Berkeley inizio 700
Empirista inesistenza della materia
Irlandese, anglicano. A 25 anni pubblica ‘’trattato sui principi delle conoscenza
umana’’ dove riprende le tesi di Locke portandole fino alle estreme
conseguenze.
È un empirista. (locke berkely hume)
Parte dai sensi.
Critica che berkeley rivolge a locke: (l’uomo può creare delle idee generali
secondo locke. L’idea generale di uomo simboleggia tutti gli uomini che ho
percepito e conosciuto.)
Secondo berkeley noi non astraiamo dalle nostre percezioni, o idee complesse,
noi quando riteniamo di star parlando dell’uomo in generale , non parliamo
davvero dell’uomo in generale ma di un uomo specifico che ci sembra
rappresentativo di tutto l’insieme.
Esempio: quando immaginiamo un triangolo in generale , è davvero un
triangolo generale astratto che simboleggia tutti i possibili triangoli o è un
triangolo preciso? Quello che ho immaginato è un triangolo che non è ne
scaleno , ne isoscele , ne rettangolo , ne equilatero?
Quando immaginiamo un triangolo in generale , non immaginiamo un triangolo
in generale ma un triangolo specifico. Stessa cosa vale per l’idea dell’uomo in
generale e per tutte le idee.
Noi non siamo in grado di creare idee generali. Prendiamo un’idea particolare e
l’assumiamo come simbolo di tutte le idee a essa simili. NON ESISTONO IDEE
ASTRATTE. Esistono solo idee con caratteristiche particolari.
Le parole che usciamo sono solo etichette, convenzioni che decidiamo di usare
come simbolo per indicare qualcosa. La parola triangolo diventa un nome ,
un’etichetta , non è realtà. Siamo davanti a una forma di NOMINALISMO: le idee
generali sono semplici nomi che noi diamo a cosa tra loro simili , che si
assomigliano.
Con locke tutto ciò che conosco deriva dai sensi. Beckley è d’accordo.
Dove sta la percezione? Quando dico che percepisco il nero, il nero dove sta,
fuori di me o dentro di me? Le qualità di un oggetto sono dentro di me, il nero
è un impulso che parte dall’occhio e che va a finire nella mia mente e che poi
la interpreta, la percezione è qualcosa di interiore, legato al mio corpo.
Quando guardo la tazza, sono sicuro che il mio occhio trasferisce al cervello
l’immagine della tazza, ma non sono sicuro che questa tazza esista davvero.
Magari il mio occhio non vede qualcosa di reale , magari ha davanti a sé uno
schermo che mi trasmette qualcosa di illusorio.
Berckely ci sta dicendo che quello che conosciamo non è la realtà esterna ma
le impressioni, cioè quello che il nostro corpo comunica alla mente, quello che i
nostri organi di senso comunicano alla mente. Ma chi mi assicura che queste
sensazioni derivino dall’esterno? Anche locke se lo era chiesto, ma dice che in
certe situazioni le sensazioni sono così tanto forti , parlava di una sensazione
attuale , così vivida che non può che essere provocata da qualcosa di reale.
Berkeley dice che io ho solo le prove che esistono le mie sensazioni.
Non abbiamo prove che la realtà esterna, l’unica cosa che sappiamo che esiste
è la percezione, l’unica cosa che esiste è la percezione. ESISTE SOLO LA
PERCEZIONE. ESSE EST PERCIPI = ESSERE SIGNIFICA ESSERE PERCEPITI , esiste
solo quello che viene percepito. Le percezioni sono qualcosa di immateriale, e
se esiste solo ciò che è percepito, le percezioni devono a loro volta derivare da
qualcosa di immateriale.
Berkeley sta dicendo che tutta la materia che diamo per scontata esistere
intorno a noi , in realtà non esiste, Berkley è il padre dell’immaterialismo.
Quando mi tocco io sento le percezioni delle mie dite che potrebbero essere
illusioni, non sono certa che esista quella materia che sto toccando. Non esiste
niente materialmente di quello che vediamo, è tutto un sogno.
Controbattere ai materialisti: dimostrare che non solo la materia non è il
fondamento delle cose ma neppure esiste, in questo modo costringiamo i
materialisti ad ammettere dio. Questo è l’obbiettivo finale di Berkeley.
Per berkeley le qualità primarie e secondarie di locke sono sempre soggettive
(Locke dice che le qualità primarie (peso) è oggettiva mentre le qualità
secondarie (gusto) è soggettiva.)
Secondo berkeley le qualità dipendono sempre dal mio percepire quindi sono
sempre soggettive.
Berkley dice facciamo finta che esista la materia , allora come si può dalla
materia originare un’impressione che è qualcosa di immateriale? Res cogitans
e res extensa sono due sostanze diversissime, come fanno a comunicare. Se
anche ammettessi che esiste la materia com’è possibile che io percepisca con
percezioni immateriali la materia che è materiale, è impossibile. Quindi bisogna
che la materia non esista.
Esiste lo spirito e le idee.
Lo spirito è l’anima che percepisce e pensa.
Le idee sono le cose percepite dagli spiriti.
Queste idee chi le ha create? Un’entità superiore. Uno spirito che non posso
essere io , spirito superiore, Dio. Dio ha creato gli spiriti ossia le anime e poi da
alle anime tutta una serie di idee. Dio crea un mondo virtuale per tutti noi. Le
leggi della natura , es leggi di gravità di newton che fine fa? Berkeley dice che
le leggi della natura non sono altro che i modi in cui Dio ci presenta le idee del
mondo.
DIO CAUSA DELLE IDEE. Dio è legislatore della natura. Le regole della natura
non sono altro che l’ordine con cui Dio ci da le idee.
Le idee continueranno ad esistere anche quando no ci saranno più spiriti
umani. Perché le idee non sono solo idee dentro agli spiriti ma sono anche idee
nella mente di Dio, Dio è eterno quindi anche le idee sono eterne.
Quindi anche se smetto di percepire una cosa , quella cosa (idea) continua ad
esistere in quanto idea della mente di Dio.