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Nel mezzo della vita, l'autore si ritrova in una selva oscura, simbolo di smarrimento e paura. Dopo aver abbandonato la retta via, si sente oppresso da bestie feroci che ostacolano il suo cammino. Tuttavia, la vista di un colle illuminato dal sole offre una speranza di salvezza e di risalita verso la luce.

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Nel mezzo della vita, l'autore si ritrova in una selva oscura, simbolo di smarrimento e paura. Dopo aver abbandonato la retta via, si sente oppresso da bestie feroci che ostacolano il suo cammino. Tuttavia, la vista di un colle illuminato dal sole offre una speranza di salvezza e di risalita verso la luce.

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Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era

smarrita. 1 Ahi
quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4
Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho
scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’ v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via
abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il
cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui
per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con
tanta pieta. 19 E come quei che con lena affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua
perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già
mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè
fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino,
ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle
stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era
cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi
desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi parea che contra me venisse con la test’alta e con
rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la
sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia
di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo
che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che,
venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra
vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo
e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi
rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che
vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno
a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma, dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava
quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura, 16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata
già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si
quietò un poco la paura, che nel profondo del cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi
con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago, uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si
volge indietro e guarda le onde pericolose, 25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per
riguardar la selva, che non lasciò mai (=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato
un po’ il mio corpo affaticato, ripresi a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo
era sempre il più basso. 31. Ed ecco che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto
veloce, che era coperta di pelo screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio
cammino, che mi volsi più volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva
in cielo con le stelle dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta
quelle cose belle. Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo
del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir
qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che
poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben
ridir com’i’ v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al
piè d’un colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto,
e vidi le sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura
un poco queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che
con lena affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio,
ch’ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato
un poco il corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed
ecco, quasi al cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e
non mi si partia dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34
Temp’era dal principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor
divino 37 mosse di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle
40 l’ora del tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone.
43 Questi parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne
tremesse. 46 Ed una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver
grame, 49 questa mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de
l’altezza. 52 E qual è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi
pensier piange e s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi
ripigneva là dove ‘l sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva
oscura, perché avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia,
intricata e impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto
amara, che la morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho
visto. 10. Io non so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via
del vero. 13. Ma, dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il
cuore di paura, 16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta
sorgendo), che conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel
profondo del cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come
il naufrago, uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde
pericolose, 25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò
mai (=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato,
ripresi a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31.
Ed ecco che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di
pelo screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [averNel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. 1 Ahi quanto a dir qual era è cosa
dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! 4 Tant’è amara che poco è più
morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte. 7 Io non so ben ridir com’i’
v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. 10 Ma poi ch’i’ fui al piè d’un
colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, 13 guardai in alto, e vidi le
sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. 16 Allor fu la paura un poco
queta che nel lago del cor m’era durata la notte ch’i’ passai con tanta pieta. 19 E come quei che con lena
affannata uscito fuor del pelago a la riva si volge a l’acqua perigliosa e guata, 22 così l’animo mio, ch’ancor
fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. 25 Poi ch’èi posato un poco il
corpo lasso, ripresi via per la piaggia diserta, sì che ‘l piè fermo sempre era ‘l più basso. 28 Ed ecco, quasi al
cominciar de l’erta, una lonza leggera e presta molto, che di pel macolato era coverta; 31 e non mi si partia
dinanzi al volto, anzi ‘mpediva tanto il mio cammino, ch’i’ fui per ritornar più volte vòlto. 34 Temp’era dal
principio del mattino, e ‘l sol montava ‘n sù con quelle stelle ch’eran con lui quando l’amor divino 37 mosse
di prima quelle cose belle; sì ch’a bene sperar m’era cagione di quella fiera a la gaetta pelle 40 l’ora del
tempo e la dolce stagione; ma non sì che paura non mi desse la vista che m’apparve d’un leone. 43 Questi
parea che contra me venisse con la test’alta e con rabbiosa fame, sì che parea che l’aere ne tremesse. 46 Ed
una lupa, che di tutte brame sembiava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame, 49 questa
mi porse tanto di gravezza con la paura ch’uscia di sua vista, ch’io perdei la speranza de l’altezza. 52 E qual
è quei che volontieri acquista, e giugne ‘l tempo che perder lo face, che ‘n tutt’i suoi pensier piange e
s’attrista; 55 tal mi fece la bestia sanza pace, che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco mi ripigneva là dove ‘l
sol tace. 58 1. Nel mezzo del cammin di nostra vita (=a 35 anni) mi ritrovai per una selva oscura, perché
avevo smarrito la retta via. 4. Ahi, quanto è arduo e doloroso raccontare com’era selvaggia, intricata e
impraticabile questa selva, il cui solo pensiero mi rinnova la paura! 7. Essa (=selva) è tanto amara, che la
morte lo è poco di più. Ma, per parlare del bene che vi trovai, dirò delle altre cose che vi ho visto. 10. Io non
so ben dire come vi entrai, tanto ero pieno di sonno a quel punto in cui abbandonai la via del vero. 13. Ma,
dopo che fui giunto al piè di un colle, dove terminava quella valle che mi aveva riempito il cuore di paura,
16. guardai in alto e vidi la cima [del colle] illuminata già dai raggi del pianeta (=il sole sta sorgendo), che
conduce il viandante dritto per ogni strada. 19. Allora si quietò un poco la paura, che nel profondo del
cuore mi aveva a lungo agitato in quella notte che io trascorsi con tanta angoscia. 22. E, come il naufrago,
uscito fuori del mare e giunto alla riva, con respiro affannoso si volge indietro e guarda le onde pericolose,
25. così il mio animo, che ancora fuggiva, si volse indietro per riguardar la selva, che non lasciò mai
(=accompagnò sempre ogni) persona viva. 28. Dopo che ebbi riposato un po’ il mio corpo affaticato, ripresi
a camminare lungo il pendìo deserto [del colle], così che il piede fermo era sempre il più basso. 31. Ed ecco
che, quasi agli inizi della salita, mi apparve una lonza leggera e molto veloce, che era coperta di pelo
screziato. 34. Essa non si allontanava da me, anzi impediva a tal punto il mio cammino, che mi volsi più
volte per tornare indietro. 37. Era il primo mattino ed il sole [primaverile] saliva in cielo con le stelle
dell’Ariete, che erano con lui quando l’amore di Dio 40. fece muovere per la prima volta quelle cose belle.
Così l’ora del giorno e la dolce stagione mi facevano ben sperare 43. di [aver

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