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Sallustio Ritratti

Il documento tratta della guerra tra Roma e Giugurta, re dei Numidi, evidenziando la sua importanza e le conseguenze politiche che ne derivarono. Viene descritto il contesto storico, con riferimenti a figure come Massinissa, Micipsa e Caio Mario, e alle loro ambizioni e interazioni. Inoltre, si analizzano le caratteristiche personali e le strategie di Silla, un altro protagonista della storia, che si distinse per la sua abilità militare e la sua ambizione.

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Sallustio Ritratti

Il documento tratta della guerra tra Roma e Giugurta, re dei Numidi, evidenziando la sua importanza e le conseguenze politiche che ne derivarono. Viene descritto il contesto storico, con riferimenti a figure come Massinissa, Micipsa e Caio Mario, e alle loro ambizioni e interazioni. Inoltre, si analizzano le caratteristiche personali e le strategie di Silla, un altro protagonista della storia, che si distinse per la sua abilità militare e la sua ambizione.

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Sallustio, La guerra di Giugurta (i ritratti di Giugurta, Mario e Silla, 5-6; 63; 95-96

5.1. Bellum scripturus sum, quod populus [Link] accingo a raccontare la guerra che il popolo
Romanus cum Iugu#rtha# rege Numi(darum romano combattè con Giugurta, re dei Numidi,
gessit, primum quia magnum et atrox variaque innanzitutto perché fu grande, terribile e di esito incerto,
victoria fuit, dein quia tunc primum superbiae poi perché allora per la prima volta si andò incontro alla
nobilitatis obviam itum est; 2. quae contentio superbia dei nobili; 2. E questa lotta sconvolse ogni
divina et humana cuncta permiscuit eoque ordine umano e divino e giunse a tal punto di follia che
vecordiae processit, ut studiis civilibus bellum la guerra e la devastazione dell’Italia posero fine alle
atque vastitas Itali(ae finem faceret. 3. Sed prius passioni politiche.3 Ma prima di dare inizio a un
quam huiusce modi rei initium expedio, pauca argomento di tal genere, risalirò un po’ più indietro,
supra repetam, quo ad cognoscendum omnia perché tutti gli avvenimenti risultino più evidenti e più
illustria magis magisque in aperto sint. accessibili a conoscersi. 4. Nella seconda guerra punica,
4. Bello Puni(co secundo, quo dux in cui Annibale, il comandante dei cartaginesi, aveva
Carthaginiensi(um Hanni(bal post magnitudinem logorato le forze dell’Italia più di ogni altro dopo che il
nominis Romani Itali(ae opes maxume nome di Roma era già divenuto grande, il re dei numidi,
adtriverat, Masini#ssa rex Numidarum in Massinissa, riconosciuto come amico da Publio
amicitiam receptus a P. Scipio#ne, quoi postea Scipione - che in seguito ebbe l’appellativo di
Africa#no cognomen ex virtute fuit, multa et ‘Africano’ per il suo valore - aveva compiuto molte e
praeclara rei militaris facinora fecerat. Ob quae gloriose imprese di guerra. E grazie a quelle, vinti i
victis Carthagini(ensibus et capto Sy(pha#ce, Cartaginesi e catturato Siface, il cui impero si affermò
quoius in Africa magnum atque late imperium in Africa con forza e per una grande estensione, il
valuit, populus Romanus, quascumque urbis et popolo romano diede in dono al re tutte le città e i
agros manu ceperat, regi dono dedit. 5. Igitur territori che aveva conquistato con le armi. 5. Quindi
amicitia Masini#ssae bona atque honesta nobis l’amicizia di Massinissa rimase per noi buona e
permansit. Sed imperi vitaeque eius finis idem onorevole. Ma la fine della sua vita e del suo impero
fuit. coincisero.
6. Dein Mici#psa filius regnum solus obtinuit 6. In seguito il figlio Micipsa tenne il regno da solo,
Mastanaba(le et Gulussa# fratribus morbo dopo che i suoi fratelli Mastanabale e Gulussa furono
absumptis. 7. Is Adherba(lem et Hiempsa(lem ex morti di malattia. 7. Egli generò Aderbale e Iempsale e,
sese genuit Iugu#rthamque filium Mastanaba(lis alla stessa maniera dei suoi figli, tenne in casa il figlio
fratris, quem Masini#ssa, quod ortus ex del fratello Mastanabale, Giugurta, che Massinissa
concubina# erat, privatum dereliquerat, eodem aveva lasciato in condizione di privato cittadino perché
cultu quo liberos suos domi habuit. era nato da una concubina.
6.1. Qui ubi primum adolevit, pollens viribus, 6.1.E questi, non appena crebbe, vigoroso di corpo,
decora# facie, sed multo maxume ingenio d’aspetto avvente, ma soprattutto brillante d’ingegno,
validus, non se luxu neque inertiae non si lasciò corrompere dalla dissipazione e
conrumpendum dedit, sed, uti mos gentis illius dall’inerzia, ma, come è uso di quel popolo, cavalcava,
est, equitare, iaculari; cursu cum aequalibus tirava con l’arco, gareggiava con i coetanei nella corsa,
certare et, quom omnis gloria anteiret, omnibus e, sebbene superasse tutti per gloria, era tuttavia caro a
tamen carus esse; ad hoc pleraque tempora in tutti. Inoltre trascorreva il più del tempo a caccia,
venando agere, leonem atque alias feras primus colpiva per primo, o fra i primi, il leone e le altre fiere,
aut in primis ferire: plurumum facere, agiva moltissimo, parlava pochissimo di sé. 2. Ma,
minumum ipse de se loqui. 2. Quibus rebus benchè all’inizio Micipsa fosse stato contento di queste
Mici#psa tametsi initio laetus fuerat, existumans cose, pensando che il valore di Giugurta sarebbe stato di
virtutem Iugu#rthae regno suo gloriae fore, onore al suo regno, tuttavia, quando si rese conto che il
tamen, postquam hominem adulescentem giovane uomo si distingueva sempre di più, mentre la
exacta# sua# aetate et parvis liberis magis sua vita volgeva al termine e i figli erano piccoli,
magisque crescere intellegit, vehementer eo profondamente turbato da questo fatto, faceva molte
negotio permotus multa cum animo suo riflessioni fra sè. 3. Lo spaventava la natura umana,
volvebat. 3. Terrebat eum natura mortalium avida di comando e pronta a soddisfare i desideri
avida imperi et praeceps ad explendam animi dell’animo, inoltre l’occasione offerta dall’età sua e dei
cupidinem, praeterea opportunitas suae figli, che trascina via con la speranza della preda anche
liberorumque aetatis, quae etiam mediocris gli uomini mediocri; infine, le accese simpatie dei
viros spe praedae transvorsos agit, ad hoc Numidi per Giugurta, per cui temeva che scoppiasse
studia Numi(darum in Iugu#rtham adcensa, ex qualche sedizione o guerra civile, se avesse ucciso a
quibus, si talem virum dolis interfecisset, ne tradimento un uomo tale.
qua seditio aut bellum oriretur, anxius erat.
63. In quel tempo Caio Mario, che si trovava ad Utica,

1
offrì un sacrificio agli dei: e l’aruspice gli annunciò che
i presagi gli promettevano una grande e meravigliosa
fortuna; intraprendesse dunque, fiducioso negli dei,
quello che andava progettando, tentasse più e più volte
la sorte: l’esito gli sarebbe stato in tutto favorevole. In
verità Mario covava in cuore già da tempo la grande
ambizione di ottenere il consolato e, a parte la nobiltà
familiare, aveva in abbondanza tutti i requisiti per
conseguirlo: l’energia, l’onestà, la perfetta conoscenza
dell’arte militare, l’animo bellicoso oltre ogni dire e
insieme parco nella vita privata, dominatore della
passione e dell’avarizia, avido soltanto di gloria.
Egli, nato e vissuto ad Arpino per tutta la fanciullezza,
appena fu in età di portare le armi, si dedicò alla carriera
militare, trascurando la retorica greca e le mondanità
cittadine: e così, fra queste oneste arti, il suo carattere
integro maturò rapidamente. Perciò, quando presentò al
popolo la candidatura per il tribunato militare, in grazia
della grande notorietà fu eletto senza opposizione da
tutte le tribù, nonostante il suo aspetto fosse ignoto ai
più. In seguito, dopo quella carica, conseguì senza
interruzione le altre, comportandosi sempre in modo tale
da sembrare degno di un’altra più importante
dell’attuale. E tuttavia, sino a quel momento, un uomo
così eccezionale – in seguito, infatti, precipitò a motivo
dell’ambizione – non osava chiedere il consolato: si era
ancora nel periodo in cui i plebei potevano ottenere tutte
le altre magistrature salvo il consolato, che i nobili si
passavano di mano in mano tra loro. La chiara fama e
gli atti di valore non bastavano a far sì che un uomo
95.1. Ceterum, dum ea res geritur, L. Sulla privo di tradizioni familiari non fosse ritenuto indegno
quaestor cum magno equitatu in castra venit, di quella magistratura e quasi contaminato. [Traduzione
quos uti ex Lati(o et a sociis cogeret, Romae di P. Frassinetti, in Caio Sallustio Crispo, Opere, a cura
relictus erat. 2. Sed quoniam nos tanti viri res di P. Frassinetti e L. Di Salvo, Torino 19631, p.287.]
admonuit, idoneum visum est de natura#
cultuque eius paucis dicere. Neque enim alio 95 1. D’altra parte, mentre si compivano quegli eventi,
loco de Sullae rebus dicturi sumus et L. venne all’accampamento il questore Lucio Silla con un
Sise#nna, optume et diligentissume omnium, qui gran numero di cavalieri, per reclutare i quali presso i
eas res dixere, persecutus, parum mihi libero latini e gli alleati era stato lasciato a Roma. 2. Ma
ore locutus videtur. 3. Igitur Sulla gentis poiché l’argomento ci ha fatto ricordare un uomo così
patriciae nobilis fuit, familia# prope iam extincta# grande, ci è parso opportuno soffermarci un poco
maiorum ignavia#, litteris Graecis atque Latinis sull’indole e sull’educazione. In nessun altro punto,
iuxta atque doctissume eruditus, animo ingenti, infatti, intendiamo trattare delle imprese di Silla; e
cupidus voluptatum, sed gloriae cupidior; otio d’altra parte Lucio Sisenna, che ne trattò meglio e più
luxurioso esse, tamen ab negotiis numquam accuratamente di tutti quelli che le narrarono, mi pare le
voluptas remorata, nisi quod de uxore potuit abbia esposte con scarsa imparzialità. 3. Silla, dunque,
honestius consuli; facundus, callidus et amicitia# era di nobile stirpe patrizia, ma di un ramo ormai
facilis, ad simulanda negotia altitudo ingeni pressoché estinto per la viltà degli avi; erudito nello
incredibilis, multarum rerum ac maxume stesso grado e con la massima profondità nelle lettere
pecuniae largitor. 4. Atque illi felicissumo greche e latine; di animo grande, avido di piaceri, ma
omnium ante civilem victoriam numquam più avido ancora di gloria; era dissoluto nell’ozio,
super industriam fortuna fuit, multique tuttavia il piacere non lo trattenne mai dall’attività,
dubitavere, fortior an felicior esset. Nam postea eccettuato il fatto che riguardo alla moglie avrebbe
quae fecerit, incertum habeo pudeat an pigeat potuto comportarsi più decorosamente; efficace nel dire,
magis disserere. astuto, condiscendente verso gli amici, era incredibile
96.1. Igitur Sulla, uti supra dictum est, come sapesse celare i suoi intenti nel profondo
postquam in Africam atque in castra Mari# cum dell’animo; era prodigo di molte cose e in particolare di
equitatu venit, rudis antea et ignarus belli, denaro. 4. Egli, fortunatissimo fra tutti prima della
sollertissumus omnium in paucis tempestatibus vittoria nella guerra civile, non ebbe mai una fortuna
factus est. 2. Ad hoc milites benigne appellare, superiore alla sua attività; e molti si chiesero se fosse

2
multis rogantibus, aliis per se ipse dare più meritevole o fortunato. In verità, non so se procuri
beneficia, invitus accipere, sed ea properantius più vergogna o nausea descrivere le azioni che commise
quam aes mutuom reddere, ipse ab nullo in seguito.
repetere, magis id laborare, ut illi quam 96 1. Silla, dunque, come si detto sopra, dopo essere
plurumi deberent, ioca atque seria cum giunto in Africa e al campo di Mario con la cavalleria,
humillumis agere, 3. in operibus, in agmine dapprima inesperto e ignaro di guerra, in breve tempo
atque ad vigilias multus adesse, neque interim, diventò il più abile di tutti. 2. Inoltre salutava
quod prava ambitio solet, consulis aut affabilmente i soldati, concedeva favori ai molti che
quoiusquam boni famam laedere, tantummodo glieli chiedevano e ad altri di sua iniziativa; ne riceveva
neque consilio neque manu priorem alium pati, mal volentieri e anzi li restituiva più in fretta del denaro
plerosque antevenire. 4. Quibus rebus et artibus preso a prestito; lui non chiedeva il contraccambio a
brevi Mari(o militibusque carissumus factus. nessuno e mirava piuttosto a questo: che quelli nel
massimo numero possibile gli fossero obbligati. Passava
il tempo a scherzare e a parlare seriamente con le
persone più modeste. 3. Partecipava spesso ai lavori di
difesa, alle marce, ai turni di guardia e tuttavia non
ledeva, come l’ambizione perversa è solita fare, la
reputazione del console o di qualunque altra persona
importante, soltanto no tollerava che un altro gli fosse
superiore nelle riflessioni né nelle azioni: eccelleva sui
più. [Link] tali azioni e tali comportamenti divenne in
breve tempo carissimo a Mario e ai soldati.

5.1. Bellum ... itum est: il periodo iniziale è articolato in una breve principale (bellum scripturus
sum) che regge la relativa quod ... gessit e le due causali oggettive, tra loro coordinate primum quia
... fuit e dein quia ... itum est «innanzitutto perché… poi perché… si andò incontro»; scripturus
sum, «mi accingo a scrivere»: costruzione perifrastica attiva; lo scrittore annuncia l’argomento della
sua opera e i motivi che lo rendono significativo; magnum ... atrox ... variaque victoria, «grande,
terribile e di esito incerto»: variatio costituita da due aggettivi cui segue un abl. di qualità; il primo
motivo di interesse è intrinseco alla guerra stessa raccontata, mentre il secondo (dein quia ... itum
est, ... «si andò incontro»: passivo impersonale) riguarda piuttosto la storia di Roma in generale: la
crisi della repubblica, è dovuta, per Sallustio (si veda anche il proemio del Bellum Catilinae) alla
superbia della classe nobiliare romana. La nobilitas, infatti, ha perso progressivamente il senso di
responsabilità proprio della classe dirigente badando in misura sempre maggiore all’interesse
personale.
2. quae contentio, «e questa lotta», nesso relativo: si tratta del conflitto tra la nobilitas e i
populares; permiscuit, «sconvolse», verbo principale, il c. ogg. sono i neutri sostantivati divina et
humana; eoque ... processit ut, «giunse a tal punto di follia che ...»: la proposizione introduce la
consecutiva ut ... finem faceret «che… pose fine»; ve-cordia, «follia» è la perdita (ve-) della
ragione, (cor originariamente indica la sede della ragione e per metonimia la ragione stessa); studiis
civilibus, «alle passioni politiche»: studium indica qui la passione politica; è un dativo retto da
finem faceret (allitterazione); vastitas, «devastazione».
Ma prima di dare inizio a un argomento di tal genere, risalirò un po’ più indietro, perché tutti gli
avvenimenti risultino più evidenti e più accessibili a conoscersi.
3. Sed prius quam ... expedio, «Ma prima di dare inizio», prop. sub. temporale; huiusce modi rei, «a
un argomento (rei) di tal genere»: huiusce è composto da huius + particella dimostrativa -ce; pauca
... repetam, «risalirò un po’ indietro», prop. principale; quo ... in aperto sint, «perché tutti gli
avvenimenti risultino più evidenti e più accessibili (in aperto) a conoscersi (ad cognoscendum)»;
quo: unito a un comparativo, introduce una finale. Si noti ancora la variatio: un aggettivo (illustria)
è coordinato con un sintagma (in aperto); inoltre la struttura della frase, con gli avverbi comparativi
al centro (magis magisque) è chiastica.
4. bello Punico secundo, «nella seconda guerra punica» abl. di tempo, come il seguente quo; quo…
Hannibal adtriverat, «in cui… Annibale… aveva logorato», sub. relativa; adtriverat, da adtero, is, -
trivi, -tritum, ere; post magnitudinem Romani, «dopo che il nome di Roma era già divenuto

3
grande» (propriamente «dopo la grandezza del nome di Roma»); maxume, arcaismo per maxime
«più di ogni altro»; in amicitiam receptus: «riconosciuto come amico», receptus, da recipio (re +
capio con apofonia latina) è un participio congiunto rif. a Masinissa; quoi ... Africano ... fuit, «che
in seguito ebbe l’appellativo di ‘Africano’», sub. rel: quoi è un arcaismo per cui e attrae in dat. il
predicativo del sogg. Africano; facinora fecerat «aveva compiuto imprese», verbo della principale:
allitterazione; ob quae, «e grazie a quelle [imprese]», nesso relativo, riferito a facinora; victis
Carthaginiensibus: abl. ass.; capto Syphace: abl. ass.; quoius… magnum atque late imperium valuit
«il cui [di Siface] impero si affermò in Africa con forza (magnum) e per una grande estensione
(late)»; quoius è forma arcaica di cuius; si noti anche qui la variatio: l’agg. magnum (propriamente
«grande») in funz. predicativa è coordinato all’avverbio late; quascumque… ceperat: sub. relativa
itrodotta dal rel. indef. quicumque; manu, «con le armi», metafora; regi dono dedit: «diede in dono
al re», doppio dativo e allitterazione tra dono e dedit.
5. imperi ... fuit «la fine della sua vita e del suo impero coincisero» (lett. «la fine della sua vita e del
suo impero fu la stessa»).
6. regnum obtinuit, «regnò»; Mastanabale ... absumptis: abl. assoluto con valore temporale.
7. is: Micipsa; ex sese genuit: «generò»; eodem ... habuit, «tenne in casa sua con lo stesso
trattamento con cui teneva i suoi figli», il c. ogg. è Iugurtham; quem privatum dereliquerat, «che
aveva lasciato in condizione di privato cittadino», sub. rel.; quod ortus… erat, sub. causale.

6.1. Qui, «E questi»: nesso relativo, riferito a Giugurta; ubi primum adolevit: sub. temporale;
pollens viribus ... ingenio validus: gli aggettivi, con gli ablativi di limitazione che li detrminano,
costituiscono un chiasmo; ma al centro del chiasmo, in variatio, c’è decora facie «di aspetto
avvenente», un abl. di qualità; non… dedit: il c. ogg. è se; luxu è un dativo contratto da luxui
(propriamente «non si diede alla vita dissipata»); conrumpendum: gerundivo predicativo, con valore
finale («non si diede per farsi corrompere», cioè «non si lasciò corrompere»); uti = ut: comparativo,
«come»; equitare, iaculari, ... certare: inf. descrittivi, come gli altri che seguono, esse, agere,
ferire, facere, loqui, da tradurre come imperfetti; quom ... anteiret «sebbene superasse»: quom è
forma arcaica per cum, che ha qui valore concessivo; gloria: abl. di limitazione; ad hoc: «inoltre»;
pleraque tempora «il più del tempo»: ogg. di agere, che significa «trascorrere» (cf. agere vitam); in
venando: in + abl. gerundio, «a caccia», propriamente «nel cacciare»; primus: pred. del sogg.;
plurumum… minumum: arcaismi per plurimum / minimum, «moltissimo… pochissimo».
2. Quibus rebus: nesso relativo e abl. di causa; tametsi ... laetus fuerat « benchè… fosse stato
contento», sub. concessiva; virtutem ... fore «che il valore di Giugurta sarebbe stato di onore al suo
regno», infinitiva oggettiva dipendente dal participio existumans «pensando»; regno suo gloriae:
doppio dativo; postquam… intellegit: «quando si rese conto» sub. temporale, da cui dipende
l’infinitiva oggettiva hominem adulescentem… crescere «che il giovane uomo si distingueva
sempre di più»; exacta sua aetate ... liberis, «mentre la sua vita volgeva al termine e i figli erano
piccoli»: ablativi assoluti con valore avversativo; permotus «turbato»: part. congiunto riferito a
Micipsa; multa ... volvebat, «faceva molte riflessioni»; cum animo suo, «fra sé».
3. natura mortalium: propriamente «la natura degli uomini»; praeceps ad explendam ... cupidinem,
«pronta a soddisfare i desideri dell’animo»; praeceps: da prae + caput, lett. «con la testa in avanti»,
«a capofitto»; opportunitas ... aetatis, «l’occasione offerta dall’età sua e dei figli» (aetatis è gen.
soggettivo); quae transvorsos agit, «che trascina via», sub. rel.; è l’immagine del legname travolto
(transvorsus, «volto di traverso», arcaismo per transversus ) dalla piena di un fiume; studia
Numidarum, «le simpatie dei Numidi»; ex quibus… anxius erat: sub. relativa «per cui… temeva»;
regge la sostantiva ne oriretur, «che scoppiasse», apodosi di un periodo ipotetico della possibilità,
la cui protasi è si interfecisset «se avesse ucciso»; dolis, «a tradimento»: abl. strumentale; qua,
«qualche»: pron. indefinito.

95.1. dum ... geritur, «mentre si compivano quegli eventi»: temporale con il primo dum; L. Sulla ...
venit: principale; quos uti ... cogeret Romae relictus erat: «per reclutare i quali era stato lasciato a

4
Roma» l’acc. pl. maschile quos è concordato a senso con equitatu; il pronome quos introduce la
relativa e dipende nello stesso tempo come oggetto da cogeret; Romae «a Roma», locativo.
2. Sed quoniam ... admonuit «Ma poiché l’argomento ci ha fatto ricordare»: sub. causale; nos:
plurale letterario, in cui lo scrittore coinvolge i suoi destinatari; tanti viri : genitivo retto dal verbo
di memoria admonuit; idoneum visum est: «ci è parso opportuno», paucis dicere, propriamente
«dire con poche parole», costruzione impersonale di videor; de natura cultuque, «sull’indole e
sull’educazione»; scripturi sumus: «intendiamo trattare», perifrastica attiva. L. Sisenna: L. Cornelio
Sisenna aveva scritto la storia di Roma dalla guerra sociale alla morte di Silla; optume… omnium
persecutus : «che ne trattò meglio e più accuratamente di tutti (omnium)»; optume = optime;
persecutus, part. congiunto da persequor, riferito a Sisenna; qui eas res dixere, «coloro che le
narrarono», qui si riferisce al partitivo omnium; dixēre è un perfetto arcaico (= dixerunt); parum ...
locutus (esse) videtur, «mi pare che le abbia esposte con scarsa imparzialità (libero ore)»;
costruzione personale di videor.
3. gentis: la gens Cornelia, della quale faceva parte la familia dei Silla, familia… extincta: «da un
ramo ormai pressoché estinto», abl. di origine, maiorum ignavia, «per la viltà degli avi»; iuxta
atque doctissume, «nello stesso grado e con la massima profondità»; litteris Graecis atque Latinis:
abl. di limitazione; cupidus voluptatum, sed gloriae cupidior: poliptoto con gradatio concettuale e
costruzione a chiasmo; otio luxurioso esse: propriamente «era di ozio dissoluto», abl. di qualità;
esse è un inf. descrittivo; ab negotiis ... remorata, «il piacere non lo trattenne mai dall’attività»; nisi
quod de uxore ... consuli, «eccettuato il fatto che riguardo alla moglie avrebbe potuto comportarsi
più decorosamente»; potuit consuli è una forma impersonale che serve ad attenuare il giudizio
(propriamente: «ci si sarebbe potuti comportare… »); amicitia facilis: «condiscendente verso gli
amici»; ad simulanda… incredibilis, propriamente: «era incredibile la profondità dell’animo per
celare gli intenti»; largitor «prodigo».
4. felicissumo, «fortunatissimo»: Sallustio qui si rifà alle iscrizioni trionfali dove Silla era chiamato
felix; si ricordi anche che al nostro «felice» corrisponde in latino beatus; illi… numquam ... fuit,
«non ebbe mai una fortuna superiore alla sua attività», dativo di possesso; dibitavēre: «si chiesero»,
perfetto arcaico, introduce l’interrogativa disgiuntiva fortior an felicior esse «se fosse più
meritevole o fortunato»: si noti l’allitterazione; quae… fecerit: «le cose che fece in seguito»,
anticipazione (prolessi) della relativa; il congiuntivo è indiretto; incertum habeo «non so», prop.
principale; pudeat an pigeat «se procuri più vergogna o nausea», interrogativa disgiuntiva; i verbi
sono allitteranti disserere: «descrivere», l’infinito ha come oggetto il pronome rel. quae.

96.1. uti … dictum est: «come si è detto sopra», parentetica con l’impersonale passivo; postquam ...
venit, «dopo che giunse ...»: temporale; antea: «dapprima»; sollertissimus omnium «il più abile di
tutti»; in paucis tempestatibus, «in breve tempo».
2. appellare… infinito narrativo «salutava», come i successivi dare ... accipere… reddere…
repetere; multis rogantibus «ai molti che chiedevano», dativo retto da dare; per se ipse, «di sua
iniziativa»; invitus «mal volentieri», predicativo del sogg.; ea, s’intende «i favori»; aes mutuom,
«denaro preso a prestito»; repetere, «chiedeva il contraccambio», come peto, anche repeto regge
ab+abl. della persona a cui si chiede; magis id laborare «mirava piuttosto a questo», propriamente
laboro significa «darsi da fare»; id è ripreso e spiegato dalla successiva sostantiva epesegetica: ut
quam plurumi ... deberent, «che quelli, nel massimo numero possibile, (gli) fossero obbligati»: ma
il pron. riflessivo è sottinteso; ioca ... agere, «passava il tempo a scherzare e a parlare seriamente
con le persone più modeste».
3. continua la serie degli infiniti narrativi: adesse… laedere… pati… antevenire; multus adesse,
«partecipava spesso»: multus è predicativo del soggetto; quod… solet: propriamente «cosa che
l’ambizione perversa è solita fare»; quoiusquam (= cuiusquam) boni: di qualunque persona
importante; quisquam è l’indefinito della frase negativa; tantummodo ... pati, «soltanto non
tollerava che un altro gli fosse superiore nelle riflessioni (consilio) né nelle azioni (manu)».
4. Quibus rebus et artibus, «con tali azioni e comportamenti»: nesso relativo costituito da una
coppia sinonimica.
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