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Il documento presenta una serie di brevi racconti di vita quotidiana di diversi personaggi, tra cui Carlo, Sofia, Gennaro e altri, che descrivono le loro famiglie, le routine giornaliere e le interazioni sociali. Ogni racconto offre uno spaccato della vita di ciascun personaggio, evidenziando le loro attività, relazioni e ambienti. I temi principali includono la famiglia, l'istruzione, il lavoro e le amicizie.

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Nasrin Zare
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Il documento presenta una serie di brevi racconti di vita quotidiana di diversi personaggi, tra cui Carlo, Sofia, Gennaro e altri, che descrivono le loro famiglie, le routine giornaliere e le interazioni sociali. Ogni racconto offre uno spaccato della vita di ciascun personaggio, evidenziando le loro attività, relazioni e ambienti. I temi principali includono la famiglia, l'istruzione, il lavoro e le amicizie.

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LINGUA

1. La giornata di Carlo
Ciao, mi chiamo Carlo e ho 18 anni. Oggi vorrei parlarvi della mia tipica giornata. Mi alzo sempre alle 7:00
e faccio una buona colazione con tè e biscotti.
Dopo aver incontrato il mio amico Marco prendo alle 7:40 l'autobus che mi porta a scuola.
Mi piace molto la mia scuola perché ho molte materie che riguardano il mondo dell'informatica! Ogni
giorno ho 6 ore di lezione, tranne il sabato in cui ne ho 5.
Quando torno a casa studio e faccio i compiti, ma mi diverto anche giocando al computer e suonando la
mia chitarra. Ceno alle 19:00 con la mia famiglia, composta da mia mamma, mio papà e i miei tre fratelli.
Alle 22:30 circa vado a letto a leggere alcuni libri prima di dormire.

2. Mi chiamo Sofia
Mi chiamo Sofia. Ho 35 anni. Mio marito si chiama Alessandro e ha 36 anni. La mia famiglia è composta
in tutto da cinque persone. Io e mio marito abbiamo tre figli.
Viviamo in un piccolo paese di campagna, in una bella casa con un cortile. I nostri tre figli si chiamano
Andrea, Martina e Giacomo. Andrea frequenta l'asilo, Martina e Giacomo frequentano le scuole
elementari. I miei tre figli amano giocare a tanti giochi diversi nel cortile.
I genitori di mio marito vivono lontano da qui, in città. I miei genitori invece abitano vicino a noi, nello
stesso paese. Vogliono molto bene ai nostri tre figli e spesso si occupano di loro.
Vicino a noi abita mia sorella Giulia con la sua famiglia. I miei figli giocano spesso con Marta, la figlia di
Giulia.
Io sono una casalinga che lavora inoltre a casa come articolista. Mio marito è invece un operaio. È una
persona molto buona e gioca spesso con i suoi tre figli. Sono molto felice della mia famiglia!

3. La mia famiglia
Buongiorno! Oggi vi presento la mia famiglia. Io sono il padre, mi chiamo Gennaro Pirlo, ho trentasette
anni, e lavoro come scrittore e giornalista da quando ne avevo venti.
Mia moglie si chiama Antonella Totti, ha trentacinque anni ed è una splendida attrice di teatro.
La nostra famiglia è composta anche da altre due persone, i nostri figli, Manuela che ha diciassette anni, e
Marco che ha quindici anni, e poi c'è anche Tremendo, il cane che vive con noi da nove anni, ed è parte
della famiglia. Viviamo tutti nella nostra splendida casa con un grande giardino.
Mio figlio fa il DJ e suona la batteria, mia figlia invece adora dipingere ed è una pittrice. Frequentano
entrambi il liceo Scientifico e hanno ottimi voti a scuola.

4. La mia casa II
Io e la mia famiglia abitiamo in una grande casa poco distante dal centro ma immersa nel verde.
E' luminosa, spaziosa e, nelle vicinanze, c'è un bellissimo parco dove poter passeggiare. La mia casa è
composta da due piani e ha un grande giardino.
Al piano terra c'è l'ingresso, la cucina, la sala da pranzo e un bagno. Al primo piano invece, ci sono tre
camere da letto e due bagni.
In una camera da letto ci sono i miei genitori, la loro stanza è la più grande di tutta la casa! Io condivido la
stanza con mia sorella, mentre, mio fratello maggiore, ha una stanza più grande tutta per sé!
La mia stanza è davvero bellissima! Ha un grande balcone che affaccia sul giardino e, se si guarda bene
all'orizzonte durante le giornate più serene, è possibile anche vedere il mare! Adoro la mia casa!

5. Come stai?
Leggi il dialogo e rispondi correttamente alle domande. Luca e Giovanni sono due amici che s'incontrano
in strada per caso:
Luca: Ciao Giovanni
Giovanni: Ciao Luca, come stai?
Luca: Bene grazie, anche se ho un po' di mal di schiena. E tu come stai?
Giovanni: Bene. Ah mi dispiace per il tuo mal di schiena. Stai prendendo delle medicine?
Luca: Sì, ma non ne ho tanta voglia, non mi piacciono le medicine.
Giovanni: Però le medicine fanno bene alla salute, non importa se ti piacciono o no. Hanno un cattivo
sapore?
Luca: Sì hanno un cattivo sapore, ma soprattutto non mi piacciono perché assumere troppe medicine fa
male alla salute. Tu che cosa ne pensi?
Giovanni: io penso che se una persona sta male deve prendere le medicine, però deve anche fare
attenzione a non abusare perché altrimenti possono fare male.
Luca: Parli come se non avessi mai preso le medicine. Quando è stata l'ultima volta che hai preso le
medicine?
Giovanni: Tre anni fa.
Luca: ah ah ah. Ecco perché parli così!
Giovanni: Pensa a stare bene e a prendere le medicine.
Luca: va bene Giovanni, seguirò il tuo consiglio
Giovanni: ciao Luca, ci vediamo presto.
Luca: a presto.

6. La mia famiglia 3
Mi chiamo Alice ho 16 anni e vivo a Roma con la mia famiglia. Mio padre si chiama Andrea ha 55 anni e
lavora in banca. È alto e magro, ha i capelli castani e gli occhi verdi, ama molto lo sport e ogni sabato va a
giocare a tennis.
Mia madre si chiama Franca e insegna matematica in un liceo della mia città. Ha un bel sorriso, è snella e
bruna con i capelli lisci e lunghi, ma non dico quanti anni ha perché non si chiede mai l’età a una signora.
Mia sorella Sara ha tre anni più di me. Frequenta il primo anno di università e studia ingegneria. Ha i
capelli e gli occhi castani come me. È simpatica, ha molti amici e ama fare shopping. Il vero re della casa
però è Macchia, il nostro piccolo e insostituibile cane.

7. Cosa mi metto?
Marta:Ciao Silvia, da quanto tempo non ci vediamo! Come stai?
Silvia:Bene grazie. Che piacere vederti! Sono appena tornata da Londra. Sono stata lì tre mesi per
studiare inglese.
Marta:E come è andata?
Silvia:È stata un’esperienza molto interessante. Ho migliorato il mio inglese e ho conosciuto tante
persone. A proposito, ti presento Beth. Ci siamo conosciute in Inghilterra. Beth è qui per studiare
l’italiano.
Marta:Piacere di conoscerti Beth. Benvenuta in Italia.
Silvia:Domani sera pensiamo di andare al cinema. Vuoi venire anche tu?
Marta:Mi piacerebbe, ma domani sera c’è la festa di compleanno di Marco. Perché non venite anche voi?
Silvia:non so, non siamo state invitate.
Marta:Sicuramente a Marco farà piacere rivederti e conoscere la tua amica.
Silvia:Come devo vestirmi? Non so cosa mettermi. È una festa elegante?
Marta:No! È una festa tra amici! Io metterò una gonna corta nera con un pullover rosso e gli stivali alti. Se
fa freddo metterò il piumino, altrimenti la giacca grigia con la sciarpa.
Silvia:Che dici se metto il vestito verde che abbiamo comprato insieme e le scarpe con il tacco?
Beth:Io non ho portato molti vestiti. Può andare bene un pantalone nero e la camicia bianca? Ho anche
una collana e gli orecchini.
Marta:Sarete bellissime! Allora a domani.

8. La mia famiglia II
La mia famiglia è composta da cinque persone: io, mia mamma, mio padre, mio fratello e mia sorella.
Mia madre è insegnante, mio padre è medico e i miei fratelli sono studenti. Mia mamma si chiama Lucia
e ha quaranta anni; mio padre ha quarantadue anni e si chiama Luca, mio fratello si chiama Giovanni ha
15 anni e mia sorella invece si chiama Emma e ha 10 anni.
Spesso i nonni ci vengono a trovare. Loro abitano in un'altra città ma, nel weekend, vengono da noi per
trascorrere qualche giorno insieme.
Io e la mia famiglia andiamo molto d'accordo, ci piace tanto guardare insieme la tv e organizzare gite in
spiaggia. Siamo una famiglia molto felice!

9. Dove vendono l’arancino più buono?


Giulia:Ti va di mangiare un arancino?
Michele:Si, dove andiamo?
Giulia:Non so, chiediamo a qualcuno.
Michele:Buona idea.
Giulia:Scusi, buongiorno. Posso chiederle un’indicazione?
Passante:Buongiorno, certo chieda pure.
Giulia:Dove vendono gli arancini più buoni di Catania?
Passante:Ah! Difficile da dire…qui vicino?
Giulia:Sarebbe meglio, sì.
Passante:Mmmh…mi lasci pensare…ah, si! C’è Mario. Allora andate dritto su questa strada, poi al
secondo semaforo andate a sinistra. Proseguite su questa stradina fino a quando vedete un tabacchino,
quindi svoltate a sinistra. Dopo poco troverete una piazza dovete attraversarla e a destra della chiesa
trovare Mario, è il re degli arancini di questa zona.
Michele:Grazie mille! Buona giornata.
Passante:Anche a voi ragazzi, divertitevi!
Giulia:Allora al secondo semaforo a sinistra, al tabacchino a destra…
Michele:Non era a sinistra?
Giulia:Vero! Poi a destra della chiesa in piazza.
Michele:Sì, andiamo!

10. La mia giornata tipo


Mi chiamo Francesca e lavoro come segretaria nella scuola elementare della mia città. Ogni mattina, mi
sveglio alle 7 e preparo la colazione per tutta la famiglia.
Mentre i miei figli fanno colazione, mi lavo e mi vesto per andare a lavoro. Dopo aver accompagnato
Giada e Marco all’asilo, mi incammino verso l’ufficio. Il mio orario di lavoro è dalle 9 alle 17 con una
pausa pranzo di un’ora. Verso le 13 mi incontro con i colleghi per pranzare e per fare una passeggiata
rilassante.
Quando esco dall’ufficio, vado subito a riprendere i bambini. Se non siamo stanchi e c’è il sole,
trascorriamo un’oretta nel parco dietro casa. Altri giorni, invece, vado a fare spese mentre i bimbi
giocano a casa con il papà. Verso le 19 prepariamo la cena tutti insieme.
Giada e Marco vanno a letto verso le 21, mentre noi amiamo guardare un film prima di dormire.
11. La mia ruotine settimanale
Mi chiamo Roberto e lavoro in banca. Dal lunedì al venerdì, i giorni in cui lavoro, mi sveglio sempre
all’alba e vado al parco delle cascine a fare una corsetta con la mia cagnolina, Zora. Poi faccio una doccia
e mi vesto. Alle 7:30 sono già al bar sotto casa con il mio solito cappuccino e cornetto alla crema. Inizio a
lavorare alle 8:00 e poi alle 13:00 vado a pranzo con i miei colleghi. Alle 18:00 finisco di lavorare e torno a
casa. Dopo cena vado a passeggiare con Zora sul Lungarno e poi vado a letto presto. Il venerdì sera però
vado con i colleghi al bar e mi capita di fare tardi. Sabato e domenica non metto la sveglia, sono i giorni in
cui mi riposo e spesso vado con gli amici in montagna.

12. Il mio amico Luigi


Il mio migliore amico si chiama Luigi. Luigi ha 24 anni, e frequenta la facoltà di medicina odontoiatrica
all’università di Roma “La Sapienza”. Fin da quando eravamo bambini, infatti, il suo sogno è sempre stato
quello di diventare un dentista, come suo zio.
Luigi per studio vive a Roma, ma la sua famiglia abita in un paesino vicino Napoli. La famiglia di Luigi è
composta da papà Francesco, mamma Carolina, dal fratello Lodovico e dalla sorellina piccola Maria.
Luigi nel tempo libero ama andare al parco per fare jogging. Ogni giovedì sera invece ci ritroviamo
insieme al campetto per giocare a calcio. Luigi ama tantissimo giocare a calcio, ma l’unico ruolo che vuole
fare è il centrocampista.
Al sabato sera, invece, io, Luigi e gli altri nostri amici ci ritroviamo al pub del quartiere per bere una birra
in compagnia e parlare di calcio e donne. Luigi non è molto alto, ha una carnagione scura ed i capelli neri.

13. La famiglia di Giovanni


Ciao! Sono Giovanni e oggi parlo della mia bella famiglia. Io ho tre fratelli e la mia famiglia è composta da
sei persone. Viviamo a Brescia.
Io frequento le scuole medie, mi piace molto studiare a scuola! Le mie sorelle Laura e Michela
frequentano invece le scuole superiori. Mio fratello Mattia ha 5 anni e frequenta l'asilo.
Mia mamma si chiama Lucia e ha 45 anni; mio papà si chiama Mario e ne ha 48. Insieme hanno un
negozio di alimentari dove si vende pane, frutta e molte altre cose.
I genitori di mio papà vivono vicini a noi. Vogliono bene a noi e a volte si occupano di Mattia, il più piccolo
di casa. I genitori di mia mamma invece vivono lontani da noi, a Milano. Mi piace molto andare a trovarli,
così a volte andiamo da loro in auto. La prossima settimana andremo a trovarli: non vedo l'ora!

14. La mia settimana


Mi chiamo Sabrina ho 21 anni e studio informatica all’università di Milano. Tutte le mattine mi sveglio alle
7.00, mi alzo, faccio la doccia, mi asciugo i capelli e mi preparo una bella colazione con caffè, latte biscotti
e marmellata. Dopo mi lavo i denti, rifaccio il letto e alle 8.15 porto il cane al parco per circa 20 minuti,
poi vado all’università in autobus.
Frequento le lezioni e molto spesso studio in biblioteca con la mia amica Lucia. Di solito pranzo alla
mensa dell’università. Nel pomeriggio torno a casa a piedi perché mi piace molto camminare e guardare
le vetrine dei negozi. Il mercoledì sera vado a lezione di yoga e quando torno a casa faccio un bel bagno
rilassante prima di andare a dormire.
Il sabato è il mio giorno di riposo così posso svegliarmi più tardi. La mattina faccio le pulizie nella mia
camera e gioco con il cane. La sera mi trucco con cura, mi pettino, mi vesto con i miei abiti preferiti e alla
moda ed esco con i miei amici per andare al cinema, a mangiare una pizza o qualche volta in discoteca.

15. La camera da letto di Luisa


Mi chiamo Luisa e ho 16 anni. Oggi vorrei parlarvi della mia camera. La mia camera è davvero molto bella
e spaziosa. A destra ci sono il mio letto e un armadio, che è sempre molto pieno dei miei vestiti! Vicino al
letto si trova anche un comò dove tengo i miei libri, che spesso leggo ogni sera prima di dormire.
Davanti al mio letto si trova la mia televisione e una poltrona su un tappeto. Spesso mi siedo e guardo la
televisione per ore. La mia stanza ha anche una scrivania dove si trova un computer, che uso quando
devo studiare.
Quando faccio i miei compiti scrivo sul tavolo che si trova al centro della mia camera. Amo la mia camera
perché qui posso studiare e divertirmi molto ogni giorno!

16. La lettera
Cara Francesca, come stai? Ti scrivo questa lettera per dirti che, settimana prossima verrò a trovarti!
La scuola è finita e ho superato gli esami con ottimi voti! L'estate è finalmente arrivata e non vedo l'ora di
poter trascorrere delle giornate in spiaggia insieme a te, Lucia e Stefano.
Penso spesso a tutte le cose che potremmo fare: andare allo zoo, fare shopping, mangiare gelati, fare
lunghe passeggiate e, ovviamente, andare al mare! In realtà ti scrivo per chiederti una cosa: posso
portare con me Billy?
E' il mio gatto ed è molto dolce. Ti piacerà sicuramente! Domani vado a Roma per una gita. Sono molto
emozionata! Ho sempre voluto vedere il Colosseo, Piazza San Pietro.
Mi piacerebbe tu fossi qui con me! Ora vado ad aiutare la mamma con la cena.
Aspetto una tua risposta.
Spero di sentirti presto!
La tua amica Emma

17. La mia famiglia 3


Mi chiamo Alice ho 16 anni e vivo a Roma con la mia famiglia. Mio padre si chiama Andrea ha 55 anni e
lavora in banca. È alto e magro, ha i capelli castani e gli occhi verdi, ama molto lo sport e ogni sabato va a
giocare a tennis.
Mia madre si chiama Franca e insegna matematica in un liceo della mia città. Ha un bel sorriso, è snella e
bruna con i capelli lisci e lunghi, ma non dico quanti anni ha perché non si chiede mai l’età a una signora.
Mia sorella Sara ha tre anni più di me. Frequenta il primo anno di università e studia ingegneria. Ha i
capelli e gli occhi castani come me. È simpatica, ha molti amici e ama fare shopping. Il vero re della casa
però è Macchia, il nostro piccolo e insostituibile cane.

18. I colori del piccolo Mattia


Mattia è un bimbo di 5 anni che passa tutte le sue giornate a disegnare. In realtà Mattia non si impegna
più del necessario per tratteggiare le linee, fare bene le forme o rendere somiglianti le persone che
disegna. Mattia ama soprattutto colorare, e ad ogni persona o cosa che disegna associa dei colori
specifici.
Ogni qual volta disegna suo papà Giuseppe, ad esempio, usa sempre gli stessi colori: i capelli li fa in nero,
la maglia è azzurra e i pantaloni rigorosamente rossi. Il papà di Mattia non si veste ovviamente con colori
così sgargianti, ma a Mattia piace immaginarlo così.
Mamma Adelaide è sicuramente disegnata in maniera più sobria: capelli neri, camicia bianca e gonnellina
gialla.
Mattia ha una sorella più grande, Francesca, che ha 8 anni. Mattia ogni tanto litiga con la sorella perché
lei vorrebbe disegnare insieme a lui, e spesso si mette anche a piangere. Mattia però le vuole un gran
bene, e la ritrae sempre allo stesso modo: capelli neri con treccine, ed una maglietta gialla con un cuore
rosso al centro.
19. La mia camera
Mi chiamo Luca e adoro restare da solo nella mia camera e avere un po’ di tempo per me stesso. In
particolare, mi piace stare sdraiato sul letto a leggere un buon libro.
Le pareti della mia camera hanno quattro colori differenti. Sulla parete verde è appeso un quadro di
Picasso, accanto alla grande finestra, mentre sulla parete blu ho attaccato la foto dei miei migliori amici.
Appoggiata alla parete gialla c’è la mia scrivania e Amelia, la mia gatta, adora dormire nel divanetto che
ho messo sopra la comoda sedia, sulla quale mi siedo per fare i compiti.
L’ultima parete è quella rossa, con il mio grande armadio, pieno di vestiti. A terra, sul pavimento di legno,
si trova un tappeto bianco, molto soffice. Spesso, Amelia ci dorme sopra e, di tanto in tanto, anch’io mi ci
sdraio. Quando la giornata finisce, non vedo l’ora di appoggiare la testa sul mio comodo cuscino e
infilarmi sotto le coperte, per fare dei sogni bellissimi.

20. La mia stanza


La mia stanza è il luogo dove piace rifugiarmi dopo una giornata intensa. La mia stanza non è molto
grande, ma racchiude tutte le cose a me più care. La mia stanza ha una pianta quadrata, in cui ogni
parete è lunga cinque metri.
La scrivania si trova vicino alla finestra, per avere molta luce quando studio. Il letto si trova sulla parete
opposta, ed è incassato nell’armadio dove sono conservati tutti i miei vestiti. In un angolo vi è anche una
piccola poltrona dove amo sedermi per suonare la chitarra.
Possièdo ben due chitarre: una elettrica ed un’altra acustica. Suono raramente però quella elettrica,
perché il volume alto disturba la mia famiglia ed il vicinato. Sulle pareti della mia stanza ci sono i poster
delle mie band favorite: Nirvana, Queen, Led Zeppelin. Su di un'altra parete ho ben due poster dei due
calciatori più importanti nella storia della mia squadra di calcio del cuore, il Napoli: Diego Armando
Maradona e Marek Hamsik.

21. La stanza di luigi


Mi chiamo Luigi e oggi parlo della mia camera, che condivido con il mio unico fratello Mario. Mi piace
molto la mia camera da letto, che è bella e abbastanza grande per me e per mio fratello.
A destra si trova il mio guardaroba e il mio letto. Davanti al mio letto ci sono due poltrone molto comode,
posizionate sopra un tappeto di colore viola. Il mio gatto si addormenta spesso sopra il tappeto.
Sul tappeto si trova anche un mobile su cui c'è una televisione. La televisione si trova sotto una piccola
finestra. Nell'angolo è presente la mia chitarra rossa, che mi piace suonare ogni giorno.
A sinistra si trova il letto di mio fratello Mario e un mobile bianco. Sotto il suo letto si trovano tanti libri e i
suoi giocattoli. Nella camera mia e di mio fratello c'è anche una scrivania con un computer, che io utilizzo
per studiare. Al centro della stanza si trovano un tavolo e delle sedie, che io e mio fratello Mario usiamo
quando giochiamo insieme

22. Modi di dire italiani


Serena: Vanessa! È una vita che non ti vedo, come stai?
Vanessa: È vero, io sto bene, ho iniziato a lavorare in una agenzia di viaggi. Tu?
Serena: Congratulazioni, il lavoro che sognavi! Io finalmente mi sono decisa a partire per il Sud America!
Meglio tardi che mai, no?
Vanessa: Che bello! Ora dove sei? Che ore sono da te?
Serena: Sono in Brasile, sono le quattro di pomeriggio e fa un caldo da morire, ma è tutto bellissimo!
Vanessa: Immagino, quanto starai in viaggio?
Serena: Tre mesi in tutto.
Vanessa: Wow, te la prendi comoda eh?
Serena: Una volta fatto 30, facciamo 31!
Vanessa: Fai bene, divertiti!
Serena: Ci vediamo presto, un abbraccio.

23. Napoli
Maria è in vacanza a Napoli, e ammira il golfo del mare, e gli splendidi monumenti della città. Maria è in
giro per Via Roma, arriva a Piazza Plebiscito, e pensa che è molto bella.
Adesso vorrebbe tornare nella zona centrale, passando per Spaccanapoli, ma non sa come fare.
Maria chiede indicazioni ad un signore, seduto a bere il caffè e mangiare una pizza - Mi scusi come posso
arrivare in centro, passando per Spaccanapoli? - chiede Maria, il signore napoletano la guarda e risponde
– Deve tornare indietro e percorrere tutta via Roma, e poi quando vede un vicolo che spacca la città a
metà, quello è Spaccanapoli.
Maria a quel punto capisce che Spaccanapoli, si chiama così perché è una via che taglia tutta Napoli,
come se la spaccasse in due.

24. Carlo scrive una lettera


Cara Chiara, come stai? Finalmente riesco a scriverti! Da quando mi sono trasferito a Madrid non ho
molto tempo libero, perché i miei studi di veterinaria e il mio lavoro part-time nel negozio per animali mi
tengono molto occupato.
Quando vieni a trovarmi? Ho una camera degli ospiti accogliente e spaziosa dove potrai stare per tutto il
tempo che vorrai! Di sera, dopo il mio turno lavorativo, potremo andare a mangiare le tapas più buone di
tutta la Spagna!
Non dimenticare di mettere in valigia il costume da bagno! Qui il clima è molto caldo e potremo andare
al mare. Quando io sarò all'Università o a lavoro, la mia cara amica Manuela ti accompagnerà nei posti
più belli della città.
Ti aspetto!
A presto, Carlo

25. Casa, dolce casa


Carlo e Anna sono tornati oggi dalla gita in Sardegna. Entrambi si sono divertiti molto. Il tempo è stato
bellissimo, con un sole splendente. Carlo e Anna hanno conosciuto due nuovi amici: Sergio e Beatrice. I
due ragazzi vivono a Milano ed erano sull'isola anche loro per trascorrere un week end di relax. Con il
gommone del papà di Carlo hanno fatto diverse escursioni subacquee, tutti insieme.
È stato un bellissimo week end. L'unico intoppo è stato quando hanno dovuto remare per cinque
chilometri perché il motore è rimasto senza benzina. Carlo pensava che l'avesse comprata Anna e Anna
pensava che Carlo si sarebbe occupato del rifornimento. Un modo come un altro per fare un po' di
sport...

26. Il fine settimana


Michele: Carla, tu cosa fai nel fine settimana?
Carla: Nel fine settimana mi riposo. Il sabato mi sveglio con calma, faccio colazione al bar e poi vado a
fare una passeggiata al parco. La sera esco con le mie amiche. Andiamo al cinema o a teatro. Tu invece?
Michele: Il sabato mattina devo lavorare. Dopodiché vado a fare la spesa, faccio le pulizie o mi dedico al
giardino. Nel pomeriggio vado in piscina per una bella nuotata. La sera di solito esco a mangiare con i
miei amici e poi andiamo in discoteca a ballare. Rincasiamo sempre tardi, per cui la domenica dormo fino
alle 11 e poi vado a pranzo dai miei genitori. Al pomeriggio invece, mi rilasso guardando un film. E tu
invece? Cosa fai la domenica?
Carla: Se fa bel tempo, la mattina esco a fare una corsetta. Altrimenti mi dedico alle faccende
domestiche. Dopo pranzo, invece, mi vedo con un’amica o leggo un libro, mentre la sera di solito guardo
la televisione.

27. Il mio amico Matteo


Ciao a tutti, sono Davide. Oggi vorrei presentarvi il mio migliore amico Matteo! Matteo ha 17 anni e abita
a Napoli come me. Lui frequenta le scuole superiori, io invece le scuole medie. Voglio molto bene al mio
amico Matteo.
Matteo ha dei capelli molto scuri, degli occhi azzurri e delle labbra sottili. È molto alto e magro. Mi piace
passare del tempo con lui perché è simpatico, racconta sempre delle storie molto divertenti!
A Matteo piace molto giocare a calcio e la sua squadra preferita è il Napoli! Nel pomeriggio, dopo la
scuola, io e lui giochiamo spesso a calcio nel campo vicino a casa mia. È sempre molto bello giocare con
lui. A volte suo fratello Luigi viene a giocare con noi durante il pomeriggio.
A Matteo piace anche leggere molti libri horror. A me non piacciono molto perché mi fanno paura,
preferisco i libri di avventura!

28. Il quartiere
Eleonora vive in un quartiere molto bello. Ogni giorno, passeggia per le strade e osserva i negozi e i
parchi. Nel quartiere ci sono molti negozi: un panificio, una libreria, un negozio di frutta e verdura e una
piccola caffetteria. Eleonora ama andare al panificio per comprare il pane fresco e i dolci.
C’è anche un grande parco nel quartiere. Nel parco, Eleonora vede spesso bambini che giocano, persone
che fanno jogging e anziani che passeggiano. Il parco ha molti alberi e fiori colorati. Eleonora adora
sedersi su una panchina e leggere un libro.
Vicino alla casa di Eleonora c’è una scuola elementare. Ogni mattina, vede i bambini che vanno a scuola
con i loro zaini colorati. Il quartiere è molto tranquillo e sicuro, e tutti i vicini si conoscono e si salutano.
Eleonora apprezza molto il suo quartiere perché è comodo e accogliente. Ogni settimana, c’è un mercato
dove si possono comprare frutta, verdura, formaggi e altri prodotti freschi. Il mercato è un luogo vivace e
pieno di gente.
Alla sera, il quartiere diventa molto silenzioso. Eleonora si sente fortunata a vivere in un posto così
piacevole e pieno di vita. Ama il suo quartiere e non vorrebbe vivere in nessun altro posto.

29. Il ristorante preferito di Francesca


Il ristorante preferito di Francesca si chiama “La Trattoria del Sole”. Questo ristorante è nel centro della
città. Francesca va lì ogni settimana con la sua famiglia. La trattoria è un posto accogliente e familiare.
Il ristorante ha una sala grande con tavoli di legno e sedie comode. Le pareti hanno quadri di paesaggi
italiani. C’è anche una veranda all’aperto. Francesca ama mangiare lì durante l’estate.
Il menu del ristorante è vario. Francesca ama i piatti tradizionali. Il suo piatto preferito è il baccalà alla
vicentina. Questo piatto è fatto con pesce, cipolle, latte e olio d’oliva. È servito con polenta morbida.
Anche gli gnocchi di castagne con salsa di formaggio sono tra i preferiti di Francesca.
Il ristorante ha molti antipasti. Francesca adora il carpaccio di polpo. È servito con insalata di rucola e
limone. A volte, prova anche le melanzane al forno. I dolci sono la parte migliore del pasto per Francesca.
Il semifreddo al torrone è il suo dolce preferito. È cremoso e ha un sapore di torrone.
Il personale del ristorante è molto gentile e disponibile. I camerieri conoscono Francesca e la sua famiglia.
Li salutano sempre con un sorriso. Il servizio è veloce.
Francesca ama andare alla Trattoria del Sole perché il cibo è buono e l’atmosfera è piacevole. È un posto
dove si sente felice e rilassata. Ogni volta che Francesca va al ristorante, sa che passerà una serata
speciale con la sua famiglia. La Trattoria del Sole è il ristorante perfetto per Francesca.

30. Progetti per l'estate


Riccardo: Quest’estate Marina e io verrremmo fare un viaggio in Croazia. È vicino, i prezzi sono bassi e il
mare è stupendo. Voi verrestte con noi?
Samuele: A me piacerebbe molto, ma in agosto lavoro, e poi non posso spendere troppi soldi per le ferie.
Riccardo: Non si spenderebbe molto. Se siamo in quattro, il viaggio in macchina ci costa meno di 50 euro
a testa fra andata e ritorno. E poi dormiremmo in tenda, e in Croazia i campeggi sono molto economici.
Cristina: Io non dormirei in tenda neanche per tutto l’oro del mondo! Odio l’idea di passare la notte
all’aperto, e poi con tutti gli insetti che ci sono in un campeggio, non chiuderei occhio di sicuro. Ma
non potremmo andare in ostello?
Riccardo: Eddai Cristina! Non è vero che i campeggi sono pieni di insetti, e poi ci saremmo noi a
difenderti!
Samuele: Beh, se si spende poco, allora vengo anche io! Quando pensate di andare?
Riccardo: Pensavamo di andare i primi dieci giorni di luglio, così non troveremmo troppa gente
e avremmo tempo per visitare luoghi diversi.
Cristina: In effetti sarebbe davvero una bella vacanza… Però promettete di proteggermi dagli insetti?
Samuele: Ahahah sì, tranquilla, agli insetti ci pensiamo noi.
Riccardo: Saremo i tuoi angeli custodi, promesso!

31. Il mio bellissimo gatto nero


Nella mia casa ci sono tanti gatti. Uno di loro si chiama Mozart. Ha le zampe bianche mentre il resto del
corpo è tutto nero. Ha 5 anni, ma gioca ancora come un cucciolo.
Da piccolo era stato abbandonato e viveva in un bosco vicino a un hotel. I gestori dell’albergo ogni tanto
gli davano un po’ di cibo, ma non era sufficiente, perché doveva dividerlo con altri mici più grandi e forti
di lui. Mozart ha un carattere deciso, ma rispetta gli altri gatti con cui divide la casa.
Il suo migliore amico si chiama Daniel: arrivano da luoghi diversi ma hanno la stessa età, sono cresciuti
insieme e si vogliono molto bene.

32. Il mio cinema preferito


Andare al cinema è una delle cose che più amo fare. Il cinema che preferisco si trova a 30 chilometri dal
paese in cui vivo. È stato aperto nel 1976, per cui è attivo da più di 40 anni.
All’interno sono presenti due sale, di 150 posti ciascuna, con comode poltrone blu dove sedersi e vedere
un bel film. I proprietari, marito e moglie, sono gentili e disponibili, conoscono bene il loro lavoro e sanno
fornire sempre consigli utili.
Il titolare si chiama Mario, mentre la moglie si chiama Michelle. È nata in Svizzera, ha vissuto per qualche
anno in Francia e si è trasferita in Italia quando era ragazza.

33. La bambola ed il pagliaccio


La bambola, dimenticata sulla poltrona di Rebecca, piange.
Per il suo compleanno, Rebecca ha ricevuto un pagliaccio che è diventato il suo miglior compagno di
giochi. La bambola si sente così trascurata. Rebecca quando arriva sera va a dormire con il nuovo
pagliaccio, la bambola soffre molto perché si sente abbandonata e continua a lacrimare.
Quando Rebecca dorme, il pagliaccio con molta tenerezza si alza ed asciuga le lacrime alla bambola, poi
le da la mano e si addormenta vicino a lei. Al risveglio Rebecca li vede, capisce che non deve
abbandonare la vecchia bambola ma deve invece imparare ad amare entrambi.

34. La camera di Anna


Mi chiamo Anna e ho 14 anni. La mia camera è molto grande e bella. A sinistra ci sono il mio letto e il
comodino, dove tengo i libri che leggo la sera. Vicino al letto c'è anche l'armadio dove tengo tutti i miei
vestiti.
Nel centro della stanza c'è un grande tappeto. A destra, invece, c'è una bella scrivania con sopra un
computer che uso per studiare e per fare i compiti. Infine, nell'angolo vicino alla porta, c'è una poltrona
grigia molto comoda che uso per guardare la televisione.
Il mio gatto bianco e nero Ron spesso viene a dormire sulla poltrona nella mia stanza, mi piace perché mi
fa tanta compagnia!

35. La famiglia di Sofia


Ciao, il mio nome è Sofia e oggi voglio parlarvi della mia famiglia. Ho sedici anni e frequento il liceo
linguistico. Mi piace molto viaggiare e da grande voglio diventare una traduttrice di romanzi.
Mia mamma si chiama Lucia, ha quarant’anni e fa l’insegnante. Ha i capelli lunghi e biondi e gli occhi
azzurri. Lei è sempre sorridente e le piace molto leggere e scrivere.
Mio papà si chiama Alessio, ha quarantatré anni e fa il panettiere. Ha i capelli e gli occhi neri. È molto
dolce e paziente e ama cucinare. Io assaggio sempre ogni sua ricetta!
Mia sorella Anna ha 7 anni più di me, vive a Firenze e frequenta l’università. Ha i capelli castani e gli occhi
verdi. Quando vado a farle visita mi porta in giro con i suoi amici, mi diverto sempre moltissimo!

36. La giornata di Marco


Mi chiamo Marco e sono un insegnante universitario. Ogni mattina alle 7 mi alzo e faccio colazione con
succo di frutta e biscotti. Alle 8 accompagno i miei figli Diego e Alice a scuola e poi alle 9 vado a lavoro.
Mia moglie è infermiera e spesso il mattino presto è già a lavoro.
Alle 13 ho la pausa pranzo e mangio insieme a dei colleghi in un bar vicino all'università. Alle 19 finisco
lavoro e torno a casa, intanto mia moglie va a riprendere i bambini a scuola. Quando siamo a casa ci
piace cucinare tutti insieme oppure andare al parco a giocare.
Alle 21 io e mia moglie Claudia mettiamo a letto i bambini e poi guardiamo un film alla televisione.

37. La lettera
Cara Silvia, è dalla scorsa estate che non ci vediamo, ho così tante cose da raccontarti!
Da quando mi sono trasferita a Milano mi sento cresciuta, la scuola di arte mi tiene molto impegnata ma
trovo sempre il tempo anche di uscire con gli amici nel weekend. Ho conosciuto un ragazzo eccezionale,
si chiama Fabrizio e ci stiamo frequentando.
Anche lui non è di Milano, è nato a Cremona e si è trasferito qui per lavoro. Spero un giorno di fartelo
conoscere! Ah, ho preso anche un gatto! Te lo immagini? Io che avevo paura degli animali. Invece è
bellissimo e mi fa tanta compagnia. L'ho chiamato Aris.
Cosa mi dici di te? Come vanno gli studi di architettura?
Spero di sentirti presto, Alice.

38. La mia amica Monica


Monica ha 20 anni ed è una mia cara amica fin da quando eravamo bambine. Siamo nate nello stesso
paese in provincia di Venezia ma poi lei si è trasferita a Milano per iniziare l'università. A lei piace il
settore della moda, vuole diventare una stilista.
Monica è una ragazza molto magra con dei lisci capelli scuri che le incorniciano il viso. Porta uno spesso
paio di occhiali dalla montatura rossa, da piccola odiava quegli occhiali adesso invece li adora perché
dice che la fanno sembrare più bella. A Monica piace leggere e passeggiare nei parchi ma ha molta paura
dei cani.

39. La mia famiglia


Mi chiamo Matteo e ho 12 anni. Nella mia famiglia siamo in 5: mia mamma Clara, mio papà Roberto, le
mie due sorelline Elena e Patrizia e io. Mia mamma lavora come Commessa: in un supermercato, mio
papà invece è un medico. Entrambi lavorano tanto quindi io e le mie sorelle passiamo molto tempo con i
nonni.
Loro sono simpatici e ci portano spesso a mangiare il gelato. Abbiamo anche un cane, Bobby, che
portiamo sempre con noi. Elena, la più piccola tra noi, a volte ha un po' paura di Bobby perché quando
abbaia fa molto rumore, ma in realtà è un cane buonissimo e gli piace giocare in giardino con noi.

40. La mia pizza preferita


A noi italiani piace molto la pizza. Però non la mangiamo tutte le sere. Di solito 1 o 2 volte a settimana.
Spesso la ordiniamo il sabato o la domenica. Ci piace mangiarla con amici. La mangiamo mentre
guardiamo un film, la partita o ci divertiamo a giocare a carte. A me piace molto la pizza con i funghi. A
mia moglie invece la pizza Margherita.
Abbiamo 3 migliori amici che vengono sempre a casa nostra. Silvia ha 33 anni e prende sempre la Pizza ai
4 formaggi. Paolo invece con la Salsiccia e Giacomo la Marinara, ovvero con pomodoro, origano e alici.
Una volta ho preparato io una pizza con le verdure ma non è venuta tanto buona. È piaciuta solo a Silvia.

41. La mia routine settimanale


La mia settimana è davvero molto impegnativa.
Lunedì, alle 6 del mattino, sveglia presto per fare una corsetta, prima di tornare a casa, farmi una doccia,
mangiare qualcosa per colazione e presentarmi puntuale a scuola alle 7.45.
Martedì, finite le lezioni alle 13, allenamento di nuoto alla piscina comunale fino alle 18 e poi subito a
casa a studiare.
Mercoledì, dopo le 15, solitamente esco con il mio ragazzo e andiamo a fare una passeggiata con il suo
cane Ronnie.
Giovedì c’è il rientro a scuola pomeridiano. Ho solo un’ora di pausa pranzo tra le 13 e le 14 e torno a casa
piuttosto tardi, anche perché mi fermo a studiare in biblioteca fino alle 19.
Venerdì pomeriggio invece me lo prendo libero, per andare a fare shopping con le mie amiche.
Sabato mattina si dorme! Non c’è orario che tenga, anche se il limite imposto da mia mamma è
mezzogiorno.
Domenica, d’inverno, mi piace andare a sciare e, in quel caso, la sveglia è puntata per le 5 in punto.
D’estate invece adoro fare una nuotata al lago, ma abitando lì vicino, posso anche alzarmi con calma
verso le 8.

42. La nascita di mia sorella


Mi chiamo Giovanni e ho 7 anni. Da pochi giorni è nata la mia sorellina. I miei genitori hanno deciso di
chiamarla Sonia. A me piaceva di più Vanessa ma loro hanno voluto dargli il nome della nonna. Sonia ha i
capelli neri e occhi azzurri. È molto bella e piange tutta la notte. Forse perché vuole mangiare oppure
vuole essere cambiata il pannolino. Mangia il latte di mamma. Il dottore ci ha detto che tra poco potrà
mangiare anche omogeneizzati e frutta frullata.
Io invece sono grande e mangio tutto: la pasta, la carne, i legumi e le patate. Ogni tanto gioco con Sonia
facendo suonare i giochi e facendo i versi degli animali. Lei ride quando imito la pecora facendo
“bheehee”.

43. La torta per San Valentino


Simone è un ragazzo di trentacinque anni che adora i dolci. La sua fidanzata, per San Valentino, ha deciso
di preparargli una torta al cioccolato a forma di cuore. Per preparare la torta ha bisogno di diversi
ingredienti:
Cioccolato Fondente;
Farina;
Zucchero;
Lievito per dolci;
Uova;
Burro.
Tra questi le manca la farina, così decide di andare al supermercato per comprarne un pacco. Quando
torna a casa passa il pomeriggio a preparare il dolce ma poi lo scorda in forno e così questo si brucia. Per
nascondere il danno ci spolvera sopra un po' di zucchero a velo. Simone ama tanto la sua fidanzata e, per
questo, anche se la torta è un po' bruciata ne mangia due grandi fette.

44. Le ricette di Carlotta


Carlotta è una pasticcera pasticciona. Le piace molto mangiare i dolci e anche prepararli, ma a volte fa un
po' di confusione con gli ingredienti e le cotture.
Una volta aveva deciso di preparare un tiramisù per il compleanno del suo papà al quale piace molto
questo dolce.
Si era procurata tutto il necessario: le uova, lo zucchero, i biscotti, il mascarpone, il cacao e il caffè ed era
proprio sicura di realizzare un dolce squisito.
Iniziò mettendo sul fuoco la Moka per preparare il caffè e poi si mise ad armeggiare con gli altri
ingredienti. Era tutto pronto quando Carlotta si accorse di non aver messo l'acqua nella Moka!
La cucina si era riempita di odore di bruciato e quel giorno il suo papà si gustò un buon gelato!

45. Lettera al mio amico John


Caro John,
sono Franco, come stai? Io sto per iniziare le scuole superiori! Non vedo l'ora di studiare elettronica.
Manca poco all'inizio della scuola, così mi sto godendo questi ultimi giorni di vacanze.
Ogni giorno gioco ai videogiochi sul computer, mi diverto sempre molto! Mi piacciono tanto i videogiochi
sul calcio, sono molto bravo e faccio sempre molti gol!
Dopo aver giocato, di solito esco nel pomeriggio a fare una passeggiata con il mio cane Fuffy. Dopo essere
tornato a casa suono la mia chitarra acustica fino all'ora di cena; mi piace molto suonare le canzoni di
Simon & Garfunkel!
Alle 19:30 circa ceno insieme a mia mamma, a mio papà e alle mie due sorelle più piccole. Di sera leggo
molto dei libri fantasy, il mio genere preferito! È un genere molto misterioso e avvincente, te lo consiglio!
Tu invece come stai? A presto!
Franco

46. L’ultimo dell’anno


Franco, Giovanni, Marika e Roberta stanno per visitare la città che sognano di vedere da tantissimo
tempo: Praga. Finalmente sono riusciti a trovare il momento adatto per andarci tutti assieme. L’ultimo
giorno dell’anno è perfetto per godere delle meraviglie che offre Praga.
Al mattino faranno visita al castello e al cimitero ebraico, mentre al pomeriggio si riposeranno un po’ in
vista della festa alla sera. Andranno in discoteca e festeggeranno lì la mezzanotte. Non vedono l’ora di
ballare tutti assieme e brindare con un buon calice di prosecco.
La mattina del 1° gennaio dormiranno almeno fino a mezzogiorno in un albergo piccolo, ma molto carino
e molto economico. Faranno una buona colazione con uova e formaggio e al pomeriggio prenderanno
l’aereo per tornare a casa. La vacanza non è stata molto lunga, ma sicuramente molto bella. La prossima
tappa delle loro vacanze, per Pasqua, sarà Budapest e si fermeranno almeno per tre giorni.

47. Prepararsi per la festa


Questa sera io e la mia amica Vanessa andiamo alla festa di compleanno di Luca, ma non abbiamo ancora
deciso cosa mettere. Ci vediamo per fare un giro nei negozi.
Carlotta:Che ne dici di questa gonna?
Vanessa:Provala! Io pensavo di provare questo vestito corto a righe oppure questo lungo a fiori, che ne
pensi?
Carlotta:Provali entrambi e poi decidiamo.
Vanessa:Wow, questa gonna ti sta benissimo e si abbina bene con la maglietta a pois che hai comprato
nell’altro negozio!
Carlotta:Grazie, è vero! E posso indossarla con i miei sandali blu e la giacca bianca.
Vanessa:Si! Allora, quale vestito pensi mi sta meglio?
Carlotta:Mi piacciono entrambi, ma quello a fiori si abbina meglio con la tua personalità gioiosa.
Vanessa:Anche a me piace di più, e sta benissimo con le ballerine arancioni.
Carlotta:Perfetto, allora è deciso!

48. Prima di andare a dormire


Sono Marika, una bambina di 9 anni e frequento la quarta elementare. A scuola sono brava. La mattina
vado alle 8 e torno alle 18:30 di pomeriggio. Siccome sono molto stanca, mangio verso le 19:30. Prima di
andare a dormire vedo la televisione, soprattutto i cartoni animati. Dopo vado a lavarmi i denti. Dopo
essermi lavata, mi metto il pigiama. Ne ho uno rosa con le principesse. Vorrei essere anche io una
principessa.
Poi mi metto nel letto e la mamma mi racconta una favola. Ieri mi ha raccontato quella di Biancaneve.
Passiamo sempre un po’ di tempo a parlare di come è andata la giornata e lei mi vuole molto bene. Mio
papà lavora fino a tardi e quando torna mi da sempre il bacio della buona notte.

49. Un incontro tra amiche


“Ciao Maria, come stai?”
“Ciao Barbara, sto bene, grazie e tu?”.
“Tutto ok. Sono molto felice perché domani verranno a trovarmi i miei cugini di Milano. Non li vedo da
parecchio e mi chiedo se siano cambiati”.
“I tuoi cugini di Milano? Quelli che ho visto tre anni fa?”
“Esatto, proprio loro. Davide, il cugino più grande, era già alto 1.80 tre anni fa, chissà quanto sarà
cresciuto!”
“Davide è il ragazzo biondo con gli occhi azzurri?”
“No, quello è Marco, il cugino più giovane. Davide ha i capelli neri e molto corti, occhi castani e dei denti
bianchissimi e perfetti quando sorride. Davvero un bel ragazzo!”
“Hai proprio ragione. Anche secondo me Davide è davvero bello. Davide è più bello di Marco ed è anche
più alto di Marco”.
“Vero! Marco, però, è più bravo a giocare a calcio ed è anche un po’ più intelligente. La zia e lo zio sono
davvero molto contenti dei suoi risultati a scuola. Mamma e papà dicono sempre che dovrei prendere
esempio da lui…”
“I genitori fanno sempre confronti imbarazzanti. Non come nonno e nonna, che ci accettano sempre
come siamo e non ci giudicano mai!”.

50. Una gita a Milano


Carlo, Anna, Sergio e Beatrice sono seduti al ristorante. Sergio e Beatrice sono saliti a Milano per passare
il fine settimana con i loro nuovi amici e ora il gruppetto sta cenando. Carlo e Anna sono andati a
prenderli in stazione e tutti insieme hanno passato la mattinata in giro per la città. Nel pomeriggio,
invece, hanno fatto un po' di shopping in Via Monte Napoleone.
Ora, una bella pizza è ciò che ci vuole per terminare in bellezza la serata. Carlo e Anna accompagneranno
i loro ospiti nel delizioso albergo di un loro amico. Domani, dopo una notte di riposo, li aspetta un nuovo
tour della città.
51. Una gita al mare
Carlo e Anna hanno deciso che nel fine settimana faranno una gita al mare. Per fare le cose bene si sono
divisi i compiti: Carlo penserà all'attrezzatura da sub, mentre Anna prenoterà l'albergo e i ristoranti. Carlo
e Anna adorano le immersioni e stanno pensando di organizzare un viaggio per l'estate che li porti ai
tropici. Per il prossimo week end, invece, la meta sarà la Sardegna.
Carlo è nato in Sardegna, anche se ora vive a Roma e convive con Anna ormai da tre anni. È felice di
tornare alla sua terra che adora e non vede l'ora di saltare sul gommone e andare per mare. Anche Anna
non vede l'ora di arrivare in Sardegna e vedere la suocera...
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1. Anna ci parla della sua famiglia


Ciao! Mi chiamo Anna e questa è la mia famiglia. Viviamo tutti insieme in una casa grande e accogliente.
Mio padre si chiama Marco. È alto e ha i capelli corti e grigi. Lavora come ingegnere e ama leggere libri di
[Link] madre si chiama Laura. È una donna gentile e affettuosa. Lavora come insegnante e adora
cucinare degli ottimi piatti per tutta la famiglia.
Ho un fratello maggiore, si chiama Luca. Ha sedici anni e frequenta il liceo. Luca è molto bravo a giocare a
calcio e sogna di diventare un calciatore professionista. Ho anche una sorella minore, si chiama Maria. Ha
otto anni e ama disegnare e dipingere. È sempre molto allegra e piena di energia.
Inoltre, abbiamo un cane, si chiama Fido. È un cagnolino simpatico e giocherellone. Mi piace molto
portarlo a fare passeggiate nel [Link] molto la mia famiglia e passare del tempo con loro mi rende
felice!

2. Dal Fruttivendolo
Oggi vado dal fruttivendolo. Il negozio è vicino a casa mia. Entro e vedo tanti tipi di frutta e verdura. Ci
sono mele rosse e verdi. Le mele rosse sono dolci. Ci sono anche banane gialle. Le banane sono molto
buone. Vedo delle arance e dei limoni. Le arance sono arancioni e i limoni sono gialli. Ci sono anche delle
fragole rosse. Le fragole sono piccole e dolci.
Guardo le verdure. Vedo pomodori rossi e peperoni verdi. Ci sono anche carote arancioni e cetrioli verdi.
Prendo una borsa e metto dentro delle mele, delle banane e delle fragole. Il fruttivendolo è gentile. Mi
chiede se ho bisogno di altro. Gli dico che voglio anche dei pomodori e delle carote. Mi dà tutto in una
borsa grande.
Pago e saluto il fruttivendolo. Torno a casa felice con la mia frutta e verdura.

3. Giuseppe va in piscina
Spesso Giuseppe va in piscina. Ama nuotare. Ogni settimana, prende la borsa e mette dentro il costume
da bagno, l’asciugamano e gli occhialini. Poi, si dirige alla piscina vicino casa sua.
Alla piscina, si cambia negli spogliatoi. Poi, entra nell’acqua e inizia a nuotare per un’ora. A volte nuota
veloce, altre volte lentamente. Gli piace fare diversi stili di nuoto: stile libero, dorso e rana.
Dopo aver nuotato, esce dalla piscina. Si asciuga con l’asciugamano e si cambia di nuovo negli spogliatoi.
Spesso, beve un succo di frutta e mangia uno spuntino.
Va in piscina perché gli piace fare esercizio. Incontra anche gli amici. A volte, gioca a pallanuoto con loro.
È un modo divertente per passare il tempo.
Dopo la piscina, torna a casa. Si sente felice e rilassato. Aspetta con ansia il prossimo giorno in cui potrà
andare di nuovo in piscina.

4. Il paesino di Giovanni
Giovanni è un pensionato ed è vedovo. Vive in un piccolo paesino del sud Italia. Ogni giorno, si sveglia
presto la mattina. Fa colazione con un caffè e un po’ di pane. Poi, esce di casa e va in campagna.
Giovanni ama la campagna. Ha un orto dove coltiva verdure e frutta. Pianta pomodori, zucchine,
peperoni e lattuga. Cura le piante con molta attenzione. Innaffia le piante e toglie le erbacce. Passa molte
ore in campagna e si sente felice.
A mezzogiorno, torna a casa per pranzare. Prepara il pranzo con le verdure del suo orto. Dopo pranzo,
riposa un po’. Pomeriggio, legge un libro o guarda la televisione. A volte fa una passeggiata per il paese e
saluta i suoi vicini.
La sera, Giovanni va al bar del paese. Al bar, incontra gli amici e parla con loro. Bevono un caffè o un
bicchiere di vino. Giocano a carte o guardano la partita di calcio. Giovanni si diverte molto al bar. Il bar è
un posto importante per lui perché può stare in compagnia.
Dopo il bar, Giovanni torna a casa. Cena leggermente e poi va a dormire. La sua giornata è semplice, ma
piena di attività. Giovanni ama la sua vita tranquilla nel paesino.
Reading NE2, NE3

1. Letter
Egregio Dottor Rossi, in riferimento all’annuncio pubblicato su “[Link]” mi permetto di presentare
domanda per l’impiego in questione.
Ho 25 anni, sono nubile e risiedo a Milano. Ho frequentato il liceo linguistico “Giuseppe Mazzini” e mi
sono diploma con la votazione di 96/100.
Dal gennaio al settembre 2010 ho lavorato come guida turistica presso l’agenzia “L’albero dei viaggi”, poi
mi sono trasferita per otto mesi in Inghilterra dove ho lavorato come segretaria presso La scuola di lingue
EF di Southampton utilizzando quotidianamente i principali supporti informatici. Al mio ritorno in Italia
ho lavorato per due anni all’aeroporto di Linate come assistente di terra. Oltre all’inglese parlo
correntemente anche lo spagnolo (Diploma Basico de Espanol).
Le invio il mio curriculum e rimango a Sua disposizione per ulteriori informazioni che sarò lieta di forniLe
in occasione id un eventuale incontro.
La ringrazio per la Sua gentile attenzione e Le porgo i miei più cordiali saluti.

2. Reading
Quando ero bambino avevo tanti giochi e mi piaceva stare all'aria aperta. Un giorno mia madre mi ha
regalato dei pattini e da quel giorno non li ho lasciati mai più.
Passavo le giornate sotto il sole, all'inizio non ero molto capace e rimanevo nella via davanti a casa per
delle ore. Mi ricordo la prima volta che sono caduto, mi sono sbucciato un ginocchio ma ero troppo felice
e avevo voglia di migliorare, per questo con il tempo ho imparato a cadere ma anche a rialzarmi. Cosi
adesso sono campione italiano di pattinaggio, il gioco è diventato una professione e io sono cresciuto ma
oggi come ieri mi sento la persona più felice del modo.

3. Reading
1. La settimana scorsa la polizia ha arrestato l’amministratore della fabbrica di vernici con l’accusa di
danno ambientale grave. Il tribunale ha ordinato anche la chiusura della fabbrica a tempo indeterminato.
L’impianto industriale, che produceva vernici da più di trent’anni, aveva avuto guai con la giustizia già nel
1992, dopo che alcuni lavoratori avevano denunciato la mancanza delle misure di sicurezza previste dalla
legge.

2. Il mese scorso Marina è andata dal medico perché da qualche tempo sentiva forti dolori ad una gamba.
Lei era piuttosto preoccupata perché mai prima di allora aveva avuto problemi del genere e temeva che
fosse qualcosa di grave. Per fortuna si trattava solo di una tendinite.

3. Ieri pomeriggio Stefania voleva comprare un libro per l’esame di letteratura spagnola, ma quando è
arrivata in libreria ha incontrato Federico, un suo compagno di studi, che pochi minuti prima aveva
acquistato l’ultima copia del libro.

4. Reading
Sono stata poche settimane fa a New York, dove si usano moltissime parole italiane. Aggiungo che la
lingua italiana non è solo la sesta più parlata al mondo (come seconda lingua), ma è anche la quarta più
studiata. Tutti buoni motivi per continuare a usarla, l’italiano.
E ora una premessa a quello che sto per dire: questa non è una guerra irresponsabile contro l'inglese.
Parlare bene, non solo l'italiano ma qualsiasi altra lingua, è bellissimo. Ma a volte è davvero inutile
introdurre una quantità eccessiva di parole inglesi in un discorso o in un testo in italiano.
Non sto suggerendo di tradurre termini come "marketing" o "sport" (anche perché una traduzione è
impossibile), o come "new deal", che si riferiscono a qualcosa che è successo in un luogo e in un tempo
precisi.
Io ho solamente messo insieme una breve lista di parole inglesi che usiamo più o meno correntemente,
spesso per abitudine, o perché il corrispondente termine italiano, magari, non ci viene in mente subito.
La lista non è definitiva, e per questo vi invitiamo a proporre integrazioni o cambiamenti.
Se fate qualche prova con le parole elencate qui sotto, potreste accorgervi che in molti casi il discorso,
anche tornando dal termine inglese all'italiano, non suona strano o antiquato. Anzi, sta in piedi piuttosto
bene.
E dunque sì, potete dire in "italenglish": Giuseppe, facciamo asap un meeting del customer care. Prepara
i file, trova la location giusta, organizza un quick lunch e cominciamo lo show.
Ma potreste anche dire in italiano: Giuseppe, facciamo subito una riunione del servizio clienti – prepara i
file, trova il posto giusto, organizza un pranzo veloce e cominciamo lo spettacolo.
Magari Giuseppe capisce anche meglio di che si tratta. E, magari, il pranzo veloce risulta più gustoso del
quick lunch.

5. Reading
Mina Mazzini è nata in provincia di Varese ma ha vissuto e si è formata a Cremona, la città d’arte famosa
per i suoi violini e i torroni, in Lombardia.
Inizia la sua carriera giovanissima, alla fine degli anni ’50, tra quei giovani definiti «urlatori» che
irrompono sulla scena musicale sulla scia del rock’n’ roll e stravolgono i codici musicali e melodici
preesistenti.
Negli anni ’60 e ’70 diventa una delle protagoniste, se non la protagonista, della scena musicale italiana,
con un enorme talento vocale e la capacità di reinventarsi continuamente con stili sempre diversi e con
look originali e nuovi.
Nel 1978, al pieno della sua carriera, decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi unicamente all’incisione e
alla produzione musicale. Uscita dal mondo mediatico, non rilascia più interviste ed ogni anno esce con
un lavoro discografico che balza immediatamente al primo posto della classifica.
L’enorme talento musicale, la voce dall’estensione e la chiarezza inconfondibili, ne fanno una delle
protagoniste assolute della musica italiana e mondiale. Per lei hanno scritto i migliori autori italiani e ha
spaziato tra i generi più diversi, dal jazz alla bossa nova, interpretando anche in maniera eccelsa e
originale le canzoni di altri cantanti.
La si può considerare come un’icona italiana della musica pop e di qualità.

6. Reading
Ciao Mariuccia, finalmente trovo li tempo di scriverti!
Spero che tu stia bene!
Allora, volevi sapere com'è la casa dove si sono trasferiti Alberto e Lucia.
Ti ho già detto che è bellissima, ma per capirlo devi assolutamente andarci! Venezia è una città magica, lo
sai meglio di me, ma viverci.
La casa si trova nella zona del ghetto, secondo me una delle più belle di Venezia, nella Calle del Forno, che
è una traversa delle Fondamenta Cannaregio.
L'appartamento, di circa 100 metri quadrati e su due livelli, è al terzo piano di un edificio senza ascensore
e con delle scale strette e ripide. Al primo piano ci sono, oltre alla cucina, li salone, due bagni e la camera
degli ospiti. La camera da letto e li terrazzo si trovano invece al secondo piano.
La camera da letto è veramente molto bella, ha un parquet molto vecchio e un terrazzo delizioso che dà
su un cortile.
Anche li salone è belo, con tre finestre molto grandi da cui si ha una magnifica vista dei canali. Alberto ha
portato i mobili che aveva nella vecchia casa di Treviso. La cucina invece era già arredata, elettrodomestici
compresi. Secondo me non c'entra niente con il resto della casa, e spero che facciano dei cambiamenti
perché così non mi piace proprio. È troppo moderna per i miei gusti!
La casa è abbastanza silenziosa perché non esistono macchine e perché la zona non è troppo turistica.
L'unico problema è quello dell'acqua alta, che a Venezia è molto frequente.
Alberto e Lucia mi hanno detto che devi assolutamente andare a trovarli! Magari ci andiamo insieme, oi li
prossimo mese ho tutti i fine settimana liberi!
Fammi sapere!
A presto.
Ti abbraccio
Alessandra

7. Reading
Come sono le case degli italiani? Non quelle degli architetti, della pubblicità, dei film, o delle riviste
specializzate. Parliamo delle case di tutti i giorni dove viviamo, mangiamo, dormiamo, ci laviamo,
lavoriamo. Per scoprirlo è stata fatta una ricerca curiosa: 147 intervistatori sono andati in giro nelle case a
fotografare soggiorni, cucine, bagni,
camere da leto. Le migliaia di foto possono essere raggruppate, secondo i ricercatori, ni cinque tipologie
dominanti: al prima è quella dele case dei trentenni sposati. Appartamenti meno ricchi, dove centrale è la
cucina, lo spazio nel quale si concentra abitualmente la vita della nuova coppia. Poi ci sono le abitazioni
dei quarantenni-cinquantenni: qui prevale invece il soggiorno, come luogo di rappresentanza, ma senza
identità e calore. Divani poco usati, pareti anonime, grandi tavoli per pranzi o più spesso cene con amici,
conoscenti, colleghi importanti. Nelle case dei sessanta-settantenni, invece è facile trovare pezzi
d'arredamento notevoli, spesso a totale insaputa dei proprietari.
Una tipologia a parte, comune a tutti, è la camera dei ragazzi: ambienti carichi di oggetti spesso inutili,
comprati e troppo spesso dimenticati dopo pochi giorni. Poster alle pareti, fotografie appese dappertutto,
computer e, immancabile, li televisore. Nelle case dei single, infine, trionfa l'arredo libero e diventa
centrale la camera da letto come luogo ni cui soggiornare, telefonare, ascoltare musica.

8. Reading
PER LEI - Come sempre li look è fondamentale: quando aprite l'armadio fatevi una semplice domanda:
"Che messaggi voglio trasmettere ala persona che avrò davanti?" La scelta dell'abito diventa la cosa più
importante: da evitare minigonne, scollature e trucco pesante; bene i pantaloni, magari con una camicia
e una collana. Perfetti i tacchi, ma non troppo alti. L'importante è stare comode e avere un vestito adatto
al posto dove si va.
PER LUI - Forse non ci crederete, ma alle donne piacciono gli uomini che sanno vestirsi, ma con uno stile
personale e non aggressivo. Poco profumo, per favore! Bene jeans, camicia e magari una giacca. Evitate
sia la cravatta sia le scarpe da ginnastica. Se vi farete la barba emetterete i capelli a posto, potrete fare
un'ottima figura.
LA LOCATION - Non scegliete ristoranti eleganti e costosi, troppo impegnativi per un primo
appuntamento. Meglio un cafè o un pub. Fino ad alcuni anni fa si preferiva invitare a cena, ma ora
funziona meglio l'aperitivo.
PER TUTTI - Fondamentale: non parlate degli ex, e non parlare troppo di voi stessi. Meglio ascoltare
l'altro e cercare argomenti e passioni in comune. Una risata salva la vita ed è nu ottimo modo per iniziare
una relazione sentimentale. Altro punto essenziale: non bevete troppo. L'alcool potrebbe farvi dire (o
fare) qualcosa di sconveniente o comunque di esagerato per il primo appuntamento, che invece
dev'essere un'occasione per conoscersi e magari desiderare di rivedersi in futuro.

9. Reading
Laura è andata dal dentista per una visita. Mentre aspettava, è entrato un bell'uomo e is è seduto vicino a
lei. A lei di solito non piace quando qualcuno si siede troppo vicino però, in quel caso era contenta:
voleva parlare con quell'uomo, ma non ha potuto perché è arrivato il suo turno ed è dovuta entrare dal
dentista.
Laura è Commessa: in una libreria e quello stesso giorno durante, li lavoro, è entrato ancora quell'uomo e
ha iniziato a guardare alcuni libri. Laura aveva intenzione di aiutarlo, ma un collega è arrivato prima di lei:
quindi ancora una volta Laura non ha potuto parlare con lo sconosciuto.
Infine, ha visto ancora l'uomo mentre aspettava l'autobus: ha deciso di andare a parlargli, ma anche
questa volta non ha potuto perché l'autobus è arrivato prima di lei e l'uomo è salito.

10. Reading
Roby ed oi abbiamo preso la nostra moto e da Pomezia, dove abitiamo, siamo partiti per la Toscana li 13
agosto: Siena è stata la prima meta. Non abbiamo prenotato niente, una cosa un po' da mati perché era
la settimana di Ferragosto. ma a noi piace così!
Prima di partire, volevamo andare in macchina per stare più comodi, ma per fortuna abbiamo cambiato
idea! Girare in moto tra i colori e gli odori incredibili della campagna infatti è stato bellissimo,
un'esperienza indimenticabile.
A Siena siamo rimasti poco. Faceva molto caldo, ma la città era piena di gente per il Palio del 16 agosto.
Ci siamo fermati ni un locale a riposarci e poi siamo ripartiti verso San Gimignano perché era impossibile
trovare posto a dormire a Siena tre giorni prima del Palio!
Siamo arrivati verso le 17. Eravamo molto stanchi e abbiamo cercato subito una camera.
Abbiamo trovato posto ni un albergo per turisti che era libero solo per quella notte. Non era bellissimo,
ma almeno era vicino al centro.
Cosi abbiamo fatto una doccia e siamo andati a visitare San Gimignano e le sue 100 torri.
Per le strade del centro storico i turisti passeggiavano con un gelato ni mano, guardavano le vetrine,
compravano souvenir: bellissimo!
La mattina dopo siamo arrivati a Vinci dove abbiamo visitato li museo e li piccolo paese dove è nato li
grande Leonardo.
La sera siamo andati verso li mare e fortunatamente dopo cena abbiamo trovato un posto fantastico dove
fermarci: a due passi da Castiglione della Pescaia, immerso nel verde e con una piscina stupenda dove
abbiamo fatto un bagno notturno.
La mattina dopo siamo andati al mare! Abbiamo passato li pomeriggio in pieno relax fino al
tramonto. Siamo rimasti fino alla sera e abbiamo mangiato del pesce ni un ristorante sulla spiaggia, poi
abbiamo fatto un giro nel paese e verso mezzanotte siamo risaliti ni moto e siamo tornati verso Pomezia.
Antonella

11. Reading
Alle 10.00 di mattina arriviamo all'aeroporto, aspettiamo per quasi un'ora i nostri bagagli, poi usciamo e
prendiamo un taxi. La città è brutta, c'è tantissimo traffico e fa un caldo terribile. Ci fermiamo davanti a
un albergo, indecisi se entrare, ma poi decidiamo di noleggiare una macchina e di proseguire per un'altra
città. Verso le 15.00 facciamo una pausa, mangiamo un panino e poi ripartiamo verso nord. Guidiamo per
altre tre ore e arriviamo in un piccolo paesino. Il mio compagno di viaggio dice: "Qui è molto più bello!".
Lasciamo la macchina e andiamo a vedere. Il paesino è molto tranquillo, ci sono fiori, negozietti che
vendono frutta fresca e spezie e alcuni caffè. Nel paese ci sono solo due pensioni. Andiamo a vederne
una. È molto carina, semplice, ma pulita. Decidiamo di restare li per qualche giorno anche perché siamo
stanchi di viaggiare.

12. Reading
- Ogni due anni si gioca a Marostica, in Veneto, una partita a scacchi viventi con personaggi in
costume d'epoca. La tradizione risale al 1454, quando, secondo una leggenda, due nobili
innamorati della stessa donna si sono sfidati a si cacchi per averla in moglie.
- L'atmosfera unica, al fantasia e la bellezza delle maschere rendono il Carnevale di Venezia uno dei
più famosi al mondo. Ogni anno arrivano a Venezia turisti e curiosi: per tutto li periodo di
Carnevale Venezia è una città in festa tra balli in maschera, concerti ed eventi speciali.
- A Siena il Palio è una cosa molto seria. I quartieri (le contrade) della città si preparano per tutto
l’anno alla gara, che si corre il 2 luglio e il 16 agosto nel luogo più importante della città: Piazza
del Campo. Ogni contrada ha la sua bandiera, i suoi colori e naturalmente il suo cavallo.
- Ogni 15 maggio a Gubbio è il giorno della Corsa dei Ceri, una manifestazione che ancora dopo
molti soli appassiona gli abitanti di Gubbio. I ceri sono tre grandi macchine di legno che devono
attraversate la città di Gubbio e arrivare nella cattedrale della città. Come? Degli uomini, chiamati
ceraioli, trasportano sulle spalle questi grandi ceri, alti, circa 40 metri e pesanti quasi 300
chilogrammi.
- Anche la Giostra del Saracino di Arezzo, come molte feste italiane simili, ha origini medievali: il 7
agosto di ogni anno i quartieri della città partecipano alla gara con due cavalieri, che devono
colpire un bersaglio (il buratto). La Giostra rappresenta il momento più importante dopo
un’intera giornata di festa, che prevede anche un corteo storico con oltre 300 persone in costumi
d’epoca.
- La “pizzica” è una danza popolare diffusa in Puglia e in altre zone del Sud italia: si tratta di una
danza dal ritmo ossessivo, che si balla in coppia e dove nìuno dei danzatori ha sempre un
fazzoletto per animare i movimenti. Degli anni 90 la pizzica taranta è diventata una moda e ogni
anno la Notte della Taranta, n festival che si svolge ad agosto, attira migliaia di giovani da ogni
parte ‘Italia.

13. Reading
Ferragosto: che cos’è e cosa succede.

Pensate di fare un viaggio in Italia? Meglio non andare nella settimana di metà agosto. Il 15 del mese,
infatti, è chiamato “Ferragosto” (da un’espressione latina che significa “le feste di Augusto”) ed è un
giorno festivo; per l’intera settimana, di Ferragosto quasi tutti gli italiani sono in ferie: non è facile trovare
i negozi aperti e anche molti ristoranti, bar, addirittura alcuni musei o luoghi d’arte possono chiudere.
Molto facilmente quindi potreste trovare il tipico catello “chiuso per ferie” con l’indicazione dei periodi di
chiusura.

È vero, però che negli ultimi anni le abitudini degli italiani sono cambiate e non tutti vogliono o possono
prendere le ferie in queto periodo, quando i prezzi sono più alti e le località di villeggiatura più affollate.
Soprattutto nelle grandi città o in quelle particolarmente turistiche (come Firenze o Siena) il programma
estivo è molto interessante e prevede spettacoli all’aperto di teatro, danza, cinema e musica.

14. Reading
Elegante, affascinante: le ricerche confermano che la galanteria non è passata di moda. Vediamo allora
quali sono i principali gesti e attenzioni che li perfetto galantuomo dovrebbe mettere in pratica.
I baciamano: può sembrare un'usanza superata e quindi per questo poco usata ai giorni nostri. Rimane
comunque un gesto molto elegante se fatto con stile.
Si usa per occasioni e persone particolari.
Aprire la porta: è un gesto molto apprezzato per esempio quando si sta uscendo da un locale e si fa
passare per prima alla donna. Se però un uomo e una donna stanno per entrare in un luogo sconosciuto,
l'uomo dovrebbe entrare per primo e tenere poi alla porta aperta per la donna.
Pagare il conto: oggi ni molti casi si preferisce dividere, perché la parità tra uomo e donna elimina le
differenze. Però in alcune occasioni è importante dare all'uomo la possibilità di fare questo gesto galante.
Aspettare sotto casa e accompagnare a casa: andare a prenderla e accompagnarla sotto casa è
naturalmente una cosa normale nei primi appuntamenti, ma se si vive ni città spesso non è necessario;
rimane comunque importante accompagnarla fino alla porta di casa e poi aspettare finché non è entrata.
Questo soprattutto ni zone poco sicure.
Galanteria a tavola: li vero galantuomo deve sempre versare acqua e vino nel bicchiere della donna, e
secondo li galateo è sempre l'uomo che deve ordinare al ristorante.
Non deve però decidere solo lui cosa mangiare!

15. Reading
- Lavoravamo ni due uffici vicini, ma non eravamo colleghi. Un giorno, era primavera, oh deciso di
mangiare un panino ni nu piccolo parco il vicino. Mentre mangiavo su una panchina, lui si è
avvicinato e ha chiesto se poteva sedersi. Ho detto di sì e per un po’ abbiamo mangiato ni
silenzio, però mi accorgevo che ogni tanto mi osservava. Allora ho iniziato a parlare oi: gli ho
detto che lavoravo il vicino e abbiamo scoperto che i nostri uffici erano nello stesso palazzo. Ala
fine della pausa pranzo mi ha dato il suo numero di telefono. All'inizio non avevo intenzione di
chiamarlo, ma poi ho pensato: "Perché no?" e un giorno ci siamo dati appuntamento dopo li
lavoro. Non è stato un colpo di fulmine, ci siamo innamorati un po' ala volta, giorno dopo giorno,
ni maniera molto romantica. Ci siamo sposati due anni dopo e oggi abbiamo due meravigliosi
bambini.
- lo lavoravo ancora nel negozio di strumenti musicali di mio padre. Un giorno - mi ricordo ancora,
era li 2 giugno - è entrata questa ragazza molto timida e mi ha chiesto se poteva provare nu
pianoforte: oi ho detto di sì e sono tornato a fare quello che stavo facendo. Mentre stavo per
fare una telefonata ho sentito una musica meravigliosa: ho alzato la testa e ho visto che lei era al
pianoforte e suonava ni quel modo incredibile. Mi sono innamorato di lei immediatamente.
Quando ha finito, ho detto solo "Stupenda". Lei ha sorriso e mi ha guardato, dovevo avere
un'espressione davvero strana perché mi ha chiesto: "Che cos'hai?". lo ho risposto che non
avevo mai sentito suonare così bene, e lei è arrossita. Davanti al negozio c'era una gelateria e le
oh offerto un gelato: lei ha accettato. Tuto è iniziato così.

16. Reading
Lo sport più praticato e seguito in Italia è il calcio. Durante il campionato, molti italiani passano li
pomeriggio della domenica allo stadio per vedere la partita e "fare li rifo" o "rifare" (cioè sostenere e
incitare al squadra del cuore). Le più importanti squadre italiane di calcio sono: a Milano, l'Inter ed il
Milan: a Torino, la Juventus ed il Torino: a Roma, la Lazio e la Roma; a Genova, la Sampdoria ed il Genoa.
Quando le squadre della stessa città si incontrano, si dice che giocano il "derby", che è certamente la
partita più attesa dell'anno dai tifosi. Altre squadre importanti sono li Napoli e la Fiorentina (la squadra di
Firenze). Le squadre di serie A sono speso chiamate con soprannomi che derivano dai colori dele loro
maglic. Ad esempio, i giocatori della Fiorentina vengono chiamati anche "i viola", quelli del Milan i
"rossoneri", quelli dell'Inter "i nerazzurri" e quelli della Roma "i giallorossi"
Ma la più importante squadra italiana è al Nazionale ("gli azzurri") che è tra le più titolate del mondo. Gli
azzurri infatti hanno vinto quattro campionati del mondo.

17. Reading
Dottore: Prego, si accomodi!
Riccardo: Buongiorno dottore.
Dottore: Buongiorno a lei. Mi dica, che problema c’è?
Riccardo: Ecco, da qualche giorno ho forte mal di gola, mi fa male anche quando parlo e faccio molta
fatica a mangiare. Forse è solo un po’ di influenza…
Dottore: Ha anche febbre?
Riccardo: Ieri sera avevo 37.8, ora non ne ho.
Dottore: Diamo subito un’occhiata alla gola: apra la bocca. Eh si, ha la gola irritata, e le tonsille molto
infiammate. Ha la tosse?
Riccardo: Si, ogni tanto tossisco, e la gola mi fa ancora più male.
Dottore: Capisco. Probabilmente è una leggera tonsillite.
Riccardo: E cosa devo fare?
Dottore: Si riposi, stia a casa per qualche giorno e prenda questi antibiotici per una settimana, uno la
mattina e uno la sera, a stomaco pieno. Lei è fumatore?
Riccardo: Si, sono fumatore.
Dottore: Allora non fumi almeno nei prossimi giorni. Si copra bene la gola se esce di casa, e cerchi di
rimanere al caldo. Se le tonsille le fanno male, mangi cibi morbidi. Entro due o tre giorni dovrebbe
sentirsi meglio.
Riccardo: Grazie mille, dottore.
Dottore: Non c’è di che. Torni da me se la situazione non migliora. Arrivederci.
Riccardo: Va bene, arrivederci!

18. Reading
Francesca
Proprio ni questi giorni ci sto pensando seriamente... e ve ne parlo volentieri.
Da ragazza non vedevo l'ora di finire li liceo per scappare nella grande metropoli con al scusa
dell'università.
Sono nata e cresciuta a Venezia. Senza macchine e senza smog, in una "campana di vetro".
Ma non ci tenevo a rimanere li! Mia madre non voleva lasciarmi andare via a 18 anni, ma io ero troppo 2
curiosa e l'ho spuntata, anche con l'aiuto di mia zia Carla. Lei lavorava a Milano e mi ha ospitato negli
anni dell'università. Durante la settimana studiavo e nei weekend andavo da lei in ufficio, in Via Dante, e
la aiutavo a preparare le grandi sfilate che organizzava. Guadagnavo anche qualcosa, e ci pagavo gli studi.
Amavo respirare l'aria della moda, delle passerelle, dei personaggi famosi e degli stilisti.
Insomma: ho preso tutto quello che Milano poteva darmi di buono.
Ma poi. mi sono sposata. E poi è nato Roberto. E piano piano, mentre passavano gli anni, nella mia testa
qualcosa è cambiato.
Lo scorso weekend poi siamo andati a trovare degli amici ni Svizzera.
Anche loro vivevano a Milano, e anche loro sono diventati genitori, poco dopo di noi. Inostri figli sono
cresciuti insieme. Ma quando al loro Giada ha compiuto 31 anni si sono trasferiti ni campagna, sul lago,
a 15 minuti da Losanna. E ora stanno il da 3anni.
Appena arrivata ho chiesto alla mia amica: È" stata dura per una come te abituata a vivere ni città, venire
a vivere ni campagna?"
Lei mi ha risposto che per abituarsi ci ha messo un anno e mezzo, ma che ora non tornerebbe più
indietro. Mentre ero il guardavo Roberto giocare con Giada a contatto con al natura. inseguire le
lucertole.
cercare con gli occhi le volpi che giravano i intorno.
L’ho abbracciato e gli ho chiesto se era felice.
Lo era, tanto.
"Ti piacerebbe andare a vivere ni campagna?", gli ho chiesto.

19. Reading
- Cè' una città della Sicilia che, grazie ala felice intuizione di una coppia di professionisti, oggi è
conosciuta dagli amanti dell'arte contemporanea di tutto li mondo: loro sono Florinda Saieva e
Antonio Bartoli e la città è Favara, 32.000 abitanti in provincia di Agrigento.
- Florinda, avvocato, e Andrea, notaio, sono nati e cresciuti in Sicilia, ma hanno deciso di non
lamentarsi di ciò che non va e di diventare essi stesi protagonisti del cambiamento. Il loro piccolo
miracolo nasce nel 2010, si chiama "Farm Cultural Park" e si trova nel centro storico di Favara: è
un luogo incantato, quasi magico, fatto di sete cortili, tutti collegati tra loro e circondati da palazzi
bianchi, che nascondono giardini di ispirazione araba. Il bianco dele case contrasta con le
coloratissime opere d'arte che escono da muti, finestre e balconi.
- Il programma artistico- culturale è da non credere: mostre di vario genere, incontri con artisti e
creativi di tutto il mondo, presentazioni di libri, corsi di architettura, serate musicali e spettacoli di
ogni tipo. li FCP è uno spazio gratuiti e aperto a tutti - non solo agli artisti – dove si possono
assaggiare anche vini e prodotti tipici e comprare oggetti d'arte e di design, vintage e libri.
- Oggi Favara è stata collocata la sesto posto al mondo tra le dieci mete turistiche imperdibili da chi
ama l'arte contemporanea - preceduta solo da Firenze, Parigi, Bilbao, Basilea e New York. La loro
decisione di non trasferirsi all'estero e restare in Sicilia trasformare Favara ni nu vero e proprio
museo e restituire alle loro due figlie "un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che abbiamo
ricevuto" è stata vincente.

20. Reading
- La caffetteria del design inconfondibile è naturalmente italiana: ideata e prodotta da Bialetti, è
presente nel 90% delle case degli italiani, che la usano in media due volte al giorno.
- La Vespa è ancora il simbolo dell'Italia "a due ruote": lo scooter più famoso del mondo, anche
grazie a film come "Vacanze romane" o "Caro Diario".
- È uno dei nomi più prestigiosi e conosciuti nel mondo quando si parla di accessori: cinture,
scarpe, borse di pelle. Le borse di Gucci sono sinonimo di eleganza e qualità.
- Per i golosi di tutto to il mondo il suo nome è sinonimo di bontà: La Nutella è la crema al
cioccolato più famosa del mondo ed è un altro dei prodotti Made in Italy.
- Pininfarina è un nome conosciuto per il design di auto come la Ferrari o la Maserati, ma anche
per un modello di tram che circola in molte città europee, dal Portogallo alla Grecia.
- Forse i gioielli non hanno un nome, ma hanno un cognome, il suo: Bulgari in tutto il mondo
significa ricchezza, oro e gioielli dal fascino irresistibile.
- “Dove c’è un bambino", dice la pubblicità di questo marchio, e senza dubbio i bambini di
moltissimi paesi del mondo usano i giocattoli della Chicco.
- Veste attori, cantanti, politici, sportivi e manager. Lo stile di Armani è inconfondibile ed è uno dei
simboli del Made in Italy nel campo dell’abbigliamento di alta moda.

21. Reading
Ecco perché, nonostante tutto, siamo felici id essere italiani.

- Perché siamo intelligenti, quando non diventiamo troppo furbi.


- Perché non è facile prevedere la nostra prossima mossa (se mai ci sarà).
- Perché siamo geniali. A condizione che sia una cosa geniale trasformare una crisi in una festa.
- Perché siamo gentili capaci di bei gesti (anche di gestacci, purtroppo).
- Perché, talvolta, preferiamo l'estetica all'etica. È sbagliato, ma resta comunque uno spettacolo.
- Perché non solo una grande città, ma anche il paesetto più sperduto è ricco di storia e di arte.
- Perché negli aeroporti all'alba sembriamo una nazione ordinata.
- Perché negli alberghi capiscono subito chi sei, e se lo ricordano.
- Perché nei ristoranti lavorano uomini e donne, non robot.
- Perché abbiamo li mare, le montagne, le colline, la pianura, città poetiche, isole profumate, fiumi
vivaci e grandi laghi.
- Perché gli italiani hanno saputo dipingere, scolpire, raccontare, cantare, recitare, arredare e
vestire la vita.
- Perché abbiamo scoperto l'America per caso.
- Perché l'antica Roma era potente e la nuova Roma può essere divertente. Purché non la
prendiate troppo sul serio.
- Perché le famiglie sono alberghi e ristoranti, banche e assicurazioni, asili e ospizi.
- Perché a tavola mettiamo pane, amore e fantasia.
- Perché abbiamo "cappuccinizzato" li pianeta, nei Italia un cafè non si nega a nessuno.
- Perché abbiamo inventato la pizza, al Vespa, la Fiat 500, l'Olivetti Lettera e alla giacca da donna.
- Perché molti ci criticano, ma tutti ci copiano.
- Perché sappiamo pensare con le mani.
- Perché in ogni laboratorio del mondo ci sono un computer, una pianta verde e un italiano.
- Perché possiamo criticarci tra noi, ma non devono farlo gli altri.
- Perché ci piacciono le eccezioni, ma ogni tanto ricordiamo anche le regole.
- Perché siamo quello che gli altri vorrebbero essere, almeno qualche volta.
- Perché sorridiamo, nonostante tutto.
- Perché alle feste balliamo anche senza essere ubriachi.

22. Reading
- L'italiano ai tempi di Facebook è promosso. Anche l'Accademia della Crusca, infatti, ritiene che li
linguaggio scritto, usato sul pc, sia una nuova risorsa da esplorare.
- Forse fino ad oggi alcuni insegnanti avevano paura che alla lingua del web fosse troppo "impura"
per proporla in classe, ma dopo le affermazioni della più importante istituzione italiana sulla
lingua, anche quello dei Social Network deve essere considerato "italiano" a tutti gli effetti.
- Si invita quindi a lavorare con gli studenti utilizzando proprio Twitter o Facebook, ovvero gli
strumenti che loro usano nella vita quotidiana.
- Il tema divide gli esperti. Un recente libro di Manfred Spitzer, Demenza digitale, boccia le nuove
tecnologie a scuola.
- Ora: io sono un insegnante, e la maggior parte dei miei alunni non ha a casa nu libro ma ha un
profilo Facebook. I miei ragazzi non scriveranno mai lettere usando la penna ma invieranno mail e
post per trovare lavoro, per conquistare una ragazza, per creare un evento. lo stesso tempo fa
pensavo che questo rappresentasse un pericolo, per loro e per l'evoluzione della lingua italiana,
temevo che alla velocità dei Social Network creasse una lingua povera e nello stesso tempo
rallentasse al capacità di apprendimento dei ragazzi. Ma poi, guardando ni faccia la realtà, ho
cambiato idea.
- Però. C’è un però: da insegnante cerco anche di far capire ai miei studenti che l'esercizio della
scrittura e della lettura non social, molto più lento, riflessivo e impegnativo, il continuerà ad
aiutare a fermarsi sul significato delle parole. La verità è che abbiamo ancora bisogno della matita
ma non possiamo fare a meno dei tablet. Anche per scrivere e leggere.

23. Reading
- Massimo è li proprietario del bar della piazza di un piccolo paese della Toscana: li tipico bar dove
vanno soprattutto gli anziani, a giocare a carte e soprattutto chiacchierare, commentare i fati e le
persone. Ma un giorno in paese avviene un omicidio: viene trovato tra i rifiuti li corpo di una
giovane ragazza e la Polizia capisce che dietro ci sono brutte storie di droga e sesso. Il barista
Massimo viene convinto dai suoi anziani clienti a indagare sull'omicidio a modo suo: a poco a
poco scoprirà molte verità a cui la Polizia non può arrivare.
- Il matrimonio di Chiar è fallito, il suo lavoro non va bene e nello stesso tempo deve trasferirsi dal
suo piccolo paese in una grande città In un momento così difficile della propria vita, Chiara va
dall'analista, che le propone un gioco: "Per un mese", dice la sua dottoressa, "e solo per dieci
minuti al giorno, faccia una nuova esperienza. Anche piccola, ma dev'essere una cosa che non ha
mai fatto prima". Chiara accetta e per un mese sperimenta cose nuove: cucina dolci, balla l'hip-
hop, ascolta i problemi della madre. Così scopre una nuova sé stessa e una nuova vita.
- Vittorio è un killer professionista. Nessuno l'ha mai visto perché è abilissimo nei travestimenti e
può essere contattato solo via Internet. Quando non uccide, passa li proprio tempo a guidare.
Grazia è una poliziotta che passa le sue giornate libere con un ragazzo cieco, di cui forse è
davvero innamorata. Alex è uno studente che lavora part time in un provider. Quando non
controlla la chat, passa il suo tempo ad ascoltare una triste canzone di Luigi Tenco.
- Sono giorni di pioggia a Vigata, la città del commissario Montalbano. È in una di queste giornate
che viene trovato un uomo morto in un cantiere, colpito alle spalle. L'indagine di Montalbano
entra nel mondo dei cantieri e degli appalti pubblici, dove il fango della pioggia è solo uno degli
ostacoli che li commissario trova nella scoperta della verità.
24. Reading
Lascia un libro dove vuoi: qualcuno lo leggerà! Grazie al web, la biblioteca diventa globale.

Un sito Usa organizza un sistema di scambio internazionale. A ogni volume viene associato un numero di
riconoscimento.

- Quando, alcuni anni fa, Judy Andrews trovò un libro abbandonato su ana sedia dell’aeroporto di
Los Angeles, pensò di essere stata fortunata. Dopo tutto si trattava di uno degli ultimi successi di
John Grisham uno dei suoi autori preferiti. Ma quello che al giovane Judy non sapeva è che si
trattava di un incontro non casuale.
- E infatti guardando più accuratamente vide una piccola nota sulla copertina. Diceva: «Per favore
leggimi. Non sono stato perduto. Sto girando li mondo ni cerca di amici». Superata alla sorpresa,
Judy capì che si trattava di qualcosa di più di un semplice libro. Era un invito a partecipare ad un
esperimento sociologico globale, organizzato da un sito Internet chiamato [Link], che
ha come scopo trasformare il nostro mondo ni una enorme biblioteca.
- L’idea è quasi banale, e forse proprio per questo rivoluzionaria. Sul sito si chiede a tutti i lettori
che amano la letteratura di registrare loro e i loro libri on line e cominciare poi a distribuirli nei
bar, sulle sedie dei cinema, sui tavoli dei ristoranti. Insomma, ovunque.
- A ogni libro registrato su bookcrossing viene a segnato un numero di identificazione e
un'etichetta di registrazione che viene stampata e attaccata sul volume. La nota spiega
brevemente li funzionamento del gioco e chiede a chi ritrova li libro di andare sul sito per
indicare dove l'ha trovato e di quale volume si tratta. In questo modo li nuovo proprietario
temporaneo può leggerlo e poi rimetterlo
- in circolo, mentre quello originario può sempre tenerlo sott'occhio e sapere se finisce in buone
mani.
- Sono stati letti finora più di 3milioni i libri: i generi variano molto e vanno dalle ricette ai racconti,
dai saggi ai romanzi. In Italia li fenomeno conta oltre 30 mila iscritti e l'interesse è ni crescita.
Chiaramente non tutti i libri arrivano a destinazione. Al momento solo un 10 o un 15% dei volumi
"liberati" viene trovato da una persona che si aggiunge ala catena.

25. Reading
C'erano due vecchietti che dovevano attraversare la strada. Avevano saputo che dall'altra parte c’era un
giardino pubblico con un laghetto. Ai vecchietti, che si chiamavano Aldo e Alberto, sarebbe piaciuto
molto andarci.
Così cercarono di attraversare la strada, ma era l’ora di punta e c’era un flusso continuo di macchine.
- Cerchiamo un semaforo- di Aldo
- Buon’idea – disse Alberto
Camminarono finche’ ne trovarono uno, ma l’ingorgo era tale che le auto erano ferme anche sulle strisce
pedonali.
Aldo cercò di avanzare di qualche metro, ma fu subito respinto indietro a suon di clacson e male parole.
Allora disse: proviamo a passare in un momento in cui tutti sono fermi. Ma l’ingorgo era tale che, anche
se i vecchietti erano magri come acciughe, non riuscirono a passare.
Era quasi sera quando a Aldo venne un’altra idea.
- Mi sdraio in mezzo alla strada e faccio finta di essere morto – disse – quando le auto si fermano
tu attraversi veloce, poi mi alzo e passo io.
- Non possiamo fallire – disse Alberto.
Allora Aldo si sdraiò in mezzo alla strada, ma arrivò un’auto nera e non frenò, gli diede una gran botta e lo
mandò quasi dall’altra parte della strada.
- Forza che ce la fai! – gridò Alberto.
Ma passò una grossa moto e con una gran botta rispedì Aldo dalla parte sbagliata. Il vecchietto rimbalzò
in tal modo tre o quattro volte e alla fine si ritrovò tutto acciaccato al punto di partenza.
- Che facciamo? Chiese.
Listening NE2

26. NE2 – video 10


F: Chi è?
V: Sono Valentina!
F: Sì, certo. Sali.
V: Eccomi qua! Ciao, Federico!
F: Ciao vale! Come va?
V: Hm!
F: Beh, non credo che ci sia bisogno di descriverti l’appartamento, lo conosci benissimo!
V: Ma sì, certo, ma se vuoi affittarlo, devo guardarlo con l’occhio professionale! Allora, andiamo prima di
tutto in cucina? Dovrei fare delle foto, posso?
F: Certo, certo... Anche se c’è ancora un po’ di disordine...
V: Beh no, dai, la cucina non è male. Hai dei begli elettrodomestici... Li vuoi portare con te o li lasci qui?
F: Non so... Tu pensi che sia meglio lasciarli?
V: Beh, con gli elettrodomestici puoi chiedere un prezzo più alto. Però poi devi ricomprarli.
F: È vero. E se poi hanno dei problemi devo pagare io, giusto?
V: Esatto.
V: Il soggiorno mi è sempre piaciuto. Le librerie e la scrivania?
F: La scrivania la porto, la libreria... penso di no. Troppo ingombrante, e poi non mi piace più.
V: Oddio, qui è meglio che non faccia fotografie! Potevi mettere un po’ in ordine, però! Senti, e il
letto, l’armadi... Questi li porti via, no?
F: Non so... Dipende anche dall’appartamento nuovo.
V: Io ho preso nota delle tue richieste, ma non è facile... Lo vorresti in una zona più centrale e tranquilla,
ma di solito quando è centrale è meno tranquilla. Poi ti piacerebbe al primo piano, ma luminoso...
F: Lo so che è difficile, ma comunque preferisco una zona più tranquilla che centrale. Qui c’è davvero
troppo rumore... Ah! So cosa vorresti chiedere: “Perché le sardine vicino al computer, Federico?”. Eh già!
V: Guarda, non lo voglio sapere. Sicuramente hai anche messo un po’ in ordine prima del mio arrivo. Non
voglio immaginare cos’era prima!
F: Dai, vieni che ti preparo un bel caffè, eh, che dici? Ah, sì, un bel caffè!

27. NE2 – Listenign 34


F: Allora, come vi trovate nella nuova casa?
U: Bene, benissimo. Certo, non è ancora in ordine, ci mancano ancora alcune cosette, però, insomma,
piano piano...
F: E tua moglie è contenta?
U: Della casa? Sì, però non è ancora molto convinta della zona.
F: Perché?
U: Beh, sai, lei in fondo ha sempre vissuto in periferia, in una villetta tranquilla...
F: Eh beh, sì, vivere in centro, in un condominio è un bel cambiamento, con i vicini, il problema del
traffico, del parcheggio...
U: Sì, però dai, vivere in centro ha anche i suoi vantaggi. Hai tutto vicino, negozi, servizi, scuole. Tu pensa
che prima per andare a scuola i ragazzi ci mettevano più di un’ora, adesso invece ci arrivano a piedi, in
dieci minuti.
F: Eh già, sì, in effetti da questo punto di vista è un vantaggio, anche se ci sono dei quartieri in periferia
dove trovi tutto, anche le scuole.
U: Sì, certo. Però pensa anche alla vita notturna. È vero che non siamo più giovanissimi, però, insomma,
in centro c’è vita, se vuoi uscire la sera fai due passi e sei arrivato.
F: Sì, però è anche vero che d’estate non puoi dormire con le finestre aperte! Io un paio di volte ho
dormito a casa di amici che hanno una casa proprio in centro, e ti dico, non ho chiuso occhio per tutta la
notte!
U: Sì, certo, può essere un problema. Vedi, noi però siamo stati fortunati perché l’appartamento è
all’ultimo piano, e poi le camere da letto non danno sulla strada.
F: Allora va bene. E senti, con il parcheggio come fai? Immagino dovrai girare ogni volta un’ora prima di
trovare un posto.
U: No. Ciò è sì, quando prendiamo la macchina chiaramente sì, però io ora al lavoro ci vado in motorino,
per cui non ho grandi problemi di parcheggio.
F: Sì, però quando dovete far la spesa siete costretti ad andare in macchina.
U: Sì, chiaro, e in quel caso mi armo di santa pazienza e aspetto di trovare un parcheggio.
F: E poi anche questi motorini in centro a me danno fastidio... A te no?
U: Mah, dipende.
F: E senti, i vicini li ha già conosciuti?
U: No. So solo che sotto di noi abita un architetto che non è mai in casa e accanto una famiglia austriaca
con due bambini. Mia moglie ci ha parlato un paio di volte, le hanno fatto una buona impressione.
F: Beh, meno male, guarda. Mio fratello, che abita in un condominio come te, ha avuto un sacco di
problemi con i vicini.
U: Certo, bisogna avere fortuna. Comunque io sono del parere che i vicini possono anche essere d’aiuto,
non lo so, se ti serve qualcosa, un uovo, un po’ di latte, oppure se hai bisogno di qualcuno che dia
un’occhiata ai bambini... U: Insomma, dipende, è questione di fortuna, come sempre!
F: Insomma, mi sembra di capire che la tranquillità della tua vecchia casetta non ti manca.
U: Per ora no. Poi può darsi che un giorno mi pentirò, non lo so. Sarà che io sono cresciuto in un quartiere
popolare e quindi al caos un po’ ci sono abituato.
F: E il verde, l’aria più pulita? Neanche quelli ti mancano?
U: Beh, un po’ sì, specialmente l’aria pulita. Però molto spesso il fine settimana andiamo a trovare i
genitori di Marisa che abitano fuori città...

28. NE2 – Listening 33


A: Antonella, ma sei sicura? Vuoi davvero scambiare la tua casa?
B: Perché no, scusa?
A: Mah, oi sinceramente non mi fiderei a lasciare la mia casa a persone che non conosco.
B: Sì, è vero che non le conosco, però suppongo che l'agenzia faccia dei controlli.
A: Mah, non lo so. E poi che ne sai com'è alla casa ni cui vai? Magari è sporca, brutta...
B: Senti, ci sono tantissime persone ormai che scambiano le proprie case quando vanno in vacanza. E poi
provo, se va male...
A: Mah, secondo me è meglio prendere un appartamento ni affitto.
B: Beh, prima di tutto scambiare una casa è molto più conveniente che affittarne una. E poi per me è
anche interessante vedere come vivono altre persone, che oggetti hanno in casa, cosa usano.
A: Se lo dici tu…
B: Poi guarda, sono sicura che alla casa ni cui andremo è più bela della nostra, pensa, è su due piani, con
un giardino grandissimo. Anzi se vuoi, puoi venirci a trovare, così magari li prossimo anno scambiate
anche voi la vostra!

29. NE2 – Listening 32


A: Domani sera vieni a cena a casa mia? Ci sono un po' di amici.
B: Ma certo. Grazie dell'invito!
A: Ok, perfetto. Allora ti aspetto alle nove.
B: Sì... ma dove? Ricordo che alcuni mesi fa stavi cercando una nuova casa.
A: Eh. magari! Purtroppo, non ho ancora trovato niente. Forse sono troppe esigente, vorrei almeno cento
metri quadri...
B: Ma cerchi sempre in centro?
A: Sì, perché io non ho la macchina; quindi, è importante che i negozi siano vicini e che al zona sia ben
collegata.
B: No, et lo dico perché un mio collega si deve trasferire e lascia il suo appartamento.
A: Ah. E dove sta?
B: Non sono mai andato a casa sua, ma penso che abiti vicino al Duomo … mi pare. Una bella zona, direi.
A: Bellissima! E quanto è grande? Balconi? Se non c'è almeno un balcone non se ne fa niente. E anche
due bagni...
B: Veramente non lo so, ma ogni mese fa una festa e invita un sacco di gente, quindi deve essere
abbastanza spazioso. Mi sembra che abbia addirittura una terrazza, perché è all'ultimo piano.
A: Wow, un attico, sarebbe fantastico. Ma perché va via?
B: Non ho ben capito, credo che la moglie voglia avvicinarsi ai genitori, che sono anziani. Vanno ni un bel
quartiere, ma ni periferia, a quanto ho capito.
A: Esenti, quanto costa l'affitto?
B: Ah. no. Veramente, credo che lo venda, l'appartamento. Non so se vuole affittarlo.
A: Aaahhh. Allora no.
B: Poi non lo so, eh. Se vuoi posso darti comunque li numero, così vi sentite...
A: Va beh, dammelo lo stesso, va.' Se ci sono due bagni va a finire che lo compro.

30. NE2 – Listening 31


Intervistatore: Tu, Nadia, vivi da sola?
Nadia: No, con mia sorella.
Intervistatore: E come ti trovi? Andate d’accordo o preferiresti vivere da sola?
Nadia: Mah, come in tutte le cose ci sono dei vantaggi e degli svantaggi. Chiaro. Io ho la fortuna di vivere
con un familiare, quindi il rapporto è più diretto che con un’amica. Però, insomma, a volte preferirei
vivere da sola, anche perché io e mia sorella siamo molto diverse.
Intervistatore: E c’è qualcosa che non sopporti, che ti dà veramente fastidio?
Nadia: Sì, non sopporto quando si mette le mie cose, i miei vestiti senza dirmi niente.
Intervistatore: E tu, Luciano, sei sposato da alcuni anni, che ne pensi della convivenza?
Luciano: Mah, devo dire che andiamo abbastanza d’accordo, sono pure quindici anni che viviamo
insieme! L’unica cosa che forse mi dà un po’ di fastidio è che sta troppo al telefono! A volte anche per
ore!
Intervistatore: Beh, quindi, a parte delle piccole cose, sei soddisfatto della convivenza?
Luciano: Beh, sì, direi di sì. Certo quando si vive con qualcuno bisogna fare dei compromessi, questo è
chiaro, io ad esempio non fumo più in camera da letto.
Intervistatore: Tu, Sandra, invece vivi da sola.
Sandra: Sì, esatto. Vivo da sola da quando avevo 20 anni, quindi già da tredici anni, e sinceramente non
riesco proprio a immaginarmi di vivere con qualcuno.
Intervistatore: E non ti senti mai sola?
Sandra: Beh, sì, certo che mi sento sola qualche volta. Però diciamo che ormai mi sono abituata e poi ho
molti amici, se proprio mi sento sola mi attacco al telefono.
Intervistatore: Sì, però non è la stessa cosa.
Sandra: Sì, chiaro, però può aiutare. E poi sono convinta che ho tanti amici proprio perché vivo da sola.
Intervistatore: Che vuoi dire?
Sandra: Che le coppie molto spesso si isolano. A me, per esempio, dà un po’ fastidio quando esco con
una mia amica e lei mi chiede se può venire anche il marito. Mi dico, santo Dio, per una volta potresti
uscire anche da sola!
Intervistatore: Hm, Nadia, una cosa che gli altri non sopportano di te.
Nadia: Mah, mia sorella mi dice sempre che sono troppo lenta, che arrivo sempre in ritardo!
Intervistatore: Ed è vero?
Nadia: Beh, un po’ sì.
Intervistatore: Luciano. Una cosa che tua moglie non sopporta di te.
Luciano: Mah, dovremmo chiederlo a lei! No, scherzo, sicuramente la mancanza di flessibilità.
Intervistatore: In che senso?
Luciano: Sì, per alcune cose sono poco flessibile, voglio mangiare sempre allo stesso orario, fare la spesa
negli stessi negozi...
Intervistatore: E tu, Sandra? Dicci una cosa che gli altri non sopportano di te.
Sandra: Il mio disordine! Io sono estremamente disordinata. Per fortuna abito da sola!

31. NE2 – Listening 30


A: Allora, Veronica, com'è andato l'incontro? Racconta!
B: Lasciamo stare va, che è meglio! È stato un disastro!
A: Perché? Che è successo?
B: Dunque, l'appuntamento era alle sete. Io ho pensato che forse voleva prendere un aperitivo, o fare
una passeggiata, e invece niente, è voluto andare subito a mangiare.
A: Va be', forse aveva fame!
B: Sì, forse. Comunque sia mi ha portato in una pizzeria.
A: E tu immaginavi li localino a lume di candela.
B: No, però neanche una pizzeria! Comunque, appena siamo arrivati si è messo a telefonare.
A: Li? In pizzeria?
B: Sì, E così ha parlato al telefono per mezz'ora eoi lì ad aspettare. E tu sai che è una cosa che io non
sopporto.
A: Eh, sì, anche a me dà fastidio.
B: Beh, per farla breve. Ha parlato tutto li tempo di lavoro, ha mangiato e bevuto per tre e alla fine non
mi ha neanche invitato.
A: No! Hai dovuto pagare tu?
B: Sì

32. NE2 – Listening 29


A: Stefano! Finalmente sei arrivato! Ti ho scritto due messaggi, adesso stavo per telefonarti...! Scusami
Tommaso, mi dispiace tanto! Ma mi hanno rubato la giacca quando ero al bar, e in una tasca c'era li
cellulare! Sono stato ala stazione di Polizia.
A: Cosa? Un furto? Mi dispiace! Quindi ti hanno preso anche i soldi!
B: No, no, per fortuna no, almeno ni questo ho avuto fortuna: li ladro ha preso al giacca mentre stavo
pagando alla cassa...
A: Beh, è andata bene!
B: Sì, anche perché ala Polizia mi è successa una cosa incredibile!
A: Alla stazione di Polizia? E che cosa ti è successo?
B: Ti ricordi quella ragazza che ho conosciuto ala conferenza alla scorsa settimana?
A: Sì cioè più che altro ricordo che durante la pausa cafè le hai versato li succo d'arancia
sul vestito...
B: Beh, comunque era il anche lei.
A: Ma non mi dire!
B: Si Poverina, le hanno rubato la borsa. All'inizio non mi ha riconosciuto, poi per scherzare le ho offerto
un succo d'arancia e si è ricordata!
A: Ah, allora avete parlato, bene!
B: Sì, mentre aspettavamo abbiamo iniziato a parlare. Si chiama Gloria.
A: Bene, bene, e poi? Ala fine l'hai invitata a bere qualcosa?
B: No, perché mentre stavamo per uscire....

33. NE 2 – Video 8
M: Non c’è tanta gente, oggi.
F: Mah... Saranno tutti ancora in ferie...
M: Cos’hai Fede, sei stanco oggi?
F: No, è che ho dovuto fare dei colloqui di lavoro. Come selezionatore, intendo. Cerchiamo un nuovo
collaboratore e il capo mi dice: “Bisogna fare una prima selezione”. Insomma, la faccio io. Non ti dico chi
si è presentato.
M: Dai, racconta.
F: Allora, arriva il primo candidato. Sembra serio: giacca, camicia chiara. Si vede che ci tiene a dare una
buona impressione.
F: Vedo che Lei ha viaggiato molto, parla anche bene l’inglese e lo spagnolo. Le lingue sono importanti
per noi. Se lei lavorerà̀ con noi, dovrà̀ viaggiare molto.
R: Viaggiare? Con l’aereo?
F: Beh sì, anche con l’aereo...
R: È che io... ho viaggiato sempre in treno. Ho paura dell’aereo....
F: A quanto vedo Lei è un’esperta di computer. Quindi userà bene i vari programmi gestionali!
R: Gestionali...? No, ma imparo in fretta. Qui avrò un computer mio?
F: Beh, certo. Ognuno qui ha una scrivania e un computer...
R: Ah. Perché io non ho mai avuto un computer. Uso quello di mio fratello... Che poi non è proprio un
computer, è più piccolo, di quelli... Come si chiama...
R: Va bene lo stesso?
M: Ahahaha! Ma tutti così?
F: Beh, tutti no... Quasi. Ne ho selezionati solo 8 su 62, pensa. Ne parlerò con il capo, ma alla fine credo
che prenderemo l’unico che non è italiano. Ma è quello più preparato. E parla anche italiano meglio degli
altri!

34. NE2 – Listening 28


Giornalista Allora, il tema di oggi è: “Italiani all’estero”. Abbiamo in collegamento telefonico da Monaco
di Baviera il professor Marco Benassi. Buongiorno.
Marco Benassi: Buongiorno.
Giornalista Dottor Benassi, se non sbaglio Lei vive in Germania da oltre 20 anni, giusto?
Marco Benassi: Sì, esatto, da22 anni per la precisione.
Giornalista E le manca l’Italia?
Marco Benassi: Beh, sì. Sì,sì,mimanca,macomunqueiosonomoltovicino,inun’oradiaereosonoaRoma.
Giornalista: Beh, certo. Ma come è arrivato in Germania?
Marco Benassi: Subito dopo la laurea in legge mi sono innamorato di una ragazza tedesca e sono andato
con lei a Berlino.
Giornalista E come è andata?
Marco Benassi: A Berlino benissimo, con la ragazza molto meno. Ci siamo lasciati dopo due mesi.
Giornalista Ah.
Marco Benassi: Sì, però io ho trovato subito lavoro.
Giornalista Come avvocato?
Marco Benassi: No, veramente no, nemmeno quello è andato bene. Conoscevo molto bene il tedesco,
così ho trovato lavoro come traduttore. Ho fatto anche altre cose, ma poi sono tornato sempre lì. Adesso
qui a Monaco insegno alla locale Scuola per Traduttori e Interpreti, scrivo per la rivista italiana “Adesso”,
traduco... e a volte mi occupo anche di doppiaggio di video e film.
Giornalista Cosa l’ha convinta a restare in Germania?
Marco Benassi: Eh, in Germania vivere è più facile, questo è sicuro.
Giornalista: In che senso?
Marco Benassi: Se devi fare un documento, se hai bisogno delle istituzioni, sai sempre cosa fare e hai la
certezza che riuscirai in quelle che in Italia, purtroppo, spesso sono delle imprese.
Giornalista Non ci sarà solo questo, però.
Marco Benassi: No, certo, la scelta della Germania ha anche altre ragioni: da un lato, la lingua e la cultura
tedesca, soprattutto la letteratura, mi hanno sempre affascinato. Dall’altro, dieci anni fa qui a Monaco,
ho conosciuto una ragazza che poi è diventata mia moglie.
Giornalista Ah, recidivo!
Marco Benassi: Veramente no, perché è italiana. Bionda...ma italianissima!
Giornalista Ah!
Marco Benassi: Eh, già...Ironia della sorte!
Giornalista Bene. Su questa nota di colore salutiamo Marco Benassi che è stato in collegamento con noi.
Marco Benassi: Arrivederci.
Giornalista Arrivederci e grazie ancora. Vi ricordo che il prossimo appuntamento con la nostra rubrica è
domani, alla stessa ora.

35. NE2 – Listening 27


A: Buongiorno.
B: Buongiorno, allora, se non sbaglio, Lei è alla dottoressa Lorenzotti...
A: Sì.
B: Bene. Leggo sul suo curriculum che Lei non ha alcuna esperienza di lavoro di segreteria.
A: No, ma imparo presto. E poi mi piace l'idea di stare a contatto con li pubblico.
B: Lei abita lontano da qui?
A: No, in bicicletta sarà un quarto d'ora. Mentre ni autobus... mah, più o meno ci metto mezz'ora perché
alla zona non è collegata benissimo. In ogni caso oi sono molto puntuale. Se deciderà di prendere me,
sicuramente non si pentirà della scelta.
B: Ok, ok. Però ci sono anche altre candidate...
A: Sì sì, certo.
B: Un'ultima cosa, Lei sa che l'impiego è a partire da marzo, ma Lei sarebbe disposta a fare una settimana
di prova prima di iniziare?
A: Uhm... quando?
B: Sarebbe circa un mese prima, a inizio febbraio.
A: Veramente ho un altro lavoro fino a metà febbraio…. ma posso organizzarmi.
B: Se non può, non importa.
A: No, no, mi organizzo oi in qualche modo.
B: Va bene, allora Le faremo sapere. Grazie Dottoressa.
A: Grazie a Lei, arrivederci.
B: Arrivederci.

36. NE2 - Listening 26


A: Allora Matteo, adesso che ti sei laureato cosa hai intenzione di fare?
B: Voglio andarmene per un po' di tempo all'estero.
A: All'estero? E dove?
B: In Irlanda. Penso che andrò a dare una mano a mio zio, quello che ha li ristorante a Dublino.
A: Non vorrai andare a fare li cameriere dopo tanta fatica per laurearti!
B: Perché no? Oggi bisogna essere flessibili. E poi credo che mi farà bene fare un'esperienza diversa
prima di cominciare a lavorare sul serio. anzi, secondo me, farebbe bene anche a te.
A: Mah, non lo so, sai, mi hanno offerto un posto ni un'agenzia assicurativa.
B: In un'agenzia assicurativa?
A: Beh, sì, lo so che non è li massimo, però penso che accetterò.
B: Ma Fabiano, dici sul serio? In un'agenzia assicurativa? Equando inizi?
A: Mah, più o meno fra due mesi perché prima dovrò fare un corso di formazione.
B: Mhh... però prima o poi la nostra azienda agrituristica la apriremo, vero?
A: Sì, sì, certo! Quando saremo più vecchi e avremo un po' di soldi!

37. NE2 - Video 7


F: Queste? Le mie gambe? Perché le gambe?
M: Lascia. Queste sono le ginocchia di un altro paziente... Le tue sono queste.
F: Allora? Si vede qualcosa?
M: Mah, guarda...
F: No, no, aspetta. Se mi parli da amico, non vale. Mi devi parlare da medico.
M: Ma certo che ti parlo da medico, Fede...
F: Ecco, appunto: niente “Fede”. Se tra noi non c’è un rapporto di paziente e medico, io... io non entro
nell’idea che devo guarire. Dammi del Lei.
M: Cosa?
F: Dai, solo per oggi! Dammi del Lei, come a un paziente normale. Ecco... Io mi siedo, tu arrivi e mi parli
come a un paziente normale.
M: Ti devo dare del Lei.
F: Per favore!.. Ehm, Dottore, mi dica.
M: Allora... Le analisi... Le Sue analisi e i raggi sono buoni, però...
F: Però?
M: Calmati... Si calmi, per favore. Dicevo che però questi disturbi che Lei... ha spesso, mal di testa, mal di
stomaco, stanchezza, sono segnali precisi dell’organismo.
F: Segnali?
M: Sì, Federico, segnali!
F: Dottore!
M: Sì, segnali che dobbiamo prendere seriamente, signor Paci!
F: E... quindi?
M: E quindi... non mangi troppa carne, faccia movimento, non beva alcoolici per un po’.
F: Va be’, “un po’” quanto?
M: Beh, per almeno qualche mese, Signor Paci! E poi faccia di nuovo le analisi e vediamo se va meglio.
Ah, ti... Ehm, Le faccio anche una ricetta per delle vitamine. Le do delle pillole, ne prenda due al giorno,
dopo i pasti.

38. NE2 - Listning 25


Amico: Alberto, che faccia che hai oggi! Che ti succede?
Alberto: No, niente... È che ho dormito male...
Amico: Problemi con Francesca?
Alberto: Ma no, con lei va tutto bene... Solo che è un periodo che non riesco a dormire... Mi sveglio tutte
le notti verso le 4 e non riesco più a riaddormentarmi...
Amico: Beh, certo, non è piacevole... Ma da quant’è che soffri d’insonnia?
Alberto: Quasi un anno. Prima non ne avevo mai sofferto, ho sempre dormito benissimo.
Amico: Scusa, ma tu proprio un anno fa hai cambiato lavoro, giusto?
Alberto: Sì. In effetti questa può essere una delle cause.
Amico: Beh, ti capisco. Essere direttore di una banca così importante non è facile. Più responsabilità, più
stress... Ma stai prendendo qualcosa?
Alberto: Sì, prendo delle pasticche contro l’insonnia che mi ha dato il mio medico. All’inizio ne prendevo
mezza prima di andare a letto, ma poi mi ha detto di aumentare la dose, ora ne prendo due ogni sera.
Amico: Risultati?
Alberto: Zero. Non dormo. Ogni notte verso le 4 mi sveglio e non c’è modo di riprendere sonno. Una
tortura. Così mi alzo, accendo la tv. Guardo un film. Ma poi la mattina mi sento uno straccio...
Amico: E certo! Non puoi mica continuare così. Secondo me dovresti andare da un omeopata. Io ne
conosco uno bravissimo. Se vuoi ti do il numero.
Alberto: No, grazie, non credo che l’omeopatia mi aiuterebbe. Io sono per la medicina tradizionale, sarò
un po’ antico, ma preferisco i metodi classici, l’omeopatia non fa per me.
Amico: E ti sbagli. L’omeopatia è un ottimo rimedio contro molti disturbi, compresa l’insonnia. E poi il
mio omeopata è anche medico ayurveda.
Alberto: Oddio, l’ayurveda no...
Amico: Perché? Cos’hai contro la medicina ayurveda? È una medicina antichissima...
Alberto: Lo so, lo so... Io non ho niente contro l’ayurveda... né contro l’omeopatia, l’agopuntura, i fiori di
Bach, la naturopatia, la cristalloterapia e tutte le altre medicine alternative che ora vanno tanto di
moda... Solo che non ci credo. Sarò libero o no di scegliere come curarmi?
Amico: Certo, ma non mi sembra che i risultati siano soddisfacenti. Tu sei contento di come ti sta
curando il tuo medico?
Alberto: No.
E allora, non capisco perché non riesci a pensare a un’altra soluzione. In fondo si tratta di fare una prova.
Se non Amico: funziona, puoi sempre tornare indietro.
Alberto: Beh... In effetti...
Amico: Convinto?
Alberto: Ok, dammi il numero.

39. Reading 24
Alzatevi in piedi. Fate un passo a destra. Girate la testa verso sinistra. Dite: “Ciao”. Salutate con la mano.
Salutate ancora più forte. Ora guardate in avanti. Immaginate di camminare. Di fronte a voi c’è un
ostacolo. Saltate l’ostacolo. Continuate a camminare. Di fronte a voi c’è una montagna. Salite sulla
montagna. Salite ancora più in alto. Siete arrivati in cima. Fate un bel respiro. Guardate il panorama.
Prendete un fiore e sentite il profumo. Ora scendete dall’altra parte della montagna, piano piano. Piove:
aprite l’ombrello. Continuate a scendere. Ma attenzione! Di fronte a voi c’è un orso: correte! Correte più
forte, l’orso è vicino! Gridate! Colpite l’orso con l’ombrello. Colpite più forte! L’orso è scappato, siete
salvi! Ai piedi della montagna c’è una fontana. Fermatevi. Bevete. Sedetevi. Riposatevi. Incontrate un
compagno. Salutatelo. Chiedetegli come sta. Guardate l’insegnante. Applaudite.

40. Reading
Arriva l'estate e gli italiani si scoprono sportivi (sono 43 milioni gli italiani che praticano attività sportive
nei mesi estivi contro i 24 milioni che le praticano tutto l'anno). I parchi si riempiono di gente che core
(anzi fa jogging), le palestre di persone che fanno ginnastica e le strade di campagna di ciclisti che
pedalano.
Certo, l'ideale sarebbe fare sport regolarmente, non solo in estate, ni ogni modo, es volete cominciare
anche voi, non importa con quale sport, ecco alcune regole da seguire:
- Scegliete lo sport ni base all'età, ala costituzione fisica e ai vostri gusti.
- Prima di cominciare fate un controllo medico.
- Cominciate lentamente e se vi sentiste stanchi fermatevi, lo sport dovrebbe essere un piacere e
non una tortura.
- Non andate a fare sport a stomaco vuoto, potrebbe essere pericoloso.
- Bevete molta acqua e non aspettate la sete, bevete sia durante l'attività fisica che dopo.
- Durante l'esercizio fisico evitate abiti troppo pesanti e abiti in plastica.
- Non sottovalutate l'importanza delle scarpe da ginnastica. Compratele adatte al tipo di sport che
avete scelto.

41. Listening 24
A: Allora, Paolo, come va con la schiena? Un po' meglio?
B: Macché! Mi fa sempre male.
A: E tutti i massaggi che hai fatto? Non sono serviti a niente?
B: Evidentemente no. Ieri sono stato di nuovo dal medico, mi ha detto che probabilmente è un problema
di stress.
A: Di stress?
B: Sì, ha detto che devo imparare a rilassarmi e mi ha consigliato di fare un po' di sport.
A: Mi sembra un'ottima idea! E che sport vuoi fare?
B: Mah, forse vado accorrere un po', non lo so.
A: Mhh... correre però non fa benissimo ala schiena.
B: E allora vado a giocare a calcio, oppure a tennis.
A: Io avrei un'idea migliore. Perché non vieni a fare tai chi con me?
B: Mah, non lo so. a me questo tipo di sport non piace tanto...
A: Sì, però per rilassarsi è l’ideale! Anch’io prima ero sempre stressata, ma da quando faccio tai chi mi
sento benissimo.

42. NE2 – Listening 22


 La stanno già servendo?
 No, veramente no.
 Mi dica, allora.
 Si, senta, è da ieri che mi sento un po' strano, ho mal di testa, mal di pancia..
 Ha mangiato qualcosa che Le ha fatto male?
 A No, direi di no. E poi, guardi, da stamattina ho anche quest'irritazione ala pelle.
 Faccia vedere.
 Guardi, qui sulle braccia e sulla schiena soprattutto.
 Allergico qualcosa?
 No.
 Venga qui, mi faccia vedere meglio. Mhh, è stato molto tempo la sole?
 A Beh, sì, però ho meso una crema solare.
 Lo so, ma a volte non basta. Potrebbe essere un colpo di sole forse ha bevuto una bibita troppo
fredda.
 Mhh, sì, può darsi..
 Allora, guardi, per un paio di giorni mangi ni bianco, non beva alcolici e naturalmente non vada la
sole. Le do anche una pomata per la pelle. La metta due o tre volte il giorno.
 Va bene, d'accordo.
 Se tra qualche giorno poi non si sente ancora bene, si rivolga a un medico. può darsi = forse, è
possibile

Listening NE3

43. Reading NE3


L'area dell'italofonia comprende i Paesi in cui l'italiano:
- è lingua materna o ufficiale: l'Italia, la Svizzera, San Marino, la Città del Vaticano, la regione
istriana in Slovenia.
- E dove è conosciuto da gran parte della popolazione, anche se non ha lo statuto di lingua
ufficiale: Malta, il Principato di Monaco, ecc.
- È presente presso ampie comunità di emigrati.
Negli ultimi anni è aumentato il numero di persone che studiano l'italiano come seconda lingua, in
particolare nell'est europeo.
C'è chi lo fa per riallacciarsi alle proprie origini familiari, per lavoro o amore, o chi, dopo un viaggio,
scopre la propria passione per il nostro paese. Non dimentichiamo poi che l'italiano è la lingua della
musica, della moda, dell'arte e della religione cattolica. Si stima che, con circa 1,5 milioni di studenti, sia
la quarta lingua più studiata al mondo. La Germania è il primo paese per numero di studenti, seguito da
Australia, Stati Uniti, Egitto e Argentina.
Ampie= wide
Riallacciarsi= to connect
Seguito= followed

44. NE3 – Listening 2


M: Ma.... Roberta, anche tu qui?
E: Eh già ... devo studiare il cinese per lavoro, almeno per riuscire a comunicare qualcosa.
M: Sì, le lingue diventano sempre più importanti.
E: Ecco il dialogo corretto:
M: Ma a che ora cominciano le lezioni?
E: Tra dieci minuti.
M: Allora andiamo a prendere un caffè al bar qui sotto. Ti va?
E: Sì, certo.
M: E tu, perché vuoi studiare il cinese?
E: Mah, vorrei fare un viaggio in Cina e prima di partire mi piacerebbe imparare un po’ la loro lingua.
M: Bello! E quando parti?
E: No, no, ancora non lo so. È solo un vecchio progetto. Pensa che mi ero già iscritto lo scorso anno a
questo corso, poi però ho fatto due lezioni e ho lasciato.
M: Oddio, era così noioso?
E: No, purtroppo il martedì dovevo lavorare fino a tardi, e il corso era proprio quel giorno...
M: Ma avevi già pagato?
E: Sì, avevo pagato prima di iniziare, dopo la lezione di prova, ma mi hanno ridato indietro tutti i soldi!
M: Ah!
E: Sì, sì, comunque per quel poco che ho visto, il corso mi era piaciuto. Era divertente, per niente noioso!
Per questo ho deciso di riprovare.
M: Ah, per fortuna!
E: Ma tu conosci altre lingue?
M: Beh, conosco l'inglese, bene, per lavoro, e poi un po’ di spagnolo e il francese.
E: Che brava! Io conosco solo il francese perché mia moglie è di Parigi. L’avevo studiato anche a scuola,
ma l’ho imparato con lei.
M: Sì, immagino.
E: Allora, caffè?
M: Sì, grazie!
E: Due caffè, per favore!

45. NE3 - Listening 3


M: Scusa, Paolo, posso?
— Sì, entra, entra.
M: Senti, non è che per caso hai una grammatica?
— Sì, guarda, dovrebbe essere lì, nel primo scaffale in basso.
M: Me la presti un attimo?
— Certo.
M: Stavo scrivendo una cosa e mi è venuto un dubbio. Secondo te si dice “l’appuntamento è a piazza
Dante” o “in piazza Dante”?
— “In piazza Dante.”
M: Hmmm, allora, vediamo... qui c’è scritto che la forma corretta è “in”, e che “a” è un regionalismo
ormai accettato.
— Sì, però dai, “a piazza” suona male!
M: Perché scusa? Suona male per te? Perché non lo dici!
— No, suona male perché non si dice! E poi trovo che le regole andrebbero rispettate!
M: Non sono affatto d’accordo. Secondo me è l’uso che fa la regola.
— Ah, allora per te ognuno può parlare come vuole?
M: Non ho detto questo! Anche io penso che le regole servano, però non si può essere nemmeno così
rigidi.
— Eh, certo! Poi però ci sono in giro persone come il nostro direttore, che dicono “a me mi piace”…
orribile! Mi sa che prima o poi glielo dico che non si dice.
M: Mah, io non sarei così categorica! E poi credo che ormai si possa dire.

46. NE3 – Video 1


Valentina: Scusa, hai finito di leggerlo?
Matteo: Sì sì, stavo solo guardando lo sport…
Valentina: Allora me lo puoi dare un attimo? Ho visto un articolo che mi interessa…
Matteo: Articolo? Se mi dici dov’è strappo la pagina e te la do. Così io finisco di leggere.
Valentina: E dai, dammi il giornale un attimo!
Turista: Scusi, dobbiamo andare a piazza Santa Croce…
Matteo: Ah, è proprio qui vicino, non c’è bisogno della cartina! Voi parlate italiano, vero?
Turista: Sì, studiamo l’italiano da nove mesi…
Matteo: Bravissimi! Allora, vedete questa strada? Fate 100, 200 metri e poi girate sulla destra. Altri due-
trecento metri e siete in piazza Santa Croce. S’è trés facìl! Ci mettete cinque minuti!
Turista: Grazie, grazie molte!
Matteo: Di niente! De rièn! Fortuna che ho studiato francese a scuola…!
Valentina: Ma parlavano benissimo italiano, il tuo improbabile francese era del tutto inutile!
Valentina: Toglimi una curiosità: da quanto tempo non parli una lingua straniera?
Matteo: Guarda che da giovane, prima di iniziare a lavorare viaggiavo ogni estate: Francia, Germania,
Spagna… E parlavo inglese o francese senza problemi! Ho anche ricevuto una proposta di lavoro dalla
Francia, ma ormai avevo iniziato a lavorare qui… E poi avevo conosciuto te…
Valentina: Sì, adesso fai il romantico… Comunque, quel francese parlava l’italiano meglio di te…
Matteo: Ma che dici?
Valentina: Hai detto “girate sulla destra”.
Matteo: Beh? È sbagliato?
Valentina: Ma certo che è sbagliato! Si dice “a destra”!
Matteo: Non sono convinto. Comunque…
Turista: Non era la prima a destra, ma la seconda a sinistra. Abbiamo camminato un po’ di più, ma è stata
una bella passeggiata. Grazie. Una domanda: ma in italiano si dice “sulla destra” o “a destra”?
Matteo: Sulla destra!
Valentina: A destra!

47. NE3 – Listening 4


Trascrizione:
Giornalista F: Buongiorno, abbiamo al telefono il direttore editoriale di ALMA Edizioni e ALMA tv,
Massimo Naddeo. Buongiorno.
Giornalista M: Buongiorno.
Naddeo: Buongiorno a voi.
Giornalista M: Allora, ALMA tv è una web tv dedicata alla lingua e alla cultura italiana che si rivolge a tutti
quelli che nel mondo, per ragioni professionali ma anche per semplice passione, si interessano alla nostra
lingua e alla nostra cultura. Giusto?
Naddeo: Esatto, sì.
Giornalista F: Allora, come vi è venuto in mente?
Giornalista M: Bellissima idea.
Naddeo: Mah, eh, come ci è venuto in mente? Intanto ALMA tv nasce dall’esperienza ventennale di
ALMA Edizioni.
Giornalista F: Certo.
Giornalista M: Sì.
Naddeo: Una casa editrice specializzata nella produzione di materiali didattici per l’apprendimento della
lingua italiana come lingua straniera. E abbiamo visto in questi anni che, nonostante tutto, c’è ancora una
grandissima richiesta di italiano e di italianità. Cioè, noi abbiamo pensato, da un lato di sfruttare la nostra
esperienza nel settore, dall’altro di sfruttare le potenzialità offerte dal web e in particolare dalla tv sul
web.
Giornalista F: Allora, posso ricordare che ci sono, insomma, due differenti modi per usufruire di questo, e
cioè il live dello streaming, che è un flusso (in)interrotto di programmi, e poi c’è l’on demand, che è una
specie di archivio di video dove a piacimento uno può andare per vedere che cosa…
Giornalista M: …per categorie, quello che ti piace, quello che più…
Giornalista F: …quello che più ti interessa.
Naddeo: Esatto, sì, sì sì.
Giornalista M: …quindi tipo anche insegnanti di italiano all’estero, ragazzi che vogliono imparare
l’italiano., lo possono fare anche tramite la vostra televisione, tramite ALMA tv.
Naddeo: Certo. Lo possono fare. È tutto gratuito, e come avete detto è fruibile sia come un palinsesto,
come un flusso continuo sia attraverso le rubriche. Ci sono vari temi, vari argomenti, quindi a seconda dei
gusti, degli interessi, anche del livello… di difficoltà… sì.
Giornalista M: Certo. Di conoscenza… certo. È un po’ il futuro eh, questo. Al di là del… questa è una
televisione tematica, una web tv te(matica)… però in realtà questo è il futuro della televisione: il live
streaming e l’on demand.
Naddeo: Esatto, sì, sì. E infatti è quello che noi abbiamo pensato, su cui abbiamo pensato di investire.
Questo è effettivamente…
Giornalista F: Bravi che investite.
Naddeo: …il futuro anche dell’apprendimento e della… della didattica.
Giornalista F: Volevo sapere se, insomma… chi è… il profilo, voglio sapere… il profilo di chi usufruisce di
più delle vostre… insomma… dei vostri servizi.
Naddeo: Mah, eh, dunque, noi partiamo da una base che è quella dei docenti di italiano, di lingua
straniera nel mondo. Quelli sono, diciamo, il nostro zoccolo duro tradizionalmente. La seconda fascia è
quella degli studenti. Cioè tutti quelli che si… che studiano la lingua italiana. E come dicevo, sono
veramente tanti, in tantissimi Paesi e crescono continuamente. E poi c’è anche la fascia di quelli che
hanno finito di studiare l’italiano, e quindi hanno terminato il loro percorso scolastico, diciamo così, ma
vogliono mantenere un contatto con la lingua. E niente di meglio che guardarsi un video, vedersi un
cortometraggio…
Giornalista M: …certo, certo, è chiaro.
Naddeo: …fare un piccolo esercizio, un quiz. Ecco: questo è un modo leggero e divertente, non troppo
scolastico per…
Giornalista M: …per imparare.
Naddeo: Esatto.
Giornalista M: E infatti molte lingue si imparano guardando la televisione. Io quando vado all’estero la
prima cosa che faccio è: guardo la televisione.
Giornalista F: È vero.
Giornalista M: Noi abbiamo messo sulla nostra pagina Facebook, “Miracolo italiano”, il link a [Link],
così chiunque ne vuol sapere di più può andare lì, e capire.
Giornalista F: Anche perché si può partecipare, no?
Naddeo: Certo, è una tv chiaramente interattiva, partecipata, social, come si dice oggi, e quindi…
diciamo… pubblichiamo anche i video degli utenti, le attività didattiche degli insegnanti. L’obiettivo è
creare una comunità sempre (più) numerosa.
Giornalista F: Ottimo.
Naddeo: E probabilmente oggi con voi si arricchirà ancora… ancora di più, spero.
Giornalista M: Complimenti! Bella idea, bella idea. Arrivederci.
Giornalista F: Speriamo bene. Grazie mille.
Naddeo: Grazie a voi.
Giornalista M: Grazie a Massimo Naddeo, ricordiamo… ALMA tv, insomma… adesso, Fabio, hai messo
tutto, no?
Giornalista F: Ho messo già tutto…

48. NE3 – Listening 5


A: mi scusi! Mi darebbe una mano a portare questa busta fino al portone?
B: certo, non c’è problema, dia a me!
A: Prima al mercato ci andavo in autobus. Era così comodo! Dovevo fare una sola fermata, ma da quando
ci sono questi lavori, l’autobus ha cambiato giro e così mi tocca andare a piedi!
B: eh, lo so, è un problema…
A: Non pensano ai cittadini quando fanno queste cose, no! Bisogna fare al gimcana per passare dall'altra
parte! Per non parlare del rumore poi... mah, speriamo finiscano presto!
B: Eh, sì, speriamo!
A: Lei per caso sa che cosa stanno costruendo?
B: Una banca.
A: Una banca? E a che ci serve un'altra banca? Ce ne sono già tre!
B: Me lo chiedo anch'io!
A: Mah, anziché costruire una banca avrebbero potuto fare un bel parco o costruire un asilo nido.
B: Beh, sì, sarebbe stato meglio! In effetti gli asili mancano e non solo gli asili! In questa zona mancano
parecchie cose. Non ci sono impianti sportivi, non c’è un cinema, non c’è una biblioteca…

49. NE3 – Listening 7


Intervistatrice: Senti, Gianni, tu hai una regione preferita, una regione che ti piace particolarmente?
Gianni: Allora, la mia regione preferita è decisamente il Trentino-Alto Adige.
Intervistatrice: Mm. E che cosa ti piace di questa regione?
Gianni: Di questa regione mi piace il fatto che è abbastanza tipica, cioè che comunque è una regione che
secondo me ha un suo cosmo molto particolare. Mi piace il verde, mi piace la natura, mi piacciono le
montagne, mi piace il paesaggio, mi piace tutto ciò che è legato proprio a … a un discorso di … ehm. … di
natura, di …ehm … Mi piace passeggiare, mi piace fare montagna; quindi, è una regione che
amo anche molto per questo.
Intervistatrice: E ci sono altre regioni in Italia che ti piacciono particolarmente?
Gianni: Trovo molto bello il Veneto…
Intervistatrice: Mm …
Gianni: … per un discorso completamente contrario al precedente, proprio perché … ehm … trovo molto
bello un discorso urbano, cioè mi piace quello che è stato fatto a livello urbano, le ville venete, le ville
Palladiane … Trovo che sia completamente diverso dal Trentino, ma allo stesso tempo affascinante
come il Trentino. Quindi …
Intervistatrice: Però, non è tanto il paesaggio che ti piace in questo caso …
Gianni: No, no, no, su questo … cioè è proprio il discorso contrario, proprio la mano dell’uomo, la mano
dell’uomo che disegna, che fa un’architettura, che costruisce, che … che produce.
Intervistatrice: Mm. Tu di dove sei?
Gianni: Toscano.
Intervistatrice: Toscano. E la tua regione? Che cosa dici della tua regione?
Gianni: La mia regione, beh, forse è la più completa. Ora magari c’è la solita presunzione di noi toscani,
però comunque è una regione dove c’è il mare, c’è la montagna, ci sono delle bellissime città e … quindi
penso forse che sia la regione più completa.
Intervistatrice: Mm…
Gianni: Anche se i Toscani tante volte non sono così simpatici.
Intervistatrice: C’è una regione, oltre alla tua, in cui ti piacerebbe vivere?
Gianni: Sempre il Trentino.
Intervistatrice: Il Trentino …
Gianni: Il Trentino perché comunque trovo che sarebbe completamente diverso, e proprio per questo
forse sarebbe un cambio totale, quindi per questo lo preferirei.
Intervistatrice: OK, grazie.
Gianni: Prego.
Intervistatrice: Teresa, qual è la tua regione preferita?
Teresa: Penso la Sicilia. La Sicilia mi piace molto. Sì.
Intervistatrice: E come mai?
Teresa: Perché è una regione secondo me affascinante, misteriosa. Son stata diverse volte in Sicilia, ho
fatto dei viaggi a Palermo, poi ho visto Catania, Trapani e in ogni città scopri degli odori particolari. Mi …
Ho in mente delle … proprio degli odori. Un’aria, un’aria diversa da quella diciamo continentale. Poi
anche le persone, devo dire, tutto sommato sono … sono piuttosto, come dire, calde appunto, come …
come tutte le persone del Sud. Chiaramente hanno anche dei lati scuri, però è … è affascinante.
La Sicilia mi è sempre piaciuta molto.
Intervistatrice: C’è qualcosa in particolare della regione che ti piace. Non so, il paesaggio oppure la storia
e così via …
Teresa: Il paesaggio sicuramente, è stupendo. Mi ricordo l’Etna, mi ricordo il mare della Sicilia e poi mi
ricordo proprio soprattutto la … la città di Palermo e quindi monumenti storici stupendi. Proprio dal
punto di vista dell’architettura penso che sia meravigliosa Palermo.
Intervistatrice: Mm. Ci sono altre regioni, altre regioni che ti piacciono in particolar modo?
Teresa: Sì, la Valle d’Aosta mi piace molto. È legata …
Intervistatrice: Completamente diversa dalla Sicilia …
Teresa: Sì, completamente diversa, però legata anche quella alla … affettivamente alla mia infanzia,
perché c’ho passato molte estati, son stata in montagna lì, ho fatto un sacco di girate, quindi ho visto dei
paesaggi meravigliosi anche lì e … e quest’aria appunto anche lì fresca, un’aria stupenda e poi si
mangia benissimo in Valle d’Aosta secondo me …
Intervistatrice: Mm …
Teresa: … e mi ricordo il latte appena munto della mucca, insomma …
Intervistatrice: Va beh, OK, grazie.
Teresa: A te. Grazie.

50. NE3 – Vidio 2


Monica Francesco, non abbiamo fretta. Perché vai così veloce?
Francesco Ma dai, che veloce! Andiamo solo a 110 all’ora!
Monica Sì, ma qui il limite è di 90 all’ora. E poi lo sai no, come si dice: “Chi va piano, va sano e va
lontano”.
Francesco E dai smettila, parli come mia madre…!
Monica Perché ti sei fermato? Sei stanco? Se sei stanco guido io, non ti preoccupare…
Francesco No, non mi sono fermato io, si è fermata la macchina. Non va più.
Monica Non va più? Come non va più?
Francesco Eh, non va più.
Monica Forse avresti dovuto portarla dal meccanico prima del viaggio, come ti avevo anche detto! Ma
niente, devo fare sempre tutto io, sei il solito egoista!
Francesco Forse avresti dovuto… Sempre pronta a fare la polemica tu, anziché aiutarmi! Eppure, qui
sembra tutto a posto… Mi tocca chiamare il soccorso stradale.
Monica Però guarda: che meraviglia qui… Guarda quel casolare laggiù! Dai, ma non ti piacerebbe vivere
in un posto come quello?
Francesco No! No, non mi piacerebbe! Perché quando capita una cosa come questa, in città la risolvi
subito, invece ora chissà quanto dobbiamo aspettare.
Monica Do un’occhiata, posso?
Francesco Cosa vuoi vedere, scusa? Per caso sei anche esperta di motori? Qual è il numero del soccorso
stradale?
Monica Per questo, sono esperta quanto te. Zero. Magari non è niente. Dai, proviamo.
Francesco Sì, così l’hai riparata, vero? Pronto, buongiorno. Ho la macchina che…
Monica Visto? Dai, chiudi il cofano!
Francesco Sì… Ora va tutto bene, grazie…
Francesco Monica! Fermati!
Monica Dai, vieni! Però guide io!

51. NE3 – Listening 8


A: ... E quindi Alberto ha trovato lavoro! Beh, sono contento per lui. Però e mi dicevi che deve andare
all'estero, vero?
B: Sì, l'azienda è italiana, ma il posto di lavoro no, è in Asia. Infatti credo che abbia fatto li colloquio di
lavoro a Hong Kong...
A: Ma es è un'azienda italiana...! Che deve andare a fare, in Asia?
B: Mah, penso che l'abbiano assunto come responsabile. nu manager, insomma. E i manager
sicuramente devono essere italiani.
A: Insomma, made in Italy a metà. E lui è contento? Non credo sia facile accettare di andare a vivere così
lontano.
B: Sì Ludovica -sua sorella, al conosci - mi ha detto che prima di decidere ci ha pensato nu po’. Ala fine
però non poteva rifiutare: è proprio nell’uso campo, lo pagano bene. e poi considera che non ha moglie o
figli. senza una famiglia è molto più facile partire così, su due piedi…. Senza una famiglia è molto più
facile partire cosi, su due piedi.
A: Beh certo, di questi tempi sono offerte che non si possono rifiutare.
B: Tra l'altro ni questo momento non stava lavorando, quindi.
A: Ma sì, l'importante è che sia soddisfatto.
B: Sì, credo di sì... e poi sai, può darsi che tra qualche anno torni di nuovo ni Italia. Quei lavori sono così:
oggi sei ni Asia, domani magari ni Brasile, o in Europa.
A: Beh, se è così ah fato bene. Anche oi magari, chissà, un giorno potrei andare a lavorare all’estero....
B: Ma come, ut lavori da tanti anni, non sei ni una situazione come al sua!. E poi il tuo lavoro va bene,
no?
A: Sì certo... ma non lo so. spesso ho paura che le cose possano peggiorare e...
B: Ma dai, che discorsi! Guarda, quando dici certe cose mi fai proprio arrabbiare! E poi

52. NE3 – Listening 9


Telefonista Compra online, buonasera!
Alinari: Buonasera. Senta, io avrei un problema.
Telefonista Sì, mi dica.
Alinari: Ehm, niente, ho acquistato da voi una lampada, di quelle a parete, sa…
Telefonista … E non l’ha ancora ricevuta?
Alinari: Sì, l’ho ricevuta, però non è quella che avevo ordinato.
Telefonista Ho capito. Attenda in linea che Le passo il reparto spedizioni.
Commessa: Spedizioni buonasera.
Alinari: Eh, buonasera, senta, io avrei un problema.
Commessa: Sì, mi dica.
Alinari: Una settimana fa ho acquistato una lampada a parete: era una lampada particolare, di design
italiano, molto elegante… Insomma, stamattina arriva il pacco e quando lo apro trovo una lampada
completamente diversa.
Commessa: Diversa in che senso? È rovinata?
Alinari: No, non è rovinata, è proprio un altro tipo di lampada: quella che avevo comprato io era di
alluminio, aveva una forma originale, particolare, come le ho detto era di design. Quella che mi avete
mandato è di plastica, rotonda, ingombrante…
Commessa: Hm, potrebbe dirmi il suo nome e il numero d’ordine?
Alinari: Sì, certo. Allora: io sono Giorgio Alinari: e il numero è… un attimo… eccolo qui, sì: EH4986.
Commessa: Allora, un attimo… Sì, eccolo qui: lampada Italiani Design della Zecchi. Ordinata il 12 agosto.
Alinari: Ecco, sì. Però non è quella che mi è arrivata: non ha la forma che avevo chiesto, ed è di plastica…
convenzionale… Io non comprerei mai una lampada così!
Commessa: Sì, capisco, signor Alinari. Forse c’è stato un errore…
Alinari: Eh, ho capito, l’errore però è vostro! Le pare il modo di lavorare questo?
Commessa: No, ma lei ha ragione. Sa, purtroppo in questo periodo, sa, molti sono in ferie, le consegne
possono avere dei ritardi o dei problemi.
Alinari: Ma come sarebbe a dire? Allora secondo lei dovrei fare acquisti solo a settembre? Questa è
buona…
Commessa: Mi scusi, Lei abita in via Costantino Beltrami 3a, giusto?
Alinari: Sì, esatto.
Commessa: Effettivamente è strano! Devo dire che è la prima volta che succede una cosa del genere. A
meno che…
Ora che guardo bene l’elenco delle consegne, noto una cosa curiosa.
Alinari: Cioè?
Commessa: Qualche giorno fa un signore che abita nella Sua stessa via, ma al numero 3, ha ordinato una
lampada… che ha lo stesso nome, ItalianDesign, ma è di un’altra marca. Non vorrei che… Insomma,
probabilmente hanno confuso il numero 3 con il 3a e hanno spedito le lampade sbagliate…
Alinari: Ho capito, ma secondo Lei io ora dovrei andare a bussare al mio vicino per vedere che lampada
ha ricevuto lui?
Commessa: No no, a questo penseremo noi. Tanto più che ancora la spedizione non è partita. Potrei
fermare la
spedizione, farla controllare e vedere se in effetti nella scatola c’è la lampada di design che deve avere
Lei.
Se è così, gliela invieremo immediatamente. Lei però ci dovrebbe rimandare indietro quella che ha
ricevuto. A spese nostre, naturalmente.
Alinari: Ah bene, in questo caso…. Spero proprio che Lei abbia ragione, sarebbe tutto più semplice. Allora
cosa faccio, resto in attesa di una Sua chiamata?
Commessa: Sì, sì, non si preoccupi. La chiamerò al più presto. E ci scusi tanto, sa. Non capisco proprio
come sia successo!
53. NE 3 – Video 3
Valeria Bello, no? Era lì, in un angoletto del soggiorno dei miei genitori. Credo che l’abbia regalato zio
Fulvio a mia madre… Insomma, mi piaceva e l’ho preso io!
Paolo Sì, ma… a cosa serve?
Valeria Beh… non ci ho ancora pensato, ma mi piace.
Paolo Beh certo, purché una cosa sia gratis, non ti importa se poi ti serve veramente o no…
Valeria Beh ma un oggetto non deve per forza servire a qualcosa. Magari è una di quelle cose d’arte
contemporanea, no?. Sì, proprio carino.
Paolo Sì, ma può darsi che invece sia qualcosa di utile… La forma è strana, e poi non so… Secondo me
serve per metterci degli oggetti dentro…
Valeria Sì, dei bicchieri, magari…!
Paolo Perché no?
Valeria Ma che fai cade! No guarda, non penso proprio che sia per i bicchieri. Piuttosto, per le candele…?
Paolo No, non credo… Aspetta aspetta, ho trovato! Serve per i cappelli! … eh!?
Valeria Non lo so… non mi convince… E poi, se ci metti un cappello grande occupa tutto… non mi sembra
pratico.
Valeria Pronto! Oh, ciao mamma! Sì bene, tu? Cosa? Il portafrutta? Quale por… Sì sì, l’ho preso io… …
L’ho visto in soggiorno da voi, mi piaceva e… Sì mamma, hai ragione, scusami. Ok, te lo riporto, … dai
quante storie per un … un portafrutta. Va bene, va bene, ciao…
Valeria Serve per metterci la frutta. Un articolo di design vale anche parecchio; mamma lo vuole
assolutamente. Glielo devo ridare.

54. Reading NE 3
L'italiano s'impara con Facebook

- L'italianoaitempidiFacebookè[Link]'AccademiadelaCruscainfattiritiene che li
linguaggio scritto, usato sul pc, sia una nuova risorsa da esplorare.
- Forse fino ad oggi alcuni insegnanti avevano paura che alla lingua del web fosse troppo "impura"
per proporla in classe, ma dopo le affermazioni della più importante istituzione italiana sulla
lingua, anche quello dei Social Network deve essere considerato "italiano" a tutti gli effetti.
Si invita quindi a lavorare con gli studenti utilizzando proprio Twitter o Facebook, ovvero gli
strumenti che loro usano nella vita quotidiana.
- li tema divide gli esperti. Un recente libro di Manfred Spitzer, Demenza digitale, boccia le nuove
tecnologie a scuola.
- Ora: io sono un insegnante, e la maggior parte dei miei alunni non ha a casa nu libro ma ha un
profilo Facebook. I miei ragazzi non scriveranno mai lettere usando la penna ma invieranno mail
e post per trovare lavoro, per conquistare una ragazza, per creare un evento. lo stesso tempo fa
pensavo che questo rappresentasse un pericolo, per loro e per l'evoluzione della lingua italiana,
temevo che alla velocità dei Social Network creasse una lingua povera e nello stesso tempo
rallentasse al capacità di apprendimento dei ragazzi. Ma poi, guardando ni faccia la realtà, ho
cambiato idea.
- Però. C’è un però: da insegnante cerco anche di far capire ai miei studenti che l'esercizio della
scrittura e della lettura non social, molto più lento, riflessivo e impegnativo, il continuerà ad
aiutare a fermarsi sul significato delle parole. La verità è che abbiamo ancora bisogno della
matita ma non possiamo fare a meno dei tablet. Anche per scrivere e leggere!
- "Internet ha aperto diversi spazi di scrittura rispetto a quelli già conosciuti, che si usavano prima
dell'arrivo del pc. Twiter obbliga a un testo breve, che sia però chiaro e diretto: un esercizio alla
sintesi estrema, pressoché inesistente nelle scuole. Mentre Facebook o alla posta elettronica
lasciano più spazio all'espressione, spesso spontanea".
- "Alla luce della grande diffusione degli strumenti di scrittura digitali, non sorprende che sempre
più spesso i bambini abbiano li loro primo contatto con la lingua scritta ni questo modo (...). I
risultati dei primi studi su questo argomento indicano che un'accresciuta digitalizzazione della
scrittura ha conseguenze negative sulla capacità di lettura di bambini e adulti".

55. Listening 10 NE3


RISPONDITORE AUTOMATICO - Le nostre linee sono momentaneamente occupate, restate in attesa per
non perdere il turno.
■ Pronto, studio Moretti.
● Buonasera, mi passa il Dottor Moretti per favore.
■ Chi lo desidera?
● Sono l’ingegner Magistri
■ Ah, buonasera ingegnere.
● Buonasera.
■ Senta, il Dottor Moretti è impegnato sull’altra linea. Vuole che la faccio richiamare?
● No, non importa. Gli dica che oggi non mi sento bene, quindi non posso venire all’appuntamento. Se
per il Dottore va bene, però, può venire lui a casa mia: sono libero dalle cinque alle sette.
■ Ah, va bene, glielo dico io.
● La ringrazio.
2.
■ Pronto…
● Pronto, scusi, sto cercando la ditta De Angelis.
■ No, mi dispiace, ha sbagliato numero.
● Ah, va bene, mi scusi.
3.
■ Pronto?
● Eh, pronto, buongiorno, sono il dottor Borgelli. Potrei parlare con la signora Nardini?
■ Sì, un attimo, gliela passo subito.
4.
■ Pronto?
● Carla, ciao. Senti, la mamma è già tornata?
■ No, ha detto che oggi sarebbe tornata più tardi perché c’era il consiglio di classe.
● Ah, sì, sì, è vero, già, me l’aveva detto. Senti, io stasera probabilmente farò tardi e comunque se posso
la richiamo prima che inizi la riunione.
■ Io però non lo so se la vedo, perché sto uscendo.
● E allora scrivile un biglietto!
■ Va bene, ciao.
● Ciao.
56. Listening 12 NE 3
Trascrizione (traccia 12):
RISPONDITORE AUTOMATICO - Le nostre linee sono momentaneamente occupare, restate in attesa per
non perdere il turno.
■ Pronto, studio Moretti.
● Buonasera, mi passa il Dottor Moretti per favore.
■ Chi lo desidera?
● Sono l’ingegner Magistri
■ Ah, buonasera ingegnere.
● Buonasera.
■ Senta, il Dottor Moretti è impegnato sull’altra linea. Vuole che la faccio richiamare?
● No, non importa. Gli dica che oggi non mi sento bene, quindi non posso venire all’appuntamento. Se
per il Dottore va bene, però, può venire lui a casa mia: sono libero dalle cinque alle sette.
■ Ah, va bene, glielo dico io.
● La ringrazio.
■ Pronto?
● Carla, ciao. Senti, la mamma è già tornata?
■ No, ha detto che oggi sarebbe tornata più tardi perché c’era il consiglio di classe.
● Ah, sì, sì, è vero, già, me l’aveva detto. Senti, io stasera probabilmente farò tardi e comunque se posso
la richiamo prima che inizi la riunione.
■ Io però non lo so se la vedo, perché sto uscendo.
● E allora scrivile un biglietto!
■ Va bene, ciao.
● Ciao.

57. Reading NE 3
- Giuli ha scritto a Roberto che oggi non può andare a giocare a tennis con lui. Poi gli ah scritto che
es vuole, Roberto lo può richiamare, così si mettono d'accordo per martedì prossimo.
- Pierluigi ha creato un gruppo su una chat e ha scritto un messaggio a Elena per dirle che non
riesce a telefonarle perché li suo telefono non prende. Voleva avvertirla che stasera lui e Paola
vanno da Federica. Anche Federica ha scritto a Elena. Le ha detto che se vuole andare a cena a
casa sua, al deve chiamare entro le 7.
- Anna ha letto su Faebook che Carlo va a Napoli per lavoro la prossima settimana. Così gli ha
scritto una mail per digli che, se le telefona, prendono un caffe insieme.

58. Reading NE3


A: Telefoni a una scuola di lingue per informarti sule date e i prezzi dei corsi di italiano. Vuoi parlare con il
direttore, ma ni questo momento non c’è, quindi chiedi alcune informazioni ni segreteria.

B: Lavori come segretaria/o ni una scuola di lingue. Telefona una persona interessata ai corsi che
vorrebbe parlare con il direttore. Lui però non c'è. Gli/Le offri il tuo aiuto.

A: Telefoni a casa di un amico. Parli con sua moglie perché lui non è in casa. Gli lasci un messaggio.

B: Rispondi al telefono di casa. A chiamare è un amico di tuo marito che al momento non è in casa.
Chiedi alla persona che ha chiamato es vuole lasciare un messaggio.
A: Vuoi parlare con l'avvocato Panucci, ma sbagli numero. Ti scusi e ti congedi.

B: Ti chiama una persona che ha sbagliato numero. Glielo fai presente.

59. Reading NE3


- Gli stranieri ni Italia
- Sul territorio italiano sono presenti 196 nazionalità.
- Le prime cinque nazionalità rappresentano li 51% della popolazione straniera presente in Italia:
rumeni 970.000, albanesi 480.000, marocchini 450.000, cinesi 210.000, ucraini 200.000.
- La voce "altro" include principalmente cittadini filippini, moldavi, indiani, polacchi e tunisini.
- Le lingue straniere più parlate ni Italia sono li rumeno, l'arabo, l'albanese e lo spagnolo. Ma li
4,5% della popolazione straniera sopra i 6 anni è di madrelingua italiana. Gli stranieri sono circa 5
milioni, più o meno 18'% della popolazione complessiva. L'85% lavora al nord o al centro della
penisola, principalmente in Lombardia e nel Lazio.

60. Videso 4
Valeria Senti, a loro cosa diciamo, però?
Paolo Beh, gli diciamo che Fabio è guarito, ma mi sono ammalato io!
Valeria Non sapevo che fossi così romantico… Nella pizzeria dove ci siamo conosciuti! Ti ricordi? Mamma
mia, quanti anni sono passati… Era qui vicino, no?
Paolo Sì, infatti. Mi sembra proprio fosse… proprio qui…
Valeria Sei sicuro…? Beh, in effetti anche io la ricordavo qui…
Paolo Ma sì guarda, lo ricordo benissimo. Come se fosse ieri…
Valeria Eh, ma purtroppo non era proprio “ieri”…
Paolo Ma quando ce l’hanno messa, ‘sta banca? Dai…!

61. Reading NE 3
- Massimo è li proprietario del bar della piazza di un piccolo paese della Toscana: li tipico bar dove
vanno sopra tuto gli anziani, a giocare a carte e soprattutto chiacchierare, commentare i fati e le
persone. Ma un giorno in paese avviene un omicidio: viene trovato tra i rifiuti li corpo di una
giovane ragazza e la Polizia capisce che dietro ci sono brutte storie di droga e sesso. Il barista
Massimo viene convinto dai suoi anziani clienti a indagare sull'omicidio a modo suo: a poco a
poco scoprirà molte verità a cui la Polizia non può arrivare.
- Vittorio è un killer professionista. Nessuno l'ha mai visto perché è abilissimo nei travestimenti e
può essere contattato solo via Internet. Quando non uccide, passa li proprio tempo a guidare.
Grazia è una poliziotta che passa le sue giornate libere con un ragazzo cieco, di cui forse è
davvero innamorata. Alex è uno studente che lavora part time in un provider. Quando non
controlla la chat, passa il suo tempo ad ascoltare una triste canzone di Luigi Tenco.
- Il matrimonio di Chiara è fallito, il suo lavoro non va bene e nello stesso tempo deve trasferirsi
dal suo piccolo paese in una grande città In un m o m e n t o così difficile della propria vita, Chiara
va dall'analista, che le propone un gioco: "Per un mese", ", dice al sua dottoressa, "e solo per
dieci minuti al giorno, faccia una nuova esperienza. Anche piccola, ma dev'essere una cosa che
non ha mai fatto prima". Chiara accetta e per un mese sperimenta cose nuove: cucina dolci, balla
l'hip-hop, ascolta i problemi della madre. Così scopre una nuova se stessa e una nuova vita.
- Sono giorni di pioggia a Vigata, alla città del commissario Montalbano. È in una di queste
giornate che viene trovato un uomo morto in un cantiere, colpito alle spalle. L'indagine di
Montalbano entra nel mondo dei cantieri e degli appalti pubblici, dove il fango della pioggia è
solo uno degli ostacoli che li commissario trova nella scoperta della verità.

62. Lsitening 13
A: Nadia, questo lo conosci?

B: Sì, l'ho letto qualche anno fa, è un giallo divertente.

A: Ah, è un giallo? Che titolo strano: “La briscola ni cinque". Non so nemmeno che gioco è... Di che parla?

B: Si intitola così perché alcuni dei protagonisti sono dei vecchietti che passano li tempo in un bar a
chiacchierare e giocare a carte. Non è un giallo vero e proprio, è soprattutto una storia veramente
divertente..

A: Ah! Quasi quasi lo regalo a mio padre!

B: A Tu potresti comprarti questo, guarda.

A: Fa' vedere ... "Per dieci minuti"

B: Sì is intitola così perché al protagonista - che si chiama Chiara - ogni giorno deve fare pre 10 minuti
una cosa che non ha mai fatto in vita sua.

A: Ma dai! E perché?

B: Beh, questa Chiara sta passando un brutto momento della sua vita e l'analista el propone questa
specie id gioco... ma non voglio dirti di più!

A: Molto interessante! Credo che lo prenderò! Invece, cosa mi dci di questo? È di Camilleri. È quello del
commissario Montalbano, no? Che oi sappia, è uno scrittore molto bravo.

B: Sì ma scrive anche storie di genere diverso. E poi è sempre molto spiritoso, ironico, intelligente...

A: Ah, oi credevo che scrivesse solo gialli... Qui vedo due libri: "Donne" e “La piramide di fango".

B: A Ecco, appunto: "Donne" non è un giallo, ma descrive una serie di personaggi femminili della storia e
della fantasia; mentre “La piramide di fango" sì, è un altro giallo con Montalbano. Però es davvero non
ne hai mai letto uno, potresti cominciare con questo. Vedrai, ti piacerà: Camilleri non delude mai!

63. Reading NE3


Lascia un libro dove vuoi: qualcuno lo leggerà! Grazie al web, la biblioteca diventa globale.
Un sito Usa organizza un sistema di scambio internazionale. A ogni volume viene associato un numero di
riconoscimento.

- Quando, alcuni anni fa, Judy Andrews trovò un libro abbandonato su una sedia dell’aeroporto di
Los Angeles, pensò di essere stata. Fortunata. Dopo tutto si trattava di uno degli ultimi successi di
John Grisham, uno dei suoi autori preferiti. Ma quello che la giovane Judy non sapeva è che si
trattava di un incontro non casuale.
- E infatti guardando più accuratamente vide una piccola nota sulla copertina. Diceva: «Per favore
leggimi. Non sono stato perduto. Sto girando li mondo ni cerca di amici». Superata al sorpresa,
Judy capì che si trattava di qualcosa di più di un semplice libro. Era un invito a partecipare ad un
esperimento sociologico globale, organizzato da un sito Internet chiamato [Link],
che ha come scopo trasformare li nostro mondo ni una enorme biblioteca.
- L’idea è quasi banale, e forse proprio per questo rivoluzionaria. Sul sito si chiede a tutti i lettori
che amano la letteratura di registrare loro e i loro libri on line e cominciare poi a distribuirli nei
bar, sulle sedie dei cinema, sui tavoli dei ristoranti. Insomma, ovunque.
- A ogni libro registrato su bookcrossing viene assegnato un numero di identificazione e
un'etichetta di registrazione che viene stampata e attaccata sul volume. La nota spiega
brevemente li funzionamento del gioco e chiede a chi ritrova li libro di andare sul sito per
indicare dove l'ha trovato e di quale volume si tratta. In questo modo li nuovo proprietario
temporaneo può leggerlo e poi rimetterlo in circolo, mentre quello originario può sempre
tenerlo sott'occhio e sapere se finisce in buone mani.
- Sono stati letti finora più di 3milioni libri: i generi variano molto e vanno dalle ricette ai racconti,
dai saggi ai romanzi. In Italia li fenomeno conta oltre 30 mila iscritti e l'interesse è ni crescita.
Chiaramente non tutti i libri arrivano a destinazione. Al momento solo un 10 o un 15% dei volumi
"liberati" viene trovato da una persona che is aggiunge ala catena.

64. Reading NE3


C'erano due vecchietti che dovevano attraversare al strada. Avevano saputo che dall'altra parte c’era un
giardino pubblico con un laghetto. Ai vecchietti, che si chiamavano Aldo e Alberto, sarebbe piaciuto
molto andarci. Così cercarono di attraversare al strada, ma era l'ora di punta e c'era un flusso continuo di
macchine.

 Cerchiamo un semaforo - disse Aldo.


 Buon'idea - disse Alberto.

Camminarono finché ne trovarono uno, ma l'ingorgo era tale che le auto erano ferme anche sulle strisce
pedonali.

Aldo cercò di avanzare di qualche metro, ma fu subito respinto indietro a suon di clacson e male parole.
Allora disse: proviamo a passare ni un momento in cui tutti sono fermi. Ma l'ingorgo era tale che, anche
es i vecchietti erano magri come acciughe, non riuscirono a passare. (...)

Era quasi sera quando a Aldo venne un'altra idea.


 Mi sdraio ni mezzo ala strada e faccio finta di essere morto - disse - quando le auto si fermano ut
attraversi veloce, poi mi alzo passo io.
 Non possiamo fallire - disse Alberto.

Allora Aldo is sdraiò ni mezzo ala strada, ma arrivò un'auto nera e non frenò, gli diede una gran botta e lo
mandò quasi dall'altra parte della strada.

 Forza che ce al fai! - gridò Alberto.

Ma passò una grossa moto e con una gran botta rispedì Aldo dalla parte sbagliata. Il vecchietto rimbalzò
ni tal modo tre quattro volte e alla fine si ritrovò tutto acciaccato la punto di partenza.

 Che facciamo? chiese. (...)

65. Listening 14
“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa
niente, ma loro a un certo punto, fran, giù, cadono.”. Ve lo ricordate Cosimo, il protagonista del Barone
rampante? Ebbene, anche il protagonista di questo straordinario capolavoro del Novecento, ha una
peculiarità, ovvero non scenderà mai dal luogo in cui abita. Siamo nel bel mezzo di Novecento di
Alessandro Baricco, uno dei monologhi teatrali più importanti forse e più famosi della seconda metà
del… Novecento, per l’appunto. La frase che ho detto prima rappresenta molto bene il tipico stile di
questo scrittore: ironico, semplice e fascinoso. Baricco è un autore che ama raccontare le storie, e quella
di Novecento è una storia davvero molto originale.
A bordo del transatlantico Virginian il marinaio di colore Danny Boodman trova in una cassa di limoni. un
neonato. Il piccolo Danny Boodman T.D. Lemon 900, perché è questo l’anno di nascita del piccolo
bambino, diventerà un pianista, il pianista migliore del mondo. Sarà allevato per sempre sulla nave dal
marinaio. E suonerà una musica… una musica che prima di lui… non esisteva niente del genere. Ma il
pianista più grande del mondo ha una caratteristica molto, molto particolare: non è sceso e non scenderà
mai più dalla nave. Non vedrà mai il mondo, ma sarà il mondo ad andare a vedere lui. Ma forse molti di
voi conoscono già questa storia perché nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto un famosissimo film: La
leggenda del pianista sull’oceano.
E per celebrare il grande scrittore contemporaneo torinese, ho deciso di abbinare un vino cui sono
anche io particolarmente legata: una buona Barbera del Piemonte. Veramente, veramente speciale.
Buona lettura!

66. Video 5
Francesco Vedrai, è molto simpatico. Al lavoro siamo tutti molto soddisfatti di lui.
Monica Hai detto che viene dall’Iran?
Francesco Nooo! Dall’Iraq! Oh, sarà qui a momenti, lui è molto puntuale…
Francesco Oh, eccolo! Apri tu?
Monica Sì, vado io. Sì? Sì, Nabil, Sali: terzo piano! È lui! Che stai facendo, Francesco?
Francesco Ecco fatto! La pasta è pronta! Proprio in tempo!
Nabil Buonasera…
Francesco Nabil! Benvenuto! Lei è Monica…
Monica Ciao Nabil, piacere!
Nabil Ciao Monica, questa è per te…
Monica Ma è bellissima! Non dovevi…
Francesco Dai, Nabil, vieni, è tutto pronto, mangiamo subito!
Monica Secondo me il posto migliore dove fare ricerca è il Nord Europa, o gli Stati Uniti… Purtroppo
l’Italia per la ricerca…
Nabil Infatti credo che tra un anno andrò in Danimarca: ci sono buone possibilità per chi ha la mia
specializzazione.
Monica Certo, è un peccato però, hai imparato l’italiano così bene…! Come hai fatto? Voglio dire, a parte
le lezioni, hai letto libri o riviste, hai guardato la televisione italiana…?
Nabil Sì, a me piace leggere e appena ho potuto, ho letto subito gli autori italiani, anche se all’inizio ho
avuto problemi con il passato remoto, perché non lo trovo mai nella lingua parlata… Per esempio, non ho
mai sentito nessuno chiedere: “mangiasti bene, ieri?”
Monica Eh sì, è un verbo che si trova soprattutto nei libri! Comunque il tuo italiano è davvero ottimo!
Francesco Eh, non a caso al lavoro viene chiamato “il genio”!
Nabil Ma no, mi piace molto imparare le lingue, questo sì: e poi ora con internet è più facile… C’è per
esempio una web tv dedicata a chi studia l’italiano…
Monica Davvero? Ma tu pensa!
Nabil Sì, è interessante perché ci sono video sulla lingua, film, musica, interviste, esercizi e anche quiz
linguistici…
Francesco Quiz linguistici? Ad esempio?
Nabil Uhm… facciamo questo: secondo voi, il verbo fare si scrive con l’accento?
Francesco Con l’accento, eh? Secondo me sì.
Monica Mah, che io sappia, sempre. Si scrive così in frasi come: lui fa il caffè, per esempio!
Nabil Invece non si mette mai.
Monica Ma dai! Mai mai?
Nabil Eh, non lo dico io, lo dice la vostra grammatica! Lui fa il caffè si scrive senza accento. Solo in un
caso si usa non l’accento ma l’apostrofo.
Francesco E quando?
Nabil Con l’imperativo. Per esempio: fa’ presto a servire il gelato, perché si sta sciogliendo!

Monica Oddio, hai ragione! Il gelato!


Francesco Senti, Nabil, mi scrivi l’indirizzo di questo canale? Secondo me serve più a noi che a te!

67. Reading NE3


La famiglia in Italia

- In Italia i nonni sono, secondo l'Istat, il 38% della popolazione. La metà ha uno o due nipoti. C’è
da dire però che oggi, rispetto a dieci anni fa, sono molti di più i nonni che vanno ni viaggio con
gli amici, passano la sera al cinema o al ristorante, e hanno meno tempo e pazienza. Per i nipotini
resta poco spazio, sebbene proprio i nonni siano figure centrali nello sviluppo del bambino.
- E Si è riaperto nuovamente li dibattito politico per riconoscere legalmente i diritti delle coppie
conviventi. Come sempre accade in materia di diritti civili la legge italiana rimane un paso
indietro nella regolazione di nu fenomeno sociale e culturale che ormai non si può più ignorare.
- Si è tenuta ieri a Roma, in piazza San Giovanni, il Family day, una manifestazione che chiedeva la
rivalutazione del matrimonio e della famiglia tradizionale come nucleo della società. Secondo gli
organizzatori era presente un milione di persone, anche se la Polizia parla di un massimo di
20.0000 partecipanti.
- Il cado della nascita in Italia registra record negativi da diverso tempo: la crisi economica, i
diversi stili di vita…. sono tutti fattori che influenzano la decisione di non aver figli, di avere i in
tarda età o di averne soltanto uno. Oltre a questo si deve anche considerare di diffondersi
dell’infertilita, che colpisce sempre più individui.

68. Listening 15
A. Hai saputo che Corrado e Paola is sposano?

B: Davvero? Dopo tutto questo tempo?

A. Eh sì. Ormai sono vent'anni che stanno insieme.

B: Eh, infatti! E perché lo fanno?

A. Mah, Corrado vorrebbe chiedere un trasferimento sul lavoro, e, se non sono sposati, Paola non può
chiedere di essere trasferita dove va lui.

B: Ah, li ricongiungimento familiare.

A. Sì, ecco, quello.

B: Certo, comunque, è assurdo.

A. Cosa, che si sposino?

B: Ma no, è assurdo li fatto che per ottenere un diritto devono sposarsi, nonostante vivano insieme da
vent'anni e abbiano due figli insieme. Che poi sono anche grandi, no?

A. Sì sì Flavio ha dodici anni e Valerio sete.

B: Ecco, appunto.

69. Reading NE3


Nei giorni di sole, le nonne del quartiere Testaccio, a Roma, accompagnano i nipoti ai giardinetti per farli
giocare con altri bambini. Maria Ceccani osserva con attenzione li nipotino Fabrizio di tre anni, mentre
litiga con un compagno per un giocattolo. «Non ha né fratelli, né sorelle E nemmeno cugini» spiega con
dispiacere. «Hanno sbagliato ad avere solo un figlio. Lo ripeto continuamente a mio figlio: fanne un altro,
fanne un altro». Ma il figlio della signora Ceccani e sua moglie non vogliono un altro bimbo, e una delle
ragioni è che vivono ancora con lei. «Una volta le famiglie italiane avevano molti bambini», continua la
signora Ceccani, «ma oggi le mamme lavorano e non hanno tempo per una famiglia numerosa. E una
vergogna». Quella della signora non è la semplice preoccupazione di una nonna. L'Italia, con una media
di 1,18 bambini per donna, occupa il posto più in basso della classifica mondiale della natalità

Chi l'avrebbe mai detto? Trenta anni fa si temeva che l'aumento della popolazione mondiale consumasse
troppo velocemente le risorse della Terra. Oggi nel mondo siamo 6 miliardi ma il tasso di crescita è sceso
all'1,2 per cento. Sono molti i fattori che hanno fatto abbassare il numero delle nascite: alla diffusione
della contraccezione, le maternità in età sempre più avanzata, un numero maggiore di donne nel mondo
del lavoro e una diffusa migrazione dalle campagne alle città. Esiste però anche un'altra ragione perché
nascono meno bambini, anche se gli stressati genitori non lo ammettono: con un solo figlio tutto è più
semplice e più economico.
Il sociologo francese Jean-Claude Kaufman attribuisce l'aumento dele famiglie con un figlio unico ala
«crescita dell'individualismo». Con un figlio unico alla “crescita dell’individualismo”. Con un figlio solo è
più facile portare la famiglia in un ristorante a quattro stelle o in un safari ni Tanzania. Vivere in un
piccolo appartamento di una metropoli è più facile e se parliamo poi di educazione non cè' confronto: i
figli unici hanno molte più possibilità dei loro amici con fratelli di frequentare prestigiose scuole private.
Anche l'età della popolazione mondiale aumenta rapidamente: li numero di ultrasessantenni nei
prossimi 50 anni triplicherà e gli over 80 saranno cinque volte di più.

70. Listening 16
Intervistatrice Senta, Lei è sposata?
Signora Sì.
Intervistatrice E ha figli?
Signora Due, un maschio e una femmina.
Intervistatrice Mm. Quanti anni hanno?
Signora La femmina dieci anni, il maschio otto.
Intervistatrice Come riesce a organizzare il lavoro e la famiglia?
Signora Beh, adesso che i ragazzi sono un po’ grandini, abbastanza bene, nel senso che la scuola è quasi
sempre con un orario lungo e siccome io faccio un orario ridotto fino alle quattordici e solo due volte
alla settimana esco alle cinque del pomeriggio, allora ce la faccio ad andare io a riprendere i bambini.
Nei due pomeriggi in cui non ce la faccio, mando o mio suocero, oppure c’è una ragazza che mi fa
questo piacere. E… però quando erano più piccoli è stato terribile…
Intervistatrice Mm.
Signora … perché non ci sono molti asili nido e sono molto cari, soprattutto quello. Anche quelli pubblici
sono cari.

Intervistatrice Mm. Mm. E l’organizzazione in casa? I lavori di casa? Suo marito Le dà una mano o deve
far tutto da sola?

Signora No, no. Mi dà una mano per fortuna, perché altrimenti non ce la faremmo! No, è bravo, fa tante
cose, spolvera, pulisce i bagni, passa l’aspirapolvere…
Intervistatrice Mm.
Signora … sì.
Intervistatrice Ma Lei pensa che sia una rarità in Italia o è abbastanza … comune?
Signora No. Credo che oggi sia abbastanza comune, perché tutte le … le, quasi tutte le mogli lavorano,
anche perché per le necessità economiche della famiglia non si può fare diversamente. E quindi si
ci… si arriva a questa divisione dei compiti che è molto importante, ecco, perché se un uomo non
capisce che deve dare una mano alla moglie, il matrimonio non va avanti, eh.
Intervistatrice Mm. E secondo Lei lo Stato aiuta le famiglie in qualche modo? Ci sono delle politiche a
favore della famiglia o no?
Signora Mm… Mah, secondo me ci sono più discorsi che politiche a favore della famiglia…
Intervistatrice (In che senso)?
Signora … perché appunto le strutture sono poche, le scuole quando i bambini sono poi molto piccoli,
l’asilo nido, la scuola materna non sono mai sufficienti. Le domande sono sempre superiori alla capienza,
per cui si deve ricorrere o ai nonni o alle baby sitter a pagamento o appunto agli asili nido privati
eccetera. Poi le scuole … anche le scuole a tempo pieno spesso sono … non sono ben organizzate,
cioè il tempo dei bambini non è utilizzato in maniera corretta. Spesso la parte che si riferisce al
pomeriggio viene usata più come un doposcuola, fare i compiti della mattina e non altre attività come
si dovrebbe.
Intervistatrice Mm. Mm. Mm. Ok, La ringrazio.
Signora Prego.

71. Video 6
Valeria Allora, Paolo, ho fatto l’esame, e… è positivo.
Paolo No! Allora… sarò padre!
Valeria Eh, è il problema è che io sarò madre…!
Paolo Come sarebbe a dire? È… è una cosa bellissima! E poi, dai, sarai la migliore mamma del mondo! Chi
l’avrebbe mai detto…!
Valeria Ma non dico questo, è che… insomma, ho iniziato a lavorare da poco, tu hai sempre contratti di
sei mesi… La mia preoccupazione è che non sia il momento migliore... E poi casa nostra è troppo
piccola…
Paolo Ok Valeria, però dai, con la casa ci si adatta: per il resto, ci faremo aiutare un po’ dai miei; e poi
anche i tuoi genitori ci daranno una mano, no?
Valeria Ma sì, è che… insomma, proprio adesso… lo sai con i bambini, no? Le notti in bianco e tutto il
resto…
Paolo Ma no, dai! Secondo me è proprio il contrario! Anzi, sai che ti dico? Sarà divertente! Lo farò
giocare, gli canterò canzoni per farlo dormire…
Valeria Eh, divertente per te, che non devi allattare! Per l’uomo è sempre più facile! Anche se ha sei figli
non dà il minimo aiuto in casa.
Paolo Ma dai Valeria, adesso sei un po’ agitata, lo capisco, ma… nonostante il momento non sia
effettivamente quello più adatto, sono sicuro che ce la caveremo benissimo!
Valeria Mmh, non lo so. Forse hai ragione. Però, per favore Paolo, non lo diciamo ancora niente a
nessuno, ok?
Nemmeno ai nostri genitori!
Paolo Va bene, come vuoi… Dai, adesso andiamo a bere qualcosa per festeggiare!
Paolo Pronto, mamma? Ti devo dare una notizia bellissima! Esatto! Come hai fatto a indovinare?

72. Rearding NE 3
Figuraccia natalizia! leri pranzo di Natale dai miei. Ala fine scartiamo i regali di famiglia ed ecco li: mia
nonna mi ha regalato una sciarpa arancione. lo amo mia nonna ma. arancione... OI ODIO L'ARANCIONE! E
va be', apro li pacchetto, guardo questa sciarpa orribile, sorrido, ringrazio e me al porto a casa per
aggiungerla alle altre due sciarpe ricevute durante queste feste. leri poi mi chiama mia cugina dicendo
che sarebbe passata dopo mezz'ora a portarmi li regalo. lo però non le avevo fatto niente, così corro ni
camera, prendo la sciarpa e la impacchetto. Ci scambiamo i regali e... sulla sciarpa era stato cucito a
mano li mio nome e non me ne ero nemmeno accorta! Volevo sprofondare!

Monika Ka

Oddio Fede! Però dai, l'idea non era male. Un regalo è sempre un pensiero affettuoso, a volte ti piace e a
volte meno. Per fare nu esempio, se ricevessi una bottiglia di profumo usata, torse non sarei felice, ma se
li profumo mi piacesse, sicuramente lo userei. Sì, lo devo ammettere: anche oi ho fatto regali riciclati, e
proprio alle persone più care, perché sapevo che loro avrebbero apprezzato delle cose che a me invece
non piacevano molto.

Marcello Olivieri
Evidentemente tua cugina non si chiama come te! E cosa hai fatto? Se una cosa del genere capitasse a
me, non saprei proprio cosa fare! E potrebbe capitami! Lo infatti faccio sempre regali riciclati - amici:
siete tutti avvertiti! - li problema è che ricevo spesso regali che non mi piacciono. Anche oi sorrido,
ringrazio e poi il conservo nel reparto "riciclo" del mio armadio, in attesa id un nuovo padrone... Poi
quando devo fare un regalo vado li e vedo se c'è qualcosa che posso dare a qualcuno.

Federica Rossi

Marcello, sono stata bravissima.... le oh detto che era per un'amica che si chiama come me e che
evidentemente avevo scambiato i regali! ;-)

Ambra Arcani

Beh, sei stata brava. E ci ha creduto? No, perché se un'amica mi regalasse una cosa riciclata ci rimarrei
malissimo! Se venisse da una persona qualsiasi non mi importerebbe niente, ma da una persona cara no,
non lo accetterei!

9gennaioaleore125.5#Mip a c i e

73. Listening 18
Intervistatore Senti, tu come ti chiami?
Ettore Io, Ettore.
Intervistatore E quanti anni hai?
Ettore Ventinove.
Intervistatore Ti volevo chiedere delle cose a proposito di … di feste. Se ti piace festeggiare, che tipo di
feste ti piacciono…
Ettore Eh.
Intervistatore … mm, c’è una festa di cui ti ricordi particolarmente, che ti è rimasta impressa?
Ettore Ehm. Beh, devo dire, io sono molto festaiolo. Purtroppo.
Intervistatore Come purtroppo?
Ettore Purtroppo sì, perché aspettiamo di finire di lavorare durante la settimana per il weekend e
impostarlo proprio sul discorso festa. Ho la fortuna di avere un gruppo di ragazzi che fra l’altro abbiamo
anche un sito Internet dove ci colleghiamo con altre persone d’Italia e facciamo queste grosse feste
organizzate bene, con musica, da bere e tutto e devo dire anche, ci dà anche molta soddisfazione. Quindi
sono un gran festaiolo…
Intervistatore Mm.
Ettore … mi piace molto. L’ultima festa che mi sono… diciamo la più bella, la più bella stranamente è
stata la più tranquilla. La più tranquilla perché eravamo… avevamo affittato questa casa all’interno
del… di un enorme campo, va bene?, una casa un po’ sperduta, nella campagna toscana, e niente,
c’era un sacco di gente, persone tranquillissime, però con la musica molto soft, sai?, (que)sta campagna
rurale, le persone… e devo dire è stata una delle più belle per l’atmosfera, no?, per la cosa respirata.
C’era(no) anche delle bellissime ragazze.
Intervistatore Ok. Senti, quindi se sei un festaiolo avrai sicuramente dei problemi con le feste tradizionali
o no? Come le festeggi di solito?
Ettore Mm, sì purtroppo sai Natale, Pasqua, son cose che ormai non… non concepisci più, perché cioè
devi andare a mangiare con i genitori, la zia, la nonna, invece senti che, capito?, sei trasportato verso
altre cose.
Intervistatore Però lo fai. Di solito il Natale lo fai coi tuoi… Il pranzo …
Ettore Sì, lo faccio. Sì, si purtroppo lo faccio. No, lo faccio perché alla fine, dai …
Intervistatore Mm. Se potessi organizzare una festa, mettiamo. A parte che già lo fai, organizzi delle
feste, ma, faresti adesso qualcosa di particolare? Non so, supponi hai a disposizione un bel po’ di soldi per
organizzare una festa.
Ettore Mah, guarda, potessi organizzare una festa, organizzerei una festa un po’ come le facevano nel…
nel Settecento a Venezia, no?
Intervistatore Mm.
Ettore … quindi piene di vestiti, trine...
Intervistatore Con le maschere.
Ettore … maschere, in un bel palazzo magari anche veneziano.
Intervistatore OK, ottima idea.
Ettore Sì, molto bella…. trasgressiva anche al punto giusto.
Intervistatore Grazie.
Ettore Prego. Ciao

74. Video 7
TUTTI Tanti auguri a te, tanti auguri a Paolo, tanti auguri a te!
Paolo Ma dai! Non dovevate!
Eleonora Ma dai! Pensavi che saremmo venuti senza regalo?
Monica Ecco, questo è da parte mia. Auguri, amore!
Michele Auguri, vecchio!
Paolo Allora, da quale comincio? Da questo!
Monica Ah, è il mio!
Paolo Allora… Ma…
Monica Così quando cucini, non ti scotti più! Io ci tengo alle tue mani!
Paolo Grazie amore, un pensiero, davvero… originale!
Eleonora Oh, questo è il mio!
Paolo Un… Topolino?
Eleonora Eh, ma mica un Topolino qualsiasi, eh! Guarda, questo è il numero 3000! Tra qualche
anno varrà un sacco di soldi!
Paolo Ah, sicuro… Grazie Eleonora, sei sempre… previdente!
Michele E adesso, il mio regalo!
Michele Visto che quando stai male rompi sempre il termometro…!
Paolo Sì, in effetti… Grazie Michele…
Monica Allora, Paolo, un compleanno così non te l’aspettavi, eh?
Eleonora Ma ecco la vera sorpresa! Auguri!!!
Michele Non pensavi mica che quelli fossero davvero i nostri veri regali!
Eleonora Se io regalassi un Topolino a Michele, mi lascerebbe dopo due minuti.
Michele Sì, però poi lo leggerei subito!
Michele Guarda Paolo, non sei obbligato ad aprirlo, eh! Però ti assicuriamo che c’è dentro
qualcosa!

1. Listening 19
Sono stato un grande filosofo, matematico e astronomo del 1600. Secondo me la religione doveva
occuparsi solo di problemi morali e non di scienza! Copernico diceva che la terra gira intorno al sole,
e non il contrario, ed io ho dimostrato che aveva ragione, inventando il telescopio per guardare lo
spazio. Sono stato accusato di eresia e condannato. E per rimanere in vita ho dovuto abiurare, cioè
ho dovuto dire che le cose che avevo dimostrato non erano vere.
2. Ero la figlia illegittima di un papa, Alessandro VI, ed ero bellissima. La fama che avevo era terribile,
si diceva che fossi l’amante di mio padre e di mio fratello. E poi la leggenda mi descrive come
un’assassina, bravissima nell’uso di un terribile veleno, la Cantarella.
La verità è che a Ferrara dell’inizio del 1500, mi corteggiavano i più importanti artisti, poeti e principi
dell’epoca e che negli ultimi anni della mia breve vita ho aiutato i più poveri e bisognosi.
3. Sono stato un grande regista, forse il più grande nella storia del cinema italiano. Ho cominciato nel
1941 lavorando alla radio, e negli stessi anni facevo lo sceneggiatore per grandi registi, come Roberto
Rossellini. Nel 1952 ho fatto il mio primo film, Lo sceicco bianco, che fu un vero insuccesso! Solo
cinque anni dopo però ho vinto il mio primo premio Oscar. Il primo di cinque, in quarant’anni di
carriera.

2. Reading NE 3
Nato a Vinci (vicino Firenze) nel 1452 e morto in Francia nel 1519, Leonardo Da Vinci è sicuramente tra i
più importanti artisti di tutti i tempi. La sua opera più famosa è la Gioconda, conservata a Parigi, al museo
del Louvre.

Le storie su Leonardo Da Vinci sono molte. Lo storico Giorgio Vasari lo descrive come un uomo che
amava gli scherzi, raccontando un fatto curioso. Sembra che Leonardo si divertisse a spaventare gli amici
con una piccola lucertola finta e che teneva nascosta ni una scatola. Quello che non sappiamo è se gli
amici amavano questo genere di scherzi.

Leonardo era vegetariano e ambientalista. Giorgio Vasari racconta che Leonardo, camminando per le
strade dei mercati, cercava gli animali in gabbia, il comprava e li liberava. Leonardo, nei suoi Appunti,
scrive: "Fin dalla giovinezza ho rinunciato all'uso della carne, e verrà un giorno in cui uomini come me
considereranno l'omicidio di un animale come l'omicidio di un essere umano".

Leonardo scriveva da destra verso sinistra invece che da sinistra verso destra, e non usava una penna
normale ma una speciale penna inventata da lui. C'è chi pensa che la scrittura di Leonardo fosse un
codice segreto per proteggere i propri scritti dalla censura della Chiesa cattolica.

Quando doveva dipingere dei personaggi particolarmente difficili, Leonardo passava intere giornate
seguendo gli uomini più mostruosi e strani e prendendo appunti sulla loro fisionomia. Si racconta che per
dipingere li personaggio di Giuda cercasse qualcuno con al faccia di un matto. Dopo un anno di inutili
ricerche nelle zone più malfamate di Milano, Leonardo organizzò una grande festa per le persone più
strane della città. Lui steso raccontava barzellette per farli ridere, e nello stesso tempo li grande artista
studiava le loro espressioni. Sembra che ala fine della festa, Leonardo abbia passato tuta al note a
disegnare le facce di quella serata.

3. Listening 20
A: Allora? Com' è andata a Genova?

B: Bellissima! È stato un fine settimana indimenticabile.

A: Eh, sì, è proprio una bellissima città.


B: Sì sì

A: E cosa hai visto?

B: Mah, in due giorni non ho potuto girare moltissimo. Ho fatto i soliti giri: li porto, l'acquario.

A: Ah, l'acquario, bello vero?

B: Spettacolare. Dicono sia li più grande d'Italia.

A: Sì lo so. lo purtroppo non sono riuscito ad entrare. Troppa fila!

B: Sì ma i biglietti sono acquistabili no line, e con i biglietti ni mano, sono entrata subito!

A: Ah, non lo sapevo!

B: Ah, e poi ho visto al casa di Cristoforo Colombo.

A: Ah, e ti è piaciuta?

B: Ma sì, soprattutto per li valore storico.

A: Anche se.

B: Cosa?

A: Boh. Dicono che Colombo ni realtà non fosse genovese.

B: Ma come? E chi lo dice?

A: Mah, per esempio secondo gli spagnoli era catalano. A Barcellona c'è anche una sua statua m o l t o
famosa.

B: Non ci posso credere!

A: Sì sì, e un'altra teoria dice che era portoghese.

B: Ma dai!! Lo sanno tutti che l'America è stata scoperta da un italiano! Adesso vogliono rubarci quelle
poche certezze che abbiamo!

4. Reading NE3
- Era un gladiatore poi diventato schiavo. Chiamato anche "lo schiavo che ah sfidato l'impero", ha
guidato al più importante rivolta degli schiavi dell'antichità. Dala sua storia è stato tratto nel
1961 un famosissimo film che porta il suo nome.
- Il nome di questo Imperatore romano è legato per sempre all'incendio che nel 64 a. C. ha colpito
la città di Roma per nove giorni, distruggendola. La leggenda dice che sia stato lui a dare l'ordine
di incendiare la città, a causa della sua pazzia. Ma probabilmente si tratta di un'accusa ingiusta.
- È stato uno degli Imperatori più amati a Roma, anche perché ah portato un lungo periodo di
pace. Era amante della cultura greca e sotto li suo regno l'Impero Romano ha raggiunto al sua
massima estensione.
- È forse li personaggio più famoso di Roma antica. Generale romano, dopo aver vinto molte
battaglie, è diventato Dittatore id Roma, ottenendo un grandissimo potere. Nel momento più
alto della sua carriera militare e politica, un gruppo di senatori ha organizzato una congiura
contro di lui, uccidendolo con 23 coltellate li 51 marzo del 4 a.C.
- Scrittore e filosofo, are una figura importantissima nel Senato romano, dove attaccava i politici
corrotti e violenti. Per i romani era un modello di moralità e di saggezza. I suoi discorsi sono
ancora un esempio di retorica.

5. Reading NE 3
Augusto: È stato li primo imperatore romano. L'età di Augusto ha rappresentato un momento di svolta
nella storia di Roma eli definitivo passaggio dal periodo repubblicano all'impero.

Marcello Manonirtas: È stato uno degli interpreti italiani più conosciuti e apprezzati all'estero negli anni
sessanta e settanta, soprattutto per le pellicole recitate in coppia con Sophia Loren e per i ruoli da
protagonista nei film di Federico Fellini.

Marco Polo: Mercante veneziano, è stato uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi. Viaggiò lungo al
via della seta arrivando ni Cina, dove diventò ambasciatore.

Le sue memorie di viaggio furono raccolte nel celebre libro “Il milione", che ispirò fortemente Cristoforo
Colombo.

Benito Mussolini: Anche detto li Duce, fondò li fascismo e assunse li ruolo di dittatore per quasi
vent'anni. Fu ucciso dai partigiani dopo al sconfitta delle forze italotedesche nella seconda guerra
mondiale.

Maria Montessori: Prima donna laureata ni medicina in Italia, pedagoga, diventò famosa per li suo
metodo basato sulla libertà, al creatività e l'autodisciplina del bambino, adottato in oltre 20.000 scuole
nel mondo.

Mcihealngeol: È stato uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento italiano, riconosciuto, già al suo
tempo, come uno dei più grandi artisti di sempre. Ha dipinto al Cappella Sistina ed è l'autore di alcune
delle più importanti sculture della storia

6. Lsitening 21
Guida Ecco, venite vicino… come avete visto Villa Adriana era una residenza molto grande, una vera e
propria
Versailles dell’antichità. Occupava 120 ettari e ci vollero 15 anni per completarla, dal 118 al 133 dopo
Cristo. Qui viveva il grande imperatore Adriano, con sua moglie Sabina, la sua corte e i suoi collaboratori.
C’erano giardini, fontane, terme, sale per ricevimenti, saloni per banchetti, teatri, una biblioteca, e anche
un’isola artificiale. Nei giardini si vedevano statue di dei, di imperatori… pensate che in tutta la Villa
c’erano circa 400 statue.
Qualche parola su Adriano. Era un grande combattente, un atleta, un esperto cacciatore, ma era anche
un uomo con una grande cultura e profondamente attratto dal mondo greco. Pensate che fu il primo
imperatore con la barba, perché voleva identificarsi con i filosofi greci. Adriano fu un grande imperatore.
Capì che l’impero romano era arrivato al massimo della sua estensione, e che oltre non era possibile
andare. Così decise di non fare altre guerre per conquistare nuove terre e trasformò l’impero in una
grande civiltà pacifica. E tutta questa Villa riflette questa idea di pace.
Donna Scusi…
Guida Sì, certo se qualcuno vuole farmi qualche domanda può interrompermi. Prego.
Donna Sì. Tutte le statue, come diceva Lei… dove sono? Qui ce ne sono solo alcune.
Guida Beh, con la caduta dell’impero la villa fu abbandonata, e venne riscoperta solo nel Rinascimento.
La maggior parte delle opere vennero vendute in tutto il mondo e oggi sono sparse in moltissimi musei.
Purtroppo qui ne sono rimaste solo poche.
Uomo Senta… è vero che Adriano ha fatto fare moltissime statue di un giovane ragazzo greco?
Guida Eh, sì, è vero, ma la questione è un po’ delicata: Adriano e questo ragazzo, che si chiamava
Antinoo, erano
molto intimi, forse addirittura amanti. Antinoo morì molto giovane, annegando nel fiume Nilo nel 130
dopo Cristo. Dopo la morte del ragazzo, Adriano, decise di fondare una religione dedicata alla sua
persona. Inoltre costruì una città vicino al luogo della sua morte, che si chiamava Antinopoli, e organizzò
ogni anno a Roma e ad Atene dei giochi per ricordarlo. E non è tutto. Adriano ordinò di scolpire così tante
statue di Antinoo che adesso ogni grande museo, dal Louvre di Parigi al Prado di Madrid, ai musei
vaticani all’Ermitage di San Pietroburgo, ha una statua del ragazzo.
Ora andremo a visitare un luogo privato e unico, il Teatro Marittimo. Questo teatro era una vera e
propria isola dentro i giardini della Villa. Ecco, venite, passando questo piccolo ponte si arriva in un luogo
molto tranquillo e lontano dai rumori del mondo. Qui Adriano veniva a meditare. Naturalmente era
anche un luogo molto confortevole. Sull’isola infatti c’era tutto, anche i bagni. Qui poco tempo prima di
morire, il 10 luglio del 138 dopo Cristo, Adriano scrisse i suoi ultimi pensieri.

7. Video 8
Procedimento: come accennato nella Premessa, ogni scheda di attività sugli episodi del videocorso
prevede:
- una fase di avvicinamento, nella quale lo studente è stimolato a formulare ipotesi sul tema che
verrà trattato;
- una prima visione dell’episodio;
- un quesito sulla comprensione;
- un (eventuale) approfondimento su uno specifico tema grammaticale o funzione comunicativa.
Seguite le consegne del manuale. Gli studenti lavorano prima individualmente, poi si confrontano a
coppie. Alla fine verificate in plenum.
Trascrizione:
Paolo Senti, nel frigo non c’è niente di mangiabile. Non facciamo la spesa da giorni… Ti va di andare a
mangiare qualcosa fuori?
Valeria Sì, solo un attimo, Paolo, devo controllare una cosa….
Paolo Ah, la traduzione su quel libro di storia… L’hai finita?
Valeria Beh, veramente la vorrei ricontrollare un’altra volta. Rileggendo l’ultimo capito, ho già trovato un
paio di errori… Ma non è possibile, perché la devo consegnare domani…
Paolo E questo chi è? Ah, Machiavelli… Un grande!
Valeria Sì, veramente! Sai che facendo questa traduzione ho imparato un sacco di cose su di lui che non
sapevo…
Anche simpatiche! Per esempio, lo sapevi che gli piaceva giocare a un gioco da tavolo, quello che noi
adesso chiamiamo Backgammon?
Paolo Ma dai, non lo sapevo! Leggendo quello che scriveva non si direbbe, sembra così serio… Senti, ma…
ti sarebbe piaciuto vivere in quel periodo…?
Valeria Beh, oddio… certo non c’erano le comodità che abbiamo ora… Però sì, mi piacerebbe vedere
come vivevano nel Cinquecento, nella Firenze dei Medici o nella Roma dei Borgia!
Paolo No, io preferirei il Risorgimento: mi piacerebbe conoscere Garibaldi… Magari essere uno dei suoi
uomini dell’impresa dei Mille! Eccolo, il mio generale! E tu, che personaggio storico ti piacerebbe essere?
Valeria Guarda, senza dubbio… Lucrezia Borgia! Guardala qua: ma lo sai che era una donna incredibile?
Parlano di lei come donna spietata, che avvelenava i suoi nemici, ma non è vero: anzi, era una donna
saggia e molto responsabile!
Paolo Ma lo sai che guardandola bene… noto una certa somiglianza?
Valeria Vero? Guarda!

8. reading NE3 page 115


Le Marche: l'Italia in una regione

Sicuramente sapete dov'è Roma, o Venezia, o anche Siena. Città famosissime e che tutti conoscono. Ma
probabilmente non sapete rispondere a chi vi chiede se conoscete Ancona, o Pesaro, o Macerata.

Non preoccupatevi, non siete soli: provate a chiedere a un italiano dove siano posti meravigliosi come li
Conero, città d'arte come Urbino o piccoli ma bellissimi ……… come Recanati; non tutti sapranno
rispondervi.

Questo perché per molto tempo le Marche sono state considerate una regione poco significativa e
lontana dai percorsi che frequentano di solito i turisti.

Fortunatamente negli ultimi anni molti stanno riscoprendo le bellezze di questa regione.

Da Fano a Camerino, da Urbino a Recanati, da Fabriano a Senigallia, le Marche stupiscono e


accontentano ogni tipo di turista, proprio grazie ala loro varietà.

Se amate la cultura, nelle città marchigiane trovate oltre trecento musei, tra cui

al Galleria Nazionale delle Marche nel palazzo ducale di Urbino con opere di Raffaello e Piero della
Francesca.

Se siete invece più interessati al sole e al…….. vi aspettano al Riviera del Conero e le sue ………..
incredibili.

Volete rilassarvi fuori dalle città? La tranquilla campagna marchigiana vi sorprenderà e vi affascinerà con i
suoi colori, le sue dolci …….. e i suoi paesaggi.

Per gli amanti della ……. e della natura, invece, è d'obbligo salire sui sentieri del Parco Nazionale dei
Monti Sibillini, o scendere nelle splendide Grotte di Frasassi. Se amate li buon cibo, forse vi state
chiedendo se nelle Marche si mangia bene.
La risposta in due parole: olive ascolane. Sono olive fritte con ripieno di carne e sono nate proprio nelle
Marche, da Ascoli. Per i vini, sono marchigiani li famoso Verdicchio o li rosso Piceno.

Insomma, un giro nelle Marche tra mare, arte, natura e cucina, è un vero "giro d'Italia" ni piccolo.

9. Listening 22
B: Ecco qui. Il pane per la bruschetta è pronto. Gianni, tu mi hai detto che la vuoi senza pomodoro,
giusto?

A: Sì sì per me la bruschetta è senza pomodoro. Sol aglio, sale eolio buono.

B: Questo lo fanno i miei, giù ni Sicilia. Ti va bene?

A: Mmhh. olio siciliano, bello forte.

B: Sì questo è oil nuovo, è arrivato al settimana scorsa, ancora non l'ho assaggiato. Moi padre mi ha detto
che quest'anno en hanno fato poco, ma è venuto particolarmente buono.

A: E come mai?

B: Ha detto che c'erano poche olive. Tu assaggialo, es ti sembra troppo forte, ne ho un altro tipo nu po'
più leggero.

A: Li provo tutti e due, dai. Comunque l'olio più buono per me è quello pugliese.

B: Mah, è questione di gusti. E poi non è semplice dire pugliese, calabrese o toscano. Non dipende solo
dalla regione ma spesso cambia da zona a zona, dal tipo di olive usate. Quello dei miei, per esempio, è un
po' forte. Ame piace, però non tutti lo amano.

A: Mmmhhh... ma è buonissimo! Sì, hai ragione, però è vero anche che un olio con questa personalità lo
trovi solo al sud.

B: Sì forse sì. Assaggia anche questo, è toscano, l'ho preso in una piccola azienda vicino Capalbio. È
buonissimo. Gli altri hanno detto che volevano li pomodoro, giusto?

A: Mi pare di .sì

B: Ma dove sono? Qui diventa tutto freddo.

A: Boh, gli oh già detto di venire. Aspetta che vado a chiamarli.

B: Sì forse è meglio.

10. Listening 23
Trascrizione:
Ognuno di noi ha un luogo speciale che fa parte della propria vita. Un mulino, una chiesa, una strada,
un prato…
Per dieci anni il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha ascoltato le segnalazioni e ha aiutato i cittadini per
salvare luoghi spesso nascosti o dimenticati, ma importantissimi per il nostro patrimonio ambientale.
Dal meraviglioso Castello della Colombaia a Trapani, ai vialetti del piccolo borgo walser in alta Valsesia,
abitato da solo 14 persone, il FAI ha effettuato in questi anni 45 interventi in 16 regioni italiane.
Dalla prima edizione di dieci anni fa, “I luoghi del cuore” è diventato un progetto sempre più
importante, anche perché nel nostro paese è aumentata la sensibilità ambientale e culturale. Per questo
il FAI ha realizzato un rapporto sulle edizioni passate: il risultato è una lunghissima lista di luoghi da
salvare, non secondo una prospettiva accademica, ma dal punto di vista emotivo dei cittadini, di come
vivono il territorio.
Un’iniziativa molto apprezzata dal Ministro per i Beni Culturali: “Mi pare che sia un’occasione
importante, il FAI è una grande associazione che coinvolge migliaia di cittadini e si occupa in modo
moderno di gestione di luoghi della cultura. Una collaborazione in questi campi tra pubblico e privato,
soprattutto quando il privato è no profit, è doverosa. Qui stiamo parlando di patrimonio del paese,
considerato dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.
Il rapporto esamina oltre 31mila luoghi, in quasi 6mila Comuni italiani, segnalati da 1 milione e 800mila
cittadini. Una mobilitazione affettiva che ha coinvolto ogni regione d’Italia.
E, come per molti italiani, anche per il Ministro dei Beni Culturali il luogo del cuore è Ferrara... “Beh il
luogo del cuore è la mia città, che è sito Unesco. Quindi ogni pietra è un pezzo della mia vita”.

11. Video 9
Trascrizione:
Federico Ma…!
Laura Preferirei controllare, grazie! Con te tutto è possibile…! Milano-Rimini, 11 e 23, carrozza 6… Ma hai
prenotato il posto al finestrino per me, vero?
Federico Sì, Monica…
Laura Ah, ci vogliono 3 ore: perché così tanto? Non c’era un treno più veloce?
Federico Sì, ma bisogna cambiare a Bologna. Con il cambio a Bologna ci vogliono 2 ore soltanto. Solo che
a te non piace cambiare…
Laura Uhm, va bene va bene, dobbiamo capire da che binario parte… Tieni. Certo che anche tu… io lo so
che sono tuoi amici, ma quando facciamo un weekend fuori andiamo sempre e solo a Rimini…!
Federico Dove vorresti andare?
Laura Ci sono altre città che sarebbe bello visitare: che so, Parma, Treviso, Ferrara…
Federico Credevo che Giovanna e Alberto ti fossero simpatici…
Laura Sì che mi sono simpatici, però, insomma, andiamo sempre da loro... E poi sai, proprio Giovanna una
volta mi ha detto che l’autunno scorso hanno fatto due gite, una a Treviso, e una a Parma e che sono
stati benissimo…
Federico Parma? Cosa c’è a Parma, oltre al prosciutto…?
Laura Stupido! Parma è una città molto bella, c’è il famoso teatro regio, la piazza con il duomo, il
battistero…
Federico Va bè, ho capito. Ma Treviso?
Laura A volte mi domando se tu sia veramente così ignorante o fai finta per farmi arrabbiare… Treviso è
una piccola Venezia, c’è un centro storico meraviglioso! E poi Giovanna mi ha detto che hanno dormito in
un albergo sulla…
Federico Va bene, ho capito, la prossima volta potremmo andare a Treviso o a Parma, vediamo. Ma
allora il nostro treno? Da che binario parte? Io sul tabellone non lo vedo.
Laura È un po’ difficile che lo trovi lì, Francesco, quello è il tabellone degli arrivi! Quello delle partenze è
qui sopra!
Federico Sì, ma non lo vedo nemmeno lì… Ancora!?
Laura Ma Francesco, ma hai comprato il biglietto per domenica, oggi è venerdì!
Federico Cosa? Non è possibile! No, è vero! Ma che stupido! Adesso? Quando c’è un treno per Rimini nel
pomeriggio? Dunque, ecco, questo parte alle due e un quarto. No… No, lo sciopero no! E adesso?
Laura Senti Francesco, ma se andassimo veramente a Parma? C’è un treno per Parma che parte tra
mezz’ora e arriveremmo lì prima che inizi lo sciopero; dai uffa, almeno facciamo una gita soli, io e te! E
poi Parma è una città romantica…
Federico In effetti, sempre Rimini… Parma… ma è romantica?
Laura Sì, molto… Sicuramente più di Milano! Una volta mi hai chiesto se volessi un regalo speciale per il
compleanno. Ti ricordi? Quando mi hai detto che avresti voluto regalarmi qualcosa di particolare? Ecco,
questa mi sembra l’occasione giusta!
Federico Va bene, dai. Vado a fare il biglietto? Forse riusciamo a prendere questo treno che parte tra
mezz’ora.
Laura No no no no no, faccio io il biglietto! Tu hai fatto abbastanza, per oggi!

12. Reading
Comunque anche Leopardi diceva le parolacce

MILANO - Dopo aver ripetuto continuamente che la nostra lingua si sta corrompendo, minacciata
dall’Inglese e da Internet, ora alcuni linguisti dicono che li congiuntivo è morto, li punto e virgola è morto
e che l'italiano è ormai una lingua ni estinzione.

Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Antonelli, professore di
Linguistica italiana e autore del libro "Comunque anche Leopardi diceva le parolacce".

Tanti dicono che l'italiano è una lingua che sta morendo a causa di Internet, SMS, televisione. Cosa ne
pensa?

Penso che solo le lingue morte non cambino: restano ,lì come li greco antico eli latino classico, nella loro
perfezione. Invece l'italiano, per nostra fortuna, è vivo più che mai. Nela seconda metà del Novecento è
diventato finalmente al lingua parlata da tutti gli italiani; oggi sta diventando anche la lingua scritta da
tutti gli italiani. Nel primo caso li merito è stato ni buona parte della televisione; nel secondo, della
telematica.

Secondo lei perché gli italiani non imparano le regole di base della propria lingua? È davvero colpa dei
nuovi sistemi di comunicazione?

Forse ni certi casi non le imparano, ni certi casi le disimparano, in altri le trascurano. Qualche tempo fa,
Roberto Saviano usò un apostrofo sbagliato ni un Messaggio su Twitter: «Qual’è li peso specifico della
libertà di parola?». Capita, può capitare, specie quando si scrive rapidamente su una tastierina piccola
come quella di un telefono. Ma Saviano per rispondere alle critiche, scrisse: «Ho deciso )-: continuerò
ascrivere qual'è con l'apostrofo come #Pirandelo e #Landolfi». E allora perché non anche la j in parole
come ajuto, bujo, guajo, vasojo o i pronomi combinati glie lo, su le «(lo scialletto che teneva su le spalle»)
come faceva Pirandello?

Non è così che funziona: al lingua, appunto, cambia nel tempo. Quello che un tempo era corretto oggi
può essere sbagliato.

Parliamo di Leopardi. Devo confessarle una cosa: avendo avuto una formazione classica, ho avuto un
momento di sconforto quando ho letto li titolo del suo libro. "Comunque anche Leopardi diceva le
parolacce". significa che siamo tutti assolti? Ci posiamo appellare al grande poeta quando sbagliamo a
scrivere qualcosa?

Il punto è che Leopardi non sbagliava. Non sbagliava quando usava le parolacce, perché le usava sol nelle
sue lettere private, per rendere espressivamente emotività, frustrazione, rabbia, divertimento. E dunque
mostrava di saper dominare tutti i registri della lingua, da quello sublime a quello più basso. Questo,
d'altra parte, significa conoscere e saper usare una lingua: selezionare di volta ni volta le forme e le
espressioni più adatte al contesto, all'interlocutore, all'argomento, all'effetto che vogliamo ottenere.

13. Listening 24
Trascrizione:
Lei Pronto
Voce Pronto, buongiorno, la chiamo dalla ditta che le fornisce il gas per il riscaldamento.
Lei Ah, buongiorno, mi dica.
Voce Senta, se io le direi che può spendere la metà di quanto spende ora, cosa mi risponderebbe?
Lei Le rispondo subito di richiamarmi quando ha imparato a usare correttamente la mia lingua.
Arrivederci.
Lui Ma chi era?
Lei Uno che non sapeva l’italiano. Non lo sopporto, se hai a che fare con le persone non puoi sbagliare un
periodo ipotetico!
Lui Ma poveraccio! Mi sembri un po’ troppo attenta a queste cose, eh. Rilassati un po’, amore mio.
Lei Io sono rilassatissima. E poi, guarda, quando parlo con qualcuno e fa degli errori gravi, non riesco più
a parlarci.
Lui Va beh, magari era straniero…
Lei No, no era italianissimo. Se uno è straniero può fare tutti errori che vuole, che c’entra!?!
Lui Ok, ok, non ti arrabbiare.
Lei Ma ti dico di più. Proprio ieri leggevo un articolo interessante, dov’era? Aspetta… Ah sì, proprio qui, su
questa rivista. Parlava… del fatto che gli errori… eccolo qui, te lo leggo. “La grammatica, soprattutto se
sbagliata, può uccidere la libido. Una frase sbagliata può allontanare la donna o l’uomo che si vuole
corteggiare.”
Lui Ma che scemenza, ma che significa?
Lei Senti senti: “Gli errori grammaticali più anti-sesso sembrano essere diversi: Il congiuntivo sbagliato
guadagna senza dubbi il primo posto.”
Lui Mi pare una stupidaggine, sinceramente.
Lei E invece proprio no.
Lui Ma sì dai, soprattutto quando parliamo, facciamo errori… sempre. È normale: non è che uno può
stressarsi nel terrore di commettere un errore. E poi cos’è un errore? Se dico… che ne so… “Ieri, se non
pioveva, andavo a giocare a calcetto”… io lo so che non è la forma più elegante, ma se parlo con i miei
amici non posso mica dire “ieri, se non avesse piovuto, sarei andato a giocare a calcetto”. Mi ridono in
faccia!
Lei Va beh, quello non è proprio un errore, ma se uno mi dice, come ha detto quello, “se le direi…” eh no…
Se le direi no! Ti attacco il telefono in faccia, mi dispiace!
Lui Va beh… senti… se fossimo andati a fare la spesa avremmo potuto cucinare qualcosa, ma purtroppo il
nostro frigorifero èvuoto… che si fa?
Lei Andiamo a farci una pizza, dai.
Lui Farci una pizza??? Ma come parli? Mi si abbassa la libido eh?!
Lei Scemo!
Lui Forse se avessi detto “Potremmo andare al ristorante a mangiare una pizza”, saresti sembrata più
sexy…
Lei E dai!

14. Listening 25
Qualche complesso linguistico degli italiani. Intendo riferirmi a alcune cose che gli italiani fanno
quando parlano o soprattutto quando scrivono per influenza della scuola, per l’insegnamento scolastico.
Vediamo due o tre casi: il verbo prendere lo conoscono tutti, anche gli studenti stranieri di primissimo
livello. Il verbo pigliare, no. Perché? Non si insegna facilmente pigliare per un motivo molto particolare: è
sentito come dialettale. E non è dialettale. Il verbo pigliare era già usato nel toscano del Trecento quindi
in qualche modo è DOC, è garantito. Dire Pigliati un caffè, o Piglia una pastiglia, o Piglia un autobus è
colloquiale, ma non dialettale, è legittimo: si può usare. A scuola tutti noi siamo stati un po’
condizionati da maestri e insegnanti a non usarlo, e quindi non lo usiamo e come insegnanti non lo
insegniamo. Secondo esempio: quando un bambino scrive in un temino, in una composizione, in un
compito alle elementari La mamma si è arrabbiata, facilmente l’insegnante lo corregge dicendo “No no,
solo i cani si arrabbiano”. E le mamme? Eh… è difficile trovare una parola: Si inquietano… ma… è
parola assolutamente desueta. Quindi non c’è un verbo per dire arrabbiarsi in modo vivace ma corretto.
In realtà possiamo dire che le mamme si arrabbiano perché dei sinonimi possono essere anche troppo
forti. Ultimo esempio grammaticale è questo: a scuola si studia che a lui si dice gli, con il pronome gli.
Do un libro a Marco: gli do un libro. A lei, le. Do un libro a Maria: le do un libro. Do un libro a Marco e
Antonio…
quando ero bambino, si doveva dire Do loro un libro. Poi è stato scoperto che Gli do un libro è legittimo,
consentito, è DOC, è garantito. Quindi Gli do un libro, al plurale, si può dire. Ma… qui vengono i
complessi. Io lo so che si può dire, ma la persona che riceve la mia lettera lo sa? O penserà che io faccio
un errore? Quindi quando voglio scrivere in modo formale a una persona che non conosco, tendo a usare
la forma vecchia: Do loro un libro, per non rischiare di essere accusato di ignoranza. I complessi
linguistici degli italiani sono fortissimi e la scuola ha una bella responsabilità in questo senso. Ma la cosa
migliore è non preoccuparsi troppo e scrivere in modo rilassato.

15. Video 10
Paolo Eh beh, lo sai, no? “Chi laüra ghà una camisa e chi fà nagott ghe n'à do!” comunque, ocio, stai
schiscio con quello lì, quelli sono capaci di tutto…! Sì, sì ciao!”
Paolo Beh? Che hai da guardare?
Valeria Non penso di averti mai sentito parlare in milanese, sai? …Perché era milanese, no, il dialetto che
stavi parlando?
Paolo Beh, sì… Sai, essendo nato a Milano… ogni tanto parlo milanese. Soprattutto con i vecchi amici. Poi
con Michele ci conosciamo da una vita…!
Paolo Senti, prendiamo un caffè?
Valeria Sì, però facciamo presto. E chi è Laura?
Paolo … Laura?
Valeria Sì, al telefono parlavi di una Laura, con una camicia… E dopo aver detto così hai riso…
Paolo Laura? Camicia? Ma… Ah, ho capito!, ma no, è un proverbio, Valeria! Si vede che vivi qui da poco!
Ma sì, è un proverbio che dice “Chi laüra”, cioè chi lavora, ha una camicia e “chi fà nagott ghe n'à do!”:
chi non fa niente, ne ha due!
Valeria Ah… Certo che è proprio strano il milanese… Poi vabè hai detto “ocio” che significa “occhio”,
quindi “attento”, ma mi sembra di aver sentito una parola strana, schigio, chiscio …
Paolo “Schiscio”, gli ho detto “stai schiscio”, significa “stai attento”: Michele al lavoro ha un collega che
gli passa tutto il lavoro ma poi si prende lui i meriti; quindi gli ho detto che queste persone vanno evitate,
sono pericolose. Ma scusa, tu non lo parli il tuo dialetto?
Valeria Ma no sai, mia madre è veneta e mio padre napoletano: dopo essersi sposati si sono trasferiti a
Bologna, poi a Perugia e ora io sto qui a Milano da un anno, che dialetto posso parlare?
Paolo Allora non sai che cos’è una cadrega?
Valeria Una cadrega?
Paolo Sì, allora: lezione di milanese: secondo te la cadrega è: a, una sedia; o b una… bottiglia?

Valeria Boh… una… una sedia?


Paolo Risposta esatta! Giusto.
Valeria Sì, però c’è un’espressione in napoletano che sentivo sempre da mia nonna: “ambressa!”. Sai che
significa?
Paolo No…
Valeria Significa “in fretta”: andiamo Paolo, siamo in ritardo!

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