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Nietzsche

Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, è noto per opere come 'Così parlò Zarathustra' e 'Genealogia della morale', in cui critica la morale tradizionale e analizza la nascita della tragedia greca attraverso gli spiriti apollineo e dionisiaco. La sua vita è segnata da problemi di salute e una crescente follia, che culminano nella sua morte nel 1900, dopo la quale il suo pensiero viene diffuso dalla sorella. Nietzsche considera figure come Socrate, Platone e Gesù come antieroi morali, sostenendo che i valori che rappresentano portano a una decadenza della vitalità umana.

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Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, è noto per opere come 'Così parlò Zarathustra' e 'Genealogia della morale', in cui critica la morale tradizionale e analizza la nascita della tragedia greca attraverso gli spiriti apollineo e dionisiaco. La sua vita è segnata da problemi di salute e una crescente follia, che culminano nella sua morte nel 1900, dopo la quale il suo pensiero viene diffuso dalla sorella. Nietzsche considera figure come Socrate, Platone e Gesù come antieroi morali, sostenendo che i valori che rappresentano portano a una decadenza della vitalità umana.

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Nietzsche

(1844-1900)

L’opera principale di Nietzsche è “Così parlò Zarathustra”, che contiene la maggior parte dei temi
qui sotto elencati:

1. Vita e opere

Spiegare la vita di Nietzsche è molto importante per capire appieno la gura di questo
personaggio loso co, che lo vede sia nel genio che nella follia (è di un genio folle ma
regolato).
Nietzsche è un losofo tedesco che è nato in un piccolo villaggio della Germania centrale
chiamato Röcken, ed è morto nella città di Weimar, nota per la Repubblica che ha
preceduto il nazismo.
Le fasi più importanti della sua vita sono:
- L’infanzia che è stata segnata dalla perdita prematura del padre, il quale era un pastore
protestante.
inizialmente Nietzsche si scrive alla facoltà di teologia, ma poi decise di passare a
loso a, in quanto maturò una profonda concezione anti cristiana.
- Nel 1869, quando ha 25 anni, diventa professore universitario di loso a e viene
chiamato a insegnare in una cittadina non tedesca, Precisamente in Svizzera a Basilea,
qui vi insegnò sia loso a, che lologia (Nietzsche è diventato un grande conoscitore
delle lingue morte come il greco e il latino e le varie letterature annesse)
- Dal 1876 cominciarono i problemi di salute che lo accompagneranno per tutta la sua
vita, inizialmente sono apparentemente banali con comparsa di emicrania e dolori vari; e
per tale condizione chiese la sospensione delle lezioni universitarie.
- Nel 1879 si licenzia e vive in una pensione sociale, questo è il periodo che inoltre
coincide con la ne della carriera da professore universitario, che è durata meno di 10
anni, in quanto a 35 anni smette la professione.
- Nel 1880-1881 inizia a viaggiare per tutta Europa va sia da amici che da loso europei,
le principali destinazioni furono la Svizzera, la Francia meridionale e l’Italia.
L’Italia sarà una meta molto ambita da Nietzsche, qui vi fece numerosi viaggi nelle la più
importanti città come Torino e Roma, ma visitò anche alcuni dei luoghi più suggestivi
della penisola come la Liguria.
In Liguria Nietzsche non visitò soltanto le città più importanti di questo piccolo lembo di
terra a acciata sul Mar Tirreno, ma ammirò con entusiasmo anche tutta la sua costa e
soprattutto la parte delle cinque terre, che andranno a generare in lui ispirazione per
alcuni lavori.
Torino diventerà una seconda città, e a Roma vi farà diversi viaggi mentre la Liguria sarà
considerata il suo rifugio per la scrittura.
- Anni 80 del 1800: in questi viaggi compone le sue opere principali.
- intorno al 1889 c’è la vicenda dei cosiddetti “biglietti della follia”. Comincia a mandare ai
suoi amici in Germania e in Svizzera dei biglietti completamenti folli, dove pensa di
essere Napoleone, inoltre scriveva al re d’Italia delle cose insensate, i suoi amici
comprendono che stava impazzendo e così un suo vecchio amico di infanzia lo fece
trasferire di forza a Basilea, in una clinica, perché si è reso conto che la sua salute
mentale ormai è andata.
il trasferimento è avvenuto nel 1890 (Nietzsche nell’ultimo decennio dell’ottocento non sa
più parlare, ha perso il senno, piange e grida in modo immotivato, parla con i cavalli ed è
considerato un vero e proprio alienato).
Dopodiché venne trasferito in Germania, precisamente presso la casa materna dove vi
rimase no al 1897 (anno in cui morì la madre e quindi ella non si poté più occupare di lui).
Negli ultimi tre anni di vita tra il 1897 e il 1900, sarà La sorella Elizabeth Nietzsche a
occuparsi del fratello, lei avrà un ruolo centrale nella di usione del pensiero del losofo.
Nietzsche muore non famoso, ma immediatamente dopo la sua morte, il pensiero del
tedesco si di use in tutta Europa.
Dopo la sua morte e grazie al lavoro della sorella che lo ha accudito per gli ultimi tre anni di
vita, lei si prestò a raccogliere gli scritti e i pensieri di Nietzsche, portando avanti una
divulgazione della loso a di questo grande losofo tedesco.
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Ripartizione delle opere di Nietzsche

Scritti giovanili Scritti della maturità Scritti postumi

• La nascita della tragedia • La gaia scienza (1882) • La volontà di potenza (1901)


(1872) • Così parlò Zarathustra”
pubblicato in due edizioni
(nel 1883 e nel 1885)
• Genealogia della morale
(1887)

2. La nascita della tragedia.

Spirito apollineo e Spirito dionisiaco,


Con l’analisi di questa coppia si entra subito nel vivo della loso a di Nietzsche, per
nascita della tragedia si intende la nascita della tragedia greca, qui si palesa n da subito
l’in uenza del Nietzsche grecista e lologo, esperto delle civiltà antiche, in particolare
dell’antica Grecia.
La tragedia era una forma di rappresentazione teatrale nella quale gli attori
rappresentavano le passioni e le grandi emozioni degli essere umani di tutti i tempi, le
cosiddette passioni universali.
Secondo Vico la tragedia greca, era caratterizzata dalla coesistenza di due spiriti, lo spirito
apollineo e lo spirito dionisiaco, la denominazione di Apollonio deriva dal Dio Apollo
mentre qulla dionisiaco deriva da Dioniso.
La di erenza tra i due spiriti sono che quello apollineo esempli ca la forma dell’equilibrio,
mentre quello dionisiaco è l’illustrazione del Dio dell’ebrezza, della passione e del vino, in
queste di erenze si evince che Apollo rappresenta la ragione e la reazione mentre Dioniso
la trasgressione e la passione.
I più grandi autori di tragedie greche furono: Estilo, Sofocle ed Euripide.
Estilo e Sofocle scrivono delle tragedie basate sullo spirito Dionisiaco, mentre Euripide
scrive tragedie basate sullo spirito apollineo. Questa di erenza deriva dal protagonista
delle tragedie che si chiama eroe tragico.
Nelle tragedie di Estilo e Sofocle, che sono le prime tragedie greche ad essere composte,
l’eroe nelle rappresentazioni teatrali, è il protagonista della tragedia.
al contrario Euripide inserisce nelle sue tragedie il personaggio di Socrate, Socrate
secondo Nietzsche è il primo eroe morale della storia, poiché questo losofo greco muore
per un principio di giustizia, in quanto quest’ultimo cerca di a ermare il principio dell’etica
su tutti gli esseri umani.
Alla ne dopo un processo ingiusto, Socrate viene condannato alla pena di morte e quindi
rinuncia alla sua vita per un principio etico e di giustizia, così facendo a erma che è lui
l’uomo più giusto fra tutti.

Qual’è il discorso di fondo per Nietzsche? è giusto il passaggio da spirito dionisiaco a


quello apollineo?
Per il losofo tedesco, lo spirito apollineo rappresenta la decadenza del genere umano,
vale a dire che quando il principio della morale prevale su quello dionisiaco, e quindi su il
sentimento del piacere, c’è qualcosa che non va.
A questo punto si può constatare che la gura di Socrate secondo la visione di Nietzsche
ha un carattere negativo.
I personaggi più negativi nella storia secondo Nietzsche sono:
- Socrate che porta all’inizio di una decadenza della formazione della morale sulla vita
stessa.
- Platone perché crea la meta sica e quindi crea un mondo delle idee, il cosidetto
iperuranio che sta da un’altra parte dalla realtà, oltre la sica ed oltre la natura, quindi
astratto e non esistente.
- Gesù
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3. La critica alla morale.

Collegato al precedente punto 2, si passa dalla nascita della tragedia a un’altra opera che
si chiama genealogia della morale che è una delle ultime opere di Nietzsche pubblicata nel
1887, mentre la nascita della tragedia è di 15 anni prima.
nella geologia della morale, meglio nel passaggio da un opera all’altra è contenuta tutta la
critica della morale di Nietzsche, ma che cos’è la morale in loso a?
La morale è l’insieme dei principi e dei valori della società, di ciò che è giusto e ciò che è
sbagliato ciò che è bene e ciò che è male; Nietzsche critica la morale tradizionale e il
signi cato attribuitogli ad essa.
La morale ha una genealogia, cioè un’origine: interrogarsi sulla genealogia della morale
signi ca chiedersi da dove essa provenga, anche dal punto di vista storico.
Da questa prospettiva, Nietzsche nega che la morale sia autonoma, cioè ri uta l’idea che
esista come disciplina indipendente. Noi siamo abituati a pensare, come sosteneva Kant,
che dentro di noi esista una legge morale interna. Nietzsche invece mette in discussione
questa concezione.
Secondo lui, la morale non nasce dall’interno dell’uomo, ma è qualcosa che viene
acquisito attraverso le regole e i valori della società in cui viviamo. In questo senso la
morale è un prodotto storico e culturale.
Alla base di essa, per Nietzsche, si trova soprattutto un sentimento fondamentale: la
paura, che contribuisce a determinare le norme e i comportamenti morali.
La paura, è intesa come la paura dei deboli nei confronti dei forti.
Da questo punto si evidenzia anche una rielaborazione storica, in quanto nelle società
antiche per Nietzsche esistevano solo due classi sociali che erano i signori e i servi.
Esisteva sia una morale dei signori e sia una morale dei servi, la morale dei signori si
basava sulla forza e qualche volta anche sulla violenza brutale, mentre quella dei servi si
fondava sull’obbedienza.
dall’analisi si stabilisce che all'interno della società vi sono due grandi classi schematiche,
dove ci sono coloro che comandano e coloro che obbediscono e ognuna di queste due
classi sociali ha una propria morale.
Il servo ha paura della violenza del signore, ha timore della violenza sica che potrebbe
incombere su di lui e questo senso di paura genera una certa ribellione passiva in se.
Il termine Ribellione viene usato perché il servo non sopporta più questa condizione di
malvagità nei suoi confronti da parte del Signore, passiva perché non ha la forza sica e
mentale per ribellarsi e da questa ribellione passiva si creano tutte le leggi morali che sono
tutte le leggi in cui noi e Nietzsche viviamo (come non rubare, non uccidere. non essere
cattivo con gli altri, essere generosi, solidali…).
Queste sono regole sociali che non insitano nel cuore umano, ma che sono dovute dalla
ribellione passive dei servi nei confronti dei signori e quindi da questo modello schematico
della società ci sono uomini nati per comandare (che sono molto pochi) e uomini nati per
obbedire (che sono molti).
Queste masse popolari si ribellano alla violenza dei signori non in modo passivo, ma
subdolo, andando a creare leggi sociali che impediscono la forza del signore e vanno a
plasmare una società debole, che non ha più una “spina dorsale”, andando così ad
indebolire la forza creativa dell’uomo.

Chi sono gli eroi morali della società occidentale?


In realtà sarebbe più corretto de nirli antieroi morali, perché incarnano valori come l’umiltà,
l’obbedienza, la rinuncia alla forza e alla potenza. Nella prospettiva di Nietzsche, questi
ideali non rappresentano la vera grandezza dell’uomo, ma sono il risultato della morale dei
deboli, che ha trasformato la debolezza in virtù e ha reso modelli morali coloro che
rinunciano alla propria forza.

- Socrate è il primo eroe tragico che muore per difendere la giustizia e quindi essa è un
principio etico/morale, Socrate era stato accusato ingiustamente, ma anche se
accusato ingiustamente si suicida dimostrando che le leggi le rispetta.

- Platone , è il creatore della meta sica e quindi è un antieroe, è il primo che ha costruito
quel mondo al di fuori della natura (che è iperuranio, il mondo delle idee) la sua colpa è
quella di aver dato ispirazioni al cristianesimo.
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- Gesù può essere considerato il più grande antieroe tra gli eroi della morale occidentale,
perché il suo comportamento si fonda sul sacri cio di sé per gli altri. Egli accetta di
so rire e di morire per amore dell’umanità, mettendo al centro valori come la carità, la
compassione e l’amore per il prossimo.
- Gesù è quindi una gura d’insieme, umana e divina, che si propone di salvare gli uomini
accettando anche il martirio. Proprio questo sacri cio volontario per il bene degli altri lo
rende, nella prospettiva della morale cristiana, il modello più alto di amore e di dedizione
verso il prossimo.

Essi sono eroi negativi. Tutti essi in particolare Gesù sono modelli della morale anti vitale,
la rinuncia alla vitalità e la cosiddetta rinuncia allo spirito dionisiaco in favore del nichilismo
di se stessi, fanno si che dimenticano la loro vita per gli altri andando quindi ad esprimere
innaturalezza .
Quindi è una storia di lunga decadenza, dove ci hanno insegnato valori falsi, ci hanno
propinato un mondo al contrario in cui bisogna essere buoni, generosi e solidali da adesso
in poi invece si deve passare ad una visione opposta a quella che c’è stata fornita no
adesso.
Il passaggio dallo spirito dionisiaco dei tempi più antichi allo spirito apollineo incarnato da
questi antieroi non rappresenta, secondo Nietzsche, un progresso. Al contrario, costituisce
una forma di decadenza, una specie di mondo al contrario.
Questi eroi morali hanno di uso valori come la solidarietà, l’umiltà e la rinuncia alla forza;
tuttavia, dal punto di vista nietzschiano, tali valori hanno nito per indebolire l’uomo,
impedendogli di esprimere pienamente la propria potenza e quindi di progredire.

4. La morte di Dio e l’avvento del superuomo

La morte di Dio viene anticipato nella “Gaia scienza” e continuata nel testo “così parlò
Zarathustra”, esse sono due opere direttamente collega fra di loro.
la morte di Dio è anticipata da Nietzsche ne “La Gaia Scienza”. Il titolo stesso, Gaia
Scienza, è una metafora: indica la poesia come la forma di conoscenza più alta, non nel
senso scienti co o matematico, ma come modo poetico di approcciarsi alla vita.
Nietzsche, infatti, fu un losofo-poeta, e si esprime spesso con un linguaggio più poetico
che logico. In questo contesto, la scienza diventa una metafora per la poesia, cioè un
mezzo per comunicare un approccio alla vita che è intenso, creativo e vitale, piuttosto che
puramente razionale.
Scritta in aforismi ovvero in brevi ferramenti, non ha una struttura logica e quindi non ha
una consequentia.
In essa è contenuto un messaggio, infatti uno di questi aforismi è intitolato “annuncio della
morte di Dio”, La storia contenuta nel frammento è espressa attraverso alcune metafore.
La morte di Dio per Nietzsche è un fatto positivo, mettendo ne a tutte le certezze
precedenti, come quelle morali, tradizionali, religiose e meta siche; si superano tutte le
credenze del passato e l’essere umano attraverso la morte di Dio si è liberato dalle catene.
Vale a dire ciò che teneva in pressione l’uomo no ai tempi contemporanei, erano i precetti
evangelici, ovvero tutto quello che lo spingeva ad una morale cristiana (esso è
rappresentato attraverso la metafora della catena).
Finalmente attraverso la morte di Dio, l'essere umano si è liberato di queste catene, così
facendo quest'ultimo è divenuto autonomo, indipendente e libero, in quanto non deve
rendere conto a nessuno.
L’uomo non può vivere per qual cosa che non ha potuto fare dall’inizio dei tempi.
Non c’è più la paura di Dio, non c’è più il sentimento della paura che ha generato a sua
volta la morale.
Nietzsche con tale aforisma sta facendo un annuncio della morte di Dio, che non è ancora
avvenuta, ma che è imminente e prossima nella società.
La morte di Dio si realizzerà solo nell’avvento del superuomo, questo superuomo ancora
non è arrivato sulla terra, il superuomo è un anticristo che avrà l’e etto di portare a una
trans valutazione di tutti i valori morali.
Trans valutazione signi ca che verranno sovvertiti tutti i valori morali e così si realizzerà un
uomo libero da tutte le catene.
L’avvento del superuomo è la conseguenza della morte di Dio.
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Il tema del superuomo è stato spesso collegato alla politicizzazione del pensiero di
Nietzsche. Per gran parte del XX secolo, Nietzsche è stato interpretato come un losofo
politico, come se dietro alle sue idee si nascondessero dottrine politiche. In realtà, le teorie
politiche attribuite al superuomo si possono distinguere in due fasi principali:

1. Primo Novecento: il fraintendimento e la “nazi cazione” del superuomo


Nietzsche non era nazista: morì trent’anni prima dell’ascesa di Hitler, quindi non
esiste alcuna coincidenza storica tra i due. L’unico legame concreto è
rappresentato dalla sorella di Nietzsche, Elizabeth, sposata con un militare di alto
grado che inizialmente sostenne Hitler.
Nel 1933, Elizabeth fondò l’Archivio Nietzsche a Weimar, una vasta biblioteca
contenente tutti i testi del fratello. Quando Hitler salì al potere, visitò l’archivio e si
fece fotografare con la sorella e il marito, creando un legame mediatico tra
Nietzsche e il nazismo. Da qui nacque l’equivoco: nella gura del superuomo alcuni
iniziarono a vedere Hitler come incarnazione di quell’ideale, anche se Nietzsche
non aveva alcuna a liazione politica con il nazismo.

2. Seconda metà del Novecento: il processo di denazi cazione


Con la denazi cazione si intende lo sforzo di liberare Nietzsche da tutti i
collegamenti con il nazismo.
Un esempio signi cativo è il losofo piemontese Gianni Vattimo, che interpretò il
superuomo in modo diverso: non come un modello politico o autoritario, ma come
un essere creativo, anarchico e indipendente, al di sopra della massa e fuori dagli
schemi sociali. In questa lettura, il superuomo è una gura di autonomia, originalità
e potenza personale, e non ha nulla a che vedere con le ideologie totalitarie.

Nietzsche: “bisogna avere un caos dentro di sé per partorire una stella danzate”, in tale
citazione è racchiuso tutto il pensiero anarchico di Nietzsche.
Quel pensiero caotico senza regole, al di fuori di qualsiasi schema logico, riesce far
esprimere questa stella danzante; bisogna avere un grande caos interiore così che questa
stella esploda dal caos dentro di noi.
Nietzsche a erma che non ci sono regole dentro di noi, infatti se uno vive una vita più
sregolata, più va ad aderire allo spirito autentico, lo spirito più vivo e vero.
Questo concetto viene espresso profondamente all’interno dello Zarathustra.

“Così parlò Zarathustra” è uno dei componimenti più famosi del poeta- losofo, il
sottotitolo del libro è “per tutti e per nessun”, fu pubblicato nella prima edizione nel 1883 e
successivamente in una seconda del 1885.
inizialmente fece stampare 50 copie, ma ne vendette soltanto sette, il libro Zarathustra ha
una stesura quasi folle, con un linguaggio poetico e al contempo profetico, qui vi usa
aforismi e versi, Nietzsche è losofo che scrive poesie visionarie, in quanto vi introduce
visioni del futuro.
Zarathustra, non è il superuomo, ma è il profeta del superuomo, che comincia la sua
predicazione a trent’anni in Asia (Come lo stesso Cristo che inizia la sua predicazione a
trent’anni), dalla città in cui incominciò la sua meditazione, la traduzione del nome di
questa città si riconduce al termine: vacca pezzata.
Zarathustra è la reincarnazione di Zoroastro, un antico losofo persiano, a cui lo stesso
Nietzsche gli attribuisce l’invenzione della morale, delle regole, dei precetti e della legge.
Al losofo tedesco non piace la gura di Zoroastro, in quanto lui a erma in una sua opera
che si deve andare al di là del bene e del male.
Nietzsche utilizza il losofo persiano come gura simbolica per incarnare la sua loso a.
Zarathustra, nella sua predicazione, critica radicalmente la morale tradizionale: sostiene
che la distinzione tra bene e male, giusto e ingiusto, è una costruzione storica e culturale,
non una verità universale.
Per Nietzsche, queste opposizioni morali sono relativizzate, e la loro “non esistenza” viene
dimostrata dalla gura del superuomo. Il superuomo trascende la morale convenzionale,
crea i propri valori e vive secondo la propria forza e creatività, mostrando che l’uomo non è
vincolato dalle categorie morali tradizionali.
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Quando arriva il superuomo, ci troveremo aldilà del bene e al di là del male, vale a dire che
l’uomo si trova in una libertà assoluta, senza le catene della religione, della società e della
morale, che aveva innescato in lui i precetti e aveva limitato la sua espressione libera.
Anche sulla la parola superuomo c’è un dibattito da studiosi, superuomo in tedesco si dice
UBERMENSCH, in realtà questo concetto è stato tradotto sia come superuomo, ma anche
come oltre l’uomo, e quindi questo dibattito di traduzione va a mettere in evidenza come
l’oltre uomo abbia degli accenti più artistici ed anarchici.

Il libro è fatto in sezione e al suo interno vi sono i racconti di Zarathustra, in cui in tali
discorsi vi va a fare delle prediche.
uno dei primi discorsi si chiama le metamorfosi dello spirito (metamorfosi deriva dal greco
Metamorph e signi ca cambiare) che riguarda le reincarnazioni del superuomo, ed esse
sono tre:
- la prima forma è quella del cammello.
- la seconda forma è quella del leone.
- la terza forma è quella del fanciullo.
1. Nella prima fase, l’uomo è come un cammello: sottomesso alle regole morali, religiose
e meta siche, caricandosi di tutti i pesi più gravosi imposti dagli dei e dalle religioni.
Il cammello è un uomo obbediente e rassegnato, felice delle sue catene perché non è
centrato su se stesso; la sua legge deriva da una gura esterna e alienata: Dio.

2. Nella seconda fase, l’uomo diventa leone: la sua vita si fonda sulla ribellione.
Con rabbia e aggressività, si libera dalle regole morali imposte, opponendosi
all’autorità di Dio o di altri.
Per il leone, la vita è una lotta totale, in cui deve a ermare sé stesso: “o io o Dio, o io o
gli altri”.
Tuttavia, il leone sa solo negare, non creare: ha la forza di distruggere, ma non la
capacità di costruire un mondo nuovo.

3. Solo nella terza metamorfosi l’uomo diventa superuomo, incarnato nel fanciullo.
Il fanciullo rappresenta la creatività, la spontaneità e la libertà autentica: ha la capacità
di inventare e costruire il proprio mondo, come un bambino che gioca e plasma la
realtà secondo la propria fantasia.
A di erenza del leone, il fanciullo non si limita a distruggere, ma crea valori nuovi,
costruendo un’esistenza veramente indipendente e autonoma.

5. Dottrina dell’eterno ritorno.

La dottrina dell’eterno ritorno sta nello Zarathustra, quindi sempre nella stessa opera che
analizza il superuomo.
È un tema che parla della concezione ciclica del tempo, vale a dire che Zarathustra tra i
suoi discorsi enuncia questa dottrina secondo cui il tempo è sempre un eterno ritorno
nelle stesse cose, l’uomo nel suo destino vive gli stessi dolori, le stesse so erenze e le
stesse gioie
Questa concezione del tempo è anticristiana, mentre Vico è cattolico, Nietzsche ne parla
come se fosse una condanna per l’essere umano, in quanto è condannato a vivere sempre
le stesse cose, a ondando così nella concezione cristiana.
la concezione del tempo nel cristianesimo è esempli cata nella linea retta dove vi è una
continuità tra la vita terrena e ultraterrena,
La concezione ciclica di Nietzsche è un recupero della concezione del tempo delle civiltà
antiche, quelle precristiana (non solo greca e romana ma anche quella dei contadini dove il
tempo era scandito dalle stagioni), bisogna quindi ritornare a questa concezione antica del
tempo, perché il tempo lineare è un’illusione e una visione anti progressista, per lui noi
stiamo in una storia di decadenza e non di evoluzione, l’essere umano è una lenta e lunga
decadenza e il progresso non esiste, il tempo è un continuo divenire ma è sempre uguale a
se stesso
Questa concezione del tempo, come ritorno sempre uguale a se stesso, rileva la sua
visione nichilista, il nichilismo che cos’è?
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Esso rappresenta l’eterno divenire del nulla, il principio del nulla che porta nella realtà a
qualcosa di senza senso.
Secondo Nietzsche, il nichilismo si divide in due grandi idee:

• Il nichilismo perfetto
È il vero superuomo, è quello che dice sì alla vita anche se ha capito che la vita non
ha nessun senso.
positivo in senso di eroico e s dante il destino, lui dice di sì alla vita anche se fosse
l’ultimo giorno di essa e quindi riesce a vivere il massimo in ogni momento, anche
se quel momento è immerso nella disperazione.
Il Nichilista di Nietzsche è colui che sale sulle montagne più alte (si stacca dalla
massa) e guarda gli abissi più profondi dell’animo umano (è l’unione che sa
guardare dentro agli uomini perché si è innalzato sulle vette più alte) e quindi il
superuomo vive le sensazioni al massimo, è un uomo super è un uomo al
contempo pienamente gon ato rispetto alla massa, che ha un altissima percezione
della realtà
È un eroe che vive unicamente per esaltare le proprie potenzialità.

• Il nichilismo imperfetto
È di colui che ha una nostalgia di senso, non crede nel senso della vita in quanto
per lui non ha senso, ma ha nostalgia di quando ancora non aveva capito e
credeva a quelle realtà come la religione e la morale. quindi imperfetto perché
ancora non hai raggiunto la pienezza totale per essere nichilista.

6. Dottrina della volontà di potenza.

La concezione di volontà di potenza di Nietzsche è profondamente diversa da quella di


Schopenhauer. Per Schopenhauer, la volontà si manifesta come una tendenza
all’annullamento, una spinta a sfuggire al dolore dell’esistenza e alla noia del vivere, un
“male del vivere”. Al contrario, per Nietzsche la volontà di potenza è una forza vitale,
energica e creativa: una forza che rompe schemi e limiti, e che si manifesta pienamente
solo nel superuomo.
Il superuomo è colui che riesce a vivere al di sopra degli altri, a ermando la propria forza e
di ondendo la propria potenza sugli altri. Per Nietzsche, un mondo dominato da
superuomini sarebbe un mondo ideale, caratterizzato da creatività, autonomia e potenza
espressa senza remore.
La pubblicazione postuma de La volontà di potenza (1901), curata dalla sorella di
Nietzsche, consiste in una raccolta di frammenti e aforismi in cui viene enfatizzato il tema
del potere e del dominio sugli altri. In questi testi, il superuomo viene descritto come colui
che esercita controllo sugli altri e ha potere su di essi.
Tuttavia, bisogna considerare che molti di questi frammenti furono scritti in un periodo in
cui Nietzsche non era più lucido, e la sorella Elizabeth li selezionò e divulgò in un modo
che enfatizzava l’aspetto più radicale e autoritario del pensiero del losofo.
Proprio a causa di questa pubblicazione, in epoca storica successiva si sviluppò un
accostamento tra la gura del superuomo e quella di Hitler, che alcuni interpretavano
come incarnazione del potere assoluto e del dominio sugli altri. Nei frammenti de La
volontà di potenza si trovano persino riferimenti alla necessità della schiavitù e al concetto
di potere e contropotere, elementi che furono strumentalizzati a ni politici.
Un’ulteriore analogia riguarda la cosiddetta “teoria dello spazio vitale” di Hitler. Secondo
Nietzsche, il superuomo deve a ermare la propria potenza sugli altri e in uenzare chi gli
sta vicino; Hitler, nel suo progetto di grande Germania, cercava di espandere i con ni e il
dominio del suo popolo. In entrambi i casi, il potere e il dominio diventano strumenti di
a ermazione e con itto. In questo senso, il concetto di superuomo può anche implicare
una guerra di potere, una lotta tra uomini per a ermare la propria forza e superiorità.
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