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Liceo Classico

Il documento illustra l'importanza dello studio della lingua e della letteratura italiana nel contesto educativo, sottolineando il ruolo della lingua come patrimonio culturale e strumento di identità. L'insegnamento della letteratura mira a sviluppare la capacità di comprensione e riflessione critica negli studenti, utilizzando testi significativi e approcci pratici. Viene enfatizzata l'importanza di una lettura profonda e di un'analisi critica dei testi, integrando anche generi diversi e forme artistiche contemporanee nel percorso di apprendimento.

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Liceo Classico

Il documento illustra l'importanza dello studio della lingua e della letteratura italiana nel contesto educativo, sottolineando il ruolo della lingua come patrimonio culturale e strumento di identità. L'insegnamento della letteratura mira a sviluppare la capacità di comprensione e riflessione critica negli studenti, utilizzando testi significativi e approcci pratici. Viene enfatizzata l'importanza di una lettura profonda e di un'analisi critica dei testi, integrando anche generi diversi e forme artistiche contemporanee nel percorso di apprendimento.

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LICEO CLASSICO

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA

PERCHÉ STUDIARE LA LINGUA

La lingua italiana rappresenta un bene culturale nazionale e un mezzo di accesso alla conoscenza da
salvaguardare e coltivare, pur in contesto plurilingue e aperto all’internazionalizzazione. La Corte
costituzionale ha stabilito che «il primato della lingua italiana non solo è costituzionalmente indefettibile», ma
che tale primato è anche fondamentale per la «trasmissione del patrimonio storico e dell’identità della
Repubblica, oltre che garanzia di salvaguardia e di valorizzazione dell’italiano come bene culturale in sé». La
Corte ha fatto seguire a questa considerazione una deduzione assai rilevante per chi abbia a cuore l’educazione
dei giovani: «La centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana si coglie particolarmente nella
scuola e nelle università» (sentenza 42/2017, 3.1-2). La dimensione linguistica condiziona le competenze
comunicative, logico - argomentative e culturali, e per questo richiede obiettivi comuni a tutti i percorsi liceali.
PERCHÉ STUDIARE LA LETTERATURA

Lo scopo dell’insegnamento della letteratura al liceo – non diversamente che nella scuola del primo ciclo, ma
in modo più approfondito e con maggiore consapevolezza storico-culturale – è fare in modo che gli studenti
prendano gusto alla lettura, e che da ciò che leggono ricavino gli strumenti per capire meglio sé stessi e il
mondo. Vale a dire che la letteratura è sia un modo per conoscersi – trovando nei pensieri, nelle emozioni e
nei desideri che gli scrittori del passato hanno saputo tradurre in parole la traccia di un’umanità comune – sia
un modo per imparare a stare nel mondo con consapevolezza, cioè per stabilire relazioni significative, di
collaborazione, rispetto e fraternità con gli altri. Leggere i testi letterari è sia un modo per capire chi si è, da
dove si viene, quali sono le proprie radici, che cosa si pensa, che cosa si desidera, sia un modo per poter
cambiare, crescere, e auto-crearsi. La letteratura del passato parla dell’esperienza umana, che va messa in
relazione con quella ancora acerba degli studenti.
LINEE GENERALI E COMPETENZE

LINGUA ITALIANA

Al termine del percorso liceale lo studente dovrà padroneggiare appieno la lingua italiana, cioè dovrà essere
in grado di esprimersi in forma scritta e orale con chiarezza e proprietà, variando a seconda dei diversi contesti
e scopi l’uso personale della lingua, rispetto ai fini e alle situazioni comunicative. Nell’ambito della produzione
scritta, lo studente saprà compiere adeguate scelte lessicali e avrà imparato a controllare gli elementi di
progressione tematica del testo, l’organizzazione logica entro e oltre la frase, l’uso dei connettivi (preposizioni,
congiunzioni, avverbi e segnali di strutturazione del testo), l’uso dell’interpunzione nelle debite strategie
testuali. Gli sarà stata offerta l’occasione di riflettere in modo critico, anche mediante apposite esperienze, sul
rapporto tra scrittura prodotta dall’uomo e testi generati da strumenti di intelligenza artificiale, valutandone le
differenze stilistiche, argomentative, e l’affidabilità.
Essendo già acquisite le cognizioni basilari di grammatica relative alle parti del discorso e alla sintassi, lo
studente perfezionerà lo studio dei costituenti della frase. L’analisi logica, funzionale anche all’apprendimento
del latino e delle lingue straniere, è da molti anni oggetto di discussioni critiche. Gli insegnanti più esperti di
linguistica possono dunque operare mediante quella che si definisce “analisi in costituenti”, evitando però di
modernizzare forzatamente l’insegnamento con l’adozione, in un impianto tradizionale, di troppi elementi
terminologici nuovi, magari scarsamente motivati e non necessari. Non si tratta di spiegare agli studenti la
linguistica moderna, ma di usare la linguistica moderna per insegnare bene la lingua.
Lo studio avanzato della grammatica sarà affiancato da una conoscenza almeno basilare della storicità e delle
trasformazioni della lingua italiana, anche attraverso la lettura, fin dal biennio, di alcuni testi letterari distanti
nel tempo, risalenti al Duecento e al Trecento. Saranno fornite alcune nozioni di storia della lingua e di
linguistica italiana, in primo luogo per mostrare l’origine del volgare dal latino, poi per spiegare, attraverso le
grandi tappe del dibattito sulla “questione della lingua”, così come si è storicamente svolto, il rapporto tra
l’italiano di oggi, la lingua di Firenze e quella di Roma. Ciò aiuterà a comprendere la speciale posizione

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occupata nei secoli dalla lingua letteraria e poetica, ben distinta da quella della comunicazione quotidiana.
Saranno illustrate le principali caratteristiche dello spazio linguistico-geografico italiano, dando notizia della
presenza, entro i confini dello stato politico attuale, di lingue minoritarie e dialetti. Sarà utile anche illustrare
la presenza dell’italiano nel mondo, come lingua di cultura e come lingua portata dai migranti, e lo status di
ufficialità della lingua italiana in Svizzera, oltre che l’uso che se ne fa in Vaticano e da parte dei Pontefici della
Chiesa cattolica, anche quelli non di nascita italiana. Si tratta dunque di suggerire un’idea chiara della posizione
dell’italiano rispetto alle altre lingue usate nell’Europa di oggi, in un quadro attento al valore del
plurilinguismo, della varietà delle lingue, dei loro rapporti internazionali. Sarà utile, per completare il quadro
generale, dare un’idea della distribuzione dei grandi gruppi linguistici nel mondo attuale, delle lingue che
hanno un più elevato numero di parlanti, delle lingue con elevata tradizione di cultura, o ‘forti’ perché sono
espressione di nazioni economicamente e militarmente potenti. Il quadro linguistico moderno potrà essere
utilmente confrontato con le situazioni del passato: la Grecia antica, l’Impero di Roma, il Medioevo, il
Cinquecento e Seicento (secoli di prestigio internazionale dello spagnolo, ma anche di grande successo
internazionale dell’italiano, in quanto lingua letteraria e di cultura), fino al Settecento illuminista, alla
Rivoluzione francese e all’impero napoleonico, che vide la prevalenza e l’espansione dell’idioma d’Oltralpe.
Il percorso si chiuderà con la situazione creatasi dopo la Seconda guerra mondiale, quando iniziò l’ascesa
dell’inglese che caratterizza ancora fortemente la nostra epoca. L’attenzione all’inglese potrà essere strumento
per riflettere, eventualmente anche in maniera critica, sull’italiano di oggi, sui prestiti linguistici e sui
neologismi.
LETTERATURA

Selezionare. All’insegnante spetta anzitutto il compito di selezionare i contenuti, senza strafare. A parte pochi
autori e testi, nulla è obbligatorio. L’insegnante sceglierà ciò che ritiene possa essere più interessante, utile e
coinvolgente per gli studenti che ha di fronte, meglio se motivando le sue scelte. Potrà farlo seguendo un
criterio cronologico e/o tematico (poniamo: la letteratura che racconta il lavoro, o la guerra, o la crescita
individuale) oppure ‘di genere’ (poniamo: la poesia d’amore dalle origini a oggi, oppure il genere cavalleresco
tra Medioevo e prima età moderna). Quale che sia il criterio, è meglio insegnare poche cose bene che tante
cose superficialmente. L’infarinatura non serve a niente.
I testi al centro dell’insegnamento. I libri di testo indugiano a lungo sulle biografie degli autori e sulla loro
visione del mondo e della letteratura. Non sono informazioni inutili, ovviamente: e la storia di vite avventurose
(quella di Dante, poniamo, o di Cellini, o di Alfieri) può catturare l’attenzione degli studenti. Ma ‘studiare
letteratura’ non significa imparare la biografia e la poetica degli autori, o la critica sugli autori, e neppure
studiare a memoria le caratteristiche della tale o talaltra corrente letteraria. Significa leggere i testi, capire il
loro senso complessivo, comprendere il significato delle parole che li compongono. A questo scopo, è bene
che le lezioni sugli autori non si dilunghino sulla vita e le opere in generale ma si concentrino subito su un
testo esemplare. È bene che lo studente sia messo nella condizione di provare da solo a comprendere i testi,
senza essere sommerso dalle note di parafrasi e dalle interpretazioni che altri hanno dato di quei testi. Ciò può
avvenire attraverso la lettura autonoma, a casa o in classe; oppure attraverso la lettura ad alta voce,
dell’insegnante o degli studenti a turno, discutendo insieme di ciò che si è letto.
Che cosa fare e non fare dopo aver letto i testi. Dei testi bisogna anzitutto capire il significato, la struttura e il
funzionamento. La nomenclatura tecnica può essere utile, ma non deve diventare un feticcio: piuttosto che far
imparare a memoria la distinzione tra racconto omodiegetico e racconto eterodiegetico, meglio leggere un testo
insieme agli studenti e riflettere con loro sul modo in cui l’autore vi fa sentire la sua voce. Oppure: piuttosto
che elencare le figure retoriche presenti in un testo, meglio riflettere sul senso che la tale o talaltra figura
retorica ha in quel preciso contesto. Contano i testi, e l’uso che gli scrittori hanno fatto della retorica all’interno
dei testi; imparare a memoria le definizioni delle figure retoriche non serve a niente.
Gli strumenti per capire. Si tratta dunque in primo luogo di comprendere i testi, senza approssimazioni. A tale
scopo lo studente, aiutato dall’insegnante, si servirà delle note dell’antologia e, soprattutto, del vocabolario,
ma dopo aver provato a capire da solo che cosa dice il testo, cioè dopo essersi avvicinato senza mediazioni alla
voce dell’autore. Sarà perciò utile che l’insegnante dedichi almeno una lezione (o un ripasso), all’inizio di ogni
ciclo scolastico, all’uso consapevole dei vocabolari, cartacei e online, magari con qualche nozione relativa ai
vari tipi di vocabolari (storici, sincronici, etimologici, dei sinonimi e contrari) e alla strutturazione dei singoli
lemmi. Insomma, è importante imparare presto come si usa un vocabolario, ed è un apprendimento che può
essere fatto con gusto: orientarsi tra i sinonimi, costruire campi semantici, scoprire etimologie – sono attività
che in genere agli studenti non dispiace fare e che sono anche una perfetta integrazione allo studio delle
discipline classiche.
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Letture integrali. All’antologia verranno affiancate letture integrali di libri (qualche suggerimento al paragrafo
Obiettivi specifici di apprendimento), per incentivare l’abitudine e l’allenamento alla lettura. Sta
all’insegnante, naturalmente, valutare di volta in volta quali autori e quali libri scegliere, calibrando la scelta
sulla ricettività della classe, e anche proponendo libri diversi a ciascuno studente. Che tipo di lavoro chiedere
agli studenti, su questi libri? La compilazione di una scheda di analisi o riassuntiva a casa, oltre che affliggente,
è diventata inutile, perché la fanno i chatbot; meglio quindi scriverne in classe, oppure – ancora meglio –
chiedere agli studenti, anche in gruppo, di parlare di questi libri presentandoli alla classe attraverso la selezione
di passi particolarmente belli o interessanti, slide riepilogative, immagini. Saper parlare in pubblico, saper
argomentare in maniera chiara e convincente sono capacità importanti, e una simile esposizione orale può
aiutare a conseguirle o a consolidarle.
Generi diversi, e non solo libri. Non esiste soltanto la poesia, non esistono soltanto i romanzi, che pure formano
la gran parte del canone letterario italiano ed europeo. Per leggere e per esercitarsi nella scrittura possono
essere utili anche testi di genere diverso: sceneggiature e copioni teatrali o cinematografici, biografie e
autobiografie, buoni articoli di giornale (cioè non articoli presi a caso dai quotidiani ma scelti tra i meglio
scritti e i meglio argomentati), interviste, e soprattutto saggi. La letteratura degli ultimi due secoli è piena di
eccellenti pagine saggistiche, che hanno il doppio vantaggio di insegnare agli studenti come si argomenta una
tesi e che cosa è successo in un determinato momento storico, e possono anche essere sfruttate nelle ore
dedicate all’educazione civica. A mero titolo d’esempio (l’insegnante ha come sempre piena libertà di scegliere
testi diversi, purché di alta qualità): la Storia della colonna infame di Manzoni, lo Zibaldone di Leopardi, le
Lettere meridionali di Pasquale Villari, qualche pagina dei Quaderni del carcere di Gramsci (ma anche le sue
cronache teatrali), L’Italia rinunzia? di Corrado Alvaro, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Le piccole
virtù di Natalia Ginzburg, Pro o contro la bomba atomica di Elsa Morante, Una pietra sopra di Italo Calvino,
gli Scritti corsari e le Lettere luterane di Pier Paolo Pasolini, Uscita di sicurezza di Ignazio Silone, i saggi di
Ennio Flaiano e di Vitaliano Brancati, Le parrocchie di Regalpetra o L’affaire Moro o A futura memoria di
Leonardo Sciascia, La prevalenza del cretino di Fruttero e Lucentini, I sommersi e i salvati di Primo Levi. E
naturalmente la saggistica straniera può ben affiancare quella italiana, anche allo scopo di avvicinare gli
studenti a contesti storico-culturali diversi.
I libri sono il nerbo di un’educazione umanistica. Ma nel corso del ventesimo secolo alla letteratura si sono
affiancate altre arti che hanno prodotto capolavori e che sono spesso più facilmente fruibili (e fruite) dagli
studenti: fumetti e graphic novel; audiovisivi (cinema, serie TV); canzoni; videogiochi e giochi da tavolo, che
hanno raggiunto livelli impressionanti di raffinatezza anche dal punto di vista narrativo. Analizzare una
canzone e provare a scriverne una, trasformare un racconto in un copione, provare a scrivere un’intervista,
realizzare un breve video che illustri un argomento affrontato in classe sono utili esercizi, anche per favorire
l’apprendimento condiviso.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

LINGUA

PRIMO BIENNIO

Nel biennio si dovrà sviluppare l’abitudine alla lettura come mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi
del sapere, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura e di riflessione. La lettura si deve avvalere di
strumenti tecnici d’appoggio, per prima cosa del dizionario monolingue e di quelli bilingui (in riferimento alle
lingue straniere studiate). Lo studente imparerà a usare bene gli strumenti lessicografici (cartacei o elettronici)
e il manuale di grammatica per ricavarne informazioni utili alle proprie esigenze comunicative e di
comprensione, per il controllo della norma, e anche per accrescere il proprio lessico, verificando in autonomia
il significato delle parole. Lo studente dovrà essere in grado di leggere le forme semplificate di alfabeto
fonetico adottate nei dizionari italiani (per es. per distinguere l’apertura o chiusura delle vocali, e la z e la s
sorde o sonore), dovrà riconoscere le indicazioni dell’alfabeto fonetico internazionale semplificato, utilissime
anche quando la pronuncia vocale è registrata (è noto che in molti casi il parlante non riesce a cogliere e
definire i suoni di una lingua che pure il suo orecchio ascolta: per questo è sempre utilissima la trascrizione
fonetica).
Quanto alle finalità dell’insegnamento della grammatica, va tenuto presente che esso sarà tale quanto più ci si
ricorderà che «‘sapere una lingua’, cioè avere una buona competenza linguistica, vuol dire non solo rispettare
le strutture e le regole preposte al loro funzionamento, ma anche riuscire a valorizzare con scelte consapevoli
e funzionalmente appropriate le possibilità espressive che la lingua ci mette a disposizione» (M. Prandi). Detto
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altrimenti: «non bisogna insegnare la grammatica come un insieme di norme da imparare faticosamente, ma
far leva sul fatto che l’italiano è la lingua materna dello studente, e quindi renderlo consapevole che nella sua
mente c’è un formidabile software grazie al quale lui parla e capisce chi gli parla» (M. Tavoni).
Lo studente si orienterà nella varietà linguistica italiana, rendendosi conto delle differenze regionali e dialettali,
almeno per grandi linee. Avrà maturato un’idea della funzione attribuita in passato alla lingua fiorentina, e ne
avrà inteso le ragioni e i limiti. Gli sarà stato insegnato che l’italiano di oggi deriva dal fiorentino letterario del
Trecento, successivamente arricchito e trasformato, soprattutto dopo l’Unità politica italiana del 1861. Saprà
che nel lessico italiano sono entrati molti regionalismi, che i vocabolari registrano come tali, segnalandone
l’origine nelle note etimologiche. Lo studente avrà imparato a riconoscere nei testi antichi che ha letto a scuola
alcune caratteristiche dell’italiano dei secoli passati e alcune caratteristiche della lingua letteraria della poesia.
Anche la lettura di brani dei “Promessi sposi”, se svolta in classe, potrà essere l’occasione per sviluppare i temi
linguistici in rapporto all’unificazione culturale e politica italiana. Sarà utile illustrare lo stato dell’italofonia
nel 1861 e i grandi progressi che sono stati compiuti nell’educazione popolare. Si potrà così parlare della lingua
media unitaria, dello standard e delle varietà di italiano regionale, con esempi di geosinonimi, ma anche dando
conto delle pronunce diverse dell’italiano nelle varie regioni della Penisola. Saranno illustrate le norme in base
alle quali i dizionari indicano la pronuncia delle parole, con riferimento al toscano e all’italiano di Roma (per
es. lèttera e léttera, con diversa apertura o chiusura della “e”). Lo studente dovrà dunque acquisire coscienza
della storicità della lingua, della sua natura complessa, che conserva relitti del passato e si rinnova prima di
tutto con neologismi e parole forestiere. Dovrà acquisire coscienza che il lessico arcaico, letterario e ricercato,
usato da scrittori o saggisti, non va esibito o impiegato troppo largamente, ma allo stesso tempo ci permette di
non perdere la chiave (e dunque la memoria) delle scritture del tempo passato. Non è questa la parte della
lingua che si possa o si debba usare per forza nella vita comune, ma è una parte della lingua che è esistita, che
è stata scritta, e che, quando serve, si può comprendere mediante il ricorso a strumenti idonei. La lingua,
insomma, non funziona solo in base alla ‘naturalezza’ e ‘spontaneità’, perché è frutto di una stratificazione
culturale e sociale complessa e polimorfa: l’appropriatezza, persino l’eleganza, nell’uso della lingua richiedono
la previa comprensione del contesto di riferimento, e l'utilizzo, conseguente ed appropriato delle varianti di
registro, a seconda del mezzo utilizzato (varianti diamesiche), del luogo (varianti diatopiche), del destinatario
e della situazione. Le variazioni linguistiche potranno essere verificate e sperimentate anche mediante l’uso
degli strumenti di intelligenza artificiale, che, su specifica richiesta dell’utente, possono produrre messaggi
diversamente formulati a seconda della destinazione, della funzione e del contesto.

SECONDO BIENNIO

Lo studente analizzerà i testi letterari non solo badando al contenuto, alla trama, al significato e al sistema
culturale dell’autore, ma anche sviluppando la debita attenzione agli elementi linguistici, valido antidoto alla
superficialità e alla lettura puramente ideologica, praticando la spiegazione letterale per rilevare le peculiarità
del lessico, della semantica e della sintassi e, nei testi poetici, riconoscendo l’incidenza del linguaggio figurato,
delle rime, delle figure di suono e della metrica. Presentando esempi di prosa saggistica e argomentativa,
l’insegnante metterà in evidenza le tecniche dell’argomentazione, la presenza di dati e le forme retoriche a cui
è affidata la capacità di convincere e di trasmettere verità, propria appunto del testo argomentativo, se e quando
risulta valido. Se ne coglierà anche la coerenza testuale, valutandone il grado, analizzandone l’eventuale
scarsità o insufficienza. Si esamineranno testi scritti mediante l’intelligenza artificiale, anche prove di
riassunto, al fine di verificare le differenze degli esiti di differenti strumenti, e li si confronteranno con analoghi
prodotti della mente umana, realizzati in classe dagli studenti stessi.
La lettura dei “Promessi sposi” (se condotta nel secondo biennio) sarà occasione preziosa per collegare il
discorso letterario ai temi linguistici.

QUINTO ANNO

Lo studente avrà sviluppato conoscenze e competenze linguistiche traendo frutto dalla grande varietà di testi
proposti allo studio, non solo testi letterari, ma anche testi saggistici e argomentativi, compresi quelli incontrati
in altre discipline. In questa prospettiva, sarà sollecitato al possesso dei lessici disciplinari specialistici, con
particolare attenzione ai termini che passano dalle lingue speciali alla lingua comune o che sono dotati di
diverse accezioni nei diversi ambiti di uso. Saprà riconoscere i termini stranieri entrati come tecnicismi in
italiano, con o senza adattamenti, o in forma di calchi (la consultazione del dizionario monolingue e soprattutto
del dizionario etimologico sarà di aiuto). Lo studente completerà le conoscenze ricavate dalla storia letteraria
e dalla storia, relativamente alle vicende dell’Italia unita, approfondendo i temi dei rapporti lingua-dialetto,
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anche attraverso la lettura di autori che del dialetto hanno fatto uso nella poesia del Novecento, o che hanno
arricchito la prosa italiana con elementi dialettali. Avrà chiare le differenze tra dialetto, lingua comune e d’uso,
lingua standard di livello medio-alto, lingua letteraria, lingua tecnico-scientifica, e conoscerà le modalità, i
vantaggi e i rischi della creazione di testi per mezzo degli strumenti di intelligenza artificiale. Avrà chiare le
conseguenze del rapporto tra lingue, che comporta lo scambio di lessico, la creazione di internazionalismi e la
diffusione di calchi e neologismi. Saprà dove orientarsi per conoscere i neologismi e il loro significato,
valutando la differenza tra occasionalismi e parole nuove ormai stabilizzate. Conoscerà i dibattiti linguistici
svoltisi nei primi decenni dell’Italia unita, nel Novecento e nel nuovo millennio. Conoscerà la situazione
linguistica attuale dell’Italia, con la presenza di parlate diverse e di lingue minoritarie. Avrà chiaro il concetto
di lingua ufficiale, e ne riconoscerà la funzione, stabilita dalla legge e ispirata alla norma costituzionale.

LETTERATURA

PRIMO BIENNIO

Epica e altri testi antichi. Nel primo biennio del liceo si riprende l’epica il cui studio è stato avviato nella
scuola secondaria di primo grado: ma ai poemi epici classici (Omero, Virgilio) si possono aggiungere testi che
stanno alle fondamenta della civiltà umana: i miti di aree non-occidentali, quelli messi in scena nella tragedia
greca e nelle Metamorfosi di Ovidio, e soprattutto (soprattutto, dato che è un tipo di sapere che non fa più parte
del normale bagaglio culturale della grandissima parte degli studenti) la Bibbia, il Corano e altri testi sacri, dei
quali occorrerà illustrare il rilievo storico e la natura di testo sacro per alcune religioni. Per cominciare ad
accostarsi alla storia della letteratura italiana, a questi ‘grandi racconti di fondazione’ possono aggiungersi
episodi tratti dai poemi narrativi del Rinascimento: da Boiardo a Pulci, da Ariosto a Tasso. Letti con una certa
libertà (magari ad alta voce, in classe), cioè senza l’assillo della parafrasi, testi del genere possono dare molto
divertimento – e negli anni della formazione ogni sforzo dev’essere fatto proprio in questa direzione: far capire
agli studenti che leggere è una cosa spesso molto divertente.
Poesia e prosa. Attraverso l’antologia, o con letture proposte dall’insegnante, è bene che gli studenti prendano
confidenza con il linguaggio della poesia moderna e contemporanea e con le più elementari norme della
metrica. Lo si può fare proponendo confronti con le canzoni contemporanee che si suppone siano più familiari
agli studenti; e lo si può fare scegliendo grandi autori che verranno approfonditi all’ultimo anno della scuola
secondaria superiore, ma che già a quest’età possono parlare all’intelligenza degli studenti: Eugenio Montale,
Umberto Saba, Cesare Pavese, Sandro Penna, Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Patrizia Cavalli (l’elenco è
meramente indicativo: e potrà essere modificato o integrato a discrezione dell’insegnante). Allo stesso modo,
è utile che attraverso l’antologia gli studenti prendano confidenza con il linguaggio della prosa moderna e
contemporanea e con i diversi generi di narrativa. È bene prima incoraggiare il gusto per la narrazione e solo
dopo avvicinarsi alle tecniche narrative, per comprendere come gli scrittori costruiscano il testo per produrre
determinati effetti, per esempio la suspense o l’evocatività di una descrizione.
I testi delle Origini già al biennio. Per far sì che gli studenti prendano confidenza con un immaginario e un
linguaggio diversi da quelli a cui le letture degli anni precedenti li hanno abituati, l’insegnante potrà introdurre
nel secondo quadrimestre del secondo anno la lettura di testi del Medioevo, incominciando a presentare agli
studenti il percorso storico-letterario che più approfonditamente verrà svolto negli anni successivi. A questo
scopo, più che osservare un puntuale ordine cronologico è consigliabile ricorrere a moduli tematici (poniamo:
la poesia d’amore dai siciliani agli stilnovisti a Petrarca; oppure la prosa volgare da Marco Polo al Novellino
al Decameron – sempre concentrandosi sui testi e limitando all’essenziale le informazioni di contesto).
Letture integrali, letteratura moderna e contemporanea. Per fare in modo che gli studenti imparino a conoscere
subito, sin dal primo anno della scuola secondaria superiore, la letteratura moderna e contemporanea, si
raccomanda la lettura integrale di almeno sei libri (tre all’anno), italiani o stranieri, scelti da una lista che può
contemplare, a puro titolo d’esempio: Alberto Moravia, Aldo Palazzeschi, Vitaliano Brancati, Beppe Fenoglio,
Cesare Pavese, Carlo Levi, Primo Levi, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Leonardo Sciascia,
Goffredo Parise, Pier Paolo Pasolini, Lalla Romano, Giuseppe Pontiggia, ma anche autori più recenti che di
norma piacciono agli studenti come Niccolò Ammaniti, o Domenico Starnone (Ex cathedra, Scherzetto), o
Stefano Benni (Bar Sport); per gli stranieri i libri di Daniel Defoe, Jonathan Swift, Jane Austen, Emily Brontë,
Alexandre Dumas, Gustave Flaubert, Stendhal, Charles Dickens, Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij, Ivan
Turgenev, Robert Louis Stevenson (L’isola del tesoro, Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde) Henry
James (Giro di vite), Franz Kafka (La metamorfosi, gli altri racconti brevi), George Orwell, Albert Camus (Lo
straniero, La peste), J.D. Salinger (Il giovane Holden), ma anche Frankenstein, Dracula, il fantasy di J.R.R.
Tolkien o di Michael Ende o di George Martin, la fantascienza di Ray Bradbury e Philip Dick, i gialli di Arthur
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Conan Doyle e di Agatha Christie, le storie horror di Shirley Jackson e Stephen King, le ‘strane storie’ di Roald
Dahl. Anche la lettura di saggi o di testi drammaturgici può essere proposta in alternativa ai testi narrativi;
qualora si scelgano testi stranieri in traduzione, sarà opportuno riflettere con gli studenti sulla complessità della
traduzione letteraria. Come già detto, sta all’insegnante valutare di volta in volta quali autori e quali libri
scegliere, calibrando la scelta sulla ricettività della classe, e proporre in classe attività di discussione e
presentazione di quanto letto.
Quanto a Manzoni, è debito ricordare che I promessi sposi entrano nei programmi scolastici negli anni Settanta
dell’Ottocento perché si vuole affiancare ai modelli di prosa tre e cinquecenteschi un «classico
contemporaneo». Com’è evidente, I promessi sposi non sono più un «classico contemporaneo». Al secondo
anno del biennio, a discrezione dell’insegnante, in alternativa al romanzo di Manzoni sarà pertanto possibile
far leggere integralmente agli studenti altri libri meno complessi dal punto di vista linguistico (per esempio
quelli elencati nelle righe precedenti), rimandando la lettura dei Promessi sposi, in forma integrale o per brani,
al quarto anno del percorso di studio, quando si affronta la letteratura dell’epoca di Manzoni.

SECONDO BIENNIO

Perché la storia letteraria. Nel secondo biennio e nel quinto anno la lettura libera dei testi si affianca allo
studio della storia letteraria, dal tardo Duecento ai giorni nostri. L’obiettivo è fare in modo che, oltre al gusto
per la libera lettura, gli studenti:
• acquisiscano sensibilità storica e imparino ad apprezzare e interpretare opere d’arte prodotte in epoche
lontane da quella in cui vivono;
• imparino a orientarsi nella tradizione culturale europea e italiana e a collocare le opere letterarie nel loro
contesto di produzione – il che significa, per esempio, avere consapevolezza del perché un determinato
contenuto è stato espresso in una determinata forma; del tipo di pubblico che ha accolto originariamente
un’opera; del tipo di circolazione (manoscritta, a stampa, digitale) che essa ha avuto; del genere di reazioni
che ha suscitato in altri autori e lettori (ricezione, intertestualità, storia della tradizione);
• si impadroniscano degli strumenti necessari all’interpretazione dei testi, e siano cioè sensibili ai loro aspetti
linguistici, stilistici, ideologici, filologici (raccontare la storia di un testo aiuta gli studenti a capire che il
testo che oggi leggono sul manuale può aver avuto un cammino accidentato, o che gli autori non scodellano
il testo bell’e pronto, ma correggono, cambiano idea).
La storia letteraria attraverso i testi. Le notizie sulla vita, l’opera, la poetica degli autori, il loro appartenere o
non appartenere a questa o quella corrente letteraria – tutto ciò è secondario. Centrale e prioritaria è la lettura
dei testi, che sono la ragione per cui ricordiamo i loro autori. Anche il numero degli autori studiati andrebbe
ridimensionato, e senza troppi sensi di colpa. Studiare bene la letteratura a scuola non significa ‘farsi
un’infarinatura’ di tutto, o ‘non avere buchi nella preparazione’, o ‘assimilare il canone’ imparando un elenco
di nomi, date e opere; significa imparare a leggere libri di ogni sorta e avere voglia di leggerne altri, e sapere
quali libri leggere, e perché. A questo scopo, pochi testi letti con serietà e intelligenza valgono più di tanti testi
‘attraversati’ con la fretta di chi spunta una serie di nomi da una lista. Da questi ‘testi di accesso’ si potranno
poi enucleare i caratteri che permettono di associare un determinato testo ad altri testi che appartengono alla
medesima epoca, alla medesima tendenza o al medesimo genere letterario.
Letture integrali. La storia letteraria, anche depurata delle parti meno utili come gli ampi inquadramenti e le
biografie degli autori, si studia per forza di cose su un’antologia. Ma le opere degli autori hanno una loro
integrità, che andrebbe il più possibile rispettata. Pertanto, gli studenti affiancheranno allo studio sull’antologia
la lettura di almeno quattro-cinque libri all’anno (a seconda della ricettività della classe): romanzi, raccolte di
poesie, testi teatrali, saggi nella loro forma integrale, libri che verranno scelti dal docente, italiani o stranieri.
In particolare, al quarto anno andranno letti come un normale romanzo, integralmente o per ampi brani, senza
sommergerli di analisi in classe, i Promessi sposi di Alessandro Manzoni. Allenarsi a leggere testi lunghi,
anche senza capirne ogni singola parola, è utile, specialmente per l’attuale generazione abituata alla
comunicazione breve. Come già nei precedenti cicli, è consigliabile che la lettura di questi libri non sia
verificata attraverso prove scritte (riassunti, schede), ma attraverso una discussione collettiva in classe, o con
la presentazione (anche multimediale), fatta individualmente o a gruppi, di concetti, personaggi, brani
particolarmente significativi.
La Commedia in classe. La Commedia ha un posto speciale nella nostra storia letteraria ed è giusto che lo
abbia anche a scuola; per la sua difficoltà, è meglio leggerla in classe, insieme all’insegnante. Nel secondo
anno gli studenti avranno già letto qualche testo medievale. La Commedia verrà letta durante il terzo e il quarto
anno, in modo da far sì che il quinto anno sia completamente dedicato allo studio della letteratura post-unitaria.
Occorrerà evitare il più possibile di astrarre il poema dal corso della storia letteraria, e riportarlo invece sempre
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al contesto storico e storico-letterario cui appartiene Dante. Non si indica qui un numero di canti ‘consigliato’,
né tantomeno obbligatorio: si suggerisce di far studiare adeguatamente la Commedia facendo in modo che gli
studenti ne abbiano un’idea complessiva, e ne comprendano cioè non soltanto la struttura, ma anche lo
svolgimento, un po’ come si fa con un romanzo: che non viene letto ‘a capitoli’ ma semmai attraverso brani
significativi tenuti insieme da un riassunto che li connette (riassunto che spetterà fare all’insegnante, aiutato
dal libro di testo). Meglio dunque leggerla scegliendo brani da tutte le cantiche, per dare un’idea più completa
della tastiera espressiva di Dante e per restituire la dimensione della progressione e del racconto.
Dal passato al presente. I testi pre-moderni non sono monadi, ed è opportuno farli dialogare con i testi
contemporanei, ovviamente con molta discrezione, cioè senza annullare la distanza temporale e concettuale
che li separa: specie negli anni della formazione è bene che s’impari a distinguere prima che a collegare
fenomeni (cioè testi, fatti artistici, attitudini spirituali) che sono necessariamente diversi per epoca, qualità,
contesto di produzione. Nel tentativo di avvicinare le opere del passato all’orizzonte degli studenti sono dunque
da evitare le attualizzazioni indebite, che suggeriscono semplificazioni seducenti ma superficiali come ‘i
trovatori sono i cantautori del Medioevo’, o il quinto canto dell’Inferno ‘è un documento di femminicidio'. Un
atteggiamento più appropriato consiste nel far riflettere gli studenti su certe costanti metastoriche, o
semplicemente umane, per come esse si rispecchiano negli scritti di autori diversi per epoca e per geografia.
Gli esseri umani non si sono mantenuti uguali a sé stessi nel tempo e la voce dei classici non è eterna; ma esiste
un certo numero di fatti sentimenti idee che forma il nucleo di quella che chiamiamo esperienza umana.
L’amore, il sesso, l’amicizia, la fede, l’ingresso nel mondo degli adulti, la dedizione a una causa, il lavoro, la
violenza, la convivenza con gli altri, la morte delle persone care, la propria morte, o semplicemente la
percezione del mondo e della natura: uomini e donne del passato hanno riflettuto su questi aspetti della vita,
ne hanno scritto, e si può pensare che – con l’aiuto dell’insegnante e di un buon libro di testo – le loro parole
possano risuonare nella mente degli studenti.
In dettaglio. Nel corso del secondo biennio lo studio della storia letteraria e dei principali autori avverrà
attraverso testi di accesso e attraverso percorsi tematici od organizzati per genere letterario. In tal modo, si
potranno leggere per brani, oltre alla Commedia e alle altre opere dantesche (Vita nuova, Rime, Convivio), le
opere maggiori di autori come (l’elenco è solo indicativo) Boccaccio, Petrarca, Machiavelli, Ariosto, Tasso,
Marino, Galileo, Metastasio, Goldoni, Da Ponte, Parini, Alfieri, Foscolo, Manzoni, Leopardi. Sarà anche
opportuno leggere e discutere in classe testi relativi a problemi e fenomeni storicamente cruciali come la
riscoperta dei classici, la convivenza tra latino e volgare, il petrarchismo (anche femminile), la censura libraria,
l’estetica barocca, la nascita del melodramma, la poesia civile, il romanzo storico, le relazioni tra gli autori
italiani e la letteratura straniera.

QUINTO ANNO

La letteratura post-unitaria. Anche per il quinto anno vale quanto indicato per il secondo biennio nei paragrafi
Perché la storia letteraria; La storia letteraria attraverso i testi; Letture integrali. Al quinto anno, in più, è
importante che gli studenti si formino un’idea della storia letteraria contemporanea, e che guardino alla
letteratura come a un’arte vitale, che ha molto di interessante da dire sul mondo che li circonda. Perciò,
quest’ultimo anno sarà dedicato allo studio della letteratura post-unitaria. A questo scopo, è opportuno che
autori cruciali come Manzoni e Leopardi vengano studiati al quarto anno; ed è opportuno che lo studio della
Commedia di Dante si estenda su due, e non su tre anni (cfr. supra il § La Commedia in classe).
In dettaglio. Lo studio della storia letteraria e dei principali autori al quinto anno avverrà attraverso testi di
accesso e attraverso percorsi tematici od organizzati per genere letterario. In tal modo, si potranno leggere
brani delle opere più importanti di autori come Nievo, Verga, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Svevo,
Pirandello, Deledda, Gozzano, Saba, Palazzeschi, Rebora, Ungaretti, Sbarbaro, Buzzati, Gadda, Montale,
Tomasi di Lampedusa, Pavese, Moravia, Morante, Caproni, Sereni, Bassani, Ginzburg, Primo Levi, Sciascia,
Fenoglio, Pasolini, Calvino, e/o di ogni altro autore o autrice di qualità – italiano o straniero – che, a giudizio
dell’insegnante, possa destare l’interesse degli studenti. S’intende che non è affatto necessario leggere pagine
di tutti gli autori appena citati e che questo elenco può essere integrato con autori e opere che l’insegnante
apprezzi particolarmente. Sarà anche opportuno leggere e discutere in classe testi relativi a problemi e
fenomeni storicamente cruciali come la letteratura risorgimentale, l’opera lirica ottocentesca, il verismo, il
simbolismo, le relazioni con le culture straniere, il modernismo, il postmoderno, il rapporto tra la letteratura e
il cinema.

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LINGUA E CULTURA LATINA

PERCHÉ STUDIARE IL LATINO

La conoscenza approfondita della lingua e della cultura latina, acquisita attraverso lo studio di opere, documenti e
autori significativi, si fonda sul riconoscimento del valore di tale tradizione all’interno di un quadro culturale ampio
e vario, in cui è possibile cogliere criticamente elementi di continuità e di discontinuità tra il testo antico e le forme
della sua ricezione.
In tale contesto, la pratica della lettura in lingua e della traduzione di testi latini punta a destare l'interesse degli
studenti e delle studentesse, offrendo stimoli per approfondire la conoscenza del mondo contemporaneo e anche
della propria dimensione personale, nonché attraverso il confronto con altre tradizioni, lingue e culture.
In particolare, l'esercizio della traduzione, inteso come problem solving, può aiutare a familiarizzare con
l’interpretazione di fenomeni complessi e a proporre soluzioni argomentandole in maniera motivata.
Questo approccio consente di comprendere la natura storica della trasmissione dei testi dall’antichità a oggi e di
sviluppare lo spirito critico nella valutazione delle informazioni ricevute e dei testi studiati.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale lo studente/la studentessa avrà acquisito le competenze linguistiche
(morfosintattiche, lessicali, semantiche) necessarie per la comprensione e la traduzione di testi latini d’autore,
debitamente annotati e contestualizzati e saprà ricondurli nel genere di riferimento e inquadrarli storicamente.
Sulla base di tali competenze, lo studente/la studentessa sarà in grado di proporre una traduzione dei passi
affrontati e di sviluppare riflessioni di tipo metalinguistico per argomentare le scelte traduttive; inoltre,
attraverso l’esercizio della traduzione contrastiva, saprà confrontare, tra loro e con la propria, traduzioni
accreditate, focalizzando l’attenzione anche sulla specificità stilistica dei testi e dei loro linguaggi settoriali
così come sulla loro valenza culturale, sia all’interno della civiltà romana sia nell’ambito delle relazioni con le
epoche successive. In questo modo sarà possibile sperimentare la lettura e la traduzione dei testi come
strumento per un’interpretazione critica del mondo romano. Lo studente/la studentessa saprà inoltre condurre
un’analisi semantica, stilistica e retorica dei testi oggetto di studio, che consenta di decodificarli con precisione
e metodo, di coglierne il senso profondo, di compararli con opere delle letterature moderne, di consultare
pagine critiche relative a quanto appreso. Grazie al costante confronto tra la lingua latina e la lingua italiana,
lo studente/la studentessa avrà accresciuto la propria competenza nella lingua italiana consolidando la
consapevolezza del suo sviluppo diacronico.
Lo studente/la studentessa affronterà lo studio della letteratura e della cultura latina dall’età arcaica a quella
tardoantica, affiancandone l'apprendimento con una congrua lettura di testi in originale e in traduzione
(preferibilmente con testo a fronte) e approfondendo la lingua degli autori studiati.
Lo studente/la studentessa apprenderà ad avvalersi in modo consapevole e critico e con l’aiuto del/della
docente dei principali strumenti informatici, inclusi quelli basati su tecniche di intelligenza artificiale
generativa, disponibili per lo studio del latino.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

La distinzione tra lingua e cultura, richiesta dalla normativa vigente, viene già declinata nella prassi didattica
con l'integrazione fra i due aspetti; si consiglia quindi di implementare questa modalità didattica, presentando
il lessico come espressione della cultura (con particolare attenzione alle parole che veicolano valori specifici
di riferimento e/o alla loro ricezione in culture successive, in particolare nelle culture europee).
Gli obiettivi specifici di apprendimento sono i seguenti.

PRIMO BIENNIO

Lingua
• Conoscere e applicare alla lettura dei testi oggetto di studio gli elementi essenziali della fonetica latina:
scandire le sillabe, riconoscere la posizione dell’accento;
• cimentarsi nella lettura ad alta voce; essere in grado di leggere in modo scorrevole testi in lingua latina
nella pronuncia adottata (scolastica o classica);

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• conoscere la morfologia di nome, aggettivo, pronome e verbo; conoscere la sintassi dei casi nei suoi
elementi essenziali e del periodo nelle sue strutture fondamentali; utilizzare le conoscenze di morfosintassi
per comprendere struttura e senso dei testi oggetto di studio; instaurare confronti, sul piano linguistico, tra
gli aspetti essenziali della morfosintassi latina e quelli della lingua italiana e delle altre lingue oggetto di
studio;
• conoscere il lessico latino di base (ca. 1200 parole), servirsene ai fini della comprensione dei testi oggetto
di studio, confrontarlo con il lessico della lingua italiana e delle altre lingue oggetto di studio; utilizzare il
lessico come strumento d’accesso alla cultura romana e alla sua ricezione in altre culture;
• comprendere semplici testi originali in prosa e in poesia, che siano significativi per illuminare diversi
aspetti della cultura di riferimento, proposti sia in traduzione che in lingua, annotati e contestualizzati in
modo da risultare accessibili al livello del primo biennio; con l’aiuto del/della docente, cogliere la
specificità culturale e storica;
• servirsi delle conoscenze linguistiche per passare gradualmente dalla comprensione alla traduzione di testi
latini adeguati al livello; praticare la traduzione come un metodo di lettura profonda e come un'occasione
per mettere alla prova le proprie capacità espressive in lingua italiana;
• sapersi orientare nella lettura di testi latini più complessi con l'aiuto di una traduzione italiana a fronte.
Indipendentemente dal modello didattico scelto nella classe (es. verbo-dipendenza, metodo natura, ecc.) è
importante che lo studente/la studentessa sia in grado non solo di individuare i concetti linguistici, ma di
discuterli e motivarli, utilizzando una terminologia specifica che sia adatta a svolgere l’analisi dei testi in modo
attivo e consapevole.
Per articolare i livelli di competenza e di comprensione/lettura dei testi in lingua latina può essere utile riferirsi
ai livelli della certificazione linguistica individuati in via sperimentale dal protocollo stipulato dalla Consulta
Universitaria di Studi Latini e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel 2019 e rinnovato nel 2024. A
questo proposito si segnala che il livello atteso alla fine del primo biennio è indicativamente l’A2.
Particolare attenzione va rivolta al lessico: si consiglia in proposito l’utilizzo, soprattutto nella fase iniziale del
biennio, di un lessico di base, che, in una fase successiva, andrà integrato con un impiego mirato e consapevole
del dizionario. Il dizionario resta uno strumento importante soprattutto per lo sviluppo delle capacità traduttive:
nel primo biennio occorre guidare lo studente/la studentessa a un utilizzo consapevole e funzionale di questo
strumento.

Cultura
• Cogliere la specificità della cultura latina attraverso la lettura dei testi, preferibilmente in originale;
• istituire confronti con la cultura greca e con le culture successive;
• individuare nella cultura latina un’eredità comune, recepita dalle diverse culture europee;
• inserire i testi studiati nel loro contesto culturale e storico;
• servirsi della traduzione (preferibilmente con originale a fronte) per affrontare la lettura integrale di testi
particolarmente significativi, ma soprattutto per contestualizzare adeguatamente i testi in lingua da
comprendere e da tradurre.
Si suggerisce di costruire moduli pluridisciplinari negli ambiti di educazione alla cittadinanza, di
comparazione letteraria e storiografica con il greco e con le altre discipline; si consigliano, inoltre, laboratori
di traduzione.
Il latino, sia come lingua sia come cultura e letteratura, necessita di verifiche periodiche che misurino i
progressivi miglioramenti nei livelli di conoscenze, competenze e abilità dello studente/della studentessa.
Ferme restando l’assoluta libertà del/della docente e le scelte operate dalle scuole nei PTOF, si suggerisce
sempre di inserire prove che prevedano in forma scritta e orale sia la traduzione di testi in italiano sia la
manipolazione e l’esercizio attivo sulla lingua, anche avvalendosi di strumenti multimediali.
Si suggerisce inoltre di tenere conto dei seguenti elementi nella progettazione delle verifiche: far emergere il
rapporto con la lingua greca; valorizzare l’utilizzo di strumenti didattici come traduzioni a confronto, esercizi
lessicali, confronti con italiano e lingue straniere moderne; utilizzare, ove ritenuto possibile e necessario,
esercizi di traduzione in latino; utilizzare esercizi iniziali in forma scritta di comprensione/interpretazione,
analisi linguistica e/o stilistica (ed eventualmente retorica), oltre che di approfondimento e riflessione
personale.

SECONDO BIENNIO

Lingua

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Nella seconda parte del percorso è opportuno rafforzare e approfondire l’analisi della lingua latina come
espressione della cultura di riferimento romana, ma anche come punto di partenza per esplorare la ricezione
del latino in lingue e culture successive. Si consiglia inoltre di utilizzare l’analisi linguistica dei testi letterari
oggetto di studio per far emergere la connessione tra lingua, contesto storico e culturale, anche apprendendo
ad avvalersi in modo critico e consapevole e con la guida del/della docente degli strumenti multimediali, inclusi
quelli basati sulle tecnologie dell’intelligenza artificiale generativa, disponibili per il latino.
Gli obiettivi specifici di apprendimento sono i seguenti:
• conoscere le strutture più complesse della sintassi dei casi, del verbo e del periodo; utilizzare le conoscenze
linguistiche acquisite per comprendere struttura e senso dei testi che sono oggetto di studio;
• estendere la conoscenza del lessico latino a forme meno consuete (ad es. forme arcaiche) e/o specifiche
dei linguaggi settoriali (ad es. i termini propri della retorica, della storiografia, della filosofia) e servirsene
per la comprensione dei testi che sono oggetto di studio; approfondire il confronto con il lessico
intellettuale della lingua italiana e delle altre lingue oggetto di studio; utilizzare il dizionario non come un
semplice repertorio di traducenti, ma come uno strumento utile per cogliere la complessità del lessico e
delle sue articolazioni;
• utilizzare le conoscenze di prosodia acquisite nel primo biennio per comprendere gli elementi fondamentali
della metrica (per esempio la struttura di esametro e pentametro) e la sua funzione letteraria in riferimento
ai vari generi;
• essere in grado di comprendere testi originali in lingua latina, con un livello di complessità adeguato al
secondo biennio e all’ultimo anno, sia sul piano del significante (analisi del testo di superficie) sia sul
piano del significato (incluse la dimensione storica, letteraria e retorica del testo), e di instaurare confronti
con il lessico e la morfosintassi della lingua italiana, rafforzando la competenza alfabetica funzionale e la
competenza multilinguistica;
• tradurre e contestualizzare adeguatamente in autonomia testi o porzioni di testo coerenti con il percorso
letterario (con particolare riguardo alle opere in prosa) e con il livello linguistico del secondo biennio;
servirsi delle competenze linguistiche per proporre una traduzione che rifletta, nel modo più efficace
possibile, una comprensione accurata e meditata, sia sul piano formale sia su quello del significato;
argomentare le scelte traduttive e discutere possibili alternative; riconoscere nella traduzione una forma di
interpretazione del testo e, con la guida dell’insegnante, dedurre, da traduzioni diverse, diverse forme di
interpretazione.
Nell’insegnamento della lingua si consiglia di mantenere il metodo utilizzato nel primo biennio (es. verbo-
dipendenza, metodo natura, ecc.).
Per articolare i livelli di competenza e di comprensione/lettura dei testi in lingua latina può essere utile riferirsi
ai livelli della certificazione linguistica individuati in via sperimentale dal protocollo stipulato dalla Consulta
Universitaria di Studi Latini e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel 2019 e rinnovato nel 2024. A
questo proposito si segnala che il livello atteso alla fine del secondo biennio e dell’ultimo anno è
indicativamente B.

Cultura
Lo studente/la studentessa affronterà nella seconda parte del percorso lo studio della letteratura e della cultura
latina dall’età arcaica a quella augustea (da Plauto fino a Tito Livio), affiancandone l'apprendimento con una
congrua lettura di testi in originale e in traduzione (preferibilmente con testo a fronte) e approfondendo la
lingua degli autori studiati. Per tutto il secondo biennio si raccomanda lo svolgimento di percorsi di profondo
interesse culturale, come quelli suggeriti infra.
Gli obiettivi specifici di apprendimento sono i seguenti:
• conoscere lo sviluppo diacronico della letteratura latina nel suo complesso (epoca arcaica, epoca
repubblicana, età augustea); con la guida dell’insegnante, orientarsi a fronte di eventuali deviazioni
dall’asse cronologico (anticipazioni, riprese o rinvii) rese necessarie per ragioni didattiche (vedi
indicazioni metodologiche); cogliere lo sviluppo della letteratura attraverso una adeguata scelta antologica
dalle opere degli auctores più rappresentativi di ogni periodo (e.g. Plauto, Terenzio per l’età arcaica;
Cesare, Cicerone, Sallustio, Lucrezio, Catullo per l’età repubblicana; Virgilio, Orazio, Ovidio, Tibullo,
Properzio, Livio per l’età augustea); collocare i testi e gli autori oggetto di studio nel loro contesto storico;
• conoscere il concetto di genere letterario e associare i testi oggetto di studio al genere di appartenenza,
individuandone le costanti tematiche e formali; affrontare percorsi di storia letteraria incentrati sul genere,
servendosi di questo concetto per attuare confronti all’interno delle letterature antiche, ma anche con la
letteratura italiana e con le altre letterature moderne;

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• comprendere e analizzare i testi letterari oggetto di studio; servirsi degli strumenti della retorica,
dell’analisi linguistica e di concetti chiave elaborati dalla critica per mettere a fuoco gli aspetti formali e
tematici che caratterizzano i testi in lingua; servirsi dei contributi della critica per approfondire il loro
significato; confrontare i testi latini con i modelli greci e con le varie forme di ricezione attuate in epoche
diverse sia nella letteratura italiana sia in altre letterature moderne;
• conoscere le forme di produzione e di circolazione dei testi antichi e i modi in cui il patrimonio letterario
latino è selezionato, conservato e trasmesso alle epoche successive, riconoscere la necessità di confrontarsi
in maniera non dogmatica e acritica con le informazioni ricevute e i testi affrontati;
• percepire la specificità della cultura latina attraverso la lettura dei testi letterari che siano culturalmente
significativi ed essere in grado di confrontarla con la cultura e la letteratura greca e con le diverse forme
di ricezione/permanenza a cui tali testi hanno dato luogo in epoche successive e in diversi ambiti
(filosofico, letterario, retorico, politico, artistico, ecc.) delle culture moderne, rafforzando la competenza
in materia di consapevolezza ed espressione culturali, la competenza personale, sociale e capacità di
imparare a imparare;
• percepire la lingua e la cultura latina come eredità condivisa dalle lingue e dalle culture europee; acquisire
così interesse per il patrimonio culturale costituito dalle tracce della civiltà latina e per la sua trasmissione
e tutela (secondo l’art. 9 della Costituzione).
La lettura dei testi letterari va condotta in parallelo con il completamento/consolidamento delle competenze
linguistiche; quindi, pur all’interno di un percorso di lettura diacronico, è possibile anche posticipare la lettura
in lingua di testi particolarmente complessi (ad es. Lucrezio) al momento in cui le competenze linguistiche e
concettuali siano adeguatamente consolidate.
Si suggerisce inoltre di tenere conto dei seguenti elementi nella progettazione delle verifiche, avvalendosi
anche di strumenti multimediali e di intelligenza artificiale generativa: far emergere il rapporto con la lingua
e la letteratura greca; valorizzare l’utilizzo di strumenti didattici come traduzioni a confronto, esercizi lessicali,
confronti con italiano e lingue straniere moderne; utilizzare, ove ritenuto possibile e necessario, esercizi di
traduzione in latino; utilizzare esercizi iniziali in forma scritta di comprensione/interpretazione, analisi
linguistica e/o stilistica (ed eventualmente retorica), oltre che di approfondimento e riflessione personale.

ULTIMO ANNO

Lingua
Anche nella parte finale del percorso è opportuno rafforzare e approfondire l’analisi della lingua latina come
espressione della cultura di riferimento romana, ma anche come punto di partenza per esplorare la ricezione
del latino in lingue e culture successive. Si consiglia inoltre di utilizzare l’analisi linguistica dei testi letterari
oggetto di studio per far emergere la connessione tra lingua, contesto storico e culturale.
Si suggerisce di costruire moduli pluridisciplinari di comparazione tra latino e greco e di traduzione.

Cultura
Nella parte finale del percorso lo studente/la studentessa affronterà lo studio della cultura latina attraverso la
letteratura di età imperiale, con una scelta di autori significativi, da Seneca, fino ad Ammiano Marcellino e
Agostino, acquisendo anche conoscenze introduttive di esperienze culturali come la letteratura cristiana e la
letteratura latina medievale e quella umanistica. Anche in questo caso si suggeriscono ampie letture in originale
e in traduzione. Si suggerisce di costruire moduli pluridisciplinari relativi alla ricezione/permanenza del latino
nella cultura europea, anche avvalendosi criticamente e consapevolmente di strumenti informatici, inclusi
quelli basati sulle tecnologie dell’intelligenza artificiale generativa.

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LINGUA E CULTURA GRECA

PERCHÉ STUDIARE IL GRECO

Lo studio della lingua e della letteratura greca mira a farne riconoscere e apprezzare il ruolo fondativo e la
duratura e tuttora vitale incidenza nello sviluppo delle differenti tradizioni culturali europee ed extraeuropee.
In particolare, la conoscenza approfondita della lingua greca, considerata nelle sue molteplici e articolate
intersezioni con il latino, l’italiano e le altre lingue europee moderne, mira a rafforzare le competenze
linguistiche e plurilinguistiche del discente e a stimolarne la riflessione metalinguistica, fornendo in tal modo
un apporto imprescindibile alle dinamiche di apprendimento che afferiscono all’ambito linguistico-
comunicativo, potenziando anche la comprensione dei processi di sviluppo, dall’antichità all’oggi, delle lingue
e delle culture dell’Occidente e del Vicino e Medio Oriente e configurandosi in definitiva come strumento
prezioso per lo sviluppo di capacità critiche complesse. Più in generale, l’analisi diretta dei testi e delle ulteriori
testimonianze significative della civiltà della Grecia antica, eventualmente condotta anche attraverso un
impiego responsabile e consapevole degli strumenti informatici, inclusi quelli basati sulle tecnologie
dell’Intelligenza Artificiale, rappresenta un efficace dispositivo per il riconoscimento della memoria storica
quale requisito indispensabile per la comprensione critica del presente.

LINEE GENERALI E COMPETENZE ATTESE

Lingua
Al termine del percorso del percorso liceale lo studente sarà in grado di:
• far ricorso alla ricerca etimologica per governare in modo appropriato e consapevole l’uso della lingua
italiana e praticare l’analisi comparativa e contrastiva del lessico e della morfosintassi del greco, del latino,
dell’italiano e delle lingue straniere curricolari;
• comprendere e tradurre testi in lingua originale adottando strategie ‘plurali’, sperimentali e laboratoriali, di
problem solving e attivare le necessarie competenze acquisite per esperire opzioni traduttive che risultino
tanto efficaci quanto rispettose del testo originale, anche avvalendosi in modo critico e consapevole
dell’ausilio delle risorse informatiche, incluse quelle basate sulle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale,
quali possibili strumenti di supporto allo studio della lingua greca e all’esercizio autonomo delle abilità
traduttive;
• padroneggiare il sistema linguistico della civiltà letteraria della Grecia antica, ricostruendone origini e
sviluppi in rapporto a coordinate spazio-temporali che consentano il confronto sistematico con altre lingue
e culture del mondo antico, in particolare con la lingua e la cultura latina, anche al fine di determinarne il
rilevante apporto al dominio dei linguaggi del sapere nei diversi campi.

Cultura
Al termine del percorso del percorso liceale lo studente sarà in grado di:
• interrogare i testi della letteratura greca istituendo confronti tra opere di uno stesso autore e di autori diversi,
al fine di costruire un efficace dialogo intertestuale e di seguire le fasi evolutive del pensiero critico di ogni
autore, considerato in una prospettiva sincronica e diacronica;
• analizzare le opere della letteratura greca in relazione al contesto nel quale sono state prodotte, alle modalità
di fruizione, alla tipologia di pubblico cui erano destinate e alla loro eventuale committenza;
• individuare nelle dinamiche politiche, sociali e culturali della civiltà greca una chiave di lettura critica del
presente.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

PRIMO BIENNIO

Lingua
Nel corso del primo biennio lo studente acquisirà la progressiva padronanza degli strumenti espressivi e
argomentativi della comunicazione scritta e orale utili alla lettura, alla decodificazione e alla comprensione e
ricodificazione richieste dall’attività traduttiva dei testi in greco antico.
Lo studio della lingua greca si fonderà sull’apprendimento graduale e interrelato di fonetica e fonologia, della
flessione nominale e verbale, delle funzioni logiche degli elementi costitutivi della proposizione e del periodo,
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e sulla progressiva familiarizzazione con il lessico di base e con i principali linguaggi settoriali, nonché con le
etimologie e le modalità di formazione delle parole. Si potranno inoltre segnalare affinità e difformità del greco
antico con grafia, lessico e pronuncia del greco moderno, al fine di evidenziare la continuità tra le due lingue:
un’azione didattica da intendersi anche come propedeutica a eventuali approfondimenti ulteriori di carattere
storico-letterario su autori rappresentativi della cultura neogreca, che potranno essere effettuati nel corso del
secondo biennio e dell’ultimo anno.
Le competenze così maturate, consolidate dal confronto comparativo e contrastivo con i percorsi
parallelamente sviluppati nello studio della lingua latina e da cenni di grammatica storica funzionali
all’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei fenomeni linguistici, verranno costantemente saggiate su
brani d’autore prevalentemente in prosa (saranno da prediligere Esopo, Lisia, Senofonte, Diodoro Siculo,
Strabone, Plutarco, Pausania, Luciano, Pseudo-Apollodoro, Longo, i Vangeli), adeguatamente contestualizzati,
corredati da note esplicative di supporto, e, ove necessario, prudentemente riadattati nel rispetto concettuale e
morfosintattico del testo originale.

Cultura
Nel corso del primo biennio lo studente avrà modo di scoprire e valorizzare le testimonianze della civiltà
letteraria della Grecia antica anche attraverso la conoscenza e la fruizione del lascito culturale, artistico e
linguistico della grecità sul territorio nazionale e locale.

SECONDO BIENNIO

Lingua
Nel corso del secondo biennio e dell’ultimo anno lo studente consoliderà le pratiche traduttive acquisite nel
primo biennio, che, compatibilmente con la scansione prevista per l’articolazione dei contenuti nello studio
della storia letteraria, saranno generalmente esercitate sui testi degli autori parallelamente esaminati e
opportunamente coniugate a progressivi approfondimenti relativi alle peculiarità delle strutture
morfosintattiche già apprese e al consolidamento delle pratiche traduttive già esperite nel corso del primo
biennio.
In particolare, per il terzo anno si consiglia la traduzione di passi tratti da opere di prosatori vari (saranno da
prediligere Platone, Senofonte, Eschine, Isocrate, Diodoro Siculo, Dionigi di Alicarnasso, Strabone, Dione di
Prusa, Plutarco, Arriano, Pausania, Luciano, Flavio Filostrato) che possano affinare le competenze traduttive
acquisite nel primo biennio e che, pur non strettamente connesse alla fase della storia letteraria oggetto di
studio, ne supportino la trattazione; per il quarto anno si consiglia la traduzione di passi degli storici e degli
oratori affrontati nello studio della storia letteraria (Erodoto, Tucidide, Senofonte e Lisia, Isocrate, Demostene)
e di ulteriori brani tratti da opere che contribuiscano in maniera significativa allo sviluppo di percorsi tematici
disciplinari che risultino funzionali all’approfondimento dei tratti peculiari dei vari generi letterari studiati.
Lo studente potrà inoltre essere guidato verso un impiego prudente, critico e calibrato delle tecnologie
informatiche, incluse quelle basate sui metodi dell’Intelligenza Artificiale, che gli consenta di consolidare le
conoscenze linguistiche già acquisite nel corso del primo biennio, affinare le abilità traduttive, identificare
errori e confrontare soluzioni esegetiche discordanti, nel quadro di una progressiva acquisizione di autonomia
nei processi di studio e di assimilazione dei contenuti.

Cultura
Nel corso del secondo biennio lo studente saprà: individuare e rileggere in maniera critica il valore seminale e
l’eredità culturale di archetipi, figure dell’immaginario e codici del pensiero che, riconducibili alla civiltà della
Grecia antica, ma costantemente rimodellati nel corso dei secoli in un dialettico rapporto di continuità e alterità,
hanno contribuito all’evoluzione della storia culturale dell’Europa e del mondo e contribuiscono tuttora alla
costruzione della coscienza moderna; elaborare categorie concettuali che consentano di cogliere le intersezioni
tra nuclei fondanti peculiari della civiltà greca e modelli culturali e sistemi valoriali delle altre civiltà del
Mediterraneo e delle differenti tradizioni europee ed extraeuropee; ravvisare nei testi e nelle ulteriori
testimonianze della civiltà greca antica la specificità e la complessità dei fenomeni culturali, analizzati in una
prospettiva sincronica e diacronica e nei molteplici ambiti (mitologico, letterario, storico, artistico, filosofico,
scientifico, politico e giuridico) delle loro espressioni e delle loro testimonianze (anche materiali); distinguere
e analizzare la facies linguistica (con particolare riferimento ai principali dialetti letterari [epico-ionico, ionico,
eolico, dorico, ionico-attico] e alla lingua della koinè), stilistica, retorica, espressiva ed eventualmente metrico-
ritmica (con particolare riferimento all’esametro, al distico elegiaco, al trimetro giambico, e con qualche cenno
ai metri lirici), dei testi poetici e dei testi in prosa oggetto di studio; riconsiderare la storia della letteratura
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greca anche in una prospettiva pluridisciplinare e comparatistica che coinvolga letteratura latina, letteratura
italiana e letterature straniere curricolari ed eventualmente extracurricolari.
Nel corso del terzo anno si procederà allo studio della civiltà letteraria della Grecia di età arcaica e tardoarcaica,
con particolare riferimento alle principali espressioni della poesia epica (Omero, Esiodo), della lirica (elegia,
giambo, melica monodica e corale), della favola (Esopo) e della sofistica (Protagora e Gorgia), con qualche
cenno a generi e autori cui viene ricondotta la nascita della filosofia. Lo studio della storia letteraria sarà
integrato dalla parallela lettura in lingua originale (con traduzione, analisi, commento e interpretazione) di una
selezione di testi di poesia epica (Omero, Esiodo) e di lirica arcaica e tardoarcaica (elegia, giambo, melica
monodica, melica corale). La lettura dei testi poetici sarà corredata dalla ricognizione degli elementi fondanti
della prosodia e della metrica greca (esametro, distico elegiaco, trimetro giambico) e da qualche cenno alle
principali forme e strutture metrico-ritmiche della melica monodica e corale.
Nel corso del quarto anno si procederà allo studio dei generi letterari espressi dalla polis ateniese tra V e IV
secolo a.C.: il teatro (tragedia, commedia e dramma satiresco), la storiografia, l’oratoria e la retorica. Lo studio
della storia letteraria sarà integrato dalla parallela lettura in lingua originale (con traduzione, analisi, commento
e interpretazione) di una selezione di testi teatrali (Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane) e di brani tratti da
opere storiografiche (Erodoto, Tucidide, Senofonte) e orazioni (Lisia, Isocrate e Demostene) che risulti
esemplificativa ed emblematica di nuclei tematici, nodi concettuali e peculiarità stilistiche ed espressive della
produzione degli autori contestualmente affrontati nello studio della storia letteraria.

ULTIMO ANNO

Lingua
Nel corso dell’ultimo anno lo studente, in grado di comprendere il senso puntuale e globale dei testi proposti
in lingua originale e di riconoscerne il lessico – anche specifico e settoriale – e le strutture sintattiche e formali,
ne opererà una propria consapevole ricodificazione, formulando opzioni traduttive originali e correttamente
calibrate sulle possibilità espressive e stilistiche offerte dalla lingua italiana. Si consiglia la traduzione di brani
tratti da opere in prosa (ad es. di Platone, Polibio, Plutarco, Luciano) rappresentative del percorso compiuto
durante l’anno nello studio della storia letteraria. Nell’esercizio della pratica traduttiva, lo studente potrà
avvalersi in modo critico e consapevole delle risorse informatiche, incluse quelle basate sulle tecnologie
dell’Intelligenza Artificiale, come eventuali supporti ulteriori per la riflessione linguistica ed ermeneutica, per
la disamina delle soluzioni stilistiche ed espressive più appropriate e per il confronto tra differenti traduzioni,
anche d’autore, al fine di riconoscere la traduzione come esito di un processo interpretativo fondato sulla
competenza linguistica e sulla conoscenza della civiltà della Grecia antica ma al contempo condizionato dal
contesto storico-culturale in cui operano i traduttori, nonché al fine di riflettere sulla questione dell’autorialità
del testo interpretato dai traduttori o dall’Intelligenza Artificiale, e di sviluppare così una consapevolezza
critica ed etica nell’uso delle tecnologie digitali.
Cultura
Nel corso dell’ultimo anno lo studente giungerà a riconsiderare le principali espressioni della civiltà della
Grecia antica nel loro formarsi storico e nelle loro molteplici e articolate relazioni con le altre civiltà del
Mediterraneo e, più in particolare, con il mondo latino e con le moderne civiltà europee ed extraeuropee e,
contestualmente, a riconoscere principi etici, categorie di pensiero e visioni dell’umano attinte dal passato ma
ancora applicabili al presente.
Sul piano dei contenuti, si procederà allo studio degli autori e dei generi più rappresentativi della letteratura
greca prodotta tra il IV secolo a.C. e l’età imperiale: la filosofia (Platone, Aristotele); la commedia (Menandro);
la poesia (Callimaco, Teocrito, Apollonio Rodio, l’Antologia Palatina); la storiografia e la geografia (Polibio,
Dionigi di Alicarnasso, Strabone, Giuseppe Flavio); la biografia e la trattatistica (Plutarco); la Seconda
Sofistica (Luciano); il romanzo (Caritone, Senofonte Efesio, Achille Tazio, Longo, Eliodoro); il Nuovo
Testamento. Lo studio della storia letteraria sarà accompagnato dalla lettura integrale (in lingua originale, con
traduzione, analisi, commento e interpretazione) di un dialogo di Platone e di una tragedia di età classica,
nonché di una selezione di poesia ellenistica: tali letture sono da considerarsi irrinunciabile coronamento e
imprescindibile veicolo di memorabilità del percorso liceale intrapreso.

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LINGUA E CULTURA STRANIERA

PERCHÉ STUDIARE LE LINGUE E LE CULTURE STRANIERE

L’apprendimento delle lingue straniere mira a formare cittadine e cittadini consapevoli, capaci di interagire in
contesti plurilingui e multiculturali, promotori e promotrici di processi di inclusione e in grado di contribuire
attivamente alla co-costruzione di una società aperta e plurale, in una prospettiva generale di promozione dei
valori di interculturalità, rispetto e convivenza civile.
Lo studio di queste lingue e culture procede dunque lungo due assi fondamentali tra loro collegati, che
riguardano lo sviluppo sia di competenze linguistico-comunicative che relative agli universi culturali legati
alla lingua di riferimento. Oltre a rispondere a esigenze comunicative di natura pratica, infatti, questi studi
permettono agli studenti e alle studentesse di avvicinarsi gradualmente alle letterature e alle altre espressioni
culturali in lingua straniera, dal cinema, al teatro, alla musica. Si tratta di strumenti efficaci per stimolare
l’intelligenza emotiva, permettendo agli studenti di sviluppare la competenza comunicativa interculturale e la
relazione empatica con gli interlocutori.
Per quanto riguarda la lingua straniera, l’obiettivo è quello di far raggiungere agli studenti il livello B1 (primo
biennio) e B2 (secondo biennio e quinto anno) del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue 2020.
Per quanto riguarda le altre lingue, l’obiettivo auspicabile è quello del raggiungimento di un livello di
padronanza B2 alla fine del quinto anno, con la consapevolezza che il diverso rapporto che gli alunni e le
alunne intrattengono con le diverse lingue comporta necessariamente una differenza significativa nei livelli di
uscita: l’inglese è insegnato nel nostro Paese fin dalla scuola primaria e la sua diffusione capillare nella società,
attraverso tutti i canali di comunicazione, ne facilita anche l’apprendimento informale.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

Il percorso formativo prevede l'utilizzo prevalente e gradualmente pervasivo della lingua straniera, per offrire
allo studente l'acquisizione di strategie comunicative efficaci. L’interazione in lingua straniera, la riflessione
consapevole, anche in una prospettiva contrastiva, sul sistema, sugli usi linguistici e sui fenomeni culturali
consentirà a studenti e studentesse di fare esperienze condivise, sia di comunicazione linguistica sia di
comprensione delle culture straniere in un’ottica interculturale. Fondamentale è perciò lo sviluppo della
consapevolezza della ricchezza insita nella diversità culturale, indispensabile nel contatto e nella
valorizzazione di altre culture, anche all’interno del nostro Paese. In tal senso, la presenza in classe di alunni/e
madrelingua nella lingua insegnata o in altra lingua, bi- e plurilingui, e in generale il contesto didattico
multilinguistico e multiculturale, potrà contribuire all’efficacia delle attività didattiche.
La competenza nell’utilizzo della lingua straniera che matura nello svolgere le attività linguistiche comunica-
tive indicate dal QCER/Companion Volume facilitano anche l’inclusività: l’enorme quantità di testi multi-
mediali, film e serie televisive in lingua straniera, fruibili oggi in varie modalità, compreso lo streaming,
incoraggiano la familiarizzazione con strumenti accessibili quali sottotitoli (anche quelli SDH, per non udenti)
e audio descrizioni (per ciechi e ipovedenti), i cui benefici come ausili nell’insegnamento delle lingue, suffra-
gati da molti studi, si accompagnano a quelli direttamente legati all’inclusività e alla solidarietà sociale nei
confronti delle persone con disabilità, rendendo possibile indirizzare gli sforzi didattici verso tutti gli alunni,
nessuno escluso, perché la comunicazione e la condivisione sono rivolte a tutte e tutti, nessuno escluso.
Oltre a fornire una importante chiave di accesso ai saperi e alle scienze, imparare le lingue significa avere
anche maggiore possibilità di comprendere criticamente le informazioni acquisite quotidianamente, anche at-
traverso i social network, sviluppando consapevolezza e un uso responsabile e sicuro delle tecnologie digitali
(media literacy).
L’approccio metodologico si fonda sull’integrazione tra teoria e pratica, favorendo un apprendimento lingui-
stico consapevole e partecipato. Il modello valorizza il coinvolgimento emotivo e cognitivo degli studenti
attraverso attività comunicative, drammatizzazioni e modalità di valutazione dinamica, in cui insegnamento e
valutazione si fondono in un unico processo di sviluppo delle competenze linguistiche.
Scambi virtuali e in presenza, visite e soggiorni di studio, stage formativi in Italia o all’estero (in realtà cultu-
rali, sociali, produttive, professionali), strumenti digitali di apprendimento linguistico e comunicazione po-
tranno essere integrati nel percorso liceale. Si potranno realizzare con opportuna gradualità anche esperienze
d’uso della lingua straniera per lo studio di contenuti di discipline non linguistiche.
Finalità del percorso formativo sono:
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• comprendere testi orali, scritti e multimediali inerenti sia a tematiche vicine all'esperienza personale, sia
ad argomenti più complessi relativi all'attualità, alla società e alla cultura dei Paesi e dei contesti in cui la
lingua è parlata;
• produrre testi orali e scritti per riferire fatti, descrivere situazioni, sostenere opinioni, anche avvalendosi di
strumenti digitali;
• individuare elementi culturali veicolati dalla lingua materna o di scolarizzazione e confrontarli con quelli
veicolati dalla lingua straniera;
• sviluppare l’abilità di affrontare situazioni nuove attingendo al proprio repertorio linguistico, usando la
lingua per apprendere argomenti anche di ambiti disciplinari diversi, collaborando fattivamente con gli
altri nella realizzazione di attività e progetti;
• autovalutare le competenze acquisite;
• riflettere sui sistemi linguistico-comunicativi e sui relativi mondi culturali, attraverso al fruizione di testi,
visione di materiale audiovisivo, esplorazione di risorse online;
• sviluppare consapevolezza delle possibilità di comunicazione e di scambio con altri popoli, civiltà e
culture, analizzare aspetti culturali delle aree del mondo e dei contesti in cui si parla la lingua, con
attenzione sia alla dimensione sincronica che diacronica, anche rispetto a fenomeni di ibridazione e
intercultura, media e linguaggi eterogenei e tematiche comuni a più discipline, in particolar modo a quelle
caratterizzanti l'indirizzo di studio;
• sviluppare la capacità di utilizzare strumenti che supportano l’acquisizione linguistica (dizionari cartacei,
online, interattivi), nella progressiva acquisizione del “Foundation Level 1- Browsing, Searching and
Filtering Data” del quadro comune europeo Digcomp (European Digital Competence Framework 3.0);
• leggere e ascoltare una vasta gamma di testi informativi, letterari (testi graduati a seconda dei livelli) e
audiovisivi, in lingua straniera, comprendendone le finalità, i concetti e le caratteristiche più importanti,
anche in ottica interdisciplinare;
• perfezionare la pronuncia e l’intonazione.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

In continuazione con le linee guida contenute nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo nella Scuola Secon-
daria di Secondo Grado (2010), si prevedono i seguenti obiettivi specifici di apprendimento:

PRIMO BIENNIO

Ascolto (comprensione orale)


• comprendere testi orali su argomenti familiari che affrontano tematiche note relative al lavoro, al tempo
libero, alla famiglia, alla scuola, ecc.
• capire il contenuto di trasmissioni radiofoniche e/o televisive su argomenti di attualità o di proprio interesse
purché il discorso sia relativamente lento e chiaro
• individuare le informazioni principali di trasmissioni radiofoniche e/o televisive su argomenti di attualità
o di proprio interesse
• seguire presentazioni o discussioni su argomenti noti, prendere appunti e riorganizzarli in modo coerente;
Parlato (produzione e interazione orale)
• partecipare a conversazioni su argomenti familiari o di interesse personale o riguardanti la vita quotidiana
(ad esempio gli hobby, la famiglia, i viaggi, ecc.)
• descrivere o presentare persone, condizioni di vita o di studio, compiti quotidiani; esprimere interessi,
opinioni, motivazioni; narrare avvenimenti;
• interagire in conversazioni brevi e chiare su argomenti di interesse personale, quotidiano, sociale o
d’attualità;
• realizzare brevi video in lingua, anche accompagnandoli con sottotitoli intra e interlinguistici.
Lettura (comprensione scritta)
• capire testi scritti di uso corrente legati alla sfera quotidiana o al lavoro.
• capire la descrizione di avvenimenti, di sentimenti e di desideri contenuta in lettere personali.
Scrittura (produzione scritta)
• scrivere messaggi e-mail adeguati al destinatario, che si avvalgano di lessico appropriato e di sintassi di
livello iniziale, al fine di padroneggiare i registri formale e informale;
• scrivere riassunti di brevi testi informativi e narrativi;

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• utilizzare consapevolmente l’intelligenza artificiale (IA) per sviluppare la conoscenza delle diverse
tipologie testuali e dei registri linguistici. Ciò allo scopo di affinare l’abilità di scrittura in contesti
comunicativi differenziati.
Riflessione sulla lingua e sull'apprendimento
• riflettere sul sistema fonologico, lessicale e grammaticale della lingua straniera, individuandone le regole
principali e confrontandole con quelle della lingua madre;
• utilizzare strategie di autonomia nello studio: consultare dizionari bilingue e monolingue, anche online;
• ricavare informazioni da fonti diverse; usare le nuove tecnologie per l’approfondimento e la
comunicazione;
• riconoscere il proprio percorso di apprendimento e individuare punti di forza e aree di miglioramento
attraverso pratiche di autovalutazione guidata.

CULTURA
• sapersi gradualmente orientare tra gli aspetti e i contesti dei Paesi in cui si parla la lingua, con particolare
riferimento alla geografia fisica e politica, alle istituzioni, ai contenuti sociolinguistici e socioculturali, ad
aspetti della cultura materiale, degli usi e degli stili di vita;
• sapere analizzare, in maniera guidata, semplici testi orali, scritti e iconico-grafici relativi alla vita
quotidiana, alla cultura materiale e alle tradizioni dei Paesi di riferimento, cogliendone le principali
specificità formali e culturali;
• riflettere su varietà linguistico-comunicative, forme di bilinguismo e di plurilinguismo anche come
elemento di espressione e ricchezza culturale;
• saper produrre testi orali, scritti e iconico-grafici sui contenuti culturali relativi agli aspetti indicati, a
partire da materiali autentici;

SECONDO BIENNIO

LINGUA

Ascolto (comprensione orale)


• comprendere testi orali sia nelle varietà standard, sia in quelle non standard;
• comprendere testi orali di media complessità su argomenti concreti e astratti, anche trasmessi dai media,
individuando punti di vista e atteggiamenti del parlante;
• comprendere i punti essenziali di un discorso, sia che si parli di argomenti familiari che divulgativi, anche
in relazione alle forme di comunicazione non verbale
• comprendere programmi radiofonici, televisivi, podcast e video autentici su argomenti di attualità, storico-
sociali, letterari e culturali.
Parlato (produzione e interazione orale)
• interagire con uno o più interlocutori, comprendere i punti chiave di una conversazione ed esporre le
proprie idee in modo chiaro e comprensibile. Gestire conversazioni di routine, facendo domande e
scambiando idee e informazioni in situazioni quotidiane prevedibili;
• riuscire a motivare e spiegare opinioni e progetti
• partecipare attivamente a discussioni e dibattiti in classe su tematiche diverse adeguando il registro
all’interlocutore e al contesto;
• presentare oralmente in modo strutturato contenuti diversi, anche con il supporto di strumenti
multimediali;
• interagire con un grado sufficiente di fluenza e spontaneità con parlanti madrelingua in situazioni formali
e informali.
Lettura (comprensione scritta)
• leggere testi giornalistici, di saggistica, di vari generi e argomenti, per trovare informazioni specifiche
relative ai propri interessi e a contenuti di studio di altre discipline;
• leggere testi letterari (racconti romanzi, poesie, autobiografie, graphic novels, fumetti, opere teatrali) in
edizioni graduate o integrali a seconda del livello e del momento del ciclo di studio.
• comprendere articoli, relazioni e saggi, riconoscendo il punto di vista e le strategie argomentative
dell’autore;
• confrontare testi letterari con altri tipi di produzione artistica (dipinti, brani musicali, film), riconoscendo
la specificità dei diversi linguaggi.
• comprendere la descrizione di avvenimenti, di sentimenti e di desideri dei testi letti
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Scrittura (produzione scritta)
• produrre testi scritti strutturati e coesi di diversa tipologia (relazione, recensione, saggio breve, commento,
lettera formale) su argomenti noti o di attualità;
• rispondere per iscritto a quesiti specifici su argomenti storico-letterari e culturali trattati, producendo brevi
composizioni e mappe concettuali;
• argomentare in maniera organica, sostenendo e confutando punti di vista su temi letterari, culturali e di
attualità.
Riflessione sulla lingua e sull’apprendimento
• individuare e applicare regole di grammatica e sintassi di livello avanzato, utilizzare elementi di coesione
testuale (linkers), espressioni idiomatiche e lessico specifico;
• sviluppare la consapevolezza della propria zona di sviluppo prossimale (ZPD), attraverso pratiche di
autovalutazione guidata e feedback formativo (Dynamic Assessment);
• riflettere in chiave comparativa sulle differenze e analogie tra i sistemi lessico-grammaticali della L1 e
della L2;
• riflettere su conoscenze, abilità e strategie acquisite nella lingua straniera in funzione della trasferibilità ad
altre lingue.

CULTURA
• comprendere, in maniera guidata, documenti e materiali autentici che propongano un’immagine reale delle
culture, lontana dai luoghi comuni e dagli stereotipi con particolare riferimento alla sfera storico-
geografica, socio-politica, artistico-letteraria e dei media
• confrontare aspetti del proprio orizzonte culturale con quelli relativi alle culture dei Paesi e dei contesti in
cui la lingua è parlata riconoscendone l’eterogeneità e valorizzando la presenza e l'apporto di culture di
origine non europea.
• saper riconoscere e illustrare con consapevolezza interculturale e in chiave comparativa specificità dei
Paesi e contesti di cui si studia la lingua, con riferimento particolare a problemi concreti e compiti di realtà;

QUINTO ANNO

Ascolto (comprensione orale)


• Comprendere testi orali complessi su argomenti concreti e astratti, incluse discussioni tecniche nel proprio
campo di specializzazione,
• seguire conferenze, presentazioni o discussioni, prendere appunti e riorganizzarli in modo coerente;
• cogliere le implicazioni e le sfumature del messaggio in testi orali di varia tipologia, distinguendo
l’esplicito dall’implicito.
Parlato (produzione e interazione orale)
• Partecipare attivamente a una discussione in contesti noti e non noti, esponendo e sostenendo le proprie
opinioni.
• Sapersi esprimersi, in situazioni formali e informali, con fluenza, precisione e proprietà lessicale
Lettura (comprensione scritta)
• - leggere testi divulgativi, giornalistici, di saggistica, di vari generi e argomenti, per trovare informazioni
specifiche relative ai propri interessi e a contenuti di studio di altre discipline;
• leggere testi letterari (racconti romanzi, poesie, autobiografie, graphic novels, fumetti, opere teatrali) in
edizioni graduate o integrali a seconda del livello e del momento del ciclo di studio.
Scrittura (produzione scritta)
• Scrivere testi chiari e articolati su un’ampia gamma di argomenti
• Scrivere saggi e relazioni, fornendo informazioni e ragioni a favore o contro una determinata opinione
• Rispondere per iscritto a quesiti centrati sui testi letti e sugli argomenti storico-letterari sviluppati;

Riflessione sulla lingua e sull’apprendimento
• apprendere la lingua (lessico, grammatica, sintassi) attraverso lo studio di specifici contenuti disciplinari
(CLIL);
• cogliere il carattere interculturale della lingua di studio, anche in relazione alla sua dimensione globale e
alle varietà geografiche;
• organizzare e gestire autonomamente percorsi di studio e approfondimento coerenti con l’asse culturale
dell’indirizzo e con i propri interessi.

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CULTURA
• comprendere documenti e materiali autentici che propongano un’immagine reale delle culture, lontana dai
luoghi comuni e dagli stereotipi con particolare riferimento alla sfera storico-geografica, socio-politica,
artistico-letteraria e dei media, e in riferimento alla contemporaneità;
• saper analizzare testi orali, scritti, iconico-grafici relativi agli aspetti storia, società, attualità, letteratura,
arti figurative e performative, cinema e media, saperi specifici, con particolare attenzione a quelli
dell’indirizzo di studio e alle discipline di indirizzo (arti figurative e performative, prodotti mediatici, film
e documentari; testi sulla società e l’economia);
• partecipare e contribuire a progettualità specifiche, sia di carattere interdisciplinare (ad es. con storia,
italiano, inglese) che internazionale con coetanei, su temi inerenti a interessi comuni, problematiche e sfide
del presente, aspetti legati alla cittadinanza europea e globale.
• utilizzare le nuove tecnologie per fare ricerche, esprimersi creativamente e comunicare con interlocutori
stranieri, approfondendo le proprie competenze digitali.

Per quanto riguarda le lingue europee, a mero titolo esemplificativo:

Conoscenze

Obiettivo del percorso di apprendimento è quello di costruire e saper utilizzare, con gradualità, un repertorio
plurilingue e pluriculturale, flessibile e dinamico. Visto che (in base al D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89, integrato
dalle Indicazioni Nazionali per i licei D.M. 7 ottobre 2010, n. 211), non esistono limitazioni nella scelta delle
lingue da parte dei singoli istituti scolastici, si propongono qui di seguito, a solo titolo esemplificativo, per
evidenti ragioni di spazio, percorsi didattici relativi ad alcune delle lingue più presenti nei licei del nostro
territorio:

Lingua e Cultura inglese

PRIMO BIENNIO

LINGUA
Primo anno: strutture grammaticali di base (Present Simple, Present Continuous, Simple Past, Present Perfect;
pronomi, aggettivi, avverbi di frequenza, preposizioni; defining relative clauses) con le relative funzioni co-
municative (esprimere gusti e preferenze, descrivere abitudini, narrare eventi passati, dare istruzioni, descri-
vere persone e ambienti); lessico relativo alla sfera personale, familiare e quotidiana; elementi fondamentali
di fonologia e prosodia della lingua.
Secondo anno: strutture grammaticali di livello intermedio (comparativi e superlativi, modali: must/have
to/should, Future: be going to/will, First Conditional, Past Continuous, Present Perfect Simple e Continuous,
Passive form, Reported Speech, pronomi relativi) con le relative funzioni comunicative (fare confronti, espri-
mere obblighi e consigli, parlare di intenzioni future, riferire il discorso altrui, esprimere rimpianti); lessico
relativo ad ambiti quotidiani, sociali e di attualità; uso consapevole del dizionario bilingue e monolingue; stra-
tegie di autonomia nello studio.

CULTURA
Nell’ambito dello sviluppo di conoscenze relative all’universo culturale studenti e studentesse acquisiscono le
conoscenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento sopraelencati, con partico-
lare riferimento alla geografia fisica e politica, alle istituzioni, ai contenuti sociolinguistici e socioculturali, ad
aspetti della cultura materiale, degli usi e degli stili di vita dei Paesi e dei contesti in cui si parla la lingua
inglese, con particolare riferimento all’ambito sociale e a tematiche trasversali di particolare interesse che
risultano motivanti per il gruppo classe o di particolare interesse e urgenza a livello sociale; analizzano semplici
testi orali, scritti, iconico-grafici, quali documenti di attualità, testi letterari di facile comprensione, film, video,
ecc. per coglierne le principali specificità formali e culturali; riconosce similarità e diversità tra fenomeni di
paesi in cui si parlano lingue diverse, anche in forma contrastiva con l’italiano. Per facilitare tale approccio, è
raccomandata l’introduzione graduale della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning),
anche attraverso moduli sperimentali che favoriscano l’integrazione tra lingua e contenuti disciplinari, con il
supporto di docenti qualificati o madrelingua, secondo quanto previsto dai DPR 88 e 89/2010.

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SECONDO BIENNIO

LINGUA
Conoscenze grammaticali e lessicali di livello intermedio-avanzato (B1+/B2), in linea con il sillabo PET/FCE:
strutture complesse di grammatica e sintassi (periodo ipotetico, modali di deduzione, discorso indiretto, forme
passive avanzate, verbi frasali, usi idiomatici); lessico specifico di ambito letterario, storico-culturale e attuale;
elementi di analisi testuale (connettivi logici, coesione, coerenza, registro); riflessione metalinguistica in
chiave comparativa tra L1 e L2. Testi di riferimento: M. Spiazzi, M. Tavella, M. Layton Performer 1-2, ed.
Zanichelli; S. Ashton e R. Harding, First Practice Tests, ed. Black Cat CIDEB.

CULTURA
Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-
dimento sopraelencati, con particolare riferimento ai contributi e ai momenti salienti delle culture dei paesi
anglofoni e agli ambiti di più immediato interesse di ciascun liceo (letterario, artistico, musicale, scientifico,
sociale, economico); prendono in esame lo sviluppo di uno o più sistemi letterari, in particolare della moder-
nità, comprendendone e contestualizzandone i testi letterari, con priorità per quei generi o per quelle tematiche
legate alle conoscenze derivanti anche dallo studio di altre discipline; analizzano e confrontano testi letterari e
produzioni artistiche provenienti dal mondo anglofono anche nei diversi media; utilizza le nuove tecnologie
dell’informazione e della comunicazione per approfondire argomenti di studio, sviluppando le competenze e
la consapevolezza digitale, come indicato nei framework europei (LifeComp; DigComp). In tale fase, quindi,
assume particolare rilievo la media literacy, intesa come competenza trasversale volta a promuovere il pensiero
critico e la capacità di riconoscere fonti attendibili, analizzare i fenomeni di disinformazione e discorsi d’odio
e utilizzare in modo responsabile gli strumenti digitali. Si promuove l’uso di podcast, materiali audiovisivi e
prodotti multimediali come strumenti di comunicazione autentica in lingua inglese; raggiungono una buona
capacità di partecipare e contribuire a progettualità specifiche, sia di carattere interdisciplinare (metodologia
CLIL), sia di forma internazionale con pari età anglofoni, su temi inerenti interessi comuni, problematiche e
sfide del presente, aspetti legati alla cittadinanza europea.

QUINTO ANNO

LINGUA
Piena padronanza delle strutture grammaticali, sintattiche e lessicali di livello B2 del QCER; competenza te-
stuale avanzata per la comprensione e produzione di testi complessi di varia tipologia (narrativo, argomenta-
tivo, espositivo, letterario); lessico accademico e specialistico adeguato all’indirizzo liceale; conoscenza delle
principali varietà geografiche della lingua inglese (World Englishes); competenze di analisi stilistica e retorica
dei testi; applicazione della metodologia CLIL per l’apprendimento integrato di contenuti disciplinari.

CULTURA
Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-
dimento sopraelencati, approfondendo aspetti della cultura anche in base alla caratterizzazione liceale (lettera-
ria, artistica, musicale, scientifica, sociale, economica), con particolare riferimento alle problematiche e ai
linguaggi propri dell’epoca contemporanea. Analizzano e confrontano diverse espressioni letterarie, culturali
e sociali di ambito anglofono, e sono in grado di coglierne le diverse specificità relative a tipologie e generi e
le diverse declinazioni nei diversi media; utilizzano le nuove tecnologie per fare ricerche, approfondire argo-
menti di natura non linguistica, esprimersi creativamente e comunicare con interlocutori stranieri, approfon-
dendo le proprie competenze digitali. Lo studio delle letterature di lingua inglese si sviluppa dunque secondo
una metodologia tematica e reticolare, che superi l’approccio puramente cronologico, mettendo in relazione
autori, testi e contesti provenienti da diverse aree anglofone. Tale prospettiva incoraggia la pluralità di visioni
culturali e identitarie, integrando attività di feedback, riflessione personale e progetti creativi multimediali
(podcast, blog, profili social dedicati alla letteratura).

Lingua e cultura francese:


(si consideri maggiore fattibilità specie per il secondo biennio e la classe quinta, negli istituti in cui lingua e
cultura francese sono unica lingua e si mira a raggiungere il livello B2)

PRIMO BIENNIO

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Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-
dimento sopraelencati, in particolare rispetto alla consapevolezza della diffusione della lingua francese nel
mondo e della diversità degli usi orali / scritti, e alle competenze iniziali sugli aspetti linguistici e socioculturali
che permettano di incrementare la familiarità e la accessibilità della lingua e dei suoi universi culturali di
riferimento, con particolare riferimento alla geografia fisica e politica, ad aspetti della cultura materiale, degli
usi e degli stili di vita dei Paesi e dei contesti in cui si parla la lingua francese; analizzano semplici testi orali
e scritti, film, video, ecc. per coglierne le principali specificità formali e culturali;

SECONDO BIENNIO

Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-


dimento sopraelencati, in particolare rispetto alla capacità di illustrare la diffusione della lingua francese nel
mondo e la presenza di comunità francesi e francofone in Italia e nel mondo, anche attraverso esempi di rap-
porti italo-francesi / francofoni in ambito artistico-culturale e socio-economico, nel passato e/o nel contesto
contemporaneo; raggiungono una buona capacità di partecipare e contribuire a progettualità specifiche, sia di
carattere interdisciplinare (metodologia CLIL), sia di forma internazionale con pari età francofoni, su temi
inerenti interessi comuni, problematiche e sfide del presente, aspetti legati alla cittadinanza europea.

QUINTO ANNO
Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-
dimento sopraelencati, in particolare rispetto alla capacità di individuare e di illustrare, in documenti autentici
e anche in prospettiva interdisciplinare, elementi delle specificità linguistiche e storico-culturali delle comunità
di lingua francese, riconoscendone eterogeneità, dinamiche di sviluppo, rapporto con il contesto europeo e alla
capacità di individuare e rendere oggetto di progetti di approfondimento specifici esempi della presenza con-
temporanea di fenomeni artistico-letterari e movimenti di pensiero relativi a contesti francesi e/o francofoni
(es. arte, musica, letteratura romanzesca e saggistica, fumetto, teatro, cinema, serie, discussioni e rappresenta-
zioni sui media cartacei e non). Affrontano fenomeni cruciali che permettono di riflettere su problematiche e
sfide del presente e di istituire collegamenti in chiave interculturale e interdisciplinare, anche in riferimento
alle migrazioni contemporanee da/verso paesi francofoni.

Lingua e cultura spagnola

PRIMO BIENNIO

Nell’ambito dello sviluppo di conoscenze relative all’universo culturale studenti e studentesse acquisiscono le
conoscenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento sopraelencati, con partico-
lare riferimento alla geografia fisica e politica, alle istituzioni, ai contenuti sociolinguistici e socioculturali, ad
aspetti della cultura materiale, degli usi e degli stili di vita dei Paesi e dei contesti in cui si parla la lingua
spagnola. In prospettiva sincronica, apprezzano l’eterogeneità del mondo ispanico contemporaneo, cono-
scendo, ad esempio, le diversità linguistiche della penisola iberica e dei contesti ispanoamericani. Affrontano,
inoltre, con consapevolezza interculturale tematiche quali il rispetto e la valorizzazione dell’alterità culturale,
le minoranze linguistiche e il concetto di Stato plurinazionale.

SECONDO BIENNIO
Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-
dimento sopraelencati, con particolare riferimento ai contributi e ai momenti salienti delle culture di lingua
spagnola nella sfera storico-geografica, socio-politica, artistico-letteraria e dei media, anche in chiave diacro-
nica, privilegiando il periodo dalle origini fino al secolo XIX, ma senza escludere nessi con il presente. In
ottica interculturale, apprezzano, ad esempio, la ricchezza delle ibridazioni avvenute all’interno delle culture
di lingua spagnola; conoscono gli apporti delle culture non europee (araba, native americane, africane, ecc.),
la diffusione e le varianti della lingua spagnola, i rapporti tra le culture di lingua spagnola e l’Italia, in una
prospettiva di storia atlantica e mediterranea, anche in relazione alle tracce di tali rapporti nel contesto italiano;
raggiungono una buona capacità di partecipare e contribuire a progettualità specifiche, sia di carattere interdi-
sciplinare (metodologia CLIL), sia di forma internazionale con pari età ispanofoni, su temi inerenti interessi
comuni, problematiche e sfide del presente, aspetti legati alla cittadinanza europea.

21
QUINTO ANNO

Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-


dimento sopraelencati, con particolare riferimento ai fenomeni socio-politici, artistico-letterari e dei media,
privilegiando il secolo XX e XXI, come lettura in chiave interculturale della contemporaneità. Rivolgono par-
ticolare attenzione, ad esempio, alla presenza di fenomeni artistico-letterari e movimenti di pensiero contem-
poranei nei contesti spagnoli e ispanoamericani (arte, musica, letteratura, fumetto, teatro, cinema, serie televi-
sive, ecc.). Affrontano fenomeni cruciali che permettono di riflettere su problematiche e sfide del presente e
di istituire collegamenti in chiave interculturale e interdisciplinare, quali, ad esempio, le migrazioni transat-
lantiche, la Guerra Civile Spagnola, l’espandersi delle dittature, le transizioni verso la democrazia, le crisi
ambientali, il turismo e la mobilità nella società globale, ecc.

Lingua e cultura tedesca:


(si consideri maggiore fattibilità specie per il secondo biennio e la classe quinta, negli istituti in cui lingua e
cultura tedesca sono unica lingua e si mira a raggiungere il livello B2)

PRIMO BIENNIO

Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-


dimento sopraelencati, in particolare riguardo la consapevolezza della diffusione principalmente europea della
lingua tedesca nelle sue varianti (cosiddetto DACH) e della presenza di comunità tedescofone e di cultura
germanica anche in Italia (Alto Adige, altre comunità in area alpina e prealpina) e in altri Paesi europei; acqui-
siscono competenze iniziali sugli aspetti linguistici (singole riconoscibilità lessicali attraverso l’inglese: Deu-
tsch nach Englisch) e socioculturali (elementi di civiltà, cultura materiale e popolare, personalità note del
mondo contemporaneo e, se già trattate in altre materie, del passato, scambi italotedeschi artistico-culturali e
socio-economici nel tempo) che permettano di incrementare la familiarità e la accessibilità della lingua e dei
suoi universi culturali di riferimento.

SECONDO BIENNIO

Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-


dimento sopraelencati, in particolare rispetto alla capacità di illustrare la diffusione della lingua tedesca nelle
sue varianti e la presenza di comunità tedescofone e di cultura germanica in Italia, con elementi anche di
carattere diacronico nel rapporto con la storia politico-sociale e con le scelte di politica linguistica e culturale;
consapevolezza della presenza di comunità non tedescofone e di retaggio culturale non germanico nei Paesi di
lingua tedesca, con riguardo particolare alla società e cultura contemporanea; acquisiscono la capacità di illu-
strare esempi trattati in aula di scambi e rapporti italo-tedeschi in ambito artistico-culturale e socio-economico,
con riguardo sia a riflessi su significativi fenomeni culturali del passato, sia della società e cultura contempo-
ranea, con riguardo a quanto legato all’indirizzo di studio; raggiungono una buona capacità di partecipare e
contribuire a progettualità specifiche, sia di carattere interdisciplinare (metodologia CLIL), sia di forma inter-
nazionale con pari età tedescofoni, su temi inerenti interessi comuni, problematiche e sfide del presente, aspetti
legati alla cittadinanza europea.

QUINTO ANNO

Studenti e studentesse acquisiscono le conoscenze necessarie al raggiungimento obiettivi specifici di appren-


dimento sopraelencati, in particolare rispetto alla capacità di individuare e di illustrare, in documenti autentici
anche del recente passato, elementi delle specificità linguistiche e culturali dei Paesi e delle comunità di lingua
tedesca, riconoscendone eterogeneità, dinamiche di sviluppo, rapporto con il contesto europeo; acquisiscono
la capacità di individuare e rendere oggetto di progetti di approfondimento specifici esempi della presenza
contemporanea di fenomeni artistico-letterari e movimenti di pensiero e di opinione di matrice tedesca nella
cultura del proprio contesto (es. arte, musica, letteratura romanzesca e saggistica, fumetto, teatro, cinema, serie,
discussioni e rappresentazioni sui media cartacei e non) e la capacità di illustrare, facendo fruttare lo sguardo
interdisciplinare con altre discipline, fenomeni cruciali del Novecento e del Contemporaneo che permettono
un’utile riflessione sulle rispettive situazioni ed evoluzioni nei contesti tedescofono e italofono e la loro di-
scussione e rappresentazione in forme e linguaggi differenti (conflitti mondiali; dittature nazi-fasciste; shoah;
guerra fredda e divisione in blocchi; Comunità Europea, Wende; fenomeni migratori; crisi ambientale).
22
STORIA

PERCHÉ STUDIARE LA STORIA

Se nell’età della scuola dell’obbligo lo studio del passato cui è dedicato l’insegnamento della storia può
facilmente apparire all’allievo come qualcosa di sostanzialmente remoto dalla propria esperienza, è invece
quando egli giunge all’adolescenza e alla prima giovinezza che un tale insegnamento acquista per intero
significato e importanza. Perché è allora che lo studente comincia a entrare in pieno contatto con l’ambiente
in cui vive, con i suoi diversi aspetti, con i suoi problemi. È allora di conseguenza che sorge in lui spontanea
la domanda circa il perché, circa l’origine e le cause di ciò che lo circonda. Ed è allora che, opportunamente
sollecitato, l’interesse per il presente si tramuta in interesse per il passato, cioè per la storia. Ma quale storia?
È venuto in uso da tempo mostrare una certa sufficienza per la storia cosiddetta politica sostenendo che ad essa
sarebbe piuttosto da preferire lo studio della storia “materiale”, dell’economia, della tecnica,
dell’alimentazione: tutti argomenti di certo assai importanti. Obbedendo tuttavia a una consolidatissima
tradizione le indicazioni nazionali tengono ferma anche per i licei la scelta di indicare nella storia politica la
via maestra per accostarsi allo studio del passato. Dove per storia politica s’intende l’organizzazione interna
delle comunità umane, i modi d’intendere l’individuo e la famiglia, l’uso e i caratteri della proprietà e lo
stanziamento sul territorio, i modi del potere, gli organi e le competenze di questo, le caratteristiche dei rapporti
con le altre comunità e insieme lo specifico apparato ideale e simbolico che le anima e le regge. E cioè le idee
religiose, i miti, le figure eponime, la visione del mondo che esse coltivano. Nella convinzione che alla fine è
da ognuna di queste cose e dal loro insieme che dipende l’effetto e dunque il significato storico di una
determinata tecnica o di una determinata coltivazione. Sembra accertato, ad esempio, che l’invenzione della
bussola e della polvere da sparo debba essere attribuita alla civiltà cinese: ma chi può dubitare che sia stato il
loro impiego da parte di una civiltà con un potere, una religione e una visione del mondo affatto diversi da
quelli del Celeste Impero, chi può dubitare che sia stato questo impiego e non quella invenzione a cambiare il
mondo?
Una diffidenza analoga a quella appena detta circonda la centralità della storia europea e dell’Occidente in
genere che anche le attuali Indicazioni ribadiscono. Non è forse vero, si obietta, che altre vaste parti del globo
diverse dalla nostra, altri popoli, Stati e civiltà hanno avuto una storia degna di essere studiata e ricordata? E
non è forse vero, si aggiunge, che oggi le aule delle nostre scuole vedono la frequente presenza di alunni
provenienti proprio da quelle contrade, appartenenti a quei popoli?
È vero, nessuno ne può dubitare. Ma nessuno può neppure dubitare di due fatti essenziali. Il primo è la
sostanziale impossibilità di studiare con un minimo di approfondimento le vicende storiche di un insieme
diversissimo tra loro di popoli e civiltà della Terra. Insegnare a degli adolescenti qualcosa di appena appena
significativo (contemporaneamente ma a dispetto delle diversissime cronologie!) riguardo l’Impero
giapponese e insieme il regno del Dahomey, l’Impero Inca nell’America meridionale e insieme l’India islamica
del Mogul, non può che apparire un’impresa disperata. Come sarebbe disperata l’impresa - infatti mai suggerita
da alcuno: e ci sarà una ragione! - di estendere ad esempio lo studio della letteratura, oltre che alla letteratura
italiana a quella non si dice dell’Islam o della Cina ma neppure della Spagna o della Scandinavia.
Anche da qui la scelta, dunque, di incentrare lo studio della storia sulle vicende della nostra Penisola e di
quell’area geografico-culturale che è l’Europa e l’Occidente in genere.
Innanzi tutto, perché appare abbastanza ovvio che a dei giovani italiani o residenti in Italia, la cui vita si svolge
in un contesto ambientale plasmato e definito dalla storia italiana, sia specialmente tale storia che possa e debba
interessare. Inserita beninteso nel quadro geopolitico euro-occidentale il quale è stato fuor di dubbio quello
che in misura assolutamente superiore a qualsiasi altro ha influito sui suoi caratteri e sulle sue sorti. Poche
vicende nazionali come quelle dell’Italia sono così intimamente legate al rapporto biunivoco di dare e avere
con i Paesi e le culture di quell’area con cui per secoli e secoli essa ha avuto un contatto fino ad oggi strettissimo
e ininterrotto.
Ciò che peraltro non può né deve nascondere un fatto. E cioè che la centralità assegnata nelle Indicazioni alla
storia dell’Italia e dell’Occidente deriva anche dall’oggettivo, enorme rilievo che tale storia ha avuto e continua
ad avere nella vicenda mondiale avendo dato ad essa le forme universalmente adottate della moderna statualità,
le premesse teoriche della ricerca e del progresso scientifico, le fondamenta dei diritti della persona umana e
delle sue libertà; e da ultimo il concetto stesso di storia che è il nostro.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

23
Elemento centrale dell’apprendimento della storia è la consapevolezza della dimensione temporale di ogni
evento e quindi la capacità di collocarlo nella giusta successione cronologica. D’altro canto, non va trascurata
la seconda dimensione propria della storia, cioè lo spazio. La storia comporta infatti, necessariamente, una
dimensione geografica.
Lo studente dovrà conoscere anzitutto i principali tratti della vicenda politico-statale e culturale occidentale.
Dovrà conoscere altresì le principali diversità e affinità tra le varie civiltà del pianeta nonché le linee generali
dei loro percorsi storici. Uno spazio adeguato dovrà essere riservato alla Costituzione repubblicana e al tema
della cittadinanza, in modo che, al termine del percorso liceale, lo studente conosca i fondamenti del nostro
ordinamento costituzionale, quale risultato dell’esperienza storica del popolo italiano, e il rapporto di tale
ordinamento con l’ordine giuridico internazionale. Si è cittadini, o lo si diventa provenendo da altre contrade,
solo se si conosce di quale storia sono il frutto le istituzioni che di quei cittadini garantiscono i diritti e
prescrivono i doveri.
Inoltre, l’insegnante avrà cura di evitare di schiacciare il suo insegnamento sotto il peso di un nozionismo
eccessivo. Date, nomi, eventi vanno richiamati allo scopo di fornire allo studente i necessari quadri cronologici
di riferimento. Per il resto, lo studio della storia deve essere considerato come l’occasione per entrare in
contatto con le ragioni, le illusioni, le speranze e spesso i tragici errori che hanno guidato gli esseri umani.
Uno spazio adeguato potrà essere riservato ad attività che portino a valutare diversi tipi di fonti, a leggere
documenti storici o confrontare diverse tesi interpretative. In generale, una particolare attenzione dovrà essere
dedicata alla capacità dello studente di esporre oralmente e in forma scritta nonché in modo appropriato le
vicende storiche.
Se l’insegnamento della storia ha un valore civile questo risiede senz’altro nella formazione nello studente di
un’abitudine al dialogo. Per questo va sottolineato con forza che l’insegnamento della storia deve servire a
comprendere come la realtà sociale e politica non sia mai descrivibile in bianco e nero. Essa è invece
caratterizzata costantemente da contraddizioni e complessità. Riconoscere ciò è essenziale anche per
comprendere il presente e quindi è un invito a evitare ogni faziosità e a mostrarsi capaci di ascoltare e
comprendere le ragioni degli altri. L’intelligenza artificiale può essere utilmente impiegata come strumento di
supporto alla didattica della storia, in particolare per sviluppare strategie immersive e laboratoriali che
favoriscano la comprensione critica dei processi storici. Tra queste rientra, ad esempio, l’elaborazione di
scenari di storia controfattuale, finalizzati a rafforzare la consapevolezza del nesso tra contingenza e causalità
e a evitare forme di determinismo storico, nonché la simulazione di interazioni con attori e personaggi del
passato, utili a stimolare l’analisi delle fonti, dei contesti e delle mentalità. Tali pratiche devono tuttavia essere
sempre fondate su materiali didattici selezionati e forniti dal docente, che mantiene la responsabilità della
validazione dei contenuti e della verifica critica dei risultati prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale,
garantendo così la correttezza storica e la coerenza metodologica del percorso formativo.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

Una particolare attenzione sarà dedicata dall’insegnante all’approfondimento di specifici nuclei tematici propri
dei diversi percorsi liceali.

PRIMO BIENNIO
Il primo biennio sarà dedicato allo studio delle civiltà antiche e di quella altomedievale.
È opportuno segnalare che lo studio del mondo antico, tradizionalmente diviso in storia greca e storia romana
come due capitoli distinti e successivi nell’apprendimento dello studente, ha per oggetto dimensioni storiche
che sono in realtà, per alcuni versi, strettamente intrecciate.
Nella costruzione dei percorsi didattici non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici (indicati in
corsivo), al cui interno si evidenziano alcuni punti rilevanti che i docenti potranno variamente approfondire e
integrare in relazione ai diversi percorsi liceali:
• Le origini dell’uomo. Dall’homo habilis al sapiens. Dal Paleolitico al Neolitico. Dal nomadismo alla se-
dentarietà: la rivoluzione agricola.
• Le civiltà del Vicino Oriente. Mesopotamia, Egitto, Anatolia e Fenicia. La nascita delle città e del sistema
palaziale; navigazione e reti commerciali; origini e diffusione della scrittura. Il popolo ebraico e il sorgere
del monoteismo.
• Le civiltà “europee” dall’età del bronzo all’età del ferro. Cretesi e Micenei: fioritura e collasso. La civiltà
nuragica. L’età oscura e la Grecia di Omero: società e religione.
24
• L’età del ferro in Italia. L’Italia mosaico di popoli e di culture: la colonizzazione greca; gli Etruschi e i
popoli italici. Le origini di Roma e l’età regia: confronto tra racconti tradizionali e realtà storica.
• La Grecia in età arcaica e classica. La polis come esperienza politica caratterizzante della civiltà greca.
Atene e Sparta: democrazia e oligarchia, cittadini ed esclusi (donne, stranieri, schiavi). Le guerre persiane.
L’età di Pericle: democrazia e imperialismo. Un eccezionale sviluppo culturale, filosofico, storiografico,
drammaturgico, artistico. Lo scontro dei blocchi: la guerra “mondiale” del Peloponneso.
• Roma in Italia. Il regime repubblicano e il nuovo assetto istituzionale: esito del conflitto tra patrizi e plebei;
i cittadini-soldati del sistema centuriato. L’espansione in Italia centromeridionale: guerre (con Latini, San-
niti, Etruschi, popoli italici, Galli, Pirro) e strumenti diplomatici (trattati, alleanze, negoziazioni). L’espan-
sione nei territori dell’Italia settentrionale: riorganizzazione territoriale, colonizzazione e diffusione di tratti
culturali romano-italici.
• Dall’età classica all’Ellenismo. La Grecia nel IV secolo: la crisi del mondo della polis e la ricerca fallita di
un equilibrio panellenico. L’ascesa della Macedonia. Alessandro Magno: le conquiste in Oriente, l’unifica-
zione del mondo conosciuto e la scoperta di un popolo, territori e forme di organizzazione nuovi. L’Elleni-
smo: una cultura globale.
• Roma nel Mediterraneo. L’età dell’imperialismo: il lungo conflitto con Cartagine e le guerre con le monar-
chie ellenistiche (Macedonia, Siria). I nuovi assetti del potere e del suo esercizio nel Mediterraneo; trasfor-
mazioni economiche, politiche e socioculturali di una repubblica “imperiale” divenuta potenza “mondiale”.
• L’età della “rivoluzione romana”. La destabilizzazione del sistema: questione agraria e crisi sociale; il
collasso istituzionale e l’emergere delle leadership individuali (i Gracchi; Mario e Silla; Pompeo e Cesare).
Il conflitto con gli alleati italici e l’estensione della cittadinanza romana: la nascita dell’Italia dei municipi.
Il progetto cesariano e il suo fallimento; il triumvirato e la dissoluzione della Repubblica. Lo scontro totale
tra i “signori della guerra” e la vittoria di Ottaviano.
• Augusto e l‘affermazione del principato. I fondamenti istituzionali del principato; il governo delle province;
la riforma dell’esercito. Trasmissione dinastica, consolidamento del potere del principe e suo esercizio dal
I al III secolo dopo Cristo: i Giulio-Claudi, i Flavi, gli Antonini, i Severi.
• Un impero “universale” tra consapevolezza di valori ed estensione della cittadinanza. La struttura della
società (mobilità geografica e sociale; liberi e schiavi; la famiglia e le donne). Economia e reti commerciali
transcontinentali. Politeismi e monoteismo: il Cristianesimo. Gli effetti politici e culturali del processo di
romanizzazione (lingua e diritto; urbanesimo, gestione del territorio e infrastrutture; sistema monetario).
• Crisi e ripresa. Una crisi sistemica: strategico-militare, finanziaria, politica. L’arrivo dei popoli germanici;
calo demografico; inflazione e svalutazione; imperatori e usurpatori. La ripresa: decentramento del potere
(la tetrarchia); la riforma fiscale e militare e la riorganizzazione amministrativa. Costantino e la cristianiz-
zazione dell’impero. Il sistema piramidale e burocratizzato del mondo tardoantico; il declino delle città.
• Oriente e Occidente: nuovi scenari. La dissoluzione dell’impero occidentale tra invasioni, perdita di territori
provinciali, crisi militare e politica. L’impero di Bisanzio e gli Ostrogoti. I Longobardi in Italia. Un altro
monoteismo: l’Islam.
• L’Italia e l’Europa altomedievali. Tra distruzione e sopravvivenza dell’eredità romana: la guerra greco-
gotica e la frammentazione politica della penisola; l’espansionismo islamico; i regni romano-barbarici e i
Franchi. Il Sacro Romano Impero e la nascita dell’Europa medievale. Economia, società e cultura nell’alto
medioevo.

SECONDO BIENNIO
Il terzo e il quarto anno saranno dedicati allo studio del processo di formazione dell’Europa e del suo aprirsi
ad una dimensione globale tra medioevo ed età moderna, nell’arco cronologico che va dall’XI secolo fino alle
soglie del Novecento.
Nella costruzione dei percorsi didattici non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici (indicati in
corsivo), al cui interno si evidenziano alcuni punti rilevanti che i docenti potranno variamente approfondire e
integrare, in relazione ai diversi percorsi liceali:
• La ripresa dell’Europa: dall’economia curtense al mercato. L’anno Mille e l’avvio di un ciclo ascendente
dell’economia e della società. La fuoriuscita da un’economia di autoconsumo. Il monachesimo e la valo-
rizzazione del lavoro. La rete dei pellegrinaggi e i cantieri delle cattedrali. Dal romanico al gotico.
• La città come motore della crescita. L’età comunale e i suoi presupposti: la tendenza della città ad autogo-
vernarsi e le lotte di fazione. Valori fondanti della civiltà urbana: civismo, corporazioni e confraternite.
Bottega e protoindustria. La città come culla della rivoluzione commerciale del Medioevo: moltiplicatrice
di risorse e stimolo alla mobilità sociale. Rotte, itinerari e traffici intercontinentali: Genova, Venezia, Marco
25
Polo.
• Il conflitto tra Chiesa e Impero. La Riforma gregoriana. Il Grande Scisma d’Oriente. Barbarossa sconfitto
da Comuni e papato. Le crociate: una spinta espansionista della cristianità. Eresie e repressione: l’Inquisi-
zione. Gli Ordini mendicanti: una spiritualità a misura di una società in cambiamento. San Francesco d’As-
sisi.
• L’autunno del Medioevo. Le signorie cittadine, la cultura aristocratica e la corte. La fioritura dell’università.
La crisi dei poteri universali: Federico II di Svevia. La frantumazione geopolitica dell’Italia. Le monarchie
nazionali: Francia, Inghilterra. La Guerra dei Cento Anni. La Spagna della Reconquista. La Peste del 1348-
49. La Cattività avignonese e il Grande Scisma d’Occidente: il collasso della civiltà medievale. L’avanzata
ottomana nei Balcani e la caduta di Costantinopoli.
• Umanesimo e Rinascimento. Ottimismo antropologico e creatività. Il rigetto del tradizionalismo medievale
e il recupero dell’eredità della classicità. Una nuova pedagogia: formazione integrale e dignità dell’uomo.
L’Italia laboratorio di innovazione: Firenze e Venezia. Lo Stato della Chiesa e gli Stati regionali italiani, i
principi, i condottieri. Le scoperte geografiche, una tappa fondamentale nella storia della globalizzazione.
• La Riforma protestante e il primato della coscienza individuale. Dalla critica della tradizione cattolica alla
costruzione di una Chiesa alternativa. Il protestantesimo e la comparsa di una pluralità di Chiese riformate.
La risposta cattolica tra repressione e innovazione: il Concilio di Trento e la Controriforma. La suddivisione
dell’Europa in diverse identità confessionali e il difficile percorso della tolleranza. Cattolici e ugonotti in
Francia.
• Impero e monarchie fra Cinquecento e Seicento. Il colonialismo iberico nel Nuovo Mondo. Le guerre d’Ita-
lia e la contesa per il primato in Europa. Il progetto imperiale di Carlo V: un universalismo impossibile.
L’Italia perde la sua indipendenza: il predominio spagnolo. Il duello fra cristianità e Impero ottomano tra
mare e terra. L’Inghilterra dei Tudor. La rivoluzione olandese. La Guerra dei Trent’anni e la pace di West-
falia.
• Tre modelli di costruzione dello Stato moderno: Francia, Prussia e Inghilterra. L’età di Luigi XIV e le
dimensioni dell'assolutismo francese: la corte, l’economia, la politica religiosa. L’Inghilterra: le due rivo-
luzioni, la nascita della monarchia costituzionale, primi passi del moderno parlamentarismo. La formazione
della Prussia: Federico il Grande e la macchina politica, amministrativa e militare prussiana.
• La lotta per l’egemonia mondiale. Lo scontro europeo tra Borbone e Asburgo, la pace di Utrecht e la nascita
della preponderanza inglese sull’Europa: manifatture, compagnie coloniali e traffico transoceanico. L’In-
ghilterra padrona dell’India e del Nordamerica. L’emergere di una nuova potenza a Oriente: la Russia di
Pietro il Grande. La decadenza della Spagna e del suo Impero. L’inizio della preponderanza austriaca sulla
penisola. La comparsa dei Savoia sulla scena italiana.
• Una nuova epoca dello spirito europeo e l’età delle rivoluzioni. La libertà di pensiero e di ricerca scienti-
fica: Bayle, Galilei e Newton. L’Encyclopédie e la cultura illuministica. L’età delle riforme in Italia: Bec-
caria, Verri, Genovesi. Rivoluzione americana e Rivoluzione francese: due diverse idee di libertà. La rivo-
luzione contro sé stessa: giacobinismo e Terrore. Napoleone, trionfo e caduta. L’esportazione della rivolu-
zione in Europa, l’Italia napoleonica. Il Congresso di Vienna e il principio di legittimità.
• La rivoluzione industriale. L’industrializzazione in Inghilterra e la sua diffusione nell’Europa occidentale.
Le macchine. La fabbrica e la nascita della classe operaia. La prima meccanizzazione agricola e la crescita
della produzione. L’urbanesimo. Le ferrovie e il battello a vapore. L’irrompere della modernità nella vita
quotidiana: sistema fognario, acqua corrente, pavimentazione stradale, trasporti, illuminazione a gas. I
nuovi mezzi di comunicazione: il telegrafo, il giornale politico, la fotografia.
• La trasformazione dell’Europa. La protesta romantica e un nuovo sentimento dell’individuo e della natura.
Una nuova idea dell’amore e del legame tra i sessi. Verso la famiglia moderna. Nuove personalità e figure
femminili (Madame de Staël, le sorelle Brontë, George Sand). Il nazionalismo romantico: l’indipendenza
greca. Il laboratorio francese: la rivoluzione del 1830 e lo sviluppo del liberalismo. L’affermazione della
borghesia. Il 1848 in Europa. Rivoluzione nazionale e rivoluzione sociale: Mazzini e Marx. L’autocrazia
russa dalla congiura decabrista alla abolizione della servitù della gleba. I Balcani verso la fine della domi-
nazione ottomana.
• Il Risorgimento italiano. Il dominio austriaco sulla penisola e l’emergere di una coscienza nazionale ita-
liana. L’Italia della carboneria e delle cospirazioni. La novità di Mazzini: la fondazione della “Giovine
Italia”. Il fallimento del ’48. Due strategie a confronto: liberali e democratici. Il cattolicesimo liberale.
Cavour e la soluzione diplomatico-militare del problema italiano. Garibaldi e la spedizione dei Mille.
• La costruzione dello Stato nazionale in Italia: Roma capitale. Chiesa e cattolici all’opposizione (Sillabo,
legge delle Guarentigie). La “scoperta” del Mezzogiorno e il brigantaggio. L’allargamento del suffragio. Il
protezionismo e il primo sviluppo industriale italiano. Gli inizi del colonialismo italiano. Crispi. La nascita
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del partito socialista. Adua e la crisi di fine secolo.
• Il mondo di fine Ottocento. Bismarck: l’unificazione e l’ascesa della Germania. La prima legislazione so-
ciale. La Francia della Terza Repubblica: l’ideologia repubblicana, l’affare Dreyfus. L’Inghilterra liberale.
Colonialismo, imperialismo, razzismo. La diffusione del socialismo e la Seconda Internazionale. Nascita
del primo movimento femminile. Il darwinismo e la cultura positivistica; massoneria e laicismo. Una se-
conda rivoluzione industriale: chimica, elettricità, la scoperta dei primi farmaci. Il commercio mondiale dei
cereali e la fine delle carestie. Il primo cibo in scatola. Il culto del progresso.

QUINTO ANNO
L’ultimo anno è dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra
mondiale fino ai giorni nostri. Da un punto di vista metodologico, ferma restando l’opportunità che lo studente
conosca e sappia discutere criticamente anche i principali eventi contemporanei, è tuttavia necessario che ciò
avvenga nella chiara consapevolezza della differenza che sussiste tra storia e cronaca, tra eventi sui quali esiste
una storiografia consolidata e altri sui quali invece il dibattito storiografico è ancora aperto. Una particolare
attenzione sarà dedicata dall’insegnante all’approfondimento di specifici nuclei tematici propri dei diversi
percorsi liceali. Nella costruzione dei percorsi didattici non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici
(indicati in corsivo), al cui interno si evidenziano alcuni punti rilevanti che i docenti potranno variamente
approfondire e integrare, in relazione ai diversi percorsi liceali:
• L’Italia nel nuovo secolo. Una nuova Italia politica e sociale. Lo sviluppo economico e l’emigrazione me-
ridionale. Giolittismo e antigiolittismo. Nuove culture politiche: idealismo, nazionalismo, sindacalismo,
socialismo riformista e rivoluzionario. La conquista della Libia e il suffragio universale maschile.
• Il mondo verso la guerra. La frattura culturale del Novecento: le avanguardie artistiche europee (pittura,
musica, architettura, balletto). La rivalità anglo-tedesca. L’emergere del Giappone e la guerra russo-giap-
ponese. Le tensioni nazionali nell’Impero austroungarico e nei Balcani. Il meccanismo delle alleanze e lo
scoppio della Prima guerra mondiale.
• L’Italia e la guerra. Neutralisti e interventisti. Guerra di movimento e guerra di trincea. La guerra come
elemento di nazionalizzazione. Fronte interno e propaganda. Caporetto e il Piave. Il mito della vittoria
mutilata e l’incapacità di una gestione politica della vittoria. Fiume.
• Guerra e dopoguerra in Europa. I nuovi caratteri di una guerra industriale. Le operazioni militari sul fronte
occidentale e a Oriente. Il crollo della Russia e la rivoluzione di febbraio. Lenin e il colpo di Stato del
novembre 1917. La guerra civile in Russia e il decreto sul “terrore rosso”. Il Komintern. L’Europa di Ver-
sailles e i nuovi Stati nazionali. La tormentata esperienza della Repubblica di Weimar. La Società delle
Nazioni. Le donne tra guerra e dopoguerra.
• Mussolini alla conquista del potere. Il biennio rosso: disordini sociali e massimalismo socialista. Le ele-
zioni del ’19. La reazione fascista e lo squadrismo agrario. La paralisi parlamentare. L’incapacità repressiva
degli apparati statali. L’abilità tattica di Mussolini, la marcia su Roma e la maggioranza liberale-popolare-
fascista. La legge Acerbo e la vittoria elettorale del 1924. Il delitto Matteotti e il fallimento dell’Aventino.
La svolta autoritaria del 3 gennaio.
• Il mondo tra le due guerre. Fine della società liberale e crisi del ’29. L’ascesa di Hitler al potere e la dittatura
nazista: razzismo antisemita e persecuzione degli ebrei. Il sionismo e la nascita di un “focolare ebraico” in
Palestina. Il comunismo e la dittatura di Stalin: la pianificazione, il Gulag, l’Holodomor. L’antifascismo e
i Fronti popolari: la guerra di Spagna. L’espansionismo giapponese in Asia. Nuova simbologia e nuove
forme di mobilitazione politica nell’età delle masse.
• Il secolo americano e la società di massa. Una nuova forma di “imperialismo democratico”: gli Stati Uniti
dalla dottrina Monroe all’intervento nella Prima guerra mondiale. La produzione di massa e la società dei
consumi: la Ford T, la radio, gli elettrodomestici. Hollywood e i nuovi modelli di genere. I neri e l’eredità
dello schiavismo. Roosevelt e il New Deal. La diffusione mondiale del mito americano.
• Il regime fascista. Gli strumenti della repressione. L’antifascismo. Le forme del consenso dalle politiche
sociali alle iniziative culturali. La Conciliazione. Il mito del duce. L’Iri e l’intervento statale nell’economia.
La guerra d’Etiopia: il distacco dalle democrazie e l’avvicinamento alla Germania. Le “leggi razziali”.
• La Seconda guerra mondiale. L’espansionismo tedesco. La conferenza di Monaco. Il patto Ribbentrop-
Molotov. L’aggressione alla Polonia e l’intervento franco-inglese. L’espansione sovietica nell’Europa
nord-orientale. L’entrata in guerra dell’Italia. Le vicende militari dalla sconfitta della Francia a Stalingrado.
Pearl Harbor e l’intervento degli Stati Uniti. Lo sterminio degli ebrei. La sconfitta italiana in Africa e lo

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sbarco degli Alleati in Sicilia. La crisi e la caduta del fascismo. Il governo Badoglio, l’armistizio e la di-
sgregazione delle strutture statali dopo l’8 settembre. Il dramma del confine orientale, le foibe.
• Fine della guerra e inizio del confronto Est-Ovest. La Repubblica sociale italiana e la guerra civile. L’or-
ganizzazione politica e militare della Resistenza italiana. Lo sbarco in Normandia e il fallito attentato a
Hitler del 20 luglio ’44. L’avanzata dell’Armata Rossa nel cuore dell’Europa e la caduta di Berlino. La
bomba atomica contro il Giappone e la fine della guerra. Il tribunale di Norimberga. La divisione dell’Eu-
ropa tra democrazie e regimi comunisti. Il piano Marshall.
• L’Italia democratica. I governi di coalizione antifascista, il referendum monarchia-repubblica e il voto alle
donne. Il trattato di pace e la perdita dell’Istria. La Costituente. Le elezioni del 18 aprile ’48 e l’inizio del
centrismo. De Gasperi e Togliatti. Riforma agraria e Cassa del Mezzogiorno. Ricostruzione e “miracolo
economico”. Le migrazioni interne. Il luglio 1960 e la svolta del centro-sinistra. Il Concilio Vaticano II.
L’inizio della società dei consumi.
• Il mondo dopo il 1945. La nascita di Israele. La guerra fredda. Sviluppo economico e democrazia nell’Eu-
ropa occidentale. Verso l’unità europea. Il blocco di Berlino e la Nato. La vittoria comunista in Cina e la
guerra di Corea. La decolonizzazione in Asia e in Africa; l’indipendenza dell’India. Le sconfitte dell’Occi-
dente: Indocina (Vietnam) e Algeria. Il 1956: la rivoluzione ungherese e la crisi di Suez. Il muro di Berlino.
La crisi dei missili a Cuba. La guerra dei Sei giorni e il conflitto israelo-palestinese. Praga 1968.
• L’Italia dal ’68 a Mani Pulite. Il ’68 e l’affermazione di nuovi valori e nuovi costumi. Uomini e donne
negli anni ‘70 tra grandi riforme sociali (divorzio, Statuto dei lavoratori, Servizio sanitario nazionale, nuovo
diritto di famiglia) e terrorismo. Il rapimento Moro e l’involuzione del sistema politico-istituzionale. Rista-
gno economico e crisi del debito pubblico. Le inchieste di Mani Pulite e la fine della “prima Repubblica”.
• Verso il nuovo millennio. La crisi dell’Unione Sovietica dall’Afghanistan a Chernobyl. La caduta del Muro
di Berlino e il crollo dell’impero sovietico. La crisi del modello fordista e dell’economia keynesiana. La
rivoluzione telematica e la finanziarizzazione dell’economia. L’euro e l’unificazione monetaria europea.
La svolta cinese, nuovi equilibri geopolitici mondiali.

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GEOGRAFIA

Nel primo biennio di tutti i percorsi liceali "Storia e geografia" sono due discipline con un proprio assetto
epistemologico il cui insegnamento è rimesso ad un unico docente come da ordinamento, ai sensi del dpr
89/2010. Il monte ore annuale complessivo delle due discipline è di 99 ore per ciascuna delle due classi del
primo biennio.

PERCHÉ STUDIARE LA GEOGRAFIA

Nei Licei, la geografia mira in modo specifico a fornire strumenti di geografia umana e culturale per formare
cittadini del mondo capaci di comprendere e analizzare i luoghi, i paesaggi e le diversità ambientali, politiche,
sociali, economiche e culturali del pianeta, così come di leggere i cambiamenti in atto attraverso un approccio
sistemico, per cui ogni cambiamento in un ambito implica interazioni, adattamenti e quindi cambiamenti anche
in altri ambiti (ambientale, sociale, economico, politico, sociale) o in altri territori.
La geografia non deve limitarsi al semplice apprendimento di una mole di informazioni e concetti, perché la
geografia è oggi scienza della rappresentazione e scienza dell’organizzazione della conoscenza, il cui ambito
di studio e di insegnamento è il complesso delle relazioni (materiali e immateriali) tra esseri viventi sul
territorio e tra esseri viventi e ambienti naturali, alle diverse scale geografiche e nel tempo.
Il codice della geografia è il "linguaggio della geo-graficità", la cui forma storicamente più compiuta e
intellegibile è la cartografia: ma la geo-graficità è un linguaggio utilizzabile per la creazione, la lettura e
l'interpretazione anche di altri tipi di rappresentazione come le fonti scritte, il testo letterario, i dipinti, le
fotografie, gli audiovisivi e i prodotti multimediali, i dati statistici, ecc.
Attraverso l’approccio critico alla lettura, analisi e interpretazione delle differenti forme di rappresentazione
della realtà, la geografia concorre in modo originale allo sviluppo di un uso consapevole e critico degli
strumenti di intelligenza artificiale generativa.

COMPETENZE ATTESE

La geografia analizza e interpreta il legame tra sistemi umani e naturali e l'impatto antropico sulle risorse.
Superando la mera descrizione spaziale, essa offre una chiave di lettura sistemica per comprendere contesti
culturali, economici e geopolitici.
Per tali ragioni, in relazione all’insegnamento della storia, la dimensione geografica non deve essere ridotta
alla mera rappresentazione o descrizione della distribuzione nello spazio di eventi e accadimenti.
La conoscenza geografica serve dunque a comprendere le relazioni che legano l’Italia all’Europa, il proprio
spazio vissuto al mondo.
Attraverso lo studio di temi generali e di problemi a scala regionale, la disciplina educa a:
Evidenziare e connettere le relazioni transcalari nello spazio e nel tempo: analizzare come la localizzazione
influenzi società e Stati nell’era della globalizzazione.
Valorizzare il paesaggio: inteso come patrimonio identitario, culturale (Art. 9 Costituzione) e bene comune
nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
Promuovere la sostenibilità: comprendere la fragilità ecologica e le sfide della convivenza tra culture diverse.
Astenendosi dal proporre una geografia regionale statica, in linea con quanto previsto dalla Carta
Internazionale dell’Educazione Geografica, occorre educare a riconoscere il potere delle interazioni culturali
nella costante trasformazione dei luoghi e delle società, ad apprezzare la diversità ambientale e culturale e i
modi con cui le comunità umane hanno modellato il pianeta e continuano a trasformarlo, concorrendo alla
configurazione di “nuovi” paesaggi.
Al termine del percorso dovranno quindi essere acquisite le seguenti competenze:
• analizzare criticamente i cambiamenti ambientali, politici, economici, culturali e sociali alle diverse scale
geografiche, muovendo da un approccio geografico sistemico nello studio dei luoghi e dei territori.
• riconoscere le diverse possibili modalità di gestione del territorio al fine di elaborare proposte per un uso
equo dei beni ambientali come beni comuni.
• Comprendere e interpretare la diversità dei paesaggi e dei luoghi.
• Sviluppare un approccio critico alle rappresentazioni cartografiche digitali, al fine di sviluppare
consapevolezza nel decostruire l’apparente neutralità e veridicità delle informazioni prodotte da software e
applicazioni di Intelligenza Artificiale generativa.
• Sviluppare competenze personali e sociali, ispirate dai valori e dai principi inscritti nella Costituzione, su
come abitare il pianeta a scala locale e globale in modo sostenibile.
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• Analizzare e produrre testi letterari, documenti fotografici e audiovisivi, interviste e rappresentazioni
artistiche dei diversi paesaggi, partendo dalla lettura critica e comparativa dell’art. 9 della Costituzione
italiana, della definizione Unesco di paesaggio culturale (1992) e dell’art. 1 della Convenzione Europea del
Paesaggio.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

La conoscenza e la rappresentazione del territorio, nelle loro componenti materiali e immateriali, vanno
presentate e affrontate come elementi di comprensione e di interpretazione dei contesti in cui tali eventi
maturano, sempre attraverso un approccio di tipo sistemico e un’organizzazione di carattere processuale.
Il suo studio riguarda anche il rapporto personale con i luoghi e le comunità, e sviluppa la capacità di pensare
al rapporto coi luoghi rispetto allo spazio vissuto e al senso del luogo.
Nella costruzione dei percorsi didattici andranno considerati i principali temi e problemi del mondo
contemporaneo, fornendo competenze e strumenti (in particolare quelli cartografici) per comprenderli e
governarli e per individuarli e approfondirli secondo una prospettiva transcalare all’interno di specifici luoghi,
regioni geografiche e singoli Stati.

PRIMO BIENNIO

Temi e problemi
• I sistemi naturali (morfologia, clima, idrografia, atmosfera, biosfera) e umani (economia, società, cultura,
politica) e le loro interazioni.
• l’Antropocene come analisi dell’impatto dei sistemi umani sull’ambiente naturale, anche nella prospettiva
economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile;
• il cambiamento climatico e i suoi impatti in Italia e nelle diverse regioni del pianeta (desertificazione,
fenomeni meteorologici estremi, acidificazione dei mari, scioglimento dei ghiacciai terrestri, adattamento,
uso del suolo e attività economiche, problemi sociali e sanitari, tensioni geopolitiche legate al controllo e
allo sfruttamento dei beni ambientali);
• le migrazioni e il loro impatto su luoghi, territori, società e culture, di arrivo e di partenza;
• la popolazione: crescita e decrescita demografica, l’invecchiamento nei paesi del nord del mondo, la
crescita degli spazi urbani e dell’urbanizzazione, processi di gentrificazione, l’urbanizzazione e lo
spopolamento delle aree interne;
• la strutturazione politica del territorio, il ruolo degli stati e delle organizzazioni sovranazionali, le questioni
geopolitiche contemporanee nella loro stretta connessione con aspetti economici, culturali, sociali e
ambientali;
• la diversità culturale e le interazioni culturali tra luoghi e all’interno di specifiche regioni;
• la geografia economica: la competizione fra territori, l’impatto dei sistemi economici sui territori e sulla
gestione dei beni ambientali, i divari territoriali, il turismo;
• la rivoluzione tecnologica in atto e l’impatto (logistico, ambientale e di organizzazione territoriale) dell’uso
di strumenti di Intelligenza Artificiale su luoghi e territori;
• i rapporti tra regioni geografiche in una prospettiva comparativa e transcalare.

Al termine del biennio gli obiettivi specifici di apprendimento da raggiungere sono:

Primo anno
• Leggere e interpretare un territorio attraverso carte fisiche, politiche, storiche, tematiche, in considerazione
di 4 fattori: in relazione all’epoca di produzione delle carte, il ruolo del committente, la selezione dei
contenuti, la finalità, i destinatari.
• Leggere e interpretare un territorio attraverso dati statistici su indicatori demografici, economici, sociali,
ambientali, analizzando la variabilità nello spazio e nel tempo dei dati, la fonte di produzione del dato e
discriminando i valori assoluti e i valori relativi, in chiave critica in relazione anche rispetto all’impiego
dell’Intelligenza Artificiale generativa
• Riconoscere la dimensione valoriale del concetto di paesaggio, andando oltre definizioni di carattere
esclusivamente materiale ed estetico, superando quindi un approccio esclusivamente vedutistico
• Analizzare in modo sistemico i sistemi fondamentali del pianeta Terra: sistemi naturali (morfologia, clima,
idrografia, atmosfera, biosfera) e antroposfera (economia, società, cultura, politica).

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Secondo anno
• Analizzare i sistemi territoriali mettendo in relazione ambiente fisico e risorse, popolazione, economia,
politica e cultura, anche rispetto ai rapporti e alle interazioni (flussi, scambi, influenze, dipendenze) con
territori e luoghi vicini e lontani, alle diverse scale geografiche.
• Analizzare criticamente le rappresentazioni geografiche del mondo e del sistema mondo.

Le conoscenze fondamentali sono:


Primo anno
Aspetti regionali – territori
L’Italia:
• Organizzazione politico-amministrativa; ruolo geopolitico e rapporti e alleanze dell’Italia a scala europea
e mondiale;
• L’economia e le vie di comunicazione: punti forza, le criticità, le potenzialità, i divari regionali;
• La popolazione e la società: i problemi legati all’invecchiamento e alla denatalità, le disuguaglianze
economiche e sociali;
• La cultura: patrimonio, diversità culturale, ruolo nel turismo; geopolitica e geoeconomia: le relazioni
internazionali e la competitività;
• I problemi ambientali e l’impatto del cambiamento climatico sui territori.

L’Unione Europea:
• Origini e finalità, popolazione, Paesi membri, candidati all’adesione, organizzazione, politiche,
potenzialità e problemi, ruolo economico e geopolitico.
• L’Italia nel contesto dell’Unione Europea e nel contesto geopolitico globale.
• Presentazione di regioni esemplari dal punto di vista culturale e paesaggistico.

Secondo anno
Aspetti regionali – territori: la regione mediterranea tra Europa, Asia e Africa e l’Italia nel contesto della scala
mediterranea.
• Presentazione di Stati europei e transcontinentali (come ad esempio Russia, Turchia, il cui territorio si
estende su due differenti formazioni continentali, vale a dire Asia ed Europa), esemplari dal punto di vista
geopolitico ed economico in ragione di tale complessità territoriale, che in alcuni casi alimenta una
conflittualità interna e nelle relazioni internazionali maggiore rispetto ad altri contesti europei.
• I continenti extraeuropei: Africa, Asia, America, Oceania, Antartide nelle loro diversità e specificità
fisiche, politiche, economiche, sociali e culturali.
• Problemi e grandi temi riferiti ad ambiente, paesaggio, popolazione e geopolitica.

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FILOSOFIA

PERCHÉ STUDIARE LA FILOSOFIA

La filosofia è una disciplina complessa che, come tale, educa in ogni tempo ad affrontare situazioni complesse.
Ci sono due aspetti che la contraddistinguono. Da un lato, la filosofia è un esercizio concreto, una vera e propria
pratica, che si traduce in un’attività di riflessione, d’interrogazione, di giudizio, di argomentazione. Dall’altro
lato, essa ci consegna, al pari delle altre discipline, un sapere storico e teorico, nonché una tradizione di autori
e testi da conoscere e da approfondire.
Entrambi gli aspetti vanno considerati e insegnati, per consentire agli studenti di sviluppare la riflessione
personale, il giudizio critico, l’attitudine all’approfondimento e alla discussione razionale, la capacità di
argomentare una tesi, anche in forma scritta, riconoscendo la diversità dei metodi con cui la ragione giunge a
conoscere il mondo in cui viviamo.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale gli studenti dovranno essere consapevoli del significato della riflessione
filosofica come modalità specifica e fondamentale della ragione umana che, in epoche diverse e in diverse
tradizioni culturali, ripropone costantemente questioni che hanno una portata potenzialmente universale. Lo
studio della filosofia, attraverso i diversi autori, le varie problematiche, la lettura diretta di testi filosofici,
consentirà loro di orientarsi sulle diverse articolazioni della disciplina (ontologia, epistemologia, logica, etica,
filosofia politica, estetica, ecc.) e sui nuclei essenziali del pensiero occidentale; di contestualizzare i problemi
filosofici fondamentali; di comprendere le radici concettuali delle correnti imprescindibili della tradizione
filosofica; di essere in grado di utilizzare il lessico e le categorie specifiche della disciplina; di individuare i
nessi tra la filosofia e le altre discipline: da quelle matematico-scientifico-tecnologiche a quelle artistico-
umanistiche fino a quelle economico-sociali. Sia lo studio della filosofia, sia l’esercizio delle pratiche
filosofiche permetteranno inoltre agli studenti di acquisire una consapevolezza critica nei confronti degli
sviluppi tecnologici, in particolare dell’intelligenza artificiale, comprendendone, anche attraverso il confronto
con le materie scientifico-tecnologiche, le potenzialità e i limiti, e promuovendone un uso responsabile ed
eticamente orientato.
Le linee generali e le competenze qui delineate, valide per tutti i Licei, saranno attuate e raggiunte mediante
due modalità di insegnamento e apprendimento della filosofia di valore reciproco, complementari e integrabili
fra loro. La prima accentua l’approccio diacronico: per ogni anno del triennio, si richiede l’approfondimento
di autori e correnti attraverso uno sviluppo storico. La seconda privilegia l’approccio tematico: per ogni anno
del triennio, si prevede l’analisi di problematiche fondamentali della tradizione filosofica.
Nella fattispecie:
PRIMA MODALITÀ. Nel secondo biennio saranno affrontati autori e testi basilari della filosofia dall’antichità
al XIX secolo. Nell’ultimo anno saranno trattati autori e testi fondamentali della filosofia dei secoli XX e XXI
secolo.
SECONDA MODALITÀ. Per ogni anno del secondo biennio e per l’ultimo anno si richiede l’approfondimento
di problematiche filosofiche, studiate in relazione ai testi della tradizione filosofica e alla loro
contestualizzazione storico-culturale.
All’interno degli argomenti del biennio e dell’ultimo anno va prevista la trattazione di figure femminili di
rilevante interesse per la loro attività, la loro riflessione e la loro opera, per consentire agli studenti di
approfondire la questione della presenza femminile nella ricerca filosofica e la sua rappresentazione. Come
esemplificazione può essere fatto riferimento alle figure di Ipazia, Ildegarda di Bingen, Eloisa, Madame de
Staël, Émilie du Châtelet, Edith Stein, Simone Weil.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

Gli obiettivi specifici di apprendimento da raggiungere al termine dell’ultimo anno sono:


• Conoscere e utilizzare il lessico specifico e le categorie essenziali delle discipline filosofiche (natura,
spirito, causa, ragione, principio, fondamento, idea, materia, essere, divenire, esperienza, scienza, diritto,
dovere, libertà, potere, individuo, persona, società, Stato, ecc.);

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• Leggere, comprendere, interpretare i testi filosofici rilevanti sapendone cogliere termini e concetti, idee
generali e strutture argomentative nonché la tesi principale nel rapporto con il pensiero dell’autore, con il
contesto storico-culturale di riferimento e con altri testi della tradizione filosofica;
• Sviluppare la dimensione critico-riflessiva, potenziando le capacità di pensare, giudicare e argomentare
correttamente in forma sia scritta, sia orale;
• Affrontare le questioni che coinvolgono il rapporto con sé, gli altri, il mondo, allo scopo di elaborare
posizioni razionalmente giustificate;
• Conoscere e contestualizzare i problemi filosofici fondamentali, anche allo scopo di individuare i loro nessi
con i diversi campi del sapere;
• Orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo e degli sviluppi scientifici e tecnologici, in
particolare quelli dell’intelligenza artificiale, riconoscendo le questioni filosofiche che ne stanno alla base
– ad esempio, i temi dell’identità e della libertà dell’essere umano in contesti determinati dagli algoritmi,
della distinzione fra il mondo fisico e la sua rappresentazione digitale, della trasformazione delle
conoscenze e del rapporto fra teoria e pratica, ecc. – e acquisendo gli strumenti concettuali per affrontare
tali questioni in maniera consapevole, critica e responsabile.
Gli obiettivi di apprendimento sopra delineati per tutti i licei potranno essere declinati e ampliati dal docente
anche in base alle caratteristiche dei diversi percorsi liceali, ai differenti risultati di apprendimento e
all’esigenza di approfondire autori, testi e problematiche di filosofia, ad esempio in relazione alle discipline
caratterizzanti ogni singolo liceo o all’approfondimento di nessi tra la filosofia e le altre discipline: da quelle
di ambito matematico-scientifico-tecnologico a quelle di ambito artistico-umanistico o economico-sociale.
Nell’indirizzo del Liceo Classico, le tematiche di riferimento potranno essere ad esempio quelle che riguardano
i fondamenti del pensiero nel mondo antico, in ambito greco e latino, la sua ripresa nell’Umanesimo e nel
Rinascimento, la trasformazione delle sue istanze in epoca moderna, il confronto critico con tale pensiero nelle
riflessioni sviluppate in epoca contemporanea.

SECONDO BIENNIO

Nel corso del biennio gli studenti acquisiranno familiarità con il sapere filosofico, apprendendone il lessico
fondamentale, nonché le forme logiche dell’argomentazione, imparando a comprendere e a esporre in modo
organico e razionale le proprie tesi e i sistemi di pensiero oggetto di studio. Gli autori e le problematiche
affrontati dovranno essere rappresentativi della ricerca filosofica dalle origini alla fine del XIX secolo, in modo
da costituire un percorso di studio il più possibile unitario. A tale scopo autori e problematiche saranno inseriti
in un quadro sistematico allo scopo di comprenderne volta a volta i problemi e valutarne criticamente le
soluzioni.
Per quanto riguarda la prima modalità d’insegnamento e apprendimento, gli autori e gli argomenti da affrontare
saranno ad esempio: i presocratici e Socrate, Platone, Aristotele, la filosofia ellenistico-romana e l’incontro
con il cristianesimo; Agostino e la patristica; Tommaso e la scolastica; la concezione filosofica dell’umanesimo
e del rinascimento; Galilei e la rivoluzione scientifica; il problema della conoscenza in Cartesio, Hume e Kant;
il pensiero politico in un autore tra Hobbes, Locke e Rousseau; metafisica, empirismo e razionalismo in età
moderna; la riflessione sulla storia; la prospettiva dell’illuminismo; l’idea di critica in Kant; gli sviluppi del
romanticismo e dell’idealismo, con particolare riferimento a Hegel; la reazione allo hegelismo; la filosofia
italiana dell’Ottocento; l’imporsi del modello scientifico nel positivismo e la teoria dell’evoluzione; Nietzsche
e il nichilismo.
Relativamente alla seconda modalità, le problematiche di riferimento potranno essere quelle concernenti: la
filosofia greca e la sua influenza nel corso del pensiero occidentale; la nascita e lo sviluppo dell’etica nel
mondo antico; libertà e potere nel pensiero antico e moderno; la questione della verità nel pensiero antico, nel
cristianesimo e negli sviluppi scientifici in età moderna; gli sviluppi della logica aristotelica e stoica fino a
Leibniz; il rapporto tra religione e filosofia nelle tradizioni monoteistiche; la ripresa del pensiero antico
nell’Umanesimo e nel Rinascimento, la trasformazione delle sue istanze in epoca moderna, il confronto critico
con tale pensiero nelle riflessioni sviluppate in epoca contemporanea; emancipazione e autodeterminazione; il
paradigma del positivismo e quello del darwinismo; il sapere della scienza e il sapere dell’esistenza.

QUINTO ANNO

L’ultimo anno è dedicato principalmente alle filosofie del XX e del XXI secolo, e alle questioni da esse
specificamente affrontate.

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Per quanto riguarda la prima modalità ci si concentrerà sugli autori e gli argomenti di riferimento di questo
periodo, che saranno ad esempio: Husserl e il movimento fenomenologico; Freud e la psicanalisi; Heidegger
e la filosofia dell’esistenza; il neoidealismo italiano di Croce e Gentile; Wittgenstein e il neopositivismo logico;
vitalismo e pragmatismo; il personalismo; l’ermeneutica filosofica; il marxismo e la Scuola di Francoforte;
Arendt e la filosofia politica contemporanea; gli sviluppi della filosofia analitica anglo-americana; il
rinnovamento della logica tra Ottocento e Novecento; le riflessioni filosofiche sulla scienza e la tecnica
(tenendo conto anche degli sviluppi tecnologici più recenti).
Relativamente alla seconda modalità potranno essere approfonditi e discussi, ad esempio, le diverse concezioni
dell’essere umano proposte nel pensiero contemporaneo, anche in riferimento alle loro rappresentazioni
letterarie; la ripresa di modelli classici nella cultura del presente; le teorie della mente e il rapporto mente e
corpo; la logica delle scienze storiche della cultura; l’analisi di alcuni dilemmi morali; le trasformazioni
dell’immagine del mondo a seguito degli sviluppi scientifici; le questioni etiche sollevate dalle tecnologie, ecc.

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INTRODUZIONE ALLO STUDIO DELLA MATEMATICA E DELLE DISCIPLINE
SCIENTIFICHE
Il percorso liceale è chiamato a offrire agli studenti strumenti per comprendere come la scienza e la tecnica
informano la nostra rappresentazione del mondo e il modo in cui lo abitiamo, nonché a fornire le basi per gli
studi universitari. Lo studio della matematica, dell’informatica e delle discipline scientifiche è dunque una
componente essenziale della formazione liceale sia al fine di acquisire fondamenti di saperi specialistici, sia in
quanto percorso unitario di educazione al metodo scientifico e al pensiero razionale. Attraverso questo lavoro,
che necessariamente richiede il coinvolgimento attivo degli studenti in attività strutturate e in situazioni dove
si devono porre e affrontare problemi, gli studenti costruiscono concetti e significati, linguaggi e teorie,
competenze e atteggiamenti, che sono propri di ciascuna disciplina, ma sono intrecciati trasversalmente e
dialogano fecondamente tra di loro. Apprendono un modo di interrogare la realtà: osservare ed esplorare i
fenomeni, individuare regolarità, formulare ipotesi, costruire modelli, mettere alla prova la loro validità tramite
esperimenti mirati – discutendo, argomentando e imparando a riconoscere l’errore come un’occasione di
crescita.
In tale quadro, la matematica si trova in una posizione particolare e centrale, come creazione autonoma del
pensiero e allo stesso tempo come linguaggio unificante di tutte le scienze e tecniche, strumento per
rappresentare relazioni, costruire modelli, calcolare, dimostrare. Attraverso la matematica lo studente sviluppa
la creatività e impara a riconoscere e rispettare la coerenza logica dei discorsi e delle dimostrazioni. Al tempo
stesso, la costruzione dei suoi concetti, significati, procedure, in tutto il percorso liceale, si alimenta delle loro
interpretazioni in situazioni e contesti di tutti gli ambiti della vita quotidiana e del sapere, in particolare delle
scienze e della fisica, e in tutto l’arco del secondo biennio e del quinto anno si sviluppa anche grazie a uno
stretto collegamento con la modellizzazione.
La fisica descrive la Natura integrando osservazione e astrazione. In quest’ottica, l’introduzione in matematica
delle funzioni fin dal primo biennio, poi dei concetti intuitivi di derivata e integrale, possibile già dall'inizio
del secondo biennio, e infine al quinto anno degli elementi dell’Analisi matematica consente di formalizzare
le leggi fisiche con rigore. Tale strumentazione è indispensabile per definire operativamente le grandezze e
costruire modelli coerenti; essa permette di analizzarne i limiti di validità e di progettare esperimenti per testare
le teorie, promuovendo il progresso tecnologico.
Le scienze naturali integrano osservazione, sperimentazione e riflessione critica, realizzate con gli strumenti
metodologici propri delle discipline che le compongono (biologia, chimica e scienze della Terra), e offrono
strumenti per comprendere le interrelazioni tra la struttura della materia, le funzioni cellulari, le caratteristiche
e il ruolo degli organismi, la composizione degli ecosistemi, i processi profondi e superficiali della Terra; in
tal modo contribuiscono a promuovere una comprensione sistemica dei fenomeni e un orientamento
responsabile rispetto alle questioni della sostenibilità.
L’informatica mette a disposizione strumenti formali e operativi per la rappresentazione e l’elaborazione delle
informazioni, costruendo sistemi, linguaggi e algoritmi, dei quali analizza l’efficienza e l’intrinseca
affidabilità, nonché l’impatto sugli utenti, individui e organizzazioni.
Tutto ciò va collocato in una prospettiva storica e interdisciplinare, che consenta di riflettere, ad esempio, sul
rapporto tra matematica e fisica nella nascita del Calcolo, sul progressivo evolversi della matematizzazione e,
poi, della digitalizzazione della natura, e che metta in evidenza le molteplici influenze che, in vari momenti
storici come nel tempo presente, le diverse scienze hanno esercitato e continuano a esercitare le une sulle altre.
In questa prospettiva si colloca anche il confronto con l’intelligenza artificiale, che sempre più, nei suoi vari
aspetti, è oggetto e strumento di ricerca e di apprendimento delle scienze, della fisica, della matematica e
dell’informatica – da questo confronto critico, in dialogo con le scienze umane, vengono stimolati l’uso
consapevole dell’intelligenza artificiale, la comprensione delle sue implicazioni sociali ed etiche, nonché la
riflessione filosofica.
Quindi è importante che le istituzioni scolastiche e i docenti delle diverse discipline promuovano opportune
forme di coordinamento per quanto riguarda gli obiettivi e la progressione degli argomenti nei rispettivi
percorsi didattici. Ed è anche importante cogliere e ricercare occasioni per aprire lo sguardo e gli interessi
degli studenti sulle tecnologie e sulle ingegnerie – partendo dai legami che queste hanno, anche
trasversalmente, con le diverse discipline scientifiche, e sfruttando opportune interazioni con università, enti
di ricerca e imprese sui territori.

35
MATEMATICA

PERCHÉ STUDIARE LA MATEMATICA

Lo sviluppo di conoscenze e competenze matematiche è centrale per la formazione personale e culturale


dell'individuo ed è essenziale per esercitare una cittadinanza attiva e responsabile; inoltre, fornisce basi
importanti per il lavoro e le professioni. Infatti, attraverso l’apprendimento della Matematica si sviluppano il
ragionamento logico, la curiosità e la creatività, la capacità di analizzare dati e informazioni, di esprimere con
chiarezza il proprio punto di vista e di confrontarsi con le idee degli altri. Con la Matematica si educa al valore
della bellezza e dell’armonia, si sviluppa la capacità di affrontare l’incertezza e di orientarsi, con metodo, nelle
scelte personali e professionali. Si acquisiscono inoltre strumenti concettuali e operativi per descrivere i
fenomeni naturali e i dispositivi artificiali, per creare modelli, per calcolare e formulare previsioni. Tali
strumenti sono alla base delle discipline scientifiche e della tecnica e contribuiscono al progresso sociale,
culturale, civile ed economico. Inoltre l’apprendimento della matematica fornisce concetti e linguaggio che
stanno alla base dei sistemi di intelligenza artificiale e favorisce un loro uso consapevole da parte dello
studente, contribuendo a sviluppare la comprensione del loro funzionamento e la capacità di valutarne
l’affidabilità e le implicazioni; si promuove così un atteggiamento critico e responsabile nei confronti di tali
sistemi e strumenti.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

L’insegnamento della matematica nel Liceo classico riconosce e valorizza il ruolo della matematica come
linguaggio per descrivere e interpretare la realtà; al contempo, evidenzia il carattere logicamente coerente e
sistematico della matematica, nonché la sua intrinseca bellezza ed eleganza. Inoltre, offre occasioni per
stabilire collegamenti interdisciplinari e per comprendere come il pensiero matematico è nato e si è sviluppato
storicamente in relazione con gli altri ambiti del pensiero.
Nel Liceo, lo studente costruisce gradualmente una comprensione della Matematica come sistema teorico,
costituito da concetti e proposizioni che hanno significato e sono collegati tra loro da idee generali,
procedimenti e dimostrazioni, in un orizzonte di senso personale e collettivo. Questa costruzione riguarda tutti
i nuclei tematici e si realizza attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti in situazioni problematiche e in
attività strutturate, dove vengono valorizzati i processi di esplorazione, formulazione di ipotesi e
argomentazione, e si sviluppano i significati degli oggetti matematici insieme alle competenze, agli
atteggiamenti e ai valori.
L’insegnamento della Matematica offre infine agli studenti uno spazio di inclusione e di crescita personale,
dove l’errore non viene considerato un fallimento, bensì un’opportunità di apprendimento e di confronto; dove
si può imparare a superare le difficoltà, acquisire fiducia nelle proprie capacità, assumere la responsabilità del
proprio apprendimento.
In questo contesto, in continuità con le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, l'apprendimento
dell'informatica offre agli studenti un ulteriore strumento formale per descrivere, modellizzare e interpretare
la realtà, che risulta indispensabile per comprendere i contesti in cui l’elaborazione automatica delle
informazioni svolge un ruolo determinante.
Al termine del percorso del Liceo Classico lo studente sarà in grado di:
• riconoscere e valorizzare la duplice natura della matematica: strumentale e culturale;
• riconoscere e apprezzare l’insieme dei valori che caratterizzano la matematica nella sua dimensione
culturale e storica;
• rappresentare oggetti matematici e relazioni fra essi, operare con queste rappresentazioni e passare dall’una
all’altra ove opportuno;
• comunicare in e con la matematica utilizzando linguaggi e notazioni appropriate;
• porre e affrontare problemi anche in contesti non matematici;
• applicare i modelli matematici studiati alla descrizione dei fenomeni del mondo reale;
• leggere criticamente dati quantitativi e grafici;
• argomentare, utilizzando le conoscenze possedute, in modo pertinente e coerente con la tesi da sostenere,
vagliandone la plausibilità, discutendo idee e confrontando punti di vista, anche nella prospettiva
dell’educazione civica;
• costruire dimostrazioni, individuando e rendendo espliciti gli assunti, concatenando in modo rigoroso i
36
passaggi logici e giungendo a conclusioni coerenti e fondate;
• comprendere e applicare princìpi e concetti fondamentali dell’informatica per analizzare e modellare
fenomeni e problemi;
• valutare criticamente l’opportunità di utilizzare le tecnologie digitali, riconoscendone potenzialità e limiti,
e di adottarle in modo consapevole, responsabile, competente e creativo;
• fare collegamenti inter e pluridisciplinari, analizzare tappe significative dello sviluppo del pensiero
matematico in relazione al contesto storico e culturale;
• interagire in modo critico e consapevole con sistemi di intelligenza artificiale e utilizzarli responsabilmente
per analizzare informazioni ed esplorare problemi comprendendo le loro potenzialità e i limiti, nonché le
implicazioni etiche e le assunzioni di responsabilità personale connesse al loro utilizzo;
• riconoscere alcune connessioni tra matematica e filosofia nel mondo classico e discutere la loro evoluzione
dall'epoca dei greci all'età contemporanea, essendo consapevole del ruolo della matematica nei diversi
ambiti dell’attività umana.
Le competenze indicate costituiscono un bagaglio di strumenti che permette allo studente di analizzare
razionalmente le situazioni, avere coscienza delle proprie risorse e prendere decisioni consapevoli e motivate,
anche in ambito personale e formativo.
Le competenze andranno sviluppate e mobilitate in contesti e situazioni opportunamente scelti e richiederanno
un livello di approfondimento e abilità tecnica calibrato in relazione alle specificità del percorso formativo.
Per dare evidenza alla stretta connessione fra l’apprendimento della teoria e lo sviluppo delle competenze,
ciascuno degli obiettivi specifici che seguono viene formulato come un’azione che lo studente è in grado di
compiere operando su e con oggetti e procedure matematiche, sostenuto da intenzioni, strategie e competenze
disciplinari e trasversali.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

PRIMO BIENNIO

Per garantire continuità e orientare lo sviluppo del curricolo, nel primo biennio sono stati mantenuti i nuclei
tematici del primo ciclo, rinominati ove opportuno per evidenziare il passaggio dall’esplorazione alla
costruzione di teorie. Così, dal nucleo “Numeri” si passa ad “Aritmetica e Algebra” e da “Spazio e figure” a
“Geometria”; “Dati e previsioni” diventa “Analisi di dati, Statistica e Probabilità”. Il nucleo “Funzioni” indica
l’esplorazione delle rappresentazioni grafiche e delle proprietà di diversi tipi di funzioni di una variabile reale,
che sono utili anche per altre materie. Il nucleo “Informatica” prosegue lo sviluppo delle tematiche disciplinari
introdotte nel primo ciclo. Infine, il nucleo trasversale “Linguaggio degli insiemi e delle funzioni, logica e
linguaggio” evidenzia gli obiettivi di consapevolezza della struttura logica e linguistica del pensiero
matematico. Tali obiettivi, pur rivestendo un carattere fondamentale, sono collocati per ultimi, a sottolineare
che il loro raggiungimento è possibile solo in modo graduale e in stretta connessione con il lavoro svolto negli
altri nuclei.

ARITMETICA E ALGEBRA
Alla fine del primo biennio, in diversi contesti, interni alla matematica o appartenenti ad altri ambiti, lo studente
è in grado di operare con i numeri interi e i numeri razionali, utilizzando consapevolmente le proprietà delle
operazioni, e scegliendo, a seconda dei casi, rappresentazioni dei numeri comode per il calcolo o per
l'intuizione; usa il linguaggio algebrico per modellizzare situazioni, porre problemi ed esplorarli, cercando
esempi e controesempi, congetturando e argomentando; riconosce quando sia opportuno ricorrere a semplici
equazioni o sistemi di primo e secondo grado per formalizzare e risolvere problemi; esegue calcoli numerici e
letterali, sostenuto dalla comprensione del significato dei simboli e delle procedure, con un livello di abilità
adeguato al livello scolastico, che non richiede tecnicismi eccessivi.
In particolare, lo studente è in grado di:
• tradurre in formule istruzioni di calcolo espresse a parole, e viceversa;
• eseguire operazioni e semplici espressioni di calcolo con numeri, anche a mente, essendo consapevole delle
proprietà e delle strategie usate; descrivere in termini generali tali proprietà mediante espressioni letterali;
• ricorrere in modo appropriato a diversi strumenti di calcolo, quando opportuno;
• rappresentare i numeri sulla retta; usare scale graduate di diverso tipo.
Inoltre, basandosi su una varietà di esempi incontrati in situazioni e problemi di interesse relativi a tutti i nuclei,
e opportunamente orientato dal docente a riflettere, generalizzare e dimostrare, lo studente è in grado di:
• riconoscere e usare consapevolmente le proprietà delle operazioni; riconoscere, applicare e giustificare le
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proprietà delle potenze intere di un numero;
• manipolare e trasformare espressioni letterali, come il quadrato di una somma di termini, la differenza di
due quadrati e la somma di semplici frazioni algebriche, in funzione degli obiettivi che si hanno,
comprendendo il significato che tali espressioni e trasformazioni assumono in diversi contesti e situazioni;
• determinare l’insieme delle soluzioni di un’equazione di primo grado in una incognita x, riconducendola
alla forma ax=b e affrontando consapevolmente il caso a=0;
• determinare le soluzioni di semplici equazioni di secondo grado, utilizzando la formula risolutiva, di cui sa
giustificare la validità, o altri procedimenti, quando più convenienti;
• fornire diversi esempi di numeri primi, e dimostrare che i numeri primi sono infiniti;
• riconoscere che esistono numeri positivi a che non possono essere espressi come quadrato di un numero
razionale; usare il simbolo √a come un numero e razionalizzare espressioni del tipo (b+√a) -1;
• comprendere che i numeri utilizzati nei calcoli e nelle misure appartengono a un insieme, detto dei numeri
reali, il quale è in corrispondenza biunivoca con l’insieme dei punti della retta e contiene in particolare i
numeri razionali, il numero pi greco, le radici dei numeri razionali non negativi; riconoscere che tale
insieme è chiuso rispetto alle operazioni di somma, prodotto, differenza, divisione per numeri diversi da 0
ed estrazione di radice di numeri non negativi.

FUNZIONI
Attraverso la pluralità di problemi che gli vengono presentati, lo studente sviluppa progressivamente il
linguaggio degli insiemi e il concetto di funzione, riconoscendo la loro utilità per descrivere gli oggetti
matematici e le relazioni tra essi. In particolare,
• riconosce che in diverse situazioni la risposta a un problema è una funzione dei dati e che può essere utile
rappresentarla con espressioni letterali, grafici, tabelle, descrizioni a parole, a seconda degli scopi che si
hanno;
• rappresenta il grafico delle funzioni
1
𝑦=𝑥 2 , 𝑦=𝑥 3, 𝑦= 𝑥, 𝑦=√𝑥, 𝑦=|𝑥|

a partire dal grafico della funzione y=x, attraverso ragionamenti qualitativi e individuando alcuni punti dei
grafici che si calcolano facilmente;
• descrive i grafici delle funzioni del tipo 𝑎𝑓(𝑥), 𝑓(𝑎𝑥), 𝑓(𝑥-𝑏), 𝑓(𝑥)+𝑐 e analizza come varia il loro
comportamento al variare dei parametri 𝑎, 𝑏, 𝑐 a partire dal grafico di una funzione 𝑓;
• rappresenta il grafico e descrive il comportamento di funzioni 𝑦=𝑔(𝑥) molto semplici, ottenute come
somma, prodotto o composizione di funzioni dei tipi sopra indicati; in particolare determina il segno e gli
zeri di tali funzioni, affrontando così lo studio di equazioni del tipo g(x)=0 e disequazioni del tipo 𝑔(𝑥)>0;
• descrive esempi di contesti e situazioni nei quali funzioni del tipo indicato, anche definite a tratti, vengono
usate come modelli di fenomeni naturali o di dispositivi artificiali;
• determina l’insieme delle soluzioni di qualche sistema di equazioni in una o più incognite che incontra in
situazioni di interesse e interpreta il significato del sistema e delle soluzioni nei relativi contesti;
• riconosce la funzione 𝑥=√𝑦, definita per 𝑦 ≥ 0, come funzione inversa della funzione che associa a ogni
numero reale non negativo x il numero 𝑦=𝑥 2; estende tale concetto alla potenza n-esima.

GEOMETRIA
Nel contesto di situazioni e problemi significativi, lo studente consolida gradualmente nel corso del biennio le
abilità di riconoscere, descrivere e riprodurre figure geometriche nel piano, anche usando le coordinate, nonché
di riconoscere e rappresentare gli effetti di simmetrie, rotazioni, traslazioni e similitudini; consolida, inoltre,
le abilità di visualizzare e rappresentare, mediante disegni o modelli, semplici figure nello spazio. Tutto questo
si intreccia con la progressiva comprensione della geometria euclidea come sistema teorico. In particolare, lo
studente
• riconosce ed enuncia le principali proprietà degli enti geometrici, organizzandole in una rete di connessioni
e catene deduttive, in modo da comprendere il significato dei termini assioma, definizione, teorema,
dimostrazione, ed è in grado di usarli correttamente;
• riconosce la struttura assiomatica della geometria euclidea e comprende, anche attraverso la discussione del
V postulato, il ruolo degli assiomi come scelte fondative da cui si sviluppa un sistema di teoremi;
• dimostra, nell’ambito di tale sistema, alcuni risultati classici, come il Teorema di Pitagora e il suo inverso,
le proprietà dei parallelogrammi, la relazione tra angoli al centro e angoli alla circonferenza, i teoremi di
Euclide, i criteri di similitudine per i triangoli.
38
• determina il perimetro e l’area di figure piane, nonché l’area di superfici e il volume di solidi nello spazio,
scomponendo o ricomponendo le figure;
• descrive e spiega il diverso comportamento di lunghezza, area e volume rispetto a un cambiamento di scala.

ANALISI DI DATI, STATISTICA, PROBABILITÀ


Nel contesto di situazioni e problemi significativi, sia interni alla matematica sia collegati ad altre discipline,
lo studente raccoglie, rappresenta e archivia dati in diversi formati, eventualmente anche usando metodi e
strumenti dell’informatica, e distinguendo differenti tipi di caratteri e scale. Tra gli altri, considera dati relativi
a esperimenti aleatori ideali, come l’estrazione da urne e il lancio di monete o dadi, e comincia a riconoscere
le relazioni tra situazioni reali e modelli ideali. In casi semplici, lo studente è in grado di
• rappresentare distribuzioni di frequenze e determinare diversi indici di posizione: media, mediana,
percentile;
• calcolare la distanza interquartile, rappresentarla graficamente, e interpretarla come indice di dispersione;
• illustrare il significato di tali indici e utilizzarli per confrontare tra loro le distribuzioni.
Nel contesto di semplici esempi di esperimenti aleatori che hanno un insieme finito di esiti possibili, costruisce
il concetto di evento e di probabilità di un evento. In particolare,
• confronta eventi diversi e decide se è ragionevole ritenere due eventi ugualmente probabili, oppure se uno
dei due è più probabile dell’altro;
• attribuisce un valore numerico alla probabilità di un evento quando gli eventi elementari si ritengono
ugualmente probabili, oppure sulla base di dati statistici; sa spiegare perché prende tali decisioni;
• sviluppa un linguaggio, anche simbolico, per descrivere l’insieme degli eventi, pensandoli come
sottoinsiemi di un opportuno spazio;
• riconosce che la probabilità si può pensare come una funzione che associa a ogni evento un numero fra zero
e uno e ha la proprietà di essere additiva sugli eventi disgiunti;
• calcola, in diverse situazioni, la probabilità di eventi conoscendo la probabilità di altri eventi.

INFORMATICA
A partire da semplici esempi di algoritmi, anche incontrati nell’ambito degli altri nuclei, implementati con un
opportuno linguaggio di programmazione, lo studente rafforza la sua abilità di
• analizzare un algoritmo o un programma per capirne il comportamento, identificarne eventuali difetti e
correggerli;
• scrivere semplici programmi con strutture di controllo e condizioni, anche utilizzando variabili;
• valutare l’esito di un algoritmo o di un programma seguendone i passi e tenendo traccia del valore delle
variabili.
Su questa base, con riferimento ad esempi significativi e in situazioni semplici, quali, ad esempio, la ricerca e
l'ordinamento per una sequenza di numeri o di parole,
• sviluppa i concetti di esecuzione automatica di algoritmi, correttezza ed efficienza di algoritmi e
programmi, rappresentazione dello stato di un programma informatico in esecuzione;
• riconosce le relazioni tra le modalità di rappresentazione dei dati e l’efficacia della loro elaborazione
attraverso algoritmi e programmi informatici;
Inoltre, comprende l'importanza del punto di vista dell’utente (bisogni, competenza, contesto d'uso) nella
definizione e realizzazione di soluzioni informatiche e acquisisce consapevolezza del legame tra le modalità
con cui i problemi vengono risolti attraverso strumenti informatici e le conseguenze che tali soluzioni
producono sul piano sociale, culturale ed etico anche nel caso di sistemi basati su tecniche dell’intelligenza
artificiale.

LINGUAGGIO DEGLI INSIEMI E DELLE FUNZIONI, LOGICA E LINGUAGGIO VERBALE


Stimolato da specifiche questioni che ha incontrato, lo studente
• riflette sulla forma e sulla struttura di enunciati e ragionamenti, riconoscendo le specificità dell’uso
matematico di parole come “e”, “o”, “non”, “se… allora”;
• individua ipotesi e tesi negli enunciati formulati come implicazioni e riconosce le dimostrazioni per
assurdo;
• acquisisce consapevolezza e precisione nell’uso del linguaggio ordinario.
Inoltre, si appropria progressivamente del linguaggio elementare degli insiemi e del concetto generale di
funzione e li usa per descrivere problemi e situazioni, ogni volta che è opportuno; in particolare è in grado di
usare le operazioni e le relazioni tra insiemi, delle quali riconosce e sa descrivere le più semplici proprietà.

39
SECONDO BIENNIO

Nel secondo biennio lo studente utilizza, in situazioni via via più complesse e diversificate, quanto appreso nel
primo biennio e sviluppa nuove conoscenze, competenze e punti di vista. In ogni caso, l’attenzione è rivolta
allo sviluppo dell’intuizione, alla precisione del linguaggio e alla correttezza del ragionamento in situazioni
semplici e significative, più che all’acquisizione di tecniche di calcolo in situazioni complicate. Gli obiettivi
sono organizzati nei seguenti nuclei tematici: Funzioni e modelli (che comprende i primi elementi del Calcolo
differenziale e integrale); Geometria e Algebra; Analisi di dati, Statistica e Probabilità. Come per gli altri
periodi del percorso liceale, gli obiettivi sono intesi come traguardi da conseguire al termine del biennio.
L’ordine con cui essi sono qui presentati non intende in alcun modo prefigurare la scansione didattica della
loro proposta nelle classi. Assumono, infatti, crescente rilievo le interconnessioni tra i nuclei: concetti,
strumenti e linguaggi sviluppati nei diversi ambiti si collegano tra loro e contribuiscono alla costruzione di un
quadro unitario e coerente. Tali legami possono essere opportunamente evidenziati e valorizzati nei percorsi
didattici, nei quali ogni nucleo può essere gradualmente sviluppato fin dall’inizio del biennio. Ciò vale in
particolare per Analisi di dati, Statistica e Probabilità e per i primi elementi del Calcolo differenziale e
integrale, i cui problemi, concetti e metodi hanno bisogno di tempo per maturare e il cui studio può
efficacemente essere avviato insieme a Funzioni e modelli e Geometria e Algebra, anche per favorire gli
opportuni raccordi con l'insegnamento della fisica. Resta all’autonomia e alla responsabilità delle istituzioni
scolastiche e dei docenti definire i percorsi formativi, nonché i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento
delle singole discipline e attività, nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli
studenti.

FUNZIONI E MODELLI
Lo studente riprende in considerazione e studia sistematicamente alcune famiglie di funzioni elementari che
ha incontrato nel primo biennio. Ne approfondisce le proprietà, l’origine storica ove opportuno, e le usa per
rappresentare e interpretare fenomeni naturali o sistemi artificiali. In particolare, è in grado di
• rappresentare il grafico e descrivere il comportamento delle funzioni del tipo:
y = ax + b, y = m(x-p)2 + q, y = cxk

Inoltre, lo studente è in grado di


• illustrare le proprietà della funzione esponenziale 𝑓(𝑘)=𝑎𝑘 , con k intero non negativo, e di usarla come
modello per descrivere l’evoluzione di fenomeni naturali; giustificare la sua estensione ai numeri interi
negativi e ai numeri razionali, anche facendo riferimento al suo significato in diversi contesti;
• rappresentare il grafico e ricavare il comportamento e le proprietà della funzione logaritmo a partire da
quelle della funzione esponenziale;
• discutere le ragioni dell’importanza storica del logaritmo;
• portare esempi di scale logaritmiche di uso comune e illustrare le ragioni della loro utilità;
• riconoscere e interpretare i rapporti tra i lati di un triangolo rettangolo come funzioni goniometriche;
motivare l’estensione di tali funzioni all'insieme dei numeri reali e rappresentare qualitativamente i loro
grafici;
• usare le formule di somma per il seno e il coseno, comprendendone il significato geometrico e fisico e le
possibili applicazioni;
• illustrare il comportamento delle funzioni del tipo y = asen(kx +𝜑) e usarle per descrivere fenomeni
ondulatori;
• rappresentare qualitativamente il grafico di qualche funzione significativa dei tipi indicati in precedenza,
che incontra in problemi di interesse, eventualmente risolvendo in tale contesto semplici equazioni o
disequazioni, di cui interpreta il significato.
Lo studente comprende come i problemi di determinare l’area delle figure e le tangenti alle curve motivano lo
studio dei processi di approssimazione e conducono ai concetti di integrale, derivata e limite di successioni e
funzioni. Lo studente è in grado di usare tali concetti in modo intuitivo per analizzare il comportamento delle
famiglie di funzioni e modelli che conosce. In particolare, lo studente è in grado di
• illustrare un'idea intuitiva di integrale di una funzione, basata sulla nozione di area del sottografico e
sull’approssimazione con funzioni costanti a tratti, e di interpretarne il significato in diversi contesti;
• illustrare il concetto di rapporto incrementale di una funzione in un intervallo e spiegarne l’interpretazione
sia come pendenza di un’opportuna retta secante al grafico, sia come velocità media;
• illustrare un’idea intuitiva della derivata di una funzione 𝑓 in un punto 𝑥 come valore limite del rapporto
incrementale, interpretando la derivata come velocità istantanea o come pendenza del grafico; descrivere e
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disegnare il grafico della funzione derivata, in semplici casi, anche per funzioni definite a tratti;
• illustrare una nozione intuitiva di limite di una successione e di una funzione e le sue proprietà.

GEOMETRIA E ALGEBRA
Nel secondo biennio, a partire dall’intuizione e dalle proprietà degli enti geometrici euclidei, lo studente
sviluppa il linguaggio dei vettori e delle coordinate cartesiane, e le relazioni tra descrizioni geometriche e
algebriche di figure e trasformazioni. In particolare, lo studente è in grado di
• rappresentare geometricamente e analiticamente la combinazione lineare di due vettori con coefficienti
assegnati, nonché la retta generata da un vettore non nullo e il piano generato da due vettori non allineati;
• descrivere una retta o un piano come insieme delle soluzioni di un'equazione o di un sistema lineare, di cui
discute la risolubilità, in casi semplici;
• descrivere algebricamente qualche semplice trasformazione geometrica e comprenderne il comportamento
lineare.
• ricavare i vertici e le proprietà di simmetria di una conica assegnata tramite un’opportuna equazione;
• descrivere un tratto di una conica come grafico di una funzione della variabile x o della variabile y, a seconda
delle necessità e delle possibilità, in contesti e situazioni di interesse;
• descrivere le proprietà geometriche che caratterizzano i diversi tipi di conica;
• illustrare la caratterizzazione delle coniche come sezioni di un cono, nonché la loro importanza nello
sviluppo storico del pensiero scientifico e nella tecnica;
• collocare la nascita della geometria analitica di Cartesio nel contesto filosofico, e illustrare la sua influenza
sul successivo sviluppo del Calcolo infinitesimale.

ANALISI DI DATI, STATISTICA E PROBABILITÀ


In esempi semplici e significativi, lo studente è in grado di
• interpretare la varianza e la deviazione standard di una distribuzione di dati in una variabile come indici di
dispersione;
• riconoscere eventi indipendenti, calcolare probabilità condizionate e applicare la formula di Bayes in
contesti quotidiani, interpretandone il significato;
• leggere una tabella a doppia entrata di frequenze, con le frequenze di riga e di colonna, relativa a due
variabili categoriche; usare la tabella per osservare andamenti regolari e anomalie, nonché per valutare
dipendenza e indipendenza tra le variabili tramite strumenti qualitativi e quantitativi;
• rappresentare dati in forme che ne consentano l’elaborazione e l’analisi, anche con l’uso di strumenti
informatici, inclusi quelli basati su intelligenza artificiale;
• determinare le distribuzioni relative agli esiti di semplici esperimenti aleatori ideali, in particolare la
distribuzione binomiale; usare il concetto intuitivo di distribuzione continua e di funzione di ripartizione,
per calcolare la probabilità di eventi di interesse.

QUINTO ANNO

Lo studente sviluppa la comprensione delle idee elementari dell’analisi matematica e del loro legame con la
nascita della scienza moderna. Inoltre, è in grado di approfondire, anche con la guida del docente e in relazione
alle proprie intenzioni di studio e di lavoro, temi di interesse personale, nonché di riflettere retrospettivamente
sul percorso compiuto. In questo modo, matura una visione complessiva di ciò che ha appreso, che diventa
uno strumento utile per orientarsi consapevolmente verso gli studi successivi e il futuro professionale. È così
in grado di comprendere e discutere alcuni esempi delle relazioni storicamente intrecciate tra Matematica, Arte
e pensiero filosofico.

ELEMENTI DI ANALISI MATEMATICA


A partire dalle idee intuitive acquisite nel secondo biennio, lo studente sviluppa i concetti fondamentali
dell'analisi e le loro interconnessioni, e li usa per studiare il comportamento di semplici funzioni e modellizzare
fenomeni in diversi contesti. In particolare, è in grado di
• illustrare la definizione del concetto di limite e le sue proprietà;
• giustificare una formula per la derivata di alcune semplici funzioni, in particolare della funzione
esponenziale, della funzione logaritmo e delle funzioni seno e coseno;
• giustificare una formula per la derivata della somma, del prodotto e della composizione di due funzioni
derivabili;
• scrivere l’equazione della retta tangente al grafico di una funzione in un punto;
41
• calcolare la derivata prima di semplici funzioni e discutere le informazioni che la derivata permette di
ottenere sull’andamento della funzione di partenza; applicare queste proprietà per risolvere problemi in
diversi contesti; enunciare il Teorema fondamentale del Calcolo e illustrare il suo significato e qualche
applicazione.
Infine, lo studente conosce esempi di equazioni differenziali e ne interpreta il significato in diversi contesti, ad
esempio la crescita di una popolazione e il moto armonico. Lo studente è inoltre in grado di illustrare l’origine
storica delle equazioni differenziali in connessione con la formulazione delle leggi della meccanica e della
gravitazione universale da parte di Isaac Newton, nonché di discutere come questo nuovo modo di descrivere
la Natura ha influito sulla nascita della scienza moderna e sul pensiero filosofico.

APPROFONDIMENTI
Lo studente, con la guida del docente e valorizzando interessi e approfondimenti personali, svolge un percorso
di studio, eventualmente nell’ambito di progetti che coinvolgono università, enti di ricerca, musei, istituzioni
culturali e il mondo del lavoro, nell'ambito del quale esercita e sviluppa la capacità di
• discutere il ruolo della matematica in qualche ambito del sapere, con eventuali riferimenti allo sviluppo
storico del pensiero e della società;
• presentare una questione di matematica che approfondisce un argomento studiato o ne introduce di nuovi.
Inoltre, riflette sulla propria capacità di affrontare problemi e studi ulteriori con gli strumenti matematici e
informatici acquisiti, anche in relazione a un eventuale percorso universitario di interesse.
Ad esempio, ferma restando l’autonomia dei docenti e degli studenti nelle scelte, tra i possibili temi di
approfondimento e collegamento interdisciplinare si indicano: qualche teoria assiomatica – come le Geometrie
non euclidee o i numeri naturali di Peano; modelli formali del linguaggio e del ragionamento, dall’epoca
classica all’era dell’intelligenza artificiale; gli insiemi infiniti, numerabili e non numerabili; i poliedri e le
simmetrie; le relazioni tra matematica, scienza e filosofia.
Gli approfondimenti sono altresì un’occasione di riflessione retrospettiva sugli studi compiuti, al fine di
apprezzare la loro unità culturale e di comprenderne meglio il senso complessivo nell’orizzonte degli obiettivi
generali del Liceo Classico. In conclusione, lo studente avrà dunque gli elementi di conoscenza e le
competenze per discutere il ruolo della matematica nel mondo classico come elemento fondamentale del
pensiero filosofico e della formazione dell’individuo, per confrontarlo con i nuovi caratteri che la matematica
assume nel mondo moderno in relazione ai diversi ambiti dell’attività umana.

42
FISICA

PERCHÉ STUDIARE LA FISICA

La Fisica è la disciplina di elezione per conoscere e comprendere la Natura, ed è un pilastro fondamentale del
progresso tecnologico e culturale della società. Essa si fonda sull’osservazione della realtà con metodi
quantitativi; sullo sviluppo di strumenti di pari passo con l'evoluzione della tecnologia; sulla capacità di
astrazione; sul saper identificare e distinguere diversi livelli di rilevanza e di approssimazione nell'analisi dei
fenomeni; sulla formulazione di modelli e sul loro confronto con il mondo reale attraverso la progettazione e
l'esecuzione di esperimenti.
Lo studio della Fisica, anche attraverso un approccio storico e attento al valore della creatività e
dell'immaginazione, consente di acquisire le conoscenze e gli strumenti concettuali per comprendere e
interpretare i fenomeni naturali, socioeconomici, culturali e tecnologici, e la loro evoluzione, e per imparare a
immaginare e costruire ipotesi, modelli e scenari.
Essa riveste, pertanto, un ruolo centrale nella formazione dei giovani, consentendo di sviluppare la capacità di
ragionamento logico, di argomentazione e di risoluzione di problemi complessi; la proprietà di linguaggio e la
padronanza della lingua italiana; il pensiero libero e indipendente e la fiducia nell'Uomo e nel futuro; e fornisce
solide basi per affrontare le sfide poste dall'attuale società dell'incertezza e contrastare il rischio del diffondersi
di culture della cancellazione.
In un’epoca in cui la comunicazione scientifica e la disinformazione si intrecciano, lo studio della Fisica, sia
per i suoi contenuti sia per i suoi metodi, costituisce, quindi, uno strumento imprescindibile per formare
cittadini responsabili e consapevoli, in grado di assumere posizioni scientificamente e criticamente fondate su
temi di grande rilievo per la società, come, ad esempio, la questione energetica, la tutela dell'ambiente, e lo
sviluppo e il controllo di nuove tecnologie quali l'Intelligenza Artificiale e il calcolo quantistico. In queste aree,
la Fisica non è solo uno strumento di controllo, ma uno dei pilastri fondamentali. Il Calcolo Quantistico, ad
esempio, si basa integralmente sui principi fondamentali della Meccanica Quantistica per la creazione dei
qubit, aprendo la strada a una nuova era del calcolo. Allo stesso modo, l'Intelligenza Artificiale trae un
beneficio cruciale dalla metodologia fisica di modellazione di sistemi complessi e ottimizzazione,
contribuendo anche allo sviluppo di hardware innovativo come i computer neuromorfici e alla promettente
frontiera dell'IA quantistica.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

L'insegnamento della Fisica al Liceo Classico mira a fornire agli studenti competenze e contenuti specifici
della disciplina, ed è al tempo stesso improntato al superamento della ormai desueta separazione tra cultura
scientifica e cultura umanistica.
In questa prospettiva, in continuità con le Indicazioni nazionali del primo ciclo, l’insegnamento mira a fornire
una rigorosa conoscenza dei concetti fisici, valorizzandone al tempo stesso la dimensione culturale e le ricadute
tecnologiche. Tali dimensioni si arricchiscono grazie ai collegamenti con la storia, la filosofia, l’arte, le
discipline economiche e sociali, oltre che con la matematica, l'informatica, e le scienze naturali, così da
promuovere una visione unitaria dei saperi e una maggiore consapevolezza del ruolo della fisica nel progresso
scientifico, tecnologico e culturale della società.
Attraverso un approccio attento alla storia della disciplina e al ruolo e al valore della creatività,
dell'immaginazione e della dimensione estetica nella sua evoluzione, lo studio della Fisica ha lo scopo di
favorire lo sviluppo di una capacità di pensiero libero e indipendente e la fiducia in sé stessi e nel futuro, e
contribuisce all'acquisizione degli strumenti concettuali e cognitivi atti a superare le sfide poste dall'attuale
società dell'incertezza, e dal rischio del diffondersi di culture della cancellazione.
L'insegnamento della Fisica, in una prospettiva di crescita culturale e intellettuale dei cittadini, è inoltre
finalizzato allo sviluppo delle capacità di ragionamento logico e di argomentazione, del pensiero critico, della
proprietà di linguaggio e della padronanza della lingua italiana, in forma scritta e in forma parlata.
A conclusione del percorso scolastico gli studenti avranno compreso i concetti fondamentali della fisica
classica (inclusa la relatività ristretta), nonché le leggi che li esplicitano, nei limiti degli strumenti matematici
previsti nel percorso didattico, e avranno acquisito consapevolezza dei nessi tra lo sviluppo della fisica classica
e i relativi contesti storici e filosofici.
In particolare, avranno compreso i concetti fondamentali, gli aspetti metodologici, e il valore culturale della
fisica; avranno imparato a costruire concetti fisici e relazioni fra grandezze a partire dall'osservazione dei
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fenomeni e dalle misure; a leggere testi scientifici; ad affrontare e risolvere semplici problemi di fisica
utilizzando gli strumenti matematici e concettuali previsti nel percorso didattico; a comprendere e valutare
consapevolmente le scelte scientifiche e tecnologiche che interessano la società; a impiegare consapevolmente
i sistemi di intelligenza artificiale, valutandone criticamente i risultati sulla base delle conoscenze fisiche e
logiche acquisite. Gli studenti avranno anche affrontato, in forma qualitativa, alcuni aspetti della fisica
moderna (in ambiti quali la fisica quantistica e la fisica dei sistemi complessi), anche all'interno dei previsti
percorsi di orientamento, con un approccio storico e concettuale rigoroso ma nei limiti delle conoscenze e degli
strumenti matematici già in loro possesso. La professionalità dell’insegnante - che valuterà di volta in volta il
percorso didattico più adeguato alla singola classe e alla eventuale curvatura del curriculum nel liceo all'interno
del quale si trova ad operare - svolgerà un ruolo fondamentale nel trovare un raccordo con le altre discipline,
in particolare con l'arte, la filosofia e la storia, oltre che con la matematica, l'informatica, e le scienze naturali,
nello sviluppare gli argomenti di fisica moderna, e nel promuovere collaborazioni tra la propria Istituzione
scolastica e Università, enti di ricerca, musei della scienza e mondo del lavoro, soprattutto a vantaggio degli
studenti dell'ultimo anno.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

SECONDO BIENNIO

In coerenza con le Indicazioni nazionali del primo ciclo, l’apprendimento della fisica, fin dal secondo biennio,
è finalizzato a gettare le basi per una rigorosa conoscenza dei concetti fondamentali della fisica, ponendo al
contempo particolare attenzione alla dimensione culturale e alle ricadute tecnologiche della disciplina.
L’approccio sperimentale e laboratoriale, che rappresenta un punto di forza delle presenti Indicazioni, consente
di valorizzare il ruolo attivo dello studente e costituisce lo strumento privilegiato per il conseguimento di tali
obiettivi.
Nei limiti degli strumenti matematici previsti nel percorso didattico, alla fine del secondo biennio lo studente
avrà imparato a:
• elaborare concetti fisici e relazioni tra grandezze misurate
• costruire e interpretare semplici grafici che descrivono l'evoluzione nel tempo dello stato di un sistema
• distinguere tra grandezze fisiche scalari e vettoriali
• esprimere le misure in notazione decimale e in notazione scientifica e convertire le unità di misura
• descrivere, attraverso il modello del punto materiale, a partire dall'osservazione e dalle misurazioni fisiche, lo
stato e il moto di un corpo in termini di posizione, velocità, e accelerazione rispetto a un sistema di riferimento
• riconoscere e descrivere il moto armonico, il moto di caduta dei gravi e il moto lungo un piano inclinato;
• riconoscere gli effetti dell'attrito sul moto dei corpi
• riconoscere le interazioni fra sistemi fisici come processi che ne determinano un cambiamento dello stato
• descrivere, attraverso la definizione operativa di temperatura, lo stato di un sistema macroscopico e la sua
evoluzione nel tempo verso l'equilibrio termico come risultato di un processo di interazione
• conoscere e utilizzare la scala Celsius e la scala Kelvin di misura delle temperature, anche con riferimento
alle proprietà dei gas ideali
• descrivere e spiegare i fenomeni interpretabili con la propagazione rettilinea della luce nell'ambito
dell'ottica geometrica, a partire dalla riflessione e rifrazione di fasci di luce bianca e di diversi colori
Avrà inoltre imparato a descrivere e spiegare, nei limiti degli strumenti matematici previsti nel percorso
didattico, i seguenti concetti, modelli e leggi:
• il significato di sistema di riferimento inerziale, del principio di relatività galileiana, e della descrizione
delle interazioni in termini di forze
• le leggi della dinamica Newtoniana, collegandole alle caratteristiche dei moti e alle condizioni di equilibrio
• i concetti di energia cinetica e potenziale, i principi di conservazione dell'energia, della quantità di moto e
del momento della quantità di moto
• il sistema massa-molla come modello dell'oscillatore armonico
• le onde meccaniche, in particolare le onde acustiche, come propagazione nello spazio di oscillazioni
meccaniche, collegandole alle caratteristiche dei suoni
• le leggi di Keplero e la legge di gravitazione universale, anche attraverso il concetto di campo
• i concetti fondamentali della statica e della dinamica dei fluidi ideali a partire dal legame tra gravità e fluidi

QUINTO ANNO

44
Anche nel corso del quinto anno, l'apprendimento sarà ottenuto, per quanto possibile, attraverso un approccio
sperimentale e laboratoriale, mirando a una rigorosa conoscenza dei concetti fisici e sottolineando sia le
ricadute tecnologiche sia gli aspetti culturali della fisica. Lo studente, anche attraverso i collegamenti con le
altre discipline, avrà acquisito gli strumenti concettuali e cognitivi per affrontare le sfide di una società in
rapida evoluzione, per orientarsi nelle scelte di studio. Inoltre, grazie a una comprensione qualitativa dei
concetti alla base della fisica quantistica e della fisica dei sistemi complessi, avrà sviluppato una visione
sistemica del mondo e la consapevolezza delle interconnessioni presenti nei fenomeni fisici, biologici,
economici e sociali.
Alla fine del quinto anno lo studente avrà imparato a descrivere e spiegare, nei limiti degli strumenti
matematici previsti nel percorso didattico, e, per quanto riguarda gli ambiti della fisica moderna, in base alla
valutazione dell'insegnante, anche in funzione della eventuale curvatura del liceo nel quale si trova ad
operare, i seguenti concetti, modelli e leggi:
• i concetti di sistema, ambiente e universo termodinamico, e la differenza tra processi reversibili e
irreversibili
• il primo principio della termodinamica e i concetti di calore, di energia interna e della sua variazione come
conseguenza degli scambi termici e degli scambi di lavoro
• il significato e le implicazioni del secondo principio della termodinamica
• il concetto di carica elettrica e la legge di Coulomb
• i concetti di campo elettrico e di campo magnetico, e come essi determinino il moto di particelle cariche
• le correnti elettriche e la legge di Ohm
• gli aspetti principali dell'induzione elettromagnetica
• le proprietà delle onde elettromagnetiche e le caratteristiche dello spettro delle onde elettromagnetiche,
collegando le proprietà fisiche della luce alla visione e alla percezione dei colori
• i concetti fondamentali della cinematica e della dinamica relativistiche
• i concetti fondamentali della fisica quantistica a partire dalle scoperte dell'elettrone, della costante di Planck
e dell'effetto fotoelettrico, fino al concetto di fotone e ai primi modelli atomici
• gli aspetti fondamentali della fisica dei sistemi complessi: autoorganizzazione, fenomeni emergenti,
sensibilità alle condizioni iniziali
• inquadrare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale all'interno del progresso scientifico e tecnologico
derivante dalla fisica del Novecento.
• valutare criticamente l’impatto dell'intelligenza artificiale sulla validazione dei modelli scientifici e sulla
gestione dell’informazione.
Inoltre, al fine di offrire una panoramica sulle grandi sfide della scienza contemporanea e sulle
interconnessioni presenti nei fenomeni fisici, biologici, economici e sociali, si presenteranno allo studente,
anche in coordinamento con gli altri insegnamenti, ulteriori aspetti di base della fisica moderna fra i quali, a
titolo esemplificativo: i concetti elementari del trasferimento radiativo nel sistema sole-terra-atmosfera e dei
fattori che determinano il clima terrestre e il suo cambiamento, in particolare l'effetto serra; il significato e le
implicazioni del principio di indeterminazione; il concetto di misura in meccanica quantistica; la storia delle
scoperte dei raggi X e del nucleo atomico; i concetti di base della fisica nucleare e le relative applicazioni in
ambito energetico, sanitario, ambientale e dei beni culturali; i concetti di base in astrofisica e cosmologia:
struttura stellare; modelli cosmologici.

45
SCIENZE NATURALI

PERCHÉ STUDIARE LE SCIENZE NATURALI

Le Scienze Naturali integrano la Chimica, le Scienze della Terra e la Biologia e adottano un approccio basato
sul metodo scientifico che, mediante l’osservazione, la verifica sperimentale, l'analisi quantitativa ed infine la
riflessione critica, fornisce gli strumenti per comprendere le caratteristiche e il funzionamento dei sistemi
naturali e per affrontare in modo consapevole le problematiche tecnologiche e ambientali proprie di tali ambiti.
La comprensione delle interrelazioni tra la struttura della materia, le funzioni cellulari, le caratteristiche e il
ruolo degli organismi, la composizione degli ecosistemi, i processi profondi e superficiali della Terra,
contribuisce a promuovere una forma mentis orientata alla sostenibilità, aiutando a sviluppare le conoscenze,
le abilità e le attitudini necessarie per pensare, pianificare e agire con empatia, responsabilità e attenzione per
il nostro pianeta1.
Le Scienze Naturali sono il punto di incontro di problematiche, esperienze, metodi e linguaggi delle singole
discipline che le costituiscono, permettendo allo studente di conquistare gli strumenti culturali e metodologici
necessari per analizzare, interpretare e comprendere problemi complessi quali l’impatto delle attività
dell’uomo sul nostro pianeta, la resilienza degli ecosistemi, i rischi naturali, lo sviluppo sostenibile e
l'innovazione tecnologica.
Lo studio delle Scienze Naturali concorre all'acquisizione di un patrimonio concettuale e linguistico idoneo a
rendere lo studente, e futuro cittadino, in grado di comprendere e selezionare diverse tipologie di messaggi,
elaborando un giudizio personale che lo renda capace di operare consapevolmente le sue scelte nei molteplici
contesti, individuali e collettivi, della vita reale.
Una solida formazione nelle Scienze Naturali nei percorsi liceali consente l’utilizzo, anche successivo, di
approcci e strumenti quantitativi a diverse scale (dall'atomo alle molecole, dagli organismi agli ecosistemi e
infine al pianeta Terra), con una gradualità progressiva nella consapevolezza dei problemi di caratterizzazione
e misura dei fenomeni e dei processi naturali e antropici.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

La finalità generale delle discipline che compongono l'insegnamento delle Scienze Naturali (Scienze della
Terra, Chimica e Biologia) all'interno di questo percorso liceale è quella di guidare lo studente nello sviluppo
di un approccio scientifico alla conoscenza.
L’attitudine ad argomentare il proprio pensiero con un linguaggio rigoroso e appropriato e la capacità di
collaborare con altri nel ricercare risposte sono da considerarsi obiettivi imprescindibili. Si tratta di competenze
complesse al cui sviluppo risultano fondamentali, oltre a quelli specifici della Biologia, della Chimica e delle
Scienze della Terra, i contributi della Fisica e della Matematica, nonché delle principali applicazioni
dell'Intelligenza Artificiale, senza trascurare l’apporto delle discipline linguistiche e storico-filosofiche. In tal
modo si favorisce la maturazione della consapevolezza critica dei rapporti tra lo sviluppo delle conoscenze
all’interno delle aree disciplinari oggetto di studio e il contesto storico, filosofico e tecnologico, nonché dei
nessi reciproci e con l’ambito scientifico più in generale. Tali competenze aiuteranno lo studente a sviluppare
e a esercitare la capacità critica, la consapevolezza che occorre motivare le proprie affermazioni, l’attitudine a
confrontare, comprendere e rispettare argomentazioni e punti di vista diversi dai propri, superando i vincoli
derivanti da stereotipi e pregiudizi.
Sul piano metodologico la dimensione sperimentale, dimensione costitutiva di tali discipline, è da tenere
presente anche in questo percorso liceale. Il laboratorio rappresenta uno dei momenti più significativi del "fare
scienza" e può essere organizzato in attività sperimentali che si svolgono anche in classe o sul campo. Quando
non è possibile svolgere esperienze di laboratorio in senso stretto, è comunque necessario predisporre attività
che prevedano la presentazione e l'elaborazione di dati sperimentali, l'utilizzo di filmati e simulazioni, anche
attraverso l'uso di laboratori virtuali, o la presentazione problematizzata di esperimenti cruciali per lo sviluppo
del pensiero scientifico. Ormai da molti anni, infatti, la didattica laboratoriale attribuisce al termine
"laboratorio" una connotazione molto più ampia di quella tradizionale (luogo fisico specificamente attrezzato)
quella, cioè, di un contesto in cui gli studenti possono realizzare un apprendimento attivo, osservano, si

1 [Link]
46
pongono domande, fanno esperimenti, acquisiscono e analizzano dati, si confrontano sviluppando
ragionamenti.
Nella scuola secondaria di secondo grado, la didattica laboratoriale si distingue per il passaggio graduale da
un approccio fenomenologico-descrittivo, tipico del primo biennio, a uno più teorico, coerente con il metodo
ipotetico-deduttivo proprio delle scienze. È pertanto opportuno adottare un approccio storico-epistemologico
che ricostruisca il contesto in cui le conoscenze si sono sviluppate, anche attraverso la lettura di testi originali,
per comprendere i problemi scientifici, le ipotesi formulate e gli esperimenti che hanno condotto alla revisione
di teorie e alla formulazione di nuove leggi.
In relazione allo sviluppo del curricolo, il percorso di apprendimento delle scienze non segue una logica
lineare, ma orientata a criteri di ricorsività, gradualità, connessione tra i temi e gli argomenti trattati. Pertanto,
accanto a temi e argomenti nuovi si possono approfondire concetti già acquisiti negli anni precedenti, e
introducendo nuove chiavi interpretative. Il percorso curriculare previsto nel liceo classico oltre
all’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali stimola lo
studente a comprendere le relazioni tra scienza e tecnologia e a contestualizzarle in precisi momenti storici,
collegando le scoperte scientifiche alla storia del pensiero più in generale.
In tale prospettiva è auspicabile coinvolgere soprattutto gli studenti degli ultimi tre anni, stabilire un raccordo
con gli insegnamenti di fisica, matematica, storia e filosofia, e attivare, ove possibile, collaborazioni con
università, enti di ricerca, musei della scienza e mondo del lavoro con finalità orientative.
Dal punto di vista dei contenuti, da tempo è entrata in crisi l’idea che sia possibile trasmettere in modo
significativo l’enciclopedia dei saperi scientifici e viene prospettata la necessità di un approccio diverso, basato
sulla convinzione che sia necessario “scegliere e concentrarsi”, e che sia quindi indispensabile individuare
“nuclei fondanti” e “organizzatori concettuali”.
Un insegnamento significativo delle Scienze in questo indirizzo scolastico, che dispone di un monte ore
limitato pur svolgendosi lungo tutto il quinquennio, può essere effettuato realizzando una scelta ponderata dei
nuclei tematici più significativi per l'indirizzo, che tenga conto delle risorse di ciascuna istituzione scolastica
e preveda sperimentazioni didattiche, osservazioni e analisi dei risultati.
Il percorso curriculare previsto nel Liceo Classico permette l'acquisizione delle seguenti competenze:
• avere capacità e disponibilità ad usare l’insieme delle conoscenze e delle metodologie delle Scienze
Naturali per spiegare i fenomeni naturali, anche in un’ottica previsionale, essendo in grado di identificare
le problematiche e di trarre conclusioni basate su ragionamento scientifico e su dati sperimentali;
• avere consapevolezza dei processi di costruzione della conoscenza scientifica, che procede per ipotesi e
confutazioni e per teorie successive;
• essere in grado di confrontarsi con la dimensione sperimentale sia in campo sia in laboratorio;
• essere in grado di collegare le conoscenze multidisciplinari acquisite nell'insegnamento di Scienze Naturali
e di strutturarle secondo uno schema logico;
• saper argomentare e comunicare il proprio pensiero con il linguaggio scientifico proprio della disciplina;
• essere in grado di porsi in modo critico e consapevole di fronte ai temi di attualità di carattere scientifico e
tecnologico della società contemporanea;
• sapere usare in modo consapevole le principali applicazioni dell'Intelligenza Artificiale nelle Scienze
Naturali e sviluppare la capacità di valutarne criticamente metodi, limiti e implicazioni etiche;
• avere capacità e disponibilità a condurre approfondimenti personali e a continuare ad apprendere lungo
l’intero arco della propria vita;
• saper collocare il pensiero scientifico, la storia delle scoperte e lo sviluppo delle invenzioni tecnologiche
nell’ambito più vasto della storia delle idee;
• avere capacità e disponibilità ad applicare il concetto di sostenibilità per diventare cittadini consapevoli.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

PRIMO BIENNIO

Nel primo biennio prevale un approccio di tipo fenomenologico e osservativo-descrittivo; la didattica


laboratoriale riveste un ruolo essenziale per la comprensione dei concetti affrontati.
Alla fine del biennio lo studente sarà in grado di:
Scienze della Terra
• riconoscere le caratteristiche dell’Universo, del Sistema Solare e dei suoi pianeti e descrivere i moti del
pianeta Terra;
• descrivere la struttura dell’atmosfera e analizzare e interpretare i dati meteorologici e climatici; riconoscere
47
i vari processi del ciclo dell’acqua;
• descrivere le componenti principali di un paesaggio (facendo anche riferimento alla regione di residenza) e
individuare gli agenti responsabili della loro formazione ed evoluzione;
• descrivere i principali minerali, fossili e rocce e le componenti abiotiche degli ecosistemi;
• applicare la scala del tempo geologico;
• riconoscere l’evoluzione delle forme di vita nel corso delle ere geologiche e come la vita interagisce con la
Terra;
Biologia
• osservare le caratteristiche generali degli organismi viventi (organizzazione cellulare e livelli di
complessità);
• riconoscere la varietà dei viventi (biodiversità) e gli adattamenti all'ambiente in cui vivono;
• distinguere, attraverso osservazioni al microscopio o di immagini (quali disegni, fotografie, video),
cellule vegetali, animali e batteriche;
• analizzare le caratteristiche e comprendere il funzionamento degli ecosistemi;
• padroneggiare i principi generali dell'eredità biologica con riferimento alla genetica mendeliana;
• inquadrare lo sviluppo storico del pensiero evoluzionistico e i meccanismi che stanno alla base dei
processi evolutivi;
• descrivere i processi di gametogenesi, riproduzione sessuale e le tappe dello sviluppo embrionale;
• descrivere lo sviluppo puberale e conoscere gli apparati riproduttivi;
• acquisire informazioni approfondite sui meccanismi riproduttivi;
• conoscere i metodi per un concepimento consapevole;
• conoscere le malattie sessualmente trasmissibili;
• conoscere i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili e la loro prevenzione.
Chimica
• osservare e descrivere semplici fenomeni di trasformazioni fisiche e chimiche, con riferimento alla vita
quotidiana (es. combustione, solubilizzazione di sostanze in acqua, in acidi e basi);
• individuare operativamente le proprietà macroscopiche degli stati d’aggregazione e delle relative
trasformazioni;
• riconoscere gli aspetti distintivi delle trasformazioni chimiche e utilizzarle per la classificazione delle
sostanze, anche contenute in prodotti di uso comune (es. acidi, basi e sali);
• utilizzare le leggi della chimica classica per dare una spiegazione di semplici reazioni chimiche;
• utilizzare l’ipotesi atomico-molecolare di Dalton per interpretare la natura particellare di elementi e
composti e le leggi ponderali della chimica.

SECONDO BIENNIO

Nel secondo biennio le singole discipline assumono una connotazione più formalizzata attraverso un approccio
che ponga maggiore attenzione alle leggi e ai modelli. Le esperienze laboratoriali continueranno comunque ad
avere un ruolo fondamentale per la comprensione dei concetti affrontati.
Alla fine del biennio lo studente sarà in grado di:
Scienze della Terra
• descrivere i processi che portano alla formazione dei vari tipi di minerali e rocce e correlarli secondo un
modello ciclico;
• descrivere la struttura interna della Terra, le sue proprietà e il campo magnetico terrestre;
• inquadrare l’evoluzione storica delle teorie che hanno condotto alla comprensione della dinamica
terrestre e alla formulazione della tettonica a placche;
• descrivere le placche litosferiche, i tipi di margini e le cause dell’orogenesi;
• descrivere le principali caratteristiche dei fenomeni vulcanici e sismici;
Biologia
• riconoscere le caratteristiche generali delle molecole biologiche, mettendo in relazione struttura e funzione;
• descrivere, utilizzando le basi molecolari, l'organizzazione della cellula eucariotica e le funzioni delle
strutture che la costituiscono;
• comprendere le modalità con le quali le cellule si dividono specificando il diverso ruolo che mitosi e meiosi
assumono nei cicli biologici degli organismi eucarioti;
• descrivere i processi di gametogenesi, riproduzione sessuale e le prime tappe dello sviluppo embrionale;
• comprendere le modalità di trasmissione dei caratteri ereditari, le caratteristiche generali dei processi di
replicazione, trascrizione e traduzione, l'universalità del codice genetico;
48
• comprendere le modalità con le quali avviene la sintesi delle proteine e la regolazione dell'espressione
genica;
• identificare il ruolo di gameti, cromosomi e geni nella trasmissione dei caratteri ereditari;
• descrivere i processi evolutivi alla luce delle conoscenze di genetica e di biologia molecolare (sintesi
moderna);
• riconoscere la gerarchia dell'organizzazione pluricellulare: tessuti, organi, sistemi e apparati;
• descrivere gli organi e gli apparati del corpo umano e collegare la loro struttura alla funzione svolta;
• mettere in relazione la qualità dell'ambiente ai fattori di rischio per la salute umana; collegare gli stili
di vita alla prevenzione dalle malattie;

Chimica
• eseguire semplici calcoli stechiometrici, anche utilizzando il concetto di mole;
• usare il linguaggio chimico (simboli e nomenclatura) per rappresentare le sostanze e le trasformazioni
chimiche;
• comprendere e saper utilizzare la classificazione degli elementi nel sistema periodico di Mendeleev;
• descrivere le principali proprietà periodiche a conferma della struttura a livelli dell’atomo;
• utilizzare il concetto di legame chimico per spiegare gli stati d’aggregazione;
• comprendere gli equilibri acido-base e il concetto di pH.

QUINTO ANNO

L’ultimo anno è dedicato alla chimica delle macromolecole e alle applicazioni della biologia molecolare nel
contesto quotidiano, al rischio geologico, alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici con un
approccio critico.
Alla fine del quinto anno lo studente sarà in grado di:
Scienze della Terra
• riconoscere la Terra come sistema integrato di componenti interagenti (atmosfera, idrosfera, criosfera,
litosfera, biosfera);
• riconoscere le georisorse e la loro corretta gestione in chiave di sostenibilità;
• distinguere gli elementi di pericolosità, vulnerabilità e rischio geologico;
• riconoscere il ruolo dello studio e del monitoraggio per la prevenzione del rischio geologico e ambientale
e gli enti preposti alla sua valutazione e gestione;
Biologia
• riconoscere il significato biologico e le tappe principali di: glicolisi, fermentazione, respirazione cellulare,
fotosintesi;
• riconoscere il contenuto energetico e il valore nutrizionale dei principali alimenti;
• individuare le tappe fondamentali dell'ingegneria genetica e delle principali biotecnologie (microbiche,
animali e vegetali);
Chimica
• correlare le caratteristiche dell’atomo di carbonio con la varietà e il numero elevato di sostanze organiche;
• correlare la struttura delle molecole organiche con le loro funzioni biologiche.
• valutare quali biotecnologie possono essere utili per risolvere i problemi di salute e di produzione delle
risorse per le popolazioni umane, tenendo presenti le implicazioni etiche e ambientali.

49
STORIA DELL’ARTE

PERCHÉ STUDIARE STORIA DELL'ARTE

La Storia dell’arte è una disciplina storica e critica che studia le opere figurative, architettoniche e visive come
documenti fondamentali della cultura umana. Il suo studio, radicato nella duplice natura dell’arte come téchnē
(saper fare regolato) e poíēsis (creazione di significati), sviluppa uno sguardo analitico e complesso sulla realtà.
Consente di comprendere i processi creativi, le relazioni tra forme e visioni del mondo, e il dialogo incessante
tra tradizione e innovazione.
L’insegnamento di questa disciplina in Italia ha una peculiare responsabilità e un’opportunità unica,
svolgendosi nel paese che custodisce la più alta concentrazione al mondo di testimonianze artistiche e che è
stato, per secoli, crocevia e motore della civiltà figurativa occidentale. In particolare, essa si pone come
strumento per individuare un equilibrio tra il patrimonio tecnico-artigianale della tradizione – fondativo della
cultura italiana e occidentale – e la dimensione teorico-speculativa aperta e sperimentale che caratterizza la
ricerca contemporanea.
Attraverso l’incontro diretto con il patrimonio e il confronto tra civiltà, questa disciplina educa alla tutela del
bene comune e alla decodifica critica dell’universo visuale contemporaneo. Fornisce, infatti, strumenti
metodologici essenziali per l’esercizio di una cittadinanza critica, insegnando a costruire un metodo di indagine
basato sull’incrocio e la verifica delle fonti in un mondo di informazioni frammentarie e prive di mediazione.
Questa funzione critica acquista oggi una rilevanza ulteriore in un contesto in cui la produzione di immagini
attraverso processi generativi automatizzati tende a simulare gli esiti della rappresentazione senza attraversarne
il processo: saper interrogare un'immagine - riconoscere le scelte che la determinano, il soggetto che le compie,
il contesto che le orienta - è diventata una competenza civile prima ancora che disciplinare.
Fornisce, inoltre, strumenti essenziali per la comprensione storica, filosofica e letteraria, essendo le opere
d’arte nodi cruciali nella rete della cultura.
LINEE GENERALI E COMPETENZE
L’insegnamento si fonda su un approccio storico-contestuale attivo, che considera l’opera d’arte nella sua
integralità di manufatto tecnico, forma espressiva e documento culturale. Pur seguendo un percorso
cronologico, esso è arricchito da percorsi tematici trasversali e da confronti interculturali che ne evidenziano
le continuità e le rotture.
Un metodo particolarmente efficace è quello di un approccio dinamico alla cronologia, che parte dall’analisi
di fenomeni, linguaggi e opere della contemporaneità per risalire alle loro radici storiche, instaurando un
dialogo comparativo tra passato e presente, e rendendo il percorso più accessibile e coinvolgente. Questo
metodo, che parte dalla sensibilità visiva contemporanea dello studente, non sostituisce ma arricchisce
l’acquisizione della solida periodizzazione storica, fornendo strumenti critici per leggere tanto il passato quanto
il presente.
La metodologia privilegia l’osservazione diretta, l’analisi formale e iconologica, la riflessione critica e la
rielaborazione personale della conoscenza (attraverso schemi, presentazioni, brevi testi argomentativi). Può
avvalersi, in un’ottica di ibridazione tecnologica, di strumenti digitali per l’analisi delle opere, realtà
aumentata, modelli 3D e laboratori virtuali, per una documentazione e una sperimentazione innovative del
patrimonio.
Al termine del percorso, lo studente avrà maturato le seguenti competenze:
• Competenza storico-critica: inquadrare autori, opere e movimenti nel loro specifico contesto culturale,
politico, religioso e filosofico, cogliendone le relazioni con le altre espressioni del pensiero e la loro
persistenza o rilettura in epoche successive.
• Competenza di lettura e analisi: applicare in autonomia un metodo di lettura delle opere che ne esamini
gli aspetti materiali, tecnici, formali, iconografici e stilistici, utilizzando una terminologia appropriata. Il
metodo di analisi dovrà saper integrare la rigorosa scansione cronologica con approcci interpretativi che
colgano connessioni trasversali e la dimensione simbolica, inserendo l’opera d’arte all’interno di un
sistema di relazioni e significati.
• Competenza interpretativa e di giudizio: formulare ipotesi interpretative fondate, confrontando punti di
vista diversi e valutando la portata innovativa delle opere nel loro tempo e nella loro percezione storica;

50
sviluppare la capacità di istituire connessioni trasversali tra opere di epoche diverse, riconoscendo il
dialogo costante tra tradizione e innovazione e la pluralità di significati che un’opera può generare.
• Competenza di cittadinanza attiva: riconoscere il valore culturale del patrimonio artistico come memoria
collettiva, sviluppando sensibilità verso le questioni della sua tutela, conservazione e valorizzazione
pubblica; comprendere come gli strumenti della storiografia artistica siano utili per decodificare
criticamente la complessità del presente, contrastare distorsioni e usi strumentali della storia dell’arte e del
patrimonio e partecipare al dibattito etico-estetico nella sfera pubblica.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

Il percorso, delineato cronologicamente nei suoi nuclei fondanti, privilegia un approccio attivo alla
conoscenza. Per tutti i Licei, questo si traduce nella pratica costante dell’analisi formale e iconologica, nel
confronto tra opere e culture, nella discussione critica e nella rielaborazione personale degli apprendimenti.
L’approccio può essere strutturato anche attraverso percorsi tematici e di confronto tra presente e passato, che,
a partire dalla sensibilità visiva contemporanea dello studente, esplorino le radici storiche dei linguaggi
artistici, pur nel solco di una solida consapevolezza cronologica.
Un’attenzione particolare dovrà essere riservata al patrimonio artistico del territorio locale, inteso come primo
e imprescindibile ambito di osservazione, studio e senso di appartenenza. La lettura del contesto prossimo
costituisce infatti la base per comprendere, per contrasto o per continuità, le dinamiche nazionali e
internazionali.
È fondamentale chiarire che i numerosi esempi di connessione tra epoche e linguaggi suggeriti nel presente
documento, così come le indicazioni sulle tecnologie digitali, costituiscono un repertorio di strumenti e stimoli
a disposizione del docente. Lo stesso criterio di flessibilità orientata vale per i contenuti storici di base. I nuclei
tematici, gli autori e le opere citati nei paragrafi dedicati alle ‘Conoscenze fondamentali’ dei singoli periodi
costituiscono un repertorio paradigmatico ed esemplificativo. La loro trattazione è finalizzata all’acquisizione
degli OSA e delle competenze; il docente potrà integrarlo o articolarlo in percorsi alternativi, garantendo
comunque la rappresentatività e la significatività dei fenomeni artistici fondamentali.
Nel Liceo Classico, lo studio storico-critico è approfondito accentuando i nessi con il pensiero filosofico e le
fonti letterarie antiche e moderne, in una prospettiva che valorizza la continuità tra le civiltà del Mediterraneo
antico e le successive tradizioni figurative occidentali.

SECONDO BIENNIO

Il secondo biennio è dedicato all’acquisizione degli strumenti fondamentali per la lettura dell’opera d’arte e
alla comprensione dello sviluppo del linguaggio artistico occidentale dalle origini classiche al Settecento,
cogliendo il rapporto dinamico tra arte, scienza, potere e società. Data l’ampiezza del periodo, la trattazione
sarà condotta selezionando, per ogni fase, un numero limitato di opere esemplari, analizzate in profondità come
casi-studio per introdurre questioni artistiche, tecniche e culturali fondamentali, da cui derivare concetti
applicabili anche ad altri contesti.
Gli Obiettivi specifici di apprendimento da raggiungere al termine del secondo biennio sono:
• Riconoscere e descrivere gli elementi costitutivi di un’opera (linea, colore, volume, composizione, spazio)
e le principali tecniche esecutive.
• Distinguere le funzioni dell’arte (cultuale, politica, commemorativa, decorativa) nei diversi contesti storici.
• Osservare e analizzare opere del patrimonio artistico locale, riconoscendone il valore culturale e il legame
con il contesto storico e territoriale.
• Conoscere e confrontare i canoni estetici e i modelli rappresentativi dell’arte greca e romana,
individuandone la persistenza e le trasformazioni. Ad esempio, le proporzioni classiche possono essere
messe in relazione con le ricerche formali del Minimalismo o della Body Art.
• Leggere l’arte medievale (paleocristiana, romanica, gotica) come espressione di valori simbolici e collettivi,
con particolare attenzione al rapporto tra struttura architettonica e programma figurativo. La funzione
narrativa dei cicli medievali può essere confrontata con le sperimentazioni della Narrative Art e della
graphic novel contemporanea.
• Analizzare la nascita dello spazio moderno e della soggettività artistica nella pittura del Trecento e il suo
rapporto con la coeva tradizione bizantina.
• Spiegare la “rinascita” delle arti nel Quattrocento come fenomeno culturale complesso, legato
all’Umanesimo, alla nuova posizione sociale dell’artista e alle scoperte tecniche (prospettiva). Le ricerche

51
prospettiche rinascimentali possono essere messe in relazione con le sperimentazioni sulla percezione
dell’Op Art e delle installazioni spaziali contemporanee.
• Confrontare i principali centri artistici italiani e le loro relazioni con l’Europa (es. rapporti Italia-Fiandre).
• Analizzare la dialettica tra Classico e Manierismo nel Cinquecento e le sue motivazioni storiche, religiose
e intellettuali. Le distorsioni espressive del Manierismo trovano eco nelle deformazioni della figura
nell’Espressionismo e nel Neo-espressionismo.
• Distinguere le poetiche del Barocco, del Rococò e del Neoclassicismo, collegandole ai contesti della
Controriforma, dell’assolutismo, dell’Illuminismo e della Rivoluzione. Il chiaroscuro drammatico di
Caravaggio e Rembrandt può essere confrontato con l’estetica della luce nel cinema e nella fotografia
contemporanea.
Il percorso, pur mantenendo una progressione cronologica, potrà essere organizzato anche attraverso nuclei
tematici trasversali, come ad esempio “Il ritratto tra identità e potere” o “La rappresentazione dello spazio tra
prospettiva e visione”, che permettano di collegare opere di periodi diversi in un’ottica di confronto dinamico
tra passato e presente.
Le conoscenze fondamentali per perseguire tali obiettivi spaziano dalle origini classiche al Settecento:
• Le radici classiche: L’arte greca: gli ordini architettonici; l’evoluzione della scultura dall’età arcaica all’età
classica ed ellenistica. L’arte romana: l’innovazione architettonica (arco, volta, uso del cementizio; il Foro,
l’edificio termale, l’anfiteatro); il ritratto; la pittura parietale.
• La prima arte cristiana e il Medioevo: La funzione didattica e simbolica delle immagini nel mondo
paleocristiano e bizantino (mosaici di Ravenna, icone). L’arte romanica: l’architettura e la scultura
monumentale come Biblia pauperum. L’arte gotica: la cattedrale come sintesi delle arti (struttura, vetrate,
scultura); la ricerca di naturalismo nella scultura. La pittura nel Duecento e Trecento: la scuola senese; la
rivoluzione giottesca e i suoi sviluppi nella pittura fiorentina.
• Il Quattrocento: La “rinascita” a Firenze; la prospettiva; i cantieri medicei; la diffusione del modello
fiorentino in Italia.
• Il Cinquecento: La Maniera Moderna; la scuola veneziana; il Manierismo; la Controriforma.
• Il Seicento: Naturalismo e ideale classico; il Barocco romano; i generi pittorici.
• Il Settecento: Il Rococò; il Vedutismo; il Neoclassicismo.
Nota metodologica: data l’ampiezza del periodo, si raccomanda di privilegiare percorsi tematici rispetto alle
trattazioni monografiche, selezionando opere e autori in funzione delle questioni artistiche fondamentali di
ciascun contesto, piuttosto che mirando a una copertura esaustiva.

QUINTO ANNO

Il quinto anno completa il percorso storico analizzando le radicali trasformazioni del linguaggio artistico
dall’Ottocento al Novecento e nel panorama contemporaneo, comprendendo la pluralità di paradigmi, la rottura
con la tradizione, l’impatto dei nuovi media e le dinamiche del sistema dell’arte globale. Per evitare una
trattazione frammentaria, si suggerisce di affrontare il Novecento e il contemporaneo attraverso alcune grandi
questioni trasversali: la crisi della rappresentazione, l’espansione dei media, il rapporto tra arte e società di
massa, la globalizzazione e le nuove tecnologie. A queste questioni si aggiunge oggi quella della produzione
generativa automatizzata di immagini, che ripropone in forma radicalmente nuova il problema del rapporto tra
rappresentazione e autorialità, tra processo e risultato. Queste questioni serviranno da filo conduttore; ad
esempio, la questione della crisi della rappresentazione potrà essere esplorata confrontando la frammentazione
cubista, l’astrazione kandinskijana e le provocazioni dadaiste, per interrogarsi sul rapporto sempre mutevole
tra arte, realtà e linguaggio. I movimenti e gli autori citati vanno considerati come esempi di queste dinamiche.
Gli Obiettivi specifici di apprendimento da raggiungere al termine del quinto anno sono:
• Comprendere la complessità dell’Ottocento, tra Romanticismo, Realismo e Impressionismo, nel suo stretto
rapporto con la storia, la letteratura, il pensiero filosofico e la nascente società industriale. Il realismo di
Courbet può essere avvicinato alle ricerche iperrealiste del Novecento, mentre il Sublime romantico trova
una sua rielaborazione nelle esperienze di smarrimento e scala della Land Art e dell’arte ambientale.
• Interpretare la crisi della rappresentazione tradizionale con le Avanguardie storiche, collegandola ai
mutamenti scientifici, filosofici e storici. Comprendere come le Avanguardie abbiano introdotto concetti
(caso, indeterminazione, processo) che risuonano nella scienza e nella filosofia contemporanea.
• Comprendere il rapporto dialettico tra Modernismo, ricerche astratte, ritorni all’ordine e impegno politico.
• Analizzare le principali tendenze del secondo dopoguerra nel contesto della società di massa e della
globalizzazione. Orientarsi tra i movimenti (Informale, Spazialismo, Arte Programmata, Arte Povera, Arte
Concettuale, Body Art, Land Art, etc.) e coglierne le connessioni con il contesto socio-culturale.
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• Orientarsi criticamente nel panorama contemporaneo, riconoscendo poetiche, media e logiche del sistema
dell’arte. Ciò implica anche la capacità di riconoscere e interrogare criticamente il canone occidentale,
aprendosi a voci, pratiche e storie provenienti da altri contesti culturali, in un’ottica di dialogo e confronto.
Saper riconoscere le principali linee di ricerca attuali: dalla Global Art e arte “glocale”, all’Arte
Generativa, alla Videoarte, all’uso dei nuovi media (realtà virtuale, AI, NFT), fino alle pratiche post-
internet e di attivismo sociale.
• Decodificare criticamente le immagini della cultura visiva di massa (cinema, pubblicità, social media) alla
luce degli strumenti analitici acquisiti.
Le conoscenze fondamentali per perseguire tali obiettivi sono:
• L’Ottocento: Romanticismo; Realismo; la scuola di Barbizon; l’Impressionismo; la fotografia e il suo
impatto.
• Le Avanguardie (1905-1920): Fauves, Espressionismo, Cubismo, Futurismo, Astrattismo, Dada,
Surrealismo.
• Il Novecento tra le due guerre: Ritorno all’ordine, Realismo magico; il Movimento Moderno in
architettura (Bauhaus, Le Corbusier).
• Il secondo dopoguerra: Informale, Spazialismo, ricerche materiche, Pop Art, Arte Concettuale,
Minimalismo, Arte Povera, Land Art, Body Art.
• Dagli anni ’70 a oggi: Postmodernità, Transavanguardia; Videoarte, Arte digitale, [Link],
sperimentazioni con l’IA; temi globali e sistema dell’arte.
Approfondimento
Approfondimento dei movimenti e degli autori del Novecento, con esame delle diverse tipologie dell’opera
(installazione, performance), delle nuove tecniche e metodologie operative. L’analisi dovrà partire spesso dalle
ricerche attuali (es. Iperrealismo, Postmediale) per risalire alle loro origini nelle tradizioni pittoriche e
scultoree, evidenziando la trasformazione del concetto di figurazione.

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SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

PERCHÉ STUDIARE E PRATICARE LE SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE

Le Scienze Motorie e Sportive nella scuola secondaria di secondo grado estende e affina le competenze motorie
apprese nel primo ciclo e approfondisce gli aspetti disciplinari e interdisciplinari relativi al corpo e al movi-
mento umano. In questo ambito, le scienze biomediche e quelle umane e sociali si relazionano con i saperi
chinesiologici riguardanti lo studio del movimento.
Le Nuove Indicazioni accolgono, pertanto, gli approfondimenti provenienti da diverse discipline scientifiche
e dagli studi sulla corporeità in ambito motorio e sportivo, come quelli relativi all’embodiment, alle funzioni
esecutive, alla motivazione, autoefficacia e piacere del movimento. Tale complessità consente di strutturare
articolati percorsi interdisciplinari a seconda degli indirizzi.
Questo periodo, come segnalano le statistiche, è caratterizzato dalla diminuzione, particolarmente marcata per
le ragazze, dell’attività fisica quotidiana e della pratica delle attività sportive extrascolastiche. La disciplina
assume, pertanto, una particolare rilevanza nell’attenuare questa tendenza individuando metodi e didattiche
personalizzate rispetto ai diversi profili di funzionamento e alle motivazioni di ciascuno studente. In questa
prospettiva, le Indicazioni valorizzano l’educazione verso stili di vita attivi e sani promuovendo, insieme con
le specifiche competenze, l’assunzione di una cultura del movimento, della salute e del benessere.
Gli studenti vengono progressivamente guidati all’utilizzo consapevole di strumenti e tecnologie digitali che
si avvalgono anche dell’intelligenza artificiale, per raccogliere, leggere e interpretare dati relativi al corpo in
movimento, così da maturare una consapevolezza critica dei processi di miglioramento della performance e di
promozione della salute e del benessere psicofisico.
In continuità con il primo ciclo, le Nuove Indicazioni propongono un percorso di apprendimento declinato in
cinque dimensioni interconnesse che si sviluppano longitudinalmente nel curricolo accompagnando i marcati
mutamenti somatici, psicologici, cognitivi ed emozionali che caratterizzano questa fase evolutiva: la dimen-
sione degli stili di vita attivi e sani, la dimensione motoria, quella cognitiva, quella sociale e quella emotivo-
relazionale.
Le dimensioni delle Nuove Indicazioni tendono, pertanto,
• alla valorizzazione di una consapevolezza corporea che accompagna l’adolescente nel suo percorso di
crescita definendo le basi degli stili di vita attivi;
• allo sviluppo delle competenze in ambito motorio e sportivo con riguardo alle diverse abilità e al funzio-
namento di ciascuno;
• all’approfondimento delle conoscenze relative al corpo umano in movimento e agli aspetti tecnici, moti-
vazionali, sociali e culturali legati al movimento e allo sport;
• alla piena consapevolezza del significato di una costruttiva collaborazione con i compagni;
• alla gestione e modulazione emotiva e alla resilienza.
Nelle scuole del secondo ciclo, la disciplina, pur mantenendo una dimensione esperienziale, si arricchisce delle
conoscenze teoriche fornite dal docente con il supporto dei libri di testo e di materiali digitali opportunamente
selezionati dai docenti.

LINEE GENERALI E COMPETENZE

Al termine del percorso liceale lo studente è in grado di cogliere il significato personale e sociale della pratica
motoria e sportiva e di stilare piani personali di attività. È, altresì, in grado di progettare e realizzare, da solo o
con altri, azioni, interventi, programmi. Le tecniche motorie, le tattiche e le strategie sportive possono raggiun-
gere, in questo periodo, livelli elevati; il docente saprà valorizzarle nel rispetto delle diverse competenze indi-
viduali.
La disciplina persegue: un’evoluta alfabetizzazione motoria; una cultura del movimento intesa come integra-
zione di motivazione, fiducia, competenza fisico-motoria, conoscenza, comprensione e consapevolezza neces-
sarie a valorizzare l’attività fisica e ad impegnarsi in uno stile di vita attivo anche attraverso l’utilizzo consa-
pevole di strumenti e tecnologie digitali che possono avvalersi dell’intelligenza artificiale; la consapevolezza
dei processi culturali riguardanti le pratiche motorie e sportive; la capacità di pianificazione e progettazione.
I tre principali ambiti di sviluppo riguardano: la formazione di una gamma di abilità, tecniche e strategie mo-
torie applicabili nei diversi ambiti delle attività fisiche; la maturazione delle componenti della forma fisica; il
conseguimento di una vita autonoma e attiva sul piano motorio.
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La disciplina contribuisce, per sua natura e insieme con altre, allo sviluppo di competenze personali e inter-
personali: sociali, mettendo in atto soluzioni dialogiche nelle situazioni conflittuali; relative alla gestione delle
emozioni, nella condivisione emotiva e nel mutuo supporto alla resilienza; connesse con alcune delle principali
funzioni esecutive nella modulazione di risposte comportamentali, nell’adattamento del sistema percezione-
azione nei gruppi di lavoro e nelle squadre, nell’apprendimento reciproco di strategie per migliorare la flessi-
bilità cognitiva, la memoria di lavoro e la capacità di aggiornare autonomamente le informazioni rilevanti. Tali
competenze possono essere perseguite nella pratica e anche grazie alla rappresentazione simulata di situazioni-
problema.
Più in generale, la disciplina sviluppa competenze relative all’agire in modo autonomo e responsabile inseren-
dosi in modo consapevole nella vita sociale nella prospettiva di una cittadinanza attiva, al mettere in atto com-
portamenti tesi a promuovere e diffondere la sostenibilità, l’equità, l’inclusione, al collaborare in modo attivo
e responsabile con gli altri anche nel corso delle attività didattiche.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO E CONOSCENZE

Gli obiettivi, suddivisi in dimensioni, sono rappresentati da comportamenti osservabili in termini di compe-
tenze (abilità, conoscenze, attitudini) di riferimento da applicare in relazione al contesto in cui si opera e ai
diversi livelli di funzionamento presenti nella classe.
Le conoscenze vengono qui esplicitate nella dimensione cognitiva descritta nei due bienni e nel quinto anno.

PRIMO BIENNIO

Dimensione degli stili di vita attivi e sani:


• conoscere le componenti della fitness, le capacità motorie e i processi fondamentali dell’apprendimento
motorio;
• essere in grado di pianificare e realizzare, anche in autonomia e rispettando le proprie qualità individuali,
esercitazioni e attività finalizzate all'allenamento di diverse abilità motorie e componenti della fitness;
• saper programmare e praticare un semplice piano per rendere più attivo il proprio stile di vita.
Dimensione motoria:
• migliorare la padronanza del proprio corpo, in relazione alle personali caratteristiche, praticando diverse
attività in contesti differenziati;
• acquisire ulteriori abilità, tecniche, tattiche e strategie motorie;
• conoscere e saper realizzare gestualità e tecniche delle modalità espressive e comunicative.
Dimensione cognitiva:
• comprendere, condividere e applicare regole, tecniche e tattiche in diversi contesti;
• risolvere problemi in situazione, ricercare e applicare nuove tattiche e strategie nelle interazioni di gioco
e sportive;
• saper rispettare le indicazioni relative alla sicurezza, alla prevenzione, all’alimentazione e al benessere
nelle attività svolte nei vari contesti.
Dimensione sociale:
• collaborare con i compagni, indipendentemente dai loro livelli di competenza, valorizzando le diversità e
promuovendo l'inclusione;
• adottare un atteggiamento di fair play e un comportamento etico in tutte le attività proposte.
Dimensione emotivo-relazionale:
• modulare le proprie emozioni e rispondere in modo appropriato nelle situazioni di gioco e sportive;
• saper affrontare positivamente le eventuali difficoltà riconoscendo gli errori negli apprendimenti.

SECONDO BIENNIO

Dimensione degli stili di vita attivi e sani:


• utilizzare consapevolmente strumenti e tecnologie digitali che si avvalgono anche dell’intelligenza artifi-
ciale, per valutare le proprie abilità motorie e le componenti della fitness, sapendone leggere e interpretare
i risultati;
• pianificare e realizzare programmi di attività adeguati al mantenimento o al miglioramento di specifiche
abilità motorie e componenti della fitness, nel rispetto delle proprie caratteristiche e preferenze.
Dimensione motoria:

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• accrescere la padronanza del proprio corpo per muoversi con efficacia ed efficienza, in relazione alle
personali caratteristiche, in contesti differenziati di esercizio, sport e nelle attività extrascolastiche;
• applicare le tecniche espressive e comunicative a semplici rappresentazioni e sequenze.
Dimensione cognitiva:
• comprendere le caratteristiche di contesti motori o sportivi anche inediti applicandone regole, tecniche,
tattiche e strategie adeguate;
• ideare strategie di soluzione a situazioni motorie complesse, in coerenza con l'ambiente di apprendimento;
• riconoscere differenti abilità motorie e componenti della fitness;
• saper applicare le indicazioni relative alla sicurezza e alla prevenzione primaria, al primo soccorso, all’ali-
mentazione e al benessere nelle varie attività svolte.
Dimensione sociale:
• collaborare con i compagni nell’organizzazione delle attività didattiche;
• essere proattivi nei confronti dei comportamenti etici e del fair play in tutte le attività proposte.
Dimensione emotivo-relazionale:
• modulare le proprie emozioni e rispondere in modo appropriato nelle situazioni stressanti;
• saper affrontare positivamente le difficoltà riconoscendo gli errori negli apprendimenti impegnandosi in
attività che portino a migliorare i propri limiti;
• ricercare soluzioni per affrontare le difficoltà negli apprendimenti.

QUINTO ANNO

Dimensione degli stili di vita attivi e sani:


• saper valutare, anche attraverso strumenti e tecnologie digitali che si avvalgono dell’intelligenza artifi-
ciale, i livelli di attività fisica adeguati, in termini di qualità e quantità, al fine di orientare le proprie scelte
per raggiungere almeno i livelli minimi indicati dalle linee guida internazionali e nazionali;
• saper programmare e attuare un piano di lunga durata per rendere più attivo il proprio stile di vita.
Dimensione motoria:
• conseguire, secondo le proprie caratteristiche, una matura padronanza del proprio corpo in movimento
nei diversi contesti ambientali (sportivi, motori, in ambienti naturali e urbani) e nelle differenti forme di
attività fisica (esercizio, sport, gioco, espressività corporea, pratica di specifiche discipline);
• saper applicare metodi di allenamento delle componenti della fitness in relazione alle personali caratteri-
stiche;
• saper gestire e applicare le tecniche espressive e comunicative per fini rappresentativi in diverse attività
espressive e arti performative.
Dimensione cognitiva:
• ideare ed elaborare situazioni motorie o sportive definendone regole, tattiche e strategie
• progettare situazioni problematiche e strategie di soluzione, ricercando le motivazioni dell’errore, in re-
lazione all’ambiente di apprendimento;
• analizzare le esperienze di attività motoria sapendo formulare interpretazioni delle caratteristiche, delle
differenze, delle similitudini, delle regole organizzative e degli effetti o funzioni che possono assumere;
• saper adottare i criteri relativi alla prevenzione primaria, alla sicurezza, al primo soccorso, all’alimenta-
zione e al benessere nei vari ambienti delle attività scolastiche ed extrascolastiche.
Dimensione sociale:
• collaborare con i compagni nell’organizzazione e gestione di attività motorie, espressive e sportive;
• rielaborare, rendere trasferibili e applicare le regole del fair play e del comportamento etico in una varietà
di attività e ambienti.
Dimensione emotivo-relazionale:
• gestire le proprie emozioni e rispondere in modo appropriato nelle situazioni agonistiche e conflittuali;
• ricercare soluzioni e strutturare strategie per affrontare le difficoltà negli apprendimenti.
Per tutto il secondo ciclo, gli strumenti più adeguati alla valutazione e autovalutazione del conseguimento delle
competenze sono rappresentati dall’osservazione finalizzata anche attraverso l’uso di griglie, rubriche valuta-
tive, integrate da test, questionari, check list, diari, ricerche anche interdisciplinari tenendo in considerazione
il processo di miglioramento realizzato dalla singola studentessa o studente e il contributo degli strumenti
metacognitivi che possono favorirne il conseguimento e il continuo miglioramento.

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