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D. Min. Interno 09-03-2007

Il decreto del Ministero dell'Interno del 09/03/2007 stabilisce i criteri per la resistenza al fuoco delle costruzioni soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in vigore dal 25/09/2007. Esso definisce gli obiettivi e le responsabilità per garantire la sicurezza in caso di incendi, richiedendo progettazione e gestione adeguate delle strutture. Inoltre, abroga normative precedenti e introduce nuove disposizioni tecniche per la valutazione della resistenza al fuoco.
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Il decreto del Ministero dell'Interno del 09/03/2007 stabilisce i criteri per la resistenza al fuoco delle costruzioni soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in vigore dal 25/09/2007. Esso definisce gli obiettivi e le responsabilità per garantire la sicurezza in caso di incendi, richiedendo progettazione e gestione adeguate delle strutture. Inoltre, abroga normative precedenti e introduce nuove disposizioni tecniche per la valutazione della resistenza al fuoco.
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D. Min.

Interno 09/03/2007
Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al
controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

G.U. Suppl. Ord. 29/03/2007, n. 87

In vigore dal 25.09.2007


D. Min. Interno 09/03/2007

[Premessa]

IL MINISTRO DELL'INTERNO

Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante riassetto delle disposizioni
relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma
dell'art. 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229;
Vista la direttiva del Consiglio 89/106/CEE del 21 dicembre 1988, relativa al
ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli
Stati membri concernenti i prodotti da costruzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, recante il
regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da
costruzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, recante
disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'art. 20,
comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 104 del 7 maggio 1998, recante disposizioni
relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio dei
procedimenti di prevenzione incendi, nonché all'uniformità dei connessi servizi resi
dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 14 settembre 2005,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 222 del 23 settembre 2005, recante norme tecniche per le costruzioni;
Visto il decreto del Ministro dell'interno 16 febbraio 2007, recante classificazione di
resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione;
Rilevata la necessità di aggiornare i criteri per determinare le prestazioni di resistenza
al fuoco che devono possedere le costruzioni nelle attività soggette al controllo del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
Acquisito il parere favorevole del Comitato centrale tecnico scientifico per la
prevenzione incendi di cui all'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577, come modificato dall'art. 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 10 giugno 2004, n. 200;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva 98/34/CE, come
modificata dalla direttiva 98/48/CE;

Decreta:

Art. 1. - Oggetto e campo di applicazione


1. Il presente decreto stabilisce i criteri per determinare le prestazioni di resistenza al
fuoco che devono possedere le costruzioni nelle attività soggette al controllo del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ad esclusione delle attività per le quali le
prestazioni di resistenza al fuoco sono espressamente stabilite da specifiche regole
tecniche di prevenzione incendi.

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2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle attività i cui progetti sono
presentati ai Comandi provinciali dei vigili del fuoco competenti per territorio, per
l'acquisizione del parere di conformità di cui all'art. 2 del decreto del Presidente della
Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, in data successiva all'entrata in vigore del
presente decreto.

Art. 2. - Obiettivi, strategie, responsabilità


1. Al fine di limitare i rischi derivanti dagli incendi, le costruzioni devono essere
progettate, realizzate e gestite in modo da garantire:
la stabilità degli elementi portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli
occupanti;
la limitata propagazione del fuoco e dei fumi, anche riguardo alle opere vicine;
la possibilità che gli occupanti lascino l'opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in
altro modo;
la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.
2. I requisiti di protezione delle costruzioni dagli incendi, finalizzati al raggiungimento
degli obiettivi suddetti, sono garantiti attraverso l'adozione di misure e sistemi di
protezione attiva e passiva. Tutte le misure e i sistemi di protezione, adottati nel
progetto ed inseriti nella costruzione, devono essere adeguatamente progettati,
realizzati e mantenuti secondo quanto prescritto dalle specifiche normative tecniche o
dalle indicazioni fornite dal produttore al fine di garantirne le prestazioni nel tempo.
3. L'individuazione dei valori che assumono i parametri posti a base della
determinazione delle azioni di progetto è a carico dei soggetti responsabili della
progettazione. Il mantenimento delle condizioni che determinano l'individuazione dei
suddetti valori è a carico dei titolari delle attività.

Art. 3. - Disposizioni tecniche


1. Per il conseguimento degli obiettivi indicati al precedente art. 2 sono approvate le
disposizioni tecniche contenute nell'allegato al presente decreto.

Art. 4. - Abrogazioni e disposizioni finali


1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati:
la circolare del Ministro dell'interno 14 settembre 1961, n. 91, recante norme di
sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati
ad uso civile;
il decreto del Ministro dell'interno 6 marzo 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 60 del 13 marzo 1986, recante “Calcolo del carico di
incendio per locali aventi strutture portanti in legno”.
2. All'allegato A al decreto del Ministro dell'interno 30 novembre 1983, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 339 del 12 dicembre 1983, recante
“Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi” sono apportate
le seguenti modifiche: le definizioni di “carico di incendio”, “compartimento
antincendio” e “resistenza al fuoco”, indicate rispettivamente ai punti 1.3, 1.5 e 1.11,
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sono sostituite con le corrispondenti definizioni riportate al punto 1, lettere c), g) e j)


dell'allegato al presente decreto.
3. Il riferimento al Bollettino ufficiale C.N.R. n. 192 del 28 dicembre 1999, relativo alla
progettazione di costruzioni resistenti al fuoco, contenuto nella lettera circolare prot.
P130/4101 sott. 72/E del 31 gennaio 2001, è da ritenersi superato.
4. Per le costruzioni esistenti, le cui prestazioni di resistenza al fuoco siano state
accertate dagli organi di controllo alla data di entrata in vigore del presente decreto,
non è necessario procedere ad una nuova determinazione nei casi di modifiche della
costruzione, ivi comprese quelle dovute ad un ampliamento e/o ad una variazione di
destinazione d'uso, sempre che dette modifiche non comportino un incremento della
classe di rischio indicata alla tabella 2 dell'allegato al presente decreto, una riduzione
delle misure protettive o un incremento del carico di incendio specifico.
Il presente decreto entra in vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

ALLEGATO

1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali


1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si rimanda a quanto stabilito
con il decreto del Ministro dell'interno 30 novembre 1983. In particolare, ai fini
dell'applicazione delle presenti disposizioni tecniche, valgono le seguenti definizioni:
a) CAPACITÀ DI COMPARTIMENTAZIONE IN CASO D'INCENDIO: attitudine di un
elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco, oltre alla propria stabilità,
un sufficiente isolamento termico ed una sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della
combustione, nonché tutte le altre prestazioni se richieste.
b) CAPACITà PORTANTE IN CASO DI INCENDIO: attitudine della struttura, di una
parte della struttura o di un elemento strutturale a conservare una sufficiente
resistenza meccanica sotto l'azione del fuoco con riferimento alle altre azioni agenti.
c) CARICO DI INCENDIO: potenziale termico netto della totalità dei materiali
combustibili contenuti in uno spazio corretto in base ai parametri indicativi della
partecipazione alla combustione dei singoli materiali. Il carico di incendio è espresso
in MJ; convenzionalmente 1 MJ è assunto pari a 0,054 chilogrammi di legna
equivalente.
d) CARICO D'INCENDIO SPECIFICO: carico di incendio riferito all'unità di superficie
lorda. È espresso in MJ/m².
e) CARICO D'INCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO: carico d'incendio specifico
corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento e dei
fattori relativi alle misure di protezione presenti. Esso costituisce la grandezza di
riferimento per le valutazioni della resistenza al fuoco delle costruzioni.
f) CLASSE DI RESISTENZA AL FUOCO: intervallo di tempo espresso in minuti,
definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il
compartimento antincendio garantisce la capacità di compartimentazione.
g) COMPARTIMENTO ANTINCENDIO: parte della costruzione organizzata per
rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi
costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo,

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la capacità di compartimentazione.
h) INCENDIO CONVENZIONALE DI PROGETTO: incendio definito attraverso una
curva di incendio che rappresenta l'andamento, in funzione del tempo, della
temperatura media dei gas di combustione nell'intorno della superficie degli elementi
costruttivi. La curva di incendio di progetto può essere:
- nominale: curva adottata per la classificazione delle costruzioni e per le verifiche di
resistenza al fuoco di tipo convenzionale;
- naturale: curva determinata in base a modelli d'incendio e a parametri fisici che
definiscono le variabili di stato all'interno del compartimento.
i) INCENDIO LOCALIZZATO: focolaio d’incendio che interessa una zona limitata del
compartimento antincendio, con sviluppo di calore concentrato in prossimità degli
elementi costruttivi posti superiormente al focolaio o immediatamente adiacenti.
j) RESISTENZA AL FUOCO: una delle fondamentali strategie di protezione da
perseguire per garantire un adeguato livello di sicurezza della costruzione in
condizioni di incendio. Essa riguarda la capacità portante in caso di incendio, per una
struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità
di compartimentazione rispetto all'incendio per gli elementi di separazione sia
strutturali, come muri e solai, sia non strutturali, come porte e tramezzi.
k) SUPERFICIE, IN PIANTA LORDA DI UN COMPARTIMENTO: superficie in pianta
compresa entro il perimetro interno delle pareti delimitanti il compartimento.

2. Carico di incendio specifico di progetto


1. Il valore del carico d’incendio specifico di progetto (qf,d) è determinato secondo la
seguente relazione:

[MJ/m²]

dove:
è il fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione alla dimensione del
compartimento e i cui valori sono definiti in tabella 1

TABELLA 1

Superficie in pianta lorda del


compartimento (m²)

A < 500 1,00 2.500 ≤ A < 5.000 1,60

500 ≤ A < 1.000 1,20 5.000 ≤ A < 10.000 1,80

1.000 ≤ A < 2.500 1,40 A ≥ 10.000 2,00

è il fattore che tiene conto del rischio di incendio in relazione al tipo di attività
svolta nel compartimento e i cui valori sono definiti in tabella 2

TABELLA 2

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Classi Descrizione
di
rischio

I Aree che presentano un basso rischio di incendio in termini di probabilità di innesco, 0,80
velocità di propagazione delle fiamme e possibilità di controllo dell’incendio da
parte delle squadre di emergenza

II Aree che presentano un moderato rischio di incendio in termini di probabilità di 1,00


innesco, velocità di propagazione di un incendio e possibilità di controllo
dell’incendio stesso da parte delle squadre di emergenza

III Aree che presentano un alto rischio di incendio in termini di probabilità di innesco, 1,20
velocità di propagazione delle fiamme e possibilità di controllo dell’incendio da
parte delle squadre di emergenza

è il fattore che tiene conto delle differenti misure di protezione e i cui valori
sono definiti in tabella 3.

TABELLA 3

0,60 0,80 0,90 0,85 0,90 0,90 0,80 0,90 0,90

(1) Gli addetti devono aver conseguito l’attestato di idoneità tecnica di cui all’art. 3 della legge 28 novembre
1996, n. 609, a seguito del corso di formazione di tipo C di cui all’allegato IX del decreto ministeriale 10 marzo
1998.

è il valore nominale del carico d'incendio specifico da determinarsi secondo la


formula:

[MJ/m²]

dove:
gi massa dell'i-esimo materiale combustibile [kg]
H i potere calorifico inferiore dell’i-esimo materiale combustibile [MJ/kg]
I valori di H i dei materiali combustibili possono essere determinati per via sperimentale
in accordo con UNI EN ISO 1716:2002 ovvero essere mutuati dalla letteratura tecnica
mi fattore di partecipazione alla combustione dell'i-esimo materiale combustibile pari a
0,80 per il legno e altri materiali di natura cellulosica e 1,00 per tutti gli altri materiali
combustibili
Ψi fattore di limitazione della partecipazione alla combustione dell'i-esimo materiale
combustibile pari a 0 per i materiali contenuti in contenitori appositamente progettali
per resistere al fuoco; 0,85 per i materiali contenuti in contenitori non combustibili e
non appositamente progettati per resistere al fuoco; 1 in tutti gli altri casi
A superficie in pianta lorda dei compartimento [m²]

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2. Qualora, in alternativa alla formula suddetta, si pervenga alla determinazione di qf


attraverso una valutazione statistica del carico di incendio per la specifica attività, si
deve far riferimento a valori con probabilità di superamento inferiore al 20%.
3. Lo spazio di riferimento generalmente coincide con il compartimento antincendio
considerato e il carico di incendio specifico è quindi riferito alla superficie in pianta
lorda del compartimento stesso, nell'ipotesi di una distribuzione sufficientemente
uniforme del carico di incendio. In caso contrario il valore nominale qf del carico
d'incendio specifico è calcolato anche con riferimento all'effettiva distribuzione dello
stesso.

3. Richieste di prestazione
1. Le prestazioni da richiedere ad una costruzione, in funzione degli obiettivi di
sicurezza, sono individuate nei seguenti livelli:
Livello I. Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le conseguenze della
perdita dei requisiti stessi siano accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile
Livello II. Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo sufficiente
all'evacuazione degli occupanti in luogo sicuro all'esterno della costruzione
Livello III. Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo congruo con
la gestione dell'emergenza
Livello IV. Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell'incendio,
un limitato danneggiamento della costruzione
Livello V. Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine dell'incendio, il
mantenimento della totale funzionalità della costruzione stessa
2. I livelli di prestazione comportano l'adozione di differenti classi di resistenza al
fuoco secondo quanto stabilito ai punti successivi.
3. Le classi di resistenza al fuoco sono le seguenti: 15; 20; 30; 45; 60; 90; 120; 180;
240; 360. Esse sono di volta in volta precedute dai simboli indicanti i requisiti che
devono essere garantiti, per l'intervallo di tempo descritto, dagli elementi costruttivi
portanti e/o separanti che compongono la costruzione. Tali requisiti, individuati sulla
base di una valutazione del rischio d'incendio, sono rappresentati con i simboli
elencati nelle decisioni della Commissione dell'Unione Europea 2000/367/CE del 3
maggio 2000 e 2003/629/CE del 27 agosto 2003.

3.1 LIVELLO I DI PRESTAZIONE


1. Il livello I di prestazione non è ammesso per le costruzioni che ricadono nel campo
di applicazione del presente decreto.

3.2 LIVELLO II DI PRESTAZIONE


1. Il livello Il di prestazione può ritenersi adeguato per costruzioni fino a due piani fuori
terra ed un piano interrato, isolate - eventualmente adiacenti ad altre purché
strutturalmente e funzionalmente separate destinate ad un'unica attività non aperta al
pubblico e ai relativi impianti tecnologici di servizio e depositi, ove si verificano tutte le
seguenti ulteriori condizioni:
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a) le dimensioni della costruzione siano tali da garantire l'esodo in sicurezza degli


occupanti;
b) gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non arrechino danni ad altre
costruzioni;
c) gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non compromettano l'efficacia
degli elementi di compartimentazione e di impianti di protezione attiva che proteggono
altre costruzioni;
d) il massimo affollamento complessivo della costruzione non superi 100 persone e la
densità di affollamento media non sia superiore a 0,2 pers/m²;
e) la costruzione non sia adibita ad attività che prevedono posti letto;
f) la costruzione non sia adibita ad attività specificamente destinate a malati, anziani,
bambini o a persone con ridotte o impedite capacità motorie, sensoriali o cognitive.
2. Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire il livello II di prestazione
sono le seguenti, indipendentemente dal valore assunto dal carico di incendio
specifico di progetto:
30 per costruzioni ad un piano fuori terra, senza interrati
60 per costruzioni fino a due piani fuori terra e un piano interrato
3. Sono consentite classi inferiori a quelle precedentemente indicate se compatibili
con il livello III di prestazione.

3.3 LIVELLO III DI PRESTAZIONE


1. Il livello III di prestazione può ritenersi adeguato per tutte le costruzioni rientranti nel
campo di applicazione del presente decreto fatte salve quelle per le quali sono
richiesti i livelli IV o V.
2. Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire il livello III sono indicate
nella tabella 4, in funzione del carico d'incendio specifico di progetto (qf,d) definito al
punto 2.

TABELLA 4

Carichi d'incendio specifici di progetto (q f,d ) Classe

Non superiore a 100 MJ/m² 0

Non superiore a 200 MJ/m² 15

Non superiore a 300 MJ/m² 20

Non superiore a 450 MJ/m² 30

Non superiore a 600 MJ/m² 45

Non superiore a 900 MJ/m² 60

Non superiore a 1200 MJ/m² 90

Non superiore a 1800 MJ/m² 120

Non superiore a 2400 MJ/m² 180

Superiore a 2400 MJ/m² 240

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3.4 LIVELLI IV E V DI PRESTAZIONE


1. I livelli IV o V possono essere oggetto di specifiche richieste del committente o
essere previsti dai capitolati tecnici di progetto. I livelli IV o V di prestazione possono
altresì essere richiesti dalla autorità competente per costruzioni destinate ad attività di
particolare importanza.
2. Per i livelli IV e V resta valido quanto indicato nel decreto del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti 14 settembre 2005 e successive modifiche ed integrazioni.

4. Scenari e incendi convenzionali di progetto


1. Per definire le azioni del fuoco, devono essere determinati i principali scenari
d'incendio e i relativi incendi convenzionali di progetto, sulla base di una valutazione
del rischio d'incendio.
2. In linea generale, gli incendi convenzionali di progetto devono essere applicati ad
un compartimento dell'edificio alla volta, salvo che non sia diversamente indicato nello
scenario d'incendio. In particolare in un edificio multipiano sarà possibile considerare
separatamente il carico di incendio dei singoli piani qualora gli elementi orizzontali di
separazione posseggano una capacità di compartimentazione adeguata nei confronti
della propagazione verticale degli incendi.
3. A seconda dell'incendio convenzionale di progetto adottato, l'andamento delle
temperature negli elementi sarà valutato in riferimento:
- a una curva nominale d'incendio di quelle indicate successivamente, per l'intervallo
di tempo di esposizione pari alla classe di resistenza al fuoco prevista, senza alcuna
fase di raffreddamento;
- a una curva naturale d'incendio, tenendo conto dell'intera durata dello stesso,
compresa la fase di raffreddamento fino al ritorno alla temperatura ambiente.

4.1. CURVE NOMINALI DI INCENDIO


1. Ai fini del presente decreto, le classi di resistenza al fuoco sono di norma riferite
all'incendio convenzionale rappresentato dalla curva nominale standard seguente:

[°C]

dove:
θg è la temperatura media dei gas di combustione espressa in °C
t è il tempo espresso in minuti.
2. Nel caso di incendi di quantità rilevanti di idrocarburi o altre sostanze con
equivalente velocità di rilascio termico, ed esclusivamente per la determinazione della
capacità portante delle strutture, la curva di incendio nominale standard deve essere
sostituita con la curva nominale degli idrocarburi seguente:

[°C]

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3. Nel caso di incendi sviluppatisi all'interno del compartimento, ma che coinvolgono


strutture poste all'esterno, per queste ultime la curva di incendio nominale standard
può essere sostituita con la curva nominale esterna seguente:

[°C]

4.2. CURVE NATURALI DI INCENDIO


1. Nel caso in cui il progetto sia condotto con un approccio prestazionale, secondo le
indicazioni contenute in specifici provvedimenti emanati dal Ministero dell'interno, la
capacità portante e/o la capacità di compartimentazione, in alternativa al metodo che
fa riferimento alle classi, può essere verificata rispetto all'azione termica della curva
naturale di incendio, applicata per l'intervallo di tempo necessario al ritorno alla
temperatura ordinaria, da determinarsi attraverso:
- modelli di incendio sperimentali oppure,
- modelli di incendio numerici semplificati oppure,
- modelli di incendio numerici avanzati.
2. Le curve di incendio naturale dovranno essere determinate per lo specifico
compartimento, con riferimento a metodi di riconosciuta affidabilità e facendo
riferimento al carico di incendio specifico di progetto ponendo pari ad 1 i coefficienti δni
relativi alle misure di protezione che si intende modellare.
3. Qualora si adotti uno di questi metodi, deve essere eseguita anche la verifica della
capacità portante e/o della capacità di compartimentazione degli elementi costruttivi
rispetto all'azione termica della curva di incendio nominale standard con riferimento
alle classi riportate nella tabella 5 in funzione del carico d'incendio specifico di
progetto (qf,d) definito al punto 2.

TABELLA 5

Carichi d'incendio specifici di progetto (q f,d ) Classe

Non superiore a 300 MJ/m² 0

Non superiore a 450 MJ/m² 15

Non superiore a 600 MJ/m² 20

Non superiore a 900 MJ/m² 30

Non superiore a 1200 MJ/m² 45

Non superiore a 1800 MJ/m² 60

Non superiore a 2400 MJ/m² 90

Superiore a 2400 MJ/m² 120

4. Quale che sia il modello scelto, i valori del carico d'incendio e delle caratteristiche
del compartimento, adottati nel progetto per l'applicazione dei metodi suddetti,
costituiscono un vincolo d'esercizio per le attività da svolgere all'interno della
costruzione.

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5. Criteri di progettazione degli elementi strutturali


resistenti al fuoco
1. La capacità del sistema strutturale in caso di incendio si determina sulla base della
capacità portante propria degli elementi strutturali singoli, di porzioni di struttura o
dell'intero sistema costruttivo, comprese le condizioni di carico e di vincolo, tenendo
conto della eventuale presenza di materiali protettivi.
2. Le deformazioni ed espansioni imposte o impedite dovute ai cambiamenti di
temperatura per effetto dell'esposizione al fuoco producono sollecitazioni indirette,
forze e momenti, che devono essere tenuti in considerazione, ad eccezione dei casi
seguenti:
- è riconoscibile a priori che esse sono trascurabili o favorevoli;
- sono implicitamente tenute in conto nei modelli semplificati e conservativi di
comportamento strutturale in condizioni di incendio.
3. Le sollecitazioni indirette, dovute agli elementi strutturali adiacenti a quello preso in
esame, possono essere trascurate quando i requisiti di sicurezza all'incendio sono
valutati in riferimento alla curva nominale d'incendio e alle classi di resistenza al
fuoco.
4. Nel progetto e nelle verifiche di sicurezza all'incendio si deve tener conto anche
della presenza delle azioni a temperatura ordinaria permanenti e di quelle azioni
variabili che sia verosimile agiscano contemporaneamente all'incendio. Esse
dovranno essere prese "in conto con i propri coefficienti parziali relativi allo stato limite
in esame che di norma è lo stato limite di esercizio con combinazione quasi-
permanente.
5. Non si prende in considerazione la possibilità di concomitanza dell'incendio con
altre azioni accidentali.
6. Per i soli elementi strutturali secondari contenuti in costruzioni che devono garantire
il livello III di prestazione è consentito limitare il requisito di resistenza al fuoco alla
classe 30, purché siano verificate tutte le seguenti condizioni.
a) l’eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non compromette la capacità
portante di altre parti della struttura;
b) l’eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non compromette l'efficacia di
elementi costruttivi di compartimentazione e di impianti di protezione attiva;
c) l’eventuale crollo degli elementi strutturali secondari non deve costituire un
significativo rischio per gli occupanti e per i soccorritori.

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