Informatica
Informatica
Trattamento dei dati secondo un decreto-legge “privacy”: n. 196 del 2003; dà le basi fondate di una
legge del 1996 (675, prima legge che tutela le persone e gli altri soggetti rispetto al trattamento dei
dati personali.
DL 2003:
Dati =
Titolare del trattamento = persona che ha il potere decisionale in maniera autonoma sule finalità e
sulle modalità del trattamento. Deve anche decidere il profilo della sicurezza. [Per tutte le aziende
sanitarie] DIRETTORE GENERALE
Incaricati del trattamento = tutte le persone che dal responsabile devono accettare per iscritto che
conoscono le modalità di trattamento dei dati; TUTTI GLI OPERATORI
Nel 2016, l’UE ha deciso di regolamentare le linee guida del trattamento dei dati (GDPR): emana per
tutti gli stati un regolamento. In Italia vige dal 25 maggio del 2018: nella legge del 2003 mancava una
figura
• Data protection officer = responsabile per la protezione dei dati, ma non per un trattamento
sbagliato (DPO)
• Interno o esterno all’azienda = nascita di un mercato
SOFTWARE
Accedere a un applicativo
Login/logout
Log file: sistema di registrazione di tutte le operazioni svolte; traccia tutti i tipi di trattamento fatti
(primo strumento di indagine)
Trasmissione sicura
• Smart card
• Token USB
• App su dispositivo per firma remota
PROCESSI DI FIRMA
PEC
La posta elettronica certificata o PEC è un tipo particolare di posta elettronica che permette di dare a
un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una tradizionale raccomandata con
avviso di ricevimento, garantendo così la prova dell'invio e della consegna.
Per certificare l'invio e la ricezione di un messaggio di PEC, il gestore di posta invia al mittente una
ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale
documentazione allegata. Allo stesso modo, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o
mancata) consegna del messaggio, con precisa indicazione temporale (fonte AGID).
Dal 1º luglio 2013 le comunicazioni tra imprese e pubblica amministrazione devono avvenire solo via
posta elettronica certificata (PEC), non essendo più accettate le comunicazioni in forma cartacea.
Ogni PA ha l’obbligo di creare una casella PEC per ogni registro di protocollo e comunicare ciascun
indirizzo all’AgID. Le imprese e i professionisti devono comunicare i propri indirizzi PEC ai rispettivi
organi competenti (Registro Imprese e Ordini Professionali) che ne consentono la consultazione
telematica alle pubbliche amministrazioni.
Il ruolo di AgID
La normativa PEC attribuisce all’Agenzia per l’Italia digitale le seguenti competenze:
• definisce le regole tecniche e provvede al loro aggiornamento;
• gestisce l’iscrizione e l’elenco dei gestori di posta elettronica certificata;
• vigila e controlla le attività esercitate dai gestori iscritti nell’elenco.
Elenchi PEC
L’Agenzia ha il compito di provvedere alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per
via telematica denominato Indice delle Pubbliche Amministrazioni
Consideriamo due domini di PEC gestiti da 2 gestori di PEC differenti (le stesse considerazioni
valgono anche se i domini di PEC afferiscono allo stesso gestore)
• Il mittente compone il messaggio collegandosi al proprio gestore e lo predispone per l’invio.
• Certificazione dell’invio. Quando si spedisce un regolare messaggio da una casella di posta
certificata si riceve dal proprio provider di posta certificata una ricevuta di accettazione,
firmata dal gestore, che attesta il momento della spedizione ed i destinatari (distinguendo
quelli normali da quelli dotati di PEC)
• Integrità del messaggio. Il gestore di posta certificata del mittente crea un nuovo messaggio,
detto busta di trasporto, che contiene il messaggio originale e i principali dati di spedizione;
la busta viene firmata dal provider, in modo che il provider del destinatario possa verificare
la sua integrità (ovvero che non sia stato manomesso nella trasmissione).
• Certificazione di consegna. Il gestore PEC del destinatario riceve la “busta” e controlla la
validità della firma del gestore del mittente e la validità del messaggio. Se tutti i controlli
hanno avuto esito positivo, il gestore del destinatario invia una ricevuta di presa in carico al
gestore del mittente. Il destinatario riceve quindi dal proprio gestore il messaggio nella
propria casella di posta. Il gestore del destinatario invia una ricevuta di avvenuta consegna
alla casella del mittente.
Il processo si conclude anche se il destinatario non ha ancora letto il messaggio di posta.
FIRMA DIGITALE
Il Regolamento UE n° 910/2014 - eIDAS
→ Il Regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) - Regolamento
UE n° 910/2014 sull’identità digitale - ha l’obiettivo di fornire una base normativa a livello
comunitario per i servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica degli stati membri.
Con riferimento alla firma digitale il Regolamento (articolo 25, comma 3) prescrive che:
→ ” Una firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato rilasciato in uno Stato
membro è riconosciuta quale firma elettronica qualificata in tutti gli altri Stati membri.”
Firma Digitale (FD): la Firma Digitale (ovvero Firma Elettronica Qualificata), invece, è definita come
"un particolare tipo di Firma Elettronica Avanzata basata su un certificato qualificato (rilasciato da un
Certificatore accreditato dall'AgID) e su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una
privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite
la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di
un documento informatico o di un insieme di documenti informatici".
Certificato digitale: il Certificato digitale è un documento elettronico che associa l’identità di una
persona o azienda ad una chiave pubblica ed esso viene usato nella crittografia asimmetrica. Nel
caso della firma digitale, la norma richiede una particolare modalità tecnologica, quella della
crittografia a chiavi asimmetriche detta anche crittografia a doppia chiave.
Dal punto di vista del diritto la firma digitale possiede le seguenti caratteristiche:
− autenticità: la firma digitale garantisce l’identità del sottoscrittore
− integrità: la firma digitale assicura che il documento non sia stato modificato dopo la
sottoscrizione
− non ripudio: la firma digitale attribuisce piena validità legale al documento; pertanto, il
documento non può essere ripudiato dal sottoscrittore ovvero l'autore di una FD non potrà
negare la paternità e la validità della firma stessa
− Possono dotarsi di firma digitale tutte le persone fisiche: cittadini, amministratori e
dipendenti di società e pubbliche amministrazioni.
− Per dotarsi di firma digitale è necessario rivolgersi ai certificatori accreditati autorizzati
(Certification Autority) da AgID che garantiscono l’identità dei soggetti che utilizzano la firma
digitale.
Modalità di firma
Le firme vengono apposte mediante l’utilizzo di softwares che sono soggetti a licenza d’uso e sono a
pagamento. I software invece di lettura e verifica della firma hanno licenze gratuite e possono essere
liberamente scaricati.
Il processo di firma
Si parte con l'impronta di un documento che è una sequenza di caratteri ottenuta applicando una
funzione di calcolo, detta funzione di hash, al file. Uno stesso file a cui è applicata la stessa funzione
di hash genera sempre la medesima impronta. La stringa di output è univoca per ogni file e ne è un
identificatore.
1. L'utente calcola l'impronta digitale del documento con un algoritmo di Hash che restituisce una
stringa funzione del documento (Digest).
2. La stringa viene poi cifrata con l'algoritmo a chiave asimmetrica usando la chiave privata del
mittente.
3. Il risultato di tale codifica è la firma elettronica del documento.
4. La firma viene allegata al documento che ora risulta firmato elettronicamente. Il documento così
firmato è in chiaro ma possiede la firma del mittente e può essere spedito in modo che esso possa
essere letto da chiunque ma non alterato poiché la firma digitale ne garantisce l'integrità.
La sicurezza di un algoritmo di hash risiede nel fatto che la funzione non sia:
+ reversibile - non sia cioè possibile risalire al messaggio originale conoscendo solo questo
dato
+ non deve essere mai possibile che si riescano a creare intenzionalmente due messaggi
diversi con lo stesso digest.
+ la minima modifica del messaggio deve portare ad un'alterazione radicale dell'impronta del
messaggio (effetto «valanga»).
+ Esistono diverse famiglie di algoritmi sviluppate per la crittografia dei documenti. Quella
utilizzata ad oggi per la firma digitale è la SHA-256. La sigla SHA sta per Secure Hash
Algorithm.
+ Sha-256 produce un digest di 256 bit
Consegnare un dispositivo di firma e farlo usare da un’altra persona è una procedura contraria alla
legge e che può avere gravi conseguenze.
Il CAD prescrive che "Il titolare del certificato di firma è tenuto ad assicurare la custodia del
dispositivo di firma e ad adottare tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad evitare danno ad
altri; è altresì tenuto ad utilizzare personalmente il dispositivo di firma" (art. 32, c. 1).
Dunque il titolare non solo non può consegnare a chiunque il dispositivo, ma deve "assicurarne la
custodia" e usarlo personalmente. Affidarlo a un terzo, oltre a violare queste disposizioni, costituisce
un rischio incalcolabile: infatti, nel caso in cui l'uso del dispositivo da parte di un'altra persona
provochi un danno ad altri, egli è tenuto al risarcimento se non prova di aver adottato "tutte le
misure tecniche e organizzative" idonee ad evitarlo (art. 2050 del codice civile). Prova
evidentemente impossibile, se ha affidato il dispositivo a un'altra persona!
La prassi in questione mina alla radice la fiducia che si dovrebbe porre nello strumento della firma
digitale e rende incongrua la disposizione presente in due punti del CAD: "Il documento informatico
sottoscritto con firma elettronica qualificata o con firma digitale [...] si presume riconducibile al
titolare del dispositivo di firma" (art. 20, c. 2) e "L'utilizzo del dispositivo di firma si presume
riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria" (art. 21, c. 2).
La norma, dunque, non stabilisce che la firma digitale è una prova incontrovertibile e mai
contestabile, ma prevede una inversione dell’onere della prova. In altre parole, in via automatica, la
firma digitale si considera proveniente dal suo titolare, ma quest’ultimo può sempre disconoscere la
sottoscrizione, per smentire di avere egli sottoscritto con firma digitale l’atto. Egli insomma deve
riuscire a provare di non avere apposto la propria firma digitale, ma che essa è stata abusivamente
utilizzata da terzi. Una prova tutt’altro che facile da fornire se il firmatario ha consegnato a terzi il
token di firma e/o il relativo PIN.
Da ciò deriva che nel caso in cui il soggetto titolare della firma dimostri di non aver utilizzato
personalmente il dispositivo di firma in questione, per riflesso starà dimostrando anche di non aver
garantito con tutta la diligenza necessaria la custodia dello stesso. Diventerà in tal modo
responsabile dell’atto sottoscritto a seguito della negligenza nella corretta gestione del dispositivo di
firma.
ENCODING (CODIFICA)
Lo scopo dell’encoding è quello di trasformare un dato in modo che possa essere consumato in
modo appropriato e sicuro da un differente tipo di sistema.
Lo scopo quindi non è quello di mantenere l’informazione segreta, bensì che possa essere utilizzata
da sistemi differenti! L’encoding trasforma i dati in forme diverse utilizzando uno schema che è
disponibile a tutti al fine di poter facilmente ricavare il valore originale.
Per ottenere il valore iniziale non è necessaria una chiave ma è sufficiente soltanto conoscere
l’algoritmo che è stato utilizzato per encodare il dato. Nelle lezioni precedenti abbiamo visto un
sistema di encoding che utilizza come algoritmo la tabella ASCII. Qui a fianco trovate altri due esempi
di codifica.
ENCRYPTION
Lo scopo della cifratura è quello di trasformare un dato in modo che il suo contenuto venga reso
segreto per tutti ad eccezione del destinatario previsto.
L’operazione di cifratura viene effettuata tramite l’utilizzo di una chiave che deve essere tenuta
segreta. Sulla base della chiave utilizzata, possono essere individuati due tipi di cifratura: a chiave
simmetrica o a chiave asimmetrica.
Cifratura a chiave simmetrica: la cifratura a chiave simmetrica rappresenta un metodo semplice per
cifrare testo in chiaro dove la chiave di cifratura è la stessa utilizzata per la fase di decifratura,
rendendo l'algoritmo molto performante e semplice da implementare. In questo caso è importante
che lo scambio della chiave avvenga in maniera sicura.
Cifratura a chiave asimmetrica: la cifratura asimmetrica è un tipo di crittografia dove ad ogni attore
coinvolto nella comunicazione è associata una coppia di chiavi:
➢ la chiave pubblica, che deve essere distribuita;
➢ la chiave privata, appunto personale e segreta; Il meccanismo si basa sul fatto che, se con
una delle due chiavi si cifra un messaggio, allora quest'ultimo sarà decifrato solo con l'altra.
HASHING
Lo scopo dell’hashing è quello di assicurare l’integrità del dato, in modo da avere la garanzia che
qualunque modifica effettuata al dato originale possa essere facilmente individuata. Tecnicamente,
l’hashing prende un input arbitrario e produce una stringa di lunghezza fissa avente i seguenti
attributi:
• Lo stesso input produce sempre lo stesso output
• Molteplici input differenti non dovrebbero produrre lo stesso output
• Non deve essere possibile ottenere l’input a partire dal dato di output
Qualunque modifica effettuata sul dato in input dovrebbe risultare in un cambiamento sostanziale
dell’hash risultante ottenuto.
L’hashing è tipicamente utilizzato insieme a meccanismi di autenticazione in modo da fornire prove
concrete che il messaggio non sia stato modificato e, inoltre, che sia stato inviato dalla persona
corretta (firma digitale).
vantaggi:
Gli svantaggi:
▪ Cloud:
• Ci pensa qualcun altro
• Non bisogna pensare a quale hardware o software viene utilizzato
• No ridondanza
• Accessibile a tutti
• Costi solo su ciò che si utilizza
• Backup dei dati e dell’applicativo
• Stabilire i tempi di SLA, ovvero i tempi di ripristino
• Linea internet veloce
• Trasmissione sicura
TEMPO DI SLA DI 4 ORE = il servizio di cloud deve essere in grado di ripristinare tutto il sistema entro
4 ore
Anagrafica: contiene i dati che identificano una persona attraverso un ID casuale (permette di sapere
di chi sono i dati sensibili senza avere un riferimento esplicito alla persona)
• Salvare in sistemi diversi le tabelle dei dati personali e dei dati sensibili
• Far viaggiare i dati in maniera crittografata
Protocollo di TCP/IP: è il protocollo di collegamento dati utilizzato in internet per consentire a
computer e altri dispositivi di inviare e ricevere dati
IP: Internet protocol; per andare in internet si è bisogno di una scheda di rete, identificata da un
codice (MAC address). Questo codice deve essere trasformato in un indirizzo IP attraverso il DHCP
DHCP: macchina che trasforma gli indirizzi MAC address in indirizzi per poter andare su internet
TCP: controlla la trasmissione tra due o più dispositivi di rete. Crea la connessione fra due indirizzi IP
e gestisce la consegna dei pacchetti dati
DNS: sono le macchine che traducono gli indirizzi IP in nomi facili da ricordare
WIFI: tecnologia che permette di connettere in rete uno o più dispositivi senza utilizzare i cavi,
sfruttando le onde radio (onde elettromagnetiche) che vengono da un apparecchio in grado di
generarle, il modem.
SICUREZZA INFORMATICA
Per sicurezza informatica si intende l’insieme dei mezzi e delle tecnologie utilizzati per la protezione
dei sistemi informatici in termini di disponibilità, confidenzialità e integrità dei beni. Parametri ai
quali, attualmente, se ne aggiunge un altro, che è quello dell’autenticità delle informazioni.
▫ SERVER: un server è un dispositivo informatico (fisico o virtuale) che offre servizi in rete a
dispositivi clients. Es: server di posta, server web, server applicativi (cartella clinica,
laboratorio, radiologia, anatomia patologica, ecc)
▫ CLIENT: è un dispositivo informatico, generalmente fisico, che usufruisce dei servizi erogati
in rete dai servers. Es: desktop pc, laptop pc, smartphone, stampanti, tablet, ecc
Tipologia di reti
o INTERNET: nome composto dal latino inter=“fra” e dal termine inglese net=“rete” è un
insieme di reti di computer, sparse per il mondo, interconesse tra di loro, ad accesso
pubblico
o INTRANET: è una rete locale (LAN), o un raggruppamento di reti locali, usata all'interno di
una organizzazione per facilitare la comunicazione e l'accesso all'informazione, che può
essere ad accesso ristretto
o EXTRANET: una parte della intranet che viene resa accessibile a clienti, partner o altre
persone esterne all'organizzazione
Viene detto «Web» (nome inglese che significa «rete»), contrazione di «World Wide Web» (da cui
l'acronimo www), una delle possibilità offerte dalla rete Internet di navigare tra documenti realizzati
attraverso dei link ipertestuali. Il concetto di Web è stato messo a punto dal CERN (Centro Europeo
di Ricerca Nucleare) nel 1991 da una squadra di ricercatori a cui apparteneva Tim-Berners LEE, il
creatore del concetto di iperlink, considerato oggi come il padre fondatore del Web
Protocolli di rete
Per protocollo di rete, si intende l’insieme delle regole formali attraverso le quali le apparecchiature
elettroniche stabiliscono una connessione e dialogano tra di loro. I protocolli che già utilizzate tutti
giorni a vostra insaputa sono:
→ TCP/IP: l'uso combinato di due protocolli per la trasmissione di dati su Internet
→ Http/https: navigazione web – porta 80
→ Smtp/Pop3/Imap: posta elettronica – porte 25-465 (smtp) – porte 110-995 (pop3) – porte
110-993 (imap)
→ Protocolli di messaggistica istantanea: whatsapp, telegramm, …
→ FTP/sFTP: utilizzato per trasferire file da computer su internet (WeTransfer)
Il carattere «s» che precede o segue in nome del protocollo (https, sftp) significa che le
comunicazioni scambiate sono criptate (s=secure) utilizzando la crittografia SSL, la quale utilizza dei
certificati SSL a chiavi asimmetriche rilasciati da Certification Authorities (CA) autorizzate.
La maggior parte degli attacchi informatici avviene per distrazioni della persona.
Tra le forme più comunemente rilevate di errori e abitudini rischiose troviamo:
+ una inadeguata gestione delle proprie password,
+ l'incapacità di riconoscere siti fraudolenti,
+ Apertura di allegati pericolosi all’interno di messaggi mail e di URL ingannevoli.
Lo spear phishing è una truffa tramite cui i cybercriminali spingono le vittime a rivelare informazioni
sensibili, come le credenziali di accesso. In alcuni casi, i truffatori riescono ad ottenere l'accesso ai
dati tramite link o allegati malevoli, che, una volta aperti, installano malware nel computer della
vittima.
Contromisure
Aggiornamento di sistemi operativi con patch di sicurezza. Spesso gli aggressori sfruttano alcune
vulnerabilità dei sistemi operativi per introdursi all’interno dei pc.
→ Antivirus: consente di proteggere il proprio computer da software dannosi, conosciuti come
virus. Un buon antivirus deve essere costantemente aggiornato ad avere in continua
esecuzione le funzioni di scansione in tempo reale.
→ intrusion detection system (IDS) è un dispositivo software o hardware (o a volte la
combinazione di entrambi, utilizzato per identificare accessi non autorizzati ai computer o
alle reti locali
→ Controllare tutti i file che si ricevono o che vengono spediti tramite posta elettronica
→ Verificare l’affidabilità dei mittenti di posta elettronica
→ Verificare l’origine dei siti web navigati
→ Gestire in maniera corrette le proprie credenziali
VIRUS VS FIREWALL