
accompagnamento elegante alle Io e Mel non eravamo molto soddisfatti giudicare il mio lavoro e non so se quel
immagini. La chiave di questo film è del tema che avevo composto. Poi che ho fatto è qualcosa di buono. E’
l’austerità, cosicché quando la musica pensai che doveva essere qualcosa di troppo personale. Spero che tocchi i
raggiunge un culmine lirico è una simile a una ninna nanna, poiché il sentimenti delle persone, in un modo o
sublimazione, un traguardo.” tema rappresenta anche il profondo in un altro. Io credo di aver fatto del
Debney ha aggiunto alla tavolozza legame tra Maria e suo figlio.” mio meglio. Lascio agli altri il compito
tradizionale dell’orchestra anche La figura di Maria ha portato di giudicare.”
ampie parti corali e una vasta gamma Debney a comporre uno dei
di strumenti etnici. “Il coro canta in momenti più lirici e sinceramente
Aramaico e la sua presenza è come ispirati della partitura. “Ho sentito sin
quella di una costante preghiera. Molti dall’inizio che questo era un momento Dichiarazioni raccolte dalle interviste
musicisti internazionali hanno chiave del film. Attraverso gli occhi di di Mikael Carlsson (Music From The
Movies) e John Mullin ([Link]).
collaborato alla parte etnica. Ci sono Maria vediamo il mondo che cambia. E’
Shankar e Gingger al violino doppio. stato cruciale trovare il suo tema. Ho Potete trovare il testo integrale su:
Shankar ha contribuito con alcune pregato molto per avere una forte
incredibili improvvisazioni vocali. Chris ispirazione. E credo che Maria mi abbia Risorse Web - Info in rete
Bleth suona il duduk, una sorta di davvero dato una mano. E’ un piccolo
clarinetto di origine armena, mentre miracolo personale” ammette Debney, [Link]
molti assoli vocali sono opera di Tanya che rivela di essere stato guidato dalla [Link]
Tsarouka. Alcuni di questi straordinari fede durante tutto il percorso della
John Debney “The Passion” 19

Il discusso e controverso film di Coro Filarmonico della Transilvania).


Mel Gibson sulla Passione di Gesù L’approccio ricorda un po’ quello
Cristo riporta in primo piano la ormai abituale di compositori come
‘questione’ della rappresentazione James Horner e Hans Zimmer, ma
artistica di soggetti religiosi. forse il precedente più illustre è,
Affrontando una nuova versione di guarda caso, il Peter Gabriel di
questa vicenda, il regista sceglie da “Passion”, la colonna sonora de
una parte di rispettare rigoro- L’ultima tentazione di Cristo (1988) di
John Debney samente la narrazione evangelica e Martin Scorsese.
The Passion of the Christ dall’altra di insistere su registri Tuttavia, Debney non sceglie di
(La Passione di Cristo, 2004) scioccanti e brutali, soprattutto nelle sottolineare la crudezza delle
sequenze violente e sanguinose del immagini ma piuttosto di lavorare
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martirio e della sofferenza del contro di essa. Le pagine della Via
15 brani – Durata: 54’09” Nazareno. Crucis e della crocifissione (“Bearing
Ben consapevole che è quindi the Cross”, “Crucifixion”, “Raising
l’apparato visivo a dominare le the Cross”) sono una lunga e sofferta
sensazioni dello spettatore, Gibson processione musicale, commentata
lascia alla parte musicale un ruolo di da imperiose parti corali in aramaico,
‘commento esterno’, di voce improvvisi squarci di potenza
proveniente da una dimensione orchestrale e sospensioni di intenso
parallela e ‘altra’. lirismo. Molto efficace, in questo
John Debney – compositore senso, il lungo adagio per archi in
hollywoodiano finora relegato alla “Crucifixion”, a metà strada tra
stesura di commenti musicali per Samuel Barber e Morricone.
commedie vaporose o anonimi film Curiosamente, Debney appare
d’azione – si è così visto affidare il più convincente proprio quando
difficile compito di creare un tessuto l’assetto è maggiormente tradizio-
musicale che mescolasse le debite nale: “Mary Goes to Jesus” è una
influenze ‘geografiche’ a momenti di pagina di abbacinante bellezza,
riflessione misticheggiante. dominata da un tema commovente
L’intenzione del regista di per voce solista e archi. Purtroppo
allontanarsi dalla magniloquenza questo ispirato disegno melodico
sinfonica e dai cliché cinemusicali non trova ulteriori sviluppi nel corso
associati ai soggetti religiosi, ha della composizione.
portato il compositore a ricercare L’unica concessione alla grandeur
soluzioni sonore insolitamente orchestrale è riservata al brano finale
moderne e trasversali, perlomeno (“Resurrection”): su un martellante
per un film di questo genere e incedere delle percussioni, orchestra
argomento. e coro modulano una progressione
Debney dipinge un panorama armonica ascendente che raggiunge
musicale livido e sofferto, che lavora il climax e infine si sfarina in un
sulla sottrazione dei materiali sonori momento di meditazione affidato agli
piuttosto che sull’accumulo. La archi e ai bei vocalizzi di Tanya
partitura è immersa soprattutto in Tsarouka, sui quali si chiude la
cupe sonorità etnico-elettroniche partitura.
(“The Olive Garden”, “Jesus Le battute finali arrivano come
Arrested”, “The Stoning”), dominate una conquista dovuta, un traguardo
da assoli di strumenti di estrazione che John Debney raggiunge in
locale (come il duduk, il flauto di maniera convincente, soprattutto
bambù, l’ehru e l’oud) e da vocalizzi per il modo in cui dimostra di saper
d’ispirazione mediorientale (tra i gestire complesse architetture
solisti citiamo Shankar e Tanya sonore.
Tsarouka), che creano una tela Nonostante qualche concessione
impressionistica a tratti angosciante di troppo a stilemi un po’ à la page (la
e allucinata, stemperata talora da ‘formula Zimmer’ è sempre dietro
brevi inserti melodici come l’assolo l’angolo), The Passion of the Christ è
di violoncello in “Disciples”. La una partitura interessante e
strumentazione etnica è supportata sicuramente efficace. E considerato
da elaborati tappeti dei synth, varie anche l’incredibile successo del film,
manipolazioni elettroniche, una forte non abbiamo dubbi che porterà
componente percussiva e la prestigio e nuova linfa alla carriera di
presenza di un grande coro misto John Debney.
Debney, Gibson, tecnici e musicisti durante le sessioni (eseguono le London Voices e il Maurizio Caschetto
di registrazione. Fonte: [Link]
20 Banda Osiris

I giullari del
terzo millennio
Intervista
Intervista realizzata
Maurizio
Privitera
realizzata da
Maurizio Caschetto,
da
Caschetto, Massimo
Privitera ee Pietro
Massimo
Pietro Rustichelli
Rustichelli

Una divertente chiacchierata per conoscere la Banda Osiris (prof. Berti, Carlone, Carlone Jr e Macrì),
gruppo di musicisti-comici ambulanti e autodidatti, vincitori dell’Orso d’Argento alla 54a edizione del
Festival Internazionale di Berlino per il commento musicale del film Primo amore di Matteo Garrone.

Che sensazione si prova ad aggiu- colonna sonora. E’ancor più strano, perché visionato l’elenco delle votazioni). Stavolta
dicarsi un riconoscimento importante mancano i riconoscimenti classici come abbiamo vinto l’Orso d’Argento, un
come l’Orso d’Argento alla quinta quelli per la sceneggiatura e il montaggio. motivo in più che ci sprona ad andare
esperienza nel campo delle colonne Comunque, ben venga questo premio avanti, visto che in Italia ci sono molti
sonore? internazionale che ha gratificato giovani compositori di musica da film,
Noi avevamo già vinto nel 1998, con la maggiormente il nostro lavoro. anche se la gente conosce sempre e
nostra prima collaborazione per il regista soltanto i soliti nomi importanti:
Matteo Garrone, il premio AGIS SIAE per Com’è andata la premiazione? Morricone, Piovani, Ortolani. Per carità,
la colonna sonora del film Ospiti al Festival E’ stato davvero divertente essere lì sul tanto di cappello, però c’è tanta nuova
del Cinema di Venezia. Dopo Estate palco a ritirare il premio. Il direttore ci ha produzione, e questo premio ne è un
romana del 2000, sempre di Garrone, e preso alla sprovvista chiedendoci “Sing, segnale, per dimostrare che vi è un buon
Amore con la “S” maiuscola di Paolo sing a song”, e ci siamo trovati a cantare, lavoro alle spalle.
Costella nel 2001, abbiamo composto la all’improvviso, “Caravan Petrol” di
partitura, candidata come miglior colonna Carosone, pezzo inserito nel nostro ultimo Da sempre siete riconosciuti come
sonora al David di Donatello, per spettacolo. Adesso vediamo cosa ci veri Clown della musica, dissacratori e
L’imbalsamatore (Matteo Garrone, 2002), porterà questo riconoscimento, perché cabarettisti, mentre nei vostri lavori
presentato al Festival del Cinema di più del premio in sé, quello che c’interessa per Matteo Garrone avete sfoggiato
Cannes nella sezione della Quinzaine. Al veramente è aver capito che con questo una vena drammatica assolutamente
Festival Internazionale del Cinema di lavoro stiamo andando nella direzione inedita. Sono due facce della stessa
Berlino è stata davvero una sorpresa per giusta. Nel caso del David di Donatello medaglia o due mondi distinti?
noi ricevere l’Orso d’Argento per Primo 2003, che ha vinto Andrea Guerra con La A noi piace dire che è un po’ il “Dark
amore, anche perché non ce lo finestra di fronte, noi non ci eravamo Side” della Banda Osiris, il nostro lato
aspettavamo, e non sapevamo che aggiudicati il premio per uno scarto di due oscuro. Forse dipende più da Gianluigi
esistesse il premio per la categoria miglior punti (a detta dello stesso Guerra, che ha Carlone [il musicista della Banda che segue
Banda Osiris 21
maggiormente il lavoro di composizione del piano. Con Matteo Garrone, che gira musica è lo stesso, perché è un rapporto di
del gruppo, soprattutto quello delle film molto particolari, abbiamo seguito il ricerca e curiosità verso un mezzo che a
colonne sonore – N.d.R.] che ha sempre progetto dalla stesura della sceneggiatura noi piace tanto da vent’anni. Ci adeguiamo
avuto la tendenza verso una parte più buia fino al montaggio. In Puglia, nell’arco di due ad esso così da poter spaziare con la
della musica. A noi piace affrontare settimane, in una casa presa in affitto dal creatività. Come ci accade lavorando in
qualsiasi ambiente e settore musicale. I regista come sede per montare la pellicola, radio e, in special modo, con i
nostri spettacoli sono sicuramente più abbiamo composto la musica al computer radiodrammi dove puoi far credere alla
comici e satirici; tra gli altri vorremmo verificando di volta in volta con Garrone se gente di essere in qualsiasi posto. Al
citare quello nuovo che facciamo adesso, i brani funzionavano o meno con le Cinema è lo stesso, perché con la musica
un omaggio a Fred Buscaglione intitolato immagini. Abbiamo svolto principalmente dai una lettura dell’immagine, cosa che non
“Guarda che luna”, con Enrico Rava, un lavoro di sottrazione; infatti nella prima riesci a fare con la televisione. Infatti non
Gianmaria Testa e Stefano Bollani: una versione del film c’era molta più ritmica e lavoriamo quasi mai in TV: per come è
rappresentazione sì comica, ma anche strumenti. Primo amore andava nella strutturata adesso, tutto risulta più piatto.
poetica. Inoltre portiamo in giro con
l’orchestra uno show molto divertente,
basato sulla musica classica, che riscriviamo
del tutto, dal Guglielmo Tell a Beethoven.
Lo facciamo in particolar modo all’estero,
ad esempio Lisbona, Bruxelles, dove ce lo
richiedono, con le orchestre giovanili del
posto. Gli mandiamo le partiture, poi
andiamo là per quattro giorni e insieme a
loro allestiamo lo spettacolo. E’ un
progetto che alla nostra maniera
dissacrante affronta linguaggi differenti
legati alla musica. Come nel caso del
cortometraggio in bianco e nero che
abbiamo girato molto tempo fa, un po’
dark, nel quale c’era una macchina, una
vecchia Mercedes, che in pieno inverno
passava attraverso le risaie del vercellese,
visto che nasciamo come gruppo di
Vittorio (Vitaliano Trevisan) e Sonia (Michela Cescon) in Primo Amore
musicisti comici ambulanti e autodidatti in
quelle zone. Lo proiettavamo durante direzione dell’anoressia, dell’essenza, e Com’è nato il vostro sodalizio con
alcune nostre esibizioni, sonorizzandolo c’era il discorso dell’oro, della sua fusione, Matteo Garrone?
dal vivo con rumori e musica, tanto da abbiamo tolto dalle musiche tutto ciò che Abbiamo fatto quattro film e un
sembrare un thriller tendente all’horror. era superfluo, facendo rimanere solo gli documentario, Oreste Pipolo fotografo di
Arrivati ai titoli di coda lo rimandavamo archi e il pianoforte. Ciononostante sullo matrimoni. Garrone venne a vedere un
tutto indietro, e con una musica romantica sfondo si percepisce una base di suoni nostro spettacolo a Firenze e ci
lo proiettavamo di nuovo facendolo elettronici e ogni tanto qualche breve trovammo a cenare insieme. Aveva girato
apparire come una storia d’amore. Tutto ritmica. Per L’imbalsamatore il discorso è il suo primo film, dopo la pellicola Terra di
ciò per far comprendere meglio quanto sia stato l’opposto. Siamo partiti dall’idea dei mezzo, che conteneva una serie di
importante la musica per le immagini. rumori, da quella percezione distorta che il cortometraggi, tra cui il suo, di diversi
Nessuna pretesa didattica, soltanto la protagonista, Peppino il nano, ha dei suoni. registi, e cercava chi gli componesse la
voglia di far divertire e comunicare la Come se i rumori fossero molto più fuori colonna sonora. Noi non sapevamo
significativa differenza tra diversi tipi di rispetto alla musica e a quello che assolutamente chi fosse, e ci disse che
sonorizzazione. Una cosa che ci normalmente si percepisce. Infatti, voleva affidare a noi le musiche: proposta
piacerebbe fare, giusto per riderci su, Garrone, per comprendere appieno che ci parve alquanto strana, soprattutto
sarebbe quella di prendere alcuni film questa strana caratteristica di Peppino, ci perché a chi viene a vedere i nostri
famosi e cambiargli la musica, o fare ha fatto vedere tutti i film di David Lynch, spettacoli comici, mai verrebbe in mente
altrettanto con pellicole brutte, come nel soprattutto Eraserhead – La mente che di affidarci la colonna sonora per un film.
caso di Giallo napoletano di Sergio cancella, visto che lavora con rumori Chissà perché, si è fidato di noi, magari
Corbucci: un film bellissimo, ma con una esasperati, esageratamente sopra la possedendo un eccezionale istinto, e la
partitura orrenda. Idem per i film muti! normalità. Quindi abbiamo lavorato sulla cosa è stata parecchio stimolante. E
musica mutuata dal rumore. Ma non adesso lavorare con lui lo è anche di più.
Che differenza di approccio, anche seguendo l’esempio della pellicola Dancer Ora che conosciamo in profondità la sua
tecnico, avete nei riguardi della in the Dark dove la ritmica dei suoni delle bravura come regista e l’immensa
musica da film? presse, del treno, faceva partire la musica bellezza delle sue immagini, come per
Il lavoro di scrittura delle colonne di Bjork: parliamo proprio di pulsioni magia riusciamo subito a scrivere delle
sonore viene svolto tutto a casa davanti al sotterranee che scaturiscono dal rumore. musiche che ben si adattano ai suoi film.
computer, mentre per i pezzi che facciamo Questa è la cosa bella di lavorare con Non capita mai che una cosa che
durante gli spettacoli si ragiona in un altro Matteo, perché ti dà degli stimoli che, componiamo per Matteo non vada bene
modo, dato che sono brani eseguiti dal almeno per noi che giungiamo dal teatro, e quindi ci tocchi rifarla. Finora è filato
vivo. Per la musica da film, in un secondo che giochiamo molto con la fantasia, tutto sempre liscio!
tempo, appena composti i temi, si pensa a l’immaginazione, sono necessari. Che In che modo interviene Garrone
chi contattare per suonarli. In Primo amore rapporto ci può essere tra la musica “seria” nella parte compositiva del vostro
ci sono gli archi e, in alcuni momenti, il sax, di Garrone e noi che siamo dei comici e lavoro?
mentre per il resto c’è una predominanza suoniamo per far ridere? L’approccio alla Si discute sempre insieme e si capisce
22 Banda Osiris

in che direzione andare. Chiaramente la autore di colonne sonore stai attento che alle immagini con creatività, seguendo
musica è al servizio delle esigenze del nessun altro possa disturbare il tuo sempre le indicazioni del regista. Infatti,
regista, quindi noi ci dobbiamo adattare rapporto con chi firma la pellicola. Te lo normalmente, è difficile ascoltare per
alle sue richieste. Garrone, tieni ben stretto, perché ci vivi con quel intero il disco di una colonna sonora,
fortunatamente, non ha le pretese di regista, riesci a far musica! Quanti nel tranne nel caso di quei compositori che
essere una persona che conosce la musica, nostro paese hanno la libertà di poter riarrangiano la musica per il CD allo scopo
a differenza di altri registi che si credono scegliere con chi fare film? Pochi, di renderla più fruibile. Per il nostro
dei profondi conoscitori della materia, veramente pochi! Tanto per nominare compact disc di Primo amore abbiamo
dicendo delle cose allucinanti e sempre i soliti noti, Morricone e adesso inserito alcuni brani da L’imbalsamatore,
instaurando così un rapporto col Guerra, perché è diventato famoso; gli altri perché non c’era abbastanza materiale per
compositore deleterio per entrambi. invece hanno uno o due registi e lavorano ricavarne un CD che durasse più di
Questa è una grossa pecca del cinema sempre con quelli! Di conseguenza, cosa venticinque minuti, dato che ci facciamo lo
nostrano; infatti in Francia stanno facendo ti consoci a fare se hai un campo ristretto scrupolo, per coloro che spendono più di
dei seminari sulla musica da film per i per poter fare il tuo lavoro? Per forza dici 20 euro, di ottenere un prodotto che vale
registi, in modo da fargli veramente capire sì a tutto quello che ti propongono, la pena comprare.
cosa vuol dire comporre una colonna anche perché con la musica ci devi
sonora. E sono frequentati da autori molto vivere! Non è così facile. C’è anche da Nei vostri spettacoli siete soliti
importanti! Noi compositori non dire che oggi ci sono tanti nuovi suonare tutti gli strumenti che potete.
pretendiamo di dire al regista come fare le compositori italiani emergenti di musica Nelle vostre colonne sonore fate tutto
inquadrature, lui di conseguenza non ci da film, che stanno ravvivando il campo in voi quattro? E se così non è, che tipo di
deve dire come fare la musica! Devono, maniera positiva. E questo fa ben sperare organico utilizzate?
giustamente, darci delle indicazioni su ciò in una rivalutazione del settore italiano Normalmente usiamo un quartetto
che vorrebbero musicalmente. La cosa delle colonne sonore. d’archi che ha fatto con noi uno
spettacolo. Sono delle musiciste molto
brave che quasi sempre ritornano
nell’organico con cui realizziamo le
colonne sonore. Poi, a seconda di ciò che
crediamo sia necessario, come nel caso de
L’imbalsamatore dove c’era il grande
Enrico Rava alla tromba, richiediamo la
presenza di qualche solista importante.
Altrimenti suoniamo tutto noi, attraverso
l’utilizzo del computer, la program-
mazione e gli strumenti veri.
Tendenzialmente cerchiamo sempre di
inserire i fiati, anche se con Garrone,
ultimamente, è sempre più difficile,
perché il tipo di film non lo consente.
Soprattutto col passaggio a L’imbalsamatore
rispetto ai primi suoi due film, Ospiti e
Estate romana, in cui utilizzavamo molti
fiati, creando musica che tutti trovavano
Un’immagine dal set di Primo Amore
somigliante a quella composta da Goran
peggiore è quando ti presentano il film già Dopo la candidatura al David di Bregovic nel suo momento di massima
montato con delle musiche preesistenti in Donatello della colonna sonora per popolarità. C’è da dire che da una vita
sottofondo, e ti dicono: “Ora fammi la L’imbalsamatore avete ricevuto facciamo musica di quel tipo: basta aver
colonna sonora!”. L’unico vero momento qualche nuova proposta di lavoro? presente la nostra sigla del programma
di discussione accesa con Matteo è stato Tutti hanno parlato bene della colonna radiofonico su RadiodueRai, Caterpillar,
quando in Primo amore stavano lasciando sonora, anche al di fuori dell’ambito un pezzo per banda con le percussioni
come colonna sonora definitiva i nostri cinematografico, ma la cosa assurda è stata dance. In Italia c’è sempre il rischio di
provini musicali, fatti al computer, invece che nessuno ci ha chiesto di musicare una essere scambiati musicalmente per
della registrazione finale con gli archi, pellicola. Soltanto, gratuitamente, il qualcun altro, quando questi diventa
perché il regista si era affezionato a quella cortometraggio di un amico che, però, ci famoso! E poi noi non siamo balcanici,
prima versione della musica che alla fine, aveva contattato precedentemente. anche se le influenze che assorbiamo
nel montaggio conclusivo della pellicola, gli Quando abbiamo vinto l’Orso d’Argento dalla musica sono di tutti i tipi, dalla
risultava diversa. Per forza, non era più tutti i musicisti, con cui siamo in tournée, tarantella a quella popolare piemontese,
fatta con le tastiere, ma con strumenti veri! tra cui Enrico Rava, sono rimasti un po’ dal jazz alla classica. Ascoltiamo
perplessi e ci hanno detto scherzando: veramente di tutto! In Amore con la “S”
Sul secondo numero della nostra “Ma allora siete bravi!”, visto che siamo maiuscola la musica che avevamo
rivista, in una inchiesta, parlavamo per eccellenza il gruppo di musicisti non composto era tutta per fiati, con una
del sindacato francese per la tutela musicisti, chiassosi, burloni, metà attori e minima presenza degli archi, e suonarla è
dei diritti dei compositori di musica metà comici. Per fare colonne sonore non stato come partecipare a una festa
da film. Voi cosa ne pensate a tal è importante essere un autore con una goliardica. Il film è un’allegra commedia
proposito? tecnica incredibile, dipende sempre da senza troppe pretese, ma con parecchia
In Italia che sindacato vuoi fare? Ogni quello che devi fare; chiaro che se si tratta musica dentro.
compositore ha il suo regista di fiducia, con di orchestrare grosse compagini Nei vostri innumerevoli spettacoli
il quale lavora assiduamente: perciò, a orchestrali è tutto un altro discorso, ma in eseguite anche brani tratti dai lavori
causa di questo forte sodalizio, come ogni caso devi essere capace di adattarti per il cinema?
Banda Osiris 23
No. Però, ci hanno commissionato un della testa del protagonista, con tutto il suo
nuovo lavoro, da fare al Teatro lavorio psicologico particolare, attraverso
dell’Archivolto a Genova, con Giorgio le ritmiche, i suoni della nostra musica,
Gaglione, in cui si leggono dei racconti avvolgendoli sempre più. Non è un film
tratti dai premi Nobel della letteratura, come i blockbuster americani, dove
dove le nostre musiche per la novella l’effettistica è piena di bombardamenti,
Saramago devono seguire la direzione di elicotteri, macchine che s’inseguono; in
quelle per il cinema. questo caso il suono ricrea la drammaticità
emotiva dei protagonisti. Per i fonici è stata
Cosa avete in cantiere? un po’ una rivoluzione, come quando si è Banda Osiris
L’idea di un Festival sulle colonne passati dal mono allo stereo, perché
sonore, con proiezioni e musicisti ospiti, fornisce delle possibilità esagerate. E’
L’imbalsamatore (2002)
GDM Music/RadioFandango 2037
tra il serio e il divertente. Desideriamo fare anche vero che ancora nessuno
18 brani – Durata: 37’36”
una sorta di salto di qualità, dopo anni che padroneggia il mezzo con facilità, alla
facciamo soltanto cose comiche, anche Fonoprint avevano paura di non essere La partitura che la Banda Osiris ha
perché abbiamo appurato che la gente che all’altezza della riuscita del lavoro approntato per il film di Matteo Garrone è
ti segue, che ti si è affezionata, riesce a sull’audio, dovendo mixare i suoni da una una collezione di esperimenti sonori che
cogliere un differente nuovo equilibrio, una parte all’altra, credendo di dare alla fine un creano un tessuto musicale composto da
nuova direzione, nel passare nei nostri risultato pacchiano al tutto, ma così non è atmosfere sospese, sonorità elettroniche
lavori da un genere ad un altro, e quindi stato, pur essendo la loro prima volta. vitree ed oblique e pennellate
impressionistiche. La tromba dell’ottimo
continua a starti accanto e apprezzare ciò Purtroppo al Festival di Berlino, con uno
Enrico Rava viene impiegata con gusto
che di diverso proponiamo. A quel punto schermo enorme e il proiettore distante, il ‘noir’ (“Titoli di testa”, “Verso Cremona”)
la gente non si farà più problemi a capire se pubblico si è lamentato della qualità del film e con inflessioni jazzistiche moderne
ridere o commuoversi nei nostri durante la proiezione, la luce non era quella (“Jogging e bacio”), mentre gli ottoni della
spettacoli. E’ una cosa che ci incuriosisce e voluta dal direttore della fotografia, e Banda Osiris si insinuano in maniera
che ci piacerebbe fare da ora in avanti! E’ Matteo, che è un pittore di formazione – seducente tra suoni elettronici e
una sfida nel non essere solamente comici! quindi un cultore ossessivo dell’immagine, percussioni incalzanti (“Il Boss e Peppino”).
che cura personalmente fin nei minimi Spicca inoltre la presenza di un quartetto
L’esperienza cinematografica è dettagli (pensate che fa cambiare i vestiti d’archi, arrangiato con sapienza nella
saltuaria o avete proposte da altri degli attori alla costumista a seconda di come cangiante tessitura. Una colonna sonora
autori, oltre al sodalizio con Garrone? muta la luce del giorno!) – si è arrabbiato suggestiva e di inedita ricerca sonora,
Per ora niente! Ci ha telefonato Marco tantissimo. E anche noi ci siamo rimasti male, perlomeno nel panorama italiano.
Tullio Giordana (il regista di La meglio perché mancava il Surround, e la musica si Maurizio Caschetto
gioventù e I cento passi) per farci i sentiva soltanto sulle casse davanti. Quelli
complimenti, ma solo questo. Magari della troupe e del cast lì presenti si rodevano
potessimo fare le musiche per una sua il fegato, perché si era pur sempre ad un
pellicola. Sei ore di film, una goduria! prestigioso festival del cinema.
Un’esperienza allucinante! La tecnica fa passi
Non siete professionisti del cinema. da gigante e poi non hai la messa in pratica.
Cosa pensate del mondo delle colonne Ciò è davvero sconfortante!
sonore in Italia ai nostri giorni?
Abbiamo ascoltato lavori notevoli. Da Siete da molto tempo impegnati
qualche anno a questa parte c’è anche in campo didattico con spettacoli
un’incredibile rinascita nel settore della che insegnano, ridendo, la musica, e se Banda Osiris
musica da film italiana, nuovi autori spesso vi fate beffe dei grandi della Primo amore (2004)
interessanti. Almeno non si sentono sempre musica, lo fate sempre con un palese Radiofandango RF0010
le solite sonorità. E’ chiaro che ognuno ha amore verso gli autori classici. Quali 17 brani, tra cui 5 bonus tracks tratte da
uno stile proprio, e questo è stimolante, sono quelli che ascoltate di solito? L’imbalsamatore - Durata: 38’30”
perché se ne viene fuori uno nuovo significa Di tutto. Anche se alla fine quello che
che fai della musica mai ascoltata prima. Se facciamo negli spettacoli, avendo un vasto Quarto lavoro della Banda Osiris per il
ti dicono “Fammi un pezzo anni ’50 al pubblico che va dai bambini agli anziani, regista Matteo Garrone, la colonna sonora
pianoforte”, e in quel brano non c’è sono celebri brani di autori conosciuti: di Primo amore ha vinto l’Orso d’Argento al
54° Festival Internazionale di Berlino. E’ la
un’anima nuova, allora sei un semplice Beethoven, Bach. Una volta abbiamo giusta consacrazione di una musica la cui
artigiano. Fai il tuo mestiere bene, ma in te rischiato molto inserendo un pezzo di triste bellezza trascina l’ascoltatore
non vi è nulla di straordinario! Beethoven non molto noto, il all’interno di un ricordo mai abbandonato.
“Razzumosky”, per quartetto d’archi. Un ambiente musicale rarefatto -
Come vi rapportate con le nuove Comunque ascoltiamo un po’ di tutto: dominato dal piano e dagli archi (questi
tecnologie nel campo della musica e dalla musica contemporanea, di un certo ultimi suonati egregiamente dal Quartetto
del cinema? tipo, a quella antica, non tralasciando Euphoria, con gli arrangiamenti di Fabio
A noi interessa tantissimo far sentire nel Rossini, Vivaldi, Offenbach, dato che ci Gurian) - dal quale emerge un tema intimo
migliore dei modi la nostra musica piace parecchio manipolare i vari generi e misterioso, che ci accompagna per tutto
all’interno del film quando lo si vede al per i nostri spettacoli. l’album. Nei 12 brani in cui si articola la
cinema. Infatti, con la Fonoprint di Bologna colonna sonora (tra i quali citiamo “Intro”,
siamo stati i primi a mixare la musica di “Apertura” e “Primo amore”) questa
Primo amore in 5.1, dato che di solito sono Risorse Web - Info in rete melodia si sviluppa attraverso una serie di
variazioni profonde e dolorose che
soltanto gli effetti sonori ad avere tale
caratteristica audio. L’idea era di far [Link] sfociano in un “Finale” liberatorio.
Per seguire la Banda nelle sue iniziative. Massimo Privitera
credere al pubblico di trovarsi all’interno
24 James Horner

James Horner di Maurizio Caschetto

Rides Again
Le protagoniste Jennifer Connely,
Angelina Jolie e Cate Blanchett

Dopo un anno di silenzio, il celebre compositore di Titanic ritorna sulla scena


cinemusicale con ben tre nuove partiture: The Missing, Amore senza confini e La casa
di sabbia e nebbia.
Insieme a Danny Elfman e Hans di prolificità, le tre partiture del sintetizzatore e dei vocalizzi di
Zimmer, il compositore americano è presentano diversi punti di contatto e ispirazione navajo, Horner presenta il
uno dei nomi di punta del panorama somiglianze stilistiche. Tutte quante lirico tema principale, una lunga
cinemusicale hollywoodiano contempo- infatti mostrano il lato meditabondo e perorazione melodica affidata prima ai
raneo. Molti successi cinematografici “minimalista” del compositore. corni e poi agli archi, coadiuvati dal
recenti portano la firma musicale di flauto shakuhachi.
Horner, da Braveheart - Cuore impavido The Missing, diretto da Ron Queste tonalità “scure” di
(1995) ad Apollo 13 (1995) e A Beautiful Howard, è un dramma western cupo e orchestrazione vengono impiegate
Mind (2001), senza dimenticare violento il cui percorso narrativo è durante tutto l’arco della partitura con
l’enorme “hit” Titanic (1997), che gli è chiaramente derivato da Sentieri poche variazioni (“The Stranger”,
valso due premi Oscar. selvaggi (The Searchers, 1956) di John “Dawn to Dusk”, “A Dark and Restless
Ecco dunque che il “fenomeno- Ford. Nonostante l’ambientazione Wind”) e rendono impegnativo
Horner” si ripresenta in tutte le sue western, il compositore evita con cura l’ascolto del lunghissimo disco (78
“contraddizioni” (vedi riquadro) in di riproporre i cliché legati al genere minuti). Spiccano le pagine in cui
queste tre nuove opere. Ha lavorato commentando la vicenda più come un Horner arricchisce la tavolozza
alle partiture di The Missing (id.), Amore dramma tragico che come un’epica timbrica e squarcia queste nebbie
senza confini (Beyond Borders) e La storia di frontiera. Le tinte fosche in cui armoniche fatte di synth e strumenti a
casa di sabbia e nebbia (House of Sand il regista ha immerso il film vengono fiato di matrice etnica, attraverso
and Fog) – a cui va inoltre aggiunta così restituite da Horner attraverso feroci e rabbiose coltellate orchestrali
quella per Radio, da noi ancora inedito una scrittura densa e una strumen- (“The Brujo’s Storm”, “The Riderless
– simultaneamente, come si evince tazione virata verso colori lividi. Horse”), nelle quali viene
dalla contemporaneità con cui sono L’iniziale “New Mexico, 1885” sapientemente dispiegato un organico
usciti sul mercato i tre CD e dalla racchiude già tutte le idee e lo spirito in forze, grazie alla presenza di una
distribuzione dei tre film. Sebbene della partitura: tra le nebbie folta sezione di percussioni e a una
Horner non sia nuovo a questo genere atmosferiche dei suoni vitrei e sospesi performance formidabile degli ottoni.
James Horner 25
La lunga pagina finale (“The Long
Ride Home”) ricapitola tutte le idee e
gli spunti migliori della partitura e
regala un’epica apertura orchestrale
del tema principale, il cui unico difetto
è quello di ricordare un po’ troppo da
vicino quello di Braveheart. In generale,
una buona prova che però su disco
diventa difficilmente digeribile proprio
per la ripetitività e la stasi della maggior
parte dei brani. Una selezione più
concisa e meglio arrangiata degli estratti
avrebbe favorito un’impressione
generale migliore.

Amore senza confini, polpettone


sentimentale mascherato da film
impegnato, è giustamente naufragato
al box-office sia in patria che nel resto
del mondo. Diretta da Martin
Campbell e interpretata da Angelina
Jolie, la pellicola ha offerto a James
Cate Blanchett in The Missing
Horner la possibilità di lavorare su una
ispirazione di matrice etnica, un disegno melodico schumanniano in un paese lontano dalla propria
considerata la triplice ambientazione affidato al pianoforte solo. Le pagine cultura. Candidata ad una manciata di
della storia: Etiopia, Cambogia e cambogiane e quelle cecene invece sono Oscar (tra cui quello per la miglior
Cecenia. La partitura è divisa in tre dominate da suoni campionati, lunghi colonna sonora), la pellicola si sviluppa
ampie sezioni denominate appunto pedali di sintetizzatori, stridenti loop e attraverso toni intimi e trattenuti che
“Ethiopia”, “Cambodia” e inquietanti tessiture elettroniche. vengono seguiti e sottolineati dalla
“Chechnya”, a loro volta ripartite in Queste pagine mostrano un volto più partitura minimalista di James Horner.
quattro movimenti. La predilezione del sperimentale e inedito di Horner, Come nelle altre due colonne sonore,
compositore per tessuti e atmosfere sebbene anche qui si possa trovare una troviamo un’estesa tessitura affidata
etniche non è certo una novità – come fonte di ispirazione evidente: forse per alle rarefatte sonorità synth degli
si è visto anche in The Missing – e così via dell’affinità di location o per bieche abituali collaboratori Randy Kerber e
ci ritroviamo di fronte a una partitura ragioni di temp-tracking, il mix Ian Underwood (“An Older Life”), sulle
che sembra più una specie di concept etnico/elettronico richiama il Mike quali stavolta Horner tratteggia un
album a metà tra la world music e quella Oldfield di Urla del silenzio (The Killing discorso strumentale in cui l’organico è
ambient. Per la sezione etiope, Horner Fields, 1984). Anche in questo album, il ridotto a pianoforte e archi. Il tema
scrive una pagina di sapore africano- brano finale ricapitola a mo’ di suite gli principale (“The Waves of The Caspian
tribale, dominata da percussioni, spunti migliori della partitura, Sea”) è un avvolgente arpeggio
strumenti a fiato etnici e da un coro presentando una bella variazione del melodico di reminiscenza straussiana,
femminile che espone una melodia tema principale per shakuhachi, arpa, arricchito da rintocchi di campane e
discendente. L’approccio ricorda percussioni e pianoforte. pianoforte. Qui il compositore lavora
Mission di Ennio Morricone e questa soprattutto su colore ed orchestrazione,
impressione viene confermata in La casa di sabbia e nebbia è forse la creando un panorama sonoro grigiastro
“Ethiopia III”, quando il tema viene partitura migliore delle tre qui prese in e sfumato (“Old Photos, New
suonato da oboe e archi in maniera esame. Il film (interpretato da Jennifer Memories”), solo occasionalmente
inequivocabilmente morriconiana. Connelly e Ben Kingsley) racconta le interrotto da incursioni ritmiche più
Più interessanti invece traversie di una famiglia iraniana marcate (“Break-In”).
l’interpolazione di un canto tradizionale emigrata negli Stati Uniti e del Il minimalismo horneriano sembra
africano (“Ethiopia II”) e la presenza di tentativo di affondare le proprie radici ricalcare un po’ lo stile del Thomas

James Horner James Horner James Horner


The Missing Beyond Borders House of Sand and Fog
(id. - 2003) (Amore senza confini - 2003) (La casa di sabbia e nebbia - 2003)
Sony Classical / Varèse Sarabande Varèse Sarabande
Sony Music Soundtrax SK 93093 302 066 529 2 302 066 532 2
15 brani – Durata: 77’35” 12 brani – Durata: 55’33” 13 brani – Durata: 69’47”
26 James Horner

Lo “stile” della citazione


Sin dal suo debutto, circa vent’anni una variazione ritmica del primo
fa, James Horner è stato un “caso” della movimento della Sinfonia n° 3 di
musica per film, in grado di generare Schumann, mentre quello di Glory è
accesissime discussioni tra gli esperti e identico a Ivan il Terribile di Prokofiev.
gli appassionati, arrivando addirittura a Emblematico poi il caso di Tesoro, mi si
creare vere e proprie tifoserie tra di sono ristretti i ragazzi: Horner ha citato a
essi: da un lato i fan adoranti, dall’altro tal punto il tema principale di Amarcord
gli accaniti detrattori. L’oggetto del di Nino Rota che la Disney ha dovuto
contendere verte soprattutto su una chiedere la licenza d’utilizzo e pagare i
questione molto discussa, ma forse mai diritti d’autore alla famiglia del
analizzata con cura: James Horner è il compositore italiano. Si badi bene che le
compositore di musica da film che più di citazioni horneriane non si limitano alla
ogni altro ha fatto della citazione ripresa di stili e modelli evidenti e tanto
deliberata (sia di opere altrui che meno si possono ridurre ad “omaggi”
proprie) una caratteristica fondante del autocoscienti, ma arrivano proprio alla
suo stile. La musica da film, nella riproposizione di interi passaggi identici
fattispecie quella hollywoodiana, è nota per nota. E lo stesso discorso vale
sempre ricorsa alla pratica della per le autocitazioni, che si potrebbero
citazione (o persino del plagio) sia per giustificare come questione di “stile
ragioni di comodo che per questioni di personale”. Come si diceva, tutti i
Il compositre James Horner
praticità e schiettezza di linguaggio. compositori di musica da film (e non
Newman di American Beauty e Le ali Quando un compositore si ritrova a solo loro) hanno sempre praticato
della libertà, restituendo il peso e la comporre cinque, sei, sette o più citazioni da opere altrui e hanno
densità della vicenda attraverso toni partiture all’anno in tempi di consegna riutilizzato idee e spunti dalle proprie,
intimisti e sussurrati. L’apertura molto stretti, questa pratica diventa ma il “caso Horner” arriva a tal punto
melodica finale (“A Return to The quasi una via di salvezza, senza che smaschera infine un’attitudine ben
Caspian…”) riscatta la cupezza che dimenticare che assai frequentemente il precisa. Il compositore opera più come
pervade tutta la partitura, riprendendo musicista si ritrova obbligato a seguire un bravo assemblatore, un compilatore
con enfasi edificante il tema principale. istruzioni musicali dettate dalla colonna che cerca di trovare la via più rapida e
Anche in questo caso, avrebbe giovato sonora provvisoria (temp-track) che diretta alle esigenze puramente emotive
una selezione del materiale più concisa registi e produttori utilizzano in fase di del film, come sembra ormai fare molta
ed oculata, visto che il finale del disco montaggio. Tuttavia, le citazioni messe in scuola hollywoodiana (Hans Zimmer in
giunge quasi come una sudata atto da James Horner risultano spesso testa). Horner è abile a riempire questi
conquista. sfacciate e persino imbarazzanti. Alcuni vuoti creativi con orchestrazioni molto
Tre partiture per tre film molto esempi: Star Trek II – L’ira di Khan pesca curate e un suono avvolgente, ma tutto
differenti, ma accomunate da un a piene mani sia dall’Aleksandr Nevskij e questo a scapito della profondità del
evidente fil rouge: James Horner dal Romeo e Giulietta di Prokofiev che discorso cinemusicale. E in tal senso, c’è
sembra entrare in una fase dalla Sinfonia da Requiem di Benjamin davvero un abisso tra raffinati e geniali
meditabonda e introversa della sua Britten; il tema di Wolfen riprende pari compositori come Williams, Goldsmith
carriera (come hanno dimostrato pari The Unanswered Question di Charles o Bernstein, i quali hanno spesso
anche Le quattro piume e Windtalkers, Ives; i titoli di testa di Aliens - Scontro riproposto modelli acquisiti filtrandoli
entrambe del 2002), che predilige finale sono una parafrasi letterale però attraverso una forte impronta
mezzitoni, spunti riflessivi e dell’Adagio dal balletto Gayane di Aram personale, e un bravo “decoratore” come
sperimentalismi elettronici. Ma questo Khachaturian (riutilizzati poi dal Nostro James Horner, che appunto viene indicato
genere di discorsi “autoriali” forse non in Giochi di potere e Sotto il segno del come il successore naturale della vecchia
si addicono a Horner; il camaleontismo pericolo); il tema principale di Willow è guardia hollywoodiana. MC
del compositore, forse la sua dote più
evidente, fa pensare che anche stavolta
egli abbia cambiato abito a seconda
delle circostanze e delle convenienze
imposte dagli strettissimi tempi di
consegna.
E dunque alla prossima, Mr. Horner.

Risorse Web - Info in rete


[Link]
Il sito ufficiale di Sony Classical aggiornato
in occasione delle uscite discografiche.
[Link]
Un sito amatoriale sempre aggiornato e
ricco di informazioni. L’equipaggio dell’astronave Enterprise al gran completo per Star Trek II: l’ira di Khan
FictioNote 27

Dedichiamo questo spazio ad un genere che nel nostro paese sta riservando da
diverso tempo molte buone sorprese: le Colonne Sonore per le produzioni
televisive. In una parola: FictioNote!

Luis Bacalov, premio Oscar per la colonna sonora de Il postino, firma le musiche di questo
film per la TV interpretato da Claudio Amendola e Maria Grazia Cucinotta, tratto da una storia
vera.
In tutto il CD aleggia un’aria di tragedia imminente, quella dei minatori protagonisti della
drammatica vicenda, e di una conseguente rassegnazione nei confronti di un destino crudele.
L’agrodolce tema principale, “Marcinelle” (attraversato in alcuni punti da reminiscenze
morriconiane), che ritorna con tre varianti, compresa quella per chitarra solista, ci fa subito
precipitare nell’atmosfera sofferta e combattiva della colonna sonora. Attraverso l’ottima
Luis Bacalov esecuzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e dei suoi solisti, con le raffinate
orchestrazioni di Luis e Giovanni Bacalov, brani quali “Cugini nemici” (bel tema per archi che
Marcinelle (2003) ricorda le intense melodie del recentemente scomparso Michael Kamen), “Amori colpevoli”
Rai Trade FRT 404 (melodia sospesa carica di tensione), “Emergenza fuoco” e “Salvataggi ostinati” (dominati dalle
20 brani – Durata: 42’11” selvagge sferzate di tamburi, archi e ottoni), acquistano una valenza interpretativa talmente
forte da rimanere ben impressi nell’ascoltatore. Senza contare “Caduti” – una sorta di breve
requiem in due versioni, per violoncello e orchestra e per coro (quello del Teatro Ventidio
Basso di Ascoli Piceno) e violoncello - e “Soave notte serena” per chitarra classica, fisarmonica
e archi, lieve come una dolce attesa. Massimo Privitera

Attraverso la successione di contrazioni musicali (“onde dolorose” diretto richiamo degli


spasmi del parto) il maestro Frisina trasfigura le tematiche di nascita-vita e guerra-morte della
fiction di Umberto Marino, creando un supporto sonoro di straordinario e inatteso spessore.
Un linguaggio moderno ed essenziale, a tratti minimalista, disegna un percorso di tensione
(parallelo al cammino di responsabilità del bravo Enrico Brignano) che, con il suo andamento
lento e inesorabile, raggiunge talora vette di partecipazione e commozione assoluta.
Fin dai primi sette intensi minuti di “Vie senza pace” è difficile scegliere singole tracce, grazie
anche al variegato e sapiente utilizzo di stilemi modali arcaici (“Tensione a Betlemme”) e ad
Marco Frisina inserti vocali orientaleggianti (“Un grido da Gerusalemme”) volutamente non identificabili come
ebraici o arabi. Lo stesso fine (nella scena del Natale) è ottenuto dall’indefinito “suono
Il Bambino di mediterraneo” del coro di bambini in dialetto calabrese di “Come una cometa”, interessante
Betlemme (2003) esperimento di sovrapposizione tematica in cui il compositore romano rende anche un
R.T.I. – Image Music IMG 5108882 sorridente omaggio alle proprie origini.
12 brani – Durata: 42’20” La source track “Un albergo a Betlemme” (esercizio di stile cameristico estraneo al resto
dell’opera, atto a rilevare l’indifferenza che circonda i tristi eventi mediorientali) chiude in modo
quasi cinico e problematico un’esperienza musicale di rara intensità, nonché uno dei più originali
lavori di un grande autore.
Pietro Rustichelli

Un sinfonismo marcatamente melodico pervade tutta la colonna sonora di questa miniserie


con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, diretta, sceneggiata e musicata dal regista Stefano Reali insieme
a Jacopo Fiastri, esperto autore di composizioni per la prosa.
La musica possiede due elementi tematici predominanti, in pieno contrasto l’uno con l’altro:
la bontà e la malignità. Il primo è rappresentato dal tema “Rossana (Le ali della vita - Main
Title)”, brano che, anche nella versione per pianoforte e coro (le angeliche voci dei
Musicanova), denota tutta la solarità del personaggio positivo e combattivo interpretato dalla
Ferilli. A questo si contrappone il tema di matrice mahleriana “Il ritorno di sorella Alberta”, che
Stefano Reali & raffigura la perversa cattiveria del personaggio negativo di Virna Lisi. Oltre ai due già citati, la
Jacopo Fiastri partitura contiene altri quattro temi legati alle principali personalità della fiction, tra cui
“Celestina”, melodioso motivo sulla falsariga del Morricone più disteso, e “Un sorriso per te”,
Le ali della vita (2000) a metà strada tra dramma e rivalsa, orchestralmente intenso.
R.T.I. – Image Music IMG 5054902 Le musiche sono tutte ottimamente eseguite dalla Chech National Simphony Orchestra e
18 brani – Durata: 39’49” dall’Amit, sotto la direzione degli stessi compositori, più Piero Gallo e Riccardo Biseo, il quale
esegue al pianoforte il brano jazzistico “Little Big Waltz”. Da citare le canzoni per bambini
“Stelle e lucciole” e “Musicando”, gioiose cantilene che sembrano provenire direttamente dal
film State buoni se potete.
Per entrare nella parte più vigorosamente drammatica della vicenda basta ascoltare “Amori
slegati” in cui l’orchestra esprime con un crescendo ossessivo degli archi e degli ottoni la
tensione profonda tra la Ferilli e la Lisi.
Massimo Privitera
28 Fabio Liberatori

Il cinema di un musicista di ‘frontiera’

Intervista a
di
Fabio Liberatori
di Giuliano
Giuliano
Tomassacci
Tomassacci

Compositore dai molteplici interessi quest’ultima fatica, rinfrancato dai già è il mio stile e quello rimarrà, però
musicali e arrangiatore d’eccezione per positivi esiti di critica e botteghino, l’evoluzione mi ha permesso di
autori del panorama cantautoriale scoprendo un musicista di spiccata ottenere un qualcosa che
italiano come Dalla, De Gregori e Ron, professionalità e conoscenza del media, probabilmente nei film passati avrei
Fabio Liberatori ha legato indissolu- vigile e interessato riguardo la avuto più difficoltà a fare, mi riferisco
bilmente il suo nome alla musica da film contemporaneità e le problematiche ad esempio al trattamento della scena
nazionale a partire dalla prima metà del fenomeno film-scoring. finale in cui Stefania Rocca e Verdone
degli anni ’80, dimostrandosi finalmente concretizzano con un bacio
particolarmente affine alle impostazioni Iniziamo dalla fine, e cioè la loro reciproca simpatia. Il film ha uno
della commedia all’italiana (Vediamoci dall’ultima collaborazione con stile che ho molto apprezzato, credo si
chiaro di Luciano Salce, Il volpone di Verdone che s’intitola L’amore è tratti senz’altro del mio lavoro
Maurizio Ponzi ), soprattutto in virtù eterno finché dura. Se c’è una cosa migliore.
della longeva collaborazione con il che adesso è possibile stabilire è
regista Carlo Verdone. Parallelamente che, se non ancora eterno, il vostro Come e perché nasce il Suo
alla sua partecipazione presso il gruppo amore ‘artistico’ sembra proprio sodalizio con Verdone?
degli Stadio come fondatore e durare… Il rapporto nasce per una serie di
tastierista, Liberatori ha finora Sono sorpreso io per primo. concause in cui c’entrano come
musicato ben tredici pellicole del Probabilmente quest’ultimo lavoro è sempre gli Stadio, che sono il punto di
regista romano, compresa la recente quello in cui ho potuto iniziare a partenza della mia attività
commedia agrodolce L’amore è eterno proporre le cose in cui credo più professionale. Prima di loro c’erano i
finché dura. Lo incontriamo proprio a fortemente. Certo quello che so fare si turni che facevo come turnista alla
pochi giorni dall’uscita nelle sale di sente già dal primo film, perché quello tastiera, come esperto di strumenti
Fabio Liberatori 29
elettronici per i cantautori e per le
industrie. Non c’erano naturalmente le
colonne sonore, la mia esperienza di
giovane musicista era quella maturata
in gruppi jazz e fusion, ma anche in
formazioni pop, rock e progressive.
Amavo l’aspetto laterale del rock,
quello di Emerson, Lake & Palmer, dei
Genesis e dei Gentle Giant; quindi
molto tastierismo, molti sintetizzatori.
Succede che a causa di una richiesta
della BMG (ex RCA), fui chiamato
come sintetista per alcuni dischi di
Lucio Dalla, che in seguito mi volle a far
parte della band che lo accompagnava,
e così nacquero gli Stadio. Verdone a
quei tempi stava ultimando il suo terzo
film, Borotalco, e voleva coinvolgere
nella colonna sonora Dalla, visto che il
cantante era in qualche modo
protagonista della storia – il
personaggio di Eleonora Giorgi era Stefania Rocca e Carlo Verdone in L’amore è eterno finché dura
infatti innamorato della sua musica.
Allora Dalla ci convoca e ci dice: conosciuto e non ti mollo più”. bilmente legato alla personalità di
“Nessuno di noi sa fare colonne sonore, Credevo si trattasse di una frase di Verdone. Come musicista, è un
l’unico un po’ più preparato è Liberatori circostanza dovuta all’entusiasmo per i grandissimo amante delle tastiere
che è diplomato al conservatorio e risultati raggiunti. Con Acqua e sapone, elettroniche e della musica di ricerca e
probabilmente è quello che più di noi sa il suo film seguente, ho capito che sperimentazione. Questo è il mondo di
tenere in mano la cosa”. diceva davvero. Considero la musica di Verdone e obbiettivamente non è il
quest’ultimo film, la mia prima colonna mondo di Morricone, dove la ricerca
sonora a tutti gli effetti, perché tranne c’è sicuramente – parlo sinceramente
la canzone degli Stadio con testo di da grande estimatore del Maestro – ma
Vasco Rossi, il resto è tutta musica di si tratta di una ricerca affrontata
commento. attraverso l’orchestra, la più prestigiosa
arma per un compositore, che è poi
Già in Borotalco, comunque, è quella che consente le maggiori
evidente che il Suo operato a livello soddisfazioni. Verdone ha invece
di commento è abbastanza forte, questo canale preferenziale di gusto
come testimonia, ad esempio, il musicale che sfocia in artisti come
tema utilizzato nella scena in cui il Brian Eno, David Silvian, i Tangerine
protagonista, subito dopo l’arresto Dream che, guarda caso, sono il mio
del vero Manuel Fantoni, inizia pane quotidiano da quando avevo
l’immedesimazione nel suo nuovo tredici anni. E questa comunanza di
personaggio. stimoli musicali e di unità di intenti è
Quello infatti fu uno dei pochi temi evidente nei nostri film ed è forse il
del film veramente importante. E’ un fattore che rende così atipiche le
brano tuttora molto apprezzato. Devo nostre colonne sonore nel mercato
ringraziare Maurizio Giammarco, uno italiano: una sorta di sonorizzazione
Carlo Verdone e in L’amore è eterno finché dura
dei più grandi sassofonisti jazz italiani: ambient in grado di suscitare nello
Mi sono quindi ritrovato a imbattermi eravamo soltanto io al pianoforte e lui al spettatore un sentire non sentire,
in Verdone mio malgrado, perché poi sassofono. Veramente un grandissimo enfatizzato da una raffinatissima cura
in realtà ero solo io ad incontrarlo, dato musicista. tecnica nella registrazione (una
che Dalla, dopo aver assicurato alla componente che, a dire il vero, di
produzione la disponibilità del catalogo, Sa dare una spiegazione al fatto solito rischia di essere sottovalutata nel
in qualche modo dirigeva l’operazione che Verdone si sia rivolto a Lei panorama musicale contemporaneo).
ma di fatto non era presente a tutte le dopo aver lavorato, per i primi due Un modo di fare musica da film
sessioni. Il film era inoltre molto film, con Ennio Morricone? Questa anomalo, insomma. Forse è per questo
importante per me perché utilizzava precedente esperienza artistica ha che la mia figura rimane così isolata nel
una mia canzone tratta dal primo avuto delle ripercussioni sul Suo settore.
album degli Stadio, “Un fiore per Al”: è rapporto creativo con il regista, nel
la canzone che la Giorgi lascia nel senso di specifiche richieste A quali stimoli è stato più
camerino di Dalla e che poi viene stilistiche o melodiche? sensibile nella stesura dello score di
ripresa in seguito quando lui decide di E’ un argomento molto delicato. Il L’amore è eterno finché dura?
realizzarla. Alla fine della lavorazione motivo di questo cambiamento è Per onestà intellettuale devo fare
Verdone mi ha detto: “Ti ho strettamente artistico e indissolu- innanzitutto una premessa generale:
30 Fabio Liberatori

norma negli Stati Uniti – sorge un


problema di esperienza. Esistono dei
piccoli segreti, dei sotterfugi, che sono
conosciuti soltanto a livello accademico
e che solo i musicisti preparati nei corsi
di direzione d’orchestra hanno avuto
modo di sperimentare: si tratta di
conoscere determinate sonorità, certi
accoppiamenti di strumenti, certi range
in cui devono suonare alcuni strumenti
piuttosto che altri. Se c’è la possibilità
di potersi affidare ad un professionista
in grado di migliorare la tua idea di
orchestrazione, perché non usufruirne?
Cosa dobbiamo difendere in fondo? Al
massimo la nostra piccola ignoranza.
Un altro elemento di grande
importanza è il fattore tempo: un
compositore che si sforza di trovare i
temi più funzionali per il film può non
avere il tempo anche di orchestrarli
Carlo Verdone e Laura Morante in L’amore è eterno finché dura pienamente. In America, come in tante
altre cose, esiste la specializzazione.
per tutti i film, prima di iniziare a voler imporre altre idee secondo me è Così un Thomas Newman, che è già di
comporre, io ascolto sempre con assolutamente fuori luogo. L’ambiente suo un musicista più che completo,
grandissima attenzione il preambolo è già abbastanza delicato. Certo è vero indaffarato a completare i brani che
musicale che puntualmente Verdone che ci sono dei compositori che non si mancano a seguito di un rimontaggio
mi sottopone nelle solite due o tre piegano a richieste troppo pressanti, e voluto dal regista all’ultimo momento,
riunioni che facciamo prima di questo è in fondo il motivo per cui non si vede costretto a delegare le
affrontare il lungometraggio. Ha un tutti i compositori possono lavorare orchestrazioni del lavoro già
gusto fantastico. I suoi consigli partono con tutti i registi. Con questo non completato ad uno specialista, scelto
da ascolti lontanissimi tra loro, spesso voglio dire che il mio ruolo sia naturalmente tra i migliori disponibili.
sconosciuti: atmosfere prese da un completamente subalterno alla volontà Per quanto riguarda la direzione,
certo disco, strumentazione di un del regista, ma voglio sottolineare che è invece, la ritengo una cosa
brano estratto da un altro album, per me motivo di soddisfazione e non assolutamente veniale. Trovo naturale
batteria di chissà quale gruppo di vergogna il riuscire a realizzare ciò che un autore già reduce dallo stress di
finlandese heavy metal… che una persona del livello di Carlo una composizione durata mesi, possa
Dopo questi primi incontri (per Verdone ha in mente. E poi la sua evitare almeno quello della direzione.
quest’ultimo film abbiamo cambiato competenza musicale offre risvolti Io ho diretto la mia bella orchestra
almeno tre volte l’impronta generale) unici. Io credo infatti che pochi registi d’archi, ma al massimo erano quaranta
mettiamo a fuoco quello che più piace vengano in studio e si mettano a elementi e sapevo quello che avevo
ad entrambi. Nel frattempo io suonare con te, è quasi un film nel film. scritto. Se mi fossi trovato di fronte ad
propongo la mia musica originale, fino a In questo modo è possibile per noi una sessione costosissima, con ottanta
quel momento a lui sconosciuta. sperimentare, si genera una sorta di elementi e doppio coro, avrei forse
Dall’unione di queste due sorgenti complicità che alla fine può essere optato per un direttore di provata
musicali viene fuori l’impo-stazione molto positiva. capacità in grado, magari, di tirare fuori
basilare di quello che dovrà essere Lui si tranquillizza nel vedere che si dall’orchestra quel minimo di
l’ambiente sonoro del film. va a fondo negli esperimenti secondo le autorevolezza e di esperienza in più.
sue indicazioni e io posso capire, da
Alcuni compositori cinematografici quello che fa in studio, cos’ha in mente. Ha citato Thomas Newman.
temono l’accostamento a registi Alcune suggestioni tipiche dello
musicalmente preparati perché La querelle sugli autori che non stile di questo autore sembrano
spesso inclini a scomodi orchestrano o dirigono personal- emergere in qualche brano del Suo
scavalcamenti di ruoli e limitazioni mente è quanto mai accesa ultimo lavoro per Verdone…
creative. Nella Sua collaborazione nell’ambito della musica da film. Proprio così, ci sono dei riferimenti
con Verdone, che oltre ad essere Qual è il Suo modus operandi e la al lavoro di Newman e sono contento
interessato ascoltatore è anche Sua posizione riguardo all’argo- che sia stato notato, perché il desiderio
musicista praticante, ha mai mento? di accostarci a questo autore era già
avvertito una simile difficoltà? Quando necessario, orchestro presente sin dalle primissime
Indubbiamente la mia posizione è un personalmente e poi consegno discussioni con Verdone, essendo
po’ particolare, perché a differenza di direttamente le partiture ai copisti. Ma rimasti entrambi molto impressionati
altri musicisti molto più blasonati, io mi nel mio caso le parti orchestrali sono dalle musiche di American Beauty.
metto al servizio del regista quasi sempre limitate ad un’orchestra Stranamente Newman usa l’orchestra
consapevole del fatto che lui ha d’archi allargata. Nel caso di brani con ma è molto vicino alle sonorità
bisogno di questa atmosfera. Quindi grande organico – come è ormai di elettroniche; riesce a creare una specie
Fabio Liberatori 31
di sospensione che in qualche modo è
molto simile a quello che noi, nel
nostro piccolo, facciamo per i nostri
film.

Rimanendo al panorama cinemu-


sicale hollywoodiano, ci sono altri
autori da Lei particolarmente
stimati? E, in generale, qual è il Suo
pensiero sulle estetiche compositive
dominanti il settore statunitense?
Premetto di essere stato sempre
molto affascinato dalla qualità e dalla
dimensione dello sforzo produttivo ed
economico del panorama americano. Si
può criticare quel mondo che tende,
forse un po’ troppo, a vivere di
certezze. Di conseguenza quando uno
stilema si è affermato si tende molto a
non sganciarsi da quel modello,
neanche a livello musicale, come per
esempio nelle colonne sonore Una scena da L’amore è eterno finché dura
dell’attuale genere epico.
C’è da dire che le loro orchestre Staccandomi dall’America e dall’Italia, Nel Suo recente percorso
sono meravigliose e quindi i risultati l’altro riferimento che vorrei fare è artistico non c’è soltanto il cinema.
ottenuti spesso sono perfetti e fanno quello al Giappone e, in particolare, alle Lo testimoniano due interessanti
della grandiosità un principale punto di musiche di Joe Hisaishi per i lavori di matrice sperimentale:
forza. Le sezioni dei fiati hanno una lungometraggi animati di Miyazaki. Empire Tracks e The Asimov
qualità veramente invidiabile. I loro Ascolto continuamente il CD de La Assembly.
orchestratori sono probabilmente i più città incantata e tutt’oggi mi chiedo Sono lavori di frontiera, realizzati in
bravi del mondo, senza parlare dei come si possa mettere tanto senso collaborazione con il pianista-concertista
compositori, che definire mitici artistico in un prodotto d’animazione. classico Arturo Stalteri e con Gianrico
sarebbe poco: penso a nomi come Bisogna certo sottolineare che non si La Rosa, l’ingegnere del suono di tutte
Williams, Goldsmith, Barry. A questi sì tratta del classico intrattenimento per le mie colonne sonore. Rappresentano
è sovrapposta una schiera di nuovi bambini, l’approccio di Hisaishi nel la parte più intima di me, musica colta,
talenti che ha fatto di alcune invenzioni comporre è molto diverso. Basti elettronica, spesso dominata da
della grande orchestra una sorta di pensare che a differenza di scrivere incursioni pianistiche. Questi lavori
rifacimento attualizzato; uno sviluppo temi che accompagnino i personaggi – testimoniano il mio lato musicale più
che funziona molto bene e sembra come è buona norma nei prodotti puro, fine a se stesso, autonomo e
essere molto gradito anche dal occidentali – lui preferisce comporne svincolato dalle immagini di un film.
pubblico. Mi viene in mente anche per le situazioni, l’ho letto in una sua Anche se poi un brano di Asimov
Hans Zimmer, il quale adotta spesso intervista e devo dire che la trovo una Assembly è finito nella colonna sonora
dei metodi non tradizionali affidandosi cosa assolutamente magnifica, perché di L’amore è eterno finchè dura.
molto all’elettronica. permette di svincolarsi da un aspetto
Tutto questo non implica però una abbastanza meccanicistico, che tra Cosa c’è nel futuro professionale
maggiore creatività, ne trovo molta di l’altro è spesso adottato nelle altre di Liberatori ?
più in un film di Morricone, anche produzioni. Attualmente sono più che
minore, che in venti o trenta pellicole impegnato nel rinnovamento del mio
concepite in quel modo. In fin dei conti Lei ha musicato un film studio di registrazione, l’Hawk, che sto
è per questo che per noi italiani è un d’animazione, Il giornalino di Gian aggiornando con tecnologie all’avan-
orgoglio avere dei simili compositori: Burrasca… guardia e ridimensionando per permet-
artisti che affrontano il lato E’ un film a cui tengo moltissimo, tere registrazioni con organici molto
compositivo con molta dignità, con una diretto da Stelio Passacantando, pittore numerosi.
grandissima esigenza etica. Non a caso e animatore. Una delle esperienze più Poi si profilano altri impegni
mi piace fare anche altri riferimenti per belle della mia vita. Temo però che in cinematografici, ma è veramente
l’Italia. Ho apprezzato enormemente, futuro i film d’animazione per bambini troppo presto per parlarne…
ad esempio, la musiche di Crivelli per Il come questo saranno sempre di meno.
Principe di Homburg: lo trovo un Hollywood sta imponendo una ricerca
capolavoro e sono sconcertato dalla spasmodica e parossistica dell’effetto Risorse Web - Info in rete
poca attenzione che questa colonna sonoro, del super volume, della
sonora ha riscosso. Un altro violenza. Velocità, ritmo, effetti. [Link]
compositore da me molto stimato è Credo che bisognerebbe, da parte Il nuovo e ben fatto sito ufficiale,
Piersanti, il suo recente lavoro per il delle menti pensanti del cinema italiano attualmente in evoluzione, del
film d’animazione Corto Maltese è ed europeo, cominciare a porre dei compositore romano.
fantastico… paletti.
32 Lo Stato dell’Arte

Una finestra sul domani


di
di Gianni
Gianni
Bergamino
Bergamino lo stato dell'Arte made in USA
Con la chiusura di un anno di recessione creativa, uno sguardo al panorama d’insieme,
per chiederci cosa riserva il futuro.
Cinema americano in crisi di idee, disimpegno sempre più scoraggiante da parte Negli anni ’90 abbiamo ascoltato molti
produzioni ripetitive, banalità. dei compositori di Hollywood. mestieranti di livello, nessuno dei quali capace
Non si tratta delle solite e prevedibili Mentre le vecchie leggende si stanno di riaffermare le buone impressioni suscitate
constatazioni un po’ snob degli esperti di facendo progressivamente da parte (per tutto nelle opere d’esordio, tutti così influenzati dal
casa nostra, a volte così prevenuti nei l’anno nessun nuovo Williams o Barry o mito dei Grandi Vecchi da non saper
confronti delle multimiliardarie produzioni Bernstein, un solo Goldsmith), alcuni dei più introdurre nel settore qualcosa di nuovo e
d’oltreoceano da tradire un inconfessato e promettenti nomi degli anni ’80 e ’90 svincolarsi da quelle maestose influenze. Si
livido senso di invidia. sembrano scomparsi dalla circolazione. Che tratta di compositori che riescono a
No, da qualche tempo sono fine hanno fatto nomi di spicco come Basil districarsi nelle complessità del suono
preoccupazioni che vengono sollevate anche Poledouris (Conan il barbaro), Bruce sinfonico, non si sottraggono alle inevitabili
da critici non sospetti e soprattutto dagli Broughton (Silverado), John Scott commistioni con l’elettronica e la new age,
stessi artisti americani. Sono osservazioni che (Greystoke), Lee Holdridge (Old Gringo), con il jazz e il rock, con la world music e il
possiamo fare tutti noi, le abbiamo davanti David Newman (Hoffa - Santo o mafioso?), folclore. Nonostante questo nessuno di loro
agli occhi. Con l’eccezione dei lavori di pochi Patrick Doyle (Hamlet) o George Fenton ha rivelato una personalità artistica sufficiente
e collaudati filmmakers, la quantità di film (Mary Reilly), le cui opere sono ancora oggi a lasciare un segno distintivo proprio,
mediocri si è fatta preoccupante. Ma forse ricercatissime dai collezionisti di tutto il mondo? nessuno ha saputo esprimere qualcosa di
spaventano ancor più gli incassi favolosi che Dimentichiamo per un momento il veramente nuovo. Per non parlare della
queste pellicole si portano a casa, da cui il meraviglioso exploit di un compositore d.o.c. diffusa e incomprensibile aridità melodica,
sospetto che il gusto del pubblico stia come Howard Shore, il cui successo (lo che fa pensare a un’incolmabile carenze di
diventando incapace di distinguere il grande speriamo ardentemente) potrebbe rilanciare il fantasia creativa.
spettacolo larger than life, apprezzabile e gusto per il commento cinematografico fatto Appartengono a questa nutrita schiera
godibile anche se povero di raffinatezze ed di studio, sottigliezze, cura maniacale della John Debney (So cosa hai fatto) e Joel
intellettualismi, da quegli stolidi miscugli di struttura sinfonica. La scena contemporanea è McNeely (The Avengers), inizialmente
violenza, stereotipi e insensatezze che stanno oggi largamente padroneggiata da una favoriti per la loro spudorata mimesi dell’arte
dominando le proposte d’oltreoceano degli manciata di ottimi, geniali e iperattivi williamsiana, oppure David Arnold (L’ultimo
ultimi tempi. Il successo planetario della saga compositori, molti dei quali privi di cacciatore), così abilmente inserito nella scia
di Peter Jackson è un’eccezione che non deve un’autentica cultura musicale, ma così ben di John Barry da averlo persino rimpiazzato
stupire: se l’esempio del geniale neozelan- integrati nelle logiche del sistema da far fronte nelle musiche degli ultimi 007, oppure John
dese non stimolerà in altri giovani autori un con disinvoltura ai tempi pressurizzati richiesti Ottman (Incognito), con la sua marcata e
analogo spirito innovativo, coraggioso ed dal cinema contemporaneo, e tra l’altro spesso eccessiva passione per Goldsmith e
estroverso, tutto ciò resterà solo una neppure più giovanissimi. Ci sarà una nuova Elfman.
straordinaria e bellissima cattedrale nel alba quando anche per i nomi di spicco di oggi, E invece, manco a farlo apposta, non
deserto. come James Newton Howard (Signs), Alan hanno ottenuto il riconoscimento che
In parallelo a queste deludenti annotazioni Silvestri (Contact), Danny Elfman (Big Fish), avrebbero meritato autori che hanno stupito
sul cinema a stelle e strisce ci giunge il ben Elliot Goldenthal (Frida), Christopher e meravigliato con alcuni titoli di eccellente,
peggiore bilancio del settore artistico che Young (The Core), Thomas Newman (Era se non straordinaria qualità. Si pensi a Triumph
maggiormente ci interessa: la musica per il mio padre), Trevor Jones (The Mighty), James of the Spirit di Cliff Eidelman, Heavy Metal
cinema. Pare che il 2003 dovrà essere Horner (Iris - Un amore vero) e Hans 2000 e Le Brasier di Fredric Talgorn, L’anno
archiviato come una delle peggiori annate di Zimmer (Il genio della truffa) venga il della cometa di Hummie Mann, Tremors e
sempre, per i più pessimisti un fosco presagio momento di passare il testimone? Toy Soldiers di Robert Folk, “Soul Survivor”
di quello che sarà il mondo della film music nel Ci si guarda intorno, si spiluccano le piccole di Daniel Licht, The Stupids di Christopher
prossimo decennio. Anche per i più entusiasti produzioni indipendenti, le serie televisive, Stone, X-Files - Il film di Mark Snow, The
arriva il momento di ammettere che negli sperando di scovare il nuovo Herrmann o il Lighthouse e Wilde di Debbie Wiseman,
ultimi mesi abbiamo registrato un nuovo Goldsmith, qualcuno che sia pronto a Elizabeth di David Hirschfelder, Durango di
preoccupante livellamento creativo e un rilanciare il genere nei decenni a venire. Mark McKenzie, The Beach di Angelo
Lo Stato dell’Arte 33
Badalamenti e American History X di Anne the Beach ha sfoggiato una robustezza
Dudley, giusto per offrire una breve rassegna melodica e un’intensa drammaticità da
di queste piccole gemme misconosciute. lasciare sbalorditi. È salpato infine per il
Di recente hanno furoreggiato al contrario grande schermo con i vascelli di Peter Weir in
alcuni autori tanto modesti quanto Master and Commander.
omologati, come Mark Mancina (Speed), Ma questo, in qualche modo, è già ieri. La
Nick Glennie-Smith (La maschera di ferro), domanda cruciale, a tal punto, è: che ne sarà
Graeme Revell (Daredevil), Randy del domani?
Edelman (Anaconda), Klaus Badelt (La Non c’è che dire, l’aspettativa dei più
maledizione della prima luna), molti di essi attenti è puntata su un nome in particolare,
impersonali e intercambiabili emanazioni di quello di Michael Giacchino. Quasi unico
quell’astuta fucina di standard musicali che è esempio di compositore sinfonico cresciuto
la Mediaventure fondata da Zimmer, nata per nell’universo dei videogames (ha scritto le
assemblare, con il massimo dell’efficienza e imprescindibili partiture del ciclo Medal of
della velocità, interi blocchi musicali, venduti Honor) questo giovane musicista si esprime
“a peso” ai produttori più danarosi di con lo stesso idioma di John Williams senza
Hollywood, con buona pace di fantasia, sembrare l’ennesimo scimmiottatore delle
Harry Gregson-Williams
creatività e innovazione. Menzione a parte, fanfare di Star Wars o degli ostinati di Indiana
tra gli artisti emersi in queste circostanze, per Jones. In poco tempo la sua fama è cresciuta Memento e Insomnia Christopher Nolan. Le
Harry Gregson-Williams e John Powell, grazie al “tam tam” scatenatosi in Internet (i sue musiche, per molti aspetti, fanno pensare
che hanno saputo convincere sia con le loro suoi dischi vanno a ruba e sono alle prime mosse, vent’anni fa, di Howard
partiture scritte a quattro mani (Galline in rigorosamente acquistabili in rete). Dopo una Shore: lo sentiremo alla prova nell’imminente
fuga, Shrek), sia con i lavori affrontati suggestiva esperienza in televisione (nella blockbuster Batman Begins.
singolarmente (Sinbad per il primo, The serie Alias), lo si attende con ansia all’esordio Oppure alle reminiscenze morriconiane
Bourne Identity per il secondo). su grande schermo: è stato scritturato infatti del cantautore Joe Kraemer, che ha
Per fortuna non mancano personaggi che per il nuovo film della Pixar, The Incredibles. imbevuto di aggressioni ritmiche il
hanno saputo sfoderare gli artigli. È il caso Sulla stessa lunghezza d’onda si sta violentissimo e tarantiniano Le vie della
soprattutto del dirompente Don Davis. Con muovendo da qualche tempo William Ross violenza.
la sfrontata avanguardia sonora di cui ha (autore dell’incantevole Il mio cane Skip), così in O ancora le apprezzate suggestioni
imbevuto l’irruente saga di Matrix, Davis è sintonia con la poetica di Williams da averlo horneriane che si ascoltano in The Butterfly
stato bravissimo a coniugare tradizione e persino affiancato nell’allestimento del secondo Effect di Michael Suby.
innovazione stilistica. episodio di Harry Potter, La camera dei segreti. Molto meno stimolanti sono invece gli
Non meno interessante l’estroso Alcuni autori preferiscono addentrarsi esordi furbetti e ruffiani di Brian Tyler
Mychael Danna (Ragazze interrotte, invece nelle aspre e puntute assenze di (Frailty, The Hunted), chiamato persino a
Shattered Glass), senz’altro attento agli stili di schemi tipiche del primo Goldsmith, e talora sostituire Goldsmith per Timeline dopo che il
Elfman e di Thomas Newman, ma anche si rivelano validi prosecutori di quello stile: tra leggendario compositore ha lasciato cadere la
imprevedibile nel suo continuo reinventarsi, questi si fa apprezzare soprattutto Bennet bacchetta e se n’è andato sbattendo la porta,
alla ricerca di approcci sempre diversificati. Salvay, l’autore dei due episodi della serie esasperato per le continue revisioni che gli
orrorifica Jeepers Creepers, ma anche venivano chieste per adattare quella che è
l’estroverso Edward Shearmur, che si è senz’altro una delle sue più emozionanti
espresso con grinta martellante nell’apoca- partiture degli ultimi anni, agli inesauribili
littico Il regno del fuoco. cambiamenti di montaggio del film.
Ex percussionista dei Red Hot Chili Terreno estremo della nostra ricerca è
Peppers, Cliff Martinez, grazie al fruttuoso infine la televisione, l’inarrestabile fucina di
sodalizio con Steven Soderbergh ha potuto talenti, dove i grandi nascono (non
proporre la sua elettronica spettrale, l’arido dimentichiamoci le origini di Herrmann e
deserto intellettuale che popola i suoni urbani Goldsmith) e dove a volte scompaiono per
di Traffic, e infine è approdato a un piccolo sempre. Da un po’ si sta osservando l’operato
gioiello di sinfonismo rarefatto con l’aliena e di talentuose promesse come David Bell e
bellissima partitura di Solaris. Paul Baillargeon di Star Trek, Sean Callery
Altrettanto raggelante, onirico e spaesato di 24 o Christopher Beck di Buffy.
è il mix di minimalismo e musica concreta Dunque, possiamo essere speranzosi: la
proposto da Jon Brion, fedele collaboratore materia prima per attendersi qualcosa di
delle ultime fatiche di Paul Thomas Anderson, buono non manca proprio. In fondo l’eredità
Mychael Danna Magnolia e Ubriaco d’amore. di Williams e Goldsmith, per essere raccolta,
Oppure John Murphy, sofisticato com- non necessita di schiere di compositori
Oppure John Frizzell (Killing Mrs. Tingle), mentatore di The Snatch e dello sconvol- clonati, mercenari supini alle imposizioni dei
cresciuto all’ombra di James Newton Howard gente horror di Danny Boyle 28 Days After. potenti filmakers e schiavi dei temp tracks. Lo
e ancora troppo in bilico tra conformismo e E che dire del sinfonismo sontuoso e spirito di quei grandi (che ancora oggi, nella
sperimentazione per consentirci di sciogliere cullante di Conrad Pope, che dopo il fase ormai conclusiva della loro immensa
le riserve sul suo conto. meraviglioso Pavillion of Women si è carriera, non rinunciano ad innovare e
Singolare e suggestiva la personalità affiancato, in veste di orchestratore, a stupire), verrà raccolto solo da musicisti seri,
dell’italo americano Marco Beltrami (The personalità del calibro di Goldsmith o di onesti e disciplinati, inclini a diversificare la
Faculty, Blade II, il ciclo di Scream), uno dei Newton Howard? loro ispirazione a seconda del film che si
pochi della sua generazione ad aver imposto Ci sono molti altri musicisti affascinanti, i trovano a commentare, capaci di tenersi fuori
un sound personale, moderno e ibrido, cui exploit sono forse ancora troppo dalla mischia delle mega produzioni, almeno
adatto a soddisfare le grandi major senza sporadici per autorizzare serie aspettative, per un po’, in modo da far arrivare le loro
sembrare semplicemente ruffiano. ma che rimangono degni della massima invenzioni alle orecchie dei registi giusti… di
Menzione speciale merita il non più attenzione. Si pensi alle elucubrazioni new quei pochi autori che a Hollywood sono
giovane Christopher Gordon, che per age e ombrose di David Julyan (classe ancora capaci di creare della magia autentica
produzioni televisive come Moby Dick e On 1967), l’autore prediletto del regista di e di fare del buon cinema.
34 Bologna FutureFilmFestival

Insieme per caso di Marco Spagnoli

Il backstage dell’evento bolognese


Il ragazzo che legge l’autobiografia di suo lavoro con George Romero non è
Pieraccioni non è molto soddisfatto del andato dimenticato… anzi.
cambio. “Se sale qualcuno a Firenze il mio Il tempo passa e – a notte fonda – si
posto lo posso riavere?”, chiede perplesso. decide di andare a fare “il sopralluogo”
La risposta è affermativa e lo sguardo all’Enoteca che in meno di 24 ore ospiterà
miope ricomincia a perdersi dietro le la jam session… Aldo De Scalzi guarda le
spesse lenti di vetro, leggermente foto in bianco e nero alle pareti. Poi
appannate dal pensiero di chissà quale paio sussurra a Ezio Bosso: “Quando quelli che
di gambe citato dal comico toscano. Il suo vengono qui ci sentono suonare, ci
spostamento è stato necessario per riunire linciano… abituati come sono al jazz, ci
insieme almeno un gruppo unico di talenti massacrano…” Pivio si lascia sfuggire:
nello scompartimento centrale di un “Meno male che c’è Fresu…” “E già”,
Eurostar diretto a Bologna, in un risponde Aldo, “Presentiamoci come i suoi
pomeriggio d’inverno. Paolo Buonvino, accompagnatori…”
Riccardo Giagni, Andrea Guerra e Pivio A colazione, Riccardo Giagni e Andrea
sono seduti uno accanto all’altro, mentre si Guerra si scambiano le loro impressioni
scambiano i convenevoli di turno. Ed è riguardo la giornata. La tensione è
singolare che questo primo nucleo di palpabile. Qualcuno si domanda anche se ci
musicisti si incontri insieme per la prima sarà un pubblico interessato… Anni e anni
In treno con Giagni, Pivio, Guerra e Buonvino volta in un treno, tra l’indifferenza degli altri di conferenze stampa in supporto dei
passeggeri e un trillo di cellulare di troppo. registi che quasi mai parlano delle musiche
Sul treno c’è anche Claudio Simonetti, dei loro film, hanno fortemente provato le
seduto qualche vagone più in là. aspettative di questi artisti. Dopo il trionfale
L’appuntamento al ristorante offre incontro con il pubblico, vanno tutti a
l’occasione di un caffè al volo. Aldo De pranzo insieme. Tornano quasi subito per le
Scalzi e Ezio Bosso (con tanto di interviste. Ore e ore di discussione.
contrabbasso) ci raggiungeranno a Bologna, L’appuntamento è per le prove all’enoteca
dove ci sarà anche Paolo Fresu. Ludovico nel pomeriggio… E’ un momento ‘storico’.
Einaudi, invece, ha chiamato pochi giorni Insieme in pochi metri di palco c’è un pezzo
prima spiegando di essere in procinto di consistente del cinema italiano: il suo
andare a Londra per lavoro. presente, il suo futuro. Talenti unici e artisti
Il viaggio è abbastanza tranquillo. straordinari. L’indifferenza delle cameriere
Nessuna maldicenza o pettegolezzo. Non è palpabile (le cameriere no, invece…) al
certo per pudore, bensì per l’animo gentile punto che vengono anche sgridati…
di artisti carismatici sorpresi un po’ anche La serata è un altro trionfo. Prima del
Simonetti, Guerra, Giagni, Buonvino, Spagnoli, loro dal doversi incontrare così per caso bis, Aldo prende il microfono e racconta un
Pivio, De Scalzi e Bosso
nell’ambito di quei Festival cinematografici aneddoto che rende bene il senso della jam
che fin troppo spesso hanno dimenticato, session: Simonetti ha appena concluso tra
se non addirittura ignorato, il valore della gli applausi generali un medley di temi
composizione per il grande schermo. horror, accompagnato al contrabbasso da
Adesso ‘qualcosa è cambiato’. Finalmente. Ezio Bosso. De Scalzi racconta: “Ero là tra
In una serata con un vento gelido, al il pubblico a bere, quando sento un ragazzo
gruppo si aggiunge De Scalzi, ma Guerra che dice: ‘Ehi, ma guarda questo che si
rinuncia per andare a incontrare un’amica. permette di suonare Profondo Rosso…’”
Sul pulmino che ci porta a cena in un Dopo aver precisato che il brano del film di
ristorante di Bologna c’è – tra gli altri – Dario Argento è stato composto proprio
Ralph Eggleston, vincitore del premio da Simonetti, i “ragazzi” si riuniscono per
Oscar per For the Birds, il cortometraggio un ultimo paio di pezzi.
d’animazione incentrato su un gruppo di Quando la musica termina, è come se si
uccelli assai piumosi radunati su un palo fosse esorcizzato chissà quale moloc. Sono
Claudio ‘Profondo Rosso’ Simonetti
della luce, una pellicola che precede nel tutti stanchi, felici e contenti. Molto
tempo Monsters & Co. Arrivati nel locale, contenti. Il pubblico è andato in visibilio,
dopo avere appreso che il vincitore del nonostante non ci si sia trovati dinanzi ad
titolo di ‘miglior cuoco bolognese’ è uno una platea propriamente ‘facile’. Mentre il
chef giapponese di Tokyo, il gruppo di minidisc con la preziosa registrazione si
musicisti è sempre più nervoso e sgancia dal mixer sento dire al padrone del
preoccupato… ad un animatore locale: “Dalle prove che hanno fatto oggi
dell’Industrial Light & Magic che gli chiede pomeriggio non avrei scommesso una
come faranno a suonare se non hanno mai lira… hanno fatto qualcosa di
lavorato insieme (di fatto si sono conosciuti incredibile…” Già, incredibile. Ma la cosa
in questa occasione…), Aldo De Scalzi più inverosimile è che si sia dovuto
risponde con il suo tono fortemente aspettare fino al Future Film Festival del
filosofico: “Wine will show us the way…” 2004 perché la musica da film ottenesse gli
ovvero “Il vino ci mostrerà la strada…”. onori che merita, in una fredda serata
E tra un tortellino e l’altro il vino scorre bolognese di un inverno, in cui –
a fiumi. Claudio Simonetti è l’artista più decisamente – qualcosa è cambiato. Per
Fresu. De Scalzi, Bosso e Pivio gettonato dai registi americani di genere: il sempre. Speriamo...
Recensioni 35
Non è esagerato affermare che quella fra Tim (“Underwater”) e trascinanti galoppate in puro
Burton e Danny Elfman sia una delle più ‘stile Elfman’ (“The Growing Montage”). E nel
importanti e riuscite collaborazioni regista/ lungo e bellissimo “Finale” (forse una delle vette
compositore del panorama contemporaneo. E Big assolute dell’autore) il compositore raduna tutte le
Fish è forse il traguardo più alto raggiunto finora sue brillanti invenzioni, raggiungendo infine un
dai due partner. Abbandonati i tardoromanticismi commovente apice lirico che non cade mai nel
gotici di Batman ed Edwar mani di forbici, il sentimentalismo. Ma la palma di brano migliore va
compositore dipinge le fantastiche immagini a “Jenny’s Theme”, un gioiello melodico degno di
burtoniane di colori malinconici (“Titles”) e Fauré che è anche il cuore pulsante di tutta la
tessiture venate di country e bluegrass (“Shoe partitura. Il CD contiene anche una manciata di
Stealing”, “Rebuilding”), con violino folk e chitarre storiche canzoni pop-rock tra cui spicca l’inedita
stesi su un morbido pedale di legni e archi. Tutta la “Man of the Hour” dei Pearl Jam, malinconica Danny Elfman / [Link].
partitura è un sottile e pregevole gioco di
architettura timbrica, su cui Elfman costruisce
ballata rock che accompagna i titoli di coda. Big
Fish è una delle migliori colonne sonore del 2003
Big Fish (id. - 2003)
Sony Classical
affascinanti invenzioni melodiche (“Sandra’s e una riuscita prova di maturità per il sempre più 23 brani (8 canzoni + 15 di commento)
Theme”), laconiche parentesi coral-pianistiche bravo Danny Elfman. Maurizio Caschetto Durata: 61’14”
Hans Zimmer sembra essere definitivamente sottile linea rossa, mentre il bombardamento
diventato il cantore privilegiato dei kolossal. Il suo sonoro di ottoni, percussioni e sintetizzatori di
nome ormai compare in quasi ogni produzione “Red Warrior” e “The Way of the Sword”
di punta dei grandi studios di Hollywood. Lo stile sembra una mera rivisitazione delle martellanti
lineare e monolitico di Zimmer aderisce pagine d’azione de Il gladiatore. La presenza
perfettamente alla maggior parte dello orchestrale è coadiuvata (come di regola in
spettacolo dispendioso e a volte insapore di Zimmer) da un tappeto di sintetizzatori e
molto cinema nordamericano. E’ il caso di manipolazioni elettroniche che si limitano ad
L’ultimo Samurai, il pur rispettabile film epico amplificarne la potenza, risultando fastidiosi e
interpretato da Tom Cruise. Se il tema e artificiosi. Spicca qualche momento convincente,
l’argomento della pellicola avrebbero potuto soprattutto quando Zimmer riduce al minimo le Hans Zimmer
fornire trattamenti musicali più ricchi e risorse strumentali e si focalizza sulla
trasversali, Zimmer però non raccoglie la sfida e
decide di puntare sul sicuro mestiere. Infatti la
composizione (“A Small Measure of Peace”),
affidando qualche buono spunto melodico al
The Last Samurai
partitura tenta di riflettere la contrapposizione violoncello di Steve Erdody. Quel che non riesce
(L’ultimo Samurai - 2003)
tra la cultura occidentale e quella orientale a convincere nella “formula Zimmer” è proprio Elektra/Warner 7599-62932-2
attraverso una serie di soluzioni musicali che l’assenza di struttura e lavoro sulla composizione. 11 brani – Durata: 59’45”
cadono presto nel cliché. La composizione è Il musicista opera su “blocchi” sonori stentorei a
assolutamente tradizionale nell’assetto e nella cui aggiunge le inevitabili coloriture comandate
struttura e le uniche concessioni alla cultura e alla dall’ambientazione e dalle atmosfere della
musicalità orientali sono affidate a una serie di pellicola, preoccupandosi solamente di fornire al
prevedibili coloriture di orchestrazione come i film un commento musicale di sicura ed efficace
tamburi taiko e koto, il flauto shakuhachi e quello presa emotiva ma che risulta infine appiattito e
di Pan. Dal punto di vista compositivo poi, il generico. In questa maniera, la musica diventa
Tedesco va al risparmio di idee: i contorni una mera stampella emozionale per un pubblico
melodici e le rarefatte tessiture degli archi di “A in attesa di istruzioni, rimanendo così alla
Way of Life” e “Idyll’s End” vengono dritte da La superficie del tessuto cinemusicale. MC

Al fine giunse. L’ultima fatica di Anthony Bone Burnett, dopo il successo di Fratello dove sei,
Minghella traduce sullo schermo un romanzo di produce la soundtrack, costituita per la maggior
successo che ha come sfondo la sanguinosa guerra parte dalla riproposizione di brani ‘bluegrass’, la
civile americana, per spedirci dritti in North tradizione folk americana propria delle contee
Carolina, nel cuore di un’America da cartolina, al visitate dal film, che vede il canto spesso
fianco di un soldato confederato (Jude Law) che accompagnato da chitarra, violino, mandolino e
alle ragioni delle armi preferisce, non a torto, banjo. Ma la verve presente nei brani del film dei
quelle dell’amore per una deliziosa fanciulla fratelli Coen stenta qui ad emergere, rendendo
(Nicole Kidman). Già dal cast emergono chiare le l’ascolto a tratti faticoso. Per di più, di tutta la
velleità di una produzione che probabilmente non musica originale composta da Yared non
è riuscita a imprimere un senso di coralità al rimangono che quattro timide tracce avulse dal T Bone Burnett – Gabriel Yared
titolato gruppo di lavoro. Il risultato è, infatti,
inferiore alla somma delle parti, e lo stesso si può
contesto del CD, che possono indisporre
l’ascoltatore attento e che, di fatto, infondono
Cold Mountain
(Ritorno a Cold Mountain - 2004)
dire di una colonna sonora che per non qualche dubbio su un’operazione commerciale DMZ/COLUMBIA/Sony Music Soundtrax COL 515119 2
scontentare nessuno, rischia di deludere tutti. T malamente studiata a tavolino. Fabrizio Campanelli 19 brani (14 canzoni + 4 di commento) - Durata: 63’09’’
Clint Eastwood appartiene a quella ristretta purtroppo mostra la corda per la mancanza di
schiera di filmmakers che si dilettano anche nel varietà. Difatti spiccano più che altro gli interventi
ruolo di compositori, sebbene generalmente lasci pianistici di Brad Hatfield (“Mystic River Main
il compito al suo fido collaboratore Lennie Title”, “Meditation #1 for Piano”), tratteggiati da
Niehaus. Ma il regista ha deciso stavolta di un sapore jazzistico improvvisato. Le pagine
occuparsi personalmente della composizione in sinfoniche – orchestrate da Pat Hollenbeck ed
seguito al forte coinvolgimento emotivo che la eseguite dalla prestigiosa Boston Symphony
storia ha esercitato su di lui, come apprendiamo Orchestra diretta da Lennie Niehaus – sono
dalle note del libretto. Eastwood, amante del jazz dominate da un tono livido e crepuscolare
e anche dotato pianista, opta però per un (“Jimmy’s Anguish”, “The Confrontation”) talvolta
commento musicale di stampo sinfonico fosco e evidenziato da crescendo corali un po’ retorici
inquieto, dominato da un tema (“Theme from (“Orchestral Variation # 1”, “The Resolution”), Clint Eastwood
Mystic River”) che definire semplice è un
eufemismo: una rassegnata figura melodica di
tuttavia non prive di momenti di pregevole fattura
(“Orchestral Variation # 2”). Nonostante Mystic River (id. - 2003)
quattro note, appoggiata su un pedale dei bassi, l’apprezzabile dedizione, forse Eastwood avrebbe Malpaso/Warner Bros 9362-48590-2
affidata a pianoforte e archi. Tutta la partitura è una fatto meglio a lasciare il compito a mani più 19 brani – Durata: 62’25”
costante modulazione/ripetizione di questo inciso esperte delle sue, benché il risultato non abbia
che, se nel film restituisce abbastanza bene il minimamente compromesso lo splendido
sentimento di ineluttabile tragedia, su disco traguardo artistico della pellicola. MC
36 Recensioni

Abbasso l’amore tenta di ricreare con furbizia e quattro brani di score sono firmati dall’esperto in
nostalgia lo stile della cosiddetta romantic comedy, commedie Marc Shaiman, che recupera lo stile
genere reso celebre da Doris Day e Rock dinamico e vivacissimo delle commedie anni ’60,
Hudson in film pimpanti e leggeri che ben immortalato in quei film da musicisti come
rappresentavano il lato scanzonato e ingenuo George Duning, Frank De Vol e, ovviamente,
degli USA anni ‘60. Assai preciso nella Henry Mancini. Notevole davvero la destrezza
ricostruzione scenica e fotografica, il film con con cui Shaiman gioca con questi materiali (“Love
Ewan McGregor e Renée Zellweger riprende da in Three Acts”), riuscendo a passare con divertita
quelle pellicole anche il trattamento musicale. Il disinvoltura dal jazz manciniano allo swing alla
Soundtrack Album è in realtà una piacevole Count Basie fino alle pastosità orchestrali in stile
[Link]./Marc Shaiman compilation che amalgama canzoni dell’epoca e George Gershwin. Tutti i brani, però, soffrono di
Down With Love brani originali. Troviamo l’immancabile Frank un approccio mickeymousing un po’ eccessivo,
(Abbasso l’amore - 2003) Sinatra con “Fly Me to the Moon” e il jazz che non consente a Shaiman di sviluppare discorsi
Reprise/WMG Soundtracks 9362-48480-2 afrocubano di Xavier Cugat in “One Mint Julep” a compiuti. Chiude il disco una canzone originale di
fianco di ballabili swing come “Down With Love” Shaiman e Scott Whittman (“Here’s to Love”),
12 brani (8 canzoni + 4 di commento) e “For Once in My Life”, interpretati con spirito interpretata con gusto e ironia dai due
Durata: 37’52” crooner dall’astro nascente Michael Bublè. I protagonisti del film. MC

Ironia e leggerezza. Sono questi i punti di gruppo di attempate dame dello Yorkshire
forza di una colonna sonora che non stupisce, che, nel fiore della loro maturità, decidono di
ma neanche delude. Nel CD, brani originali e raccogliere fondi per un ospedale locale: per
di repertorio, come nel caso della prima riuscire nell’ardita e benefica impresa si
canzone che non è presente nel film. faranno immortalare nelle pagine di un
Lo scozzese Patrick Doyle, dopo aver calendario.
viaggiato fra il teatro di Branagh, le sventure di La sfida è ben raccolta da Doyle, a suo agio
Carlito Brigante e gli amori di Bridget Jones, è sul terreno del nonsense e dell’autoironia, come
chiamato a ordire le trame di un commento dimostra la freschezza di “Fantastic Tits”, uno
musicale che, in bilico fra humour, tenerezza degli spunti più felici dello score. E così fiato alle
Patrick Doyle e serena rassegnazione segue in maniera trombe per le urne confortate di pianto, largo ai
Calendar Girls (id. - 2003) rigorosa e puntuale l’incedere emotivo di corni per la magniloquenza del sentimento,
Hollywood Records – 5050466-8703-2-2 questa buona pellicola, che racconta una avanti ai pizzicato per dare un tocco di
15 brani (10 di commento e 5 canzoni) storia vera. Il segreto è presto svelato: le surrealismo. E a noi? La traccia di un buon
Durata: 29’05” ragazze citate nel titolo sono in realtà un percorso musicale. FC

Una musica che scava nell’animo umano fino dell’intero score, scritto dai due compositori
a colpire i centri emotivi e a far commuovere. con Bono e affidato alla candida voce di Andrea
Questa, in sintesi, l’essenza della bella colonna Corr del gruppo The Corrs. L’emozionante
sonora dei compositori Gavin Friday e Maurice leitmotiv ritorna più volte, come nell’arrangia-
Seezer, autori delle musiche del film The Boxer mento per arpa, chitarra acustica e rarefatte
e interpreti, insieme a Bono degli U2, della coloriture elettroniche in “Some Things You
canzone “Children of the Revolution” inclusa in Should Wish For (Main Theme)” o in quello per
Moulin Rouge. Per la pellicola di Jim Sheridan, piano in “Painting an Angel”. Un altro tema che
regista de Il mio piede sinistro e Nel nome del punta dritto al cuore è “Fe fi fo fum (Love
padre, il Friday-Seezer Ensemble esegue tutti i Theme)”: un’aura di mistero evocata dai
Gavin Friday & Maurice Seezer brani – tranne l’occasionale contributo degli sintetizzatori che sprofonda nell’affranta
archi della Irish Film Orchestra diretta da Brian desolazione di un piano, contrappuntato dal
In America (id. - 2003) Byrne – creando un’atmosfera di malinconico mandolino. Tutta questa tristezza tematica
Atlantic 7567-83706-2 coinvolgimento. La storia dolorosa di una viene stemperata dai brani “All Trouble Have
famiglia irlandese che, trasferitasi nella Grande Flown Away (Children’s Theme)” e “Mr.
15 brani (1 canzone e 14 di commento)
Mela, deve scontrarsi con la scomparsa di un American Dream (Father’s Theme)”: un’irrive-
Durata: 40’27” figlio, morto di tumore, viene raccontata rente samba il primo, un vivace pezzo jazz anni
musicalmente dal delicato pezzo-guida del film, ’40 il secondo, entrambi proposti in due
“Time Enough for Tears”, vero punto di forza differenti variazioni. MP

L’ultimo film di Robert Altman, con Neve Il resto del CD ha i suoi punti di forza
Campbell (Scream) come protagonista, mette nell’eterea performance di Julee Cruise con
sotto la lente d’ingrandimento il blasonato “The World Spins” - canzone scritta da
mondo di una grande compagnia di balletto. Angelo Badalamenti e David Lynch per le
La colonna sonora spazia tra i generi musicali torbide atmosfere di Twin Peaks - nel
più diversi: dalla classica all’ambient, dalla new violoncellista di fama mondiale Yo-Yo Ma con
age al tribale, dal soft jazz alle melodie le sue magistrali esecuzioni di “Menuett” di J.
indiane. Il motivo conduttore dell’album è la S. Bach e “Appalachia Waltz” scritta da Mark
celebre canzone “My Funny Valentine”, O’Connor, nell’esecuzione della Budapest
scritta da Richard Rodgers e Lorenz Hart, Philharmonic Orchestra del “Pas redoublé” di
Artisti Vari presente in ben quattro differenti versioni: la Saint-Saëns.
The Company (id. - 2003) prima interpretata dalla suadente voce di Elvis
Costello, accompagnato da una chitarra
Lo score originale composto e diretto da
Van Dyke Parks fa capolino solo in due brani,
Sony Classical/Sony Music Soundtrax
SK 93092 acustica, la seconda dal trombettista Chet “Curtain Calls” e “Blue Snake & Zebras”: un
Baker in una morbida performance vocale, la piacevole compromesso fra una semplice
12 brani – Durata: 44’48” terza dal violoncello di Clay Ruede e dal piano tessitura orchestrale e sonorità jazzistiche,
di Marvin Laird in uno struggente jazz, la arabeggianti e hawaiiane, corredato da una
quarta dai Kronos Quartet in un alone di variante in forma di valzer della citata “My
mistero, per soli archi e basso. Funny Valentine”. MP
Grandi Classici 37

Evocativa compensazione musicale alle ammaliante femminilità, mentre l’evanescenza


immagini di uno dei più soddisfacenti monster del theremin ne definisce l’ineluttabile natura
movies prodotti dalla Universal, la partitura disumana (un dettaglio d’orchestrazione che
elaborata nel 1935 da Franz Waxman per La esemplifica l’importanza del colore strumentale
moglie di Frankenstein decretò le direttive di uno nella musica di Waxman). Riproposto nel nitore
standard orrorifico ancora oggi difficilmente della registrazione digitale, lo score per il film di
eludibile. Ad iniziare dall’ossessivo nucleo James Whale guadagna, nell’esecuzione della
portante (“Main Title”, “Fire in the Hut”) - Westminster Philarmonic Orchestra diretta da
cinque note dispensatrici di ammonimento e Kenneth Alwyn, il meritato apprezzamento,
minaccia nella loro tensione perpetuamente soprattutto perché svincolato da una colonna
irrisolta – il pennello di Waxman restituisce rumori spesso ingiusta nei confronti di brani dalla
plumbei colori (“A Strange Apparition”) e gotiche fondamentale costruzione ritmico-melodica. Si Franz Waxman
ombreggiature (“Danse Macabre”), attingendo a
una tavolozza sempre ricca di tonalità
ascolti, ad esempio, il celebrato “The
Creation/The Tower Explodes/Finale”, il cui The Bride of Frankenstein
classicheggianti (“Minuetto and Storm”, “Bottle insistente crescendo tempistico e orchestrale (La moglie di Frankenstein - 1935)
Sequence”), nobile retaggio della scuola neo- funge da stimolante preludio alle altre cinque Silva Screen FILMCD 726
romantica di formazione. Un romanticismo che suite tratte da altrettanti lavori del compositore
è di fatto alla base del tema maggiormente tedesco, poste a conclusione del CD: The 14 brani – Durata: 73’02”
rappresentativo del film, impegnato nel vestire la Invisible Ray, Prince Valiant, Suspicion, Rebecca e
nuova Creatura, con i glissando degli archi, di Taras Bulba. Giuliano Tomassacci

Pietra angolare del commento musicale regolato dalla concentrica ostinazione del
fantascientifico, Ultimatum alla Terra è la theremin su quattro semplici intervalli
dimostrazione di come l’esposizione ad un evocativi dell’arcano cosmico, il secondo
nuovo genere cinematografico non implichi disteso nella melodicità meditativa di un
necessariamente uno scendere a “Nocturne” tutt’altro che alieno. In filigrana,
compromessi con il proprio stile, in favore di poi, è sempre presente quella distintiva
scialbi eclettismi di maniera, soprattutto poi inclinazione ad un minimalismo espanso,
se lo stile in questione è quello di un Bernard spesso matematicamente razionaliz-zato in
Herrmann d’annata. passaggi di fervida sospensione (“The Radar”,
E infatti, addomesticando al suo tratto le “Space Control”).
immagini del film di Robert Wise, il Joel McNeely consegna alle soniche digitali
compositore adottava parsimoniosamente un’interpretazione di grande fedeltà, Bernard Herrmann
tutti i canonici accorgimenti della sua ulteriormente qualificata da una registra-zione The Day the Earth Stood
calligrafia, a iniziare da una dicotomia
compositiva che disciplina l’intera partitura e
stereofonica finalmente rispettosa del
particolare organico voluto dall’autore, Still (Ultimatum alla Terra - 1951)
si concretizza nei due nuclei tematici portanti: comprensivo di due theremin, quattro arpe, Varèse Sarabande VSD-6314
il primo (“Prelude/Outer Space”, “Finale”) un basso e un violino elettrici. GT 33 brani – Durata: 38’26”

Questo doppio disco edito da Film Score manifesta una scarsa personalità musicale, oltre
Monthly – nella collana Silver Age Classics – che una diffusa monotonia melodica. Quasi
raccoglie le colonne sonore firmate dal tutto il materiale tematico della partitura viene
compositore inglese Ron Goodwin per due esposto nel “Main Title”: un prolungato rullo di
classici del cinema bellico/spionistico: Dove tamburo, dall’ovvia connotazione militare,
osano le aquile di Brian Hutton e Operazione prelude all’esposizione del tema principale,
Crossbow di Michael Anderson. articolato in due sezioni, la prima più
Delle due pellicole, certamente la più trionfalistica nell’esposizione degli ottoni, la
interessante è la prima: un piccolo classico nel seconda più pensosa e tragica, elaborata in
suo genere – con Richard Burton e un Clint forma fugata dagli archi, supportati da
Eastwood all’apice della sua carriera – che tromboni e corni. Sono ben lontani i fasti delle
narra le peripezie di un piccolo gruppo di musiche tonitruanti e fantasiose di Dimitri Ron Goodwin
Alleati che, durante la Seconda Guerra
Mondiale, deve infiltrarsi in un castello
Tiomkin per I cannoni di Navarone (The Guns
of Navarone, 1961), palese referente
Where Eagles Dare
(Dove osano le aquile – 1969)
arroccato sulle Alpi, sede di un comando cinematografico di questo film.
nazista, nel quale viene tenuto prigioniero un Come d’abitudine, estremamente curata Operation Crossbow
alto ufficiale americano. Il lavoro svolto da l’edizione preparata da FSM, con le registrazioni (Operazione Crossbow – 1965)
Goodwin per questo film – così come per originali e integrali delle partiture, oltre ad una FSM Vol. 6 No. 21
Operazione Crossbow – è onesto ed efficace, ma notevole messe di bonus track. Alessio Coatto CD1: 20 brani - Tot: 74’07’’ - CD2: 18 brani + 12bonus - Tot: 78’24”

Il covo dei contrabbandieri è un cappa e spada in costume e vecchia conoscenza del regista, per
colorato e divertente, nella migliore tradizione il quale aveva già scritto le musiche di Dietro la
avventurosa dei grandi romanzi per ragazzi di porta chiusa (Secret Beyond the Door, 1948). La
Robert Louis Stevenson. La regia di questa collaborazione fra Lang e Rózsa purtroppo non
costosa produzione targata MGM venne fu felice come in passato: il giorno dopo l’arrivo
curiosamente affidata al celebre regista tedesco del musicista, infatti, Lang dovette cominciare le
Fritz Lang (Metropolis, M, Il mostro di Dusseldorf, riprese del suo film successivo e la colonna
Il grande caldo), il quale ebbe tra l’altro modo di sonora venne scritta sotto le direttive del
lamentarsi delle imposizioni della produzione, produttore. Il compositore ungherese firmò
prima fra tutte la scelta di girare in Cinemascope. nondimeno una partitura di solido mestiere,
E’ rimasta celebre la frase con la quale Lang drammatica e densa, come era nel suo stile. Di
liquidò il neonato schermo panoramico: “E’ particolare suggestione, il “Prelude”: una ballata Miklós Rózsa
buono solo per riprendere funerali o serpenti”!
Ciò nonostante, il regista seppe mettere a frutto
di sapore popolare intonata dai corni,
sovrapposta a maestose scale di legni e archi, a Moonfleet
il suo notevole talento per la composizione visiva imitazione dei marosi di un oceano in tempesta. (Il covo dei contrabbandieri - 1955)
e il suo stile, fortemente influenzato dall’espres- Il CD edito da Film Score Monthly presenta la FSM Vol. 6 No. 20
sionismo tedesco, si rivelò efficacissimo a registrazione integrale della colonna sonora 13 brani + 13 bonus tracks
tratteggiare le atmosfere più cupe e misteriose originale del film, splendidamente incisa. Inoltre,
della trama. per i collezionisti, il disco raccoglie ben tredici Durata: 77’10”
La colonna sonora del film venne affidata alle brani che all’epoca furono espunti in sede di
cure di Miklós Rózsa, uno specialista dei film epici montaggio. AC
38 Recensioni

La grande sintonia tra la regina del fado e il (‘Metti una sera a cena’, ‘C’era una volta il West’,
maestro romano, nata ai tempi di Sostiene ‘Chi mai’, ‘La ballata di Sacco e Vanzetti’ – forse
Pereira, era già palpabile nella memorabile serata l’apice del concerto e del CD) si presentano con
dell’Arena di Verona del settembre 2002, e una veste ancor più calda e addirittura
all’annuncio della realizzazione di un intero sconvolgente, brani originali o ripescati da un
album le aspettative erano davvero alte. Il repertorio minore (‘Come Maddalena’, ‘Per le
risultato supera altresì ogni previsione, con una antiche scale’) brillano letteralmente di una “Luce
successione di emozioni che fa giustamente prodigiosa” (momento eccezionale con testo
gridare al capolavoro, un raro disco perfetto, tratto da Garcia Lorca). L’interpretazione di
complici anche le orchestrazioni originali, Dulce Pontes, a volte enfatica ma mai sopra le
Ennio Morricone l’ottima prova degli organici corali e orchestrali e righe, si fonde alla perfezione nel merletto
& Dulce Pontes un’eccellente produzione fonica. sonoro di Morricone, in uno straordinario
Focus (2003) Melodie celeberrime (‘Mission’, ‘Nuovo
Cinema Paradiso’, ‘Mosè’) si trasfigurano e
rapporto che, parafrasando la bella immagine di
copertina, trasforma in luce ogni nota, in un
Universal Music 980 829-0
acquistano nuova vita, canzoni già splendida- turbine emozionale più unico che raro.
15 brani - Durata: 64’19” mente rese anni fa da Amii Stewart o Joan Baez Pietro Rustichelli

“Aveva paura, paura di abituarsi a quella catamente sentimentale e smaccatamente


zona neutra dell’esistenza”, sentenzia nymaniano, compongono parte della colonna
Morgan, protagonista del parallelismo sonora. Questa è arricchita da inserti classici
fantascientifico che percorre tutto il film Luce che scomodano Gounod (“Roméo et
dei miei occhi di Piccioni. Non sappiamo se Juliette”), Mozart (“Le nozze di Figaro”) e
Ludovico Einaudi sia vittima di questa zona Chopin, del quale è riproposto il Preludio IV
neutra, ma di sicuro l’ambizione di porsi come Op. 28. Il capolavoro del genio polacco fu
alfiere primo del minimalismo nostrano è eseguito ai suoi funerali nella chiesa della
pienamente confermata, come dimostra Maddalena a Parigi il 30 ottobre 1839, in
l’ultimo lavoro del pianista per Alexandria, una omaggio al desiderio da lui stesso espresso
Ludovico Einaudi coproduzione greco-franco-italiana che narra prima di morire.
Alexandria (id. - 2003) d’amore, fra bugie e verità. E il rimando agli
arpeggi minimali presenti in Luce dei miei occhi
Non conosciamo i motivi che sottendono
la scelta, presumiamo ben ponderata, di
ANKH Productions – OST 204-2
non è affatto casuale, dal momento che questi inserire un brano così intimamente legato alla
28 brani – Durata: 45’08’’ possono essere un ottimo spunto per scomparsa del Maestro. Solo vorremmo
prefigurare alcuni dei momenti musicali che, capire perché è riveduto e suonato solo a
unitamente ad un tema centrale mar- metà. FC

Il 10 novembre 2003, con un concerto tenutosi conclusiva “A Dulce luminosa”.


alla Royal Albert Hall di Londra, Ennio Morricone Accanto all’orchestra Nuova Sinfonietta spicca
ha festeggiato il suo settantacinquesimo in varie occasioni il piano di Gilda Buttà, da molti
compleanno. Un modo per il grande compositore anni collaboratrice assidua di Morricone, sia per
romano di chiudere in bellezza un anno quanto riguarda il repertorio cinematografico che
particolarmente attivo, segnato dalla pubblicazione per la produzione di musica colta.
di tre dischi. Uno di questi è la colonna sonora di La In sostanza, il disco segna l’ennesimo centro
luz prodigiosa, film dello spagnolo Miguel Hermoso per un musicista che non avrebbe bisogno di
interpretato da Nino Manfredi. dimostrare più niente, che continua a
Nel disco troviamo Dulce Pontes, la brava sperimentare nuove strade, non solo, che si
Ennio Morricone cantante portoghese che aveva già collaborato con il ispira ad ambienti musicali lontanissimi, come
La Luz Prodigiosa (id. - 2002) compositore nella colonna sonora di Sostiene Pereira
(1995). Un sodalizio che continua felicemente,
dimostrano i due Ennio Morricone Remixes
(Compost/Family Affair) pubblicati pochi mesi fa.
Compagnia Nuove Indye – Co 03001
come documenta il recente CD Focus (2003). Inoltre il disco conferma che le colonne
11 brani – durata: 41’08 Morricone cesella le proprie melodie con sonore del musicista romano, pur essendo
la consueta eleganza, che per l’occasione intrinsecamente legate al contesto filmico,
viene integrata con vari riferimenti alle culture possiedono un valore che prescinde dal puro
iberiche, sottolineati dalla presenza della commento dell’immagine.
cantante portoghese, alla quale è dedicata la Alessandro Michelucci

David di Donatello, Globo d’Oro, Ciak d’Oro uccelli in gabbia di San Pietroburgo. E’
e Nastro d’Argento (per La finestra di fronte) e il l’Orchestra Sinfonica Bulgara diretta dal M°
premio Rota 2003 sono alcuni dei riconoscimenti Gianfranco Plenizio ad eseguire l’ottima musica
che hanno reso indimenticabile il 2003 del del M° Guerra, arrangiata dallo stesso autore e
compositore riminese Andrea Guerra. L’anno si presentata qui in Dolby Surround. I 67 musicisti
chiude degnamente con Il cane e il suo generale. danno vita, forma, colore, energia alle animazioni
Film d’animazione del francese Francis Nielsen, dal gusto un po’ retrò. Una colonna sonora
inserito tra gli “Eventi speciali” al 60° Festival di sinfonica, di ampio respiro orchestrale, intensa,
Venezia, basato sui disegni del russo Sergej con deliziose e sofisticate melodie, a volte
Barkhin e tratto dal soggetto “Il generale e umoristiche a volte malinconiche, racconta il
Andrea Guerra Bonapart” del famoso sceneggiatore Tonino procedere della vicenda. Non mancano
Il cane e il suo Guerra (padre di Andrea). momenti di stampo militaristico o drammatico,
generale (id. - 2003) La storia ruota attorno ad un anziano
generale russo attanagliato dal rimorso per aver
ma la bellezza dei tanti raffinati valzer in stile
puramente viennese (svettano i brani 5, 11 e 16)
CAM 510701-2 sacrificato degli uccelli in battaglia contro prende decisamente il sopravvento con gli archi
16 brani – Durata: 31’56” Napoleone. Cercherà riscatto aiutato dal cane in grande spolvero.
Bonapart, progettando la liberazione di tutti gli Stefano Sorice
Recensioni 39
L’amore è nell’aria in questa colonna sonora celebre “La vie en rose”, incisa in due differenti
tratta dalla commedia romantica di Nancy Meyers performance. La prima, brillante e avvolgente, di
con protagonista la strepitosa coppia formata da Louis Armstrong, la seconda, intima e smaliziata,
Jack Nicholson e Diane Keaton, più il terzo di un Jack Nicholson dalle sorprendenti doti
incomodo Keanu Reeves. Un album perfetto canore. Come dimenticare, poi, il seducente
come sottofondo musicale di un romantico tete- Charles Trénet di “Que reste – t’il de nos amour”?
à-tete, con i suoi tredici indimenticabili successi Davvero ammaliante, poi, la voce della mitica
targati anni ’50, cui si accoda l’unico – ma delizioso soubrette dei night parigini Eartha Kitt in “Je
– brano dello score originale di Hans Zimmer. Il cherche un homme” e “C’est si bon”, nonché il
compositore tedesco firma il pezzo intitolato caldo samba jazzato “Assedic” di Les Escrocs.
“Remember Me”, melodicamente rasserenante e Senza contare il chitarrista Django Reinhardt Artisti Vari
gaio al tempo stesso, eseguito alla chitarra dal fido
collaboratore di sempre Heitor Pereira. Poiché la
con la sua frizzante interpretazione del classico
di Barroso “Brazil”, l’appassionato Steve Tyrell
Something’s Gotta Give
Keaton interpreta una scrittrice di commedie nella bella “I’ve Got a Crush on You” di George
(Tutto può succedere – 2003)
teatrali di successo, e il suo ultimo lavoro è e Ira Gershwin e il brioso samba “So Nice” di Columbia/Sony Music Soundtrax 515035 2
ambientato a Parigi, quasi tutte le canzoni sono hit Astrud Gilberto. Un disco di piacevolissimo 14 brani (13 canzoni e 1 di commento)
del repertorio francese, a cominciare dalla ascolto. MP Durata: 42’36”

Stroncato dalla critica, l’ultimo film di James un’atmosfera di intima complicità. Accanto a temi di
Ivory si fregia tuttavia di una colonna sonora di tutto puro commento quali “The Tower” e “From the
rispetto. Firmata dal collaboratore di fiducia del Top”, troviamo momenti d’intrattenimento tribale
regista americano, Richard Robbins, autore tra in “Rollerblade”, un violino lontano con
l’altro di Camera con vista, Jefferson in Paris e Surviving contrappunto del piano in “Café Terraces”, spunti
Picasso, la partitura richiama tematicamente arabeggianti in “Saint Ursula” e l’ardente gaiezza di
suggestioni, sapori e stili della musica parigina. A “The Family Arrives”. Nella selezione di canzoni
tratti sinfonica, minimalista e anche un po’ retrò, la francesi, curata da Ivory con Robbins, sono da
colonna sonora ha una grande forza melodica che ricordare l’allegra “Qu’est-ce qu’on attend puor
viene prepotentemente fuori in brani quali “Train to être heureux”, interpretata da Patrick Bruel e
the Country” (che pare uscire dalla penna di Philip Johnny Hallyday, l’affabile Serge Gainsbourg in “En Richard Robbins
Glass per un documentario di Godfrey Reggio),
“Chez Persand (Love Theme from Le Divorce)”,
relisant ta lettre” e la ritmata e stuzzicante
“L’anamour” cantata da Jane Birkin. Da citare,
Le Divorce (id. - 2003)
Grandstand Entertainment 513605 2
appassionato idillio d’amore, “The Market”, infine, l’estratto dallo score del film di Jean Cocteau
dominato da una fisarmonica che ricorda lo Yann La bella e la bestia del 1946, composto da George 29 brani (6 canzoni e 23 di commento)
Tiersen de Il favoloso mondo di Amelie, “Roxy and Auric: una melodia tardoromantica di ariosa Durata: 65’40”
Isabel” con un travolgente sax che crea intensità. MP

Una colonna sonora di Christopher Young quella musica concreta che tanto lo aveva
non è mai un ascolto banale o scontato. Non appassionato ai suoi esordi e non fa mancare un
sfuggono alla regola le musiche di La giuria, vasto e rigoroso afflato sinfonico, che unifica e
perfettamente calibrate alle immagini del irrobustisce il quadro d’insieme. Come di
serrato e un po’ ingenuo thriller giuridico consueto, nessuna imponente melodia, ma
diretto dal diligente Gary Fleder e tratto gracili figurazioni che si dissolvono nell’aria come
dall’ennesimo best seller di Grisham. Sono anelli di fumo (“Erease Her from My Heart”,
musiche che stupiscono per la quantità di idee “Not Lady Liberty”, “Habeas Corpus”), e
e per la varietà delle fonti d’ispirazione e, anzi, qualche aggressivo episodio d’azione, dai ritmi
si fanno apprezzare molto anche fuori dal film furiosi e dalla spaesante violenza (“Shark
nonostante questo loro eclettismo che, in Tactics”, “Voir Dire”). Christopher Young
mano ad autori meno sicuri del mestiere,
avrebbe potuto risultare persino irritante.
Il CD Varèse, che propone con soddisfacente
ampiezza le parti migliori del lavoro di Young, si
Runaway Jury
Nella fluida mescolanza di idiomi, il apprezza anche per la qualità dell’incisione, che
(La giuria - 2004)
compositore allinea influssi country, blues e jazz lascia apprezzare al meglio questo stimolante Varèse Sarabande 302 066 524 2
(“Runaway Jury”, “Dumb Witness”, “The Divine cocktail di suoni, con alcune lodevoli prestazioni 18 brani - Durata: 59’39”
Komeda”), sonorità techno e new age soliste, in particolare i vocalizzi di Teresa James.
(“Cheaper by the Dozen”), introduce sprazzi di Gianni Bergamino

Dopo l’exploit dei quattro capitoli della doppio CD della LaLa Land Records si rende
serie Medal of Honor (Allied Assault è ancora in opportuna un’avvertenza: trattandosi di brani
attesa di un proprio CD) Giacchino realizza destinati ai frenetici combattimenti virtuali di
una nuova impressionante partitura sinfonica un video game, privo dell’equilibrio narrativo
e corale per il videogioco bellico Secret di una vera trama cinematografica, gli episodi
Weapons Over Normandy della Lucas Arts. È altisonanti, turgidi, marziali si susseguono
sbalorditiva la qualità e la ricchezza di queste l’uno all’altro, senza concedere requie.
musiche, che fanno pensare alle emozioni Per questo è preferibile dosare l’ascolto di
musicali del miglior cinema di guerra del questo colosso musicale, per non restarne
passato, con un linguaggio sinfonico che sopraffatti e apprezzare invece l’inesauribile
entusiasma soprattutto chi rimpiange Steiner inventiva e le molte sottigliezze dell’orche- Michael Giacchino
o Friedhofer, o chi adora lo stile creativo dei strazione. Secret Weapons Over
leggendari Williams e Goldsmith, di cui
Giacchino sembra destinato ad essere uno dei
Nel suo simpatico sito Internet
([Link]), l’autore offre in
Normandy (id - 2003)
LaLa Land Records LLLCD 1013
prosecutori più autentici. degustazione ulteriori assaggi del suo
CD 1: 16 brani - Durata: 68’55”
Per un miglior approccio al generoso strabiliante genio creativo. GB
CD 2: 14 brani - Durata: 14’02”
40 Recensioni

Trasformista come la seducente spia del sfumate di elettronica (“The Tooth Doctor”), con
telefilm, la musica di Michael Giacchino per Alias cui il panorama sonoro si arricchisce di
non si lascia definire finché non si sono ascoltati un’atmosfera elegiaca, drammatica, a tratti
tutti gli oltre sessanta minuti dell’adrenalinico CD, persino commovente (“The Prophecy”).
dedicato alla prima stagione del serial di Jeffrey Stupisce la sicurezza con cui Giacchino domina
Abrams. Un diluvio di idee, di vigore, di estro alla perfezione stili così diversi, scivolando con
creativo. Alla fine si comprende che questo disco camaleontica disinvoltura da uno all’altro senza
divertente e godibile non si inquadra in nessun accostamenti inappropriati o soluzioni eccessive.
genere: è un caleidoscopio di stili, un arcobaleno Nel lavoro di questo giovanissimo musicista si
musicale in cui si passa con sfacciata disinvoltura percepisce un’energia che piace anche per la sua
Michael Giacchino dalla techno elettronica ad un’intensa scrittura per ingenua irruenza. La sua entusiasmante
Alias (id. 2003) archi (“Dissolved”, “Ball Buster”), con escursioni
nel folclore (“Spanish Heist”), nel jazz sofisticato
scorribanda sonora potrà forse deludere chi
preferisce la sontuosità classica della serie Medal
Varèse Sarabande VSD-6521
con una strizzatina d’occhio a James Bond of Honor, ma merita massima attenzione da parte
26 brani - Durata: 65’08” (“Sleeping Beauty”) e con una massiccia presenza di chi cerca novità, coraggio, e un po’ di sana
di componenti sinfoniche (“The End?”), appena voglia di strafare. GB

La fiaba di Peter Pan in live action, un film questo lavoro pur raffinato ed esteticamente
spettacolare, dai grandi effetti speciali. perfetto.
Un’orchestra sinfonica di oltre 80 elementi e Il compositore espone con seducente
due cori alla mercè di uno dei migliori coloritura orchestrale una serie di gradevoli idee
compositori del nostro tempo. Molti vedono tematiche, ma sembra in difficoltà quando si
in James Newton Howard un ideale nuovo tratta di dare slancio passionale all’opera. La cura
John Williams e non a torto. La qualità media della strumentazione e l’eleganza dello stile non
delle sue opere autorizza la stima che gli bastano a rendere emotivamente intenso
appassionati nutrono nei suoi confronti. l’ascolto. Forse Newton Howard avrebbe
Per questo, prima ancora di aver iniziato ad preferito sottrarsi al confronto con Hook, si nota
James Newton Howard ascoltare questo suo nuovo disco si pensa già a il suo sforzo di non assomigliare a Williams. Ma è
Peter Pan (2004) Hook, al capolavoro che Williams ha composto
nel 1991 per il film di Spielberg. Un confronto
lo stesso: non possiamo fare a meno di notare
che, con una fonte di ispirazione comune e mezzi
Varèse Sarabande 302 066 534 2
così istintivo da risultare inevitabile, ma che espressivi praticamente identici, una delle due
18 brani - Durata: 44’22” nuoce all’apprezzamento del lavoro di Newton partiture è divenuta una pietra miliare della storia
Howard perché si finisce col rimanerne della musica per film, l’altra si riduce ad una
insoddisfatti. L’attesa di sontuosi svolazzi curata suite sinfonica, così poco memorabile da
melodici, di vibrante intensità drammatica resta far già attendere il prossimo lavoro di Newton
in gran parte delusa. Il CD tra l’altro propone una Howard. La sua consolidata bravura gli fa perdo-
selezione smagrita della partitura originale, il che nare lo slancio trattenuto, anche se resta il ram-
non aiuta a collocare nella sua giusta dimensione marico per la ghiotta occasione perduta. GB

Jerry Goldsmith, ragazzino di 75 anni scherzi e ironici sberleffi. La frivola mancanza di


appena compiuti, gioca con i suoni, i ritmi e i serietà del film concede a Goldsmith di sfogare
timbri che hanno riempito la sua prodigiosa un’ingegnosa leggerezza di stile, che diventa
carriera di musicista, irriverente e sfrontato nel ammirevole e stupenda di per sé.
suo contagioso entusiasmo, al punto che il suo Si prova una simpatia struggente per
apparente disimpegno diventa invece esempio questo grande maestro, costretto per
per tanti giovani compositori che non sanno problemi di salute a diradare tanti impegni,
districarsi dai luoghi comuni neanche con la più ma che non esita a gettarsi a capofitto nella
banale delle commedie. più stramba delle commedie. Se si dubita della
Il maestro, a suo agio con l’amico regista di fama leggendaria di un autore come
Jerry Goldsmith tanti film, regala ai Looney Tunes di Joe Dante Goldsmith, basta ascoltare l’esplosione di
Looney Tunes: una guizzante fantasia di invenzioni. Ogni vitalità, il divertimento scanzonato di questi
Back in Action (id. 2003)
minuto è un vulcano di idee, una corsa senza
requie in mezzo a ritmi scatenati, sordine e
40 minuti dietro cui si cela l’esperienza di un
genio che non deve più dimostrare nulla, e
Varèse Sarabande VSD-6523 fischi, galoppate in stile western, ostinati e può continuare a stupire ed incantare, e
21 brani - Durata: 37’18” fughe per improbabili inseguimenti, glissandi e magari si diverte pure nel farlo.
stravaganze, temini scanzonati e citazioni, Buon compleanno, Jerry. GB

Le trame horror dei due Jeepers Creepers di melodia di cinque note, increspata da un surreale
Victor Salva (Powder), se anche non sfruttano al intervallo di terza maggiore. Senza mai abusare di
meglio le loro potenzialità, sono percorse da un questo esiguo riferimento, Salvay gli avvolge
brivido angoscioso e opprimente. In mezzo alle intorno un fitto sottobosco di ferocia ritmica, con
classiche situazioni da slasher movie si ricorso a dissonanze e atonalismi, a pulsazioni
percepisce un morboso disagio psichico, un percussive e ad un velo di elettronica, senza fare
senso di straniamento onirico favorito di queste soluzioni la solita comoda scappatoia
soprattutto dall’ottimo commento musicale, per sottrarsi all’impegno di una coerente scrittura
che si insinua come un vortice alienante e sinfonica. Il risultato finale è soddisfacente e
pauroso tra le sequenze ombrose dei film. consiglia di seguire con attenzione gli auspicabili
Bennet Salvay Autore proveniente dalla televisione, Bennet sviluppi della carriera di questo autore. Mentre
Jeepers Creepers 2 (id 2004) Salvay adotta un’elaborata scrittura sinfonica a
metà strada tra Stravinsky e Goldsmith.
l’edizione discografica della prima partitura, oggi
fuori commercio, offriva una modesta selezione
Varèse Sarabande VSD-6496 Il motivo dominante in entrambi i film, il tema della musica presente nel film, il CD Varèse per il
18 brani - Durata: 46’28” del vorace uomo-pipistrello, è una disarmonica secondo capitolo è assai più generoso. GB
Recensioni 41

Bollywood Queen di Stefano Sorice

Il genere cinematografico in cui il cultura indiana, la quale sta conoscendo un


legame e le connessioni tra sceneggiatura e grande sviluppo negli ultimi anni con film
colonna sonora sono imprescindibili è come Il Guru o Sognando Beckham
certamente il musical. Diretto da Jeremy (quest’ultimo degli stessi produttori di
Wooding, Bollywood Queen (presente Bollywood Queen). Questo grazie
anche nella Selezione Ufficiale al Sundance all’integrazione sociale e al raggiunto
Film Festival 2003) è una commedia benessere dei moltissimi immigrati indiani
musicale che presenta però delle provenienti soprattutto dalle ex colonie
caratteristiche molto particolari, che la inglesi d’oriente. Insomma, siamo lontani Steve Beresford
distinguono facendone un piccolo gioiello.
Si tratta di una produzione indipendente
anni luce dall’indiano di Peter Sellers in
Hollywood Party! Il mercato musicale non
Bollywood Queen (2003)
Screen Music SCREEN003
inglese ambientata interamente tra l’East Side ha fatto altro che evidenziare tutto ciò,
29 brani - Durata: 60'00"
di Londra e il bucolico Somerset, ma allestita spinto ai primi posti delle hit parade
e realizzata con la ricchezza visiva e musicale internazionali da artisti quali il musicista e
dello stile di Bollywood: canzoni popolari, deejay inglese di origine indiana Panjabi Mc
costumi sfavillanti e grandiose coreografie. Il e da gruppi come gli Achanak, leader della
corrispondente indiano della californiana New Wave Bangra, che fonde abilmente la
Hollywood è la mecca del cinema orientale. musica indiana con i ritmi occidentali. Da
Qui vengono girati migliaia di film all’anno e tutte queste premesse non poteva che
spesso anche parecchi contempo- nascere Bollywood Queen!
raneamente con gli stessi attori. Filmi Sangeet Le canzoni sono ovviamente parte
indica proprio la musica e le canzoni integrante del film e nascono dalla
dell’industria cinematografica indiana del collaborazione tra il compositore e
primo periodo, mentre oggi ci sono molte musicista Steve Beresford e la cantante
più contaminazioni con altre produzioni anglo-asiatica Najma Akhtar che ha
musicali ed il termine è un po’ meno definito. prestato la voce a tutte le 13 canzoni del
Questa scelta dei produttori si è riflessa film, come è prassi fare a Bollywood da
ovviamente anche sulla colonna sonora che quando negli anni ’40 e ’50 sono stati
è il risultato della fusione tra le tipiche introdotti stabilmente i “playback singer”. I
sonorità indo-pakistane moderne, la due hanno così potuto unire la musica e le
musica Bangra, e le ultime tendenze della canzoni indiane, grazie alla conoscenza
dance europea. Nel CD in questione musicale della Akhtar, con R&B (come nella
ritroviamo tutti questi elementi amalgamati canzone finale in cui Geena professa il suo I protagonisti Preeya Kalidas e James McAvoy
in un insieme fresco, energico e molto amore per Jay), country, rock, jazz e pop,
godibile anche separatamente dal film. dando origine ad un tutt’uno multiculturale soddisfacente e le atmosfere e l’omaggio
La storia è quella di due giovani di grande impatto, ma sempre con all’India sono rese al meglio. Canzoni
innamorati, l’indiana Geena (Preeya Kalidas) leggerezza, colore e gioia, com’è nello stile intense e divertenti che accompagnano la
e l’inglese Jay (James McAvoy), ostacolati indiano. Beresford ha anche composto il vicenda di Geena e la sua dichiarazione
dalle rispettive famiglie e dalle loro differenti resto della colonna sonora registrata dalla d’amore a Jay e, soprattutto, a Bollywood.
culture. In questo contesto si inserisce il String Orchestra di Bombay. Avvalendosi Juliette Jaimes e Steve Welton-Jaimes
sogno di Geena: diventare una stella di della ottima performance di Aref Durvesh sono gli autori di “Butterfly”, brano che
Bollywood. Elementi, questi, che si ritrovano (qui alle prese con tabla, dholak e gatam), ha chiude l’album, ma che non fa parte del
in classici del genere musical come West Side adattato e fuso il suono dei tipici strumenti film. Il medesimo duo è responsabile di
Story, Saranno famosi o Grease, innestati in indiani come tabla e sitar con sintetizzatori, “Kiss Kiss” per Holly Valance e, in
una trama alla Romeo e Giulietta. chitarre e violini classici. In molte tracce entrambe le canzoni, si riscontra lo stesso
Il film si inserisce in un filone compaiono shehnai, mandolini, santoor, tipo di fusione di generi che caratterizza
cinematografico che esalta (o sfrutta) la vibrafono, arpa e dhol. Il risultato è davvero tutta la colonna sonora.
42 Cult Corner

Prima regia di Flavio Mogherini, questa caratterizzati dal festante utilizzo di campane,
pellicola comico-demenziale dei primi anni ’70 – fischi, coretti beffardi (I Cantori Moderni di
la storia di quattro amici che tirano a campare Alessandroni), filastrocche da barzelletta di
saccheggiando antiche tombe etrusche – è paese, urla, versi e ritmiche ossessive.
commentata musicalmente dal Maestro Ennio Un’incontenibile comicità pervade brani quali
Morricone. In questa colonna sonora, ristampata “Ora a te, poi a me”, “Anghingò”, “Ora pro
per la prima volta su CD, con quattro brani nobis” e “Anche se volessi…(Titoli)”. “Per la
precedentemente non incisi sull’LP originale, il strada” è il tipico tema morriconiano: un
compositore romano, a suo agio anche nelle amalgama di ironia e amarezza che potrebbe
commedie agrodolci, sarcastiche e surreali (si riportare alla memoria l’“Addio a Cheyenne” da
pensi a Il vizietto, Le monachine, I Basilischi), C’era una volta il West. “Tramonto”, invece, è
Ennio Morricone sfodera tutta la sua vena grottesca per rendere al un’altra melodia esposta dal fischio sognante
Anche se volessi meglio l’atmosfera scanzonata della storia di
guardie e ladri che vede tra i protagonisti l’attore-
dell’incredibile Alessandro Alessandroni che,
accompagnato da un leggiadro tappeto d’archi,
lavorare che faccio? feticcio di Pier Paolo Pasolini, Ninetto Davoli. porta la quiete dopo la tempesta.
(1972) Il tema conduttore, “Lei se ne more”, ritorna Un CD che all’ascolto ricorda tanti altri
Cinevox CD MDF 353 con diverse varianti (corale e ritmata) lungo tasselli dell’immenso mosaico discografico di
14 brani – Durata: 36’13” tutto l’album: un delicato motivo popolare di Morricone, e che è pertanto consigliato solo ai
facile presa emotiva. Gli altri temi sono suoi estimatori più incalliti. MP

Da una costola dell’Ispettore Callaghan, il musicisti che si cimentarono col poliziottesco


prolifico cinema italiano dei primi anni ‘70 scelsero ognuno un proprio stile, partendo
creò i “poliziotteschi”. Storie di ordinaria comunque dai parametri impostati da Lalo
criminalità e violenza, sulla falsariga dei plot Schifrin per Dirty Harry: soul, funky e jazz. Il
americani, ma ambientate per le strade delle M° Stelvio Cipriani ricorre qui al funk
metropoli nostrane, divennero ben presto percussivo, accostandolo agli stilemi del jazz.
pane per un pubblico affamato di piombo Da segnalare il tema principale, “Mark il
oltre che delle nudità di insegnanti e liceali poliziotto” e “La fine di Cobb”, che
varie. Italici Callaghan spopolarono in pellicole primeggiano per ritmo ed espressività. Non
quali Roma Violenta, Napoli Spara!, Italia a mancano, a spezzare il ritmo, melodie più
mano armata, La polizia incrimina, la legge dolci per chitarra, flauto e tastiere che si
Stelvio Cipriani assolve e molte altre. Tra queste Mark il contrappongono al funky-style che pervade
Mark il poliziotto (1975) Poliziotto (1975), che fu il primo film della
trilogia diretta da Stelvio Massi con il divo dei
tutto il disco anche con l’utilizzo di fiati, corni,
percussioni, sax e l’immancabile chitarra wah-
Cinevox CD MDF 354 fotoromanzi Franco Gasparri nelle vesti del wah, mentre i momenti di riflessione sono
15 brani – Durata: 36’19” commissario milanese Mark Terzi. I diversi affidati ad armonica e chitarra. SS

I nomi di alcuni compositori sono legati ad at Elysium”, sono da segnalare il meraviglioso


un solo tema, anche se nella loro carriera dialogo tra gli archi e gli ottoni nel tema
hanno scritto molte altre musiche per il “Profondo Sinfonico”, di una grazia aerea,
cinema: nel caso del maestro Stelvio Cipriani declinato in vari modi nei brani successivi:
la mente corre subito a Anonimo Veneziano. romantico in “Profondo”, tristissimo in
Eppure la sua filmografia comprende più di “Underwater Symphony”, malinconico in
300 titoli, che gli hanno permesso di spaziare “The Deep-End Titles”, e in una tonalità più
tra i generi più disparati: dal western al film bassa in “Theme from Piranha II (Single
poliziesco, al cinema horror. Piranha 2: The Version)” e “Theme from Piranha II”. Il tema
Spawning, realizzato nel 1981 da un “Escape from Paradise” sembra invece
esordiente di nome James Cameron, provenire da un film sdolcinato per
Stelvio Cipriani appartiene a quest’ultimo genere. Le edizioni adolescenti degli anni ‘70. “Prelude” e “6.30
Piranha 2: The Spawning musicali Digitmovies di Luca Di Silverio, che
lavora in collaborazione con il musicologo
A.M. Explosion”, infine, trasmettono la giusta
tensione ad alcune delle sequenze più
(Pirana Paura, 1981) Claudio Fuiano, hanno pubblicato una nuova terrorizzanti del film. Indubbiamente, una
Digitmovies CDDM005 perla della musica applicata italiana. Oltre ad colonna sonora da (ri)scoprire.
13 brani – Durata: 41’50” alcuni temi pop, come “Club Elysium” e “Fun Gabrielle Lucantonio

La notte dei diavoli, di Giorgio Ferroni, è un orchestrale di Profondo rosso (1975) di D. Argento.
horror italiano che può vantare gli effetti speciali di Le musiche di Gaslini rielaborano le atmosfere
Carlo “E.T.” Rambaldi. E’ praticamente il sequel di spettrali e angoscianti del film, descrivendo al
un episodio (quello con Boris Karloff) del film I tre meglio l’incombenza di un pericolo invisibile, ma
volti della paura (Mario Bava, 1963) ed è anch’esso presente e vicino. Lugubri e anomale melodie di
basato sul racconto di Alexis Tolstoy “The un organo (“An Organ in the Night”) o di un
Wurdalak”. Protagonisti della pellicola sono violoncello – tra cui spicca il “Vurdalak Theme” (in
proprio i wurdalak, i morti viventi assetati del tre versioni) – si alternano a dolci ballate.
sangue delle persone che hanno amato in vita. Romantico e struggente è “Sdenka’s Theme”,
Gianni Garko e Agostina Belli impersonano i due sussurrato dalla magnifica voce solista di Edda
innamorati al centro della vicenda ambientata tra Dell’Orso accompagnata dagli archi, mentre
Giorgio Gaslini boschi nebbiosi e case di contadini. Il CD propone “Slavian Little Song” è semplice ma angosciante e
La notte dei diavoli (1972) tutta la musica scritta per il film in stereo e
restaurata in digitale da un master originale
fa riferimento all’ambientazione. Le tipiche
musiche orchestrali da cinema horror fanno
Digitmovies CDDM009 custodito negli archivi Cinevox, al tempo capolino soprattutto in “Terrible Echoes” e
24 brani – Durata: 45’23” preparato per un 33 giri mai pubblicato. Sono “Warnings”, dove acuti archi sospesi e assoli di
presenti due alternate tracks (versioni alternative) flauto annunciano brividi e sangue. In “Macabre
e una suite che, prima di questo disco, era l’unica Burials” l’ossessivo ripetersi di quattro note nella
musica disponibile. Il compositore è Giorgio parte iniziale lascia spazio al malefico tema
Gaslini, musicista jazz di fama e prestigio presente anche nei titoli di testa dove fagocita il
internazionali, unico nel suo genere. tema di Sdenka. Infine ci sono anche brani più
Ha composto molti lavori sinfonici e da sperimentali (in linea con la sensibilità artistica
camera, balletti ed opere, musica per il teatro, per dell’autore) come “Electroshock I e II”, nel quale
la TV e per il cinema con oltre 40 colonne sonore: la musica si fa rumore, suono e tensione, e “Voices
ricordiamo La notte (1961) di M. Antonioni, in the Wood”, intessuto di grida che si perdono in
premiata con il Nastro d’Argento, e la parte lontananza tra l’ululato e la disperazione. SS
Cult Corner 43

In Italia il Maestro Pino Donaggio è noto per un film americano più importante, Saigon
soprattutto per la sua carriera di cantautore di Christopher Crowe, per rispettare
(“Io che non vivo”). Le musiche scritte per i l’impegno preso con il regista Ruggero
film di Nicolas Roeg, Brian De Palma e Joe Deodato per Un delitto poco comune (1988),
Dante gli hanno dato una notorietà un thriller inconsueto, quasi un horror, che
internazionale. Alcuni temi sono diventati mette in scena un serial killer (un bravissimo
degli esempi di perfezione di musica applicata Michael York) vittima di una malattia
al cinema, come il magnifico “In the implacabile: un invecchiamento precoce e
Museum” da Vestito per uccidere di Brian De accelerato.
Palma, che viene studiato nelle scuole di Sotto la direzione del collaboratore di
cinema americane. Si conosce meno il resto allora Natale Massara, questa partitura Pino Donaggio
della sua carriera, anche se si tratta di un
corpus notevole, avendo scritto più di
presenta un compositore che inizia ad osare
in termini di ricerca timbrica e ricchezza
Un delitto poco comune
(1988)
sessanta partiture per il cinema e la orchestrale, e che prolunga le esperienze
televisione italiani. musicali di Blow Out e di Omicidio a luci rosse. Digitmovies CDDM010
Pino Donaggio dovette rifiutare il lavoro Da non perdere. GL 19 brani – Durata: 47’29’’

Come il buon vino, Pino Donaggio migliora siciliano di Giovanni Falcone. Ne L’anima
con gli anni. Da ragazzo, il compositore gemella, con l’orchestra diretta dal bravissimo
veneziano ha studiato il violino al Maurizio Abeni, sembra ormai in grado di
conservatorio Benedetto Marcello della sua navigare da un genere musicale all’altro con
città natale, e poi al Verdi di Milano. Quando una grande varietà di strumenti: abbiamo ad
è passato dalla canzone alla musica per il esempio “Il mistero”, tema raffinato e quasi
cinema, utilizzava soprattutto violini e archi, stravinskiano, con forti dissonanze. E poi “Il
gli strumenti che conosceva meglio. Il tuffo”, tema romantico e melodico con
maestro Donaggio ha poi, umilmente, accompagnamento d’archi. C’è la musica da
studiato composizione, e man mano che balera di “Il barbiere”, e le note inquietanti de
progrediva negli studi, impiegava un numero “Il sortilegio”. Pino Donaggio
sempre maggiore di strumenti nelle sue
musiche per il cinema.
La musica di Donaggio è più matura e,
nello stesso tempo, sperimentale. Il suo
L’anima gemella (2003)
Digitmovies CDDM012
Ecco quindi le percussioni di Blow Out e la plurilinguismo ne fa uno dei compositori
musica elettronica di Omicidio a luci rosse, lo italiani di musica applicata al cinema più 17 brani – Durata: 39’19”
strumento bulgaro di Il Carniere e il canto interessanti e ammirati. GL

A volte capita anche al collezionista più del primo Danny Elfman, al languore erotico
smaliziato di rimanere felicemente sorpreso di alcune pagine thriller di Pino Donaggio.
da una colonna sonora sulla quale non Si ascolti ad esempio il bel “Main Title -
avrebbe scommesso un euro. E’ il caso della Wax Mask” che si apre con una citazione
partitura scritta da Maurizio Abeni per M.D.C. letterale del tema principale di Cape Fear di
- Maschera di cera, un pasticciato horror di Herrmann, per proseguire con una sezione
serie B diretto da Sergio Stivaletti (e prodotto per coro che sillaba un testo latino:
da Dario Argento) e ispirato al celebre un’evidente reminiscenza del celeberrimo
racconto di Gaston Leroux (quello de “Il “Ave Satani” di Jerry Goldsmith.
fantasma dell’Opera”, per intenderci). Ma oltre alla perizia compilatoria, Abeni
Attingendo con divertita sapienza allo dimostra anche una notevole padronanza del Maurizio Abeni
sterminato patrimonio delle colonne sonore
dell’orrore, Abeni scrive uno score che è
mezzo orchestrale, scrivendo musica di non
comune densità sinfonica, e forse peccando
Maschera di cera
prima di tutto un felice compendio di tutti i solo di eccessivo eclettismo.
(Wax Mask – 1997)
luoghi comuni musicali del genere: dalle Un disco interessante e godibile, CDDM011
deflagrazioni orchestrali dei vecchi classici ottimamente eseguito dalla Bulgarian 20 brani + 4 bonus tracks
della Hammer, alle tessiture più inconsuete di Symphony Orchestra, sotto la direzione Durata: 76’29”
Bernard Herrmann, dalle architetture gotiche dell’autore. AC

Gli archivi Hexacord ci trasportano nei compositore di una quarantina di colonne


fantastici anni della Golden Age musicale sonore. Questo piccolo scrigno di gioie
italiana (‘60-’70) alla riscoperta del musicali include rarità mai pubblicate prima,
leggendario Alessandro Alessandroni. Il suo brani dimenticati e molto altro ancora
fischio ha caratterizzato l’epoca dei western proveniente da materiale originale analogico.
all’italiana (tra tutti la ‘trilogia del dollaro’ di Vibranti, sognanti, evocativi, deliziosi sono i
Sergio Leone). Le fantastiche e innovative pezzi prescelti per questa raccolta. Oltre agli
invenzioni musicali di Morricone sarebbero strumenti già citati, troviamo il piano elettrico
risultate meno incisive senza il suo apporto. in stile funky (brani 13, 19, 21), l’armonica
Con l’ensemble “I Cantori Moderni” accompagnata dagli archi (10), harpsichord
accompagnò grandi voci soliste come elettrico (1) e l’immancabile fischio (9, 15). Si Alessandro Alessandroni
l’immensa Edda Dell’Orso. Notevole anche la
sua abilità con la chitarra classica, oltre che
spazia da sonorità indiane (8, 22) a influenze
jazz e funky, dallo stile morriconiano a
Wizard Of Sound (2003)
Hexacord HCD 20
con il sitar (tra i pochi virtuosi in Italia), il morbide ballate per voce solista (11, 16),
mandolino (suo primo strumento), il evidenziando la capacità di Alessandroni di 22 brani – Durata: 68’12”
sassofono (con il quale scoprì il jazz) e le fondere con sapienza stili e ritmi diversi.
tastiere. In definitiva 22 quadretti musicali che
Conosciuto in tutto il mondo soprattutto raccontano 40 anni di musica del grande
come musicista, Alessandroni è anche Alessandro. SS
44 Dossier

Cinema da ascoltare: Parte 4 di Alessio Coatto

Mickeymousing, che passione!


Durante la visione di una particolare divertenti, con l’uso di opportuni effetti parlata di Donald Duck (Paperino), opera
scena di Tramonto (Dark Victory, 1939) di sonori sincronizzati con l’azione; di Clarence Nash.
Edmund Goulding, Bette Davis, personaggi più delineati, grazie alla L’autentica novità di Steamboat Willie è
protagonista del film, esclamò: “O per possibilità di far sentire la loro voce; e costituita dall’elemento musicale. Assai
quelle scale salirà il signor Steiner o ci l’occasione di dare alla storia il ritmo di più che nei film ‘dal vero’, nel cinema
salirò io, ma certo non lo faremo una canzone conosciuta. d’animazione la musica ha una funzione
insieme!”. L’attrice si riferiva ad un Si mise in cantiere un nuovo cartoon, essenziale. Essa attribuisce una sorta di
passaggio della colonna sonora di Max Steamboat Willie, e si persuase Carl terza dimensione allo spettacolo
Steiner in cui la musica – una scala Stalling, un organista del periodo del bidimensionale per eccellenza: dà vita
cromatica ascendente – ‘mimava’ il muto, a comporre una partitura che alle immagini disegnate, ne è il collante,
momento in cui la Davis si precipitava su seguisse le indicazioni di tempo che così come conferisce spessore ai
per una rampa di scale. Per gli addetti ai Iwerks aveva in precedenza segnato sulla personaggi, trasmettendo loro un’anima
lavori, si tratta di un classico esempio di pellicola. Il momento della registrazione e un sentimento. Inoltre costituisce la
mickeymousing: una particolarissima comportò non poche difficoltà: il struttura intorno alla quale si dispongono
tecnica di commento musicale della quale direttore d’orchestra si rifiutava di tutti gli altri ‘eventi acustici’, vale a dire
Steiner fu vessillifero, ma utilizzata e rispettare rigidamente la sincronia con le voci e rumori.
rielaborata da molti altri compositori, del immagini e i musicisti trovavano difficile Per questo motivo, nei cartoni
passato così come del presente. Ma che star dietro al frenetico incedere della animati, la musica accompagna la storia
cos’è, esattamente, il mickeymousing? E storia. Ciononostante, Steamboat Willie senza soluzione di continuità,
soprattutto… cosa c’entra Topolino? ebbe finalmente la sua ‘prima’ a New assecondandone ogni più piccola
York il 18 dicembre 1928. ‘increspatura’, perdendo di vista qualsiasi
Un po’ di storia: Viva Topolino! Dopo poche settimane, il personaggio regola – formale o armonica – che non
Facciamo un passo indietro. Nel 1928, di Mickey Mouse era divenuto un evento sia quella della più perfetta aderenza
la piccola impresa dei fratelli Disney, nazionale. Nel giro di tre anni, si sarebbe all’immagine. Ora, tale aderenza porta
dedicata alla produzione di cartoni trasformato in un’istituzione. spesso l’accompagnamento a risolversi
animati, navigava in pessime acque ed era nella mera riproduzione dei rumori
ormai prossima alla bancarotta. Per diegetici, quando non siano gli stessi
risollevarne le sorti, rimaneva un ultimo effetti sonori ad essere organizzati
disperato tentativo: la creazione di un musicalmente.
nuovo eroe di ‘cartone’. Walt e In questo modo, musica e rumore
l’animatore Ub Iwerks si gettarono a perdono una connotazione precisa,
capofitto nell’avventura e inventarono un sfumando l’una nell’altro. Per fare qualche
piccolo topo che venne schizzato esempio, se un personaggio precipita o
facendo uso del minor numero di tratti cade, l’orchestra esegue una veloce scala
possibili, di modo che si potesse discendente, se inciampa, un ‘sussulto’ in
realizzarne velocemente una prima partitura ne sottolinea la sorpresa; se
avventura. Una serie di cerchi – torso, incede minacciosamente, pesanti accordi
muso, orecchie,1 mani – furono sufficienti accompagnano ogni suo passo.
per abbozzare un personaggio che la Tale tecnica musicale contagiò ben
moglie di Walt battezzò Mickey Mouse. presto anche gli altri generi cinemato-
A tempo di record, e nella più grafici – con esiti talvolta interessanti, ma
completa segretezza, si preparò il suo Un’immagine da Steamboat Willie più spesso ingenui e semplicistici –
primo cortometraggio, Plane Crazy guadagnandosi l’appellativo di commento
(1928). L’accoglienza fu abbastanza Non diversamente da Il cantante di mickeymousing.2 In una colonna sonora, si
tiepida e la stessa sorte toccò al secondo jazz, la chiave dello straordinario parla dunque di mickeymousing ogni
tentativo, Gallopin’ Gaucho (1928). successo di Steamboat Willie non va qualvolta il compositore riproduce
L’uscita, pochi mesi addietro, del primo cercata nelle poche parole pronunciate musicalmente una particolare azione o
film parlato - Il cantante di jazz (The Jazz dai suoi protagonisti (e doppiate dallo un rumore, in perfetta sincronia con le
Singer, 1927) - diede però a Disney l’idea stesso Walt Disney); anche se nei cartoon immagini. In questo modo il commento
per risollevare le sorti dell’ultimo nato disneyani, così come nei futuri prodotti musicale si riduce ad una superficiale
della Casa. Convocato il suo misero staff, targati Warner e MGM, la voce ricopre un imitazione onomatopeica, una
espose quelli che credeva essere i ruolo fondamentale nella caratterizzazione trascrizione ‘su pentagramma’ di gesti o
vantaggi dell’utilizzo del sonoro: gag più dei personaggi: si pensi all’inconfondibile rumori. Come si vedrà in seguito – e
Dossier 45
come già si è accennato, con il sarcastico Da queste brevi considerazioni semplicemente un fenomeno naturale,
commento di Bette Davis alle musiche di sembra ragionevole evincere una ma dipingono la follia di cui è preda il
Steiner – tale denominazione bollerà, con naturale derivazione – o degenerazione - mondo oltre che la paura e l’angoscia
evidente intento spregiativo, il lavoro di del mickeymousing dal ‘descrittivismo’ nell’animo della ragazza.
molti e importanti compositori tipico di certa musica romantica. Allo stesso modo, la frase cromatica
hollywoodiani, rei unicamente di aver L’apparentamento risulta ancora più del coro a bocca chiusa, oltre a evocare
lavorato per un’industria che privilegiò evidente, una volta che si rivolga le folate di vento, ingenera
indiscriminatamente un accompagnamento l’attenzione alla musica lirica nell’ascoltatore la sensazione di un
onnipresente e indifferenziato. ottocentesca. Sarà sufficiente citare lamento ultraterreno. Sembra di udire il
un’opera di Giuseppe Verdi: Rigoletto. pianto delle anime dannate per la sorte
Nel terzo atto di questo capolavoro, funesta che attende la figlia di Rigoletto.
Il Romanticismo e l’estetica Verdi impiega l’orchestra per “L’inferno qui vedo!”, esclama Gilda, e la
dell’onomatopea rappresentare l’approssimarsi e infine lo musica di Verdi, con mezzi
Se volessimo risalire alle radici di scatenarsi di un temporale, scenario apparentemente semplici, ce ne
questa particolare tecnica musicale, drammatico-musicale sul quale si staglia il restituisce pienamente la sensazione
però, dovremmo guardare ben oltre le tragico destino cui si avvia Gilda, figlia di fisica e l’impatto emotivo.
spalle di Topolino e Soci, e più
precisamente alla musica sinfonica e
operistica dell’Ottocento.
Secondo il musicologo Massimo Mila,3
una delle caratteristiche principali del
Romanticismo musicale è l’importanza
preponderante in una composizione
dell’aspetto timbrico e orchestrale. In
conseguenza dell’indebolimento degli
aspetti propriamente formali dell’architettura
musicale – forma sonata, contrappunto,
etc… – la musica romantica si affida al
colore orchestrale come al mezzo
d’espressione più efficace.
Questa “(…) rivincita del colore sul
disegno” verrà sviluppata da molti
compositori – a partire da Liszt e Berlioz
fino a giungere a Richard Strauss – e avrà
“(…) come ideale limite estremo, il rumore
allo stato puro, la sensazione sonora
spogliata d’ogni ordinata organizzazione La splendida Vivien Leigh in Via col Vento
razionale”. [corsivo nostro]
Questa tendenza si lega ad un altro dei Rigoletto. Il procedimento utilizzato dal Il mickeymousing al cinema
principi fondamentali dell’età romantica compositore per dipingere la furia degli Max Steiner fu il compositore che più
in generale: l’aspirazione all’unione delle elementi è, anche in questo caso, quello venne accusato di abusare della tecnica
arti – parola, suono e danza – ideale che dell’onomatopea musicale. Il bagliore del del mickeymousing. L’accusa non era
troverà nel dramma wagneriano la lampo, per esempio, è descritto da un infondata, ma non sempre il compositore
massima realizzazione. In molti casi, tale veloce arpeggio di flauto e ottavino e il austriaco fece di tale procedimento un
aspirazione ha comportato la perdita di rombo del tuono da un tremolo di viole, uso ridondante e piattamente descrittivo.
autonomia della musica che, costretta violoncelli e contrabbassi. Per restituire Al pari dell’opera di Verdi di cui abbiamo
all’espressione di un’altra realtà artistica – musicalmente l’immagine del vento che detto sopra, sono molti gli esempi in cui il
quale la letteratura – rischiava soffia, Verdi ricorre a un espediente di ricorso all’onomatopea musicale conferisce
nuovamente di scadere nel mero notevole originalità: un coro di “(…) voci una valenza supplementare, una maggiore
descrittivismo sonoro. maschili che dietro le scene vocalizzano a definizione emotiva alle immagini.
E’ il caso, ad esempio, della cosiddetta bocca chiusa un disegno cromatico a Allo stesso modo, altri compositori
‘musica a programma’ “(…) che si specchio”.4 ricorsero occasionalmente al mickeymousing
propone di illustrare una trama narrativa Il ricorso a una tecnica imitativa, però, per conferire a un particolare momento
o descrittiva, vuoi di puri stati d’animo, non appiattisce il discorso musicale, ma della colonna sonora un’ulteriore sfumatura
vuoi di veri e propri eventi materiali, di conferisce ulteriore profondità al psicologica.
paesaggi e impressioni sensibili”. dramma sulla scena. “L’imitazione Vediamo (e ascoltiamo) qualche breve
Uno degli esempi limite è stato, secondo dell’uragano con le quartine dei celli e dei esempio.
Massimo Mila, il caso di certa musica di contrabbassi, i guizzi del flauto e
Richard Strauss, ultimo epigono del dell’ottavino con i primi violini, i cupi Nel suo studio6 sulla musica di Via col
Romanticismo. In alcune sue partiture, squilli dei corni, delle trombe, dei vento (Gone with the Wind, 1939) di Victor
Strauss “(…) si compiace di realizzare coi tromboni, sperde la sua materialità, è la Fleming, Roberto Pugliese individua un
suoni effetti imitativi realistici e grande voce dell’umanità sconvolta”.5 ottimo caso di mickeymousing ‘psicologico’.
convenzionali: egli è perciò il punto d’arrivo Inoltre, il turbamento emotivo e Nella seconda parte del film, durante
d’una tendenza al materialismo sonoro, che psicologico vissuto da Gilda trova un litigio fra Scarlett e Rhett, la
dall’interpretazione affettiva della natura si perfetta corrispondenza nella cacofonia protagonista precipita dallo scalone della
è a poco a poco immeschinita fino a musicale scatenata dal temporale. Per loro casa. La musica non commenta
diventare una specie di gigantesca estetica questo motivo, gli ‘effetti sonori’ questa caduta, accentuando in questo
dell’onomatopea”. [corsivo nostro] realizzati da Verdi non riproducono modo l’intensità della scena. Superato lo
46 Dossier

sgomento, Rhett corre giù per la


scalinata, in soccorso della moglie e, solo
adesso, Steiner sottolinea l’azione con
una scala discendente degli archi.
Secondo Pugliese, si tratta di “(…) una
specie di drammatizzazione ritardata,
sfasata, di quanto è avvenuto che ha
l’effetto di creare uno scarto psicologico
estremamente spaesante e (…) di
arrestare per un istante, come bloccata
in fotogramma fisso, la sequenza”.
E’ interessante notare che quasi tutti
gli altri effetti di mickeymousing presenti
nella partitura sono relegati nella prima
parte del film, quella più distesa e allegra.
Per esempio, l’entrata in scena di Gerald
O’Hara, il padre di Scarlett, è Tyler (Tom Howell), Elliott (Henry Thomas) ed ET pronti a spiccare il volo
accompagnata da una variazione del Weekend, 1945) di Billy Wilder. Il film realistica e, tramite la colonna sonora, le
‘tema di Tara’, il cui ritmo è sincronizzato narra la storia di uno scrittore alcolizzato e immagini divengono rappresentazione
con l’andatura del cavallo sul quale egli dei suoi tentativi di guarire dalla sua simbolica dell’alienazione mentale del
sta galoppando. Così, nel momento in cui malattia. In una celebre sequenza, il protagonista.
l’animale supera di un balzo una protagonista è preda di un’allucinazione, Ancora una volta, dunque, la tecnica
staccionata, la musica ‘salta’ con lui. conseguenza dell’ennesima sbornia. A un del mickeymousing non si risolve in un
Qui la colonna sonora conferisce alle tratto gli pare di udire uno strano rumore: generico descrittivismo onomatopeico.
immagini un carattere leggero e giocoso è lo squittio di un topo che fa capolino da Diviene invece un ulteriore strumento
del tutto appropriato alla situazione. Mano una crepa nella parete della sua casa. Un nelle mani del compositore per conferire
a mano che la storia procede e il dramma pipistrello entra dalla finestra e si avventa una maggiore risonanza emotiva alle
si incupisce, però, Steiner rinuncia a questi sul topo, uccidendolo a morsi. Mentre una immagini e un più convincente spessore
espedienti onomatopeici, spazzati ‘via col striscia di sangue corre lungo il muro, psicologico al racconto.
vento’ insieme all’epoca spensierata di cui l’uomo urla terrorizzato.
erano l’emblema musicale. Per questa scena, Rózsa scrisse una In conclusione
Anche per lo score di Il grande sonno (The pagina musicale di notevole potenza Si è voluto fare un po’ di storia della
Big Sleep, 1946) di Howard Hawks, Max sonora, impiegando, dal momento in cui musica, ma – intendiamoci – l’uso del
Steiner ricorre al mickeymousing per il pipistrello entra nella stanza, l’intera mickeymousing non riguarda solamente
caratterizzare, in modo semplice ma compagine orchestrale. In questo modo, l’epoca aurea delle colonne sonore
efficace, un momento ilare del film. In una grazie alla musica, le immagini hollywoodiane. Anche se meno
delle ultime scene, Phillip Marlowe spara conservano tuttora il loro impatto, frequentemente, moltissimi compositori
due colpi di pistola per spaventare un nonostante l’ingenuità degli ‘effetti contemporanei ricorrono ancora a
delinquente di mezza tacca. Questi fugge speciali’ dell’epoca. questo tipo di scrittura e i risultati sono
terrorizzato, saltando prontamente una Ciò che ci interessa sottolineare però è la spesso altrettanto interessanti. Da John
siepe che gli para il cammino, e un rapido presenza di un particolare effetto di Williams (le biciclette che fanno su e giù
glissando dello xilofono ne sottolinea il balzo. mickeymousing all’inizio della sequenza. La per le colline nel finale di E.T. -
In questo caso, il ricorso a questo musica di Rózsa comincia in pianissimo nel L’extraterrestre) a Don Davis (i colpi di
effetto è quanto mai appropriato, in momento in cui il protagonista avverte lo cannone in L’ultimo volo della Osiris), la
quanto evidenzia la comicità clownesca squittio del topo. Non appena il regista storia più o meno recente delle colonne
della sequenza, istituendo un riferimento inquadra l’animale, però, a questo squittio sonore è ricca di straordinari esempi in
probabilmente voluto ai cartoni animati subentra la sua imitazione musicale, tal senso e, in futuro, avremo occasione
della Warner. ottenuta con dei leggerissimi glissando di un di tornare sull’argomento.
violino solo, contrappuntati dal discreto Il mickeymousing è parte integrante del
Il grande musicista magiaro Miklós intervento di legni e xilofono. bagaglio musicale di qualsiasi
Rózsa ricorse molto raramente al In altre parole, Rózsa – in accordo con il compositore che lavori o abbia lavorato
mickeymousing. L’uso accorto che ne fece regista Wilder – ha sostituito scientemente al servizio della Settima Arte… e chi ama
testimonia la volontà di attribuire a il verso del topo con il suono del violino, ha davvero la musica da film non può
questo metodo una particolarissima scambiato cioè l’effetto sonoro con la quantomeno trattenere un sorriso
valenza espressiva. musica, il rumore con la sua stilizzazione compiaciuto, ogniqualvolta le orecchie di
Uno degli esempi più significativi musicale. In questo modo, la sequenza Topolino fanno capolino tra le pagine di
proviene da Giorni perduti (The Lost perde immediatamente ogni connotazione una partitura cinematografica.
1 “(…) incredibili orecchie aprospettiche che ricordavano la forma delle bobine di un cineproiettore.” Luca Boschi, “Mickey Mouse Mickey Mouse”, Segnocinema, n°52, Novembre-Dicembre 1991, pag. 13
2 Secondo la definizione di Michel Chion, il mickeymousing “consiste nel sottolineare e accompagnare le azioni e i movimenti che avvengono nelle immagini del film mediante figure e azioni musicali esattamente sincrone,
che possano al tempo stesso esprimere i rumori, stilizzati e trasposti in note musicali.” [M. Chion, Le son au cinéma, Cahiers du cinéma / Editions de l’Etoile, coll. Essais, Paris 1992 (I ed. 1985), pp. 105-106 (citato
da Alberto Boschi, “Elogio del mickeymousing – L’espressione del rumore nei cartoons disneyani”, in Bendazzi, Cecconello, Michelone (a c. di), Coloriture – Voci, rumori, musiche nel cinema d’animazione, Pendragon,
Bologna 1995, pp. 80-81)]. Lo studioso francese individua così due differenti procedimenti nel commento mickeymousing : quello che utilizza gli strumenti dell’orchestra per riprodurre (più o meno fedelmente) i
suoni naturali che l’immagine suggerisce e quello che “traduce musicalmente il disegno del movimento raffigurato nell’immagine, utilizzando simbolismi spaziali o cinetici.” A. Boschi, op. cit., pp. 78-79
3 Per tutte le citazioni non indicate altrimenti di questo paragrafo, vedi Massimo Mila, Breve storia della musica, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 1963 e 1977, pp. 206-212
4 Marcello Conati, Rigoletto di Giuseppe Verdi – Guida all’opera, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1983, pp. 242-243
5 Andrea Della Corte, Le sei più belle opere di Giuseppe Verdi, Istituto d’alta cultura, Milano 1946, pp. 58-62 (citato da Piero Mioli (a cura di), Verdi – Tutti i libretti d’opera, Newton Compton Editori, Roma 1996, vol.
I, pag. 348)
6 Roberto Pugliese, “Via col vento e/è la sua musica”, Filmcritica, n°296/297, agosto 1979
Filmografia 47

Filmografia essenziale di Carlo Rustichelli


Compositore, pianista, arrangiatore e direttore d'orchestra, nato a Carpi (Modena) il 24 Dicembre 1916.
Anno Titolo originale (Titolo italiano) Regista
1949 In nome della legge Pietro Germi
1949 Totò cerca casa Steno e Mario Monicelli
1951 Persiane chiuse Luigi Comencini
1952 La leggenda del Piave Riccardo Freda
1952 La presidentessa Pietro Germi
1952 Totò e le donne Steno e Monicelli
1953 Gelosia Pietro Germi
1954 Amori di mezzo secolo Glauco Pellegrini, Antonio Pietrangeli,
Pietro Germi, Mario Chiari, Roberto Rossellini
1955 Gli innamorati Mauro Bolognini
1955 La vena d'oro Mauro Bolognini
1956 Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo Mauro Bolognini
1956 Il ferroviere Pietro Germi
1957 Padri e figli Mario Monicelli
1958 L'uomo di paglia Pietro Germi
1958 Totò e Marcellino Antonio Musu
1959 Arrangiatevi! Mauro Bolognini
1959 Il vendicatore (Durbrosky) William Dieterle
1959 Un maledetto imbroglio Pietro Germi
1960 Kapò Gillo Pontecorvo
1960 La lunga notte del '43 Florestano Vancini
1960 Letto a tre piazze Steno
1960 Un amore a Roma Dino Risi
1961 Accattone Pier Paolo Pasolini
1961 Divorzio all'italiana Pietro Germi
1961 Il carabiniere a cavallo Carlo Lizzani
1961 Tiro al piccione Giuliano Montaldo
1961 Un giorno da leoni Nanny Loy
1962 Agostino (La perdita dell'innocenza) Mauro Bolognini
1962 Arrivano i Titani Duccio Tessari
1962 Il commissario Luigi Comencini
1962 L'isola di Arturo Damiano Damiani
1962 Le quattro giornate di Napoli Nanny Loy
1962 Mamma Roma Pier Paolo Pasolini
1963 La ragazza di Bube Luigi Comencini
1964 Fatebenefratelli - II episodio di Tre notti d'amore Luigi Comencini, Franco Rossi e Renato Castellani
1964 Sedotta e abbandonata Pietro Germi
1966 Io, io, io... e gli altri Alessandro Blasetti
1966 L'Armata Brancaleone Mario Monicelli
1966 Signore e signori Pietro Germi
1967 L'uomo, l'orgoglio, la vendetta Luigi Bazzoni
1968 Odissea (serie TV di otto puntate) Franco Rossi
1968 Serafino Pietro Germi
1970 Brancaleone alle Crociate Mario Monicelli
1970 Le castagne sono buone Pietro Germi
1971 Detenuto in attesa di giudizio Nanny Loy
1971 In nome del popolo italiano Dino Risi
1972 Avanti! (Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?) Billy Wilder
1972 Alfredo, Alfredo Pietro Germi
1975 Amici miei Mario Monicelli
1977 Le Gang (La gang del parigino) Jacques Deray
1982 Amici miei Atto II Mario Monicelli
1982 Testa o croce (con Paolo Rustichelli) Nanny Loy
1983 Il petomane (con Paolo Rustichelli) Pasquale Festa Campanile
1983 Il trono di fuoco Franco Prosperi
1984 Ator (L'invincibile Orion) Joe D'amato [Aristide Massaccesi]
1984 La neve nel bicchiere (serie TV - con Paolo Rustichelli) Florestano Vancini
1985 Amici miei Atto III (con Paolo Rustichelli) Nanny Loy
1985 La donna delle meraviglie (con Paolo Rustichelli, C. Muratori) Alberto Bevilacqua
1987 Facciaffittasi (serie TV - con Paolo Rustichelli) Jose Maria Sanchez
1991 Forever (Per sempre) (con Paolo Rustichelli) Walther Hugo Khouri

Consulta le filmografie complete ed analitiche su [Link]

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