Syllabus
Syllabus
aa 2024-2025
16 settembre 2024
1
Laboratorio di Fisica II (elettronica e misure elettriche)
NB riferimenti ai testi:
HH: Horowitz e Hill, “The Art of Electronics” (3rd edition)
MNV: Mazzoldi, Nigro e Voci, “Fisica, Vol. II” (2a edizione)
Lez. 2,
18.9
Es. 1, 2 E. Modello di conduzione e la legge di Ohm
Lez. 3,
20.9 – resistori come elementi di circuito
Es. 3, 4
F. L’effetto Joule, forma macroscopica e forma microscopica
2
2 Circuiti con corrente continua
A. Leggi di Kirchoff
C. primo circuito con pila e resistore, generatori fem “reali” con resistenza interna r
Lez. 4,
23.9
• circuito equivalente di un generatore di fem reale
• massima potenza trasferita al “carico” (condizione R = r)
Lez. 5,
27.9
Es. 5, 6, G. esempio del tester ICE
7 • circuito interno dell’amperometro ICE (vedete Esp. 1a)
• ICE come amperometro, verifica dinamica della misura (40 µA nel galvanometro
mobile per una corrente fondo scala) e calcolo RA
• ICE come voltmetro, verifica dinamica della misura e calcolo RV
3
• esempio partitore resistivo
– a circuito aperto, generatore fem variabile
– con carico (generatore fem variabile ma non indipendente del “carico”)
– VOU T in termini di comportamento a circuito aperto e della corrente di
carico iL
– caso di carico resistivo, partitore fra R1 ∥ R2 e RL
• teorema di Thevenin
– linearità di generatori di fem e delle sorgenti di corrente nel calcolo di ∆V
(legge di Ohm, leggi dei nodi e delle maglie)
– reti di generatori fem, sorgenti di corrente, resistenze
Lez. 6,
27.09 – motivazione / dimostrazione povera del teorema
Es. 8,9, 10, – calcolo di VEQ , REQ (misura di ∆V in funzione di iL , calcoli REQ con
11 corrente a corto circuito iCC
L e con δiT EST ), esempio del partitore resistivo
4
– utilità (e quasi omnipresenza) dei sinusoidi, accenni alla serie di Fourier e
la trasformata di Fourier
– espressione con numeri complessi, fasori e rappresentazione grafica
– esempio reti di distribuzione monofase e trifase
• accenni ai segnali stocastici, auto-correlazione CAA (τ )
Lez. 9,
7.10 – carica e scarica, costante tempo τ = RC, bilanciamento energia
Es. 15 e
– analisi circuito RC con connessione all’oscilloscopio (ROSC e COSC ), carico
16
dell’oscilloscopio e connessione con cavo coassiale
– misura di C tramite misura della costante tempo τ , discussione dell’analisi
di VOU T (t) (vedete Esp. 2a)
Lez. 10,
11.10 • circuito RC con una fem variabile (sinusoidale) nel tempo (filtro RC passa
Es. 17 basso)
– soluzione con A cos (ωt + ϕ)
– soluzione con à exp jωt, corrispondenza della parte reale con soluzione
sinusoidale
– similtudine fra formule per ṼOU T e ĩ ed i valori per un circuito partitore
• impedenza Z (ω) ≡ Ṽ
ĩ
5
– esempio, calcolo impedenza per R, C, L
– significato della complessità di Z e rappresentazione grafica, confronto nu-
merico
Lez. 11,
14.10 • metodo simbolico e la sostituzione di equazioni differenziali con equazioni di
algebra lineare
– leggi di Kirchoff in regime di corrente in alternata
– combinazioni di Z in parallelo e in serie
• funzione di trasferimento H (ω) ≡ ṼOU T
ṼIN
– rappresentazione grafica con il diagramma di Bode
– decibel (dB) e dB/ottava, illustrazione per il filtro passa basso (f3dB )
Lez. 12,
18.10 – esempio con l’impedenza dello strumento di misura, ZOSC , modifica alla
Es. 18, funzione di trasferimento del RC passa basso (vedete Esp. 2b)
19 e 20
• modello di Thevenin in regime di corrente alternata, ṼOU T = ṼEQ − ĩL ZEQ
– importanza impedenza in ingresso ZIN e in uscita ZOU T , esempio della
differenza fra filtri passa basso RC con τ uguali e ZOU T diversi
– esercizio del doppio filtro passa basso utilizzando il circuito equivalente
• misure della funzione di trasferimento con l’oscilloscopio
– uso funzionalità di misura di VP P , ∆ϕ, calcolo H
– alternativa con regressione al modello di segnale sinusoidale, costruzione
del rapporto fra le ampiezze complesse
– discussione delle incertezze nelle misure effettuate con l’oscilloscopio
Lez. 13,
21.10 • ancora circuiti RC
Es. 21
– filtro passa alto, calcolo funzione di trasferimento
– integratori e differenziatori
– uso del circuito RC passa basso, problema di aliasing, ispirazione per filtri
numerici
E. circuiti con induttanza (L)
• fenomenologia dell’induttanza, costante tempo τ ∝ R1 , equazione differenziale
e bilanciamento energetico. Accenni alla fisica dell’induzione elettromagnetica
e auto-induzione.
6
• elemento di circuito L, ∆VL = L dt
di
e l’impedenza ZL = jωL
Lez. 14,
25.10 • comportamento filtro RL passa basso
(FD)
– comportamento nel dominio del tempo (costante tempo τ )
– misura sperimentale di L tramite τ in circuito “reale” (modello reale del
induttore) (vedete Esp. 3a)
– con il metodo simbolico per corrente alternata
– confronto con RC passa basso, discussione impedenza ZIN e ZOU T
• filtro RLC passa banda (vedete Esp. 3a)
– elemento di circuito LC parallelo, impedenza e comportamento come os-
cillatore libero
– funzione di trasferimento per RLC passa banda
∗ comportamento a risonanza e nei limiti di frequenza alta e bassa
∗ risonanza, larghezza e ampiezza del picco, selettività filtro, fattore di
merito Q
Lez. 15,
28.10 – circuito più realistico: modello di una bobina reale con RL e CL , inclusione
Es. 22 dello strumento di misura come carico
∗ comportamento a risonanza (altezza e larghezza picco), comporta-
mento in altri regimi di frequenza
∗ valutazione numerica dei modelli per H (ω)
– confronto con oscillazione libera del circuito LC parallelo, equazione dif-
ferenziale e soluzione, confronto con esempio dell’oscillatore armonico mec-
canico con dissipazione parallela (vedete Esp. 3b)
• circuito RLC in serie
– equazione differenziale e oscillazione libera
– comportamento come filtro risonante e come notch filter (filtro a reiezione
di banda)
– casi realistici, valutazione numerica
Lez. 16,
4.11
Es. 23, 24 F. Applicazione: ponte di Wheatstone e trasduttori
e 25 • ponte di misura, ponte di Wheatstone: bilanciamento, sensibilità a piccoli
cambiamenti di resistenza, comportamento in alternata e DC
7
• ponte di Wheatstone con alimentatore DC
• strain gauge come trasduttore di forza / estensiometro
– strain gauge con lettura a ponte, cella carico
– dipendenza resistenza sulla lunghezza, fattore κ
– dipendenza lunghezza sulla forza, geometria / materiale cella carico
Lez. 17,
8.11 • misura della forza di Lorentz fra fili percorsi da corrente (vedete Esp. 4)
– definizione Ampere pre-2018, sistema internazionale – presente e passato
– per le unità di misura, la forza di Lorentz
– forza di Lorentz fra bobine percorse da corrente, approssimazione al caso
di fili rettilinei, infiniti e paralleli
– stima ampiezza della forza di Lorentz con la configurazione di laboratorio
– esempio dati per calibrazione cella carico con pesi noti e della forza di
Lorentz
Lez. 18,
11.11 • Modelli curva i-VD
Es. 26, 27
– modelli semplificati, VON ≈ 0, VON ≈ 0.6 V e le loro applicabilità
– linearizzazione dell’eqn di Shockley, resistenza dinamica rD
8
– approssimazioni più semplici (VON = 0,VON = 0.6 V), soluzione per ap-
prossimazioni successive
– tracce VOU T (t) con VIN sinusoidale (dimostrazione in aula)
C. Circuiti raddrizzatori
Lez. 19,
15.11
Es. 28 D. circuiti non-lineari vari con diodi
• diode clamp
– creazione “onda quadra”, creazione componenti alle armoniche dispari
– dimostrazione in aula, selezione dei componenti con stadio LC passa banda
generale (generazione armoniche 3 f ,
• doppiatori (V1 sin ωt → 2V1 , DC )
• stabilizzazione fem DC con diodo zener
– curva i-V per lo zener, VZ e iZ , resistenza dinamica rZ
– Zener come elemento di stabilizzazione fem. Riduzione sensibilità a flut-
tuazioni del generatore DC (accenno a ROU T e al circuito equivalente)
– uso Zener con ponte di Graetz, riduzione di Vripple
9
Lez. 20, • transistor BJT (bipolar junction transistor)
15.11
Es. 29, – descrizione componente NPN, simbolo circuito (base / emettitore / collettore)
30 e 31 – descrizione transistor come elemento di circuito, {iB , iC } in funzione di {VBE , VCE }
– regimi: attivo (lineare, iB ≥ 0, VCE ≳ 0.2 V), interdizione (iB ≈ 0), saturazione
(VCE ≈ 0)
– modello semplificato di H&H: per VCE ≳ 0.2 V, VBE > 0 → VBE ≈ 0.6 V e
iC ≈ βiB
– modello
più raffinato
(Ebers-Moll), equazione di Shockley per BJT (iC ≈
VBE
i0 exp ηVT − 1 )
∗ “resistenza interna” dell’emettitore
1 VT 1 mA
re ≡ ≈ ≈ 25 Ω
∂iC iC iC
∂VBE
iC
• circuito semplice per transistor switch: analisi delle maglie (collettore e base), cor-
rente di saturazione, misura β
Rif. HH 2.2.1
10
Lez. 21,
18.11
Es. 32 5.3 Amplificatore emitter follower (inseguitore)
• idea generale: adattatore di impedenza per “far sembrare un carico più piccolo”
o aumentare la sua impedenza ZIN vista dal generatore, guadagno G ≈ 1 con
ZIN ≈ βRE , ZOU T ≈ RβS (vedete Esp. 6)
• analisi più completo, calcolo G, f3dB , ZIN , ZOU T , banda utile dell’amplificatore e
corrente alternata massima in uscita, circuito equivalente.
Lez. 22,
20.11
(SB) 5.4 Amplificatore emettitore comune
• idea generale: amplificatore con guadagno in tensione, guadagno nominale GN OM ≡
δ ṼIN RC
δ Ṽ
≈ −R E
OU T
Lez. 23,
25.11
Es. 33 • Guadagno massimo e l’uso del condensatore “bypass” (vedete Esp. 6)
11
• discussione ruolo di re , indipendenza della correzione del guadagno con RE e del
valore massimo di guadagno (con bypass) dalla scelta della corrente di lavoro iDC
C
Rif. HH 2.5
Lez. 24,
28.11
Es. 34,35 5.6 Sorgente di corrente BJT
• idea generale: programmare una corrente precisa in un carico connesso al collettore
con una tensione fissa alla base, sfruttare iC ≈ f (VBE ) (quasi-indipendenza di iC
su VCE )
Lez. 25
(A),
29.11 • calcolo punti di lavoro DC, VCDC ≈ VC C
2
= i0 RC , R1 ≈ RC
Es. 36
• calcolo dei guadagni G∆ e GCM con correnti differenziali e modo comune
12
• miglioramento CM RR con l’uso di una sorgente di corrente BJT (vedete Esp. 7)
Rif. HH 2.3.8
Lez. 26
(A),
9.12 5.8 Applicazione a misure coerente di piccoli segnali
Es. 37,
38 • estrazione segnali con regressione lineare al modello sinusoidale
Lez. 27
(A),
11.12 • Ponte di Wheatstone revisited (vedete Esp. 9) Ponte di misura / ponte di Wheat-
Es. 39 stone, sensibilità a piccoli cambiamenti di impedenza intorno al punto di bilancia-
mento
13
6 Introduzione alla conduzione nei semiconduttori e
alla fisica della giunzione P-N
Lez. 25
(B), A. fenomenologia di metalli e semi-conduttori
29.11
• confronto numerico fra Si e Cu, modello di Drude: n o µ?
Lez. 26
(B), • esperimento di Hall, misura densità n – e il segno – dei portatori di carica e
9.12 stima delle mobilità µ
• osservazioni sulla dipendenza della conduttività su T
Lez. 27
(B),
13.12 D. semi-conduttori drogati, tipo P (donatori) e tipo N (accettori)
Es. 40 • Esempi elementi usati per tipo P e N, numeri tipici per la densità delle im-
purezze nD e nA
• cambiamento livello di Fermi
14
• condizioni di equilibrio per i due materiali messi in contatto (ugualianza poten-
ziale chimico / livelli di Fermi)
• elettrostatica della giunzine P-N, e ∆ϕ = ∆EF , calcolo campo E⃗D e spessore
della zona di svuotamento
• equilibrio correnti di minoranza (termico) e maggioranza (diffusione), J⃗ (0) =
J⃗term + J⃗dif f (0) = 0
• polarizzazione
h diretta, correntii di minoranza e maggioranza
J⃗dif f (∆V ) = −J⃗term exp k∆V
BT
e l’equazione di Shockley
• polarizzazione inversa, mancanza di corrente e ingrandimento zona svuota-
mento
• accenni agli effetti fotovoltaico e fotodiodi, responsività e efficienza quantica
• discussione del transistor BJT come due giunzioni NPN
– regime attivo e regimi di interdizione e saturazione, fattore β.
15
Una selezione di esercizi
Circuiti con corrente continua
Esercizio 1.
Calcolare la resistenza per ogni metro di un filo di rame di diametro ϕ = 315 µm,
supponendo conduttività σCu = 6.0 × 107 /Ωm.
Esercizio 2.
Dimostrare che il risultato per la resistenza fra due superfici equipotenziali con
la geometria di due cilindri concentrici, di lunghezza L e raggi r1 e r2 e separati da
materiale di conduttività σ,
1 r2 ∆V
R= log = (1)
2πσL r1 i
corrisponde ad un campo elettrostatico fra i due cilindri tenuti a differenza di poten-
ziale ∆V con in mezzo il vuoto,
⃗ = ∆V 1 ûr
E (2)
log rr21 r
Questo risultato significa che la corrente stabile fra i due cilindri non comporta nessun
accumulo di carica fra i cilindri (il materiale conduttivo in mezzo rimane neutro). Si
nota che ∂ρ
∂t
= −∇·J⃗ = 0 per una corrente stabile, e con la legge di Ohm (microscopica)
avremo quindi ρ = ϵ0 ∇ · E ⃗ = 0.
16
Esercizio 3.
Abbiamo due resistori indicati per una dissipazione massima di 0.25 W, uno da
220 Ω e uno da 22 kΩ. Calcolare i valori massimi di corrente iM AX e di ddp ∆V M AX
che si possono usare per i due resistori. Se abbiamo a disposizione un generatore fem
di 25 V, esiste un rischio di “bruciare” i due resistori?
Esercizio 4.
R12
Req ≈ R1 −
R2
In questo modo, una resistenza di 100 kΩ messa in parallelo con 1 kΩ riduce la
resistenza di essa di circa 1%, a circa 990 Ω.
Esercizio 5.
Risultato:
∆V1 R1R+R
2
2
− ∆V2
iA = (3)
RA + R1 ∥ R2
17
Esercizio 6.
Esercizio 7.
Confermare, usando la tecnica della “corrente di prova” (iT EST ) oppure della cor-
rente a corto circuito iCC , che la resistenza equivalente del partitore resistivo vale
R1 R2
REQ = = R1 ∥ R2
R1 + R2
18
Esercizio 8.
Dimostrare che il risultato per la corrente iA misurata in Es. 5 può essere ricavato
facilmente usando il circuito equivalente di Thevenin per il partitore con generatore
fem ∆V1 e resistori R1 e R2 .
Esercizio 9.
NB: il valore minimo per la fem E , 1 kV, che serve per questa sorgente di corrente
potrebbe (dovrebbe?) spaventarci. Tipicamente per questo tipo di applicazione viene
usata una sorgente di corrente a base di transistor, che con un generatore fem di
15 V consente di ottenere una sorgente di 100 mA con resistenza di sorgente molto
più elevata (e quindi molto più costante con il variare del carico). Studieremo questo
circuito nel secondo semestre del corso.
19
Esercizio 10.
Calcolare VOU T per il circuito, detto ponte di Wheatstone, nella figura, e calcolare
la relazione fra le resistenze Rx , Rr , R1 e R2 affinché VOU T sia nulla. Il ponte di
Wheatstone viene usato, spesso nella condizione“bilanciata” di cui sopra, per misurare
un’impedenza incognita Rx in termini di una resistenza standard Rr e due resistenze
R1 e R2 di cui conosciamo accuratamente il rapporto.
Esercizio 11.
20
Corrente variabile nel tempo, corrente alternata
Esercizio 12.
21
Esercizio 13.
Due segnali sinusoidali con la stessa frequenza hanno la stessa ampiezza A0 e una
piccola differenza di fase δ,
22
Esercizio 14.
Notiamo che questo rappresenta la configurazione delle due sfere conduttrici messe in
contatto da un filo (resistivo), proposta come esempio di corrente variabile nel tempo
all’inizio di questa sezione del corso.
Esercizio 15.
Usare il circuito equivalente di Thevenin per ricavare l’equazione differenziale per il
caricamento del condensatore – e quindi di ∆VC (t) – da una sorgente FEM costante
per il circuito RC in presenza dell’oscilloscopio (si nota che quest’è il circuito usato
per stimare C nell’esperienza 2A).
NB: R e ROSC costituiscono un partitore resistivo
23
Esercizio 16.
C1 R2
VOU T (t) = VIN exp −t/τ ⋆ + VIN [1 − exp −t/τ ⋆ ]
C1 + C2 R1 + R2
con τ ⋆ = (R1 ∥ R2 ) (C1 + C2 )
Notiamo che questo circuito, e il suo “aggiustamento” per produrre il gradino perfetto,
è quello di una “sonda passiva per oscilloscopio”, dove R2 e C2 rappresentano la
resistenza e la capacità parallele dell’oscilloscopio. Vedremo il comportamento di
questo circuito in presenza di una VIN sinusoide nel tempo.
24
Esercizio 17.
(solo un controllo) ... Qual è il significato del fatto che Z sia un numero complesso?
Come si presenterebbero le curve per V (t) e i (t) in un grafico delle serie tempo-
rail per un elemento che abbia impedenza con angolo ϕ > 0 (ovvero con Im (Z) > 0)
oppure uno con ϕ < 0 (Im (Z) < 0)?
Dato un’impedenza Z (ω0 ) = Z0 exp jϕZ percorsa da una corrente i0 cos ω0 t, quanto
vale the differenza di potenziale V (t)?
Esercizio 18.
Calcolare HRCRC (ω) trattando il circuito con l’analisi del circuito a due maglie con
il metodo simbolico. Si dovrebbe ottenere lo stesso risultato ottenuto in aula usando
il circuito equivalente per il primo stadio.
Perché non possiamo dire semplicemente HRCRC = Hτ1 × Hτ2 , moltiplicando le fun-
zioni di trasferimento dei due filtri singoli passa basso? In quale limite diventerebbe
valida quest’espressione?
Fare un calcolo numerico per τ1 = τ2 = 100 µs, per i due casi R2 = R1 e R2 = 10R1 ,
e confrontare i valori di H su un diagramma di Bode, assieme alla funzione Hτ1 × Hτ2 .
25
Esercizio 19.
Creare un routine per convertire le serie temporali per VIN (t) e VOU T (t), per prove
ripetute k, in una stima sperimentale della funzione di trasferimento H (f ), con valori
di |H| e di fase ϕ da inserire, con incertezze, in un diagramma di Bode.
Consigliamo di usare i componenti per coseno e seno per ogni prova, A kk 0 B kk,
in questo modo:
H_kk = (AOUT_kk - j* BOUT_kk) ./ (AIN_kk - j* BIN_kk);
modH_kk = abs(H_kk);
angH_kk = angle(H_kk);
Poi considerando i medi e gli scarti di modH kk e angH kk si possono ottenere i
valori e le barre di incertezza (statistiche) per il diagramma di Bode, modulo e fase.
In alternativa si poteva limitare l’analisi ai parti reali e immaginarie di H (f ).
Applicare questa tecnica ai dati presentati nell’esperienza 0b. I dati nei file
sine 200k [Link] e sine 200 [Link] contengono le serie temporali per VIN
(CH1) e VOU T (CH2) per un filtro RC passa basso a 200 Hz e a 200 kHz.
Esercizio 20.
Per l’ultimo circuito, il “passa banda RCRC”, sostituire i valori del secondo stadio
in modo di avere lo stesso τ ma con impedenza più bassa, ad esempio R2 = 470 Ω e
C2 = 22 nF. Confrontare le funzioni di trasferimento.
26
Esercizio 21.
Analizzare il circuito nella figura per un’onda quadra in ingresso, calcolando sia
VIN (t) in presenza di Rgen e RL entrambi diversi da zero. Spiegare le forme d’onda
misurate sperimentalmente a destra.
Questo modello del circuito trascura gli effetti legati alle capacità parassite che pos-
sono essere importanti alle frequenze alte. Le curve nella figura a destra sono stati
misurati con valori nominali Vgen onda quadra 0-1 V, Rgen = 50 Ω, L = 85 mH,
RL = 77 Ω e R = 500 Ω.
Esercizio 22.
1
Dimostrare che l’impedenza a risonanza, Z (ω0 ) , con ω0 = √LC , dell’induttore
“fisico” – considerando induttanza L e resistenza serie RL , come indicato in figura
2
qui sotto – in parallelo con un condensatore C sia ZM AX ≈ (ωR0 L)
L
.
La presenza di una capacità parassita fra gli avvolgimenti dell’induttore può essere
inclusa nella capacità parallela C. Inoltre notiamo che questo valore massimo (finito)
dell’impedenza limita la trasmissione del filtro passa banda a risonanza, H (ω0 ) < 1.
27
Esercizio 23.
Considerare di nuovo il circuito del Esercizio 16, ma con VIN sinusoidale in ingresso:
28
Esercizio 24.
Esercizio 25.
Avendo dati per Zx (f ) dalla misura proposta in Es. 24 per un ampio intervallo
di frequenze e avendo un’ipotesi di quali componenti potrebbero costituire l’elemento
“incognito” – ad esempio le combinazioni in figura qui sotto – come si potrebbe fare
una regressione in Zx o Zx−1 per estrarre i valori dei componenti singoli?
29
Esercizio 26.
Stimare la corrente che scorre nel circuito nella figura qui sotto, considerando
VIN = 10 V e i due casi R = 100 Ω e R = 100 kΩ e la curve i-VD per il diodo
1N914 (Vishay) riportata nella figura a destra. Si consiglia di usare prima il modello
VON ≈ 0.6 V e poi eventualmente procedere per approssimazioni successive usando
la linea di carico e i dati riportati per i-VD . Data la variabilità di VD (i) (scattering
limit) si consiglia di fare l’esercizio per una curva (ipotetica) nell’intervallo consentito.
30
Esercizio 27.
R = 100 + R = 10 k + R = 1 M + (oscilloscopio)
5 VIN 5 VIN 5
4 VOUT 4 VOUT 4
3 3 3
2 2 2
1 1 1
V (V)
V (V)
V (V)
0 0 0
-1 -1 -1
-2 -2 -2 VIN
VOUT
-3 -3 -3
-4 -4 -4
-5 -5 -5
-6 -4 -2 0 2 4 6 -6 -4 -2 0 2 4 6 -6 -4 -2 0 2 4 6
t (s) #10 -3 t (s) #10 -3 t (s) #10 -3
• perché VIN
M AX M AX
− VOU T (valori al picco) varia con R? Come si calcola?
• perché la separazione – [VIN (t) − VOU T (t)] – non è costante nella fase di polar-
izzazione diretta?
31
Esercizio 28.
B. con carico zero (circuito aperto), stimare la sensibilità dell’uscita per una flut-
tuazione di VIN , ∂V OU T
∂VIN
per entrambi i circuiti
CA
C. stimare l’impedenza in uscita ROU T per entrambi i circuiti (VOU T = VOU T −
iL ROU T ).
D. per avere lo stesso valore di ROU T per i due circuiti, che valori di R1 /R2 dobbi-
amo usare? Quale circuito partitore richiede più corrente dal generatore 10 V?
10 V − VOU T = (iZ + iL ) R
δVOU T
−δVOU T = + iL R
rZ
• nel circuito con lo Zener possiamo avere ROU T ≈ 3 Ω con solo 50 mA, mentre il
partitore resistivo richiederebbe circa 1.7 A al generatore.
32
Il transistor BJT e amplificatori
Esercizio 29.
Calcolare la potenza dissipata nel transistor e nel carico, ≈ iC VCE e i2C RC , in funzione
della corrente iC fra 0 e iSAT per il circuito BJT switch qui sotto. Verificare che la
dissipazione massima nel transistor avviene per iC ≈ iSAT 2
.
NB: si può verificare che la potenza totale dissipata nel transistor P = iB VBE +iC VCE ,
ma tipicamente la potenza dissipata nella giunzione B-E è molto piccola.
Esercizio 30.
Verificare che il circuito sotto funziona come una porta logica AND, ovvero che per
entrambi input A e B HI (ovvero 2 < V < 5 V) l’output è HI, mentre uno o entrambi
gli input sono è LOW (ovvero 0 < V < 0.8 V), l’output sarà LOW. Si può supporre
un fattore β ≈ 100 per i BJT
33
Esercizio 31.
Una serie di interruttore BJT vengono usati per accendere lampadine da 1 W (10 V
e 100 mA). Un unico generatore di 5 V (RS = 300Ω) è usato per fornire la corrente
di base ai diversi transistor, ognuno tramite una resistenza R = 1 kΩ, con l’idea che
l’accensione degli interruttori satura i transistor per dare 100 mA ad ogni lampadina.
34
Esercizio 32.
35
Esercizio 33.
• Calcolare ∆G
G
per il disegno studiato in laboratorio, con GN OM ≈ 16 e VCC =
15 V.
36
Esercizio 34.
Potrebbe essere utile rivedere Es. 26 nel syllabus autunnale, oltre agli appunti per il
partitore con Zener dalle lezioni.
37
Esercizio 35.
Esercizio 36.
38
Esercizio 37.
Esercizio 38.
39
Consideriamo la stessa configurazione sperimentale per la misura dell’effetto Fara-
day all’Es. 37. L’induzione di Faraday prevede, per segnali sinusoidale, che la fem
indotta nella bobina ricevitrice sarà sfasata di 90◦ rispetto alla corrente nella bobina
sorgente. Di quale entità – in gradi – sbaglieremo la verifica di questo sfasamento nel
caso che, dopo la calibrazione del nostro amplificatore differenziale, qualcuno sostitu-
isce il cavo coassiale che porta il segnale VOU T (t) con un’altro cavo con circa 20 pF
di capacità in più. Considerare di nuovo un’unica misura a 50 MHz.
40
Esercizio 39.
41
Mini-esercizio: fisica dei semiconduttori
Esercizio 40.
ρN xN + ρP xP = 0 (10)
ex2N nD nA + nD
∆ϕ = (11)
ϵr ϵ0 2nA
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