La loso a come missione
Secondo Cicerone, la loso a di Socrate coincide con la vita stessa: non è solo teoria, ma uno
stile di vita nalizzato alla ricerca del sapere e alla scelta del bene. La loso a si realizza nella
pratica quotidiana e nel vivere in accordo con i valori etici. Socrate, inoltre, porta la loso a dalla
sfera astratta della natura alla realtà concreta della città, concentrandosi sui problemi e sulle
esigenze dei cittadini, come evidenziato da Platone nei dialoghi che lo ritraggono impegnato nella
vita della polis.
L’attenzione per l’essere umano e la città
Socrate “strappa” la loso a dal cielo per farla vivere nella città, occupandosi dell’esistenza
concreta delle persone. Egli apprende dagli uomini, non dalla natura, mostrando un
temperamento fortemente politico: la loso a serve a migliorare la vita nella polis e a educare le
coscienze dei cittadini.
La giovinezza e la formazione
Socrate nasce ad Atene nel 470/469 a.C. La madre, Fenarete, era levatrice, il padre, Sofronisco,
artigiano della pietra. Da loro eredita le capacità di “far partorire” idee e “scolpire” coscienze.
Pur non appartenendo all’aristocrazia, riceve un’educazione di alto livello e completa l’efebia
intorno al 450 a.C., nel periodo di massimo splendore di Atene sotto Pericle. In questo contesto
arriva in città Anassagora, portando la loso a naturalistica ionica.
Il giovane Socrate si avvicina inizialmente al pensiero di Anassagora, ma presto se ne distacca,
spostando il focus della sua ricerca dalla natura all’essere umano. Questa “conversione” segna
l’inizio di un approccio loso co centrato sull’uomo, considerato come l’origine dell’“umanesimo”
occidentale.
L’esperienza come soldato
Durante la guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), Socrate partecipa a tre campagne militari:
l’assedio di Potidèa (432 a.C.), la battaglia di Delio (424 a.C.) e la battaglia di An poli (422
a.C.), subendo anche delle scon tte. A Potidèa si distingue per coraggio, salvando la vita ad
Alcibiade, e mostra una dedizione straordinaria alla ri essione, rimanendo per intere ore
immobile in meditazione, anche in mezzo al pericolo. Questo episodio sottolinea il connubio tra
azione pratica e introspezione tipico della sua loso a.
Il rientro ad Atene e la vita familiare
Dopo la pace di Nicia (421 a.C.), Socrate torna ad Atene e riprende la vita pubblica,
confrontandosi con i cittadini nei luoghi di incontro. Sposa Santippe, con cui ha tre gli:
Lamprocle, Sofronisco e Menesseno. Nonostante il carattere dif cile della moglie, Platone
ricorda il suo dolore di fronte alla morte imminente del losofo.
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La frattura con la pólis
La politica ateniese diventa instabile dopo la scon tta di An poli (422 a.C.). Alcibiade, allievo di
Socrate, guida la città ma la violazione della pace con Sparta e il fallimento della spedizione in
Sicilia generano tensioni. Socrate si oppone alla condanna a morte degli strateghi dopo la vittoria
alle isole Arginuse (406 a.C.), difendendo legge e giustizia, anche contro la maggioranza,
evidenziando la sua indipendenza morale.
Dal governo dei Trenta tiranni al ritorno della democrazia
Nel 404 a.C., Sparta impone il governo dei Trenta tiranni. Socrate ri uta di collaborare a
ingiustizie politiche, come l’arresto di oppositori democratici, mostrando coerenza con i propri
principi. Nel 403 a.C., i democratici guidati da Trasibulo e Anito restaurano la democrazia, ma
Socrate rimane inviso alla città, nonostante la sua fedeltà ai valori democratici.
Il processo e la condanna
Nel 399 a.C., Socrate viene accusato da Meleto, con il sostegno di Licone e Anito, di empietà e di
corruzione dei giovani. Difende se stesso con un appassionato discorso riportato da Platone
nell’Apologia, confutando punto per punto le accuse, ma i giurati lo condannano a morte. Ri uta
di proporre una pena alternativa o l’esilio, sostenendo che il suo lavoro di educazione civica
meriterebbe un riconoscimento pubblico.
L’ora della morte
Nonostante la possibilità di ritardare l’esecuzione, Socrate ri uta la fuga proposta dall’amico
Critone, scegliendo di rispettare le leggi della città no alla ne. Muore bevendo un preparato di
cicuta, dimostrando la coerenza tra vita e loso a che aveva guidato tutta la sua esistenza.
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