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Diodi

Il documento tratta il diodo a giunzione, descrivendo le sue caratteristiche, modelli di funzionamento e applicazioni, inclusi i diodi Schottky e Zener. Viene spiegato il funzionamento dei raddrizzatori e degli stabilizzatori di tensione, con esempi pratici e formule. Inoltre, si discute l'uso dei diodi in circuiti limitatori e la loro importanza nei sistemi di alimentazione e protezione.
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Diodi

Il documento tratta il diodo a giunzione, descrivendo le sue caratteristiche, modelli di funzionamento e applicazioni, inclusi i diodi Schottky e Zener. Viene spiegato il funzionamento dei raddrizzatori e degli stabilizzatori di tensione, con esempi pratici e formule. Inoltre, si discute l'uso dei diodi in circuiti limitatori e la loro importanza nei sistemi di alimentazione e protezione.
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IL DIODO

A GIUNZIONE

Daniele Scirè - Università di Palermo – A.A. 2025-2026


Caratteristica del diodo a giunzione
A K

Soglia
(0,5 – 0,8 V)

p n

𝑉
𝑖 = 𝐼𝑆 exp −1
𝑛𝑉𝑇
𝑛 è il coefficiente di idealità
varia tra 1 e 2 (in genere 1)
Modello Esponenziale

𝑣
𝑖 = 𝐼𝑆𝑒 𝑉𝑇 −1
𝑘𝑇
𝑉𝑇 = = 0,0862 𝑇 𝑚𝑉
𝑞
Quando siamo in polarizzazione
diretta e 𝑣 > 𝑉𝑇 allora:
𝑉 𝑖
𝑉
𝑖 ≅ 𝐼𝑆 𝑒 𝑇 → 𝑉 = 𝑉𝑇 ln
𝐼𝑆
In polarizzazione inversa:
𝑖 ≅ −𝐼𝑆
Se la tensione di alimentazione
è superiore alla soglia:
𝑉𝐷
𝑉𝐷𝐷 −𝑉𝐷
𝐼𝐷 = 𝐼𝑆 𝑒 , 𝐼𝐷 =
𝑉𝑇
𝑅
Si può risolvere con un metodo
grafico o con metodo iterativo
Modello ideale

Interdizione

Conduzione
Modello ideale
Esempio

Trovare 𝐼 e 𝑉
Modello a caduta di tensione costante
ESEMPIO

Se la tensione di uscita è 2,4 V e la caduta di ogni diodo è 0,7 V a 1 mA, trovare 𝑅


N.b. usare il modello esponenziale
Esempio
Stavolta considerare il modello a caduta di tensione (0,7 V)
Trovare 𝐼 e 𝑉
Modello a piccolo
segnale
Abbiamo delle piccole variazioni di
tensione e corrente rispetto al
punto di riposo dovute al
generatore di segnale. Se
l’ampiezza del segnale applicato al
diodo è sufficientemente piccola
allora possiamo parlare di piccolo
segnale.
L’ampiezza del segnale è talmente piccola che
consideriamo il tratto di caratteristica attorno al
punto di bias come lineare e possiamo definire
una resistenza differenziale (di piccolo segnale)

1 𝑉𝑇
𝑟𝑑 = =
𝜕𝑖𝐷 𝐼𝐷
𝜕𝑣𝐷 𝑖 =𝐼
𝐷 𝐷
Dipende dal punto statico di polarizzazione o di
riposo (bias).
Si può condurre l’analisi in due tempi: prima
l’analisi del punto di riposo (senza segnale) e poi
considerando solo il segnale. La linearizzazione
semplifica moltissimo e ci permette di usare il
principio di sovrapposizione degli effetti.
𝑣𝑑
𝑖𝐷 𝑡 = 𝐼𝐷 +
𝑟𝑑
Modello esponenziale

Modello ideale Modello a soglia costante Modello per piccolo segnale


Diodi Schottky

• Ottenuto dalla giunzione di un metallo con un semiconduttore


moderatamente drogato di tipo 𝑛
• Il metallo è l’anodo mentre il semiconduttore funge da catodo.
• La caratteristica tensione corrente è molto simile a quella del
diodo a giunzione 𝑝𝑛.
• Minore accumulo di carica (transitori più veloci)
• Minore caduta di tensione diretta (0,3-0,5 V)
Diodi Zener
• La caratteristica dei diodi in regione di breakdown può essere utile
perché una volta superato il ginocchio, la tensione di breakdown
rimane pressoché costante indipendentemente da quanta corrente ci
scorre.
• Sfruttiamo questa caratteristica per costruire dei dispositivi che
forniscono valori stabili di tensione (regolatori di tensione).
• I diodi Zener sono fabbricati appositamente per lavorare in zona di
breakdown e sono ottenuti con drogaggi molto intensi.
• La corrente 𝐼𝑍𝐾 è detta corrente di ginocchio
(knee current), la caratteristica 𝑖 − 𝑣 è
praticamente una retta verticale (corto-circuito)
• I produttori in genere forniscono una tensione ai
capi del diodo 𝑉𝑍 ad una specifica corrente di
test 𝐼𝑍𝐾
• Definiamo una resistenza dinamica 𝑟𝑍 (è
differenziale e dipende dal punto di riposo 𝑄)
che mi rappresenta di quanto varia la tensione
per dato incremento di corrente. In genere non
supera la decina di Ohm. Più è basso più è
stabile la tensione di Zener.
Applicazioni
Raddrizzatori

Blocco costitutivo degli alimentatori in continua


Raddrizzatori a singola semionda

vi > 0 vi < 0
vi > Vg vi < Vg
Transcaratteristica
(caratteristica di trasferimento
ingresso-uscita)

Tensione inversa di picco (PIV, peak


reverse voltage)
PIV=Vs
Raddrizzatore a doppia semionda

𝑃𝐼𝑉 = 2𝑉𝑆 − 𝑉𝐷
Raddrizzatore
a ponte

1° semionda: conduce 𝐷1 e 𝐷2
2° semionda: conduce 𝐷3 e 𝐷4

𝑃𝐼𝑉 = 𝑉𝑆 − 𝑉𝐷

Migliore del caso precedente! E il


trasformatore ha la metà delle spire
Raddrizzatore
di picco
La forma d’onda pulsata prodotta
dal raddrizzatore non è adatta
come alimentazione continua.
Il modo più semplice per ridurre
la variazione nella tensione è
inserire un condensatore (filtro
capacitivo).
Dopo che la sinusoide raggiunge il
picco, il diodo si apre perché si
polarizza inversamente.
La capacità mantiene una
tensione di uscita costante pari al
valore di picco della tensione
d’ingresso.
Nella pratica avremo un carico in uscita, quindi
parte dell’energia conservata nel condensatore
viene ceduta al carico quando il diodo è
interdetto.
La pendenza della fase di scarica dipende dal
valore del carico e dalla capacità (circuito RC
parallelo), conviene avere capacità grosse
affinché la costante di tempo 𝑅𝐶 ≫ 𝑇.
Il diodo conduce solo per un breve intervallo di
condizione fornendo una corrente impulsata che
ricarica il condensatore.
Quando il diodo è interdetto il condensatore cede
l’energia immagazzinata erogando corrente al
carico.
La tensione di ondulazione (o di ripple) vale:
𝑉𝑝
𝑉𝑟 =
𝑓𝐶𝑅
Nel caso precedente il raddrizzatore di picco era a una semionda, ma possiamo usare anche un
raddrizzatore a doppia semionda.
In questo caso la frequenza di ondulazione sarà doppia (periodo si dimezza) e a parità di tutti gli altri
parametri possiamo usare una capacità dimezzata.
La corrente nel circuito a doppia semionda vale circa la metà di quella del caso a singola semionda
𝑉𝑃
𝑉𝑟 =
2𝑓𝐶𝑅
Stabilizzatore a diodo Zener
𝑉𝑖 −𝑉𝑧0
𝐼𝑍 = 𝑉𝑜 = 𝑉𝑍0 + 𝐼𝑍 𝑟𝑍
𝑅+𝑟𝑧
∆𝑉𝑜
= regolazione di linea [mV/V]
∆𝑉𝑖
∆𝑉𝑜
=regolazione di carico [mV/mA]
∆𝐼𝐿

IZmax
Esempio
Stabilizzatore parallelo con diodo Zener, dal datasheet: 𝑉𝑍 = 6,8 𝑉, 𝐼𝑍 =
5 𝑚𝐴 , 𝑟𝑍 = 20 Ω, 𝐼𝑍𝐾 = 0,2 mA, 𝑉𝑍𝐾 = 6,7 𝑉
• Trovare la regolazione di linea se:
𝑉𝑖 = 10 V, Δ𝑉𝑖 = ±1𝑉, 𝐼𝐿 = 0, 𝑅 = 500 Ω

• Trovare la tensione di uscita e la regolazione di carico se:


𝑎) 𝐼𝐿 = 1 𝑚𝐴, 𝑏) 𝑅𝐿 = 2 𝑘Ω, 𝑐)𝑅𝐿 = 500 Ω
• Trovare la minima resistenza di carico per fare lavorare il diodo in
breakdown
Limitatori

Tipica transcaratteristica di un circuito limitatore doppio.


Se la tensione d’ingresso è compresa tra i valori limite, il
circuito si comporta come un circuito lineare.

Se 𝐾 > 1 parliamo di amplificatori, quando usiamo dei


diodi non abbiamo amplificazione quindi 𝐾 < 1 e
parliamo di limitatori passivi.

Se la tensione di ingresso supera la soglia, la tensione


d’uscita viene limitata o agganciata al limite superiore (o
inferiore).
I picchi vengono tagliati e la forma d’onda viene cimata
(clipped)
Queste sono limitatori bruschi (hard llimiting).
Con i diodi avremo limitazioni graduali (soft limiting), entrambe
le tipologie di limitatori vengono usati nei sistemi di
acquisizione e elaborazione dei dati, nonché come sistema di
protezione
Common cathode/double-anode Zener
[Link]
Datasheets

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