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Esame

Il documento descrive le tecniche di costruzione in muratura portante, evidenziando l'importanza della progettazione strutturale per resistere a carichi verticali e orizzontali. Viene analizzato il ruolo dei travetti nei solai, delle fondazioni e dei materiali utilizzati, come i mattoni, e le differenze tra strutture in legno e acciaio. Infine, si discutono i collegamenti tra elementi strutturali e le tecniche di isolamento per migliorare il comfort ambientale.

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Esame

Il documento descrive le tecniche di costruzione in muratura portante, evidenziando l'importanza della progettazione strutturale per resistere a carichi verticali e orizzontali. Viene analizzato il ruolo dei travetti nei solai, delle fondazioni e dei materiali utilizzati, come i mattoni, e le differenze tra strutture in legno e acciaio. Infine, si discutono i collegamenti tra elementi strutturali e le tecniche di isolamento per migliorare il comfort ambientale.

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1.

Cosa significa costruire con muratura in mattoni

Costruire in muratura portante significa concepire l'edificio come un sistema scatolare


tridimensionale. Non si tratta solo di sovrapporre elementi, ma di creare un insieme solidale
che resista sia ai carichi verticali (gravità) che orizzontali (vento, sisma).

• Procedimento a setti: L'edificio è composto da pareti (setti) che definiscono una


"maglia chiusa". Le pareti si dividono in:

o Portanti: Sostengono i carichi verticali (solai).

o Di controventamento: Ortogonali alle prime, assorbono le spinte orizzontali e


garantiscono la rigidità della scatola.

• Regole dell'arte:

o Ammorsamento: È fondamentale garantire il collegamento tra i muri


intersecanti (es. agli angoli o a T) compenetrando i mattoni (es. corso A e corso
B alternati) per evitare il ribaltamento.

o Tessitura: I giunti verticali devono essere sempre sfalsati (es. "a quiconci" o "a
sorelle") per distribuire i carichi e far comportare il muro come un blocco
unitario.

o Tipi di concatenamento: I documenti mostrano vari schemi di posa come il


concatenamento gotico (o polacco) e quello fiammingo (o olandese) per
murature a due teste.

2. Travetti nel solaio

Nei documenti, i travetti sono descritti principalmente nel contesto dei solai latero-
cementizi (misti calcestruzzo e laterizio). Essi rappresentano l'ossatura portante del solaio
che trasferisce i carichi alle travi principali o ai muri portanti.

• Tipologie:

o Travetti prefabbricati (es. Bausta): Costituiti da un fondello in laterizio e un


traliccio in acciaio, completati poi con un getto di calcestruzzo in opera.

o Travetti precompressi: Utilizzati in sistemi come i solai tipo "RDB" o


"Celersap", dove il travetto arriva in cantiere già pre-teso per coprire luci
maggiori.

o Travetti rompitratta: Sono nervature trasversali (perpendicolari ai travetti


principali) inserite per irrigidire il solaio e ripartire i carichi, specialmente in
presenza di luci elevate o carichi concentrati.

• Funzionamento: I travetti lavorano insieme alle pignatte (blocchi di alleggerimento in


laterizio) e alla soletta collaborante superiore (cappa) per formare una struttura rigida.
3. Parlami delle fondazioni

Le fondazioni hanno il compito di trasmettere i carichi dell'edificio al terreno e proteggere la


struttura dall'umidità. La scelta dipende dalla natura del terreno (indagata tramite geotecnica)
e dal tipo di struttura.

• Tipologie principali:

o Continue (a cordolo o trave rovescia): Utilizzate tipicamente per le murature


portanti o quando i carichi sono distribuiti linearmente. Corrono sotto tutti i
muri portanti.

o Discontinue (a plinti): Utilizzate per strutture a telaio in C.A. (pilastri). Possono


essere plinti isolati, a piramide tronca o collegati da cordoli.

o A platea: Una soletta continua su tutta l'area dell'edificio, usata su terreni


meno resistenti.

• Dettagli esecutivi:

o Magrone: È uno strato di calcestruzzo magro (povero di cemento) steso sul


fondo dello scavo. Serve a creare un piano livellato e pulito per posare le
armature, evitando che il ferro tocchi la terra (rischio ossidazione).

o Drenaggio: In presenza di falda acquifera, si usano sistemi come wellpoint o


trincee drenanti per allontanare l'acqua durante e dopo la costruzione.

4. Tipi di mattoni e forato utilizzati

Le dispense classificano i laterizi in base alla percentuale di foratura (il rapporto tra l'area dei
buchi e l'area totale della sezione), che ne determina l'uso strutturale.

• Classificazione per foratura:

o Mattoni pieni: Percentuale di foratura $\leq 15\%$. Usati per murature portanti
ad alta resistenza.

o Mattoni semipieni: Percentuale di foratura $> 15\%$ e $\leq 45\%$. Utilizzabili


per murature portanti (anche in zona sismica con specifiche limitazioni).

o Blocchi forati: Percentuale di foratura $> 45\%$. Non hanno funzione portante
statica, ma sono usati per tamponamenti (chiusure) o tramezzi interni
(partizioni) perché più leggeri e isolanti.

• Formati speciali (Pezzi speciali): Per realizzare i giunti sfalsati e gli angoli senza dover
tagliare i mattoni in cantiere (operazione chiamata "petacciatura"), si utilizzano pezzi
pre-formati:

o Quartino: 1/4 di mattone.

o Mezzo: 1/2 mattone.


o Tre quarti: 3/4 di mattone.

o Mezzo lungo: Tagliato longitudinalmente.

2. Principio del Trilite vs Principio del Telaio

Dagli appunti [Link], la differenza fondamentale sta nel tipo di vincolo (collegamento) tra gli
elementi.

• Principio del Trilite: È il sistema costruttivo più antico (es. templi greci). È composto
da due piedritti (verticali) e un architrave (orizzontale).

o Statica: L'architrave è semplicemente appoggiato sui piedritti. Non c'è


solidarietà tra gli elementi; i piedritti portano solo il peso verticale e non aiutano
a resistere a spinte orizzontali o flessioni trasmesse dalla trave.

• Principio del Telaio: È l'evoluzione del trilite (legno $\to$ acciaio $\to$ c.a.).

o Statica: Si basa su vincoli di solidarietà (nodi rigidi o semi-rigidi) tra montanti


(pilastri) e traversi (travi). Travi e pilastri collaborano: il nodo rigido trasferisce i
momenti flettenti dalla trave al pilastro. Questo rende la struttura molto più
rigida e capace di resistere anche alle forze orizzontali (vento, sisma) senza
ribaltarsi facilmente.

3. Differenza tra Strutture in Legno e Acciaio

Anche se entrambi lavorano a "telaio", i documenti e la tecnica evidenziano differenze


sostanziali:

• Materiale: Il legno è un materiale anisotropo (la resistenza dipende dalla direzione


delle fibre) e naturale (con difetti). L'acciaio è un materiale isotropo (resistenza uguale
in tutte le direzioni) e industriale (prodotto con standard controllati, es. S275 JR citato
nelle dispense).

• Connessioni:

o Nel legno, i nodi sono spesso il punto debole e difficilmente realizzano un


incastro perfetto (spesso si comportano come cerniere o semi-incastri).

o Nell'acciaio, grazie alla saldatura o alla bullonatura ad alta resistenza, è


possibile realizzare nodi rigidi (incastri perfetti) o cerniere ideali con grande
precisione, permettendo luci (distanze tra pilastri) molto maggiori e sezioni più
snelle.

4. Collegamento tra Acciaio e Calcestruzzo (Fondazioni)


Nell'Esercitazione 2b, il collegamento tra la colonna in acciaio e la fondazione in cemento
armato è descritto come un nodo cerniera.

• Dettaglio costruttivo: Si realizza tramite una piastra di base in acciaio saldata al


piede della colonna. Questa piastra viene ancorata al plinto in C.A. tramite tirafondi
(barre filettate annegate nel getto).

• Funzione: La cerniera permette la rotazione ma blocca gli spostamenti, trasferendo i


carichi verticali e di taglio alle fondazioni senza trasmettere momento flettente (che
spaccherebbe il plinto non progettato per quello).

5. I Tipi di Parete nella 2° Esercitazione (2a)

Nel telaio in C.A., le pareti non portano peso ma servono a chiudere (tamponare) e isolare.

• Parete a Cassetta:

È una muratura doppia. Si realizzano due pareti (una esterna e una interna) lasciando
un'intercapedine vuota o riempita di isolante al centro.

o Problema: Se l'isolante è solo nell'intercapedine, i pilastri e le travi (che


attraversano la parete) creano ponti termici (punti freddi dove passa il calore).
Le dispense suggeriscono di correggere isolando anche i pilastri (es. con fibre di
legno mineralizzate).

• Parete Ventilata:

Definita come la soluzione "senz'altro più efficace". È composta da 4 strati (dall'esterno


all'interno):

1. Rivestimento esterno: Lastre (es. pietra, ceramica) staccate dal muro.

2. Intercapedine d'aria: Ventilata (camino d'aria) che smaltisce umidità e calore.

3. Isolante: Pannelli attaccati alla muratura ("a cappotto").

4. Muratura: La parte solida interna.

o Vantaggio: Protegge totalmente la struttura e l'isolante resta asciutto grazie alla


ventilazione.

• Parete a Cappotto:

L'isolante viene incollato direttamente sulla faccia esterna della muratura e poi intonacato.

o Vantaggio: Elimina tutti i ponti termici perché "veste" l'edificio (travi e pilastri
inclusi) con uno strato continuo, sfruttando l'inerzia termica della muratura
interna.
6. Differenza tra profili IPE e HE (Esercitazione 2b)

Nell'esercitazione sull'acciaio vengono assegnati ruoli specifici a questi profili in base alla
loro geometria:

• HE (es. HEA, HEB): Sono profili a "H" con ali larghe (la larghezza è simile all'altezza).

o Uso nell'Esercitazione: Usati per Pilastri e Travi Principali (es. HEB 240).

o Perché: La forma tozza resiste meglio al carico di punta (compressione nei


pilastri) e alla flessione su luci grandi.

• IPE: Sono profili a "I" con ali strette e altezza elevata.

o Uso nell'Esercitazione: Usati per Travi Secondarie (es. IPE 160).

o Perché: Sono ottimizzate per la flessione verticale (travi). Essendo più strette,
pesano meno e costano meno, ideali per portare i carichi del solaio alla trave
principale.

1. Trilite e Telaio

Questi sono i due principi statici fondamentali descritti nelle dispense per coprire uno spazio
(creare un "vano agibile").

• Trilite: È il sistema più elementare (es. tempio greco). Si compone di due elementi
verticali (piedritti) e uno orizzontale (architrave) semplicemente appoggiato su di essi.

o Statica: Non c'è solidarietà tra gli elementi. L'architrave si inflette sotto il carico
e trasmette ai piedritti solo una forza verticale. Non trasferisce momenti
flettenti ai supporti.

• Telaio: È l'evoluzione strutturale (usata in C.A., acciaio, legno). Si basa su un vincolo


di solidarietà (incastro o nodo rigido) tra gli elementi verticali (montanti/pilastri) e
quelli orizzontali (traversi/travi).

o Statica: Grazie ai nodi rigidi, trave e pilastro collaborano. La trave, inflettendosi,


cerca di ruotare il nodo, trasmettendo un momento flettente al pilastro. Questo
rende la struttura capace di resistere meglio alle forze orizzontali (sisma, vento)
rispetto al trilite.

2. Verifiche a Schiacciamento, Ribaltamento e Scorrimento

Queste verifiche sono descritte nella "Dispensa Fondazioni" e riguardano principalmente la


stabilità dei Muri di Sostegno (che devono contenere il terreno) o dell'intero edificio
considerato come corpo rigido.

• Verifica a Ribaltamento: Si controlla che il Momento Stabilizzante (dato dal peso del
muro) sia superiore al Momento Ribaltante (dato dalla spinta del terreno o del vento)
con un adeguato coefficiente di sicurezza ($M_{stab} > M_{rib} \cdot \mu$).
• Verifica allo Scorrimento: Si controlla che la forza di attrito alla base della fondazione
sia sufficiente a impedire che il muro scivoli orizzontalmente sotto la spinta del terreno
($T < N \cdot \tan(\phi) / \mu$).

• Verifica allo Schiacciamento: Si controlla che la pressione esercitata dalla


fondazione sul terreno non superi la capacità portante (tensione ammissibile) del
terreno stesso, per evitare cedimenti verticali.

3. Collegamenti tra Muratura e Blocchi

Nelle murature portanti ("Esercitazione 1"), il collegamento fondamentale si chiama


ammorsamento.

Affinché l'edificio si comporti come una "scatola rigida" (scatolare), i muri non possono
essere semplicemente accostati.

• Negli angoli e incroci a T: I mattoni o blocchi di una parete devono compenetrarsi con
quelli dell'altra (alternando i corsi pari e dispari).

• Tra setti: Questo garantisce che le forze orizzontali (es. sisma) vengano trasferite dai
muri investiti frontalmente ai muri di controventamento (quelli perpendicolari).

4. Comfort Ambientale: Cappotto vs Parete Ventilata

L'Esercitazione 2a confronta queste tecnologie per isolare i telai in C.A.:

• Isolamento a Cappotto: Lo strato isolante è incollato in modo continuo sulla faccia


esterna della muratura e poi intonacato.

o Vantaggio: Elimina tutti i ponti termici (travi e pilastri sono coperti) e sfrutta
l'inerzia termica della muratura (che mantiene la casa fresca d'estate e calda
d'inverno).

• Parete Ventilata: È la soluzione definita "più efficace". Prevede (dall'interno


all'esterno): Muratura $\to$ Isolante $\to$ Intercapedine d'aria $\to$ Rivestimento
esterno staccato.

o Vantaggio: L'aria circola nell'intercapedine (effetto camino), rimuovendo


l'umidità e il calore eccessivo (irraggiamento solare estivo) prima che arrivi al
muro. Mantiene l'isolante asciutto e sano.

5. Differenza tra Isolante a Celle Aperte e Chiuse

Sebbene non dettagliata chimicamente, la distinzione funzionale emerge dall'uso nelle


coperture (Esercitazione 1c - Tetti rovesci vs caldi):

• Celle Chiuse (es. XPS - Polistirene Estruso): Le "bolle" di materiale sono sigillate. È
impermeabile all'acqua e al vapore.
o Uso: Fondamentale nel Tetto Rovescio (dove l'isolante sta sopra
l'impermeabilizzazione e si bagna con la pioggia) o controterra nelle fondazioni.

• Celle Aperte (es. Lana di Roccia, Lana di Vetro): La struttura è fibrosa o porosa. È
permeabile al vapore (traspirante) ma assorbe acqua come una spugna.

o Uso: Ideale per l'isolamento acustico e termico in intercapedini protette o


cappotti traspiranti, dove il muro deve "respirare" per evitare condense interne.

6. Differenza tra i Solai

Dalle presentazioni sui solai (Esercitazione 1a):

• Latero-Cementizio (misto): Composto da travetti in C.A. (che portano il carico) e


pignatte in laterizio (che alleggeriscono). Si completa con un getto di calcestruzzo
(soletta). È pesante, rigido e monolitico.

• Legno: Formato da travi principali e travetti secondari in legno, con sopra un tavolato
(o pianelle). È leggero, montato a secco, ma richiede manutenzione e attenzione ai
dettagli di appoggio per evitare marcescenza.

• Acciaio: Realizzato con travi IPE/HE e riempimenti che possono essere lamiere
grecate con getto di cls (collaborante) o voltine/tavelloni. Copre grandi luci con poco
peso strutturale.

7. Drenaggio vicino alla fondazione

Nella "Dispensa Fondazioni", il drenaggio è essenziale dietro i muri di sostegno (controterra).

Se la terra si impregna d'acqua, la spinta sul muro aumenta drasticamente (rischio


ribaltamento).

• Soluzione: Si realizza un vespaio (strato di ghiaia/materiale arido) a ridosso del muro


interrato.

• Funzionamento: L'acqua scende attraverso la ghiaia fino a un tubo di drenaggio alla


base, oppure esce attraverso i barbacani (fori nel muro), evitando che si accumuli
pressione idrostatica contro la struttura.

1. Solaio in legno

Dalle slide (Esercitazione 1a), il solaio in legno è una struttura formata da:

• Ordito Principale: Travi maestre che coprono la luce tra i muri.

• Ordito Secondario (Travetti): Elementi più piccoli posti perpendicolarmente alle travi
principali (o direttamente sui muri se la luce è piccola).

• Impalcato/Tavolato: Assito di legno o pianelle in cotto poggiate sopra i travetti.


• Problema e Soluzione: Il solaio in legno tradizionale è deformabile. Per renderlo rigido
(utile in zona sismica), si usa spesso un getto di calcestruzzo collaborante sopra il
tavolato, collegato ai travetti con connettori per farlo lavorare come un corpo unico
(solaio misto legno-cls).

2. Il legno in generale e il Legno Lamellare

Secondo gli appunti [Link]:

• Legno Massiccio (Massello): Ricavato direttamente dal tronco. Ha limiti dimensionali


(la grandezza dell'albero) ed è anisotropo (la resistenza cambia se misurata lungo la
fibra o trasversalmente).

• Legno Lamellare:

o È un materiale composito "ingegnerizzato" prodotto incollando diverse tavole


(lamelle) di legno classificate per uso strutturale.

o Vantaggi: Supera i limiti di dimensione del tronco (permette grandi luci), riduce i
difetti (nodi) disperdendoli, è più stabile e omogeneo. Permette forme curve.

o Le fibre delle lamelle sono generalmente parallele all'asse della trave (a


differenza del compensato dove sono incrociate).

3. Scorrimento tra Acciaio-Legno o Legno-Legno (Connettori)

Quando si accoppiano due materiali (es. trave in legno e soletta in cls, o trave composta),
tendono a scorrere l'uno sull'altro sotto carico (come fogli di carta piegati).

Per evitare questo scorrimento e farli collaborare (rendendo la struttura più rigida):

• Pioli e Dentellatura: Si usano connettori meccanici. La "dentellatura" (intagli nel


legno) crea un ingranaggio fisico tra le parti. I "pioli" o viti inserite nel legno e annegate
nel calcestruzzo (o collegate all'acciaio) impediscono lo scivolamento longitudinale,
trasferendo gli sforzi di taglio. Questo principio è analogo ai "ferri ad aderenza
migliorata" nel C.A., dove le nervature impediscono lo scorrimento del ferro dentro il
calcestruzzo.

4. Principi di Deflusso e Raccolta Acque

Dall'Esercitazione 1c (Coperture):

• Il principio è quello della "raccolta e smaltimento".

• Le acque meteoriche devono essere allontanate rapidamente per evitare infiltrazioni.

• Nei tetti piani, si crea un massetto delle pendenze (calcestruzzo leggero) con una
pendenza minima (< 5%, solitamente 1-2%) che dirige l'acqua verso i punti di raccolta
(bocchettoni di scarico), evitando ristagni.

5. Baloon Frame e Platform Frame ("Nodi cadettati")


I documenti descrivono i sistemi costruttivi in legno ([Link]):

• Balloon Frame (Telaio a pallone): È il sistema più antico (tipico del Far West). I
montanti verticali sono continui dalle fondazioni al tetto (corrono per due piani). I solai
vengono "appesi" ai montanti. Problema: richiede legname molto lungo e propaga
facilmente il fuoco tra i piani.

• Platform Frame (Telaio a piattaforma): È il sistema moderno. I montanti sono


interrotti piano per piano. Il solaio del primo piano diventa la "piattaforma" su cui si
montano le pareti del secondo piano. È più facile da costruire e crea una barriera
tagliafuoco naturale tra i piani.

(Nota: "Nodi cadettati" non è un termine standard presente nei documenti, probabile
riferimento al concetto di interruzione dei montanti nel Platform Frame o a particolari
giunzioni a incastro).

6. Legno vs Acciaio in caso di Incendio

Dagli appunti [Link]:

• Legno: Ha un buon comportamento al fuoco. Brucia lentamente carbonizzandosi


dall'esterno verso l'interno. Lo strato di carbone protegge il cuore della sezione (che
rimane resistente). Il collasso è lento e prevedibile (dà tempo di scappare).

• Acciaio: Ha un comportamento peggiore se non protetto. Non brucia, ma a circa


500°C perde drasticamente le sue proprietà meccaniche (snervamento), diventando
"molle". Questo porta a un collasso improvviso della struttura senza preavviso.

7. Fondazioni in generale

Dalla Dispensa Fondazioni e Ex 2a:

Servono a trasmettere i carichi al terreno.

• Continue (Cordoli/Travi rovesce): Sotto murature portanti.

• Discontinue (Plinti): Sotto pilastri isolati (telaio). Possono essere collegati da cordoli
per evitare spostamenti relativi.

• A Platea: Soletta unica su tutta l'area, usata su terreni poveri.

8. Magrone vs Massetto delle Pendenze

• Magrone: È calcestruzzo "magro" (povero di cemento). Si mette sotto le fondazioni, a


contatto col terreno nudo. Serve a creare un piano pulito e livellato per posare le
armature, evitando che il ferro tocchi la terra.

• Massetto delle pendenze: È calcestruzzo alleggerito (es. con argilla espansa). Si


mette sul tetto piano. Serve a creare l'inclinazione artificiale per far defluire l'acqua
verso gli scarichi.
9. Pareti utilizzate nel progetto (Differenze)

• Progetto C.A. (Ex 2a):

o Parete ventilata: Con intercapedine d'aria e rivestimento staccato.

o Parete a cassetta: Doppio muro con isolante in mezzo.

• Progetto Acciaio (Ex 2b):

o Le slide mostrano l'uso di blocchi forati sagomati inseriti tra le ali delle
colonne, con isolamento a cappotto esterno che "passa davanti" al pilastro per
evitare il ponte termico. Oppure pareti a cassetta con il pilastro parzialmente
inglobato ma isolato.

10. Collegamenti (Colonna-Fondazione e IPE-Trave CA)

• Colonna Acciaio $\to$ Fondazione C.A.: Si usa una Piastra di base saldata alla
colonna. La piastra è fissata al plinto in C.A. tramite Tirafondi (grossi bulloni annegati
nel cemento).

• IPE (Acciaio) $\to$ Struttura C.A.: Se intendi il collegamento di una trave secondaria
(IPE) a una struttura principale, o l'inserimento in un cordolo: spesso si usano piastre
ancorate chimicamente o meccanicamente al calcestruzzo, su cui la IPE viene
imbullonata. Se è un architrave su muro in laterizio (Ex 1b), la IPE poggia su un
"cuscino" di malta o calcestruzzo per ripartire il carico.

11. Cupolex e Intercapedine Areata

Entrambi sono metodi per realizzare il vespaio aerato sotto il solaio di fondazione (attacco a
terra):

• Vespaio areato (tradizionale): Fatto con pietrame/ghiaia grossa.

• Cupolex (Iglu): Elementi in plastica a forma di cupola (casseri a perdere). Si posano


sul magrone e si getta il calcestruzzo sopra. Creano una camera d'aria vuota sotto il
pavimento.

• Funzione: Impediscono la risalita dell'umidità dal terreno e permettono, tramite tubi


di ventilazione collegati all'esterno, di smaltire il gas Radon (cancerogeno) proveniente
dal sottosuolo.

1. Il Calcestruzzo (C.A.)

Il calcestruzzo semplice è un conglomerato artificiale composto da legante (cemento), acqua


e inerti (sabbia, ghiaia).

• Comportamento statico: Resiste ottimamente a compressione, ma è pessimo a


trazione.
• Calcestruzzo Armato (C.A.): Per ovviare alla scarsa resistenza a trazione, si
inseriscono barre di acciaio nelle zone tese. L'unione dei due materiali crea un
elemento capace di resistere alla flessione (es. travi e solai).

2. L'Arco

Descritti in [Link] come evoluzione del trilite.

• Principio: L'arco supera il limite del trilite (che soffre la flessione nell'architrave).
Grazie alla sua forma curva, trasforma i carichi verticali in forze prevalentemente di
compressione lungo i conci.

• Spinta: Genera una spinta inclinata verso l'esterno alla base. Necessita quindi di
spalle robuste (contrafforti) o tiranti (catene) per non aprirsi.

3. Trilite e Telaio

• Trilite: Sistema isostatico (semplice appoggio). L'architrave poggia sui piedritti senza
incastro. Non trasferisce momenti. È labile alle forze orizzontali se non è molto
pesante.

• Telaio: Sistema iperstatico. Travi e pilastri sono collegati da nodi rigidi (incastri). La
trave e il pilastro collaborano: la flessione della trave si trasmette al pilastro. Questo
rende la struttura capace di resistere alle forze orizzontali (vento, sisma) grazie alla
rigidezza dei nodi ("effetto portale").

4. Vespaio, Drenaggio e TNT

• Vespaio: È uno strato (di ghiaia o elementi plastici come Cupolex/Iglu) posto sotto il
solaio di terra. Serve a interrompere la risalita capillare dell'umidità dal terreno verso
l'edificio.

• Drenaggio: Nelle fondazioni e muri controterra, serve a raccogliere l'acqua del terreno
e allontanarla per evitare che eserciti pressione sul muro. Si fa con ghiaia e tubi
drenanti.

• TNT (Tessuto Non Tessuto): Nelle coperture piane (Esercitazione 1c - tetti verdi) o nei
drenaggi, il TNT funge da strato filtrante.

o Funzione: Lascia passare l'acqua ma trattiene le particelle fini di terra,


impedendo che il terriccio intasi lo strato drenante (ghiaia) o gli scarichi.

5. Massetto delle pendenze

Si trova nelle coperture piane (Esercitazione 1c).

• Cos'è: Uno strato di calcestruzzo (spesso alleggerito) gettato con spessore variabile.

• A cosa serve: Crea la pendenza artificiale (solitamente 1-5%) necessaria a far defluire
l'acqua piovana verso i bocchettoni di scarico, evitando ristagni sul tetto piano.
6. Differenza tra Sistemi Portanti (Telaio) e Sistemi Murari (Setti)

Questa è la differenza chiave tra l'Esercitazione 1 e la 2.

• Muratura (Setti): La struttura è una "scatola" continua. I muri portano il peso e


dividono lo spazio.

o Spazi: Vincolati dalla posizione dei muri portanti (difficile fare open space).

o Benessere: Alta inerzia termica (muri spessi mantengono la temperatura


costante).

• Telaio (Scheletro): La struttura è puntiforme (pilastri).

o Spazi: Pianta libera (flessibilità totale nella divisione interna). Possibilità di


grandi vetrate.

o Benessere: Dipende totalmente dal tamponamento. Senza muri massivi,


l'inerzia termica è affidata ai tamponamenti o al cappotto.

7. Parete a Cassetta

• Cosa si usava prima: La muratura piena (monostrato). Aveva problemi di infiltrazione


d'acqua passante se non molto spessa.

• Caratteristica: È un muro doppio (due tavolati di laterizio) con un vuoto in mezzo


(intercapedine).

• L'aria dentro: Inizialmente l'aria ferma serviva come isolante e, soprattutto,


l'intercapedine serviva a interrompere la continuità fisica tra esterno e interno per
bloccare l'acqua piovana.

• Passaggio successivo: Riempire l'intercapedine con isolante (pannelli) $\to$


Evoluzione finale: Parete Ventilata (spostare l'intercapedine fuori, facendola
ventilare).

• I Contro (Difetti): Se usata in un telaio in C.A., la parete a cassetta viene interrotta da


pilastri e travi. Se l'isolante è solo nell'intercapedine, si creano enormi Ponti Termici in
corrispondenza della struttura (muffa e condensa sui pilastri all'interno). Soluzione:
bisogna isolare anche i pilastri (correzione del ponte termico).

8. Funzionamento del Cappotto

Isolamento posto sulla faccia esterna del muro (Esercitazione 2a).

• Principio: Avvolge l'edificio in modo continuo, coprendo anche travi e pilastri.

• Vantaggio: Elimina i ponti termici e porta la massa del muro (i mattoni) all'interno
dell'isolamento. Questo fa sì che il muro accumuli calore (inerzia termica),
rilasciandolo gradualmente e migliorando il comfort interno sia in inverno che in
estate.
9. Differenza dei principi tra le esercitazioni (Telaio e Setti)

• Esercitazione 1 (Muratura/Setti):

o Principio Scatolare. L'edificio sta in piedi per gravità e forma chiusa.

o Importanza fondamentale dell'Ammorsamento (incastro) tra i mattoni agli


angoli.

o I solai devono essere rigidi per ripartire le forze sismiche su tutti i muri.

• Esercitazione 2 (Telaio C.A./Acciaio):

o Principio Gerarchico. I carichi scendono per elementi distinti: Solaio $\to$


Trave $\to$ Pilastro $\to$ Fondazione.

o Importanza del Nodo (collegamento trave-pilastro).

o Le pareti non portano peso (sono solo tamponamenti).

1. Differenza tra Blocchi e Mattoni, Funzione della Malta e Origine del Blocco

• Differenza tra Mattoni e Blocchi:

La differenza principale risiede nelle dimensioni e nella percentuale di foratura (rapporto tra
vuoti e pieni).

o Mattone (pieno o semipieno): È l'elemento base tradizionale, di dimensioni


modulari (es. 5,5 x 12 x 25 cm). Ha una percentuale di foratura bassa ($\le
15\%$ pieni, $\le 45\%$ semipieni). È pesante e ha alta resistenza meccanica.

o Blocco (o Forato): È un elemento di dimensioni maggiori (es. altezza 20-25 cm).


Ha una percentuale di foratura più alta ($> 45\%$ per i forati non portanti).
Essendo più grande, velocizza la posa in opera; la presenza di aria nei fori lo
rende più leggero e isolante termicamente rispetto al mattone pieno.

• Da che "esce fuori" il blocco? (Produzione):

Sia mattoni che blocchi nascono dall'argilla, ma la loro forma è data dal processo di
Estrusione (o Trafilatura).

L'argilla impastata e umida viene spinta con forza attraverso una filiera (una maschera
metallica sagomata). La filiera ha dei "maschi" che creano i buchi nel filone di argilla. Il filone
continuo viene poi tagliato a misura da fili d'acciaio (taglierina) e infine cotto in forno.

• Funzione della Malta:

Non serve solo a "incollare" i pezzi. Le sue funzioni statiche sono:

1. Solidarizzare: Rende i singoli mattoni un corpo unico (monolite).


2. Ripartire i carichi: Regolarizza le superfici di contatto. Poiché i mattoni non
sono geometricamente perfetti, la malta compensa le asperità evitando
concentrazioni di sforzo (punte di contatto) che romperebbero il mattone per
schiacciamento locale.

2. Arco e Conci

Descritti nella parte teorica ([Link]).

• Conci: Sono gli elementi che compongono l'arco. Hanno una forma a cuneo
(trapezoidale) fondamentale per il funzionamento statico.

• Funzionamento: I conci, grazie alla loro forma, non possono scivolare giù ma si
"puntellano" l'uno contro l'altro. Trasformano il carico verticale in forze di
compressione pura.

• Concio di Chiave: È il concio centrale (in alto). È l'ultimo a essere posato e "chiude"
l'arco, mettendo in tensione tutto il sistema. Senza di esso (o senza le spalle laterali
che contrastano la spinta), l'arco crolla.

3. Sistema di Drenaggio Esterno

Si trova analizzato nella Dispensa Fondazioni e nei dettagli dell'Esercitazione 1c. Serve a
evitare che l'acqua ristagni contro le fondazioni o i muri interrati (spinta idrostatica e umidità).

Si compone di:

1. Impermeabilizzazione: Guaina (bituminosa o sintetica) applicata direttamente sul


muro controterra.

2. Protezione Meccanica: Spesso un foglio bugnato (plastica a bolle) che protegge la


guaina dal terreno e crea una micro-intercapedine.

3. Strato Drenante (Vespaio): Ghiaia o materiale arido posto a ridosso del muro, che
permette all'acqua di scendere velocemente verso il basso.

4. Tubo Drenante: Posto alla base della fondazione ("piede"), è un tubo fessurato (con
buchi) che raccoglie l'acqua scesa dalla ghiaia e la porta via verso le fognature.

5. Filtro (TNT): Il Tessuto Non Tessuto avvolge il tubo o separa la terra dalla ghiaia per
evitare che il fango intasi i buchi del drenaggio.

4. Ragionamento sulle Sezioni delle Esercitazioni

Quando disegni le sezioni per le esercitazioni, il ragionamento cambia in base alla tecnologia
usata:

• Sezione Muratura (Esercitazione 1):

o Regola: Continuità verticale. I muri portanti devono essere uno sopra l'altro dai
piani alti fino alla fondazione.
o Solaio: Entra nel muro per appoggiarsi (circa 2/3 dello spessore o intero
spessore con cordolo).

o Attacco a terra: Fondazione continua (cordolo in c.a. o trave rovescia) sotto il


muro.

• Sezione Telaio C.A. (Esercitazione 2a):

o Regola: Indipendenza tra struttura e tamponamento. Vedrai la trave e il


pilastro come elementi distinti. Il muro di tamponamento (es. cassetta) può
essere a filo esterno, interno o in mezzo, ma non porta peso.

o Ponti Termici: Nel disegno devi mostrare come l'isolante "passa davanti" al
pilastro e alla trave (cappotto) per non interrompersi.

• Sezione Acciaio (Esercitazione 2b):

o Regola: Assemblaggio a secco. Devi mostrare i profili (IPE per travi secondarie,
HE per principali/pilastri) e spesso la lamiera grecata del solaio.

o Dettaglio: L'isolante e il muro di chiusura devono gestire l'ingombro delle


colonne in acciaio (spesso il muro passa all'esterno o ingloba la colonna).

1. Il Legno e il Tetto

Legno massiccio vs Lamellare e l'uso del tronco

• Sezione piena (Massello): Oggi si usa sempre meno per elementi strutturali principali
a causa dei limiti dimensionali dell'albero e dei difetti naturali (nodi, fessurazioni). Si
usa ancora per piccoli arcarecci o travetti.

• Legno Lamellare: È la soluzione predominante oggi (citata in [Link]). Si ottiene


incollando tavole di legno (lamelle).

o Uso del tronco: Nel lamellare si elimina il midollo (la parte centrale, che tende a
spaccarsi) e l'alburno più esterno (troppo tenero), utilizzando la parte nobile.
Inoltre, i difetti vengono rimossi o distribuiti in modo che non coincidano nella
stessa sezione.

Sollecitazioni e funzione della colla

• Sollecitazione: Una trave inflessa è sollecitata a Flessione (compressione sopra,


trazione sotto) e a Taglio.

• Cosa impedisce la colla: La colla impedisce lo scorrimento longitudinale tra le


lamelle.

o Esempio: Se non ci fosse la colla, le tavole scivolerebbero l'una sull'altra come


le pagine di un libro piegato, non avendo alcuna resistenza. La colla le obbliga a
comportarsi come un unico blocco solido ("sezione monolitica"), aumentando
enormemente la rigidezza.

L'Arcareccio: Posizione e Sollecitazioni

• Posizione: L'arcareccio è messo inclinato perché segue la pendenza della falda del
tetto.

• Sollecitazione (Flessione Deviata): Essendo inclinato, ma con il carico (peso proprio


+ neve) che agisce verticalmente verso il basso, subisce una Flessione Deviata.

o Cosa succede: Il carico si scompone in due: una componente preme


perpendicolarmente sulla trave (flessione normale) e l'altra componente tende
a farla flettere lateralmente lungo la pendenza del tetto.

o Confronto: Se fosse dritto (orizzontale), subirebbe solo flessione retta/normale.

Collegamenti e Incastri

• Perché non si fanno incastri: Il legno è un materiale "vivo" e igroscopico (scambia


umidità con l'ambiente). Si gonfia e si ritira. Se facessimo un incastro rigido (es.
murando la trave nel cemento), i movimenti del legno spaccherebbero il muro o,
peggio, l'umidità intrappolata farebbe marcire il legno.

• Cosa si fa: Si realizzano appoggi o cerniere. La testa della trave che entra nel muro
deve "respirare". Si lascia una nicchia più grande della trave ("nido") per permettere
l'aerazione e si tratta la testa con sostanze protettive (bitume) o si usano scarpe
metalliche, evitando il contatto diretto col cemento umido.

Incendio: Legno vs Acciaio

• Chi dura di più: Il Solaio in Legno.

• Come affronta l'incendio: Il legno brucia per Carbonizzazione. Lo strato esterno


diventa carbone, che è un isolante termico. Questo rallenta la combustione verso
l'interno: il "cuore" della trave rimane intatto e strutturalmente resistente per lungo
tempo.

• Acciaio: L'acciaio non brucia, ma a circa 500°C subisce un decadimento immediato


delle caratteristiche meccaniche (diventa plastico/molle) e collassa improvvisamente
senza preavviso.

2. Fondazioni e Acciaio (Esercitazione 2b)

Collegamento Pilastro - Fondazione

• Problema: Bisogna collegare un elemento puntiforme in acciaio (pilastro) a una


massa in calcestruzzo (plinto).
• Soluzione: Si usa una Piastra di base in acciaio saldata al piede del pilastro.

o La piastra viene ancorata al calcestruzzo tramite Tirafondi (grossi bulloni


annegati nel getto del plinto). Spesso si interpone uno strato di malta espansiva
(betoncino) per livellare perfettamente il piano di appoggio.

o Staticamente: Questo nodo funziona solitamente come una cerniera


(trasmette carichi verticali e taglio, ma non momento flettente alla fondazione).

Perché HE per i Pilastri e IPE per le Travi? Questa scelta è dettata dalla geometria della
sezione (Esercitazione 2b):

• Travi = IPE (es. IPE 160):

o Hanno la forma di una "I" alta e stretta.

o Perché: Sono ottimizzate per la Flessione. Hanno molto materiale lontano dal
baricentro sull'asse verticale (alto Momento d'Inerzia), quindi resistono bene al
carico che spinge dall'alto verso il basso, pur essendo leggere ed economiche.

• Pilastri = HE (es. HEB 240):

o Hanno la forma di una "H" larga (quasi quadrata).

o Perché: Devono resistere alla Compressione e al Carico di Punta (Instabilità


laterale). Avendo larghezza e altezza simili, hanno una buona rigidezza (raggio
d'inerzia) in tutte le direzioni, evitando che il pilastro "spanci" o fletta
lateralmente.

1. Intercapedine

L'intercapedine è lo spazio vuoto (d'aria o riempito di isolante) lasciato tra due strati di una
chiusura (verticale o orizzontale).

• Nelle pareti (a cassetta): Serve a interrompere la continuità fisica tra l'esterno e


l'interno, bloccando il passaggio dell'acqua (che non può "saltare" il vuoto) e
migliorando l'isolamento. Se è ventilata (parete ventilata), l'aria circola smaltendo
umidità e calore.

• Nelle fondazioni (Vespaio/Cupolex): Serve a separare l'edificio dal terreno per evitare
la risalita di umidità e gas Radon.

2. Funzione della malta

Non serve solo come "colla". La sua funzione statica principale è la ripartizione uniforme dei
carichi.

• I mattoni/blocchi non sono geometricamente perfetti; se poggiassero l'uno sull'altro a


secco, si toccherebbero solo in pochi punti (punte di contatto). Il carico concentrato in
quei punti romperebbe il mattone.
• La malta crea un letto morbido che si adatta alle irregolarità, distribuendo il peso su
tutta la superficie e rendendo la muratura un monolite (tutto lavora insieme).

3. Ammorsatura

È la tecnica di incastro (o ingranaggio) tra i mattoni o blocchi agli incroci dei muri (angoli o
incroci a T).

• Si realizza alternando i corsi (pari e dispari) in modo che un mattone di un muro entri
nello spessore dell'altro.

• Funzione: È fondamentale per garantire il comportamento scatolare. Permette di


trasferire le forze orizzontali (sisma/vento) da una parete investita a quella ortogonale
(di controventamento). Senza ammorsatura, i muri si ribalterebbero singolarmente.

4. Compartecipazione tra setti e maglia aperta: da chi è data?

La collaborazione tra i muri (setti) affinché l'edificio non si apra come una scatola di cartone
sfasciata è data dal SOLAIO.

• Il solaio deve funzionare come un diaframma rigido orizzontale.

• Deve essere indeformabile nel suo piano per raccogliere le forze orizzontali e
distribuirle a tutti i muri portanti.

• Il collegamento fisico che garantisce questa compartecipazione è il Cordolo in C.A.,


che corre sopra tutti i muri e lega il solaio alla muratura.

5. Solaio 1° Esercitazione (Pignatta) vs 2° Esercitazione (Tavelloni)

• Esercitazione 1 (Solaio Latero-Cementizio):

o Elemento: Pignatta (blocco di laterizio forato).

o Funzione: È un elemento di alleggerimento. Non ha funzione strutturale


portante. Serve a riempire il volume del solaio senza pesare troppo e funge da
"cassero a perdere" per gettare i travetti in calcestruzzo.

• Esercitazione 2 (Solaio in Acciaio):

o Elemento: Tavellone (laterizio basso e lungo) poggiato sulle ali delle IPE.

o Funzione: Ha una funzione portante locale. Deve reggere il peso proprio, il


massetto e i carichi di esercizio (persone) nel tratto tra una putrella e l'altra
(trave IPE) e trasferire il peso alla trave stessa. A differenza della pignatta, il
tavellone "porta".

6. Diagramma dei momenti: Trave incastrata e Travetti nel cordolo

Quando un travetto del solaio entra nel cordolo in C.A., si crea un vincolo che tende
all'incastro (o semi-incastro), non è un appoggio semplice perfetto.
• Il Diagramma:

o Agli estremi (nel cordolo): Il momento è Negativo (la curva va verso l'alto). Le
fibre tese sono quelle superiori.

o In campata (al centro): Il momento è Positivo (la curva va verso il basso, la


"pancia"). Le fibre tese sono quelle inferiori.

• Conseguenza Costruttiva: Proprio a causa di questo momento negativo all'incastro


col cordolo, bisogna inserire dei ferri aggiuntivi nella parte alta del solaio vicino ai muri,
chiamati spezzoni o "armatura al negativo", per evitare che il solaio si fessuri sopra
l'appoggio.

7. Differenza tra i travetti nelle due esercitazioni

• Esercitazione 1 (Latero-Cemento): Il travetto è in Calcestruzzo Armato (o tralicciato


tipo Bausta poi gettato). È un materiale composito. Lavora per solidarietà con la
soletta superiore (cappa) e ha bisogno di maturazione (28 giorni) per resistere.

• Esercitazione 2 (Acciaio): Il travetto (trave secondaria) è un profilo IPE (es. IPE 160). È
un materiale omogeneo e isotropo. Lavora a flessione pura grazie alla forma della
sezione (momento d'inerzia). È un sistema a secco: appena montato e bullonato ha già
la sua resistenza portante.

1. Differenza tra Sistemi Portanti (Telaio) e Sistemi Murari (Setti)

La distinzione fondamentale risiede nel modo in cui la struttura porta i carichi e definisce lo
spazio.

• Sistemi Murari (Setti Portanti - Es. 1):

o Struttura: È un sistema "a scatola" (comportamento scatolare). I muri hanno


una doppia funzione: portano il peso dell'edificio e chiudono gli ambienti.

o Spazi: Gli spazi sono rigidi e vincolati. Non puoi spostare i muri facilmente
perché crollerebbe il solaio. Le finestre non possono essere troppo grandi o
troppo vicine agli angoli (indeboliscono la scatola).

o Benessere Termoigrometrico: La muratura piena ha una grande inerzia


termica. I muri spessi accumulano calore e lo rilasciano lentamente. Questo
garantisce ambienti freschi d'estate e stabili d'inverno, smorzando i picchi di
temperatura esterna.

• Sistemi a Telaio (Scheletro C.A./Acciaio - Es. 2):

o Struttura: È un sistema "puntiforme". I carichi scendono solo attraverso i


pilastri. Le pareti sono solo tamponamenti (non portano peso).
o Spazi: Permette la "Pianta Libera". Puoi disporre i tramezzi come vuoi e
spostarli nel tempo. Puoi realizzare grandi vetrate o facciate completamente
aperte.

o Benessere Termoigrometrico: È più critico. Poiché la struttura è snella (pilastri


sottili) e i tamponamenti sono spesso leggeri, l'edificio ha meno inerzia termica
naturale. Il comfort dipende totalmente dalla qualità dell'isolante (cappotto) e
dalla correzione dei ponti termici.

2. Parete a Cassetta

• Cosa si usava prima:

La muratura piena monostrato (es. mattoni pieni a due o tre teste).

o Problema: Per isolare dal freddo e soprattutto per impedire all'acqua piovana di
passare (per capillarità) servivano muri spessissimi (60-80 cm). Muri più sottili
si bagnavano da parte a parte.

• Caratteristica e Funzione dell'Aria:

La parete a cassetta è composta da due strati paralleli (uno esterno e uno interno) separati da
un vuoto (intercapedine).

o Funzione dell'aria: In origine, lo strato d'aria serviva a interrompere la


capillarità. L'acqua che bagna il muro esterno non può "saltare" il vuoto e
quindi non arriva al muro interno, che resta asciutto. L'aria ferma è anche un
isolante, ma meno efficace dei materiali moderni.

• Passaggio successivo:

L'evoluzione è stata inserire nell'intercapedine del materiale isolante (pannelli in lana di


roccia, polistirene, ecc.) per migliorare la resistenza termica.

o Step finale: La Parete Ventilata (citata nell'Ex 2a come la "soluzione più


efficace"), dove l'isolante è esterno e l'intercapedine d'aria è lasciata aperta per
far circolare aria e smaltire umidità.

• I Contro (Svantaggi):

Il problema principale nasce quando si usa la parete a cassetta in una struttura a Telaio in
C.A.

o Il muro si interrompe dove c'è il pilastro.

o Se metti l'isolante solo nell'intercapedine, il pilastro rimane senza isolante.

o Si crea un Ponte Termico: il pilastro è freddo, il muro è caldo. Risultato:


condensa e muffa nera in corrispondenza dei pilastri all'interno della casa.
3. Funzionamento del Cappotto

È la soluzione tecnica descritta nell'Esercitazione 2a per risolvere i problemi della parete a


cassetta.

• Principio: Si applica uno strato continuo di isolante sulla faccia esterna dell'intero
edificio.

• Funzionamento:

1. Elimina i Ponti Termici: Copre sia i tamponamenti che i pilastri/travi con lo


stesso spessore di isolante ("veste" la casa).

2. Sfrutta la Massa: La muratura pesante rimane all'interno dell'isolante (al


caldo). In inverno, i muri si scaldano e mantengono il calore (inerzia termica),
rilasciandolo se si spegne il riscaldamento.

3. Protezione: Protegge la struttura in calcestruzzo dagli sbalzi termici


(dilatazioni/fessurazioni) e dal gelo.

4. Differenza dei Principi tra le Esercitazioni (Telaio vs Setti)

Questa è la chiave di lettura di tutto il corso:

• Esercitazione 1 - Muratura (Setti):

o Principio statico: Scatolare / Continuo.

o L'edificio sta in piedi perché i muri sono legati tra loro agli angoli
(Ammorsamento).

o Non c'è distinzione tra chi porta e chi chiude.

o I solai devono essere rigidi per ripartire le forze su tutti i muri.

• Esercitazione 2 - Calcestruzzo/Acciaio (Telaio):

o Principio statico: Gerarchico / Puntiforme.

o C'è una gerarchia chiara di trasmissione del carico: Solaio $\rightarrow$ Travi
$\rightarrow$ Pilastri $\rightarrow$ Fondazioni.

o Il principio fondamentale è il Nodo Rigido (incastro trave-pilastro) che permette


alla struttura di resistere alle forze orizzontali (effetto portale) senza bisogno di
muri pieni.

o Le pareti sono accessorie (tamponamenti).

1. Differenza tra Blocchi e Mattoni, Funzione della Malta e Origine del Blocco
• Differenza tra Mattoni e Blocchi:

La differenza principale risiede nelle dimensioni e nella percentuale di foratura (rapporto tra
vuoti e pieni).

o Mattone (pieno o semipieno): È l'elemento base tradizionale, di dimensioni


modulari (es. 5,5 x 12 x 25 cm). Ha una percentuale di foratura bassa ($\le
15\%$ pieni, $\le 45\%$ semipieni). È pesante e ha alta resistenza meccanica.

o Blocco (o Forato): È un elemento di dimensioni maggiori (es. altezza 20-25 cm).


Ha una percentuale di foratura più alta ($> 45\%$ per i forati non portanti).
Essendo più grande, velocizza la posa in opera; la presenza di aria nei fori lo
rende più leggero e isolante termicamente rispetto al mattone pieno.

• Da che "esce fuori" il blocco? (Produzione):

Sia mattoni che blocchi nascono dall'argilla, ma la loro forma è data dal processo di
Estrusione (o Trafilatura).

L'argilla impastata e umida viene spinta con forza attraverso una filiera (una maschera
metallica sagomata). La filiera ha dei "maschi" che creano i buchi nel filone di argilla. Il filone
continuo viene poi tagliato a misura da fili d'acciaio (taglierina) e infine cotto in forno.

• Funzione della Malta:

Non serve solo a "incollare" i pezzi. Le sue funzioni statiche sono:

1. Solidarizzare: Rende i singoli mattoni un corpo unico (monolite).

2. Ripartire i carichi: Regolarizza le superfici di contatto. Poiché i mattoni non


sono geometricamente perfetti, la malta compensa le asperità evitando
concentrazioni di sforzo (punte di contatto) che romperebbero il mattone per
schiacciamento locale.

2. Arco e Conci

Descritti nella parte teorica ([Link]).

• Conci: Sono gli elementi che compongono l'arco. Hanno una forma a cuneo
(trapezoidale) fondamentale per il funzionamento statico.

• Funzionamento: I conci, grazie alla loro forma, non possono scivolare giù ma si
"puntellano" l'uno contro l'altro. Trasformano il carico verticale in forze di
compressione pura.

• Concio di Chiave: È il concio centrale (in alto). È l'ultimo a essere posato e "chiude"
l'arco, mettendo in tensione tutto il sistema. Senza di esso (o senza le spalle laterali
che contrastano la spinta), l'arco crolla.

3. Sistema di Drenaggio Esterno


Si trova analizzato nella Dispensa Fondazioni e nei dettagli dell'Esercitazione 1c. Serve a
evitare che l'acqua ristagni contro le fondazioni o i muri interrati (spinta idrostatica e umidità).

Si compone di:

1. Impermeabilizzazione: Guaina (bituminosa o sintetica) applicata direttamente sul


muro controterra.

2. Protezione Meccanica: Spesso un foglio bugnato (plastica a bolle) che protegge la


guaina dal terreno e crea una micro-intercapedine.

3. Strato Drenante (Vespaio): Ghiaia o materiale arido posto a ridosso del muro, che
permette all'acqua di scendere velocemente verso il basso.

4. Tubo Drenante: Posto alla base della fondazione ("piede"), è un tubo fessurato (con
buchi) che raccoglie l'acqua scesa dalla ghiaia e la porta via verso le fognature.

5. Filtro (TNT): Il Tessuto Non Tessuto avvolge il tubo o separa la terra dalla ghiaia per
evitare che il fango intasi i buchi del drenaggio.

4. Ragionamento sulle Sezioni delle Esercitazioni

Quando disegni le sezioni per le esercitazioni, il ragionamento cambia in base alla tecnologia
usata:

• Sezione Muratura (Esercitazione 1):

o Regola: Continuità verticale. I muri portanti devono essere uno sopra l'altro dai
piani alti fino alla fondazione.

o Solaio: Entra nel muro per appoggiarsi (circa 2/3 dello spessore o intero
spessore con cordolo).

o Attacco a terra: Fondazione continua (cordolo in c.a. o trave rovescia) sotto il


muro.

• Sezione Telaio C.A. (Esercitazione 2a):

o Regola: Indipendenza tra struttura e tamponamento. Vedrai la trave e il


pilastro come elementi distinti. Il muro di tamponamento (es. cassetta) può
essere a filo esterno, interno o in mezzo, ma non porta peso.

o Ponti Termici: Nel disegno devi mostrare come l'isolante "passa davanti" al
pilastro e alla trave (cappotto) per non interrompersi.

• Sezione Acciaio (Esercitazione 2b):

o Regola: Assemblaggio a secco. Devi mostrare i profili (IPE per travi secondarie,
HE per principali/pilastri) e spesso la lamiera grecata del solaio.
o Dettaglio: L'isolante e il muro di chiusura devono gestire l'ingombro delle
colonne in acciaio (spesso il muro passa all'esterno o ingloba la colonna).

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