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Moneta

Il documento esplora il concetto di moneta, evidenziando la sua importanza nell'economia di mercato e il suo ruolo come strumento di potere e ribellione. Viene tracciata la storia della moneta, dalle origini con merci come conchiglie e metalli preziosi fino all'emergere delle banche centrali e della moneta cartacea. Si discute anche delle caratteristiche della moneta e delle sue implicazioni sociali e economiche.

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Moneta

Il documento esplora il concetto di moneta, evidenziando la sua importanza nell'economia di mercato e il suo ruolo come strumento di potere e ribellione. Viene tracciata la storia della moneta, dalle origini con merci come conchiglie e metalli preziosi fino all'emergere delle banche centrali e della moneta cartacea. Si discute anche delle caratteristiche della moneta e delle sue implicazioni sociali e economiche.

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L A M O N E TA

Terzo Triennio
«E’ un bene che il popolo non
comprenda il funzionamento
Perché ha senso parlare di moneta?
del nostro sistema bancario e
monetario, perché se Cos’è la moneta (cenni storici)
accadesse credo che
La creazione di moneta e il sistema
scoppierebbe una rivoluzione
bancario moderno
prima di domattina»
H. Ford 1863-1947 Denaro come strumento di potere
Denaro come strumento di ribellione al
potere
Perché ha senso parlare della moneta

1. Non esiste economia di mercato senza moneta;


2. La moneta non è naturale né neutrale
3. La moneta è potere
Perché ha senso parlare della moneta

“...Tutto ci che oggetto di scambio deve essere in qualche modo


commensurabile. A questo scopo stata inventata la moneta, che divenuta una
sorta di termine medio, dato che misura tutto.
Misura sia l’eccesso sia il difetto e quindi anche quante scarpe siano uguali a una
casa o a del cibo; quindi necessario che, come un architetto sta a un calzolaio,
cos questa precisa quantit di scarpe stia a una casa o a una certa quantit di
cibo; se non vi commensurabilit , non si possono avere n scambio n
associazione. Quindi necessario che tutto venga misurato con un qualcosa di
unitario, come abbiamo gi detto prima. Questo, in verit , il bisogno, che tiene
unita la comunit ; se infatti non vi fosse bisogno di nulla, o se non vi fosse bisogno
in modo comparabile, lo scambio non avrebbe luogo o non sarebbe lo stesso;
perci la moneta diventata un sostituto del bisogno per accordo comune e per
questo ha il nome di moneta, perch non per natura ma per convenzione e
dipende da noi modificarla o porla fuori corso...”
Aristotele, Etica Nicomachea, V, 1133





















Perché ha senso parlare della moneta

“...Se in un certo momento non abbiamo bisogno di nulla, la


moneta una sorta di garanzia che gli scambi saranno
possibili anche in futuro, quando saranno necessari. Anche
la moneta subisce l’inconveniente di non avere sempre lo
stesso potere d’acquisto; tuttavia il suo valore tende a
rimanere piuttosto stabile...”
Aristotele, Etica Nicomachea, V, 1133

Perché ha senso parlare della moneta

La storia della moneta può essere letta come l’evoluzione


(il continuo re-design) di un prodotto specifico finalizzato ad
agevolare gli scambi. Quella storia continua ad evolvere e
può essere oggetto di ulteriori progetti di sviluppo (design)
Origini della moneta - etimo

Il termine Moneta viene da monēre, «ammonire», e viene


ricondotto ad uno degli appellativi di Giunone. A Roma, sul
Campidoglio accanto a dove era posto il tempio di
Giunone, risiedeva la Zecca. Il racconto vuole che le oche
del Campidoglio avvisassero dell’arrivo di eventuali nemici.
Da qui Giunone Moneta, Giunone Ammonitrice.
Pecunia invece viene da pecus, «bestiame», per
estensione una «forma di ricchezza»
Origini della moneta – gli inizi
Molte cose sono state usate come moneta: conchiglie, sale,
bestiame, avorio, pietre preziose, metalli, carta, bit. Specifiche
merci scambiate in specifici contesti. Merci che avevano alcune
carratteristiche:
- scarse ma facilmente reperibili;
- conservavano valore materiale nel tempo (no deperibilità);
- erano relativamente frazionabili;
- avevano un valore intrinsecamente riconosciuto (moneta-merce)
 Un metodo per facilitare gli scambi e contenere i costi
Origini della moneta – circuito Kula

Nel 1922 l’antropologo Bronislav Malinowsky pubblica


«argonauti del Pacifico Occidentale» nel quale descrive il
circuito Kula che avveniva nelle isole Trobriand. Veniva
scambiate in un circolo collane di conchiglie rosse girando
verso nord e di conchiglie girando verso sud. Queste collane
servivano poi come medium di scambio durante i baratti. Gli
oggetti dovevano essere sempre in movimento e, anzi,
restare il meno possibile nelle mani di chi li riceveva. Il rituale
Kula rinsaldava la fiducia e abilitava, al margine del rito,
scambi di tipo più prettamente commerciale e meno
simbolico.
Origini della moneta – il dono

Riprendendo l’esperienza di Malinowsky, Marcel Mauss nel


«Saggio sul Dono», prende spunto dai Kula per definire il
dono «un’istituzione sociale» che determina un’obbligo (un
legame) tra i partecipanti. Un fatto volontario ma anche
obbligatorio dunque. Condizioni che torneranno alla base
del sistema monetario.
Origini della moneta – i metalli preziosi

Con l’avvento dei metalli preziosi i temi di frazionamento si


semplificano MA: difficoltà di accertare la quantità effettiva
di metallo presente nella moneta e la qualità effettiva del
metallo (il mercante portava con sé la «pietra di paragone»,
a base di silicio)
Origini della moneta – il conio

CONIAZIONE: impressione di un’immagine o un’iscrizione


sulla superficie di tondelli di metallo liscio attraverso l’uso di
uno stampo chiamato «conio»
Caratteristiche della moneta
Caratteristiche della moneta

La moneta è:
_ unità di conto/misura: in questo modo tutti i beni vengono
misurati con la stessa unità;
_ strumento di pagamento: ogni bene riceve un prezzo e può
essere comprato con un tot di quelle unità con cui è misurato;
_ riserva di valore: può essere conservata e usata in futuro
senza che si deteriori
Franco Germinale (1803)
Preoccupato di perdere
potere dopo il colpo di stato
di Brumaio, Napoleone
impone un nuovo conio
all’impero. Il franco
germinale durerà fino alla
fine della seconda guerra
mondiale
Caratteristiche della moneta – convenzione
sociale
La moneta è quindi, prima di tutto e sopra tutto, una convenzione, che
vale in un preciso spazio geografico e per un preciso periodo di tempo.
Finchè e findove cioè chi ha il monopolio della forza riesce ad imporla.

ART.1, Sezione 8, pp.5 della Costituzione degli Stati Uniti d’America


«Il congresso avrà diritto di batter moneta, e di determinarne il valore
(delle
unità), e di fissare i criteri dei pesi e delle misure.»
George Washington 1787
Caratteristiche della moneta – i limiti dei
metalli

1. Costo opportunità: se con l’oro faccio monete, non faccio altro


(monili, oggetti artistici, ecc.);
2. Costi di custodia: da Robin Hood alla Banda Bassotti i
«dobloni» piacciono a tutti e vanno difesi;
3. Costi di trasmissione: come faccio a comprare merci lontane
nello spazio? Devo spostare barili d’oro;
4. Costi informativi: quanto oro c’è veramente dentro quella
moneta?
5. Costi di variazioni: il valore dei metalli può fluttuare
I primi titoli cartacei (grazie Firenze)
• Nell'Europa del '300 i banchieri italiani e fiamminghi (che erano essenzialmente
orafi) presero l'abitudine di rilasciare titoli di credito (note del banco) a fronte di
oro depositato presso di loro.
• Il possessore poteva scambiare questi titoli di credito con commercianti o altri
banchieri che avevano relazioni d'affari con il primo banchiere. Cos prese piede
l'idea di utilizzare
monete cartacee come strumenti di pagamento.
• Una volta all'anno i banchieri regolavano i rapporti fra di loro, trasferendo solo la
quantit d'oro corrispondente al saldo fra tutte le operazioni intercorse.
Le rappresentazioni della moneta altro non sono che manifestazioni
d’un debito. Dalla difficile imitazione nasce la loro sicurezza, dalla
fede e virtù del debitore la loro accettazione. A. Galliani, Napoli, 1780


I primi titoli cartacei - convertibilità
Con convertibilità si intende la possibilità di restituire le banconote al suo
emissario ricevendo in cambio la quantità di metallo prezioso (oro) del valore che
rappresentano.
“E s vi dico che tutte le genti e regioni che sono sotto sua
segnoria si pagano di questa moneta d’ogne mercatantia di
perle, d’oro, d’ariento, di pietre preziose e generalemente
d’ogni altra cosa. E s vi dico che la carta che si mette per
diece bisanti, no ne pesa uno; e s vi dico che pi volte li
mercatanti la cambiano questa moneta a perle e ad oro e a
altre cose care. E molte volte regato al Grande Sire, per li
mercatanti che vale 400.000 bisanti e ’l Grande Sire fa tutto
pagare di quelle carte e li mercatanti le pigliano volentieri,
perch le spendono per tutto il paese.» Il Milione, Marco Polo,
Cap. 95 - Cina






I primi titoli cartacei – l’appetito vien
mangiando
• L'utilizzo della moneta cartacea si diffuse rapidamente per la facilit del suo
utilizzo.
• I banchieri presto si accorgono che l'oro da essi depositato viene prelevato solo
in piccola parte, il grosso rimane sempre in cassaforte inutilizzato. Allora, a partire
dal '700 iniziano ad emettere moneta cartacea per un valore superiore all'oro
effettivamente detenuto nelle casseforti.
• Nello stesso periodo osserviamo un processo di fusione tra banche che arrivano
a costituire le Banche Centrali


IL BANCO DE’ MEDICI
(1397-1494) È LA
PRIMA BANCA
INTERNAZIONALE
CON 12 FILIALI IN
T U T TA E U R O PA
Grazie Italia

La prima banca in senso moderno è


il Banco di San Giorgio, Genova, nel
1406. E’ il primo istituto che oltre ad
occuparsi di credito alle persone si
occupa anche di debito pubblico,
definito da Machiavelli uno «Stato
nello Stato»
I primi titoli cartacei – le Banche Centrali
Inizialmente più banche avevano la concessione per l’emissione di carta moneta.
Alcune di queste però, più spudorate, emettevano molta più carta dell’oro
detenuto.

Gli Stati si attrezzano per imporre un monopolio di emissione.

La Banca Centrale dello Stato ha dunque l’obbligo iniziale di convertire in oro


qualsiasi banconota o titolo di debito proveniente dalle altre Banche che a loro
volta convertono per i cittadini.
Curiosità: ancora oggi nessuno è obbligato ad accettare più di 50
monete metalliche per una singola transazione!
Il gold standard
La rivoluzione industriale richiede una gran massa di moneta circolante.
Scompare dunque l’oro in circolo, le banche applicano sistematicamente un
moltiplicatore (x4) e si affermano i depositi bancari (contabilità delle banche, prima
«moneta digitale»).

La riserva aurea è la base del Sistema Aureo, o Gold Standard, attuato per prima
dall’Inghilterra del XVIII secolo (in Italia dal 1873, in Russia nel 1883, in Giappone
nel 1897, in India nel 1898 e negli Stati Uniti nel 1900).

Il valore della moneta si intreccia con i saldi di entrate (export) e uscite (import) di
un Paese (bilancia dei pagamenti). Quando avviene uno squilibrio negativo
(molto import a fronte di poco export) per mantenere l’equilibrio i Paesi attuano la
svalutazione della loro moneta (con la stessa quantità compro meno cose, o a
parità di cose devo usare più moneta per comprarle).  Instabilità sistemica
Le monete moderne
Moneta legale: è la moneta in corso, riconosciuta per legge, dotata di potere
liberatorio, emessa da una Banca Centrale.

Fiducia: mi fido dell’emissore, mi fido del fatto che verrà riconosciuta e accolta da
altri, mi fido del supporto tecnico (autenticità)

Moneta bancaria: è la contabilità dare/avere dei movimenti registrati nelle banche


commerciali. Richiede un sistema di scambio informativo continuo e compatibile
(problema di design del sistema).

 Le Banche centrali sono state inizialmente il perno degli scambi tra banche,
regolandone i conti. La Banca Centrale Italiana è la Banca d’Italia (o Bankitalia) e
fa parte del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC)
1929 e Grande Depressione
La crisi del ‘29:
_crollo della Borsa di Wall Street;
_i titoli della banche crollano  assalto ai depositi;
_impossibilità di finanziare le imprese;
_licenziamenti e fallimenti;
_riduzione complessiva della spesa delle famiglie  ulteriore danno sulle
imprese;
_riduzione del commercio internazionale.

Nel 1931 l’Inghilterra abbandona il Gold Standard.


Economia di guerra, dazi e protezioni limitano lo scambio internazionale,
intervento massiccio dello Stato nell’Economia.
La Grande Depressione finisce con la fine della Seconda Guerra Mondiale 1944
1944 Bretton Woods
Con gli accordi di Bretton Woods nascono:
- Il Fondo Monetario Internazionale (FMI): dedicato a erogare prestiti agli Stati per
livellare gli squilibri determinati dalle economie interne;
- La Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo (poi rinominata World Bank)

 Nuovo ordine monetario internazionale basato sul principio di cambi fissi tra le
valute e un ruolo centrale del dollaro come moneta di riserva. Il dollaro diventa
l’unica moneta convertibile in oro (Fort Knox, 5000 tonnellate di oro e metalli
preziosi) al tasso fisso di 35$/oncia.
La pressione di De Gaulle
Il 4 Febbraio 1965 Charles De Gaulle, appena eletto Presidente della Francia,
attacca gli Stati Uniti dichiarando che la convertibilità del dollaro conferisce a quel
Paese un potere spropositato. Nella primavera del 1965, non dormendo tranquillo
a sapere di tutto l’oro francese in territorio straniero, invia dunque una nave che
attracca a NY per scambiare 150M$ con il corrispettivo in oro al cambio di 35$/
oncia.

Alza la posta a 1,5 Miliardi di $ finchè non ne ottiene 750M.

La Francia viene seguita da altri Paesi (Germania, Giappone, Canada)


determinando una pressione fortissima sugli Stati Uniti (che avevano stampato
molti più dollari delle riserve che avevano), aggravata dalla guerra in Vietnam
(molto costosa, richiese di stampare altri dollari).
Byebye gold standard, welcome dollar
standard
Il 15 Agosto 1971 con decisione unilaterale Nixon in televisione da Camp David
annuncia che gli Stati Uniti non convertiranno più nessun dollaro in oro.
Il prezzo dell’oro quadruplica, il dollaro diventa la moneta di riserva (ma solo per
rapporti fiduciari non più per motivi legati alle disponibilità auree), il valore delle
monete fluttua in base ai flussi di capitale e alla forza delle economie che le
emettono.

Dollaro, Sterlina, Yen, Yuan, Franchi e Marchi (successivamente Euro) diventano il


paniere di monete di riferimento.

Finisce l’era del valore del «sistema metallico» e si entra nell’era del valore «fiat»,
letteralmente «e così sia», cioè valore fissato dall’autorità monetaria che emette la
moneta.
Dalla lira all’euro
Di fronte all’instabilità della fine di Bretton Woods, la guerra in Vietnam, la prima
crisi petrolifera del 1973, i Paesi dell’Unione Europea inventano il «Sistema
Monetario Europeo» (SME) per fissare le convertibilità tra le monete europee. E’
l’inizio del percorso che porta al 1 Gennaio 2002 a dismettere le monete nazionali
di Belgio, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Austria, Portogallo, Finalandia e Grecia. Negli anni successivi si sono unite
Slovenia, Cipro, Malta, Slovacchia ed Estonia, seguiti nel 2014 e 2015 da Lettonia
e Lituania, per un totale di 19 Paesi.
L’Eurozona
Come arrivano le banconote nelle nostre
tasche?
La Banca Centrale Europea (BCE) autorizza ogni Banca Centrale Nazionale
(BCN) all’emissione di un tot di banconote e monete di conio nazionale in
proporzione alla sua quota di partecipazione alla BCE.

Le singole BCN gestiscono il contante circolante nel proprio Paese


indipendentemente da dove è stato emesso (principio del non rimpatrio) e devono
mantenerle il qualità, stato di conservazione e autenticità.
BANCHE, POSTE E
GRANDE
DISTRIBUZIONE
SONO I KINGMAKERS
DEL FLUSSO DI
BANCONOTE
La moneta bancaria in Europa
La moneta bancaria (moneta equivalente a contabilità all’interno dei cc delle
banche) è fatta da:
_assegni
_bonifici SEPA (Single Euro Payments Area)
_addebiti diretti SEPA
_carte di debito
_carte di credito
_carte prepagate

La maggior parte della moneta bancaria passa attraverso i conti corrente. Una
parte passa attraverso i conti postali e una parte ancor più piccola direttamente
attraverso Istituti di Pagamento e Istituti di Moneta Elettronica (che si muovono su
conti di pagamento, simili ai cc ma utilizzabili solo per movimentare pagamenti e
ricezioni)
Le Cryptovalute

Le Cryptovalute sono:
- Unità di valore interamente digitale il cui valore fluttua
sulla base del riconoscimento da parte degli utenti della sua
utilità (valore stabilito sul mercato come per qualsiasi bene)
- Transate e rese sicure in modo decentralizzato su una
blockchain;
- Costruite per impedire contraffazione e double spending;
- Basate su un Sistema di sviluppo open source su cui si
può ulteriormente sviluppare
S I S T E M A C E N T R A L I Z Z ATO
S I S T E M A D E C E N T R A L I Z Z ATO
Cenni sulla blockchain

Catena formata da nodi ognuno dei quali possiede il


registro di tutte le transazioni avvenute in quella
catena.
Ogni nodo possiede quindi tutti I dati, sincronizza le
nuove informazioni in tempo reale, valida le
transazioni in accord con gli altri nodi (consenso
distribuito).

La blockchain è trasparente (per quanto anonima) e


immutabile
Bitcoin: origini
Creato nel 2008 da Satoshi Nakamoto (nessuno sa chi sia) e viene creato in piena
crisi economico-finanziaria al fine di offrire un’alternativa alle monete Fiat
decentralizzata e anonima, al di fuori dei meccanismi di contagio e di controllo del
sistema monetario mondiale.

Bitcoin è la prima blockchain. I bitcoin sono generati da un protocollo pubblico che


li gestisce. Il protocollo emette blocco da convalidare ogni circa 10 minuti. I
«miners» devono riuscire a convalidarlo (facendo eseguire al proprio computer
una serie di calcoli) prima degli altri per ottenere in cambio BTC.

La quantità totale di BTC è fissata in 21 milioni. Ogni 4 anni la quantità minabile o


estraibile si dimezza («halving»). Si stima dunque che gli ultimi btc saranno minati
nel 2140.
Come funziona BTC?
Tutto avviene nel mondo virtuale.

Devo avere un portafoglio detto «wallet». Il wallet è un software che interagisce


con la blockchain. E’ dotato di una chiave privata con cui il proprietario firma e
spende BTC, e una chiave pubblica con cui il proprietario scambia e riceve BTC.

Le transazioni sono crittografate, sono quindi registrate nei nodi in forma però
anonima e impossibile da violare in assenza delle chiavi private.

Ogni volta che mi propongo di spendere BTC i nodi verificano che io in qualche
momento li abbia ricevuti, solo allora viene validata la transazione.
Cosa dà valore a BTC?
Adozione come mezzo di scambio (accettazione da parte degli operatori,
convertibilità)

Riserva di valore digitale: è diventata la moneta di riserva di tutti i successivi


progetti crypto.

Investimento finanziario

Collaterale per operazioni finanziarie crypto e fiat


Capitalizzazione totale della borsa italiana è
E tutte le altre 0,757Triliardi€. La capitalizzazione totale delle
crypto è 1.06Triliardi€ [Link]
crypto? charts/. Di questi, il 47% sono Bitcoin.
L’inflazione
E’ l’aumento dei prezzi.
Può essere considerato una «malattia» del sistema economico. Qualche linea di
febbre va bene, ma se la temperatura sale (diciamo sopra il 10%) allora il sistema
si ammala.

Il tasso di inflazione misura la percentuale relativa all’aumento dei prezzi che si


verificato in un determinato periodo di tempo e fornisce, pertanto, una indicazione
della variazione del potere d’acquisto della moneta

L’unità di misura di queste variazioni è l’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC),


calcolando le variazioni su un paniere di beni considerati essenziali o significativi
acquistati dai consumatori di un determinato Paese in un determinato tempo
(mesile, trimestrale, semestrale, annuale). Erano 60 prodotti nel 1928, ora sono
1772.


L’inflazione
A livello macroeconomico: discrasia tra valore reale e valore nominale.

Esempio: se prendo 1000€/anno per 3 anni ma in quei 3 anni i prezzi salgono del
3% all’anno al mio terzo anno è come se prendessi 910€ di stipendio (ho perso il
9% in valore reale).

L’obiettivo delle politiche economiche anti-inflazionistiche non quello di arrivare


alla diminuzione dei prezzi, ma l’obiettivo quello di stabilizzarli. Diminuire i prezzi
può provocare l’effetto contrario (deflazione): se i consumatori si aspettano prezzi
sempre più bassi attendono a fare consumi e provocano stagnazione


Cosa provoca l’inflazione?
1. Teorie costiste: aumento nei costi di produzione provocano inflazione
Esempio: se aumentano i costi dell’energia e i prezzi rimanessero stabili si
ridurrebbe il profitto dei venditori. Questi ultimi quindi «scaricano» l’aumento dei
costi di produzione sul prezzo. Ciò viene però seguito anche da chi non ha avuto
aumenti di costi ma «approfitta» del generale aumento di prezzi per aumentare
anche quelli dei propri beni…e fare più profitto.

Politiche economiche per contenere i costi degli input produttivi (es.


calmierazione costi del petrolio)

2. Eccesso di domanda: c’è più domanda che offerta e nel breve periodo ancora
non si è tornati al punto di equilibrio del mercato. Se il mercato funziona, nel
medio periodo lo auto-risolve. Ma se i mercati hanno ostacoli (es. bassa
concorrenza) vanno rimossi gli ostacoli.
à
Gestione del circolante vs inflazione
Per stimolare l’economia viene immessa troppa moneta circolante. Tocca quindi
alla Banca Centrale «distruggere moneta» (rendere la moneta più scarsa, dunque
aumentarne il valore, il che riduce il prezzo relativo dei beni misurato in quella
unità di valore).

Secondo la scuola keynesiana (John Maynard Keynes, economista inglese


1883-1946, padre dell’intervento dello Stato per sopperire ai fallimenti del
mercato), quando l’economia langue bisogna immettere stimoli (es. opere
pubbliche) e anche moneta circolante. Questo però genera inflazione che quindi
va gestita a quel punto riducendo gli stimoli (per i neoclassici invece si gestiva
allargando il mercato).
Gestione del circolante vs inflazione
Le politiche monetarie influenzano il tasso d’interesse, tanto più il tasso di
interesse basso tanto più gli individui tendono a detenere moneta liquida. Il
tasso d’interesse , infatti, la remunerazione del capitale investito, la cosiddetta
moneta per scopi speculativi: se si decide di non tenere moneta liquida ma di
investirla proprio parchè si ha un certo rendimento; quindi, più il tasso di
interesse alto meno moneta verrà trattenuta per transazioni. Viceversa, quando
il tasso di interesse basso viene trattenuta moneta liquida perchè non c’è più
alcun vantaggio ad investire a causa del basso rendimento degli investimenti.

Controllare l’offerta di moneta significa controllare tutto ciò che viene utilizzato
come mezzo di scambio. Il potere di aumentare o ridurre la massa di moneta da
parte delle BCN viene definito «signoraggio» (proprio come un tempo il «signore»
del castello sceglieva quanto oro effettivamente mettere nelle monte dichiarate
«d’oro». Se voleva abbassarne il valore reale ne abbassava la quantità d’oro e
viceversa.





Gestione del circolante vs inflazione
Il controllo della moneta bancaria e del sistema bancario è̀ necessariamente
indiretto, poichè la BCN può̀ porre in essere delle politiche nei confronti delle
banche che a loro volta attuano una certa attività di diffusione della moneta
bancaria.

La banca crea moneta erogando prestiti e finanziamenti. Se aumento i costi di


finanziamento, riduco la moneta bancaria in circolazione da parte delle banche
retail e dunque cerco di «sterilizzare» l’inflazione riducendo il circolante.

La BCN può quindi:


- ridurre il circolante (sia direttamente, sia indirettamente cambiando il rapporto tra
cash e patrimonio in titoli/valuta straniera);
- cambiare la quantità di moneta di riserva che le banche retail devono deternere a
fronte delle loro attività (normalmente 10% riserva, 90% mkt);
- modifiche al tasso di interesse verso le altre banche (metro a sua volta dei tassi
di interesse tra banche e cittadini).
Attenzione quindi!

Una BCN adotterà misure espansive solo e solo se ha una ragionevole aspettativa
che queste si traducano in investimenti e crescita (e quindi la mano invisibile
aggiusta tutto tenendo bassa l’inflazione).
Quando si vede inflazione salire, le misure espansive possono aggravare la
situazione inflazionistica (la «spirale inflazionistica») e dunque le politiche
monetarie diverranno più facilmente restrittive (tentativo di sterilizzare l’aumento
dell’inflazione).

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