ORAZIO
Vita:
❖ Nato a Venosa nel 65 a.C sotto il dominio augusteo in una famiglia benestante. Ebbe
un buon rapporto con il padre che gli fece da mentore e maestro (citato nei
Sermones)
❖ Educazione: Venosa, Roma ed Atene (ALCEO ROMANO)
❖ In Grecia entrò in contatto con la poesia greca arcaica ed alessandrina, ma
soprattutto con la filosofia. La filosofia di Orazio si fa a quello epicureo (che
propone soluzioni ai problemi esistenziali e garantisce la possibilità di vivere in pace
con se stessi), partendo dall’analisi dell’uomo, in primis di se stesso e dei suoi
comportamenti nella quotidianità. Propone ricette di vita per raggiungere la
felicità.
❖ Entrò a far parte della fila dei cesaricidi e dopo la disfatta subì la confisca dei beni
❖ Amico di Virgilio e successivamente membro del circolo di Mecenate, suo grande e
stimato amico, il quale gli donò un fondo in Sabina che divenne il posto preferito di
Orazione per sfuggire alla vita cittadina e all’esistenza centrata sugli onori e sulle
carriere (ANGULUS)
❖ Nel 17a.C. gli venne affidato la composizione di Carmen saeculare, celebrazione del
destino di Roma e della pax Romana
❖ Morì nel 8a.C.
Opere:
❖ Si dedica totalmente alla poesia
❖ aderisce alla politica di pacificazione e restaurazione morale (interesse di Orazio
per le questioni etiche) e culturale Augustea
Epodi
❖ 41-30 a.C
❖ 17 componimenti pubblicati insieme al secondo libro delle satire
❖ STILE:
- sistema metrico distico (ovvero un verso più corto che segue un verso più
lungo)
- si ispira alla poesia giambica greca
- che è caratterizzata da un tono molto aggressivo. polemico e realistico,
talvolta con delle deformazioni o esagerazioni
- è un lessico che è capace di adattarsi a diverse situazioni, ciò comporta
un alternanza di registri espressivi talvolta pacato e talvolta ironico.
- Linguaggio artificioso, ma non tanto ricercato
❖ SI ISPIRA A:
- Si Ispira inizialmente ad Archiloco
Prese la metrica e l’impeto/la passione da ARCHILOCO, ma non il linguaggio
offensivo. Allontanandosi dai suoi Toni Aspri e amari che erano presenti nelle
sue invettive, nella maggiorparte dei casi sono di tipo personali e delineati da
atteggiamenti rancorosi.
Infatti Orazio sceglie vittime di poco conto, senza nome, con un unica
eccezione ovvero l'epodo 10 che è un un'invettiva contro Mevio, un detrattore
di Virgilio, a cui Orazio augura il naufragio.
- Da Callimaco prende la varietà di tematiche: poesia civile, invettive, magia,
temi erotici e simposiaci
❖ Orazio nelle epodi si distacca dalle altre composizioni oraziane che sono
caratterizzati da la buona misura il distacco e la cordialità
EPODO 10
❖ Metro giambico
❖ La poesia prende riferimento da archiloco
❖ (Usa la tecnica del motto iniziale ossia la ripresa dell'incipit di una lirica del poeta
greco per poi discostarsi e procedere in maniera originale, tecnica dell’arte allusiva)
❖ E’ un propempticon alla rovescia, infatti non si tratta di un buon augurio ma di un
carme di malaugurio per la partenza di Mevio a cui il poeta augura il naufragio
❖ Nella prima parte Orazio chiede invita tutti i venti ad infrangersi sulla nave di Mevio
(Scirocco, Aquilone)
❖ Nella seconda parte spera che anche le costellazioni non lo aiutino come i punti di
riferimento
❖ CITA OMERO Fa delle allusioni ai viaggi di ritorno dei greci dalla guerra di Troia e il
poeta augura a Mevio di essere colto da una tempesta quale Atene scatenò sulla
flotta greca per vendicare l'oltraggio di Aiace che aveva strappato Cassandra
dall'altare della dea
❖ Nella parte finale Orazio spera di vedere Mevio che grida come una femmina e poeta
promette di sacrificare un capro e una agnella alle Tempeste, divinità che
presiedevano alla Navigazione per mare, se Nevio finirà naufrago su una spiaggia
come preda degli uccelli.
Sermones (satire)
❖ 41-30 a.C
❖ 2 libri: primo con 10 satire e il secondo con 8 satire in esametro
❖ La sua la satira oraziana si costituisce il modello per le produzioni satiriche
successive ad esempio per Ariosto, Giovenale, Persio e Parini
❖ Orazio si rifà alla satira di Lucilio, ma nella satira quarta afferma che si era
allontanato da il genere satirico di Lucilio e ne ha conservato solo il carattere
autobiografico e i tono aggressivo.
STILE:
- La satira oraziana è molto meno polemica e meno aggressiva di quella di
Lucilio.
Quella oraziana infatti è caratterizzato da un atteggiamento bonario e
cordiale (aveva aderito alla clima di pacificazione sociale voluto da
Ottaviano)
- Il carattere autobiografico porta al poeta a guardare nel proprio io e per
mettere in chiaro le proprie convinzioni idee e gusti personali. Inoltre inquadra
la realtà osservato dai suoi occhi, riporta le sue esperienze personali ed
insegnanti paterni, riflette sui difetti degli uomini.
❖ Influenza diatriba cinico-Stoica, ovvero una forma letterale che si era sviluppata in
Grecia caratterizzato dalle riflessioni su tematiche morali con l’alternanza di elementi
seri e faceti (ad esempio sono le prime tre satire del primo libro nel quale il primo
invitata a essere contenti della propria condizione, il secondo mette in guardia contro
gli eccessi della sessualità e il terzo rappresenta la fallibilità umana.
❖ Orazio però non si propone come maestro di virtù,non vuole convincere né
convertire gli altri ma cercare, prima di tutto per se stesso, una strada che porti al
miglioramento e alla serenità interiore.
❖ E’ un percorso per pochi. Infatti per raggiungere la serenità interiore bisogna
raggiungere la autarkeia, ovvero l'autosufficienza anteriore, la capacità di bastare a
se stesso e la metriotes, ovvero il giusto mezzo e la giusta misura, che consiste a
non cedere a degli atteggiamenti estremi, ma mantenere un equilibrio senza farsi
dominare dalle situazioni come ad esempio l'eccessivo amore e l'eccessivo odio
oppure Totale abbandono alla felicità e all'infelicità.
❖
Secondo libro:
❖ L'elemento autobiografico si attenua, sono presente molti dialoghi e il ruolo
dominante non è più ricoperto dal poeta ma dall'interlocutore che giudica le
debolezze e tentennamenti di Orazio e la quantità di personaggi e di differenti punti
di vista porta a dare una sensazione di smarrimento, si perde nei suoi stessi ideali
❖ Orazio afferma che raggiungere la metriotes è difficile e quasi impossibile,ma non
mette mai in discussione nell'autarkeia, poiché è possibile trovare un proprio
equilibrio limitando volontariamente ai propri bisogni e guardando con ironia i propri
limiti
STILE:
- Sermo colloquiale ovvero Quotidiano
- livello linguistico e stilistico medio
- caratterizzato da paratassi
- caratterizzato dal brevitas a differenza di Lucilio di cui Orazio ne rimprovera
gli eccessi
- revisioni dell'opera labor limae
- Candida iunctura ovvero ingegnoso accostamento che consiste nella
saggia disposizione delle parole all'interno del verso in modo da conferire un
nuovo significato alle parole (ad esempio aurea mediocritas= preziosa giusta
misura)
Sermones I,9 Un seccatore arrivista
➔ Il poeta racconta di essere stato avvicinato per strada da un fastidioso e volgare
seccatore che voleva conoscere Mecenate ed entrare a far parte del circolo di
Mecenate, non con il suo genio, ma con la corruzione e con le conoscenze
➔ il poeta critica l'atteggiamento dei seccatore e critica l'arrivismo
➔ STILE
- il tono è molto leggero e comico e talvolta è autoironico
- linguaggio formale, colloquiale ed elegante, un mix di arcaismi forme
letterarie e battute ironiche
- Non è un linguaggio aggressivo spietato come quello di Lucilio ma dall'idea di
una grande bonarietà
- Le battute sono rapide e incalzanti
➔ PERSONAGGI
- C'è il contrasto tra i valori del poeta che sono la misura, l'eleganza e il
buongusto e i vizi dello scocciatore che sono l’arrivismo grossolanità e il
ricorso all'intrigo
Odi (Carmina)
❖ 23 a.C.
❖ 88 liriche in tre libri dal metro vario
❖ celebra le antiche virtù romane e gli eroi romani
❖ .
❖ Orazio si rifà alla poesia greca arcaica, ma mantiene allo stesso tempo la propria
autonomia, infatti imita la poesia greca adattandola alla sensibilità romana (es:
Carmina I, 9 e Carmina I, 37)
❖ Egli portò a Roma i modelli lirici greci, anche se c’era stato Catullo prima
(alessandrina), lui è stato il primo a compiere un’operazione di sintesi poetica tra il
mondo greco e latino (adattamento) EGO PRIMUS, l’orgoglio di essere stato il
primo
❖ Orazio è definito con l’appellativo di ALCEO ROMANO, perché si rifà principalmente
al poeta greco arcaico Alceo, recuperando da lui temi (amore, simposio,festività),
metrica, linguaggio e paesaggi (paes invernale) e talvolta inizia le sue opere con un
“motto”, ovvero riprende un verso di un’ode di Alceo per poi discostarsi e
creare un modello che tutto suo.
❖ Arte allusiva
❖ POETI GRECI:
- Da Anacreonte prende l'eleganza,le situazioni malinconiche caratterizzate Dal
tramonto della giovinezza e dalla capacità del tempo e le situazioni erotiche
- Da Saffo solo a livello metrico ( poiché l'amore bruciante narrato dal Saffo
influenza poco Orazio perché per Orazio l'amore è solo per i giovani ed è
considerato un gioco l'amore porta turbamento)
- Il Pindaro rappresenta il limite poetico di Orazio quella perfezione quella
eccellenza che non riuscirà mai a raggiungere
❖ STILE:
- eleganza, misura, callida iunctura, abilità nell'accostamento delle parole
- Ricercatezza stilistica destinato a una cerchia ristretta di uomini
❖ FILONI:
- Tema erotico: caratterizzato da un distacco ironico nel tentativo di non
lasciarsi coinvolgere passionalmente dall'amore. L’amore è solo per i giovani
e l'uomo adulto osserva Guarda l'amore con accenti di malinconia e di
distacco (procura turbamento quindi contro la serenità interiore
- Tema religioso: Orazio ha una formazione epicurea e quindi ciò lo porta a
non credere in una vera divinità, ma il tema del Sacro fa parte del genere
lirico e quindi celebra il tema religioso in relazione alla bellezza del paesaggio
naturale alle forze propria della natura. La religiosità è molto legata alle feste
popolari. (Fonte di Bandusia)
- Tema simposiaco e gnomico: legato alle tradizioni greche rappresenta i
banchetti e i convivi per celebrare anche l'amicizia e i rapporti che permettono
di allontanare i dolori e affanni.E’ accostata spesso al filone gnomico o
sentenzioso che rappresenta il centro della filosofia e della morale di
Orazio. Infatti in questo filone lui esprime le sue opinioni sulla vita, sulla
morte, sul tempo, sull'amicizia e su tutte le caratteristiche principali che hanno
caratterizzato la vita dell'uomo.
- Poesia civile: odi romane per celebrare la grandezza di Roma e dei suoi
antichi valori destinati a di rivivere grazie all'opera di Augusto
- Tema della vocazione poetica: la scelta della poesia che gli permette di
distinguersi dal Volgo e di avvicinarsi agli dei, ribadisce la superiorità della
sua scelta
- Tema della natura: paesaggi naturali
- Angulus: uno spazio limitato e chiuso che ha un valore [Link] tratta di
un luogo sicuro che non è attaccabile dai mali,protetto ed appartato in cui
rifugiarsi per la meditazione e la composizione poetica NIDO DI PASCOLI
❖ IDEOLOGIA:
- Carpe diem: godere dell'unico spazio di tempo di cui siamo padroni, il
presente è l'unica possibile felicità che è accessibile all'uomo
- Metriotes: ricerca del giusto mezzo per raggiungere la felicità, ovvero
l'importanza della moderazione
- Autarkeia: lathe biosas (vivi nascosto) non dedicarsi alla vita politica o
aspirare ad una carriera per arricchirsi o diventare potente.
Frui paratis (godere di quello che si ha) Curare la propria condizione E
accontentarsi delle proprie cose
Carmina III, 30 Exegi monumentum aere perennius:
➔ L’ode che chiude l'edizione dei primi tre libri dei Carmina
➔ I temi principali dell'ode sono: la poesia di Eternatrice, ovvero l'immortalità di ciò
che una poesia tratta, dell'autore che l'ha scritto e la rivendicazione del ruolo di
poeta che si augurava che Mecenate lo ponesse tra i lirici vates.
➔ L’ode può essere suddivisa in due parti:
- la prima parte con lo sguardo retrospettivo in cui Orazio ammira il
monumento imponente che lui stesso aveva costruito
- Verso 6 funge la verso cerniera
- la seconda parte in cui afferma:
- la sicurezza di vivere eternamente
- rivendica di essere stato il primo a portare a Roma la lirica greca arcaica
-rievoca i luoghi Natali e porteranno insuperbirsi di aver dato alla luce un
poeta così grande (accenni anche sulle sue origini umili)
-un’apostrofe alla Musa Melpomene a cui il poeta attribuisce i propri successi
poetici e a cui chiede la corona d'alloro che sancirà la sua fama imperitura
➔ Paragone con i Dei Sepolcri di Foscolo:
Foscolo afferma che la poesia riesce a rendere eterno gli uomini illustri tramite il
ricordo delle loro gesta e che le tombe hanno principalmente un valore affettivo, ma
che non riusciranno a mantenere il ricordo vivo di quella persona perché si faranno
erodere nel tempo.
Carmina I,11 Carpe diem
➔ È dedicata a Leuconoe significa giovane “dalla mente candida” che desidera vedere
ciò che gli riserva il futuro
➔ Il tema principale è la fugacità del tempo, Orazio invita le persone a cogliere/vivere
intensamente ogni attimo della propria vita come se fosse l'ultimo, senza riporre
speranze nel domani perché il futuro potrebbe rivelarsi più amaro del presente.
➔ Nella prima parte Orazio afferma che il destino non è conoscibile poiché è oltre le
facoltà conoscitive umane, Cioè solo divine.
➔ Il riferimento ai Babilonesi e la nascita dell'Astrologia per determinare il proprio futuro
alla quale poeta si mostra scettico
➔ Il destino
➔ il mare che si scaglia violentemente contro gli scogli rappresenta il destino che va
incontro alla vita dell'uomo, quindi che nessuno può sottrarsi.
➔ verso la fine invita le persone a cogliere l'attimo a godere l'istante e c'è il tema
simposiaco
l'uso del futuro anteriore nell'ultimo verso rappresenta proprio la fugacità del tempo
Carmina II,10 L’aurea mediocritas
➔ Dedicata a Licinio
➔ metriotes, il giusto mezzo: Invita le persone a non insuperbirsi nella buona sorte e
non avvilirsi nei momenti difficili,quindi vivere con saggezza ed equilibrio
➔ STRUTTURA:
- Presenta una struttura ad anello Infatti la prima e l'ultima strofa invitano
sempre le persone a mantenere l'equilibrio nelle situazioni difficili e quelli
favorevoli
- Nella 1 strofa Orazio usa una metafora tratto dal mondo marinaro e paragona
il pericolo dei mari a quella della vita, infatti come nella navigazione anche
nella vita si dovrebbe alternare il coraggio di andare verso il largo e la
prudenza di rimanere vicino alla riva
- Nella 2 strofa presenta il giusto mezzo da lui definito l'aurea mediocritas,
ovvero il dorato di via di mezzo e invita Licinio A scegliere l'equilibrio
ovvero di non abitare una casa in rovina Ma neanche una reggia che
potrebbe suscitare l'invidia degli altri
- Nella 3 strofa Il poeta afferma che le persone che stanno più in alto più
rischiano di essere oggetto d'invidia da parte degli altri
- Nella 4 e 5 strofa Orazio fa dei riferimenti divini:
- Giove che determina l'inizio e la fine dell'inverno suggerisce quell'idea che la
vita umana non sia né positiva né negativa ma che sia un’alternanza tra
questi due poli
-Apollo simboleggia proprio la tensione tra opposti che governa la vita degli
uomini, infatti è il protettore della musica,ma con il suo arco è in grado anche
di seminare la morte.
- Verso la fine incita gli uomini a vivere con moderazione e quindi non
apparire troppo deboli nei momenti di sventura e non essere troppo superbi
nei momenti favorevoli, perché questi momenti non sono per sempre come la
felicità che è precaria.
Carmina III,13 Fonte di Bandusia
➔ Ode è dedicato a bandusia
➔ Tema: l'immortalità della poesia e la sacralità
La fonte verrà reso immortale da Orazio tramite questa l’ode
➔ Inizia con sacrificio di un capretto alla fonte, il vero dono in realtà è l'immortalità della
Fonte stessa grz alla poesia
➔ Invocazione attraverso qualcosa di inanimato, ovvero la fonte
➔ Religiosità oraziana (filone religioso, le fonti erano sacre) il fascino con cui guardare
alle piccole cose
Carmina I,37 Nunc est bibendum
➔ Lode per celebrare la fine della guerra tra Antonio e Ottaviano
➔ Celebra la vittoria di carattere culturale dell'occidente e la sconfitta di
Cleopatra, perché Antonio e Cleopatra volevano creare un impero tipico orientale.
➔ Riflette con energia la drammatica attualità di momenti decisivi della storia
➔ Motivo simposiaco e poesia civile MOTTO
➔ Si divide in tre parti:
- Cleopatra incarna il furor spera un impossibile vittoria sui romani
- appare vinta e umiliata: le rimane solo una nave che è stata scampata a pelo
(deformazione storica)
- l'orgoglio di non sottomettersi e di preferire la morte
Carmina I,9 E’ inutile preoccuparsi del domani
➔ Tema di carpe diem, della giovinezza, simposiaco e della fugacità del tempo
➔ Dedicato a Taliarco ovvero re del banchetto
➔ Riecheggiano i motivi di Alceo MOTTO
➔ paesaggio invernale, motivo conviviale e l'invito a godere i piaceri della giovinezza e
di non rinviarli a domani.
➔ Divide in tre parti:
- la prima parte ritrova il modello di Alceo con l'immagine del paesaggio
invernale affiancato al motivo simposiaco
- la seconda sviluppa la condizione esistenziale dell'uomo che è sempre in
balia le tempeste della vita e quindi invita gli uomini a godere l'attimo
soprattutto se sei giovani
- la terza parte rappresenta un'immagine di due innamorati che si danno
appuntamento nelle piazze e l'inverno appare lontano
Carmen Saeculare
❖ Nel 17 a.C. in occasione dei ludi saeculares
❖ inno ai protettori di Roma
Epistole
❖ 20-13 a.C.
❖ 2 libri: primo con 20 componimenti e il secondo con 2 epistole in esametro
❖
Satire Epistole
somiglianza esametro //
stessi temi:
- raggiungimento
della saggezza,
ricerca della
morale e filosofia
epicurea
differenza No aggressività
No osservatore della
società e dei difetti umani
❖
❖ condizione psicologica più sofferte delle precedenti che comporta una continua
insoddisfazione di se stesso:
strenua inertia (faticosa inerzia) che lo rende inquieto e impedisce di essere
soddisfatto della propria condizione
La felicità è volubile come il vento
EPISTULAE I,8
➔ In questa lettera tratta l'equilibrio interiore che rappresenta il bene più prezioso che
un uomo possa disporre (filosofia epicurea)
➔ Anticipa l’idea della noia esistenziale,quello smarrimento del proprio essere e quel
vuoto irrequieto dell'anima che non può essere placato. Una continua fuga non da
qualcosa,ma da se stesso.
➔ Chiede alla musa di riferire a Celso le sue parole e di chiedergli come sta.
➔ E invita a non insuperbirsi perché anche se in quel momento si trovava nella Corte la
condizione potrebbe cambiare a suo sfavore.
➔ Non vive né bene né con gioia. Non desidera imparare e cercare di curarsi da quel
male, non accetta gli aiuti né dai medici né dagli amici per curare questo funesto
torpore, non riesce a sentirsi bene da nessuna parte, è volubile come il vento. Cerca
di fuggire da qualcosa, ma non riesce a fuggire, è smarrito in se stesso