Cs 05 Web
Cs 05 Web
$24.95 2-CD
Jerry Goldsmith
Bernard Herrmann
Miklós Rósza
Alfred Newman
www.fi[Link]
00-1-310-253-9598 fax 00-1-310-253-9588
FSM, 8503 Washington Blvd., Culver City CA 90232
Sommario 3
• Tutta l’Italia a tempo di musica ........................... 4 • James Horner rides again: ..................................... 24
di Anna Maria Asero recensioni di The missing, Amore senza
confini e La casa di sabbia e nebbia
• Novità dal mondo della musica da film: ............. 5 di Maurizio Caschetto
case discografiche ed eventi
di Fabio D’Italia, Maurizio Caschetto, • FictioNote: recensioni colonne sonore televisive ... 27
Pietro Rustichelli & Andrea Chirichelli di Massimo Privitera e Pietro Rustichelli
Le altre recensioni
• Sedotta e abbandonata ............ 10 • L'ultimo samurai ........................ 35 • La giuria ........................................ 39
di Alessio Coatto di Maurizio Caschetto di Gianni Bergamino
• Signore e signori ......................... 10 • Ritorno a Cold Mountain .......... 35 • Secret weapons over ................ 39
di Alessio Coatto di Fabrizio Campanelli Normandy
• Alfredo Alfredo ........................... 10 • Mystic river .................................. 35 di Gianni Bergamino
di Maurizio Caschetto di Maurizio Caschetto • Alias ............................................... 40
• La gang del parigino .................. 11 • Abbasso l'amore ......................... 36 di Gianni Bergamino
di Maurizio Caschetto di Maurizio Caschetto • Looney tunes: .............................. 40
• Io, io, io…e gli altri ..................... 11 • Calendar girls .............................. 36 back in action
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli
• La ragazza di Bube ................... 11 • In America ................................... 36 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Massimo Privitera • Jeepers Creepers 2 ..................... 40
• 3 notti d'amore .......................... 12 • The company .............................. 36 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Massimo Privitera • Peter Pan ..................................... 40
• Mare matto .................................. 12 • La moglie di Frankenstein ........ 37 di Gianni Bergamino
di Massimo Privitera di Giuliano Tomassacci • Bollywood queen ........................ 41
• L'uomo, l'orgoglio,la vendetta .. 12 • Ultimatum alla terra ................. 37 di Stefano Sorice
di Susanna Buffa di Giuliano Tomassacci • Anche se volessi lavorare ......... 42
• Carlo Rustichelli, ......................... 13 • Dove osano le aquile & ............. 37 che faccio?
ritratto di un autore Operazione Crossbow di Massimo Privitera
di Pietro Rustichelli di Alessio Coatto • Mark il poliziotto ........................ 42
• La passione di Cristo .................. 19 • Il covo dei contrabbandieri ....... 37 di Stefano Sorice
di Maurizio Caschetto di Alessio Coatto • Pirana paura ................................ 42
• L'imbalsamatore ......................... 23 • Focus .............................................. 38 di Gabrielle Lucantonio
di Maurizio Caschetto di Pietro Rustichelli • La notte dei diavoli ..................... 42
• Primo amore ............................... 23 • Alexandria .................................... 38 di Stefano Sorice
di Massimo Privitera di Fabrizio Campanelli • Un delitto poco comune .......... 43
• Marcinelle ..................................... 27 • La luz prodigiosadi ..................... 38
di Massimo Privitera Alessandro Michelucci di Gabrielle Lucantonio
• Il bambino di Betlemme ........... 27 • Il cane e il suo generale ............ 38 • L'anima gemella ........................... 43
di Pietro Rustichelli di Stefano Sorice di Gabrielle Lucantonio
• Le ali della vita ............................ 27 • Tutto può succedere .................. 39 • Maschera di cera ........................ 43
di Massimo Privitera di Massimo Privitera di Alessio Coatto
• Big fish .......................................... 35 • Le divorce .................................... 39 • Wizard of sound .......................... 43
di Maurizio Caschetto di Massimo Privitera di Stefano Sorice
Legenda recensioni
Mediocre: Sufficiente: Buono: Ottimo: Capolavoro:
I giudizi delle recensioni di Colonne Sonore si riferiscono a valutazioni artistiche assolutamente personali dei redattori e non vogliono in alcun modo interferire da un punto di vista commerciale e discografico.
4 Redazionale
Tutta l’Italia
a tempo di musica
E’ un’emozione scrivere sul numero cinque. di polemiche e discussioni. Focalizzeremo
Si, siamo arrivati alla quinta uscita e, è solo la musica di John Debney, analizzandola
proprio il caso di dirlo, la nostra avventura minuziosamente. Anno Secondo, Numero 5
(editoriale) va avanti. Sicuramente il cammino Altri argomenti di punta, di questo numero, Marzo / Aprile 2004
è lungo, ma tutta la redazione vi assicura che sono la lunga monografia dedicata alla vita Registrazione al tribunale di Milano
per voi, cari lettori, abbiamo in serbo progetti artistica del grande Maestro carpigiano Carlo n.356 del 03/06/2003
e idee molto interessanti. Rustichelli, la vittoria dell’Orso d’Argento per
Nell’attesa di questi avvenimenti, abbiamo la miglior colonna sonora del film Primo Poste Italiane Spa
“sfornato” quest’ultimo numero, a nostro amore da parte della Banda Osiris, il sodalizio Spedizione in A.P. - DL. 353/2003
avviso più che appassionante. cinemusicale tra Carlo Verdone e il (Convertito in Legge 27/02/04 n° 46) art. 1
Se mi consentite una breve parentesi, desi- compositore Fabio Liberatori. comma 1 DCB - Milano.
dero spendere qualche parola sul precedente Non mancheranno le sempre maggiori mini Abbonamento annuale per 6 numeri:
numero, che è andato letteralmente a ruba. Non recensioni, alimento indispensabile per i 25.00 € + 3.00 € di spese postali
è rimasta neanche una copia, abbiamo fatto l’en divoratori di colonne sonore, che approfondi-
plein di vendite. Una bella soddisfazione per noi ranno non solo le musiche dei film ma anche OttavaArte Edizioni
tutti. Una ulteriore conferma che la nostra quelle delle fiction, sempre più in voga nei di Massimo Privitera
iniziativa editoriale sta piacendo sempre più. palinsesti televisivi. Via Wildt n.5 - 20131 MILANO
Il richiamo de Il signore degli anelli – il ritorno Nella quarta parte del nostro dossier Tel. 347.4072349 - Fax 02.26681884
del re è stato come quello di Circe per Ulisse, “Cinema da ascoltare” si parla di [Link]
irresistibile. Un film che ha scatenato mickeymousing, quella tecnica che viene usata
lunghissime file ai botteghini e ha sbancato ogni qualvolta il compositore riproduce Direttore responsabile:
tutti gli Oscar disponibili. musicalmente una particolare azione o un Anna Maria Asero
Anche in questo numero puntiamo su una rumore, in perfetta sincronia con le immagini,
pellicola, La passione di Cristo, di Mel Gibson, spiegata in maniera dettagliata. Capo redattore:
che ha infiammato gli animi. Almeno nei paesi A voi, cari lettori, questo eccezionale quinto Massimo Privitera
dove è stata programmata (in Italia, mentre numero (consentitemi questo ardire, ma ne
stiamo scrivendo, non è ancora uscita nelle siamo proprio soddisfatti). Redazione:
sale cinematografiche), ha scatenato valanghe Il Direttore Maurizio Caschetto
Alessio Coatto
Pietro Rustichelli
Dove trovate Colonne Sonore
LOMBARDIA
Correttore di bozze
Fabio D'Italia
CINEMA ANTEO - Libreria del Cinema - Via Milazzo 9 - MILANO
BLOODBUSTER SNC - Via [Link] 30 - 20124 MILANO
LA BORSA DEL FUMETTO - Via Lecco 16 - MILANO Collaboratori:
DISCO CLUB - Piazza Cordusio (Stazione MM) - 20123 MILANO Gianni Bergamino
STRADIVARIUS - Via Pecchio 1 - MILANO Susanna Buffa
TAU BETA - Via Pavoni 5/b - 20052 MONZA (MI) Fabrizio Campanelli
DEFCON ZERO - Viale Marelli 19 - SESTO SAN GIOVANNI (MI) Gabrielle Lucantonio
LIBRERIA L'INDICE - [Link] Marconi, 7 - 20059 VIMERCATE (MI) Elio Lucantonio (Francia)
PIEMONTE Alessandro Michelucci
WIDESCREEN - Via San Secondo, 55 - 10128 TORINO
Stefano Sorice
Marco Spagnoli
VENETO Giuliano Tomassacci
CINECITY MULTISALA - Via Sile, 8 - 31057 SILEA (TV)
Un sentito ringraziamento a:
FRIULI VENEZIA-GIULIA Lucas Kendall & Joe Sykoriak di “FSM”
CINECITY MULTISALA - Via Nazionale, 74/2 - 33040 PRADAMANO (UD)
EMILIA ROMAGNA Stampa:
CASA DEL DISCO di FANGAREGGI & C. - [Link] Muratori, 204 - 41100 MODENA
Grafiche Sala - Novi di Modena
LIBRERIA ‘LA FENICE’ - Via G. Mazzini, 15 - 41012 CARPI (MO)
Distribuzione:
LAZIO
DISCHI ‘L’ALLEGRETTO’ di MARY - Via Oslavia, 44 - 00195 ROMA
REVOLVER dischi-cd-dvd - Via [Link], 90-102 - 00146 ROMA
MUSICARTE - Via Fabio Massimo, 35/37 - 00192 ROMA Red Distribuzione - Modena
SUPERNOVA RECORDS - Cinecittà Due - Via Palmiro Togliatti, 2 - 00175 ROMA 059.212792 - info@[Link]
PUGLIA La documentazione, le immagini, i marchi e
CARTOLIBRERIA ROSA OLIVIERI - Via Aldo Moro, 113/115 - 70033 CORATO (BA) quant'altro pubblicato e riprodotto su questa
rivista è protetto da diritti d'autore e qui utilizzato
SICILIA a puro scopo informativo e promozionale, e ne è
‘BROADWAY’ LIBRERIA DELLO SPETTACOLO - Via Rosolino Pilo, 18 - 90139 PALERMO pertanto vietata la copia e la riproduzione.
Per ordini particolari, acquisti di copie singole o arretrate è sufficiente un bollettino di Nel caso i proprietari del materiale pubblicato
abbiano richieste o reclami sono pregati di
versamento su Conto Corrente Postale: mettersi in contatto con la redazione.
CCP N° 43457183 intestato: MASSIMO PRIVITERA - Via Wildt n.5 - 20131 MILANO
CAUSALE: RIVISTA "COLONNE SONORE" Nessuna responsabilità viene assunta in relazione
all'uso senza autorizzazione da parte di terzi.
indicando nel dettaglio la tipologia dell'ordine:
Copia singola numero attuale: 5 - Copia singola arretrato* 10 - Spese di spedizione 2 Immagini di copertina:
* I numeri arretrati esauriti saranno inviati in copia cartacea digitale. Sony Music© - Elektra/Warner© - Varèse Sarabande©
Radiofandango© - Eagle Pictures©
News 5
• DA PEE-WEE AL PC
Per gli amanti delle colonne sonore e dei videogiochi sono giunte delle notizie
entusiasmanti su Fable, uno dei titoli più attesi del 2004, nato dal genio di Peter Molyneux e
sviluppato dai Big Blue Box. La colonna sonora di Fable - che, per il mercato italiano, sarà
interamente tradotto, sia nei dialoghi che nei testi a video - è stata affidata a Danny Elfman,
celebre per i commenti musicali dei film di Tim Burton e la sigla d’apertura de I Simpson.
Atteso per l’inizio dell’estate, Fable è un pionieristico gioco di ruolo e d’avventura in cui ogni
azione del giocatore determina le sue abilità, l’aspetto fisico e la reputazione. Assoluta ‘killer
application’, il gioco non potrà che trarre giovamento da una partitura epica e solenne come
quelle che oggigiorno solo Elfman è capace di creare. (Andrea Chirichelli) Elfman
PREMI
CONCORSI
CASE DISCOGRAFICHE: NUOVE INCISIONI E RIEDIZIONI DI GRANDI CLASSICI a cura di Fabio D’Italia
Carlo Rustichelli
di Susanna Buffa Un carpigiano all’inglese
Raramente accade, nel mondo dello musicista di instaurare e mantenere un aspirato. Servire il film ha spesso voluto
spettacolo, di imbattersi in personaggi rapporto equilibrato con il regista il significare, per Rustichelli, salvare il film:
dotati di gran talento e, al tempo quale, in quanto autore del film, ha salvarlo da uno sviluppo narrativo
stesso, di umanità, modestia, coscienza diritto di decidere arbitrariamente scontato, dalla banalità, ma senza
dei propri limiti, correttezza. È modalità e quantità degli interventi scordare che l’unico, vero autore del
successo a chi scrive. I ripetuti incontri musicali in fase di missaggio. È nella film rimane il regista. Giungere a questa
con il Maestro Carlo Rustichelli hanno, capacità di gestire questi rapporti – conclusione, far proprio questo
giorno dopo giorno, una domanda spesso difficili, frustranti, talvolta più assunto fondamentale è qualcosa in cui
dopo l’altra, composto il variegato semplici e appaganti – la vera, grande molti altri compositori hanno fallito.
mosaico della sua personalità, forza dell’uomo e dell’artista. Di fronte a un numero imprecisato
mettendone in risalto le qualità umane Carlo Rustichelli si è dedicato con tra quattrocento e cinquecento
e un modo di proporsi che ne ha grande impegno a qualsiasi progetto. colonne sonore realizzate è facile
condizionato fortemente la carriera e la Mai respingendo alcuna proposta, mai immaginare quale moltitudine di
qualità della produzione. negando la qualità del suo lavoro ai film relazioni il musicista si sia trovato a
La musica di Carlo Rustichelli ha un in cui ha collaborato – che si trattasse intrecciare. La grande quantità di
valore, un peso nel nostro cinema che di opere d’autore o di cinema di basso committenze, così diverse, unita al
quella di altri compositori, più noti, più livello. La sua filmografia dice molto in problema della competenza musicale
visibili, non potrà avere, non fosse che proposito sebbene, scorrendo dei cineasti deve aver dato filo da
per l’aver attraversato cinquant’anni di l’impressionante successione dei titoli, torcere al Nostro: “… Dovevo piacere
cinema italiano giungendo incolume a si sia portati a pensare a lui come ad un a molti: al regista, al produttore, agli
toccare questo secolo. compositore poco selettivo circa le sue attori, al pubblico…”. Rustichelli non
Incolume, sì, nonostante le mille collaborazioni. In realtà egli ha imposto ha fallito in questo suo intento grazie al
battaglie combattute con cineasti e qualità anche a quei progetti filmici nei suo talento di musicista ma,
produttori per l’affermazione di un quali mancava, ha applicato musica soprattutto, a quelle qualità umane che
equilibrio tra immagine e musica. Sta d’alto contenuto artistico anche a gli hanno permesso di comprendere le
proprio in questo la difficoltà del pellicole che all’arte non hanno mai esigenze di ognuno dei suoi
Carlo Rustichelli 9
interlocutori. Rispondendo con dignità, musica. Si diploma in pianoforte
cortesia, correttezza – di qui la all’Accademia Filarmonica di Bologna e Il Libro
definizione, che si deve a Ermanno si trasferisce a Roma, dove sua sorella
Comuzio, di carpigiano “all’inglese”. Jolanda vive e lavora (è nel coro del
Uno sguardo alla sua filmografia può Teatro dell’Opera) e dove egli stesso si
fornire elementi utili a comprendere diploma in composizione con il
quali siano le difficoltà di un musicista Maestro Dobici, presso il
per il cinema che si cimenti con tanti conservatorio di Santa Cecilia.
generi diversi: la commedia comica di Così, dalla provincia modenese
Totò, il film d’azione del primo Germi, Rustichelli si stabilisce nella capitale agli
le pellicole di argomento storico o inizi degli anni Quaranta e con la guerra
mitologico, il neorealismo, i film alle porte. Roma gli offre opportunità
musicali, le opere sentimentali di diverse: quella di suonare con una
Costa, le commedie all’italiana, il piccola orchestra negli alberghi più
neorealismo “rosa”, l’horror di Bava… eleganti e nelle sale da tè, con un
È l’intensità di questa attività a suscitare repertorio per lo più composto da Susanna Buffa
degli interrogativi. Come riuscire, in standard jazz americani; quella di Un musicista per
così poco tempo, a realizzare tanti conoscere la soprano Elvira Zecchino, il cinema
lavori? Come salvaguardarsi dal rischio che diverrà sua moglie; soprattutto Carlo Rustichelli, un profilo artistico
di trascurare la qualità? Come muoversi quella di frequentare, anche se solo Prefazione di Sergio Miceli
da un genere all’altro in poco tempo come uditore, il primo corso specialistico 128 pagine bianco e nero
rispondendo alle esigenze di registi così di musica per cinematografia tenuto a cm 15 x 22 – rilegato brossura
diversi? Per un musicista come Santa Cecilia da Enzo Masetti. Euro 13,20
Rustichelli, per il quale tutti i lavori Il nome di Masetti non risulterà Isbn 88-430-2851-0
sono egualmente degni e importanti, si nuovo a coloro che conoscono 2003 - Ed. Carocci ([Link])
è reso necessario trovare un equilibrio l’evoluzione della musica applicata in Mai prima d’ora l’editoria italiana
e una metodologia di lavoro. Prassi ed Italia essendo il suo, di fatto, il primo aveva trattato così da vicino e in modo
equilibrio vengono costruiti in cinque tentativo di fornire degli strumenti di approfondito la carriera di un
decenni di attività, attraverso una lavoro ai musicisti che si accostano al compositore di musica per l’immagine,
costante, continua evoluzione: una cinema. ed è un vero piacere che questo
carriera lunga e costellata di incontri Di certo, l’influenza della scuola privilegio sia toccato al M° Rustichelli. Se
che ha avuto origine in maniera non statunitense in Italia e nella la struttura un po’ schematica del libro
ne tradisce l’origine accademica (nasce
certo eclatante, quasi per caso. metodologia di insegnamento adottata infatti come tesi di laurea) è presto
da Masetti è fortissima; a tal proposito chiaro che tale organizzazione dei
Carlo Rustichelli nasce a Carpi, in il musicista ricorda come ci si dedicasse contenuti è forse l’unica soluzione per
provincia di Modena, il 24 dicembre del soprattutto alla ricerca dei temi e affrontare la mole di cinquant’anni di
1916 e con il suo paese natale conserva come, invece, si sorvolasse sull’analisi carriera musicale e storia del cinema, e lo
un legame indissolubile. Questo resta del rapporto tra musica e immagine. stile di Susanna Buffa riesce ad
un punto saldo della sua vita, della sua Questa esperienza si rivela equilibrare la dovuta tecnicità con
l’evidente passione per l’argomento e
carriera, persino un riferimento per il fondamentale per il giovane una splendida proprietà di linguaggio, tale
suo stile compositivo soprattutto dagli compositore, presto notato da Masetti da rendere l’opera fruibile sia all’addetto
anni Sessanta in poi. il quale lo incoraggia a lavorare per il ai lavori che al semplice interessato.
La passione per la musica non si cinema. Segue un fortuito incontro con Partendo da uno sguardo storico sui
rivela molto presto: il musicista ama il Maestro Ezio Carabella che lo invita a rapporti tra registi e compositori,
raccontare di aver provato, da giovane, collaborare con lui alla realizzazione l’autrice affronta la formazione culturale
innanzitutto una grande passione per il delle colonne sonore di due film di e musicale del Maestro, per poi
calcio; l’amore per la sua squadra, la Marco Elter: Gli ultimi filibustieri e Il scandagliare mezzo secolo di lavoro. In
un primo capitolo sono prese in esame le
Juventus, è accompagnato da un serio figlio del corsaro rosso. Sebbene siamo di pellicole di artisti come Totò, Monicelli,
interesse per le norme del calcio fronte alle prime composizioni di Pontecorvo, Wilder; successivamente ci
giocato: la sua nota avversione per la Rustichelli per il cinema, quello con si addentra nel meraviglioso e complesso
regola del fuorigioco lo induce Carabella non può dirsi un vero e rapporto tra Rustichelli e Germi,
addirittura ad esercitare pressioni sulle proprio debutto se si considera che proseguendo con l’analisi della storica
autorità competenti affinché sia abolita, spesso, in gioventù, il compositore collaborazione con il primo Pasolini. Le
pur senza ottenere il successo sperato. carpigiano sedeva al piano, nel buio di numerose e chiare schede dei film
Ad avvicinarlo concretamente a una sala cinematografica, seguendo le permettono di prepararsi alla visione
delle pellicole in modo completo e
quest’arte saranno la passione dei suoi immagini di qualche film e approfondito.
genitori, che ascoltano per lo più assecondando lo svolgersi degli eventi Una lunga e interessantissima
musica operistica, e la necessità di con musica di repertorio. In ogni caso, chiacchierata tra Susanna Buffa e Carlo
trovare un pianoforte di le due pellicole di Elter sono le prime Rustichelli è il degno sigillo di un libro
accompagnamento per il fratello per le quali scrive brani originali. importante e necessario. Un plauso
Umberto, che studia violino e diverrà Apparentemente la vita profes- anche all’amministrazione comunale di
uno dei più talentuosi strumentisti sionale di Carlo non subisce Carpi che ha avuto la lungimiranza di
dell’orchestra Rai. Grazie ad un cambiamenti radicali dopo queste permetterne la pubblicazione
nell’ambito delle belle iniziative del
modesto piano verticale, Carlo inizia ad prime composizioni per il cinema. Egli gennaio scorso. Pietro Rustichelli
entrare in contatto col mondo della continua infatti a svolgere la sua attività
10 Carlo Rustichelli
Un altro film ambientato da Germi in Sicilia, Per questa storia di tradimenti e squallore La commedia grottesca con Dustin Hoffman,
dopo il grande successo internazionale di ambientata da Germi nella Treviso del boom ultimo film firmato da Pietro Germi, presenta
Divorzio all’italiana. economico, Rustichelli ricorre ad una scrittura una partitura dominata da influenze rotiane
E, ancora una volta, una commedia farsesca sapida e ironica, a partire dal tema portante di evidenti soprattutto nel tema principale
sulle contraddizioni di un mondo fuori dal “Chiacchiere”: una marcetta per chitarra (“Flagranza”, “Verso il campanile”), un saltellante
tempo, le cui abbacinanti geometrie elettrica e organetto che provvede a motivetto in 2/4 affidato a chitarre, tastiere ed
richiamano i western di John Ford. La musica relazionare i tre episodi in cui si articola la archi. Con esso fa il paio un altro tema simile
di Rustichelli, composita e frammentata, trama del film. (“Moglie che va…”) per struttura e
sottolinea proprio il lato grottesco e Il tema romantico di “Se è vero amore” orchestrazione. La melodia esposta in “La serra”,
anacronistico della vicenda, intrecciando illumina brevemente di compassione e invece, è un valzer sognante affidato alla sonorità
minuetti, canzoni dialettali, il celebre partecipazione questo ritratto altrimenti pastosa degli archi, che ben raffigura il mondo
“Deguello” di morriconiana memoria, impietoso delle debolezze umane. onirico del protagonista. Chiude il CD la canzone
citazioni classiche e ballabili (rumba, twist, AC “Sponsali”, nella quale il testo amaro scritto da
rock’n’roll). Germi ha il sapore di un malinconico commiato
Alessio Coatto lasciatoci dal grande regista. Maurizio Caschetto
Carlo Rustichelli 11
colonna sonora è una successione di fase di composizione; fa della musica di
frasi irrisolte, di interventi frammentati Bach e Wagner un riferimento
che si fermano ad uno stadio ricorrente e non a caso l’opera della
superficiale di relazione con le svolta è Kapò di Gillo Pontecorvo
immagini. (1960): un lavoro impegnativo perché
Dunque l’attività degli anni realizzato in collaborazione con un
Cinquanta segue più o meno questi regista musicalmente preparato e
canoni: è una fase in cui il musicista competente, che di solito partecipa alla
resta fortemente legato al modello composizione delle colonne sonore dei
americano, perché i registi con cui suoi film. Per Kapò Rustichelli compone
lavora più assiduamente si mostrano una sonata che persino l’editore
anch’essi alquanto dipendenti da quel Ricordi scambia per un frammento di
modello; ci si riferisce in particolare a Bach: è il tema dei titoli di testa, uno
Germi, che costella di citazioni di John dei più riusciti, funzionali e di maggior
Ford le sue prime fatiche, e a tutte le impatto emotivo della sua intera
opere collocabili nel filone del film produzione.
d’azione o d’avventura. Siamo ancora I lavori del musicista iniziano a
Il regista e attore Pietro Germi nell’era della musica di descrivere con realismo e precisione
accompagnamento tout court, anche situazioni ambientali e stati d’animo:
opere dalla comicità immediata e se dalla funzionalità indiscutibile. Tra le l’approccio alla sceneggiatura è ormai
irresistibile che molto devono alla poche eccezioni vanno segnalate le cambiato, il modello americano
musica di Rustichelli. Il compositore ha collaborazioni con Domenico Paolella superato. La ricerca di un equilibrio nel
assorbito il modello musicale (Canzoni di mezzo secolo, 1952, rapporto musica-immagine continuerà,
americano del mickeymousing che Canzoni, canzoni, canzoni, 1953; Gran d’ora in poi, senza sosta e il
adegua facilmente alle esigenze della Varietà,1954; Destinazione Sanremo; compositore riuscirà gradualmente a
commedia comica, con sincroni e 1959), in cui Rustichelli esplora il imporre il suo punto di vista circa la
onomatopee che seguono il ritmo repertorio canzonettistico italiano. necessità di ricorrere saltuariamente al
narrativo, con uno sviluppo tematico Negli anni Sessanta la produzione silenzio, la cui importanza egli tiene in
talvolta scarso e una tendenza a del compositore carpigiano si
riempire i vuoti della colonna dialoghi intensifica e, con l’aumentare degli Il Mº Carlo Rustichelli,
con interventi musicali brevi e spesso incarichi e il diversificarsi dei generi un principe della colonna sonora,
irrisolti. trattati, il modello statunitense si un gentiluomo raro,
Lo stesso approccio il musicista lo mostra insufficiente e poco duttile. Il un esempio per i giovani compositori di oggi,
riserva anche a pellicole d’altro genere, passo successivo è quello di riferirsi alla un vero amico da amare e rispettare.
Armando Trovajoli
come le prime realizzate da Germi. La propria formazione, ai grandi autori
Sicilia polverosa, arsa da un sole sinfonici del passato e al melodramma,
accecante e percorsa da briganti e sebbene i ritmi di lavoro non lascino grande considerazione. In virtù di
cavalli al galoppo è descritta da regista spazio alla complessità concettuale questa alternanza di musica e silenzio, il
e musicista alla maniera di John Ford (In tipica degli autori colti. Inoltre, tra le suo approccio al soggetto del film
nome della legge, 1949; Gelosia, 1953); motivazioni che spingono il ricorda quello al libretto di un’opera,
allo stesso modo l’ambiente degradato compositore a lavorare così con ampio margine per sequenze prive
della periferia urbana (Gioventù freneticamente c’è senza dubbio il di commento sonoro (il recitativo),
perduta, 1948) è dipinto con interventi bisogno di guadagnare, di trarre sebbene il musicista si trovi spesso a
musicali ispirati al gangster film sostentamento da questa attività. Per dover gestire interferenze da parte di
statunitense, con temi che seguono la lavorare celermente il musicista alcuni registi – non ultimo lo stesso
scansione ritmica del montaggio. La rintraccia dei punti saldi cui ricorrere in Germi, il quale in sede di missaggio fa
La Gang del Io, Io, Io... e gli La ragazza di
Parigino altri Bube
(Le Gang - 1977) (1965) (1963)
CAM CSE 062 CAM CSE 071 CAM CSE 083
2 brani – Durata: 29’16” 14 brani – Durata: 31’38” 20 brani – Durata: 40’20”
Il film di Jacques Deray interpretato da Alain Il fior fiore degli attori della Golden Age Un’appassionante e dolorosa storia
Delon, realizzato sulla scia dei ‘noir francais’ come italiana (De Sica, Mastroianni, Manfredi, d’amore, con protagonista la splendida
Borsalino, si avvale di un commento musicale brioso Lollobrigida, Chiari e Mangano) in una Claudia Cardinale, ambientata nella Toscana
e scanzonato. La vena popolaresca e irriverente del commedia satirica dell’arguto Alessandro del dopoguerra, musicata dal Maestro Carlo
Maestro carpigiano è messa in evidenza anche qui, Blasetti, accompagnata dalle vivaci musiche del Rustichelli.
in questo caso divertendosi a sbeffeggiare i cliché Maestro Rustichelli, dirette da Bruno Nicolai. Una colonna sonora di matrice classica, con
della cosiddetta musica “parigina”. Il tema principale Un mix di frizzante lounge, languido jazz, spruzzate di jazz, twist e temi popolari tanto
(“Le Gang”), viene esposto e modulato da ironiche filastrocche e balli popolari anni ’60 cari al compositore carpigiano. Belli e
pianoforte, Moog, fisarmoniche e archi con un che, anche se datati, dimostrano la notevole struggenti i brani “Bube”, con quella tromba
chiaro intento burlesco. Nella seconda parte della versatilità del compositore carpigiano. lontana memore di tanti attimi di passione
partitura (“Le Dernier Cadeau”) il tema viene Davvero deliziosi i brani “Cocktail”, “Il mio indimenticabili, “Stefano”, per piano e sax
invece proposto in forma rallentata e in tempo paradiso” (una ninnananna per fare sogni sospesi tra malinconia e dolcezza, “Desiderio
ternario, diventando così una sorta di ballata d’oro), “Unico incontro” e “Tu…tu…soltanto spento”, tristemente leggiadro nei suoi
agrodolce ritmata sulle vicende tragicomiche della tu”. Un CD imperdibile per gli estimatori di accordi per chitarra e archi. Un Rustichelli
squinternata banda di “onesti” rapinatori. MC Carlo Rustichelli. Massimo Privitera d’annata vivamente consigliato! MP
12 Carlo Rustichelli
Pellicola in tre episodi con altrettanti compositori Una commedia di Renato Castellani che In questo lavoro per il film di Luigi Bazzoni,
all’opera: il primo, La vedova, con musiche di Fusco, il racconta la vita della gente di mare in maniera pur raccogliendo gli inevitabili richiami alla
secondo, Fatebenefratelli, con la partitura di Rustichelli, il scanzonata e dura a un tempo, con Carmen di Bizet, Rustichelli aggira il rischio di
terzo, La moglie bambina, con la colonna sonora di Piccioni. protagonisti Jean-Paul Belmondo, Gina uno sviluppo scontatamente legato alla
La parte del leone, sul CD, la fanno Fusco e Piccioni (ben Lollobrigida e Tomas Milian. tendenza del western all’italiana per riferirsi
quattro il primo e nove il secondo), mentre Rustichelli Nelle musiche composte da Rustichelli solo tangenzialmente ad atmosfere di impianto
offre due soli brani, “Nelle tue braccia” e “Mistico amore”, convergono malinconiche venature jazz, ispanico. Brani costruiti per un organico
per un totale di 6’49”. Il Maestro ci regala in ambedue i accattivanti blues, valzer di stampo orchestrale molto esteso, prolungati e senza
pezzi un tema sensuale, dalla ritmica tribale, con una voce straussiano e un trascinante twist finale. Il apparente risoluzione, si alternano a
femminile sospirante e l’intervento di un sax a tema principale, “Unni si”, che richiama alla composizioni ispirate alla tradizione tzigana e ad
rappresentare la seduzione del novizio J.P. Law da parte di mente le sonorità di Divorzio all’italiana, dello altre per chitarra solista. Una riuscitissima
C. Spaak, protagonista dell’episodio, ricoverata stesso Rustichelli, è variato e arrangiato in mediazione del compositore tra le aspettative
nell’ospedale di un convento dopo un incidente. I restanti molti brani del disco, quali “Mare matto di un pubblico ormai più che avvezzo al genere
brani sono euforia e dramma di stampo mediterraneo (Titoli di testa)”, “Blues Margherita” e d’avventura e le esigenze psicologiche della
(Fusco) e sonorità in bilico tra jazz e samba (Piccioni). MP “Serenata jazz”. MP sceneggiatura. Susanna Buffa
Carlo Rustichelli 13
creatività del musicista: il melodramma, sinfonici, gli permette di ottenere
la musica sinfonica tedesca e quella pregevoli risultati anche come
operistica italiana, la tradizione adattatore di musica di repertorio.
popolare, l’uso leitmotivico dei temi Emblematica la sua collaborazione con
conduttori, il ricorso agli strumenti Pier Paolo Pasolini per i suoi primi tre
elettrici. La produzione di questo film: Accattone (1961), con musica di
periodo è una summa degli elementi Bach, Mamma Roma (1962), con brani
che hanno concorso alla sua di Vivaldi, e La ricotta, uno dei quattro
formazione di musicista: le sue colonne episodi del film RoGoPaG (1963), in cui
sonore sono costellate di citazioni dal sono adattati brani di Verdi e Tommaso
Tannheuser di Wagner, di riferimenti da Celano. L‘accostamento di questa
espliciti a Bach, di richiami a Rossini, sublime musica ad immagini violente e
alla Tosca di Puccini. Ma non basta: crude quali quelle costruite da Pasolini
Rustichelli estende coraggiosamente i genera scarto, sconvolge, destabilizza:
suoi interessi oltre i rassicuranti confini è questo il risultato cui il regista mirava
della musica colta; ricorre al jazz e alle ed è un risultato ottenuto grazie alla
canzoni dell’epoca per le ambientazioni sensibilità del musicista.
Il regista Mario Monicelli urbane e per contestualizzare in
un’area temporale circoscritta le azioni Con molto piacere desidero esternare la
musicista è ricorso all’uso di canoni descritte dal regista (se Peppino, il mia ammirazione e stima per l’amico Maestro
popolareschi per l’elaborazione di protagonista di Sedotta e abbandonata, Carlo Rustichelli compositore di grande
alcuni suoi temi, anche se di rado si non avesse ascoltato alla radio il twist di talento e personalità.
evidenzia quanto gli autori Edoardo Vianello sarebbe stato più E’ l’unico musicista italiano che possa
vantare una produzione cinematografica
contemporanei di musica da film si difficile collocare la vicenda nell’era immensa ed importante ed una longeva
siano ispirati al suo lavoro. C’è un filo contemporanea). collaborazione con i più grandi registi italiani,
rosso che lega la musica per Signore e Talvolta, il compositore abbandona film indimenticabili che ci hanno regalato
signori di Germi (1966) a quella di Rota la prassi del bitematismo. È il caso del pagine musicali bellissime con un Suo stile
per Amarcord di Fellini (1973), le citato I compagni di Mario Monicelli ma inconfondibile.
Sono felice di poter esprimere questo mio
passeggiate e le chiacchiere nel centro soprattutto de Le quattro giornate di sentimento di affetto e stima e porgo un
di Treviso e quelle dei quadri riminesi di Napoli di Nanni Loy (1962); questo è caloroso abbraccio al Maestro Rustichelli che
Fellini, così come innegabile è il debito tra i suoi lavori più celebrati, con un è un grande esempio per tutti noi.
che Rustichelli stesso sente di avere nei solo motivo conduttore – la famosa Riz Ortolani
confronti del collega Rota e che tarantella – che si sviluppa come
esplicita in un omaggio all’interno della espressione di un unico e corale punto Ormai molto più famoso di quanto
colonna sonora di Sedotta e di vista, quello del popolo napoletano egli stesso, nella sua modestia, riesca a
abbandonata (1964), nella sequenza alla fine del secondo conflitto mondiale. percepire, nella seconda metà del
della proiezione de La dolce vita (1963). Anche in questo caso Rustichelli, decennio Rustichelli compone la colonna
Ancora, in un ulteriore tributo a Rota e riferendosi nuovamente alla tradizione sonora che gli procura immensa
Fellini, Rustichelli inserisce il tema di del sinfonismo e alla sua formazione popolarità: quella per L’Armata
Gelsomina de La strada (1954) in classica, ricorre a differenti Brancaleone di Mario Monicelli (1966).
un’altra inquadratura all’interno di un strumentazioni del tema da adattare Certamente il suo talento concorre
cinema nel film Io, io, io… e gli altri di alle sequenze secondo le necessità di alla riuscita di altre grandi opere, come
Alessandro Blasetti (1966). sceneggiatura. il capolavoro di Germi Signore e signori
Nel decennio Sessanta, il più La solidità della sua ormai grande (1966), e al successo di sceneggiati per
prolifico, si concentrano quindi tutti gli esperienza, unita ad un’approfondita la televisione (l’Odissea di Franco Rossi,
aspetti e le matrici della multiforme frequentazione dei grandi autori 1968), ma L’Armata Brancaleone non
Carlo Rustichelli, termometro di una stagione del cinema italiano
in cui il compositore usciva a testa alta sia da
Ritratto di un commedie o improbabili pellicole storiche (“Il
autore (2001) figlio di Cleopatra”) che da film drammatici e
CAM 501636-2 importanti (“La lunga notte del ‘43”),
22 brani – Durata: 58’44” mantenendo sempre un’elevata e genuina
dignità musicale.
Vere perle del disco (finora introvabili) la
A tributo di uno dei più grandi musicisti del lunga suite da “Le quattro giornate di Napoli”
nostro cinema la Cam rispolvera dai propri (con l’esposizione completa della celebre
immensi archivi 22 tracce che ben delineano la “Tarantella della liberazione”) e l’afflato
duttilità e l’arte del Maestro Rustichelli (non rachmaninoviano del “Windsor Concerto”
solo “alto artigianato” come anche lui stesso, (dall’obliato “La frusta e il corpo”) in cui
sempre modestissimo, lo definiva). riecheggia l’amore per i grandi classici.
La preziosità della raccolta risiede in una Oltre allo stesso Rustichelli, celebri direttori
scelta di brani che, pur non dimenticando come Ferrara, Nicolai e Plenizio si alternano in
alcuni celeberrimi temi come “Divorzio questo notevole disco che, nonostante
all’italiana” o “Sedotta e abbandonata”, l’obiettiva povertà tecnica di alcune riprese
propone momenti a volte stupefacenti da (dovuta anche all’età dei master originali) e la
pellicole dimenticate, da “Antinea l’amante brevità di molti brani, apre una bella finestra
della città sepolta” a “...Dai nemici mi guardo sull’arte del Maestro della Colonna Sonora.
io” o “I giovedì della signora Giulia”, Pietro Rustichelli Il Maestro in una recente foto di Pietro Rustichelli
14 Carlo Rustichelli
martellante motivo conduttore che grazie alle quali la sua immensa opera
scandisce il ritmo del montaggio torna ad essere rivalutata.
adattandosi alle situazioni più Carlo Rustichelli è stato definito in
grottesche e deprimenti. Basi ritmiche molti modi, tutti alquanto riduttivi:
ispirate alla musica sudamericana, melodista all’italiana, uomo “delle
strumenti elettrici, dissonanze, marcette”, musicista nazional-popolare,
accelerazioni, interventi di musica di artigiano del cinema. I suoi colleghi più
repertorio provenienti da fonti interne giovani lo ricordano con devozione e,
alle inquadrature: ci sono tutti gli in qualche raro caso, con gratitudine
elementi che ricorreranno nella ma solo se opportunamente sollecitati.
produzione di questo decennio. Musica Eppure la sua musica, sebbene
preesistente (sei famose canzoni accessibile, conserva una propria dignità
italiane arrangiate e strumentate) nella (quella che Pasolini auspicava avesse un
citata pellicola di Billy Wilder; lunghe buon musicista per il cinema). La musica
sequenze prive di interventi musicali, applicata è, a tutti gli effetti, una forma
struggenti e malinconici temi in 3/4 e d’arte della nostra era, che nulla ha da
canzoni della tradizione popolare invidiare alla cosiddetta musica “colta” o
Un bel ritratto di Carlo Rustichelli mediterranea in Delitto d’amore di “assoluta” e che, in quanto tale, è
Comencini (1974); l’adattamento di espressione di valori, sentimenti,
potrebbe esistere senza quella musica Giuseppe Verdi nella riuscitissima aspirazioni e impegno sociale di una
e la stessa colonna sonora non avrebbe colonna sonora di Amici miei, ancora società del ventesimo secolo.
ragion d’essere al di fuori di quel insieme a Mario Monicelli (1974). È
contrappunto tra musica e dialoghi, di questo un enorme successo, Carlo Rustichelli è uno di quei compositori
quel miscuglio miracoloso di idioma equiparabile a quello de L’Armata che pur essendo stati protagonisti nella musica
umbro-laziale e latino medioevale, di Brancaleone ed anch’esso risultato di per le immagini per numerosi decenni
ironia e senso della morte. una fruttuosa intesa tra regista e rimangono dietro le quinte, spesso in disparte,
a volte dimenticati, soprattutto perché
L’interazione della colonna rumori con i musicista: un’altra miracolosa considerati “del passato”. Ho conosciuto
fischi e i colpi di grancassa della miscellanea di dialoghi e cantate Rustichelli solo in questi ultimi anni e me ne
celeberrima canzone condizionano le verdiane, una successione di interventi rammarico perché avrei avuto più occasioni di
azioni fisiche dei personaggi, la cui musicali che si spostano continuamente parlare con lui e di farmi insegnare quell’arte
andatura non può ignorare il ritmo dall’interno all’esterno dell’inquadratura sottile e inimitabile della discrezione in musica
e dell’efficacia nella semplicità. Nelle mie
della canzone. Si è di fronte ad con un dichiarato intento dissacratorio orecchie, come in quelle di tanti miei coetanei,
un’opera che è una reale fusione di nei confronti di un’opera immortale ci sono le melodie di tanti film e anche di tante
molte arti, in cui ognuna vive della come il Rigoletto. Questo film è nato da canzoni che hanno fatto epoca e sono diventate
relazione con le altre in un ideale un’idea di Germi, il quale muore dopo il patrimonio del nostro cinema italiano, così poco
contrappunto che resta ineguagliato nel conosciuto, ahimè, dai giovani di oggi.
primo giorno di lavorazione. Rustichelli Non posso non ammirare ancora
nostro cinema. raccoglie la sua eredità, dedicandosi l’appassionata semplicità della sua musica e
Carlo Rustichelli, incurante di un con passione e perizia alla realizzazione anche la profondità delle sue intuizioni,
trionfo che gli è conferito unanime- di una colonna sonora che resta tra le esempio folgorante di quella grande
mente, continua a lavorare con i più riuscite della sua intera filmografia. I professionalità dei nostri musicisti per il cinema
che hanno sempre saputo coniugare cultura
medesimi, incalzanti ritmi di sempre. due sequel non saranno all’altezza del musicale e servizio all’immagine. Vorrei
La necessità economica non è più alla primo atto di Amici miei, sebbene la augurare a Carlo Rustichelli una giovinezza
base delle sue motivazioni ma resta in musica risulti comunque valida e perenne, soprattutto per venire in aiuto a noi
lui il desiderio di servire il cinema, di funzionale, soprattutto nell’Atto II. giovani a cui spesso manca quella freschezza
concorrere alla riuscita dei film. Gli anni A partire dal 1974 la produzione di che ritroviamo in lui.
Mons. Marco Frisina
Settanta si aprono con il sequel, affatto Rustichelli si fa meno intensa; egli si
scontato, Brancaleone alle crociate e dedica più frequentemente alla
con un’opera mediocre, Le castagne composizione di colonne sonore per Un compositore di musica da film è
sono buone di Pietro Germi: un film che film e documentari TV, a produzioni un artista. Soprattutto se con
ha comunque un buon successo straniere, a collaborazioni con il figlio cinquant’anni di attività alle spalle, se
sebbene sia il peggiore del regista Paolo, anch’egli musicista. valido collaboratore dei più grandi
genovese. Continuano le produzioni Unitamente ai lavori per il cinema, si registi e se in grado di accostarsi a
per la TV ma arriva anche l’ultima fatica dedica alla composizione della sua unica qualsiasi genere cinematografico. Un
di Germi, Alfredo, Alfredo (1972): opera, Savonarola e Borgia, terminata artista di valore deve, a parere di chi
un’opera aspra ma pregevole, una sorta recentemente e non ancora rappresentata. scrive, essere anche un uomo di valore.
di testamento spirituale la cui amarezza La sua ultima colonna sonora risale al Tutto questo Carlo Rustichelli è
condiziona anche il lavoro del musicista 1991 e da allora il suo nome cade, per stato ed è. Ancora oggi.
(vedi il testo della canzone Sponsali) un breve periodo, in una sorta di
con il risultato di una musica intrisa di immotivato oblio. Ciò fino al 1996, Susanna Buffa, dottoressa in lettere e
malinconia e slanci. Tra queste due anno in cui il Comune di Spoleto gli critica cinematografica, si è laureata con
opere si pone l’impegno sociale di un dedica un tributo e una retrospettiva in una tesi su Carlo Rustichelli recentemente
agguerrito Dino Risi con In nome del occasione del suo ottantesimo pubblicata da Carocci Editore (vedi pag.9).
popolo italiano (1971). Rustichelli è compleanno. Seguono alcune iniziative Oltre a collaborare con Colonne Sonore è
giornalista per diverse testate tra cui Raro!,
travolto dall’ossessivo clima urbano promosse dal Comune di Carpi, nel periodico di collezionismo discografico.
dipinto dal regista e realizza un unico, 1997 e nello scorso mese di gennaio,
Carlo Rustichelli 15
Il Collegium Musicum diretto dal M° Rino Marrone Il M° Rustichelli con Susanna Buffa
16 John Debney “The Passion”
La Passione secondo
di John Debney
di Maurizio
Maurizio Caschetto
Caschetto
Il compositore parla del suo impegnativo e ispirato lavoro per il film più
discusso del momento: La Passione di Cristo di Mel Gibson
Pochi film recenti hanno suscitato tantissimo sangue e nessun dettaglio major o grosso studio alle spalle (si
clamore, discussioni e polemiche ci è risparmiato. Il film ha generato dice che Gibson abbia messo il
come La Passione di Cristo. La accese discussioni ben prima della sua denaro direttamente di tasca sua).
pellicola, diretta dalla superstar Mel data d’uscita sugli schermi americani Sebbene su un piano radicalmente
Gibson, si concentra sulle ultime 12 (lo scorso 25 febbraio), sollevate più dimensionato, anche la parte
ore di vita di Gesù – la Passione, soprattutto da fazioni culturali musicale ha suscitato discussioni e
appunto – dalla cattura nell’Orto ebraiche, timorose che la pellicola clamore. Per mesi si è cercato di
degli Ulivi sino alla morte sulla Croce, riaprisse vecchie ferite e fomentasse sapere a chi sarebbe stato affidato
con un epilogo finale dedicato alla una nuova ondata di antisemitismo. Il l’incarico di scrivere la partitura per
Resurrezione. Il regista ha voluto pubblico americano sembra aver questo film. Le voci iniziali
concentrarsi sull’autenticità: il film è accolto la Buona Novella secondo confermavano la presenza di James
stato girato nel linguaggio d’origine Gibson in maniera devota e Horner nel ruolo di compositore,
(Latino e Aramaico), rispettando incondizionata: La Passione di Cristo soprattutto per via delle sue
fedelmente la scansione narrativa ha totalizzato, in tre settimane di precedenti collaborazioni con Mel
evangelica. Gibson ha inoltre voluto programmazione, la cifra record di Gibson, L’uomo senza volto e
rappresentare con estrema e 270 milioni di dollari. Un vero Braveheart - Cuore impavido. In realtà,
scioccante brutalità le sofferenze e le primato, considerando che il film è Horner non ha mai ricevuto l’incarico
torture subite dal Nazareno. Infatti le costato ‘appena’ 30 milioni di dollari e – pare che Gibson glielo abbia chiesto
sequenze della flagellazione e della che è stato finanziato in maniera ma che lui abbia glissato. Le
crocifissione sono intrise di tanto, indipendente, cioè senza nessuna incontrollate voci che circolarono in
John Debney “The Passion” 17
seguito davano per certa la presenza
della celebre vocalist Lisa Gerrard (ex
membro del gruppo Dead Can
Dance e co-autrice con Hans
Zimmer della colonna sonora de Il
gladiatore) come autrice del
commento, insieme a Rachel
Portman e Patrick Cassidy. E infine, lo
scorso gennaio, la conferma
definitiva: La Passione di Cristo
avrebbe avuto una colonna sonora
composta da John Debney. La notizia
causò sorpresa e sgomento. Debney
è un autore prevalentemente noto
come compositore di partiture per
commedie (Una settimana da Dio,
Pretty Princess, Come cani e gatti, Spy
Kids 2), roboanti film d’azione (Giorni
contati, Corsari, Il re scorpione) e film
d’animazione (Le follie dell’imperatore
della Disney). Effettivamente,
considerato il suo curriculum, era
ben difficile poter immaginare un
compositore come Debney associato
a un film come La Passione. Ma in Rosalinda Celentano nei panni di Satana
realtà, il primo ad essere sorpreso è
proprio Debney: “Stento ancora a
crederci… Non credo proprio che Cristo, io per poco non caddi dalla sedia!” preoccupai e chiesi a Mel se gli
avessero in mente sin dal principio di Su commissione della Icon sembrava troppo tradizionale. E la sua
chiederlo a me. E’ capitato tutto per Productions, Debney compose risposta fu: “No, perché in questo
caso. Io e Stephen McEveety [il immediatamente una serie di temi e punto ce la siamo guadagnata una
produttore del film – N.d.R.] eravamo passaggi musicali sulle immagini del musica del genere”. Gibson è stato
compagni di scuola e vicini di casa trailer. Mel Gibson rimase sempre molto propositivo, un grande
quando eravamo entrambi più giovani. positivamente impressionato dal collaboratore e un’immensa fonte di
risultato e affidò a Debney l’incarico ispirazione. Durante le sessioni di
di scrivere l’intera colonna sonora. registrazione a Londra si è spesso
“Ovviamente ero entusiasta. Ma è trattenuto coi musicisti per spiegar loro
stato un percorso lungo e difficile l’intenzione e l’emotività delle
arrivare sino in fondo. Ci sono stati sequenze, cosa davvero rara da
momenti molto duri, poiché è stato vedere.”
davvero impegnativo affrontare alcune Il modello delle colonne sonore di
sequenze” dice ancora Debney, che film di argomento biblico-religioso –
considera questa esperienza anche perlomeno di quelli hollywoodiani – è
come un momento importante per la sempre stato quello sinfonico, denso
propria fede religiosa. “Sono da e magniloquente, di partiture come
sempre cattolico praticante e ciò che il La tunica (1953) e La più grande storia
film racconta coincide con il mio mai raccontata (1965) di Alfred
sistema di valori e credenze. Considero Newman, Ben-Hur (1959) e Il re dei
il mio lavoro per questo film un atto di re (1961) di Miklòs Ròzsa. Tuttavia, in
fede molto personale e mi sento tempi più recenti sono stati utilizzati
onorato di farne parte.” con molta efficacia anche approcci
L’intento dei realizzatori del film fu ricchi di influenze etniche e moderne,
John Debney sin dal principio di stare lontani dai come ha dimostrato Peter Gabriel
cliché e dalle convenzioni musicali nella colonna sonora de L’ultima
Nonostante fossero parecchi anni che associate a questo tipo di storie. “Mel tentazione di Cristo (1988) di Martin
non ci frequentavamo, lo scorso ottobre desiderava un approccio moderno, Scorsese. La partitura di John Debney
Stephen mi chiamò dicendomi che era anticonvenzionale, persino bizzarro. sembra essere una miscela di questi
al lavoro su un film e che avevano alcuni Continuava a ripetermi: “John, non due differenti modelli. Racconta il
problemi di carattere musicale. Non mi voglio musica ‘divina’”. E credo che compositore: “Non avevo nessuna
disse subito di che film si trattava, ma avesse ragione” dice Debney. nozione preconcetta di come sarebbe
mi chiese se potevo aiutarli. E quando “Tuttavia, in alcune scene, la musica dovuta essere la partitura. Sapevo che i
mi rivelò che si trattava de La Passione di diventa molto aulica ed evocativa. Io mi realizzatori desideravano un approccio
18 John Debney “The Passion”
Una bella immagine del regista Mel Gibson sul set di Matera
eclettico e che volevano stare lontani musicisti hanno collaborato con Peter creazione della colonna sonora. “E’
da qualcosa di troppo letterale. Trovo Gabriel ne L’ultima tentazione di una questione molto personale, ma
che il risultato sia una riuscita Cristo. Ci sono poi parti per Oud, una questo film mi ha aiutato a ritrovare
commistione di musica tradizionale e di chitarra di origine turca e moltissimi una fede più forte. Credo che i momenti
pagine etniche contemporanee. E’ strumenti a fiato etnici e una ampia più ispirati della mia musica siano
tradizionale e moderna allo stesso sezione di percussioni.” arrivati grazie alla preghiera.
tempo. Da un certo punto di vista, è la Debney racconta che uno dei Partecipare a questo film è il dono più
combinazione di musica liturgica e momenti più intensi è stato la grande che mi si potesse fare come
world music. E’ un approccio molto composizione del tema dedicato a artista e ringrazio Dio per questo.”
aperto e libero. Sono convinto che la Maria, la madre di Cristo. “E’ stata la Con grande modestia, Debney
musica debba essere un cosa più difficile da tradurre in musica. conclude: “Non sono in grado di
accompagnamento elegante alle Io e Mel non eravamo molto soddisfatti giudicare il mio lavoro e non so se quel
immagini. La chiave di questo film è del tema che avevo composto. Poi che ho fatto è qualcosa di buono. E’
l’austerità, cosicché quando la musica pensai che doveva essere qualcosa di troppo personale. Spero che tocchi i
raggiunge un culmine lirico è una simile a una ninna nanna, poiché il sentimenti delle persone, in un modo o
sublimazione, un traguardo.” tema rappresenta anche il profondo in un altro. Io credo di aver fatto del
Debney ha aggiunto alla tavolozza legame tra Maria e suo figlio.” mio meglio. Lascio agli altri il compito
tradizionale dell’orchestra anche La figura di Maria ha portato di giudicare.”
ampie parti corali e una vasta gamma Debney a comporre uno dei
di strumenti etnici. “Il coro canta in momenti più lirici e sinceramente
Aramaico e la sua presenza è come ispirati della partitura. “Ho sentito sin
quella di una costante preghiera. Molti dall’inizio che questo era un momento Dichiarazioni raccolte dalle interviste
musicisti internazionali hanno chiave del film. Attraverso gli occhi di di Mikael Carlsson (Music From The
Movies) e John Mullin ([Link]).
collaborato alla parte etnica. Ci sono Maria vediamo il mondo che cambia. E’
Shankar e Gingger al violino doppio. stato cruciale trovare il suo tema. Ho Potete trovare il testo integrale su:
Shankar ha contribuito con alcune pregato molto per avere una forte
incredibili improvvisazioni vocali. Chris ispirazione. E credo che Maria mi abbia Risorse Web - Info in rete
Bleth suona il duduk, una sorta di davvero dato una mano. E’ un piccolo
clarinetto di origine armena, mentre miracolo personale” ammette Debney, [Link]
molti assoli vocali sono opera di Tanya che rivela di essere stato guidato dalla [Link]
Tsarouka. Alcuni di questi straordinari fede durante tutto il percorso della
John Debney “The Passion” 19
I giullari del
terzo millennio
Intervista
Intervista realizzata
Maurizio
Privitera
realizzata da
Maurizio Caschetto,
da
Caschetto, Massimo
Privitera ee Pietro
Massimo
Pietro Rustichelli
Rustichelli
Una divertente chiacchierata per conoscere la Banda Osiris (prof. Berti, Carlone, Carlone Jr e Macrì),
gruppo di musicisti-comici ambulanti e autodidatti, vincitori dell’Orso d’Argento alla 54a edizione del
Festival Internazionale di Berlino per il commento musicale del film Primo amore di Matteo Garrone.
Che sensazione si prova ad aggiu- colonna sonora. E’ancor più strano, perché visionato l’elenco delle votazioni). Stavolta
dicarsi un riconoscimento importante mancano i riconoscimenti classici come abbiamo vinto l’Orso d’Argento, un
come l’Orso d’Argento alla quinta quelli per la sceneggiatura e il montaggio. motivo in più che ci sprona ad andare
esperienza nel campo delle colonne Comunque, ben venga questo premio avanti, visto che in Italia ci sono molti
sonore? internazionale che ha gratificato giovani compositori di musica da film,
Noi avevamo già vinto nel 1998, con la maggiormente il nostro lavoro. anche se la gente conosce sempre e
nostra prima collaborazione per il regista soltanto i soliti nomi importanti:
Matteo Garrone, il premio AGIS SIAE per Com’è andata la premiazione? Morricone, Piovani, Ortolani. Per carità,
la colonna sonora del film Ospiti al Festival E’ stato davvero divertente essere lì sul tanto di cappello, però c’è tanta nuova
del Cinema di Venezia. Dopo Estate palco a ritirare il premio. Il direttore ci ha produzione, e questo premio ne è un
romana del 2000, sempre di Garrone, e preso alla sprovvista chiedendoci “Sing, segnale, per dimostrare che vi è un buon
Amore con la “S” maiuscola di Paolo sing a song”, e ci siamo trovati a cantare, lavoro alle spalle.
Costella nel 2001, abbiamo composto la all’improvviso, “Caravan Petrol” di
partitura, candidata come miglior colonna Carosone, pezzo inserito nel nostro ultimo Da sempre siete riconosciuti come
sonora al David di Donatello, per spettacolo. Adesso vediamo cosa ci veri Clown della musica, dissacratori e
L’imbalsamatore (Matteo Garrone, 2002), porterà questo riconoscimento, perché cabarettisti, mentre nei vostri lavori
presentato al Festival del Cinema di più del premio in sé, quello che c’interessa per Matteo Garrone avete sfoggiato
Cannes nella sezione della Quinzaine. Al veramente è aver capito che con questo una vena drammatica assolutamente
Festival Internazionale del Cinema di lavoro stiamo andando nella direzione inedita. Sono due facce della stessa
Berlino è stata davvero una sorpresa per giusta. Nel caso del David di Donatello medaglia o due mondi distinti?
noi ricevere l’Orso d’Argento per Primo 2003, che ha vinto Andrea Guerra con La A noi piace dire che è un po’ il “Dark
amore, anche perché non ce lo finestra di fronte, noi non ci eravamo Side” della Banda Osiris, il nostro lato
aspettavamo, e non sapevamo che aggiudicati il premio per uno scarto di due oscuro. Forse dipende più da Gianluigi
esistesse il premio per la categoria miglior punti (a detta dello stesso Guerra, che ha Carlone [il musicista della Banda che segue
Banda Osiris 21
maggiormente il lavoro di composizione del piano. Con Matteo Garrone, che gira musica è lo stesso, perché è un rapporto di
del gruppo, soprattutto quello delle film molto particolari, abbiamo seguito il ricerca e curiosità verso un mezzo che a
colonne sonore – N.d.R.] che ha sempre progetto dalla stesura della sceneggiatura noi piace tanto da vent’anni. Ci adeguiamo
avuto la tendenza verso una parte più buia fino al montaggio. In Puglia, nell’arco di due ad esso così da poter spaziare con la
della musica. A noi piace affrontare settimane, in una casa presa in affitto dal creatività. Come ci accade lavorando in
qualsiasi ambiente e settore musicale. I regista come sede per montare la pellicola, radio e, in special modo, con i
nostri spettacoli sono sicuramente più abbiamo composto la musica al computer radiodrammi dove puoi far credere alla
comici e satirici; tra gli altri vorremmo verificando di volta in volta con Garrone se gente di essere in qualsiasi posto. Al
citare quello nuovo che facciamo adesso, i brani funzionavano o meno con le Cinema è lo stesso, perché con la musica
un omaggio a Fred Buscaglione intitolato immagini. Abbiamo svolto principalmente dai una lettura dell’immagine, cosa che non
“Guarda che luna”, con Enrico Rava, un lavoro di sottrazione; infatti nella prima riesci a fare con la televisione. Infatti non
Gianmaria Testa e Stefano Bollani: una versione del film c’era molta più ritmica e lavoriamo quasi mai in TV: per come è
rappresentazione sì comica, ma anche strumenti. Primo amore andava nella strutturata adesso, tutto risulta più piatto.
poetica. Inoltre portiamo in giro con
l’orchestra uno show molto divertente,
basato sulla musica classica, che riscriviamo
del tutto, dal Guglielmo Tell a Beethoven.
Lo facciamo in particolar modo all’estero,
ad esempio Lisbona, Bruxelles, dove ce lo
richiedono, con le orchestre giovanili del
posto. Gli mandiamo le partiture, poi
andiamo là per quattro giorni e insieme a
loro allestiamo lo spettacolo. E’ un
progetto che alla nostra maniera
dissacrante affronta linguaggi differenti
legati alla musica. Come nel caso del
cortometraggio in bianco e nero che
abbiamo girato molto tempo fa, un po’
dark, nel quale c’era una macchina, una
vecchia Mercedes, che in pieno inverno
passava attraverso le risaie del vercellese,
visto che nasciamo come gruppo di
Vittorio (Vitaliano Trevisan) e Sonia (Michela Cescon) in Primo Amore
musicisti comici ambulanti e autodidatti in
quelle zone. Lo proiettavamo durante direzione dell’anoressia, dell’essenza, e Com’è nato il vostro sodalizio con
alcune nostre esibizioni, sonorizzandolo c’era il discorso dell’oro, della sua fusione, Matteo Garrone?
dal vivo con rumori e musica, tanto da abbiamo tolto dalle musiche tutto ciò che Abbiamo fatto quattro film e un
sembrare un thriller tendente all’horror. era superfluo, facendo rimanere solo gli documentario, Oreste Pipolo fotografo di
Arrivati ai titoli di coda lo rimandavamo archi e il pianoforte. Ciononostante sullo matrimoni. Garrone venne a vedere un
tutto indietro, e con una musica romantica sfondo si percepisce una base di suoni nostro spettacolo a Firenze e ci
lo proiettavamo di nuovo facendolo elettronici e ogni tanto qualche breve trovammo a cenare insieme. Aveva girato
apparire come una storia d’amore. Tutto ritmica. Per L’imbalsamatore il discorso è il suo primo film, dopo la pellicola Terra di
ciò per far comprendere meglio quanto sia stato l’opposto. Siamo partiti dall’idea dei mezzo, che conteneva una serie di
importante la musica per le immagini. rumori, da quella percezione distorta che il cortometraggi, tra cui il suo, di diversi
Nessuna pretesa didattica, soltanto la protagonista, Peppino il nano, ha dei suoni. registi, e cercava chi gli componesse la
voglia di far divertire e comunicare la Come se i rumori fossero molto più fuori colonna sonora. Noi non sapevamo
significativa differenza tra diversi tipi di rispetto alla musica e a quello che assolutamente chi fosse, e ci disse che
sonorizzazione. Una cosa che ci normalmente si percepisce. Infatti, voleva affidare a noi le musiche: proposta
piacerebbe fare, giusto per riderci su, Garrone, per comprendere appieno che ci parve alquanto strana, soprattutto
sarebbe quella di prendere alcuni film questa strana caratteristica di Peppino, ci perché a chi viene a vedere i nostri
famosi e cambiargli la musica, o fare ha fatto vedere tutti i film di David Lynch, spettacoli comici, mai verrebbe in mente
altrettanto con pellicole brutte, come nel soprattutto Eraserhead – La mente che di affidarci la colonna sonora per un film.
caso di Giallo napoletano di Sergio cancella, visto che lavora con rumori Chissà perché, si è fidato di noi, magari
Corbucci: un film bellissimo, ma con una esasperati, esageratamente sopra la possedendo un eccezionale istinto, e la
partitura orrenda. Idem per i film muti! normalità. Quindi abbiamo lavorato sulla cosa è stata parecchio stimolante. E
musica mutuata dal rumore. Ma non adesso lavorare con lui lo è anche di più.
Che differenza di approccio, anche seguendo l’esempio della pellicola Dancer Ora che conosciamo in profondità la sua
tecnico, avete nei riguardi della in the Dark dove la ritmica dei suoni delle bravura come regista e l’immensa
musica da film? presse, del treno, faceva partire la musica bellezza delle sue immagini, come per
Il lavoro di scrittura delle colonne di Bjork: parliamo proprio di pulsioni magia riusciamo subito a scrivere delle
sonore viene svolto tutto a casa davanti al sotterranee che scaturiscono dal rumore. musiche che ben si adattano ai suoi film.
computer, mentre per i pezzi che facciamo Questa è la cosa bella di lavorare con Non capita mai che una cosa che
durante gli spettacoli si ragiona in un altro Matteo, perché ti dà degli stimoli che, componiamo per Matteo non vada bene
modo, dato che sono brani eseguiti dal almeno per noi che giungiamo dal teatro, e quindi ci tocchi rifarla. Finora è filato
vivo. Per la musica da film, in un secondo che giochiamo molto con la fantasia, tutto sempre liscio!
tempo, appena composti i temi, si pensa a l’immaginazione, sono necessari. Che In che modo interviene Garrone
chi contattare per suonarli. In Primo amore rapporto ci può essere tra la musica “seria” nella parte compositiva del vostro
ci sono gli archi e, in alcuni momenti, il sax, di Garrone e noi che siamo dei comici e lavoro?
mentre per il resto c’è una predominanza suoniamo per far ridere? L’approccio alla Si discute sempre insieme e si capisce
22 Banda Osiris
in che direzione andare. Chiaramente la autore di colonne sonore stai attento che alle immagini con creatività, seguendo
musica è al servizio delle esigenze del nessun altro possa disturbare il tuo sempre le indicazioni del regista. Infatti,
regista, quindi noi ci dobbiamo adattare rapporto con chi firma la pellicola. Te lo normalmente, è difficile ascoltare per
alle sue richieste. Garrone, tieni ben stretto, perché ci vivi con quel intero il disco di una colonna sonora,
fortunatamente, non ha le pretese di regista, riesci a far musica! Quanti nel tranne nel caso di quei compositori che
essere una persona che conosce la musica, nostro paese hanno la libertà di poter riarrangiano la musica per il CD allo scopo
a differenza di altri registi che si credono scegliere con chi fare film? Pochi, di renderla più fruibile. Per il nostro
dei profondi conoscitori della materia, veramente pochi! Tanto per nominare compact disc di Primo amore abbiamo
dicendo delle cose allucinanti e sempre i soliti noti, Morricone e adesso inserito alcuni brani da L’imbalsamatore,
instaurando così un rapporto col Guerra, perché è diventato famoso; gli altri perché non c’era abbastanza materiale per
compositore deleterio per entrambi. invece hanno uno o due registi e lavorano ricavarne un CD che durasse più di
Questa è una grossa pecca del cinema sempre con quelli! Di conseguenza, cosa venticinque minuti, dato che ci facciamo lo
nostrano; infatti in Francia stanno facendo ti consoci a fare se hai un campo ristretto scrupolo, per coloro che spendono più di
dei seminari sulla musica da film per i per poter fare il tuo lavoro? Per forza dici 20 euro, di ottenere un prodotto che vale
registi, in modo da fargli veramente capire sì a tutto quello che ti propongono, la pena comprare.
cosa vuol dire comporre una colonna anche perché con la musica ci devi
sonora. E sono frequentati da autori molto vivere! Non è così facile. C’è anche da Nei vostri spettacoli siete soliti
importanti! Noi compositori non dire che oggi ci sono tanti nuovi suonare tutti gli strumenti che potete.
pretendiamo di dire al regista come fare le compositori italiani emergenti di musica Nelle vostre colonne sonore fate tutto
inquadrature, lui di conseguenza non ci da film, che stanno ravvivando il campo in voi quattro? E se così non è, che tipo di
deve dire come fare la musica! Devono, maniera positiva. E questo fa ben sperare organico utilizzate?
giustamente, darci delle indicazioni su ciò in una rivalutazione del settore italiano Normalmente usiamo un quartetto
che vorrebbero musicalmente. La cosa delle colonne sonore. d’archi che ha fatto con noi uno
spettacolo. Sono delle musiciste molto
brave che quasi sempre ritornano
nell’organico con cui realizziamo le
colonne sonore. Poi, a seconda di ciò che
crediamo sia necessario, come nel caso de
L’imbalsamatore dove c’era il grande
Enrico Rava alla tromba, richiediamo la
presenza di qualche solista importante.
Altrimenti suoniamo tutto noi, attraverso
l’utilizzo del computer, la program-
mazione e gli strumenti veri.
Tendenzialmente cerchiamo sempre di
inserire i fiati, anche se con Garrone,
ultimamente, è sempre più difficile,
perché il tipo di film non lo consente.
Soprattutto col passaggio a L’imbalsamatore
rispetto ai primi suoi due film, Ospiti e
Estate romana, in cui utilizzavamo molti
fiati, creando musica che tutti trovavano
Un’immagine dal set di Primo Amore
somigliante a quella composta da Goran
peggiore è quando ti presentano il film già Dopo la candidatura al David di Bregovic nel suo momento di massima
montato con delle musiche preesistenti in Donatello della colonna sonora per popolarità. C’è da dire che da una vita
sottofondo, e ti dicono: “Ora fammi la L’imbalsamatore avete ricevuto facciamo musica di quel tipo: basta aver
colonna sonora!”. L’unico vero momento qualche nuova proposta di lavoro? presente la nostra sigla del programma
di discussione accesa con Matteo è stato Tutti hanno parlato bene della colonna radiofonico su RadiodueRai, Caterpillar,
quando in Primo amore stavano lasciando sonora, anche al di fuori dell’ambito un pezzo per banda con le percussioni
come colonna sonora definitiva i nostri cinematografico, ma la cosa assurda è stata dance. In Italia c’è sempre il rischio di
provini musicali, fatti al computer, invece che nessuno ci ha chiesto di musicare una essere scambiati musicalmente per
della registrazione finale con gli archi, pellicola. Soltanto, gratuitamente, il qualcun altro, quando questi diventa
perché il regista si era affezionato a quella cortometraggio di un amico che, però, ci famoso! E poi noi non siamo balcanici,
prima versione della musica che alla fine, aveva contattato precedentemente. anche se le influenze che assorbiamo
nel montaggio conclusivo della pellicola, gli Quando abbiamo vinto l’Orso d’Argento dalla musica sono di tutti i tipi, dalla
risultava diversa. Per forza, non era più tutti i musicisti, con cui siamo in tournée, tarantella a quella popolare piemontese,
fatta con le tastiere, ma con strumenti veri! tra cui Enrico Rava, sono rimasti un po’ dal jazz alla classica. Ascoltiamo
perplessi e ci hanno detto scherzando: veramente di tutto! In Amore con la “S”
Sul secondo numero della nostra “Ma allora siete bravi!”, visto che siamo maiuscola la musica che avevamo
rivista, in una inchiesta, parlavamo per eccellenza il gruppo di musicisti non composto era tutta per fiati, con una
del sindacato francese per la tutela musicisti, chiassosi, burloni, metà attori e minima presenza degli archi, e suonarla è
dei diritti dei compositori di musica metà comici. Per fare colonne sonore non stato come partecipare a una festa
da film. Voi cosa ne pensate a tal è importante essere un autore con una goliardica. Il film è un’allegra commedia
proposito? tecnica incredibile, dipende sempre da senza troppe pretese, ma con parecchia
In Italia che sindacato vuoi fare? Ogni quello che devi fare; chiaro che se si tratta musica dentro.
compositore ha il suo regista di fiducia, con di orchestrare grosse compagini Nei vostri innumerevoli spettacoli
il quale lavora assiduamente: perciò, a orchestrali è tutto un altro discorso, ma in eseguite anche brani tratti dai lavori
causa di questo forte sodalizio, come ogni caso devi essere capace di adattarti per il cinema?
Banda Osiris 23
No. Però, ci hanno commissionato un della testa del protagonista, con tutto il suo
nuovo lavoro, da fare al Teatro lavorio psicologico particolare, attraverso
dell’Archivolto a Genova, con Giorgio le ritmiche, i suoni della nostra musica,
Gaglione, in cui si leggono dei racconti avvolgendoli sempre più. Non è un film
tratti dai premi Nobel della letteratura, come i blockbuster americani, dove
dove le nostre musiche per la novella l’effettistica è piena di bombardamenti,
Saramago devono seguire la direzione di elicotteri, macchine che s’inseguono; in
quelle per il cinema. questo caso il suono ricrea la drammaticità
emotiva dei protagonisti. Per i fonici è stata
Cosa avete in cantiere? un po’ una rivoluzione, come quando si è Banda Osiris
L’idea di un Festival sulle colonne passati dal mono allo stereo, perché
sonore, con proiezioni e musicisti ospiti, fornisce delle possibilità esagerate. E’
L’imbalsamatore (2002)
GDM Music/RadioFandango 2037
tra il serio e il divertente. Desideriamo fare anche vero che ancora nessuno
18 brani – Durata: 37’36”
una sorta di salto di qualità, dopo anni che padroneggia il mezzo con facilità, alla
facciamo soltanto cose comiche, anche Fonoprint avevano paura di non essere La partitura che la Banda Osiris ha
perché abbiamo appurato che la gente che all’altezza della riuscita del lavoro approntato per il film di Matteo Garrone è
ti segue, che ti si è affezionata, riesce a sull’audio, dovendo mixare i suoni da una una collezione di esperimenti sonori che
cogliere un differente nuovo equilibrio, una parte all’altra, credendo di dare alla fine un creano un tessuto musicale composto da
nuova direzione, nel passare nei nostri risultato pacchiano al tutto, ma così non è atmosfere sospese, sonorità elettroniche
lavori da un genere ad un altro, e quindi stato, pur essendo la loro prima volta. vitree ed oblique e pennellate
impressionistiche. La tromba dell’ottimo
continua a starti accanto e apprezzare ciò Purtroppo al Festival di Berlino, con uno
Enrico Rava viene impiegata con gusto
che di diverso proponiamo. A quel punto schermo enorme e il proiettore distante, il ‘noir’ (“Titoli di testa”, “Verso Cremona”)
la gente non si farà più problemi a capire se pubblico si è lamentato della qualità del film e con inflessioni jazzistiche moderne
ridere o commuoversi nei nostri durante la proiezione, la luce non era quella (“Jogging e bacio”), mentre gli ottoni della
spettacoli. E’ una cosa che ci incuriosisce e voluta dal direttore della fotografia, e Banda Osiris si insinuano in maniera
che ci piacerebbe fare da ora in avanti! E’ Matteo, che è un pittore di formazione – seducente tra suoni elettronici e
una sfida nel non essere solamente comici! quindi un cultore ossessivo dell’immagine, percussioni incalzanti (“Il Boss e Peppino”).
che cura personalmente fin nei minimi Spicca inoltre la presenza di un quartetto
L’esperienza cinematografica è dettagli (pensate che fa cambiare i vestiti d’archi, arrangiato con sapienza nella
saltuaria o avete proposte da altri degli attori alla costumista a seconda di come cangiante tessitura. Una colonna sonora
autori, oltre al sodalizio con Garrone? muta la luce del giorno!) – si è arrabbiato suggestiva e di inedita ricerca sonora,
Per ora niente! Ci ha telefonato Marco tantissimo. E anche noi ci siamo rimasti male, perlomeno nel panorama italiano.
Tullio Giordana (il regista di La meglio perché mancava il Surround, e la musica si Maurizio Caschetto
gioventù e I cento passi) per farci i sentiva soltanto sulle casse davanti. Quelli
complimenti, ma solo questo. Magari della troupe e del cast lì presenti si rodevano
potessimo fare le musiche per una sua il fegato, perché si era pur sempre ad un
pellicola. Sei ore di film, una goduria! prestigioso festival del cinema.
Un’esperienza allucinante! La tecnica fa passi
Non siete professionisti del cinema. da gigante e poi non hai la messa in pratica.
Cosa pensate del mondo delle colonne Ciò è davvero sconfortante!
sonore in Italia ai nostri giorni?
Abbiamo ascoltato lavori notevoli. Da Siete da molto tempo impegnati
qualche anno a questa parte c’è anche in campo didattico con spettacoli
un’incredibile rinascita nel settore della che insegnano, ridendo, la musica, e se Banda Osiris
musica da film italiana, nuovi autori spesso vi fate beffe dei grandi della Primo amore (2004)
interessanti. Almeno non si sentono sempre musica, lo fate sempre con un palese Radiofandango RF0010
le solite sonorità. E’ chiaro che ognuno ha amore verso gli autori classici. Quali 17 brani, tra cui 5 bonus tracks tratte da
uno stile proprio, e questo è stimolante, sono quelli che ascoltate di solito? L’imbalsamatore - Durata: 38’30”
perché se ne viene fuori uno nuovo significa Di tutto. Anche se alla fine quello che
che fai della musica mai ascoltata prima. Se facciamo negli spettacoli, avendo un vasto Quarto lavoro della Banda Osiris per il
ti dicono “Fammi un pezzo anni ’50 al pubblico che va dai bambini agli anziani, regista Matteo Garrone, la colonna sonora
pianoforte”, e in quel brano non c’è sono celebri brani di autori conosciuti: di Primo amore ha vinto l’Orso d’Argento al
54° Festival Internazionale di Berlino. E’ la
un’anima nuova, allora sei un semplice Beethoven, Bach. Una volta abbiamo giusta consacrazione di una musica la cui
artigiano. Fai il tuo mestiere bene, ma in te rischiato molto inserendo un pezzo di triste bellezza trascina l’ascoltatore
non vi è nulla di straordinario! Beethoven non molto noto, il all’interno di un ricordo mai abbandonato.
“Razzumosky”, per quartetto d’archi. Un ambiente musicale rarefatto -
Come vi rapportate con le nuove Comunque ascoltiamo un po’ di tutto: dominato dal piano e dagli archi (questi
tecnologie nel campo della musica e dalla musica contemporanea, di un certo ultimi suonati egregiamente dal Quartetto
del cinema? tipo, a quella antica, non tralasciando Euphoria, con gli arrangiamenti di Fabio
A noi interessa tantissimo far sentire nel Rossini, Vivaldi, Offenbach, dato che ci Gurian) - dal quale emerge un tema intimo
migliore dei modi la nostra musica piace parecchio manipolare i vari generi e misterioso, che ci accompagna per tutto
all’interno del film quando lo si vede al per i nostri spettacoli. l’album. Nei 12 brani in cui si articola la
cinema. Infatti, con la Fonoprint di Bologna colonna sonora (tra i quali citiamo “Intro”,
siamo stati i primi a mixare la musica di “Apertura” e “Primo amore”) questa
Primo amore in 5.1, dato che di solito sono Risorse Web - Info in rete melodia si sviluppa attraverso una serie di
variazioni profonde e dolorose che
soltanto gli effetti sonori ad avere tale
caratteristica audio. L’idea era di far [Link] sfociano in un “Finale” liberatorio.
Per seguire la Banda nelle sue iniziative. Massimo Privitera
credere al pubblico di trovarsi all’interno
24 James Horner
Rides Again
Le protagoniste Jennifer Connely,
Angelina Jolie e Cate Blanchett
Dedichiamo questo spazio ad un genere che nel nostro paese sta riservando da
diverso tempo molte buone sorprese: le Colonne Sonore per le produzioni
televisive. In una parola: FictioNote!
Luis Bacalov, premio Oscar per la colonna sonora de Il postino, firma le musiche di questo
film per la TV interpretato da Claudio Amendola e Maria Grazia Cucinotta, tratto da una storia
vera.
In tutto il CD aleggia un’aria di tragedia imminente, quella dei minatori protagonisti della
drammatica vicenda, e di una conseguente rassegnazione nei confronti di un destino crudele.
L’agrodolce tema principale, “Marcinelle” (attraversato in alcuni punti da reminiscenze
morriconiane), che ritorna con tre varianti, compresa quella per chitarra solista, ci fa subito
precipitare nell’atmosfera sofferta e combattiva della colonna sonora. Attraverso l’ottima
Luis Bacalov esecuzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e dei suoi solisti, con le raffinate
orchestrazioni di Luis e Giovanni Bacalov, brani quali “Cugini nemici” (bel tema per archi che
Marcinelle (2003) ricorda le intense melodie del recentemente scomparso Michael Kamen), “Amori colpevoli”
Rai Trade FRT 404 (melodia sospesa carica di tensione), “Emergenza fuoco” e “Salvataggi ostinati” (dominati dalle
20 brani – Durata: 42’11” selvagge sferzate di tamburi, archi e ottoni), acquistano una valenza interpretativa talmente
forte da rimanere ben impressi nell’ascoltatore. Senza contare “Caduti” – una sorta di breve
requiem in due versioni, per violoncello e orchestra e per coro (quello del Teatro Ventidio
Basso di Ascoli Piceno) e violoncello - e “Soave notte serena” per chitarra classica, fisarmonica
e archi, lieve come una dolce attesa. Massimo Privitera
Intervista a
di
Fabio Liberatori
di Giuliano
Giuliano
Tomassacci
Tomassacci
Compositore dai molteplici interessi quest’ultima fatica, rinfrancato dai già è il mio stile e quello rimarrà, però
musicali e arrangiatore d’eccezione per positivi esiti di critica e botteghino, l’evoluzione mi ha permesso di
autori del panorama cantautoriale scoprendo un musicista di spiccata ottenere un qualcosa che
italiano come Dalla, De Gregori e Ron, professionalità e conoscenza del media, probabilmente nei film passati avrei
Fabio Liberatori ha legato indissolu- vigile e interessato riguardo la avuto più difficoltà a fare, mi riferisco
bilmente il suo nome alla musica da film contemporaneità e le problematiche ad esempio al trattamento della scena
nazionale a partire dalla prima metà del fenomeno film-scoring. finale in cui Stefania Rocca e Verdone
degli anni ’80, dimostrandosi finalmente concretizzano con un bacio
particolarmente affine alle impostazioni Iniziamo dalla fine, e cioè la loro reciproca simpatia. Il film ha uno
della commedia all’italiana (Vediamoci dall’ultima collaborazione con stile che ho molto apprezzato, credo si
chiaro di Luciano Salce, Il volpone di Verdone che s’intitola L’amore è tratti senz’altro del mio lavoro
Maurizio Ponzi ), soprattutto in virtù eterno finché dura. Se c’è una cosa migliore.
della longeva collaborazione con il che adesso è possibile stabilire è
regista Carlo Verdone. Parallelamente che, se non ancora eterno, il vostro Come e perché nasce il Suo
alla sua partecipazione presso il gruppo amore ‘artistico’ sembra proprio sodalizio con Verdone?
degli Stadio come fondatore e durare… Il rapporto nasce per una serie di
tastierista, Liberatori ha finora Sono sorpreso io per primo. concause in cui c’entrano come
musicato ben tredici pellicole del Probabilmente quest’ultimo lavoro è sempre gli Stadio, che sono il punto di
regista romano, compresa la recente quello in cui ho potuto iniziare a partenza della mia attività
commedia agrodolce L’amore è eterno proporre le cose in cui credo più professionale. Prima di loro c’erano i
finché dura. Lo incontriamo proprio a fortemente. Certo quello che so fare si turni che facevo come turnista alla
pochi giorni dall’uscita nelle sale di sente già dal primo film, perché quello tastiera, come esperto di strumenti
Fabio Liberatori 29
elettronici per i cantautori e per le
industrie. Non c’erano naturalmente le
colonne sonore, la mia esperienza di
giovane musicista era quella maturata
in gruppi jazz e fusion, ma anche in
formazioni pop, rock e progressive.
Amavo l’aspetto laterale del rock,
quello di Emerson, Lake & Palmer, dei
Genesis e dei Gentle Giant; quindi
molto tastierismo, molti sintetizzatori.
Succede che a causa di una richiesta
della BMG (ex RCA), fui chiamato
come sintetista per alcuni dischi di
Lucio Dalla, che in seguito mi volle a far
parte della band che lo accompagnava,
e così nacquero gli Stadio. Verdone a
quei tempi stava ultimando il suo terzo
film, Borotalco, e voleva coinvolgere
nella colonna sonora Dalla, visto che il
cantante era in qualche modo
protagonista della storia – il
personaggio di Eleonora Giorgi era Stefania Rocca e Carlo Verdone in L’amore è eterno finché dura
infatti innamorato della sua musica.
Allora Dalla ci convoca e ci dice: conosciuto e non ti mollo più”. bilmente legato alla personalità di
“Nessuno di noi sa fare colonne sonore, Credevo si trattasse di una frase di Verdone. Come musicista, è un
l’unico un po’ più preparato è Liberatori circostanza dovuta all’entusiasmo per i grandissimo amante delle tastiere
che è diplomato al conservatorio e risultati raggiunti. Con Acqua e sapone, elettroniche e della musica di ricerca e
probabilmente è quello che più di noi sa il suo film seguente, ho capito che sperimentazione. Questo è il mondo di
tenere in mano la cosa”. diceva davvero. Considero la musica di Verdone e obbiettivamente non è il
quest’ultimo film, la mia prima colonna mondo di Morricone, dove la ricerca
sonora a tutti gli effetti, perché tranne c’è sicuramente – parlo sinceramente
la canzone degli Stadio con testo di da grande estimatore del Maestro – ma
Vasco Rossi, il resto è tutta musica di si tratta di una ricerca affrontata
commento. attraverso l’orchestra, la più prestigiosa
arma per un compositore, che è poi
Già in Borotalco, comunque, è quella che consente le maggiori
evidente che il Suo operato a livello soddisfazioni. Verdone ha invece
di commento è abbastanza forte, questo canale preferenziale di gusto
come testimonia, ad esempio, il musicale che sfocia in artisti come
tema utilizzato nella scena in cui il Brian Eno, David Silvian, i Tangerine
protagonista, subito dopo l’arresto Dream che, guarda caso, sono il mio
del vero Manuel Fantoni, inizia pane quotidiano da quando avevo
l’immedesimazione nel suo nuovo tredici anni. E questa comunanza di
personaggio. stimoli musicali e di unità di intenti è
Quello infatti fu uno dei pochi temi evidente nei nostri film ed è forse il
del film veramente importante. E’ un fattore che rende così atipiche le
brano tuttora molto apprezzato. Devo nostre colonne sonore nel mercato
ringraziare Maurizio Giammarco, uno italiano: una sorta di sonorizzazione
Carlo Verdone e in L’amore è eterno finché dura
dei più grandi sassofonisti jazz italiani: ambient in grado di suscitare nello
Mi sono quindi ritrovato a imbattermi eravamo soltanto io al pianoforte e lui al spettatore un sentire non sentire,
in Verdone mio malgrado, perché poi sassofono. Veramente un grandissimo enfatizzato da una raffinatissima cura
in realtà ero solo io ad incontrarlo, dato musicista. tecnica nella registrazione (una
che Dalla, dopo aver assicurato alla componente che, a dire il vero, di
produzione la disponibilità del catalogo, Sa dare una spiegazione al fatto solito rischia di essere sottovalutata nel
in qualche modo dirigeva l’operazione che Verdone si sia rivolto a Lei panorama musicale contemporaneo).
ma di fatto non era presente a tutte le dopo aver lavorato, per i primi due Un modo di fare musica da film
sessioni. Il film era inoltre molto film, con Ennio Morricone? Questa anomalo, insomma. Forse è per questo
importante per me perché utilizzava precedente esperienza artistica ha che la mia figura rimane così isolata nel
una mia canzone tratta dal primo avuto delle ripercussioni sul Suo settore.
album degli Stadio, “Un fiore per Al”: è rapporto creativo con il regista, nel
la canzone che la Giorgi lascia nel senso di specifiche richieste A quali stimoli è stato più
camerino di Dalla e che poi viene stilistiche o melodiche? sensibile nella stesura dello score di
ripresa in seguito quando lui decide di E’ un argomento molto delicato. Il L’amore è eterno finché dura?
realizzarla. Alla fine della lavorazione motivo di questo cambiamento è Per onestà intellettuale devo fare
Verdone mi ha detto: “Ti ho strettamente artistico e indissolu- innanzitutto una premessa generale:
30 Fabio Liberatori
Al fine giunse. L’ultima fatica di Anthony Bone Burnett, dopo il successo di Fratello dove sei,
Minghella traduce sullo schermo un romanzo di produce la soundtrack, costituita per la maggior
successo che ha come sfondo la sanguinosa guerra parte dalla riproposizione di brani ‘bluegrass’, la
civile americana, per spedirci dritti in North tradizione folk americana propria delle contee
Carolina, nel cuore di un’America da cartolina, al visitate dal film, che vede il canto spesso
fianco di un soldato confederato (Jude Law) che accompagnato da chitarra, violino, mandolino e
alle ragioni delle armi preferisce, non a torto, banjo. Ma la verve presente nei brani del film dei
quelle dell’amore per una deliziosa fanciulla fratelli Coen stenta qui ad emergere, rendendo
(Nicole Kidman). Già dal cast emergono chiare le l’ascolto a tratti faticoso. Per di più, di tutta la
velleità di una produzione che probabilmente non musica originale composta da Yared non
è riuscita a imprimere un senso di coralità al rimangono che quattro timide tracce avulse dal T Bone Burnett – Gabriel Yared
titolato gruppo di lavoro. Il risultato è, infatti,
inferiore alla somma delle parti, e lo stesso si può
contesto del CD, che possono indisporre
l’ascoltatore attento e che, di fatto, infondono
Cold Mountain
(Ritorno a Cold Mountain - 2004)
dire di una colonna sonora che per non qualche dubbio su un’operazione commerciale DMZ/COLUMBIA/Sony Music Soundtrax COL 515119 2
scontentare nessuno, rischia di deludere tutti. T malamente studiata a tavolino. Fabrizio Campanelli 19 brani (14 canzoni + 4 di commento) - Durata: 63’09’’
Clint Eastwood appartiene a quella ristretta purtroppo mostra la corda per la mancanza di
schiera di filmmakers che si dilettano anche nel varietà. Difatti spiccano più che altro gli interventi
ruolo di compositori, sebbene generalmente lasci pianistici di Brad Hatfield (“Mystic River Main
il compito al suo fido collaboratore Lennie Title”, “Meditation #1 for Piano”), tratteggiati da
Niehaus. Ma il regista ha deciso stavolta di un sapore jazzistico improvvisato. Le pagine
occuparsi personalmente della composizione in sinfoniche – orchestrate da Pat Hollenbeck ed
seguito al forte coinvolgimento emotivo che la eseguite dalla prestigiosa Boston Symphony
storia ha esercitato su di lui, come apprendiamo Orchestra diretta da Lennie Niehaus – sono
dalle note del libretto. Eastwood, amante del jazz dominate da un tono livido e crepuscolare
e anche dotato pianista, opta però per un (“Jimmy’s Anguish”, “The Confrontation”) talvolta
commento musicale di stampo sinfonico fosco e evidenziato da crescendo corali un po’ retorici
inquieto, dominato da un tema (“Theme from (“Orchestral Variation # 1”, “The Resolution”), Clint Eastwood
Mystic River”) che definire semplice è un
eufemismo: una rassegnata figura melodica di
tuttavia non prive di momenti di pregevole fattura
(“Orchestral Variation # 2”). Nonostante Mystic River (id. - 2003)
quattro note, appoggiata su un pedale dei bassi, l’apprezzabile dedizione, forse Eastwood avrebbe Malpaso/Warner Bros 9362-48590-2
affidata a pianoforte e archi. Tutta la partitura è una fatto meglio a lasciare il compito a mani più 19 brani – Durata: 62’25”
costante modulazione/ripetizione di questo inciso esperte delle sue, benché il risultato non abbia
che, se nel film restituisce abbastanza bene il minimamente compromesso lo splendido
sentimento di ineluttabile tragedia, su disco traguardo artistico della pellicola. MC
36 Recensioni
Abbasso l’amore tenta di ricreare con furbizia e quattro brani di score sono firmati dall’esperto in
nostalgia lo stile della cosiddetta romantic comedy, commedie Marc Shaiman, che recupera lo stile
genere reso celebre da Doris Day e Rock dinamico e vivacissimo delle commedie anni ’60,
Hudson in film pimpanti e leggeri che ben immortalato in quei film da musicisti come
rappresentavano il lato scanzonato e ingenuo George Duning, Frank De Vol e, ovviamente,
degli USA anni ‘60. Assai preciso nella Henry Mancini. Notevole davvero la destrezza
ricostruzione scenica e fotografica, il film con con cui Shaiman gioca con questi materiali (“Love
Ewan McGregor e Renée Zellweger riprende da in Three Acts”), riuscendo a passare con divertita
quelle pellicole anche il trattamento musicale. Il disinvoltura dal jazz manciniano allo swing alla
Soundtrack Album è in realtà una piacevole Count Basie fino alle pastosità orchestrali in stile
[Link]./Marc Shaiman compilation che amalgama canzoni dell’epoca e George Gershwin. Tutti i brani, però, soffrono di
Down With Love brani originali. Troviamo l’immancabile Frank un approccio mickeymousing un po’ eccessivo,
(Abbasso l’amore - 2003) Sinatra con “Fly Me to the Moon” e il jazz che non consente a Shaiman di sviluppare discorsi
Reprise/WMG Soundtracks 9362-48480-2 afrocubano di Xavier Cugat in “One Mint Julep” a compiuti. Chiude il disco una canzone originale di
fianco di ballabili swing come “Down With Love” Shaiman e Scott Whittman (“Here’s to Love”),
12 brani (8 canzoni + 4 di commento) e “For Once in My Life”, interpretati con spirito interpretata con gusto e ironia dai due
Durata: 37’52” crooner dall’astro nascente Michael Bublè. I protagonisti del film. MC
Ironia e leggerezza. Sono questi i punti di gruppo di attempate dame dello Yorkshire
forza di una colonna sonora che non stupisce, che, nel fiore della loro maturità, decidono di
ma neanche delude. Nel CD, brani originali e raccogliere fondi per un ospedale locale: per
di repertorio, come nel caso della prima riuscire nell’ardita e benefica impresa si
canzone che non è presente nel film. faranno immortalare nelle pagine di un
Lo scozzese Patrick Doyle, dopo aver calendario.
viaggiato fra il teatro di Branagh, le sventure di La sfida è ben raccolta da Doyle, a suo agio
Carlito Brigante e gli amori di Bridget Jones, è sul terreno del nonsense e dell’autoironia, come
chiamato a ordire le trame di un commento dimostra la freschezza di “Fantastic Tits”, uno
musicale che, in bilico fra humour, tenerezza degli spunti più felici dello score. E così fiato alle
Patrick Doyle e serena rassegnazione segue in maniera trombe per le urne confortate di pianto, largo ai
Calendar Girls (id. - 2003) rigorosa e puntuale l’incedere emotivo di corni per la magniloquenza del sentimento,
Hollywood Records – 5050466-8703-2-2 questa buona pellicola, che racconta una avanti ai pizzicato per dare un tocco di
15 brani (10 di commento e 5 canzoni) storia vera. Il segreto è presto svelato: le surrealismo. E a noi? La traccia di un buon
Durata: 29’05” ragazze citate nel titolo sono in realtà un percorso musicale. FC
Una musica che scava nell’animo umano fino dell’intero score, scritto dai due compositori
a colpire i centri emotivi e a far commuovere. con Bono e affidato alla candida voce di Andrea
Questa, in sintesi, l’essenza della bella colonna Corr del gruppo The Corrs. L’emozionante
sonora dei compositori Gavin Friday e Maurice leitmotiv ritorna più volte, come nell’arrangia-
Seezer, autori delle musiche del film The Boxer mento per arpa, chitarra acustica e rarefatte
e interpreti, insieme a Bono degli U2, della coloriture elettroniche in “Some Things You
canzone “Children of the Revolution” inclusa in Should Wish For (Main Theme)” o in quello per
Moulin Rouge. Per la pellicola di Jim Sheridan, piano in “Painting an Angel”. Un altro tema che
regista de Il mio piede sinistro e Nel nome del punta dritto al cuore è “Fe fi fo fum (Love
padre, il Friday-Seezer Ensemble esegue tutti i Theme)”: un’aura di mistero evocata dai
Gavin Friday & Maurice Seezer brani – tranne l’occasionale contributo degli sintetizzatori che sprofonda nell’affranta
archi della Irish Film Orchestra diretta da Brian desolazione di un piano, contrappuntato dal
In America (id. - 2003) Byrne – creando un’atmosfera di malinconico mandolino. Tutta questa tristezza tematica
Atlantic 7567-83706-2 coinvolgimento. La storia dolorosa di una viene stemperata dai brani “All Trouble Have
famiglia irlandese che, trasferitasi nella Grande Flown Away (Children’s Theme)” e “Mr.
15 brani (1 canzone e 14 di commento)
Mela, deve scontrarsi con la scomparsa di un American Dream (Father’s Theme)”: un’irrive-
Durata: 40’27” figlio, morto di tumore, viene raccontata rente samba il primo, un vivace pezzo jazz anni
musicalmente dal delicato pezzo-guida del film, ’40 il secondo, entrambi proposti in due
“Time Enough for Tears”, vero punto di forza differenti variazioni. MP
L’ultimo film di Robert Altman, con Neve Il resto del CD ha i suoi punti di forza
Campbell (Scream) come protagonista, mette nell’eterea performance di Julee Cruise con
sotto la lente d’ingrandimento il blasonato “The World Spins” - canzone scritta da
mondo di una grande compagnia di balletto. Angelo Badalamenti e David Lynch per le
La colonna sonora spazia tra i generi musicali torbide atmosfere di Twin Peaks - nel
più diversi: dalla classica all’ambient, dalla new violoncellista di fama mondiale Yo-Yo Ma con
age al tribale, dal soft jazz alle melodie le sue magistrali esecuzioni di “Menuett” di J.
indiane. Il motivo conduttore dell’album è la S. Bach e “Appalachia Waltz” scritta da Mark
celebre canzone “My Funny Valentine”, O’Connor, nell’esecuzione della Budapest
scritta da Richard Rodgers e Lorenz Hart, Philharmonic Orchestra del “Pas redoublé” di
Artisti Vari presente in ben quattro differenti versioni: la Saint-Saëns.
The Company (id. - 2003) prima interpretata dalla suadente voce di Elvis
Costello, accompagnato da una chitarra
Lo score originale composto e diretto da
Van Dyke Parks fa capolino solo in due brani,
Sony Classical/Sony Music Soundtrax
SK 93092 acustica, la seconda dal trombettista Chet “Curtain Calls” e “Blue Snake & Zebras”: un
Baker in una morbida performance vocale, la piacevole compromesso fra una semplice
12 brani – Durata: 44’48” terza dal violoncello di Clay Ruede e dal piano tessitura orchestrale e sonorità jazzistiche,
di Marvin Laird in uno struggente jazz, la arabeggianti e hawaiiane, corredato da una
quarta dai Kronos Quartet in un alone di variante in forma di valzer della citata “My
mistero, per soli archi e basso. Funny Valentine”. MP
Grandi Classici 37
Pietra angolare del commento musicale regolato dalla concentrica ostinazione del
fantascientifico, Ultimatum alla Terra è la theremin su quattro semplici intervalli
dimostrazione di come l’esposizione ad un evocativi dell’arcano cosmico, il secondo
nuovo genere cinematografico non implichi disteso nella melodicità meditativa di un
necessariamente uno scendere a “Nocturne” tutt’altro che alieno. In filigrana,
compromessi con il proprio stile, in favore di poi, è sempre presente quella distintiva
scialbi eclettismi di maniera, soprattutto poi inclinazione ad un minimalismo espanso,
se lo stile in questione è quello di un Bernard spesso matematicamente razionaliz-zato in
Herrmann d’annata. passaggi di fervida sospensione (“The Radar”,
E infatti, addomesticando al suo tratto le “Space Control”).
immagini del film di Robert Wise, il Joel McNeely consegna alle soniche digitali
compositore adottava parsimoniosamente un’interpretazione di grande fedeltà, Bernard Herrmann
tutti i canonici accorgimenti della sua ulteriormente qualificata da una registra-zione The Day the Earth Stood
calligrafia, a iniziare da una dicotomia
compositiva che disciplina l’intera partitura e
stereofonica finalmente rispettosa del
particolare organico voluto dall’autore, Still (Ultimatum alla Terra - 1951)
si concretizza nei due nuclei tematici portanti: comprensivo di due theremin, quattro arpe, Varèse Sarabande VSD-6314
il primo (“Prelude/Outer Space”, “Finale”) un basso e un violino elettrici. GT 33 brani – Durata: 38’26”
Questo doppio disco edito da Film Score manifesta una scarsa personalità musicale, oltre
Monthly – nella collana Silver Age Classics – che una diffusa monotonia melodica. Quasi
raccoglie le colonne sonore firmate dal tutto il materiale tematico della partitura viene
compositore inglese Ron Goodwin per due esposto nel “Main Title”: un prolungato rullo di
classici del cinema bellico/spionistico: Dove tamburo, dall’ovvia connotazione militare,
osano le aquile di Brian Hutton e Operazione prelude all’esposizione del tema principale,
Crossbow di Michael Anderson. articolato in due sezioni, la prima più
Delle due pellicole, certamente la più trionfalistica nell’esposizione degli ottoni, la
interessante è la prima: un piccolo classico nel seconda più pensosa e tragica, elaborata in
suo genere – con Richard Burton e un Clint forma fugata dagli archi, supportati da
Eastwood all’apice della sua carriera – che tromboni e corni. Sono ben lontani i fasti delle
narra le peripezie di un piccolo gruppo di musiche tonitruanti e fantasiose di Dimitri Ron Goodwin
Alleati che, durante la Seconda Guerra
Mondiale, deve infiltrarsi in un castello
Tiomkin per I cannoni di Navarone (The Guns
of Navarone, 1961), palese referente
Where Eagles Dare
(Dove osano le aquile – 1969)
arroccato sulle Alpi, sede di un comando cinematografico di questo film.
nazista, nel quale viene tenuto prigioniero un Come d’abitudine, estremamente curata Operation Crossbow
alto ufficiale americano. Il lavoro svolto da l’edizione preparata da FSM, con le registrazioni (Operazione Crossbow – 1965)
Goodwin per questo film – così come per originali e integrali delle partiture, oltre ad una FSM Vol. 6 No. 21
Operazione Crossbow – è onesto ed efficace, ma notevole messe di bonus track. Alessio Coatto CD1: 20 brani - Tot: 74’07’’ - CD2: 18 brani + 12bonus - Tot: 78’24”
Il covo dei contrabbandieri è un cappa e spada in costume e vecchia conoscenza del regista, per
colorato e divertente, nella migliore tradizione il quale aveva già scritto le musiche di Dietro la
avventurosa dei grandi romanzi per ragazzi di porta chiusa (Secret Beyond the Door, 1948). La
Robert Louis Stevenson. La regia di questa collaborazione fra Lang e Rózsa purtroppo non
costosa produzione targata MGM venne fu felice come in passato: il giorno dopo l’arrivo
curiosamente affidata al celebre regista tedesco del musicista, infatti, Lang dovette cominciare le
Fritz Lang (Metropolis, M, Il mostro di Dusseldorf, riprese del suo film successivo e la colonna
Il grande caldo), il quale ebbe tra l’altro modo di sonora venne scritta sotto le direttive del
lamentarsi delle imposizioni della produzione, produttore. Il compositore ungherese firmò
prima fra tutte la scelta di girare in Cinemascope. nondimeno una partitura di solido mestiere,
E’ rimasta celebre la frase con la quale Lang drammatica e densa, come era nel suo stile. Di
liquidò il neonato schermo panoramico: “E’ particolare suggestione, il “Prelude”: una ballata Miklós Rózsa
buono solo per riprendere funerali o serpenti”!
Ciò nonostante, il regista seppe mettere a frutto
di sapore popolare intonata dai corni,
sovrapposta a maestose scale di legni e archi, a Moonfleet
il suo notevole talento per la composizione visiva imitazione dei marosi di un oceano in tempesta. (Il covo dei contrabbandieri - 1955)
e il suo stile, fortemente influenzato dall’espres- Il CD edito da Film Score Monthly presenta la FSM Vol. 6 No. 20
sionismo tedesco, si rivelò efficacissimo a registrazione integrale della colonna sonora 13 brani + 13 bonus tracks
tratteggiare le atmosfere più cupe e misteriose originale del film, splendidamente incisa. Inoltre,
della trama. per i collezionisti, il disco raccoglie ben tredici Durata: 77’10”
La colonna sonora del film venne affidata alle brani che all’epoca furono espunti in sede di
cure di Miklós Rózsa, uno specialista dei film epici montaggio. AC
38 Recensioni
La grande sintonia tra la regina del fado e il (‘Metti una sera a cena’, ‘C’era una volta il West’,
maestro romano, nata ai tempi di Sostiene ‘Chi mai’, ‘La ballata di Sacco e Vanzetti’ – forse
Pereira, era già palpabile nella memorabile serata l’apice del concerto e del CD) si presentano con
dell’Arena di Verona del settembre 2002, e una veste ancor più calda e addirittura
all’annuncio della realizzazione di un intero sconvolgente, brani originali o ripescati da un
album le aspettative erano davvero alte. Il repertorio minore (‘Come Maddalena’, ‘Per le
risultato supera altresì ogni previsione, con una antiche scale’) brillano letteralmente di una “Luce
successione di emozioni che fa giustamente prodigiosa” (momento eccezionale con testo
gridare al capolavoro, un raro disco perfetto, tratto da Garcia Lorca). L’interpretazione di
complici anche le orchestrazioni originali, Dulce Pontes, a volte enfatica ma mai sopra le
Ennio Morricone l’ottima prova degli organici corali e orchestrali e righe, si fonde alla perfezione nel merletto
& Dulce Pontes un’eccellente produzione fonica. sonoro di Morricone, in uno straordinario
Focus (2003) Melodie celeberrime (‘Mission’, ‘Nuovo
Cinema Paradiso’, ‘Mosè’) si trasfigurano e
rapporto che, parafrasando la bella immagine di
copertina, trasforma in luce ogni nota, in un
Universal Music 980 829-0
acquistano nuova vita, canzoni già splendida- turbine emozionale più unico che raro.
15 brani - Durata: 64’19” mente rese anni fa da Amii Stewart o Joan Baez Pietro Rustichelli
David di Donatello, Globo d’Oro, Ciak d’Oro uccelli in gabbia di San Pietroburgo. E’
e Nastro d’Argento (per La finestra di fronte) e il l’Orchestra Sinfonica Bulgara diretta dal M°
premio Rota 2003 sono alcuni dei riconoscimenti Gianfranco Plenizio ad eseguire l’ottima musica
che hanno reso indimenticabile il 2003 del del M° Guerra, arrangiata dallo stesso autore e
compositore riminese Andrea Guerra. L’anno si presentata qui in Dolby Surround. I 67 musicisti
chiude degnamente con Il cane e il suo generale. danno vita, forma, colore, energia alle animazioni
Film d’animazione del francese Francis Nielsen, dal gusto un po’ retrò. Una colonna sonora
inserito tra gli “Eventi speciali” al 60° Festival di sinfonica, di ampio respiro orchestrale, intensa,
Venezia, basato sui disegni del russo Sergej con deliziose e sofisticate melodie, a volte
Barkhin e tratto dal soggetto “Il generale e umoristiche a volte malinconiche, racconta il
Andrea Guerra Bonapart” del famoso sceneggiatore Tonino procedere della vicenda. Non mancano
Il cane e il suo Guerra (padre di Andrea). momenti di stampo militaristico o drammatico,
generale (id. - 2003) La storia ruota attorno ad un anziano
generale russo attanagliato dal rimorso per aver
ma la bellezza dei tanti raffinati valzer in stile
puramente viennese (svettano i brani 5, 11 e 16)
CAM 510701-2 sacrificato degli uccelli in battaglia contro prende decisamente il sopravvento con gli archi
16 brani – Durata: 31’56” Napoleone. Cercherà riscatto aiutato dal cane in grande spolvero.
Bonapart, progettando la liberazione di tutti gli Stefano Sorice
Recensioni 39
L’amore è nell’aria in questa colonna sonora celebre “La vie en rose”, incisa in due differenti
tratta dalla commedia romantica di Nancy Meyers performance. La prima, brillante e avvolgente, di
con protagonista la strepitosa coppia formata da Louis Armstrong, la seconda, intima e smaliziata,
Jack Nicholson e Diane Keaton, più il terzo di un Jack Nicholson dalle sorprendenti doti
incomodo Keanu Reeves. Un album perfetto canore. Come dimenticare, poi, il seducente
come sottofondo musicale di un romantico tete- Charles Trénet di “Que reste – t’il de nos amour”?
à-tete, con i suoi tredici indimenticabili successi Davvero ammaliante, poi, la voce della mitica
targati anni ’50, cui si accoda l’unico – ma delizioso soubrette dei night parigini Eartha Kitt in “Je
– brano dello score originale di Hans Zimmer. Il cherche un homme” e “C’est si bon”, nonché il
compositore tedesco firma il pezzo intitolato caldo samba jazzato “Assedic” di Les Escrocs.
“Remember Me”, melodicamente rasserenante e Senza contare il chitarrista Django Reinhardt Artisti Vari
gaio al tempo stesso, eseguito alla chitarra dal fido
collaboratore di sempre Heitor Pereira. Poiché la
con la sua frizzante interpretazione del classico
di Barroso “Brazil”, l’appassionato Steve Tyrell
Something’s Gotta Give
Keaton interpreta una scrittrice di commedie nella bella “I’ve Got a Crush on You” di George
(Tutto può succedere – 2003)
teatrali di successo, e il suo ultimo lavoro è e Ira Gershwin e il brioso samba “So Nice” di Columbia/Sony Music Soundtrax 515035 2
ambientato a Parigi, quasi tutte le canzoni sono hit Astrud Gilberto. Un disco di piacevolissimo 14 brani (13 canzoni e 1 di commento)
del repertorio francese, a cominciare dalla ascolto. MP Durata: 42’36”
Stroncato dalla critica, l’ultimo film di James un’atmosfera di intima complicità. Accanto a temi di
Ivory si fregia tuttavia di una colonna sonora di tutto puro commento quali “The Tower” e “From the
rispetto. Firmata dal collaboratore di fiducia del Top”, troviamo momenti d’intrattenimento tribale
regista americano, Richard Robbins, autore tra in “Rollerblade”, un violino lontano con
l’altro di Camera con vista, Jefferson in Paris e Surviving contrappunto del piano in “Café Terraces”, spunti
Picasso, la partitura richiama tematicamente arabeggianti in “Saint Ursula” e l’ardente gaiezza di
suggestioni, sapori e stili della musica parigina. A “The Family Arrives”. Nella selezione di canzoni
tratti sinfonica, minimalista e anche un po’ retrò, la francesi, curata da Ivory con Robbins, sono da
colonna sonora ha una grande forza melodica che ricordare l’allegra “Qu’est-ce qu’on attend puor
viene prepotentemente fuori in brani quali “Train to être heureux”, interpretata da Patrick Bruel e
the Country” (che pare uscire dalla penna di Philip Johnny Hallyday, l’affabile Serge Gainsbourg in “En Richard Robbins
Glass per un documentario di Godfrey Reggio),
“Chez Persand (Love Theme from Le Divorce)”,
relisant ta lettre” e la ritmata e stuzzicante
“L’anamour” cantata da Jane Birkin. Da citare,
Le Divorce (id. - 2003)
Grandstand Entertainment 513605 2
appassionato idillio d’amore, “The Market”, infine, l’estratto dallo score del film di Jean Cocteau
dominato da una fisarmonica che ricorda lo Yann La bella e la bestia del 1946, composto da George 29 brani (6 canzoni e 23 di commento)
Tiersen de Il favoloso mondo di Amelie, “Roxy and Auric: una melodia tardoromantica di ariosa Durata: 65’40”
Isabel” con un travolgente sax che crea intensità. MP
Una colonna sonora di Christopher Young quella musica concreta che tanto lo aveva
non è mai un ascolto banale o scontato. Non appassionato ai suoi esordi e non fa mancare un
sfuggono alla regola le musiche di La giuria, vasto e rigoroso afflato sinfonico, che unifica e
perfettamente calibrate alle immagini del irrobustisce il quadro d’insieme. Come di
serrato e un po’ ingenuo thriller giuridico consueto, nessuna imponente melodia, ma
diretto dal diligente Gary Fleder e tratto gracili figurazioni che si dissolvono nell’aria come
dall’ennesimo best seller di Grisham. Sono anelli di fumo (“Erease Her from My Heart”,
musiche che stupiscono per la quantità di idee “Not Lady Liberty”, “Habeas Corpus”), e
e per la varietà delle fonti d’ispirazione e, anzi, qualche aggressivo episodio d’azione, dai ritmi
si fanno apprezzare molto anche fuori dal film furiosi e dalla spaesante violenza (“Shark
nonostante questo loro eclettismo che, in Tactics”, “Voir Dire”). Christopher Young
mano ad autori meno sicuri del mestiere,
avrebbe potuto risultare persino irritante.
Il CD Varèse, che propone con soddisfacente
ampiezza le parti migliori del lavoro di Young, si
Runaway Jury
Nella fluida mescolanza di idiomi, il apprezza anche per la qualità dell’incisione, che
(La giuria - 2004)
compositore allinea influssi country, blues e jazz lascia apprezzare al meglio questo stimolante Varèse Sarabande 302 066 524 2
(“Runaway Jury”, “Dumb Witness”, “The Divine cocktail di suoni, con alcune lodevoli prestazioni 18 brani - Durata: 59’39”
Komeda”), sonorità techno e new age soliste, in particolare i vocalizzi di Teresa James.
(“Cheaper by the Dozen”), introduce sprazzi di Gianni Bergamino
Dopo l’exploit dei quattro capitoli della doppio CD della LaLa Land Records si rende
serie Medal of Honor (Allied Assault è ancora in opportuna un’avvertenza: trattandosi di brani
attesa di un proprio CD) Giacchino realizza destinati ai frenetici combattimenti virtuali di
una nuova impressionante partitura sinfonica un video game, privo dell’equilibrio narrativo
e corale per il videogioco bellico Secret di una vera trama cinematografica, gli episodi
Weapons Over Normandy della Lucas Arts. È altisonanti, turgidi, marziali si susseguono
sbalorditiva la qualità e la ricchezza di queste l’uno all’altro, senza concedere requie.
musiche, che fanno pensare alle emozioni Per questo è preferibile dosare l’ascolto di
musicali del miglior cinema di guerra del questo colosso musicale, per non restarne
passato, con un linguaggio sinfonico che sopraffatti e apprezzare invece l’inesauribile
entusiasma soprattutto chi rimpiange Steiner inventiva e le molte sottigliezze dell’orche- Michael Giacchino
o Friedhofer, o chi adora lo stile creativo dei strazione. Secret Weapons Over
leggendari Williams e Goldsmith, di cui
Giacchino sembra destinato ad essere uno dei
Nel suo simpatico sito Internet
([Link]), l’autore offre in
Normandy (id - 2003)
LaLa Land Records LLLCD 1013
prosecutori più autentici. degustazione ulteriori assaggi del suo
CD 1: 16 brani - Durata: 68’55”
Per un miglior approccio al generoso strabiliante genio creativo. GB
CD 2: 14 brani - Durata: 14’02”
40 Recensioni
Trasformista come la seducente spia del sfumate di elettronica (“The Tooth Doctor”), con
telefilm, la musica di Michael Giacchino per Alias cui il panorama sonoro si arricchisce di
non si lascia definire finché non si sono ascoltati un’atmosfera elegiaca, drammatica, a tratti
tutti gli oltre sessanta minuti dell’adrenalinico CD, persino commovente (“The Prophecy”).
dedicato alla prima stagione del serial di Jeffrey Stupisce la sicurezza con cui Giacchino domina
Abrams. Un diluvio di idee, di vigore, di estro alla perfezione stili così diversi, scivolando con
creativo. Alla fine si comprende che questo disco camaleontica disinvoltura da uno all’altro senza
divertente e godibile non si inquadra in nessun accostamenti inappropriati o soluzioni eccessive.
genere: è un caleidoscopio di stili, un arcobaleno Nel lavoro di questo giovanissimo musicista si
musicale in cui si passa con sfacciata disinvoltura percepisce un’energia che piace anche per la sua
Michael Giacchino dalla techno elettronica ad un’intensa scrittura per ingenua irruenza. La sua entusiasmante
Alias (id. 2003) archi (“Dissolved”, “Ball Buster”), con escursioni
nel folclore (“Spanish Heist”), nel jazz sofisticato
scorribanda sonora potrà forse deludere chi
preferisce la sontuosità classica della serie Medal
Varèse Sarabande VSD-6521
con una strizzatina d’occhio a James Bond of Honor, ma merita massima attenzione da parte
26 brani - Durata: 65’08” (“Sleeping Beauty”) e con una massiccia presenza di chi cerca novità, coraggio, e un po’ di sana
di componenti sinfoniche (“The End?”), appena voglia di strafare. GB
La fiaba di Peter Pan in live action, un film questo lavoro pur raffinato ed esteticamente
spettacolare, dai grandi effetti speciali. perfetto.
Un’orchestra sinfonica di oltre 80 elementi e Il compositore espone con seducente
due cori alla mercè di uno dei migliori coloritura orchestrale una serie di gradevoli idee
compositori del nostro tempo. Molti vedono tematiche, ma sembra in difficoltà quando si
in James Newton Howard un ideale nuovo tratta di dare slancio passionale all’opera. La cura
John Williams e non a torto. La qualità media della strumentazione e l’eleganza dello stile non
delle sue opere autorizza la stima che gli bastano a rendere emotivamente intenso
appassionati nutrono nei suoi confronti. l’ascolto. Forse Newton Howard avrebbe
Per questo, prima ancora di aver iniziato ad preferito sottrarsi al confronto con Hook, si nota
James Newton Howard ascoltare questo suo nuovo disco si pensa già a il suo sforzo di non assomigliare a Williams. Ma è
Peter Pan (2004) Hook, al capolavoro che Williams ha composto
nel 1991 per il film di Spielberg. Un confronto
lo stesso: non possiamo fare a meno di notare
che, con una fonte di ispirazione comune e mezzi
Varèse Sarabande 302 066 534 2
così istintivo da risultare inevitabile, ma che espressivi praticamente identici, una delle due
18 brani - Durata: 44’22” nuoce all’apprezzamento del lavoro di Newton partiture è divenuta una pietra miliare della storia
Howard perché si finisce col rimanerne della musica per film, l’altra si riduce ad una
insoddisfatti. L’attesa di sontuosi svolazzi curata suite sinfonica, così poco memorabile da
melodici, di vibrante intensità drammatica resta far già attendere il prossimo lavoro di Newton
in gran parte delusa. Il CD tra l’altro propone una Howard. La sua consolidata bravura gli fa perdo-
selezione smagrita della partitura originale, il che nare lo slancio trattenuto, anche se resta il ram-
non aiuta a collocare nella sua giusta dimensione marico per la ghiotta occasione perduta. GB
Le trame horror dei due Jeepers Creepers di melodia di cinque note, increspata da un surreale
Victor Salva (Powder), se anche non sfruttano al intervallo di terza maggiore. Senza mai abusare di
meglio le loro potenzialità, sono percorse da un questo esiguo riferimento, Salvay gli avvolge
brivido angoscioso e opprimente. In mezzo alle intorno un fitto sottobosco di ferocia ritmica, con
classiche situazioni da slasher movie si ricorso a dissonanze e atonalismi, a pulsazioni
percepisce un morboso disagio psichico, un percussive e ad un velo di elettronica, senza fare
senso di straniamento onirico favorito di queste soluzioni la solita comoda scappatoia
soprattutto dall’ottimo commento musicale, per sottrarsi all’impegno di una coerente scrittura
che si insinua come un vortice alienante e sinfonica. Il risultato finale è soddisfacente e
pauroso tra le sequenze ombrose dei film. consiglia di seguire con attenzione gli auspicabili
Bennet Salvay Autore proveniente dalla televisione, Bennet sviluppi della carriera di questo autore. Mentre
Jeepers Creepers 2 (id 2004) Salvay adotta un’elaborata scrittura sinfonica a
metà strada tra Stravinsky e Goldsmith.
l’edizione discografica della prima partitura, oggi
fuori commercio, offriva una modesta selezione
Varèse Sarabande VSD-6496 Il motivo dominante in entrambi i film, il tema della musica presente nel film, il CD Varèse per il
18 brani - Durata: 46’28” del vorace uomo-pipistrello, è una disarmonica secondo capitolo è assai più generoso. GB
Recensioni 41
Prima regia di Flavio Mogherini, questa caratterizzati dal festante utilizzo di campane,
pellicola comico-demenziale dei primi anni ’70 – fischi, coretti beffardi (I Cantori Moderni di
la storia di quattro amici che tirano a campare Alessandroni), filastrocche da barzelletta di
saccheggiando antiche tombe etrusche – è paese, urla, versi e ritmiche ossessive.
commentata musicalmente dal Maestro Ennio Un’incontenibile comicità pervade brani quali
Morricone. In questa colonna sonora, ristampata “Ora a te, poi a me”, “Anghingò”, “Ora pro
per la prima volta su CD, con quattro brani nobis” e “Anche se volessi…(Titoli)”. “Per la
precedentemente non incisi sull’LP originale, il strada” è il tipico tema morriconiano: un
compositore romano, a suo agio anche nelle amalgama di ironia e amarezza che potrebbe
commedie agrodolci, sarcastiche e surreali (si riportare alla memoria l’“Addio a Cheyenne” da
pensi a Il vizietto, Le monachine, I Basilischi), C’era una volta il West. “Tramonto”, invece, è
Ennio Morricone sfodera tutta la sua vena grottesca per rendere al un’altra melodia esposta dal fischio sognante
Anche se volessi meglio l’atmosfera scanzonata della storia di
guardie e ladri che vede tra i protagonisti l’attore-
dell’incredibile Alessandro Alessandroni che,
accompagnato da un leggiadro tappeto d’archi,
lavorare che faccio? feticcio di Pier Paolo Pasolini, Ninetto Davoli. porta la quiete dopo la tempesta.
(1972) Il tema conduttore, “Lei se ne more”, ritorna Un CD che all’ascolto ricorda tanti altri
Cinevox CD MDF 353 con diverse varianti (corale e ritmata) lungo tasselli dell’immenso mosaico discografico di
14 brani – Durata: 36’13” tutto l’album: un delicato motivo popolare di Morricone, e che è pertanto consigliato solo ai
facile presa emotiva. Gli altri temi sono suoi estimatori più incalliti. MP
La notte dei diavoli, di Giorgio Ferroni, è un orchestrale di Profondo rosso (1975) di D. Argento.
horror italiano che può vantare gli effetti speciali di Le musiche di Gaslini rielaborano le atmosfere
Carlo “E.T.” Rambaldi. E’ praticamente il sequel di spettrali e angoscianti del film, descrivendo al
un episodio (quello con Boris Karloff) del film I tre meglio l’incombenza di un pericolo invisibile, ma
volti della paura (Mario Bava, 1963) ed è anch’esso presente e vicino. Lugubri e anomale melodie di
basato sul racconto di Alexis Tolstoy “The un organo (“An Organ in the Night”) o di un
Wurdalak”. Protagonisti della pellicola sono violoncello – tra cui spicca il “Vurdalak Theme” (in
proprio i wurdalak, i morti viventi assetati del tre versioni) – si alternano a dolci ballate.
sangue delle persone che hanno amato in vita. Romantico e struggente è “Sdenka’s Theme”,
Gianni Garko e Agostina Belli impersonano i due sussurrato dalla magnifica voce solista di Edda
innamorati al centro della vicenda ambientata tra Dell’Orso accompagnata dagli archi, mentre
Giorgio Gaslini boschi nebbiosi e case di contadini. Il CD propone “Slavian Little Song” è semplice ma angosciante e
La notte dei diavoli (1972) tutta la musica scritta per il film in stereo e
restaurata in digitale da un master originale
fa riferimento all’ambientazione. Le tipiche
musiche orchestrali da cinema horror fanno
Digitmovies CDDM009 custodito negli archivi Cinevox, al tempo capolino soprattutto in “Terrible Echoes” e
24 brani – Durata: 45’23” preparato per un 33 giri mai pubblicato. Sono “Warnings”, dove acuti archi sospesi e assoli di
presenti due alternate tracks (versioni alternative) flauto annunciano brividi e sangue. In “Macabre
e una suite che, prima di questo disco, era l’unica Burials” l’ossessivo ripetersi di quattro note nella
musica disponibile. Il compositore è Giorgio parte iniziale lascia spazio al malefico tema
Gaslini, musicista jazz di fama e prestigio presente anche nei titoli di testa dove fagocita il
internazionali, unico nel suo genere. tema di Sdenka. Infine ci sono anche brani più
Ha composto molti lavori sinfonici e da sperimentali (in linea con la sensibilità artistica
camera, balletti ed opere, musica per il teatro, per dell’autore) come “Electroshock I e II”, nel quale
la TV e per il cinema con oltre 40 colonne sonore: la musica si fa rumore, suono e tensione, e “Voices
ricordiamo La notte (1961) di M. Antonioni, in the Wood”, intessuto di grida che si perdono in
premiata con il Nastro d’Argento, e la parte lontananza tra l’ululato e la disperazione. SS
Cult Corner 43
In Italia il Maestro Pino Donaggio è noto per un film americano più importante, Saigon
soprattutto per la sua carriera di cantautore di Christopher Crowe, per rispettare
(“Io che non vivo”). Le musiche scritte per i l’impegno preso con il regista Ruggero
film di Nicolas Roeg, Brian De Palma e Joe Deodato per Un delitto poco comune (1988),
Dante gli hanno dato una notorietà un thriller inconsueto, quasi un horror, che
internazionale. Alcuni temi sono diventati mette in scena un serial killer (un bravissimo
degli esempi di perfezione di musica applicata Michael York) vittima di una malattia
al cinema, come il magnifico “In the implacabile: un invecchiamento precoce e
Museum” da Vestito per uccidere di Brian De accelerato.
Palma, che viene studiato nelle scuole di Sotto la direzione del collaboratore di
cinema americane. Si conosce meno il resto allora Natale Massara, questa partitura Pino Donaggio
della sua carriera, anche se si tratta di un
corpus notevole, avendo scritto più di
presenta un compositore che inizia ad osare
in termini di ricerca timbrica e ricchezza
Un delitto poco comune
(1988)
sessanta partiture per il cinema e la orchestrale, e che prolunga le esperienze
televisione italiani. musicali di Blow Out e di Omicidio a luci rosse. Digitmovies CDDM010
Pino Donaggio dovette rifiutare il lavoro Da non perdere. GL 19 brani – Durata: 47’29’’
Come il buon vino, Pino Donaggio migliora siciliano di Giovanni Falcone. Ne L’anima
con gli anni. Da ragazzo, il compositore gemella, con l’orchestra diretta dal bravissimo
veneziano ha studiato il violino al Maurizio Abeni, sembra ormai in grado di
conservatorio Benedetto Marcello della sua navigare da un genere musicale all’altro con
città natale, e poi al Verdi di Milano. Quando una grande varietà di strumenti: abbiamo ad
è passato dalla canzone alla musica per il esempio “Il mistero”, tema raffinato e quasi
cinema, utilizzava soprattutto violini e archi, stravinskiano, con forti dissonanze. E poi “Il
gli strumenti che conosceva meglio. Il tuffo”, tema romantico e melodico con
maestro Donaggio ha poi, umilmente, accompagnamento d’archi. C’è la musica da
studiato composizione, e man mano che balera di “Il barbiere”, e le note inquietanti de
progrediva negli studi, impiegava un numero “Il sortilegio”. Pino Donaggio
sempre maggiore di strumenti nelle sue
musiche per il cinema.
La musica di Donaggio è più matura e,
nello stesso tempo, sperimentale. Il suo
L’anima gemella (2003)
Digitmovies CDDM012
Ecco quindi le percussioni di Blow Out e la plurilinguismo ne fa uno dei compositori
musica elettronica di Omicidio a luci rosse, lo italiani di musica applicata al cinema più 17 brani – Durata: 39’19”
strumento bulgaro di Il Carniere e il canto interessanti e ammirati. GL
A volte capita anche al collezionista più del primo Danny Elfman, al languore erotico
smaliziato di rimanere felicemente sorpreso di alcune pagine thriller di Pino Donaggio.
da una colonna sonora sulla quale non Si ascolti ad esempio il bel “Main Title -
avrebbe scommesso un euro. E’ il caso della Wax Mask” che si apre con una citazione
partitura scritta da Maurizio Abeni per M.D.C. letterale del tema principale di Cape Fear di
- Maschera di cera, un pasticciato horror di Herrmann, per proseguire con una sezione
serie B diretto da Sergio Stivaletti (e prodotto per coro che sillaba un testo latino:
da Dario Argento) e ispirato al celebre un’evidente reminiscenza del celeberrimo
racconto di Gaston Leroux (quello de “Il “Ave Satani” di Jerry Goldsmith.
fantasma dell’Opera”, per intenderci). Ma oltre alla perizia compilatoria, Abeni
Attingendo con divertita sapienza allo dimostra anche una notevole padronanza del Maurizio Abeni
sterminato patrimonio delle colonne sonore
dell’orrore, Abeni scrive uno score che è
mezzo orchestrale, scrivendo musica di non
comune densità sinfonica, e forse peccando
Maschera di cera
prima di tutto un felice compendio di tutti i solo di eccessivo eclettismo.
(Wax Mask – 1997)
luoghi comuni musicali del genere: dalle Un disco interessante e godibile, CDDM011
deflagrazioni orchestrali dei vecchi classici ottimamente eseguito dalla Bulgarian 20 brani + 4 bonus tracks
della Hammer, alle tessiture più inconsuete di Symphony Orchestra, sotto la direzione Durata: 76’29”
Bernard Herrmann, dalle architetture gotiche dell’autore. AC