un corridoio tutto bianco.
• Conclusione: Questo dimostra che spazio e tempo non dipendono dall'oggetto
(il corridoio), ma sono funzioni che noi possediamo per decifrare la realtà.
Gli Strumenti della Conoscenza (L'esempio del Laboratorio)
• Il laboratorio scolastico: Come un laboratorio all'avanguardia permette di fare
esperimenti che prima erano impossibili (es. quelli fatti a Bologna), così la nostra
mente ha bisogno di "attrezzi" (forme a priori) per conoscere.
• Rivoluzione Copernicana: Kant non cerca di esaurire l'oggetto, ma analizza gli
strumenti con cui siamo equipaggiati. La conoscenza dipende da come siamo
fatti noi.
Spazio e Tempo nella Storia della Filosofia
• Per Newton: Erano realtà assolute, "contenitori" esterni o attributi di Dio.
Requisiti necessari per la fisica.
• Per l'Empirismo: Erano semplici relazioni tra idee, ricavate dal pensiero per
determinare rapporti dopo aver fatto esperienza.
• Per Kant: Sono intuizioni pure, condizioni necessarie del soggetto per
avere qualsiasi esperienza.
L'Analitica Trascendentale (L'Intelletto + feno/noumeno)
Il problema dell'Universalità
• Il limite dell'Empirismo: Gli empiristi potevano solo dire "ho visto questo
sasso scaldarsi". Non potevano garantire che accadesse sempre.
• La domanda di Kant: Come passiamo dal giudizio particolare ("il paziente X
ha dolore") a quello universale ("tutti i pazienti con questa causa hanno questo
dolore")?
• La risposta: La garanzia dell'universalità non è nell'oggetto (il sasso), ma
nelle strutture dell'intelletto (le Categorie).
Le Categorie (Concetti Puri)
• Cosa sono: Sono le "funzioni" o le modalità operative dell'intelletto.
Servono a ordinare il "molteplice dell'intuizione" (i dati caotici che arrivano
dai sensi) in una rappresentazione comune e sensata.
• Funzione: Permettono di pensare un oggetto. Senza categorie, le sensazioni
sarebbero solo un flusso disordinato senza significato.
• Legittimità: Kant si chiede: con quale diritto le categorie (che sono nella nostra
testa) si applicano agli oggetti (che sono fuori)?
3. La Deduzione Trascendentale
• Linguaggio Giuridico: Kant usa il termine "deduzione" non in senso
matematico, ma giuridico.
• Quid facti: Il fatto che noi usiamo le categorie (ovvio).
• Quid iuris: La dimostrazione della legittimità della pretesa di usare le
categorie per conoscere gli oggetti.
• La tesi: L'esperienza è possibile solo se il soggetto unifica attivamente i
dati. Non possiamo vedere nulla come "unificato" nell'oggetto se non lo abbiamo
prima unificato noi nel pensiero.
4. L'Io Penso (Appercezione Trascendentale)
• Definizione: È l'attività spontanea del soggetto, il "centro unificatore"
supremo.
• Appercezione ≠ Percezione: La percezione è il ricevere il dato; l'appercezione
è la coscienza di percepire ("io sono consapevole di pensare questo").
• Funzione: È ciò che tiene unite le categorie. Senza l'Io Penso, le
rappresentazioni sarebbero frammentate e non "mie".
• L'attività trascendentale per eccellenza: L'Io Penso è il legislatore della
natura: non crea la realtà materiale, ma crea l'ordine oggettivo della realtà che
conosciamo
• Autocoscienza:
• Il legislatore della natura: L'Io Penso fonda i fenomeni e la fisica (intesa come
insieme di leggi della natura). Le leggi esistono solo in relazione a un soggetto
che possiede un intelletto.
• Attività: L'intelletto prescrive le leggi alla natura, non le ricava da essa
(rivoluzione copernicana). L'intelletto è unificatore, non creatore dei fenomeni.
Fenomeno vs Noumeno (La distinzione epistemologica)
Sono le due facce della stessa medaglia, ma definiscono due ambiti diversi.
• Il Fenomeno:
• È l'oggetto dell'esperienza, ciò che "appare".
• È l'unico ambito della conoscenza scientifica (oggettiva).
• È dato dall'intuizione spazio-temporale + le categorie.
• Il Noumeno (La "Cosa in sé"):
• È ciò che l'oggetto è "veramente", a prescindere da come lo percepiamo.
• Concetto Limite: Serve a ricordarci di non estendere il campo della
conoscenza oltre l'esperienza sensibile (oltre il fenomeno).
• È la parte "noumenica" del fenomeno che non può essere definita. Non
possiamo dire "cosa sia veramente" l'oggetto.
• È l'ambito della Metafisica (che non è data come scienza).
6. Kant vs Tradizione
• Hume: Buttava via completamente la metafisica perché non verificabile.
• Kant: Non la butta via. La metafisica esiste come "disposizione naturale".
Kant trasforma il Cogito di Cartesio in Io Penso per costruire le scienze su basi
solide, ma ne definisce i limiti.
• Etica e Scienza: La distinzione tra fenomeno e noumeno separa due ambiti:
• Scienza: Conoscenza del fenomeno.
• Etica/Morale: Si muove nell'ambito del noumeno (libertà, anima), perché
continuiamo a cercare la "cosa in sé" anche se non possiamo conoscerla
scientificamente.
La Dialettica Trascendentale (L'uso della Ragione)
1. Definizione e Protagonista
• La Ragione: In questa sezione è intesa come la facoltà che spinge l'uomo a
voler conoscere la totalità e l'incondizionato.
• Dialettica: Kant usa questo termine nel senso di "logica dell'apparenza" o
dell'illusione.
• Uso Illegittimo: La ragione commette un errore quando usa le categorie
dell'intelletto (fatte per i sensi) per cercare di conoscere ciò di cui non si ha
esperienza.
• Il Sillogismo: Mentre l'intelletto lavora con i giudizi, la ragione opera con i
sillogismi, illudendosi di arrivare a verità assolute senza dati sensibili.
2. Le Idee: Concetti necessari ma non conoscitivi
• Idea Platonica vs Idea Kantiana: Per Platone era il modello reale; per Kant
l'idea è ciò che non ha un oggetto corrispondente nei sensi.
• Necessità della Ragione: Anche se non possiamo conoscere Dio o l'Anima,
parlarne è un'esigenza naturale. Non sono invenzioni arbitrarie, ma prodotti
necessari del pensiero.
• Il "Mantra" di Kant: La Metafisica è un concetto necessario della ragione al
quale non può essere dato un oggetto congruente nei sensi.
3. I Tre Pilastri della Metafisica Fallace
Kant demolisce le tre pretese scientifiche della metafisica tradizionale:
• I. L'ANIMA (Psicologia Razionale):
• Errore: Il Paralogismo (ragionamento errato).
• Spiegazione: Si trasforma l'Io Penso (che è solo una funzione logica)
in una sostanza reale e immortale. Si scambia una condizione della
conoscenza per una realtà sussistente.
• II. IL MONDO (Cosmologia Tradizionale):
• Errore: Le Antinomie (conflitti della ragione con se stessa).
• Spiegazione: Quando cerchiamo di conoscere la totalità del mondo,
arriviamo a coppie di affermazioni opposte (Tesi e Antitesi) che
sembrano entrambe vere:
• Es: "Il mondo ha un inizio" vs "Il mondo è infinito".
• Esito: Non c'è soluzione scientifica perché non abbiamo esperienza
della "totalità" del mondo.
• III. DIO (Teologia Tradizionale):
• Errore: Considerare Dio come un oggetto di conoscenza teoretica.
Kant smonta le tre prove classiche:
1. Prova Ontologica: Fallace perché fa un salto logico
dal piano del pensiero (essere perfetto) al piano della
realtà (esistenza).
2. Prova Cosmologica: Usa male il concetto di Causa.
La causalità vale solo tra fenomeni, non può portarci
fuori dal mondo verso una "causa incausata".
3. Prova Fisico-Teologica: (Quella dell'ordine e della
bellezza del mondo). Anche questa risale a una causa
prima che però non può essere dimostrata
scientificamente.
• Feuerbach e l'Ateismo: Kant non è ateo, ma dicendo
che Dio non è conoscibile teoreticamente,
"apparecchia la tavola" a Feuerbach (che dirà che Dio
è una proiezione umana).
4. Conclusione: La Metafisica è una Scienza?
• Risposta: NO, non è una scienza.
• Ma allora cos'è? È una Critica dei limiti della conoscenza.
• Uso Costitutivo (Illegittimo): Quando pensiamo che le idee creino oggetti
reali.
• Uso Regolativo (Legittimo): È l'uso Euristico. Le idee servono come
"regole" per la ricerca.
L'Illuminismo di Kant: La ragione non inganna per cattiveria; ha una funzione
positiva perché spinge l'uomo ad ampliare sempre di più il sapere, dandogli
una direzione (funzione euristica).
5. La funzione positiva: Il "Come se"
Le idee non ci danno il sapere assoluto, ma ci dicono come dobbiamo organizzare la
conoscenza:
• Dobbiamo studiare l'uomo come se avesse un'anima (unità del senso
interno).
• Dobbiamo studiare la natura come se fosse una totalità ordinata (mondo).
• Dobbiamo agire come se tutto dipendesse da un principio supremo (Dio).
• Il legame con l'Etica: La Dialettica chiude la porta alla scienza metafisica,
ma la apre alla Critica della ragion pratica (il mondo dell'agire e del dovere).