5.
Teologia della luce
Il testo prosegue:
καὶ ἡ ζωὴ ἦν τὸ φῶς τῶν ἀνθρώπων
La vita divina si manifesta come luce per l’umanità.
Nel simbolismo biblico la luce indica:
rivelazione
verità
salvezza.
Il tema della luce attraversa tutta la Bibbia.
Dio crea la luce (Gen 1,3).
La Torah è luce (Sal 119,105).
Il Messia è luce delle nazioni (Is 42,6).
Giovanni applica tutto questo a Cristo.
Cristo è la luce definitiva della rivelazione divina.
(Schnackenburg).
6. Teologia del conflitto tra luce e tenebre
Il versetto 5 introduce una dimensione drammatica:
καὶ τὸ φῶς ἐν τῇ σκοτίᾳ φαίνει
“La luce splende nelle tenebre”.
Il mondo giovanneo è caratterizzato da una tensione teologica:
luce / tenebre
verità / menzogna
vita / morte.
Le tenebre rappresentano:
il peccato
l’ignoranza spirituale
il rifiuto della rivelazione.
Il verbo κατέλαβεν significa sia “comprendere” sia “vincere”.
Il versetto quindi può significare due cose simultanee:
1. le tenebre non hanno compreso la luce
2. le tenebre non hanno vinto la luce.
Questo esprime una verità teologica fondamentale:
la rivelazione di Dio incontra resistenza nel mondo.
(Brown).
7. Teologia della testimonianza
Nei versetti 6-8 appare Giovanni Battista.
La sua funzione teologica è chiarita dal termine:
μαρτυρία (testimonianza).
Nel Vangelo di Giovanni la fede nasce attraverso la testimonianza.
Giovanni Battista rappresenta:
il profeta
il testimone
il precursore.
La sua missione è preparare l’incontro con la luce.
Secondo la teologia giovannea, anche la Chiesa continua questa missione di
testimonianza (Moloney).
8. Teologia della rivelazione universale
Il versetto 9 dice:
Ἦν τὸ φῶς τὸ ἀληθινόν
ὃ φωτίζει πάντα ἄνθρωπον
Cristo illumina ogni uomo.
Questa affermazione è teologicamente molto importante.
Essa suggerisce che la grazia di Cristo opera universalmente, non solo in
Israele.
Questo versetto ha influenzato profondamente la teologia missionaria e la
riflessione sul rapporto tra Cristo e le religioni.
Secondo la teologia cattolica contemporanea, questa luce universale permette
di riconoscere semi di verità presenti in tutte le culture.
(Segalla).
9. Teologia del rifiuto del Logos
Il versetto 10 presenta uno dei paradossi più profondi della teologia giovannea:
καὶ ὁ κόσμος αὐτὸν οὐκ ἔγνω
Il mondo creato dal Logos non lo riconosce.
Il termine κόσμος assume qui una connotazione negativa: rappresenta
l’umanità chiusa a Dio.
Questo rifiuto prepara il tema centrale del Prologo:
alcuni rifiutano la luce
altri la accolgono (vv. 11-12).
Secondo Raymond Brown, questo versetto anticipa il dramma dell’intero
Vangelo: la rivelazione divina incontra l’incomprensione del mondo.
10. Sintesi teologica complessiva
Il Prologo di Giovanni presenta una visione teologica straordinariamente ampia.
In esso troviamo simultaneamente:
1. Cristologia alta
Cristo è il Logos eterno.
2. Teologia trinitaria
Il Logos è Dio ma distinto dal Padre.
3. Teologia della creazione
Il mondo è creato attraverso Cristo.
4. Teologia della rivelazione
Cristo è la luce che illumina l’umanità.
5. Teologia della salvezza
La vita divina è offerta agli uomini.
6. Teologia del conflitto
La luce affronta l’opposizione delle tenebre.
Secondo Benedetto XVI, il Prologo di Giovanni costituisce una delle più
profonde sintesi tra fede biblica e ricerca filosofica sulla verità.
Bibliografia cattolica
Raymond E. Brown — The Gospel According to John.
Rudolf Schnackenburg — Il Vangelo di Giovanni.
Giuseppe Segalla — Teologia biblica del Nuovo Testamento.
Ignace de la Potterie — La verità nel Vangelo di Giovanni.
Francis J. Moloney — The Gospel of John.
Joseph Ratzinger / Benedetto XVI — Gesù di Nazaret.
Sant’Agostino — Tractatus in Ioannem.
Novum Testamentum Graece (Nestle-Aland).