Rococò
Rococò
Appunti storia dell’arte moderna paraventi para i denti che dopo l’esame te ria un boccato
Il gotico internazionale si sviluppa, in continuazione al gotico, tra gli ultimi anni del trecento (1370)
e la metà del quattrocento (1450) su larga scala, ovvero in Europa. Per questo prende proprio il
nome di gotico internazionale o tardo gotico.
Viene anche chiamato gotico cortese, questo perché, vede la sua principale espressione all'interno
delle corti signorini e nazionali, no all'emergere della borghesia e mercantile.
Il gotico internazionale viene apprezzato dalle corti in quanto racconta la vita mondana e le saghe
cavalleresche avvalendosi di eleganza, sfarzosi, raf natezza.
Le opere tardo gotiche si distinguono per la loro grande attenzione per i parti particolari della realtà
naturale, come uomini e animali, alberi e case, che vengono rappresentati con minuzia scrupolosa.
rimane invece in secondo piano la verosimiglianza spaziale, al punto che le scene rappresentate
sembrano immerse in un'atmosfera abesca che ben si addice però con i temi cavallereschi.
Nei dipinti e nei disegni la linea ha un ruolo guida fondamentale, segue le gure, ne traccia i
contorni e ne de nisce i movimenti, mentre i colori accesi e contrastanti, spiccano armoniosamente
su sfondi luminosi d'oro.d'altronde colori spenti si sarebbero persi su tali sfondi.
La raf nata pittura tardo gotica trova applicazione anche in disegni per tessuti, gioielli, o in opere di
piccolo formato, in cui mettere maggiormente alla prova le capacità minuziose degli artisti e
[Link] le corti infatti spesso utilizzati come doni tra i signori, circolavano i libri d’ore di
preghiere, spesso illustrati. Come le celebri miniature dei fratelli de Limbourg con "le ricchissime
ore del duca di Berry" ovvero una raccolta di preghiere da recitare secondi diversi periodi dell'anno
e del giorno. Queste pagine erano miniate illustrando e rappresentando a tutta pagina le allegorie dei
mesi dell'anno.
Il gotico internazionale vede uno dei suoi principali centri ad Avignone in Francia dove
transitarono molti artisti e scultori, tra i più celebri del gotico internazionale abbiamo: Simone
Martini, Antonio pisano detto Pisanello, Michelino da Besozzo, il celebre è gentile da Fabriano,
fratelli Limbourg e nella scultura Jacopo della quercia.
Mentre in Italia la regione più pronta a recepire il linguaggio cortese è la Lombardia, Dove Milano e
Pavia rappresentano i principali centri. Possiamo parlare anche, in area veneta, di Verona.
PITTORI
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NICOLE PAOLOROSSI 2026
Le miniature uniscono gusto cortese e attenzione minuziosa al mondo naturale: cieli “atmosferici”,
paesaggi reali ma abeschi, moda aristocratica resa con preziosità. L’impianto mensile fonde
calendario astrologico e scene “di vita”, alternando ozi di corte e lavori dei campi.
IL MESE DI APRILE P. 12
il “mese del danzamento”. in alto, nella parte in semicerchio è raf gurato un calendario
astrologico, con il carro del sole al centro e la volta celeste con i segni zodiacali del mese (Ariete e
Toro). Nella parte sottostante è rappresentata una nobile coppia che si sta scambiando l'anello di
danzamento. Le due gure sono slanciate ed esili. Portano dei lunghi panneggi curvilinei. Alle loro
spalle due giovani stanno raccogliendo ori dimostrando passione per la natura.
Con la stessa passione viene raf gurato il resto del paesaggio in cui vediamo un castello signorile,
un villaggio, un lago lago con delle barche, dei boschi ordinati. A destra si intravede la muratura di
un palazzo con il suo giardino dalle piante ben curate che stanno iniziando a crescere, tale palazzo
non viene sicuramente seguendo un punto di vista e una prospettiva razionale..
IL MESE DI LUGLIO P. 13
mese estivo del lavoro degli HUMILES (ovvero di coloro che sono vicini alla terra) infatti in questo
mese non troviamo una scena di corte. Nella lunetta troviamo la gura del Cancro e del Leone.
Sotto di questi vediamo delle gure tosare delle pecore e tagliare il grano, dei lavori duri
rappresentati però con eleganza. Il contadino sembra danzare con la falce, i pastori sono vestiti alla
“moda gotica”. Sullo sfondo un castello con ponte levatoio domina un paesaggio. La grande novità
è l'attenzione posta alla resa del cielo con le sue sfumature e le sue nuvole.
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NICOLE PAOLOROSSI 2026
resa della natura, dei volatili e dei dettagli nella parte in oro notiamo la ricerca di Pisanello per la
preziosità, la raf natezza e per il realismo.
" Medaglia con raf gurato il pro lo di Giovanni VIII paletnologo “ (1438) Pisanello ( Firenze) P.
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É la medaglia considerata prototipo della medaglia rinascimentale: nel diritto troviamo il pro lo
barbuto dell’imperatore, con copricapo alla greca; al rovescio invece l’imperatore a cavallo davanti
al Croci sso. Nata come dono diplomatico e memoria da fondazione, de nisce uno standard
(ritratto al diritto, emblema/episodio al rovescio), prendendo spunto dalle monete antiche ma
mantenendo il gusto internazionale, non classicista.
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Le gure esili e guizzanti, dalle dalla carnagione di cera, facce timide e fanciullesche si stagliano su
un fondo oro, che ci toglie ogni concretezza spaziale facendoci vivere una dimensione sognante.
Nell’opera viene utilizzata una tecnica da orafo che consente di creare dei rilievi, Michelino da
Besozzo la usa per impreziosire il dipinto applicandola nell’architettura del trono, nelle aureole,
nelle corone e per le scritte.
-“la Madonna col bambino, i santi Nicola e Caterina d’Alessandria" (1400) di gentile da
Fabriano (Berlino) P. 26
la giovanile pala è dovette essere dipinta per una chiesa di Fabriano. Rappresenta la donna seduta
su un trono con il Gesù bambino sulle sue ginocchia. Dietro di lei due alberi nascondono tra le loro
chiome degli angeli.
Ai suoi lati invece, vediamo Caterina d’Alessandria, e dall'altro lato, ri esso anche nei gesti delle
mani, vediamo il Santo Nicola. Sotto di lui inginocchiato invece viene ritratto il donatore.
Le gure poggiano su di un prato orito, e si stagliano dallo sfondo dorato, oro che Gentile utilizza
anche per ornare le vesti, impreziosendo le gure che sono già pittoricamente rappresentate con
suprema eleganza, nei gesti e nelle forme.
Commissionata dalla famiglia palla strozzi una delle famiglie al momento più ricca di Firenze, per
la cappella gentilizia nella chiesa di Santo trinità.
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La pala è tricuspidata inserita in una cornice d’oro. In cui sulle due laterali, raf gurata
l'annunciazione mentre in quella centrale il Cristo con due profeti.
Nel basamento (chiamato predella) invece sono raf gurate la Natività di Gesù, la fuga in Egitto e la
presentazione al tempio.
Nella parte centrale della pala invece viene raccontato e il viaggio che fanno i Magi per arrivare al
bambino appena nato. sfruttando la forma della cornice, gentile ci racconta questo viaggio
attraverso più scene in cui l’ una è lo sviluppo temporale dell’altra, quindi in una stessa
raf gurazione vengono rappresentati, momenti e contesti differenti.
La scena è priva di interesse per la visione tridimensionale e prospettica ma piuttosto il contesto e
l'ambiente si piega a favore del racconto.
In ordine cronologico la prima scena è nella lunetta di sinistra dove vengono rappresentati i tre
saggi che avvistano la stella cometa, nella lunetta a seguire abbiamo la cavalcata del corteo verso
Betlemme e nella terza l'ingresso in città. Il corteo, popolato da uomini aristocratici e non e animali
come cavalli e animali esotici come scimmie, ghepardi, dromedari, si dispiega dalla città in alto a
destra verso il centro della pala, per nire poi verso sinistra difronte alla capanna in cui è nato il
Gesù bambino.
La scena e le gure sono rappresentati si avvale anche dell'oro dell'argento per esprimere lo sfarzo
delle corti.
Tra il corteo è stato probabilmente raf gurato Lorenzo, glio di palla strozzi, lo riconosciamo in
quanto ritratto di tre quarti con in mano un Falcone, suo emblema.
IN SCULTURA
- LA TOMBA DI ILARIA DEL CARRETTO A LUCCA (1406–1408) Jacopo della quercia (Lucca,
Duomo, marmo) P. 33
È una tomba isolata con “gisant”: termine francese che indica il “giacente”, in questo caso Ilaria,
rappresentata scultorea in posizione sdraiata. Ai suoi piedi giace un fedele cagnolino. La defunta
sembra una bella addormentata perché rappresentata con un estremo naturalismo del volto
incantevole vestita di un elegantissimo abito con pieghe af late e chiuso sopra la gola dall'altissimo
colletto.
Sui anchi del sepolcro ci sono dei spiritelli reggifestone.
Nasce in una Lucca aperta al gusto internazionale sotto Paolo Guinigi, mentre Jacopo assorbe
stimoli padani e francesi.
- LA FONTE GAIA A SIENA (1414–1419) Jacopo della quercia (Siena, Piazza del Campo) P. 34
Una fontana in marmo, oggi ne abbiamo una copia di Tito Sarrocchi, 1869 di quelli originali.
Appare come un trono con ali aggettanti intorno alla vasca. Al centro, in un bassorilievo, abbiamo la
Vergine con Bambino, nelle nicchie le Virtù; sui anchi la Creazione di Adamo e il Peccato
originale al di sopra due statue a tutto tondo di Rea Silvia e Acca Larentia per alludere ai miti
fondativi di Siena. Si voleva in questo modo alludere rileggendo secondo la quale Siena fu fondata
da Sieno e a Aschio, gli di Remo.
La reazione di Jacopo della quercia fu sostituita in quanto l’originale, essendo stato realizzato con
dei marmi teneri, era assai malmesso per l'usura e la lunga esposizione agli agenti atmosferici.
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NICOLE PAOLOROSSI 2026
Anche gli artisti partecipano a questo rinnovamento culturale, essi fungono da tramite tra la
componente aristocratica per cui lavoravano e quella più popolare della società, rappresentando
gurativamente gli ideali rinascimentali.
Gli artisti infatti lavorano per l'alta borghesia e per il ceto medio e, dopo il suo sviluppo, anche per
le grandi famiglie di mercanti e banchieri (I medici, i Brancacci, gli strozzi, gli Albizi) le quali
nanziavano importanti opere pubbliche.
La rivoluzione rinascimentale vede il proprio centro a Firenze (con la famiglia Medici) ma in pochi
decenni i centri di produzione artistica si moltiplicano in tutta Italia, si aggiungono così Roma,
Urbino, Milano, Mantova, Ferrara, Napoli, Padova.
Figura fondamentale è Leon battista Alberti, il quale ha codi cato i principi e i valori ispiratori del
Rinascimento, scrivendo dei trattati rivolti alle tre arti maggiori ovvero pittura, architettura e
scultura. Possiamo sintetizzare questi valori rinascimentali in cinque punti fondamentali:
La riscoperta dell'arte classica dove l'antichità romana e greca rappresenta un modello
ineguagliabile
Il ruolo centrale attribuito all'uomo, sia dal punto di vista sico (studio della dell'anatomia) e
psicologico (rappresentazione di caratteri individuali e delle emozioni)
Affermazione di un nuovo concetto di bellezza, basato non sull'ornamento, ma sull'applicazione di
proporzioni armoniche, ordine ed equilibrio.
Affermazione del principio dell'arte come Nemesis, cioè come imitazione della natura, considerata
un modello perfetto in quanto creato di Dio.
Le lavorazioni della prospettiva lineare eccentriche, utilizzata per rappresentare lo spazio, elaborata
nel 1420 da Filippo Brunelleschi e teorizzata successivamente dalle Leon battista Alberti. Il
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dipinto, dunque, è pensato come una " nestra" che ci mostra una porzione di realtà, dato però il
procedimento costruttivo prospettico questo presuppone un preciso punto di vista, ciò implica una
posizione centrale dell'uomo come osservatore della realtà.
Gli artisti che si distinsero nel Rinascimento sono: Filippo Brunelleschi, Donatello, Masaccio, (I tre
promotori del rinnovamento artistico e culturale cui si dà il nome di Rinascimento) Ghiberti Paolo
uccello, Piero della Francesca, Luca della robbia, beato Angelico, Filippo Lippi, Leon è un battista
Alberti, Jan van Eyck, mantegna, Antonello da Messina.
Rappresenta la sintesi tra la tradizione medievale e la nascita di nuovi stili rinascimentali, facendo
di lui un pioniere dell'evoluzione nell'arte occidentale e quindi del Rinascimento.
-"formelle: sacri cio di Isacco” ✅
-"Porta Nord" (1403/1424) ✅
-"Porta del paradiso" (1425) ✅
- Porta Nord (1403/1424) Lorenzo Ghiberti (Battistero di Firenze, oggi al Museo dell’Opera del
Duomo) P. 47
La porta nord fu una lunga impresa: Ghiberti ne ottenne la commissione da ventenne con
l'assistenza di una bottega prestigiosa. La porta presenta 28 formelle con storie evangeliche e gure
di evangelisti e dottori della Chiesa. Stile elegante e dettagliato, pienamente nel gusto gotico
internazionale. Ghiberti guidò una bottega che formò Donatello, Michelozzo e Paolo Uccello.
- Porta del paradiso (1425) Lorenzo Ghiberti (originale museo a Firenze) P. 100
Lorenzo Ghiberti aveva ottenuto l'quella con la posizione più prestigiosa, di fronte all'ingresso del
Duomo, Michelangelo l’ha giudicata come non degna del “paradiso". Fu un'impresa lunga e
dif cile che coinvolse numerosi aiuti.
La struttura di due battenti rinunciava a ogni riferimento gotico e prevedeva 10 grandi formelle
quadrate raf guranti storie bibliche, uni cate da una cornice con piccole gure di altri personaggi
biblici. Le gure sono eleganti, slanciate e leggiadre, tutto attorno a loro è descritto con un’estrema
attenzione al dettaglio più che al naturalismo. L’opera rappresenta la sintesi della raf nata eleganza
gotica con la nuova monumentalità rinascimentale.
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tensione impressionante che possiamo percepire nel gesto dell'eroina che alza la spada, nel
panneggio della sua veste, dal peso corporeo di Oloferne e nelle storie ai piedi del basamento.
Le scene sul basamento rappresentano tre scene bacchiche, le quali alludono all’ebbrezza di
oloferne: Giuditta, infatti, lo uccise dopo averlo ingannato e fatto ubriacare.
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NICOLE PAOLOROSSI 2026
L'intensità della scena principale è sottolineata, per contrasto, dalla stasi della parte inferiore, in cui i
personaggi debordano dalla cornice.
La tecnica utilizzata da Filippo Brunelleschi è stata differente da quella di Ghiberti, infatti, Filippo ha
lavorato separatamente i blocchi corrispondenti alle gure, applicandoli successivamente sulla lastra.
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Le navate sono scandite da colonne di pietra monolitiche a fusto liscio con capitelli Corinzi, a cui
corrispondono, sulle pareti laterali ha delle paraste corinzie.
I motivi micro Romy del pavimento disegnano a terra lo stesso modulo-campata
La pianta della basilica è molto simile a quella delle basiliche gotiche ma il senso dello spazio interno
era ispirato all'architettura romana e a quella paleocristiana.
Il cantiere di San Lorenzo fu assai lungo, e si dovette attendere che Cosimo (poi detto il vecchio)
arrivasse al vertice della famiglia de' Medici, nel 1442 perché si iniziasse la fase nale della costruzione.
È stato uno dei più grandi pittori italiani e il Rinascimento, anche se la sua carriera fu breve.
Divenne presto il principale veicolo di rinnovamento della pittura della prima metà del secolo, in
quanto fu capace di rompere con la tradizione medievale, caratterizzata da rappresentazioni formali,
piatte e simboliche. Masaccio invece fu capace di dare personaggi un'identità psicologica e morale,
la sua pittura manifesta vicinanza alla realtà dell'uomo, ovvero un uomo sicamente de nito
attraverso lo studio dal vero dei corpi, con volumi modellati dalla luce e dall'ombra; un uomo che
mostra sentimenti e forza interiore, protagonista della propria storia e in dialogo con la natura e con
il sacro.
Durante la sua carriera si mise in società con il pittore più anziano Masolino da Panicale, con il
quale realizzò alcuni lavori.
"Ciclo delle storie di San Pietro" affreschi nella cappella Brancacci (1424) ✅
"Trinità" (1425) ✅
"Polittico di Pisa" (1426) ✅
- Ciclo delle storie di San Pietro (1424) Masaccio (affreschi nella cappella Brancacci, Firenze) P.
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La cappella Brancacci, nella chiesa orentina di Santa Maria del Carmine, fu voluta da Pietro
Brancacci ma commissionata dal nipote solo nel 1423. I lavori, iniziati nel 1424, furono af dati a
Masolino e Masaccio. I due però lasciarono il ciclo incompiuto. E 10 anni dopo,nel 1434, al rientro
di Cosimo de' Medici dall'esilio i Brancacci furono cacciati dalla città e la loro immagine rimossa
dalla memoria cittadina per questo alcune gure degli affreschi rappresentanti membri della
famiglia Brancacci furono cancellati.
Il progetto iniziale prevedeva la decorazione della volta e delle tre pareti, organizzate in due registri,
con storie riguardanti la vita di San Pietro. Tale ciclo è interessante per osservare l'organizzazione
del lavoro da parte di due artisti consapevoli delle loro diversità stilistiche, così i due si suddivisero
le parti, alternandole in modo da equilibrare le differenze espressive tecniche e creando così una
sorta di complessiva unità.
Di tutti gli affreschi ricordiamo in particolare il tributo (Masaccio) la caccia di Adamo ed Eva
dall'Eden (Masaccio).
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NICOLE PAOLOROSSI 2026
vista reale. Determinando un coinvolgimento diretto dell'osservatore nella scena abbattendo così il
limite tra spazio reale e illusorio, mettendo in comunicazione lo spettatore con le gure
rappresentate.
All'interno di questo spazio architettonico che sembra essere pensato da Brunelleschi, troviamo
l'imponente gure di Dio che sorregge il glio Gesù in croce, mentre mentre la colomba dello
spirito Santo si getta in picchiata verso lo spettatore.
Ai lati e ai piedi della croce troviamo la vergine e San Giovanni.
Mentre sulla soglia di questo spazio pregano in adorazione eterna: Berto di Bartolomeo (un
architetto che collaborò al cantiere della cupola di Brunelleschi) e sua moglie Sandra. Solitamente,
dall'arte medievale, era consueto che committenti e devoti fossero raf gurati più piccoli rispetto ai
santi ma massaggio scardina questa tradizione in quanto è più importante tare con realismo
prospettico.
Sotto di loro, nel registro inferiore, quindi sotto l'altare, già giù uno scheletro (Adamo) che ci
ricorda che la passione, la morte e la resurrezione di Cristo hanno scon tto la morte di ogni uomo,
tanto che lo scheletro" dice "ai fedeli, attraverso un'iscrizione: "io fu già quel che voi siete, e quel
ch’io sono voi ancor sarete".
Ovviamente lo scomparto principale del polittico è quello centrale rappresentante la vergine, dal
mantello sapientemente maneggiato, seduta su di un trono di marmo, e alle sue ginocchia il glio
rivolge lo sguardo verso di noi. Ai loro piedi di fronte al trono siedono due angeli musicanti.
A colpire di questa rappresentazione è l'utilizzo di una luce fortissima, che de nisce un netto
contrasto tra le parti in ombra e quelle illuminate.
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un'architettura o uno spazio ma di una affollatissima composizione di gure, il che è ancora più
complicato.
Fu uno dei pittori più importanti del Rinascimento orentino, noto per la sua forza espressiva,
attraverso l'uso drammatico della luce e del colore e la monumentale presenza dei suoi personaggi,
tanto da far distinguere la sua pittura per il suo realismo incisivo. Nelle sue opere il chiaro o oscuro
modella con grande forza il volume delle gure, utilizzando la luce come uno strumento per dare
profondità, ma anche per enfatizzare la drammaticità delle scene rappresentate.
"Cenacolo di Sant'Apollonia" (1447)✅
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La prospettiva del paesaggio viene resa attraverso le dimensioni degli alberi che vanno riducendosi dal
primo all'ultimo piano così come le gure e le nuvole.
Doppio ritratto dei duchi di Urbino, i Montefeltro (1465) Piero della Francesca (Firenze) P. P. 159
I due pannelli ritraggono il duca Federico da Montefeltro e la moglie battista sforza, ritratti di
pro lo secondo il modello delle medaglie forgiato da Pianello.
Le due gure a mezzo busto sono sempli cate a tal punto che sembrano l'unione di una
giustapposizione di forme come sfere cilindri.
Federico ha la parte alta del naso smussata, l'aveva persa, insieme all'occhio destro, in un
combattimento; la moglie battista, dal volto chiarissimo, ha un'acconciatura alla moda che le lascia
scoperta la fronte altissima e mostra il ricco corredo di gioielli che porta al collo.
Le due gure si stagliano sullo sfondo sfondo rappresentante la veduta di un paesaggio scon nato in
cui la prospettiva è resa dalla minuzia dei dettagli in lontananza, ispirata chiaramente alle novità
amminghe.
I due pannelli sono dipinti anche sul retro dove vengono raf gurati i due in trionfo mentre guidano i
loro carri accompagnati da allegoriche gure di virtù mentre mentre, sullo sfondo, ancora una volta,
una veduta di Montefeltro.
"Resurrezione" (1443) Luca della robbia ( renze, Santa Maria del ore) P. 95
Nel 1442 Luca della robbia ebbe l'incarico di seguire una lunetta di una porta della sacrestia, per
terminare la poi nel 1444. La scena fu interamente realizzata con la rivoluzionaria tecnica della
terracotta invetriata dell'artista.
Nella scena è ritratto al centro il Cristo risorto adorato da quattro angeli che gli stanno attorno,
attorno al sepolcro, sopra il quale sta il Cristo, i soldati m'Ono in un piede profondo riposo.
La genialità dell'artista sta nell'espediente di far esaltare le gure Biancolatte ponendole in uno
sfondo azzurro vivo facendole esaltare in un netto contrasto, i decenni successivi tale caratteristica
rappresentò il "marchio di fabbrica" delle opere in terracotta invetriata.
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- Cappella Portinari (1462) Filippo Lippi (Milano, architettura e affresco con maestranze)
Cappella privata della famiglia Portinari a S. Eustorgio.
L’uso dell’ordine classico e l’integrazione tra pittura e architettura mostrano la mediazione
tra modelli orentini e tradizione lombarda.
sinistra, diviso dal retrostante bosco da una semplice palizzata di legno. sotto il porticato Maria
siede umilmente in un povero sgabello di legno privo di sfarzi, di fronte a lei con lo stesso umile
gesto vi è l'arcangelo Gabriele, con una leggerissima veste. Le due solide gure sono le uniche
protagoniste. Unica espressione di una minuziosa decorazione possiamo trovarla, al massimo, nel
busto della veste dell'angelo e nelle sue ali, il resto è rappresentato con un'armonica e serena
semplicità.
- Pala di San Marco / madonna col bambino e i santi (1449) Beato Angelico ( renze) P punto
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L'opera è una pala d'altare dall'insolito formato quadrato rispetto alla tradizione gotica che vedeva
una separazione degli spazi, ora invece i santi si raggruppano attorno alla vergine in trono in uno
spazio unico.
Solo due gure di fronte al trono sono inginocchiate e sono i patroni per eccellenza della famiglia
medici.
Dagli elementi della predella, oggi smembrati tra vari musei, possiamo dire che i suoi colori
originari dovevano essere più vivi e accesi.
- Ritratto dei coniugi Arnol ni (1434) Jan van Eyck (londra) P. 116
Negli anni di realizzazione di quest’opera rmata e datata, i pittori amminghi non conoscevano la
prospettiva lineare brunelleschiana, ma la loro ricerca di realismo si basavano sull'esperienza
diretta.
La tecnica di realizzazione dell’opera, ovvero la pittura ad olio, sarà destinata ad avere una enorme
successo, per la sua brillantezza dei colori e per la resa illuministica.
L'artista sfruttò la tecnica per descrivere minuziosamente ogni dettaglio della scena, tanto che la tela
sembra un fotogramma, una foto di una coppia di sposi facoltosi all'interno della loro camera. Molto
probabilmente è un ritratto celebrativo che vuole commemorare il danzamento tra i due in piedi di
tre quarti l'uno di fronte all'altro. Ai loro piedi un fedele cane e degli zoccoli rappresentati con
estremo realismo così come il resto degli elementi e le loro spalle: il letto nuziale a destra un
lampadario uno specchio convesso che ri ette la coppia di spalle, un rosario e nella sinistra una
nestra dalla quale entra una luce che si irradia dolcemente in tutta la stanza, creando un clima di
intimità domestica, data non tanto dai soggetti, ma dall'atmosfera.
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Possiamo notare la trama della stoffa del copricapo, i peli della pelliccia del colletto e della barba, la
resa della pelle e l'intensità dello sguardo.
L'artista è consapevole delle sue capacità tanto che, nella cornice Ein Thats, in cui troviamo rma e
data, l'artista scrive anche il motto ammingo "come posso”, con cui intende dire che la sua arte
rappresenta la natura per quanto è nelle sue forze, ciò è la prova di essere consapevole della sua
straordinaria bravura.
L'opera rappresenta una sintesi perfetta delle caratteristiche della ritrattistica amminga, che si
diffonderà successivamente anche in Italia.
Facciata di Santa Maria Novella (1470) Leon battista Alberti ( renze) P. 152
I lavori di rivestimento della facciata della chiesa erano rimasti interrotti all'ordine inferiore di
arcatelle, successivamente un ricco mecenate e orentino commissionò ad Alberti di completarla e
così fece nel 1470.
La s da più grande era quella di progettare nuovi elementi coerenti però con quelli già esistenti dal
timbro gotico, è proprio da questi che Leon battista Alberti parte e li integra al progetto.
Utilizza il motivo romanico e orentino delle tarsie marmoree, basato su motivi geometrici e lo fa
utilizzando marmi bianchi e verdi.
Applicando un sistema di moduli e sotto moduli quadrati ridisegna tutta la facciata con archi a tutto
sesto, pilastri angolari, semicolonne, volute è molto altro; ripensando alla facciata come se fosse un
tempio.
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- Camera degli sposi (1465) Andrea Mantegna (mantova, castello di San Giorgio) P. 182
La camera degli sposi è una stanza affrescata da Mantegna tra il 1465 e il 1474.
L'artista sfrutta gli elementi funzionali di questa stanza quasi cubica con il sof tto a volta per
decorare la stanza in perfetta unità con l'architettura, simulando una loggia sostenuta da pilastri, che
si apre su un paesaggio.
Nelle pareti nti tendaggi aperti mostrano delle scene di corte della famiglia Gonzaga, corredata da
gruppi di servitori, cani e destrieri, alle loro spalle, in secondo piano si apre un paesaggio in cui
vediamo una città forti cata, dalle fattezze antiche.
La stanza è una vera e propria celebrazione dinastica della famiglia, per esserene certi ci basta
guardare il sof tto, in cui sono rappresentati come se fossero scolpiti a rilievo, dei festoni e
medaglioni che ritraggono emblemi dei Gonzaga, ritratti di imperatori romani e gure mitologiche.
I medaglioni fanno da contorno alla geniale ed innovativa idea di Mantegna di sfondare otticamente
il centro del sof tto con un oculo prospettico aperto sul cielo. Dalla balaustra dell'oculo sporgono e
si affacciano incuriositi dei putti giocosi e spiritelli, I quali sono rappresentati anch'essi con grande
abilità prospettica.
Ferrara
Nell'Emilia Emilia-Romagna Ferrara è stata per secoli un importante centro culturale e
d’innovazione non solo dell'Italia ma anche delle capitali dell'Europa rinascimentale. Qui arte,
scienza, architettura, letteratura, loso a e musica si intrecciavano. Numerose menti brillanti, come
intellettuali e artisti si ritrovavano per passare a Ferrara,
Questa oritura culturale è stata possibile in quanto Ferrara era sotto il dominio della dinastia degli
Estensi, Dove i membri della corte amavano circondarsi di bellezza, le loro residenze private con i
loro giardini dovevano rappresentare degli spazi di svago dove ritirarsi per godere del piacere della
natura, delle arti e dell'architettura, questi luoghi niscono quindi per essere anche un simbolo di
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potere, una dimostrazione della grande grandezza della famiglia d'Este. (l'insieme di queste
bellezze di corte vengono chiamate delizie Estensi)
Corte che vede il suo apice nella grandezza culturale negli ultimi 30 anni del quattrocento con
Ercole I d’Este.
L'addizione erculea (1492-1505) progettato dall'architetto Biagio rossetti, è una delle più
importanti operazioni urbanistiche della Ferrara rinascimentale. Voluta da Ercole d'Este, questa
espansione una città mirava ad un assetto urbano di Ferrara che le potesse dare un aspetto maestoso
e regolare.
Palazzo di diamanti, così chiamato perché prende il nome dall'aspetto della sua facciata, decorata
con migliaia di bugne* a forma di diamante, è la prova di un uso innovativo della forma e delle
super ci per creare effetti di grande impatto visivo.
*blocco di pietra, marmo o materiale da rivestimento, lavorato con la super cie a vista
sporgente rispetto al lo della parete, solitamente con i giunti smussati o incavati
Milano
Alla ne del quattrocento e l'inizio del cinquecento Milano vede l'avvento della famiglia Sforza e la
città fu così al centro di una serie di importanti cambiamenti politici, culturali e artistici che
segnarono profondamente la storia del Rinascimento italiano, in quanto l'arrivo degli Sforza
in uenzò l'arte e l’architettura.
A prendere il controllo di Milano fu Francesco Sforza nel 1450 segnando la ne del dominio
visconteo determinato anche dal suo matrimonio con Bianca Maria Visconti, glia dell'ultimo duca
dei Visconti. iniziò così un nuovo periodo di grande sviluppo e Milano divenne un centro di potere e
cultura.
"Castello Sforzesco"
Castello Sforzesco (1450–1460, Milano, architettura e forti cazione) Fortezza ducale e residenza
dei Sforza. P.200
Nell'area del castello Sforzesco sorgeva già un vecchio castello ma il duca Francesco sforza volle
completamente ristrutturarlo, trasformandolo nella sua nuova residenza forti cata e nel centro della
sua corte.
Per proteggere l'ingresso del castello fu innalzata una possente e svettante torre merlata, ancora di
gusto gotico.
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Napoli e Messina
Nel periodo rinascimentale il sud Italia vede orire signi cati centri culturali, come Napoli e
[Link] questi luoghi l'arte era un incrocio di tradizioni locali, in uenze italiane e internazionali
in quanto, vista la loro posizione strategiche, si trovavano al centro di un crocevia di in uenze
culturali internazionali, provenienti ad esempio dalla Spagna, Francia e Grecia, soprattutto per
Messina.
Napoli però, che era sotto la dominazione prima degli Angioini, ora della famiglia d’Aragona,
manteneva ancora una forte tradizione gotica, ma rappresentava comunque un punto di riferimento
per le nuove tendenze del Rinascimento.
Tra gli artisti più importanti del sud Italia ricordiamo in particolare Antonello da Messina.
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amminga, Antonello da Messina ci presenta un rosario e un cartellino con la sua rma e l'anno di
esecuzione (1473).
Venezia
Anche Venezia è stato un polo culturale importante per lo sviluppo del Rinascimento italiano. Come
per Messina, essendo anche Venezia in una posizione strategica come centro commerciale e
culturale tra oriente e Occidente, vide un'af uenza di idee artistiche e intellettuali dall'Italia e
dall’oriente. l'arte veneziana è la rappresentazione delle in uenze delle tradizioni bizantine e
veneziane, dell'arte gotica internazionale e dello scambio culturale con oriente.
La pittura veneziana si distinse in particolare per la sua sensibile attenzione per il colore, per la luce
e per la resa prospettica atmosferica ovvero la capacità di dare profondità ai paesaggi e agli spazi
interni.
Venezia non è stata soltanto un centrale polo culturale ma è stata anche il soggetto stesso per la
pittura rinascimentale, apprezzata per le sue architetture moderna e gotiche.
——-
E senza dubbio uno dei geni più straordinari e poliedrici dell'alto rinascimento e Fu un artista,
scienziato, ingegnere, architetto, anatomista, inventore e musicista, rappresentando l'ideale
rinascimentale dell’"uomo universale” fatto a persona, ovvero colui che ricerca la conoscenza ai
tutti campi del sapere e che applica la propria creatività per comprendere e migliorare il mondo.
Nacque in un piccolo borgo in Toscana, la sua formazione artistica iniziò a Firenze nell'atelier del
pittore Andrea del Verrocchio, dove apprese tecniche pittoriche, il disegno, la scultura e
l'ingegneria. Non si limitò mai però ad imparare dei suoi maestri, ri utava le convenzioni e cercava
sempre nuove strade e metodi, diventando presto un artista indipendente e innovativo.
Leonardo è forse più nodo come pittore, lo ricordiamo per la sua innovativa tecnica dello sfumato
per creare transizioni delicate tra luci e ombra arrivando a rappresentare con minuziosa attenzione e
perfezione l’uomo, il paesaggio e tutti i loro dettagli.
Studiò attentamente da un punto di vista scienti co e anatomico il corpo umano analizzando tutta la
sua composizione comprese ossa, muscoli, organi e il sistema circolatorio, studi avanzati per l'epoca
tanto che in uenzeranno successivamente il campo della medicina e della biologia.
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"Annunciazione" (1475) ✅
"Battesimo di Cristo" (1475) ✅
"Adorazione dei Magi" (1481) ✅
"Dama l'ermellino" (1489) ✅
"Cenacolo-Ultima cena" (1498) ✅
"La Gioconda-Monnalisa" (1503) ✅
- Battesimo di Cristo (1475) Leonardo da Vinci e Andrea del Verrocchio ( renze) P.233
Elemento notevole di questa pala e che non è stato un solo artista a realizzarla, infatti, oltre al
maestro Andrea del Verrocchio, altri suoi allievi talentuosi della bottega hanno messo mano al
dipinto. evidente è la pittura di luce del maestro nella resa del panneggio dell'angelo inginocchiato a
sinistra ma, riconoscibile in modo evidente è la mano di Leonardo che ha realizzato la testa dello
stesso angelo è il nebbioso paesaggio retrostante, caratterizzato dal suo attento e insuperabile
naturalismo nel rendere la prospettiva aerea.
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Sensazionale è il modo in cui Leonardo riesce a rendere in modo delicato i passaggi di chiaroscuro
nei corpi dei soggetti riuscendo a scolpire tramite la luce i loro volumi, da notare il realismo con cui
Leonardo rappresenta la mano della donna.
I due però non sono rappresentati in modo statico e statuario come nella pittura amminga, anzi la
loro gestualità suggerisce movimento.
Uno dei pittori più celebri del Rinascimento. Nato a Firenze realizzerà molte opere per i potenti
mecenati orentini, come la famiglia Medici, tali opere commissionate sono tra le più iconiche e
amate della storia dell’arte.
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La sua vocazione alla pittura si manifestò precocemente e si formò n da subito nella bottega del
pittore Filippo Lippi, il quale gli insegnò le tecniche pittoriche, l'attenzione amminga all'uso della
luce, del colore e dei dettagli minuziosi.
Sandro Botticelli sviluppò così una pittura raf nata, dal tratto delicato, un'attenzione meticolosa ai
dettagli. Nelle scene che rappresenta nelle sue opere spesso si mescolano elementi mitologici,
religiosi e loso ci, le gure sono eleganti, raf nate e idealizzate, dalla bellezza classica alla
profondità emotiva.
"Adorazione dei Magi" (1475) ✅
"La primavera" (1478) ✅
"La nascita di Venere" (1484) ✅
"La pietà" (1495) ✅
È senz'altro, insieme alla primavera, l'opera più famosa di Sandro Botticelli tanto da essere celebre
nelle menti di tutti noi.
In questa tela il pittore recupera la mitologia pagana.
Botticelli rappresenta la dea dell’amore nuda, Venere, al di sopra di una conchiglia, intenta a
coprirsi elegantemente le parti intime.
Venuta dal mare approda sull'isola di Cipro, sospinta dal vento di Ponente, rappresentato in alto a
sinistra da ze ro, abbracciato probabilmente ad una ninfa.
Dall'altro lato, a destra, (probabilmente Flora) un’ancella nelle vesti orite della primavera, porge
alla Venere un manto orito per coprirla.
Roma
Roma, nel periodo del Rinascimento, divenne un centro culturale e artistico di fondamentale
importanza grazie al mecenatismo dei papi i quali non avevano solo un ruolo religioso ma anche
politico e culturale, e usavano la loro posizione per promuovere e nanziare l'arte e l'architettura
commissionando varie opere, rendendo così la città una delle capitali artistiche più importanti del
Rinascimento.
Ricordiamo Papa Leone X e Papa GiulioII, tra i più noti mecenati del loro tempo, ma fu Giulio II a
commissionare a Michelangelo la cappella Sistina.
Cappella Sistina
La cappella Sistina è uno dei monumenti artistici più importanti al mondo, la sua realizzazione fu
possibile grazie al macinati Simova dei papi, in particolare di Papa Giulio secondo che
commissionò l'affresco del sof tto al pittore Michelangelo nel 1508.
La cappella non è solo una rappresentazione magni ca delle scene bibliche ma è il superamento
delle tradizioni convenzionali artistiche, in quanto utilizza prospettive innovative per conferire una
profondità straordinaria.
Qui si dimostra la magni cenza di Dio, le scene rappresentate sono disposte creando un ciclo
narrativo visivo che guida lo spettatore attraverso la creazione la caduta dell'uomo e la redenzione,
con scene come la creazione di Adamo, la separazione della luce dalle tenebre, il giudizio
universale.
La cappella Sistina diventa, quindi, il luogo in cui la pittura rinascimentale raggiunge un apice
assoluto in termine di compostezza formale e narrazione visiva.
Giorgio Vasari chiamò "maniera moderna" la fase più matura e il momento culmine del
Rinascimento, distinguendo i suoi campioni in Leonardo in principio, Raffaello e Michelangelo, che
i suoi occhi fu il maggiore artista di tutti i tempi. Vasari pensa che questi tre maestri riescano a
superare gli antichi e la natura stessa.
Numerosi artisti parteciparono a questa stagione straordinaria, che trovò altre eccezionali
protagonisti anche a Venezia (Giorgione e Tiziano) e in Emilia (Correggio Parmigianino).
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Raffaello iniziò poi a superare la rigidità compositiva di perugino, entrando in contatto con altre
in uenze orentine come grandi maestri del Rinascimento, tra cui Leonardo da Vinci e
Michelangelo, il suo linguaggio pittorico si arricchì introducendo un maggiore dinamismo e
realismo delle sue opere.
"Sposalizio della vergine" (1504)✅
" Madonna del divino amore" (1516)
"Madonna del baldacchino" (1508
" Madonna col bambino e San Giovannino" (1504) ✅
" Ritratto di Baldassarre Castiglione" (1514)
"Ritratto di Agnolo Doni e Maddalena strozzi" (1506)✅
"Scuola di Atene" (1509)✅
"Parnaso" (1511)✅
"Incendio del borgo" (1514 )✅
"Madonna col bambino e i santi Sisto e Barbara" (1514)✅
Nella stanza di Eliodoro✅
"Cacciata di Eliodoro dal tempio “✅
"Messa di Bolsena”✅
"Liberazione di San Pietro dal carcere”✅
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mentre i capelli del marito Agnolo doni sono vaporosi come quelli del suo [Link] alle
loro spalle si apre un vasto paesaggio dalla prospettiva aerea Di Leonardo da Vinci.
- Madonna col bambino e i santi Sisto e Barbara (1514) Raffaello (germania) P. 376
La pala d'altare anche detta Madonna Sistina, perché commissionata a Raffaello per la chiesa di San
Sisto, riprende in modo originale l'organizzazione compositiva delle pale medievali dove la pittura è
divisa in tre parti: al centro la Madonna col bambino più alta, ai lati due santi, San Sisto e Santa
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Barbara. quest'ultima guarda verso il basso dove troviamo i due angioletti famosissimi, poggiati
sull'altare, dove San Sisto appoggiato la sua corona papale.
Due tendaggi verdi si aprono come a dare inizio ad una scena cinematogra ca: proveniente da una
luce celestiale Maria sembra camminarci incontro mentre ci guarda, poggiando i suoi piedi tra le
morbide nuvole, per scendere poi tra noi, nel nostro spazio reale. Gesù tra le sue braccia sembra
essere un bambino vero, il suo sguardo esprime un po' disagio perché non ci conosce.
In questa pala d'altare ci sono molte in uenze e caratteri promotori dell'arte a venire in quanto
in uenzerà molti artisti.
Colore di Tiziano, morbide nuvole di Correggio, colori acidi del futuro manierismo.
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"David" (1501)
"Pietà" (1499)
Cappella Sistina:
"Giudizio universale" (1536)
"La creazione di Adamo" (1512)
"Battaglia di Cascina" (1504)
"Tondo doni" (1504)
"Croci ssione di San Pietro" (1545)
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L'impresa, una volta conclusa conquistò una fama immediata per la sua grandezza e ambiziosità,
dall'estremo realismo illusionistico, dalle innumerevoli gure rappresentate con corpi muscolosi e
perfetti come se fossero delle sculture dinamiche non a caso Michelangelo si sentiva scultore e rese
tale anche la pittura.
Era un dipinto rotondo la cui forma si diffuse nelle più abbienti case orentine nel Rinascimento.
Il dipinto è dominato dal massiccio gruppo scultoreo della sacra famiglia, la muscolosa Vergine
inginocchiata a terra, si volta a prendere il piccolo Gesù nudo, che le viene passato, sopra la spalla
destra, dal marito Giuseppe, accoccolato a lei alle sue spalle.
La posizione pressoché innaturale sembra essere piuttosto complicato esercizio di equilibrio.
La scena viene osservata dal giovane San Giovannino posto in secondo piano, a sua volta dietro di
lui in un fondale roccioso, una serie di nudi popolano lo spazio.
Il signi cato di questi ultimi resta dif cile a dirsi quello che è certo è che rappresentano l'interesse
di Michelangelo per la purezza della gura umana.
- Ritratto del doge Leonardo Loredan (1501) Giovanni Bellini (Londra) P. 333
Agli inizi del cinquecento Bellini era un assoluto protagonista della pittura veneziana, nel 1501
aveva ritratto il doge Leonardo Loredan, colui che sarebbe stato a capo della Repubblica no al
1521.
Bellini lo ritrae di tre quarti, affacciata ad un davanzale dove è affermato il cartiglio con la rma del
pittore.
Il volto, la veste il copricapo dogale sono ritratti con geometrica precisione. Il soggetto risalta da
uno sfondo azzurro intenso e luminosissimo.
La luce morbida ma intensa genera delle ombre a sua volta intense ma delicate.
——————
Altri pittori veneziani di rilievo per il Rinascimento furono Giorgione e Tiziano, pittori che hanno
avuto un ruolo determinante sull'evoluzione dell'arte in Occidente, in quanto hanno contribuito a
de nire la pittura veneziana del 1500-1600 de nendo un'arte che poneva una grande attenzione e
l'importanza del colore e della luce.
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Giorgione (1477-1510)
Uno dei pittori veneziani più enigmatici e in uenti del Rinascimento e, soprattutto per le sue
innovazioni stilistiche, per lo sviluppo della pittura veneziana del secolo.
Usa i colori e la luce in modo innovativo per rappresentare la gura umana e il paesaggio, non li usa
come strumenti per una rappresentazione formale e severa ma piuttosto crea un'arte più poetica e
sensibile, concentrata sull'atmosfera e sull'intensità emotiva, dove il soggetto è l'ambiente
comunicano in un'armonia delicata e morbida.
Con Giorgione il paesaggio non è più soltanto uno sfondo ma diventa un elemento centrale, parte
integrante della narrazione, elemento che diventerà caratteristico della scuola veneziana.
Anche se morirà giovane a soli 32 anni le sue opere sono rimaste tra le più ammirate e studiate per
la loro qualità innovativa e la loro bellezza senza tempo.
"Tempesta" (1508)✅
"Tramonto" (1510)
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di vista di un osservatore che entra in chiesa e vista la composizione la pala avrebbe catturato
l'attenzione dei suoi occhi.
In una monumentale podio siede in alto la Madonna col bambino di tre quarti, posizione nella quale
domina le gure sottostanti.
Quasi quasi la sua altezza troviamo i santi Francesco e Antonio d'abate in tunica francescana.
Sopra i due gradoni San Pietro era intento a leggere ma ora rivolge lo sguardo verso il committente
inginocchiato e ritratto di pro lo.
Insieme a lui un soldato innalza una bandiera e un uomo con un turbante ne è prigioniero, i due
sono testimoniare la grande grandezza militare del committente Jacopo Pesaro.
Di fronte al committente a completare la celebrazione della famiglia vengono ritratti i suoi familiari.
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Parmigianino (1503-1540)
E uno degli artisti più emblematici del manierismo.
La sua pittura è nota per l'eleganza, le proporzioni distorte, la raf nata sensualità l'uso della luce
della forma.
La sua pittura in uenzò e fu fondamentale per lo sviluppo del Barocco.
" visione di San Girolamo" (1526)
"Madonna col bambino, il Gangi e San Girolamo (1534)
- “Madonna col bambino, angeli e San Girolamo (1534) parmigianino (Firenze) P. 437
Anche detta Madonna dal collo lungo, è un'opera di estrema eleganza e grazia aristocratica.
L'opera è stata lasciata incompleta come possiamo vedere in alcune zone del quadro.
Vediamo al centro la vergine Maria con il Bambin Gesù addormentato nelle sue braccia, accanto
degli angeli mentre dall'altro lato, in dimensioni ridotte San Girolamo è impegnato a rotolare un
papiro.
Le gure assumono le forme manieriste, ovvero sono più esili, allungate e instabili, lo notiamo
soprattutto in Gesù, che sembra scivolare da un momento all’altro, nella gamba dell'angelo, nel
collo lungo di Maria.
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Pontromo (1494-1557)
Protagonista del manierismo orentino, noto per il suo stile inquietante e surreale, dalla forte
teatralità ed espressività, tra i colori contrastanti. Cercò di sfuggire agli ideali classici ed esplorare
un'arte più espressiva e complessa che enfatizzava l'interiorità emotiva.
"Visitazioni" (1528)
"Deposizioni" 1528
Giambologna (1529-1608)
Nato in Francia è stato uno degli scultori più importanti del manierismo e uno dei protagonisti
assoluti della scultura italiane del tardo Rinascimento.
Si stabilì a Firenze dove divenne una gura centrale nella corte dei Medici
La sua arte ri ette l'in uenza dei grandi maestri, si distingue per un approccio più ricercato
orientato alla dinamicità ed eleganza.
Lavorava principalmente il bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, il marmo e il gesso.
Ratto delle sabine 1583
Fontana del Nettuno 1560
BAROCCO 1580/1600-1750
Il seicento fu un'epoca di profonde contraddizioni come guerre, epidemie, carestie, la nascita della
scienza moderna, fasti nelle corti, e trionfo della chiesa cattolica.
L’Italia nonostante le divisioni politiche, visse la sua ultima straordinaria stagione artistica.
All'inizio del 1600 il periodo barocco stava iniziando a orire, con artisti come Caravaggio, Bernini,
Borromini e il pittore Guido reni che de nivano un'era di innovazioni artistiche.
L’Italia era un centro culturale di enorme importanza, dove il principale polo d'attrazione culturale
era Roma con il suo aspetto moderno, grazie alle prestigiose committenze dei ponte ci.
Il barocco tuttavia ebbe una notevole diffusione anche a livello europeo arrivando in Portogallo,
Spagna e poco più tardi in Francia e Austria.
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Negli ultimi anni del barocco si affermerà poi il cosiddetto tardo barocco all'interno del quale si
inizierà a sviluppare un particolare lone decorativo chiamato rococò.
Gli obiettivi degli architetti e dei pittori e di aprire nuovi spazi, e sfondare i limiti delle pareti e dei
quadri, per creare un nuovo spazio libero, mobile ed illusorio, non devono esistere divisioni ogni
cosa deve far parte di un tutto unico.
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Il dipinto rappresenta il corteo nuziale di Bacco e Arianna raf gurati sulla sinistra seduti su due
carri diversi: quello di Bacco, Dio della fertilità e dell'estasi è trainato da due tigri simbolo dell'India
da dove proviene e dove ha trovato e salvato Arianna; quello della donna è d'argento trainato da due
arieti.
La coppia procede accompagnata da gure che danzano e cantano dovendo individuiamo le ninfe, i
satiri e sileni spiriti di natura natura sfrenata.
In primo piano sulla destra vi è distesa una donna rappresentazione della Venere terrena.
Il dipinto è espressione di un movimento uente e danzante, creato dall'intrecciarsi delle
gurazioni, un esuberante bellezza sensuale pagana.
Ludovico Carracci
Pala dei Bargellini
Ammirevole per l’attenzione che da alla luce, una luce intensa che illumina la
scena, un bagliore dal quale sembra aver origine l’opera
Caravaggio (1571-1610)
Uno dei più celebri pittori barocchi e della storia dell’arte
Nativo di Milano si trasferì con la sua famiglia a Caravaggio, un piccolo paese lombardo, da cui
derivò il suo nome.
Ma sarà a Roma che diventerà rapidamente noto, per la sua pittura realistica, ben lontano dagli
ideali rinascimentali.
Distinguiamo il suo stile per l'uso drammatico del chiaroscuro, un forte contrasto tra luce e ombra
dando un forte senso di teatralità, la luce illumina i soggetti in modo potente e drammatico.
I suoi soggetti vengono ritratti con estremo naturalismo talvolta crudo e realistico, non sono
idealizzati ma appaiono come come esseri umani concreti con tutte le loro imperfezioni e
complessità, i suoi soggetti sono spesso umili, contadini o gure bibliche.
Così come le scene di cui tratta ovvero scene di vita comune e quotidiana.
Il suo stile rivoluzionario ebbe una tale in uenza sull'arte del tempo da far nascere un movimento
artistico che prende il nome di caravaggismo.
Bacco 1595
Canestro di frutta 1595
Vocazione di San Matteo 1599
Martirio di San Matteo 1600
San Matteo e l'angelo 1602
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Il martirio viene quindi interpretato da Caravaggio come la scena di un comune assassino in cui San
Matteo non è l'eroe sacri cato, ma una semplice semplice vittima che cade ferito tra la gente che
scappa.
Alla mano alzata di San Matteo un angelo dall'alto porge la palma del martirio a signi care che il
sacri cio del santo ri ette quello di Cristo ed è per la gloria di Dio.
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Il suo chiaroscuro e la luce sono meno contrastati e più sfumati, i colori morbidi, luminosi e delicati.
San Sebastiano 1615
Aurora 1614 - sono evidenti i modelli della sua ispirazione (Raffaello, Correggio e l'arte antica)
Rubens (1577-1640)
Nacque in Germania da una famiglia amminga ma nel 1600 si recò in Italia dove entrò a contatto
con i grandi maestri rinascimento e del barocco, venendo profondamente in uenzato da
Michelangelo Caravaggio e Tiziano.
Il suo linguaggio artistico è ricco e dinamico, unisce elementi di classicismo drammatici barocca e
realismo sensuale, le sue composizioni sono dinamiche, ricche di energie, in cui i corpi delle gure
si intrecciano si sovrappongono e si spostano nello spazio con uidità.
Circoncisione 1605
Deposizione 1612
L’opera fu realizzata per la Chiesa Nuova di Roma, legata alla Congregazione dell’Oratorio fondata
da San Filippo Neri. Rubens rappresenta la Vergine in alto, circondata da angeli luminosi, mentre in
basso compaiono santi e gure devote che stabiliscono un collegamento diretto tra cielo e terra.
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Bernini (1598-1680)
È una delle gure più emblematiche rivoluzionarie del barocco italiano e
internazionale.
Artista poliedrico è un pittore, scultore, architetto urbanista, Bernini ha de nito il volto del barocco
con opere di ordinaria maestosità, drammaticità e innovazione.
Nacque a Napoli ma divenne rapidamente l'artista di punta della corte papale che lo sostenne e gli
conferì molteplici incarichi.
Bernini aveva una grande capacità di giocare con la luce nelle sue sculture utilizzandola come
mezzo per accentuare determinati caratteri delle sue opere.
Le sue sculture sono incredibilmente dettagliate realistiche tanto da essere noto per la sua capacità
di rendere i materiali trasformando il marmo in qualcosa di vivo.
In queste tre opere notiamo una scultura già interamente barocca con il suo intento di meravigliare e
coinvolgere emotivamente lo spettatore. I caratteri fondamentali di questo stile sono:
- La rappresentazione di un momento transitorio, un momento di forte tensione, che spesso coincide
con l'atto culminante e fuggevole, le sue opere sembrano così un fotogramma, un momento bloccato
nella fuggevole eternità del gesto.
- Le sculture di Bernini sono pensate per essere osservate da un unico punto di vista principale
perché queste devono essere colte con un unico sguardo, inoltre per Bernini le luci aveva un ruolo
fondamentale ciò comporta anche un preciso punto d’osservazione.
- Le opere di Bernini sembrano dilatarsi nello spazio estendersi oltre i limiti scultori e tentare di
arrivare all’osservatore.
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Uno degli aspetti più sorprendenti dell’opera è la resa illusionistica dei materiali: le dita di Plutone
affondano nella carne morbida di Proserpina, dando l’impressione che il marmo sia diventato pelle
viva. Anche i capelli, il movimento dei drappi e le lacrime sul volto della ragazza contribuiscono a
un realismo emotivo intenso, capace di coinvolgere direttamente chi guarda.
Bernini supera i limiti tradizionali della scultura: non rappresenta un momento statico o concluso,
ma un’azione in pieno svolgimento. La scena sembra invadere lo spazio dell’osservatore, che
diventa testimone del dramma. La forza dell’opera risiede dunque non solo nella straordinaria
tecnica, ma soprattutto nella scelta del momento teatrale e nell’espressione dei sentimenti, elementi
tipici della sensibilità barocca.
San Pietro (1657-65) Bernini (Roma, città del Vaticano) P. 62+ appunti
La piazza,
L'opera più maestosa e intensa di Bernini al quale è stato dato l'incarico di realizzare Piazza San
Pietro a Roma da parte di Papa Alessandro VII.
L'incarico si presentò subito complesso e delicato in quanto i preesistenti palazzi vincolavano lo
spazio, tuttavia Bernini risolverà la questione delimitando uno spazio regolare con un colonnato
continuo che fungerà da ltro tra interno ed esterno della piazza.
Il colonnato ellittico è costituito da circa 300 colonne ed è collegato alla facciata della chiesa,
basilica di San Pietro, attraverso due bracci divergenti.
Questi bracci divergenti dalla conformazione trapezioidale creano un effetto ottico chiamato
prospettiva rallentata o anti prospettiva secondo il quale la facciata risultava molto più vicina di
quanto non lo sia nella realtà, questo spingeva il visitatore a fermarsi nello spazio in cui la cupola
della basilica risultasse ben visibile.
Questo perché la navata della basilica era stata allungata e ciò non consentiva più la visione della
cupola di Michelangelo.
Collocata sopra l'altare maggiore della basilica a segnalare il fulcro della costruzione.
È di dimensioni colossali alto 28,5 m, necessarie per apparire ben proporzionato rispetto alla
sovrastante cupola.
Il baldacchino è alleggerito da una particolare scelta cromatica, il bronzo brunito che tende a
snellire la struttura dal momento in cui si staglia su uno sfondo chiaro, così come la scelta di
realizzare delle colonne torti che, dando un senso ascensionale alleggerisce ancor di più la struttura.
L'opera è un composto di architetture e sculture, studiata in relazione con l'ambiente che la
circonda.
Ciò che sta avvenendo è il momento in cui Santa Teresa viene tra tta da un angelo con la freccia
dorata dell'amore di Dio, un'unione suprema sospesa tra spiritualità e sensualità che provoca
un'estasi mistica che coinvolge lo spirito e la carne di Teresa.
Corpo completamente assorbito e nascosto dal voluminoso panneggio dell'abito della donna di cui
emerge soltanto il volto estasiato, le mani e i piedi.
- Chiesa di San Ivo alla sapienza 1642-52 (Roma) Borromini P. 66+ appunti
Un altro capolavoro di Francesco Borromini una piccola chiesa dalla pianta centralizzata a forma di
stella, creatasi dall'intersezione di due triangoli equilateri ai cui angoli e lati Borromini a disegnato
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spazi semicircolari creando rientranze e sporgenze di forma concava e convessa, dando dinamismo
all'edi cio, e riuscendo a dare una sensazione di espansione.
Tra la base e la parte sovrastante vi è una continuità verticale con la cupola progettata da Borromini,
ancora una volta la luce che entra nella cupola dilata lo spazio dando un senso di slancio
eccezionale.
Giovanni Lanfranco
Uno degli architetti e pittori contribuì all’innovazione delle
architettura barocca. Realizzò, per una chiesa a Roma, un
imponente sof tto affrescato che dilatava la percezione dello
spazio rendendo la chiesa ancora più ampia e maestosa dando
la sensazione di grandezza e profondità. - simile
all’assunzione della vergine di Correggio
Pietro da Cortona
Architetto e pittore che ha sperimentato l'uso della dilatazione spaziale,
attraverso pittura barocca. In questo senso un suo capolavoro è il sof tto del
palazzo Barberini: "gloria della divina provvidenza" un affresco che crea
l'illusione di un cielo aperto sopra la sala dilatando la percezione della stanza
e rendendola più vasta.
Il classicismo barocco
Anche se in pittura la scena era dominata dall'arte barocca del Cortona, Lanfranco e altri, vi era un
gruppo di artisti che nelle loro opere, invece, richiamavano i criteri di armonia, razionalismo e
misura. Non si ponevano come continuatori delle classicismo rinascimentale, ma ne proponevano
una versione più vivace e nutrita dal colorismo [Link] loro il sublime si raggiungeva
attraverso la semplicità della composizione, la riduzione degli ornamenti e del numero dei
personaggi, la simmetria il l'equilibrio, la posa immobile.
E due dei più grandi pittori che contribuirono a ssare i criteri del classicismo barocco sono Nicolas
Pussin, Claude Lorrain e Salvator Rosa.
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>pussan<
>loren<
Tanto da essere de nito l'inventore del paesaggio classico. Nei suoi paesaggi si esaltava la
campagna come luogo di serenità e armonia, in cui l'uomo compie una vita semplice, ed è proprio
l'armonia tra l'uomo e la natura e questo si sente felice. I suoi paesaggi dalle ampie vedute con il
sole che sorge e tramonta all'orizzonte, da una luce morbida sono espressione di un interiore senso
di nostalgia.
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contemplazione.
Il barocco vede l'Italia come uno dei principali centri di sviluppo tra le città protagoniste e
sicuramente Roma per le sue committenze ma ricordiamo in particolare anche Torino Firenze e
Napoli.
Firenze, pur essendo famosa per il Rinascimento, grazie alla dinastia dei Medici divenne anch'essa
uno dei centri culturali del barocco, qui passò anche Francesco Borromini.
Anche Napoli era di particolare rilievo ma per la sua posizione strategica subì sempre di una grande
in uenza spagnola, ma la sua vitalità artistica ri etteva la sua complessità sociale e culturale.
Torino, durante il periodo barocco, grazie alla casa Savoia divenne anch'esso un importante centro
politico e culturale. In particolare in architettura Guarino Guarini si distinse per la sua grandiosità.
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Famosa è la sua cupola della sacra sindone, in cui applica il suo principio ideativo che si basava
sulla composizione di moduli spaziali, aggregandoli o intersecandoli no a comporre un disegno
generale.
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Le gure umane presenti sono minime e discrete, integrate armoniosamente nell’ambiente, senza
interrompere la calma e l’ordine della scena. La luce e le ombre valorizzano i dettagli architettonici
e la spazialità, conferendo all’opera un senso di serenità e osservazione attenta della realtà.
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Attraverso questi autoritratti, Rembrandt non idealizza la propria immagine, ma esplora la verità
psicologica e il passare del tempo, trasformando il genere dell’autoritratto in una ri essione intensa
sull’identità e sulla condizione umana.
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>Ioanes vermiar<
Il dipinto raf gura una donna intenta a pesare delle monete su una bilancia, seduta davanti a un
tavolo con oggetti domestici. La scena è raccolta e ordinata, ma ciò che le conferisce il vero
signi cato simbolico è il quadro sullo sfondo: rappresenta il Giudizio Universale, e trasforma il
gesto quotidiano della donna in un riferimento morale, come se pesare il denaro fosse un rimando al
peso delle azioni o delle anime.
La luce entra dalla nestra laterale e illumina il volto, le mani e la bilancia, enfatizzando la
concentrazione e il gesto meditativo della donna. Tutti gli elementi visivi — la bilancia, le monete,
gli oggetti sul tavolo — sono funzionali a sottolineare l’atto di misura e responsabilità, ma il quadro
sul muro è l’elemento centrale che dà senso all’intera composizione.
L’opera mostra la poetica di Vermeer: non solo realismo domestico, ma anche simbolismo morale
nascosto, trasformando un momento quotidiano in una ri essione sul giudizio, l’equilibrio e la
giustizia.
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In pittura il rococò raggiunse la sua piena espressione in Francia con artisti come Antoine Watteau,
François Boucher e Jean-honorè Fragonard.
>Antuan vate<
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>fransuà buscì<
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trasformi ogni scena in un gioco elegante di forme e colori, dove il piacere visivo e la sensualità
controllata diventano il tema principale.
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- Natura morta con bicchiere e brocca 1761 Jean Baptiste Simeon Chardin
Il dipinto rappresenta un semplice allestimento di oggetti domestici: un bicchiere, una brocca e
alcuni elementi sobriamente disposti su un piano. Apparentemente ordinaria, la scena diventa
signi cativa grazie al modo in cui Chardin trasforma la semplicità quotidiana in un momento di
ri essione estetica e poetica.
L’elemento fondamentale è la resa tattile e luminosa dei materiali: la trasparenza del bicchiere, il
ri esso sulla brocca e la consistenza degli oggetti rendono palpabile la loro presenza, conferendo
valore e dignità a oggetti comuni.
Con questa scelta, Chardin esprime la sua poetica: realismo sobrio, equilibrio compositivo e
quiete contemplativa, invitando l’osservatore a cogliere la bellezza nella semplicità della vita
domestica e negli oggetti quotidiani.
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texture dei tessuti, la delicatezza della pelle e i piccoli dettagli dei capelli e dei gioielli,
trasformando un semplice ritratto infantile in una testimonianza della dignità e della presenza della
giovane.
La luce uniforme e morbida valorizza i volumi senza effetti teatrali, mentre la composizione sobria
concentra l’attenzione sulla gura, mostrando la poetica di Liotard: realismo accurato, precisione
tecnica e introspezione psicologica, con una rappresentazione immediata e intensa del soggetto.
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