ENERGIA NUCLEARE
NUCLEARE
L'energia nucleare è la fonte di energia che è riuscita a conquistare in soli cinquant'anni una quota
superiore al 6% tra le fonti di energia primaria e a coprire oltre il 15% dei consumi mondiali di elettricità.
La produzione del combustibile nucleare è un processo lungo, complesso, inquinante ed energeticamente
dispendioso. Le principali miniere di uranio al mondo si trovano in luoghi remoti e l'estrazione del minerale
richiede molto lavoro. Da vent'anni, il numero delle centrali nucleari nel mondo è sostanzialmente stabile e
il numero è di circa 440 unità. L'energia nucleare può essere prodotta sia attraverso la fissione nucleare
(separazione dei nuclei di materiali radioattivi pesanti) sia attraverso la fusione. Delle due reazioni, la
fissione è l'unica realizzabile e controllabile dall’uomo.
L’ATOMO
L’energia nucleare è la forma di energia posseduta dagli atomi. L'atomo è la parte più piccola di ogni
elemento presente in natura che ne conserva le proprietà chimiche e che fu per lungo tempo ritenuto
indivisibile. In realtà, esso è costituito da un nucleo (costituito da protoni che hanno carica elettrica positiva
e neutroni con carica elettrica neutra) circondato da elettroni (con carica elettrica negativa) in grado di
promuovere reazioni chimiche che possono produrre energia. Colui che capì che fosse possibile creare
radioattività artificiale fu Enrico Fermi insieme a un gruppo di scienziati: “i ragazzi di via Panisperna”.
LA FISSIONE NUCLEARE
Per fissione nucleare s'intende la rottura del nucleo in due o più frammenti più piccoli mediante l'azione di
neutroni su nuclei molto pesanti detti fissionabili, quali l’uranio, torio, plutonio e il polonio. I principali
effetti di questo fenomeno sono la liberazione di una grande quantità di energia (termica e luminosa) e
l'emissione contemporanea di 2-3 neutroni che possono fungere da veicolo di reazione, provocando nuove
fissioni e innescando così una reazione a catena.
URANIO
L'uranio, in condizioni standard, è un metallo radioattivo, duro, dal colore bianco-argenteo,
malleabile e duttile. In natura è piuttosto diffuso ma è difficile trovarlo in concentrazioni elevate.
L’uranio è costituito da diversi isotopi (atomi dello stesso elemento chimico, con lo stesso numero
atomico, ma con differente numero di massa).
Usi dell’uranio
Oggi l'uranio viene principalmente utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari in cui il
materiale fissile è costituito dall'isotopo.
GRAFICI SULL’URANIO
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LE CENTRALI NUCLEARI
Una centrale nucleare consente di produrre vapore senza utilizzare combustibili fossili. Il reattore nucleare
si comporta come una qualunque caldaia e il vapore così generato può essere utilizzato per azionare una
turbina connessa a un generatore di elettricità.
In particolare, il "cuore" del reattore di una centrale nucleare a fissione si dice "nocciolo" e, di solito, ha
forma cilindrica. Il nocciolo è immerso in un fluido, per esempio acqua, ed è formato da barre di uranio,
anch'esse cilindriche. Intervallate ad esse, vi sono delle barre di controllo movimentabili meccanicamente
capaci di assorbire neutroni. I reattori sono circondati da muri ben spessi per contenere la fissione in caso di
calamità. Nei reattori di tipo più comune l'acqua contenuta nel nocciolo, riscaldata dalla fissione dell'uranio,
viene fatta circolare da una pompa fino a uno scambiatore di calore in cui si raffredda producendo del
vapore che, a sua volta, fa girare la turbina della centrale. Si usano in particolare due combustibili: l’uranio
e il plutonio . Le centrali nucleari
hanno tre problemi:
Vanno a regime cioè si guadagna dopo 50 anni che sono in funzione.
Le scorie sono altamente inquinanti.
Gli incidenti sono catastrofici ( Threemileisland, Chernobill, Fukushima).
Hanno però anche dei vantaggi:
Emissioni nulle nell’atmosfera.
Non sono legate al punto di provenienza del combustibile.
NOTIZIE SUL NUCLEARE.
La Francia sfrutta molto l’energia nucleare, mentre l’Italia, tramite un referendum, è fuori dalla questione
nucleare ; la Germania spegnerà tutti i reattori.
ARTICOLO SUL GIAPPONE.
IL CASO
Giappone, spento l'ultimo reattore
da oggi il paese senza nucleare
Per la prima volta in 42 anni il paese non avrà più energia elettrica generata
dall'atomo. Centinaia di giapponesi sono in marcia per la chiusura definitiva delle
centrali
TOKYO - Da questa sera, per la prima volta in 42 anni, il Giappone non avrà più, almeno
nell'immediato futuro, energia elettrica generata dall'atomo. La decisione segue la crisi dopo
l'incidente alla centrale di Fukushima.
Oggi centinaia di giapponesi sono in marcia per chiedere la fine definitiva dell'utilizzo del nucleare.
La folla si è radunata in un parco di Tokyo dicendosi non preoccupata per gli allarmi del governo
per possibili mancanze di energia nei prossimi mesi.
Lo stop dei reattori, obbligatorio ogni 13 mesi in Giappone per poter effettuare i controlli ordinari,
si è da oltre un anno intrecciato alla crisi di Fukushima. Dopo il devastante sisma e tsunami dell'11
marzo 2011, la peggiore emergenza dopo Cernobyl, ha rilanciato forti dubbi sulla sicurezza degli
impianti che, al contrario, era in precedenza considerata una certezza.
La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell'opinione pubblica
sulle centrali.
Il processo amministrativo di riavvio, dopo il via libera dell'authority sulla sicurezza nucleare,
prevede che ci sia il consenso espresso dagli enti locali (comuni e prefetture) che ospitano gli
impianti, Finora da questi ultimi non è maturata alcuna approvazione.