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Kant

Immanuel Kant, filosofo dell'illuminismo, ha sviluppato il criticismo attraverso opere fondamentali come 'Critica della ragion pura', 'Critica della ragion pratica' e 'Critica del giudizio', affrontando temi di conoscenza, morale ed estetica. La sua 'Critica della ragion pura' analizza i limiti e le possibilità della ragione, proponendo una 'rivoluzione copernicana' che inverte il rapporto tra soggetto e oggetto, stabilendo che le intuizioni sensibili sono organizzate da forme a priori come spazio e tempo. Kant distingue tra giudizi analitici, sintetici a posteriori e sintetici a priori, sostenendo che la conoscenza scientifica deve basarsi su questi ultimi, e critica le pretese della metafisica tradizionale, proponendo una nuova base per la conoscenza che si fonda su principi razionali e universali.
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Immanuel Kant, filosofo dell'illuminismo, ha sviluppato il criticismo attraverso opere fondamentali come 'Critica della ragion pura', 'Critica della ragion pratica' e 'Critica del giudizio', affrontando temi di conoscenza, morale ed estetica. La sua 'Critica della ragion pura' analizza i limiti e le possibilità della ragione, proponendo una 'rivoluzione copernicana' che inverte il rapporto tra soggetto e oggetto, stabilendo che le intuizioni sensibili sono organizzate da forme a priori come spazio e tempo. Kant distingue tra giudizi analitici, sintetici a posteriori e sintetici a priori, sostenendo che la conoscenza scientifica deve basarsi su questi ultimi, e critica le pretese della metafisica tradizionale, proponendo una nuova base per la conoscenza che si fonda su principi razionali e universali.
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IMMANUEL KANT (1724-1804)

Opere:

● 1781, critica della ragion pura


● 1788, critica della ragion pratica
● 1790, critica del giudizio
● 1795, per la pace perpetua

Ognuna delle critica ha un tema chiave: 1 teoria della conoscenza, 2 morale, 3 estetica

Kant è un importante esponente dell’illuminismo. Fondatore del criticismo, tipo di filosofia


che si propone di indagare i fondamenti di alcune esperienze dell’uomo così da capire la
possibilità è le condizioni di queste. Bisogna quindi indagare possibilità, legittimità, i limiti,
confini entro cui le esperienze devono rientrare. Criticismo ha compito di mettere sotto
esame le pretese della ragione riguardo a come può essere utilizzata, sia in ambito teorico
che pratico.

Nel primo caso, che è quello della ragion pura, si tratta di mettere in evidenza le strutture
che rendono possibile la conoscenza umana e come si può sviluppare. Si tratta anche di
distinguere un uso proprio della ragione da un uso improprio. Uso proprio = esperienza,
improprio = va al di là dell’esperienza

Nel secondo, si tratta di mostrare come la nostra volontà possa essere determinata solo da
ragione e nient’altro. Possiamo quindi costruire legge morale universale.

L'esame critico delle facoltà conoscitive umane si fa con la ragione pura, la ragione pratica si
occupa di come la volontà può essere fondata e guidata solo dalla ragione.

Critica alla ragion pura

Opera di Kant viene immaginata come se fosse un processo in tribunale. Viene istituito
dalla ragione stessa per stabilire quali siano le “giuste pretese” nel campo della conoscenza,
quindi le cose che può effettivamente pretendere di fare con esattezza e precisione, e quali
siano le pretese infondate.

In particolare all’interno di questo tribunale dobbiamo indagare i limiti e le possibilità


conoscitive della nostra ragione. Già visto con Locke e Hume, teoria della conoscenza
significa tracciare i confini entro cui la mia ragione non può andare

Secondo Kant c’è un problema rispetto alle indagini sui limiti della ragione, che sono partite
su due punti di vista sbagliati:

● dogmatismo, creare delle teorie senza però prima analizzare i limiti della ragione, fin
dove può arrivare. Il dogmatismo per Kant corrisponde a tutta la storia della
metafisica, dove conflitti non sono risolti, tutti i filosofi hanno avuto la pretesa di
costruire delle teorie che la ragione non era in grado di giustificarle perfettamente. I
dogmatici non mi dicono come faccio a verificare le loro affermazioni, non hanno
principi che permettono di stabilire quali affermazioni sono valide. Non sono in grado
di difendere le loro posizioni e renderle certe.
● Scetticismo, gli empiristi. Kant parla di un processo sommario alla metafisica che
fanno gli scettici e la condannato e decretano che non possa esistere nessuna
conoscenza valida che non sia derivata dai sensi. Hume è il vertice dello scetticismo,
anche se Kant ha una profonda stima nei suoi confronti. Riconosce nello scetticismo
alcune cose buone, fa superare il dogmatismo, ma è too much, troppo eccessivo.

Il problema più grosso tra dogmatici e scettici è che la discussione filosofica comincia ad
essere un po’ una noia, dall’altra parte farci domande metafisiche è una tendenza naturale
della nostra vita.

Conseguenza = diffusione di teorie filosofiche o atteggiamenti filosofici come il materialismo


o fanatismo. Per Kant sono sostanzialmente tutte forme di dogmatismo.

Queste cose ci indeboliscono anche mentalmente.

Perché bisogna risolvere conflitto tra dogmatici e scettici abbiamo bisogno di un trubunale
della ragione e rispondere a una domanda fondamentale: è possibile la metafisica come
scienza?

Primo passo: definire cosa sia un giudizio = proposizione che attribuisce un predicato a un
soggetto e che può essere vera o falsa.

Giudizi di tre tipi.

● analitici, nei giudizi analitici il predicato è implicito nel soggetto. Es. Il corpo è
esteso, il concetto di estensione è presente nel concetto di corpo stesso. Sono
universali e sempre a priori. Il problema è che non producono conoscenza
● Sintetici a posteriori, il predicato non è incluso nel soggetto, conosco quindi
qualcosa di nuovo grazie all’esperienza, che mi permette di aggiungere una
caratteristica ad un soggetto. Il limite dei sintetici a posteriori è che sono conoscenze
sempre particolari, contingenti.
● Sintetici a priori, hanno il predicato non incluso nel soggetto ma sono anche
universali, se vogliamo fondare validita scientifica della metafisica dobbiamo basarci
su questi. L’esperienza non c’entra, perché a priori, è razionale e universale per tutti.
Es.7+5=12. Il 12 non è contenuto del 7+5, nella mia testa sommo e imparo qualcosa
di nuovo.

Come possiamo costruire giudizi sintetici a priori?

Serve cambiare prospettiva, modo in cui si è proceduto fino a questo momento dal punto di
vista conoscitivo a maggior ragione che la metafisica è una disciplina a priori, che viene
prima della mia esperienza.

Dobbiamo capire se e come sia possibile la consocenza a priori.

Questo problema non è mai stato risolto dalle scuole filosofiche precedenti, che avevano
sempre un modo per procedere. Quando si parlava di conoscenza si parlava sempre di una
consocenza regolata sugli oggetti: centro della conoscenza è oggetto e soggetto si deve
regolare su esso. Kant propone di invertire, devono essere oggetti che si regolano sulle
nostre capacità conoscitive.

Questo viene chiamata rivoluzione copernicana.

Rivoluzione copernicana perché come copernico aveva invertito la terra e il sole, Kant
sostiene che fosse giusto invertire il rapporto tra soggetto e oggetto. deve essere l’oggetto
che si modella sul soggetto, che organizza la conoscenza utilizzando le sue conoscenze a
priori, per questo viene istituito il tribunale della ragione, bisogna capire quali sono i limiti.

L'oggetto sono le intuizioni, lo studio specifico sono le forme a priori della sensibilità. In
questo senso Kant in tutti i fenomeni distingue una forma, deriva da noi, perché per poter
avere delle esperienze queste devono essere ordinate secondo una forma determinata, e
una materia, che deriva dal mondo esterno. Visto che forma deve essere precedente
all’esperienza stessa, allora questa forma deve essere presente prima delle esperienze
quindi è a priori. Le forme a priori delle intuizioni sensibile sono due:

● Spazio,forma del senso esterno


● Tempo forma del senso interno

Entrambe sono definite intuizioni pure. Non ne facciamo però esperienza diretta, non sono
concetti empirici. Il tempo è leggermente più importante, percezione interna non è
spazializzata ma le mie percezioni esterne si. Per questo il tempo è l’intuizione pura che sta
alla base delle mie esperienze. Spazio e tempo secondo Kant stanno anche alla base delle
scienze esatte, matematiche.

L’aritmetica è basata sul tempo, la geometria è fondata sia su spazio che su tempo. La
matematica quindi può essere usata per studiare la realtà, e anche la conoscenza del
mondo dei fenomeni potrà essere altrettanto universale.

Kant dice che tutte le conoscenze partono dai sensi , procedono verso l'intelletto e poi verso
la ragione.
alla sensibilità sono collegate le intuizione= cose colte dai sensi , rappresentazioni
particolari contingenti , singolari e immediate
All’intelletto sono collegati i concetti= rappresentazioni immediate, costruite
Alla ragione sono collegate le idee= leggermente più sottili , formati a priori riferiti a qualcosa
a cui non potrò mai fare esperienza

rapporto che intercorre tra intuizioni e concetti

Concett, vocabolario di lingua che non conosciamo , tutti questi concetti forniti da
vocabolario ma non abbiamo le intuizioni sensibili a cui riferirsi

Avere tante informazioni e non saperle comunicare


La struttura della critica alla ragion pura si divide in tre parti:

● Estetica trascendentale
● Analitica trascendentale
● Dialettica trascendentale

Trascendentale perché la filosofia non si deve occupare di oggetto in quanto tali ma deve
occuparsi di quei eletti a priori, strutture del mio cervello che rendono possibile la
conoscenza degli oggetti

Trascendentale = prima dell esperienza , sinonimo di a priori

Estetica trascendentale
L’ Oggetto sono le intuizioni , studio specifico delle forme a priori e che le rendono possibile.
In tutte i fenomeni Kant distingue:
-Materia ,deriva dal mondo esterno
-Forma, deriva da noi , per poter avere esperienze , le intuizione devono essere ordinate
secondo una forma , devono seguire una loro logica

● Spazio, forma del senso esterno,

● Tempo, forma del senso interno, intuizione pure che sta alla base di tutte le nostre
esperienze , strettamente necessario

Spazio e tempo non facciamo esperienza diretta , lo spazio e il tempo sono relative

Spazio e tempo stanno alla base delle scienze esatte , scienze matematiche , aritmetica
basata sul metodo 7+5=12
Geometria fondata sullo spazio e sul tempo

Analitica trascendentale
Queste conoscenze , non sono ancora conoscenze concrete perché mancano i concetti che
permettono di rendere conoscibili , l’ esperienze non mi fornisce oggetti ma qualità di quegli
oggetti ,
Questa unificazione resa possibile da quella che lui chiama concetti puri , forme necessarie
a priori,

Categorie
-quantità =unità, totalità , particolarità
-qualità
-relazione = causa/effetto
-modalità
Risolvono il problema dell’intuizione , perché universalità di qualche osservazione , serie di
dati non data da una generalizzazione , data dalla forma stessa della nostra conoscenza ,
tendenza a priori.
Come facciamo ad applicare le categorie
Categorie sono a priori , prima delle esperienze , come le applico a oggetti della mia
esperienza che sono a posteriori.
Deduzione trascendentale = soluzione, 2 parti :

Deduzione= inteso in senso giuridico , vuol dire mostrare la legittimità , qualcosa ha un uso
legittimo. Punto fondamentale della ragione pure.
Ogni nostra rappresentazione sempre accompagnata dalla coscienza di avere quella
rappresentazione chiamata “io penso “
Categorie servono a farmi avere uno schema della cose.
Queste qualità vengono incasellate nelle categorie , messe assieme mi fanno astucci ,
caschi.
Vuol dire che ogni intuizione implica che il soggetto da qualche parte faccia un attività di
unificazione , io penso sintetizza , tutte le informazione che le sue articolazioni interne gli
forniscono , noi sommiamo una serie di intuizioni e bianco ecc , intuizione sensibile , poi ci
sono le categorie , unità perché uno , genere causa e effetto , sommate che quello che
ricavano dallo spazio e dal tempo mi fornisce informazioni su realtà
Io penso fa tutto questo , (unifica dati )
Funzione dell intelletto , facoltà intelletto , ci sta dicendo cosa non è , non é una sostanza a
parte, separata da inteletto , certo senso neanche coscienza perché viene prima della mia
conoscenza , precondizione fondata sulle mie categoria , se non ci fosse io penso non ci
sarebbe possibilità di sintetizzare informazioni , dati sensibili in un concetto singolo , anche
dal punto di vista comunicativo impossibile

Schematismo trascendentale
Come faccio applicare le categorie agli oggetti , dobbiamo usare schemi servano a fare da
mediatore , ruolo di mediazione tra le nostre intuizioni e categorie.
Uno schema alla fine é la rappresentazione grafica di un concetto

Immaginazione trascendentale = serve a creare questi schemi, facoltà intermedia


Metà strada tra sensibilità e inteletto , quella facoltà che mi fornisce gli schemi
Che servono da regola per applicare categorie

Schema , se dobbiamo parlare di sostanza , qualcosa che permane nel tempo, lo schermo
di causa effetto , é successione ,

Quali conoscenza a priori , universali abbiamo ottenuto , sono quelli che Kant chiama
pensieri puri dell intello a cui le nostre esperienze devono sottostare,
- principio generale quantità , assiomi intuizione ( macrocategoria quantità ) tutte le
intuizioni sono quantità estensive. Molto banalmente ogni oggetto che si dà nello
spazio e nel tempo deve darsi un estensione affinché io faccia possa farci
esperienza,
- Qualità intensiva , Per poter parlare di esperienza devo avere certo di grado di
intensità. Se non ho questo grado non ho nessuno conoscenza

- Analogia esperienza, é possibile mediante una rappresentazione di una connessione


necessaria delle percezioni , la nostra esperienza
Anche se cambio qualcosa la sostanza rimane,
le cose non avvengono a caso.

- comunanza , tutte le sostanza in quanto simultanee sono connesse fra di loro in


rapporto di reciprocità universale.
- Modalità , postulati pensieri empirico , che diamo per auto dimostrati , questi
postulati vanno calati nelle singole categorie , ente possibile quando é in accordo con
condizioni formali delle esperienze , può essere oggetto di sintesi delle categorie

Esistenza si connette alle condizioni materiali dell esperienza , dato fornito da sensazione.
Posso dimostrare l'esistenza di un ente e attraverso leggi natura.
Alla fine dell analitica ritorna confini della conoscenza, sottoposta alle condizione della
nostra esperiza , che la nostra ragione , tende a pensare oggetti che esistono fuori da
queste condizioni , anche indipendentemente , chiamiamo l'incondizionato, perché non sotto
sta alla mia esperienza , tendenza umana , ci possiamo fare poco.

Quello che noi conosciamo e che possiamo conoscere è sempre un fenomeno / noumeno (
cosa in sé , oggetto considerato indipendente dalla mie condizione dei sensi, qualcosa che
intelletto cinvinto di poter cogliere , ma quello che abbiamo visto una ciniscenza , senza
esperienza non è fattibile, sappiamo che esiste come limite )
Non lo possiamo ignorare , non lo possiamo conoscere , non possiamo dire niente , solo
come fatto il mondo , ci dice le caratteristiche ragion pura risponde ad una seria di domande

Dialettica trascendentale
Categorie producono concetti di totalità incondizionate di fenomeni, che sono totalità quindi
per definizione enormi e in alcuni casi infinite.
Posso fare esperienze di una penna ma non di tutte le penne del mondo.

Questi concetti di totalità assoluta chiamata idee trascendentali , e sono 3


1. Anima
2. Mondo
3. Dio

Anima= totalità fenomeni interni


Mondo = totalità fenomeni esterni
Dio = totalità assoluta

Corrispondono ai tre classici della metafisica tradizionale,


Critica la metafisica tradizionale , non per tendenza anti metafisica , ma per fondare
metafisica su basi scientifiche basi più solide .

3 idee vengono smontate


Anima - idea di anima , dice Kant , fondate sul paralogismo ( errore logico ) costruito sulla
convinzione che l’ io penso sia una sostanza, ma lui in precedenza aveva dimostrato che é
una funzione , non possiamo metterlo in corrispondenza ad un altra sostanza.
Dal punto di vista conoscitivo non possiamo fare esperienza anima in quanto totalità, poiché
ci sono tutti quei gli stati che nin si sono manifestati o stati futuri. Non potendone fare
esperienza non la posso conoscere, anima è un numero so che c’è ma io non posso andare
oltre.
Mondo - discussa da Kant mediante le antinomie , coppie di affermazioni, proposizione , tesi
e antitesi, in contraddizione fra loro , entrambe egualmente dimostrabili, non siamo in grado
di scegliere.
Prima due Antinomie matematiche
Tre e quattro anatomie dinamiche

Antinomie matematiche
1) mondo finito e infinito , tesi che il mondo è finito nello spazio e tempi antitesi mondo
infinito nello spazio e nel tempo , stiamo dicendo che il mondo è eterno
2) Particelle semplici , nel mondo ogni sostanza composta da particelle semplici antitesi
nel mondo non esiste nulla di semplice

Entrambe sono false sia nella tesi che nell’ antitesi , perché in entrambe sono fondate sulla
pretesa di conoscere il mondo nella sua totalità ma la questione é sempre quella, non siamo
in grado.
Dire che il mondo sia finito nello spazio e nel tempo , sembra che io abbiamo avuto
esperienza di questa finitezza.
Questa pretesa di conoscere il mondo è infondata , vale per tutte e due.
Soluzione che da Kant. prima non potrebbe ritenere valide entrambe

Antinomie dinamiche
3) cause libere e necessità, nel mondo nin agiscono solo case necessarie a regolare
fenomeni naturali ma esistono cause libere antitesi che tutto sia necessario non
esiste libertà tutto ciò che accade nel mondo accade secondo legge di natura
4) Ente necessario e realtà contingente , esiste ente necessario e causa di se stesso ,
antitesi no essere assoluti ma solo realtà contingenti
Come risolviamo ? Opposto per le precedenti
Entrambi sono vere su piani diversi della realtà.
-Mondo fenomenico , su cui si basa la ragion pura, sono vere le antitesi
-Mondo numerico , sono vere le tesi
Kant dice non posso dimostrare le tesi nella ragion pura ma non possono

Dio- ( non si tratta di decidere se esiste o meno , ci interessa verifica se esistenza di Dio può
essere dimostrabile)
-Prova antologica, dice che Dio esiste , sarebbe un giudizio analitico a priori , prima della
mia esperienza. Questione é che per Kant dire che Dio esiste deve essere giudizio sintetico
, perché in qualche misura riguarda la mia esperienza a posteriori che posso giustificare la
mia esperienza.
Esistenza non é un predicato contenuto in concetto ma caso che va accertato, Dio nella mia
testa potrebbe non esistere.
-prova cosmologica , la categoria di causa che possiedi al nella nostra mente si applica solo
ai fenomeni, il discorso é che posso applicarlo a fenomeni a cetene , non possiamo andare
dietro all infinito , quindi ammettiamo esistenza di
-prova fisico -teologica , prova del disegno intelligente , mondo fatto talmente bene che ci
deve essere una mente molto superiore ad averlo creato , intravista con Hume
Mondo fatto bene che deve esistere ente e perfetto che lo ha creato così. Architetto ma non
creatore , stiamo dimostrando esistenza di cretore
Uso corretto delle idee, non uso costitutivo delle idee , sbagliato , attribuire esistenza
empirica sensibile , uso corretto delle idee , uso regolativo ma accettabile

Critica alla Ragion pratica


Deve esistere una ragion pratica , modo di agire , una qualche principio morale pratico a
priori , che esiste prima del mio comportamento, prima che io faccia delle cose nel mondo.

Dobbiamo cercare questa morale, che deve essere :


- universale , basata su principi a priori, quindi sarà oggettiva
- Autonoma, fondata solo sulla ragione. Non dovrà essere fondata su circostanze
esterne. È una morale a priori le mie circostanze esterne sono a priori
- Formale non può avere un contenuto specifico perché a priori , perché non può
riferirsi a nulla , la sua universalità starà nella sua forma, nel modo in cui è scritta.

Moralità in Kant
Dobbiamo,RIcercare principi morali a priori , per definirli Kant elabora una distinzione
● principi pratici , sono regole necessarie della nostra volontà , che decide di seguire
quando deve agire nel mondo in certo modo esso si dividono in :
1. Massime, principi pratici con valore soggettivo, ma non vuol dire che sia sbagliato
2. Leggi , principi pratici oggettivi , ad ogni legge per Kant è sempre concesso in dovere
:
-Mussen , dovere naturale , ex dovete
-Solleva, tutti devo dire la verità implicato di dire una bugia a fin di bene , dovere morale a
cui uomo libero di opporsi , nel caso lo ritiene giusta

Il dovere volontà adeguata, allineata alla legge morale.


Morale di Kant definita deontologica fondata sul dovere.
Quando abbiamo una moralità perfettamente allineata la definisce buona , per Kant
possiamo usare buono solo in questo caso,
Kant restringendo la volontà buona solo a questo ambinto qui , toglie dalla moralità una serie
di cose che per la nostra esperienza quotidiana definiamo buono ex caffè offerto alle
macchinette , perché non devo guardare il contenuto ma l'azione.
Da cosa è stata determinata la volontà a fare quella cosa lì, se la riposta non é lo fatto per
compiere il mio dovere , non possiamo parlare di azione morale perché condizionato da
qualcosa di non contingente.
In azione fatta per la mia utilità , é il mio utile non é detto che sia utile anche per la persona a
cui rivolgo il mio aiuto

Noi nin abbiamo sempre allineata al dovere , se lo fosse sempre buona Kant stesso dice che
saremmo santi.
Abbiamo una serie di istinti , impulsi
Istinto più grosso è la nostra felicità, Kant dice che dignitàdel dovere non ha a che fare con il
godimento della vita . Le sofferenze che oggi mi garantiranno anche la felicità.

Impertavi
Sono leggi , hanno un valore universale ,
Imperativi ipotetici, valore condizionato da uno scopo , non necessario e che la nostra
azione è buona rispetto a quello scopo , “se voglio perdere un bel voto devo studiare” grado
di oggettività ma sono leggi che do a me stesso, non è detto che tutti trovino i mie imperativi
validi.
-regole dell ‘abilità ,imperativi impotenti che hanno uno scopo preciso
- Consigli della prudenza , scopo più generico , se voglio essere contento , trovare l’amore

Imperativo categorico , è buona in sé poiché valore in quanto tale


Dovere per il dovere.
Ha tre formulazione: ognuna di queste formule ha un focus ,

- agisci in modo che la volontà possa agire come principio di legislazione universale ,

- Il tema principale è l'umanità , tutti siamo mezzi per gli altri in vista di un fine. Ma
soprattutto noi siamo anche fini ,ognuno di noi soggetto sottoposto alla stesse legge
universale tanto come lo siamo noi, trattare le persone bene perché siamo sia mezzi
che fini

I postulati

La morale ha un carattere numenico, non conoscibile con i sensi. Questo carattere


numenico viene chiarito con i postulati della ragion pratica.

Postulati = proposizioni non dimostrabili che però noi diamo per buone. Stanno alla base
della nostra vita etica.

Libertà

È la condizione stessa della nostra vita morale. Se non esistesse la libertà saremmo degli
androidi.

La prima antinomia dinamica riguarda le cause necessarie o libere. Se nel mondo


fenomenico esistono solo cause necessarie dobbiamo ammettere che esiste la libertà e
quindi cause anche le cause libere.

Secondo Kant visto che desidero la felicità mi comporto bene, oppure la raggiungerò se sarò
virtuoso.

La prima parte è falsa, non mi comporto bene per essere felice; per quanto riguarda la
seconda, la coincidenza tra virtù e felicità non esiste, perché la virtù non mi garantisce la
felicità. Per Kant quindi questo può avvenire nel mondo numenico non nel nostro. Kant
quindi postula un aldila.

Immortalità dell’anima
Dobbiamo arrivare al sommo bene, alla coincidenza fissa di virtù e felicità.

Per questo dobbiamo avere una corrispondenza perfetta tra la nostra volontà e la legge
morale. È un progresso morale infinito, se è infinito vuol dire che avviene dopo la morte.

Immortalità dell’anima intesa come processo di progressivo perfezionamento e


avvicinamento alla Santità.

Esistenza di Dio

Nella ragion pura abbiamo visto che non possiamo provare l’esistenza di Dio, per questo lo
mette come postulato.

Per Kant la mia ricerca della virtù in questo mondo non mi rende necessariamente felice, ma
se mi comporto bene non ci sono motivi per cui non posso essere felice stabilmente.

Gli ultimi due positulati sono la base per la fede morale razionale. Fede perche credo per
fede, dato che i postulati non hanno nessun valore conoscitivo, morale e razionale perché
l’esigenza di questa fede nasce dalla mia vita morale. La mia morale fonda la religione.

Questi tre postulati sono speculari alle idee trascendentali della ragion pura (mondo, anima,
Dio).

Non sono conoscibil nel mondo fenomenico e nel mondo numenico diventano postulabili.

Il primato della ragion pratica

Kant parla di primato della ragion pratica, perché è in grado di ammettere dei concetti che
non sarebbero ammissibili se rimanessimo sulla ragion pura.

La ragion pratica può fare queste cose ma la ragion pura non può.

È molto evidente quando da una parte osserviamo il mondo che conosciamo con la ragion
pura (determinato, meccanico, governato dalle leggi della fisica, possiamo prevederlo e
calcolarlo), dall’altra dentro questo mondo vediamo noi (enti imprevedibili, non calcolabili)

Prima di essere enti naturali noi siamo enti morali, siamo qualcosa di più che un ente che
risponde alla legge della fisica.

“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” cit. siamo enti naturali pero anche
qualcosa di piu, possediamo una legge morale, in grado di elevarci all’infinito. Questi due
mondi, sensibile e morale, natura e libertà, sono due mondi che non possono comunicare.

C’è bisogno di conciliare questi due mondi, creare un ponte.

CRITICA DEL GIUDIZIO

La critica del giudizio serve a questo. Fa da collante tra ragion pura e ragion pratica.
L’accordo tra natura e libertà non può essere stabilito nè dall’intelletto nè dalla ragione,
perche entrambe le facoltà riferiscono a una delle due ragioni (l’intelletto è collegato alla
ragion pura, la ragione è una facoltà morale pratica collegata alla ragion pratica).

Per questo abbiamo bisogno di un’altra facoltà che possa fare da accordante, il sentimento.

Esprime un giudizio ed emette giudizi tra uno conoscitivo e pratico.

I giudizi sono di due tipi:

Determinanti, sono i giudizi della ragion pura, mi fanno cogliere il mondo. Posso far rientrare
un particolare dentro ad un universale.

Riflettenti, sono i giudizi che riflettono sui giudizi determinanti e su quegli elementi particolari
che si connettono a questi giudizi. Non li valuto più con le categorie ma sulla base del
sentimento. Qui non c’è universale, i giudizi dicono quakosa sul d me, è un giudizio
riflettemte, cerchiamo arnomia nella natura partendo dal presupposto che sia un sistema
coerente. Se il fine lo colgo provo piacere se non lo vedo provo dispiacere. Dolore. A loro
volta i igudizi riflettenti si dividono in estetici, è immediato, riguarda il bello, soggettivo. In cui
cogliamo finalità della natura attraverso la bellezza che percepiamo, e teleologici, giudizi
oggettivi, osservo un oggetto e ne colgo il fine che rientra in uno schema molto più grande
nella natura.

Critica del giudizio estetico/di gusto

Nell’estetica trascendemtale non si intende estetica come teoria del bello, qui invece si.

Deve rendermi chiaro quale siano le caratteristiche per cui dico che un oggetto è bello. Non
si tratta solo di dire cosa piace, ma cosa piace secondo alcuni criteri.

Sono collegati alle quattro classi delle categorie (quantità, qualità, relazione, modelli).

Bello secondo qualità = qualcosa che piace senza interesse. I giudizi estetici sono giudizi di
natura contemplativa, non hanno uno scopo pratico.

Dire che una cosa è bella non vuol dire che è buona (un concetto che applico alla morale,
non all’estetica), o piacevole (che procura soddisfazione).

Bello secondo quantità = quando Kant parla del bello attraverso la classe della quantità dice
che il bello è quello che piace universalmente senza concetto. Spontaneamente, senza
ragionarci sopra.

Ha la pretesa di essere universale ma non si sa spiegare perché ha questa pretesa.

Bello secondo relazione = il bello della relazione è la forma della finalità di un oggetto,
perché percepita senza la rappresentazione di uno scopo. La bellezza è una forma di
armonia tra le parti, che in quanto tale non rimanda ad un concetto, solo al mio piacere.

Bello secondo i modelli/modalità = ciò che senza concetto viene riconosciuto come oggetto
di un piacere necessario. Se il giudizio di gusto è universale, o almeno ne ha la pretesa,
allora dovrà essere anche oggetto di un piacere necessario. Questa necessità è soggettiva.
Pretendo che tutti la trovino oltre che bella, necessariamente bella, è un livello in piu,
sempre senza che io sappia spiegare il perchè.

Questa pretesa di universalità e necessità non ha nessuna base logico-razionale, è


puramente sentimentale. Non posso quindi studiare il bello.

Kant distingue due tipi di giudizio estetico:

Empirico, riguarda il paicevole, è connesso con la bellezza aderente. Quel tipo di bellezza
riferita allo scopo di un oggetto. È un piacere soggettivo, è empirico, deriva dai sensi, quindi
è anche individuale. 0

Puro, riguarda il piacere estetico, è connesso con la bellezza libera. Viene conosciuta senza
alcun concetto, non rimanda a nulla di specifico. È oggettivo, è universale. Deriva dalla
contemplazione della forma di un oggetto. Non interessa cosa viene rappresentato ma come
viene rappresentato.

Bisogna ggiustificare l’universalità dei così puri, bisogna fare una deduzione. Dimostrazione
della legittimità.

Questione risolta inserendo un concetto, affermando che il giudizio estetico nasce da un


libero gioco, una sorta di accordo spontaneo che nasce tra l’intelletto e l’immaginazione, la
fantasia. Questo libero gioco si crea quando ho davanti a me un’immagine particolare di un
oggetto. Quindi quest’immagine particolare di un oggetto, che è data da,l’immaginazione, da
una parte viene creata dall’immaginazione dall’altra l’intelletto viene soddisfatto e mettendo
insieme quest’i due elementi il libero gioco crea in me pace e armonia.

Questo discorso del libero gioco è comune a tutti gli uomini, tutti posseggono intelletto
immaginazione e sono in grado di svilupparlo. Visto che è comune noi possiamo parlare di
un senso comune del gusto per cui più o meno a tutti piacciono le stesse cose.

Giudizio estetico
Oltre ad avere come oggetto il bello può avere il sublime,
Burke scrive di politica ma anche di sublime , Kant basa la sua teoria su quanto dice lui
Sublime ha che fare con cose enorme , che va fuori dall’ ordinario.
Messo tra bello e limitato, sappiamo tracciarne i confini, piacere legato alla rappresentazione
della qualità
Il sublime si trovare in qualcosa che non ha forma, piacere legato alla rappresentazione
della quantità.
Sono anche un po’ spaventato di fronte al sublime, percepisco la mia fragilità e la mia
incapacità di cogliere quella cos’è della sua totalità .

Sublime matematico= immensamente grande , la mia mente non è in grado coglierla nella
totalità mi sento piccolo
Sublime dinamico= immensamente potente, ex fenomeni naturali, difronte ad essi provo
timore , mi fa sentire fragile e consapevole di esserlo.

In entrambi in caso parliamo di terrore , sensazione negative sono però prime reazioni,
perché immediatamente dopo diventiamo consapevoli della nostra superiorità
Si riallaccia a Pascal

Non riguarda oggi sensibili, ma quando esseri stimolino le nostre esigenze morali

La natura ci appare bella quando sembra un opera d’arte , osservo un paesaggio e mi


sembra un quadro.
Arte ci appare bella quando ha la stessa spontaneità della natura.
Artista non è un artigiano,
Artista artistico è un genio, diverso da ingenuo
Scienze piena di ingeni ma non ci sono geni, produzione libera e spontanea

Produzione del genio si contraddistingue per 4 caratteristiche

Individualità= produzione unica , nin deriva da imitazione di quadri, ma in gradi di diventare a


sé stessa regola ,
Universalità = valore estetico, importanza storica da quel punto di vista, deve essere
riconosciuto
Max libertà= genio non segue le regole, crea qualcosa di originale
Max legalità= guida , diventano una regola

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