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CATENE A RULLI
Modulo Meccanica MECC-100-200
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TRASMISSIONI CON CATENE : Agenda
Trasmissione a Catena; Principi – Tipologie – Riconoscimento
Regolazione del tensionamento delle catene
Modalità allineamento delle trasmissioni meccaniche a Catena
Nuovi materiali in commercio per catene. Campi di applicazione
Catene ridurre i tempi di diagnosi, migliorando la manutenibilità dei sistemi meccanici e anticipare i possibili guasti
Catene Riconoscere le condizioni di guasti o anomalie, sulla base della comprensione di segnali deboli e dei risultati di
ispezioni anche con strumentazione (Catene)
Catene Definizione dei modi di guasto (Failure Analysis)
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
La catena articolata Galle è costituita da anelli articolati e
scomponibili, formati da perni e piastrine.
Questo tipo di catena si può flettere su un solo asse.
Venne ideata per la prima volta da Leonardo Da Vinci, ma
brevettata solo nel 1832 da Meduel Gall, che l'applicò per la
prima volta ad una bicicletta.
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
La catena articolata galle è una tipologia di catena costituita da anelli articolati e scomponibili formati da perni e piastrine,
questo tipo di catena si può flettere su un solo asse. Venne ideata per la prima volta da Leonardo Da Vini, ma fu brevettata nel
1832 da Meduel Gall che la applicò per la prima volta ad una bicicletta.
Questa catena ha molte varianti, data la sua flessibilità d'utilizzo:
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
La Catena a rulli, costituita da più maglie, interne ed esterne, le maglie esterne hanno perni in acciaio trattati termicamente e
rettificati, uniti da piastrine, questa prima struttura tiene la maglia interna che è costituita sempre da piastrine, ma ha dei cilindri
chiamati bussole in cui internamente ruotano i perni della maglia esterna, mentre esternamente sono circondati da rulli girevoli
per ridurre l'attrito con i denti degli ingranaggi.
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
La Catena silenziosa anch'essa costituita da perni e piastrine, ma nella quale le piastrine sono sagomate per poter ingranare
con il minimo rumore.
La Catena a O-ring, Catena X-ring, Catena X²-ring, Catena Z-ring o Catena T-ring, è un tipo di catena a rulli, ma con
l'aggiunta di anelli che migliorano la lubrificazione e riducono lo sfregamento tra le maglie, sono posizionati alle estremità dei
perni, più precisamente interposti tra le piastrine della maglia esterna e le piastrine della maglia interna.
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
A più di 150 anni dalla sua invenzione l’idea della catena a rulli resta fondamentale non solo per la bicicletta ma anche per i
meccanismi di trasmissione di tantissimi macchinari utilizzati in gran parte delle attività industriali.
Da allora la catena a rulli si e sviluppata in molteplici forme materiali per molteplici applicazioni:
Le macro categorie delle catene a rulli:
Catene a rulli per trasmissione
Catene movimento terra
Catene di sollevamento
Catene per trasportatori
Catene speciali
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
Le catene a rulli di trasmissione servono a trasmettere
potenza meccanica in applicazioni tra le più svariate.
Sono disponibili catene semplici, doppie, triple o a più file di
rulli; realizzate secondo gli standard ISO e ANSI.
Possono essere realizzate in acciaio al carbonio, con
trattamento di nichelatura oppure in acciaio inox per
applicazioni negli ambienti più corrosivi o alimentari.
Serie Europea
Serie Americana
Catene Autolubrificanti con O-RING
Catene Autolubrificanti
Catene a Passo Allungato
Catene Side Bow
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
ISO 606 / DIN 8187
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
ISO 606 / DIN 8187
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
ISO 606 / DIN 8187
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
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Manutenzione Catene a Rulli: Principi – Tipologie – Riconoscimento
ISO 606 / DIN 8187
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
Dimensionamento di una trasmissione a catena
Il primo passo per un corretto dimensionamento di una trasmissione a catena è raccogliere i dati di progetto:
tipologia motore
tipologia utilizzatore
potenza motrice nominale
velocità di rotazione e diametro albero motore
velocità di rotazione e diametro albero utilizzatore
interasse
tolleranza interasse
ingombro massimo ruote dentate
presenza o meno di organi di lubrificazione
tipologia ambiente in cui lavora la trasmissione
tipologia di lavoro (continuo, intermittente, soggetto a strappi in partenza o a bruschi arresti)
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
Determinazione del fattore di servizio
Per definire al meglio il fattore di servizio cui lavora la trasmissione è necessario conoscere anche i seguenti parametri:
• frequenza di partenze e fermate
• coppie allo spunto richieste
• definizione della temperatura di esercizio
• presenza o meno di grandi variazioni di carico durante i cicli di lavoro
• presenza o meno di più di un albero utilizzatore
Caratteristiche Motori a Motore elettrico Motori a
del carico combustione o turbine combustione interna
interna con innesto con innesto a
Fattore di servizio idraulico frizione
Fs UNIFORME 1,0 1,0 1,2
PULSANTE 1,3 1,3 1,4
A SCATTI 1,4 1,5 1,7
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
Calcolo della potenza di progetto
Pp = Pn • Fs
Pp = potenza di progetto
Pn = potenza nominale motore
Fs = fattore di servizio
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
Scelta della catena
Con l’abaco seguente, in base alla potenza di progetto e alla
velocità dell’albero veloce si determina la taglia della catena,
che andrà poi verificata calcolando gli sforzi subiti durante la
trasmissione di potenza.
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
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Manutenzione Catene a Rulli: Dimensionamento
Calcolo diametro primitivo minimo pignone
p = passo catena
da = diametro dell’albero
Noto il diametro primitivo, è noto anche il numero di denti Z.
Escluse le trasmissioni con basse velocità, è consigliabile non avere pignoni con numero di denti minore di 17, in quanto
verrebbero accentuati gli effetti poligonali con conseguente aumento delle vibrazioni sulla catena con sforzi aggiuntivi tra le
articolazioni e urti sulla dentatura.
Si consiglia, inoltre, di avere angoli di avvolgimento maggiori di 120°, per evitare il pericolo di mancato ingranamento sul
pignone.
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Manutenzione Catene a Rulli: Tensionamento
1 Regolazione del tensionamento delle catene • La flessione ammessa della catena (detta “freccia”),
misurata in corrispondenza della mezzeria della
Alcuni consigli di carattere generale da tenere in trasmissione, dovrebbe essere compresa tra il 1% e 2% del
considerazione. valore dell’interasse tra le ruote dentate (per catene di
trasmissione e trasporto leggeri) e tra il 3% e il 4% (per
• L’interasse consigliato tra gli ingranaggi deve essere catene di trasmissione e trasporto pesanti).
compreso tra 30 e 50 volte il passo della catena e deve
comunque permettere un arco di contatto sul pignone non
inferiore ai 120°.
• Il metodo raccomandato per ottenere un corretto
tensionamento della catena è il prevedere un interasse
regolabile tra gli ingranaggi, oltreché usare specifici tenditori.
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Manutenzione Catene a Rulli: Tensionamento
Regolazione del tensionamento delle catene
La flessione ammessa della catena (detta “freccia”),
misurata in corrispondenza della mezzeria della
trasmissione, dovrebbe essere compresa tra il 1% e 2% del
valore dell’interasse tra le ruote dentate (per catene di
trasmissione e trasporto leggeri) e tra il 3% e il 4% (per
catene di trasmissione e trasporto pesanti).
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Manutenzione Catene a Rulli: Allineamento
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Manutenzione Catene a Rulli: Schede di Manutenzione
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Manutenzione Catene a Rulli: Usura
Usura Fra le cause che determinano l’usura più o meno precoce, la
Si definisce usura il progressivo consumo dei componenti principale è sicuramente la lubrificazione, alla quale si deve
meccanici soggetti a sfregamento. riservare una particolare importanza. Citiamo inoltre:
Nel nostro caso ciò si verifica sulle superfici di contatto in • scorretto montaggio
seguito alla rotazione dei perni e dei rulli rispetto alle • inesistente o inadeguata manutenzione periodica
bussole, al rotolamento dei rulli lungo il profilo • qualità scadente del prodotto
dell’ingranaggio e/o di eventuali guide di scorrimento. • errato dimensionamento.
Tali consumi provocano l’allungamento della catena,
compromettendone il corretto accoppiamento con la ruota
dentata (un allungamento eccessivo dopo poche ore di
lavoro è tipico dell’uso di prodotti di bassa qualità).
Nelle applicazioni più comuni, pertanto, al fine di evitare
rotture, si consiglia la sostituzione di tutta la trasmissione
(catena e ingranaggi) quando l’allungamento raggiunge il:
+2% dello sviluppo totale su catene di piccolo passo (fino al
passo 1”) +3% dello sviluppo totale su catene di passo
superiore.
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Manutenzione Catene a Rulli:
Posizione degli alberi
E’ consigliabile che la posizione tra gli alberi sia compresa tra
l’orizzontale e 60°, in quanto la posizione verticale aumenta le
possibilità di disimpegno della catena dal pignone.
Dove non è possibile fare altrimenti, è necessario utilizzare un sistema
di regolazione della catena.
Rapporto di trasmissione
n1 = numero di giri albero veloce
n2 = numero di giri albero lento
d= diametro albero veloce
D= diametro albero lento
Z1 = numero di denti pignone albero veloce
Z2 = numero di denti pignone albero lento
Di norma, il rapporto di trasmissione massimo ammesso è pari a 8.
Nei casi in cui lo si dovesse superare, è necessario effettuare dei rinvii
fino ad ottenere il valore cercato.
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Manutenzione Catene a Rulli:
In caso di trasmissione verticale, si consiglia di posizionare il Le conseguenze di una tensione non corretta possono essere:
pignone motore superiormente rispetto al pignone condotto, a • fatica supplementare sui componenti
salva- guardia della tensione della catena. • usura più rapida
Qualora si desideri porre il pignone motore in posizione inferiore, • marcia rumorosa
si raccomanda di dotarsi di un sistema che tensioni
costantemente la catena. • rendimento inferiore
In generale, il sistema di tensionamento deve essere ad una • sovraccarico sui cuscinetti
distanza di almeno sei passi da pignone o corona e deve lavorare
verso l’interno della trasmissione, così da ridurre l’ingombro
generale e aumentare gli angoli di avvolgimento.
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Manutenzione Catene a Rulli:
Montaggio della catena
Per montare una catena è consigliabile disporla attorno agli
ingranaggi e congiungere le due estremità in corrispondenza
di una delle due ruote.
Le maglie di giunzione sono di due tipi:
a molletta; sono utilizzate per catene fino a passo 1”. La
parte chiusa della molletta deve essere orientata lungo la
direzione del moto.
a coppiglia; inserire la coppiglia nel foro del perno e
aprirla fino a formare un angolo non più grande di 90°. E’
sconsigliato il riutilizzo delle coppiglie dopo la loro
rimozione.
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Manutenzione Catene a Rulli: Prestiraggio e Prerodaggio
Prestiraggio e Prerodaggio
Queste due operazioni, consentono di eliminare le
imperfezioni superficiali che sono presenti tra bussole e
perni di una catena nuova, consentendo di eliminare, o
quanto meno ridurre, l’allungamento iniziale che si ha nei
primi momenti di utilizzo.
Prestiraggio: consiste nell’applicare alla catena una
tensione prossima al limite di snervamento.
Prerodaggio: la catena viene fatta passare lungo una serie
di rinvii in modo tale che la tensione sia prossima al carico di
snervamento.
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Manutenzione Catene a Rulli: Calibri di Misura
Lo specialista di catene Iwis rende disponibili i suoi calibri
per la misurazione del grado di usura delle catene a rulli e
flyer in aree difficilmente accessibili.
Si tratta di strumenti che possono aiutare nei programmi di
manutenzione e prevenzione, fornendo dati misurati laddove
non sia possibile effettuare altre misurazioni.
Da una semplice misurazione eseguita col calibro è possibile
stabilire con esattezza l’allungamento percentuale di una
catena. A tale scopo, l’estremità di riferimento del calibro di
misurazione viene semplicemente applicata al di sopra di un Tutti i kit possono essere usati per misurare catene a rulli in
perno e viene letto il valore sull’altra estremità. Il calibro standard europeo e americano. I kit dei calibri per la
mostra se la catena deve essere sostituita e può essere misurazione del grado di usura sono disponibili in due
usato anche per rilevare il grado di allungamento di una dimensioni: la prima contiene i passi da 3/8”, 1/2”, 5/8”, 3/4”
catena di bassa qualità rispetto a quando è stata montata. e 1” per catene a rulli BS e Ansi; il secondo set contiene i
passi da 1 1/4”, 1 1/2”, 1 3/4” e 2” per catene a rulli BS e
Ansi.
[Link]
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Lubrificazione delle catene
La lubrificazione è una procedura fondamentale per garantire la
normale vita di una trasmissione a catena.
Gli aspetti fondamentali per una corretta ed efficace
lubrificazione sono il tipo di lubrificante e la frequenza di
applicazione. In linea teorica, uno strato di lubrificante deve
essere sempre mantenuto tra le varie parti della catena.
In particolare, la sua azione consente di:
In particolari contesti, dove la catena da lubrificare e
• Ridurre il coefficiente d’attrito particolarmente sporca si consiglia un trattamento di
• Limitare l’usura della catena e consentirle una maggiore durata lavaggio e successiva asciugatura per eliminare ogni traccia
di sporco prima di procedere alla ri-lubrificazione
• Prevenire la corrosione
• Dissipare il calore prodotto
Deve sempre essere evitata la lubrificazione delle catene
• Lubrificare la superficie di contatto tra catena e pignone
con lubrificanti diversi fra loro.
Per essere realmente efficace, è indispensabile che il lubrificante
penetri tra perni, bussole, rulli e piastre, come si può vedere
dalla figura riportata. Le catene non debbo essere lubrificate con grassi al limite
utilizzare cere lubrificanti studiate appositamente
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
La qualità della lubrificazione determina direttamente la
durata di vita della catena. In condizioni ottimali la vita di una
catena ammonta a ca. 15 000 ore, ovvero al 2,5 - 3% di
allungamento.
La durata di vita di una catena dipende per il 70% dalla
lubrificazione iniziale e dalla rilubrificazione. Inoltre, la
mancanza di un film lubrificante associata a vibrazioni può
portare rapidamente a corrosione da contatto tra il perno e la
bussola e rendere impossibile la rotazione lungo l’asse.
In seguito a questi bloccaggi la catena salirà sui denti del
pignone provocando urti che porteranno rapidamente alla
rottura della catena stessa.
Quando una catena si trova in questo stadio, non è più
possibile migliorare la situazione con un lubrificante.
Un’altra causa frequente di rottura è la difficoltà di lubrificare
al punto giusto tra la maglie interna e la maglia esterna a
contatto con il perno.
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Scelta del lubrificante
Per una corretto processo di lubrificazione è fondamentale che le
parti siano costantemente pulite dei residui che possono formarsi
durante il normale utilizzo della catena, che altrimenti si
interpongono tra lubrificante e superfici di contatto facendo
aumentare il coefficiente d’attrito.
A seconda della temperatura d’esercizio, è necessario utilizzare
un lubrificante con caratteristiche di viscosità specifiche.
In condizioni di esercizio al di sopra dei 300°C, è necessario
un lubrificante sintetico con sospensioni solide che
Intervallo di temperatura Lubrificante garantiscano lubrificazione a secco una volta avvenuta
[°C] raccomandato
l’evaporazione della parte liquida.
[-6 ; +5] SAE 20
[+5 ; +38] SAE 30
Dato che in questo processo si sviluppa una grossa
[+38 ; +49] SAE 40
fumosità, la lubrificazione deve essere effettuata nel punto
[+49 ; +60] SAE 50 dove la temperatura della catena è minima.
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione Requisiti Minimi
Le catene devono lavorare in ambienti molto diversi e il tipo di lubrificante più idoneo, così come il loro additivo, devono essere
selezionati tenendo conto di vari aspetti. La tabella seguente riassume le principali esigenze a seconda delle condizioni d’esercizio.
Condizioni d’esercizio Requisiti Vantaggi
Alte temperature Bassa formazione di residui Funzionamento ottimale, usura ridotta
> 150°C Scioglimento di residui
Bassa evaporazione Ridotto consumo
Basse temperature Alto indice di viscosità Ampio campo di temperature
>–40°C Basso punto di scorrimento Buona penetrazione nelle articolazioni della
catena
Bassa viscosità cinematica Massima efficienza
Umidità Effetto idrocapillare Ottima capacità di penetrazione in condizioni di
umidità
Adesività Buona resistenza al dilavamento
Buona protezione contro la corrosione Si evita la corrosione da contatto
Polvere Non appiccicoso Minore imbrattamento
Buon effetto tenuta Si evita il grippaggio delle articolazioni
Buona protezione antiusura Massima durata in esercizio
Alimentare Certificazioni NSF H1, ISO 21469, Halal, Kosher Conformità con le normative vigenti
Verniciatura Compatibilità con vernici Riduzione dei costi di produzione
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Effetto Idro capillar per Catene in ambienti Umidi
In ambiente umido, un lubrificante standard non si diffonde sulle superfici bagnate della catena (Fig. 3, 1). La pellicola d’acqua impedisce
il flusso e l’adesione del film d’olio. Gli oli della serie «x» respingono l’umidità grazie all’effetto idro capillare. Si estendono sulla superficie
e, penetrando sotto l’acqua, prendono il suo posto (Fig. 3, 2 e 3).
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Metodo di lubrificazione
La lubrificazione di una trasmissione a catena può avvenire
secondo diverse modalità.
Lubrificazione Manuale
Quando la lubrificazione è manuale, l’olio deve penetrare tra
piastra esterna e piastra interna e tra bussola e rullo, così da
ridurre l’attrito tra le superfici di contatto.
E’ adatta per ambienti abbastanza puliti, perché perde
efficacia in presenza di sporco, condizioni per le quali è
consigliata un’abbondante lubrificazione «quotidiana».
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Lubrificazione a Bagno d’olio
La parte inferiore della catena scorre in un bagno d’olio, in
modo tale che il livello minimo raggiunga circa la mezzaria
della maglia
E’ consigliata per velocità sino a 8 m/s.
Lubrificazione Forzata in Carter
Il sistema è costituito da un pompa che manda in pressione
l’olio che esce da getti posizionati sopra la catena in modo
da lubrificarla al meglio.
Perché ottenere la massima efficacia, è consigliabile che il
getto sia posizionato vicino al punto di ingranamento della
ruota più bassa. E’ un metodo di lubrificazione molto efficace
per velocità di esercizio elevate, oltre gli 8 m/s.
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Lubrificazione a goccia
E’ una lubrificazione continua eseguita con un dispositivo
appositamente tarato (automatico) per il tipo di applicazione.
E’ consigliata per velocità sino a 2,5 m/s.
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Esempio di sistema di lubrificazione automatico per l
lubrificazione di catena di trasporto di un forno di «cottura
vernice» .Temperatura di esercizio 150c° h20/gg.
Sistema completo di supervisione per comando controllo e
allarmi.
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Premessa
Interventi di manutenzione Mensili per Controlli e ripristino
sistema di lubrificazione automatico
Catena Forno Smalto
Problema riscontrato: Indurimento delle giunzioni catena per
inadeguato apporto di lubrificante Problema
Cause Principali:
Bassa pressione Pompa lubrificante
Intasamento tubazioni
Bloccaggio Ugelli estrusori olio
Sistema di fissaggio Tubi non stabile soggetto a movimenti
di dilatazione (caldo Freddo)
Sistema di lubrificazione automatico
Debole
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
Comparazione Caratteristiche New Component (After)
Old Component (Before) Fra componenti
Ugelli Non Stabili Ugelli
Deformabili dall’ Stabilizzati con
Posizione miglior fissaggio
escursione
termica
ugelli inserimento
Instabile collo d’oca per
evitare
gocciolamenti
Pompa Olio con Nuova Pompa
pressione non Bassa Olio con
regolabile e pressione
Pressione
comunque maggiorata e
inadeguata
Erogazione regolabile
Distributore dell’ Distributore olio
olio non Distribuzione con controllo
efficiente Non olio non elettrico dell’
garantisce l’ alimentazione
garantita
alimentazione a olio sui tubi
tutti i tubi derivati derivati
Ugelli soggetti a
temperature elevate
Modificati ugelli
(200°c) . La molla della Molla e sfera
Nuovo modello
valvola di non ritorno si meccanicam senza sistema
è rilevata un ente fragile di valvola anti
componente
ritorno eliminate
estremamente debole
molla e sfera
(guasti continui)
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Manutenzione Catene a Rulli: Lubrificazione
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Manutenzione Catene a Rulli: Troubleshooting
Risoluzione dei problemi nelle trasmissioni a catena
Di seguito viene riportata una breve guida ai problemi più comuni che si possono riscontrare nelle trasmissioni a catena.
Si consideri che i principali problemi (lubrificazione, rumorosità, necessità di ri tensionamento) sono facilmente risolvibili con
la sostituzione delle trasmissioni a catena con trasmissioni a cinghia dentata esenti da manutenzione.
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Manutenzione Catene a Rulli: Troubleshooting
Problema Causa possibile Cosa fare
Usura su un lato di catena e/o
Alberi non paralleli, pignoni non allineati Allineare accuratamente gli alberi
pignone
Allungamento anomalo della catena Sostituire catena
Usura sulla testa del dente
Errore di dentatura Sostituire pignoni
Sostituire i pignoni con materiale adeguato o
Usura sui fianchi dei pignoni Materiale a basso carico di snervamento
denti temprati
Sostituire il pignone avendo cura di
Eccentricità del pignone controllare anche l’eccentricità del foro
La catena vibra
Rottura di un rullino della catena
Sostituire i componenti usurati
Verificare correttezza dimensionale e
Allungamento prematuro Lubrificazione insufficiente o catena sottodimensionata
migliorare la lubrificazione
Apparizione di macchie di ruggine
Lubrificazione insufficiente Migliorare lubrificazione
sulla catena
Ritensionare la trasmissione, inserire un
Catena non sufficientemente tensionata
Salto del dente tendicatena
Usura della catena
Sostituire la catena
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Manutenzione Catene a Rulli: Troubleshooting
Problema Causa possibile Cosa fare
Controllare il dimensionamento della
trasmissione
Evitare ambienti corrosivi, utilizzare
Trasmissione sovraccarica
componenti in acciaio inossidabile
Corrosione
Controllare il dimensionamento della
Velocità della catena troppo elevata
Rottura di componenti della trasmissione
Contatto con corpi indesiderati durante il moto
catena Rimuovere particelle indesiderate e
Pignoni con dentatura errata
controllare opportuno isolamento della
Lubrificazione insufficiente
trasmissione
Catena non sufficientemente tensionata
Sostituire i pignoni
Migliorare la lubrificazione.
Controllare il tensionamento
Assicurarsi che corpi estranei non possano
Corpi estranei nella trasmissione
interferire con la trasmissione
Lubrificazione insufficiente
Migliorare la lubrificazione
Rumorosità eccessiva Rullini usurati o mancanti
Sostituire componenti usurati
Disallineamento troppo elevato
Allineare alberi e pignoni
Salto del dente
Ritensionare la trasmissione
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Manutenzione Catene a Rulli: Troubleshooting
Criteri generali per come osservare visivamente una catena 7- La catena durante il movimento non ha battimenti il moto
a rulli al fine di determinarne il corretto stato di risulta omogeneo
funzionamento: 8- La catena durante il movimento non è rumorosa
1- la catena risulta pulita senza tracce di inquinanti esterni
2- La catena al tatto risulta ben lubrificata senza tracce di
gocciolamenti di olio ( sovra lubrificazione)
3- La catena non mostra maglie deformate, e buona regola
confrontare la catena in osservazione con un campione in
buono stato prelevato da magazzino
4- La catena non presenta tracce di ruggine da contatto
5- Al tatto le maglie della catena sono mobili (verifica da fare
nel lato condotto della catena)
6- La maglia di giunzione della catena e integra e ben fissata
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Manutenzione Catene a Rulli: Attrezzi di Mtz per Catene
Il commercio sono disponibili attrezzature specifiche per le
operazioni di manutenzione sulle catene fra le quali:
Kit di per troncare e ribadire catene a rulli conformi a DIN
8187/8188 e alla norma interna delle dimensioni comprese
tra 8 mm e 1 1/2”
Macchine per l’estrazione dei perni
Tensionatori per il montaggio
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Manutenzione Catene a Rulli: Modi di Guasto e Segnali Deboli
Catena contaminata da residui di vernice e mal tensionata.
Scarsa lubrificazione
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Manutenzione Catene a Rulli: Modi di Guasto e Segnali Deboli
Catena lubrificata con grasso
Catena in apparentemente in buono stato di pulizia ma
scarsamente lubrificata
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Manutenzione Catene a Rulli: Modi di Guasto e Segnali Deboli
Lubrificazione mista grasso olio
Disomogeneità di lubrificazione
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Manutenzione Catene a Rulli: Modi di Guasto e Segnali Deboli
Catena lubrificata con grasso
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Manutenzione Catene a Rulli: Modi di Guasto e Segnali Deboli
Catena non lubrificata ( Contesto Alimentare)
Evidente deformazione delle maglie
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Manutenzione Catene a Rulli: Manutenzione Predittiva / On Condition
Monitoraggio su condizione dell’ usura catene.
Nel immagine riportata a fianco si vuole illustrare un sistema
on condition per la verifica dell’ usura catena.
L’immagine riportata e un esempio creato
ad hoc.
L’applicazione e possibile se si conoscono i dati di
allungamento max catena e il tenditore e progettato per
contenere tale allungamento.
Legenda delle condizioni riferite al centro corona:
Verde= Usura (allungamento) Normale
Giallo= Usura (allungamento) prossima al max
Predisporre ricambi in attesa di sostituzine catena
Rosso = Usura (allungamento) massima sostituire Catena
Centro Corana
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Manutenzione Catene a Rulli: Manutenzione Predittiva / On Condition
Applicazione reale di manutenzione su condizione per
controllo usura allungamento di un trasportatore a catena
particolarmente critico.
Trasportatore con sistema di contrappesi per recupero
allungamento catene in quanto sistema di catene soggetto a
dilatazioni termiche tipiche di un forno.
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Manutenzione Catene a Rulli: Manutenzione Predittiva / On Condition
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Manutenzione Catene a Rulli: Manutenzione Predittiva / On Condition
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Manutenzione Catene a Rulli: Manutenzione Predittiva / On Condition
Nel caso in cui la trasmissione a catena usufruisca di
installazione di un Tenditore come da figura a fianco, e
possibile utilizzare dei Tenditori automatici precaricati a
molla con indicatore di stato allungamento catena.
I tenditori automatici ad applicazione universale,
mantengono costante la tensione su cinghie e catene
recuperando automaticamente gli allungamenti.
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3- Nuovi materiali in commercio per catene. Campi di applicazione
Le catene a rulli sono utilizzate in quasi tutti gli ambiti
industriali:
Automotive
Industria Pesante (Acciaierie)
food and beverage (caldo Freddo)
Chimica
Pharma
Mineraria
Ecc…
dove necessita trasferire potenza fra due o più sistemi.
La ricerca in campo tecnologico a prodotto catene con
caratteristiche sempre più speciali per adattarsi al meglio
alle condizioni ambientali e alla riduzione della
manutenzione necessaria per la conservazione in efficienza.
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3- Nuovi materiali in commercio per catene: Un Caso di Catena ad alte prestazioni
Molti dei maggiori produttori mondiali di catane a rulli sviluppano
periodicamente nuove tipologie di catene cosi dette ad alte prestazioni.
Mediante l’utilizzo di materiali e tecniche di fabbricazione innovativi come
ad esempio il taglio laser delle piastre gli inserti in carbonio trattamenti
superficiali con pallinatura e altri metodi, ricercano maggiori prestazioni
come:
Ridurre la necessita di manutenzione
Aumentare la resistenza alla corrosione
Aumentare il carico utili
Un esempio di tale innovazione e rappresentato dalla immagine di dettaglio
qui riprodotta.
I materiali utilizzati per la fabbricazione delle catene ad alte prestazioni
sono spesso non dichiarati dal costruttore essendo un segreto industriale,
ma prosiamo valutarne le performance innovative leggendo le
caratteristiche dichiarate dal costruttore
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3- Nuovi materiali in commercio per catene: Un Caso di Catena ad alte prestazioni
IMPIEGO
In caso di limitata disponibilità di manutenzione e lubrificazione
Per carichi elevati in condizioni difficili
In sistemi chiusi
CARATTERISTICHE
Ottime proprietà tribologiche
Ottime proprietà di scorrimento e di funzionamento a secco
Resistenza e forze di trazione
Migliore protezione contro l’irrigidimento nelle maglie
Omologazione NSF H2 per l’industria alimentare
Fornibile nelle seguenti dimensioni: dalla 12,7 mm alla 50,8 mm
Tutte le dimensioni secondo le norme DIN, ANSI e ISO
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3- Nuovi materiali in commercio per catene: Un Caso di Catena ad alte prestazioni
VANTAGGI
Richieste di manutenzione ridotte e intervalli di lubrificazione prolungati
Elevata resistenza all’usura anche in caso di lubrificazione inadeguata
Lunga durata ed elevata resistenza
Ottimo rapporto prestazioni / prezzo
Catene esteticamente migliori
LUBRIFICAZIONE
Lubrificante di alta qualità e di lunga durata
Nessun gocciolamento del lubrificante resistente all’acqua
Temperatura d’impiego da 0° C a + 120 °
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3- Nuovi materiali in commercio per catene: Un Caso di Catena ad alte prestazioni
Catene “Expert” con tecnologia e materiali innovativi:
Acciaio inossidabile
Rulli senza saldatura
Boccole in carbonio high-tech
Lubrificanti adatti per l’industria alimentare
Superficie in lega Caratteristiche della catena
RexAthletic RexCarbon RexPlus RexPlusCarbon RexHiPro RexProX
Rivestimento anti-attrito Dimensioni catena
Impegno di manutenzione
0,5" a 2" 0,5" a 1"
senza
0,5" a 1" 0,5" a 1"
senza
0,5" a 2" 0,5" a 2"
ridotto normale normale ridotto
manutenzione manutenzione
Resistenza alla fatica 100% 100% 60% 60% 100% 100%
Carico di rottura 100% 100% 60% 60% 100% 100%
Carico speci!co sulla
100% 50% 50% 50% 100% 100%
super!cie di lavoro
Velocità della catena a 20 m/s a 20 m/s a 4 m/s a 2 m/s a 20 m/s a 20 m/s
inossidabile e resistente in determinate
no no si si no
agli acidi condizioni
Condizioni ambientali
Temperatura d’impiego 0° C - 40° C - 40° C - 40° C - 30° C 0° C
a 120° C * a 100° C * a 120° C * a 100° C * a 130° C * a 120° C *
Ambiente umido in determinate in determinate in determinate si si in determinate
e corrosivo condizioni condizioni condizioni condizioni
polveroso in determinate si si si in determinate in determinate
condizioni condizioni condizioni
igienico NSF H2 NSF H1 NSF H1 NSF H1 NSF H2 NSF H2
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3- Nuovi materiali in commercio per catene: Un Caso di Catena ad alte prestazioni
Vantaggi dei cuscinetti in tecnopolimero dry-tech® nelle catene di
Una catena è forte quanto la sua maglia più debole. trasmissione:
Per quanto il detto possa essere vecchio, nondimeno è vero. Nessuna lubrificazione
In effetti, la forza della maglia della catena non è il punto di domanda più Assenza di manutenzione
grande per molti costruttori di macchine. Buon assorbimento dei carichi di spigolo
Resistenti alla corrosione e agli agenti chimici
La necessità di lubrificazione potrebbe essere un impedimento ben Disponibili materiali conformi ISO 10993 tipo A, FDA e 10/2011 EC
maggiore in applicazioni a contatto con gli alimenti. O il fastidioso rumore Basso assorbimento umidità
metallico di una catena di trasmissione: mentre potrebbe andar bene per le Bassi coefficienti di usura, lunga durata d'esercizio
montagne russe, l'effetto è spiacevole in altre applicazioni industriali o
vicine all'utente.
Ridurrete il rumore emesso dalla vostra catena a rulli con cuscinetti in
tecnopolimero iglidur® ottimizzati per caratteristiche tribologiche di igus®...
esenti da lubrificanti.
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Slide Backup
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Considerando la figura 1 si possono dare le seguenti definizioni.
delle pulegge una sarà quella che fornisce il moto per cui si dirà ruota
motrice, l’altra (o le altre) si dirà mossa
• R1 raggio ruota motrice
• R2 raggio ruota condotta
• n1 numero di giri ruota motrice, T1 velocità angolare ruota motrice
• n2 numero di giri ruota mossa, T2 velocità angolare ruota mossa
• TM è la tensione del tratto motore
• Tm è le tensione nel ramo mosso
• Tu è lo sforzo trasmesso dalla cinghia
• α1 è l’angolo di avvolgimento della cinghia sulla ruota motrice Ci sono due tratti di cinghia, uno detto motore che è quello
• α2 è l’angolo di avvolgimento sulla ruota condotta che trasmette il moto, l’altro invece è detto mosso ( o
• I interasse è la distanza tra i centri delle due pulegge condotto)
• Mm momento motore applicato
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Modulo Meccanica MECC 100-200
TRASMISSIONI MECCANICHE –
Cinghie – Sincrone
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Elementi di Meccanica
TRASMISSIONI MECCANICHE
Cinghie – Sincrone
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Cinghia dentata sincrona
Cinghia dentata sincrona
È formata da una serie di denti collegati da una fascia
continua che forma un anello chiuso.
La fascia che li collega è formata da gomma che racchiude
al suo interno una spirale di cavi d'acciaio o di altri materiali
altamente resistenti e flessibili (ad esempio kevlar).
I denti possono essere su una sola delle facce (di solito
quella interna), ma anche su entrambe le facce, nel caso di
applicazioni particolari.
Essi sono stampati nella gomma, ma sono ricoperti da un
sottile strato di materiale tipo nylon, o simile, che offre
elevata resistenza all'usura; senza di quello la gomma si
consumerebbe rapidamente contro i denti delle pulegge
dentate.
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Cinghia dentata sincrona
Cinghia dentata sincrona
Le cinghie dentate sono usate quando è importante
trasmettere una grande potenza senza slittamenti e perdite
di potenza, e quando è richiesta una particolare silenziosità.
Viene anche impiegata in applicazioni di precisione, perché
garantisce assenza di slittamenti e mantiene regolare il
movimento degli organi meccanici in fase tra di loro
La puleggia ha un profilo esterno dentato che ingrana con i
denti della cinghia, assicurando una trasmissione stabile,
veloce e precisa, per questo viene anche definita "cinghia
sincrona". Viene impiegata per esempio nei motori
endotermici, dove comanda e sincronizza le valvole con i
pistoni in sostituzione della catena, che tende ad allungare il
suo passo per usura e può rendere irregolare la fase tra
valvole e cilindri.
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Cinghia dentata sincrona : Costruzione
Le cinghie dentate sono molto più sottili degli altri tipi di cinghia, a parità di potenza trasmessa; esse sono infatti
completamente «nervate» con cavi che danno loro la capacità di aderire e di esercitare lo sforzo di trazione.
Sotto molti aspetti la tecnica e la nomenclatura di queste cinghie procedono parallelamente a quella delle catene e degli
ingranaggi.
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Cinghia dentata sincrona : Costruzione
Elemento di tensione
L’elemento di tensione è il cuore della cinghia, ed è costituito
da cavi continui avvolti ad elica, che sopportano lo sforzo di
trazione.
Questo elemento di tensione è il segreto dell’enorme
resistenza a trazione della cinghia, della sua eccellente
flessibilità, della sua elevata resistenza all’allungamento.
È costituito da corda di fibra di vetro (o altri elementi) in
trefoli avvolti elicoidalmente.
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Cinghia dentata sincrona : Costruzione
Copertura esterna in Neoprene (e altri materiali)
Rivestimento flessibile e duraturo che ricopre l’elemento di
tensione, realizzato in gomma resistente all’usura e
saldamente legato ai cavi.
Protegge i cavi dall’usura (anche per attrito se la potenza è
trasmessa dal dorso della cinghia).
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Cinghia dentata sincrona : Costruzione
Denti in Neoprene (e altri materiali)
I denti sono stampati contemporaneamente alla protezione
esterna. Sono costituiti da mescole resistenti all’usura, di
una certa durezza. I denti sono stampati con grande
precisione per assicurare un corretto contatto con le cave
della puleggia.
Essi sono disposti in modo che la linea, alla radice del dente,
corrisponda praticamente alla linea primitiva.
In tale modo la distanza fra i denti (passo circolare) della
cinghia non è modificata dalla flessione della stessa.
La resistenza dei denti della cinghia supera la resistenza a
trazione della stessa quando 6 o più denti sono
contemporaneamente in presa.
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Cinghia dentata sincrona : Costruzione
Copertura interna in Nylon La tela fitta resistente all’usura,
che copre la superficie interna della cinghia, ha lo scopo di
proteggere la superficie dei denti, nello stesso modo in cui la
cementazione protegge la superficie di contatto degli
ingranaggi.
Questa copertura dopo un lungo uso diventa estremamente
liscia e normalmente dura più degli altri componenti della
cinghia.
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Le Cinghie Sincrone
Applicazioni
Tali cinghie possono essere utilizzate in vari ambiti, dai motori come cinghia dei servizi, cinghia di distribuzione o cinghia di
trazione, come essere utilizzate in varie macchine operatrici o utensili, così come nell'elettronica, come nei lettori ottici.
Inconvenienti
Queste cinghie in particolar modo quelle non dentate possono incorrere a problemi di tenuta e quindi cigolare, la causa di
questo problema va dall'allineamento non ottimale, dalle pulegge sporche, dalla bassa qualità della cinghia, da un suo
invecchiamento e quindi dalla perdita di elasticità ad un sottodimensionamento del sistema.[
Altri problemi legati alle cinghie sono la loro durata, infatti superato un determinato servizio non sono più in grado di garantire
la loro integrità, il che può portare alla loro rottura in modo più o meno celere, questo è causato dalla struttura interna in nylon
o altro materiale che non supportano eccessive flessioni e trazioni
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Cinghia dentata sincrona : Nomenclatura
le cinghie sincrone sono identificate da:
[Link]: distanza (mm) tra i centri di due denti adiacenti, misurata sulla linea primitiva della cinghia.
[Link] primitiva cinghia: circonferenza (mm) misurata lungo la linea primitiva.
[Link]: larghezza superiore (mm).
[Link] denti
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Cinghia dentata sincrona : Nomenclatura
Le dimensioni principali di una cinghia sono:
LUNGHEZZA PRIMITIVA - PASSO - LARGHEZZA
La lunghezza primitiva della cinghia corrisponde al prodotto del passo per il numero di denti della cinghia stessa.
Il passo della cinghia è dato dalla distanza, in mm, tra i centri di due denti adiacenti, misurati sulla linea primitiva della cinghia.
La linea primitiva teorica di una cinghia è situata nell’interno dei cavetti resistenti.
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Cinghia dentata sincrona : Nomenclatura
Codice di identificazione di una cinghia
esempio: 1120 8M 85
sviluppo primitivo
passo in mm
larghezza cinghia
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Cinghia dentata sincrona : Tipologia
Cinghie con passo in pollici – XL,L,H, XH
Il classico profilo trapezoidale del dente rappresenta il
design originale dei denti delle cinghie dentate.
Questo profilo del dente normalmente viene usato per
applicazioni di trasporto.
Il profilo del dente è piuttosto basso e con una grande
superficie, pertanto assicura un buon supporto sulle superfici
di trasporto a scorrimento.
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Cinghia dentata sincrona : Tipologia
Cinghie con profilo T- 2-5, T5, T10, T20
Questi profili trapezoidali con passo metrico sono simili a
quelli con passo in pollici e sono anch’essi usati
comunemente per applicazioni di trasporto, ma rispetto ai
passi in pollici il settore di contatto del dente è leggermente
più profondo.
L’accoppiamento del dente è maggiormente affidabile, ma il
gioco può essere leggermente superiore.
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Cinghia dentata sincrona : Tipologia
Cinghie con profili AT- AT5,AT10, AT20
Questo profilo è stato messo a punto per consentire una
maggiore portata di carico insieme ad un gioco ridotto.
I denti più forti e più rigidi fanno di queste cinghie la
soluzione ideale per il posizionamento lineare ed il controllo
del movimento, ma possono richiedere pulegge di diametro
maggiore
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Cinghia dentata sincrona : Tipologia
Cinghie con profilo HTD® - HTD®5, HTD®8, HTD®14
Questo profilo arrotondato è simile al è STD ed è anch’esso
un profilo eccellente per il posizionamento lineare e rotativo
e per la trasmissione di potenza, ma il settore di contatto del
dente è più profondo.
Tuttavia il profilo HTD® può risultare leggermente più
rumoroso e usurabile Cinghie con profilo STD – STD5,
STD8 Questo profilo garantisce una migliore distribuzione
del carico, un gioco ridotto ed una minore usura e
rumorosità. È un profilo eccellente per il posizionamento
lineare e per la trasmissione di potenza.
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Cinghia dentata sincrona : Tipologia
Cinghie con profilo STD – STD5, STD8
Questo profilo garantisce una migliore distribuzione del
carico, un gioco ridotto ed una minore usura e rumorosità.
È un profilo eccellente per il posizionamento lineare e per la
trasmissione di potenza.
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Cinghia dentata sincrona : Nomenclatura
le cinghie sincrone scorrono su pulegge specificate in base ai seguenti elementi:
[Link]: distanza (mm) tra i centri delle gole, misurata sul diametro primitivo della puleggia. Il diametro primitivo coincide con
la linea primitiva della cinghia di accoppiamento.
[Link] di gole della puleggia.
[Link]: larghezza fascia.
nota: - ll diametro primitivo della puleggia è sempre maggiore del suo diametro esterno.
- Notare inoltre che il dente della cinghia e le gole della puleggia dovrebbero avere sempre lo stesso profilo (forma). Non
scambiare mai tipi di puleggia e tipi di dentatura!
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
1. Problemi con trasmissioni a cinghie sincrone Problemi di prestazioni
• Problemi con l'ingranamento
Problemi con cinghie sincrone • Temperatura eccessiva: cuscinetti,
• Rumore insolito alloggiamenti, alberi, ecc...
• Perdita di tensione • Problemi di sincronizzazione
• Usura eccessiva dei fianchi della cinghia • Vibrazioni
• Rottura dei trefoli di trazione • Velocità delle trasmissioni errate
• Incrinature sulla cinghia
• Usura prematura dei denti
• Recisione dei denti
Problemi con pulegge
• Flangia danneggiata
• Usura anomala delle pulegge dentate
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Guida alla Scelta della Cinghia
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Cinghie Sincrone
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Rumore insolito 1. Disallineamento 1. Correggere l’allineamento.
2. Tensione scorretta 2. Applicare la tensione consigliata.
Tenditore esterno
Utilizzare un tenditore interno.
3.
3.
4. Puleggia usurata
5. Flangia danneggiata 4. Sostituire la puleggia.
6. Velocità eccessiva della cinghia 5. Sostituire la puleggia dentata.
7. Profilo errato della cinghia 6. Ricalcolare la trasmissione.
8. Diametro insufficiente 7. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge dentate.
9. Carico eccessivo
8. Ricalcolare la trasmissione ed utilizzare diametri più grandi.
9. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi richiesti.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Cinghie Sincrone
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. Rinforzare la struttura di supporto.
Perdita di 1. Struttura di supporto insufficiente 2. Utilizzare pulegge dentate di un altro materiale.
tensione 2. Usura eccessiva delle pulegge dentate
3. Utilizzare un tenditore interno per regolare la tensione.
3. Assi fissi (non aggiustabili)
4. Sporcizia eccessiva 4. Rimuovere i detriti e controllare il carter.
5. Carico eccessivo 5. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi richiesti.
6. Diametro insufficiente 6. Ricalcolare la trasmissione ed utilizzare diametri più grandi.
7. Cinghia, pulegge dentate o alberi 7. Evitare il trasferimento di calore per conduttività.
surriscaldati 8. Ridurre la temperatura ambientale
8. Usura anormale della cinghia 9. a +85°C max.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Cinghie Sincrone
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura eccessiva dei 1. Manipolazione scorretta 1. Seguire i consigli di manipolazione.
fianchi della cinghia 2. Flangia danneggiata 2. Riparare la flangia o sostituire la puleggia dentata.
Cinghia troppo larga
Utilizzare una puleggia dentata della larghezza appropriata.
3.
3.
4. Tensione insufficiente
5. Superficie della flangia tagliente 4. Aggiustare la tensione al valore consigliato.
6. Ingranamento scorretto 5. Riparare o sostituire la flangia (evitare materiali abrasivi).
7. Cinghia in contatto con il carter o con i 6. Correggere l’allineamento.
supporti 7. Rimuovere gli ostacoli o utilizzare un tenditore interno.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Cinghie Sincrone
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Rottura dei trefoli 1. Contraccolpi eccessivi 1. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi richiesti.
di trazione 2. Diametro insufficiente
2. Ricalcolare la trasmissione ed utilizzare diametri più grandi.
3. Manipolazione/stoccaggio scorretti
prima dell’installazione 3. Seguire i consigli di manipolazione e di stoccaggio.
4. Sporcizia o presenza di un corpo 4. Rimuovere il corpo e controllare il carter.
estraneo nella trasmissione. 5. Sostituire la puleggia.
5. Puleggia dentata eccentrica
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Incrinature sulla 1. Diametro insufficiente 1. Ricalcolare la trasmissione ed utilizzare un
cinghia 2. Tenditore esterno diametro più grande.
3. Temperature estremamente basse all'avviamento 2. Utilizzare il tenditore interno o aumentare il
4. Contatti prolungati con agenti chimici nocivi diametro del tenditore esterno.
5. Assemblaggio errato boccola/puleggia dentata
3. Preriscaldare l'ambiente della trasmissione.
4. Proteggere la trasmissione.
5. Montare la boccola secondo le istruzioni.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. Applicare la tensione consigliata.
Usura prematura 1. Tensione troppo bassa o troppo elevata 2. Correggere l’allineamento.
dei denti 2. La cinghia corre parzialmente fuori della puleggia non
3. Correggere l’allineamento.
flangiata
3. Disallineamento 4. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge
4. Profilo errato della cinghia dentate.
5. Puleggia usurata 5. Sostituire la puleggia.
6. Denti delle pulegge ruvidi 6. Sostituire la puleggia.
7. Pulegge dentate danneggiate 7. Sostituire la puleggia.
8. Pulegge dentate di dimensioni inadeguate 8. Sostituire la puleggia.
9. Cinghia in contatto con il carter o con i supporti 9. Rimuovere gli ostacoli o utilizzare un tenditore.
10. Carico eccessivo 10. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi
11. Materiale della puleggia dentata insufficientemente duro richiesti.
12. Sporcizia eccessiva 11. Utilizzare pulegge dentate di un altro materiale.
13. Assemblaggio errato boccola/puleggia dentata
12. Rimuovere i detriti e controllare il carter.
13. Montare le boccole secondo le istruzioni.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Cinghie Sincrone
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Recisione dei denti 1. Contraccolpi eccessivi 1. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi richiesti.
2. Meno di 6 denti ingranati 2. Ricalcolare la trasmissione.
3. Puleggia dentata eccentrica
3. Sostituire la puleggia.
4. Puleggia usurata
5. Tenditore esterno 4. Sostituire la puleggia.
6. Profilo errato della cinghia 5. Utilizzare un tenditore interno.
7. Disallineamento 6. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge dentate.
8. Tensione insufficiente 7. Correggere l’allineamento.
8. Aggiustare la tensione al valore consigliato.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi Con Pulegge
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Flangia danneggiata 1. La pressione della cinghia spinge via la 1. 1. Correggere l’allineamento o migliorare il fissaggio delle
flangia flange.
Usura anomala delle 1. La puleggia dentata non resiste 1. Utilizzare una puleggia dentata di un altro materiale.
pulegge dentate sufficientemente all’usura ([Link]. plastica 2. Correggere l’allineamento.
metalli leggeri, alluminio, ..).
3. Rimuovere i detriti e controllare il carter.
2. Disallineamento.
3. Sporcizia eccessiva. 4. Ricalcolare la trasmissione, adattandola ai carichi richiesti.
4. Carico eccessivo. 5. Aggiustare la tensione al valore consigliato.
5. Tensione troppo bassa o troppo elevata. 6. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge dentate
6. Profilo errato della cinghia.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi dI Prestazioni
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. La cinghia corre parzialmente fuori della 1. Correggere l’allineamento.
Problemi di scorrimento puleggia non flangiata 2. Correggere l'allineamento per assicurare un ingranamento
delle cinghie 2. Gli interassi superano di 8 volte il diametro corretto sulle due pulegge dentate.
della puleggia minore e le due pulegge hanno
3. Correggere l’allineamento.
flange
3. Usura eccessiva dei fianchi della cinghia
Temperatura eccessiva: 1. Disallineamento 1. Correggere l’allineamento.
cinghia, cuscinetti, 2. Tensione troppo bassa o troppo elevata 2. Aggiustare la tensione al valore consigliato.
alloggiamenti, alberi, ecc... 3. Profilo errato della cinghia
3. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge dentate.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi dI Prestazioni
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Problemi di 1. Errore di progettazione 1. Utilizzare una puleggia di dimensioni corrette.
sincronizzazione 2. Cinghia inadeguata 2. Utilizzare la cinghia adatta alla dentatura delle pulegge
utilizzate.
Vibrazioni 1. Dentatura della cinghia inadatta (ossia 1. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/pulegge dentate.
HTD®, GT, ecc...) 2. Aggiustare la tensione al valore consigliato.
2. Tensione troppo bassa o troppo elevata
3. Controllare e reinstallare secondo le istruzioni.
3. Boccola o fissaggio allentato
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE Sincrone : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Per determinate la causa di un inconveniente ad una trasmissione, si può contare su una gamma di utensili dal più
semplice al più complesso.
1. Occhi, orecchie, naso e mani
• Osservare bene una trasmissione in moto o al suo arresto può già dare un’indicazione sull’eventuale presenza di anomalie.
• Potete vedere qualcosa di insolito circa il percorso della cinghia attorno alle pulegge?
• La cinghia stride o fischia?
• Si sente odore di bruciato?
• Gli assi curvano sotto carico o c’è un accumulo di polvere sotto la trasmissione che potrebbe interferire con la cinghia?
• Una volta che la trasmissione è ferma e spenta, potete usare le mani.
• Le Vostre mani possono tollerare fino a circa 45°C, la massima temperatura a cui una cinghia manutenzionata in modo
appropriato, dovrebbe operare.
• Se Voi non potete toccare la cinghia dopo la sua operatività, questo potrebbe indicare un problema che causa
l’innalzamento della temperatura.
• Sentite le gole delle pulegge. Dovrebbero essere lisce, libere da detriti e depositi.
• Ispezionate le cinghie per osservare insoliti segni di usura, segni di surriscaldamento o screpolature.
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Modulo Meccanica MECC 100-200
TRASMISSIONI MECCANICHE – Cinghie Trapezoidali
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TRASMISSIONI CON CINGHIE
Trasmissioni con Cinghie
1. Regolazione del tensionamento delle CINGHIE
2. Modalità allineamento delle trasmissioni meccaniche a CINGHIA
3. Nuovi materiali in commercio per CINGHIE. Campi di applicazione
4. CHINGHIE ridurre i tempi di diagnosi, migliorando la manutenibilità dei sistemi meccanici e anticipare i possibili guasti
5. CHINGHIE Riconoscere le condizioni di guasti o anomalie, sulla base della comprensione di segnali deboli e dei risultati di ispezioni anche
con strumentazione (Catene)
6. CINGHIE Definizione dei modi di guasto (Failure Analysis)
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Le cinghie trapezoidali possono essere lisce o dentellate e
si suddividono tipicamente in due marco famiglie: le
cinghie trapezoidali classiche e le cinghie trapezoidali
strette.
Le cinghie trapezoidali classiche vengono comunemente
misurate in pollici, mentre le cinghie trapezoidali strette in
millimetri.
A volte questa suddivisione può creare dubbi nella scelta
della cinghia giusta, per vari motivi
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Per riconoscere se una cinghia trapezoidale, classica o
stretta, sia liscia o dentata, o meglio dentellata, è
sufficiente guardarla!
Se al suo interno presenta dei piccoli dentini, il cui scopo
è favorire piegatura e flessibilità, allora è una cinghia
trapezoidale dentata.
Se invece la cinghia trapezoidale non presenta denti sulla
sua superficie interna, allora è una cinghia trapezoidale
liscia.
Le cinghie trapezoidali dentellate, a differenza delle lisce,
vengono indicate son un suffisso “X” nella sigla della
cinghia, ad esempio per la cinghia liscia con codice A-50,
avremo la rispettiva cinghia dentellata AX-50, per la cinghia
liscia con codice SPA1 500 avremo la rispettiva cinghia
dentellata SPAX1 500 (a volte XPA1 500), e via dicendo.
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Le cinghie trapezoidali sono classificate, ipotizzando una
vista in sezione, anche in base alla loro larghezza e
altezza.
Una volta rilevata la larghezza e/o l'altezza della cinghia
trapezoidale, avremo identificato anche la sua sezione.
E' sufficiente misurare la larghezza (a) e/o l'altezza (s) per
capire di che tipologia è, o meglio, che sezione ha la
cinghia.
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Ecco un paio di immagini che possono aiutarvi a identificare la sezione della cinghia trapezoidale:
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Per lunghezza della cinghia trapezoidale, solitamente si
intende lo sviluppo.
Lo sviluppo di una cinghia trapezoidale può essere
espresso in millimetri oppure in pollici.
,
Per le cinghie trapezoidali metriche (con prefisso SP), lisce
o dentellate, le misure indicate sul dorso della cinghia sono
relative allo sviluppo primitivo espresso in millimetri.
Per le cinghie trapezoidali pollici, lisce o dentellate, le
misure indicate sul dorso della cinghia sono relative allo
sviluppo interno espresso in pollici.
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Se non è possibile leggere il codice della cinghia, per
esempio perché troppo usurata, è possibile procedere alla
misurazione manuale e calcolare lo sviluppo secondo le
tabelle riportate.
Bisogna sapere che per le per le cinghie trapezoidali
classiche viene indicato lo sviluppo interno come riferimento
standard, mentre per le cinghie trapezoidali strette, con
prefisso SP, viene solitamente indicato lo sviluppo primitivo.
Per sapere quanto è lunga una cinghia è sufficiente misurare
la LUNGHEZZA ESTERNA manualmente, rilevando la
misurazione in millimetri, per poi calcolare la lunghezza
interna o quella primitiva partendo dalle indicazioni delle
tabelle sottostanti.
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Cinghie trapezoidali : Riconoscimento e Caratteristiche
Dopo aver misurato la lunghezza esterna, solitamente più
pratica e veloce da rilevare, è sufficiente sottrarre o
aggiungere i valori indicati in tabella al valore rilevato in
millimetri, per avere lo sviluppo effettivo.
In ultimo è da considerare normale, durante la misurazione
manuale, avere un margine d'errore di circa 5 mm.
A questo punto abbiamo le misure che servono per una
ricerca mirata sui cataloghi o i siti dei costruttori di cinghie
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Cinghie trapezoidali
Sono caratterizzate dall'avere una sezione di forma trapezia,
come indicato in figura.
Sono costruite in gomma sintetica; verso la parte esterna
possono essere vulcanizzate delle corde dì nylon, o nei tipi
più robusti delle corde metalliche, per aumentarne la
resistenza all’allungamento.
Le cinghie trapezoidali richiedono opportune scanalature
sulle pulegge in cui si impegnano.
Questa costruzione più complicata è giustificata dal fatto di
consentire la trasmissione di sforzi più grandi di quanto sia
possibile con le cinghie piane.
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Cinghie trapezoidali
Le cinghie trapezoidali sono costruite in un blocco unico, con
una determinata lunghezza complessiva.
Per il montaggio richiedono, pertanto, che una delle due
pulegge sia spostata per consentire l'inserzione della cinghia
nelle pulegge.
Le dimensioni delle sezioni trasversali, delle gole delle
pulegge e gli sviluppi delle cinghie sono unificati secondo gli
standard riportati nelle pagine seguenti..
Le cinghie trapezoidali sono fatte per lavorare sui
fianchi, realizzando quindi una superficie di contatto che se
pari ad una cinghia piana ne riduce l’ingombro trasversale a
vantaggio del peso delle pulegge; il fondo della sede sulla
puleggia è scavato maggiormente in modo da impedire ogni
contatto tra la faccia inferiore della cinghia e la puleggia
stessa.
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Costruzione delle cinghie trapezoidali
Una cinghia trapezoidale è composta dalle seguenti parti (fig.)
A. Sezione di gomma soggetta a trazione
Questa sezione, composta da gomma sintetica o elastomeri, si tende quando la cinghia si avvolge attorno alla puleggia.
B. Sezione ammortizzante in gomma
Questa sezione ha il compito di inglobare i trefoli mantenendone la posizione parallela e isolata da A e C.
C. Sezione di di gomma soggetta compressione
Questa sezione, fatta di gomma sintetica dura, lavora a compressione quando la cinghia si avvolge attorno alla puleggia;
quando il diametro della puleggia è inferiore al minimo (pg.17) questa sezione può essere ad intagli.
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Costruzione delle cinghie trapezoidali
Una cinghia trapezoidale è composta dalle seguenti parti (fig.)
D. Trefoli d’irrigidimento
L'alto carico di rottura dei trefoli in poliestere o acciaio, garantisce un funzionamento corretto e costante, minimo
allungamento ed una eccellente resistenza alla fatica.
E. Rivestimento esterno
Questo rivestimento in elastomero, protegge gli elementi interni della cinghia dall'abrasione ed assicura grazie al suo
coefficiente di attrito, la giusta trasmissione di potenza della cinghia.
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Sezioni standard
P
W T (larghezza N
primitiva)
Z 10 6 8,5 2,5
A 13 6 11 3,3
B 17 11 14 4,2
C 22 14 19 5,7
D 32 19 27 8,1
E 38 25 32 12
DIASORIN MOULO DI MECCANICA 112
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Pulegge
Le pulegge trasmettono agli alberi le forze scambiate con le cinghie.
La loro costruzione è diversa secondo il diametro e la velocità di rotazione.
Quando occorre trasmettere sforzi elevati, nel caso di cinghie trapezoidali, si possono utilizzare più cinghie in parallelo, usando
pulegge scanalate.
Si usano anche cinghie multiple, in cui le diverse cinghie trapezoidali sono raccolte ed unite insieme da un'unica base
Diametri consigliati per pulegge motrici
Sezione Diametro Diametro
Cinghia Standard Minimo
Z 60mm 40mm
A 95mm 65mm
B 145mm 115mm
C 225mm 175mm
D 350mm 300mm
E 550mm 450mm
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1-Regolazione del tensionamento delle CINGHIE: INTRODUZIONE
Perché la manutenzione preventiva?
In confronto alle trasmissioni a catena (che presentano
sempre problemi di lubrificazione) o a ingranaggi (con
problemi meccanici e costi elevati), le cinghie offrono una
trasmissione di potenza con un ottimo rapporto
qualità/prezzo.
Ogni cinghia assicura una lunga durata di servizio, a
condizione che sia installata correttamente e sottoposta a
regolare manutenzione.
È molto importante controllare cinghie e trasmissioni
preventivamente, prima che si guastino.
In tal modo, si possono evitare tempi di fermo e ritardi
costosi.
Il montaggio corretto e la manutenzione minuziosa delle
trasmissioni favoriranno notevolmente la durata di servizio sia
della cinghia che della trasmissione stessa, in modo che i tempi
di fermo e le interruzioni della produzione si riducano.
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie
1 Regolazione del tensionamento delle CINGHIE.
Nota : Prima del tensionamento delle cinghie e sempre
opportuno verificare allineamento pulegge e consumo
delle cave pulegge.(vedere slide successive)
Generalmente il tensionamento delle cinghie viene fatto con
metodi empirici, semplicemente applicando una forza X
(soggettiva) al fine di far flettere la cinghia in direzione del
interasse pulegge per valutarne ‘’soggettivamente’’ il grado
di flessione.
Da tempo esistono strumenti quali dinamometri o fonometri
che possono valutare meglio il grado di tensionamento delle
cinghie
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie Strumenti
Una tensione troppo bassa può causare lo slittamento della
cinghia trapezoidale, oppure il salto dei denti della cinghia
sincrona.
La tensione “ideale” è la tensione minima a cui le cinghie
trasmettono potenza quando sono caricate al massimo.
La procedura generale per controllare la tensione della
cinghia è la seguente:
A. Misurare al centro della distanza (t) la forza necessaria
per flettere la cinghia sulla trasmissione: 2 mm per 100 mm
(cinghie sincrone) oppure 1 mm per 100 mm (cinghie
trapezoidali) rispetto alla sua posizione normale.
B. Se la forza misurata è inferiore alla forza di flessione
minima consigliata, è necessario tendere le cinghie.
C. Le nuove cinghie possono essere tese fino a quando la
forza di flessione per ciascuna cinghia non è il più vicino
possibile alla forza di flessione massima consigliata.
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie Strumenti
Ricordarsi del caso di visual control per tensionamento
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie Strumenti
Metodo della deflessione.
Un metodo da utilizzare di preferenza per le trasmissioni di potenza ridotta o con un interasse limitato.
Montare le cinghie su pulegge allineate correttamente.
Far scorrere il motore o applicare il tenditore finché i due rami non sono più allentati.
Tendere le cinghie gradualmente, facendo girare la trasmissione di alcuni giri completi dopo ogni ripresa di tensione e
misurando su una cinghia al centro del gruppo la deflessione f ottenuta al centro del ramo sotto la forza di deflessione F
calcolata ed esercitata perpendicolarmente alla cinghia o all'elemento della cinghia.
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie Strumenti
Metodo dell' allungamento
Da utilizzare di preferenza per le trasmissioni di alta potenza con grandi interassi, oppure per trasmissioni con cinghie multiple.
Montare le cinghie su pulegge allineate correttamente. Far scorrere il motore o applicare il tenditore finché i due rami non sono
più allentati.
Indicare sul dorso della cinghia oppure della cinghia multipla due linee trasversali il più lontano possibile l'una dall'altra, ma
sempre sullo stesso ramo rettilineo della cinghia. Tendere le cinghie gradualmente, facendo girare la trasmissione di alcuni giri
completi dopo ogni ripresa di tensione finché la lunghezza fra le due linee aumenta della percentuale indicata nella tabella
sottostante.
Esempio: una distanza iniziale di 1000 mm fra le due linee diventerà 1006 mm (+ 0,6%), 1008 mm (+ 0,8%) o 1010 mm (+
1%).
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie Strumenti
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie: Strumenti
Tensiometri convenzionali
A differenza dei tensiometri sonici, i tensiomeri convenzionali
misurano la forza di flessione.
Un tensiometro singolo misura fino a ― 120 N, mentre un
tensiometro doppio fino a 300 N.
Entrambi i tensiometri dispongono di una molla calibrata con
due scale: una per misurare la flessione e l'altra per
misurare la forza applicata.
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1-Regolazione del tensionamento delle Cinghie: Strumenti
Tensiometro Sonico
Il tensiometro sonico analizza le onde sonore prodotte dalle
vibrazioni di una cinghia.
Una cinghia vibra ad una determinata frequenza, dipendente
dalla tensione, la massa e la lunghezza libera (fra le
pulegge) della cinghia.
Il tensiometro traduce questa frequenza in un valore di
tensione.
Modo di Funzionamento
Registrare la massa per unita di lunghezza della cinghia Il computer calcola la tensione grazie alle variazioni delle
(informazione fornita con il manuale di utilizzo), la larghezza pressioni sonore prodotte dalla
e la lunghezza libera (fra le pulegge) della cinghia. cinghia.
Tenere il piccolo sensore vicino alla cinghia e colpirla Il valore della tensione appare sullo schermo, espresso in
leggermente per farla vibrare. Newton..
Premere il pulsante “Measure”. Funziona con batterie o con elettricità ed e fornito con due
tipi di sensore (rigido e flessibile), che sono entrambi facili da
montare secondo le esigenze del momento.
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1-Regolazione del tensionamento delle CINGHIE:SCHEDA DI MTZ
SMP N°L_XX6
Stabilimento di Unità Operativa Gruppo Integrato IMPIANTO Compilato Da: Data
CTA MANUTENZIONE GENERALE KARMA 17/04/2012
SMP N°L_XX6
Argomento: Verifica tensionamento cinghie ventilatore CTA Pag.1/2
Stabilimento di Unità Operativa Gruppo Integrato IMPIANTO Compilato Da: Data
Tab.1 Immagine generale delle cinghie Stato Macchina Indicazioni generali di Sicurezza
Suzzara CTA MANUTENZIONE GENERALE KARMA 17/04/2012
- Fermo
con rispetto delle procedure di
Argomento: Verifica tensionamento cinghie ventilatore CTA Pag.2/2
sicurezza per l'accesso alle aree
tecnicheladegli
Smontare impianti delle cinghie
protezione Premere con il dinamometro (2) sulle Se la tensione non è corretta allentare le
(1) cinghie (3), al centro tra due pulegge, viti (5). Allentare il tenditore (6) ed agire
1 2 con una forza di 2 Kg e verificare che 3
la flessione delle cinghie (4) sia di in senso orario sul tenditore (7) per
12/14 mm tensionare. Allentare il tenditore (7) ed
agire in senso orario sul tenditore (6)
per diminuire la tensione.
Attrezzatura Componenti o Ricambi
Verificare il tensionamento delle cinghie
(Vedi punto 2). Attenzione! Non Allineare le pulegge (12/13). Vedi
4 tensionare eccessivamente le cinghie N°M_001. Bloccare le viti (14) e
per evitare un’usura eccessiva di 5
cinghie e cuscinetti. rimontare la protezione delle cinghie
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2- Modalità allineamento delle trasmissioni meccaniche a CINGHIA
Controllo delle pulegge
Una volta rimossa la cinghia, si potrà procedere al controllo
delle pulegge per usura e sporcizia e l’allineamento delle
pulegge e dei tenditori.
Il disallineamento è causa di usura, gravi danneggiamenti e
diminuisce la durata di servizio della cinghia.
Ciò può essere provocato da:
• il non parallelismo degli alberi degli accessori;
• il non corretto posizionamento delle pulegge sugli alberi; Tipologie di disallineamento pulegge
• inclinazione delle pulegge a causa di un montaggio
Tradizionalmente l’allineamento delle pulegge viene eseguito
mediante l’utilizzo di calibri appositamente costruiti allo
scopo
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2- Modalità allineamento delle trasmissioni meccaniche a CINGHIA
Tabelle Max disallineamenti possibili per pulegge
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2- Trasmissioni meccaniche a CINGHIA: Strumenti Allineamento
Strumento appositamente studiato per allineamento pulegge
Struttura versatile dotato di magneti forti può essere montato
praticamente su qualunque puleggia e ogni corona dentata.
Sul riflettore applicato sulla puleggia opposta è proiettata
una linea laser.
In base alla posizione della linea laser sul laser e sul
riflettore è possibile determinare visivamente lo
spostamento, nonché l'angolo verticale e orizzontale.
Tutti questi parametri di allineamento sono monitorati
contemporaneamente. L'allineamento ottimale è ottenuto
quando la linea laser inviata e la corrispondente linea
riflessa coincidono con la relativa linea di riferimento.
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2- Trasmissioni meccaniche a CINGHIA: Strumenti Allineamento
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2- Trasmissioni meccaniche a CINGHIA: Strumenti Allineamento
Allineatori per cinghie serie TKBA 40
Strumenti molto accurati per l'allineamento di pulegge a V
L'SKF TMEB 40 allinea le pulegge a V nelle scanalature.
Guide a V e potenti magneti permettono di fissare il TKBA
40 nelle scanalature delle pulegge. Si monta in modo rapido
e semplice grazie alla presenza di due soli componenti:
un'unità emittente laser e un'unità ricevente.
L'area obiettivo tridimensionale individuata sull'unità di
ricezione permette di rilevare facilmente il disallineamento e
determinarne la natura: orizzontale, verticale, parallelo o una
combinazione dei tre.
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1-Allineamento pulegge :SCHEDA DI MTZ
N°M_001
N°M_001
Stabilimento di Unità Operativa Gruppo Integrato IMPIANTO Compilato Da: Data
VERNICIATURA MANUTENZIONE GENERALE 23/03/2009 Stabilimento di Unità Operativa Gruppo Integrato IMPIANTO Compilato Da: Data
VERNICIATURA MANUTENZIONE GENERALE 23/03/2009
Argomento: GRUPPI DI ESTRAZIONE/MANDATA ARIA: ALLINEAMENTO PULEGGE Pag.1
Argomento: GRUPPI DI ESTRAZIONE/MANDATA ARIA: ALLINEAMENTO PULEGGE Pag.2
Tab.1 Struttura VENTILATORE Stato Macchina Indicazioni generali di Sicurezza
– La procedura deve essere eseguita a sistema Visti i potenti magneti, lo stumento va Rimuovere il carter a protezione della Attivare l'unità laser tramite Installare lo strumento sulle pulegge:
spento: l’interruttore generale del controllore di tenuto lontano da materiali e oggetti 1 trasmissione. 2 opportuno interruttore l'unità riflettente sulla macchina da
cella DEVE essere in posizione OFF (spento). 3 muovere (puleggia motore)
che potrebbero subire l'influenza dei
magneti (orologi, etc) l'emettitore laser sulla macchina
Indossare occhiali di protezione per il stazionaria (puleggia ventilatore)
laser
Attrezzatura Componenti o Ricambi
Elenco
[Link] necessari
Tab.2 Tabella Valori DISALLINEAMENTO
N°M_001
Stabilimento di Unità Operativa Gruppo Integrato IMPIANTO Compilato Da: Data
VERNICIATURA MANUTENZIONE GENERALE 23/03/2009
Argomento: GRUPPI DI ESTRAZIONE/MANDATA ARIA: ALLINEAMENTO PULEGGE Pag.4
Correzione: Per ottenere l'allineamento angolare Si ottiene un buon allineamento
7 Correggere l'angolazione orizzonatle 8 regolare i tiranti evidenziati in figura 9 quando la linea laser trasmessa e
seguendo la variazione sull'emettitore quella riflessa corrispondono con le
laser. linee di riferimento centrali presenti
sulle 2 unità
Bloccare il motore e riposizionare il
1 carter di protezione
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Le cinghie sono utilizzate in quasi tutti gli ambiti industriali:
Automotive
Industria Pesante (Acciaierie)
food and beverage (caldo Freddo)
Chimica
Pharma
Mineraria
Ecc…
dove necessita trasferire potenza fra due o più sistemi.
La ricerca in campo tecnologico a prodotto Cinghie con caratteristiche sempre più speciali per adattarsi al meglio alle
condizioni ambientali e alla riduzione della manutenzione necessaria per la conservazione in efficienza.
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Cinghie trapezoidali termosaldabili
Mafdel propone un’ampia gamma di cinghie trapezoidali
(cinghie a V) in grado di soddisfare la maggior parte delle
esigenze :
Poliuretano o elastomero di poliestere
Ampia scelta di durezze
Con o senza armatura
Dentate o non dentate
Con o senza rivestimento
Cinghie trapezoidali con armatura – Polybelt+
L’armatura della cinghia trapezoidale è costituita da fibre di
aramide che bloccano l’allungamento e consentono di
ridurre la tensione di posa in fase di montaggio.
[Link]
PcxFQ
[Link]
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Realizzate in elastomeri di poliuretano rinforzati con strati
multipli di tessuto in poliestere, le cinghie trapezoidali
composite ad alte prestazioni (HPC) Fenner Drives offrono
un’alternativa per la risoluzione dei problemi legati alle
tradizionali cinghie trapezoidali in gomma con sezioni
trapezoidali classiche e a sezione stretta SP. La nostra
gamma di prodotti comprende le cinghie trapezoidali
PowerTwist Plus e NuTLink per le trasmissioni a sezione
classica e le cinghie trapezoidali SuperTLink per applicazioni
che prevedono cinghie a sezione stretta SP. Sebbene
semplici, le cinghie composite Fenner Drives offrono
incredibili prestazioni, risolvendo molti dei problemi
solitamente associati alle tradizionali cinghie trapezoidali in
gomma
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Sistema di giunzione a rotazione per maggior facilità di
montaggio • Il cavallo da tiro per il lavoro quotidiano •
Perfetta per le trasmissioni Z/10, A/13, B/17 e C/22 •
Prestazioni superiori rispetto alle tradizionali cinghie
trapezoidali in gomma
Design con tassello a T ad installazione rapida • Ideale per
applicazioni pesanti, con carichi d’urto e per trasmissioni con
motore alternativo • Offre migliori prestazioni,
intercambiabile alle cinghie trapezoidali classiche con
sezione fino a C/22
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Design con tassello a T ad installazione rapida • Costruita
per il lavoro pesante • Progettata appositamente per la
sostituzione di cinghie a sezione stretta SPZ, SPA, SPB e
SPC
Semplicità di sostituzione Non è necessario sostituire altri Minori esigenze di ricambi a magazzino... qualsiasi cinghia,
componenti della trasmissione. Le cinghie trapezoidali in qualsiasi momento Con PowerTwist Plus, NuTLink e
PowerTwist Plus, NuTLink e SuperTLink offrono potenze SuperTLink non è necessario tenere a magazzino una
trasmissibili adatte alla maggior parte delle applicazioni cinghia diversa per ogni tipo di trasmissione. Basta una
industriali, e sono utilizzabili direttamente su pulegge a gola confezione A/13 e una di B/17 per garantire una copertura
standard. Potete stare sicuri: qualunque sia il tipo installato, pressoché totale, con una notevole riduzione del capitale
a cambiare sarà solo la cinghia. vincolato in scorte.
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
Maggior durata della cinghia in condizioni d’uso difficili Gli
eccellenti materiali impiegati per la fabbricazione delle
cinghie HPC assicurano una durata notevole anche nelle
condizioni più critiche. Le cinghie trapezoidali HPC
Fenner Drives superano le prestazioni delle cinghie
tradizionali in ambienti ostili. In più, funzionano in un range di
temperature comprese tra -40°C e 116°C senza perdere in
prestazioni
Installazione più facile e veloce
Lo speciale design a “collegamento rapido” permette
un’installazione più facile e veloce, anche su trasmissioni
nascoste o di difficile accesso. Le cinghie vengono
composte facilmente alla lunghezza desiderata, e in pochi
secondi e si possono avvolgere intorno alla trasmissione
proprio come la catena di una bicicletta, senza dover
smontare i componenti della trasmissione.
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3- Nuovi materiali in commercio per Cinghie. Campi di applicazione
[Link]
Panoramica sulle cinghie a V e Sincrone attraverso la navigazione nel sito di uno dei più rinomati
costruttori a livello mondiale di sistemi di trasmissione di potenza
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Safety First
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Se con una determinata trasmissione si manifestano problemi, è importante determinarne le cause in modo da intraprendere
le azioni correttive necessarie.
Prima di tutto occorre descrivere il problema.
• Che cosa non funziona?
• Quando sono cominciati i problemi?
• Il problema si ripete spesso?
• Qual è l’applicazione?
• Sono cambiate le condizioni ambientali o le esigenze della macchina?
• Quale tipo di cinghia utilizzate?
• Quali prestazioni sono richieste per la trasmissione?
Con gli elenchi di controllo che seguono, e possibile identificare i problemi.
Dopo di che, si possono trovare le soluzioni appropriate nella tabella di problemi/cause/soluzioni.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi con trasmissioni a cinghie trapezoidali
Rottura prematura della cinghia
• Cinghia rotta/cinghie rotte
• Le cinghie non riescono a trasmettere il carico (slittamento), non c'è nessuna causa ovvia
• Rottura dei fianchi della cinghia
• I vari strati si staccano l’uno dall’altro oppure dalla base della cinghia.
Usura anomala della cinghia
• Usura del dorso
• Usura della parte superiore dei fianchi
• Usura dei fianchi
• Usura della base dei fianchi
• Usura della base
• Base incrinata
• Base o fianchi bruciati o induriti
• Esterno della cinghia indurito
• Rivestimento che si sfalda, fianchi collosi o gonfiati
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Le cinghie si rovesciano o escono dalle pulegge Vibrazioni insolite
• Cinghia semplice Le cinghie saltano
• Una o più cinghie in un gruppo Vibrazioni eccessive del sistema
• Cinghie unite o multiple
Le cinghie si allungano oltre le possibilità di Problemi con cinghie multiple (unite)
compensazione La fascia si stacca dalle cinghie
• Cinghia semplice Il dorso della fascia è logoro, consumato o danneggiato
• Cinghie multiple che si allungano in modo disuguale Una o più cinghie corrono fuori della puleggia
• Le cinghie si allungano in modo uguale
Rumorosità Problemi con pulegge
Stridore o fischio Puleggia rotta o danneggiata
Battimento Usura rapida delle gole
Sfregamento
Suoni striduli
Trasmissione eccessivamente rumorosa
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Problemi con gli altri componenti della trasmissione
Alberi piegati o danneggiati
Carter danneggiato
Cuscinetti surriscaldati
Tensione eccessiva
Pulegge troppo piccole
Cuscinetti in cattivo stato
Pulegge installate troppo lontano sull'albero
Slittamento della cinghia
Problemi di prestazioni
Velocità delle trasmissioni errate
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Prevenzione e regole di immagazzinamento:
Le cinghie sono classificate come materiale deperibile (ad
usura elevata) una giusta conservazione a magazzino
previene i guasti e allunga la durata operativa.
Attenzione a:
• Temperatura e umidita di immagazzinamento
• Tempo di immagazzinamento (verificare periodicamente
tempo di stock e stato di conservazione)
• Gestire le «uscite» da magazzino delle cinghie in logica
FIFO first-in, first-out
• Nel caso di applicazioni con cinghie multiple acquistare
sempre cinghie del medesimo produttore e medesimo
lotto produttivo.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Decalogo Orientativo per lo Stoccaggio Cinghie
Talvolta la rottura prematura di una cinghia può essere dovuta a uno stoccaggio scorretto che l'ha danneggiata prima
dell'installazione sulla trasmissione.
Una buona manutenzione preventiva non dovrebbe quindi essere limitata alla trasmissione a cinghia operativa
sull'attrezzatura, ma dovrebbe includere anche appropriate procedure di stoccaggio.
Seguendo pochi passaggi intuitivi, le cinghie di buona qualità manterranno le proprie prestazioni iniziali.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
RACCOMANDATO
Le cinghie vanno stoccate in un locale fresco ed asciutto, senza luce solare diretta e, idealmente, al di sotto di +30°C e del
70% di umidità relativa.
Se le cinghie sono accatastate su scaffali, il numero di cinghie deve essere il più ridotto possibile per evitare che le cinghie alla
base vengano danneggiate dal peso delle altre.
Lo stesso vale per le cinghie stoccate in un contenitore.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
DA EVITARE
Non stoccare le cinghie vicino a radiatori o altre fonti di calore.
Stoccare le cinghie lontano da dispositivi che possono generare ozono (es. luci fluorescenti o determinati apparecchi elettrici).
Se le cinghie sono arrotolate, le curve non devono essere inferiori al diametro di puleggia minimo consigliato per le curve
normali né inferiori a 1,2 volte il diametro minimo consigliato per le curve sul dorso.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
METODI DI STOCCAGGIO Cinghie trapezoidali, scanalate e multiple
Le procedure di stoccaggio sono diverse a seconda del tipo Possono essere stoccate appese a un espositore a parete
di cinghia. se appese a una "sella" (oppure a una staffa tubolare di
Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per mantenere diametro largo) con un diametro almeno pari a quello minimo
prestazioni e dimensioni per tutti i tipi di cinghie. consigliato della puleggia.
Le cinghie trapezoidali lunghe possono anche essere
impilate per risparmiare spazio, a patto che vengano
arrotolate in modo corretto.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Manutenzione preventiva “ordinaria” TBM Controllo del carter
Controllare che il carter sia integro e ben fissato alla
Ispezione rapida della trasmissione macchina, che le griglie di ventilazione non siano ostruite e
Un ottimo sistema per iniziare con la manutenzione ripulirlo dalla sporcizia accumulata.
preventiva consiste nel fissare un calendario di ispezioni L'accumulo di materiali sul carter farebbe da isolante e
periodiche che possono coincidere con altri controlli gia potrebbe provocare il surriscaldamento della trasmissione.
eseguiti periodicamente sulla macchina. La temperatura ha un’influenza importante sulle prestazioni
e la durata delle cinghie.
Guardare e ascoltare Per esempio, oltre i 60°C un aumento della temperatura
Osservare bene la trasmissione in funzione e scorgere suoni interna di 10°C, oppure un aumento della temperatura
o vibrazioni insolite. esterna di 20°C, può ridurre la vita della cinghia trapezoidale
del 50%.
Una trasmissione progettata e mantenuta correttamente
funzionera in modo regolare e silenzioso.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Oli e grassi 2. Frequenza dell'ispezione
Controllare che non ci siano perdite significative di oli o I seguenti fattori determinano la frequenza delle ispezioni:
grassi che vadano a diretto contatto con la gomma, la quale • la velocità della trasmissione;
potrebbe rigonfiarsi se le quantità di lubrificante sono tali da • il ciclo operativo della trasmissione;
impregnarla completamente e costantemente.
• la natura critica della trasmissione;
Ciò porterà ad una prematura rottura della cinghia.
• le variazioni della temperatura ambientale;
Fissaggio
• i fattori ambientali;
Infine, controllare che tutti gli attacchi del motore siano ben
serrati e l’eventuale slitta di scorrimento sia pulita e • l’accessibilità della trasmissione.
lubrificata. Naturalmente, la propria esperienza personale con
l’equipaggiamento farà da guida per quanto concerne la
necessita di verificare le trasmissioni.
Le trasmissioni che funzionano ad alta velocita, o soggette a
sovraccarichi, frequenti arresti ed avviamenti e/o
temperature estreme necessiteranno di controlli più
frequenti.
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4-5-6- Manutenzione delle CINGHIE : Modi di Guasto e Segnali Deboli
3. Quando eseguire la manutenzione
preventiva
I seguenti parametri potranno facilitare lo sviluppo di un
programma per la manutenzione preventiva.
Trasmissioni critiche
Un’ispezione visuale ed uditiva e consigliabile ogni due o tre
settimane.
Trasmissioni normali
Per la maggior parte delle trasmissioni basta un controllo
ogni mese.
Ispezione a fondo
Un arresto completo della trasmissione, per un’ispezione
approfondita delle cinghie, delle pulegge e degli altri
componenti e necessaria ogni tre o sei mesi.
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Le trasmissioni a cinghie richiedono un controllo Lista di controllo per la manutenzione preventiva
approfondito e periodico.
L’elenco qui accanto consente di mantenere le trasmissioni 4. Controllare se la cinghia e danneggiata. Sostituirla, se
in modo efficace, sicuro e relativamente facile. necessario.
Una trasmissione ben progettata e mantenuta 5. Controllare se le pulegge sono danneggiate. Sostituire le
correttamente può continuare a funzionare, in circostanze pulegge usurate.
normali, per diversi anni. 6. Ispezionare anche gli altri componenti della trasmissione,
Lista di controllo per la manutenzione preventiva come cuscinetti, alberi, attacchi del motore e barre di
1. Fermare l’equipaggiamento. Bloccare il pannello di scorrimento.
comando e affiggere un cartello: “Fuori servizio per 7. Verificare la tensione della cinghia e aggiustarla, se
manutenzione. Non toccare, non avviare”. necessario.
2. Tutti i componenti meccanici devono essere in posizione 8. Controllare l’allineamento delle pulegge.
neutrale (una posizione sicura). 9. Rimontare il carter.
3. Rimuovere e controllare il carter. Verificare se vi sono 10. Mettere la macchina sotto tensione ed avviarla.
segni di usura o frizione. Pulire il carter, se necessario. Osservare bene la trasmissione e ascoltare eventuali rumori
insoliti.
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Dettagli di Manutenzione Preventiva 2. Controllo della cinghia
Un’analisi approfondita dei segni di usura e del danno delle
1. Controllo del carter cinghie faciliterà l'identificazione dell’origine dei problemi con
Controllare se il carter e usurato o danneggiato. Assicurarsi la trasmissione e la loro risoluzione.
che nessun componente della trasmissione sfreghi contro un Marcare la cinghia (oppure una delle cinghie su una
altro. trasmissione multipla) e girare la trasmissione.
Pulire il carter per evitare che le aperture di ventilazione Ispezionare le cinghie sull’intera lunghezza e cercare
siano ostruite e che la trasmissione si riscaldi. incrinature, rotture o altri segni di usura insolita.
Rimuovere grassi o olio che si sono accumulati a causa di Controllare la temperatura della cinghia. E normale che le
cuscinetti troppo lubrificati. cinghie si scaldino durante il funzionamento, ma la loro
temperatura non
puo superare certi limiti.
La mano sopporta una temperatura fino a 45°C circa; quindi
se la cinghia è così calda da non poterla prendere in mano,
e possibile che ci sia un problema.
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3. Controllo delle pulegge Ciò può essere provocato da:
Una volta rimossa la cinghia, si potrà procedere al controllo • il non parallelismo degli alberi degli accessori;
delle pulegge per usura e sporcizia. L’usura non e sempre • il non corretto posizionamento delle pulegge sugli alberi;
facile da individuare. • inclinazione delle pulegge a causa di un montaggio
Opportuni calibri consentono di verificare lo stato delle scorretto.
pulegge e dei tenditori nel caso di una trasmissione a
cinghie trapezoidali.
Controllare sempre l’allineamento delle pulegge e dei
tenditori.
Il disallineamento e causa di usura e gravi danneggiamenti e
diminuisce la durata di servizio della cinghia.
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Montaggio delle cinghie trapezoidali 5. Controllare se le pulegge sono usurate o danneggiate.
1. Dopo aver spento la macchina, bloccato l’accesso al Opportuni calibri consentono di verificare facilmente se le
pannello di comando e rimosso il carter, è possibile allentare gole sono usurate. Se l’usura supera gli 0,4 mm, la puleggia
i bulloni di fissaggio del motore. Muovere il motore affinché va sostituita. Assicurarsi che le pulegge siano allineate
cali la tensione sulla cinghia, la quale potrà essere rimossa correttamente.
con più facilità. Non forzare la cinghia! 6. Controllare tutti gli altri componenti della macchina, come
2. Rimuovere le vecchie cinghie. Verificare che non cuscinetti, alberi e loro relativi stati di usura, di lubrificazione
presentino segni di usura o di deformazione, che sono senza e di allineamento.
dubbio sintomi di problemi di progettazione o di
manutenzione.
3. Scegliere la corretta cinghia di ricambio.
4. Le cinghie e le pulegge si possono pulire con uno straccio
leggermente inumidito con un solvente non aggressivo e non
volatile. Evitare di impregnare la cinghia di solvente.
Non usare oggetti affilati per rimuovere sporcizia o grasso
dalla cinghia stessa. Assicurarsi che le cinghie siano
completamente asciutte prima di utilizzarle.
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7. E importante sostituire sempre tutte le cinghie di una 8. Posizionare le cinghie sulle pulegge e prima di tensionarle
trasmissione allo stesso momento. Non utilizzare mai definitivamente far ruotare a mano la trasmissione per uno o
cinghie nuove e cinghie usate sulla stessa trasmissione. Le due giri completi. Cinghie molto lunghe possono sembrare
cinghie gia utilizzate hanno una tensione piu debole, il carico disuguali, ma e normale che le cinghie che hanno le stesse
sarebbe quindi sopportato dalle cinghie nuove, le quali si tolleranze presentino delle differenze sotto flessione.
consumerebbero molto velocemente. Non combinare mai Questo "effetto a catenaria" e una curva determinata da un
prodotti di diverse origini. cavo di peso uniforme sospeso tra due punti.
Evitare l’uso di cinghie provenienti da più produttori, perché Questo sparisce con la corretta tensione e dopo un
queste hanno caratteristiche diverse, che potrebbero portare appropriato periodo di rodaggio.
ad una durata di servizio ridotta. 9. Serrare completamente tutti i bulloni conformemente ai
valori delle coppie di serraggio.
10. Rimontare il carter.
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11. Rodare le cinghie. 12. Durante l’avviamento e utile ascoltare se vi sono rumori
Questo processo consiste nell'azionare la trasmissione, o vibrazioni anormali.
lasciarla in esecuzione a pieno carico, quindi fermarla, Si consiglia di spegnere la macchina e controllare i cuscinetti
controllare e rieseguire il tensionamento in base e il motore. Se sono caldi, la tensione della cinghia e
ai valori consigliati. probabilmente troppo elevata, oppure il cuscinetto e
Il funzionamento a pieno carico ne consente l'inserimento disallineato o mal lubrificato.
corretto nelle gole.
Se possibile, far funzionare la trasmissione per 24 ore.
E sufficiente lasciarle in funzione durante la notte o la pausa
pranzo. Il periodo di rodaggio riduce il bisogno futuro di ri
tensionamenti.
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SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Cinghia rotta/cinghie rotte [Link] di potenza 1. Ricalcolare secondo il manuale di
insufficiente calcolo Gates (E/20070).
[Link] forzata sulla puleggia 2. Utilizzare la slitta di scorrimento
[Link] di corpo estraneo nella durante il montaggio.
trasmissione 3. Proteggere la trasmissione
[Link] pulsante con un carter appropriato.
Valutare i carichi pulsanti nella
progettazione della trasmissione.
Trasmissione di potenza insufficiente Ricalcolare secondo il manuale di calcolo
La(le) cinghia(e) non Montare in modo corretto.
trasmette(ono) il carico (slittamento). Trefoli danneggiati Valutare l’usura e sostituire i componenti
Non c’è nessuna causa ovvia. Gole della puleggia consumate difettosi.
Verificare se l'interasse cambia durante
Variazione dell’interasse il funzionamento.
Disallineamento delle pulegge Verificare e aggiustare l’allineamento.
Rottura dei fianchi della cinghia
Trefoli danneggiati Seguire l'esatto procedimento di
installazione.
I vari strati si staccano l’uno dall’altro Pulegge troppo piccole Verificare il calcolo della trasmissione
oppure dalla base della cinghia e sostituire con pulegge più grandi.
Tenditore esterno troppo piccolo Aumentare il diametro del tenditore.
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SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura del dorso 1. Strofinamento contro il carter 1. Sostituire o riparare il carter.
2. Malfunzionamento del galoppino 2. Sostituire il galoppino.
Usura della parte 1. La cinghia non va bene con la puleggia 1. Utilizzare la corretta combinazione
superiore dei fianchi (cinghia troppo piccola per le gole) cinghia/puleggia.
Usura dei fianchi 1. Slittamento 1. Ritendere finché lo slittamento non si arresta.
2. Disallineamento 2. Allineare le pulegge.
3. Pulegge usurate 3. Sostituire le pulegge.
4. Cinghia inadeguata 4. Utilizzare una cinghia di dimensioni corrette.
Usura della base dei 1. La cinghia non va bene con la puleggia 1. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/puleggia.
fianchi 2. Pulegge usurate 2. Sostituire le pulegge.
Usura della base 1. La cinghia tocca il fondo della gola 1. Utilizzare la corretta combinazione cinghia/puleggia.
2. Pulegge usurate 2. Sostituire le pulegge.
3. Presenza di detriti nelle pulegge 3. Pulire le pulegge.
Base incrinata 1. Diametro pulegge troppo piccolo 1. Utilizzare pulegge più grandi.
2. Slittamento 2. Ritendere.
3. Tenditore esterno troppo piccolo 3. Aumentare il diametro del tenditore.
4. Stoccaggio inappropriato 4. Non aggomitolare, piegare o curvare la cinghia.
Evitare calore e raggi solari.
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Usura anomala della cinghia
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Base o fianchi bruciati o induriti
1. Slittamento 1. Ritendere finché lo slittamento non si arresta.
2. Pulegge usurate 2. Sostituire le pulegge.
3. Trasmissione di potenza 3. Ricalcolare secondo il manuale di calcolo
insufficiente 4. Verificare se l'interasse cambia durante il
4. Variazione dell'interasse funzionamento.
Rivestimento che si sfalda, 1. Contatto con olio o prodotti chimici 1. Non utilizzare lubrificanti con cinghie. Eliminare
fianchi collosi o gonfiati la perdita di olio, grasso o prodotti chimici.
Esterno della cinghia indurito 1. Ambiente troppo caldo 1. Migliorare la ventilazione.
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Le Cinghie si rovesciano o escono dalle Pulegge
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. Bruschi sovraccarichi o vibrazioni 1. Verificare il calcolo della trasmissione
Implica cinghie singole o multiple
2. Presenza di corpo estranei nelle 2. Montare un carter di protezione.
gole 3. Allineare le pulegge.
3. Pulegge disallineate 4. Sostituire le pulegge.
4. Gole della puleggia consumate 5. Stoccare e montare le cinghie in modo corretto.
5. Trefoli danneggiati 6. Posare il tenditore con prudenza sul braccio lento, il
6. Tenditore piatto montato in modo più vicino possibile alla puleggia motrice.
scorretto 7. Sostituire con cinghie "UNISET". Non utilizzare mai
7. Cinghie non appaiate cinghie nuove e cinghie usate sulla stessa
8. Cattiva progettazione trasmissione.
8. Verificare la stabilità dell'interasse e le possibilità di
sopprimere
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Le Cinghie SI Allungano oltre le Possibilità di Compensazione
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. Allineare le pulegge e ritendere la
1. Disallineamento trasmissione.
Cinghie multiple che si 2. Presenza di detriti nelle pulegge 2. Pulire le pulegge.
allungano in modo
disuguale 3. Trefoli o rivestimento danneggiati 3. Sostituire tutte le cinghie e montare in
4. Cinghie non appaiate modo corretto.
4. Sostituire con cinghie
1. Possibilità di scorrimento
1. Controllare lo scorrimento.
Implica una sola inadatte
2. Ricalcolare la trasmissione.
cinghia, o allungamento 2. Trasmissione sovraccaricata o
uguale di tutte le cinghie di capacità troppo bassa 3. Sostituire la cinghia e montare in
modo corretto
3. Rottura dei trefoli
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Cinghie Rumorosità
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Slittamento
1. 1. Ritendere.
2. Presenza di corpi estranei nella 2. Pulire cinghie e pulegge.
Stridore o fischio
trasmissione
1. Ritendere.
1. Tensione insufficiente
2. Sostituire con cinghie "UNISET".
Battimento 2. Cinghie mal assortite
3. Allineare le pulegge per ripartire la tensione
3. Disallineamento
in modo uguale su tutte le cinghie.
1. Riparare, sostituire o progettare un
Sfregamento 1. Contatto con il carter
nuovo carter
Suoni striduli Cuscinetti danneggiati 1. Sostituire, allineare e lubrificare.
1. Utilizzare una cinghia di dimensioni corrette.
Utilizzare profilo di dentatura corretto per
Trasmissione 1. Cinghia inadeguata
1. cinghie sincrone.
eccessivamente 2. 2. Pulegge usurate 2. Sostituire le pulegge.
rumorosa 3. 3. Presenza di detriti nelle pulegge 3. Pulire le pulegge e mettere un carter.
Rimuovere ruggine, vernice e sporcizia dalle
gole.
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Vibrazioni Insolite
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Le cinghie saltano 1. Tensione insufficiente 1. Ritendere.
2. Cinghie mal assortite 2. Sostituire con cinghie "UNISET".
3. Disallineamento delle pulegge
3. Allineare le pulegge.
1. Utilizzare cinghie di dimensioni corrette
Vibrazioni eccessive 1. Cinghia inadeguata 2. nella puleggia.
del sistema
3. Verificare che la struttura e le staffe abbiano una
2. Progettazione errata
resistenza adeguata.
3. Puleggia eccentrica 4. Sostituire la puleggia.
4. Componenti della trasmissione allentati 5. Verificare la stabilità, le capacità di carico, l'installazione
e la manutenzione dei componenti della trasmissione
(carter, attacchi del motore, supporti, boccole, alberi,
cuscinetti, ecc...)
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Problemi Con Cinghie Multiple (unite)
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
La fascia si stacca dalle 1. Pulegge usurate 1. Sostituire le pulegge.
cinghie 2. Distanza inesatta fra le gole 2. Utilizzare pulegge multiple standard.
1. Controllare il carter.
Il dorso della fascia è 1. Contatto con il carter 2. Riparare o sostituire il tenditore.
logoro, consumato o 2. Tenditore esterno
danneggiato danneggiato o difettoso
Una o più cinghie 1. Disallineamento 1. Allineare la trasmissione.
corrono fuori della 2. Tensione insufficiente 2. Ritendere
puleggia
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Problemi Con Pulegge
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. Puleggia mal installata Non serrare le boccole oltre i valori consigliati.
Problemi Con Pulegge 1.
2. Corpi estranei caduti nella
2. Montare un carter di protezione.
trasmissione
3. Velocità eccessiva delle 3. Assicurarsi che le velocità non superino i limiti consigliati
pulegge 4. Non forzare la cinghia sulle pulegge..
4. Cinghia montata in modo
scorretto
Usura rapida delle gole 1. Tensione Calcoli . 1. Ritendere la trasmissione e controllare i calcoli
2. Sabbia, oggetti estranei o
2. Pulire e montare un carter.
sporcizia eccessiva
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Problemi Con gli Altri Componenti delle trasmissione
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
1. 1. Tensione eccessiva
1. Ritendere
2. 2. I carichi superano
Alberi piegati o danneggiati 2. Controllare il calcolo. Forse occorrono meno cinghie o cinghie
largamente i carichi reali più piccole.
3. 3. Danni accidentali 3. . Adattare il carter
4. 4. Errore di 4. 4. Verificare il calcolo della macchina.
progettazione della
macchina
Carter danneggiato 1. Danni accidentali o Riparare il carter o progettarne un nuovo carter
progettazione errata
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Cuscinetti Surriscaldati
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Tensione eccessiva 1. Gole usurate. La cinghia tocca il fondo delle 1. Sostituire le pulegge e applicare
gole e non trasmette potenza se non è la tensione corretta.
sottomessa a una tensione eccessiva* 2. Ritendere.
2. Tensione scorretta
Pulegge troppo piccole Non si sono seguiti i consigli del costruttore Ricalcolare
per i diametri
Cuscinetti in cattivo stato 1. La potenza dei cuscinetti è insufficiente 1. Verificare la progettazione dei
2. Manutenzione scarsa dei cuscinetti cuscinetti
2. Allineare e lubrificare i cuscinetti.
Pulegge installate troppo 1. Errore o problema di ingombro 1. Montare le pulegge il più vicino
lontano sull’ albero possibile ai cuscinetti. Rimuovere
ostruzioni.
Slittamento della cinghia 1. Tensione insufficiente 1. Ritendere.
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Problemi di Prestazioni
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Velocità delle trasmissioni 1. Errore di progettazione 1. Utilizzare il rapporto appropriato fra puleggia motrice e
errate 2. Slittamento pulegge condotta per ottenere il rapporto di velocità
desiderato.
2. Ritendere la trasmissione.
• L’utilizzo di un numero di cinghie troppo elevato, o di cinghie troppo grandi, può
sollecitare eccessivamente il motore e gli alberi condotti.
• Questo può succedere quando i carichi su una trasmissione sono ridotti senza
che ci sia un cambiamento delle cinghie.
• Questo problema si verifica anche quando i carichi calcolati superano
largamente i carichi reali.
• Le forze di tensionamento sono troppo elevate per gli alberi
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Modulo Meccanica MECC 100-200
TRASMISSIONI MECCANICHE
TAPPETI
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Il nastro trasportatore è un dispositivo adibito al trasporto di oggetti o materiali disponibili in massa (laterizi, sabbia, alimentari,
prodotti industriali, pacchi, esseri viventi) e destinati all'elaborazione in scala industriale, come la produzione in una catena di
montaggio. Rispetto ad altre forme di trasporto rappresentano il vantaggio di un basso consumo di energia, basso costo di
sorveglianza e possibilità di grandi portate.
Concetto di base
Generalmente, gli elementi principali che costituiscono un trasportatore a nastro sono:
nastro in materiale di varie tipologie
rulli superiori ed inferiori di sostegno del nastro
puleggia motrice
puleggia di rinvio
telaio
tramoggia di carico
gruppo tenditore del nastro
motore elettrico e gruppo riduttore
eventuali componenti ausiliari (dispositivi di scarico, dispositivi di pulizia del nastro, dispositivi di frenatura, bordi e sponde
laterali, ecc.).
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Il nastro o tappeto, solitamente in gomma, (o anche plastica ed acciaio) forma una banda chiusa ad anello e quindi senza fine,
trainata da rulli o pignoni. Il concetto di base ricorda quindi quello della catena di una bicicletta.
La superficie esterna del nastro è quella su cui viene posato il carico, mentre quella interna si trova di solito a contatto con un
cilindro, il cosiddetto tamburo motore. Si tratta di un corpo che ne garantisce il movimento e che normalmente è collocato
anteriormente (dunque dalla parte dove il materiale sarà scaricato).
Dall'altra parte del tappeto, quella posteriore, si trova un secondo cilindro detto di rinvio, al quale viene trasmesso il movimento
generato dal tamburo motore. È comunque anche possibile che il cilindro motore venga posizionato posteriormente.
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Trasmissione del movimento
Il movimento del motore viene trasmesso al cilindro e così al nastro tramite una catena di trasmissione, oppure attraverso una
cinghia o ancora con un sistema ad ingranaggi. Il cilindro si muoverà esercitando una trazione sul nastro. La velocità del
nastro sarà controllata da un riduttore elettrico.
Il nastro non ha solo la funzione di trasportare il carico, ma anche quella di trasmettere il movimento ad altre componenti che
si trovano sparse lungo il [Link] possono essere sistemati in serie tappeti diversi per formare delle
installazioni lunghissime. Il trasporto potrà in genere poter seguire delle curve o adottare qualsiasi direzione (orizzontale,
obliqua o verticale). Normalmente, si avrà la possibilità di invertire il senso di rotazione e quindi della marcia del carico.
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Il tamburo motore deve essere posizionato possibilmente in favore della direzione e del verso del prodotto trasportato, in
questo modo avremo un effetto autocentrante del nastro.
Il lato teso del nastro rimane infatti sul piano di appoggio e così il peso della merce favorisce la distribuzione del carico di
trazione sul tamburo motore(figura 1).
Al contrario, se il motore è spingente, la forza tangenziale sfruttabile per la spinta viene ridotta di una percentuale sensibile, il
peso del prodotto trasportato favorisce la diminuzione di tensione del lato scarico e di conseguenza il nastro tende più
facilmente a sbandare (figura 2).
I tamburi possono avere superficie liscia, gommata o rivestita da appositi avvolgirullo in gomma strutturata. Per il calcolo della
corretta esecuzione dei tamburi si consiglia di seguire il metodo di calcolo riportato di seguito:
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Al fine di evitare azioni antagoniste di centratura, nel caso di
movimentazione a doppio
senso di marcia con motorizzazione centrale sul tratto di
ritorno, per interassi di alcuni
metri e larghezze nastro ridotte, anche i cilindri di rinvio
devono essere bombati con
sezione trapezoidale .
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Senso di scorrimento del nastro Nel caso di giunzioni a zig-zag oppure giunzioni di testa
Il senso di scorrimento del nastro va mantenuto se le saldate il senso di scorrimento del nastro non ha importanza.
estremità del nastro stesso sono state
giuntate mediante termosaldatura a lembi sovrapposti
Giunzione saldata con sovrapposizione dei lembi
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
IMMAGAZZINAGGIO DEI NASTRI TRASPORTATORI IN GOMMA
I nastri in gomma devono essere immagazzinati, con l’asse della bobina posto orizzontalmente,
preferibilmente in luoghi protetti e isolati dal pavimento mediante assi di legno, bancali
o cavalletti (Fig. 1-2-3)
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TAPPETI / NASTRI Trasportatori : Concetti Generali
Qualora l’immagazzinamento sia superiore ai 90 giorni, i prodotti devono essere movimentati in modo da alternare le superfici maggiormente
esposte agli agenti atmosferici ed ambientali.
I nastri di gomma non correttamente protetti durante l’immagazzinamento potrebbero subire cambiamenti nelle caratteristiche fisiche e diventare
anche inservibili per durezza, rotture, screpolature o altre alterazioni superficiali. Tali cambiamenti possono essere causati da un fattore
particolare o da una combinazione di fattori quali: tempo, ozono, luce, agenti atmosferici, sorgenti di calore e umidità.
La temperatura d’immagazzinamento deve essere compresa tra -10°C e 40°C, con fascia ideale tra 10°C e 25°C; temperature estreme o
variazioni rapide e continue possono essere causa di deterioramento ed accelerare un processo di invecchiamento tale da compromettere il
funzionamento e la durata del prodotto.
I locali di immagazzinamento non devono contenere apparecchiature in grado di generare ozono come ad esempio lampade fluorescenti o a
vapori di mercurio ed apparecchiature elettriche ad alta tensione che possono generare scintille o scariche elettriche; inoltre non devono essere
particolarmente umidi.
Le superfici di gomma non devono venire a contatto di prodotti liquidi o semisolidi, in particolare solventi, acidi, componenti volatili, olii e grassi,
metalli quali rame, manganese e loro composti, noti per i loro effetti deleteri sulla gomma vulcanizzata.
Gli effetti della bassa temperatura (inferiore a -10°C) pur non causando danni irreversibili, ne determinano un parziale irrigidimento; occorre
perciò fare attenzione durante la movimentazione e la messa in opera onde evitare dannose distorsioni, screpolature e tagli.
In particolare, prima dell’installazione sull’impianto, la temperatura del rotolo deve essere stabilizzata a valori superiori a 10°C.
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1-Regolazione del tensionamento dei Tappeti
Per un corretto funzionamento il nastro trasportatore deve essere opportunamente “tensionato”.
Le percentuali di tensionamento sono tuttavia difficili da standardizzare in quanto dipendono
da una molteplicità di fattori quali: numero di tele, peso della merce trasportata e velocità di
esercizio, senza trascurare le condizioni dinamiche in cui si viene a trovare il cinematismo.
Di seguito riportiamo alcuni esempi di tensione standard per nastri ad una, due e tre tele.
Nastri ad 1 tela : da 0,3% a max. 0,5%
Nastri a 2 tele: da 0,5% a max. 1%
Nastri a 3 tele: da 0,6% a max. 1,2%
In base alle considerazioni precedenti circa le percentuali di allungamento, si capisce che,
durante la progettazione di un nastro trasportatore, la corsa del tenditore deve essere almeno
l’1% ; condizione valida se il tenditore muove un tamburo che dia contemporaneamente
tensione a due rami di nastro.
La tensione reale ottenuta sulle tele sarà così doppia rispetto alla corsa del tenditore stesso.
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1-Regolazione del tensionamento dei Tappeti
Tecnica di Pretensionamento:
Regolazione del precarico necessario del nastro trasportatore
Il precarico corretto del nastro trasportatore è indicato sulla targhetta del produttore, applicata
sull'azionamento del nastro.
Esempio: 1.2%
Dopo il montaggio del nastro, prima di metterlo in tensione, incollare sulla sua faccia superiore
due riferimenti di misurazione (M), in modo che abbiano un passo (L) per es. di 500 oppure 1000
mm.
Serrando uniformemente le due viti di serraggio del tenditore i due riferimenti (M) si allontaneranno, fino alla quota (L),
corrispondente al precarico necessario Vnec.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Eseguire le seguenti procedure in base alla frequenza indicata per la manutenzione del sistema di nastri. Inizialmente,
eseguire questa ispezione una volta al mese consente di individuare eventuali tendenze all’usura e di conoscere le
caratteristiche di esercizio del trasportatore.
Riparare o sostituire i componenti danneggiati e riparare eventuali guasti.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Il nastro non ingrana i pignoni Tensione del nastro non adeguata intorno ai pignoni di 1. Assicurarsi che il tratto di ritorno del nastro consenta
di azionamento azionamento la sagola catenaria consigliata.
2. Spaziare nuovamente i rulli per ottenere la sagola corretta
ed escludere il tratto di ritorno del piano scorrevole per
ottenere la sagola corretta.
Progettazione errata del tratto di ritorno del nastro 1. Assicurarsi che il tratto di ritorno del nastro fornisca la
sagola catenaria consigliata.
2. Spaziare nuovamente i rulli per ottenere la sagola corretta
ed escludere il tratto di ritorno del piano scorrevole per
ottenere la sagola corretta
Pignoni non allineati correttamente sugli alberi Assicurarsi che i pignoni siano allineati in modo identico e che
tutti i denti dei pignoni siano allineati se osservati dalla sommità
dell’albero
Avvolgimento insufficiente del nastro intorno ai pignoni di Spostare il rullo di ritorno il più vicino possibile all’albero di
azionamento aziona- mento in modo che 180º o più del nastro si avvolga
attorno ai pignoni di azionamento.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Traino errato del nastro L’albero di azionamento e l’albero di rinvio non sono 1. Regolare gli alberi in modo che siano
perpendicolari, allineati e ortogonali perpendicolari, allineati e ortogonali.
2. Assicurarsi che i pignoni siano tenuti in posizione
con collari per albero.
Telaio e/o componenti del trasportatore non allineati o 1. Rendere ortogonale e allineare il telaio del
ortogonali trasportatore.
2. Controllare l’allineamento degli alberi dopo la
regolazione del telaio.
3. Se necessario, rendere nuovamente gli alberi
perpendicolari, allineati e ortogonali.
I rulli di ritorno non sono allineati e ortogonali rispetto al telaio Regolare i rulli di ritorno in modo che siano allineati o
del trasportatore ortogonali rispetto al telaio del trasportatore.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Traino errato del nastro Pignoni non allineati correttamente sugli alberi Assicurarsi che i pignoni siano allineati in modo identico e che
tutti i denti dei pignoni siano allineati se osservati dalla sommità
dell’albero.
I pignoni bloccati sugli alberi di azionamento e di rinvio non sono 1. Riallineare i pignoni bloccati.
correttamente allineati 2. Assicurarsi che il pignone dell’albero di azionamento sia
allineato con il pignone dell’albero di rinvio
Un accumulo di materiale nella parte inferiore del nastro interferisce Pulire la parte inferiore del nastro per rimuovere eventuali
con il corretto ingranamento dei denti del pignone detriti che potrebbero interferire con l’ingranamento dei denti
del pignone.
Considerare la possibilità di installare sul posto spazzole,
raschiatori, coclee o altri dispositivi che impediscano il futuro
accumulo di materiale.
Nastro non installato correttamente Tutti i bordi dei nastri devono essere lisci quando la giunzione
è realizzata correttamente.
Anelli di bloccaggio non correttamente installati o mancanti 1. Installare gli anelli di bloccaggio in modo che i pignoni
bloccati sull’albero di azionamento e sull’albero di
rinvio siano allineati.
2. Sostituire gli anelli di bloccaggio mancanti.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura eccessiva del nastro I nastri, i pignoni o la guida antiusura sono esposti a materiale • Eliminare o ridurre l’esposizione dei nastri, dei pignoni e della
abrasivo guida antiusura al materiale abrasivo.
• Utilizzare aria compressa per eliminare i detriti dalla
macchina oppure lavare regolarmente la macchina.
Materiale della guida antiusura non adeguato Per assicurarsi che il materiale della guida antiusura è adeguato
per l’applicazione, contattare Intralox per ottenere assistenza
durante la selezione della guida antiusura.
Il nastro è inceppato nella struttura del trasportatore 1. Rendere ortogonale e allineare il telaio deltrasportatore.
2. Rimuovere eventuali ostacoli che facciano sfregare o
inceppare il nastro.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura eccessiva del nastro Caricamento del prodotto non uniforme o errato Aggiungere supporto sotto l’area di carico delnastro.
Considerare la possibilità di aggiungere uno scivolo per
orientare il materiale trasportato in modo che si sposti nella
stessa direzione del nastro e a una velocità simile.
Considerare la possibilità di aggiungere una guida laterale sul
lato opposto del nastro per i trasportatori caricati
lateralmente.
Velocità del nastro eccessiva Se possibile, ridurre la velocità del nastro. I nastri con velocità
elevata, in particolare quelli con interasse corto, si usurano
più rapidamente di quelli che si muovono a velocità minore.
Spaziatura errata della guida antiusura La spaziatura della guida antiusura varia a seconda del
carico del nastro, del modello di nastro e della
temperatura.
Guide antiusura sul tratto di scorrimento o sul tratto di ritorno Tagliare obliquamente o in modo curvilineo il bordo d’entrata
aventi angoli vivi delle guide antiusura del tratto di scorrimento e del tratto di
ritorno e i piani scorrevoli per una corsa regolare del nastro.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura eccessiva del pignone I pignoni sono esposti a materiale abrasivo • Eliminare o ridurre l’esposizione dei pignoni al materiale abrasivo.
• Utilizzare aria compressa per eliminare i detriti dalla macchina oppure
lavare regolarmente la macchina.
• Per varie serie di nastri, sono disponibili pignoni resistenti all’abrasione.
Tensione errata sul nastro 1. Assicurarsi che il nastro sia teso correttamente intorno ai pignoni di
azionamento.
2. Assicurarsi che il tratto di ritorno del nastro consenta la sagola catenaria
consigliata.
3. Spaziare nuovamente i rulli per ottenere la sagola corretta ed escludere il tratto
di ritorno del piano scorrevole per ottenere la sagola corretta.
Velocità del nastro eccessiva Se possibile, ridurre la velocità del nastro. I nastri con velocità elevata, in particolare
quelli con interasse corto, si usurano più rapidamente di quelli che si muovono a
velocità minore.
L’albero di azionamento e l’albero di rinvio • Regolare gli alberi in modo che siano perpendicolari, allineati e ortogonali.
non sono perpendicolari, allineati e • Assicurarsi che i pignoni siano tenuti in posizione con collari per albero.
ortogonali
Numero insufficiente di pignoni Il trasportatore può necessitare una distribuzione del carico più uni- forme tra i
pignoni.
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4-5-6- Manutenzione dei Tappeti : Modi di Guasto e Segnali Deboli
Nastri Rettilinei
SINTOMI CAUSE PROBABILI SOLUZIONI
Usura eccessiva o I nastri urtano contro le ostruzioni presenti • Rendere ortogonale e allineare il telaio deltrasportatore.
sul telaio del trasportatore, sul tratto di • Rimuovere eventuali ostacoli che facciano sfregare o inceppare il nastro.
danneggiamento del bordo del
ritorno o sulle attrezzature adiacenti • Assicurarsi che i pignoni bloccati sianofissati.
nastro
• Assicurarsi che i pignoni siano ortogonali.
Nastro non allineato e traino errato • Riallineare i pignoni bloccati.
• Allineare il pignone dell’albero di azionamento con il pignone dell’albero di rinvio.
Per ulteriori informazioni, vedere Installazione dei pignoni a pagina 5.
• Rendere ortogonale e allineare il telaio deltrasportatore.
• Rimuovere eventuali ostacoli che facciano sfregare o inceppare il nastro.
• Rendere ortogonali i pignoni.
L’espansione termica fa sì che il bordo del Verificare che vi sia un gioco minimo di 0,25" (6,4 mm) su ciascun lato del nastro quando
nastro sfreghi sul telaio del trasportatore il nastro è alla massima espansione termica (temperatura massima).
Telaio e/o componenti del trasportatore non • Rendere ortogonale e allineare il telaio deltrasportatore.
allineati o ortogonali • Rimuovere eventuali ostacoli che facciano sfregare o inceppare il nastro.
• Assicurarsi che i pignoni bloccati sianofissati.
• Assicurarsi che i pignoni siano ortogonali.
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Modulo Meccanica Mecc-100.200
Giunti Cardanici
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Trasmissione con Giunto Cardanico
Si usa per trasmettere la potenza tra alberi incidenti con angolo d’incidenza variabile entro certi limiti
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Definizione
In ingegneria meccanica il giunto cardanico, giunto di
Cardano o semplicemente cardano è un quadrilatero
articolato spaziale.
Esso permette di trasmettere il moto tra due assi in
rotazione i cui prolungamenti sono incidenti in un punto ed è
dunque classificabile come un organo di trasmissione.
L'invenzione di questo tipo di giunto risale almeno al III
secolo a.C., ad opera di scienziati greci come Filone di
Bisanzio.
Fu riscoperto nel 1545, dall'opera del matematico italiano
Gerolamo Cardano (1501-1576).
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Costruzione
Costruzione
È costituito (oltre che dagli assi tra cui si trasmette il moto, i
quali non fanno parte propriamente del giunto) da due
coppie rotoidali disposte su uno stesso membro piegato a
90°, ognuna su un lato, collegate ad un asse.
Questo elemento centrale, spesso a forma di croce, è detto
crociera.
Come è mostrato nello schema il dispositivo è composto dai
due alberi a (movente) e a’ (cedente), alle cui estremità sono
applicate delle forcelle, e da una crociera che si interpone fra
gli stessi tramite due cerniere aventi assi ortogonali
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Utilizzo Impiego
l giunto cardanico è molto utilizzato in meccanica per le sue
proprietà, ma anche per la relativa semplicità ed economicità
rispetto ad altre tipologie di connessione tra alberi della
tipologia suddetta.
In meccanica viene utilizzato generalmente negli alberi dello
sterzo e nella trasmissione.
Nelle macchine agricole viene utilizzato un albero
telescopico con due giunti cardanici per trasmettere il moto
È importante sottolineare come l'utilizzo del giunto cardanico
rotatorio dalla presa di potenza del trattore agli attrezzi
sia necessario là dove l'asse che trasmette il moto non sia
collegati (per esempio fresatrice).
perfettamente coincidente con l'asse trascinato, o quando
quest'ultimo sia suscettibile di disallineamenti anche minimi.
E comunque, anche millimetrici spostamenti costanti o
alternati tra 2 assi, rende necessario l'uso del giunto
cardanico, pena la rottura degli organi.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Caratteristiche Principali
COME SCEGLIERE IL GIUNTO CARDANICO
Per le macchine, la scelta del giusto albero cardanico
avviene in funzione dell'accoppiamento motore /
motoriduttore -e carico, dipende dalle seguenti informazioni:
• il tipo di attacco della macchina
• la potenza della macchina
• la lunghezza totale del cardano, misurato dai centri delle
crociere, in condizioni di chiusura completa delle parti
telescopiche
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Rapporto di Trasmissione
Velocità relativa dell'albero condotto rispetto a quello motore
in funzione dell'angolo tra i due alberi
Il rapporto di trasmissione istantaneo, cioè il rapporto tra le
velocità angolari dell'albero motore e dell'albero condotto è
dato dalla formula:
Dove ω2 e ω1 sono le rispettive velocità angolari dell'albero
2 e dell'albero 1,.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Rapporto di Trasmissione
Il giunto cardanico non è omocinetico, ossia la velocità
angolare istantanea dell'albero condotto non è costante
durante una rotazione completa ma come sopra descritto
essa è funzione dell'angolo θ, mentre invece sono uguali le
velocità di rotazione medie dei due alberi.
Questo causa l'evidente inconveniente di una trasmissione
non fluida che nel caso di alti regimi di giri può comportare
problemi legati ad esempio alle vibrazioni.
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Montaggio e manutenzione dei giunti cardanici
Montaggio
Per garantire un moto uniforme e regolare, le forcelle devono
essere montate in fase, come mostra la seguente figura:
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Montaggio e manutenzione dei giunti cardanici
inoltre, per ottimizzarne il funzionamento e quindi aumentarne la
durata, le trasmissioni cardaniche devono essere montate
osservando scrupolosamente le seguenti regole:
Per evitare fluttuazioni sinusoidali della velocità
dell’albero condotto, è indispensabile fare in modo che l’angolo di
entrata sia uguale a quello di uscita:
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Montaggio e manutenzione dei giunti cardanici
L’albero motore e quello condotto possono subire
degli spostamenti a condizione che venga rispettato il
parallelismo durante il movimento altrimenti gli angoli di ingresso
e uscita risulterebbero diversi contravvenendo alla regola vista
precedentemente
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Montaggio Installazione
Prima del montaggio delle trasmissioni cardaniche pulire a
fondo tutte le superfici flangiate da agenti anticorrosione,
sporco e grasso, affinché sia garantito il necessario
coefficiente di adesione per il momento di trasmissione.
Inoltre, dopo il montaggio, le trasmissioni cardaniche devono
essere lubrificate.
Le trasmissioni cardaniche, che a causa delle condizioni di
montaggio presentano un notevole angolo di inclinazione e
che girano ad un'elevata velocità (β • n > 18.000), dopo una
prima fase di avvio di circa 10-15 minuti, devono essere
nuovamente lubrificate in prossimità delle crociere.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Montaggio Installazione
Prima del montaggio è necessario assicurarsi che le
trasmissioni cardaniche siano inserite correttamente, ovvero
che le frecce di marcatura applicate all'albero scanalato e al
mozzo scanalato siano contrapposte.
Le trasmissioni cardaniche devono essere disposte in modo
che il profilo scanalato sia possibilmente protetto dallo
sporco e dall'umidità.
In genere questo significa che il montaggio deve avvenire
secondo lo schizzo riportato qui a lato, con la guarnizione
del profilo rivolta verso il basso, in modo che eventuali
accumuli di spruzzi d'acqua defluiscano attraverso il profilo
scanalato.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Montaggio Installazione
Se una o più trasmissioni cardaniche sono montate in successione, si consiglia di installarle ruotate rispettivamente di 90°.
In questo modo i momenti di accelerazione di massa verso il basso, provocati dalla corsa disuniforme degli elementi centrali
delle trasmissioni, vengono per lo meno parzialmente eliminati.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione
Lubrificazione delle trasmissioni cardaniche Esempio di specifiche dei lubrificanti di un Costruttore
Le trasmissioni cardaniche sono generalmente di Cardani
dotate di 3 nippli conici di lubrificazione.
Ogni giunto viene lubrificato da un nipplo; il terzo Per la post lubrificazione delle trasmissioni cardaniche
nipplo serve per la post lubrificazione del profilo scanalato. utilizzare solo grassi saponificati al litio di classe di
consistenza 2 con fattore di penetrazione 265/265 e punto di
In presenza di allungamenti rivestiti in plastica, goccia a circa 180 °C.
questo nipplo viene meno.
Esempio di specifiche dei lubrificanti di un Costruttore
di Cardani
Scadenze di post lubrificazione.
Per i grassi sopra indicati si dovrebbero rispettare le
seguenti scadenze di post lubrificazione.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione
In presenza di condizioni di esercizio sfavorevoli
questi valori orientativi devono essere ridotti.
Nota: utilizzare solo grassi saponificati al litio!
Prima di lubrificare, pulire il nipplo di lubrificazione!
I cuscinetti ad aghi devono essere lubrificati fino a quando il grasso vecchio fuoriesce
da tutte le guarnizioni.
Durante la lubrificazione non imprimere elevati sbalzi di pressione, che potrebbero
danneggiare le guarnizioni.
Massima pressione: 20 bar
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione
Lubrificazione degli alberi cardanici
La durata di vita ottimale di un albero cardanico si ottiene solo con una regolare manutenzione.
In particolare i cuscinetti delle crociere necessitano di una regolare lubrificazione.
Si ricordi che la lubrificazione qui può essere eseguita solo con una pompa a mano.
Dato che il percorso di lubrificazione all'interno della crociera e attraverso gli interstizi del corpo volvente è lungo e stretto, il
grasso ha bisogno di tempo per distribuirsi.
Solo una lubrificazione lenta a pressione ridotta garantisce una distribuzione uniforme del grasso. Inoltre la pressione elevata
dpotrebbe far fuoriuscire le guarnizioni da tutte e quattro le sedi.
Pulire i nippli prima della lubrificazione e utilizzare solo grassi saponificati al litio.
Se nella zona della trasmissione cardanica è stata eseguita una pulizia con getto a vapore, procedere immediatamente ad una
postl ubrificazione, per far fuoriuscire l'acqua infiltrata (eventualmente addizionata con solventi per grassi).
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione
Norme di sicurezza, di cura e di manutenzione
Il gestore deve adottare le misure preventive di sicurezza
idonee a prevenire rischi per le persone e i materiali in
prossimità delle trasmissioni cardaniche rotanti e delle loro
parti.
Gli operatori o il gestore devono rispettare le norme di
sicurezza previste dalla legge e prendere gli opportuni
provvedimenti prima dell'inizio degli interventi di
manutenzione.
Leggere attentamente il manuale d’ Istruzioni della Macchina
/ impianto / Componenti
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione
• Le operazioni di installazione, montaggio e manutenzione sulle trasmissioni cardaniche possono essere eseguite solo da
personale specializzato.
• Durante le operazioni di montaggio, smontaggio e trasporto non afferrare mai i giunti delle trasmissioni, per evitare
schiacciamenti per mezzo del rovesciamento delle flange o di parti dei giunti.
• Mediante misure adeguate impedire un eventuale disallineamento dei semialberi cardanici, che potrebbero provocare
lesioni o danni.
• Assicurare le trasmissioni cardaniche con appositi dispositivi quali staffe o griglie per proteggere da eventuali pezzi in
movimento o dal contatto.
• Non caricare pesi sulle trasmissioni ferme, non appoggiare, agganciare o fissare in altro modo utensili o altri oggetti sulla
trasmissione.
• Le trasmissioni cardaniche e le crociere possono raggiungere temperature elevate! anche a trasmissione ferma, fare
attenzione al contatto. Proteggersi dalle ustioni!
• Per il montaggio delle trasmissioni cardaniche utilizzare solo set di fissaggio flange ammessi.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione Istruzioni di base
Per evitare danni e rischi, attenersi assolutamente alle seguenti istruzioni di base:
• Non superare il numero di giri ammesso per l'esercizio.
• Non superare l'angolo di inclinazione ammesso.
• Per le trasmissioni con allungamento, non superare il valore X (allungamento) massimo ammesso.
Ottimale risulta l'utilizzo di 1/3 dell'allungamento complessivo.
• Lo stato di equilibratura di una trasmissione cardanica non deve mai essere modificato.
• Non eseguire modifiche o riparazioni autonome sulla trasmissione cardanica, senza la previa autorizzazione da parte del
produttore, in quanto potrebbero sussistere rischi per le persone e i materiali e comportare il decadimento di qualsiasi diritto di
garanzia.
• Non pulire mai le trasmissioni cardaniche con getti d'acqua o di vapore, per evitare danni alle guarnizioni e la penetrazione di
acqua e sporco.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Manutenzione Istruzioni di base
Per evitare danni e rischi, attenersi assolutamente alle seguenti istruzioni di base:
• Proteggere i profili rivestiti in plastica e le superfici di scorrimento da danni di origine meccanica, termica o chimica.
Prima di interventi di verniciatura, coprire le superfici di scorrimento delle guarnizioni.
• Le trasmissioni cardaniche si possono utilizzare in sostanze liquide e solide solo previa approvazione
scritta del produttore.
• Evitare il surriscaldamento locale delle trasmissioni cardaniche (ad es. per la bruciatura di residui di
vernice), in quanto potrebbero verificarsi notevoli modifiche delle proprietà di circolarità.
• Rispettare assolutamente gli intervalli necessari per la manutenzione e la lubrificazione, al fine di
evitare danni a persone o cose in seguito a guasti della trasmissione cardanica.
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Trasmissione con Giunto Cardanico : Versioni Speciali
Trasmissioni cardaniche in versione per Versione per temperature elevate
Temperature elevate o molto basse Questa versione consente l'utilizzo a temperature fino a
circa +160 °C, con brevi picchi fino a +180 °C.
Le trasmissioni cardaniche generalmente si possono Lubrificanti: grassi per elevate temperature in classe di
utilizzare in un range di temperatura compreso tra i 30 °C e i consistenza 1 o 2.
+100 °C. Per temperature inferiori o superiori è necessario Sono parzialmente disponibili anche versioni speciali fino a
impiegare versioni speciali: +250 °C.
Versione per basse temperature
Idonea per temperature da circa –60 °C fino a
+110 °C.
Lubrificanti: grassi a bassa temperatura in classe di
consistenza 1 o 2.
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MODULO MECCANICA
Cuscinetti a Strisciamento e Volventi
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Cuscinetti a Strisciamento e Volventi
Cuscinetti Volventi – Classificazione Tipologie
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 213
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Tipologie di cuscinetti
I cuscinetti sono dei dispostivi che vengono utilizzati per ridurre l’attrito tra due oggetti che sono tra loro in movimento rotatorio
o traslatorio.
Si dividono in:
Cuscinetti radenti o bronzine o a strisciamento
Il cuscinetto radente è un guscio cilindrico che avvolge il perno di un albero rotante ed è alloggiato in modo stabile
nell'albero.
È costruito con materiale diverso da quello dell'albero e consente la riduzione della forza di attrito entro limiti accettabili.
I materiali usati per questo tipo di cuscinetti devono avere i seguenti requisiti:
• Basso coefficiente d’attrito
• Buona resistenza a fatica
• Discreta malleabilità
• Struttura porosa (in grado da trattenere il lubrificante)
• Buona resistenza alla corrosione
• Capacita di dispersione termica
Generalmente costruiti bronzo (da cui il nome bronzine), leghe anti-frizione e sinterizzati autolubrificanti.
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I Cuscinetti radenti o a strisciamento
Cuscinetti a strisciamento o bronzine:
- sono più silenziosi
- assorbono meglio vibrazioni e urti
- hanno minore ingombro radiale
- hanno una maggiore facilità di montaggio
- sono meno costosi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 215
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I Cuscinetti radenti o a strisciamento
Le forme dei cuscinetti sono diverse.
Nei sopporti con incastellatura in due pezzi, anche il
cuscinetto è diviso in due metà.
Particolare attenzione deve esserci nell'accoppiamento
perno-cuscinetto per poter garantire una adeguata
lubrificazione ottenuta introducendo del lubrificante tra il
cuscinetto e il perno.
Opportune scanalature ricavate nel cuscinetto facilitano tale
operazione. Le scanalature possono essere longitudinali o
incrociate (zampe di ragno)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 216
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I cuscinetti Radenti
Cuscinetti radenti o bronzine
A causa della loro geometria, questi dispositivi non resistono
bene alle alte velocità , ed inoltre risentono molto dei
fenomeni di usura. cuscinetti radenti non posseggono parti in
moto relativo; infatti, l’organo in movimento striscia sul
cuscinetto radente, ma, grazie al suo basso coefficiente
d’attrito, l’usura tra i due componenti è molto bassa.
I materiali più comunemente utilizzati per la costruzione di
cuscinetti radenti sono le leghe di bronzo (da cui si
ottengono le cosiddette bronzine) e le leghe polimeriche
(come il teflon).
I cuscinetti radenti necessitano di costante o periodica
lubrificazione che può essere eseguita manualmente oppure
ad opera di sistemi automatici.
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Cuscinetti radenti (plain bearings)
I cuscinetti radenti sono costituiti da una bussola o boccola nella quale ruota l’albero. La boccola è realizzata con materiale
meno duro rispetto all’albero, ad esempio bronzo, metallo bianco, stagno, ecc., che agisce da materiale di sacrificio per
salvaguardare la parte dell’albero in contatto col cuscinetto.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 218
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Cuscinetti radenti
I cuscinetti radenti sono disponibili in tre principali esecuzioni.
I primi due tipi sono impiegati, al posto dei cuscinetti a rotolamento, per macchine rotanti di potenza relativamente elevata,
grazie alla loro capacità di sopportare carichi elevati e di resistere a shock e vibrazioni:
1) Cuscinetti radenti idrodinamici, in cui una pellicola d’olio viene creata tramite la rotazione dell’albero. Questo tipo di
cuscinetto presenta un alto attrito iniziale ed è utilizzato per macchine di taglia non troppo elevata.
2) Cuscinetti radenti idrostatici, caratterizzati dal continuo rifornimento di olio a una determinata pressione. Questi sono
impiegati essenzialmente per grandi macchine, come le turbine e gli alternatori ad esse collegati.
Talvolta si ricorre alla pressurizzazione dell’olio soltanto per l’avviamento, per evitare lo strisciamento dell’albero sulla
bronzina.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 219
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Generalità - Classificazione
22
0
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Cuscinetti
Il cuscinetto è un meccanismo utilizzato per ridurre l'attrito
tra due oggetti in movimento rotatorio o lineare tra loro.
I cuscinetti volventi supportano e guidano, con minimo attrito
(fig. 1), elementi rotanti od oscillanti – come alberi, assi o
ruote – e trasferiscono i carichi.
I cuscinetti volventi offrono alta precisione e basso attrito,
quindi consentono elevate velocità di rotazione, riducendo,
al contempo, livelli di rumorosità, calore, consumo di energia
e usura.
Sono componenti economici e intercambiabili, che,
tipicamente, seguono specifiche dimensionali nazionali o
internazionali.
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I Cuscinetti volventi
vantaggi
• Attrito mediamente dieci volte più piccolo (fv = 0,001±0,002);
• Limitato attrito di primo distacco;
• Minore riscaldamento del cuscinetto;
• Facile e rapida intercambiabilità;
• Ridotta usura durante il funzionamento;
• Minore esigenze di rugosità superficiale dei perni;
• Minore ingombro assiale.
Svantaggi
• Necessità di tolleranze dimensionali e geometriche più strette;
• Maggiori problemi di montaggio;
• Maggior costo.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 222
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I Cuscinetti volventi
Sono costituiti da:
• anello interno
• anello esterno
• corpi volventi
• gabbia distanziatrice
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 223
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I Cuscinetti volventi
In base all’angolo che la congiungente i punti di contatto tra i corpi volventi e gli anelli forma con l’asse, possono dividersi in tre
categorie
RADIALI OBLIQUI ASSIALI
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 224
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I cuscinetti orientabili
I cuscinetti orientabili hanno, per la loro conformazione, la caratteristica di assicurare il contatto tra i corpi volventi e le gli anelli
anche quando gli assi di questi ultimi risultano inclinati
orientabili a sfere orientabili a rulli
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 225
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I Cuscinetti Volventi
Un cuscinetto volvente (o a rotolamento) è un elemento posizionato tra un albero (parte rotante) ed un supporto (parte fissa).
La rotazione relativa tra la parte fissa (anello o ralla a contatto con il supporto) e la parte mobile (anello o ralla a contatto con
l’albero) è garantita dalla presenza di elementi volventi (sfere, rulli cilindrici, rulli conici).
Si realizza così un meccanismo basato sull’attrito volvente, con vantaggi in termini di rendimento.
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Sistema di denominazione base dei cuscinetti
22
7
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Sistema di denominazione base dei cuscinetti
Gli appellativi della maggior parte dei cuscinetti volventi SKF seguono un sistema di denominazione.
L'appellativo completo di un cuscinetto può essere costituito da una base con o senza uno o più prefissi e suffissi
supplementari (diagramma 1).
L'appellativo di base identifica:
•tipo di cuscinetto
•il design di base
•le dimensioni d'ingombro
Prefissi e suffissi identificano caratteristiche di design o componenti dei cuscinetti.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 228
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Sistema di denominazione base dei cuscinetti
Solitamente l'appellativo di base è composto da un numero da tre a cinque cifre. Il sistema di denominazione base è mostrato
nella tabella 1
Di seguito è riportato il significato delle combinazioni di numeri e lettere:
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 229
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I Cuscinetti
La serie costruttiva ad eccezione dei cuscinetti a rulli cilindrici e quelli a sfere con anello sfilabile inizia sempre con un
numero.
0= Cuscinetti a sfere obliqui
1= Cuscinetti a sfere orientabili
2= Cuscinetti a rulli orientabili ed assiali orientabili
3= Cuscinetti a rulli conici
4= Cuscinetti radiali a 2 corone di sfere
5= Cuscinetti assiali a sfere
6= Cuscinetti radiali ad 1 corona di sfere
7= Cuscinetti obliqui ad 1 corona di sfere
8= Cuscinetti assiali a rulli cilindrici
N= Cuscinetti a rulli cilindrici (che si suddividono in NJ, NU, NUP)
QJ= Cuscinetti a 4 punti di contatto
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Sistema di denominazione base dei cuscinetti
La prima cifra o lettera o combinazione di lettere identifica il tipo
di cuscinetto ed eventualmente una variante base.
1. Le due cifre seguenti identificano le serie dimensionali ISO.
1. La prima cifra indica le serie di larghezza o altezza
(dimensioni B, T o H).
2. La seconda cifra identifica la serie diametrale (dimensione
D).
2. Le ultime due cifre dell'appellativo di base identificano il
codice dimensionale del foro del cuscinetto.
1. Moltiplicando per 5 il codice dimensionale si ottiene il
diametro del foro (d) in mm.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 231
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Le eccezioni più importanti nel sistema di denominazione base del cuscinetto
In qualche caso viene omessa la cifra indicante il tipo di cuscinetto o la prima cifra identificativa della serie dimensionale.
Queste cifre sono indicate fra parentesi nella tabella 1.
I cuscinetti con foro di diametro 10, 12, 15 e 17 mm sono identificati dai seguenti codici dimensionali:
00 = 10 mm
01 = 12 mm
02 = 15 mm
03 = 17 mm
Per i cuscinetti con foro di diametro < 10 mm, o ≥ 500 mm, il diametro del foro in generale è indicato in millimetri (non
codificato). L’identificazione dimensionale è separata dal resto dell'appellativo del cuscinetto da una barra, ad esempio 618/8
(d = 8 mm) o 511/530 (d = 530 mm). Lo stesso vale per i cuscinetti standard conformi alla norma ISO 15 aventi foro di
diametro 22, 28 o 32 mm, ad esempio 62/22 (d = 22 mm).
Per alcuni cuscinetti con foro di diametro < 10 mm, ad esempio del tipo radiale, orientabile e obliquo a sfere, il diametro del
foro è indicato in millimetri (non codificato), ma non è separato dall'appellativo della serie da una barra, come 629 o 129 (d = 9
mm).
I diametri di foro che si scostano dallo standard non sono codificati e sono indicati in millimetri fino a tre cifre decimali. Tale
identificazione del diametro del foro è parte degli appellativi di base, da cui è separata da una barra, ad esempio 6202/15.875
(d = 15,875 mm = 5/8 in).
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 232
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Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 233
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Le eccezioni più importanti nel sistema di denominazione base del cuscinetto
Codifica del foro del cuscinetto Ultime due cifre Diametro
Il codice del foro indica la dimensione del foro del
cuscinetto.
Per fori con dimensioni dai 20 mm ai 480 mm si 00 10 mm
utilizza un numero a due cifre.
01 12 mm
Per ottenere la dimensione del foro bisogna moltiplicare 02 15 mm
questo numero per cinque.
03 17 mm
Ad esempio, il codice 6224 identifica un cuscinetto radiale
rigido a sfere con diametro del foro pari a 120 mm. Da 04 in poi Il numero x5 => 4x5 =
20mm
I diametri di 10, 12, 15 e 17 mm rappresentano
un’eccezione.
In questi casi, 00 indica un diametro di 10 mm, 01 un
diametro di 12 mm, 02 di 15 mm e il codice 03 corrisponde a
un diametro di 17 mm.
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I Cuscinetti Volventi
I cuscinetti volventi vengono classificati in base a diverse
caratteristiche tra cui:
1. Capacità di reazione rispetto ad una direzione del carico
ovvero, fanno parte di questa categoria i cuscinetti
radiali, assiali e obliqui
2. Rotazione relativa degli anelli, in questa categoria vi
sono i cuscinetti rigidi ed orientabili
3. Forma degli elementi volventi, fanno parte di questa
categoria: i cuscinetti a sfere, a rulli, a rulli conici e a
rullini
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 235
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I Cuscinetti Volventi
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I Cuscinetti
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La maggior parte dei cuscinetti a rulli di SKF viene identificata mediante un sistema che prevede un appellativo di base con o
senza uno o più prefissi e/o suffissi, come mostrato nella tabella e negli esempi di seguito.
Prefissi e suffissi forniscono informazioni aggiuntive sul cuscinetto.
Prefissi I prefissi sono utilizzati soprattutto per identificare i componenti di un cuscinetto, ma possono identificare anche le
varianti di un cuscinetto.
Suffissi I suffissi identificano i design o le varianti, che in qualche modo differiscono dal disegno originale o dall'attuale
disegno di base. I suffissi si suddividono in gruppi. Quando occorre identificare più di una caratteristica speciale, i suffissi
vengono indicati secondo l'ordine riportato nella tabella di seguito.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 238
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I Cuscinetti
C2= Gioco radiale interno ridotto rispetto allo standard
C3= Gioco radiale interno maggiorato rispetto allo standard
C4= Gioco radiale interno maggiore di C3
C5= Gioco radiale interno maggiore di C4
N= Scanalatura esterna per anello elastico
NR= Scanalatura esterna per anello elastico con anello elastico
P5= Precisione dimensionale e rotazione in classe 5 secondo la norma ISO
P6= Precisione dimensionale e rotazione in classe 6 secondo la norma ISO
2RS= Tenute in gomma NBR rinforzate in lamiera ai lati del cuscinetto
1RS= Tenute in gomma NBR rinforzate in lamiera su 1 lato del cuscinetto
TN9= Gabbia di tenuta rinforzata con fibra di vetro in Poliammide
TN= Gabbia stampata in poliammide
Z= Schermatura in lamiera stampata su un lato
2Z o ZZ= Schermatura in lamiera stampata su i 2 lati del cuscinetto
ZZNR= Scanalatura per anello elastico sull’esterno, anello elastico e schermatura in lamiera su entrambi i lati del cuscinetto
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classificazione dei cuscinetti in funzione della direzione della forza
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classificazione dei cuscinetti
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classificazione dei cuscinetti
Inoltre i cuscinetti possono essere classificati in:
• Scomponibili (disassemblabili)
• Non scomponibili
a seconda che consentano o meno spostamenti assiali relativi delle parti del cuscinetto (in una o in entrambe le direzioni) →
bloccaggio assiale per evitare il disassemblamento
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 245
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I Cuscinetti Volventi
Questa prima categoria , classifica i cuscinetti in funzione
della direzione della forza e della tipologia di forza che il
cuscinetto stesso riesce a sopportare
Cuscinetti radiali (portanti)
Possono sopportare forze dirette ortogonalmente all’ asse
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I Cuscinetti Volventi
Cuscinetti assiali (reggispinta)
Possono sopportare forze dirette in direzione assiale
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I Cuscinetti Volventi
Cuscinetti obliqui
Possono sopportare Carichi in entrambe le direzioni assiali e radiali
Titolo del prestazione - rev.02 - ma
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Cuscinetti assiali (reggispinta)
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I cuscinetti a Sfere
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I cuscinetti radiali rigidi
I cuscinetti radiali rigidi a sfere hanno una struttura molto
semplice, possono essere costituiti da una o due corone di
sfere
possono sopportare un carico radiale e un leggero
carico assiale, possono operare anche a velocità elevate è
in generale non sono scomponibile
Di solito possiedono degli schermi di protezione che hanno
lo scopo di impedire l’ingresso di detriti che potrebbero
solcare le gole, tali schermi possono essere :
• non a tenuta stagna (lasciano una luce radiale e vengono
impiegati schermi in acciaio)
• a tenuta stagna (non viene lasciata una luce radiale e
vengono impiegati degli schermi in gomma)
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cuscinetti radiali orientabili a sfere
I cuscinetti radiali orientabili a sfere sono costituiti
sempre da due corone di sfere, vengono impiegati quando è
richiesta un’elevata rotazione tra gli anelli.
Questi cuscinetti hanno l’anello interno costituito da due
piste, mentre quello esterno ha una sola pista sferica e
possiede dei fori di lubrificazione.
Anche questi sono dei cuscinetti non scomponibili e possono
anche essere realizzati a tenuta stagna.
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I cuscinetti obliqui a sfere
I cuscinetti obliqui a sfere hanno le piste degli anelli interni
ed esterni spostate l’una rispetto all’altra nella direzione
dell’asse del cuscinetto, il contatto tra sfere e piste avviene
per costruzione lungo un asse obliquo rispetto all’asse del
cuscinetto.
Sono stati concepiti per sopportare carichi combinati, cioè
radiali ed assiali che agiscono contemporaneamente, la
capacità di carico assiale aumenta al crescere dell’angolo
tra la linea che congiunge i punti di contatto fra la sfera e le
piste e la perpendicolare all’asse del cuscinetto.
Sono scomponibili e possono essere realizzati a una corona
di sfere, che devono essere sempre montanti contrapposti in
coppia, o a due corone di sfere.
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Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 254
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I cuscinetti a Sfere
Cuscinetti obliqui a sfere montaggio a una corona di sfere
Obliquo a due corone di sfere Montaggio ad X (convergente)
Il carico assiale viene sopportato in entrambi i versi, ma solo
da un cuscinetto per volta. Offre poca resistenza ad azioni
ruotanti con asse ortogonale al piano del foglio
Montaggio ad O (divergente) Il carico assiale viene
sopportato in entrambi i versi, ma solo da un cuscinetto
per volta. Offre buona resistenza ad azioni ruotanti con
asse ortogonale al piano del foglio
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CUSCINETI VOVENTI
A RULLI
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I cuscinetti a Rulli
I cuscinetti radiali a rulli cilindrici sono costituiti
prevalentemente da una sola corona di rulli, rispetto alla
tipologia a sfere sono in grado di sopportare carichi radiali
elevati e pesanti variazioni dell’accelerazione e della
velocità.
I rulli sono guidati assialmente da dei risalti ricavati sulle
piste (orletti).
L’anello con gli orletti, i rulli e la gabbia distanziatrice
formano un insieme non scomponibile, che può però essere
separato dall’altro anello.
Il carico radiale che un cuscinetto a rulli può sopportare è, a
parità di dimensioni, maggiore di quello sopportabile da un
cuscinetto a sfere.
Una variante dei cuscinetti a rulli è rappresentata dai
cuscinetti a rullini, in cui gli elementi volventi hanno diametro
ridotto, quindi minori ingombri.
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I cuscinetti a Rulli
Cuscinetti aperti
È consentito lo spostamento relativo in senso assiale delle
due parti del cuscinetto.
Cuscinetti semichiusi
È consentito lo spostamento assiale relativo in un solo
verso.
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I cuscinetti a Rulli
Cuscinetti chiusi
Non è consentito lo spostamento assiale relativo delle
due parti del cuscinetto
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I cuscinetti a Rulli
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I cuscinetti a Rulli
I cuscinetti radiali orientabili a rulli possono essere ad una o
più frequentemente a due corone di rulli.
• In quest’ultimo caso si hanno due piste ricavate sull’anello
interno inclinate rispetto all’asse del cuscinetto e su un’unica
pista di forma sferica ricavata nell’anello esterno.
•I corpi volventi sono costituiti da rulli a botte,
• sopportano forti carichi radiali ed urti, capacità di carico
assiale è limitata,
•Il loro utilizzo è indicato quando si prevedono disassamenti
di lieve entità tra l’albero e l’alloggiamento, o in situazioni
che comportino una sensibile flessione dell’albero.
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CUSCINETI VOVENTI
A RULLINI
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I cuscinetti a rullini
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I cuscinetti a rullini
I cuscinetti a rullini sono caratterizzati da un ingombro
radiale relativamente piccolo e da corpi volventi la cui
larghezza è notevolmente maggiore del loro diametro.
In confronto ad altri tipi di cuscinetti volventi, i cuscinetti a
rullini hanno una sezione di altezza limitata e, relativamente
al loro volume hanno capacità di carico e rigidezza
significative.
Inoltre, poiché le forza d’inerzia che agiscono nei cuscinetti a
rullini sono limitate, essi rappresentano la scelta ideale per i
movimenti di oscillazione.
I cuscinetti a rullini contribuiscono alla progettazione di
macchine compatte e leggere. Inoltre essi hanno la
possibilità di sostituire le boccole a strisciamento
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 264
Industrial Management School
Classificazione e caratteristiche dei cuscinetti
Gabbie a rullini
La gabbia a rullini, il componente principale dei cuscinetti a
rullini, è costituita dai rullini e da una gabbia che sopporta i
rullini stessi.
L’eliminazione degli anelli esterno ed interno e l’impiego
delle superfici dell’albero e dell’alloggiamento come piste
volventi, permette la realizzazione di un cuscinetto in un
componente meccanico compatto dove lo spazio
rappresenta la maggiore esigenza.
Le gabbie a rullini sono disponibili sia ad una che a due
corone di corpi volventi.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 265
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Gabbie a rullini
Gabbie a rullini per imbiellaggi
Le gabbie di questo tipo vengono impiegate per i supporti
delle bielle nei compressori alternativi e nei motori a
combustione interna compatti e di dimensioni medie.
Le gabbie in esame sono ottimizzate specificatamente per
condizioni operative gravose che prevedono: elevato regime
di rotazione, accelerazioni repentine, elevate temperature e
scarsa lubrificazione.
Le gabbie in oggetto sono in esecuzione sia per il bottone di
manovella (estremità maggiore) che per lo spinotto
Il biella-manovella è un cinematismo che trasmette potenza
(estremità minore).
trasformando il moto rettilineo alternativo in moto rotatorio
Per applicazione nel bottone di manovella sono disponibili continuo e viceversa.
delle gabbie in due metà.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 266
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Cuscinetti a rullini
I cuscinetti a rullini sono costituiti da una gabbia a rullini
inserita in un anello esterno ricavato da lavorazione
meccanica.
La gabbia a rullini è guidata assialmente tra le superfici
interne dei bordi dell’anello esterno o da quelle degli anelli
riportati nell’anello interno stesso.
La gabbia a rullini, che non può essere separata dall’anello
esterno, può operare sia su di un anello interno che
direttamente sull’albero, quando sulla superficie di
quest’ultimo possa essere ricavata la pista volvente.
I cuscinetti a rullini sono anche disponibili in esecuzione
protetta mediante anelli di tenuta integrali.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 267
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Cuscinetti assiali
I cuscinetti assiali sono disponibili sia come cuscinetti assiali
a rullini che come cuscinetti assiali a rulli cilindrici. I
cuscinetti in oggetto sono idonei al sopporto di spinte assiali
monodirezionali.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 268
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Altre Tipologie di «Cuscinetti»
• Perni folli a rullini
• Perni folli a rulli cilindrici
• Perni folli con eccentrico
• Manicotti a sfere massicci
• Manicotti a sfere per traslazione e rotazione
• Pattini a rulli
• Pattini a Sfere
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 269
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI A RULLINI
Perni folli a rullini- Perni folli a rulli cilindrici - Perni folli con eccentrico -Manicotti a
sfere massicci- Manicotti a sfere per traslazione e rotazione- Pattini a rulli -Pattini
a Sfere
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0
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Perni folli a rullini
Nei cuscinetti in oggetto un perno sostituisce l’anello interno.
Il perno, dal lato opposto alla pista volvente, porta una
filettatura che ne agevola il montaggio.
I corpi volventi sono costituiti da rullini.
I perni folli a rullini sono disponibili sia a pieno riempimento
che con gabbia.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 271
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Perni folli a rulli cilindrici
I perni folli in oggetto sono privi di gabbia e sono muniti di un
pieno riempimento di rulli cilindrici a due corone.
I perni folli in esame sono adatti a sopportare sia dei carichi
radiali che dei carichi assiali di elevata entità.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 272
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Perni folli con eccentrico
I perni folli con eccentrico permettono un agevole
posizionamento radiale nei confronti della pista sulla quale
devono operare.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 273
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Manicotti a sfere massicci
I manicotti in oggetto, ricavati da lavorazione meccanica,
sono muniti di sfere che rotolano su di un albero: essi sono
idonei agli spostamenti lineari illimitati.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 274
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Manicotti a sfere per traslazione e rotazione
Il cuscinetto in oggetto ha la capacità di operare su di un
albero in presenza di un movimento di rotazione e di un
movimento di traslazione alterno.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 275
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Pattini a rulli
I pattini a rulli possono operare in presenza di movimenti
lineari illimitati e sono caratterizzati da una ricircolazione di
rulli cilindrici.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 276
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Pattini a Sfere e Guide
Questi sistemi sono caratterizzati da una elevata capacità di
carico associata a una massima precisione. Al contempo, si
rivelano estremamente compatti e garantiscono una lunga
durata nel tempo.
Le guide a ricircolo di sfere permettono di ottenere un moto
lineare basato sull’utilizzo di corpi volventi (come appunto le
sfere) che, ricircolando tra la rotaia e il carrello, garantiscono
alla guida una movimentazione estremamente precisa.
In virtù dei vincoli tra rotaie e carrelli, le guide a ricircolo di
sfere sono in grado di supportare carichi sia in direzione
orizzontale che verticale e permettono massima precisione Le guide a ricircolo di sfere rientrano nella categoria più
di movimento. ampia dei sistemi lineari, che offrono una ampia serie di
vantaggi:
Alta precisione
Lunga durata
Alta velocità di movimento
Capacità di carico costante in tutte le direzioni
Semplicità di lubrificazione
Titolo del prestazione - rev.02 - ma
Facilità di sostituzione: 22/12/2024 277
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La vite a ricircolo di sfere
La vite a ricircolo di sfere è un tipo di vite, così chiamata in
quanto tra l'albero filettato e la madrevite, a filettatura
concava, vengono inserite sfere di acciaio in un vano a
spirale che si viene a formare, le quali hanno il compito di
trasformare l'attrito radente in attrito volvente.
La scanalatura elicoidale che viene ricavata, ha una sezione
emisferica avente lo stesso passo della vite ma diametro
medio alquanto superiore.
È il meccanismo più frequentemente utilizzato per
trasformare un moto rotatorio in un moto traslatorio; essa
può essere considerata come un perfezionamento della
"vite-madrevite", rispetto alla quale risulta più precisa e
dotata di un rendimento molto
superiore(rendimento=90%ca.)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 278
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Manutenzione Preventiva
Lubrificazione
Troubleshooting
Stoccaggio
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Manutenzione Cuscinetti
•Una cattiva manutenzione operata su questi dispositivi può portare a diversi problemi:
•Disallineamento: produce una diminuzione della vita utile del cuscinetto, le sfere o rulli che operano in queste condizioni sono
soggette a surriscaldamento e quindi alla rottura.
•Materiali lasciati durante la riparazione: possono danneggiare le parti in movimento
•Utilizzo di lubrificanti non idonei: porta a un rapido deterioramento del cuscinetto, surriscaldamento e deformazione
•Vibrazioni: provocano delle incavature che durante il funzionamento causano un rapido deterioramento
•Eccessiva distanza di tolleranza: crea uno stato di deformazione a carico del cuscinetto eccessivo che combinato al
surriscaldamento e alle vibrazioni, porta alla rottura dell’intero sistema
•Eccessivo pre-carico: causa eccessivo surriscaldamento delle sfere o dei rulli con conseguente deterioramento e rischio di
rottura dell’intero cuscinetto.
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Manutenzione Cuscinetti: Lubrificazione
Lubrificazione
È uno degli aspetti più importanti che riguarda l’uso e l’affidabilità di questi dispositivi, i cuscinetti operano con uno strato
molto sottile di lubrificante pertanto per aumentarne la loro vita operativa è necessario che:
•Venga utilizzato il corretto lubrificante
•Venga applicato in maniera corretta
•E sia sempre pulito
Non rispettare uno dei punti sopra, porta ad un aumento del rischio di rottura del cuscinetto.
Un buon lubrificante è capace di
•Ridurre l’attrito e produrre un film idrodinamico sottile e resistente in modo da sopportare il carico esterno ed evitare il contatto
tra le sfere e le ralle
•Proteggere la gabbia interna dalle superfici esterne
•Prevenire ed evitare l’ossidazione e/o la corrosione delle sfere
•Agire da barriera per agenti esterni
•conduttore termico tra le diverse sfere.
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Manutenzione Cuscinetti
Tipi di lubrificanti
Devono essere scelti considerando:
1. La viscosità alla temperatura di esercizio
2. Il range di temperature all’interno del quale opera il cuscinetto
3. La massima velocità alla quale il cuscinetto opera
• Se la viscosità è troppo bassa, la formazione del film lubrificante sarà insufficiente, con possibili conseguenti danni
alle superfici del cuscinetto che sopportano il carico.
• Se la viscosità è troppo elevata, la resistenza del mezzo lubrificante sarà altrettanto elevata, con il risultato di
generare un aumento della temperatura e delle perdite per attrito.
• per applicazioni con maggiori regimi di rotazione dovrebbe essere usato un olio con viscosità inferiore
• per applicazioni con carichi elevati dovrebbe essere usato un olio con viscosità maggiore.
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Manutenzione Cuscinetti: Lubrificazione
Per operare in maniera affidabile, i cuscinetti volventi devono essere lubrificati adeguatamente.
Il lubrificante serve per ridurre l’attrito, evitare l’usura, proteggere le superfici dei cuscinetti dalla corrosione e può anche
essere necessario per garantirne il raffreddamento.
Questa sezione spiega:
• come scegliere il lubrificante, grasso oppure olio
• come scegliere un grasso idoneo
• come scegliere un olio idoneo
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 283
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Interrelazione tra lubrificazione e altri criteri di scelta
La scelta del metodo di lubrificazione e delle proprietà del lubrificante influenza significativamente la temperatura di esercizio,
che a sua volta influenza:
• la scelta tra grasso oppure olio
• gli intervalli di rilubrificazione richiesti per il grasso
• se sia necessario optare per la lubrificazione ad olio, poiché il metodo del ricircolo di olio si puo utilizzare per dissipare il
calore
• le condizioni di lubrificazione – il rapporto di viscosità, κ, che influenza la scelta delle
dimensioni del cuscinetto secondo la durata corretta.
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Scegliere grasso oppure olio
La prima fase nel processo di scelta del metodo di lubrificazione e decidere se optare per grasso oppure olio.
Nella maggior parte dei casi, il grasso e la scelta più appropriata per i cuscinetti aperti.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 285
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Lubrificazione Secondo SKF
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Diagramma di flusso e criteri per la scelta del metodo di lubrificazione
Un diagramma di flusso di ausilio nella scelta del corretto metodo di lubrificazione e illustrato nel diagramma 1.
I motivi principali per scegliere il grasso sono:
• convenienza economica
• semplicità - Il grasso può essere trattenuto più facilmente all’interno del cuscinetto ed all’interno dell’alloggiamento;
inoltre richiede soluzioni di tenuta più semplici se paragonate a quelle che servirebbero nel caso di una lubrificazione ad
olio
Le eccezioni principali sono rappresentate da applicazioni in cui:
• le condizioni di esercizio impongono intervalli di rilubrificazione eccessivamente brevi
• l’olio di lubrificazione e utilizzato per altri scopi (come nei riduttori)
• e richiesta la dissipazione del calore attraverso il ricircolo di olio
• lo spurgo o l’eliminazione del grasso esausto risultano molto complessi o costosi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 287
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Procedura per la scelta di un metodo di lubrificazione idoneo per cuscinetti aperti . Fonte SKF
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 288
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Intervallo di rilubrificazione stimato per il grasso
Il grasso lubrificante si deteriora lentamente e quindi ha una durata limitata.
La durata del grasso dipende dalle condizioni di esercizio del cuscinetto e dal tipo di grasso. I cuscinetti volventi, quindi,
devono essere rilubrificati se:
• la durata del grasso e inferiore rispetto a quella specificata per il cuscinetto
• il grasso risulta contaminato
Calcolare l’intervallo di rilubrificazione per il grasso e importante e, se risulta eccessivamente breve, a meno di ricorrere
alla lubrificazione automatica (centralizzata), si dovrebbe optare per una lubrificazione ad olio.
La rilubrificazione dovrebbe essere realizzata con una frequenza tale da evitare il deterioramento del grasso, che produce
effetti negativi sulla durata del cuscinetto.
Quindi l’intervallo di rilubrificazione (fonte SKF), tf, e definito come il periodo di tempo al termine del quale esiste solo
l’1% di probabilità che si verifichi un cedimento dei cuscinetti dovuto al deterioramento del grasso.
Questo periodo rappresenta la durata L1 del grasso.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 289
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Intervallo di rilubrificazione stimato per il grasso
La durata L10 del grasso rappresenta il 10% di probabilità di cedimento dovuto al deterioramento del grasso. La durata del
grasso dipende, principalmente da:
• tipo e dimensione del cuscinetto
• velocita
• rapporto di carico C/P
• temperatura di esercizio
• tipo di grasso
In linea generale, i grassi standard possono operare fino ad una temperatura di 100 °C (210 °F) in corrispondenza
dell’anello più caldo.
Oltre tale temperatura, si deve ricorrere a grassi speciali o sistemi di lubrificazione automatici (centralizzati), altrimenti la
durata del grasso potrebbe essere troppo breve.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 290
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Intervalli di rilubrificazione
Utilizzare il diagramma 2 per valutare gli intervalli di
rilubrificazione tf. Il diagramma si applica per cuscinetti con
anello interno rotante su alberi orizzontali, in condizioni di
esercizio normali e pulite, utilizzando:
• il fattore velocita ndm moltiplicato per il corrispondente
fattore relativo al cuscinetto bf dove
• n = velocita rotazionale [giri/min]
• dm = diametro medio cuscinetto [mm] = 0,5 (d + D)
• bf = f attore relativo al cuscinetto che dipende dal tipo di
cuscinetto e dalle condizioni di carico (tabella 1)
• il rapporto di carico C/P
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 291
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Intervalli di rilubrificazione
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Intervalli di rilubrificazione
L’intervallo di rilubrificazione tf si definisce come il numero stimato di ore di esercizio in cui un grasso di buona qualita al
sapone di litio con olio base minerale puo garantire prestazioni efficienti durante il funzionamento a una temperatura di
70 °C (160 °F).
I grassi a elevate prestazioni consentono una maggiore durata e un intervallo di rilubrificazione piu lungo.
Gli intervalli di rilubrificazione riportati nel diagramma 2 devono essere corretti in base
alla tabella 2.
Se il fattore velocita ndm supera il 70% dei limiti consigliati (tabella 1), verificare l’influenza del lubrificante scelto su
temperatura e velocita di esercizio.
In linea generale, intervalli di rilubrificazione oltre 30.000 h non sono affidabili, perche superano la durata operativa
prevedibile (a causa dell’invecchiamento del lubrificante) della maggioranza dei grassi..
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Intervalli di rilubrificazione
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Correzioni dell’intervallo di rilubrificazione
Nella tabella 2 sono riportate varie correzioni per gli intervalli di rilubrificazione, adatte per diverse condizioni di esercizio.
Per calcolare gli intervalli di rilubrificazione, si può ricorrere anche all’SKF Bearing Calculator ([Link]/bearingcalculator).
[Link]
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Determinare la quantità di grasso per il primo riempimento e la rilubrificazione
Di norma, lo spazio libero nei cuscinetti viene riempito completamente durante il montaggio, mentre lo spazio libero nei
supporti ritti solo parzialmente. Si consiglia di prevedere uno spazio libero su ciascun lato del cuscinetto nei supporti progettati
dai clienti corrispondente allo spazio libero nel cuscinetto.
Per i cuscinetti con gabbia in metallo, lo spazio libero è approssimativamente:
dove
V = spazio libero nel cuscinetto [cm3] (per grassi standard, massa in grammi moltiplicata per 0,9; per grassi fluorurati,massa in
grammi moltiplicata per circa2)
B = larghezza cuscinetto [mm]
D = diametro esterno [mm]
d = diametro foro [mm]
M = massa cuscinetto [kg]
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Correzioni dell’intervallo di rilubrificazione
Per i cuscinetti con gabbia non metallica, la formula
restituisce una leggera sovrastima. In base al metodo di
rilubrificazione, consiglia:
• rilubrificazione dal lato del cuscinetto (fig. 1).
– riempimento iniziale: 40% dello spazio libero
nell’alloggiamento
– quantità di rabbocco: Gp = 0,005 D B
dove
Gp = quantità di grasso da aggiungere durante il rabbocco
[g]
D = diametro esterno del cuscinetto [mm]
B = larghezza totale del cuscinetto [mm]
(per quelli assiali utilizzare l’altezza H)
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Correzioni dell’intervallo di rilubrificazione
• rilubrificazione attraverso i fori al centro dell’anello interno o
esterno (fig. 2,)
– riempimento iniziale: 20% dello spazio libero
nell’alloggiamento
– quantità di rabbocco: Gp = 0,002 D B
dove
Gp = quantità di grasso da aggiungere durante il rabbocco
[g]
D = diametro esterno del cuscinetto [mm]
B = larghezza totale del cuscinetto [mm]
(per quelli assiali utilizzare l’altezza H)
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Correzioni dell’intervallo di rilubrificazione
Durante il periodo di rodaggio, il grasso in eccesso nel Inserire grafico della ipo o iper lubrificazione
cuscinetto si distribuisce o fuoriesce.
Al termine del periodo di rodaggio, la temperatura di
funzionamento diminuisce ad indicare che il grasso si è
distribuito.
Tuttavia, quando i cuscinetti devono operare a velocità molto
basse e si richiede una buona protezione contro la
contaminazione e la corrosione, si consiglia di riempire
l’alloggiamento di grasso dal 70% al 100%.
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Procedure di rilubrificazione
Scegliere un metodo di rilubrificazione adatto all’applicazione
e all’intervallo di rilubrificazione tf. Si consiglia uno dei
seguenti
metodi:
• La rilubrificazione manuale mediante
rabbocco
e una procedura funzionale. Consente di non interrompere il
lavoro e, rispetto alla rilubrificazione continua, di ottenere
una temperatura costantemente bassa.
• La rilubrificazione automatica
(centralizzata)
consente di evitare le problematiche associate
all’ingrassaggio eccessivo o insufficiente.
Questo metodo si utilizza comunemente in applicazioni in cui
sono presenti molti punti di lubrificazione o i punti di
lubrificazione sono difficilmente accessibili, oppure in
applicazioni gestite in remoto senza personale di
manutenzione locale
(diagramma 3). 22/12/2024 301
Titolo del prestazione - rev.02 - ma
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Procedure di rilubrificazione: La lubrificazione continua
si adotta quando gli intervalli di rilubrificazione stimati sono
brevi a causa degli effetti dannosi della contaminazione.
La lubrificazione continua è consigliata tipicamente in caso
di valori ndm < 150.000 per i cuscinetti a sfere e < 75.000
per i cuscinetti a rulli. In tali casi, il riempimento iniziale di
grasso per l’alloggiamento può essere compreso tra il 70% e
il 100 % (in base alle condizioni di esercizio ed al sistema di
tenuta dell’alloggiamento), e la quantità per la rilubrificazione
per unità di tempo si ottiene dalle formule per Gp,
distribuendo la quantità richiesta nell’arco dell’intervallo di
rilubrificazione.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 302
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Procedure di rilubrificazione
Occorre prevedere la possibilità di spurgo del grasso
esausto dal sopporto.
Se si deve spurgare un eccesso di grasso esausto dal
supporto, le tenute striscianti lo devono consentire
(considerare il tipo e l’orientamento della tenuta).
In caso contrario, si deve prevedere un foro di spurgo nel
supporto – non si possono utilizzare tubi, poiché possono
ostacolare lo spurgo del grasso.
Il foro di spurgo deve essere tappato quando si effettua la
pulizia ad alta pressione.
Se si utilizzano cuscinetti di tipologia diversa montati sullo
stesso albero, di solito, si sceglie l’intervallo di
rilubrificazione più breve stimato tra tutti i cuscinetti del
sistema.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 303
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Lubrificazione Secondo NSK
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4
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Lubrificazione Secondo NSK
I metodi di lubrificazione per i cuscinetti volventi si suddividono in due categorie: lubrificazione ad olio e a grasso.
La lubrificazione a grasso costituisce il metodo piu comune, dato che consente di realizzare attorno ai cuscinetti un sistema di
tenuta piu semplice.
Tale metodo si e diffuso notevolmente in questi ultimi anni grazie anche agli sviluppi ed ai miglioramenti del grasso stesso.
E necessario prestare particolare attenzione alla velocita di rotazione, alla temperatura di esercizio, alla quantità di grasso, alla
durata del lubrificante, ecc.
La difficolta della lubrificazione a grasso aumenta all’aumentare della velocita di rotazione dei cuscinetti.
Il limite massimo della velocita di rotazione varia a seconda della tipologia e delle dimensioni del cuscinetto, del metodo di
lubrificazione utilizzato e delle condizioni operative.
Nelle Tabelle Dimensionali riportate nel catalogo generale NSK "Cuscinetti Volventi", le velocita di riferimento sono elencate
per ogni tipologia di cuscinetto, sulla base di condizioni operative standard.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 305
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Lubrificazione Secondo NSK
Il range di temperatura di utilizzo varia a seconda della tipologia di grasso.
Nella Tabella sono riportati gli intervalli di temperatura consigliati.
Se il grasso viene utilizzato a temperature diverse rispetto a quelle elencate in tabella, si consiglia di prestare particolare
attenzione durante le operazioni di rabbocco.
E necessario lubrificare in maniera adeguata la parte interna del cuscinetto, compresa la superficie interna della gabbia.
Lo spazio utilizzato per la lubrificazione – escludendo i componenti del cuscinetto - varia in base alla velocita di
esercizio:
› Da 50 a 66% dello spazio libero, quando la velocita di rotazione risulta inferiore al 50% di quella indicata nelle Tabelle
Dimensionali.
› Da 33 a 50% dello spazio libero, quando la velocita di rotazione risulta superiore al 50% di quella indicata nelle Tabelle
Dimensionali. 22/12/2024 306
Titolo del prestazione - rev.02 - ma
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Lubrificazione Secondo NSK
Il range di temperatura di utilizzo varia a seconda della
tipologia di grasso.
Nella Tabella sono riportati «alcuni» degli intervalli di
temperatura consigliati.
Note: L’intervallo di temperatura riportato nella tabella non si
riferisce ai limiti naturali del lubrificante, ma all’intervallo
ottimale di esercizio nel quale il lubrificante stesso mantiene
inalterate le sue caratteristiche chimico-fisiche.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 307
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Lubrificazione Secondo NSK
Dato che la qualità e le caratteristiche chimico-fisiche dei grassi tendono a deteriorarsi col tempo, risulta necessario effettuare
rabbocchi o sostituzioni del lubrificante.
Non è possibile determinare rapidamente gli intervalli di manutenzione di tutte le applicazioni, dato che la qualità e le proprietà
del lubrificante sono condizionate dai parametri di esercizio e dall'ambiente di utilizzo.
Gli operatori potrebbero anche avere difficoltà nel determinare gli intervalli di sostituzione sulla base di impressioni soggettive.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 308
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Lubrificazione Secondo NSK : Lubrificazione a Grasso
Il lubrificante è indispensabile per i cuscinetti, tuttavia è richiesta solo una piccola quantità di lubrificante e, normalmente, non è
necessario fare rabbocchi frequenti.
La frequenza dipende dal tipo di cuscinetto, dalle sue dimensioni, dal numero di giri e da altre condizioni operative.
Questi fattori possono essere spesso determinati in maniera empirica.
Le Figure 22 e 23 mostrano gli intervalli di lubrificazione riferite a grassi di qualità al litio con olio minerale soggetti ad una
temperatura di esercizio di 70°C e ad un carico normale (P/C=0,1).
Se la temperatura del cuscinetto supera i 70°C, bisogna considerare una riduzione del 50% degli intervalli di lubrificazione ad
ogni incremento di 10-15°C.
Inoltre, gli intervalli di rabbocco dipendono dall’entità del carico del cuscinetto, per la quale bisognerebbe applicare il fattore
correttivo dovuto al carico riportato nella Tabella 9.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 309
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Lubrificazione Secondo NSK : Lubrificazione a Grasso
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 310
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Lubrificazione Secondo NSK : Lubrificazione a Grasso
Per i cuscinetti a sfere, gli intervalli di lubrificazione possono essere prolungati a seconda della tipologia di grasso utilizzato.
(Ad esempio i grassi di qualità al litio con olio sintetico richiedono intervalli di lubrificazione che sono circa il doppio rispetto a
quelli rappresentati nelle Figure 22 e 23).
L’efficacia di lubrificazione del grasso diminuisce in seguito a emulsione o deterioramento dovuti alla penetrazione di sostanze
estranee o acqua. Pertanto, se il cuscinetto viene impiegato in condizioni gravose, è necessario accorciare gli intervalli di
rilubrificazione delle Figure 22 e 23 di un valore compreso fra due e dieci volte.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 311
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Manutenzione Preventiva
Troubleshooting
Stoccaggio
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2
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Ispezione dei cuscinetti
Procedure da seguire per una corretta ispezione di un cuscinetto
1. Controllare se vi sono delle parti metalliche immerse nel grasso o nell’olio (Colore Scuro)
2. Ruotare il cuscinetto (dopo che è stato pulito e lubrificato) e ispezionarne la superficie di modo da individuare eventuali
dentellature o danneggiamenti con eventuali perdite d’olio
3. Assicurarsi che le due metà della gabbia siano correttamente rivettate
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Ispezione dei cuscinetti
4. Esaminare la gabbia esterna e assicurarsi che non vi siano cricche
5. Esaminare entrambe le superfici delle vano-sfera e assicurarsi che non vi siano danneggiamenti
6. Le sfere usurate hanno un aspetto opaco, quelle utilizzabili sono lucide
7. Esaminare le ralle e accertarsi che non vi siano danneggiamenti (ruggine)
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Ispezione dei cuscinetti
Terminate le ispezioni visive, si conduce un primo esame molto semplice del cuscinetto, che consiste nel farlo ruotare a
velocità molto basse e controllare manualmente se vi sono delle asperità, rotture e perdite di lubrificante, mentre si ascolta se
vi sono difetti o inceppamenti delle sfere (anche questo primo test deve essere condotto con il cuscinetto ben lubrificato)
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Ispezione dei cuscinetti
Test in esercizio
Consiste nel far funzionare il cuscinetto ad una velocità variabile dai 500 ai 1000 rpm, e applicare alternativamente un carico
assiale e radiale
i difetti da ricercare sono:
Ralle logorate: eccessiva distanza radiale/assiale, schegge lungo l’alloggio delle ralle
• Sfere o rulli logorati: eccessiva distanza tra gli elementi e le ralle, deformazione dei rulli
• Segni di strisciamento: possono verificarsi tra ralle e l’esterno oppure anche tra ralle e l’interno, in entrambi i casi il
problema è da imputare a un non corretto dimensionamento dell’interferenza.
• Logoramento delle gabbie: polvere metallica principalmente causata dalla rivettatura
• Surriscaldamento: brunitura degli elementi e delle ralle
• brinellatura localizzata: dentellatura delle ralle
• Falsa brinellatura localizzata: (lieve) dentellatura delle ralle
• Corrosione: elementi e ralle
• Scheggiatura: ruvidità e inceppamento in condizioni di esercizio
• Rottura: sfaldamento delle ralle causata da sollecitazioni meccaniche e termiche
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Ispezione dei cuscinetti
Surriscaldamento e cattiva lubrificazione
• Entrambi i fenomeni portano a una rottura del cuscinetto, nel primo caso le temperature elevate di esercizio portano a una
deformazione degli elementi rotanti visibile grazie ad un loro cambio di colore ( da argentato/oro a colore nero/blu).
• Anche una cattiva lubrificazione la si può individuare grazie al cambio di colore degli elementi rotanti, questo perché una
scarsa lubrificazione non trasmette bene il calore e dunque si surriscaldano gli elementi rotanti.
Contaminazione
• Si verifica quando gli elementi rotanti entrano in contatto con sostanze abrasive quali sabbia e polvere, questo porta ad un
rapido deterioramento del cuscinetto con conseguente vibrazione e rotture prematura.
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Ispezione dei cuscinetti
Rottura a fatica
Si presenta come una rottura delle superfici in movimento e quindi interessa le sfere o i rulli oppure le piste, quando si verifica
questo fenomeno, di solito si verifica un incremento delle vibrazioni.
Carico elevato
Questo fenomeno presenta tutte le caratteristiche della rottura a fatica, soltanto che in questo caso gli elementi rotanti si
consumano in maniera più consistente a causa del surriscaldamento.
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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Danneggiamento Cuscinetti Cause Rimedi
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I cuscinetti
Cuscinetti Volventi
Modi di Guasto
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Danneggiamento dei cuscinetti e misure correttive
Ovviamente non è possibile osservare i cuscinetti in I tipi di danneggiamento che si incontrano normalmente
funzionamento però ci si può fare un’idea di come essi sono:
stiano operando controllandone la rumorosità, le vibrazioni, Danni primari:
la temperatura e le condizioni del lubrificante. A)Usura (wear);
B) Dentellatura (indentations);
Esaminare con cura un cuscinetto che è ceduto C) Incisioni, scalfitture (smearing);
prematuramente ed analizzare le condizioni di lubrificazione
e le condizioni di montaggio per individuare il processo che D) Piccole cricche superficiali (surface distress);
ha portato al cedimento è importante, per evitare che il E) Corrosione;
danno si ripeta. F) Danni da corrente elettrica.
Le cause probabili sono incuria nel montaggio, nella
manipolazione o nella lubrificazione; struttura incompleta Danni secondari:
della tenuta; sottostima degli effetti termici. a) Sfaldatura (flaking o spalling);
b) Cricche (cracks);
c) Danni alla gabbia.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 326
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Danneggiamento dei cuscinetti e misure correttive
Le cause di guasto “precoce” (avvenuto prima del termine della vita utile) di un cuscinetto sono:
• carico superiore al previsto;
• lubrificazione insufficiente o eccessiva o inidonea;
• danni causati da maneggio errato, sia in fase di stoccaggio o movimentazione, sia in fase di montaggio o smontaggio;
• danni indotti da vibrazioni (provenienti da fonti esterne) o sovraccarico, a cuscinetto fermo;
• entrata di contaminanti (prima o durante l’installazione; durante il funzionamento, attraverso le tenute; con il lubrificante);
• danni causati da frammenti metallici dello stesso cuscinetto (ad es. per sfaldatura);
• passaggio di corrente elettrica;
• surriscaldamento da fonte esterna;
• eccessiva differenza di temperatura tra anello interno ed esterno (ad es. per eccessivo raffreddamento del supporto);
• giochi interni ridotti a seguito del calettamento eccessivamente forzato;
• dilatazione termica eccessiva dell’albero (giochi del complessivo insufficienti);
• geometria alterata (difetti di montaggio);
• errori di geometria della sede del cuscinetto (albero o supporto);
• classe di gioco del cuscinetto inadatta per l’impiego specifico (es. su pompe per fluidi caldi);
• difetti di costruzione (struttura, materiale) del cuscinetto
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 327
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VITA UTILE DEI CUSCINETTI
Le attuali conoscenze tecnologiche sui cuscinetti volventi permettono di calcolarne la vita utile, considerando lo specifico
impiego (velocita di rotazione e carico dinamico), con buona approssimazione.
Al termine di questa vita utile, il cuscinetto comincia a presentare segni di deterioramento per fatica.
Ogni punto delle superfici di contatto – piste e corpi volventi – è soggetto, ciclicamente, a deformazione per compressione:
queste sollecitazioni intermittenti causano col tempo, nel metallo immediatamente al di sotto della superficie, specie in
presenza di imperfezioni metallurgiche della struttura, delle piccole incrinature che, gradualmente, si estendono sino a
raggiungerla.
Il successivo passaggio dei corpi volventi può causare il distacco di frammenti di materiale, cioè sfaldatura o scagliatura
(flaking o spalling).
La sfaldatura si allarga, come mostrato dalle figure in basso, sino a rendere inservibile il cuscinetto; questo processo di
deterioramento, che
richiede un tempo considerevole (in pratica può durare, dal suo inizio, circa il 20 ÷ 30% (della vita utile del cuscinetto), si
manifesta con rumorosità e vibrazioni di intensità via via crescente.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 328
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La sfaldatura
Descrizione Possibili Cause Azioni Correttive
Lo sfaldamento si verifica quando •Carico eccessivo •Stabilire la correttezza
piccole particelle di materiale si •Montaggio incorretto dell’applicazione dei cuscinetti e
staccano dalla superficie della pista (disallineamento) verificarne le condizioni di carico
di rotolamento o dal corpo volvente •Momento ribaltante •Migliorare il metodo di montaggio
per fenomeno di fatica, formando •Penetrazione di contaminanti, acqua •Migliorare il sistema di tenuta per
zone rugose ed irregolari. •Lubrificazione insufficiente evitare la formazione di ruggine in
•Lubrificante inadeguato fase non operativa
•Gioco interno non idoneo •Utilizzare un lubrificante con
•Imprecisioni relative all'albero o viscosità adeguata, migliorare il
alloggiamento, irregolarità nella metodo di lubrificazione
rigidità dell'alloggiamento, elevata •Controllare la precisione dell’albero
flessione dell'albero e dell’alloggiamento
•Ruggine, corrosione, smerigliatura, •Controllare il gioco interno
indentature (brinelling)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 329
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La sfaldatura
La sfaldatura o scagliatura (flaking), è il distacco di frammenti di metallo dalla superficie delle piste e dei corpi volventi; è,
come già visto, il modo di guasto “naturale” di un cuscinetto, al termine della sua vita utile, conseguente al deterioramento
per fatica del materiale.
Può però anche insorgere precocemente, in genere per sovraccarico dinamico, anche a seguito di una errata “geometria”.
Situazione 1: tracce di passaggio normali, con sfaldatura nelle zone più caricate.
Cause: cuscinetto con capacità di carico inadeguata. Cattiva lubrificazione. Ingresso di corpi estranei, ruggine, detriti (ad es.
da rottura della gabbia).
Situazione 2: tracce di passaggio molto estese e marcate su entrambe le piste, con sfaldatura nelle zone più caricate.
Cause: giochi interni insufficienti, conseguenti ad accoppiamento (su albero e / o supporto) troppo forzato; inserimento
forzato in una sede conica. Eccessivo precarico di cuscinetti obliqui a sfere e a rulli conici. Differenza di temperatura tra anello
interno e anello esterno troppo elevata.
Situazione 3: tracce di passaggio anomale, in due zone opposte della pista.
Cause: albero o sede nel supporto ovalizzati (v. fig. 17 - difetto frequente nei supporti in due parti).
Situazione 4: tracce di passaggio anomale, oblique, scentrate (v. fig. 11, 12 e 13). Cause: difetti di installazione
(disallineamento , disassamento, scentratura).
Situazione 5: sfaldatura da compressione assiale.
Cause: montaggio errato, che genera carico assiale eccessivo. Cuscinetto assialmente mobile bloccato sull’albero. Gioco
assiale insufficiente a compensare la dilatazione termica.
Inoltre la sfaldatura può essere conseguenza di altre anomalie, che hanno intaccato la superficie delle piste: dentellatura,
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Esempi di Sfaldatura Sfaldatura per carico assiale eccessivo
(cuscinetto radiale a sfere)
Sfaldatura per
carico eccessivo
(cuscinetto radiale a sfere)
Sfaldatura per ovalizzazione dell’anello esterno (cuscinetto
Sfaldatura per cattivo allineamento albero-supporto orientabile a rulli)
(cuscinetto radiale a sfere)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 331
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Sfaldamento
Anche se lo sfaldamento su un cuscinetto appare
inizialmente molto limitato, in poco tempo si estende
notevolmente (Figura 28). Non è facile capire se lo
sfaldamento è dovuto all’invecchiamento del cuscinetto, che
subisce inevitabilmente questo fenomeno nel normale
funzionamento, oppure ad un carico anomalo. Inoltre, a
differenza di altre tipologie cedimenti, lo sfaldamento è
spesso causato da interazioni complesse fra lubrificazione,
carico e vibrazioni; pertanto è difficile individuarne una
singola causa.
Tuttavia, poiché le probabilità di cricche premature sono
bassissime quando il cuscinetto viene usato con
lubrificazione ottimale e carichi normali, è opportuno
analizzare la lubrificazione e l’entità del carico come
possibile cause del danneggiamento.
La Figura 29 mostra uno sfaldamento allo stadio iniziale su
un solo lato di un cuscinetto radiale orientabile a rulli, dovuto
ad un carico assiale eccessivo. Oltre al carico anomalo, le 22/12/2024 332
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Dentellatura
La dentellatura o indentatura (denting o indentation) si presenta con delle tacche o incisioni sulle superfici di rotolamento.
Situazione 1: piccole incisioni sulle superfici di rotolamento.
Cause: ingresso di particelle solide (schegge, piccoli detriti) durante l’installazione, oppure con il lubrificante o dalle tenute.
Situazione 2: piccoli crateri o cavità sui corpi volventi e sulle piste, (vaiolatura o pitting).
Cause: contaminazione (particelle solide) del lubrificante. Granelli di ruggine (v. fig. 38). Cattiva lubrificazione.
Situazione 3: impronte sulle piste, di forma ellittica, dovute a usura (cioè asportazione di materiale), a distanza pari a quella
dei corpi volventi, o più fitte per sovrapposizione di impronte in tempi successivi (falso brinelling). Si tratta ancora di usura da
sfregamento.
Cause: usura dovuta a piccoli strisciamenti dei corpi volventi sulle piste, generati da vibrazioni provenienti da fonti esterne, a
cuscinetto fermo, quando cioè non si può formare una pellicola di lubrificante (v. fig. 39); il successivo funzionamento del
cuscinetto le rende più profonde.
Situazione 4: intaccature o impronte sulle piste, a distanza pari a quella dei corpi volventi, dovute a deformazione del
materiale, in quanto il carico applicato ne supera il limite di elasticità (brinelling “vero”).
Cause: calettamento troppo forzato su sedi coniche (le sfere o i rulli si “piantano” nella pista. Urti in fase di movimentazione
(caduta del cuscinetto), di immagazzinamento, di montaggio . Carico eccessivo.
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L’usura abrasiva
L’usura abrasiva (wear) è una asportazione di materiale, Cause: presenza di particelle abrasive, preesistenti nel
più evidente nei componenti di minore durezza, con cuscinetto o introdotte in fase di montaggio o con il
conseguente diminuzione delle dimensioni delle parti lubrificante, oppure entrate attraverso le tenute, cui si
usurate la cui superficie appare abrasa che, rispetto alle aggiungono quelle prodotte dalla stessa usura.
zone circostanti non soggette a questa anomalia, possono Azione abrasiva di ossidi di ferro originati da corrosione.
presentare degli “scalini” Movimento irregolare dei rulli (non paralleli all’asse).
Lubrificante insufficiente o che ha perso le sue
caratteristiche
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Usura - Ruggine
I fattori che conducono all’usura sono l’ingresso di detriti, la
lubrificazione insufficiente ed un lubrificante inadeguato
(Figura 1), oppure l’infiltrazione d’acqua che provoca
un’usura corrosiva sulla superficie di strisciamento o di
rotolamento.
Inoltre, la superficie dell’albero può essere soggetta ad
abrasione da strisciamento dovuta a montaggio inadeguato.
La ruggine all’interno del cuscinetto si forma in seguito
all’infiltrazione di umidità o all’uso di un lubrificante
inadeguato. La Figura 2 mostra un esempio di ruggine
causata da lubrificazione insufficiente dovuta all’infiltrazione
di umidità. Sulla superficie dell’albero può comparire polvere
abrasiva rossastra, marrone o nera, fra albero/alloggiamento
ed anello interno/esterno. L’ossido si forma per ossidazione
della superficie dell’albero dovuta al minimo slittamento fra
albero/ alloggiamento ed anello interno/esterno che si
verifica quando il contatto fra le due parti è insufficiente,
spesso nelle zone soggette a vibrazioni o carichi elevati. 22/12/2024 340
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USURA
Usura della pista per cattiva lubrificazione Usura “a specchio” sull’anello esterno (cuscinetto orientabile
(cuscinetto a rulli cilindrici a rulli)
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USURA
Usura della gabbia in ottone per cattiva lubrificazione Usura da abrasione della gabbia in ottone (cuscinetto a rulli
(cuscinetto a sfere) cilindrici)
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USURA
L’usura da sfregamento (fretting wear) si presenta sulle superfici di contatto tra due metalli, fortemente compresse
l’una contro l’altra, soggette a scorrimenti alternativi di piccola entità (dell’ordine dei µm).
È tipica delle superfici di contatto cuscinetto - albero e cuscinetto - supporto, dove si presenta in forma di vaiolature o
solcature. I detriti restano nella zona di contatto, accelerando il processo di usura.
Il fenomeno può essere innescato da ruggine, o aggravato dalla ossidazione dei detriti; in questo caso si parla di corrosione da
sfregamento (fretting corrosion).
Cause: interferenza di calettamento insufficiente (v. fig. 33). Sede del cuscinetto, sull’albero o nel supporto, irregolare, per
cattiva lavorazione o per corrosione (v. fig. 34). I micro-movimenti sono causati da vibrazioni (v. fig. 35), o dalle piccole
deformazioni elastiche degli anelli prodotte dal passaggio dei corpi volventi.
Usura da sfregamento per Usura da sfregamento per Usura da sfregamento per
calettamento lasco (cuscinetto sede irregolare e corrosione vibrazioni (cuscinetto a sfere)
obliquo a sfere) (cuscinetto a sfere)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 343
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DANNI ELETTRICI
Il passaggio di corrente elettrica attraverso gli elementi del cuscinetto, in particolare tra le piste e i corpi volventi, causa nei
punti di contatto delle scariche che bruciano la pellicola di lubrificante e fondono il metallo, creando piccoli crateri (visibili con
adeguato ingrandimento).
Con correnti tra 0,01 e 0,1 A l’aspetto delle piste, a occhio nudo, è quello della normale “fatica” , ma la vita del cuscinetto si
riduce del 20 ÷ 80%; correnti dell’ordine dei 0,5 A generano per corrosione elettrica (electrical corrosion) delle ondulazioni o
scanalature (fluting) sulle piste, oppure vaiolatura (electrical pitting ), con cavità arrotondate e senza ossido, delle piste e dei
corpi volventi, con una riduzione della vita utile ancora maggiore.
Cause: differenza di potenziale elettrico (anche tensione elettrostatica) tra i due anelli; è sufficiente una tensione superiore a
0,3 V per cuscinetti a sfere, 0,5 V per quelli a rulli.
Tensione alta frequenza indotta da strumenti o dispositivi usati vicino al cuscinetto .
Ondulazioni per passaggio di corrente Scanalature per corrosione elettrica (pista interna e rulli di
elettrica (anello esterno di un cuscinetto un cuscinetto a rulli conici)
a sfere)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 346
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Passaggio di Corrente Elettrica 1
Parti interessate: Anello interno di un cuscinetto a rulli conici
Sintomi: Rigature assiali dovute alla corrosione elettrica sulla
superficie della pista di rotolamento
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 347
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Passaggio di Corrente Elettrica 2
Parti interessate: Rulli conici, "Passaggio di Corrente
Elettrica 1"
Sintomi: Rigature dovute alla corrosione elettrica sulla
superficie del corpo volvente
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 348
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Passaggio di Corrente Elettrica 3
Parti interessate: Anello interno di un cuscinetto radiale a
rulli cilindrici
Sintomi: Corrosione elettrica su tutta la circonferenza ed
irregolarità sulla superficie della pista di rotolamento
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 349
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Passaggio di Corrente Elettrica 4
Passaggio di Corrente Elettrica 4
Parti interessate: Sfere di un cuscinetto radiale rigido a sfere
Sintomi: Imbrunimento dell'intera superficie delle sfere
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 350
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MACCHIE
Le macchie (speckles) e il cambiamento di colore (discoloration) avvengono, solitamente, a seguito di temperatura elevata.
Le prime si manifestano sulle superfici di contatto e sono costituite dall’insieme di piccolissime ammaccature delle
stesse, oppure da deposito di olio, o ancora da reazione metallo-olio o metallo-acqua. Il cambiamento di colore – dal giallo-oro
al bruno e al blu (“brunitura”) per surriscaldamento può riguardare, oltre agli anelli, i corpi volventi e la gabbia.
Cause: surriscaldamento dovuto a lubrificazione inadeguata (v. fig. 4). Macchie di olio prodotte dalla reazione tra il metallo e il
lubrificante. Deposito di olio deteriorato sulle superfici (v. fig. 5), ingresso di corpi estranei (v. fig. .6) o contaminanti (es. acqua
[Link].7) attraverso le tenute deteriorate.
4-Brunitura per 5-Deposito di olio sulla 6- Sfera “macchiata” da 7-“Brunitura” causata
surriscaldamento (anello interno pista esterna ammaccature (corpi da ingresso di acqua
cuscinetto obliquo a sfere) (cuscinetto orientabile estranei e cattiva in piccolissima
a rulli) lubrificazione) quantità
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 352
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GRIPPAGGIO
Il grippaggio (seizure) è, spesso, la conseguenza estrema di altri modi di guasto: la saldatura tra superfici in movimento
relativo è così estesa da bloccarle del tutto, in quanto il surriscaldamento delle parti del cuscinetto le ha rammollite, deformate
e fuse, causandone anche il cambiamento di colore (brunitura).
Cause: surriscaldamento dovuto a lubrificazione inadeguata (v. fig. 1), carico eccessivo (v. fig. 2), velocità di rotazione troppo
elevata, giochi interni insufficienti (precarico eccessivo (v. fig. 3), entrata di acqua e detriti, difetti dell’albero o del supporto,
forte flessione dell’albero.
Grippaggio per mancanza di lubrificazione e i rulli sono bruniti e fusi, con
residui del anello interno e della gabbia in ottone
Grippaggio per carico eccessivo e lubrificazione
inadeguata
Grippaggio per giochi interni ridotti da precarico eccessivo (cuscinetto obliquo a
sfere)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 354
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CORROSIONE
La corrosione (corrosion) è il risultato dell’aggressione chimica di fattori ambientali (acqua, ossigeno dell’aria) o di fluidi
corrosivi (reagenti chimici; additivi o contaminanti del lubrificante) penetrati nel cuscinetto. La superficie aggredita presenta
segni di usura, vaiolatura (con ossido nelle cavità),
ossidazione, ruggine.
Cause: formazione di condensa nel cuscinetto fermo (a magazzino o a bordo macchina – v. fig. 1). Entrata di acqua (v. fig. 2)
o fluidi corrosivi. Presenza di acqua nel lubrificante (v. fig. 3 e 4).
Corrosione estesa per
entrata di acqua
(cusc. orientabile a rulli)
Corrosione per
acqua nel lubrificante
(cuscinetto a rulli conici)
Corrosione per
acqua nel lubrificante
(cusc. a rulli cilindrici)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 356
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I danni alla gabbia
I danni alla gabbia comprendono: Deformazione della Possibili Cause
gabbia, rottura ed usura; Frattura delle parti della gabbia; • Errori di Montaggio (disallineamento) e di Manipolazione
Deformazione della superficie laterale; Usura della superficie • Eccessivo momento ribaltante
della tasca di contenimento del corpo volvente; e Usura della
superficie di guida. • Urti e vibrazioni elevate
• Eccessiva velocità di rotazione, accelerazioni e
decelerazioni improvvise
• Lubrificazione insufficiente
• Aumento di temperatura
Azioni Correttive
• Verificare il metodo di montaggio
• Controllare le condizioni di temperatura, rotazione e
carico
• Ridurre le vibrazioni
• Utilizzare un albero di forme adeguate
• Selezionare una gabbia di tipo diverso
• Selezionare un metodo diverso di lubrificazione e/o
lubrificant
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 359
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DANNI ALLA GABBIA
I danni alla gabbia di un cuscinetto possono essere:
Situazione 1: deformazione, alveoli schiacciati, tracce di urti.
Cause: urti o colpi nel trasporto o maneggio , oppure in fase di montaggio.
Situazione 2: rottura; rottura dei rivetti o delle colonnine degli alveoli.
Cause: montaggio erroneo (urti, colpi – v. fig.2). Disassamento, disallineamento . Vibrazioni eccessive. Velocità eccessiva
(cuscinetti a sfere). Calettamento troppo forzato (interferenza eccessiva). Grippaggio del cuscinetto. Corpo estraneo incuneato
tra gabbia e corpo volvente.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 360
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CRICCHE, ROTTURE
Le cricche (cracks) sono fessurazioni o crepe del materiale (anelli, corpi volventi) senza distacco di parti; quando si ha questo
distacco, solitamente si parla di rottura (fracture)
Cause: eccessiva interferenza (es.: per temperatura dell’albero troppo elevata – v. fig.1).
Carico eccessivo, intermittente.
Shock termico da riscaldamento per sfregamento (anello-sede) o strisciamento (es: anello- battuta – v. fig. 2).
Geometria della sede di calettamento errata.
Urti colpi (di martello) in fase di installazione o smontaggio (v. fig. 3 e 4).
Crepe conseguenti a sfaldatura (v. fig. 5), usura smerigliatura, corrosione da sfregamento, indentatura (v. fig.6).
Cricca assiale sull’anello interno per Cricche per surriscaldamento da Rottura del bordino (colpo di
eccessiva temperatura albero sfregamento contro la battuta martello nel montaggio)
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 362
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CRICCHE, ROTTURE
Le cricche (cracks) sono fessurazioni o crepe del materiale (anelli, corpi volventi) senza distacco di parti; quando si ha questo
distacco, solitamente si parla di rottura (fracture)
Cause: eccessiva interferenza (es.: per temperatura dell’albero troppo elevata – v. fig.1).
Carico eccessivo, intermittente.
Shock termico da riscaldamento per sfregamento (anello-sede) o strisciamento (es: anello- battuta – v. fig. 2).
Geometria della sede di calettamento errata.
Urti colpi (di martello) in fase di installazione o smontaggio (v. fig. 3 e 4).
Crepe conseguenti a sfaldatura (v. fig. 5), usura smerigliatura, corrosione da sfregamento, indentatura (v. fig.6).
Rottura del bordino (urto violento Rottura per indebolimento causato Rottura da indentatura
in fase di montaggio) da grave sfaldatura
22/12/2024
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 363
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Spellatura
La spellatura (peeling) è un raggruppamento di piccole scalfiture o scheggiature, dell’ordine dei 5 ÷
10 µm di profondità, sulle piste o sui corpi volventi (soprattutto dei cuscinetti a rulli, dove assume spesso forma tondeggiante).
Col tempo può trasformarsi in sfaldatura.
Cause: superficie dell’altro corpo in contatto eccessivamente rugosa. Lubrificazione carente o cattiva (lubrificante non adatto,
esausto, contaminato). Presenza di particelle estranee, ruggine, piccoli detriti.
Le tre figure in basso mostrano le “spellature” nei vari componenti di un cuscinetto orientabile a rulli, causate da poca
lubrificazione.
Spellature sulla pista Spellature sull’intera
Spellature tondeggianti circonferenza dell’anello esterno
dell’anello interno di un
sui rulli del cuscinetto di fig. 18 del cuscinetto di fig. 18
cuscinetto orientabile a rulli
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 365
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Cuscinetti : Stoccaggio
Il periodo di stoccaggio corrisponde al tempo in cui un cuscinetto può essere conservato a magazzino senza effetti negativi
sulle prestazioni dello stesso.
Sui cuscinetti viene applicato un olio protettivo di alta qualità (dipende dal custruttore) per evitarne la corrosione. In caso di
lunghi periodi di stoccaggio, i cuscinetti devono essere conservati nella confezione originale chiusa e integra.
Il periodo di stoccaggio dei cuscinetti dipende anche dalle condizioni dell’ambiente in cui sono conservati.
Per non alterare le potenziali prestazioni dei cuscinetti, si consiglia di adottare un approccio di gestione di magazzino “first in,
first out” (utilizzo in ordine di entrata).
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 367
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Cuscinetti : Stoccaggio
Periodo di stoccaggio per cuscinetti aperti Il periodo di stoccaggio tipico per i cuscinetti aperti (senza tenute) è indicato nella
tabella 1.
Fonte SKF
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 368
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Cuscinetti : Stoccaggio
Periodo di stoccaggio per cuscinetti schermati
I cuscinetti schermati possono essere stoccati per un periodo massimo di tre anni per evitare il deterioramento del
riempimento di grasso
Ulteriori fattori associati allo stoccaggio
Per evitare il deterioramento dei cuscinetti durante lo stoccaggio, si suggerisce di considerare i seguenti fattori:
• Conservare al chiuso, in un ambiente protetto dal gelo e dalla condensa, a una temperatura ambiente massima di 40 °C (105
°F), evitando l’esposizione a flussi d’aria.
• Conservare in ambiente privo di vibrazioni. Le vibrazioni possono danneggiare le piste.
• Stoccare, preferibilmente, in posizione orizzontale per evitare eventuali danni dovuti alla caduta del cuscinetto.
• Non aprire o danneggiare la confezione originale.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 369
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MEC 100-200
CUSCINETI VOVENTI
Criteri di Scelta
37
0
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Scelta del Tipo di Cuscinetto
Se il carico è prevalentemente radiale, la scelta del cuscinetto va limitata alle serie radiali, preferendo possibilmente i cuscinetti
a sfere, che si sono dimostrati i più adatti per i piccoli e medi meccanismi, anche a velocità elevate
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 371
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Scelta del Tipo di Cuscinetto
Qualora i carichi radiali siano molto elevati rispetto agli ingombri disponibili, conviene prevedere l’applicazione di cuscinetti a
rulli
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 372
Industrial Management School
Scelta del Tipo di Cuscinetto
Se il carico è prevalentemente assiale e la velocità non particolarmente elevata si può prevedere l’adozione di cuscinetti
assiali semplici o a doppio effetto a seconda se il carico sia diretto sempre nello stesso senso oppure nei due sensi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 373
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Scelta del Tipo di Cuscinetto
Se il carico è prevalentemente assiale e la velocità non particolarmente elevata si può prevedere l’adozione di cuscinetti
assiali semplici o a doppio effetto a seconda se il carico sia diretto sempre nello stesso senso oppure nei due sensi
Assiale semplice
Assiale doppio
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 374
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Scelta del Tipo di Cuscinetto
Se il carico è prevalentemente assiale ma la velocità è
particolarmente elevata occorre orientarsi su cuscinetti a
sfere, sia affidando ad essi il compito di sopportare la sola
spinta, sia impiegando un cuscinetto chiamato a sopportare
anche la componente radiale
Se la componente assiale risulta piccola rispetto a quella
radiale essa potrà essere sopportata in generale dagli stessi
cuscinetti che contrastano il carico radiale
Se il carico assiale è di tipo impulsivo si deve ricorrere a
cuscinetti radiali a rulli
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 375
Industrial Management School
Scelta del Tipo di Cuscinetto
Quando i valori del carico assiale sono dello stesso ordine di grandezza del carico radiale conviene adottare cuscinetti a sfere
obliqui o cuscinetti a rulli conici
Due cuscinetti obliqui a sfere
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 376
Industrial Management School
Quando i valori del carico assiale sono dello stesso ordine di grandezza del carico radiale conviene adottare cuscinetti a sfere
obliqui o cuscinetti a rulli conici
Due cuscinetti a rulli conici
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 377
Industrial Management School
Nella scelta del cuscinetto occorre anche tenere presente le condizioni di installazione (disassamenti)
disassamento variabile
disassamento costante
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 378
Industrial Management School
Se il disassamento è costante, si possono adottare degli appoggi sferici a superficie continua sia sul cuscinetto sia sui supporti
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 379
Industrial Management School
Se il disassamento è variabile si devono adottare dei cuscinetti di tipo orientabile
L’orientabilità è ottenuta tra gli anelli e i corpi volventi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 380
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Radiale a rulli Radiale a sfere
orientabile orientabile
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I cuscinetti
SEDI E TOLLERANZE DI MONTAGGIO
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2
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Sedi e Tolleranze di Montaggio
Quando il cuscinetto è alloggiato entro una scatola divisa a
metà non deve restare gioco tra il cappello e il corpo della
scatola.
Occorre tornire i sopporti dopo aver bloccato le due metà
per mezzo di viti di unione
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Sedi e Tolleranze di Montaggio
Gli spallamenti devono essere proporzionati in base alla forma e alle dimensioni dell’anello.
Se si fosse vincolati ad avere l’altezza
dello spallamento sensibilmente inferiore
rispetto a quella richiesta, si possono
utilizzare degli anelli ausiliari
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 384
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Sedi e Tolleranze di Montaggio
Gli spallamenti devono essere proporzionati in base alla forma e alle dimensioni dell’anello
Nel caso gli spallamenti fossero
maggiori di quelli previsti occorre
prevedere degli opportuni smussi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 385
Industrial Management School
Sedi e Tolleranze di Montaggio
I raccordi fra la sede e gli spallamenti devono avere un raggio minore di quello degli anelli, altrimenti questi ultimi non potranno
assumere la giusta posizione
Raggi troppo grandi Raggi unificati
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 386
Industrial Management School
Esecuzioni delle sedi
Sugli alberi e negli alloggiamenti il passaggio dalla sede allo
spallamento, oltre che con un raccordo, può essere
realizzato con uno scarico.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 387
Industrial Management School
Esecuzioni delle sedi e tolleranze
Le tolleranze con cui devono essere lavorate le sedi sono imposte dal costruttore del cuscinetto in base al tipo di carico
Indicativamente per gli errori di forma nelle applicazioni correnti (qualità IT5-IT6) è buona norma stare entro la metà delle
tolleranze prescritte per i diametri. Per qualità più grossolane conviene stare in un campo di tolleranza non superiore a IT5
Il difetto di perpendicolarità tra le superfici cilindriche e quelle laterali di appoggio dovrebbe essere contenuto all’interno del
limite di tolleranza della qualità ISO IT7 riferito al diametro medio di appoggio
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 388
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Industrial Management School
Tolleranze sulle sedi ricavate sull’albero (indicazioni di larga massima)
IT5/2 IT6/2
IT7
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 390
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Tolleranze sull’ alloggiamento dell’anello esterno (indicazioni di larga massima)
IT5/2 IT6/2
IT7
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 391
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Accoppiamenti per alberi pieni di acciaio
Carico fisso rispetto all’anello interno
Facile spostamento assiale g6
Non necessario spostamento assiale h6
Carico rotante a direzione indeterminata rispetto all’anello interno
• Carichi leggeri e variabili (P<0.07C) j6-k6
• Carichi leggeri, elevata precisione h5-j5-k5
• Carichi normali o elevati (P>0.07) j5-k5-m6
• Carichi molto elevati (P>0.15C) n6-p6
• Carichi puramente assiali j6-js6
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 392
Industrial Management School
Accoppiamenti per alloggiamenti di ghisa o acciaio in un sol pezzo
Carico rotante rispetto all’anello esterno
• Carichi normali o elevati (P>0.07C) N7
• Carichi leggeri e variabili (P<0.07C) M7
Carico di direzione indeterminata
• Elevati carichi d’urto (motori di trazione) M7
• Carichi normali o elevati (P>0.07C) K7
Rotazione precisa e silenziosa
• Mandrini per macchine utensili K6
• Piccoli motori elettrici H6-J6
Industrial Management School
I cuscinetti
TIPOLOGIE DI MONTAGGIO
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4
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Tipologie di montaggio : Cuscinetti radiali
Il compito di bloccare assialmente l’albero e di resistere alle eventuali spinte assiali dovrà essere affidato ad un solo cuscinetto
cuscinetto
sollecitabile
assialmente
cuscinetto NON sollecitabile assialmente
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 395
Industrial Management School
Tipologie di montaggio : Cuscinetti radiali
Se entrambi i cuscinetti bloccassero assialmente l’albero, le variazioni di temperatura, dando luogo a dilatazioni diverse tra
albero e carcassa, indurrebbero delle sollecitazioni che deteriorerebbero la trasmissione in breve tempo
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 396
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Cuscinetti radiali
Nelle trasmissioni lunghe si fissa assialmente il cuscinetto alloggiato in uno dei supporti situati verso la mezzeria
In quelle di lunghezza limitata si fissa il cuscinetto del sopporto radialmente più caricato
Cuscinetto bloccato assialmente
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 397
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Montaggio a O Cuscinetti obliqui
I cuscinetti obliqui ad una corona di sfere vanno sempre montati in coppia, a contrasto, con montaggio ad “O” oppure ad “X”.
La registrazione assiale del gioco di funzionamento avviene, nel primo caso, sull'anello interno e, nel secondo caso, sull' anello
esterno.
Di regola si agisce sugli anelli non rotanti.
Le frecce indicano il verso secondo cui deve essere eseguita la registrazione. Si osservi in fig. a) il bloccaggio del cuscinetto di
sinistra eseguito mediante ghiera e rosetta di sicurezza.
•La registrazione si effettua generalmente sull’anello interno che
perciò deve essere calettato a spinta (h6).
• E’ un montaggio usato generalmente per basse velocità
• La eventuale dilatazione assiale dell’albero indurrà una
diminuzione del precarico
• I centri di spinta si allontanano
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 398
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Montaggio a O Cuscinetti obliqui
Le frecce indicano il verso secondo cui
deve essere eseguita la registrazione. Si
osservi in fig. a) il bloccaggio del
cuscinetto di sinistra eseguito mediante
ghiera e rosetta di sicurezza.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 399
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Montaggio a O Cuscinetti obliqui
Industrial Management School
Montaggio a X
• La registrazione si effettua generalmente sull’anello
esterno
• L’anello interno può essere bloccato rendendo questa
disposizione particolarmente adatta per velocità elevate ( n
> 1000 g/min )
• La eventuale dilatazione assiale dell’albero indurrà un
aumento del precarico
• I centri di spinta si avvicinano
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 401
Industrial Management School
Montaggio a X
In fig. b) il bloccaggio è invece realizzato con coperchietto
filettato che agisce anche come protezione.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 402
Industrial Management School
montaggio a X
Industrial Management School
montaggio a X
Industrial Management School
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 405
Tipologie di montaggio
Industrial Management School Cuscinetti assiali
Vanno montati lasciando all’anello fisso un gioco radiale che ne permetta il
libero spostamento sulla sede di appoggio
Gioco
radiale
Industrial Management School
Vanno montati lasciando all’anello fisso un gioco radiale che ne permetta il
libero spostamento sulla sede di appoggio
L’assenza di gioco
radiale impedisce
il corretto allineamento
dell’albero
Industrial Management School
Qualora il cuscinetto possa funzionare sotto carichi molto bassi o nulli, è
conveniente applicare alle sfere, mediante molle, un precarico iniziale
Industrial Management School
Qualora il cuscinetto possa funzionare sotto carichi molto bassi o nulli, è
conveniente applicare alle sfere, mediante molle, un precarico iniziale
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Cuscinetti assiali
Qualora il cuscinetto possa funzionare sotto carichi molto bassi o nulli, è conveniente applicare alle sfere, mediante molle, un
precarico iniziale
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 410
Industrial Management School
Tipologie di montaggio Cuscinetti assiali
Quando non si possa fare affidamento su di una perfetta
quadratura fra i piani di appoggio e l’albero, è indispensabile
usare cuscinetti assiali orientabili
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 411
Industrial Management School
Tipologie di montaggio: Cuscinetti assiali
Il cuscinetto assiale orientabile deve essere accoppiato ad
un cuscinetto radiale anch’esso orientabile.
E’ auspicabile che entrambi i cuscinetti abbiano lo stesso
centro di oscillazione. Necessità di spazio possono però
imporre la rinuncia a tale coincidenza.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 412
Organi di tenuta: guarnizioni a feltro
Industrial Management School
Vengono usate principalmente nel caso di lubrificazione a grasso
Rappresentano una protezione semplice e adatta per velocità fino a 4 m/s e
temperature fino a circa 100 °C
mantenere bassa
la rugosità
Organi di tenuta: guarnizioni a labbro
Industrial Management School
Vengono usate quando si hanno esigenza di tenuta superiori, specialmente nel
caso di lubrificazione ad olio.
Con finitura adeguate si possono raggiungere velocità di strisciamento nell’ordine
dei 10 m/s. L’azione protettiva NON è simmetrica
Industrial Management School
Quando occorra ottenere una protezione efficiente nei due sensi, conviene
montare due guarnizioni in senso opposto prevedendo fra loro un ingrassatore
Industrial Management School
Quando occorra ottenere una protezione efficiente nei due sensi, si può
usare un anello a labbro provvisto di dispositivo parapolvere
labbro
parapolvere
Industrial Management School
Organi di tenuta: guarnizioni tipo V-ring
Sono costituite da un anello in gomma con un labbro di
tenuta che va premuto assialmente contro la superficie di
strisciamento.
Nel caso di lubrificazione a grasso il V-ring va per lo più
montato all’esterno del supporto, mentre nel caso di
lubrificazione ad olio va montato all’interno
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 417
Industrial Management School
I cuscinetti
PROCEDURE DI MONTAGGIO
41
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Montaggio di Cuscinetti a Foro Cilindrico Avvertenze
Montaggio a Freddo: non applicare la
forza di montaggio direttamente sul
cuscinetto Impiegare una bussola
cilindrica o una pressa idraulica.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 419
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Montaggio di Cuscinetti a Foro Cilindrico Avvertenze
Montaggio a Freddo - precauzioni: verificare sempre il
corretto allineamento delle parti (cuscinetto – albero –
alloggiamento)
Attenzione a non urtare gli orletti dei cuscinetti a rulli
cilindrici!
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 420
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Montaggio di Cuscinetti a Foro Cilindrico
Montaggio a Caldo: non tutti i metodi sono idonei …
Riscaldare il cuscinetto mediante forno ad induzione: il
metodo più sicuro!
A bagno d’olio
Proteggere
le mani …
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 421
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Montaggio di Cuscinetti a Foro Cilindrico
Montaggio
Monta a Caldo: non tutti i metodi sono idonei …
Riscaldare il cuscinetto
mediante forno ad A bagno d’olio
induzione: il metodo
Olio a 90°C Acqua a 100°C
più sicuro!
Proteggere
le mani
…c
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Tolleranze per il Diametro dell’Alloggiamento Unità di misura: µm
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 423
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Tolleranze per il Diametro del Foro Unità di misura: µm
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 424
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Cuscinetti Orientabili a Due Corone di Rulli a Foro Conico
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 425
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Cuscinetti Orientabili a Due Corone di Rulli a Foro Conico
Prima del montaggio, posizionare il cuscinetto sul banco e
misurare il gioco radiale utilizzando gli “spessimetri” calibrati
in corrispondenza della sommità dei rulli superiori, ed
annotarne il valore.
Controllare con attenzione il gioco radiale del cuscinetto
durante le fasi di montaggio, impiegando sempre gli
spessimetri.
Quando è montato sull’albero, la misura si esegue in
corrispondenza dei rulli inferiori
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 426
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Prima del montaggio, posizionare il cuscinetto sul banco e
misurare il gioco radiale utilizzando gli “spessimetri” calibrati
in corrispondenza della sommità dei rulli superiori, ed
annotarne il valore.
Controllare con attenzione il gioco
radiale del cuscinetto durante le fasi di
montaggio, impiegando sempre gli
spessimetri.
Quando è montato sull’albero, la misura
si esegue in corrispondenza dei rulli
inferiori
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Montaggio di Cuscinetti Orientabili a Rulli su Bussole: Riduzione del Gioco Radiale Interno
(tutti i valori sono espressi in millimetri)
Diametro Foro del
Cuscinetto Riduzione del Spostamento Assiale Gioco Radiale Minimo
Gioco Radiale (1) Ammissibile
d (mm) conicità 1:12 conicità 1:30
oltre fino a min max min max min max Normale C3 C4
30 40 0,025 0,030 0,40 0,45 X X 0,010 0,025 0,035
40 50 0,030 0,035 0,45 0,55 X X 0,015 0,030 0,045
50 65 0,030 0,035 0,45 0,55 X X 0,025 0,035 0,060
65 80 0,040 0,045 0,60 0,70 X X 0,030 0,040 0,075
80 100 0,045 0,055 0,70 0,85 1,75 2,15 0,035 0,050 0,085
100 120 0,050 0,060 0,75 0,90 1,90 2,25 0,045 0,065 0,110
120 140 0,060 0,070 0,90 1,10 2,25 2,75 0,055 0,080 0,130
140 160 0,065 0,080 1,00 1,30 2,50 3,25 0,060 0,100 0,150
160 180 0,070 0,090 1,10 1,40 2,75 3,50 0,070 0,110 0,170
180 200 0,080 0,100 1,30 1,60 3,25 4,00 0,070 0,110 0,190
200 225 0,090 0,110 1,40 1,70 3,50 4,25 0,080 0,130 0,210
225 250 0,100 0,120 1,60 1,90 4,00 4,75 0,090 0,140 0,230
250 280 0,110 0,140 1,70 2,20 4,25 5,50 0,100 0,150 0,250
280 315 0,120 0,150 1,90 2,40 4,75 6,00 0,110 0,160 0,280
315 355 0,140 0,170 2,20 2,70 5,50 6,75 0,120 0,180 0,300
355 400 0,150 0,190 2,40 3,00 6,00 7,50 0,130 0,200 0,330
400 450 0,170 0,210 2,70 3,30 6,75 8,25 0,140 0,220 0,360
450 500 0,190 0,240 3,00 3,70 7,50 9,25 0,160 0,240 0,390
(1) I valori della riduzione del gioco radiale sono indicati per cuscinetti con gioco in classe normale.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 428
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Anomalie nel Funzionamento di un Cuscinetto Possibili Cause ed Azioni Correttive
Anomalia Possibili Cause Azioni Correttive
Carico anomalo Selezionare con maggiore cura
l’accoppiamento, il gioco interno, il precarico, la posizione dello spallamento della
Montaggio non corretto Migliorare
sede, [Link] precisione di lavorazione, l’allineamento
Forte Suono dell’albero e dell’alloggiamento, il metodo di montaggio
Metallico Lubrificante inadeguato od insufficiente Selezionare un lubrificante migliore od effettuare
rabbocchi
Gioco eccessivo Selezionare un cuscinetto di classe più
silenziosa oppure a gioco ridotto
Contatto tra le parti rotanti Modificare la tenuta a labirinto, ecc.
Incrinature, corrosione o abrasioni Sostituire o lavare accuratamente il cuscinetto,
Forte Suono migliorare il sulle piste di rotolamento sistema di tenuta ed usare lubrificanti puliti
Regolare Brinellatura Sostituire il cuscinetto, maneggiarlo e montarlo
con cura
Sfaldatura sulla pista di rotolamento Sostituire il cuscinetto
Gioco eccessivo Selezionare con maggiore cura
l’accoppiamento, il gioco interno, il precarico
Suono
Penetrazione di particelle estranee Sostituire o lavare accuratamente il cuscinetto, migliorare
Irregolare il sistema di tenuta ed usare lubrificanti puliti
Cricche o sfaldature sui corpi volventi Sostituire il cuscinetto
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 430
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Identificazione dei cuscinetti
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 431
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Identificazione dei cuscinetti
Identificazione del Tipo di Cuscinetto
Consultare il catalogo del
Misurare il diametro del foro, produttore del cuscinetto per
il diametro esterno e la larghezza determinare la designazione di
base
Completare la designazione, in base alle opzioni
del cuscinetto ed alle specifiche tecniche
dell’applicazione (vedere le tabelle d’equivalenza)
Verificare sulle tabelle di equivalenza
la disponibilità di ricambi
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 432
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Cuscinetti Volventi
Metodi di Diagnosi
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1
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Analisi delle vibrazioni
La diagnostica dei cuscinetti a rotolamento è generalmente effettuata rilevando le vibrazioni della cassa del cuscinetto
attraverso un accelerometro.
Un primo metodo utilizzato per individuare i guasti dei cuscinetti è il monitoraggio del livello complessivo della vibrazione.
Esiste una norma ISO che definisce diverse classi sulla base del livello complessivo della vibrazione (buona, permessa,
appena tollerata e non
permessa).
Tuttavia il metodo più efficace per utilizzare questa tecnica consiste nel monitorare la tendenza del livello complessivo della
vibrazione nel tempo: un suo aumento è indicatore del deterioramento del cuscinetto.
Il monitoraggio del livello complessivo della vibrazione (overall vibration level) è utile per rilevare guasti non ciclici, ma può non
essere sufficiente per individuare guasti incipienti.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 442
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Cause di guasto nei cuscinetti a rotolamento
Vibrazioni: quando il cuscinetto è esposto a vibrazioni, le forze d’inerzia possono provocare cricche dovute a fatica nella
gabbia, che possono portare a fratture della gabbia stessa.
Velocità eccessiva: se il cuscinetto ruota a velocità superiori a quelle per cui è stato progettato, la gabbia è sottoposta a
notevoli forze d’inerzia che possono portare a fratture.
Per elevate velocità, si impiegano gabbie appositamente progettate.
Un danno alla gabbia del cuscinetto è da considerare come un danno secondario: usualmente anche altri componenti
del cuscinetto si sono danneggiati ed è difficile accertare la causa del guasto.
Le principali cause possono essere:
Vibrazioni
Velocità eccessiva
Usura
ostacoli (blockage).
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 443
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Cause di guasto nei cuscinetti a rotolamento
Usura: l’usura della gabbia può derivare da una lubrificazione inadeguata o dalla presenza di particelle abrasive. Infatti, la
gabbia è soggetta a strisciamento con gli altri componenti del cuscinetto, per cui è il primo componente a soffrire nel caso di
lubrificazione inadeguata. Inoltre la gabbia è costituita da materiale più tenero rispetto agli altri componenti e di conseguenza
si usura più velocemente.
Ostacoli (blockage): frammenti di materiale sfaldato o altre particelle possono incunearsi tra la gabbia e i corpi volventi,
impedendo a questi di ruotare. Questo può portare a rottura della gabbia.
Altre cause: un disallineamento tra gli anelli di un cuscinetto che fa sì che le sfere non seguano il loro normale percorso con
conseguenti sforzi sulla gabbia; accelerazioni, decelerazioni e fluttuazioni della velocità provocano notevoli forze d’inerzia sulla
gabbia, con conseguente usura.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 444
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Sintomi dei danni nei cuscinetti a rotolamento
I sintomi dei danni nei cuscinetti a rotolamento sono:
irregolare corsa (uneven running),
ridotta accuratezza di funzionamento,
rumore inusuale durante la corsa.
In generale, un guasto dei cuscinetti provoca un aumento del livello complessivo della vibrazione e un aumento del livello di
componenti della vibrazione a frequenze specifiche.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 445
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Guasti ciclici e non ciclici
I guasti dei cuscinetti possono essere suddivisi in:
guasti ciclici: difetti localizzati che producono vibrazioni cicliche;
guasti non ciclici: difetti non localizzati.
La sfaldatura in un anello o in un corpo volvente è usualmente un guasto ciclico.
La corrosione invece non è un difetto localizzato per cui produce un guasto non ciclico, ossia vibrazioni con contenuto di
frequenze molto ricco e non stazionario.
Anche l’increspatura (fluting) provocata dalle correnti elettriche produce vibrazioni non cicliche.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 446
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
I guasti ciclici, che si possono verificare nell’anello interno, nell’anello esterno, nei corpi volventi o nella gabbia, producono
componenti della vibrazione a frequenze specifiche.
Queste frequenze sono funzione della geometria dei cuscinetti e della velocità di rotazione.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 447
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
Un difetto nell’anello esterno causa un impulso quando il corpo volvente passa
davanti all’area difettosa dell’anello.
La frequenza teorica da monitorare nello spettro delle vibrazioni per
individuare questo guasto è:
Dove fr è la frequenza di rotazione, N è il numero di corpi volventi, d è il
diametro del corpo volvente, D il diametro della circonferenza media del
cuscinetto, è l’angolo di contatto del corpo volvente con le guide.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 448
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
La frequenza teorica da monitorare nello spettro delle vibrazioni per individuare un difetto nell’anello interno è:
Per un difetto nei corpi volventi:
Per un difetto nella gabbia
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 449
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
Le frequenze indicate nelle equazioni precedenti sono valide per un cuscinetto ideale. In realtà, i corpi volventi non rotolano
solamente nelle guide, ma strisciano anche.
Questo fatto può essere tenuto in conto con un fattore di strisciamento che usualmente assume valori tra 0,8 e 1.
Spesso nella pratica le equazioni precedenti sono sostituite da equazioni approssimate.
Per un difetto nell’anello esterno:
Per un difetto nell’anello interno:
In questo modo le frequenze possono essere facilmente calcolate anche senza conoscere le caratteristiche geometriche del
cuscinetto.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 450
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
Quando il grado di danno è piccolo, l’ampiezza delle componenti sopra citate si “perde” nel rumore di fondo della vibrazione.
Tuttavia, una volta calcolate le frequenze caratteristiche, è possibile migliorare le prestazioni dello strumento diagnostico
usando filtri selettivi e funzioni pesate, in modo da riuscire a identificare i guasti anche in uno stadio precoce.
Quando una macchina presenta anche un grado di sbilanciamento, questo tende a modulare le frequenze caratteristiche delle
vibrazioni dei cuscinetti producendo delle bande laterali alla frequenza di rotazione.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 451
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Analisi delle vibrazioni per guasti ciclici
Esempio di analisi delle vibrazioni nel dominio delle frequenze:
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 452
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Analisi delle vibrazioni: envelope spectrum
Un metodo che permette di individuare guasti incipienti nei cuscinetti è noto come envelope spectrum e consiste nel filtrare il
segnale della vibrazione in una banda ristretta e quindi nel calcolare lo spettro del segnale filtrato.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 453
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Analisi delle vibrazioni: envelope spectrum
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 454
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Analisi delle correnti di statore
La relazione tra lo spettro delle vibrazioni dei cuscinetti e quello della corrente
di statore di un motore asincrono può essere determinata ricordando che ogni
tipo di eccentricità al traferro produce un’anomalia nella densità di flusso al
traferro. Questa, a sua volta, influenza le induttanze della macchina che
determinano le armoniche della corrente di statore.
Poiché i cuscinetti a sfera supportano il rotore, qualsiasi difetto dei cuscinetti
produrrà uno spostamento radiale tra rotore e statore.
Questo movimento genera correnti di statore a frequenze prevedibili fp:
dove fs è la frequenza di alimentazione elettrica, fv è una delle caratteristiche
frequenze di vibrazione e k = 1, 2, 3, …
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 455
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Analisi degli Shock Pulse
Un altro metodo utilizzato per il monitoraggio dei cuscinetti a rotolamento è lo Shock Pulse Method (tecnica brevettata), che
permette di misurare, con un accelerometro piezo-elettrico, l’impatto iniziale tra l’elemento rotolante e la superficie del
cuscinetto, che si sviluppa a frequenze nella banda dell’ultrasuono (32 kHz).
Nel corso della loro vita utile, i cuscinetti generano shock nell’interfaccia tra l’elemento rotolante e la pista. Questi shock
"colpiscono" il trasduttore SPM, che emette impulsi elettrici proporzionali all’intensità dello shock stesso.
A differenza dei trasduttori di vibrazione, il trasduttore di shock pulse risponde a una frequenza di risonanza, accuratamente
regolata a 32 kHz, permettendo così una misura calibrata dell’ampiezza degli shock pulse.
Questa misura ha il vantaggio di non essere influenzata da altri fattori, come la vibrazione di fondo o il rumore.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 456
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Analisi degli Shock Pulse
L’ampiezza di questi shock pulse dipende dalle condizioni delle superfici del cuscinetto e dalla velocità periferica del cuscinetto
(a sua volta dipendente dalla velocità angolare del rotore e dalla geometria del cuscinetto). Il trasduttore converte gli shock in
segnali elettrici, che vengono elaborati al fine di ricavare un valore "tappeto" (carpet value) e un valore di picco (max value).
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 457
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Analisi degli Shock Pulse
Il carpet value è indicativo delle condizioni della lubrificazione: aumenta al diminuire dello spessore del velo lubrificante, il
quale a sua volta dipende dall’apporto di lubrificante, dall’allineamento e dal precarico.
Il valore di picco è invece indicativo delle condizioni meccaniche delle superfici del cuscinetto (ruvidezza, sollecitazioni,
danneggiamenti, distaccamento di particelle metalliche), quindi generalmente di un danno vero e proprio.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 458
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Nuove tecnologie
Una nuova tecnologia, ancora in fase sperimentale, permette un monitoraggio completo del cuscinetto con un sistema wireless
installato all’interno del cuscinetto stesso, che consente di misurare e monitorare:
• velocità,
• carico,
• temperatura,
• vibrazione.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 459
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Cuscinetti radenti
Per alberi caricati pesantemente, questo effetto è
relativamente piccolo e quasi insignificante.
Per alberi poco caricati, invece, questo effetto non può
essere trascurato: la conseguenza è che il collegamento tra
albero e cuscinetto può diventare instabile e provocare
vibrazioni indesiderate che possono ridurre la vita del
cuscinetto e influenzare le prestazioni del generatore.
La distanza che si forma tra albero e interno del cuscinetto è
nell’ordine delle decine di μm.
L’azione dinamica che si verifica quando l’albero ruota
sviluppa un profilo di pressione dell’olio che determina una
forza di sostentamento verso l’alto sull’albero rotante: questa
forza laterale sposta leggermente l’asse dell’albero dal
centro del cuscinetto stesso
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 460
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I cuscinetti
Cuscinetti Volventi
Cuscinetti Speciali
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1
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Cuscinetti e la Corrosione
coperchi di protezione contro contaminazione esterna,
umidità, urti occasionali, beccucci degli alberi rotanti, ecc.
viti per un supporto libero, che consentono l'estensione di
un albero sottoposto a variazioni di temperatura
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Cuscinetti e la Corrosione
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Cuscinetti e la Corrosione
Cuscinetti radiali a sfere in acciaio inossidabile SKF con
Solid Oil
Protezione dalla corrosione e dagli agenti contaminanti
senza rilubrificazione
Cuscinetti in acciaio inossidabile SKF riempiti con Solid Oil
per il settore alimentare e bevande
Un cuscinetto con Solid Oil per il settore alimentare e
bevande contiene da 2 a 4 volte più olio, rispetto ai
tradizionali cuscinetti lubrificati a grasso.
I cuscinetti radiali a sfere in acciaio inox SKF con Solid Oil
sono esenti da rilubrificazione.
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Cuscinetti e la Corrosione
La differenza del Solid Oil
I cuscinetti radiali a sfere in acciaio inossidabile SKF sono
dotati di una matrice in Solid Oil che riempie lo spazio libero
all'interno del cuscinetto.
Ciò consente di aumentare considerevolmente l'efficienza
della funzione di esclusione di corpi estranei da questi
cuscinetti con Solid Oil per le applicazioni del settore
alimentare e bevande. La matrice in Solid Oil, chimicamente
inerte, resiste agli igienizzanti corrosivi più comuni.
I cuscinetti con Solid Oil SKF sono inoltre disponibili con olio
approvato dall'NSF per il settore alimentare, per temperature
comprese tra -20 e 85°C.
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Cuscinetti e la Corrosione
Queste unità combinano un alloggiamento in plastica e un
cuscinetto in acciaio inossidabile.
Eccellente resistenza all’acqua e alla corrosione, ridotte
fuoriuscite di lubrificante, bassa coppia di rotolamento.
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Cuscinetti e la Corrosione
Con il termine cuscinetti ceramici si indicano quei cuscinetti
in cui i corpi volventi sono realizzati in materiale ceramico.
con anelli e corpi volventi in materiale ceramico. con anelli
realizzati in acciaio per cuscinetti 100Cr6 o acciai inossidabili
AISI420 o AISI440C e corpi volventi in materiale ceramico.
Cuscinetti totalmente ceramici o Full Ceramic
con anelli e corpi volventi in materiale ceramico.
Cuscinetti ibridi
con anelli realizzati in acciaio per cuscinetti 100Cr6 o acciai
inossidabili AISI420 o AISI440C e corpi volventi in materiale
ceramico.
Titolo del prestazione - rev.02 - ma 22/12/2024 467
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Cuscinetti e la Corrosione
I cuscinetti ceramici realizzati con componenti in ceramica Tutti i componenti dei nostri cuscinetti full ceramic sono
possono essere utilizzati nelle applicazioni dove i cuscinetti realizzati interamente in ceramica.
tradizionali non sono adatti.
Nei cuscinetti ceramici ibridi solo gli elementi volventi sono
Presentano caratteristiche speciali di cui i cuscinetti d'acciaio realizzati in ceramica. L'anello interno ed esterno dei
non dispongono, come ad es. proprietà amagnetiche o cuscinetti ceramici ibridi è realizzato in acciaio speciale,
isolanti. compreso l'acciaio al carbonio-cromo per cuscinetti. Inoltre,
la gabbia può essere realizzata in materiale metallico, resina
I cuscinetti ceramici sono caratterizzati da un'elevata o materiale composito, a seconda delle condizioni operative
resistenza al calore, una vita utile prolungata e possono previste per il cuscinetto.
essere suddivisi in cuscinetti full ceramic e cuscinetti
ceramici ibridi.
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Cuscinetti e la Corrosione
I cuscinetti che devono operare in modo efficiente in Di seguito sono riportati alcuni esempi:
ambienti corrosivi sono realizzati con materiali speciali. Cuscinetti ceramici ibridi resistenti alla corrosione: sono
adatti per applicazioni che prevedono l'impiego in acqua,
La scelta di un cuscinetto ceramico per l'impiego in un ambienti alcalini e con gas reattivi.
ambiente altamente corrosivo deve essere effettuata con Cuscinetti ceramici: sono adatti per applicazioni che
molta attenzione. prevedono l'impiego in ambienti leggermente acidi ed alcalini
ed in combinazione con gas reattivi.
Cuscinetti ceramici resistenti alla corrosione: sono adatti
per applicazioni che prevedono l'impiego in ambienti
fortemente acidi ed alcalini ed in combinazione con gas
reattivi.
Cuscinetti ceramici ad elevata resistenza alla
corrosione: sono adatti per applicazioni che prevedono
l'impiego in ambienti molto acidi ed alcalini, ed in
combinazione con gas corrosivi.
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Elementi di Meccanica
12- Motoriduttori
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Cos'è un motoriduttore?
Il motoriduttore è un'unità compatta formata da un riduttore e
da un motore elettrico.
L'idea di un "blocco motore-riduttore" è ispirata al brevetto
del progettista e imprenditore tedesco Albert Obermoser,
che nel 1928 inventò il cosiddetto Vorlegemotor
(motoriduttore).
Da allora il modello base è stato progressivamente
migliorato e sono stati creati nuovi modelli.
Per quanto riguarda il motore, la tecnologia a corrente
continua ha perso importanza, pertanto oggi i riduttori in
genere sono associati a motori asincroni trifase o a
servomotori sincroni a magneti permanenti.
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Come funziona un motoriduttore?
Il compito principale del motoriduttore è svolto dal riduttore e dai rispettivi stadi di riduzione ad ingranaggi, che trasmettono il
moto dall’albero di ingresso all’albero di uscita.
Di fatto, dunque, il riduttore funziona come un convertitore di velocità e coppia.
Nella maggior parte delle applicazioni, il riduttore diminuisce la velocità di rotazione del motore e allo stesso tempo trasmette
coppie proporzionalmente maggiori rispetto a quelle che potrebbe fornire il solo motore elettrico.
La struttura del riduttore determina se il motoriduttore è adatto a carichi leggeri, medi o pesanti, e a periodi di esercizio brevi o
lunghi.
In base alla struttura degli ingranaggi interni ed agli stadi di riduzione, il riduttore incrementa o decrementa la velocità del
motore. Il rapporto di riduzione, è il rapporto tra la velocità di ingresso e la velocità di uscita; pertanto, è uno dei valori
caratteristici più importanti del riduttore.
La potenza e la capacità di carico di un riduttore dipendono dalla coppia massima, che esso è in grado di trasmettere.
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Dove vengono usati i motoriduttori?
Le possibili applicazioni dei motoriduttori sono moltissime. Senza motoriduttori, l'economia di tutto il mondo si fermerebbe.
Nella produzione industriale azionano un numero enorme di convogliatori, sollevano e abbassano carichi e movimentano merci
di ogni tipo, in qualunque impianto.
Segue un breve elenco delle applicazioni possibili:
nell' industria automobilistica, per esempio, i motoriduttori sono usati nell'intero processo di produzione, dalla creazione dello
stampo al montaggio finale. Nel settore delle bevande movimentano bottiglie, imballaggi e cassette e vengono usati per
riempire i recipienti o selezionare confezioni vuote. Nessuna società di intralogistica può fare a meno dei sistemi di
azionamento nei processi di stoccaggio, selezione o fornitura delle merci.
Anche gli aeroporti, non potrebbero funzionare senza motoriduttori, e i passeggeri sarebbero costretti ad aspettare per ore al
ritiro bagagli.
Le macchine per la movimentazione e i robot, per i quali occorrono ottime caratteristiche di dinamica e precisione, non
potrebbero funzionare senza servomotoriduttori
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Motoriduttori: Rapporto di Trasmissione
IL rapporto di trasmissione è un parametro utilizzato in
meccanica per caratterizzare come il movimento si
trasferisce da una ruota dentata ad un'altra in un
ingranaggio.
Viene indicato con la lettera Tt per la formulazione teorica,
con la semplice lettera T per la formulazione pratica.
Può essere definito come il coefficiente di moltiplicazione o
riduzione della velocità di rotazione in una coppia di ruote
dentate o di pulegge che si trasmettono il movimento.
La ruota dentata che trasmette il moto si definisce ruota
conduttrice o motrice, mentre quella che riceve il movimento
si definisce ruota condotta o mossa.
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Motoriduttori: Rapporto di Trasmissione
Il rapporto di ingranamento ( i ) tra due organi rotanti è il
rapporto matematico dato dalla velocità angolare della ruota
conduttrice diviso quella della ruota condotta, ovvero:
Nella pratica, per le ruote dentate il rapporto
dove si è indicato con ώ 1 la velocità angolare della ruota di trasmissione viene indicato anche come
motrice del rotismo (o movente) e con ώ 2 la velocità rapporto tra i diametri nominali o tra i numeri
angolare della ruota condotta (o cedente), con Z2 numero di di denti delle ruote dell'ingranaggio, a patto
denti della ruota condotta e con Z1 il numero di denti della che l'ordine delle stesse sia invertito
ruota motrice. (condotta/conduttrice); nel caso delle
pulegge, dal rapporto tra i diametri della
superfici di contatto per la cinghia.
Il rapporto quindi dipende strettamente dalla
forma e dalla configurazione degli ingranaggi
e in particolare dal diametro delle ruote e dal
loro numero di denti
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Motoriduttori: Tipo di trasmissione
Tipo di trasmissione La potenza in una trasmissione ideale si conserva.
Il rapporto di trasmissione, Ricordando che la potenza è il prodotto tra coppia e
velocità angolare, se la ruota condotta gira più
velocemente della motrice essa ha una coppia minore,
se ruota più lentamente ha una coppia maggiore.
a seconda di come altera i parametri in gioco, si definisce
come:
Riducente: nel caso il rapporto sia maggiore di 1, dove la
ruota condotta è più lenta ma può generare una coppia di
forze maggiore.
Imparziale, nel caso il rapporto sia uguale a 1, dove la ruota Se con la bicicletta inserisco un rapporto che mi fa
condotta gira alla stessa velocità della ruota conduttrice e andare più lentamente, ho maggiore coppia per
con ugual coppia. affrontare una salita, pur rimanendo con la stessa
Moltiplicante, nel caso il rapporto sia minore di 1, dove la potenza, quella dei miei muscoli.
ruota condotta gira più velocemente della ruota conduttrice,
ma con meno coppia.
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Motoriduttori Parametri : Rendimento Dinamico
Rendimento Dinamico Nd
E’ dato dal rapporto fra la potenza in uscita P2 e quella in
entrata P1 secondo la relazione
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Motoriduttori Parametri : Fattore di servizio
Determinazione del Fattore di Servizio
L’effetto della macchina comandata sul riduttore viene tenuto
in considerazione con sufficiente precisione applicando il
fattore di servizio Fb.
Il fattore di servizio viene calcolato in funzione della durata di
lavoro giornaliero e della frequenza di avviamento Z.
A secondo dei momenti di inerzia vengono considerati tre tipi
di carico.
La figura riporta il fattore di servizio applicabile alla propria
applicazione che deve essere minore o uguale al fattore
della tabella selezionata
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Motoriduttori : Targhette identificative
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Motoriduttori : Quali tipologie di riduttori esistono?
Le tipologie più conosciute sono:
- Coassiali: l'albero in uscita è sullo stesso asse dell'albero in ingresso
- Epicicloidali: di dimensioni contenute rispetto ai riduttori standard, offrono elevati rendimenti con rapporti di riduzione molto
alti. Il gioco angolare in uscita è estremamente contenuto.
- Ortogonali: l'albero in uscita è posto perpendicolarmente rispetto l'albero in ingresso
- Paralleli: gli alberi in ingresso ed in uscita sono paralleli tra loro
- Pendolari: il loro fissaggio è "pendolare", vengono cioè appesi alla macchina e fissati con bulloni o bracci di reazione
- Vite senza fine: gli alberi sono posti perpendicolarmente tra loro composto da due riduttori accoppiati tra loro. Vengono
utilizzati per ottenere elevati rapporti di riduzione.
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Motoriduttori : Forme Costruttive
Qual è la differenza tra riduttore e motoriduttore? Qual è la differenza tra riduttori a vite senza fine e
riduttori ad ingranaggi?
Orientativamente un riduttore NON ha flangia di
accoppiamento per motori, mentre il motoriduttore è Nel riduttore a vite il movimento viene trasmesso da una vite
completo di flangia ed è predisposto per l'accoppiamento senza fine (albero veloce) ad una corona dentata (albero
con un motore (non è detto che venga fornito anche il lento); il contatto in essere comporta degli strisciamenti,
motore). causa di riscaldamenti e perdite di rendimento. Vengono
utilizzati per lavori a velocità costante o dove è richiesta
l'irreversibilità dinamica.
Nel riduttore ad ingranaggi il movimento avviene tramite
ingranaggi; maggiore silenziosità, minor riscaldamento e
maggior rendimento.
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Motoriduttori : Forme Costruttive
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Motoriduttori: Coassiali ad ingranaggi cilindrici
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Motoriduttori: Coassiali ad ingranaggi cilindrici
-Ingranaggi cilindrici a dentatura elicoidale,
-Alberi in ingresso ed uscita coassiali,
-Stadi componibili da 1 fino a 4-5,
-Rapporti da 1,5 fino a >1000,
-Ingombro in senso longitudinale,
-Rendimento elevato,
-Possibilità di esecuzione compatta con motore integrato,
-Generalmente per potenze/coppie piccole – medio – grandi,
-Buone capacità di carico sull’albero d’uscita.
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Motoriduttore ad Assi Paralleli
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Motoriduttore ad Assi Paralleli
-Ingranaggi cilindrici a dentatura elicoidale, Schema riduttore ad assi paralleli
-Composizione stadi da 1 fino a 4 – 5,
-Alberi in ingresso ed uscita paralleli,
-Possibilità di più alberi in uscita , anche di tipo cavo,
-Rapporti da 1.5 fino a > 1000,
-Ingombro in senso trasversale,
-Elevato rendimento,
-Generalmente per potenze/coppie medio – elevate,
-Generalmente per impieghi pesanti ( calandre, laminatoi,
estrusori ).
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Motoriduttore ad Assi Paralleli Compatti
-Ingranaggi cilindrici a dentatura elicoidale, Schema riduttore ad assi paralleli compatti
-Alberi in ingresso ed uscita paralleli in alloggiamento
compatto,
-Stadi componibili da 2 fino a 4
-Rapporti da 10 fino a 200,
-Ingombro in senso trasversale,
-Rendimento elevato,
-Possibilità di esecuzione compatta con motore integrato (
come coassiali ),
-Generalmente per potenze/coppie piccole – medie,
-Generalmente albero lento cavo per montaggio pendolare.
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Motoriduttore a Coppia Conica
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Motoriduttore a Coppia Conica
-Ingranaggi cilindrici a dentatura elicoidale + coppia conica,
-Composizione stadi da 1( rinvio ad angolo ) fino a 4 – 5,
-Alberi in ingresso ed uscita ortogonali,
-Possibilità di più alberi in uscita , anche di tipo cavo,
-Rapporti da 1.5 fino a > 1000,
- Ingombro in senso trasversale,
-Elevato rendimento,
-Generalmente per potenze/coppie medio – elevate,
-Generalmente per impieghi pesanti ( calandre, laminatoi,
estrusori ),
-Possibilità di avere versioni medio-piccole , in sostituzione
dei paralleli compatti pemdolari , per ragioni d’ingombro , o
dei vite s/ fine per ragioni di rendimento.
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Motoriduttore a Vite Senza Fine
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Motoriduttore a Vite Senza Fine
- Cinematismo composto da vite e corona,
-Alberi d’ingresso e uscita ortogonali,
-Generalmente albero d’uscita cavo,
-Rapporti da 5 fino a > 1000 ( anche con precoppia cilindrica
),
-Fino a due stadi in cascata,
-Bassa rumorosità,
-Scarso rendimento,
-Può essere irreversibile (dipende dall’angolo d’elica),
-Ingombro ridotto e facilità di montaggio,
-Costi ridotti,
-Generalmente per potenze medio-basse.
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Motoriduttore a Vite Senza Fine
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Riduttori Epicicloidali
Sono i riduttori“ General Purpose “ di maggior pregio.
Sono intrinsecamente molto robusti ( forze interne
simmetriche ed equilibrate ) e quindi atti a sopportare forti
coppie, fino a 900.000 Nm, e forti sovraccarichi.
Molto compatti, si prestano alla realizzazione di soluzioni
tecniche “ eleganti “ e con ingombri sempre in asse.
Storicamente sono i riduttori degli assi delle macchine
movimento –terra.
Ultimamente trovano largo impiego come unità ” speed
increaser “ sui generatori eolici ( tra pale e generatore ).
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Riduttori Epicicloidali
-Ingranaggi cilindrici a dentatura diritta , di rado elicoidale (
difficile!),
-Alberi d’ingresso e uscita coassiali e con stesso senso di
rotazione,
-Possibilità di averi più stadi in cascata,
-Rapporti da 3 fino a > 2000,
-Ingombri in senso radiale molto contenuti,
-Elevate potenze/coppie d’esercizio e alta sovraccaricabilità,
-Elevati rendimenti,
-Generalmente molto costosi a causa della loro complessità 1 = solare o pignone
costruttiva e di montaggio ( in genere 5 ingranaggi per 2 = satellite o planetario 3 = corona fissa
stadio ! ). 4 = portaplanetari o portatreno
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Descrizione del sistema
I riduttori epicicloidali sono dei particolari tipi di riduttori meccanici che comprendono una vasta gamma di rotismi caratterizzati
dal fatto che gli assi di rotazione delle ruote dentate che li compongono non sono fissi.
Gli elementi costitutivi di un riduttore epicicloidale sono:
• il solare
• la corona
• i satelliti (o pianeti)
• il portatreno (o portasatelliti)
Il solare è una ruota a dentatura esterna e la corona a dentatura interna, entrambi coassiali all’asse principale del rotismo; i
satelliti sono ruote a dentatura esterna che ingranano contemporaneamente con il solare e con la corona ed infine il
portasatelliti è la struttura cinematica che vincola gli assi dei satelliti a ruotare attorno all’asse principale del rotismo.
I satelliti sono almeno tre, così da garantire il bilanciamento delle azioni di inerzia generate dalla loro rotazione attorno all’asse
del portatreno, essi effettuano un moto di rotazione attorno al proprio asse e un moto di rivoluzione attorno all’asse del solare.
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Descrizione del sistema
In Figura vi è uno schema di un riduttore epicicloidale ad
uno stadio con indicazione dei quattro elementi che lo
compongono.
Vi sono differenti tipologie di riduttori epicicloidali, a seconda
del numero degli stadi di riduzione, del numero di satelliti
utilizzati e dell’elemento che viene mantenuto fisso.
Si può scegliere quale dei tre elementi, aventi asse
coassiale all’asse principale del rotismo, mantenere fisso,
utilizzando gli altri due elementi rispettivamente per l’albero
di ingresso e di uscita della trasmissione di potenza.
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Descrizione del sistema
Filmato
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Elementi di Meccanica
12- Motoriduttori Manutenzione Preventiva
49
8
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Motoriduttori : I riduttori devono essere lubrificati?
Tutti i riduttori devono contenere la giusta quantità di olio al loro interno.
Normalmente (ma varia a seconda della marca del riduttore e della sua grandezza) le taglie piccole sono sempre comprese di
lubrificante, mentre dalle taglie medie alle grandi il lubrificante deve essere inserito.
Taglie piccole a volte sono precaricate a grasso e detti anche a lubrificazione permanente
La quantità di lubrificante varia inoltre con la posizione di montaggio (si consiglia di visionare il catalogo relativo al tipo di
riduttore utilizzato).
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Motoriduttori: Qual è la massima temperatura ammissibile da un riduttore
I riduttori generalmente sono progettati per utilizzo in applicazioni industriali, con temperature ambiente da 0+40 °C (con punte
a -10 °C e +50 °C) e altitudine massima 1.000 m.
Le condizioni di funzionamento devono corrispondere ai dati di targa.
Orientativamente l’intervallo di lubrificazione, in assenza di inquinamento dall’esterno, è quello indicato in tabella.
Temperatura OLIO < 65°C - 18 000 ore
Temperatura OLIO 65-80°C - 12 500 ore
Temperatura OLIO 80-95°C - 9 000 ore
Temperatura OLIO 95-110°C - 6 300 ore
Per sovraccarichi forti, dimezzare i valori.
In ogni caso leggere sempre le specifiche definite dal costruttore del riduttore
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Motoriduttori : Intervalli di ispezione e manutenzione
Intervallo di tempo Cosa bisogna fare?
ogni 3.000 ore di servizio, almeno una volta ogni sei controllo olio e livello
mesi controllo visivo delle guarnizioni per localizzare
eventuali perdite per riduttori con bracci di reazione:
controllare i tamponi di gomma, se necessario
sostituirli
a seconda delle condizioni di esercizio (vedi il cambiare l’olio minerale
grafico che segue), al massimo ogni 3 anni
a seconda della temperatura dell’olio cambiare il grasso per cuscinetti (consigliato)
sostituire l’anello di tenuta (non rimontarlo sulla
stessa traccia)
a seconda delle condizioni di esercizio (vedi il grafico cambiare l’olio sintetico
che segue), al massimo ogni 5 anni
a seconda della temperatura dell’olio cambiare il grasso per cuscinetti (consigliato)
sostituire l’anello di tenuta (non rimontarlo sulla
stessa traccia)
variabile (a seconda degli influssi esterni) ritoccare o ripassare lo strato di protezione delle
superfici / lo strato di anticorrosivo
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Motoriduttori : Intervalli di ispezione e manutenzione
Intervalli di sostituzione del lubrificante
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Motoriduttori : Stoccaggio
Esempio delle modalità conservazione dei motoriduttori a Magazzino
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Elementi di Meccanica
12- Motoriduttori Manutenzione On Condition / Predittiva
50
4
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Diagnostica del riduttore
vengono richiamate alcune nozioni teoriche relative al particolare tipo di macchina trattato, e sono analizzate le principali
cause di vibrazione correlate alla trasmissione di potenza mediante ruote dentate.
Con riferimento specifico al problema di rumorosità, vengono inoltre discussi i fenomeni più determinanti per il livello di
emissione acustica degli ingranaggi.
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Il riduttore
I riduttori sono macchine che consentono un efficiente accoppiamento, in termine di numero di giri e rendimento, tra la
macchina motrice e quella operatrice.
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Il riduttore
Un riduttore è costituito sostanzialmente da tre elementi: un albero di comando, un albero comandato, e una carcassa fissa
all’interno della quale i due alberi sono tra loro accoppiati (meccanicamente, elettricamente, pneumaticamente o
idraulicamente); la carcassa trasmette un momento di appoggio al telaio.
Il riduttore più diffusamente impiegato è il riduttore ad ingranaggi: garantisce un’elevata versatilità in termini di posizioni degli
assi, potenze, numeri di giri e rapporti di trasmissione; la struttura semplice, l’elevata sicurezza in esercizio, il rendimento
elevato e la semplice manutenzione sono solo alcuni dei vantaggi che hanno contribuito a decretarne il successo.
Occorre tuttavia tener presente che si tratta di una trasmissione che funziona per accoppiamento geometrico, con tutto quello
che ne consegue: trasmissione rigida della forza, vibrazioni e irregolarità nel rapporto di trasmissione a causa di scostamenti
della dentatura e oscillazioni nella rigidezza dei denti.
Tutti questi fattori determinano spesso un funzionamento non soddisfacente e rumoroso; risulta dunque evidente l’importanza
di diversi fenomeni legati all’ingranamento non corretto nella determinazione di un comportamento poco efficiente del riduttore.
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Comportamento vibrazionale del riduttore
Vale la pena richiamare alcune nozioni di base1 sulla trasmissione con ingranaggi, per comprendere i fenomeni
intrinsecamente coinvolti durante il funzionamento e che determinano le caratteristiche vibratorie
dell’ingranamento.
In figura è riportato un ingranaggio costituito da due ruote dentate di raggio R1e R2 e centro O1 e O2
rispettivamente, in cui la ruota 1 è motrice e la ruota 2 è condotta.
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Comportamento vibrazionale del riduttore
Il contatto tra i due denti in presa si sviluppa lungo il Lo scostamento del rapporto di trasmissione reale da quello
segmento N1 N2, detto segmento di contatto. teorico viene indicato come errore di trasmissione.
Il rapporto di trasmissione, definito come rapporto tra la
velocità angolare del cedente e la velocità angolare del Rapporto di trasmissione reale
movente, risulta:
Se il profilo del dente fosse perfettamente evolvente, il
rapporto di trasmissione risulterebbe costante per ogni
posizione angolare delle ruote.
In realtà occorre tenere in considerazione gli inevitabili errori
di lavorazione delle ruote e i fenomeni di deformazione sotto
carico; ne risulta un rapporto di trasmissione variabile (a
media costante).
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Comportamento vibrazionale del riduttore
La figura riporta un andamento volutamente esagerato, ma che evidenzia bene alcuni fenomeni molto importanti; si nota un
andamento fortemente distorto, a causa della variazione periodica della rigidezza che si ha durante l’ingranamento:
La rigidezza di ingranamento di una coppia di denti varia al variare della posizione del punto di contatto.
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Comportamento vibrazionale del riduttore
Questo fenomeno genera un segnale ad una frequenza caratteristica, la frequenza di ingranamento GMF (Gear Meshing
Frequency), che è alla base dell’analisi di spettro per un ingranaggio.
Durante l’ingranamento, il fenomeno si ripete, per ogni rotazione completa di una delle due ruote, tante volte quanti sono i
denti della ruota stessa; risulta dunque:
dove F1 e F2 indicano le frequenze di rotazione delle due ruote.
Vale la pena notare che la deformazione sotto carico risente direttamente dell’entità della sollecitazione: le linee spettrali
prodotte avranno dunque ampiezza diversa in condizioni di carico diverse. Se ne deduce che prove di tipo comparativo
avranno validità solo per condizioni di carico uguale.
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Comportamento vibrazionale del riduttore
La distorsione del segnale relativo all’ingranamento ha origine, come si è visto, dalla deviazione del profilo reale del dente dal
profilo ideale; questa deviazione può dipendere dalla deformazione sotto carico, o dai difetti introdotti durante i processi di
lavorazione o dovuti al progredire dell’usura.
Gli errori dovuti alla lavorazione sono, statisticamente, comuni a tutti i denti; anche in questo caso si genera un segnale alla
frequenza di ingranamento e alle sue armoniche.
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Comportamento vibrazionale del riduttore
L’usura progredisce più velocemente nelle zone sul fianco del dente in cui si hanno maggiori strisciamenti e
pressioni specifiche; sarà dunque meno accentuata in corrispondenza delle primitive.
Anche questo difetto genera componenti alla frequenza di ingranamento e alle sue armoniche; in particolare,
data la natura non localizzata del difetto, si riscontra una notevole distorsione della forma d’onda corrispondente
all’ingranamento: occorre dunque estendere il campo di analisi almeno fino alla quarta armonica della GMF.
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Fenomeni di modulazione
Nell’analisi in frequenza dei segnali provenienti dalle ruote
dentate è importante inoltre considerare i frequenti
fenomeni di modulazione sia in ampiezza che in frequenza.
Nello spettro, tali fenomeni di modulazione sono evidenti
grazie alla presenza di componenti laterali rispetto alla
frequenza di riferimento, ad una distanza pari alla
frequenza del segnale modulante.
La modulazione in ampiezza è sintomo della presenza di un
difetto periodico che varia l’entità del segnale principale:
tipicamente la presenza di eccentricità su una delle due
ruote genera un segnale modulante periodico con frequenza
pari alla frequenza di rotazione della ruota eccentrica.
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Fenomeni di modulazione
La modulazione in frequenza può essere considerata come
una variazione periodica della velocità della ruota, in più o in
meno, causata ad esempio dalla presenza di giochi sulla
dentatura
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Diagnosi di difetti caratteristici
I difetti più comuni che possono compromettere il corretto funzionamento di un ingranaggio sono l’eccentricità, il
gioco eccessivo, l’usura, il disallineamento e la presenza di denti rotti, criccati o scheggiati.
L’eccentricità provoca in generale una modulazione del segnale alla frequenza di ingranamento, ed è dunque
rintracciabile sottoforma di componenti di modulazione sullo spettro.
In configurazioni con rapporto di trasmissione improprio questo fenomeno tende ad amplificare la progressione
dei difetti.
La ruota eccentrica trasmette il carico in modo non uniforme durante il periodo di rotazione; poiché le stesse
coppie di denti tornano periodicamente in presa, viene generata una successione di denti più usurati sulla ruota
condotta.
Nello spettro si riscontra dunque la comparsa della frequenza frazionaria e delle sue armoniche, accompagnate
da bande di modulazione. La maggiore ampiezza delle bande destre indica la presenza di eccentricità.
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Diagnosi di difetti caratteristici
Il gioco eccessivo e l’usura generano tipicamente spettri di rumore a larga banda: le ruote si muovono in modo
imprevedibile.
In caso di gioco rilevante sull’albero o sui cuscinetti, nello spettro si ritrovano bande distanziate della frequenza
di rotazione della ruota con gioco eccessivo.
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Diagnosi di difetti caratteristici
In presenza di difetti di allineamento degli assi delle ruote, sullo spettro è possibile ritrovare la frequenza di
ingranamento e le sue armoniche, con ampiezza decrescente.
Se l’ampiezza della seconda armonica è superiore alle altre, può esservi gioco eccessivo nella dentatura.
La presenza di denti rotti, criccati o scheggiati genera, durante l’ingranamento, fenomeni impulsivi dovuti a
variazioni più o meno brusche del carico.
Il fenomeno si ripete, ad ogni giro, tante volte quanti sono i denti difettosi: si generano dunque linee spettrali a
frequenza fd pari a:
Dove Fr, rappresenta la frequenza di rotazione della «ruota» , Zd il numero di denti difettosi.
Questi fenomeni impulsivi possono eccitare inoltre alcune delle frequenze proprie delle ruote; queste frequenze sono
identificabili nello spettro in quanto non correlate alle frequenze di rotazione o di ingranamento.
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Diagnosi di difetti caratteristici
Il comportamento vibratorio del riduttore è determinato principalmente dalle dinamiche di ingranamento appena descritte;
sarebbe tuttavia errato trascurare i segnali che derivano, oltre che dalla dentatura, dagli altri organi coinvolti nel meccanismo.
Per caratterizzare dunque in modo efficace lo stato di funzionamento della macchina ed interpretare in modo corretto lo
spettro acquisito non si può prescindere dal considerare il comportamento vibrazionale degli organi che contribuiscono al
funzionamento del riduttore.
Ci si riferisce, in particolare, ai cuscinetti volventi;
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Modulo Meccanica
I Lubrificanti e Lubrificazione Corso Base
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Perché della Lubrificazione
Circa il 60% dei fermi macchina (stop o rotture) sono imputabili ad
una non corretta lubrificazione
Una corretta lubrificazione è fondamentale per il corretto
funzionamento dei componenti
Lubrificare correttamente è una delle condizioni base per la vita
naturale del pezzo: riduzione costi !!!
STOP
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Perché della Lubrificazione
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Perché della Lubrificazione
Il lubrificante serve ad evitare il contatto tra le due superfici e
diminuire l’ATTRITO e quindi a ridurre la forza necessaria per il
moto
Maggiore durata del componente Riduzione delle spese di energia
Minore attrito = Sicurezza Contenimento della temperatura
Riduzione delle spese di manutenzione
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Altre funzioni del lubrificante
Ridurre l'attrito ma anche:
Ridurre l'usura tra parti in movimento
Rimuovere il calore
Evitare l'accumulo di depositi
Proteggere contro ruggine & corrosione
Tenere in sospensione materiale estraneo
Migliorare le tenute
Trasferire energia (fluidi trasferimento calore)
Trasferire potenza (oli idraulici)
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Tipi di Lubrificanti
Grasso
•E’ generalmente usato su componenti che lavorano sotto normali condizioni di velocità e temperatura.
•Ha svariati vantaggi rispetto all’olio; è facile da applicare e fornisce una maggior protezione contro l’umidità e
gli altri contaminanti
Olio
•L’utilizzo comune è per applicazioni in cui le condizioni di lavoro in termini di velocità e temperatura ostacolano
l’applicazione del grasso
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Olio
OLI BASE:
1. Olio Minerale
2. Olio Sintetico
i. PAO (polialfaolefine)
ii. PG (poliglicoli)
iii. E (esteri)
iv. SIL (siliconici)
v. PFPE (perfluoropolieteri)
ESEMPI DI ADDITIVI:
• Antiusura
• Detergenti
• Anticorrosione
• Di scorrimento
• Di viscosità
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Indice di viscosità
La viscosità è una delle proprietà più importanti di una sostanza
liquida. E’ una misura dell’attrito generato da differenti strati di
liquido in moto
• Un liquido più viscoso offre resistenza
maggiore
• Un liquido meno viscoso offre
resistenza minore
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Indice di viscosità
L’indice di viscosità rappresenta la propensione di un olio a variare
la usa viscosità rispetto alla variazione della temperatura
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Lubrificanti : Viscosità
Definizione :
Resistenza allo scorrimento di un lubrificante
la viscosità cinematica (mm²/s cSt)
Nel sistema internazionale l'unità di misura (cm2/s) prende il
nome stokes e viene indicata con il simbolo St. Si usa a
volte un suo sottomultiplo il centistokes (cSt).
1 St = 1 cm2·s−1 = 10−4 m2·s−1.
1 cSt = 1 mm2·s−1 = 10−6 m2·s−1.
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Viscosità / Classificazione
6
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Viscosità / Classificazione
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Viscosità / Classificazione
Grades ISO VG 15 22 32 46 68 100 150 220 320 460 680 1000 1500 2000 2200
Systèmes hydrauliques
Compresseurs
Turbines
Réducteurs industriels
Huiles mouvements
Machine-Outils
Fluides caloporteurs
Le plus souvent
Aussi disponible
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Introduzione
GRASSO
Deriva dal latino
« Crassus »
cioè
« Grasso »
Dal 4000 A.C. l 'uomo ha dovuto vincere il fenomeno
dell'attrito
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Introduzione / Definizione
PRODOTTO TERMOPLASTICO Da non confondere :
Costituito da :
Un fluido lubrificante e un agente gelificante, generalmente Cere: derivato petrolifero con punto di fusione medio o
un sapone elevato non contenente olio (vedi prodotti di paraffine e cere)
Vaseline: miscela di cere e olio con, generalmente, dei punti
di fusione bassi.
Composti: miscela di polimeri o di bitumi con olio,
che può contenere dei solventi, dove la destinazione
principale è la protezione (es. CARTER ENS EP 700)
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Lubrificanti : Grasso
OLI BASE:
Olio Minerale
Olio Sintetico
ESEMPI DI ADDITIVI:
• Antiusura
• Detergenti
• Anticorrosione
• Di scorrimento
• Di viscosità
ISPESSENTI:
1. Ispessenti Saponosi
i. Saponi semplici
ii. Saponi complessi
2. Ispessenti non saponosi
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Composizione
ISPESSENTE
Un sapone pre-formato o preparato in situ
• Ispessente Minerale
• Ispessente Organico sintetico
OLIO BASE
• Olio Minerale
• Olio Sintetico
ADDITIVI
• Antiossidanti
• Estreme-pressioni
• Anti-usura
• Anti-ruggine
• etc.
ADDITIVI SOLIDI
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Grassi : Composizione / Principio
Ispessente di un Grasso
Lavora come una spugna
Come i pori di una spugna, lo spazio libero tra le fibre, viene
riempito di olio
Una bassa pressione permetterà la
fuoriuscita di poco olio
Anche le fibre del sapone possono essere parte attiva
del processo di lubrificazione
Pressioni maggiori aumenteranno la fuoriuscita
di olio
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Grassi : Composizione / Principio
VANTAGGI INCONVENIENTI
SISTEMA DI LUBRIFICAZIONE
• Meno ingombranti • Palpabilità limitata
• Più semplice ed efficace (basse temperature, lunghezza dei circuiti)
• Meno caro
LUBRIFICAZIONE
• Sopporta carichi elevati e shock • Usure maggiori dovute alle impurita
• Compatibile con periodi di fermata prolungati • Sotto forte carico, eiezione possibile di lubrificante
MANUTENZIONE DEL MATERIALE
Riduzione delle manutenzioni :
- Facile ingrassaggio • Cambio totale difficile
- Basse frequenze • Non si eliminano particelle d’usura ed inquinanti
- Funzione di tenuta • Grassi a volte incompatibile
• Lubrificazione e vita possibile per organi poco accessibili
RAFFREDDAMENTO DEI PEZZI
• Nessuna evacuazione di calore
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Grassi : Composizione / Principio
Consistenza dei grassi La Consistenza definisce il grado di rigidità del grasso
La consistenza dipende dal tipo di grasso e dall’addensante
utilizzato, dalla temperatura e dalle condizioni meccaniche
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Il Processo di lubrificazione
Selezione
Lubrificanti
Standardizzazione
Standard Di
delle attrezzature di
Lubrificazione
lubrificazione
LUBRIFI
PULIZIA
CAZIONI
Miglioramento dei
Identificazione dei
metodi di
lubrificanti
lubrificazione
ISPEZIONI
Controllo Stoccaggio e
deterioramento e prevenzione della
perdite lubrificanti contaminazione
Frequenza,
Quantità e Metodi
di lubrificazione
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Procedure di rilubrificazione
La lubrificazione continua
si adotta quando gli intervalli di rilubrificazione stimati sono
brevi per gli effetti dannosi della contaminazione.
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Lubrificazione e Gestione dei Lubrificanti
La lubrificazione e la Pulizia dei componenti macchina sono le
prime forme più efficaci di manutenzione
Lubrificazione Interposizione di
adatte sostanze (lubrificanti) tra
le superfici a contatto di due
organi in moto relativo tra loro,
allo scopo di ridurre la
resistenza degrado ………
Prima Dopo
543
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Lubrificazione e Gestione dei Lubrificanti
COLOUR CODE: OIL / GREASE TYPE
RED GREEN BLUE YELLOW ORANGE GREEN GREEN VIOLET PINK BROWN
SHELL LAMORA 320 KLUBER SYNTHESO D460 EP KLUBER ISOFLEX NBU 15 KLUBER SYNTHESO D220 LOCTITE 8101 SYNTHESO D460 MOBIL SHC 624 SHELL TELLUS OIL T15 SSR ULTRACOOLANT CASTROL OPTIGEAR 150
CC 320 CC 460 ------- 220 ------- 460 624 …… ….. 150
75319506 75319506 75261824 ------- 75258328 75319506 9900049412 75257888-2 75266316 9900049413
SHAPE CODE : FREQUENCY
WEEKLY MONTHLY BIMONTHLY QUARTERLY SIX-MONTHLY ANNUAL
Tipo Frequenza di
Lubrificante Lubrificazione
Centrale Distribuzione Lubrificanti Gestione ordinata dei Lubrificanti
Sistema Carrellato per riempimento
Minima
Quantità
centraline di lubrificazione Automatiche Safety Box Necessaria
Lubrificanti
Schede di
sicurezza
Safety Box Lubrificanti
Lubrificanti
544
Industrial Management School
Lubrificazione e Gestione dei Lubrificanti
La Gestione visiva viene utilizzata su punti di
lubrificazione e per l'identificazione del tipo di
lubrificante JOTA IND 2
N°X66417419
BAKU R680 EP
N° X6641511
BAKU R150
EP
N° X66414111
JOTA IND 2
N°X66417419
BAKU R680 EP
N° X6641511
JOTA IND 2
N°X66417419
BAKU R680 EP
N° X6641511
BAKU R150
EP
N° X66414111
Industrial Management School
Lubrificazione e Gestione dei Lubrificanti
- Mappa dei punti di lubrificazione
per singole macchine
- Gestione visuale dei punti di - Planning Scadenze Indica frequenze e
lubrificazione tipologia di lubrificante
ANNO 2010
Frequenza
STATO
MACCHINA GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE
W = Lav.
OP GRUPPO
TIPO DI TEMPO S = Fermo
MACCHINE ATTIVITA'
LUBRIFICANTE ( min. )
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 4
1-Lubrificazione Supporti Cuscinetti Pulegge TRALSLO
STABURAGS N12
Encoder x-y ELEVATORE 1
2-Lubrificazione Ruote Traslazione Asse X STABURAGS N12
Mensile
TRASLOELEVATORE 1 S
60
TRALSLO
3-Lubrificazione Ruote Contrasto Asse X STABURAGS N12 ELEVATORE 2
4-Lubrificazione/Pulizia Forcole Asse Z STABURAGS N12
TRASLATORE
1-Lubrificazione Catena KLUBER OY 181 10.2
Mensile
TRASLATORE
S
30
2-Lubrificazione Supporti e Cuscinetti STABURAGS N12
ORIZZONTALE 10.1
KLUBEROIL GEM 1-
3-Controllo Livello Olio Motoriduttore TRASLATORE 4.2
220N
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