Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
9 visualizzazioni120 pagine

8 Informatica

Il documento fornisce una panoramica sui fondamenti teorici dell'ICT, descrivendo le componenti principali di un computer, come la CPU, la memoria e le periferiche. Si approfondiscono le funzioni della CPU, le differenze tra memoria RAM e ROM, e le varie tipologie di memorie di massa. Inoltre, viene spiegato il concetto di hardware e la memorizzazione delle informazioni, evidenziando l'importanza della formattazione e delle strutture logiche per l'organizzazione dei dati.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
9 visualizzazioni120 pagine

8 Informatica

Il documento fornisce una panoramica sui fondamenti teorici dell'ICT, descrivendo le componenti principali di un computer, come la CPU, la memoria e le periferiche. Si approfondiscono le funzioni della CPU, le differenze tra memoria RAM e ROM, e le varie tipologie di memorie di massa. Inoltre, viene spiegato il concetto di hardware e la memorizzazione delle informazioni, evidenziando l'importanza della formattazione e delle strutture logiche per l'organizzazione dei dati.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Capitolo 1

Fondamenti teorici dell’ICT

1.1 Componenti del computer


Un computer è costituito da una serie di elementi elettronici e non, in grado di intera-
gire con utenti umani o altri computer al !ne di elaborare dati (input) e fornire risultati
(output), che in linea di massima sono rappresentati da immagini, stampati, suoni o
quant’altro abbia signi!cato per l’uomo. Computer vuol dire calcolatore, dall’inglese to
compute. Infatti la funzione principale di un computer è proprio quella di operare o svi-
luppare dei calcoli, ovvero di coordinare tutte le componenti che lo costituiscono, ela-
borando i dati che vengono immessi e fornendo all’esterno il risultato delle elaborazio-
ni, il tutto grazie a una sorta di cervello che si indica col nome di CPU (Central Processing
Unit). Le istruzioni fornite alla CPU per svolgere una particolare funzione o per agire
secondo le esigenze dell’utente costituiscono i programmi, i quali vengono indicati col
termine generico di software e di solito si dividono in base alla funzione che svolgono.

1.2 Unità centrale di elaborazione (CPU)


L’unità centrale di elaborazione, in inglese indicata dall’acronimo CPU e nota anche
come microprocessore, è un insieme di circuiti elettronici in grado di effettuare
ad una velocità molto elevata operazioni con i numeri. Più precisamente, tutto il
funzionamento del computer si basa su un tipo di aritmetica che prende il nome di
aritmetica binaria, in cui ogni numero viene rappresentato mediante una sequenza
di simboli 0 e 1, il Bit (Binary digIT).
La CPU è costituita da due sub-unità: Unità Logico-Aritmetica (ALU) e Unità di
controllo (CU) e nei moderni computer è collegata ad altre componenti fondamen-
tali in accordo con il cosiddetto Modello di Von Neumann. Secondo questo schema,
oltre alla CPU sono presenti la Memoria centrale ed uno o più Dispositivi di I/O
(dispositivi di input/output noti anche come periferiche). La memoria centrale è una
sorta di taccuino sul quale vengono «annotate» le istruzioni che il cervello elabora e
gli stessi risultati delle elaborazioni. Le periferiche sono dispositivi in grado di intera-
gire con l’utente in vari modi e comunicano con la CPU e la stessa memoria centrale
attraverso un sistema di conduttori elettrici noto come BUS di sistema.
La CPU in de!nitiva ha il compito di:
> coordinare e gestire le varie componenti descritte nel modello di Von Neumann;
> gestire la memoria;
> eseguire operazioni logico-aritmetiche e le istruzioni fornite dai software.
Il microprocessore, s’è detto, è un complesso insieme di circuiti elettronici, all’inter-
no del quale l’Unità di controllo recupera dalla memoria le istruzioni da eseguire

[Link]
4 Libro I Informatica

e l’Unità Logico-Aritmetica si occupa, appunto, di eseguire le operazioni logiche e


aritmetiche.
Il microprocessore può interpretare l’informazione legata al passaggio o meno di
corrente attraverso dei conduttori: al passaggio di corrente si associa il valore 1,
all’assenza di passaggio di corrente il valore 0. Matematicamente si può codi!care
questo concetto attraverso l’aritmetica binaria, ovvero un sistema aritmetico che, a
differenza di quello decimale che conosciamo dalle scuole elementari, è costituito
solo da due numeri: 0 e 1. Un BIT (Binary digIT) è costituito da un valore binario
ed è l’unità più piccola dell’informazione che un processore può gestire. Per questo
motivo esso è anche «l’unità di misura» della quantità d’informazione. Ogni con-
cetto che abbia senso per l’uomo deve essere codi!cato in bit af!nché abbia senso
anche per una CPU. Per codi!care, ad esempio, un semplice carattere alfanumerico
digitato dalla tastiera, sono necessari 8 bit. Da qui si evince che il numero massimo
di caratteri rappresentabili da 8 bit sono 256 in quanto ogni bit può avere due valori
(0 oppure 1): 2 valori per tutti gli 8 bit ammontano a 2n e quindi 28 combinazioni, per
un totale di 256. Un insieme di 8 bit viene de!nito Byte (BinarY ocTEt).
Tutto questo discorso s’inquadra in una disciplina scienti!ca che prende il nome di
Informatica, termine che deriva dal connubio di due vocaboli quali informazione e auto-
matica, solitamente utilizzati per de!nire la Scienza dell’informazione o, in parole semplici,
tutto ciò che tecnicamente viene realizzato per trattare, elaborare e trasmettere in ma-
niera automatica le informazioni. Oggi si parla di IT e ICT, rispettivamente acronimi di
Information Technology (tecnologia dell’informazione) e Information and Communication
Technology (tecnologia dell’informazione e comunicazione). Quest’ultimo si riferisce al
connubio tra la tecnologia dell’informazione e i mezzi di comunicazione. Oggigiorno,
poiché le IT si basano fortemente su Internet e su altri mezzi di comunicazione, è molto
più comune l’uso del termine ICT che abbraccia un contesto più ampio.

1.3 Hardware
Dispositivi di I/O, memoria centrale, CPU e tutte le altre componenti ad essi col-
legati costituiscono l’Hardware. Tale termine indica tutto ciò che è correlato alle
componenti elettroniche o meccaniche di un computer e spesso viene usato anche
in contesti più ampi (es.: avere un problema di natura hardware vuol dire che si è
veri!cato un guasto ad una delle componenti !siche del calcolatore).
Tutte le componenti sono collegate attraverso una componente hardware fondamen-
tale di un PC: la scheda madre (o mainboard). Essa si presenta come un circuito
stampato di estrema complessità ed è costituita da una serie di alloggiamenti dove
vengono montati !sicamente la CPU, le memorie principali e secondarie, le periferi-
che di input e quelle di output.

1.4 Memorie
Abbiamo già visto che per Memoria si intende una delle unità costituenti il modello
di Von Neumann. In generale con tale termine si indicano diversi tipi di dispositivi
di memorizzazione, con sostanziali differenze. Noi analizzeremo le memorie, suddi-
videndole nelle seguenti categorie:
> Memoria RAM

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 5

> Memoria ROM


> Memorie di massa

1.4.1 Memoria RAM e memoria ROM


La memoria RAM (Random Access Memory), ovvero memoria ad accesso casuale, è de!ni-
ta anche memoria principale.
Il nome deriva dal fatto che la CPU può accedervi in un punto a caso e prelevare o
depositare un dato elaborato o ancora da elaborare. Fisicamente è costituita da una
serie di «cellette» che possono contenere un byte (8 bit) ognuna ed ogni cella ha un
proprio indirizzo così da poter essere identi!cata in maniera univoca e permettere
la giusta lettura o scrittura del dato in essa contenuto. Durante l’elaborazione i dati
vengono temporaneamente immessi nella memoria principale, la quale perde il suo
contenuto una volta che il PC viene spento o riavviato.
La memoria RAM !sicamente è un piccolo circuito rettangolare che va installato
sulla scheda madre.
La memoria ROM è una memoria di sola lettura (Read Only Memory) ed è usata dalla
CPU per prelevare le istruzioni necessarie all’avvio del PC (che altrimenti rimarreb-
be inutilizzabile). Queste istruzioni costituiscono un software ben preciso che pren-
de il nome di BIOS (Basic Input Output System), un programma che fornisce una serie
di funzioni di base per l’accesso all’hardware e alle periferiche e che in realtà è con-
!gurabile secondo le esigenze dell’utente (di solito un utente esperto). A differenza
della memoria RAM, la ROM non perde il suo contenuto una volta spento il PC.

1.4.2 Memorie di massa


Le memorie di massa (memorie secondarie) sono usate per conservare i dati anche
dopo lo spegnimento del PC e spesso hanno dimensioni molto ridotte. Si tratta di
supporti !ssi o rimovibili, più o meno veloci, che permettono di avere dati impor-
tanti sempre a portata di mano. Si possono distinguere due categorie di memorie di
massa:
> Memorie ad accesso sequenziale
> Memorie ad accesso casuale
Le prime sono ormai cadute in disuso, poiché per accedere ai dati in esse contenuti
spesso occorrevano tempi di attesa troppo lunghi; o comunque si tratta di tipi di
memoria usati per scopi molto particolari. Noi ci occuperemo nello speci!co delle
memorie secondarie ad accesso casuale.
Si tratta di memorie che oggi hanno enormi capacità in termini di byte memorizza-
bili, i cui tempi di accesso e velocità di scrittura dipendono molto dalla tecnologia
utilizzata. In particolare abbiamo:
> Hard disk – È costituito da una scatola metallica contenente i supporti su cui avviene
la scrittura e la lettura dei dati. È chiamato anche disco rigido o disco !sso. Le prin-
cipali caratteristiche di un disco rigido sono la capacità, il tempo medio di accesso
e la velocità di trasferimento. La capacità è in genere espressa in gigabyte (GB), ma
in commercio si trovano ormai a poco prezzo dischi rigidi per capacità anche di
alcuni TB (terabyte, che equivale a più di mille miliardi di byte). Il tempo medio di

[Link]
6 Libro I Informatica

accesso indica, in maniera molto grossolana, l’arco temporale necessario a che i dati
presenti nel disco possano essere reperiti e di sicuro rappresenta la variabile più im-
portante per valutarne le prestazioni. La velocità di trasferimento in!ne è, in termini
semplici, la quantità di dati fornita dal disco rigido in un determinato tempo (ge-
neralmente si prende come riferimento un secondo). Gli hard disk possono anche
essere esterni al computer e in questo caso si presentano come dispositivi rimovibili
utilizzati, di solito, per le copie di sicurezza dei dati. Oggi esistono particolari evolu-
zioni dell’hard disk, con tempi di accesso molto rapidi, chiamate «memorie a stato
solido» e indicate dall’acronimo SSD (Solid-State Drive).
> DVD-ROM e CD-ROM – Sono supporti su cui è possibile registrare dati con dispo-
sitivi appositi chiamati masterizzatori. Hanno una capienza di alcune centinaia di
MB per i CD, !no ad alcune migliaia di Megabyte per i DVD; la comodità è rappre-
sentata dal fatto che questi supporti sono letti in maniera universale da qualsiasi
dispositivo di lettura DVD-ROM, per cui sono memorie di massa portatili.
> BD-ROM – Noto come blu ray disc, è l’evoluzione del DVD ed ha capacità notevol-
mente più ampie. Come per i CD-ROM e i DVD-ROM necessita di apposite peri-
feriche per la lettura e di appositi masterizzatori per la scrittura dei dati, anche se
ormai ci sono periferiche «ibride» ovvero con attitudini di lettura e masterizzazione
insieme.
> Memoria USB (anche nota come USB flash drive) – Si tratta di una memoria di mas-
sa dalle dimensioni molto ridotte (pochi centimetri) in grado di immagazzinare
anche enormi quantità di dati; è un piccolo dispositivo che si può portare sempre
con sé.
> Scheda SD (anche nota come scheda Secure Digital) – È un tipo di memoria molto
diffusa e dalle dimensioni tali da renderla adatta all’utilizzo in dispositivi di piccole
dimensioni quali smartphone, tablet e macchine fotogra!che digitali. Col tempo
si sono imposte sul mercato schede SD dalle dimensioni ancora più piccole note
come mini SD e micro SD.
> Floppy disk – Si tratta di una memoria dalla capacità estremamente ridotta, ormai
caduta in disuso anche per i tempi di accesso notevolmente più lunghi rispetto alle
altre memorie presenti oggi sul mercato.

1.4.3 Capienza di una memoria


Le moderne memorie hanno capienza di miliardi di byte poiché il progresso ha
consentito di localizzare in spazi ridotti l’enorme mole di informazioni richiesta dai
software sempre più so!sticati. Per quanti!care grosse quantità di byte, in tal modo
indicando la capienza di una memoria, è bene utilizzare dei multipli del byte, così
come si fa per i metri (km) o i grammi (kg). Il primo multiplo del byte è il Kilobyte
(kB) che indica 1024 byte (non 1000 come avviene per i grammi e le altre unità di
misura). Gli altri multipli usati sono il Megabyte (MB) che equivale a 1024 kB e quin-
di a 10242 byte, il Gigabyte (GB), che equivale a 1024 Megabyte, e, in!ne, il Terabyte,
che è pari a 1024 Gigabyte. L’equivalenza tra due multipli consecutivi si ottiene sem-
pre moltiplicando per 1024 (o dividendo se il passaggio avviene da un multiplo più
piccolo ad uno più grande).

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 7

Indichiamo alcuni multipli del byte con relativi valori, partendo da un Terabyte:

Unità Simbolo Valore


Terabyte TB 1 TB
Gigabyte GB 1 TB × 1024 = 1024 GB
Megabyte MB 1024 GB × 1024 = 1.048.576 MB
Kilobyte kB [Link] kB
Byte B [Link].776 B

In de!nitiva un Terabyte equivale a più di mille miliardi di byte.

1.4.4 Memorizzazione delle informazioni sulle memorie di massa


Abbiamo già indicato il byte come l’unità più piccola presente su una memoria. Ma
sulle memorie di massa, le informazioni, le istruzioni che la CPU deve elaborare e i
risultati delle elaborazioni sono memorizzate sotto forma di !le (si pronuncia ‘fail’),
ovvero insiemi di byte preposti al medesimo scopo o contenenti le istruzioni da far
eseguire alla CPU per ottenere il funzionamento di un software.
Un !le, poiché contiene insiemi di byte, ha una dimensione dipendente dal numero
di byte contenuti. Pertanto, per poter memorizzare un !le di una determinata di-
mensione, è necessario che la memoria apposita sia suf!cientemente capiente.
Di solito i !le sono contenuti in strutture logiche chiamate directory o anche cartelle
con il mero scopo di tenerli in ordine secondo un determinato criterio.
Per poter contenere i dati, le memorie di massa necessitano della formattazione,
un’operazione eseguita sempre dal computer, che crea delle strutture logiche all’in-
terno della memoria, dividendola in una serie di blocchi di uguali dimensioni.

1.5 Periferiche I/O


Abbiamo parlato di dispositivi di I/O (input-output), noti anche come periferiche, che
hanno la funzione di interagire con l’utente. Questo tipo di interazione può avvenire
in due «sensi»: dal computer verso l’utente, come risposta alle elaborazioni richieste, o
viceversa, relativamente ad un’immissione di dati, da parte dell’utente verso il compu-
ter: nel primo caso parliamo di output, nel secondo si tratta di input. Ne deriva che le
periferiche possono essere de!nite dispositivi di input e dispositivi di output (esistono
anche alcuni casi in cui una stessa periferica svolge entrambe le funzioni).

1.5.1 Periferiche di Input


Sono dispositivi che hanno il compito di immettere dati destinati ad essere elaborati.
Tra di esse ricordiamo in particolare:
> Tastiera – Permette l’inserimento di caratteri qualora il software lo richieda. Essa è
formata da: tasti alfanumerici, che consentono di immettere numeri e lettere; tasti
funzionali, allineati nella parte superiore, che permettono di svolgere particolari
funzioni; tasti cursore, che servono per muovere il cursore nell’area dello schermo.

[Link]
8 Libro I Informatica

Particolarmente utili sono la barra spaziatrice, con cui si inseriscono spazi bianchi
tra una parola e l’altra quando si digita un documento, nonché i tasti Backspace
e Invio, grazie ai quali è possibile eseguire cancellazioni e andare a capo (o anche
confermare l’immissione dei dati).
> Mouse – Si tratta di un piccolo dispositivo dalla forma più o meno ovale il cui movi-
mento da parte dell’utente viene trasferito al puntatore, un elemento gra!co pre-
sente nei software più moderni. Esistono peraltro mouse ottici, che al posto della
tradizionale pallina sono dotati di un sensore ottico, nonché mouse senza !li (wi-
reless) alimentati a batteria, che inviano segnali al computer sfruttando un piccolo
ricevitore (collegato all’elaboratore via cavo) con il quale comunicano attraverso
onde radio, raggi infrarossi o via Bluetooth.
> Touchpad – Ha la stessa funzione del mouse, ma il movimento del puntatore è reso
possibile dal passaggio di un dito su una super!cie piana.
> Scanner – Consente l’acquisizione di immagini cartacee per renderle disponibili a
determinati software in grado di elaborarle per gli scopi più disparati. Una partico-
lare funzione di uno scanner è legata all’utilizzo combinato con un software noto
con la sigla OCR. Tale acronimo sta per Optical Character Recognition, ovvero
riconoscimento ottico dei caratteri. Con software del genere è possibile, attraverso
uno scanner, effettuare la scansione di un foglio con testo (non scritto a mano) al
!ne di renderlo riconoscibile da un programma di videoscrittura e poterlo succes-
sivamente modi!care.
Altre periferiche di input sono il microfono con evidente funzione per la digitalizza-
zione di audio e la webcam, una telecamera dalle dimensioni estremamente ridotte,
in grado di acquisire immagini video dell’utente che la utilizzi.

1.5.2 Periferiche di Output


Il risultato delle elaborazioni della CPU deve essere reso disponibile per l’utente e le pe-
riferiche di output svolgono proprio questa funzione. Tra i vari dispositivi ricordiamo:
> Monitor – Molto simile ad un televisore, mostra in maniera visiva le caratteristiche
di natura gra!ca e multimediale dei software. Esso si basa sulle stesse tecnologie
dei televisori, per cui le sue dimensioni vengono misurate in pollici ed esistono
monitor a tubo catodico (ormai obsoleti) e LCD (Liquid Crystal Display). Per fun-
zionare il monitor deve essere collegato ad un componente chiamato scheda video
o adattatore gra!co che ha la funzione di «tradurre» in immagini le informazioni
elaborate dalla CPU.
> Stampante – Ha il compito di trasferire su carta i dati elaborati dai software. A secon-
da della tecnologia utilizzata si possono avere:
– stampanti laser, che garantiscono risultati di eccellente qualità sfruttando un rag-
gio laser ad una certa lunghezza d’onda;
– stampanti a getto d’inchiostro, in cui le testine di stampa sono !ssate su un carrello che
si muove per tutta la lunghezza del foglio spruzzando microgocce di inchiostro;
– stampanti a sublimazione, che utilizzano alte temperature.
> Altoparlanti e cuffie – Hanno la funzione di riprodurre suoni e, come il microfono,
sono collegati alla scheda audio, un dispositivo in grado di digitalizzare (codi!care
in bit) i suoni.

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 9

Esistono periferiche con duplice attitudine (input e output allo stesso tempo). Una
di queste è il touchscreen, un monitor che consente di effettuare anche operazioni si-
mili a quelle tipiche di un mouse. Tale tipo di dispositivo è ormai diventato elemento
fondamentale di smartphone e tablet.

1.6 Porte di comunicazione


Le periferiche e le memorie comunicano con la CPU attraverso delle apposite porte
di comunicazione a cui si collegano !sicamente mediante connettori. Le porte di
comunicazione si distinguono in base al tipo di tecnologia e alla velocità di trasmis-
sione dei dati. Eccone un elenco:
> Porta USB – Molto diffusa, consente il collegamento della maggior parte delle pe-
riferiche e di alcune memorie di massa. È una tecnologia che permette un’elevata
velocità di passaggio di dati nell’unità di tempo (di solito si misura in B/s, byte al
secondo, o con i multipli kB/s, MB/s e GB/s).
> Porta seriale – È una porta per lo scambio dei dati attraverso la quale i bit sono tra-
smessi in serie uno alla volta. Ha una velocità molto ridotta ed è ormai caduta in
disuso quasi completamente.
> Porta parallela – A differenza della porta seriale, attraverso la porta parallela i bit
vengono trasmessi in «parallelo», contemporaneamente su più conduttori alla vol-
ta. Un tempo era molto usata per collegare stampanti, ma adesso è stata soppiantata
dalla più veloce porta USB.
> Porta Ethernet – Attraverso questa porta si collegano i computer tra di loro realizzan-
do delle reti di PC, argomento che affronteremo nei prossimi paragra!.
> Porta Firewire – È un tipo di porta spesso nota anche col nome del suo standard:
IEEE 1394. Permette trasferimenti di dati ad alta velocità ed è molto usata per
acquisire !lmati da telecamere o come interfaccia per collegare memorie di massa
esterne.

1.7 Gestione dei dispositivi I/O


Meccanismo fondamentale nel funzionamento di un computer è la gestione dell’in-
put/output delle periferiche. Abbiamo detto che la CPU è il cervello del computer e
pertanto spetta ad essa il controllo anche delle periferiche, o per meglio dire, dei dati
che devono essere inviati o ricevuti. Durante l’esecuzione di un programma la CPU
interroga ciclicamente ogni periferica per veri!care se quest’ultima sia pronta per in-
viare o ricevere dei dati. Tale procedura, nota col termine polling, presenta diversi lati
negativi. Naturalmente con l’aumentare del numero delle periferiche aumentano i
tempi di attesa impiegati per interrogare puntualmente ogni dispositivo. Per ovviare
a tale limite si ricorre a un altro tipo di procedura più ef!ciente attraverso l’uso di
un interrupt. Con questo metodo è la periferica stessa a generare una interruzione
(da qui il termine «interrupt») nel momento in cui è pronta a inviare dati alla CPU;
quest’ultima, ricevuto il segnale di interrupt, sospende ciò che stava eseguendo in
precedenza per soddisfare la richiesta di interruzione del dispositivo di I/O, prima
di riprendere l’esecuzione delle altre istruzioni. Una procedura ancora più rapida,
in!ne, è rappresentata dal cosiddetto accesso diretto in memoria (DMA). Attraverso il

[Link]
10 Libro I Informatica

DMA, le periferiche accedono ai dati in memoria direttamente, senza «costringere»


il processore ad essere parte in causa di tutto il processo, consentendogli quindi di
svolgere altri compiti.

1.8 Tipi di computer


Un computer è sempre costituito dalle componenti base del modello di Von Neu-
mann, ma le periferiche di I/O possono cambiare a seconda dei modelli e diverse
possono anche essere le dimensioni. In base al tipo di calcolatore, alle periferiche
montate, alle dimensioni e ad altre caratteristiche secondarie, distinguiamo:
> Personal computer – Grazie al progresso e all’abbassamento dei costi sono diventati
molto comuni nelle case e negli uf!ci di tutto il mondo. Sono noti con l’acronimo
PC o anche col termine desktop PC e sono ormai usati per ogni tipo di scopo: con-
tabilità, gra!ca, design, utilizzi ludici, multimediali, ecc.
> Laptop – Sono i cosiddetti PC portatili, di dimensioni ridotte, che integrano in poco
spazio periferiche di solito ingombranti come monitor e tastiera. I nuovi modelli
hanno anche webcam e microfoni incorporati per scopi multimediali e di comuni-
cazione. Sono altresì noti col termine notebook.
> Netbook – Si tratta di particolari tipi di laptop di dimensioni e prestazioni più ridotte,
adatti principalmente alla navigazione su Internet.
> Tablet PC – Sono particolari computer portatili costituiti da un unico monitor tou-
chscreen molto maneggevole e pratico.
> Palmari – Sono dei computer di dimensioni e prestazioni molto ridotte, noti anche
come PDA.
> Smartphone – Si tratta di telefoni cellulari con funzionalità avanzate tipiche di un
vero e proprio computer (si può dire che siano dei PDA evoluti).
> Smart TV – Sono dei televisori LCD dotati di un computer dove è installato un vero
e proprio sistema operativo, muniti di diversi software per la fruizione di vari servizi
e contenuti on demand (a richiesta).

1.9 Velocità e prestazioni


Una CPU, durante il proprio funzionamento, si trova a dover elaborare miliardi di
informazioni e, poiché i software sono sempre più so!sticati, col tempo è nata l’esi-
genza di microprocessori in grado di eseguire le elaborazioni in maniera più rapida.
La velocità di una CPU è correlata alla sua frequenza che viene espressa in Hertz
(unità di misura della frequenza, indicata con Hz). Per i processori moderni le velo-
cità sono pari ad alcune migliaia di Mhz (un multiplo dell’hertz) e vengono general-
mente espresse in Gigahertz (Ghz). Un Ghz equivale ad un miliardo di hertz. Poiché
esiste un limite !sico oltre il quale una CPU non può avere frequenze che superino
un certo valore, oggi i nuovi microprocessori hanno un nucleo costituito da più CPU
insieme i cui contributi in fatto di velocità delle elaborazioni sono additivi. Al di là
della velocità della CPU, bisogna tuttavia tener conto di altri fattori che possono ri-
durre le prestazioni di un PC:

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 11

> Memoria RAM – La capienza ridotta della memoria principale può rappresentare
un problema: se la memoria di lavoro con cui la CPU si relaziona è insuf!ciente, il
microprocessore è costretto a rallentare le proprie prestazioni per fare fronte alla
mancanza di spazio.
> Memoria cache – Poiché la memoria RAM ha tempi di accesso inferiori rispetto alle
capacità di elaborazione delle CPU, queste ultime sono fornite di una sorta di pic-
cola memoria interna in cui vengono memorizzate le informazioni a cui devono
accedere più spesso senza dover fare riferimento alla memoria principale, più len-
ta. Un fattore che migliora le prestazioni di un PC è proprio la dimensione della
memoria cache, che dipende dalle caratteristiche della CPU (e quindi dal costo).
> Velocità del BUS – La velocità di transito dei dati attraverso i relativi canali di comu-
nicazione è ridotta rispetto a quella della CPU, e ciò può rappresentare un altro
fattore penalizzante che dipende dalle caratteristiche del sistema.
> Velocità dell’hard disk e relativa capienza – La velocità con cui il disco rigido permette
l’accesso alle informazioni è senza dubbio un fattore limitante, ma lo è anche la
capienza, poiché con i moderni software, parte del disco rigido può essere usata
come estensione della memoria principale (memoria virtuale).

1.10 Software
Il termine «software», contrapposto ad «hardware» (che designa la componente !sica
del computer), è genericamente utilizzato per indicare tutti i programmi che per-
mettono al calcolatore di funzionare. Più precisamente un software è un insieme di
istruzioni che la CPU elabora per svolgere un determinato compito. I software sono
scritti da tecnici specializzati chiamati «programmatori» attraverso un linguaggio di
programmazione, una sorta di codice noto al programmatore che viene successiva-
mente tradotto in linguaggio macchina, la lingua della CPU, che può quindi esegui-
re le istruzioni del programma secondo le direttive del programmatore. In base alla
funzione, esistono diversi tipi di software:
> Software di sistema
> Software applicativo
> Software multimediale

1.10.1 Software di sistema


Quando un PC viene avviato, la CPU è istruita sul da farsi dalle istruzioni contenute
nella memoria ROM. Una volta esaurito il compito della ROM, il controllo passa ad
un software detto sistema operativo (o software di sistema) che ha le seguenti fun-
zioni principali:
> gestire la memoria e il #usso di dati tra la CPU e le altre periferiche di sistema;
> garantire l’interazione uomo-macchina attraverso una GUI (interfaccia gra!ca) o
attraverso una interfaccia di tipo testuale.
Oggi sono presenti molti sistemi operativi, tra cui vale la pena ricordare:
> Microsoft Windows 10 e versioni precedenti come Windows 8, Windows 7, Vista,
XP, 98 e 95

[Link]
12 Libro I Informatica

> Linux
> FreeBSD
> MacOS
I moderni sistemi operativi forniscono tutti una interfaccia gra!ca (GUI: Graphical
User Interface) che agevola di molto l’interazione con l’utente. Un tempo, infatti, i
comandi durante l’utilizzo di un PC erano inseriti in una interfaccia testuale molto
primitiva che complicava enormemente l’uso dell’elaboratore, rendendolo uno stru-
mento alla portata di pochi esperti. Una interfaccia di tipo gra!co, invece, facilita di
molto il lavoro poiché tutte le operazioni si basano su simboli gra!ci, anche accatti-
vanti, di utilizzo senza dubbio più semplice.

1.10.2 Software applicativo e multimediale


Per operazioni speci!che l’utente ha a disposizione una serie di software applicativi
capaci di svolgere i compiti più disparati. Di solito ogni software ha una funzione
speci!ca e tra i vari programmi ricordiamo:
> Elaborazione testi – Ad esempio Microsoft Word e Write di Apache OpenOf!ce.
> Programmi di foglio elettronico – Come Microsoft Excel e Calc di Apache OpenOf!ce.
> Gestione basi di dati – Ad esempio Microsoft Access e Base di Apache OpenOf!ce.
> Applicativi per presentazioni con diapositive – Come Microsoft PowerPoint e Impress di
Apache OpenOf!ce.
> Programmi per navigare in Internet e gestire la posta elettronica – Tra questi, Microsoft
Explorer, Mozilla Firefox e Google Chrome per navigare e Microsoft Outlook e
Mozilla Thunderbird per la posta elettronica.
L’elenco potrebbe essere in!nito poiché esistono anche i cosiddetti software mul-
timediali come quelli per il foto-ritocco, la gra!ca tridimensionale, il montaggio
audio/video, l’editoria elettronica e tutto ciò che si basi sulla multimedialità ovvero
sull’uso combinato di più mezzi di percezione allo stesso tempo: immagini, audio,
video, ecc.

1.10.3 Licenze d’uso dei software


Il termine «licenza», in ambito informatico, indica l’insieme delle condizioni d’uso
che generalmente accompagnano un software, garantendo diritti all’utente e al tem-
po stesso imponendogli degli obblighi e delle restrizioni.
L’utilizzo di un programma in base al tipo di licenza d’uso può prevedere o meno
l’acquisto del software stesso. In pratica, esistono software a pagamento e software
gratuiti.
Per utilizzare un software, spesso è richiesta l’accettazione di una sorta di contratto
di licenza, de!nito EULA (End User License Agreement), che stabilisce le modalità con
cui l’utente si impegna ad utilizzare il software e le responsabilità sia dell’utente che
del produttore del software. L’EULA, di solito legato ai software a pagamento, talvol-
ta è usato anche per i software gratuiti, avendo anche in questo caso la funzione di
stabilire cosa devono o possono fare rispettivamente il produttore e l’utente !nale.
Ogni volta che l’uso di un programma è gratuito si parla genericamente di software
freeware, ma il discorso su tali tipi di software merita un approfondimento.

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 13

Come abbiamo accennato, esistono licenze di diversi tipi, alcune che prevedono l’uso
gratuito del software ed altre che richiedono il pagamento per l’acquisto della licen-
za d’uso. Tra le licenze che prevedono l’uso gratuito del programma ricordiamo:
> GNU GPL
> Common Public License
> Licenza BSD modi!cata
In particolare, per quanto riguarda la licenza GNU GPL, va detto innanzitutto che
questa è legata al concetto di software libero, il che non vuol dire che il software sia
semplicemente gratuito, ma che è liberamente utilizzabile ed eventualmente modi-
!cabile, purché lo si ridistribuisca con le modi!che apportate. Questo concetto si
lega anche a quello dell’Open Source, una modalità di distribuzione del software
in cui gli autori del programma ne permettono lo studio e la modi!ca da parte di
programmatori indipendenti, così che il prodotto possa essere migliorato e adattato
a determinate esigenze. Non tutti i produttori distribuiscono i propri software secon-
do i principi dell’open source o del software libero, soprattutto per quanto riguarda
i software a pagamento. In tal caso si parla di software proprietario che prevede
alcune restrizioni sull’uso e sulla distribuzione del programma stesso, anche se non
è detto che il software proprietario sia esclusivamente a pagamento.
Un’ultima tipologia di licenza software molto comune è la shareware, attraverso la
quale il programma è liberamente ridistribuibile (spesso ottenibile mediante Inter-
net o riviste del settore), ma il suo funzionamento è limitato nel tempo o nelle fun-
zioni, richiedendo un pagamento per poter continuare ad usarlo. Molti software non
gratuiti, infatti, prevedono l’utilizzo con alcune funzioni limitate (versioni demo) o
permettono di usare il software per un periodo circoscritto di tempo prima di disat-
tivarsi e di richiedere l’acquisto (versioni trial).

1.10.4 Software e diritto d’autore


In seguito all’emanazione del decreto legislativo 518/92, la vecchia legge 633/41 sul
diritto d’autore viene estesa anche alla tutela dei software, per disciplinare gli usi
consentiti del programma e i diritti di chi detiene il copyright (modo improprio per
de!nire la legislazione inerente il diritto d’autore), analogamente a quanto avviene
nel campo dell’editoria, nell’industria delle etichette discogra!che e nel mercato
delle opere audiovisive in genere. Le norme degli ultimi anni, quali il decreto-legge
22 marzo 2004, n. 72, convertito poi nella legge n. 128 del 21 maggio 2004, contrastano
anche la diffusione abusiva per via telematica di materiale audiovisivo protetto dal
diritto d’autore (musica e !lm).
Il software appartiene alla categoria delle creazioni intellettuali. Al creatore del
software sono attribuiti i diritti esclusivi di riproduzione in qualsiasi forma, distribuzio-
ne e adattamento del programma alle specifiche necessità. Violazioni di tali diritti sono
il possesso e il commercio di copie illecite, nonché il commercio e il possesso
di prodotti che in qualsiasi modo facilitino la rimozione dei dispositivi tecnici di
protezione del software. La tutela si estende anche all’interfaccia gra!ca, il siste-
ma che organizza per immagini e icone i dati e i comandi.
Un fenomeno purtroppo abbastanza diffuso, infatti, è quello dell’utilizzo di softwa-
re pirata, che sono programmi dotati di caratteristiche identiche all’originale ma

[Link]
14 Libro I Informatica

privi della licenza alla vendita e all’uso. Questa pratica, oltre ad essere assolutamente
illegale e punita dalla legge, è anche poco sicura in quanto dietro ai software pirata
si possono nascondere insidie quali virus e malware in genere, programmi nocivi che
potrebbero danneggiare il sistema di chi li usa. È sempre bene conoscere la prove-
nienza dei software che si intende installare sul proprio sistema nonché il tipo di
licenza che vincola l’utilizzo di quel dato programma e, nel caso s’intenda installare
software con licenze commerciali, assicurarsi di averne acquistato una copia origina-
le e non una copia pirata (molto spesso un software originale presenta un talloncino
!ligranato o un segno di riconoscimento sulla confezione, che ne attesti l’effettiva
autenticità).

1.10.5 Realizzazione di un software


Per realizzare un software occorrono dei programmatori che, attraverso un linguag-
gio di programmazione, successivamente tradotto in un secondo linguaggio compre-
so dalla CPU, il linguaggio macchina, creano il programma che svolge le funzioni
desiderate.
Scrivere un software prevede una serie di passi preliminari:
> Studio di fattibilità e analisi
> Progettazione
> Programmazione
> Implementazione
> Test
> Revisione e manutenzione
Tralasciando i primi punti, passiamo subito alla scelta del linguaggio di programma-
zione, che fondamentalmente dipende dalle preferenze del programmatore, oltre
che dal tipo di software che s’intende creare.

Linguaggi di programmazione
Per indurre la CPU ad eseguire le operazioni da noi richieste è necessario un lin-
guaggio di programmazione che, in base alla «vicinanza» al linguaggio macchina
in cui viene successivamente tradotto, si distingue in linguaggio di alto livello e lin-
guaggio di basso livello: i linguaggi di alto livello hanno una sintassi più vicina a
quella dell’uomo, dunque più comprensibile, mentre quelli di basso livello sono più
complessi e vicini al linguaggio macchina.
Tra i linguaggi di alto livello ricordiamo:
> BASIC
> PASCAL
> COBOL
> C
> C++
e i più recenti:
> Visual Basic
> Delphi
> C#
[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 15

> Java
> Visual C++
Il C e il C++, in particolare, sono spesso considerati linguaggi di livello più basso
rispetto agli altri, poiché permettono di accedere anche a livelli più vicini a quelli
della macchina.
Tra i linguaggi di basso livello il più noto è l’assembly, tanto complesso quanto poten-
te, che dipende dalle caratteristiche di fabbrica del processore, in quanto le istruzio-
ni cambiano in base al produttore del processore. I linguaggi di alto livello, invece,
sono indipendenti dal tipo di processore su cui si sta lavorando, in quanto vengono
successivamente tradotti da un software apposito chiamato compilatore (o interpre-
te per alcuni linguaggi), che si occupa di rendere eseguibile il programma nel lin-
guaggio macchina adatto al tipo di CPU.

Algoritmi
Scrivere un programma comporta la risoluzione di una serie di piccoli problemi,
attraverso una sequenza !nita di istruzioni, univocamente interpretabili e che porti-
no ad un risultato in un tempo !nito. Questa sequenza !nita di istruzioni è de!nita
algoritmo ed è uno dei fondamenti su cui si basa la programmazione. Possiamo de-
!nire un algoritmo anche una semplice operazione di tutti i giorni che non riguardi
il mondo dei computer, come ad esempio prepararsi un caffè. Un’operazione come
riempire una moka può essere scomposta in vari passi elementari !no a costituire un
algoritmo:
1. INIZIO
2. Prendere la moka
3. Riempire la caldaia con acqua
4. Riempire il !ltro con la miscela di caffè
5. Chiudere la moka
6. Accendere il fornello
7. Posizionare la caffettiera sul fornello
8. Attendere
9. Il caffè è pronto? Se sì vai al punto 10 altrimenti torna al punto 8
10. Versare il caffè nella tazza
11. Aggiungere lo zucchero
12. FINE
Questa sequenza è senza dubbio !nita, costituita da una serie di istruzioni elemen-
tari univocamente interpretabili che portano alla risoluzione di un problema in un
tempo !nito. Essa costituisce pertanto un vero e proprio algoritmo. Spesso si prefe-
risce utilizzare un sistema gra!co chiamato diagramma di flusso per schematizzare
un algoritmo in maniera visuale.

Bug e debug
Molto spesso quando si parla di software si utilizza il termine «bug» (o baco) per
indicare un malfunzionamento o in generale un’anomalia dell’applicazione in uso
che non ne consente il corretto funzionamento. Con tale parola si fa riferimento in
genere a un errore commesso dal programmatore durante la programmazione del

[Link]
16 Libro I Informatica

software. Per ridurre al massimo la presenza di uno o più bug, infatti, gli sviluppatori
di software effettuano una procedura detta di «debug» attraverso la quale, eseguen-
do il programma in una modalità ben precisa (detta appunto «debug mode»), sono
in grado di avere una completa visione di tutto ciò che accade durante l’esecuzione
del software in modo da prevenire la presenza di bug (da qui il nome DE-BUG, che
vuol dire rimuovere i bug).

1.11 Le reti informatiche


Le reti di computer rappresentano un collegamento effettuato attraverso mezzi !sici
quali cavi o connessioni via etere, al !ne di realizzare lo scambio di informazioni e la
condivisione di periferiche. In base alla loro estensione, distinguiamo tre categorie:
> LAN (Local Area Network) – Si tratta di collegamenti tra computer situati in una stessa
stanza, in uno stesso edi!cio o in una estensione territoriale non superiore a qual-
che chilometro. Qualora il collegamento avvenga via etere attraverso dispositivi di
trasmissione si parla di WLAN.
> MAN (Metropolitan Area Network) – È una rete di computer più vasta della LAN.
> WAN (Wide Area Network) – Collega un gran numero di computer sparsi per vaste reti
geogra!che. La WAN per eccellenza è Internet.

1.11.1 Protocolli di rete


Per comunicare tra loro i computer in rete utilizzano particolari protocolli che spe-
ci!cano con quali modalità vengono scambiati i dati. Molti di questi protocolli sono
impiegati per lo scambio di dati attraverso Internet, una vasta rete geogra!ca che
collega i computer di tutto il mondo. I più usati sono:
> TCP/IP
> HTTP
> FTP
> SMTP
> POP3
L’HTTP è il protocollo usato per la trasmissione di pagine web attraverso Internet,
funzionante secondo un meccanismo di richiesta/risposta (client/server): il client
esegue una richiesta e il server restituisce la risposta.
Alcuni protocolli verranno esaminati in maniera più approfondita nel capitolo 7.

1.11.2 Internet
Si tratta di una rete nata per volere del Pentagono, per scopi militari, verso la !ne
degli anni ’50, che nel corso dei decenni successivi si è evoluta, allargata ed è stata
resa disponibile per scopi di ricerca universitaria. A inizio degli anni ’90, Internet
è diventata la rete che conosciamo oggi, utilizzata ogni giorno da milioni di utenti,
grazie ai tanti servizi che offre e alla facilità con cui è possibile accedervi. Tra i servizi
maggiormente sfruttati dagli «internauti» vanno menzionati i seguenti:

[Link]
Capitolo 1 Fondamenti teorici dell’ICT 17

> WWW (World Wide Web) – È un servizio che fornisce documenti ipertestuali multi-
mediali, molto usato su Internet: in pratica si tratta dei classici siti web. La ricerca
di siti che contengano documenti di nostro interesse è facilitata dall’uso dei motori
di ricerca, siti web a loro volta in grado di indirizzare verso altri siti, attraverso la
ricerca di parole chiave inerenti l’argomento di nostro interesse.
> E-Commerce – Si tratta di particolari siti web che rappresentano veri e propri negozi
virtuali attraverso cui è possibile acquistare prodotti o servizi di ogni genere.
> E-Learning – Rappresenta un modo particolare di somministrazione didattica per
l’apprendimento a distanza, senza presenza !sica di personale docente.
> E-Banking – È un vero e proprio sportello bancario virtuale messo a disposizione da
quasi tutte le banche per fornire gli stessi servizi di sportello anche attraverso il web.
> E-Government – Consiste nel mettere i servizi burocratici ed erogati dalla pubblica
amministrazione a disposizione dei cittadini anche attraverso Internet.
> E-Mail – Noto anche come posta elettronica, consente di ricevere messaggi e/o vere e
proprie missive presso una casella di posta, consultabile attraverso software speci!-
ci, chiamati client di posta elettronica, che utilizzano alcuni protocolli menzionati
in precedenza, quali POP3 e SMTP.
> IM (Instant messaging) – Si tratta di un servizio che permette di scambiare brevi mes-
saggi di testo attraverso due o più computer connessi in rete.
> VOIP (Voice Over IP Protocol) – È un sistema che consente vere e proprie chiamate
telefoniche attraverso Internet, grazie ad algoritmi sempre più ef!cienti, che garan-
tiscono un’alta qualità della chiamata.
> Feed RSS – Si tratta di un servizio attraverso il quale è possibile pubblicare contenuti
(di solito news o informazioni di altro tipo), consultabili poi attraverso speci!ci
software.
> Blog – È un sito web che ha le sembianze di un vero e proprio diario personale o
dove ogni utente può pubblicare articoli, anche di carattere multimediale, a pro-
prio piacimento.
> Podcast – Si tratta di un servizio basato su RSS i cui contenuti, anziché essere testuali,
sono di natura audio/visiva.

1.11.3 Velocità di scambio dati


Così come avviene per le periferiche, anche nei collegamenti in rete tra più compu-
ter ha senso parlare di velocità di scambio dati. La misura di questa velocità di solito
avviene in bps (bit per secondo) o meglio in Mbps (Mega bit per secondo) o Gbps
(Giga bit per secondo) poiché oggigiorno le velocità di comunicazione via rete sono
nell’ordine di milioni di bit al secondo. Per gli scambi attraverso Internet, i contratti
stipulati con le compagnie telefoniche offrono un’ampia gamma di opzioni.

Velocità di connessione attraverso Internet


Per accedere ad Internet attraverso una linea telefonica domestica, sono disponibili
diversi tipi di tecnologie:
> PSTN (Public Switched Telephone Network) – La tradizionale rete telefonica pubblica
commutata con cui si eseguivano le connessioni attraverso una particolare periferi-
ca detta Modem. Le velocità raggiungibili erano inferiori ai 60000 bps.

[Link]
18 Libro I Informatica

> ISDN (Integrated Services Digital Network) – Col tempo nuove tecnologie sono state
messe a disposizione dai provider Internet (fornitori di accesso ad Internet). Con
l’ISDN è possibile raggiungere velocità !no a 128000 bps.
> ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line) – Insieme alle successive evoluzioni come
l’ADSL2+, rappresenta il mezzo più usato per connettersi ad Internet attraverso la
linea telefonica tradizionale. Può arrivare a velocità anche ai 20 Mbps;
> Fibra ottica. È una rete staccata da quella telefonica (anche se talvolta utilizza le stes-
se infrastrutture) che può garantire velocità !no a 1 Gbps (anche se attualmente lo
standard varia da 30 a 100 Mbps).
Oggi è anche possibile l’accesso ad Internet attraverso la rete di telefonia mobile e
in base al tipo di protocollo utilizzato si raggiungono velocità differenti. In ordine
crescente di velocità di scambio dati abbiamo le seguenti tecnologie:
> GPRS (General Packet Radio Service), un sistema di trasmissione che consente, trami-
te la rete di telefonia cellulare GSM, di navigare in Internet e d’inviare e ricevere
e-mail;
> EDGE (Enhanced Data Rates for Global Evolution), una tecnologia radio che aumenta
la capacità di trasmissione dati !no a 200 Kbit/s, utilizzando come infrastruttura la
rete GSM;
> UMTS (Universal Mobile Telecommunication System), una modalità di accesso radio
ai servizi radiomobili capace di garantire una velocità addirittura maggiore per la
trasmissione dati (!no ad un massimo di 384 Kbit/s), nonché la possibilità di effet-
tuare videochiamate;
> HSDPA (High Speed Downlink Packet Access), una tecnologia radio che consente di
aumentare sensibilmente la capacità di trasmissione dati offerta dalla rete UMTS;
> HSUPA (High Speed Uplink Packet Access), la stessa tecnologia radio utilizzata per
HSDPA e applicata anche per il traf!co dati inviato dal telefonino alla rete;
> LTE (Long Term Evolution), rappresenta il protocollo di quarta generazione (4G) in
grado di raggiungere velocità ancora più sostenute nell’invio e nella ricezione dei
dati. È lo standard attualmente più diffuso per le connessioni da telefonia mobile;
> 5G (Fifth Generation) in fase di sperimentazione e che potrà garantire in futuro
connessioni mobili ultraveloci.

Intranet ed Extranet
Due particolari tipi di rete, sempre correlati ad Internet, sono le Intranet e le Ex-
tranet. Le Intranet sono una sorta di reti locali, che utilizzano gli stessi protocolli
utilizzati per Internet, ma riservati allo stretto ambito aziendale. Le Extranet sono
reti locali anch’esse destinate ad una ristretta cerchia di utenti, il cui accesso può
avvenire anche dall’esterno attraverso Internet, con credenziali riservate. La si può
anche de!nire come una Intranet a cui è possibile accedere dall’esterno.

[Link]
Quesiti di verifica 1
Fondamenti teorici dell’ICT
1) La RAM, rispetto a un hard disk, è: B. Che l’area dello schermo è di 640 ×
A. più lenta 480 mm
B. più veloce C. Che l’area dello schermo è suddiviso
C. più capiente in 640 × 480 punti

2) Per collegare i record di una tabella 7) Il termine software indica:


con quelli di un’altra è necessario che A. l’insieme dei programmi e delle com-
abbiano in comune: ponenti !siche del computer
A. un metodo B. solamente il sistema operativo che
B. un record controlla tutte le operazioni di base,
C. un campo consentendo il funzionamento del-
l’hardware
3) Il touchscreen è: C. l’insieme dei programmi e dei dati re-
lativi: sistema operativo, programmi
A. un dispositivo che permette al moni- applicativi e linguaggi di programma-
tor di attivare il “savescreen” zione
B. un dispositivo hardware che consente
all’utente di interagire con un com- 8) Quale dei seguenti elementi è indi-
puter toccando lo schermo spensabile in un computer?
C. un dispositivo del monitor che avvisa
quando lo schermo è sporco A. La scheda audio
B. La scheda video
4) Quale, tra i seguenti nomi, non iden- C. La webcam
ti!ca un tipo di stampante?
9) Quando su un PC sono installate
A. InkJet diverse stampanti, quella prede!nita è
B. Binprint quella:
C. Laser
A. collegata alla porta parallela
5) Una libreria software è: B. collegata alla porta seriale
C. dove il computer effettua di default le
A. un insieme di programmi stampe a meno che non vengano date
B. l’insieme di trentadue !le di testo istruzioni diverse
che trattano lo stesso argomento
C. una guida all’uso del computer 10) Lo schermo di un PC viene connes-
so al computer:
6) Cosa signi!ca che la risoluzione di
uno schermo è 640 # 480? A. a una qualsiasi porta parallela dispo-
nibile
A. Che si può visualizzare un’immagine B. a una interfaccia SCSI
di 640 × 480 punti C. tramite l’apposito connettore della
scheda gra!ca

[Link]
20 Libro I Informatica

11) L’Universal Serial Bus (USB) è: 17) Quale tra i seguenti NON è un di-
A. uno standard di comunicazione se- spositivo di puntamento?
riale basato su cablaggi in !bra otti- A. Touchscreen
ca B. Tastiera
B. uno standard di comunicazione ana- C. Mouse
logica che consente di collegare più
dispositivi video (monitor, videopro- 18) È corretto affermare che disporre
iettori, etc.) a un computer di una scheda audio non è indispensabi-
C. uno standard di comunicazione se- le per l’utilizzo di un computer?
riale che consente di collegare diver- A. Sì, gli unici elementi indispensabi-
se periferiche ad un computer li per poter utilizzare un computer
sono la scheda madre e la stampante
12) Quale dei seguenti elementi è indi- B. Sì. Per poter utilizzare un computer
spensabile in un computer? non è indispensabile avere una sche-
A. La tastiera da audio
B. Il lettore DVD C. No, per poter utilizzare un computer
C. Il mouse è indispensabile avere la scheda ma-
dre, la scheda video e la scheda audio
13) Quale componente hardware, tra
quelle indicate, influenza maggiormen- 19) Quale delle seguenti affermazioni
te le prestazioni del computer? riguardanti le stampanti è vera?
A. La tastiera A. Le stampanti a colori stampano esclu-
B. Il mouse sivamente fotogra!e
C. La memoria cache B. Le stampanti si connettono al com-
puter esclusivamente tramite la porta
14) Fare il Back-up di una Pen Drive si- parallela
gni!ca: C. Esistono stampanti di tipo laser
A. controllare lo stato della Pen Drive
B. eseguire la scansione della Pen Drive 20) Nel normale utilizzo di un compu-
C. riportare il contenuto della Pen Drive ter quale operazione tra le seguenti è
su altro supporto consigliabile fare periodicamente per
evitare ogni rischio di perdita di dati?
15) Il programmatore è un tecnico che: A. Memorizzare i dati in una particolare
A. gestisce una rete di computer area del disco !sso
B. progetta e scrive le istruzioni che B. Effettuare una copia su carta di tutti i
compongono un programma dati presenti sul disco !sso
C. ripara i guasti Hardware C. Effettuare una copia di back-up dei
dati su cui si lavora
16) Quale dei seguenti elementi non è
indispensabile in un computer? 21) Un byte è composto da:

A. La scheda madre A. 8 bit


B. La scheda video B. 16 bit
C. Il mouse C. 4 bit

[Link]
Quesiti di verifica 1 Fondamenti teorici dell’ICT 21

22) Quale dei seguenti elementi è indi- C. connettere il computer ad altri com-
spensabile in un computer? puter formando così una rete
A. La stampante
B. Il mouse 29) Quale tra i seguenti nomi logici si
C. L’alimentatore riferisce alla porta parallela di un com-
puter?
23) In una rete di computer, è possibile A. LPT1
stampare sulle stampanti connesse ad B. COM2
altri PC della rete? C. COM1
A. Sì, se queste sono condivise
B. Solo se sono stampanti PostScript 30) In uno schermo i pixel misurano:
C. No, si possono usare solo le stampan- A. la dimensione
ti direttamente connesse al PC B. il numero di colori
C. la risoluzione
24) Che tipo di stampante identi!ca il
termine “InkJet”? 31) Il cuore di un computer si chiama
A. Ad aghi CPU, cosa vuol dire questa sigla?
B. Termica A. Center Police Units
C. A getto d’inchiostro B. Certi!cato Pubblico Unico
C. Central Processing Unit
25) Gli organi di elaborazione del siste-
ma hardware sono:
32) Si dice che uno schermo è da 17 pol-
A. monitor, stampante, drive, modem lici se:
B. processore e memoria RAM
A. l’altezza dello schermo è di 17 pollici
C. tastiera, mouse, scanner
B. il tubo catodico dello schermo misu-
ra 17 pollici
26) Un programma è un insieme di:
C. la diagonale dello schermo misura 17
A. istruzioni pollici
B. record
C. campi 33) Quali sono le due componenti prin-
cipali di un computer?
27) Un disco !sso è: A. Mouse e tastiera
A. un disco di un computer che non può B. Hardware e monitor
essere trasportato per non perdere i C. Hardware e software
dati memorizzati su di esso
B. il disco più grande di un gruppo di 34) Quale tra le seguenti non è una me-
computer collegati in rete tra loro moria per dati?
C. un disco, interno al computer, usato A. Disco !sso
per memorizzare grandi quantità di B. Scheda di rete
dati C. Chiavetta USB

28) Una scheda di rete permette di: 35) Un lettore CD-ROM comune può
A. connettere il computer direttamente leggere anche i DVD?
alla rete a 380 Volt A. No, è necessario possedere un lettore
B. connettere il computer ad Internet DVD-ROM

[Link]
22 Libro I Informatica

B. Solo i DVD+R B. Non è possibile un’operazione di


C. Sì, sempre questo tipo
C. La risoluzione massima sarà 800 × 600
36) In informatica, la visualizzazione con
una determinata risoluzione dipende: 42) È corretto affermare che disporre
A. solo dal tipo di monitor del mouse non è indispensabile per l’u-
B. solo dal tipo di scheda gra!ca tilizzo di un computer?
C. dal tipo di monitor e dal tipo di sche- A. Sì, gli unici elementi indispensabi-
da gra!ca li per poter utilizzare un computer
sono la scheda madre e il modem
37) Il modem: B. Sì. Per poter utilizzare un computer
A. si limita esclusivamente a ricevere dati non è indispensabile avere il mouse
B. costituisce l’unità centrale di elabora- C. No, per poter utilizzare un computer
zione di dati e programmi è indispensabile avere il mouse
C. serve a mandare e ricevere dati con-
nettendosi a una rete telematica tra- 43) Che differenza c’è tra i termini
mite una comune linea telefonica «hardware» e «software»?
A. Software indica tutte le parti !siche,
38) Tramite cosa è possibile scrivere su elettroniche e meccaniche di un com-
CD-R? puter, hardware indica l’insieme dei
A. Lettore CD-ROM programmi che permettono ad un
B. Mouse computer di funzionare
C. Masterizzatore B. Nessuna differenza, sono due termi-
ni sinonimi di «componente di un
39) In quale dei seguenti dispositivi computer»
viene archiviato in modo permanente C. Hardware indica tutte le parti !siche,
un !le? elettroniche e meccaniche di un com-
puter, software indica l’insieme dei
A. Cache
programmi che permettono ad un
B. Hard Disk
computer di funzionare
C. RAM
44) In una stampante laser è necessario
40) Ai !ni dell’utilizzazione di un ela-
cambiare periodicamente:
boratore:
A. le testine di stampa
A. non può assolutamente mancare la
B. il nastro
scheda audio
C. il toner
B. non possono assolutamente mancare
i moduli RAM
45) In una rete di computer, viene no-
C. non può assolutamente mancare la
minato Server di rete:
scheda di rete
A. il computer che sovrintende le ope-
41) Cosa succede se si collega un moni- razioni della rete e sul quale sono
tor a risoluzione 1024 # 768 ad una sche- residenti i programmi di gestione e
da gra!ca con risoluzione 800 # 600? amministrazione della rete stessa
B. il computer che è dotato del micro-
A. La risoluzione massima sarà 1024 ×
processore più potente
768

[Link]
Quesiti di verifica 1 Fondamenti teorici dell’ICT 23

C. il responsabile dell’uf!cio EDP dell’a- B. aumentare il numero di colori possi-


zienda bili
C. ingrandire gli oggetti mostrati a vi-
46) Una periferica che riporta su carta deo
i dati di un applicativo è de!nita:
A. modem 49) Cosa si intende per “laptop”?
B. mouse A. Un programma musicale
C. stampante B. Un computer portatile
C. Un cartella contenente i !le più estesi
47) Quale dei seguenti è un program-
ma per l’elaborazione di immagini? 50) Quale tra questi dispositivi di me-
A. Unix moria può avere la capacità più elevata?
B. Writer A. CD-ROM
C. Photoshop B. Hard disk
C. Zip disk
48) Su un PC, modi!cando l’imposta-
zione della risoluzione dello schermo
da 640 # 480 a 1024 # 768, si otterrà l’ef-
fetto di:
A. rimpicciolire gli oggetti mostrati a vi-
deo

RISPOSTE CORRETTE
1) B 11) C 21) A 31) C 41) C
2) C 12) A 22) C 32) C 42) B
3) B 13) C 23) A 33) C 43) C
4) B 14) C 24) C 34) B 44) C
5) A 15) B 25) B 35) A 45) A
6) C 16) C 26) A 36) C 46) C
7) C 17) B 27) C 37) C 47) C
8) B 18) B 28) C 38) C 48) A
9) C 19) C 29) A 39) B 49) B
10) C 20) C 30) C 40) B 50) B

[Link]
Capitolo 2
Uso del sistema operativo

2.1 Nozioni introduttive


Le funzioni principali dei software di sistema riguardano:
> gestione della memoria e del #usso di dati tra la CPU e le altre periferiche di sistema;
> gestione dei processi in esecuzione;
> interazione uomo-macchina attraverso una GUI (interfaccia gra!ca) o attraverso
un’interfaccia di tipo testuale, de!nita anche «a riga di comando» ancora oggi mol-
to usata in particolari sistemi operativi.
In altre parole il software di sistema istruisce l’elaboratore su come comportarsi una
volta esaurite le istruzioni presenti nella memoria ROM.
Strutturalmente un sistema operativo è costituito da una serie di componenti softwa-
re che lavorano in sinergia e il nucleo del sistema operativo prende il nome di Kernel.
Il kernel ha la funzione di gestire le componenti hardware del computer (CPU, me-
moria, ecc.) consentendone il funzionamento delle relative applicazioni che l’utente
ha necessità di utilizzare. Esistono diversi tipi di kernel in base a diverse strategie
progettuali, tra cui vale la pena ricordare:
> Kernel monolitico
> Microkernel
La scelta sul tipo di kernel da adottare è stata spesso oggetto di discussione e la
maggior parte dei sistemi operativi utilizza microkernel. Tra i sistemi operativi che
utilizzano il kernel monolitico invece ricordiamo Linux, sistema operativo sviluppato
da Linus Torvalds negli anni ’90.
Un’altra componente fondamentale di un sistema operativo è lo scheduler che ha la
funzione di gestire i processi in esecuzione che necessitano di essere eseguiti secon-
do una certa priorità.
Tra i sistemi operativi più famosi, alcuni dei quali non più usati, ricordiamo:

> Unix
> Linux
> Minix
> BSD
> Windows
> Mac OS
> AmigaOS
> BeOS
> OS/2
> Solaris
> DR-DOS

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 25

> MS-DOS
In questo capitolo esamineremo le modalità di utilizzo e la struttura dell’interfaccia
gra!ca di uno dei più comuni software di sistema esistenti ed attualmente molto usa-
to: Microsoft Windows 10.

2.2 Uso della tastiera e del mouse


La tastiera è la periferica di input per eccellenza. Essa è costituita da una serie di
tasti, la cui pressione permette la scrittura, l’inserimento di dati, ma anche l’atti-
vazione di particolari funzioni secondo il software che si sta usando. Alcuni tasti,
detti modi!catori, se premuti insieme con altri, ne modi!cano la funzione. Ad
esempio, una determinata lettera, se premuta insieme al tasto «maiuscolo», è scritta
appunto in maiuscolo. Se si schiaccia, invece, il numero «5» che si trova sopra i tasti
delle lettere «R» e «T», un software di videoscrittura inserirà il carattere «5», ma
se questo tasto dovesse essere premuto insieme al tasto «maiuscolo», allora verrà
inserito il simbolo di percentuale «%». Altri tasti modi!catori, invece, permettono
l’attivazione di particolari funzioni del software che si sta usando. In de!nitiva i
tasti modi!catori sono:

Tasto Nome esteso Funzione


Immette la lettera maiuscola premuta o il carattere indicato
 Maiuscolo o Shift
nella parte alta del tasto.
Ctrl Control Ha diverse funzioni in base al software che si sta usando.
Alt Alternate È simile a Control e si usa anche in combinazione con esso.
È usato per ottenere il carattere presente sulla parte destra
di un tasto o caratteri poco comuni normalmente non
Alt Gr Alternate Graphic
visualizzati sui tasti. A seconda del software che si usa,
assume diverse funzioni.

Il mouse è una periferica di input attraverso la quale è possibile muovere l’elemento


gra!co di puntamento dei sistemi operativi ad interfaccia gra!ca. Il suo movimento
è trasferito al puntatore, che normalmente ha la forma di una freccia e che, una volta
posizionato sull’area interessata, può interagire con un dato elemento attraverso due
tasti:
1. il tasto sinistro: attraverso un clic singolo (premendolo una sola volta) di solito si sele-
ziona l’elemento desiderato se si tratta di icone o si attiva una !nestra oppure si passa
da un’applicazione all’altra. Un doppio clic (due clic singoli ravvicinati) permette
l’apertura di un determinato !le o di un’applicazione se si tratta di icone (elementi
gra!ci collegati a !le o a particolari funzioni del sistema operativo). Per convenzio-
ne, quando si dice «cliccare un determinato elemento», ci si riferisce semplicemente
al clic singolo. Nel caso sia necessario un doppio clic per una determinata operazio-
ne, sarà speci!cato chiaramente di eseguire un doppio e non un singolo clic;
2. il tasto destro: prevede soltanto il singolo clic che, salvo rarissimi casi, permette l’a-
pertura del menu contestuale, una sorta di elenco di operazioni che è possibile
eseguire con l’elemento cliccato.

[Link]
26 Libro I Informatica

2.3 Windows 10
2.3.1 Caratteristiche generali
Questo software di sistema è genericamente indicato col termine Sistema Operativo,
così come i suoi «colleghi» Linux, Unix, Mac OS di cui abbiamo parlato nel capitolo
precedente. Come i suoi predecessori e come la maggior parte degli altri sistemi
operativi a interfaccia gra!ca (Windows 95, Windows 98, Windows Xp, ecc.), è carat-
terizzato da una GUI di facile utilizzo.
La GUI (Graphical User Interface) di un software (o interfaccia gra!ca) ha la funzione
di interagire con l’utente attraverso strutture gra!che capaci di rendere le procedure
di utilizzo di un computer molto più semplici.
All’accensione del computer e dopo le procedure di controllo hardware portate a
termine dal BIOS presente nella memoria ROM, il controllo passa al software di
sistema. Chi ha Windows 10 come sistema operativo vedrà una prima schermata di
avvio, durante le prime elaborazioni di caricamento e, successivamente, apparirà la
schermata principale del nostro sistema operativo che nel caso di Windows 10 ed altri
sistemi operativi è costituito dal desktop.
Letteralmente desktop (Figura 2.1) vuol dire «scrivania» e inizialmente, in base alle
impostazioni e agli altri programmi installati, può contenere una serie di icone (Fi-
gura 2.2) ovvero di piccole immagini rappresentanti un !le o un programma. Nei
moderni sistemi operativi l’interazione con tali immagini costituisce il metodo stan-
dard per il lancio delle applicazioni.

Figura 2.1 – Desktop


Il desktop è un’area di lavoro di solito arricchita da un’immagine di sfondo, sulla
quale è possibile porre le cartelle e i !le a cui si lavora, proprio come si fa sulla scri-
vania dell’uf!cio o di casa.
Attualmente sono disponibili diverse modalità di con!gurazione del desktop e cia-
scun utente può scegliere quella che più si adatta alle sue esigenze.

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 27

Figura 2.2 – Icone


Nella parte inferiore dello schermo troviamo la barra delle applicazioni (detta an-
che taskbar), che di norma è sempre visibile durante il nostro lavoro ed è costituita
da tre porzioni, a partire da sinistra e andando verso destra:
> pulsante Start (Figura 2.3);
> un’ampia porzione centrale dove sono visibili le applicazioni e altri elementi a cui
stiamo lavorando (Figura 2.4);
> l’area di noti!ca dove si può accedere a determinati programmi, attivi in maniera
silente, o dov’è possibile visualizzare l’orologio di sistema (Figura 2.5).

Figura 2.3 – Pulsante Start

Figura 2.4 – Barra delle applicazioni

Figura 2.5 – Area di notifica

Cliccando sul pulsante Start si aprirà un menu diviso in due colonne (Figura 2.6),
che darà, tra le altre cose, la possibilità di accedere ai software installati o alle varie
sezioni delle memorie di massa del nostro computer. Una voce in basso a sinistra,
se cliccata con il tasto sinistro del mouse, apre un elenco di tutti i programmi in-
stallati.
La casella di testo che riporta la scritta «Scrivi qui per eseguire la ricerca» consente
di cercare il nome del software desiderato, senza dovere scorrere l’elenco dei vari
programmi. Man mano che s’inserisce il nome del programma da cercare, saranno

[Link]
28 Libro I Informatica

visualizzati quelli il cui nome comincia con le lettere inserite. In questo modo sarà
possibile avviare anche i software del pacchetto Of!ce che analizzeremo nei capitoli
successivi.

Figura 2.6 – Menu del pulsante Start

Sulla parte sinistra del menu Start si trova un tasto a forma di cartella (Esplora !le)
attraverso il quale sarà possibile accedere alle varie sezioni delle memorie di massa
del nostro computer. Se, infatti, clicchiamo su tale tasto e successivamente sull’icona
«Questo PC» si aprirà una !nestra nella quale sono indicate le memorie di massa
installate sul nostro elaboratore, che a seconda del modello, potranno differire no-
tevolmente (Figura 2.7).
La memoria di massa a disco rigido contenente i nostri dati è indicata da un’icona a
forma di hard disk. Per accedere al contenuto, basterà fare doppio clic col tasto sini-
stro del mouse sull’icona in questione. Si aprirà una !nestra che contiene una certa
quantità di !le e cartelle sempre indicate da icone. Le cartelle non sono altro che una
sorta di scatole contenenti !le e altre cartelle al !ne di mantenere un certo ordine lo-
gico. Le memorie di massa in Windows sono anche chiamate «unità» e sono indicate
con una lettera dell’alfabeto seguita dai due punti (esempio: «unità C:», «unità D:»,
ecc.). Cliccando col tasto destro su una delle icone delle memorie di massa, si potrà
accedere alla !nestra delle proprietà da cui sarà possibile controllare la capacità to-
tale e quella disponibile dell’unità selezionata.

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 29

Figura 2.7 – Memorie di massa installate

2.3.2 Gestione delle finestre


Una !nestra è una sorta di casella che può contenere l’interfaccia gra!ca di un sof-
tware o delimitare il contenuto di una cartella. Essa può essere spostata, rimpiccio-
lita, ingrandita e dispone normalmente di una serie di elementi con cui è possibile
interagire (oltre al contenuto).

Figura 2.8 – Elementi di una finestra

Strutturalmente una !nestra presenta i seguenti elementi (Figura 2.8):


1. Barra del titolo: riporta il nome del software che si sta usando ed eventualmente altre
informazioni.
2. Barra dei menu: permette di usare alcuni comandi in maniera rapida.

[Link]
30 Libro I Informatica

3. Bordo: sovrapponendo il puntatore e trascinandolo si allarga o restringe la !nestra.


4. Barre di scorrimento (o di scroll): permette di visualizzare una parte del documento,
mentre il resto rimane fuori dalla !nestra, nel caso quest’ultima non sia abbastanza
grande da mostrarlo per intero.
5. Tasto di minimizzazione: serve a nascondere la !nestra che però può essere ripristina-
ta cliccando sulla barra delle applicazioni.
6. Tasto di ingrandimento e rimpicciolimento: serve a ridimensionare la !nestra.
7. Tasto di chiusura: provoca la chiusura della !nestra ed eventualmente del software
ad essa associato.
Se sono aperte più !nestre, è possibile passare da una !nestra all’altra in diversi modi:
> cliccando col tasto sinistro sulla barra del titolo o su una parte appena visibile di
una !nestra, magari nascosta dalle altre !nestre sovrapposte;
> cliccando col tasto sinistro sul rispettivo riquadro presente in basso, sulla barra del-
le applicazioni.

2.3.3 Assistente digitale


A partire dalla versione 10 di Windows, l’utente ha a disposizione un software par-
ticolare, chiamato Cortana, che svolge le funzioni di assistente digitale al quale è
possibile porre domande di ogni tipo (sia scrivendole in una casella che pronuncian-
do a voce le richieste), inviare messaggi, impostare la sveglia, effettuare ricerche su
Internet e tanto altro (Figura 2.9).

Figura 2.9 – Particolare della finestra di ricerca di Cortana

2.3.4 Riavvio e spegnimento


Quando abbiamo !nito di lavorare possiamo spegnere il computer andando nel
menu Start e cliccando il pulsante raf!gurante il simbolo di accensione/spegnimento
e scegliendo poi Arresta il sistema. Come si vede, sono presenti anche altre voci, tra
cui Riavvia il sistema che non spegne il computer ma lo riavvia (come se si spegnesse
e riaccendesse in automatico, un’operazione che spesso può essere richiesta in parti-
colari situazioni).

2.3.5 Caratteristiche del sistema hardware


Nel primo capitolo abbiamo parlato di memoria principale e frequenza della CPU,
elementi importanti di un computer. È possibile controllare le caratteristiche hard-
ware del proprio calcolatore inserendo la voce Pannello di controllo all’interno
della casella di ricerca. Un metodo rapido per accedere alle impostazioni del PC è
attraverso il tasto a forma di ingranaggio nel menu Start. Il pannello di controllo
permette anche di modi!care le impostazioni di base del sistema, installando o
rimuovendo software, cambiando le opzioni di accessibilità, controllando gli ac-
count degli utenti, ecc. Aperta la !nestra, sarà suf!ciente cercare la voce Sistema

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 31

e sicurezza e cliccarvi sopra una sola volta; successivamente basterà cliccare sulla
voce Sistema.
La !nestra che si apre riporterà nella parte centrale le caratteristiche peculiari del
sistema, tra cui tipo di processore e quantità di memoria RAM (Figura 2.10).

Figura 2.10 – Caratteristiche del sistema

2.3.6 Struttura del file system


Col termine !le system si indica soprattutto la struttura logica con cui sono organiz-
zati !le e cartelle in una memoria di massa. Infatti, i dati contenuti in un computer
seguono solitamente una struttura gerarchica di cartelle contenenti a loro volta altre
cartelle e !le. Secondo questo modello esiste una cartella principale che contiene
tutte le altre. Quando clicchiamo sull’icona dell’hard disk, come abbiamo già visto,
non facciamo altro che accedere alla cartella principale di quella memoria di massa
che a sua volta conterrà altre cartelle che ne conterranno altre ancora e così via.
Una cartella contenuta in un’altra viene indicata anche come sottocartella. Spesso,
per coerenza con i sistemi operativi del passato, le cartelle sono indicate col termine
directory e le sottocartelle sub-directory.
Di norma, le cartelle su cui un utente può lavorare sono quelle personali che si tro-
vano sul desktop o in un’altra particolare cartella chiamata Documenti, a cui si può
accedere sempre grazie all’apposita voce presente nella parte destra del menu Start
oppure cliccando sulla relativa icona. È importante mantenere un ordine all’interno

[Link]
32 Libro I Informatica

del proprio elaboratore, anche per evitare di accedere a cartelle di sistema che con-
tengono !le destinati al funzionamento del sistema operativo o di altre applicazioni,
che non interessano minimamente gli scopi dell’operatore, il quale potrebbe arreca-
re danni al sistema, se non esperto.

2.3.7 Configurazione degli elementi principali


Alcuni elementi di Windows 10 possono essere con!gurati e impostati secondo le
personali esigenze e il gusto dell’utente, tra cui:
> Sfondo del desktop
> Screensaver
> Orologio di sistema
Sfondo del desktop
Come abbiamo avuto modo di illustrare in precedenza, il desktop può essere arric-
chito da un’immagine di sfondo scelta da un elenco di immagini prede!nite o da
un !le di tipo immagine. È anche possibile fare in modo che lo sfondo cambi ad
intervalli regolari, automaticamente. Dal Pannello di controllo a cui si può accedere
attraverso il menu Start, si può scegliere la voce Aspetto e personalizzazione e subito
dopo la voce Personalizzazione che consente, tra le altre cose, di cambiare lo sfondo
del desktop, di impostare un tema e di cambiare lo screensaver.

Screensaver
Col termine screensaver (salvaschermo) si intende un particolare software che, in
base ad un timer impostato dall’utente, avvia un’animazione continua sul monitor
oppure lo oscura completamente, al !ne di salvaguardare la vita del monitor stesso,
evitando che mostri sempre la stessa immagine !ssa per diverso tempo, cosa che a
lungo andare, soprattutto per i vecchi monitor CRT, poteva rappresentare un proble-
ma poiché gli elementi costitutivi di uno schermo possono col tempo danneggiarsi se
utilizzati in maniera impropria (ad esempio, visualizzando a lungo immagini !sse e
molto luminose). Il salvaschermo si avvia in automatico una volta trascorso il tempo
impostato in precedenza, senza che ci sia stata attività da parte dell’utente relativa
all’uso del mouse o della tastiera. Per impostare uno screensaver si dovrà visualizzare
il Pannello di controllo, poi Aspetto e personalizzazione e subito dopo la voce Per-
sonalizzazione. Come per il cambio di sfondo del desktop sarà possibile impostare
anche lo screensaver col relativo tempo di attesa.

Orologio di sistema
L’orologio presente sulla barra di noti!ca in basso a destra può essere impostato clic-
candovi col tasto destro e scegliendo l’opzione Modi!ca data/ora.

2.4 File e cartelle


2.4.1 Tipi di file
Il !le è un contenitore di informazioni digitalizzate leggibili solo da appositi software.
Esso è gra!camente rappresentato da un’icona, che presenta un’immagine diversa in

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 33

base al tipo. Ogni !le ha un nome e un’estensione, separati da un punto, per cui un !le
avrà un nome nella forma [Link]. L’estensione di solito è costituita da tre lette-
re che de!niscono il tipo di !le. Quest’ultimo dipende dal contenuto del !le, ovvero dal-
le informazioni in esso presenti e, in base a ciò, possiamo distinguere diversi tipi di !le:

Tipo di !le Estensioni più comuni


Eseguibili .exe
Immagini .jpg .gif .bmp .png
Video .avi .mpeg .mp4
Audio .wav .mp3
Testo .txt
Documenti .doc .docx .rtf .pdf
Excel .xls
Powerpoint .ppt .pps
Access .mdb
File compressi .zip .rar .gz .bz2

Cartelle e !le possono essere creati, spostati o copiati in altre cartelle, secondo le proprie
esigenze. È possibile creare cartelle per organizzare al meglio altri !le e sottocartelle.
Nei paragra! che seguono illustreremo come gestire i !le, insieme ad una dettagliata
gamma di operazioni, usando il desktop come area di lavoro.

2.4.2 Creare una nuova cartella


Se si clicca il tasto destro su un punto libero del desktop, si aprirà il menu contestuale
tra cui ci sarà la voce Nuovo con una freccia posta di lato. Collocando il puntatore
su questa voce, si aprirà un sottomenu da cui sarà possibile scegliere la voce Cartella
e, cliccando col tasto sinistro su di essa, apparirà una cartella alla quale potremmo
subito assegnare un nome a nostro piacimento (Figura 2.11). In questo modo avremo
creato una nuova cartella sul desktop, che potrà essere aperta cliccandoci sopra due
volte col tasto sinistro del mouse o una volta sola col tasto destro e scegliendo Apri
dal menu contestuale.

Figura 2.11 – Nuova cartella appena creata

2.4.3 Creare un file di testo


Soffermandosi sempre sul desktop, cliccando ancora il tasto destro in un punto li-
bero da icone, scegliamo la voce Nuovo dal menu contestuale e questa volta non
creeremo una nuova cartella, bensì un nuovo documento di testo a cui imposteremo
proprio il nome «testo», così come abbiamo fatto per la cartella. In ogni momento è

[Link]
34 Libro I Informatica

possibile cambiare nome a un !le o una cartella cliccandoci su con il tasto destro del
mouse e scegliendo il comando Rinomina dal menu contestuale.

2.4.4 Apertura e modifica di un file di testo


Un documento di testo (o !le di testo) è un semplice !le che contiene caratteri alfa-
numerici.
Facendo doppio clic su una cartella, si provoca l’apertura di una !nestra che ne
mostra il contenuto (solitamente uno o più !le allineati secondo un certo ordine),
ma facendo doppio clic su un !le qualsiasi, che non sia un eseguibile con estensione
.exe, se ne consente l’apertura attraverso un software apposito, se installato, in grado
di leggerne il contenuto. Ad esempio, se avessimo un !le con estensione .jpg, che
contenga quindi una foto, facendo doppio clic su di esso si invocherebbe l’apertura
di un programma associato dal sistema alla visualizzazione di foto.
Un doppio clic sul !le di testo appena creato, quindi, ne provoca l’apertura attraver-
so il software Blocco note, un programma per leggere e scrivere (ed eventualmente
stampare) !le di testo. Se si apre il !le appena creato, questo risulterà vuoto, poiché
ancora non abbiamo scritto nulla. Provando a scrivere una semplice parola al suo
interno (Figura 2.12), il risultato è quello mostrato nella !gura.

Figura 2.12 – File di testo

Dopodiché, cliccando sulla voce File della barra dei menu, si otterrà l’apertura di un
menu a tendina nel quale si potrà scegliere il comando Salva con nome (Figura 2.13).
Si aprirà automaticamente una !nestra di dialogo (che ci permette di effettuare una
determinata operazione in base alle nostre esigenze), grazie alla quale sarà possibile
scegliere la posizione in cui salvare il nostro !le. Scorrendo quindi le varie sottocartelle
presenti sul desktop sarà possibile salvarlo in una di queste. Facendo doppio clic sulla
cartella creata da noi in precedenza e che abbiamo chiamato «Edises», entreremo in essa
(tutto ciò sempre attraverso la !nestra di dialogo) e nella casella di testo sottostante con la
scritta Nome !le, sarà possibile impostare un nome diverso al !le di testo. Chiamiamolo
«testo modi!cato» e clicchiamo sul pulsante Salva, posto in basso (Figura 2.14).

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 35

Figura 2.13 – Salvataggio di un file di testo

Figura 2.14 – Pulsante «Salva»

Chiudiamo ora il Blocco note, con il pulsante di chiusura oppure attraverso la voce
Esci presente nel menu File e, ritornando sul desktop, apriamo la cartella «Edises»
facendo doppio clic su di essa: si potrà notare il !le appena salvato da noi.

2.4.5 Proprietà di file e cartelle


Dal menu contestuale conseguente al clic col tasto destro su di un !le (nell’esempio
ci siamo riferiti al !le «testo modi!cato» presente nella cartella Edises sul desktop), è
possibile scegliere la voce Proprietà: si aprirà una !nestra di dialogo che ci darà una
serie di informazioni sul !le (Figura 2.15).
Dall’alto verso il basso sono indicate le seguenti voci:
> Tipo di file – Riguarda il contenuto delle informazioni presenti all’interno del !le,
in questo caso è un !le di testo.
> Apri con – Si riferisce al programma associato all’apertura del !le con doppio clic.
> Percorso – Indica la posizione esatta del !le nella memoria di massa, partendo dalla
lettera indicante la memoria e le varie sottocartelle, separate dal simbolo «\» noto
come backslash.
> Dimensioni – In base al contenuto i !le occupano un certo spazio espresso in byte.
> Dimensioni su disco – Lo spazio reale occupato da un !le dipende dalla struttura del
!le system della memoria di massa. Un !le, anche se molto piccolo, occupa comun-
que uno spazio minimo che nell’esempio è pari a 4 kB.
> Date di creazione, ultima modifica e ultimo accesso – Queste voci indicano la data esatta
in cui è stato creato, modi!cato o aperto un !le.
> Attributi – Un !le può essere impostato di «sola lettura» per evitare di modi!carne
il contenuto. Un !le, inoltre, può essere nascosto se non riveste alcuna importanza
per il lavoro che l’utente sta svolgendo e ha magari una funzione di sistema che non
interessa l’utente personalmente.
Una !nestra simile appare anche nel caso si tratti di cartelle.

[Link]
36 Libro I Informatica

Figura 2.15 – Proprietà di un file

2.5 Operazioni con i file


2.5.1 Copiare un file
Un !le può essere copiato in un’altra cartella presente nella stessa memoria di massa
o in altra unità. Per copiare un !le, attraverso il menu contestuale, si preme il tasto
destro del mouse sul !le da copiare e si sceglie la voce Copia. Successivamente ba-
sterà andare nella cartella dove si vuole copiare il !le, premere il tasto destro in un
punto libero della !nestra della cartella e scegliere la voce Incolla.

2.5.2 Spostare un file


Se si tiene premuto il tasto sinistro del mouse sull’icona di un !le, mentre si muove il
mouse, si potrà trascinare l’icona per tutta l’area del desktop o della !nestra all’inter-
no della quale essa si trova. In questo modo è possibile spostare un !le da una cartel-
la a un’altra semplicemente trascinandolo dal punto di partenza e sovrapponendolo
sulla nuova cartella, rilasciando poi il tasto del mouse. Quest’operazione è nota come
drag & drop («trascina e rilascia») e può essere eseguita anche attraverso i comandi
Taglia e Incolla dal menu contestuale (si sceglie «taglia» dal menu contestuale del
!le e «incolla» sempre dal menu contestuale ottenuto con un clic con il tasto destro

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 37

in un punto libero della cartella in cui si voglia spostare il !le): il risultato è uno
spostamento per cui il !le viene cancellato dalla sua posizione di partenza e copiato
nella nuova cartella scelta.

2.5.3 Eliminare un file


Quando si decide di eliminare un !le, si può spostare l’icona in una speciale cartella
di «pre-eliminazione» chiamata Cestino da cui si può tornare indietro in caso di
errore o ripensamento. Per spostare un !le nel cestino è possibile cliccare col tasto
destro del mouse su di esso e scegliere la voce Elimina. Una !nestra di dialogo ci
chiede conferma della nostra intenzione. Per eliminare il !le de!nitivamente sarà
necessario svuotare il cestino (che potrà contenere altri !le da noi eliminati). Per
far questo basta cliccare col tasto destro sull’icona del cestino presente sul desktop
e scegliere la voce Svuota cestino. Un’icona può anche essere spostata nel cestino
attraverso il «drag & drop» illustrato precedentemente: il risultato sarà lo stesso. Per
ripristinare un !le spostato nel cestino, sarà necessario fare doppio clic sull’icona del
cestino stesso e, una volta individuato il !le che si vuole riportare nella sua posizione
originaria, si sceglie la voce Ripristina dal menu contestuale che appare cliccando su
di esso col tasto destro del mouse.

2.5.4 Selezionare le icone


Ogni icona, che si trovi sul desktop o in qualsiasi altra cartella o unità, può essere se-
lezionata con un semplice clic del tasto sinistro del mouse. Per selezionare più icone
contemporaneamente, bisogna cliccarci sopra, tenendo premuto il tasto CTRL sulla
tastiera. Se le icone da selezionare sono adiacenti, allora si può cliccare in un punto li-
bero (dove non sono presenti icone) della cartella o del desktop e iniziare a muovere il
mouse: l’utente noterà un rettangolo che si ingrandisce o rimpicciolisce in base al mo-
vimento del puntatore. Ingrandendo il rettangolo !no ad inglobare le icone adiacenti
che si desidera selezionare si otterrà la loro selezione, che verrà indicata gra!camente
dalla comparsa di un retino che rende più scure le icone selezionate (Figura 2.16).

Figura 2.16 – Selezione di icone

[Link]
38 Libro I Informatica

Selezionare più icone può essere utile nel caso si vogliano spostare più !le in una
cartella o nel cestino.

2.5.5 Riordinare le icone


Cliccando col tasto destro del mouse in un punto libero (non occupato da icone)
all’interno di una cartella o del desktop, apparirà il solito menu contestuale da cui è
possibile scegliere anche la voce Ordina per. Grazie a questo comando sarà possibile
allineare le icone, disponendole secondo il criterio scelto nel sottomenu (nome, di-
mensione, tipo di !le, ecc.) (Figura 2.17).

Figura 2.17 – Ordinamento icone

2.5.6 File compressi


Esistono dei software particolari di compressione dati che hanno la funzione di ri-
durre le dimensioni di un !le così che esso occupi meno spazio nella memoria di
massa. In realtà la compressione dati è utilizzata in molti altri frangenti con il sempli-
ce scopo di ridurre i bit e conseguentemente accorciare i tempi di elaborazione e/o
trasmissione dell’informazione. Per ridurre la dimensione dei !le sono disponibili
diversi software che li comprimono per poi scompattarli quando devono essere riuti-
lizzati, in quanto un !le compresso con questi programmi perde la sua funzionalità
momentaneamente. L’algoritmo di compressione di un !le, quindi, deve essere rever-
sibile, bisogna cioè poter ottenere il !le originale attraverso un algoritmo inverso di
decompressione. In tal caso si parla di compressione senza perdita d’informazione o
loseless. File compressi, che devono essere poi decompressi per essere utilizzati, han-
no diverse estensioni in base all’algoritmo e al software impiegato per comprimerli.
Tra queste ricordiamo le estensioni .zip e .rar, ma ne esistono delle altre. Ci sono an-
che delle tecniche di compressione dei !le con perdita di informazione (lossy), che
non necessitano di successiva decompressione per permetterne l’utilizzo. È il caso di
alcuni tipi di !le audio come quelli con estensione .mp3, video e immagini, tra cui
ricordiamo quelli con estensione .jpg.

2.6 Software principali di Windows 10


Come accennato, esistono diversi tipi di software applicativi. Questi vanno installati
sul proprio computer (compatibilmente con il proprio sistema operativo). Per avviare
i programmi installati sull’elaboratore si dovrebbe teoricamente fare doppio clic sui
rispettivi !le eseguibili (.exe) aggiunti alla cartella di installazione. Tuttavia, per fa-
cilitare le cose, la procedura di installazione crea automaticamente un collegamento
all’eseguibile, cui è possibile accedere dal menu Start, cliccando su Tutti i program-

[Link]
Capitolo 2 Uso del sistema operativo 39

mi (ovviamente l’elenco dei programmi varia da computer a computer, a seconda dei


software che vi sono installati dall’utente o dal rivenditore). Alcuni software in do-
tazione con Windows 10 si trovano nella cartella del menu Start chiamata Accessori
Windows. Se clicchiamo sul pulsante Start e in!ne Accessori Windows ci apparirà un
elenco di software, tra cui:
> il già noto Blocco note per i documenti di testo;
> Paint, un programma che serve a creare e modi!care !le gra!ci come quelli con
estensione .bmp;
> Wordpad, un programma per creare documenti.
Per avviare un software da questo menu è suf!ciente un clic singolo e non un doppio
clic come avviene per le icone.
Se abbiamo acquistato i software del pacchetto Of!ce, andando in Start dovremmo
trovare una cartella chiamata Microsoft Of!ce che contiene i collegamenti agli ese-
guibili per avviare alcuni programmi speci!ci. In particolare, il pacchetto Microsoft
Of!ce è una suite di software, che include fra gli altri:
> Word – Software di videoscrittura.
> Excel – Software di foglio elettronico.
> Access – Programma per creare e gestire basi di dati.
> PowerPoint – Programma per creare slide.
Per avviarne uno qualsiasi sarà suf!ciente cliccare una sola volta sull’icona desidera-
ta, presente nell’elenco di cui abbiamo parlato, ma spesso le icone di avvio di questi
programmi sono presenti anche sul desktop: in tal caso sarà necessario fare un dop-
pio clic sull’icona del software che si vuole utilizzare. Una volta avviato il programma
(ad esempio Microsoft Word), questo potrà essere successivamente chiuso usando
l’apposito pulsante in alto a destra o attraverso i comandi messi a disposizione dal
software stesso.

[Link]
Quesiti di verifica 2
Uso del sistema operativo
1) Quale programma è più appropria- B. Solo se il computer dispone di perife-
to per installare il Sistema Operativo di riche SCSI
Windows? C. No, mai
A. Setup
B. Defrag 6) Su una tastiera estesa per PC, i tasti
C. Backup contrassegnati come F1 - F12 sono de-
nominati:
2) Per stampare un documento normal- A. tasti funzione
mente: B. tasti per applicazioni
A. dopo aver selezionato il testo che si C. tasti invio
desidera stampare, si preme il tasto
sinistro del mouse 7) Quale delle seguenti affermazioni
B. si seleziona Stampa dal menù File relative al Sistema operativo Linux è
C. dopo aver selezionato il testo che si falsa?
desidera stampare, si preme il tasto A. È generalmente considerato non mol-
destro del mouse to performante ancorché poco costo-
so o addirittura gratuito
3) Quando si avvia un programma di B. È stato originariamente progettato e
videoscrittura, normalmente, cosa ac- realizzato da Linus Torvald
cade? C. È un sistema operativo Unix-like
A. È necessario speci!care su quale uni-
tà si vuole salvare il documento 8) “Pannello di Controllo” di Windows
B. Viene aperto un nuovo documento è una funzionalità che permette di:
vuoto A. far funzionare il computer a distanza,
C. È necessario speci!care il nome del a mezzo di apposito telecomando
documento nuovo o da aprire B. controllare gli accessi remoti al com-
puter da parte di altri utenti
4) Per stampare un !le gra!co in am- C. con!gurare tutte le periferiche con-
biente Windows è possibile utilizzare nesse e il sistema operativo
una stampante ad aghi?
A. No, occorre una stampante laser o 9) Per abbandonare un documento sen-
una stampante a getto d’inchiostro za salvare le modi!che effettuate:
B. Solo se è una stampante a 24 aghi A. si chiude il documento e si seleziona
C. Sì, purché sia installato il relativo driver “NO” sulla !nestra che appare suc-
cessivamente alla chiusura del !le
5) È possibile utilizzare i comandi B. bisogna selezionare dal menù File
UNIX su un sistema Windows? l’opzione Chiudi senza Salvare
A. Solo se si ha accesso ad Internet C. si chiude il documento e si seleziona
“ANNULLA” sulla !nestra che appa-

[Link]
Quesiti di verifica 2 Uso del sistema operativo 41

re successivamente alla chiusura del 15) In ambiente Windows, un “conteni-


!le tore” di !le è indicato con il termine:
A. cassetto
10) Per eliminare un !le in ambiente B. pacco
Windows, si deve: C. cartella
A. cliccare con il tasto destro del mou-
se sulla sua icona e selezionare dal 16) Il sistema operativo Windows può
menù a tendina il comando Elimina supportare più di un video su uno stes-
B. trascinare l’icona del Cestino sull’i- so computer?
cona del !le A. Sì, solo se si è connessi ad Internet
C. cliccare sul tasto destro del mou- B. Sì, solo se il computer è connesso ad
se sulla sua icona e selezionare dal una rete NT
menù a tendina il comando Taglia C. Sì, sempre

11) In ambiente Windows, all’accensio- 17) In Windows è possibile usare una


ne del computer, premendo il tasto F8: stampante di rete con un vecchio pro-
A. il computer esegue un Reset gramma MS-DOS?
B. il computer si spegne A. Sì, solo se si ha un programma parti-
C. il computer si avvia in modalità prov- colare per la redirezione delle porte
visoria B. Sì, ma solo se si avvia il computer in
modalità MS-DOS
12) Nei programmi per Windows, la se- C. Sì, purché la stampante sia con!gura-
quenza dei tasti “Alt+F4” nella !nestra ta come connessa ad una porta stam-
attiva consente: pante (come ad es. LPT1)
A. la chiusura automatica della !nestra
attiva 18) Quale dei seguenti nomi identi!ca
B. l’apertura di una nuova !nestra un sistema operativo?
C. la visualizzazione della guida rapida A. Avast!
B. Open Of!ce
13) In un sistema operativo quale Win- C. Windows 7
dows come si attiva (si esegue) comune-
mente un programma? 19) In ambiente Windows, per selezio-
A. Per mezzo del mouse, puntando il nare due icone non adiacenti, dopo aver
cursore sull’icona corrispondente ed selezionato la prima icona con un clic tra-
eseguendo un doppio click mite il tasto sinistro del mouse, ci si sposta
B. Per mezzo di un comando vocale sulla seconda icona, e prima di un nuovo
C. Per mezzo di un comando speci!co clic si deve tenere premuto il tasto:
impartito da tastiera A. F1
B. CTRL
14) In gestione risorse di Windows, il C. SHIFT
tasto F6 permette di:
A. espandere la cartella selezionata 20) Con il sistema operativo Windows
B. comprimere la cartella selezionata è possibile installare una stampante di
C. passare dai riquadri di sinistra a quel- tipo PostScript?
li di destra A. Sì

[Link]
42 Libro I Informatica

B. Solo se è una stampante laser a getto B. Si trova nella memoria principale


d’inchiostro (RAM) quando il computer viene
C. Solo se è una stampante ad aghi usato
C. In caso di necessità può essere can-
21) In Windows si può impostare l’in- cellato dal disco !sso per creare spa-
tervallo temporale oltre il quale lo zio ad un programma applicativo
schermo si spegne o entra in pausa?
A. Sì, sempre 27) Su una tastiera estesa per PC il ta-
B. Solo nei monitor a 17 pollici sto «BlocNum» ha la funzione di:
C. Solo nei monitor a cristalli liquidi A. bloccare i numeri nei fogli di calcolo
in modo che non siano modi!cabili
22) In Windows cliccando l’icona tastie- B. bloccare il tastierino numerico in
ra del pannello di controllo, tra l’altro, modo che non sia utilizzabile
è possibile: C. far sì che il tastierino numerico sulla
A. riavviare il computer destra della tastiera possa essere uti-
B. modi!care il tipo di tastiera utilizzata e lizzato per introdurre dei numeri
la velocità con cui lampeggia il cursore
C. avere un elenco dei tasti mal funzio- 28) Prima di digitare la parentesi tonda
nanti in una tastiera italiana:
A. si tiene premuto il tasto ALT
23) Si possono rinominare !le e cartelle? B. si tiene premuto il tasto MAIUSC
A. Sì (SHIFT)
B. Solo le cartelle C. si tiene premuto il tasto ALTGR
C. Sì, ma solo nel caso in cui le cartelle
siano vuote 29) Quale comando si può usare per
installare applicazioni attraverso Win-
24) L’accesso remoto di Windows con- dows?
sente di: A. Copia
A. accedere alle informazioni condivise B. Esegui
su un altro computer C. Installazioni
B. usare il computer anche ad utenti
con dif!coltà motorie 30) Dopo che si è attivata una !nestra
C. leggere un !le dopo aver spento il in Windows, che cosa succede?
computer A. La !nestra è istantaneamente posi-
zionata in primo piano sul desktop e
25) Quale, tra i seguenti, non è il nome la barra del titolo è evidenziata
di un sistema operativo? B. Scompare la !nestra attivata e appare
A. Unix la barra degli strumenti
B. Linux C. Si attiva il salvataggio automatico
C. Microsoft Of!ce Professional
31) Il singolo clic del tasto sinistro del
26) Quale tra le seguenti affermazioni mouse su un oggetto serve in genere:
relativamente al sistema operativo Win- A. per eliminare l’oggetto
dows è falsa? B. per fare una copia dell’oggetto
A. Windows XP è sistema operativo C. a selezionarlo

[Link]
Quesiti di verifica 2 Uso del sistema operativo 43

32) In Windows, per accedere ad un’u- C. Il programma viene eseguito


nità connessa in rete di norma si deve:
37) Quale delle seguenti affermazioni
A. connettere l’unità voluta ad una di-
è vera?
rectory operando dal pannello di con-
trollo A. Un !le con estensione «.EXE» è un
B. impostare la connessione all’avvia- !le eseguibile
mento premendo il tasto F8 durante B. Un !le con estensione «.TXT» è un
il caricamento di Windows !le eseguibile
C. connettere l’unità voluta tramite l’i- C. Un !le con estensione «.TXT» è un
cona «risorse di rete» ad una lettera !le di sistema
identi!cativa di unità
38) Qual è l’utilizzo dello Screen saver?
33) I tasti Shift: A. De!nire i guasti inerenti allo schermo
A. servono a cancellare i caratteri alla B. Posizionare in modo ordinato le !ne-
sinistra del cursore stre nel desktop
B. sono tasti programmabili, che cam- C. Ridurre il deterioramento del mo-
biano funzione a seconda dell’appli- nitor nei periodi di accensione del
cazione in uso computer senza utilizzo dello stesso
C. servono a battere le maiuscole o i sim- da parte dell’operatore
boli superiori dei tasti che presenta-
no due simboli 39) In ambiente Windows, quale tasto
funzione si utilizza per aggiornare la !-
34) Quale dei seguenti caratteri non nestra attiva?
può essere contenuto nel nome di un A. F1
!le? B. F5
A. ! C. F12
B. @
C. \ 40) Le Icone:
A. rappresentano applicazioni, docu-
35) Su una tastiera estesa per PC, il ta- menti, cartelle o dispositivi
sto «STAMP»: B. rappresentano i programmi attual-
A. permette di salvare negli Appunti del mente caricati in memoria
computer l’immagine che appare sul- C. rappresentano solo !le eseguibili
lo schermo
B. invia alla stampante l’intero docu- 41) L’estensione .MDB identi!ca un !le
mento attivo utilizzato dall’applicazione:
C. invia alla stampante l’immagine che A. Access
appare sullo schermo B. Calc
C. Writer
36) Se viene trascinata l’icona di un
programma presente sul Desktop sul 42) Quale dei seguenti è un sistema
pulsante Avvio, che cosa si ottiene? operativo?
A. Il programma viene aggiunto nel A. Fortran
menù Avvio B. Pascal
B. Il programma viene posto nel Cestino C. Linux

[Link]
44 Libro I Informatica

43) Cosa si trova negli “appunti” di B. un !le audio


Windows? C. un’immagine
A. I !le cancellati ma non salvati nel Ce-
stino di Windows 48) In Windows come possono essere
B. Tutti i siti Internet di rilevante inte- cambiate le proprietà del mouse?
resse per l’operatore A. De!nendo subito il metodo con cui
C. I dati precedentemente copiati o ta- si vuole accedere alle informazioni, in
gliati, utilizzando i comandi Copia o questo caso attraverso l’icona Accesso
Taglia facilitato, e poi seguendo il procedi-
mento con Avvio, Impostazione, Pan-
44) Che cosa rappresenta il formato nello di controllo
MP3? B. Premendo l’icona Accesso e aprendo
A. Uno standard per la compressione di la !nestra di dialogo dove si ha il pan-
immagini nello di controllo
B. Uno standard per la compressione di C. Premendo il pulsante Avvio selezio-
messaggi SMS nando Impostazioni, Pannello di con-
C. Uno standard per la compressione di trollo (del sottomenu Impostazione)
suoni e attivando Accesso facilitato o l’icona
Mouse.
45) Quale, tra le seguenti estensioni di
!le è un !le musicale? 49) In ambiente Windows, cliccando su
Avvio e selezionando Dati recenti, cosa
A. «.Jpg» viene visualizzato?
B. «.Wma»
C. «.Doc» A. I !le utilizzati recentemente
B. Le stampe fatte recentemente
46) In ambiente Windows, il pulsante C. Il numero di caratteri digitati recente-
d’Avvio: mente

A. è all’interno del Cestino 50) In una !nestra di Esplora Risorse


B. è il primo comando all’interno di di Windows, quale comando permette
ogni applicazione per Windows di visualizzare la !nestra precedente-
C. è il primo pulsante a sinistra nella bar- mente visualizzata?
ra delle applicazioni
A. Livello Superiore
47) Il !le “[Link]” é: B. Avanti
C. Indietro
A. un !le video

[Link]
Quesiti di verifica 2 Uso del sistema operativo 45

RISPOSTE CORRETTE
1) A 11) C 21) A 31) C 41) A
2) B 12) A 22) B 32) C 42) C
3) B 13) A 23) A 33) C 43) C
4) C 14) C 24) A 34) C 44) C
5) C 15) C 25) C 35) A 45) B
6) A 16) C 26) C 36) A 46) C
7) A 17) C 27) C 37) A 47) C
8) C 18) C 28) B 38) C 48) C
9) A 19) B 29) B 39) B 49) A
10) A 20) A 30) A 40) A 50) C

[Link]
Capitolo 3
Elaborazione testi

3.1 Nozione di videoscrittura


Col termine videoscrittura s’intende la redazione di un testo attraverso un apposito
software applicativo che ne consente la stesura su un foglio virtuale, permettendone
altresì la correzione e la formattazione tipogra!ca prima di procedere alla stampa
de!nitiva su carta.
Tra i vari software di videoscrittura presenti sul mercato oggi i più noti sono Writer
(della suite Apache OpenOf!ce) e Microsoft Word, del quale ci occuperemo in que-
sto capitolo.

3.2 Struttura di Microsoft Word e degli altri programmi di Office


3.2.1 Interfaccia grafica
Word, insieme ad Excel, Access e PowerPoint, fa parte di un pacchetto software chia-
mato Of!ce. Tutti i software del pacchetto Of!ce si somigliano molto, sia dal pun-
to di vista dell’interfaccia gra!ca che della modalità. L’interfaccia gra!ca – che ha
sostituito i menu, le toolbar e i principali pannelli di comando – è caratterizzata da
una barra multifunzione (Figura 3.1), costituita da schede, suddivise a loro volta in
gruppi, con lo scopo di distribuire in maniera coerente i vari pulsanti comando (Fi-
gura 3.2) presenti. Se ci si sofferma col puntatore del mouse su ogni pulsante, senza
effettuare alcun clic, dovrebbe apparire, dopo alcuni secondi, un piccolo riquadro
che riassume la funzione del pulsante selezionato.

Figura 3.1 – Barra multifunzione

Figura 3.2 – Pulsanti comando

In ogni momento è possibile accedere ad una guida di Word attraverso il tasto F1 o


inserendo la parola guida nella casella individuata dalla scritta «Che cosa si vuole
fare?» (Figura 3.3). Con tale casella è possibile accedere a tutti i comandi di Word
scrivendo semplicemente il nome del comando.
[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 47

Figura 3.3 – Accedere alla guida

La GUI dei programmi del pacchetto Of!ce, quindi, è caratterizzata da una struttura
molto simile alle versioni precedenti (a partire da Of!ce 2007). Nella versione 2007
in alto a sinistra era presente il pulsante di Of!ce (Figura 3.4a) che consentiva di
accedere a funzioni di base tra cui:
> Apertura !le
> Salvataggio
> Stampa

Figura 3.4a – Pulsante di Office presente nella versione 2007


A partire dalla versione 2010 il pulsante di Of!ce lascia il posto ad una scheda «File»
nella quale sono presenti i suddetti comandi (Figura 3.4b).

Figura 3.4b – Scheda «File»

In alto troviamo la barra di accesso rapido, che contiene un pulsante per salvare
il documento a cui si sta lavorando e i due pulsanti per annullare le ultime ope-
razioni effettuate (in caso di errore) e quello per ripristinare le azioni annullate
(Figura 3.5).

Figura 3.5 – Barra di accesso rapido

[Link]
48 Libro I Informatica

3.2.2 Operazioni di base


Dalla scheda «File» è possibile accedere ad un menu Comandi dal quale selezionare
la voce che permette di effettuare una delle quattro procedure principali per cia-
scuna delle quali è possibile azionare una rispettiva scorciatoia da tastiera indicata
accanto, così come per la maggior parte degli altri comandi disponibili in Word e in
tutti gli altri programmi del pacchetto Of!ce (es. dire che per mandare in stampa un
documento è possibile utilizzare la scorciatoia CTRL+MAIUSC+F12 signi!ca che è
possibile premere contemporaneamente in sequenza i tasti CTRL, MAIUSC e in!ne
F12).

Nuovo documento (CTRL + N)


Selezionando la voce Nuovo attraverso la scheda «File» si aprirà la !nestra di dialogo
Nuovo documento che ci consentirà di scegliere se aprire un modello prede!nito
(lettere, fax, volantini, brochure, biglietti da visita e quant’altro) o un documento
vuoto, costituito da una semplice pagina bianca.

Apertura (CTRL + F12)


La voce Apri determina l’apertura di una !nestra di dialogo da dove è possibile
selezionare un !le salvato in precedenza, al quale si intende lavorare nuovamente
(Figura 3.6). La procedura di navigazione all’interno delle cartelle è stata già trattata
nei capitoli precedenti.

Figura 3.6 – Comando «Apri»

Salvataggio (MAIUSC + F12)


Il salvataggio di un !le prevede una procedura simile all’operazione di apertura: se-
lezionando la voce in !gura si sceglie un’unità ed una cartella su cui memorizzare il
!le e si procede al salvataggio (Figura 3.7). Una volta salvato il lavoro in tal modo, la
!nestra di dialogo non si aprirà più ad un successivo clic su questa voce, ma il lavoro
sarà salvato sempre sul !le scelto in precedenza. Se si desiderasse salvare il proprio
lavoro su un altro !le, allora sarà necessario scegliere la voce successiva: Salva con
nome.

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 49

Figura 3.7 – Comando «Salva con nome»

Stampa (CTRL + MAIUSC + F12)


La comodità di un programma di videoscrittura sta proprio nella possibilità di cor-
reggere e rivedere il proprio lavoro prima di stamparlo de!nitivamente su carta.
La stampa avviene selezionando il comando Stampa dalla scheda «File» (Figura
3.8) ed, eventualmente, modi!cando le opzioni riguardanti il numero di pagine da
stampare, il numero di copie ed altri parametri (Figura 3.9) attraverso l’apposita
sezione.

Figura 3.8 – Comando «Stampa»

Figura 3.9 – Impostazioni di stampa

[Link]
50 Libro I Informatica

Sul lato destro della stessa schermata è possibile visualizzare una Anteprima di stam-
pa (Figura 3.10).

Figura 3.10 – Anteprima di stampa

3.3 Impostazioni di pagina


Quando si redige un documento con un programma di videoscrittura, il primo para-
metro da impostare è la dimensione che deve avere la pagina. Molto spesso le misure
più usate sono quelle pari ad un foglio A4 (21 cm x 29,7 cm), ma talvolta potrebbe
essere utile impostare dimensioni differenti. Per cambiare le misure della pagina è
suf!ciente andare nel gruppo Layout e cliccare il pulsante comando Dimensioni
presente nel gruppo Imposta pagina (Figura 3.11).

Figura 3.11 – Impostazione pagina

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 51

Come si nota dalla !gura, l’utente ha la possibilità di scegliere tra più formati prede-
!niti, secondo le proprie esigenze, ma può anche impostare delle misure a proprio
piacimento selezionando la voce in basso Altre dimensioni foglio.
L’area di un foglio, che effettivamente contiene il testo scritto (cosiddetto «ingom-
bro»), è di solito inferiore a quella della pagina totale. Parte del foglio, infatti, è
riservata alle eventuali intestazioni, note a piè di pagina, e ai margini sinistro e de-
stro che in genere si lasciano vuoti per dare una certa simmetria all’impaginazione
o per includere lo spazio da destinare, eventualmente, ad una rilegatura successiva.
Utilizzando il pulsante Margini presente nel gruppo Imposta pagina, è possibile
modi!care le dimensioni dei margini, delle intestazioni e del piè di pagina. Nello
stesso gruppo è presente il pulsante Orientamento grazie al quale si può modi!care
l’orientamento del foglio (Figura 3.12).

Figura 3.12 – Margini e orientamento di pagina

3.4 Scrittura
Un !le prodotto attraverso Microsoft Word è una versione molto evoluta di un !le
di testo, in cui è possibile aggiungere foto o disegni, applicare particolari stili di for-
mattazione (abbellimenti gra!ci o enfasi del testo come grassetto e corsivo), curare
l’aspetto gra!co dell’impaginazione prima di stampare il testo e tante altre funzioni
avanzate rispetto ad un normale !le txt. Come per i !le di testo, quindi, la scrittura
avviene premendo i tasti presenti sulla tastiera, e i caratteri – lettere, numeri e segni
di punteggiatura – vengono via via inseriti sul foglio a partire dalla sinistra del cur-
sore (quella piccola linea verticale lampeggiante, presente sul foglio). Per cancella-
re uno o più caratteri inseriti erroneamente, sarà possibile utilizzare i tasti Canc o
Backspace (quest’ultimo, di solito indicato sulla tastiera con una freccia verso sini-
stra, è posizionato nella !la in alto, dopo i caratteri numerici). La differenza tra il ta-
sto «Canc» e «Backspace» sta nel fatto che col primo si cancellano i caratteri presenti
alla destra del cursore, col secondo, viceversa, quelli presenti alla sinistra di esso.

3.4.1 Formattazione
Un testo può essere scritto utilizzando diversi tipi di carattere, connotati da stili gra-
!ci diversi, che prendono il nome di font. La scelta del font dipende dal gusto dell’u-
tente, ma anche dalle sue esigenze. Per scegliere un tipo di carattere, il suo colore
ed eventuali stili come il grassetto o il corsivo, è possibile far riferimento al gruppo
Carattere della scheda Home (Figura 3.13).

[Link]
52 Libro I Informatica

Figura 3.13 – Gruppo «Carattere» per la formattazione del testo

Nella !gura, partendo dall’alto e procedendo verso destra, si incontrano le caselle


in cui impostare il tipo di font (tra cui i più noti: Arial, Times New Roman, Verdana,
Calibri, ecc.), la dimensione dei caratteri (inserendone il valore desiderato o utiliz-
zando i pulsanti raf!guranti due lettere «A» di dimensioni differenti, per ingrandire
o rimpicciolire il carattere) e un pulsante per eliminare ogni stile di formattazione
precedentemente applicato. In basso, in!ne, sono presenti i comandi per gli stili
grassetto, corsivo e sottolineato (Figura 3.14).

Figura 3.14 – Pulsanti per grassetto, corsivo e sottolineato

Ogni impostazione di formattazione è applicata al testo inserito subito dopo l’ap-


plicazione dell’impostazione. Per modi!care la formattazione di un testo già in-
serito, bisogna selezionarlo posizionandosi col puntatore del mouse sulla prima
parola da includere nella selezione e, tenendo premuto il tasto sinistro, spostare il
puntatore in modo da includere tutte le parole successive che si desidera seleziona-
re. Al testo selezionato, solitamente evidenziato da una striscia di colore azzurro,
è possibile applicare una qualsiasi impostazione di formattazione, secondo le pro-
prie esigenze.

3.4.2 Allineamento
L’allineamento si riferisce alla posizione assoluta che occupa il testo all’interno di
una pagina: di norma il testo è allineato a sinistra, ma è anche possibile allinearlo a
destra, centrarlo o giusti!carlo, in maniera tale che risulti equidistante dal margine
sinistro e destro. Per impostare l’allineamento è possibile utilizzare gli appositi pul-
santi indicati in !gura, contenuti nel gruppo Paragrafo della scheda Home (Figura
3.15).

Figura 3.15 – Pulsanti di allineamento del testo

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 53

3.4.3 Elenchi puntati e numerati


I primi due pulsanti del gruppo Paragrafo della scheda Home (Figura 3.16), con-
sentono di inserire un elenco puntato e un elenco numerato. Un esempio di elenco
puntato è il seguente:
> A
> B
> C
> D
Un elenco numerato è identico a quello puntato, differendo solo per la presenza di
numeri a capo riga:
13. A
14. B
15. C
16. D
È possibile utilizzare i formati prede!niti o personalizzare gli elenchi o, ancora,
selezionare altri formati e persino convertire un elenco a un livello in un elenco a
più livelli. È possibile inoltre formattare i punti elenco o i numeri in modo diverso
rispetto al testo dell’elenco, nonché spostare un intero elenco verso sinistra o verso
destra (in quest’ultimo caso è suf!ciente cliccare su un punto dell’elenco e trascinar-
lo in una nuova posizione).

Figura 3.16 – Elenchi puntati e numerati

3.4.4 Spaziatura e interlinea


Rimanendo sempre all’interno del gruppo Paragrafo il pulsante indicato nella !gu-
ra seguente ci consente di impostare l’interlinea del paragrafo, ovvero, la distanza
tra due righe consecutive (Figura 3.17).

Figura 3.17 – Interlinea

[Link]
54 Libro I Informatica

3.4.5 Copia, incolla e taglia


Il meccanismo di selezione spiegato in precedenza consente, tra le altre cose, di copia-
re il testo selezionato in memoria in un altro punto del foglio o addirittura in un altro
documento. L’operazione in questione viene de!nita in gergo copia e incolla, poiché
con «copia» si intende appunto l’atto di copiare in memoria il testo per poi «incollar-
lo» (ricopiarlo) in un altro punto o in un altro documento. Se si desidera cancellare
il testo copiato, prima di incollarlo altrove, è possibile effettuare un taglia e incolla (o
spostamento del testo). I pulsanti destinati alla funzione di copia, taglia e incolla sono
presenti nel gruppo Appunti della scheda Home e sono disattivati a meno che non si
selezioni del testo con la procedura indicata precedentemente (Figura 3.18).

Figura 3.18 – Copia, taglia e incolla

3.4.6 Intestazioni, piè di pagina e numeri di pagina


In precedenza avevamo parlato delle dimensioni dei margini (superiore e inferio-
re) che possono ospitare intestazioni e note a piè di pagina. L’inserimento di testo
nell’intestazione, nel piè di pagina o un semplice inserimento dei numeri di pagina,
è possibile attraverso i pulsanti comando presenti nel gruppo Intestazione e piè di
pagina della scheda Inserisci (Figura 3.19).

Figura 3.19 – Intestazione e piè di pagina


I pulsanti indicati in !gura permettono l’inserimento e la scelta dello stile delle inte-
stazioni, dei piè di pagina o del numero di pagina, nonché la posizione desiderata di
questi ultimi (al centro, in basso, in alto, ecc.).

3.4.7 Inserimento di oggetti


Un testo scritto con Microsoft Word può essere arricchito con immagini, diagrammi,
gra!ci e altri elementi che generalmente indichiamo col termine «oggetto». Per inse-
rire una !gura contenuta in un !le è possibile cliccare il pulsante comando Immagine
presente nel gruppo Illustrazioni della scheda Inserisci. Si aprirà una !nestra di dia-
logo dalla quale sarà possibile scegliere la posizione del !le immagine che si desidera
inserire. La !gura sarà quindi inserita a partire dalla posizione corrente del cursore e,
selezionandola con un clic, sarà possibile deciderne l’allineamento con i comandi che
abbiamo già illustrato per l’allineamento del testo. Per quanto riguarda l’inserimento
di forme, la selezione del pulsante Forme consente l’apertura di un menu a tendina
che raccoglie forme di diverso tipo quali frecce, decorazioni, diagrammi di #usso, ecc.

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 55

(Figura 3.20). Una volta selezionato il disegno desiderato con un clic, è possibile in-
serirlo nel proprio testo tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e trascinando il
puntatore, !nché la forma abbia assunto le dimensioni richieste.

Figura 3.20 – Inserimento oggetti

3.4.8 Inserimento di tabelle


Spesso è opportuno inserire una tabella all’interno delle pagine di un documento
Word. Una tabella è costituita da una griglia che ha lo scopo di presentare una serie
di dati in maniera ordinata, come resoconti, elenchi di nomi con dati anagra!ci, ca-
lendari, ecc. Per inserire una tabella sarà necessario cliccare il pulsante comando Ta-
bella del gruppo Tabelle presente nella scheda Inserisci (Figura 3.21). Il sottomenu
che apparirà consentirà di scegliere le dimensioni della tabella da inserire (colonne e
righe) agendo sulla griglia raf!gurata o servendosi della voce Inserisci tabella, grazie
alla quale sarà possibile stabilire le caratteristiche che dovrà avere la tabella attraverso
la !nestra di dialogo che si aprirà (Figura 3.22). È anche possibile copiare e incolla-
re una tabella esistente in un’altra tabella, nonché convertire in tabella un testo già
disponibile (o viceversa), in quest’ultimo caso inserendo caratteri separatori (es. una
virgola) per indicare il punto esatto in cui si vuole dividere il testo in colonne e utiliz-
zare i segni di paragrafo per indicare il punto in cui si vuole iniziare una nuova riga.

Figura 3.21 – Inserimento tabella Figura 3.22 – Impostazioni di una tabella

[Link]
56 Libro I Informatica

3.4.9 Interruzioni di pagina


Quando si scrive un testo, Word inserisce automaticamente una nuova pagina nel
momento in cui lo spazio disponibile su quella corrente è terminato (in base alle di-
mensioni della pagina impostate). Se invece si desidera terminare la pagina corrente
e continuare a scrivere in un’altra pagina, pur essendoci ancora spazio da riempire
nella pagina corrente, è possibile inserire un’interruzione di pagina cliccando il pul-
sante comando omonimo nel gruppo Pagine della scheda Inserisci (Figura 3.23).

Figura 3.23 – Interruzione di pagina

La procedura corretta per ottenere una nuova pagina è quella appena illustrata;
raggiungere la pagina successiva inserendo una serie di righe vuote (attraverso il
tasto Invio) è assolutamente da evitare, poiché equivarrebbe ad immettere una serie
di paragra! vuoti, falsando la struttura del documento documento e incorrendo in
problemi in caso di aggiunta o eliminazione di testo.
L’interruzione di pagina può essere inserita in un punto qualsiasi del documento;
inoltre è possibile speci!care dove si desidera che vengano applicate interruzioni di
pagina automatiche.

3.5 Altre funzioni


Oltre ai semplici strumenti legati alla scrittura del testo, Word fornisce anche comodi
strumenti di revisione, tra cui:
> Controllo ortografia – Permette di controllare l’ortogra!a e la forma grammaticale
del proprio documento, secondo le regole della lingua impostata.
> Thesaurus – Strumento utile per il suggerimento di sinonimi o contrari durante la
scrittura.
> Trova e sostituisci – Funzione rapida con cui si cerca una parola o un’espressione
all’interno del proprio documento e, se presente, è possibile anche sostituirla au-
tomaticamente con altre parole o espressioni per tutte le corrispondenze trovate.

3.5.1 Controllo ortografia (F7)


Per avviare il controllo ortogra!co del documento è suf!ciente cliccare il pulsante
comando Controllo ortogra!a e grammatica presente nel gruppo Strumenti di cor-
rezione, scheda Revisione (Figura 3.24). Una !nestra di dialogo si aprirà e indicherà
all’utente gli eventuali errori di ortogra!a e grammaticali. In realtà, anche durante
la digitazione eventuali parole scritte in modo errato saranno sottolineate con una
linea rossa irregolare, grazie al controllo ortogra!co automatico, attivo di norma in
Word.

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 57

Figura 3.24 – Controllo ortografia

3.5.2 Thesaurus (MAIUSC + F7)


In Word è presente un comodo strumento di suggerimento di sinonimi e contrari
noto come Thesaurus. Per utilizzarlo è suf!ciente cliccare il pulsante comando The-
saurus presente nel gruppo Strumenti di correzione della scheda Revisione, dopo
aver selezionato o aver posizionato il cursore sulla parola da voler sostituire. Apparirà
un riquadro sulla destra che contiene un elenco di sinonimi, divisi per signi!cato, ed
uno o più contrari. Per sostituire la parola con uno dei termini suggeriti nel riqua-
dro, sarà suf!ciente cliccare col tasto destro sulla parola scelta e selezionare Inserisci
dal menu contestuale (Figura 3.25).

Figura 3.25 – Funzione Thesaurus

3.5.3 Trova e sostituisci


Nella scheda Home, gruppo Modi!ca, sono presenti due pulsanti comando: Trova
e Sostituisci. Il primo ci consente di trovare una parola o un’espressione all’interno
del nostro testo, evidenziandola. Il secondo non solo trova la parola o l’espressione,
ma la sostituisce automaticamente con altre espressioni da noi impostate. Dalle !-
gure riportate sotto si nota che la !nestra di dialogo della funzione Trova presenta
una sola casella in cui inserire la parola (o l’espressione) da cercare (Figura 3.26).
La !nestra di dialogo della funzione Sostituisci, invece, presenta due caselle: nella

[Link]
58 Libro I Informatica

prima si inserisce ciò che intendiamo cercare e nella seconda i caratteri o le parole
con cui si desidera sostituire l’espressione indicata nella prima casella (Figura 3.27).
Entrambe le !nestre consentono di speci!care le opzioni di ricerca.

Figura 3.26 – Funzione trova

Figura 3.27 – Funzione sostituisci

3.5.4 Inserimento di simboli


Talvolta può essere necessario inserire caratteri o simboli non ottenibili normalmen-
te attraverso la tastiera. Per ovviare a questo problema, si potrà utilizzare la funzione
di inserimento simboli presente nel gruppo Simboli della scheda Inserisci: cliccan-
do sul pulsante comando Simbolo (Figura 3.28) sarà possibile inserire un carattere
speciale comune, presente nella !nestra a tendina che si aprirà, o scorrere l’ampio
elenco di caratteri speciali a disposizione, cliccando la voce Altri simboli.

[Link]
Capitolo 3 Elaborazione testi 59

Figura 3.28 – Inserimento simboli

La !nestra di dialogo che si aprirà di conseguenza permetterà di scegliere da una


vasta gamma di simboli e caratteri speciali (Figura 3.29).

Figura 3.29 – Finestra di dialogo «Simbolo»

[Link]
Quesiti di verifica 3
Elaborazione testi
1) Che effetto si ottiene se viene premu- 6) Nei programmi di videoscrittura
to il tasto Canc all’interno di un testo? “Word di Microsoft” o “Writer di Open
A. Viene cancellata tutta la riga su cui è Of!ce”, le ClipArt:
posizionato il cursore A. consentono il collegamento con una
B. Viene cancellato il carattere alla de- tabella Excel o Calc
stra del cursore B. vengono inserite per creare collega-
C. Viene cancellato tutto il paragrafo su menti ipertestuali
cui è posizionato il cursore C. permettono di arricchire il documen-
to inserendo immagini, suoni e !lma-
2) Quale è l’estensione di default utiliz- ti
zata da Word 2007?
A. «.Rtf» 7) Nei programmi di videoscrittura il
B. «.Txt» termine «centrato» viene utilizzato per
C. «.Docx» de!nire:
A. la centratura del foglio di carta nella
3) In un programma di gestione testi, stampante
se si vuole mandare a capo una parte di B. il posizionamento automatico del te-
testo all’interno di un paragrafo, dopo sto, che verrà centrato rispetto ai mar-
aver posizionato il cursore nel punto in gini destro e sinistro
cui si vuole mandare a capo la parte di C. la posizione centrata del documento
testo bisogna premere il tasto: all’interno della !nestra di visualizza-
A. Fine zione
B. INS
C. Invio 8) In un documento di testo, premendo
il tasto FINE?
4) Un !le con estensione .TXT: A. Il cursore si sposta alla !ne della riga
A. è un !le di testo corrente
B. è un !le eseguibile B. Il cursore si sposta alla !ne del docu-
C. è un !le di sistema mento
C. Si chiude il documento
5) Cosa accade tenendo premuto a lun-
go il tasto della lettera «D» mentre si è 9) In un applicativo di videoscrittura,
in un documento “Word” o “Writer”? per annullare l’ultima operazione effet-
tuata si devono premere i tasti:
A. Viene ripetuto più volte il carattere D
B. Vengono cercate tutte le lettere D A. CTRL + *
contenute nel documento B. CTRL + Z
C. Viene cancellato (delete) l’intero do- C. CTRL + H
cumento

[Link]
Quesiti di verifica 3 Elaborazione testi 61

10) È corretto affermare che premere a C. L’impostazione di un riferimento in


lungo il tasto della lettera «G» mentre si una determinata posizione orizzon-
è in un documento “Word di Microsoft” tale, immediatamente raggiungibile
o “Writer di Open Of!ce” equivale a con la pressione del tasto TAB
“Giusti!care” il paragrafo?
A. No, tenendo premuto a lungo il tasto 14) Con un programma di videoscrittu-
della lettera «G» mentre si è in un do- ra è possibile cambiare la dimensione
cumento Word o Writer viene ripetu- dei caratteri?
to più volte il carattere G A. Sì
B. Si B. Solo con dimensioni multiple di 10
C. No, apparirà un messaggio d’errore C. No
per ricordare di non esercitare ecces-
siva pressione sui tasti e non tenerli 15) In un programma di videoscrittura
premuti a lungo la combinazione di tasti “Ctrl+X” con-
sente di:
11) Nei più diffusi programmi di vide- A. stampare l’elemento precedentemen-
oscrittura la funzione “controllo orto- te selezionato
gra!co”: B. iconizzare il documento attivo
A. consente di avere un rapporto riepi- C. tagliare l’elemento selezionato
logativo degli errori riscontrati
B. consente di evidenziare gli eventuali 16) Utilizzando l’operazione di copia
errori di ortogra!a, proponendo le e incolla di Windows, dove si trovano i
possibili alternative dati copiati?
C. consente di correggere automatica- A. Nella cartella Documenti
mente gli errori di digitazione B. Nel Desktop
C. Negli Appunti
12) Nei più diffusi programmi di vide-
oscrittura:
17) Writer, Calc e Base fanno parte dei
A. è possibile stampare un documento programmi:
orientando il foglio “A4” solo in senso
A. dedicati all’acquisizione dei formati
verticale
Pdf
B. è possibile stampare un documento
B. di foglio di calcolo
orientando il foglio “A4” solo in senso
C. contenuti nel pacchetto applicativo
orizzontale
Open Of![Link]
C. è possibile stampare un documento
orientando il foglio “A4” sia in senso
18) Di norma, in videoscrittura, è pos-
orizzontale che verticale
sibile visualizzare più documenti con-
temporaneamente?
13) Cosa s’intende per «tabulazione»?
A. Dipende dal tipo di PC
A. L’operazione di allineamento delle
B. Solo attivando più copie del program-
!nestre presenti a video
ma di videoscrittura
B. L’operazione di allineamento del te-
C. Sì, sempre
sto alle !gure e ai disegni presenti
nel documento

[Link]
62 Libro I Informatica

19) Nella cartella Documenti esiste il 24) Quali !le non si possono leggere
!le [Link]; cosa accade se, nella stes- con un programma di videoscrittura?
sa cartella, si copia un altro !le avente A. I !le di testo
lo stesso nome? B. I !le eseguibili
A. Il nuovo !le viene aggiunto alla !ne C. I !le di testo contenenti un numero
del primo di caratteri maggiore a 100
B. Il sistema operativo avvisa e chiede di
confermare la sostituzione 25) È possibile inserire un’immagine in
C. Il primo !le viene rinominato Doc2. un documento di testo?
doc A. No, mai
B. Sì, sempre
20) In un programma di videoscrittura, C. Solo se il programma di videoscrittu-
in ambiente Windows, la combinazione ra lo permette
di tasti “Ctrl+Freccia destra”:
A. sposta il cursore alla !ne della pagina 26) In merito ai tasti Backspace e Canc
corrente (o Del), è corretto affermare che:
B. sposta il cursore alla parola successi- A. servono entrambi a cancellare i carat-
va teri alla destra del cursore
C. sposta il cursore alla !ne della riga B. il primo cancella i caratteri a sinistra
corrente del cursore; il secondo quelli a destra
o sotto il cursore; entrambi cancella-
21) Se un documento di Windows con no la selezione corrente
un dato font di caratteri viene portato C. servono entrambi a cancellare i carat-
su di un computer che non presenti tale teri alla sinistra del cursore
font nella sua tabella:
A. Windows richiede se deve essere ag- 27) Nel linguaggio informatico il ter-
giunto quel font mine “impaginazione” viene sempre
B. il computer visualizzerà un messag- più spesso sostituito da:
gio di errore A. “InDesign”
C. il font viene sostituito con un altro B. “Layout”
C. “PageMaker”
22) Per quale delle seguenti attività è
appropriato utilizzare un word proces- 28) In un programma di videoscrittura,
sor? se bisogna spostare un parte di testo, si
A. Scrivere una biogra!a deve prima selezionarlo?
B. Effettuare una ricerca in internet A. Sì, sempre
C. Gestire il magazzino B. Sì, ma solo se il testo è composto da
più di una parola
23) In un programma di videoscrittura, C. Sì, ma solo se il testo è composto da
per spostarsi sul testo già scritto sulla più di una riga
riga precedente o sulla successiva si
usa/usano: 29) In un programma di videoscrittu-
A. il tasto INVIO ra, se durante la digitazione di un testo
B. i tasti freccette in minuscolo si vuole digitare rapida-
C. la barra spaziatrice

[Link]
Quesiti di verifica 3 Elaborazione testi 63

mente un carattere in maiuscolo, come A. Sì, sempre


si può operare? B. Sì, solo se il carattere ha dimensioni
A. Selezionando il menu Formato e uti- inferiori a 12pt
lizzando la procedura Carattere C. No, una formattazione testo esclude
B. Mantenendo premuto per almeno 10 l’altra
secondi il tasto corrispondente al ca-
rattere desiderato in maiuscolo 35) Un programma di tipo “WORD
C. Mantenendo premuto il tasto “Shift”, PROCESSOR” è detto anche:
si digita il tasto corrispondente al ca- A. di calcolo
rattere desiderato in maiuscolo B. processatore di immagini
C. di videoscrittura
30) La formattazione di un testo:
A. cancella tutti i !le di testo contenuti 36) Tenendo premuto il tasto “Shift”
in una cartella mentre digitiamo un testo:
B. modi!ca l’aspetto del testo A. viene selezionato il testo digitato !n-
C. elimina il testo che è stato selezionato ché il tasto “Shift” viene tenuto pre-
D. trasforma un !le testuale in un !le muto
gra!co B. viene sovrascritto il testo precedente-
mente digitato
31) Di norma, in Windows, la pressione C. si inverte il formato del carattere da
del tasto destro del mouse provoca: minuscolo in maiuscolo o viceversa
A. la copia dell’oggetto puntato
B. la cancellazione dell’oggetto puntato 37) Su una tastiera estesa per PC il ta-
C. la comparsa di un menu contestuale sto denominato «Caps Lock» ha la fun-
all’oggetto puntato zione di:
A. simulare la presenza di una tastiera
32) Il tasto Invio (o Enter o Return): di una nazionalità diversa
A. serve a confermare le scelte e i coman- B. far sì che le lettere siano riprodotte in
di, o ad andare a capo in un program- maiuscolo
ma di videoscrittura C. simulare la continua pressione del
B. serve a battere le maiuscole, se tenuto tasto «Shift» (Maiuscolo) per tutti i
premuto mentre si digita un tasto al- tasti della tastiera
fabetico
C. serve ad annullare l’operazione in corso 38) Per digitare la “u accentata” (ù) in
una tastiera italiana:
33) In videoscrittura il termine «font» A. non si tiene premuto nessun altro ta-
viene utilizzato per indicare: sto
A. un tipo particolare di oggetto per la B. si tiene premuto il tasto MAIUSC
realizzazione di gra!ci (SHIFT)
B. il tipo di carattere C. si tiene premuto il tasto ALT
C. un !le contenente dei dati (ad esem-
pio una lista di indirizzi) 39) Una cartella può contenere:
A. !le e menu
34) Una formattazione testo grassetto- B. solo !le
corsivo può coesistere? C. !le e cartelle

[Link]
64 Libro I Informatica

40) In un programma di videoscrittura, B. Il testo selezionato


la combinazione di tasti “Ctrl+Fine”: C. Il contenuto di un’intera pagina
A. sposta il cursore alla !ne del docu-
mento 45) Quale tra i seguenti software è più
B. sposta il cursore alla !ne della riga adatto per la riproduzione di un testo?
corrente A. “Base” di Open Of!ce
C. sposta il cursore alla pagina successi- B. “Writer” di Open Of!ce
va del documento C. “Excel” di Microsoft Of!ce

41) In un programma di elaborazione 46) Qual è la lunghezza massima con-


testi come “Word di Microsoft” o “Wri- sentita per un !le di testo?
ter di Open Of!ce” è possibile attiva-
re la sillabazione del testo. In che cosa A. Inferiore a 65 Kbyte
consiste tale operazione? B. Qualsiasi
C. Non più di 100 pagine
A. Nella suddivisione in sillabe di una
parola quando questa non fa parte 47) Che cosa si intende per «testo giu-
del dizionario di Word o di Writer sti!cato» in un programma di elabora-
B. Nella suddivisione in sillabe di una zione testi?
parola quando questa non rientra
nella larghezza del paragrafo ed è ne- A. Testo su cui è stato effettuato un con-
cessario andare a capo trollo ortogra!co
C. Nella suddivisione in sillabe di una B. Testo in cui ogni riga del paragrafo è
parola quando questa non è digitata allineata a sinistra o a destra rispetto
correttamente ai margini della pagina
C. Testo in cui la larghezza di ogni riga
42) L’allineamento del paragrafo, nei del paragrafo è adattata ai margini
programmi di videoscrittura, è una pro- della pagina
cedura che permette di:
48) In un programma di videoscrittura,
A. posizionare il testo all’interno della la combinazione di tasti “Ctrl+Freccia
pagina rispetto ai margini della stessa sinistra”:
B. impostare la spaziatura tra una riga
del paragrafo e quella successiva A. sposta il cursore alla parola precedente
C. individuare tutti gli a capo, e quindi i B. sposta il cursore all’inizio della pagi-
paragra! del testo na corrente
C. sposta il cursore alla !ne della riga
43) Quale di queste funzioni non è pro- corrente
pria di un programma di videoscrittura?
49) Nei programmi di videoscrittura
A. Stampare Word o Writer, per cambiare il colore
B. Ordinare dati ad una parte di testo già scritto:
C. Cercare parole
A. si effettua copia ed incolla con il nuo-
44) Che cosa si intende per paragrafo vo colore
nei programmi di videoscrittura? B. si deve riscrivere cambiando prima il
colore al carattere
A. La porzione di testo tra un a capo e C. si seleziona il testo e sulla barra degli
quello successivo strumenti si seleziona il nuovo colore

[Link]
Quesiti di verifica 3 Elaborazione testi 65

50) L’interlinea: testo in due, quando questa risulta


A. è la spaziatura tra una riga e l’altra essere troppo lunga
B. è un parametro che indica quando C. è un comando per suddividere due
andare a capo spezzando la linea di paragra!

RISPOSTE CORRETTE
1) B 11) B 21) C 31) C 41) B
2) C 12) C 22) A 32) A 42) A
3) C 13) C 23) B 33) B 43) B
4) A 14) A 24) B 34) A 44) A
5) A 15) C 25) C 35) C 45) B
6) C 16) C 26) B 36) C 46) B
7) B 17) C 27) B 37) B 47) C
8) A 18) C 28) A 38) A 48) A
9) B 19) B 29) C 39) C 49) C
10) A 20) B 30) B 40) A 50) A

[Link]
Capitolo 4
Foglio elettronico

4.1 Nozione e caratterisiche


Un foglio elettronico è un software in grado di svolgere operazioni automatizzate di
calcolo, elaborazioni di dati e rappresentazioni gra!che, molto utilizzato in tutte quel-
le occasioni nelle quali si renda necessario disporre di un potente strumento, che faci-
liti il calcolo e la reportistica ad esso correlata.
Per meglio chiarire la funzione di un foglio elettronico (che in inglese viene indicato
col termine spreadsheet), immaginiamo un comune foglio di quaderno con quadret-
tatura. Un foglio elettronico non è molto differente: strutturalmente è diviso in tanti
rettangoli chiamati celle, le quali sono riempite dall’utente secondo le proprie esi-
genze. Facciamo un esempio pratico. Se io sul mio quaderno scrivessi 2 + 2 = 4 non
avrei fatto altro che rappresentare una semplicissima addizione, che analogamente
potrei scrivere anche nel mio foglio elettronico, con la differenza che grazie alle po-
tenzialità di quest’ultimo potrei limitarmi a scrivere solamente la prima parte dell’o-
perazione (2 + 2) e il risultato (4) comparirebbe in automatico. Da questo semplice
concetto si possono immaginare le potenzialità dei software di foglio elettronico,
pensando alle varie operazioni complesse e strutturate che in molti settori (soprat-
tutto quello !nanziario) spesso ci si trova ad affrontare. In de!nitiva, possiamo dire
che un foglio elettronico è costituito da un insieme di celle nelle quali possono essere
inseriti dati numerici (ed anche non numerici) di cui è necessaria un’elaborazione
automatizzata atta a facilitare il compito dell’utente.
Esistono diversi software di foglio elettronico: tra i primi ricordiamo Visicalc e Lotus
1-2-3. Oggi i software più usati sono Calc (della suite Apache OpenOf!ce) e Micro-
soft Excel (contenuto nel pacchetto Microsoft Of!ce). Noi ci occuperemo in maniera
approfondita di quest’ultimo, ma gran parte dei concetti contenuti in questo capitolo
sono applicabili anche per gli altri software di foglio elettronico.

4.2 Struttura di Microsoft Excel


La GUI di Microsoft Excel è molto simile a quella di Microsoft Word di cui abbiamo par-
lato nel capitolo precedente. Anche qui è presente in alto a sinistra la scheda «File» che
permette di accedere alle funzioni di base come apertura file, salvataggio e stampa. Proce-
dendo verso l’alto troviamo la barra di accesso rapido (Figura 4.1) che contiene il pulsante
per salvare il lavoro, i due pulsanti per annullare le ultime operazioni effettuate (in caso
di errore) e quello per ripristinare le azioni annullate (in caso di ripensamento).

Figura 4.1 – Barra di accesso rapido

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 67

4.2.1 La cartella di lavoro


Un documento di Excel è chiamato cartella di lavoro. La cartella è costituita da una
serie di fogli; inizialmente sono presenti tre fogli (Figura 4.2), ma è possibile aggiun-
gerne di nuovi o eliminarne alcuni.

Figura 4.2 – Fogli di una cartella di lavoro

È possibile inoltre rinominare a piacimento i fogli presenti in una cartella di lavoro:


per modi!care il nome di un foglio è suf!ciente scegliere l’apposita voce dal menu
contestuale ottenuto attraverso un clic col tasto destro sul foglio da rinominare (Fi-
gura 4.3) (dallo stesso menu, selezionando le apposite voci, si potrà inserire un nuo-
vo foglio, eliminare il foglio corrente, evidenziare uno dei fogli della cartella con un
colore diverso).

Figura 4.3 – Rinominare un foglio di lavoro

Strutturalmente un foglio Excel è costituito da una serie di rettangoli chiamati


celle suddivisi in righe e colonne ed individuabili univocamente attraverso delle
coordinate: le colonne sono indicate con lettere e le righe con numeri, pertanto
una cella è identi!cabile attraverso una sigla costituita dalla lettera della colonna
e dal numero della riga corrispondente (Figura 4.4). Nelle !gure seguenti sono
ben visibili la casella nome, dove sono indicate le coordinate della cella selezio-
nata in quel momento (Figura 4.5), la barra della formula, fondamentale per
gestire il contenuto di una cella (Figura 4.6), e le intestazioni di riga e colonna
(Figure 4.7 e 4.8).

[Link]
68 Libro I Informatica

Figura 4.4 – Area di lavoro

Figura 4.5 – Casella nome

Figura 4.6 – Barra della formula

Figura 4.7 – Intestazione di riga Figura 4.8 – Intestazione di colonna

4.2.2 Selezione di una singola cella


Una cella può essere selezionata con un singolo clic del tasto sinistro del mouse, ma
è anche possibile spostare la selezione (rappresentata da un bordo più scuro della
cella), con il tasto cursore della tastiera. La selezione della cella corrente indica che
qualsiasi cosa verrà scritta, attraverso la tastiera, sarà inserita nella cella in quel mo-
mento selezionata (Figura 4.9).

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 69

Figura 4.9 – Cella selezionata

4.2.3 Tipi di dato di una cella


Una cella può contenere del semplice testo (da usare ad esempio come etichetta per
indicare il contenuto dei dati di una determinata colonna), ma soprattutto numeri
e formule, che in realtà rappresentano lo scopo primario di un foglio elettronico:
quello di automatizzare il calcolo di dati. Ogni cella, quindi, ha un formato in base al
tipo di dato in essa contenuto: testo, numerico, data e ora, ecc. È importante de!ni-
re il tipo di dato (numerico o testuale) che una o più celle dovranno contenere. In
questo modo Excel sarà in grado di gestire il dato contenuto in ogni cella secondo le
esigenze dell’utente, rappresentando correttamente eventuali punti separatori delle
migliaia, le virgole per i decimali, simboli di valuta ecc. Per modi!care il tipo (o for-
mato) di una cella si può adoperare il piccolo pulsante indicato in Figura 4.10, nella
scheda Home, nel gruppo Numeri.

Figura 4.10 – Formato numeri


Cliccando il pulsante indicato si aprirà la seguente !nestra di dialogo (Figura 4.11),
attraverso la quale sarà possibile impostare il formato della cella selezionata, in ragio-
ne dell’esigenza da soddisfare.

Figura 4.11 – Formato celle


[Link]
70 Libro I Informatica

4.2.4 Barra della formula


Il contenuto di ogni cella va veri!cato sempre attraverso la barra della formula (Figura
4.12), in quanto ciò che si vede può essere sia un dato inserito direttamente dall’u-
tente sia il risultato di una formula. Quando un nuovo foglio di calcolo viene aperto,
la prima cella, evidenziata da una bordatura più spessa, si attiva automaticamente e
il suo contenuto, insieme alle sue coordinate, viene visualizzato nella barra della for-
mula. Se ci si sposta in un’altra cella, l’area di riferimento della barra della formula
mostrerà l’eventuale nuovo contenuto.

Figura 4.12 – Barra della formula

4.2.5 Operazioni di base


Dalla scheda File posta in alto a sinistra è possibile selezionare la voce desiderata per
effettuare una delle quattro procedure principali; ognuna di esse può essere esegui-
ta anche attraverso la rispettiva scorciatoia da tastiera indicata accanto al titolo del
sottoparagrafo, tra parentesi.

Nuovo documento (CTRL + N)


Scegliere l’apposita voce evidenziata in Figura 4.13.

Figura 4.13 – Nuovo documento

Accanto comparirà una schermata che ci consentirà di scegliere, eventualmente, un


modello di documento prede!nito (Figura 4.14).

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 71

Figura 4.14 – Nuova cartella di lavoro

A noi per il momento interessa la scelta generica di cartella di lavoro vuota che ol-
tretutto è l’opzione prede!nita nel caso si preferisca usare la scorciatoia da tastiera.

Apertura (CTRL + F12)


La voce indicata in Figura 4.15 ci consentirà di scegliere un !le recente o una posizio-
ne in memoria di massa dove sarà possibile selezionare il !le a cui s’intende lavorare
(Figura 4.16). Spesso può essere necessario aprire !le presenti su unità rimovibili
come DVD o unità USB. Se si sceglie la voce «sfoglia» si aprirà una !nestra di dialogo
caratteristica che ci consentirà appunto di scegliere la posizione esatta dove è presen-
te il !le che dovrà essere aperto.

Figura 4.15 – Apertura file

Figura 4.16 – Finestra di dialogo «Apri»

[Link]
72 Libro I Informatica

Salvataggio (MAIUSC + F12)


L’operazione di salvataggio di un !le di Excel è analoga a quella prevista per i !le di
word: selezionando la voce evidenziata in Figura 4.17 si sceglie un’unità e una cartella
su cui memorizzare il !le e si procede al salvataggio.

Figura 4.17 – Salvataggio

Se il !le è già stato salvato una volta, questa procedura non chiederà ulteriormente
di indicare un nome e la cartella di salvataggio, ma memorizzerà il lavoro sul !le
scelto la prima volta. Per cambiare nome e percorso al !le salvato, bisogna usare il
comando Salva con nome.

Stampa (CTRL + MAIUSC + F12)


Come già spiegato nei capitoli precedenti, è possibile stampare un documento sele-
zionando la voce in Figura 4.18 ed eventualmente modi!cando, attraverso «Impo-
stazioni» (Figura 4.19), le opzioni di numero di stampe, numero di copie, ma anche
scegliendo se stampare solo il foglio corrente o l’intera cartella di lavoro, data la
particolare struttura di Excel.

Figura 4.18 – Stampa Figura 4.19 – Impostazione di «Stampa»

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 73

Nella schermata a destra, è possibile visualizzare un’anteprima di stampa per render-


si conto di come sarà il nostro lavoro una volta stampato.

Figura 4.20 – Anteprima di stampa

4.2.6 Ridimensionamento celle


Se il testo in una cella è troppo lungo (o troppo corto) per la sua dimensione, la
cella può essere ingrandita in larghezza o altezza (e, nell’ipotesi opposta, ristretta)
ponendo il puntatore sull’intestazione di colonna o di riga tra due colonne o righe
adiacenti (il puntatore assumerà la forma di due frecce divergenti come in Figura
4.21), tenendo premuto il tasto sinistro e muovendo in!ne il mouse nella direzione
di allargamento o restringimento desiderata.

Figura 4.21 – Ridimensionamento celle

4.2.7 Aggiungere ed eliminare righe e colonne


L’aggiunta e l’eliminazione di righe e colonne può avvenire attraverso gli appositi
pulsanti comando presenti nel gruppo Celle della scheda Home della barra multi-
funzione (Figure 4.22 e 4.23).

[Link]
74 Libro I Informatica

Figura 4.22 – Inserimento celle Figura 4.23 – Eliminazione celle

4.3 Formule
Proviamo ad inserire una semplice formula all’interno di una cella, per comprende-
re le peculiarità di un foglio elettronico:

Figura 4.24 – Esempio di una formula

La cella in Figura 4.24 contiene il valore numerico 4, ma dalla barra della formula si
legge invece «=2+2». Ciò indica che il numero presente in quella cella è il risultato di
una formula, che si distingue dagli altri dati poiché è preceduta dal simbolo dell’u-
guale. In de!nitiva, se in una cella si fa precedere al dato inserito il simbolo «=» non
si fa altro che dire al nostro foglio elettronico: «i dati che sto per inserire devono
essere calcolati». Vediamo un esempio:

Figura 4.25 – Semplice testo (non è una formula) Figura 4.26 – Formula

Nella cella D1 compare il dato «2+2» (Figura 4.25), mentre nella cella E1 compare
il dato numerico «4» (Figura 4.26). Se controlliamo la barra della formula per ogni
cella, notiamo una sostanziale differenza: nella cella dove compare il numero 4 c’è
una formula (poiché abbiamo anteposto l’uguale al dato inserito), nell’altra cella, in-
vece, manca il simbolo «=», per cui Excel non effettua calcoli su questo dato inserito.
Naturalmente le formule possono essere più complesse:

Figura 4.27 – Altro esempio di formula

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 75

Il numero 5 presente nella cella selezionata proviene dal calcolo della formula
«=3+2+1-3+2», come si evince dalla barra della formula stessa (Figura 4.27).
Un’importante caratteristica dei fogli elettronici è rappresentata dai riferimenti nel-
le formule. Se invece di scrivere «=2+2» avessimo scritto «=D1+E1» non avremmo fatto
altro che creare un riferimento. In altre parole, chiediamo al foglio elettronico di
sommare il valore presente nella cella D1 col valore presente in E1. Naturalmente, se
nelle celle a cui si fa riferimento non fosse contenuto alcun valore, la somma sarebbe
uguale a 0 poiché equivarrebbe ad addizionare 0 + 0.

4.4 Funzioni
Le funzioni sono formule particolari attraverso le quali è possibile ottenere risultati in-
serendo opportuni parametri. Nell’esempio precedente, la semplice formula «=D1+E1»
non faceva altro che sommare tra di loro i valori contenuti rispettivamente nella cella D1
e nella cella E1; lo stesso risultato si ottiene con la funzione SOMMA(), la quale sommerà
tutti i valori e i riferimenti contenuti tra le parentesi. Chiariamo tutto con un esempio:

Figura 4.28 – Addizione attraverso una formula

Come si vede in Figura 4.28, la cella E1 contiene il numero 2, mentre la cella F1 con-
tiene il numero 5. Le celle E2 e F2 contengono entrambe il numero 7, risultato della
somma dei valori presenti in E1 e F1. La differenza sta nel fatto che mentre in E2 il
risultato scaturisce dalla formula =E1+F1, nella cella F2 esso è frutto di una funzione
SOMMA(). In quest’ultimo caso si nota che la funzione è scritta SOMMA(E1;F1)
(Figura 4.29).

Figura 4.29 – Addizione attraverso la funzione «SOMMA()»

Una funzione è una formula prede!nita che effettua calcoli e, più in generale, opera-
zioni utilizzando speci!ci argomenti (o parametri), racchiusi tra le parentesi tonde,
che rappresentano i valori o i riferimenti che devono essere calcolati dalla funzione
stessa. Nell’esempio precedente avevamo scritto SOMMA(E1;F1), il cui nome ci in-
dica le caratteristiche della funzione (in questo caso la funzione SOMMA() non fa
altro che sommare tra di loro gli argomenti), mentre i valori tra parentesi separati
dal punto e virgola rappresentano gli addendi da sommare.
Fortunatamente esiste una procedura guidata per l’inserimento delle funzioni che
facilita notevolmente il compito dell’utente meno esperto.

[Link]
76 Libro I Informatica

Si deve, per prima cosa, selezionare la cella del foglio elettronico nella quale si desidera
inserire la funzione stessa e, successivamente, la scheda Formule dalla barra multifun-
zione, cliccando il pulsante comando Inserisci funzione, come in Figura 4.30.

Figura 4.30 – Pulsante «Inserisci funzione»

Si aprirà la seguente !nestra di dialogo (Figura 4.31) dalla quale sarà possibile sce-
gliere una funzione.

Figura 4.31 – Finestra di dialogo «Inserisci funzione»

Per velocizzare la ricerca è possibile selezionare una delle categorie indicate nel menu
a tendina. Se avessimo, ad esempio, intenzione di scegliere la funzione MEDIA() che
permette di calcolare la media aritmetica di due o più valori, allora selezioniamo la
categoria Statistiche (Figura 4.32).

Figura 4.32 – Funzioni statistiche

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 77

Successivamente basterà scorrere l’elenco delle funzioni e scegliere quella che ci oc-
corre (Figura 4.33).

Figura 4.33 – Funzione «MEDIA()»

Cliccando su OK apparirà una seconda !nestra che ci chiederà di inserire gli argo-
menti della funzione appena scelta (Figura 4.34).

Figura 4.34 – Inserimento degli argomenti della funzione

Ogni casella contraddistinta dall’etichetta Num1, Num2, ecc., rappresenta un argo-


mento della funzione e in ognuna di esse è possibile inserire un valore o un riferi-
mento ad una cella (ad esempio A3). Premendo il pulsante di lato a forma di freccia,
è anche possibile scegliere una cella cliccandoci direttamente col tasto sinistro del
mouse (Figura 4.35).

Figura 4.35 – Inserimento diretto degli argomenti

Terminata la selezione degli argomenti che dovranno essere calcolati dalla funzione,
si clicca OK e la cella immediatamente assume il valore risultante dalla funzione
appena scelta.
Un discorso analogo può essere fatto per tutte le altre funzioni a cui è possibile acce-
dere anche tramite i vari pulsanti comando presenti nella barra multifunzione nella
scheda Formule, gruppo Libreria di funzioni (Figura 4.36).

Figura 4.36 – Libreria di funzioni

[Link]
78 Libro I Informatica

4.5 Formattazione di un foglio elettronico


Al pari dei testi digitati con Word, è possibile formattare il foglio elettronico al !ne
di dare una certa coerenza estetica e una migliore leggibilità al documento a cui si
lavora. Per meglio spiegare le funzionalità di formattazione del testo descriveremo
ora un caso pratico.
Immaginiamo di voler creare un foglio elettronico in cui inserire l’elenco di articoli
di un esercizio commerciale e indicare i relativi prezzi con e senza IVA, al !ne di
facilitare il calcolo del prezzo !nale. Per cominciare, osserviamo il nostro foglio elet-
tronico (Figura 4.37).

Figura 4.37 – Esempio pratico

4.5.1 Stili del carattere


La struttura tipicamente a griglia ci suggerisce come inserire le intestazioni delle voci
che ci interessano nella prima riga, in modo tale che ogni singola colonna contenga
una certa tipologia di dato. In questo caso molto semplice, abbiamo ipotizzato che
l’utente utilizzi un foglio di calcolo per determinare il prezzo !nale degli articoli del
proprio negozio, comprensivi di IVA. Per abbellire e facilitare la lettura, potrebbe
essere utile applicare uno stile Grassetto al testo presente nella prima riga in modo
da distinguerlo dal resto dei dati. Per ottenere quanto detto, basterà posizionare il ri-
quadro di selezione su ogni singola cella, e applicare il grassetto cliccando il pulsante
comando indicato (Figura 4.38).

Figura 4.38 – Stile grassetto

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 79

Se un determinato stile di formattazione deve essere applicato ad un’intera riga o ad


un’intera colonna, è possibile cliccare l’intestazione corrispondente alla riga (o alla
colonna) a cui applicare lo stile (Figura 4.39).

Figura 4.39 – Selezione intera colonna

Figura 4.40 – Selezione intera riga


In Figura 4.40 è stata selezionata la riga intera, cliccando sul numero di riga corri-
spondente: qualsiasi stile di formattazione applicato interesserà tutta la selezione. Il
nostro foglio elettronico, con il grassetto applicato a tutta la prima riga, risulterà,
pertanto, come in Figura 4.41.

Figura 4.41 – Grassetto applicato alla prima riga


Analogamente al grassetto è possibile inserire anche lo stile corsivo, qualora lo si de-
sideri, attraverso la scorciatoia da tastiera (CTRL + I) oppure con l’apposito pulsante
di comando (Figura 4.42).

Figura 4.42 – Corsivo

[Link]
80 Libro I Informatica

Possiamo anche cambiare le dimensioni e il tipo di carattere tramite i menu indicati


nelle Figure 4.43 e 4.44.

Figura 4.43 – Cambiare il tipo di carattere Figura 4.44 – Cambiare le dimensioni del
carattere
Si può anche cambiare colore al carattere oppure impostare un colore diverso dal
bianco per la cella con i seguenti pulsanti comando (Figure 4.45 e 4.46):

Figura 4.45 – Cambiare colore del testo Figura 4.46 – Cambiare colore delle celle

4.5.2 Bordi
Per abbellire un foglio elettronico è possibile anche inserire un bordo come in Figu-
ra 4.47.

Figura 4.47 – Bordo

Per inserire un bordo è suf!ciente selezionare la zona da circondare ed utilizzare il


pulsante comando indicato in Figura 4.48.

Figura 4.48 – Pulsante comando per inserimento di bordi

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 81

Si aprirà un menu a tendina da cui sarà possibile scegliere i bordi da inserire (Figura
4.49, nella !gura precedente abbiamo optato per Bordi esterni spessi).

Figura 4.49 – Scelta tipo di bordo

4.5.3 Allineamento del testo


Il testo all’interno di una cella può essere allineato a proprio piacimento, come av-
viene anche in Word, attraverso i pulsanti comando nelle Figure 4.50, 4.51 e 4.52.

Figura 4.50 – Allineamento Figura 4.51 – Figura 4.52 – Allineamento


a sinistra Centratura testo a destra

4.5.4 Formato celle


Proviamo ad inserire dei dati nel nostro foglio (immaginiamo di trattare articoli di
cartoleria).

Figura 4.53 – Inserimento dati

[Link]
82 Libro I Informatica

Come si vede dalla Figura 4.53, è stato inserito il primo articolo nella relativa colon-
na e indicato un prezzo per questo prodotto. Per progettare un foglio elettronico
formalmente corretto, però, è necessario impostare per ogni cella la tipologia di dati
che essa dovrà contenere. Nel caso della colonna prezzo, infatti, imposteremo il tipo
di dato Contabilità, selezionando l’intera colonna B, cliccandone la relativa intesta-
zione di colonna e impostando un formato Contabilità (Figura 4.54).

Figura 4.54 – Selezione colonna

L’impostazione del formato valuta, per la cella (o le celle come in questo caso) sele-
zionata, può avvenire cliccando il pulsante comando nel gruppo Numeri della scheda
Home (Figura 4.55).

Figura 4.55 – Pulsante «Contabilità»

Un altro modo per impostare un tipo di dato di una cella (o un gruppo di esse) con-
siste nell’accedere al menu contestuale Formato celle cliccando su una cella (o un
gruppo di celle) selezionata col tasto destro del mouse (Figura 4.56).

Figura 4.56 – Formato celle

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 83

Si aprirà la !nestra di dialogo già vista in precedenza da cui si dovrà selezionare la


voce Contabilità (Figura 4.57).

Figura 4.57 – Formato celle: Contabilità

Il nostro foglio di lavoro assumerà questa forma (Figura 4.58):

Figura 4.58 – Formato cella impostato

Per quanto riguarda la colonna relativa all’IVA, sarà necessario soffermarci a ri#ette-
re su cosa andrà inserito nelle celle relative ad essa. L’IVA è una tassa che si quanti!ca
a partire dal prezzo iniziale di un prodotto e calcolandone la relativa percentuale.
Questo ci fa capire che la cella della colonna IVA deve essere un campo calcolato:
sarà pertanto necessaria una formula. Considerando, ad esempio, un’aliquota IVA
del 22% (quindi il 22% del prezzo di base si ottiene moltiplicandolo per 0,22), la
formula da scrivere sarà la seguente (Figura 4.59):

Figura 4.59 – Formula per l’IVA

Come si evince dalla barra della formula, la cella viene calcolata moltiplicando
(l’asterisco * indica l’operatore di moltiplicazione) il valore della cella B2 per il
numero 0,22. Il risultato è proprio 0,22 $ ovvero il 22% di 1 $. Il prezzo al pubbli-
co, invece, sarà ottenuto con una formula che calcoli la somma della cella B2 + C2
(Figura 4.60).

[Link]
84 Libro I Informatica

Figura 4.60 – Formula del prezzo al pubblico

Immaginiamo adesso di arricchire il foglio elettronico con altri prodotti del nostro
negozio (Figura 4.61).

Figura 4.61 – Inserimento articoli

Analogamente a quanto visto in precedenza, bisognerà inserire le formule relative


al calcolo dell’IVA anche per le altre righe appena inserite, ma poiché la formula è
la stessa (l’IVA è sempre al 22%), cambia solo il prodotto a cui si fa riferimento. Sarà
possibile ricopiare la formula utilizzata per la riga precedente, anche nelle righe
sottostanti.

4.6 Copiare, tagliare e incollare


Come abbiamo già visto nel capitolo Elaborazione testi, anche in Excel è possibile co-
piare e incollare il contenuto di una o più celle in altre. Per far questo occorre se-
lezionare la cella (o il gruppo di celle) che si intende copiare, tenendo premuto il
tasto sinistro del mouse mentre si trascina il puntatore !no a creare una selezione
che racchiuda le celle di nostro interesse. La selezione di celle adiacenti potrà essere
effettuata anche posizionandosi sulla prima cella da includere e, tenendo premuto
il tasto MAIUSCOLO, spostandocisi coi tasti cursore in maniera tale da estendere la
selezione (Figura 4.62).

Figura 4.62 – Selezione

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 85

Per copiare la selezione si potrà usare la combinazione da tastiera CTRL + C oppure


il pulsante comando presente nella scheda Home, nel gruppo Appunti (Figura 4.63).

Figura 4.63 – Copia


La selezione verrà circondata da un bordo con un effetto movimento, per indicare
che è stata copiata. A questo punto sarà possibile scegliere una nuova posizione in cui
inserire il testo cliccando sulla cella nella quale si desidera incollare ciò che è stato
copiato (in questo caso la cella che selezioniamo coinciderà con la prima cella della
nuova selezione incollata) e usare la combinazione da tastiera CTRL + V oppure l’ap-
posito pulsante comando indicato in Figura 4.64.

Figura 4.64 – Incolla


Il risultato sarà il seguente (Figura 4.65).

Figura 4.65 – Selezione appena incollata

Se avessimo voluto spostare i dati, invece di un «copia e incolla» avremmo dovuto ef-
fettuare un «taglia e incolla»: il comando taglia (CTRL + X), oltre a copiare, cancella
il testo presente nella selezione, prima di incollarlo altrove (Figure 4.66 e 4.67).

Figura 4.66 – Taglia

[Link]
86 Libro I Informatica

Figura 4.67 – Selezione spostata attraverso un «taglia e incolla»

4.7 Il quadratino di riempimento


Una funzionalità molto comoda di Excel (e di altri software di foglio elettronico) è
correlata al cosiddetto quadratino di riempimento (o maniglia di riempimento), con
il quale è possibile facilitare notevolmente l’inserimento dei dati all’interno delle
celle. Questo quadratino è situato nel bordo della selezione in basso a destra, come
si può vedere in Figura 4.68.

Figura 4.68 – Quadratino di riempimento


Se ci si posiziona su di esso col puntatore, la freccia assume la forma di una croce
e, tenendo premuto il tasto sinistro, si potrà trascinare verso le quattro direzioni la
selezione, mettendo in atto, quindi, le funzionalità del quadratino.

4.7.1 Funzioni del quadratino di riempimento


Trascinare il quadratino di riempimento equivale a mettere in atto alcune automa-
zioni tra cui il completamento automatico di una serie numerica o anche dei giorni
della settimana o dei mesi dell’anno. Si immagini di voler scrivere nella colonna A i
numeri da 1 a 100 per creare, ad esempio, un elenco (Figura 4.69).

Figura 4.69 – Numeri in serie

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 87

Per evitare che l’utente sia costretto a inserire manualmente tutti i numeri dell’e-
lenco che intende formare, operazione che richiederebbe parecchio tempo, Excel
prevede un automatismo per cui è suf!ciente digitare i primi numeri soltanto e poi
selezionarli come in Figura 4.70.

Figura 4.70 – Selezione serie


Successivamente, trascinando il quadratino di riempimento verso il basso, l’utente se-
gnala al software che si sta cercando di riempire automaticamente le celle sottostanti
secondo lo stesso criterio dei numeri scritti !no a quel momento, presenti nella selezione,
per cui avremo (Figura 4.71).

Figura 4.71 – Completamento serie


Come si vede, sono stati immessi solo i primi quattro numeri e, grazie alla funziona-
lità del quadratino di riempimento, è stato possibile completare con un solo gesto la
serie !no a 15; trascinando più a lungo, si può arrivare al valore desiderato di 100
(ma anche 1000, 5000 e così via).
Stesso discorso vale per altri tipi di valori come i mesi dell’anno (Figura 4.72).

Figura 4.72 – Mesi dell’anno in serie

[Link]
88 Libro I Informatica

Anche in questo caso basterà inserire soltanto il primo mese, selezionarlo e trascina-
re il quadratino di riempimento !no al punto desiderato (nel caso volessimo fermar-
ci a dicembre, trascineremo il quadratino per altre undici celle verso il basso, Figura
4.73).

Figura 4.73 – Completamento mesi dell’anno

4.7.2 Inserimento di formule attraverso il quadratino di riempimento


Abbiamo esaminato le funzionalità del quadratino di riempimento nel caso di una
cella contenente un semplice dato. Il discorso si complica leggermente nel caso di
celle contenenti una formula con riferimenti. Trascinare il quadrato di riempimento
in questi casi comporta un aggiornamento dei riferimenti in base alla direzione in
cui avviene il trascinamento. Chiariremo quest’affermazione riprendendo l’esempio
precedente del nostro elenco di articoli di cartoleria con relativi prezzi: avevamo ap-
pena immesso le formule relative all’IVA che avremmo dovuto inserire anche per gli
altri articoli (Figura 4.74).

Figura 4.74 – Articoli cartoleria


La formula inserita per il calcolo dell’imposta, lo ricordiamo, è =B2*0,22 che contie-
ne un riferimento ad una cella (B2) moltiplicato per un numero. La cella relativa alla
colonna dell’IVA, ma riguardante la riga successiva, dovrà contenere un riferimento
alla cella B3, relativa al prezzo dell’articolo «Matita». Teoricamente, quindi, nella cel-
la C3 dovremmo scrivere la formula =B3*0,22 in modo tale da calcolare in maniera
corretta l’imposta anche per l’articolo successivo. Ed ecco allora che la funzionalità
del quadratino di riempimento ci viene incontro evitandoci di riscrivere la stessa
formula per tutti gli articoli dell’elenco. Selezionando, infatti, la cella contenente la

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 89

formula e trascinandola verso il basso, ne estenderemo l’inserimento anche alle celle


sottostanti (Figura 4.75).

Figura 4.75 – Riempimento con formula

Se andiamo a veri!care ogni singola formula presente nelle altre tre celle che ab-
biamo riempito automaticamente, noteremo che Excel ha aggiornato in automatico
il riferimento in base al numero di righe per cui abbiamo trascinato il quadrati-
no di riempimento. La formula iniziale inserita manualmente nella cella C2 pari a
=B2*0,22 in C3 diventa =B3*0,22 e in C4 diventa =B4*0,22 e così via (Figura 4.76).

Figura 4.76 – Riferimento aggiornato

Quando inseriamo un riferimento in una formula, quindi, introduciamo di norma


un riferimento relativo ovvero un riferimento ad una o più celle che, nel caso che si
ricopi la cella contenente la formula in un’altra, viene aggiornato in base al numero
di righe e colonne di cui ci si è spostati: la formula in C2 reca un riferimento relativo
a B2, ma la formula in C3 presenta un riferimento a B3, poiché Excel ha aggiornato
il riferimento compatibilmente col numero di righe di cui ci si è spostati. Da C2 a C3
c’è una riga di distanza, pertanto il riferimento contenuto nella formula avrà anch’es-
so una riga di distanza (da B2 a B3). La formula in C5 infatti sarà =B5*0,22, proprio
perché da C2 a C5 ci si è spostati di tre righe verso il basso. Per !nire, utilizziamo
l’illustrata funzionalità anche per la colonna D relativa al prezzo al pubblico. La cella
D2 contiene la formula =B2+C2, pertanto dovremo aspettarci un incremento del rife-
rimento relativo in base al numero di celle distanti dalla cella iniziale (Figura 4.77).

Figura 4.77 – Riempimento automatico del prezzo al pubblico

[Link]
90 Libro I Informatica

Come mostrato in !gura, la formula in D2 è =B2+C2, quella in D3 sarà =B3+C3 e in


de!nitiva tutti i riferimenti relativi sono aggiornati di conseguenza.

4.8 Riferimenti assoluti e riferimenti relativi


Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di riferimenti relativi che possono essere
de!niti come riferimenti a celle automaticamente aggiornati nel caso in cui le formu-
le vengano copiate e incollate o ricopiate, sfruttando le funzionalità del quadratino
di riempimento, in altre posizioni. Di norma i riferimenti scritti nelle formule sono
sempre relativi, ma in molti casi può essere necessario indicare dei riferimenti asso-
luti, che non vengono modi!cati nel caso in cui la formula sia ricopiata altrove. Per
de!nire un riferimento assoluto bisogna far precedere il simbolo dollaro ($) alle due
coordinate della cella (Figura 4.78).

Figura 4.78 – Esempio di formula con riferimento assoluto


Il simbolo del dollaro, prima della coordinata di colonna (B) e della coordinata di riga
(2), non fa altro che indicare la volontà di non aggiornare né la riga né la colonna in
caso di spostamento della formula. L’esigenza di un riferimento assoluto può essere
spiegata sempre col nostro esempio precedente a cui aggiungeremo una voce nuova.

Figura 4.79 – Riferimento assoluto

La Figura 4.79 mostra che abbiamo aggiunto la voce «IVA attuale» e abbiamo indica-
to il valore 22% nella cella E2. In questo modo la formula in C2 che precedentemente
era =B2*0,22 può essere riscritta come =B2*$E$2. Così facendo, se un giorno dovesse
cambiare il tasso di IVA, non dovremmo fare altro che aggiornare un solo valore in
E2 e l’intero foglio elettronico ricalcolerà istantaneamente i nuovi prezzi.
Analogamente a quanto fatto in precedenza, ricopiamo la formula per le righe suc-
cessive, sfruttando il quadratino di riempimento (Figura 4.80).

Figura 4.80 – Inserimento formule in riferimenti assoluti

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 91

Osservando la barra della formula per le celle C3, C4 e C5, si rileva l’aggiornamento
per il riferimento relativo, come ci si aspettava, ma il riferimento assoluto è rimasto
invariato ($E$2) poiché questo era il nostro intento (Figura 4.81). Se avessimo usato
un riferimento relativo anche per E2, quest’ultimo sarebbe stato aggiornato automa-
ticamente a E3, E4 ed E5, che avrebbero fatto riferimento a celle vuote. In de!nitiva
i riferimenti assoluti sono molto usati per indicare celle contenenti valori costanti
(come nel caso dell’IVA).

Figura 4.81 – Riferimento relativo e riferimento assoluto


Quando il dollaro viene anteposto solo alla coordinata di colonna o solo a quella di
riga ($A2 oppure A$2), si parla di riferimenti misti, che rappresentano casi partico-
lari di cui non ci occuperemo oltre.

4.9 Grafici e diagrammi in Excel


Una comodissima caratteristica di Excel sta nella possibilità di inserire gra!ci di di-
verso tipo per la rappresentazione dei dati.
Dato un foglio di lavoro in cui si voglia riprodurre la suddivisione della popolazione di
una piccola città in base all’età (Figura 4.82):

Figura 4.82 – Esempio

per ottenere un gra!co a torta che evidenzi il peso di ogni categoria sul totale si deve
selezionare l’intervallo di celle a cui si fa riferimento (Figura 4.83).

Figura 4.83 – Selezione per il grafico

Dalla selezione è stato ovviamente escluso il totale, costituendo questo la sommato-


ria delle diverse fette. Il gra!co potrà essere inserito attraverso la scheda Inserisci,
gruppo Gra!ci, pulsante di comando Gra!co a torta. Dall’apposito menu a tendina

[Link]
92 Libro I Informatica

sarà possibile scegliere dei sottotipi particolari di gra!co (nell’esempio scegliamo un


gra!co a torta 2D (Figura 4.84).

Figura 4.84 – Pulsante di inserimento grafico

Il risultato !nale sarà (Figura 4.85):

Figura 4.85 – Grafico a torta 2D

Analogamente si potranno inserire istogrammi, gra!ci a linee, gra!ci a dispersione


e così via, in base al tipo di dato da rappresentare.

4.10 Ordinamento dati


Spesso è necessario disporre i dati presenti in un foglio elettronico in maniera cre-
scente o decrescente secondo un ordine alfabetico o numerico. A tale scopo immagi-
niamo di avere un foglio elettronico come in Figura 4.86.

Figura 4.86 – Esempio di elenco da ordinare

[Link]
Capitolo 4 Foglio elettronico 93

Per sistemare questo elenco in ordine alfabetico secondo il cognome, è suf!ciente


utilizzare il pulsante comando Ordina e !ltra presente nel gruppo Modi!ca della
scheda Home della barra multifunzione (Figura 4.87):

Figura 4.87 – Comando «Ordina e filtra»

Dal menu a tendina si seleziona poi la voce Ordinamento personalizzato, come in


Figura 4.88.

Figura 4.88 – Ordinamento personalizzato

Nella !nestra di dialogo Ordina, utilizzando una serie di menu a tendina, sarà possi-
bile scegliere il criterio in base al quale ordinare l’elenco (Figura 4.89).

Figura 4.89 – Ordinamento secondo una determinata colonna

L’ordine crescente o decrescente può essere impostato attraverso il menu a tendina


Ordine (Figura 4.90).

[Link]
94 Libro I Informatica

Figura 4.90 – Scelta del criterio di ordinamento

Il risultato è quello previsto (Figura 4.91).

Figura 4.91 – Elenco ordinato

Analogamente avremmo potuto ordinare per età o per nome, variando la scelta nel
menu a tendina Colonna, oppure per valori variando la scelta nell’apposito menu
Ordina in base a.

4.11 Messaggi d’errore comuni


Quando inseriamo in una cella un valore inaspettato si può incorrere in un messag-
gio d’errore. Riporteremo quelli più comuni:
> #DIV/0!: si è inserita una divisione per 0 in una formula o funzione.
> #NOME!: è stato scritto il nome di una formula in modo errato o è stato commesso
un errore in una formula.
> #N/D!: si veri!ca quando una formula non riesce a trovare un valore richiesto.
> #VALORE!: si è usato un argomento o un operando errato.

[Link]
Quesiti di verifica 4
Foglio elettronico
1) Quale tipo di software è de!nito dal 6) In Calc o in Excel, l’istruzione:
termine «foglio di calcolo»? =F3*5%:
A. I programmi per la gestione e il calco- A. moltiplica per 5 il valore contenuto
lo di tabelle di dati nella cella F3
B. I programmi che servono per la ge- B. causa un messaggio d’errore
stione di gruppi di dati logicamente C. calcola il 5% del valore inserito nella
omologhi tra loro cella F3
C. I programmi realizzati per permet-
tere la stesura e la modi!ca di !le di 7) In “Excel di Microsoft Of!ce” o in
testo “Calc di Open Of!ce”, con quale sim-
bolo si indica l’operazione di divisione?
2) In un foglio di calcolo, “C8” rappre- A. “$”
senta: B. “/”
A. il valore dell’ultima cella utilizzata C. “!”
B. un richiamo a veri!care il contenuto
della cella attiva 8) Le celle, che formano i fogli di lavo-
C. il riferimento ad una cella ro di un foglio elettronico, sono:
A. cornici di contorno di gra!ci, creati
3) I pulsanti della barra degli strumenti con i dati del foglio
standard di “Excel” o “Calc” consento- B. etichette di riga e di colonna
no di effettuare ordinamenti di tipo: C. intersezioni tra righe e colonne
A. esclusivamente cronologico
B. crescente e decrescente 9) È possibile selezionare più celle con-
C. esclusivamente alfabetico temporaneamente in un foglio di calcolo?
A. Sì
4) Un !le con estensione .XLS: B. Sì, ma solo sulla stessa colonna o sulla
A. è un !le di sistema stessa riga
B. è un !le eseguibile C. No, in Excel non è possibile effettua-
C. è un !le di calcolo re alcuna selezione

5) Una formula, in una cella di un fo- 10) Dovendo realizzare una tabella (e
glio elettronico, indica: relativo diagramma) contenente il rie-
A. quale sistema operativo si sta utiliz- pilogo delle vendite mensili di un’azien-
zando da, quale tipo di software sarà preferi-
B. un’operazione particolare prima di bile adottare?
chiudere il programma A. Database
D. quale operazione deve essere esegui- B. Foglio di lavoro
ta C. Videoscrittura

[Link]
96 Libro I Informatica

11) In “Excel di Microsoft Of!ce” o in 16) In “Excel di Microsoft” o in “Calc


“Calc di Open Of!ce”, qual è l’effetto di Open Of!ce”, è possibile gestire dei
dell’istruzione: =D9/4? gra!ci?
A. Ripete il carattere “/” per quattro vol- A. Sì, ma solo gra!ci di tipo Istogramma
te B. Sì, di qualsiasi tipo
B. Nessuno, riporta il valore dell’istru- C. Sì, ma non si possono in alcun caso
zione stampare
C. Divide per 4 il valore della cella D9
17) Un foglio elettronico si differenzia
12) In “Excel di Microsoft” o in “Calc da un editor di testo:
di Open Of!ce”, quale è l’effetto dell’i- A. perché permette di stampare con
struzione: =G1-30? orientamento orizzontale
A. Sottrae 30 al valore della cella G1 B. perché struttura i documenti secon-
B. Nessuno, riporta il valore dell’istru- do uno stile tabellare
zione C. perché permette di strutturare dati
C. Causa un messaggio di errore su più tabelle correlate

13) In un foglio di calcolo, è possibile 18) In un foglio elettronico è possibile


selezionare celle non adiacenti tra loro? inserire delle formule per effettuare
A. Sì, selezionando la prima cella e quin- calcoli. In che modo si può prelevare il
di, tenendo premuto il tasto Alt, sele- contenuto di una cella per inserirlo nel-
zionare le altre la formula?
B. Sì, selezionando la prima cella e quin- A. Con la procedura di «copia e incolla»
di, tenendo premuto il tasto Ctrl, se- B. Speci!cando le coordinate della cel-
lezionare le altre la, ma avendo abilitato la cella ad
C. Sì, selezionando la prima cella e quin- essere inserita nella formula con l’op-
di, tenendo premuto il tasto Shift, se- zione di «formattazione cella»
lezionare le altre C. Speci!cando le coordinate della cella

14) In “Excel” o in “Calc”, se si selezio- 19) In “Calc di Open Of!ce” o in


na Ordina dal menù Dati: “Excel di Microsoft”, che cosa indica il
A. viene visualizzato prima il gra!co e riferimento D4?
dopo i dati A. Le prime quattro colonne della riga 4
B. viene riordinata la parte selezionata B. La cella situata all’intersezione della
della tabella colonna D con la riga 4
C. viene creata una tabella mettendo C. La cella situata all’intersezione della
prima le formule e poi i testi riga D con la colonna 4

15) In un foglio di calcolo, l’intersezio- 20) In “Calc di Open Of!ce” o in


ne di una colonna e di una riga forma- “Excel di Microsoft”, qual è l’effetto
no: dell’istruzione: =B3/B4?
A. una cella A. Divide il valore contenuto nella cella
B. un operando B3 per quello contenuto nella cella
C. un indirizzo B4

[Link]
Quesiti di verifica 4 Foglio elettronico 97

B. Moltiplica il valore contenuto nella 27) Per controllare, attraverso il corret-


cella B3 per quello contenuto nella tore ortogra!co una piccola parte del
cella B4 foglio di lavoro di Excel o di Calc:
C. Causa un messaggio di errore A. occorre selezionare l’intervallo di cel-
le desiderato
21) In un foglio elettronico, con quali B. è necessario controllare tutto il foglio
elementi si identi!ca una cella? di lavoro, senza selezionare intervalli
A. Il testo in essa contenuto di celle
B. Il tipo di formula C. occorre evidenziare l’indirizzo delle
C. La lettera che individua la colonna ed celle nella barra della formula ed av-
il numero che individua la riga viare il correttore

22) Un !le con estensione .XLS: 28) Utilizzando “Excel” o “Calc”, è


A. è un !le di sistema possibile riordinare l’intero foglio di la-
B. è un !le eseguibile voro o parte di esso?
C. è un !le di calcolo A. Sì, ma il riordino sarà possibile solo
per le celle contenenti dati numeri-
23) In “Calc di Open Of!ce” o in ci
“Excel di Microsoft”, quale tra i seguen- B. Sì, ma il riordino sarà possibile solo
ti non è un operatore aritmetico? per le celle formato testo
A. * C. Sì, selezionando l’intero foglio o la
B. / porzione di celle che si vuole riordi-
C. & nare

24) In “Excel di Microsoft” o in “Calc 29) In che cosa consiste la formattazio-


di Open Of!ce”, le funzioni vanno in- ne di una cella in un foglio di calcolo
serite all’interno di una formula, quindi come “Excel di Microsoft Of!ce” o
inizieranno sempre: come “Calc di Open Of!ce”?

A. con il simbolo “=” A. Nella correzione ortogra!ca del con-


B. con il simbolo “%” tenuto della cella
C. con il simbolo “+” B. Nel calcolo di formule inserite nella
cella stessa
25) Quale tra i seguenti programmi C. Nella speci!cazione delle caratteristi-
applicativi è più indicato per elaborare che di forma di ciò che è contenuto
dati !nanziari in formato tabella? nella cella

A. Acrobat Adobe 30) è possibile, con un semplice “copia


B. Google Chrome e incolla”, importare dei dati da un fo-
C. Calc di Open Of!ce glio di “Calc” o di “Excel” a un docu-
mento di “Word” o di “Writer”?
26) Quale di questi non è un software
per la gestione di un foglio di calcolo? A. No, l’unico modo per importare i
dati di Excel o di Calc in un docu-
A. Acrobat Adobe mento di Word o di Writer è quello di
B. Calc di Open Of!ce salvare il foglio nello standard previ-
C. Excel di Microsoft sto per Word

[Link]
98 Libro I Informatica

B. Sì, i dati copiati saranno visualizzati C. Sì, sarà creata una tabella, con i dati
come un testo normale, ma suddivisi copiati, all’interno del documento di
in tante colonne Word o di Writer

RISPOSTE CORRETTE
1) A 7) B 13) B 19) B 25) C
2) C 8) C 14) B 20) A 26) A
3) B 9) A 15) A 21) C 27) A
4) C 10) B 16) B 22) C 28) C
5) C 11) C 17) C 23) C 29) C
6) C 12) A 18) C 24) A 30) C

[Link]
Capitolo 5
Internet

5.1 Nozione e architettura di sistema


Internet è una rete globale che comprende milioni di computer, in grado di comu-
nicare tra loro attraverso determinati protocolli, sfruttando un medesimo canale,
grazie al quale vengono trasmesse le informazioni secondo il cosiddetto metodo del
Packet Switching (o commutazione di pacchetto).
In una rete, oltre ai computer utilizzati dagli utenti, possono essere presenti disposi-
tivi che svolgono funzioni particolari. Tra questi ricordiamo:
> Router
> Gateway
> Hub e switch
Il router è un dispositivo che ha la funzione di instradare i pacchetti di dati verso il
giusto indirizzo di destinazione. Può essere presente sia in reti complesse, come quel-
le aziendali, che anche in piccole reti domestiche, dove di solito funge da «instrada-
tore» di pacchetti tra il proprio computer e il modem connesso alla linea telefonica,
che fornisce accesso alla rete Internet.
Il gateway è un dispositivo che funge da punto di ingresso di una rete che utilizzi un
protocollo differente dalla rete interconnessa.
Un hub è un dispositivo che diffonde i dati in arrivo fungendo da ripetitore a tutti gli
altri nodi connessi ad esso e si differenzia dallo switch che invece smista i dati verso
un particolare destinatario in maniera selettiva.

5.2 Topologia di una rete


Abbiamo già parlato di reti di computer, come un sistema di connessione che per-
mette a vari calcolatori di comunicare tra loro e di condividere le risorse, come ad
esempio memorie di massa o dispositivi di output.
Una rete può anche essere costituita da soli due computer collegati tra di loro, ma
normalmente ci sono più calcolatori (anche centinaia). In base alla struttura del col-
legamento si distinguono varie topologie di rete, tra cui le principali sono:
> ad anello
> a stella
> a bus
> ad albero
> a maglia
La struttura di una rete dipende dalla forma che assume in base alla connessione
!sica dei vari computer ed ogni topologia ha, di solito, caratteristiche differenti e
nella fase progettuale di una rete, la scelta dipende dalle reali esigenze degli utenti.

[Link]
100 Libro I Informatica

5.2.1 Topologia ad anello


Nella topologia ad anello, ogni computer è collegato direttamente ad altri due
computer della rete e così via !no ad assumere una struttura ad anello come in !-
gura. Quando un computer trasmette un dato, questo raggiunge quello successivo
che, se non è il destinatario, lo ritrasmette a quello ancora seguente !no al raggiun-
gimento del destinatario. Gli svantaggi di questa struttura sono rappresentati dal
fatto che in caso di guasto di uno dei calcolatori, la rete teoricamente non può più
funzionare.

Figura 5.1 – Topologia ad anello

5.2.2 Topologia a stella


Nella topologia a stella, tutti i computer sono collegati ad un nodo centrale comune
(hub) che si occupa di instradare il dato inviato dal mittente verso il giusto destinata-
rio o verso tutti i nodi della rete, qualora sia necessario. A differenza della topologia
ad anello, nella topologia a stella in caso di malfunzionamento di uno dei computer
(eccetto l’hub), la rete può continuare a funzionare senza problemi.

Figura 5.2 – Topologia a stella

5.2.3 Topologia a bus


Nella topologia a bus, tutti i computer sono collegati tra di loro grazie ad un canale
comune (bus) che consente il passaggio dei dati, ma ogni computer è indipendente
dall’altro, così in caso di guasti, la rete può continuare a funzionare senza problemi.

Figura 5.3 – Topologia a bus

[Link]
Capitolo 5 Internet 101

5.2.4 Topologia ad albero


Nella topologia ad albero tutti i computer sono connessi tra di loro in maniera rami-
!cata ed ogni ramo della rete può comprendere uno o più computer. Lo svantaggio
di questa rete è rappresentato dal fatto che nel caso di malfunzionamento, tutta la
rete o parte di essa può smettere di funzionare.

5.2.5 Topologia a maglia


In questo tipo di topologia, ogni computer è connesso a tutti gli altri (o a gran parte
di essi). Si tratta di una struttura ad alta af!dabilità in quanto in caso di guasti, la rete
può ugualmente continuare a funzionare grazie al fatto che ogni computer presenti
interconnessioni con tutti gli altri, ma naturalmente i costi per la realizzazione di
questa rete sono più elevati.

Figura 5.4 – Topologia a maglia


La scelta della giusta topologia dipende dalle esigenze pratiche, ma in linea di mas-
sima anche dal budget economico a disposizione, essendo i costi molto variabili a
seconda della struttura che si sceglie di implementare.
Internet rende disponibile una vasta gamma di servizi fruibili grazie ad alcuni sof-
tware supportati da speci!ci protocolli di comunicazione, caratteristici per ogni ser-
vizio. Nel primo capitolo avevamo indicato un elenco dei servizi utilizzabili su Inter-
net; in questo capitolo ci occuperemo, in particolare, del World Wide Web e della
Posta elettronica.

5.3 I protocolli di comunicazione


5.3.1 Caratteristiche
Le comunicazioni tra uno o più computer in rete avvengono attraverso dei protocolli
standard, in modo tale che ogni elaboratore, in qualsiasi parte del mondo si trovi,
possa interagire in rete con altri, a prescindere dalla localizzazione geogra!ca o dal-
la tecnologia usata per effettuare la connessione.
Strutturalmente una connessione di rete si basa su uno standard che de!nisce un
insieme di protocolli utilizzati, chiamato Modello ISO/OSI, che descrive un’organiz-
zazione dei protocolli strutturati a livelli gerarchicamente ordinati:
1. Livello !sico
2. Livello data link
3. Livello rete
4. Livello trasporto
5. Livello sessione
6. Livello presentazione
7. Livello applicazione

[Link]
102 Libro I Informatica

Evitando di andare nello speci!co, diciamo semplicemente che uno scambio di in-
formazioni attraverso la rete Internet, da parte di due computer che utilizzano un
servizio qualsiasi, avviene attraversando l’intera struttura secondo lo standard ISO/
OSI, dal primo al settimo livello, il tutto in maniera modulare e ben de!nita.

5.3.2 Protocolli legati a Internet


I protocolli legati ai servizi Internet sono numerosi e tra di loro, in particolare, ab-
biamo:
> HTTP e HTTPS – Protocolli legati al trasferimento di pagine web.
> FTP – Protocollo inerente al trasferimento di !le.
> SMTP e POP3 – Protocolli di posta elettronica.
> Telnet e SSH – Protocolli utilizzati per la gestione remota da riga di comando.
> NTP – Protocollo utilizzato per la sincronizzazione degli orologi di sistema.
Oltre al servizio WWW e la posta elettronica, attraverso speci!ci protocolli è possibi-
le utilizzare anche altri servizi attraverso la rete Internet, come ad esempio il servizio
FTP e Telnet.
Il servizio FTP (File Transfer Protocol), nello speci!co, consente di trasferire !le
attraverso computer collegati ad Internet. Il protocollo Telnet consente di ottenere i
privilegi per inserire comandi sul computer remoto attraverso l’interfaccia a riga di
comando, analogamente ad un altro protocollo, chiamato SSH (Secure Shell) il cui
trasferimento dati, però, è cifrato.
Un’altra modalità di accesso ad un computer remoto, attraverso interfaccia GUI, è
la cosiddetta modalità Desktop Remoto, attraverso la quale è possibile operare sul
computer remoto provvisto di sistema operativo con interfaccia gra!ca. Naturalmen-
te sia per le sessioni Telnet che per quelle di Desktop Remoto, è necessario disporre
di privilegi di accesso attraverso username e password, sul computer che si voglia
raggiungere e sul quale si intenda operare.

5.4 Il web
Il servizio WWW (World Wide Web), comunemente chiamato anche Web, permette di
accedere ad una serie di contenuti multimediali denominati genericamente Pagine
Web, che strutturalmente sono costituite da testo, immagini, clip audio/video e altri
elementi con cui l’utente può interagire. Una pagina web è fondamentalmente un
ipertesto, ovvero un documento che può essere relazionato ad altri documenti attra-
verso collegamenti a parole chiave o a parti dell’ipertesto stesso che vengono de!niti
link o collegamenti ipertestuali.
Una pagina web può anche essere molto complessa e consentire una serie pressoché
in!nita di operazioni quali ascoltare musica, guardare !lmati, effettuare prenotazio-
ni di viaggi o spettacoli, acquistare prodotti, ecc.
Un insieme di pagine web viene spesso de!nito sito web, quando è caratterizzato da
un unico dominio (concetto che illustreremo in seguito).

[Link]
Capitolo 5 Internet 103

5.4.1 I web-browser
Le pagine web sono documenti scritti in un linguaggio noto come HTML che, interpre-
tato da programmi detti «web-browser», consentono di interagire con l’utente che visita
il documento. Fisicamente una pagina web è memorizzata su una memoria di massa di
un computer, detta server, collegata alla rete Internet. Un utente che chiede di visualiz-
zare una pagina web inoltra, attraverso il suo personal computer, una richiesta, agendo
dunque da client. Il computer sul quale è memorizzata la pagina gli risponde inviando-
gliela attraverso la rete Internet, agendo da server. Si instaura quindi un rapporto tra
client e server in cui il primo è il richiedente e il secondo fornisce il documento richie-
sto. A ricoprire il ruolo di client sono proprio i web-browser (che di seguito indiche-
remo semplicemente col termine «browser») che si collegano ad un computer in cui
è in esecuzione un altro software, che si comporti da server, chiamato semplicemente
web-server. La comunicazione tra browser e server, per lo scambio di documenti iper-
testuali, avviene attraverso un protocollo di livello applicazione chiamato HTTP (Hyper-
Text Transfer Protocol). L’azione di visualizzare le varie pagine web attraverso il proprio
browser è spesso riassunta con le frasi «navigare nel web» o anche «visitare un sito web».
Esistono molti web-browser, tra cui ricordiamo Mozilla Firefox, Safari, Opera, Goo-
gle Chrome, Microsoft Internet Explorer e Microsoft Edge: proprio di quest’ultimo
ci occuperemo in seguito, illustrandone le funzioni più comuni e indispensabili per
navigare in Internet.

5.4.2 Indirizzi IP e URL


Così come accade per un’abitazione che, attraverso il suo indirizzo, può essere rag-
giunta da qualsiasi parte del mondo via posta ordinaria, anche un computer connes-
so ad una rete deve essere identi!cabile in maniera univoca al !ne di poter essere
individuato. A tale scopo, ogni computer connesso in una rete (e quindi anche in
Internet) è individuabile attraverso il cosiddetto indirizzo IP, costituito da una serie
di quattro numeri compresi tra 0 e 255, separati da un punto. Ad esempio, un indiriz-
zo IP può essere il seguente: [Link]. (nella realtà un numero di questo tipo non
individua un computer connesso ad Internet, ma serve comunque a rendere l’idea
di come sia composto un indirizzo IP). Per usufruire dei vari servizi Internet è fon-
damentale, infatti, che ogni computer disponga di un modo per essere raggiunto da
qualsiasi punto della rete: se un client vuole accedere ad una certa pagina web deve
conoscere l’esatto indirizzo del computer e la posizione all’interno della memoria di
massa su cui è presente la pagina in questione.
Fortunatamente esiste un metodo più semplice per accedere alle pagine web e ad
altre risorse memorizzate nei computer connessi ad Internet: l’accesso, infatti, è ga-
rantito dal cosiddetto URL (Uniform Resource Locator), un indirizzo costituito da pa-
role, più propriamente da una sequenza di caratteri, e quindi più pratico da gestire,
soprattutto dal punto di vista mnemonico, che individua una risorsa presente su un
computer agente da web server.
Spesso il termine URL viene sostituito dall’espressione «indirizzo web», per indicare
che si tratta di un indirizzo relativo ad un sito web. Un URL di un sito web, di solito,
è costituito da tre parole separate da un punto, a cui viene anteposto il protocol-
lo di livello applicazione usato per il trasferimento delle informazioni: protocollo://

[Link]
104 Libro I Informatica

[Link]. La prima parte dell’URL indica appunto il protocollo


di livello applicazione, utilizzato per il trasferimento del documento e di solito può
essere http:// o anche https:// nel caso di connessioni crittografate. La prima parte
costituita dalla sigla www è usata per convenzione ad indicare che si tratti di un URL
che identi!ca una risorsa del World Wide Web (ma può essere anche differente). La
seconda parte, indicata nell’esempio con secondolivello, individua proprio un dominio
di secondo livello. Esso è costituito da una parola, che di solito suggerisce il contenu-
to della pagina oppure indica il nome dell’azienda che decide di disporre di un sito
web o comunque una parola (o un insieme di parole senza spazi) di senso compiuto
e facile da ricordare. La parte !nale dell’URL identi!ca il dominio di primo livello
che può essere di due o più lettere ed indicare una sigla di una nazione (come .it per
l’Italia, .de per la Germania, .ch per la Svizzera, .jp per il Giappone, ecc.), un ente
governativo statunitense (.gov, .mil), un sito commerciale (.com e .biz) e così via. (Ad
esempio, un URL valido potrebbe essere il seguente: [Link]

5.4.3 Server DNS


Un server DNS è un servizio in grado di tradurre un indirizzo alfanumerico (URL,
facile da ricordare per un utente) nel corrispondente indirizzo IP, indispensabile al
!ne di individuare correttamente un computer sulla rete sia per la navigazione web
che per altri servizi.

5.4.4 Server DHCP


Quando un calcolatore si collega ad una rete basata su protocollo IP necessita ap-
punto di un tale indirizzo per essere individuato univocamente su quella rete e poter
comunicare con gli altri computer. Poiché su reti complesse i computer potrebbero
collegarsi in maniera dinamica e potrebbe quindi non essere noto a priori il numero
di calcolatori che faranno parte di quella rete, deve essere possibile assegnare indi-
rizzi IP all’occorrenza. Il servizio che ha la funzione di assegnare in maniera dinami-
ca gli indirizzi ai computer che ne dovessero fare richiesta ove necessario è il server
DHCP (Dynamic Host Con!guration Protocol).

5.5 Uso di Microsoft Edge


Edge è uno dei tanti web-browser disponibili per visualizzare le pagine del servizio
WWW di Internet ed è di norma già preinstallato nelle versioni dei sistemi operativi
Microsoft.

5.5.1 Interfaccia grafica di Edge


All’apertura del software, attraverso il menu Start, come illustrato nel secondo capi-
tolo, la schermata iniziale potrebbe differire leggermente in base alle impostazioni
di sistema, ma gli elementi principali dell’interfaccia gra!ca di Edge dovrebbero
comunque essere ben riconoscibili (nelle Figure 5.5, 5.6 e 5.7 sono indicati da frecce
numerate secondo l’elenco seguente):

[Link]
Capitolo 5 Internet 105

1. Barra degli indirizzi – Attraverso di essa si inseriscono gli URL relativi ai siti web che
si desidera visitare.
2. Pulsanti ‘Indietro’ e ‘Avanti’ – Consentono di tornare alle pagine precedentemente
visitate durante una sessione di navigazione o di ritornare a quelle visitate per
ultime.
3. Pulsanti ‘Aggiorna’ e ‘Termina’ – Inviano di nuovo la richiesta per la visualizzazione
di una pagina web o ne terminano il caricamento attuale. Questi due pulsanti
sono utili in caso di malfunzionamenti nel caricamento di una pagina e nel caso
di pagine web aggiornate in maniera molto repentina dal gestore del sito quando
si vogliano visualizzare le informazioni più recenti o comunque quando sia neces-
sario il caricamento di una pagina o la sua interruzione. In !gura è mostrato il
pulsante Aggiorna. Il pulsante Termina assume la forma di una «X» e sostituisce
il pulsante precedente quando la pagina è in caricamento.
4. Barra dei comandi – Permette, attraverso la semplice pressione di un pulsante, l’ac-
cesso a determinate funzionalità del software, tra cui accedere alle impostazioni
attraverso il tasto Altro rappresentato da 3 punti allineati (Figura 5.6).

Figura 5.5 – Barra degli indirizzi, pulsanti


«Avanti e Indietro» e pulsante «Aggiorna» Figura 5.6 – Barra dei comandi

Figura 5.7 – Impostazioni

[Link]
106 Libro I Informatica

5.5.2 Configurazione di Edge


Attraverso la barra dei comandi o la barra dei menu, cliccando sulla voce Altro, rap-
presentata da 3 punti allineati, sarà possibile scegliere la voce Impostazioni. Dalla
!nestra di dialogo che si aprirà di lato, sarà possibile effettuare una serie di opera-
zioni. Illustreremo di seguito le più frequenti.

Visitare un sito
Per visitare un sito web bisogna disporre dell’URL esatto da inserire nella barra
dell’indirizzo. Abbiamo già detto che la prima parte dell’URL è costituita dal proto-
collo (di solito [Link] ma all’atto dell’inserimento nella barra dell’indirizzo, questo
si può anche omettere. Se non si conosce l’indirizzo di una pagina web ci si può af-
!dare ai cosiddetti motori di ricerca, particolari siti web che attraverso un database
interno, in cui sono inseriti svariati milioni di pagine, consentono di cercare pagine
e documenti in base ad una o più parole chiave inserite in una casella di ricerca.
Se, ad esempio, si volesse cercare una pagina web in cui sia descritta la ricetta della
torta millefoglie, si potrebbero scrivere nella casella, presente sul sito web del motore
di ricerca, le parole torta millefoglie. In questo modo il motore cercherebbe nel suo
database tutte le pagine web che contengano entrambe le parole richieste. Tra i vari
motori di ricerca esistenti ricordiamo:
> Google
> Bing
> Virgilio
> Yahoo
È indispensabile conoscere almeno l’URL del motore di ricerca, come punto di par-
tenza, per potersi collegare ad esso e cominciare a cercare pagine web secondo le
proprie esigenze.
Quando si visualizza una pagina web, è possibile visitarne un’altra con un indiriz-
zo diverso, mantenendo in memoria quella precedente. Edge, infatti, permette la
suddivisione della propria schermata in schede, ognuna delle quali presenti diverse
pagine web, consentendo di passare da una pagina all’altra semplicemente cliccando
la scheda che la contiene (Figura 5.8).

Figura 5.8 – Particolare di due schede contenenti due siti differenti

Per aprire una nuova scheda si potrà usare la scorciatoia da tastiera CTRL+T (oppure
cliccare il simbolo «+» come mostrato in !gura), spostarsi sulla scheda appena aperta
e poi inserire l’URL desiderato, come già illustrato (Figura 5.9). È anche possibile
aprire un link in una nuova scheda, cliccandovi col tasto destro (invece del sinistro)
e scegliendo la voce «Apri in un’altra !nestra» dal menu contestuale corrispondente.

[Link]
Capitolo 5 Internet 107

Figura 5.9 – Apertura di un link in una nuova scheda

Sintassi dei motori di ricerca


Le parole chiave, inserite nelle caselle dei motori di ricerca, possono essere scritte
secondo una sintassi particolare. In base ad essa, i risultati delle ricerche possono va-
riare. Se scriviamo, ad esempio, Carlo Magno, il motore di ricerca Google e molti altri
suoi «colleghi» si mettono a cercare tutte le pagine in cui sono presenti sia la parola
Carlo che la parola Magno, siano esse consecutive o sparse per il testo del documen-
to. Per trovare invece la cosiddetta frase esatta, cioè solo le pagine in cui le parole
richieste siano adiacenti, bisogna racchiuderle tra virgolette: «Carlo Magno». È anche
possibile escludere dalla ricerca alcune parole, anteponendo il segno meno (-) prima
della parola stessa: Carlo -Magno (Figura 5.10). In quest’ultimo caso, saranno cercate
le pagine in cui sarà presente la parola Carlo, ma non la parola Magno.

Figura 5.10 – Ricerca effettuata con esclusione di una parola

Concetti di base della navigazione web


Una pagina web è un documento ipertestuale multimediale, costituito di norma da
testo e immagini. Gli elementi della pagina web possono avere funzione di collega-
mento ipertestuale, rimandando ad altre pagine web coerenti con il testo o l’imma-
gine agente da collegamento, e ciò con il semplice clic del tasto sinistro del mouse:
quando un elemento di una pagina web agisce da link (collegamento ipertestuale),
se ci si sofferma su di esso col puntatore del mouse senza cliccare, quest’ultimo (una
freccia) di norma cambia forma e diventa una mano con un indice puntato (Figura
5.11). Un tale cambiamento serve proprio a far capire all’utente che con un semplice
clic del tasto sinistro si può passare alla pagina collegata a quel particolare elemento.
In basso a sinistra, inoltre, appare l’URL del collegamento, che può appartenere an-
che ad un altro dominio e quindi ad altro sito web (Figura 5.12).

Figura 5.11 – Particolare di un link

Figura 5.12 – Barra di stato indicante la destinazione del link

[Link]
108 Libro I Informatica

5.5.3 Siti di social network


Un sito di social network non è altro che un servizio fruibile attraverso il web basato
sulla possibilità di creare un proprio pro!lo personale, condivisibile con una rete
di utenti, che a loro volta gestiscono un proprio pro!lo. In base al tipo di servizio e
alla struttura del sito di social network, che può essere orientato alla propria carriera
lavorativa, alla sfera sentimentale, ad interessi prettamente artistici o a contenuti più
generalisti, è possibile, nel proprio pro!lo personale, condividere contenuti multi-
mediali di ogni genere, creando così una propria rete di conoscenze virtuali (che
possono anche corrispondere a conoscenze reali) con possibilità di espansione. Tra i
vari siti di social network ricordiamo:
> Facebook
> LinkedIn
> Twitter
> Instagram
Negli ultimi anni a proposito di social network è andato sempre più affermandosi il
concetto di hashtag. Scrivere un hashtag vuol dire aggiungere una o più parole pre-
cedute dal simbolo «cancelletto» (#) durante la condivisione di un qualsiasi elemento
gra!co o testuale all’interno di un pro!lo di social network. Etichettare una parola con
questo simbolo consente di indicizzare il contenuto che si è condiviso in base a quella
parola, in modo da renderlo reperibile a tutti quegli utenti che effettueranno una
ricerca usando proprio tale termine. L’hashtag funge così da aggregatore tematico.

5.5.4 Instant messaging e VOIP


I sistemi di messaggistica istantanea si basano su software in grado di inviare brevi
messaggi di testo tra due o più computer, in tempo reale. Tra i vari software di mes-
saggistica istantanea, alcuni di questi non più esistenti, ricordiamo:

> Windows Live Messenger


> ICQ
> Skype
> Google Talk
> Yahoo! Messenger
> aMSN
> EBuddy
Col termine VoIP (Voice over IP), invece, si indicano la tecnologia e i protocolli
che stanno alla base di un tipo di sistema di conversazione telefonica basato su reti
IP (Internet è una di esse), attraverso le quali la voce è inviata in forma digitale in
tempo reale, con qualità audio molto soddisfacente, quasi come se si trattasse di una
chiamata telefonica tradizionale. Le chiamate VoIP possono essere effettuate sia con
sistemi hardware dedicati, sia con software in esecuzione sul proprio PC. Esistono
molti software in grado di effettuare chiamate, completamente gratuiti per le chia-
mate tra due o più PC e, dietro pagamento di una tariffa, possono essere anche usati
per chiamare reti telefoniche !sse e mobili. Tra i vari programmi, molti di essi usati
anche come software di messaggistica istantanea, vale la pena ricordare Skype.

[Link]
Capitolo 5 Internet 109

5.5.5 Netiquette
Col termine «netiquette» si fa riferimento a una serie di regole non scritte di buona
educazione, relativamente all’uso di quei servizi Internet che coinvolgono più utenti
quali l’invio di mail, le chat, l’utilizzo di social network, la partecipazione a forum e
newsgroup ecc. Molto spesso in rete si notano comportamenti scorretti, quali insulti
ripetuti tra utenti in disaccordo su forum o newsgroup oppure continue molestie ad
utenti di chat pubbliche o invio di messaggi a scopo pubblicitario: condotte che non
rispettano le norme di buon comportamento che si addicono ad un utente di Inter-
net oltre ad essere perseguibili per legge, qualora dovessero provocare gravi disagi a
chi li subisce.
Una tipica azione poco tollerata su Internet è il cosiddetto «spamming». Con tale ter-
mine si indica l’invio di messaggi indesiderati, attraverso posta elettronica, o anche
in forum, newsgroup o in chat pubbliche, a scopi solitamente commerciali (pubbli-
cità indesiderata).

5.6 La posta elettronica


Uno dei servizi più usati su Internet è la posta elettronica, un sistema di consegna
pressoché istantanea di messaggi testuali o multimediali, che avviene tra un mittente
ed uno o più destinatari, provvisti di indirizzo di posta elettronica o e-mail (termine
tecnico per indicare questo servizio). Lo scambio di e-mail avviene attraverso proto-
colli di posta, tra cui SMTP, POP3 e il più so!sticato IMAP, che tra l’altro consente
che una stessa casella di posta sia consultata da più clienti simultaneamente. Per usu-
fruire di questo servizio di posta è necessario un software chiamato client di posta
elettronica, che permette la connessione ai server di posta in entrata e ai server di
posta in uscita, attraverso i protocolli suddetti. Tra questi software ricordiamo Mozil-
la Thunderbird, Microsoft Outlook, Microsoft Windows Mail e il pratico program-
ma installato in Windows 10 noto semplicemente come Posta. Noi ci occuperemo di
quest’ultimo, analizzando le modalità di invio e ricezione di una e-mail e accennan-
do alle procedure di con!gurazione del software.

5.6.1 Posta
Questo programma dovrebbe essere già installato se si dispone del sistema operativo
Windows 10 e per avviarlo sarà suf!ciente mettere in atto le procedure già illustrate
attraverso il menu Start o utilizzando la barra di ricerca.
Se Posta non è stato mai avviato in precedenza, al suo avvio sarà necessario con!gu-
rare un account (Figura 5.13) con i dati della propria casella di posta (indirizzo di
posta elettronica, dati dei server di posta, ecc.).

[Link]
110 Libro I Informatica

Figura 5.13 – Particolare della finestra di configurazione

Configurazione
Se si clicca la voce Con!gurazione avanzata, seguita dalla voce «Posta Internet», si
accederà alla !nestra di con!gurazione manuale di un account (Figura 5.14) nella
quale andranno speci!cate le credenziali di accesso.

Figura 5.14 – Aggiunta account di posta elettronica

La procedura guidata ci consentirà di inserire i vari dati richiesti per la con!gura-


zione, ma niente di più oltre all’indirizzo e alla password, cercando di reperire auto-
maticamente altri dati tecnici legati alla con!gurazione. Se ciò non dovesse andare a
buon !ne, allora sarà necessario impostare anche altri dettagli. In generale i dati da
inserire per con!gurare un account di posta sono:
> Nome visualizzato – Si tratta di un nome che viene visualizzato dal destinatario accan-
to all’indirizzo di posta, per consentire un più rapido riconoscimento del mittente.

[Link]
Capitolo 5 Internet 111

> Indirizzo di posta elettronica – È un indirizzo costituito da un nome utente e un dominio,


separati dal simbolo di chiocciola @ (es. nome utente@[Link]) (Figura 5.15).
> Tipo di account – In molti software è richiesto di speci!care il protocollo utilizzato
dal server di posta in arrivo (POP3 oppure IMAP).
> Server posta in arrivo – Indirizzo esatto del server di posta in arrivo, speci!cato dal
fornitore del servizio (Figura 5.16).
> Server posta in uscita (SMTP) – Indirizzo del server di posta in uscita, altro dato spe-
ci!cato dal fornitore del servizio di posta elettronica (Figura 5.16).
> Nome utente di posta elettronica – Può essere quella parte dell’indirizzo e-mail che
precede la chiocciola (esclusa) oppure l’intero indirizzo di posta, dettaglio di solito
speci!cato dal fornitore del servizio.
> Password – Parola d’ordine che ha la funzione di rendere l’accesso esclusivo al pos-
sessore dell’indirizzo di posta per evitare che altri leggano le e-mail a lui indirizzate
o che possano assumere la sua identità nell’invio di e-mail.

Figura 5.15 – Impostazione indirizzo e-mail

Figura 5.16 – Impostazione dei server di posta

Una volta con!gurato il proprio account sarà possibile inviare e ricevere messaggi di
posta elettronica.

GUI di Posta
L’interfaccia gra!ca di Windows Mail è molto agevole, costituita da un menu con
pulsanti comando posto sulla sinistra e da una parte centrale nella quale compaiono
le e-mail scaricate. È presente, inoltre, un pulsante comando a forma di cartella dov’è
possibile accedere alle cosiddette Cartelle locali in cui vengono conservati i messaggi
di posta elettronica ricevuti (Posta in arrivo) e quelli inviati (Posta inviata). Selezio-
nando la cartella (Posta in uscita), sarà possibile invece visualizzare i messaggi in
uscita, non ancora inviati. La cartella Posta eliminata, in!ne, contiene i messaggi di
posta sia ricevuti che inviati, ma che sono stati cancellati dall’utente (si tratta di una
sorta di cestino, dove sono riposti momentaneamente i messaggi prima di eliminarli
de!nitivamente).

[Link]
112 Libro I Informatica

Inviare messaggi
Per inviare un messaggio si potrà cliccare il pulsante Nuovo messaggio indicato dal
simbolo «+». Si aprirà una !nestra sul lato destro, in cui sarà necessario speci!care i
seguenti dati (Figura 5.17):
> A – È il campo in cui va inserito l’indirizzo e-mail del destinatario.
> Cc – In questo campo vanno eventualmente speci!cati altri destinatari a cui va in-
dirizzata la e-mail per conoscenza (Cc sta appunto per «copia per conoscenza»).
> Ccn – Analogamente al campo Cc, questo campo permette di speci!care destina-
tari per conoscenza, nascondendone però l’indirizzo agli altri che riceveranno la
e-mail, in modo tale da non lasciare percepire ai destinatari presenti in A e in Cc
la presenza di ulteriori destinatari. Questo campo normalmente non è visibile. Af-
!nché appaia è necessario usare il menu Visualizza scegliendo la voce Tutte le in-
testazioni.
> Oggetto – È una voce facoltativa che rappresenta il contenuto della e-mail. È utile
soprattutto per una questione di praticità, in modo da comunicare al destinatario
l’argomento della lettera.
> Corpo della e-mail – La parte inferiore della !nestra accoglie il corpo della e-mail ov-
vero il contenuto vero e proprio della lettera che va scritto analogamente a quanto
si fa mediante un qualsiasi programma di videoscrittura.

Figura 5.17 – Finestra d’invio nuovo messaggio

Una volta inseriti tutti i campi necessari, si potrà scrivere il contenuto della e-mail e
successivamente inviarla cliccando il pulsante apposito Invia: la e-mail verrà posizio-
nata nella cartella di posta in uscita e il programma tenterà di inviarla al destinatario
istantaneamente.

[Link]
Capitolo 5 Internet 113

Inviare una e-mail con allegato


I messaggi di posta elettronica possono contenere anche allegati, oltre al semplice
testo. Un allegato può essere un qualsiasi !le inviato insieme alla e-mail. Per aggiun-
gere un attachment (termine anglosassone con cui si è soliti indicare un allegato),
in Posta è possibile farlo durante l’invio di un nuovo messaggio attraverso la scheda
Inserisci, che presenta un tasto «aggiungi !le», come indicato nella Figura 5.18.

Figura 5.18 – Pulsante comando per allegare un file

Si aprirà una !nestra di dialogo (Figura 5.19) da cui sarà possibile scegliere il !le che
si desidera allegare, spostandosi tra le varie cartelle delle memorie di massa installate
sul PC in quel momento.

Figura 5.19 – Particolare della finestra di dialogo per allegare file

Ricevere messaggi
Per controllare se nella propria casella di posta siano o meno presenti messaggi, è
suf!ciente cliccare il tasto Sincronizza la visualizzazione che consentirà di scaricare
nuove e-mail dal server di posta. Se nella nostra casella di posta ci sono nuovi mes-
saggi, questi verranno aggiunti all’elenco presente nella cartella «Posta in arrivo» (Fi-
gura 5.20), accanto alla quale comparirà un numero, che indica il numero di nuovi
messaggi ancora non letti.

Figura 5.20 – Mail ricevuta

[Link]
114 Libro I Informatica

Creare nuove cartelle e spostare messaggi


È possibile organizzare i propri messaggi di posta elettronica creando cartelle ulte-
riori rispetto a quelle già presenti. Per creare una cartella, bisogna cliccare l’apposito
pulsante a forma di cartella presente a sinistra e successivamente aggiungere una
nuova cartella con l’apposito tasto a forma di croce (Figura 5.21), indicando poi un
nome nella casella di testo che compare.

Figura 5.21 – Creare una nuova cartella

Per spostare una e-mail da una cartella a un’altra, è suf!ciente cliccare col tasto
destro sulla e-mail da spostare e successivamente sulla voce Sposta scegliendo poi la
cartella di destinazione.

Rispondere a una e-mail


Quando si riceve una e-mail è possibile rispondere al mittente (o a più mittenti se
sono presenti altri indirizzi nel campo Cc), attraverso i pulsanti Rispondi e Rispondi
a tutti, che diventano disponibili quando è selezionata una e-mail in «Posta in arri-
vo». Il terzo pulsante, Inoltra, ha la funzione di inoltrare la e-mail appena ricevuta
ad un nuovo destinatario:

Figura 5.22 – Rispondere a una e-mail

In de!nitiva, i tre pulsanti in !gura hanno la seguente funzione:


> Rispondi – Crea una e-mail in uscita impostando come destinatario il mittente della
lettera appena ricevuta e riportando nel corpo di essa il testo della medesima.
> Rispondi a tutti – Crea una e-mail in uscita, come per il comando precedente, indi-
rizzandola a tutti i destinatari in A e in Cc di quella precedente, nel caso si trattasse
di una e-mail «multi-destinatario».
> Inoltra – Crea una e-mail in uscita, riportando nel corpo della lettera il testo della
e-mail appena ricevuta, ma permette di indirizzarla a uno o più destinatari diversi
dai precedenti.

[Link]
Capitolo 5 Internet 115

5.7 Sicurezza su Internet


Durante l’uso dei vari servizi Internet si è esposti a diverse minacce, molte delle quali
possono essere scongiurate dall’utilizzo di software antivirus e !rewall, come accen-
nato nel primo capitolo, ma è comunque fondamentale saper riconoscere eventuali
e-mail o siti web sospetti, al !ne di ridurre il rischio di incorrere in problemi. Le fonti
di minaccia più comuni su Internet sono:
> malware
> siti di phishing
Per i primi è indispensabile munirsi di software antivirus e !rewall (ne esistono an-
che versioni gratuite), che blocchino gli effetti di siti o e-mail dannose, prima che
un malware qualsiasi entri nel proprio sistema. È bene evitare di aprire allegati di
e-mail di cui non si è sicuri, anche se questi dovessero essere stati inviati da persone
conosciute (spesso i malware inviano allegati dannosi utilizzando indirizzi di perso-
ne presenti nella propria rubrica).
Un sito di phishing, invece, è una copia fasulla di un sito web (di solito banche o altri
siti in cui è necessario inserire le proprie credenziali di accesso), grazie alla quale un
malintenzionato inganna l’utente, che credendo di accedere al sito web della propria
banca oppure della propria casella di posta elettronica o altro sito con accesso protet-
to, inserisce la propria password o altri dati sensibili, che però vengono memorizzati
dal malintenzionato (che da quel momento può indebitamente servirsene), poiché,
come già detto, il sito in questione è una copia esatta di quello uf!ciale, realizzata
esclusivamente per rubare i dati ai malcapitati. Discernere un sito di phishing da uno
autentico è soprattutto questione di esperienza: un modo per evitare problemi di
questo tipo consiste nell’accedere ai siti della propria banca o altro digitando sempre
l’URL esatto all’interno della barra degli indirizzi del proprio browser ed evitando di
accedervi tramite clic su un collegamento presente in e-mail ricevute (caso tipico di
tentativo di phishing). Nel caso ci si renda conto di essere caduti nella trappola di un
sito di phishing, è necessario richiedere subito la modi!ca delle password o dei codici
di accesso personali alla propria banca o al gestore del servizio di cui si ha il sospetto
di aver svelato le password personali.

[Link]
Quesiti di verifica 5
Internet
1) In Microsoft Outlook, la presenza di C. l’insieme delle azioni eseguite da un
un “punto esclamativo” di colore rosso processore quando esegue un pro-
in corrispondenza di un messaggio? gramma
A. Indica che il messaggio ha un conte-
5) Nell’URL [Link], qual
nuto dubbio, quindi occorre fare at-
è il “Top Level Domain”?
tenzione ad aprirlo
B. Indica che al messaggio è allegato un A. www
!le B. it
C. Indica che il messaggio è stato inviato C. regione
con “Alta Priorità”
6) A quale paese appartiene il sito
2) In allegato ad un messaggio di posta “[Link]
elettronica è possibile inserire un !le A. Germania
con estensione “.JPG”? B. Svezia
A. No, in allegato ad un messaggio di C. Italia
posta elettronica possono essere in-
viati solo !le di testo (.DOC, .TXT, 7) Indicare quale tra le seguenti affer-
etc.) mazioni su Internet ed il suo utilizzo è
B. Sì, l’allegato di un messaggio di posta corretta.
elettronica può avere qualsiasi esten- A. Un sito Internet può contenere un nu-
sione mero di pagine non superiore a 100
C. Sì, ad un messaggio di posta elettro- B. Internet è un particolare tipo di rete
nica è possibile allegare solo immagi- di calcolatori utilizzata nei centri di
ni (.JPG, .BMP, etc.) e/o testi (.DOC, calcolo
.TXT, etc.) C. È possibile effettuare un collegamen-
to senza utilizzare una linea telefoni-
3) In un messaggio di posta elettronica, ca, purché il computer sia collegato
il campo «CCN» indica: ad una rete
A. Un destinatario del messaggio il cui
nome sarà visibile a tutti i destinatari 8) Quale dei seguenti non è un tipo di
B. La priorità di inoltro del messaggio comunicazione che avviene “in tempo
C. Un destinatario del messaggio il cui reale”?
nome non sarà visibile agli altri desti- A. Instant Messaging
natari B. IRC
C. E-mail
4) Il “link” è:
9) Il sito Internet “[Link]” è un
A. un protocollo Internet
B. un collegamento ad una pagina in- potente:
ternet A. browser di collegamento ad Internet

[Link]
Quesiti di verifica 5 Internet 117

B. gestore di posta elettronica B. [Link]


C. motore di ricerca C. [Link]

10) Indicare quale tra le seguenti affer- 15) Con il termine telelavoro si indica:
mazioni su Internet ed il suo utilizzo è A. il lavoro degli operatori televisivi (ca-
corretta. meramen, elettricisti specializzati,
A. Word e Writer sono software per la addetti alle luci, etc.)
navigazione in Internet B. il lavoro realizzato senza la necessità
B. Internet è un insieme di reti di com- di recarsi in “uf!cio” mediante l’uti-
puter dislocati in tutto il mondo che lizzo di sistemi informatici (compu-
condividono informazioni mediante ters e sistemi di comunicazione)
lo stesso protocollo di comunicazione C. l’insieme dei posti di lavoro generati
C. Un sito Internet può contenere un dai programmi TV offerti dalla tele-
numero qualsiasi di pagine, ma non visione digitale
più di 50 fotogra!e o disegni
16) Dopo ripetute navigazioni avete
11) In allegato ad un messaggio di po- cancellato Cronologia, Moduli, Cookies
sta elettronica è possibile inserire un e !le temporanei di Internet: avete ve-
!le con estensione “.ZIP”? ramente eliminato tutte le tracce della
A. Sì, ad un messaggio di posta elettro- vostra navigazione?
nica è possibile allegare qualsiasi tipo A. Sì
di !le B. Rimangono solo gli eventuali !le
B. Sì, ma solo se chi riceve il !le possie- LOG del !rewall
de un programma di decompressione C. L’indirizzo di tutti i siti visitati rima-
C. Sì, ma solo se il !le ha una grandezza ne indelebile !no a formattazione nel
inferiore a 1 Mb relativo !le [Link]

12) Quale, tra i seguenti, non è un indi- 17) Quale tra i seguenti indirizzi Inter-
rizzo di posta elettronica formalmente net appartiene ad un sito del Portogal-
valido? lo?
A. italia@[Link] A. [Link]
B. bella@[Link] B. [Link]
C. [Link].\italia@[Link] C. [Link]

13) Per digitare la “chiocciola” (@) in 18) Quale, tra i seguenti, non è un indi-
una tastiera italiana: rizzo di posta elettronica formalmente
A. non si tiene premuto nessun altro ta- valido?
sto A. ciao@[Link]
B. si tiene premuto il tasto MAIUSC B. [Link]./maria@[Link]
C. si tiene premuto il tasto ALT GR C. [Link]@[Link]

14) Quale tra i seguenti indirizzi Inter- 19) Come viene normalmente de!nito
net è formalmente corretto? l’insieme delle norme che regolano il
A. [Link] “buon” comportamento in rete?
tion A. Netiquette

[Link]
118 Libro I Informatica

B. CNB (Correct Network Behaviour) B. Il software di collegamento di un


C. NP (Network Policy) computer alla linea telefonica
C. La interconnessione globale di reti di
20) In Microsoft Outlook, è possibile computer
ordinare i messaggi di posta elettronica
presenti nella cartella “Posta in arrivo” 26) Una pagina WEB può essere salvata
in ordine di ricezione? in formato “solo testo”?
A. Sì, ma solo tramite una query A. Sì, senza nessun problema
B. Sì, tramite le tabelle B. No, perché sarebbero salvate le im-
C. Sì, se nella visualizzazione corrente magini ma non i testi
della cartella “Posta in arrivo” è pre- C. Sì, ma si perdono le immagini e le
sente il campo “Ricevuto” formattazioni della pagina

21) Quale, tra i seguenti, non è un indi- 27) Quale tra i seguenti programmi
rizzo di posta elettronica formalmente non è un browser?
valido? A. Internet Explorer
A. globe@[Link] B. Mozilla
B. world@[Link] C. Outlook
C. [Link].\world@[Link]
28) Con un programma di tipo Browser
22) Come si chiama il server della po- è possibile:
sta in uscita? A. gestire dal proprio computer un sito
A. FTP – !le transfer protocol Internet
B. POP3 – post of!ce protocol 3 B. connettersi ad un Internet Provider
C. SMTP – simple mail transport proto- C. navigare in Internet
col
29) Cosa è un “Internet caffè”?
23) Quale dei seguenti collegamenti ad A. È la denominazione di un’attività in
Internet è considerato a banda larga? franchising per la vendita tramite In-
A. ADSL ternet
B. GPRS B. È il sito Internet uf!ciale dell’Asso-
C. Modem ciazione Produttori del Caffè (www.
[Link]è.[Link])
24) Cosa viene usato per identi!care C. È una struttura all’interno di un’attivi-
univocamente il mittente di un messag- tà commerciale in cui vi sono varie po-
gio di posta elettronica? stazioni informatiche che, a noleggio,
A. Una password necessaria per l’aper- permettono di navigare su Internet
tura della e-mail
B. La Firma Digitale 30) Cosa è una linea ADSL (Asymme-
C. La crittogra!a tric Digital Subscriber Line)?
A. Il collegamento dei telefoni domesti-
25) Che cosa identi!ca il termine ci per via satellitare
“Web”? B. Una tecnica di connessione a larga
A. L’internazionalizzazione dei network banda che utilizza il doppino telefo-
televisivi nico

[Link]
Quesiti di verifica 5 Internet 119

C. La connessione ad internet che utiliz- 37) In Internet, qual è la funzione prin-


za la porta parallela del computer cipale di un “Pop Server”?
A. Spedire la posta elettronica
31) Indicare fra i seguenti il nome del B. Ricevere la posta elettronica
sito Internet che non è de!nibile come C. Catalogare il contenuto delle pagine
«motore di ricerca». Web
A. Microsoft
B. Google 38) Durante una navigazione in Inter-
C. Yahoo net, dove viene eseguito il Browser?
A. Nel server web a cui si è connessi
32) Quale tra i seguenti è un program- B. Nel PC dell’utente
ma per la gestione della posta elettro- C. Nei sistemi di rete
nica?
A. Power Point 39) In ambito informatico, a che cosa si
B. Outlook Express riferisce il termine «protocollo SMTP»?
C. Post it A. Ad un accordo tra produttori di sof-
tware didattico
33) Nel dominio “[Link]”, B. Ad una modalità operativa delle
quale parte della stringa costituisce il stampanti a colori
secondlevel domain? C. Alla posta elettronica
A. “.www”
B. “.camcom” 40) La pagina iniziale di un sito Inter-
C. “.it” net si chiama:
A. Init page
34) Quale tra i seguenti è un linguaggio B. House page
usato per la realizzazione delle pagine C. Home page
WEB?
A. Basic 41) Normalmente una parola che appa-
B. RpgII re sottolineata in una pagina web è:
C. HTML A. un errore
B. un collegamento (link) ad un’altra
35) È possibile navigare in Internet pagina web
quando il PC è avviato in «Modalità C. una parola particolarmente impor-
Provvisoria»? tante
A. Sì
B. Dipende dal modem 42) Cosa si deve conoscere, del destina-
tario, per inviare un messaggio di posta
C. No
elettronica?
36) Esiste un numero massimo di im- A. L’indirizzo E-Mail
magini per una pagina HTML? B. L’indirizzo E-Mail e l’indirizzo Internet
C. L’indirizzo Internet
A. Sì, non più di 100
B. Sì, non più di 10
43) A quale paese appartiene il sito
C. No
“[Link]
A. Italia

[Link]
120 Libro I Informatica

B. Spagna C. [Link]
C. Romania [Link]

44) In informatica, a che cosa ci si rife- 48) Quale tra i seguenti è un program-
risce parlando di «URL»? ma per la gestione della posta elettro-
A. All’indirizzo di una pagina Web nica?
B. Ad uno dei parametri tecnici per col- A. Access
legarsi ad Internet B. Microsoft Outlook
C. Ad un tipo di virus C. Calc

45) Quale tasto funzione può essere 49) Con quale strumento archiviato nel
utilizzato per aggiornare la pagina Web disco !sso di un utente è possibile ot-
che si sta visualizzando? tenere informazioni sulle abitudini di
A. F1 quell’utente quali, ad esempio, il nume-
B. F4 ro di volte che ha visitato un sito Web?
C. F5 A. Info-byte
B. Cookie
46) Conoscendo l’indirizzo di posta C. Info-bit
elettronica di un’azienda, cosa è possi-
bile fare? 50) Quando si accede ad un sito Inter-
A. Inviare un fax net, occorre passare necessariamente
B. Inviare una e-mail per la home page?
C. Accedere al sito internet dell’azienda A. No, si può sempre accedere diretta-
mente alla pagina desiderata
47) Uno dei seguenti indirizzi Internet B. Dipende dai siti
contiene un errore di forma. Quale? C. Sì, bisogna iniziare obbligatoriamen-
A. [Link] te dalla home page del sito
B. [Link]

RISPOSTE CORRETTE
1) C 11) A 21) C 31) A 41) B
2) B 12) C 22) C 32) B 42) A
3) C 13) C 23) A 33) B 43) C
4) B 14) B 24) B 34) C 44) A
5) B 15) B 25) C 35) C 45) C
6) A 16) C 26) C 36) C 46) B
7) C 17) C 27) C 37) B 47) C
8) C 18) B 28) C 38) B 48) B
9) C 19) A 29) C 39) C 49) B
10) B 20) C 30) B 40) C 50) A

[Link]
Completa la tua preparazione.
ENTRA NEL MONDO EDISES
Blog tematici, newsletter, canali di informazione e consulenza gratuiti
Una comunità frequentata da oltre 1 milione di utenti

editest

[Link] [Link] [Link]


Il motore di ricerca dei concorsi Approfondimenti sui Aggiornamenti sui test di
pubblici. Attiva le tue notifiche concorsi, guide professionali ammissione, rubriche tematiche
e resta aggiornato sulle nuove e suggerimenti per lo studio. e orientamento universitario.
opportunità. Accedi al Blog Edises Visita [Link]

infoConcorsi Concorso a Concorsi EdiTEST -


cattedra e RIPAM Ammissione
abilitazione Universitaria
all’insegnamento

Concorso Specializzazioni Edises Concorsi Concorsi Agenzia editest


Dirigenti Mediche e DSGA e delle Entrate
Scolastici Medicina Personale ATA
Generale

Resta in contatto con noi

Hai bisogno di aiuto? Visita [Link]

Potrebbero piacerti anche