Apuleio (120/125-170/190 d.C.
Vita e personaggio
Apuleio nacque intorno al 120/125 a Madaura in Algeria. Studia a Cartagine ed a Atene. Viaggia a Roma e
si avvicina ai riti misterici (filosofia vicino all’esoterismo). È un brillante conferenziere e faceva mostra
della sua eloquenza: è il periodo della seconda sofistica in cui letterati e oratori vengono chiamati a tenere
discorsi ufficiali presso la corte imperiale. In questo contesto Apuleio ottiene fama e ricchezza. Sposa
Pudentilla, vedova più vecchia di lui. I parenti della moglie lo accusarono di magia: avrebbe sedotto la
donna con formule magiche per costringerla alle nozze e rubarne le ricchezze. Da qui ottenne la fama di
mago. Nel processo si difese e l’orazione che pronunciò è pervenuta con il titolo di Apologia o De magia.
Riceve onori pubblici a Cartagine, scrive le Metamorfosi e muore tra il 170 ed il 190 d.C.
Apuleio fu un intellettuale cosmopolita e multiforme: l’impero diventa policentrico e gli intellettuali sono
cittadini del mondo. Egli ha due anime: una essoterica, del conferenziere aperto al mondo, ed una esoterica
del mago-filosofo. L’unione di queste due personalità si ha nelle Metamorfosi: è un’opera rivolta
all’intrattenimento, ma contiene allo stesso tempo contenuti misterici.
L’Apologia
È un’orazione giudiziaria di autodifesa. Nella prima parte si difende da accuse secondarie; numerosi sono i
riferimenti alla filosofia; nella seconda parte si difende dall’accusa di magia. Afferma non di aver avuto
niente a che fare con la magia volgare, ma solo con quella tipologia basata sul rapporto tra filosofo e realtà
divina. Apuleio si basa sulla filosofia di Platone di cui accentua le valenze mistiche e religiose.
La prima parte dell’opera ha tendenza auto celebrativa, in cui dispiega la sua conoscenza. La sua cultura è
completa e l’erudizione è al servizio del sarcasmo (gli accusatori sono ignoranti). Il modello stilistico è
quello di Cicerone e il lessico è poetico.
Le Metamorfosi
La fama di Apuleio è legata al romanzo, le Metamorfosi, anche conosciute come L’asino d’oro. L’opera ha
una forte somiglianza con l’opera greca Lucio o l’asino di Luciano di Samosata. Le differenze tra le due
però sono notevoli in quanto quella di Apuleio, oltre ad essere stilisticamente più elaborata, è anche più
lunga. Importante è il suo rapporto con le fabulae Milesiae, cioè racconti piacevoli e leggeri di argomento
erotico (Satyricon Petronio). Il romanzo ha inizio con la presentazione del protagonista Lucio, il quale,
recandosi in Tessaglia vuole imparare l’arte della magia: il suo comportamento è dettato dalla curiositas
(Odisseo). Chiede di essere trasformato in un uccello, ma per sbaglio è mutato in asino; affronta delle
peripezie e viene catturato da dei briganti; sente raccontare la fabula di Amore e Psiche, il quale costituisce
una sorta di “romanzo nel romanzo”: un re e una regina hanno tre figlie, l’ultima è psiche e la sua bellezza
gareggia con quella di Venere. Quest’ultima diventa gelosa e suo figlio, Amore, si innamora della fanciulla e
per mezzo del vento Zefiro la trasporta in un castello incantato. Diventa la sua sposa, ma la visita solo
durante la notte, senza farsi vedere. Le sorelle di Pische, invidiose, la convincono a vedere Amore: una notte
lo spia mentre dorme, ma egli si sveglia e fugge via. Venere, adirata, la sottopone a quattro prove; alla fine
Amore salva Psiche e si sposano; dalla loro unione nasce Voluptas.
Il romanzo è costituito perciò da tre sezioni narrative: la prima parte è caratterizzata da un’atmosfera
innaturale, la magia e dalla curiositas; la seconda è più ampia, comprende una serie di episodi legati dalla
presenza dell’asino e può essere accostata al romanzo picaresco (sviluppatosi nella Spagna del Seicento),
costituito da eventi caotici; la terza parte narra dell’iniziazione di Lucio ai misteri di Iside. Apuleio, per
mezzo del sacerdote di Iside, spiega il significato della vicenda: si sarebbe piegato alla magia, spinto dalla
volontà di violare le leggi di natura, e viene punito trasformandosi in un asino. La provvidenza di Iside lo ha
salvato dandogli di nuovo forma umana. I punti essenziali del romanzo sono quindi le due metamorfosi di
Lucio. Apuleio sceglie il romanzo, prediletto da un vasto pubblico, per diffondere un messaggio dotto e
ricco di implicazione letterarie, filosofiche e religiose. L’opera è caratterizzata da un gran numero di
racconti erotici che fanno da punto di contatto con il Satyricon di Petronio. Con la novella di Amore e Psiche
si nota anche un intento edificante: il protagonista, attraverso una serie di disavventure, si riscatta
allontanandosi dalla materialità. È probabile che nelle Metamorfosi Apuleio abbia ripreso il motivo di difesa
dalle accuse di pratica delle arti magiche, già presente nell’Apologia.
Lingua e stile
Apuleio riassume nel suo stile le correnti arcaizzanti e lo stile fiorito della retorica. È una scrittura artefatta
ed anche la semplicità è l’effetto di una raffinata elaborazione artistica. Il lessico è vario, utilizza espedienti
poetici come metafore e similitudini, numerosi sono i diminutivi. È una prosa elaborata ed importanti sono
le figure di suono, l’enfasi, la ridondanza e i giochi di parole.
Testi: t3, t5, t6, t9.