Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
3 visualizzazioni6 pagine

Reti e Software

Il documento tratta delle infrastrutture informatiche, con particolare attenzione alle reti e al software. Viene fornita una panoramica delle tipologie di reti, dei mezzi trasmissivi, degli apparati di rete e dei protocolli di comunicazione, oltre a descrivere il cloud computing e i modelli di servizio. Infine, si discute dello sviluppo del software, delle licenze e della governance dell'ICT, evidenziando l'importanza della gestione del cambiamento e della sicurezza informatica.

Caricato da

moonylunie
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
3 visualizzazioni6 pagine

Reti e Software

Il documento tratta delle infrastrutture informatiche, con particolare attenzione alle reti e al software. Viene fornita una panoramica delle tipologie di reti, dei mezzi trasmissivi, degli apparati di rete e dei protocolli di comunicazione, oltre a descrivere il cloud computing e i modelli di servizio. Infine, si discute dello sviluppo del software, delle licenze e della governance dell'ICT, evidenziando l'importanza della gestione del cambiamento e della sicurezza informatica.

Caricato da

moonylunie
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Infrastrutture Informatiche

Reti e Software
A) Le Infrastrutture di Rete - Networking e Comunicazione
 Cos’è una rete?
Insieme di apparecchiature che consente ai computer di comunicare fra loro
attraverso lo scambio di dati e informazioni tramite un “mezzo trasmissivo”,
ovvero via cavo (telefonico, in fibra ottica, coassiale) e/o via onde radio
(wireless networks)
 Classificazione della rete - In base all'estensione
LAN (Local Area Network): Estensione a livello di edificio, campus, centro
commerciale
MAN (Metropolitan Area Network): Estensione a livello di città o raggruppamento di piccoli
comuni
WAN (Wide Area Network): Estensione a livello nazionale, continentale o intercontinentale
 Le componenti di una rete - Il mezzo trasmissivo
1) COASSIALE Come i cavi delle antenne TV, non più utilizzato
2) DOPPINO TELEFONICO Era molto utilizzato perché efficiente e poco costoso, oggi rimane
utilizzato per le connessioni dei desktop alle LAN.
3) FIBRA OTTICA Adatta a operare sulle grandi distanze, ha grande capacità e affidabilità
trasmissiva.
4) ONDE RADIO Non necessita di cavi ed è perciò molto versatile e comodo. Oggi ha
raggiunto una velocità di trasmissione molto elevata
 Le componenti di una rete - Gli apparati
HUB È “ripetitore” che riceve un segnale (comandi o dati) da un computer o periferica
connessa alla rete e lo ritrasmette agli altri in modalità
broadcast, ovvero a tutti indistintamente
SWITCH è un HUB più “intelligente”: indirizza il segnale
(comandi o dati) solo agli interessati.
ROUTER Dispositivo per gestire l’interazione tra PC (di reti
diverse): attraverso appositi protocolli di comunicazione,
compone il messaggio e lo “instrada” verso i destinatari
MODEM MOdulazione/DEModulazione Serve per poter
usare le linee di trasmissione (analogiche) per far transitare
i segnali che sono invece digitali.
 Schema di una rete LAN

 Prestazioni di una rete - Dipendono da molti fattori Si misurano in bps (bit per secondo)
RAME cavo in rame: • Cavo coassiale: ~ 10Mbps • Cavo telefonico: da
1Gbps a 10Gbps
FIBRA fibra ottica: • “Tradizionale”: da 1Gbps a 10Gbps • Wavelenght
Division Multiplexing : da 10Gbps a 1Tbps
CURIOSITÀ: A febbraio 2019 un gruppo di ricercatori inglesi ha
sviluppato una tecnologia che estende la WDM ed ha raggiunto in
laboratorio la velocità di 1,125 Pbps (1,125 milioni di gigabit per
secondo, pari a 140.625 gigabyte al secondo. Più o meno 14.000 film
in HD al secondo)
 Protocollo di comunicazione - Insieme di regole - Modalità di comunicazione
ISO International Organization for Standardization: definisce lo standard di riferimento per la
progettazione e realizzazione delle reti.
OSI Open System Interconnection
Modello OSI- riferimento teorico

 Protocolli e Modello OSI

 La commutazione di pacchetto - Le basi del TCP/IP … Come funziona Internet

 Cloud Computing Insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse


hardware e software distribuite in remoto
 I tipi di cloud
PUBBLICO: Infrastrutture di proprietà di un provider commerciale che eroga servizi a più clienti che li
acquistano
PRIVATO: Piattaforme utilizzate esclusivamente da un’Azienda o organizzazione. Possono essere
offerti dai fornitori di cloud pubblico, oppure realizzato con le tecnologie disponibili dall’Azienda
stessa
IBRIDO: Combinano cloud pubblico e privato, in generale dipende dalla tipologia di dati/applicazioni
trattate, grazie ad una tecnologia che lo permette

 I modelli di servizio
1. Software as a Service
Le applicazioni sono il servizio che viene fornito all’utente/cliente finale dal cloud provider e da esso
utilizzati direttamente.
2. Platform as a Service
Il cloud provider fornisce un servizio costituito da piattaforme per far funzionare i programmi
sviluppati dall’utente/cliente che a sua volta le distribuirà ai propri utenti/clienti.
3. Infrastructure as a Service
Il cloud provider fornisce anche l’infrastruttura quali server, sistemi di archiviazione dati (data storage)
e connessione di rete.

B) Le Piattaforme Software - Come ci interfacciamo con un sistema


Il software di sistema - Insieme di programmi che interagiscono con l’hardware
1) SISTEMA OPERATIVO:
•Assicura il corretto funzionamento del computer
•Permette di eseguire le applicazioni dell’utente
•Gestisce le risorse del computer
•Presiede alle operazioni di Input/Output
2) UTILITY
Integrano e completano le funzionalità del sistema operativo:
• diagnostici
• installazioni/disinstallazioni
• driver di periferiche

Siamo “liberi” di scegliere: dipende dal proprio gusto e necessità

 Il software applicativo
Permette all’utente di svolgere attività specifiche, quelle per le quali si usa il computer. Si possono
dividere in categorie sulla base di cosa fanno e a cosa servono.
 PRODUTTIVITÀ: MS Office, Libre Office
 COMUNICAZIONE: Chrome, Whatsapp, Skype
 INTRATTENIMENTO: Videogames
 CONDIVISIONE:Youtube, Facebook, LinkedIn
 CULTURALE: Piattaforme E-learnig, Musei
 SPECIALISTICO: AutoCAD, PhotoShop

Licenze
A) COMMERCIALE= La licenza d’uso è in generale a pagamento e l’applicazione viene fornita in
formato eseguibile.
B) LIBERO (≠GRATUITO)= Viene fornito il sorgente dell’applicazione e concesso a chiunque di poterlo
usare, copiare e distribuire. Chi lo modifica potrebbe anche decidere di distribuirlo a pagamento (raro,
ma non è vietato)
C) PRIVATO= Sviluppato da un singolo (o gruppo) programmatore che lo tiene per sé e non lo
distribuisce.
D) PUBBLICO DOMINIO= Diffuso gratuitamente in rete, «a disposizione della collettività

Open Source
I sorgenti sono liberamente distribuiti per essere modificati ed evoluti da una
comunità di sviluppatori che contribuiscono gratuitamente ed il compenso che un
utente volesse offrire per il software è su base volontaria.
Revolution OS (Film-Documentario)

LICENZE DEFINIZIONI:
A) COPYLEFT Un autore concede l’uso, la copia, la modifica e la distribuzione del suo
programma, a condizione che venga garantito che i diritti originari dell’opera, primo
fra tutti la gratuità, siano mantenuti.
B) SHAREWARE L’applicazione viene concessa in uso gratuito per qualche tempo, trascorso il quale
bisogna pagare una licenza o la si può continuare ad usare con delle limitazioni.
C) FREEWARE L’applicazione viene concessa in uso gratuito, ma la proprietà rimane dell’autore.
D) RENTALWARE L’applicazione viene concessa in affitto con corresponsione di un canone periodico.
Ad esempio Office365 e Norton internet security

Lo sviluppo del software


Come “nascono” le applicazioni che usiamo
Le generazioni del software
Anni ‘50
• Primi calcolatori programmabili
• Linguaggi di 1ª generazione: si programmava scrivendo in codice binario
Anni ‘60
• Linguaggi di 2ª generazione: più vicini al linguaggio umano, ma ancora simbolici
• Molto vicini all’hardware
Anni ‘70
• Linguaggi di 3ª generazione: detti anche procedurali perché venivano eseguiti nella sequenza
(procedura) in cui erano stati scritti
Anni ‘80
• Nascono i linguaggi di 4ª generazione: sfruttano proprietà grafiche (GUI) e sono orientati agli
oggetti: oggetti grafici, aree di schermo, pulsanti di azione, ecc.
• Oggetto <-> Riusabilità.
• Si sviluppa l’ingegneria del software
Anni ‘90
• Nascono i linguaggi orientati al web, all’intelligenza artificiale. Sono i linguaggi di 5ª generazione

I modelli di sviluppo
WATERFALL-FASI SEQUENZIALI
1. Analisi dei requisiti: Si individuano e documentano i requisiti del software che si vuole realizzare:
obiettivi, contesto operativo, eventuali vincoli.
2. Studio di fattibilità: Capire se vi possono essere criticità tali da rendere non conveniente il progetto,
suggerire alternative e/o varianti.
3. Analisi del sistema: Se fattibile, si studiano e documentano le funzionalità (cosa farà l’applicazione).
4. Disegno del sistema: Suddivisione in moduli, interfaccia utente, come sono fatti i report, ecc..
5. Realizzazione del sistema: Acquisto delle licenze di terze parti da integrare, sviluppo
dell’applicazione.
6. Test del sistema: Si verifica se tutto è andato bene e se il sistema «funziona» (non va in errore e
realizza le funzionalità attese dagli utenti).
7. Implementazione del sistema: Addestramento degli utenti, conversione dal sistema precedente e
«passaggio in
produzione».
8. Manutenzione del sistema: Correzione di eventuali errori non riscontrati, aggiornamenti
tecnologici, nuove funzionalità.
A SPIRALE-INCREMENTALE

AGILE-EVOLUTIVO
Nasce da un gruppo di ingegneri del software e sviluppatori che notarono, a partire dalle loro stesse
esperienze, come i requisiti fossero sempre meno strutturati e più “idea”, i tempi dettati dal mercato
sempre più veloci e i cambiamenti sempre più frequenti e intercorrenti già nelle fasi di progettazione.

C) La governance dell’ ICT - Creazione di riferimenti metodologici


ICT governance - Nuovi Manager
 ‘70 CIO - Chief Information Officer: Nasce un nuovo ruolo manageriale: Responsabile dei sistemi
informativi
 ‘10 CDO - Chief Digital Officer:Nuovo ruolo che affianca il CIO: manager che unisce
 ITIL IT Infrastructure Library: Negli anni ’80 Il governo inglese si rende conto della necessità di
riferimenti metodologici e una disciplina di riferimento (che non c’era)
Il framework ITIL - Service Delivery
 Service Level Management
Gestione dei livelli di servizio con i quali misurare la capacità del servizio nel soddisfare le
esigenze degli utenti ed allo stesso tempo garantirli
 Financial Management for IT services
Come assicurare che i costi dell’IT siano effettivamente commisurati al servizio reso e con
il miglior rapporto qualità/costo
 Capacity Management
Capire ed anticipare le esigenze future dell’azienda e quale infrastruttura informatica sarà
necessaria affinché il servizio continui a rispettare il miglior rapporto qualità/costo
 IT Service Continuity Management
Assicurare la continuità del servizio IT, ovvero garantire che anche in caso di guasto o
malfunzionamento i servizi possano essere ripristinati secondo tempi e modalità prestabiliti
 Availability Management
Fare in modo che l'infrastruttura IT offra – nell’ambito del miglior rapporto qualità/costo –
performance e disponibilità adeguate ai requisiti di business dell’Azienda

IT Service Continuity Management


La tecnologia è sempre più affidabile, Ma anche sempre più diffusa e pervasiva
 DOVE
• Trasporti
• Energia
• Comunicazioni
• Industria
• Finanza
•…
GUASTO
Ai sistemi informativi di una borsa o di una grande banca può creare un effetto domino su scala
mondiale
SABOTAGGIO
Ai sistemi informativi che governano il traffico ferroviario può bloccare i
trasporti o peggio causare incidenti
Facciamo fronte comune
 NIS National Infrastructure Security
Direttiva 2016/1148 del 06/07/2016: misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei
sistemi informativi nell’Unione Europea
 CSIRT Computer Security Incident Response Team
In ottemperanza alla Direttiva NIS nasce il CSIRT Italia, in coordinamento con gli altri CSIRT dei paesi
dell’UE per rispondere ad eventuali gravi incidenti informatici.

Il change management - Gestire il cambiamento


TRAVASO DATI
E se devo trasferire il contenuto del mio telefono su un altro telefono?
APP DEDICATE
Disegnate nell’ottica del minimo sforzo per l’utente nell’apprenderle.

Gestire il cambiamento significa prevedere e risolvere le ipotetiche difficoltà della maggior parte degli
utenti per assicurare il successo del nuovo sistema informativo.

Potrebbero piacerti anche