Determinant e
Determinant e
Determinante
15.1 Determinante
Il determinante è definito solo per le matrici quadrate, quindi in questa lezione ci occu-
peremo solo di matrici quadrate.
15.1.1 Permutazioni
Prima di occuparci del determinante abbiamo bisogno di introdurre due nozioni.
Definizione 15.1. Sia n > 1 un numero intero fissato. Una permutazione (di n elementi)
è una funzione bigettiva dall’insieme dei primi n numeri interi positivi in sé,
ed è indicata con
17→σ(1)
27→σ(2)
.. .
.
n7→σ(n)
h i h i h i
17→1
17→1 17→2
Caso n = 3. Alcuni esempi sono id = , 27→3 , 27→3 .
27→2
37→3
37→2 37→1
17→1 17→1 17→2
Caso n = 4. Alcuni esempi sono id = 37→3 , 37→2 , 37→4 .
27 → 2 27 → 3 27 →1
47→4 47→4 47→3
15.1.2 Determinante
Cominciamo cercando di capire quando una matrice A = a11 di dimensione 1 × 1 è
a11 · x11 = 1
,
x11 · a11 = 1
nell’incognita x11 , che riscritto diventa
a11 x11 = 1
, (15.2)
x11 a11 = 1
Il sistema è equivalente all’equazione a11 x11 = 1, che ha soluzione, x11 = 1
a11
, se e solo se
a11 6= 0.
La quantità a11 sarà chiamata “determinante” della matrice A di dimensione 1×1 e indicata
con det1 (A). Questa situazione molto semplice, in cui la definizione di determinante
sembra inutile perché la matrice a11 è invertibile se e solo se a11 è invertibile come
elemento di K, accade solo per le matrici di ordine 1: per le matrici di ordine maggiore
la situazione è più complicata.
a11 a12
Cerchiamo di capire quando una matrice A = di dimensione 2 × 2 è
a21 a22
invertibile. Come suggerito nell’Osservazione 14.6, risolviamo il sistema
A · X = I2
,
X · A = I2
x11 x12
dove l’incognita è la matrice X = , ossia
x21 x22
a11 a12 x11 x12 1 0
· =
a21 a22 x21 x22 0 1 ,
x11 x12 a a 1 0
· 11 12 =
x21 x22 a21 a22 0 1
Notiamo che nella prima e nella terza equazione compaiono solo le incognite x11 e x21 ,
e quindi per ora consideriamo solo il sottosistema formato da queste due equazioni:
a11 x11 + a12 x21 = 1
. (15.4)
a21 x11 + a22 x21 = 0
Sottraiamo la seconda equazione moltiplicata per a12 dalla prima equazione moltiplicata
per a22 , ossia
a22 (a11 x11 + a12 x21 ) − a12 (a21 x11 + a22 x21 ) = a22 .
Poi, sottraiamo la prima equazione moltiplicata per a21 dalla seconda equazione moltipli-
cata per a11 , ossia
a11 (a21 x11 + a22 x21 ) − a21 (a11 x11 + a12 x21 ) = −a21 .
Otteniamo il sistema
a22 (a11 x11 + a12 x21 ) − a12 (a21 x11 + a22 x21 ) = a22
,
a11 (a21 x11 + a22 x21 ) − a21 (a11 x11 + a12 x21 ) = −a21
ossia
(a11 a22 − a12 a21 ) x11 = a22
. (15.5)
(a11 a22 − a12 a21 ) x21 = −a21
Può succedere che i due sistemi, (15.4) e (15.5), non siano equivalenti, ma sappiamo che
le soluzioni del primo sistema sono soluzioni anche del secondo.
Adesso, torniamo al sistema (15.3) e consideriamo la seconda e la quarta equazione
a11 x12 + a12 x22 = 0
, (15.6)
a21 x12 + a22 x22 = 1
in cui compaiono solo le incognite x12 e x22 . Analogamente a quanto fatto sopra otteniamo
il sistema
(a11 a22 − a12 a21 ) x12 = −a12
. (15.7)
(a11 a22 − a12 a21 ) x22 = a11
le cui soluzioni contengono le soluzioni del sistema (15.6).
Mettendo insieme i due sistemi (15.5) e (15.7) otteniamo il sistema
(a11 a22 − a12 a21 ) x11 = a22
(a11 a22 − a12 a21 ) x21 = −a21
, (15.8)
(a11 a22 − a12 a21 ) x12 = −a12
(a11 a22 − a12 a21 ) x22 = a11
che ha un insieme di soluzioni più grande o uguale a quello del sistema (15.3). Notiamo
anche che, oltre a tutte le soluzioni aggiunte con le operazioni, nel sistema (15.3) ci sono
anche quattro equazioni che non abbiamo considerato, e questo può essere un motivo in
più perché le soluzioni del sistema (15.8) possono non essere soluzioni del sistema (15.3).
Tuttavia, continuiamo.
Vorremmo dividere tutte le equazioni del sistema (15.8) per a11 a22 − a12 a21 .
• Se a11 a22 −a12 a21 = 0, allora il sistema ha soluzione solo se a11 = a22 = a12 = a21 = 0,
ma la matrice nulla non può essere invertibile perché 02,2 · X = 02,2 6= I2 per ogni
matrice X ∈ K2,2 .
• Se invece a11 a22 − a12 a21 6= 0, otteniamo la soluzione
a22
x11 =
a11 a22 − a12 a21
−a21
x21 =
a11 a22 − a12 a21 ,
−a12
x12 =
a11 a22 − a12 a21
x22 =
a11
a11 a22 − a12 a21
ossia la matrice
1 a22 −a12
X= · .
a11 a22 − a12 a21 −a21 a11
Non siamo sicuri che questa sia una soluzione del sistema (15.3), quindi calcoliamo
esplicitamente A · X e X · A:
a11 a12 1 a22 −a12
A·X = · · =
a21 a22 a11 a22 − a12 a21 −a21 a11
1 a11 a12 a22 −a12
= · · =
a11 a22 − a12 a21 a21 a22 −a21 a11
1 a11 a22 − a12 a21 0
= · =
a11 a22 − a12 a21 0 a11 a22 − a12 a21
1 0
= ,
0 1
1 a22 −a12 a11 a12
X ·A= · · =
a11 a22 − a12 a21 −a21 a11 a21 a22
1 a22 −a12 a11 a12
= · · =
a11 a22 − a12 a21 −a21 a11 a21 a22
1 a11 a22 − a12 a21 0
= · =
a11 a22 − a12 a21 0 a11 a22 − a12 a21
1 0
= .
0 1
a11 a12
Abbiamo visto, con molti conti, che la matrice A = è invertibile se e solo
a21 a22
se
a11 a12 a13
Passiamo al caso 3 × 3. Ripetendo i conti per una matrice 3 × 3 A = a21 a22 a23 ,
a31 a32 a33
otteniamo che A è invertibile se e solo se
a11 a22 a33 − a11 a23 a32 + a12 a23 a31 − a12 a21 a33 + a13 a21 a32 − a13 a22 a31 6= 0.
nel caso 1 × 1,
a11 a12 a11 a12
a21 a22 a21 a22
↓ ↓
det2 (A) = + a11 a22 − a12 a21 (15.10)
nel caso 2 × 2 e
a a12 a13 a a12 a13 a a12 a13
11 11 11
a21 a22 a23 a21 a22 a23 a21 a22 a23
a31 a32 a33 a31 a32 a33 a31 a32 a33
↓ ↓ ↓
det3 (A) = + a11 a22 a33 − a11 a23 a32 + a12 a23 a31 +
(15.11)
− a12 a21 a33 + a13 a21 a32 − a13 a22 a31
↑ ↑ ↑
a a12 a13 a a12 a13 a a12 a13
11 11 11
a21 a22 a23 a21 a22 a23 a21 a22 a23
a31 a32 a33 a31 a32 a33 a31 a32 a33
nel caso 3×3. Ossia, in ogni addendo compare un elemento per ogni riga e per ogni colonna
di A.
Ad esempio, non compare il prodotto a11 a12 a31 , che graficamente è rappresentato
a11 a12 a13
da a21 a22 a23 .
a31 a32 a33
Questo ricorda molto le permutazioni. Infatti, ogni addendo corrisponde a una per-
mutazione, e viceversa. Se nell’addendo c’è l’elemento aij , stipuliamo che la permutazione
manda
h i ini j. Ad esempio, all’addendo a12 a23 a31 del caso 3×3 corrisponde la permutazione
17→2
σ = 27→3 , infatti l’elemento a12 ci dice che σ(1) = 2, l’elemento a23 ci dice che σ(2) = 3,
37→1
e l’elemento a31 ci dice che σ(3) = 1. Vale anche il viceversa: a una permutazione σ
corrisponde il prodotto a1σ(1) a2σ(2) · · · anσ(n) . Quindi per le somme abbiamo
[ 17→1 ]
↓
det1 (A) = + a11
nel caso 1 × 1,
[ 1727→ 1
→2 ] [ 1727→ 2
→1 ]
↓ ↓
det2 (A) = +a11 a22 − a12 a21
nel caso 2 × 2 e
17→1 17→1 17→2
27→2 27→3 27→3
37→3 37→2 37→1
↓ ↓ ↓
det3 (A) = +a11 a22 a33 − a11 a23 a32 + a12 a23 a31 +
− a12 a21 a33 + a13 a21 a32 − a13 a22 a31
↑ ↑ ↑
17→2 17→3 17→3
27→1 27→1 27→2
37→3 37→2 37→1
nel caso 3 × 3.
Notiamo che nelle somme compaiono tutte le permutazioni. Inoltre adesso il segno ±
davanti a ogni addendo ha un significato: è + se la segnatura della permutazione è +1, ed
è − se la segnatura della permutazione è −1. Quindi ad ogni permutazione σ corrisponde
l’addendo
X
sgn(σ)a1σ(1) a2σ(2) · · · anσ(n) (15.12)
σ∈Pn
Siamo partiti cercando di capire se una matrice è invertibile: vedremo nella Lezione 18
che una matrice è invertibile se e solo se il suo determinante è diverso da 0. Tuttavia, il
determinante è importante anche per altri motivi. Cominciamo, quindi, a studiarlo.
Notazione 15.9. Se la matrice A = (aij )i=1,...,n è scritta esplicitamente, le parentesi di
j=1,...,n
det(A) non sono scritte per evitare di scrivere due coppie di parentesi:
a11 a12 · · · a1n a11 a12 · · · a1n
a21 a22 · · · a2n a21 a22 · · · a2n
det .. .. . . .. o det n .. .. . . .. .
. . . . . . . .
an1 an2 · · · ann an1 an2 · · · ann
Osservazione 15.10. In alcuni libri di testo, il determinante della matrice A = (aij )i=1,...,n
j=1,...,n
è indicato anche con
a11 a12 · · · a1n
a21 a22 · · · a2n
.. .. .. . .
. . . ..
an1 an2 · · · ann
entrata della matrice, infatti la somma (15.12) è formata da un solo addendo, a11 .
3. Quanto detto sopra ci permette di dire che nel caso 2 × 2 e nel caso 3 × 3 la
Definizione 15.8 e le definizioni date sopra coincidono.
1. Il determinante della matrice −2 di dimensione 1 × 1 è
Esempio 15.12.
det −2 = −2.
3 −1
2. Il determinante della matrice di dimensione 2 × 2 è
4 5
3 −1
det = 3 · 5 − (−1) · 4 = 19.
4 5
−1 1 0
3. Il determinante della matrice 2 3 −1 di dimensione 3 × 3 è
0 1 2
−1 1 0
det 2 3 −1 = (−1)·3·2−(−1)·(−1)·1+1·(−1)·0−1·2·2+0·2·1−0·3·0 = −11.
0 1 2
Osservazione 15.14. Il determinante di una matrice A ∈ Rn,n che ha una riga o una co-
lonna nulla è 0. Infatti, per l’osservazione precedente, in ogni addendo della somma (15.12)
compare almeno un elemento nullo.
Osservazione 15.15. Il determinante di una matrice triangolare A ∈ Rn,n è uguale al
prodotto degli elementi sulla diagonale principale:
a11 a12 · · · a1n a11 0 · · · 0
0 a22 · · · a2n a21 a22 · · · 0
detn .. .. . . .. = detn .. .. . . .. = a11 a22 · · · ann .
. . . . . . . .
0 0 · · · ann an1 an2 · · · ann
Non daremo la dimostrazione di questo fatto, anche se non è difficile.
Osservazione 15.16. Visto che le matrici diagonali sono, in particolare, triangolari, il
determinante di una matrice diagonale Diag (d1 , d2 , . . . , dn ) ∈ Rn,n è uguale al prodotto
degli elementi sulla diagonale principale, ossia abbiamo
detn Diag (d1 , d2 , . . . , dn ) = d1 d2 · · · dn .
Osservazione 15.17. Visto che le matrici identità In e le matrici quadrate nulle 0n,n
sono diagonali, abbiamo
det (In ) = 1 e det (0n,n ) = 0.
Abbiamo visto che il determinante di una matrice 2 × 2 è semplice da calcolare. Per
quanto riguarda il caso 3 × 3, la formula per il calcolo del determinante è più difficile da
ricordare, ma c’è una regola mnemonica.
a11 a12 a13
Algoritmo 15.18 (Regola di Sarrus). Data una matrice 3 × 3 A = a21 a22 a23 , la
a31 a32 a33
regola di Sarrus opera come segue e dà come risultato il determinante di A. Si scrive la
tabella di numeri con 3 righe e 5 colonne che coincide con A per le prime 3 colonne, e che
ha la quarta colonna uguale alla prima e la quinta colonna uguale alla seconda:
a11 a12 a13 a11 a12
a21 a22 a23 a21 a22 .
a31 a32 a33 a31 a32
Si calcola la somma dei prodotti degli elementi sulle tre diagonali che scendono spostandosi
verso destra,
a11 a12 a13 a11 a12 a11 a12 a13 a11 a12 a11 a12 a13 a11 a12
a21 a22 a23 a21 a22 a21 a22 a23 a21 a22 a21 a22 a23 a21 a22 ,
a31 a32 a33 a31 a32 a31 a32 a33 a31 a32 a31 a32 a33 a31 a32
e degli opposti dei prodotti degli elementi sulle tre diagonali che salgono spostandosi verso
destra,
a11 a12 a13 a11 a12 a11 a12 a13 a11 a12 a11 a12 a13 a11 a12
a21 a22 a23 a21 a22 a21 a22 a23 a21 a22 a21 a22 a23 a21 a22 .
a31 a32 a33 a31 a32 a31 a32 a33 a31 a32 a31 a32 a33 a31 a32
Il risultato è il determinante di A:
a11 a22 a33 + a12 a23 a31 + a13 a21 a32 − a13 a22 a31 − a11 a23 a32 − a12 a21 a33 .
Osservazione 15.19. La regola di Sarrus funziona solo nel caso 3 × 3. La sua ovvia
generalizzazione al caso n × n non darebbe come risultato il determinante della matrice.
b2 X2
A1 a2
E
X1
b1 b1
a1 a2
O C D a
L’area A del parallelogramma è data dall’area del rettangolo grande (ODBG) meno le
aree dei quattro triangoli (OA1 C, OA2 F , A1 EB e A2 HB) e dei due rettangoli piccoli
(A1 CDE e A2 HGF ):
a1 b1 a2 b2 a2 b2 a1 b1
A = (a1 + a2 ) · (b1 + b2 ) − − − − − a2 b 1 − a2 b 1 =
2 2 2 2
= a1 b 2 − a2 b 1 ,
a1 a2
che è proprio il determinante della matrice .
b1 b2
Il caso considerato sopra non è il caso generale per due ragioni. Da un lato, abbiamo
supposto che entrambi i vettori colonna hanno coordinate positive, ma lo stesso risultato
vale anche se alcune coordinate sono negative (ci sarebbero più casi da analizzare, ma
l’idea è la stessa). Dall’altro, abbiamo supposto che seguendo il più piccolo dei due angoli
formati dai due vettori in senso antiorario partiamo dal primo vettore e arriviamo al
secondo. Supponiamo invece di avere la configurazione opposta, mostrata nella figura.
b
a1 E a2 B
D
b2 b2
a1
C A1
b1
b1 X1
A2 a1
H
X2
b2 b2
a2 a1
O F G a
L’area A del parallelogramma è data dall’area del rettangolo grande (ODBG) meno le
aree dei quattro triangoli (OA1 C, OA2 F , A1 EB e A2 HB) e dei due rettangoli piccoli
(A1 CDE e A2 HGF ):
a1 b1 a2 b2 a2 b2 a1 b1
A = (a1 + a2 ) · (b1 + b2 ) − − − − − a1 b 2 − a1 b 2 =
2 2 2 2
= a2 b 1 − a1 b 2 ,
a1 a2
che è l’opposto del determinante della matrice .
b1 b2
Quindi l’area A del parallelogramma costruito sui due vettori, X1 e X2 , nel piano è il
modulo del determinante della matrice le cui colonne sono i due vettori:
a1 a2
A = det .
b1 b2
X2
X3
X1
Il volume V del parallelepipedo è, eccetto al più per il segno, il determinante della matrice
le cui colonne sono i tre vettori:
a1 a2 a3
V = ± det b1 b2 b3 .
c1 c2 c3
Il segno dipende dalla seguente regola, detta regola della mano destra: se è possibile
mettere il dito indice, ilditomedio,
e ilpollice
della mano destra nella direzione dei
a1 a2 a3
vettori, rispettivamente, b1 , b2 e b3 il segno è +, altrimenti è −.
c1 c2 c3
a1 a2 a3
Quindi il volume V del parallelepipedo costruito sui tre vettori, b1 , b2 e b3 ,
c1 c2 c3
nello spazio è il modulo del determinante della matrice le cui colonne sono i tre vettori:
a1 a2 a3
V = det b1 b2 b3 .
c1 c2 c3
1−i i 0 1−i i
2i 1 + i −i 2i 1 + i
0 1 −2 0 1
Consideriamo la somma dei prodotti degli elementi sulle tre diagonali che scendono
spostandosi verso destra,
e degli opposti dei prodotti degli elementi sulle tre diagonali che salgono spostandosi verso
destra,
1 −1 −1 2 0
0 0 2 0 0
Esercizio 15.2. Calcola il determinante della matrice .
0 1 −1 3 2
0 0 0 −1 0
0 3 1 0 1
Soluzione. In ogni addendo della somma (15.12) compare esattamente un elemento per
ogni riga e per ogni colonna. Per la prima colonna soltanto l’entrata (1, 1) dà un contributo
alla somma, perché le altre sono 0. Per la stessa ragione, per la seconda riga soltanto
l’entrata (2, 3) dà un contributo alla somma, e per la quarta riga soltanto l’entrata (4, 4)
dà un contributo alla somma. Quindi abbiamo che le permutazioni σ che danno un
contributo alla somma sono tali che σ(1) = 1, σ(2) = 3 e σ(4) = 4. Solo σ(3) e σ(5)
possono variare. Tuttavia, essi non possono essere né 1, né 3, né 4, quindi possono essere
solo 2 o 5. Ci sono due possibili casi.
• Se σ(3) = 2 e σ(5) = 5, abbiamo che il prodotto 1 · 2 · 1 · (−1) · 1 = −2 e la segnatura
sgn(σ) = −1,
• Se σ(3) = 5 e σ(5) = 2, abbiamo che il prodotto 1·2·2·(−1)·3 = −12 e la segnatura
sgn(σ) = 1.
Il determinante è quindi −(−2) + (−12) = −10.
4
Esercizio 15.3. Calcola l’area A del triangolo costruito sui due vettori X1 = e
1
−3
X2 = nel piano V 2G , mostrato nella figura.
2
X2 1
X1
−3 −2 −1 O 1 2 3 4
Soluzione. L’area del triangolo è la metà dell’area del parallelogramma costruito sui due
vettori X1 e X2 , mostrato nella figura.
X2 1
X1
−3 −2 −1 O 1 2 3 4
L’area del parallelogramma è il modulo del determinante della matrice le cui colonne sono
i due vettori, quindi abbiamo
1 4 −3 1 1 11
A = det = |4 · 2 − (−3) · 1| = |11| = .
2 1 2 2 2 2
k −1
Esercizio 15.4. Considera la matrice reale Ak = che dipende da un parametro
1 k
k. Calcola det (Ak ). Trova i valori del parametro tali che det (Ak ) = 0.
Ripeti l’esercizio considerando Ak come una matrice complessa.
k −1
Soluzione. Abbiamo det = k · k − (−1) · 1 = k 2 + 1, sia nel caso reale che nel
1 k
caso complesso.
Il determinante è zero quando k 2 + 1 = 0:
• se consideriamo la matrice appartenente a R2,2 , allora abbiamo k ∈ R, l’equazione
non ha soluzione e quindi non ci sono valori di k tali che det (Ak ) = 0;
• se consideriamo la matrice appartenente a C2,2 , allora abbiamo k ∈ C, le soluzioni
dell’equazione sono k = ±i e quindi i valori di k tali che det (Ak ) = 0 sono k = ±i.
0 2 0 −1
2 0 0
Esercizio 15.7. Calcola il determinante della matrice 0 3 0 .
0 0 −1
Esercizio 15.8. Calcola
il determinante
delle seguenti matrici, con la definizione.
1 −2 5
3 −2
1. . 2. 3 −3 2 .
4 5
2 0 −1
1 1 −1
Esercizio 15.9. Calcola il determinante della matrice 0 2 −3, con la regola di
3 −2 1
Sarrus.
1 −2 k
Esercizio 15.10. Calcola det 2 1 −1 e trova i valori del parametro tali che il
0 2k + 1 −5
determinante è zero.
(b) [ 17→3 ].
17→1
(c) 2737→ →2 .
4
47→3
17→1
(d) 37→2 .
27 → 5
47→3
1 4
Domanda 15.4. Quanto vale l’area del parallelogramma che ha i vettori e
1 2
come una coppia di lati adiacenti?
(a) −2.
(b) −1.
(c) 1.
(d) 2.