ONU.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)
1. Le origini: dal fallimento della Società delle Nazioni
L'ONU nasce per superare i limiti della Società delle Nazioni (SdN),
che non era riuscita a impedire la Seconda Guerra Mondiale a causa
della mancanza di un divieto assoluto dell'uso della forza e
dell'assenza di grandi potenze (come gli USA).
La visione di Roosevelt: Proponeva un'organizzazione universale
basata sul "direttorio" delle potenze vincitrici (i quattro poliziotti) e
sullo smantellamento dei sistemi coloniali (decolonizzazione).
La visione di Churchill: Preferiva un sistema basato su consigli
regionali coordinati da un vertice mondiale, mantenendo l'influenza
coloniale britannica.
Il risultato: Prevalse il modello Rooseveltiano (universalità e ruolo
guida delle grandi potenze), formalizzato con la Conferenza di San
Francisco del 1945 e la firma della Carta delle Nazioni Unite.
2. Il grande mutamento: il Divieto della Forza
A differenza della SdN, la Carta ONU stabilisce (all'art. 2, par. 4) il
divieto assoluto della minaccia e dell'uso della forza nelle relazioni
internazionali. Questo è il pilastro del nuovo ordine: la forza è
monopolio del Consiglio di Sicurezza, salvo il caso della legittima
difesa (art. 51).
3. I Fini dell'Organizzazione (Artt. 1, 11, 13)
Il Conforti raggruppa i fini dell'art. 1 in tre grandi aree:
Mantenimento della pace e della sicurezza (Politico): Prevenire
minacce e reprimere atti di aggressione attraverso misure collettive
e soluzione pacifica delle controversie.
Relazioni amichevoli e Autodeterminazione (Giuridico/Politico):
Sviluppare la cooperazione basata sull'uguaglianza dei diritti.
Nota: Il principio di autodeterminazione è diventato, nella prassi, il
fondamento della decolonizzazione.
Cooperazione economica, sociale e diritti umani (Socio-economico):
Risolvere problemi che sono spesso le "cause profonde" dei conflitti.
Gli obiettivi specifici:
Art. 11 (Disarmo): Promozione della disciplina degli
armamenti.
Art. 13 (Codificazione): L'Assemblea Generale ha il compito di
incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la
sua codificazione. Per questo è stata creata la Commissione di
Diritto Internazionale (CDI), che trasforma le consuetudini (norme
non scritte) in trattati chiari (es. Convenzione di Vienna sul diritto
dei trattati).
4. Integrazione Conforti: Il limite della "Domestic
Jurisdiction"
Il Conforti ricorda che l'azione dell'ONU incontra un limite generale
(art. 2, par. 7): l'Organizzazione non può intervenire in questioni che
appartengono essenzialmente alla competenza interna (domestic
jurisdiction) di uno Stato (es. la forma di governo o l'assetto
costituzionale), a meno che non si tratti di azioni per il
mantenimento della pace.
Punto chiave per l'esame: L'ONU non è un governo mondiale, ma
un'organizzazione a competenza vastissima (a differenza delle altre
[Link]. che hanno competenze tecniche limitate) i cui poteri spaziano
dalla sicurezza all'economia, dai diritti umani alla codificazione del
diritto.
Gli Organi Politici delle Nazioni Unite
L’apparato dell’ONU è composto da organi principali (elencati all'art.
7 della Carta) e sussidiari (creati dai primi per compiti specifici,
come l'UNICEF). La dialettica tra Assemblea Generale e Consiglio di
Sicurezza riflette il contrasto tra il principio di uguaglianza sovrana
e la predominanza delle grandi potenze.
1. L'Assemblea Generale (Organo Democratico)
Composizione (Art. 9): È l'organo plenario in cui siedono tutti gli
Stati membri (193 oggi). Ogni Stato ha un voto, a prescindere da
popolazione o ricchezza.
Votazioni (Art. 18): Le questioni "importanti" (es. ammissioni, pace)
richiedono la maggioranza dei 2/3 dei presenti e votanti; le altre la
maggioranza semplice.
Competenza (Art. 10): È universale (ratione materiae). Può
discutere qualsiasi questione rientri nei fini della Carta.
Poteri: Ha un potere quasi esclusivamente di raccomandazione (atti
non vincolanti denominati "Dichiarazioni di principi").
Eccezioni vincolanti (Integrazione Conforti): L'Assemblea
decide in modo vincolante sulla ripartizione delle spese
dell'organizzazione (art. 17) e, per consuetudine, sui tempi e
modalità della decolonizzazione.
2. Il Consiglio di Sicurezza (Organo Operativo)
Composizione (Art. 23): Organo a composizione ristretta (15
membri).
5 Membri Permanenti: USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito (le
potenze vincitrici con diritto di veto).
10 Membri Non Permanenti: Eletti dall'Assemblea ogni due anni.
Votazioni (Art. 27):
Per le questioni procedurali bastano 9 voti su 15.
Per le questioni sostanziali servono 9 voti, inclusi i voti favorevoli
dei 5 permanenti (il "veto"). Nota: Nella prassi, l'astensione di un
permanente non impedisce l'adozione di una delibera.
Funzione e Poteri (Artt. 24-25): Ha la "responsabilità principale" del
mantenimento della pace e sicurezza. A differenza dell'Assemblea,
può adottare decisioni vincolanti (Capitolo VII) che gli Stati membri
sono obbligati a eseguire (art. 25).
Il tocco del Conforti: L'autore sottolinea come il Consiglio di Sicurezza sia l'unico
organo a possedere una "polizia internazionale" (misure coercitive), mentre
l'Assemblea agisce come "coscienza morale" del mondo. Tuttavia, se il Consiglio è
paralizzato dai veti, l'Assemblea ha cercato storicamente di intervenire (es.
Risoluzione Uniting for Peace), sebbene con dubbia base giuridica secondo la lettura
rigorosa della Carta.