Patricia, occhi vispi e boccoli d'oro, vive nella capitale francese, dove chiunque la conosce.
Del
resto, chi non ha mai sentito parlare di PattyMatchPoint, la leggiadra ragazza che con nonchalance
sbaraglia tutti gli avversari a suon di ace e lungolinea, vincitrice di ogni sorta di torneo di tennis? In
ogni partita la tribuna è satura di persone. La sua cameretta è tappezzata da miriadi di medaglie e
trofei. Vi sono anche milioni di articoli di giornali, l'ultimo dei quali sfila così:
“Ennesima finale per Patty: vincere sarà un gioco da ragazza anche stavolta?”.
Gli occhi verdi della giovane vi si posano sopra e un sorrisetto di compiacimento le affiora sulle
labbra. Un gioco da ragazza. Pensa divertitita. Cosa ci si deve inventare per provare a cambiare i
soliti monotoni titoli. Prende l'iPhone: chissà che quel titolo non piaccia anche alle sue migliaia di
followers.
Nel periodo precedente all'incontro, Patty si è allenata solo mentalmente, preferendo il riposo
all'esercizio fisico, molto sicura di sé.
Troppo sicura di sé.
Il primo giorno d'autunno, una foglia filtra sotto la porta dello spogliatoio di Patty. Lei, noncurante,
continua ad ascoltare la musica dalle cuffiette, con la mente all'imminente sfida. La canzone
termina. Spegne l'MP3. Prende le sue racchette.
Andiamo a far vedere cos'è il vero tennis.
Appena uscita, alza come da consuetudine la mano al cielo, al fine di ricevere tutte le ovazioni del
pubblico. Nel mentre la sua sfidante entra in campo. Seria. Sguardo fisso su Patty. Volontà di
vincere. Appena si gira a guardarla, rimane un attimo spiazzata dalla sua determinazione.
A riscaldamento ultimato, le due si avvicinano alla rete, stringendosi la mano. Inizierà a battere la
sfidante, sulla quale T-Shirt vi si trova lo stemma di una rosa corallo.
Battuta.
Ace.
15-0
Battuta.
Ace.
30-0
Patty concentrati!
Battuta.
Ace.
Il pubblico ammutolito guarda sbalordito l'andazzo del primo game.
La giovane dai boccoli dorati sembra aver perso la sua aura fatata.
Battuta.
Prima ancora che la pallina tocchi il suo terreno, Patty ha già pensato al drop shot che farà. Non le è
mai venuta quella magia. Questa volta, invece, la sfera accarezza dolcemente la rete regalandole il
suo primo punto.
40-15
Quel tocco, unito al boato del pubblico, le conferisce nuova energia e sicurezza.
Questo game ormai è andato, concentriamoci sui successivi. Come se l'avesse predetto, erra il
rovescio successivo.
0-1
Cambio campo.
Patty riesce a tenere tranquillamente il turno di battuta.
Lo scontro va avanti calmo, mentra l'afa si fa sentire ora più per Patty, ora più per quella che lo
speaker chiama Bella. Dopo tre quarti d'ora il match è acnora fermo sul 5-5. Nessuna è intenzionata
a perder il game, probabilmente decisivo per sancire la vittoria o la sconfitta del set. Sono dieci
minuti che la situazione è ormai bloccata sul 40-40.
Ennesima battuta.
La racchetta di Patty è pesante. Quella della sfidante un macigno. Bella, in difficoltà, alza la palla a
campanile. Gli occhi della pluripremiata atleta si ravvivano, capendo il momento di stallo della
rivale. Si avvicina alla parabola, pronta a fare la sua volèe di rovescio. Mirando il lungolinea, non
usa neanche troppa forza. Del suo cavallo di battaglia è sicura.
Forse troppo sicura.
Bella aveva visto decine di sue partite, imparando a memoria la traiettoria che Patty dava sempre a
quel colpo. Al rimbalzo, lei si trova già a sinistra, dove effettua un lob impeccabile. Patty, presa alla
sprovvista, corre indietro, provando a uscire da questa situazione con un tweener, destinato a
stamparsi in rete. Inutile descrivere le acclamazioni del pubblico alla vista di un così strepitoso
scambio.
Come sapeva che sarebbe finita lì? Patty non dovrebbe distrarsi: Bella ha sia il vantaggio che la
battuta. Non posso perdere il game dopo tutto quello che ho fatto!
Battuta a destra.
Risposta.
Sinistra.
Risposta.
Destra.
Risposta.
Sinistra.
Risposta. Prova a darmi una palla alta e ti impallino in fronte!
Destra.
Risposta.
DESTRA. Patty, in controtempo, pianta i piedi a terra: le sue suole sulla terra battuta perà non hanno
aderenza. Slitta verso sinistra, cadendo goffamente. Lo scambio finisce.
“6-5 per Bellatrix”. La voce del microfono è assordante per Patty, anche se non può coprire gli
scrosci di applausi e di risa che il pubblico si sta facendo. Si deve rialzare, per tentare di portare il
set almeno al tie-break. La pessima figura appena fatta è ancora impressa vivida nella sua mente
quando inizia a battere: tre doppi falli consecutivi portano a 0-40.
“Dai Patty!” il pubblico la incita. Vuole che lei riporti lo scontro in parità.
Battuta.
Ace.
15-40
Applausi.
Battuta. Viene a rete.
Risposta.
Schiacciata.
30-40
Primo out.
Togli l'ultimo SetPoint e pareggiala! Chiude gli occhi: una brezza leggera, l'odore di un campo in
erba appena tagliato, un uccellino cinguetta felice, suo fratello dagli spalti la acclama. Apre gli
occhi. Batte.
Come risposta, Bella alza volontariamente la palla e un sorriso beffardo le imperla il viso. Sa che la
volèe a destra la sfidante non sa farla. Tutte le sicurezze di Patty scompaiono. Lascia rimbalzare la
palla, poi risponde dolcemente. Troppo dolcemente.
L'avversario, senza tanti fronzoli, schiaccia.
“Set per Bellatrix”
Affranta e sconsolata Patty raggiunge la panchina. Si guarda intorno. Tutti gli sguardi sono rivolti a
Bella. Si gira a mirarla: la ragazza le fa un OK con la mano, accompagnato da un'espressione di
scherno. Una collera nera le sale dallo stomaco. Quel gesto si ripete a ogni pausa.
Il set successivo è vinto da Patty 6-1.
Il terzo, quello decisivo, vola fino a quando non si è 6-6.
Tie-break.
Patty è sfiancata. Bella, furbamente, si è riposata nel secondo set.
Partirà la prima alla battuta. Il sole a favore. Passati dieci minuti, il microfono tuona: “Sei
MatchPoint per Patricia”.
È questa la frase che voglio sentire. Si ritrova a pensare, cambiando campo e abbassando forse
troppo presto la guardia.
Due ace di Bella.
2-6
Chiudiamola subito e gustiamoci la vittoria!
Slice a uscire.
Risposta tranquilla.
Colpo incerto. La palla muore in rete.
6-3
Calma!!!
Doppio fallo.
6-4
Giocala, non volerla chiudere in un attimo!
Il guardalinee chiama out. Patty usa il suo ultimo occhio di falco: il colpo finisce a un niente dalla
riga, senza però toccarla. Un'imprecazione le formicola in testa.
5-6
“Ultimo MatchPoint per Patricia”.
Passa un tempo infinito prima che la palla lasci la mano di Bella, il cui sguardo è fisso sulla
sfidante. Le fa l'occhiolino. Patty si distrae un attimo, quanto basta a farle sbagliare la risposta.
6-6
Non è possibile!
Cambio campo.
Primo out.
Seconda. Il guardalinee chiama ancora out. Il pubblico si lamenta dell'errore. Patty però ha teminato
l'Hawk-Eye nello scambio precedente.
6-7
“Matchpoint per Bellatrix”.
Patty sa che questo punto non lo sbaglierà. Sa che questa partita non la perderà. Non ha mai perso
sfide importanti. Non avrebbe certo cominciato oggi!
Battuta.
Come risposta arriva un taglio pericoloso.
Prova il drop shot. Le viene.
La ragazza è già a rete. Prima che la palla tocchi terra, uno stop volley al millimetro chiude la
partita.
Bellatrix vince.
Un rombo assurdo anima gli spettatori, ma un silenzio opprimente assale Patricia, che lascia il
campo, da perdente.
Nei giorni successivi sogna ogni errore più volte. Non si presenta a scuola. Né ad allenamento.
Dopo una settimana di rabbia e pianti di sfogo, sente il campanello impazzire. Va ad aprire la porta.
Sull'uscio vi è un ragazzo coi capelli biondi, ondulati fino alle spalle, occhi color del mare, un
sorriso che avrebbe rallegrato la giornata persino a un carcerato. Il ragazzo le mette un dito sulla
bocca, avvicina il suo dolce viso a quello di Patty e sfiora, come se potessero rompersi, le sue dolci
e sensuali labbra con un bacio eloquente. La ragazza, dapprima paurosa, si lascia cullare dal suo
abbraccio, mentre tutte le sue preoccupazioni svaniscono. Patty invita il giovane a entrare e a
rifugiarsi dalla pioggia.
“Perchè ieri mi hai dato buca? Scusa... c'ero alla partita”.
Al ricordo, dagli occhi smeraldini scende una lacrima cristallina. Il giovane gliela asciuga. “Patty,
so cosa stai passando, ma non puoi...”.
“Tu non sai un bel niente!”, grida, in un instante di ira.
Kevin, guardandola storta, inizia: “Un anno fa. Finale di campionato. Perdevamo 1-0. Entro in area
con una veronica al terzino e un tunnel al centrale. Mi falciano. Rigore. Silenzio. Il campo gela.
Unico rumore il ticchettio della pioggia. Posiziono la palla. Prendo la rincorsa. L'arbitro fischia.
Tiro. Traversa. Triplice fischio. Finita. Saltai un mese di scuola e di allenamenti: bocciato per
assenze e cacciato dalle giovanili del PSG”.
“Pensi ancora sia una buona idea isolarsi da tutto? La vita continua. Non si ferma ad aspettare chi
non ha voglia di viverla. Chi non ha voglia di affrontarla. Cadrai molte volte, ma non fa di te un
campione il numero. Fa di te un campione il modo in cui ti rimetti in piedi, l'esperienza che
accumuli, il modo in cui ne esci. Tutti sbagliano, ma pochi tornano sui propri passi, valutano gli
errori commessi, capiscono dove hanno sbagliato e riprendono la loro strada, facendo tesoro del
perchè si è caduti, sicuri che quando ricapiterà loro lo stesso problema, lo risolveranno. Per ogni
caduta si avrà prima o poi la propria vendetta”.
Solo ora Patty vede che lo sbaglio più grande è stato quello che è derivato dalla sconfitta, iniziato
col rifiuto nello stringere la mano, perseguitato fino a quella mattina.
“Penso che seguirò il tuo consiglio. Grazie mille Kevin”. Ti amo.
Il giorno seguente, tornata alla vita abituale, ovunque le persone le fanno i complimenti per il
traguardo raggiunto, esprimendo il loro dispiacere per la vetta di poco mancata.
Le sue amiche fanno battute sulla finale e sulla sfidante, sollevandole ulteriormente il morale.
Ma Patty non ha intenzione di raccontare loro del bacio. A fin dei conti, pochi possono vantare
l'essere arrivati in finale nel torneo giovanile più prestigioso, ma solo una ragazza può vantare
l'essersi fidanzata con il ragazzo più figo della scuola.
Daniele De Pietri