Reading Samples
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1. La giornata di Carlo
Ciao, mi chiamo Carlo e ho 18 anni. Oggi vorrei parlarvi della mia tipica giornata. Mi alzo sempre alle 7:00
e faccio una buona colazione con tè e biscotti.
Dopo aver incontrato il mio amico Marco prendo alle 7:40 l'autobus che mi porta a scuola.
Mi piace molto la mia scuola perché ho molte materie che riguardano il mondo dell'informatica! Ogni
giorno ho 6 ore di lezione, tranne il sabato in cui ne ho 5.
Quando torno a casa studio e faccio i compiti, ma mi diverto anche giocando al computer e suonando la
mia chitarra. Ceno alle 19:00 con la mia famiglia, composta da mia mamma, mio papà e i miei tre fratelli.
Alle 22:30 circa vado a letto a leggere alcuni libri prima di dormire.
2. Mi chiamo Sofia
Mi chiamo Sofia. Ho 35 anni. Mio marito si chiama Alessandro e ha 36 anni. La mia famiglia è composta
in tutto da cinque persone. Io e mio marito abbiamo tre figli.
Viviamo in un piccolo paese di campagna, in una bella casa con un cortile. I nostri tre figli si chiamano
Andrea, Martina e Giacomo. Andrea frequenta l'asilo, Martina e Giacomo frequentano le scuole
elementari. I miei tre figli amano giocare a tanti giochi diversi nel cortile.
I genitori di mio marito vivono lontano da qui, in città. I miei genitori invece abitano vicino a noi, nello
stesso paese. Vogliono molto bene ai nostri tre figli e spesso si occupano di loro.
Vicino a noi abita mia sorella Giulia con la sua famiglia. I miei figli giocano spesso con Marta, la figlia di
Giulia.
Io sono una casalinga che lavora inoltre a casa come articolista. Mio marito è invece un operaio. È una
persona molto buona e gioca spesso con i suoi tre figli. Sono molto felice della mia famiglia!
3. La mia famiglia
Buongiorno! Oggi vi presento la mia famiglia. Io sono il padre, mi chiamo Gennaro Pirlo, ho trentasette
anni, e lavoro come scrittore e giornalista da quando ne avevo venti.
Mia moglie si chiama Antonella Totti, ha trentacinque anni ed è una splendida attrice di teatro.
La nostra famiglia è composta anche da altre due persone, i nostri figli, Manuela che ha diciassette anni, e
Marco che ha quindici anni, e poi c'è anche Tremendo, il cane che vive con noi da nove anni, ed è parte
della famiglia. Viviamo tutti nella nostra splendida casa con un grande giardino.
Mio figlio fa il DJ e suona la batteria, mia figlia invece adora dipingere ed è una pittrice. Frequentano
entrambi il liceo Scientifico e hanno ottimi voti a scuola.
4. La mia casa II
Io e la mia famiglia abitiamo in una grande casa poco distante dal centro ma immersa nel verde.
E' luminosa, spaziosa e, nelle vicinanze, c'è un bellissimo parco dove poter passeggiare. La mia casa è
composta da due piani e ha un grande giardino.
Al piano terra c'è l'ingresso, la cucina, la sala da pranzo e un bagno. Al primo piano invece, ci sono tre
camere da letto e due bagni.
In una camera da letto ci sono i miei genitori, la loro stanza è la più grande di tutta la casa! Io condivido la
stanza con mia sorella, mentre, mio fratello maggiore, ha una stanza più grande tutta per sé!
La mia stanza è davvero bellissima! Ha un grande balcone che affaccia sul giardino e, se si guarda bene
all'orizzonte durante le giornate più serene, è possibile anche vedere il mare! Adoro la mia casa!
5. Come stai?
Leggi il dialogo e rispondi correttamente alle domande. Luca e Giovanni sono due amici che s'incontrano
in strada per caso:
Luca: Ciao Giovanni
Giovanni: Ciao Luca, come stai?
Luca: Bene grazie, anche se ho un po' di mal di schiena. E tu come stai?
Giovanni: Bene. Ah mi dispiace per il tuo mal di schiena. Stai prendendo delle medicine?
Luca: Sì, ma non ne ho tanta voglia, non mi piacciono le medicine.
Giovanni: Però le medicine fanno bene alla salute, non importa se ti piacciono o no. Hanno un cattivo
sapore?
Luca: Sì hanno un cattivo sapore, ma soprattutto non mi piacciono perché assumere troppe medicine fa
male alla salute. Tu che cosa ne pensi?
Giovanni: io penso che se una persona sta male deve prendere le medicine, però deve anche fare
attenzione a non abusare perché altrimenti possono fare male.
Luca: Parli come se non avessi mai preso le medicine. Quando è stata l'ultima volta che hai preso le
medicine?
Giovanni: Tre anni fa.
Luca: ah ah ah. Ecco perché parli così!
Giovanni: Pensa a stare bene e a prendere le medicine.
Luca: va bene Giovanni, seguirò il tuo consiglio
Giovanni: ciao Luca, ci vediamo presto.
Luca: a presto.
6. La mia famiglia 3
Mi chiamo Alice ho 16 anni e vivo a Roma con la mia famiglia. Mio padre si chiama Andrea ha 55 anni e
lavora in banca. È alto e magro, ha i capelli castani e gli occhi verdi, ama molto lo sport e ogni sabato va a
giocare a tennis.
Mia madre si chiama Franca e insegna matematica in un liceo della mia città. Ha un bel sorriso, è snella e
bruna con i capelli lisci e lunghi, ma non dico quanti anni ha perché non si chiede mai l’età a una signora.
Mia sorella Sara ha tre anni più di me. Frequenta il primo anno di università e studia ingegneria. Ha i
capelli e gli occhi castani come me. È simpatica, ha molti amici e ama fare shopping. Il vero re della casa
però è Macchia, il nostro piccolo e insostituibile cane.
7. Cosa mi metto?
Marta:Ciao Silvia, da quanto tempo non ci vediamo! Come stai?
Silvia:Bene grazie. Che piacere vederti! Sono appena tornata da Londra. Sono stata lì tre mesi per
studiare inglese.
Marta:E come è andata?
Silvia:È stata un’esperienza molto interessante. Ho migliorato il mio inglese e ho conosciuto tante
persone. A proposito, ti presento Beth. Ci siamo conosciute in Inghilterra. Beth è qui per studiare
l’italiano.
Marta:Piacere di conoscerti Beth. Benvenuta in Italia.
Silvia:Domani sera pensiamo di andare al cinema. Vuoi venire anche tu?
Marta:Mi piacerebbe, ma domani sera c’è la festa di compleanno di Marco. Perché non venite anche voi?
Silvia:non so, non siamo state invitate.
Marta:Sicuramente a Marco farà piacere rivederti e conoscere la tua amica.
Silvia:Come devo vestirmi? Non so cosa mettermi. È una festa elegante?
Marta:No! È una festa tra amici! Io metterò una gonna corta nera con un pullover rosso e gli stivali alti. Se
fa freddo metterò il piumino, altrimenti la giacca grigia con la sciarpa.
Silvia:Che dici se metto il vestito verde che abbiamo comprato insieme e le scarpe con il tacco?
Beth:Io non ho portato molti vestiti. Può andare bene un pantalone nero e la camicia bianca? Ho anche
una collana e gli orecchini.
Marta:Sarete bellissime! Allora a domani.
8. La mia famiglia II
La mia famiglia è composta da cinque persone: io, mia mamma, mio padre, mio fratello e mia sorella.
Mia madre è insegnante, mio padre è medico e i miei fratelli sono studenti. Mia mamma si chiama Lucia
e ha quaranta anni; mio padre ha quarantadue anni e si chiama Luca, mio fratello si chiama Giovanni ha
15 anni e mia sorella invece si chiama Emma e ha 10 anni.
Spesso i nonni ci vengono a trovare. Loro abitano in un'altra città ma, nel weekend, vengono da noi per
trascorrere qualche giorno insieme.
Io e la mia famiglia andiamo molto d'accordo, ci piace tanto guardare insieme la tv e organizzare gite in
spiaggia. Siamo una famiglia molto felice!
16. La lettera
Cara Francesca, come stai? Ti scrivo questa lettera per dirti che, settimana prossima verrò a trovarti!
La scuola è finita e ho superato gli esami con ottimi voti! L'estate è finalmente arrivata e non vedo l'ora di
poter trascorrere delle giornate in spiaggia insieme a te, Lucia e Stefano.
Penso spesso a tutte le cose che potremmo fare: andare allo zoo, fare shopping, mangiare gelati, fare
lunghe passeggiate e, ovviamente, andare al mare! In realtà ti scrivo per chiederti una cosa: posso
portare con me Billy?
E' il mio gatto ed è molto dolce. Ti piacerà sicuramente! Domani vado a Roma per una gita. Sono molto
emozionata! Ho sempre voluto vedere il Colosseo, Piazza San Pietro.
Mi piacerebbe tu fossi qui con me! Ora vado ad aiutare la mamma con la cena.
Aspetto una tua risposta.
Spero di sentirti presto!
La tua amica Emma
23. Napoli
Maria è in vacanza a Napoli, e ammira il golfo del mare, e gli splendidi monumenti della città. Maria è in
giro per Via Roma, arriva a Piazza Plebiscito, e pensa che è molto bella.
Adesso vorrebbe tornare nella zona centrale, passando per Spaccanapoli, ma non sa come fare.
Maria chiede indicazioni ad un signore, seduto a bere il caffè e mangiare una pizza - Mi scusi come posso
arrivare in centro, passando per Spaccanapoli? - chiede Maria, il signore napoletano la guarda e risponde
– Deve tornare indietro e percorrere tutta via Roma, e poi quando vede un vicolo che spacca la città a
metà, quello è Spaccanapoli.
Maria a quel punto capisce che Spaccanapoli, si chiama così perché è una via che taglia tutta Napoli,
come se la spaccasse in due.
28. Il quartiere
Eleonora vive in un quartiere molto bello. Ogni giorno, passeggia per le strade e osserva i negozi e i
parchi. Nel quartiere ci sono molti negozi: un panificio, una libreria, un negozio di frutta e verdura e una
piccola caffetteria. Eleonora ama andare al panificio per comprare il pane fresco e i dolci.
C’è anche un grande parco nel quartiere. Nel parco, Eleonora vede spesso bambini che giocano, persone
che fanno jogging e anziani che passeggiano. Il parco ha molti alberi e fiori colorati. Eleonora adora
sedersi su una panchina e leggere un libro.
Vicino alla casa di Eleonora c’è una scuola elementare. Ogni mattina, vede i bambini che vanno a scuola
con i loro zaini colorati. Il quartiere è molto tranquillo e sicuro, e tutti i vicini si conoscono e si salutano.
Eleonora apprezza molto il suo quartiere perché è comodo e accogliente. Ogni settimana, c’è un mercato
dove si possono comprare frutta, verdura, formaggi e altri prodotti freschi. Il mercato è un luogo vivace e
pieno di gente.
Alla sera, il quartiere diventa molto silenzioso. Eleonora si sente fortunata a vivere in un posto così
piacevole e pieno di vita. Ama il suo quartiere e non vorrebbe vivere in nessun altro posto.
37. La lettera
Cara Silvia, è dalla scorsa estate che non ci vediamo, ho così tante cose da raccontarti!
Da quando mi sono trasferita a Milano mi sento cresciuta, la scuola di arte mi tiene molto impegnata ma
trovo sempre il tempo anche di uscire con gli amici nel weekend. Ho conosciuto un ragazzo eccezionale,
si chiama Fabrizio e ci stiamo frequentando.
Anche lui non è di Milano, è nato a Cremona e si è trasferito qui per lavoro. Spero un giorno di fartelo
conoscere! Ah, ho preso anche un gatto! Te lo immagini? Io che avevo paura degli animali. Invece è
bellissimo e mi fa tanta compagnia. L'ho chiamato Aris.
Cosa mi dici di te? Come vanno gli studi di architettura?
Spero di sentirti presto, Alice.
2. Dal Fruttivendolo
Oggi vado dal fruttivendolo. Il negozio è vicino a casa mia. Entro e vedo tanti tipi di frutta e verdura. Ci
sono mele rosse e verdi. Le mele rosse sono dolci. Ci sono anche banane gialle. Le banane sono molto
buone. Vedo delle arance e dei limoni. Le arance sono arancioni e i limoni sono gialli. Ci sono anche delle
fragole rosse. Le fragole sono piccole e dolci.
Guardo le verdure. Vedo pomodori rossi e peperoni verdi. Ci sono anche carote arancioni e cetrioli verdi.
Prendo una borsa e metto dentro delle mele, delle banane e delle fragole. Il fruttivendolo è gentile. Mi
chiede se ho bisogno di altro. Gli dico che voglio anche dei pomodori e delle carote. Mi dà tutto in una
borsa grande.
Pago e saluto il fruttivendolo. Torno a casa felice con la mia frutta e verdura.
3. Giuseppe va in piscina
Spesso Giuseppe va in piscina. Ama nuotare. Ogni settimana, prende la borsa e mette dentro il costume
da bagno, l’asciugamano e gli occhialini. Poi, si dirige alla piscina vicino casa sua.
Alla piscina, si cambia negli spogliatoi. Poi, entra nell’acqua e inizia a nuotare per un’ora. A volte nuota
veloce, altre volte lentamente. Gli piace fare diversi stili di nuoto: stile libero, dorso e rana.
Dopo aver nuotato, esce dalla piscina. Si asciuga con l’asciugamano e si cambia di nuovo negli spogliatoi.
Spesso, beve un succo di frutta e mangia uno spuntino.
Va in piscina perché gli piace fare esercizio. Incontra anche gli amici. A volte, gioca a pallanuoto con loro.
È un modo divertente per passare il tempo.
Dopo la piscina, torna a casa. Si sente felice e rilassato. Aspetta con ansia il prossimo giorno in cui potrà
andare di nuovo in piscina.
4. Il paesino di Giovanni
Giovanni è un pensionato ed è vedovo. Vive in un piccolo paesino del sud Italia. Ogni giorno, si sveglia
presto la mattina. Fa colazione con un caffè e un po’ di pane. Poi, esce di casa e va in campagna.
Giovanni ama la campagna. Ha un orto dove coltiva verdure e frutta. Pianta pomodori, zucchine,
peperoni e lattuga. Cura le piante con molta attenzione. Innaffia le piante e toglie le erbacce. Passa molte
ore in campagna e si sente felice.
A mezzogiorno, torna a casa per pranzare. Prepara il pranzo con le verdure del suo orto. Dopo pranzo,
riposa un po’. Pomeriggio, legge un libro o guarda la televisione. A volte fa una passeggiata per il paese e
saluta i suoi vicini.
La sera, Giovanni va al bar del paese. Al bar, incontra gli amici e parla con loro. Bevono un caffè o un
bicchiere di vino. Giocano a carte o guardano la partita di calcio. Giovanni si diverte molto al bar. Il bar è
un posto importante per lui perché può stare in compagnia.
Dopo il bar, Giovanni torna a casa. Cena leggermente e poi va a dormire. La sua giornata è semplice, ma
piena di attività. Giovanni ama la sua vita tranquilla nel paesino.
Reading NE2, NE3
1. Letter
Egregio Dottor Rossi, in riferimento all’annuncio pubblicato su “[Link]” mi permetto di presentare
domanda per l’impiego in questione.
Ho 25 anni, sono nubile e risiedo a Milano. Ho frequentato il liceo linguistico “Giuseppe Mazzini” e mi
sono diploma con la votazione di 96/100.
Dal gennaio al settembre 2010 ho lavorato come guida turistica presso l’agenzia “L’albero dei viaggi”, poi
mi sono trasferita per otto mesi in Inghilterra dove ho lavorato come segretaria presso La scuola di lingue
EF di Southampton utilizzando quotidianamente i principali supporti informatici. Al mio ritorno in Italia
ho lavorato per due anni all’aeroporto di Linate come assistente di terra. Oltre all’inglese parlo
correntemente anche lo spagnolo (Diploma Basico de Espanol).
Le invio il mio curriculum e rimango a Sua disposizione per ulteriori informazioni che sarò lieta di forniLe
in occasione id un eventuale incontro.
La ringrazio per la Sua gentile attenzione e Le porgo i miei più cordiali saluti.
2. Reading
Quando ero bambino avevo tanti giochi e mi piaceva stare all'aria aperta. Un giorno mia madre mi ha
regalato dei pattini e da quel giorno non li ho lasciati mai più.
Passavo le giornate sotto il sole, all'inizio non ero molto capace e rimanevo nella via davanti a casa per
delle ore. Mi ricordo la prima volta che sono caduto, mi sono sbucciato un ginocchio ma ero troppo felice
e avevo voglia di migliorare, per questo con il tempo ho imparato a cadere ma anche a rialzarmi. Cosi
adesso sono campione italiano di pattinaggio, il gioco è diventato una professione e io sono cresciuto ma
oggi come ieri mi sento la persona più felice del modo.
3. Reading
1. La settimana scorsa la polizia ha arrestato l’amministratore della fabbrica di vernici con l’accusa di
danno ambientale grave. Il tribunale ha ordinato anche la chiusura della fabbrica a tempo indeterminato.
L’impianto industriale, che produceva vernici da più di trent’anni, aveva avuto guai con la giustizia già nel
1992, dopo che alcuni lavoratori avevano denunciato la mancanza delle misure di sicurezza previste dalla
legge.
2. Il mese scorso Marina è andata dal medico perché da qualche tempo sentiva forti dolori ad una gamba.
Lei era piuttosto preoccupata perché mai prima di allora aveva avuto problemi del genere e temeva che
fosse qualcosa di grave. Per fortuna si trattava solo di una tendinite.
3. Ieri pomeriggio Stefania voleva comprare un libro per l’esame di letteratura spagnola, ma quando è
arrivata in libreria ha incontrato Federico, un suo compagno di studi, che pochi minuti prima aveva
acquistato l’ultima copia del libro.
4. Reading
Sono stata poche settimane fa a New York, dove si usano moltissime parole italiane. Aggiungo che la
lingua italiana non è solo la sesta più parlata al mondo (come seconda lingua), ma è anche la quarta più
studiata. Tutti buoni motivi per continuare a usarla, l’italiano.
E ora una premessa a quello che sto per dire: questa non è una guerra irresponsabile contro l'inglese.
Parlare bene, non solo l'italiano ma qualsiasi altra lingua, è bellissimo. Ma a volte è davvero inutile
introdurre una quantità eccessiva di parole inglesi in un discorso o in un testo in italiano.
Non sto suggerendo di tradurre termini come "marketing" o "sport" (anche perché una traduzione è
impossibile), o come "new deal", che si riferiscono a qualcosa che è successo in un luogo e in un tempo
precisi.
Io ho solamente messo insieme una breve lista di parole inglesi che usiamo più o meno correntemente,
spesso per abitudine, o perché il corrispondente termine italiano, magari, non ci viene in mente subito.
La lista non è definitiva, e per questo vi invitiamo a proporre integrazioni o cambiamenti.
Se fate qualche prova con le parole elencate qui sotto, potreste accorgervi che in molti casi il discorso,
anche tornando dal termine inglese all'italiano, non suona strano o antiquato. Anzi, sta in piedi piuttosto
bene.
E dunque sì, potete dire in "italenglish": Giuseppe, facciamo asap un meeting del customer care. Prepara
i file, trova la location giusta, organizza un quick lunch e cominciamo lo show.
Ma potreste anche dire in italiano: Giuseppe, facciamo subito una riunione del servizio clienti – prepara i
file, trova il posto giusto, organizza un pranzo veloce e cominciamo lo spettacolo.
Magari Giuseppe capisce anche meglio di che si tratta. E, magari, il pranzo veloce risulta più gustoso del
quick lunch.
5. Reading
Mina Mazzini è nata in provincia di Varese ma ha vissuto e si è formata a Cremona, la città d’arte famosa
per i suoi violini e i torroni, in Lombardia.
Inizia la sua carriera giovanissima, alla fine degli anni ’50, tra quei giovani definiti «urlatori» che
irrompono sulla scena musicale sulla scia del rock’n’ roll e stravolgono i codici musicali e melodici
preesistenti.
Negli anni ’60 e ’70 diventa una delle protagoniste, se non la protagonista, della scena musicale italiana,
con un enorme talento vocale e la capacità di reinventarsi continuamente con stili sempre diversi e con
look originali e nuovi.
Nel 1978, al pieno della sua carriera, decide di ritirarsi dalle scene per dedicarsi unicamente all’incisione e
alla produzione musicale. Uscita dal mondo mediatico, non rilascia più interviste ed ogni anno esce con
un lavoro discografico che balza immediatamente al primo posto della classifica.
L’enorme talento musicale, la voce dall’estensione e la chiarezza inconfondibili, ne fanno una delle
protagoniste assolute della musica italiana e mondiale. Per lei hanno scritto i migliori autori italiani e ha
spaziato tra i generi più diversi, dal jazz alla bossa nova, interpretando anche in maniera eccelsa e
originale le canzoni di altri cantanti.
La si può considerare come un’icona italiana della musica pop e di qualità.
6. Reading
Ciao Mariuccia, finalmente trovo li tempo di scriverti!
Spero che tu stia bene!
Allora, volevi sapere com'è la casa dove si sono trasferiti Alberto e Lucia.
Ti ho già detto che è bellissima, ma per capirlo devi assolutamente andarci! Venezia è una città magica, lo
sai meglio di me, ma viverci.
La casa si trova nella zona del ghetto, secondo me una delle più belle di Venezia, nella Calle del Forno, che
è una traversa delle Fondamenta Cannaregio.
L'appartamento, di circa 100 metri quadrati e su due livelli, è al terzo piano di un edificio senza ascensore
e con delle scale strette e ripide. Al primo piano ci sono, oltre alla cucina, li salone, due bagni e la camera
degli ospiti. La camera da letto e li terrazzo si trovano invece al secondo piano.
La camera da letto è veramente molto bella, ha un parquet molto vecchio e un terrazzo delizioso che dà
su un cortile.
Anche li salone è belo, con tre finestre molto grandi da cui si ha una magnifica vista dei canali. Alberto ha
portato i mobili che aveva nella vecchia casa di Treviso. La cucina invece era già arredata, elettrodomestici
compresi. Secondo me non c'entra niente con il resto della casa, e spero che facciano dei cambiamenti
perché così non mi piace proprio. È troppo moderna per i miei gusti!
La casa è abbastanza silenziosa perché non esistono macchine e perché la zona non è troppo turistica.
L'unico problema è quello dell'acqua alta, che a Venezia è molto frequente.
Alberto e Lucia mi hanno detto che devi assolutamente andare a trovarli! Magari ci andiamo insieme, oi li
prossimo mese ho tutti i fine settimana liberi!
Fammi sapere!
A presto.
Ti abbraccio
Alessandra
7. Reading
Come sono le case degli italiani? Non quelle degli architetti, della pubblicità, dei film, o delle riviste
specializzate. Parliamo delle case di tutti i giorni dove viviamo, mangiamo, dormiamo, ci laviamo,
lavoriamo. Per scoprirlo è stata fatta una ricerca curiosa: 147 intervistatori sono andati in giro nelle case a
fotografare soggiorni, cucine, bagni,
camere da leto. Le migliaia di foto possono essere raggruppate, secondo i ricercatori, ni cinque tipologie
dominanti: al prima è quella dele case dei trentenni sposati. Appartamenti meno ricchi, dove centrale è la
cucina, lo spazio nel quale si concentra abitualmente la vita della nuova coppia. Poi ci sono le abitazioni
dei quarantenni-cinquantenni: qui prevale invece il soggiorno, come luogo di rappresentanza, ma senza
identità e calore. Divani poco usati, pareti anonime, grandi tavoli per pranzi o più spesso cene con amici,
conoscenti, colleghi importanti. Nelle case dei sessanta-settantenni, invece è facile trovare pezzi
d'arredamento notevoli, spesso a totale insaputa dei proprietari.
Una tipologia a parte, comune a tutti, è la camera dei ragazzi: ambienti carichi di oggetti spesso inutili,
comprati e troppo spesso dimenticati dopo pochi giorni. Poster alle pareti, fotografie appese dappertutto,
computer e, immancabile, li televisore. Nelle case dei single, infine, trionfa l'arredo libero e diventa
centrale la camera da letto come luogo ni cui soggiornare, telefonare, ascoltare musica.
8. Reading
PER LEI - Come sempre li look è fondamentale: quando aprite l'armadio fatevi una semplice domanda:
"Che messaggi voglio trasmettere ala persona che avrò davanti?" La scelta dell'abito diventa la cosa più
importante: da evitare minigonne, scollature e trucco pesante; bene i pantaloni, magari con una camicia
e una collana. Perfetti i tacchi, ma non troppo alti. L'importante è stare comode e avere un vestito adatto
al posto dove si va.
PER LUI - Forse non ci crederete, ma alle donne piacciono gli uomini che sanno vestirsi, ma con uno stile
personale e non aggressivo. Poco profumo, per favore! Bene jeans, camicia e magari una giacca. Evitate
sia la cravatta sia le scarpe da ginnastica. Se vi farete la barba emetterete i capelli a posto, potrete fare
un'ottima figura.
LA LOCATION - Non scegliete ristoranti eleganti e costosi, troppo impegnativi per un primo
appuntamento. Meglio un cafè o un pub. Fino ad alcuni anni fa si preferiva invitare a cena, ma ora
funziona meglio l'aperitivo.
PER TUTTI - Fondamentale: non parlate degli ex, e non parlare troppo di voi stessi. Meglio ascoltare
l'altro e cercare argomenti e passioni in comune. Una risata salva la vita ed è nu ottimo modo per iniziare
una relazione sentimentale. Altro punto essenziale: non bevete troppo. L'alcool potrebbe farvi dire (o
fare) qualcosa di sconveniente o comunque di esagerato per il primo appuntamento, che invece
dev'essere un'occasione per conoscersi e magari desiderare di rivedersi in futuro.
9. Reading
Laura è andata dal dentista per una visita. Mentre aspettava, è entrato un bell'uomo e is è seduto vicino a
lei. A lei di solito non piace quando qualcuno si siede troppo vicino però, in quel caso era contenta:
voleva parlare con quell'uomo, ma non ha potuto perché è arrivato il suo turno ed è dovuta entrare dal
dentista.
Laura è Commessa: in una libreria e quello stesso giorno durante, li lavoro, è entrato ancora quell'uomo e
ha iniziato a guardare alcuni libri. Laura aveva intenzione di aiutarlo, ma un collega è arrivato prima di lei:
quindi ancora una volta Laura non ha potuto parlare con lo sconosciuto.
Infine, ha visto ancora l'uomo mentre aspettava l'autobus: ha deciso di andare a parlargli, ma anche
questa volta non ha potuto perché l'autobus è arrivato prima di lei e l'uomo è salito.
10. Reading
Roby ed oi abbiamo preso la nostra moto e da Pomezia, dove abitiamo, siamo partiti per la Toscana li 13
agosto: Siena è stata la prima meta. Non abbiamo prenotato niente, una cosa un po' da mati perché era
la settimana di Ferragosto. ma a noi piace così!
Prima di partire, volevamo andare in macchina per stare più comodi, ma per fortuna abbiamo cambiato
idea! Girare in moto tra i colori e gli odori incredibili della campagna infatti è stato bellissimo,
un'esperienza indimenticabile.
A Siena siamo rimasti poco. Faceva molto caldo, ma la città era piena di gente per il Palio del 16 agosto.
Ci siamo fermati ni un locale a riposarci e poi siamo ripartiti verso San Gimignano perché era impossibile
trovare posto a dormire a Siena tre giorni prima del Palio!
Siamo arrivati verso le 17. Eravamo molto stanchi e abbiamo cercato subito una camera.
Abbiamo trovato posto ni un albergo per turisti che era libero solo per quella notte. Non era bellissimo,
ma almeno era vicino al centro.
Cosi abbiamo fatto una doccia e siamo andati a visitare San Gimignano e le sue 100 torri.
Per le strade del centro storico i turisti passeggiavano con un gelato ni mano, guardavano le vetrine,
compravano souvenir: bellissimo!
La mattina dopo siamo arrivati a Vinci dove abbiamo visitato li museo e li piccolo paese dove è nato li
grande Leonardo.
La sera siamo andati verso li mare e fortunatamente dopo cena abbiamo trovato un posto fantastico dove
fermarci: a due passi da Castiglione della Pescaia, immerso nel verde e con una piscina stupenda dove
abbiamo fatto un bagno notturno.
La mattina dopo siamo andati al mare! Abbiamo passato li pomeriggio in pieno relax fino al
tramonto. Siamo rimasti fino alla sera e abbiamo mangiato del pesce ni un ristorante sulla spiaggia, poi
abbiamo fatto un giro nel paese e verso mezzanotte siamo risaliti ni moto e siamo tornati verso Pomezia.
Antonella
11. Reading
Alle 10.00 di mattina arriviamo all'aeroporto, aspettiamo per quasi un'ora i nostri bagagli, poi usciamo e
prendiamo un taxi. La città è brutta, c'è tantissimo traffico e fa un caldo terribile. Ci fermiamo davanti a
un albergo, indecisi se entrare, ma poi decidiamo di noleggiare una macchina e di proseguire per un'altra
città. Verso le 15.00 facciamo una pausa, mangiamo un panino e poi ripartiamo verso nord. Guidiamo per
altre tre ore e arriviamo in un piccolo paesino. Il mio compagno di viaggio dice: "Qui è molto più bello!".
Lasciamo la macchina e andiamo a vedere. Il paesino è molto tranquillo, ci sono fiori, negozietti che
vendono frutta fresca e spezie e alcuni caffè. Nel paese ci sono solo due pensioni. Andiamo a vederne
una. È molto carina, semplice, ma pulita. Decidiamo di restare li per qualche giorno anche perché siamo
stanchi di viaggiare.
12. Reading
- Ogni due anni si gioca a Marostica, in Veneto, una partita a scacchi viventi con personaggi in
costume d'epoca. La tradizione risale al 1454, quando, secondo una leggenda, due nobili
innamorati della stessa donna si sono sfidati a si cacchi per averla in moglie.
- L'atmosfera unica, al fantasia e la bellezza delle maschere rendono il Carnevale di Venezia uno dei
più famosi al mondo. Ogni anno arrivano a Venezia turisti e curiosi: per tutto li periodo di
Carnevale Venezia è una città in festa tra balli in maschera, concerti ed eventi speciali.
- A Siena il Palio è una cosa molto seria. I quartieri (le contrade) della città si preparano per tutto
l’anno alla gara, che si corre il 2 luglio e il 16 agosto nel luogo più importante della città: Piazza
del Campo. Ogni contrada ha la sua bandiera, i suoi colori e naturalmente il suo cavallo.
- Ogni 15 maggio a Gubbio è il giorno della Corsa dei Ceri, una manifestazione che ancora dopo
molti soli appassiona gli abitanti di Gubbio. I ceri sono tre grandi macchine di legno che devono
attraversate la città di Gubbio e arrivare nella cattedrale della città. Come? Degli uomini, chiamati
ceraioli, trasportano sulle spalle questi grandi ceri, alti, circa 40 metri e pesanti quasi 300
chilogrammi.
- Anche la Giostra del Saracino di Arezzo, come molte feste italiane simili, ha origini medievali: il 7
agosto di ogni anno i quartieri della città partecipano alla gara con due cavalieri, che devono
colpire un bersaglio (il buratto). La Giostra rappresenta il momento più importante dopo
un’intera giornata di festa, che prevede anche un corteo storico con oltre 300 persone in costumi
d’epoca.
- La “pizzica” è una danza popolare diffusa in Puglia e in altre zone del Sud italia: si tratta di una
danza dal ritmo ossessivo, che si balla in coppia e dove nìuno dei danzatori ha sempre un
fazzoletto per animare i movimenti. Degli anni 90 la pizzica taranta è diventata una moda e ogni
anno la Notte della Taranta, n festival che si svolge ad agosto, attira migliaia di giovani da ogni
parte ‘Italia.
13. Reading
Ferragosto: che cos’è e cosa succede.
Pensate di fare un viaggio in Italia? Meglio non andare nella settimana di metà agosto. Il 15 del mese,
infatti, è chiamato “Ferragosto” (da un’espressione latina che significa “le feste di Augusto”) ed è un
giorno festivo; per l’intera settimana, di Ferragosto quasi tutti gli italiani sono in ferie: non è facile trovare
i negozi aperti e anche molti ristoranti, bar, addirittura alcuni musei o luoghi d’arte possono chiudere.
Molto facilmente quindi potreste trovare il tipico catello “chiuso per ferie” con l’indicazione dei periodi di
chiusura.
È vero, però che negli ultimi anni le abitudini degli italiani sono cambiate e non tutti vogliono o possono
prendere le ferie in queto periodo, quando i prezzi sono più alti e le località di villeggiatura più affollate.
Soprattutto nelle grandi città o in quelle particolarmente turistiche (come Firenze o Siena) il programma
estivo è molto interessante e prevede spettacoli all’aperto di teatro, danza, cinema e musica.
14. Reading
Elegante, affascinante: le ricerche confermano che la galanteria non è passata di moda. Vediamo allora
quali sono i principali gesti e attenzioni che li perfetto galantuomo dovrebbe mettere in pratica.
I baciamano: può sembrare un'usanza superata e quindi per questo poco usata ai giorni nostri. Rimane
comunque un gesto molto elegante se fatto con stile.
Si usa per occasioni e persone particolari.
Aprire la porta: è un gesto molto apprezzato per esempio quando si sta uscendo da un locale e si fa
passare per prima alla donna. Se però un uomo e una donna stanno per entrare in un luogo sconosciuto,
l'uomo dovrebbe entrare per primo e tenere poi alla porta aperta per la donna.
Pagare il conto: oggi ni molti casi si preferisce dividere, perché la parità tra uomo e donna elimina le
differenze. Però in alcune occasioni è importante dare all'uomo la possibilità di fare questo gesto galante.
Aspettare sotto casa e accompagnare a casa: andare a prenderla e accompagnarla sotto casa è
naturalmente una cosa normale nei primi appuntamenti, ma se si vive ni città spesso non è necessario;
rimane comunque importante accompagnarla fino alla porta di casa e poi aspettare finché non è entrata.
Questo soprattutto ni zone poco sicure.
Galanteria a tavola: li vero galantuomo deve sempre versare acqua e vino nel bicchiere della donna, e
secondo li galateo è sempre l'uomo che deve ordinare al ristorante.
Non deve però decidere solo lui cosa mangiare!
15. Reading
- Lavoravamo ni due uffici vicini, ma non eravamo colleghi. Un giorno, era primavera, oh deciso di
mangiare un panino ni nu piccolo parco il vicino. Mentre mangiavo su una panchina, lui si è
avvicinato e ha chiesto se poteva sedersi. Ho detto di sì e per un po’ abbiamo mangiato ni
silenzio, però mi accorgevo che ogni tanto mi osservava. Allora ho iniziato a parlare oi: gli ho
detto che lavoravo il vicino e abbiamo scoperto che i nostri uffici erano nello stesso palazzo. Ala
fine della pausa pranzo mi ha dato il suo numero di telefono. All'inizio non avevo intenzione di
chiamarlo, ma poi ho pensato: "Perché no?" e un giorno ci siamo dati appuntamento dopo li
lavoro. Non è stato un colpo di fulmine, ci siamo innamorati un po' ala volta, giorno dopo giorno,
ni maniera molto romantica. Ci siamo sposati due anni dopo e oggi abbiamo due meravigliosi
bambini.
- lo lavoravo ancora nel negozio di strumenti musicali di mio padre. Un giorno - mi ricordo ancora,
era li 2 giugno - è entrata questa ragazza molto timida e mi ha chiesto se poteva provare nu
pianoforte: oi ho detto di sì e sono tornato a fare quello che stavo facendo. Mentre stavo per
fare una telefonata ho sentito una musica meravigliosa: ho alzato la testa e ho visto che lei era al
pianoforte e suonava ni quel modo incredibile. Mi sono innamorato di lei immediatamente.
Quando ha finito, ho detto solo "Stupenda". Lei ha sorriso e mi ha guardato, dovevo avere
un'espressione davvero strana perché mi ha chiesto: "Che cos'hai?". lo ho risposto che non
avevo mai sentito suonare così bene, e lei è arrossita. Davanti al negozio c'era una gelateria e le
oh offerto un gelato: lei ha accettato. Tuto è iniziato così.
16. Reading
Lo sport più praticato e seguito in Italia è il calcio. Durante il campionato, molti italiani passano li
pomeriggio della domenica allo stadio per vedere la partita e "fare li rifo" o "rifare" (cioè sostenere e
incitare al squadra del cuore). Le più importanti squadre italiane di calcio sono: a Milano, l'Inter ed il
Milan: a Torino, la Juventus ed il Torino: a Roma, la Lazio e la Roma; a Genova, la Sampdoria ed il Genoa.
Quando le squadre della stessa città si incontrano, si dice che giocano il "derby", che è certamente la
partita più attesa dell'anno dai tifosi. Altre squadre importanti sono li Napoli e la Fiorentina (la squadra di
Firenze). Le squadre di serie A sono speso chiamate con soprannomi che derivano dai colori dele loro
maglic. Ad esempio, i giocatori della Fiorentina vengono chiamati anche "i viola", quelli del Milan i
"rossoneri", quelli dell'Inter "i nerazzurri" e quelli della Roma "i giallorossi"
Ma la più importante squadra italiana è al Nazionale ("gli azzurri") che è tra le più titolate del mondo. Gli
azzurri infatti hanno vinto quattro campionati del mondo.
17. Reading
Dottore: Prego, si accomodi!
Riccardo: Buongiorno dottore.
Dottore: Buongiorno a lei. Mi dica, che problema c’è?
Riccardo: Ecco, da qualche giorno ho forte mal di gola, mi fa male anche quando parlo e faccio molta
fatica a mangiare. Forse è solo un po’ di influenza…
Dottore: Ha anche febbre?
Riccardo: Ieri sera avevo 37.8, ora non ne ho.
Dottore: Diamo subito un’occhiata alla gola: apra la bocca. Eh si, ha la gola irritata, e le tonsille molto
infiammate. Ha la tosse?
Riccardo: Si, ogni tanto tossisco, e la gola mi fa ancora più male.
Dottore: Capisco. Probabilmente è una leggera tonsillite.
Riccardo: E cosa devo fare?
Dottore: Si riposi, stia a casa per qualche giorno e prenda questi antibiotici per una settimana, uno la
mattina e uno la sera, a stomaco pieno. Lei è fumatore?
Riccardo: Si, sono fumatore.
Dottore: Allora non fumi almeno nei prossimi giorni. Si copra bene la gola se esce di casa, e cerchi di
rimanere al caldo. Se le tonsille le fanno male, mangi cibi morbidi. Entro due o tre giorni dovrebbe
sentirsi meglio.
Riccardo: Grazie mille, dottore.
Dottore: Non c’è di che. Torni da me se la situazione non migliora. Arrivederci.
Riccardo: Va bene, arrivederci!
18. Reading
Francesca
Proprio ni questi giorni ci sto pensando seriamente... e ve ne parlo volentieri.
Da ragazza non vedevo l'ora di finire li liceo per scappare nella grande metropoli con al scusa
dell'università.
Sono nata e cresciuta a Venezia. Senza macchine e senza smog, in una "campana di vetro".
Ma non ci tenevo a rimanere li! Mia madre non voleva lasciarmi andare via a 18 anni, ma io ero troppo 2
curiosa e l'ho spuntata, anche con l'aiuto di mia zia Carla. Lei lavorava a Milano e mi ha ospitato negli
anni dell'università. Durante la settimana studiavo e nei weekend andavo da lei in ufficio, in Via Dante, e
la aiutavo a preparare le grandi sfilate che organizzava. Guadagnavo anche qualcosa, e ci pagavo gli studi.
Amavo respirare l'aria della moda, delle passerelle, dei personaggi famosi e degli stilisti.
Insomma: ho preso tutto quello che Milano poteva darmi di buono.
Ma poi. mi sono sposata. E poi è nato Roberto. E piano piano, mentre passavano gli anni, nella mia testa
qualcosa è cambiato.
Lo scorso weekend poi siamo andati a trovare degli amici ni Svizzera.
Anche loro vivevano a Milano, e anche loro sono diventati genitori, poco dopo di noi. Inostri figli sono
cresciuti insieme. Ma quando al loro Giada ha compiuto 31 anni si sono trasferiti ni campagna, sul lago,
a 15 minuti da Losanna. E ora stanno il da 3anni.
Appena arrivata ho chiesto alla mia amica: È" stata dura per una come te abituata a vivere ni città, venire
a vivere ni campagna?"
Lei mi ha risposto che per abituarsi ci ha messo un anno e mezzo, ma che ora non tornerebbe più
indietro. Mentre ero il guardavo Roberto giocare con Giada a contatto con al natura. inseguire le
lucertole.
cercare con gli occhi le volpi che giravano i intorno.
L’ho abbracciato e gli ho chiesto se era felice.
Lo era, tanto.
"Ti piacerebbe andare a vivere ni campagna?", gli ho chiesto.
19. Reading
- Cè' una città della Sicilia che, grazie ala felice intuizione di una coppia di professionisti, oggi è
conosciuta dagli amanti dell'arte contemporanea di tutto li mondo: loro sono Florinda Saieva e
Antonio Bartoli e la città è Favara, 32.000 abitanti in provincia di Agrigento.
- Florinda, avvocato, e Andrea, notaio, sono nati e cresciuti in Sicilia, ma hanno deciso di non
lamentarsi di ciò che non va e di diventare essi stesi protagonisti del cambiamento. Il loro piccolo
miracolo nasce nel 2010, si chiama "Farm Cultural Park" e si trova nel centro storico di Favara: è
un luogo incantato, quasi magico, fatto di sete cortili, tutti collegati tra loro e circondati da palazzi
bianchi, che nascondono giardini di ispirazione araba. Il bianco dele case contrasta con le
coloratissime opere d'arte che escono da muti, finestre e balconi.
- Il programma artistico- culturale è da non credere: mostre di vario genere, incontri con artisti e
creativi di tutto il mondo, presentazioni di libri, corsi di architettura, serate musicali e spettacoli di
ogni tipo. li FCP è uno spazio gratuiti e aperto a tutti - non solo agli artisti – dove si possono
assaggiare anche vini e prodotti tipici e comprare oggetti d'arte e di design, vintage e libri.
- Oggi Favara è stata collocata la sesto posto al mondo tra le dieci mete turistiche imperdibili da chi
ama l'arte contemporanea - preceduta solo da Firenze, Parigi, Bilbao, Basilea e New York. La loro
decisione di non trasferirsi all'estero e restare in Sicilia trasformare Favara ni nu vero e proprio
museo e restituire alle loro due figlie "un piccolo pezzo di mondo migliore di quello che abbiamo
ricevuto" è stata vincente.
20. Reading
- La caffetteria del design inconfondibile è naturalmente italiana: ideata e prodotta da Bialetti, è
presente nel 90% delle case degli italiani, che la usano in media due volte al giorno.
- La Vespa è ancora il simbolo dell'Italia "a due ruote": lo scooter più famoso del mondo, anche
grazie a film come "Vacanze romane" o "Caro Diario".
- È uno dei nomi più prestigiosi e conosciuti nel mondo quando si parla di accessori: cinture,
scarpe, borse di pelle. Le borse di Gucci sono sinonimo di eleganza e qualità.
- Per i golosi di tutto to il mondo il suo nome è sinonimo di bontà: La Nutella è la crema al
cioccolato più famosa del mondo ed è un altro dei prodotti Made in Italy.
- Pininfarina è un nome conosciuto per il design di auto come la Ferrari o la Maserati, ma anche
per un modello di tram che circola in molte città europee, dal Portogallo alla Grecia.
- Forse i gioielli non hanno un nome, ma hanno un cognome, il suo: Bulgari in tutto il mondo
significa ricchezza, oro e gioielli dal fascino irresistibile.
- “Dove c’è un bambino", dice la pubblicità di questo marchio, e senza dubbio i bambini di
moltissimi paesi del mondo usano i giocattoli della Chicco.
- Veste attori, cantanti, politici, sportivi e manager. Lo stile di Armani è inconfondibile ed è uno dei
simboli del Made in Italy nel campo dell’abbigliamento di alta moda.
21. Reading
Ecco perché, nonostante tutto, siamo felici id essere italiani.
22. Reading
- L'italiano ai tempi di Facebook è promosso. Anche l'Accademia della Crusca, infatti, ritiene che li
linguaggio scritto, usato sul pc, sia una nuova risorsa da esplorare.
- Forse fino ad oggi alcuni insegnanti avevano paura che alla lingua del web fosse troppo "impura"
per proporla in classe, ma dopo le affermazioni della più importante istituzione italiana sulla
lingua, anche quello dei Social Network deve essere considerato "italiano" a tutti gli effetti.
- Si invita quindi a lavorare con gli studenti utilizzando proprio Twitter o Facebook, ovvero gli
strumenti che loro usano nella vita quotidiana.
- Il tema divide gli esperti. Un recente libro di Manfred Spitzer, Demenza digitale, boccia le nuove
tecnologie a scuola.
- Ora: io sono un insegnante, e la maggior parte dei miei alunni non ha a casa nu libro ma ha un
profilo Facebook. I miei ragazzi non scriveranno mai lettere usando la penna ma invieranno mail e
post per trovare lavoro, per conquistare una ragazza, per creare un evento. lo stesso tempo fa
pensavo che questo rappresentasse un pericolo, per loro e per l'evoluzione della lingua italiana,
temevo che alla velocità dei Social Network creasse una lingua povera e nello stesso tempo
rallentasse al capacità di apprendimento dei ragazzi. Ma poi, guardando ni faccia la realtà, ho
cambiato idea.
- Però. C’è un però: da insegnante cerco anche di far capire ai miei studenti che l'esercizio della
scrittura e della lettura non social, molto più lento, riflessivo e impegnativo, il continuerà ad
aiutare a fermarsi sul significato delle parole. La verità è che abbiamo ancora bisogno della matita
ma non possiamo fare a meno dei tablet. Anche per scrivere e leggere.
23. Reading
- Massimo è li proprietario del bar della piazza di un piccolo paese della Toscana: li tipico bar dove
vanno soprattutto gli anziani, a giocare a carte e soprattutto chiacchierare, commentare i fati e le
persone. Ma un giorno in paese avviene un omicidio: viene trovato tra i rifiuti li corpo di una
giovane ragazza e la Polizia capisce che dietro ci sono brutte storie di droga e sesso. Il barista
Massimo viene convinto dai suoi anziani clienti a indagare sull'omicidio a modo suo: a poco a
poco scoprirà molte verità a cui la Polizia non può arrivare.
- Il matrimonio di Chiar è fallito, il suo lavoro non va bene e nello stesso tempo deve trasferirsi dal
suo piccolo paese in una grande città In un momento così difficile della propria vita, Chiara va
dall'analista, che le propone un gioco: "Per un mese", dice la sua dottoressa, "e solo per dieci
minuti al giorno, faccia una nuova esperienza. Anche piccola, ma dev'essere una cosa che non ha
mai fatto prima". Chiara accetta e per un mese sperimenta cose nuove: cucina dolci, balla l'hip-
hop, ascolta i problemi della madre. Così scopre una nuova sé stessa e una nuova vita.
- Vittorio è un killer professionista. Nessuno l'ha mai visto perché è abilissimo nei travestimenti e
può essere contattato solo via Internet. Quando non uccide, passa li proprio tempo a guidare.
Grazia è una poliziotta che passa le sue giornate libere con un ragazzo cieco, di cui forse è
davvero innamorata. Alex è uno studente che lavora part time in un provider. Quando non
controlla la chat, passa il suo tempo ad ascoltare una triste canzone di Luigi Tenco.
- Sono giorni di pioggia a Vigata, la città del commissario Montalbano. È in una di queste giornate
che viene trovato un uomo morto in un cantiere, colpito alle spalle. L'indagine di Montalbano
entra nel mondo dei cantieri e degli appalti pubblici, dove il fango della pioggia è solo uno degli
ostacoli che li commissario trova nella scoperta della verità.
24. Reading
Lascia un libro dove vuoi: qualcuno lo leggerà! Grazie al web, la biblioteca diventa globale.
Un sito Usa organizza un sistema di scambio internazionale. A ogni volume viene associato un numero di
riconoscimento.
- Quando, alcuni anni fa, Judy Andrews trovò un libro abbandonato su ana sedia dell’aeroporto di
Los Angeles, pensò di essere stata fortunata. Dopo tutto si trattava di uno degli ultimi successi di
John Grisham uno dei suoi autori preferiti. Ma quello che al giovane Judy non sapeva è che si
trattava di un incontro non casuale.
- E infatti guardando più accuratamente vide una piccola nota sulla copertina. Diceva: «Per favore
leggimi. Non sono stato perduto. Sto girando li mondo ni cerca di amici». Superata alla sorpresa,
Judy capì che si trattava di qualcosa di più di un semplice libro. Era un invito a partecipare ad un
esperimento sociologico globale, organizzato da un sito Internet chiamato [Link], che
ha come scopo trasformare il nostro mondo ni una enorme biblioteca.
- L’idea è quasi banale, e forse proprio per questo rivoluzionaria. Sul sito si chiede a tutti i lettori
che amano la letteratura di registrare loro e i loro libri on line e cominciare poi a distribuirli nei
bar, sulle sedie dei cinema, sui tavoli dei ristoranti. Insomma, ovunque.
- A ogni libro registrato su bookcrossing viene a segnato un numero di identificazione e
un'etichetta di registrazione che viene stampata e attaccata sul volume. La nota spiega
brevemente li funzionamento del gioco e chiede a chi ritrova li libro di andare sul sito per
indicare dove l'ha trovato e di quale volume si tratta. In questo modo li nuovo proprietario
temporaneo può leggerlo e poi rimetterlo
- in circolo, mentre quello originario può sempre tenerlo sott'occhio e sapere se finisce in buone
mani.
- Sono stati letti finora più di 3milioni i libri: i generi variano molto e vanno dalle ricette ai racconti,
dai saggi ai romanzi. In Italia li fenomeno conta oltre 30 mila iscritti e l'interesse è ni crescita.
Chiaramente non tutti i libri arrivano a destinazione. Al momento solo un 10 o un 15% dei volumi
"liberati" viene trovato da una persona che si aggiunge ala catena.
25. Reading
C'erano due vecchietti che dovevano attraversare la strada. Avevano saputo che dall'altra parte c’era un
giardino pubblico con un laghetto. Ai vecchietti, che si chiamavano Aldo e Alberto, sarebbe piaciuto
molto andarci.
Così cercarono di attraversare la strada, ma era l’ora di punta e c’era un flusso continuo di macchine.
- Cerchiamo un semaforo- di Aldo
- Buon’idea – disse Alberto
Camminarono finche’ ne trovarono uno, ma l’ingorgo era tale che le auto erano ferme anche sulle strisce
pedonali.
Aldo cercò di avanzare di qualche metro, ma fu subito respinto indietro a suon di clacson e male parole.
Allora disse: proviamo a passare in un momento in cui tutti sono fermi. Ma l’ingorgo era tale che, anche
se i vecchietti erano magri come acciughe, non riuscirono a passare.
Era quasi sera quando a Aldo venne un’altra idea.
- Mi sdraio in mezzo alla strada e faccio finta di essere morto – disse – quando le auto si fermano
tu attraversi veloce, poi mi alzo e passo io.
- Non possiamo fallire – disse Alberto.
Allora Aldo si sdraiò in mezzo alla strada, ma arrivò un’auto nera e non frenò, gli diede una gran botta e lo
mandò quasi dall’altra parte della strada.
- Forza che ce la fai! – gridò Alberto.
Ma passò una grossa moto e con una gran botta rispedì Aldo dalla parte sbagliata. Il vecchietto rimbalzò
in tal modo tre o quattro volte e alla fine si ritrovò tutto acciaccato al punto di partenza.
- Che facciamo? Chiese.
Listening NE2
33. NE 2 – Video 8
M: Non c’è tanta gente, oggi.
F: Mah... Saranno tutti ancora in ferie...
M: Cos’hai Fede, sei stanco oggi?
F: No, è che ho dovuto fare dei colloqui di lavoro. Come selezionatore, intendo. Cerchiamo un nuovo
collaboratore e il capo mi dice: “Bisogna fare una prima selezione”. Insomma, la faccio io. Non ti dico chi
si è presentato.
M: Dai, racconta.
F: Allora, arriva il primo candidato. Sembra serio: giacca, camicia chiara. Si vede che ci tiene a dare una
buona impressione.
F: Vedo che Lei ha viaggiato molto, parla anche bene l’inglese e lo spagnolo. Le lingue sono importanti
per noi. Se lei lavorerà̀ con noi, dovrà̀ viaggiare molto.
R: Viaggiare? Con l’aereo?
F: Beh sì, anche con l’aereo...
R: È che io... ho viaggiato sempre in treno. Ho paura dell’aereo....
F: A quanto vedo Lei è un’esperta di computer. Quindi userà bene i vari programmi gestionali!
R: Gestionali...? No, ma imparo in fretta. Qui avrò un computer mio?
F: Beh, certo. Ognuno qui ha una scrivania e un computer...
R: Ah. Perché io non ho mai avuto un computer. Uso quello di mio fratello... Che poi non è proprio un
computer, è più piccolo, di quelli... Come si chiama...
R: Va bene lo stesso?
M: Ahahaha! Ma tutti così?
F: Beh, tutti no... Quasi. Ne ho selezionati solo 8 su 62, pensa. Ne parlerò con il capo, ma alla fine credo
che prenderemo l’unico che non è italiano. Ma è quello più preparato. E parla anche italiano meglio degli
altri!
39. Reading 24
Alzatevi in piedi. Fate un passo a destra. Girate la testa verso sinistra. Dite: “Ciao”. Salutate con la mano.
Salutate ancora più forte. Ora guardate in avanti. Immaginate di camminare. Di fronte a voi c’è un
ostacolo. Saltate l’ostacolo. Continuate a camminare. Di fronte a voi c’è una montagna. Salite sulla
montagna. Salite ancora più in alto. Siete arrivati in cima. Fate un bel respiro. Guardate il panorama.
Prendete un fiore e sentite il profumo. Ora scendete dall’altra parte della montagna, piano piano. Piove:
aprite l’ombrello. Continuate a scendere. Ma attenzione! Di fronte a voi c’è un orso: correte! Correte più
forte, l’orso è vicino! Gridate! Colpite l’orso con l’ombrello. Colpite più forte! L’orso è scappato, siete
salvi! Ai piedi della montagna c’è una fontana. Fermatevi. Bevete. Sedetevi. Riposatevi. Incontrate un
compagno. Salutatelo. Chiedetegli come sta. Guardate l’insegnante. Applaudite.
40. Reading
Arriva l'estate e gli italiani si scoprono sportivi (sono 43 milioni gli italiani che praticano attività sportive
nei mesi estivi contro i 24 milioni che le praticano tutto l'anno). I parchi si riempiono di gente che core
(anzi fa jogging), le palestre di persone che fanno ginnastica e le strade di campagna di ciclisti che
pedalano.
Certo, l'ideale sarebbe fare sport regolarmente, non solo in estate, ni ogni modo, es volete cominciare
anche voi, non importa con quale sport, ecco alcune regole da seguire:
- Scegliete lo sport ni base all'età, ala costituzione fisica e ai vostri gusti.
- Prima di cominciare fate un controllo medico.
- Cominciate lentamente e se vi sentiste stanchi fermatevi, lo sport dovrebbe essere un piacere e
non una tortura.
- Non andate a fare sport a stomaco vuoto, potrebbe essere pericoloso.
- Bevete molta acqua e non aspettate la sete, bevete sia durante l'attività fisica che dopo.
- Durante l'esercizio fisico evitate abiti troppo pesanti e abiti in plastica.
- Non sottovalutate l'importanza delle scarpe da ginnastica. Compratele adatte al tipo di sport che
avete scelto.
41. Listening 24
A: Allora, Paolo, come va con la schiena? Un po' meglio?
B: Macché! Mi fa sempre male.
A: E tutti i massaggi che hai fatto? Non sono serviti a niente?
B: Evidentemente no. Ieri sono stato di nuovo dal medico, mi ha detto che probabilmente è un problema
di stress.
A: Di stress?
B: Sì, ha detto che devo imparare a rilassarmi e mi ha consigliato di fare un po' di sport.
A: Mi sembra un'ottima idea! E che sport vuoi fare?
B: Mah, forse vado accorrere un po', non lo so.
A: Mhh... correre però non fa benissimo ala schiena.
B: E allora vado a giocare a calcio, oppure a tennis.
A: Io avrei un'idea migliore. Perché non vieni a fare tai chi con me?
B: Mah, non lo so. a me questo tipo di sport non piace tanto...
A: Sì, però per rilassarsi è l’ideale! Anch’io prima ero sempre stressata, ma da quando faccio tai chi mi
sento benissimo.
Listening NE3
54. Reading NE 3
L'italiano s'impara con Facebook
- L'italianoaitempidiFacebookè[Link]'AccademiadelaCruscainfattiritiene che li
linguaggio scritto, usato sul pc, sia una nuova risorsa da esplorare.
- Forse fino ad oggi alcuni insegnanti avevano paura che alla lingua del web fosse troppo "impura"
per proporla in classe, ma dopo le affermazioni della più importante istituzione italiana sulla
lingua, anche quello dei Social Network deve essere considerato "italiano" a tutti gli effetti.
Si invita quindi a lavorare con gli studenti utilizzando proprio Twitter o Facebook, ovvero gli
strumenti che loro usano nella vita quotidiana.
- li tema divide gli esperti. Un recente libro di Manfred Spitzer, Demenza digitale, boccia le nuove
tecnologie a scuola.
- Ora: io sono un insegnante, e la maggior parte dei miei alunni non ha a casa nu libro ma ha un
profilo Facebook. I miei ragazzi non scriveranno mai lettere usando la penna ma invieranno mail
e post per trovare lavoro, per conquistare una ragazza, per creare un evento. lo stesso tempo fa
pensavo che questo rappresentasse un pericolo, per loro e per l'evoluzione della lingua italiana,
temevo che alla velocità dei Social Network creasse una lingua povera e nello stesso tempo
rallentasse al capacità di apprendimento dei ragazzi. Ma poi, guardando ni faccia la realtà, ho
cambiato idea.
- Però. C’è un però: da insegnante cerco anche di far capire ai miei studenti che l'esercizio della
scrittura e della lettura non social, molto più lento, riflessivo e impegnativo, il continuerà ad
aiutare a fermarsi sul significato delle parole. La verità è che abbiamo ancora bisogno della
matita ma non possiamo fare a meno dei tablet. Anche per scrivere e leggere!
- "Internet ha aperto diversi spazi di scrittura rispetto a quelli già conosciuti, che si usavano prima
dell'arrivo del pc. Twiter obbliga a un testo breve, che sia però chiaro e diretto: un esercizio alla
sintesi estrema, pressoché inesistente nelle scuole. Mentre Facebook o alla posta elettronica
lasciano più spazio all'espressione, spesso spontanea".
- "Alla luce della grande diffusione degli strumenti di scrittura digitali, non sorprende che sempre
più spesso i bambini abbiano li loro primo contatto con la lingua scritta ni questo modo (...). I
risultati dei primi studi su questo argomento indicano che un'accresciuta digitalizzazione della
scrittura ha conseguenze negative sulla capacità di lettura di bambini e adulti".
57. Reading NE 3
- Giuli ha scritto a Roberto che oggi non può andare a giocare a tennis con lui. Poi gli ah scritto che
es vuole, Roberto lo può richiamare, così si mettono d'accordo per martedì prossimo.
- Pierluigi ha creato un gruppo su una chat e ha scritto un messaggio a Elena per dirle che non
riesce a telefonarle perché li suo telefono non prende. Voleva avvertirla che stasera lui e Paola
vanno da Federica. Anche Federica ha scritto a Elena. Le ha detto che se vuole andare a cena a
casa sua, al deve chiamare entro le 7.
- Anna ha letto su Faebook che Carlo va a Napoli per lavoro la prossima settimana. Così gli ha
scritto una mail per digli che, se le telefona, prendono un caffe insieme.
B: Lavori come segretaria/o ni una scuola di lingue. Telefona una persona interessata ai corsi che
vorrebbe parlare con il direttore. Lui però non c'è. Gli/Le offri il tuo aiuto.
A: Telefoni a casa di un amico. Parli con sua moglie perché lui non è in casa. Gli lasci un messaggio.
B: Rispondi al telefono di casa. A chiamare è un amico di tuo marito che al momento non è in casa.
Chiedi alla persona che ha chiamato es vuole lasciare un messaggio.
A: Vuoi parlare con l'avvocato Panucci, ma sbagli numero. Ti scusi e ti congedi.
60. Videso 4
Valeria Senti, a loro cosa diciamo, però?
Paolo Beh, gli diciamo che Fabio è guarito, ma mi sono ammalato io!
Valeria Non sapevo che fossi così romantico… Nella pizzeria dove ci siamo conosciuti! Ti ricordi? Mamma
mia, quanti anni sono passati… Era qui vicino, no?
Paolo Sì, infatti. Mi sembra proprio fosse… proprio qui…
Valeria Sei sicuro…? Beh, in effetti anche io la ricordavo qui…
Paolo Ma sì guarda, lo ricordo benissimo. Come se fosse ieri…
Valeria Eh, ma purtroppo non era proprio “ieri”…
Paolo Ma quando ce l’hanno messa, ‘sta banca? Dai…!
61. Reading NE 3
- Massimo è li proprietario del bar della piazza di un piccolo paese della Toscana: li tipico bar dove
vanno sopra tuto gli anziani, a giocare a carte e soprattutto chiacchierare, commentare i fati e le
persone. Ma un giorno in paese avviene un omicidio: viene trovato tra i rifiuti li corpo di una
giovane ragazza e la Polizia capisce che dietro ci sono brutte storie di droga e sesso. Il barista
Massimo viene convinto dai suoi anziani clienti a indagare sull'omicidio a modo suo: a poco a
poco scoprirà molte verità a cui la Polizia non può arrivare.
- Vittorio è un killer professionista. Nessuno l'ha mai visto perché è abilissimo nei travestimenti e
può essere contattato solo via Internet. Quando non uccide, passa li proprio tempo a guidare.
Grazia è una poliziotta che passa le sue giornate libere con un ragazzo cieco, di cui forse è
davvero innamorata. Alex è uno studente che lavora part time in un provider. Quando non
controlla la chat, passa il suo tempo ad ascoltare una triste canzone di Luigi Tenco.
- Il matrimonio di Chiara è fallito, il suo lavoro non va bene e nello stesso tempo deve trasferirsi
dal suo piccolo paese in una grande città In un m o m e n t o così difficile della propria vita, Chiara
va dall'analista, che le propone un gioco: "Per un mese", ", dice al sua dottoressa, "e solo per
dieci minuti al giorno, faccia una nuova esperienza. Anche piccola, ma dev'essere una cosa che
non ha mai fatto prima". Chiara accetta e per un mese sperimenta cose nuove: cucina dolci, balla
l'hip-hop, ascolta i problemi della madre. Così scopre una nuova se stessa e una nuova vita.
- Sono giorni di pioggia a Vigata, alla città del commissario Montalbano. È in una di queste
giornate che viene trovato un uomo morto in un cantiere, colpito alle spalle. L'indagine di
Montalbano entra nel mondo dei cantieri e degli appalti pubblici, dove il fango della pioggia è
solo uno degli ostacoli che li commissario trova nella scoperta della verità.
62. Lsitening 13
A: Nadia, questo lo conosci?
A: Ah, è un giallo? Che titolo strano: “La briscola ni cinque". Non so nemmeno che gioco è... Di che parla?
B: Si intitola così perché alcuni dei protagonisti sono dei vecchietti che passano li tempo in un bar a
chiacchierare e giocare a carte. Non è un giallo vero e proprio, è soprattutto una storia veramente
divertente..
B: Sì is intitola così perché al protagonista - che si chiama Chiara - ogni giorno deve fare pre 10 minuti
una cosa che non ha mai fatto in vita sua.
A: Ma dai! E perché?
B: Beh, questa Chiara sta passando un brutto momento della sua vita e l'analista el propone questa
specie id gioco... ma non voglio dirti di più!
A: Molto interessante! Credo che lo prenderò! Invece, cosa mi dci di questo? È di Camilleri. È quello del
commissario Montalbano, no? Che oi sappia, è uno scrittore molto bravo.
B: Sì ma scrive anche storie di genere diverso. E poi è sempre molto spiritoso, ironico, intelligente...
A: Ah, oi credevo che scrivesse solo gialli... Qui vedo due libri: "Donne" e “La piramide di fango".
B: A Ecco, appunto: "Donne" non è un giallo, ma descrive una serie di personaggi femminili della storia e
della fantasia; mentre “La piramide di fango" sì, è un altro giallo con Montalbano. Però es davvero non
ne hai mai letto uno, potresti cominciare con questo. Vedrai, ti piacerà: Camilleri non delude mai!
- Quando, alcuni anni fa, Judy Andrews trovò un libro abbandonato su una sedia dell’aeroporto di
Los Angeles, pensò di essere stata. Fortunata. Dopo tutto si trattava di uno degli ultimi successi di
John Grisham, uno dei suoi autori preferiti. Ma quello che la giovane Judy non sapeva è che si
trattava di un incontro non casuale.
- E infatti guardando più accuratamente vide una piccola nota sulla copertina. Diceva: «Per favore
leggimi. Non sono stato perduto. Sto girando li mondo ni cerca di amici». Superata al sorpresa,
Judy capì che si trattava di qualcosa di più di un semplice libro. Era un invito a partecipare ad un
esperimento sociologico globale, organizzato da un sito Internet chiamato [Link],
che ha come scopo trasformare li nostro mondo ni una enorme biblioteca.
- L’idea è quasi banale, e forse proprio per questo rivoluzionaria. Sul sito si chiede a tutti i lettori
che amano la letteratura di registrare loro e i loro libri on line e cominciare poi a distribuirli nei
bar, sulle sedie dei cinema, sui tavoli dei ristoranti. Insomma, ovunque.
- A ogni libro registrato su bookcrossing viene assegnato un numero di identificazione e
un'etichetta di registrazione che viene stampata e attaccata sul volume. La nota spiega
brevemente li funzionamento del gioco e chiede a chi ritrova li libro di andare sul sito per
indicare dove l'ha trovato e di quale volume si tratta. In questo modo li nuovo proprietario
temporaneo può leggerlo e poi rimetterlo in circolo, mentre quello originario può sempre
tenerlo sott'occhio e sapere se finisce in buone mani.
- Sono stati letti finora più di 3milioni libri: i generi variano molto e vanno dalle ricette ai racconti,
dai saggi ai romanzi. In Italia li fenomeno conta oltre 30 mila iscritti e l'interesse è ni crescita.
Chiaramente non tutti i libri arrivano a destinazione. Al momento solo un 10 o un 15% dei volumi
"liberati" viene trovato da una persona che is aggiunge ala catena.
Camminarono finché ne trovarono uno, ma l'ingorgo era tale che le auto erano ferme anche sulle strisce
pedonali.
Aldo cercò di avanzare di qualche metro, ma fu subito respinto indietro a suon di clacson e male parole.
Allora disse: proviamo a passare ni un momento in cui tutti sono fermi. Ma l'ingorgo era tale che, anche
es i vecchietti erano magri come acciughe, non riuscirono a passare. (...)
Allora Aldo is sdraiò ni mezzo ala strada, ma arrivò un'auto nera e non frenò, gli diede una gran botta e lo
mandò quasi dall'altra parte della strada.
Ma passò una grossa moto e con una gran botta rispedì Aldo dalla parte sbagliata. Il vecchietto rimbalzò
ni tal modo tre quattro volte e alla fine si ritrovò tutto acciaccato la punto di partenza.
65. Listening 14
“A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa
niente, ma loro a un certo punto, fran, giù, cadono.”. Ve lo ricordate Cosimo, il protagonista del Barone
rampante? Ebbene, anche il protagonista di questo straordinario capolavoro del Novecento, ha una
peculiarità, ovvero non scenderà mai dal luogo in cui abita. Siamo nel bel mezzo di Novecento di
Alessandro Baricco, uno dei monologhi teatrali più importanti forse e più famosi della seconda metà
del… Novecento, per l’appunto. La frase che ho detto prima rappresenta molto bene il tipico stile di
questo scrittore: ironico, semplice e fascinoso. Baricco è un autore che ama raccontare le storie, e quella
di Novecento è una storia davvero molto originale.
A bordo del transatlantico Virginian il marinaio di colore Danny Boodman trova in una cassa di limoni. un
neonato. Il piccolo Danny Boodman T.D. Lemon 900, perché è questo l’anno di nascita del piccolo
bambino, diventerà un pianista, il pianista migliore del mondo. Sarà allevato per sempre sulla nave dal
marinaio. E suonerà una musica… una musica che prima di lui… non esisteva niente del genere. Ma il
pianista più grande del mondo ha una caratteristica molto, molto particolare: non è sceso e non scenderà
mai più dalla nave. Non vedrà mai il mondo, ma sarà il mondo ad andare a vedere lui. Ma forse molti di
voi conoscono già questa storia perché nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto un famosissimo film: La
leggenda del pianista sull’oceano.
E per celebrare il grande scrittore contemporaneo torinese, ho deciso di abbinare un vino cui sono
anche io particolarmente legata: una buona Barbera del Piemonte. Veramente, veramente speciale.
Buona lettura!
66. Video 5
Francesco Vedrai, è molto simpatico. Al lavoro siamo tutti molto soddisfatti di lui.
Monica Hai detto che viene dall’Iran?
Francesco Nooo! Dall’Iraq! Oh, sarà qui a momenti, lui è molto puntuale…
Francesco Oh, eccolo! Apri tu?
Monica Sì, vado io. Sì? Sì, Nabil, Sali: terzo piano! È lui! Che stai facendo, Francesco?
Francesco Ecco fatto! La pasta è pronta! Proprio in tempo!
Nabil Buonasera…
Francesco Nabil! Benvenuto! Lei è Monica…
Monica Ciao Nabil, piacere!
Nabil Ciao Monica, questa è per te…
Monica Ma è bellissima! Non dovevi…
Francesco Dai, Nabil, vieni, è tutto pronto, mangiamo subito!
Monica Secondo me il posto migliore dove fare ricerca è il Nord Europa, o gli Stati Uniti… Purtroppo
l’Italia per la ricerca…
Nabil Infatti credo che tra un anno andrò in Danimarca: ci sono buone possibilità per chi ha la mia
specializzazione.
Monica Certo, è un peccato però, hai imparato l’italiano così bene…! Come hai fatto? Voglio dire, a parte
le lezioni, hai letto libri o riviste, hai guardato la televisione italiana…?
Nabil Sì, a me piace leggere e appena ho potuto, ho letto subito gli autori italiani, anche se all’inizio ho
avuto problemi con il passato remoto, perché non lo trovo mai nella lingua parlata… Per esempio, non ho
mai sentito nessuno chiedere: “mangiasti bene, ieri?”
Monica Eh sì, è un verbo che si trova soprattutto nei libri! Comunque il tuo italiano è davvero ottimo!
Francesco Eh, non a caso al lavoro viene chiamato “il genio”!
Nabil Ma no, mi piace molto imparare le lingue, questo sì: e poi ora con internet è più facile… C’è per
esempio una web tv dedicata a chi studia l’italiano…
Monica Davvero? Ma tu pensa!
Nabil Sì, è interessante perché ci sono video sulla lingua, film, musica, interviste, esercizi e anche quiz
linguistici…
Francesco Quiz linguistici? Ad esempio?
Nabil Uhm… facciamo questo: secondo voi, il verbo fare si scrive con l’accento?
Francesco Con l’accento, eh? Secondo me sì.
Monica Mah, che io sappia, sempre. Si scrive così in frasi come: lui fa il caffè, per esempio!
Nabil Invece non si mette mai.
Monica Ma dai! Mai mai?
Nabil Eh, non lo dico io, lo dice la vostra grammatica! Lui fa il caffè si scrive senza accento. Solo in un
caso si usa non l’accento ma l’apostrofo.
Francesco E quando?
Nabil Con l’imperativo. Per esempio: fa’ presto a servire il gelato, perché si sta sciogliendo!
- In Italia i nonni sono, secondo l'Istat, il 38% della popolazione. La metà ha uno o due nipoti. C’è
da dire però che oggi, rispetto a dieci anni fa, sono molti di più i nonni che vanno ni viaggio con
gli amici, passano la sera al cinema o al ristorante, e hanno meno tempo e pazienza. Per i nipotini
resta poco spazio, sebbene proprio i nonni siano figure centrali nello sviluppo del bambino.
- E Si è riaperto nuovamente li dibattito politico per riconoscere legalmente i diritti delle coppie
conviventi. Come sempre accade in materia di diritti civili la legge italiana rimane un paso
indietro nella regolazione di nu fenomeno sociale e culturale che ormai non si può più ignorare.
- Si è tenuta ieri a Roma, in piazza San Giovanni, il Family day, una manifestazione che chiedeva la
rivalutazione del matrimonio e della famiglia tradizionale come nucleo della società. Secondo gli
organizzatori era presente un milione di persone, anche se la Polizia parla di un massimo di
20.0000 partecipanti.
- Il cado della nascita in Italia registra record negativi da diverso tempo: la crisi economica, i
diversi stili di vita…. sono tutti fattori che influenzano la decisione di non aver figli, di avere i in
tarda età o di averne soltanto uno. Oltre a questo si deve anche considerare di diffondersi
dell’infertilita, che colpisce sempre più individui.
68. Listening 15
A. Hai saputo che Corrado e Paola is sposano?
A. Mah, Corrado vorrebbe chiedere un trasferimento sul lavoro, e, se non sono sposati, Paola non può
chiedere di essere trasferita dove va lui.
B: Ma no, è assurdo li fatto che per ottenere un diritto devono sposarsi, nonostante vivano insieme da
vent'anni e abbiano due figli insieme. Che poi sono anche grandi, no?
B: Ecco, appunto.
Chi l'avrebbe mai detto? Trenta anni fa si temeva che l'aumento della popolazione mondiale consumasse
troppo velocemente le risorse della Terra. Oggi nel mondo siamo 6 miliardi ma il tasso di crescita è sceso
all'1,2 per cento. Sono molti i fattori che hanno fatto abbassare il numero delle nascite: alla diffusione
della contraccezione, le maternità in età sempre più avanzata, un numero maggiore di donne nel mondo
del lavoro e una diffusa migrazione dalle campagne alle città. Esiste però anche un'altra ragione perché
nascono meno bambini, anche se gli stressati genitori non lo ammettono: con un solo figlio tutto è più
semplice e più economico.
Il sociologo francese Jean-Claude Kaufman attribuisce l'aumento dele famiglie con un figlio unico ala
«crescita dell'individualismo». Con un figlio unico alla “crescita dell’individualismo”. Con un figlio solo è
più facile portare la famiglia in un ristorante a quattro stelle o in un safari ni Tanzania. Vivere in un
piccolo appartamento di una metropoli è più facile e se parliamo poi di educazione non cè' confronto: i
figli unici hanno molte più possibilità dei loro amici con fratelli di frequentare prestigiose scuole private.
Anche l'età della popolazione mondiale aumenta rapidamente: li numero di ultrasessantenni nei
prossimi 50 anni triplicherà e gli over 80 saranno cinque volte di più.
70. Listening 16
Intervistatrice Senta, Lei è sposata?
Signora Sì.
Intervistatrice E ha figli?
Signora Due, un maschio e una femmina.
Intervistatrice Mm. Quanti anni hanno?
Signora La femmina dieci anni, il maschio otto.
Intervistatrice Come riesce a organizzare il lavoro e la famiglia?
Signora Beh, adesso che i ragazzi sono un po’ grandini, abbastanza bene, nel senso che la scuola è quasi
sempre con un orario lungo e siccome io faccio un orario ridotto fino alle quattordici e solo due volte
alla settimana esco alle cinque del pomeriggio, allora ce la faccio ad andare io a riprendere i bambini.
Nei due pomeriggi in cui non ce la faccio, mando o mio suocero, oppure c’è una ragazza che mi fa
questo piacere. E… però quando erano più piccoli è stato terribile…
Intervistatrice Mm.
Signora … perché non ci sono molti asili nido e sono molto cari, soprattutto quello. Anche quelli pubblici
sono cari.
Intervistatrice Mm. Mm. E l’organizzazione in casa? I lavori di casa? Suo marito Le dà una mano o deve
far tutto da sola?
Signora No, no. Mi dà una mano per fortuna, perché altrimenti non ce la faremmo! No, è bravo, fa tante
cose, spolvera, pulisce i bagni, passa l’aspirapolvere…
Intervistatrice Mm.
Signora … sì.
Intervistatrice Ma Lei pensa che sia una rarità in Italia o è abbastanza … comune?
Signora No. Credo che oggi sia abbastanza comune, perché tutte le … le, quasi tutte le mogli lavorano,
anche perché per le necessità economiche della famiglia non si può fare diversamente. E quindi si
ci… si arriva a questa divisione dei compiti che è molto importante, ecco, perché se un uomo non
capisce che deve dare una mano alla moglie, il matrimonio non va avanti, eh.
Intervistatrice Mm. E secondo Lei lo Stato aiuta le famiglie in qualche modo? Ci sono delle politiche a
favore della famiglia o no?
Signora Mm… Mah, secondo me ci sono più discorsi che politiche a favore della famiglia…
Intervistatrice (In che senso)?
Signora … perché appunto le strutture sono poche, le scuole quando i bambini sono poi molto piccoli,
l’asilo nido, la scuola materna non sono mai sufficienti. Le domande sono sempre superiori alla capienza,
per cui si deve ricorrere o ai nonni o alle baby sitter a pagamento o appunto agli asili nido privati
eccetera. Poi le scuole … anche le scuole a tempo pieno spesso sono … non sono ben organizzate,
cioè il tempo dei bambini non è utilizzato in maniera corretta. Spesso la parte che si riferisce al
pomeriggio viene usata più come un doposcuola, fare i compiti della mattina e non altre attività come
si dovrebbe.
Intervistatrice Mm. Mm. Mm. Ok, La ringrazio.
Signora Prego.
71. Video 6
Valeria Allora, Paolo, ho fatto l’esame, e… è positivo.
Paolo No! Allora… sarò padre!
Valeria Eh, è il problema è che io sarò madre…!
Paolo Come sarebbe a dire? È… è una cosa bellissima! E poi, dai, sarai la migliore mamma del mondo! Chi
l’avrebbe mai detto…!
Valeria Ma non dico questo, è che… insomma, ho iniziato a lavorare da poco, tu hai sempre contratti di
sei mesi… La mia preoccupazione è che non sia il momento migliore... E poi casa nostra è troppo
piccola…
Paolo Ok Valeria, però dai, con la casa ci si adatta: per il resto, ci faremo aiutare un po’ dai miei; e poi
anche i tuoi genitori ci daranno una mano, no?
Valeria Ma sì, è che… insomma, proprio adesso… lo sai con i bambini, no? Le notti in bianco e tutto il
resto…
Paolo Ma no, dai! Secondo me è proprio il contrario! Anzi, sai che ti dico? Sarà divertente! Lo farò
giocare, gli canterò canzoni per farlo dormire…
Valeria Eh, divertente per te, che non devi allattare! Per l’uomo è sempre più facile! Anche se ha sei figli
non dà il minimo aiuto in casa.
Paolo Ma dai Valeria, adesso sei un po’ agitata, lo capisco, ma… nonostante il momento non sia
effettivamente quello più adatto, sono sicuro che ce la caveremo benissimo!
Valeria Mmh, non lo so. Forse hai ragione. Però, per favore Paolo, non lo diciamo ancora niente a
nessuno, ok?
Nemmeno ai nostri genitori!
Paolo Va bene, come vuoi… Dai, adesso andiamo a bere qualcosa per festeggiare!
Paolo Pronto, mamma? Ti devo dare una notizia bellissima! Esatto! Come hai fatto a indovinare?
72. Rearding NE 3
Figuraccia natalizia! leri pranzo di Natale dai miei. Ala fine scartiamo i regali di famiglia ed ecco li: mia
nonna mi ha regalato una sciarpa arancione. lo amo mia nonna ma. arancione... OI ODIO L'ARANCIONE! E
va be', apro li pacchetto, guardo questa sciarpa orribile, sorrido, ringrazio e me al porto a casa per
aggiungerla alle altre due sciarpe ricevute durante queste feste. leri poi mi chiama mia cugina dicendo
che sarebbe passata dopo mezz'ora a portarmi li regalo. lo però non le avevo fatto niente, così corro ni
camera, prendo la sciarpa e la impacchetto. Ci scambiamo i regali e... sulla sciarpa era stato cucito a
mano li mio nome e non me ne ero nemmeno accorta! Volevo sprofondare!
Monika Ka
Oddio Fede! Però dai, l'idea non era male. Un regalo è sempre un pensiero affettuoso, a volte ti piace e a
volte meno. Per fare nu esempio, se ricevessi una bottiglia di profumo usata, torse non sarei felice, ma se
li profumo mi piacesse, sicuramente lo userei. Sì, lo devo ammettere: anche oi ho fatto regali riciclati, e
proprio alle persone più care, perché sapevo che loro avrebbero apprezzato delle cose che a me invece
non piacevano molto.
Marcello Olivieri
Evidentemente tua cugina non si chiama come te! E cosa hai fatto? Se una cosa del genere capitasse a
me, non saprei proprio cosa fare! E potrebbe capitami! Lo infatti faccio sempre regali riciclati - amici:
siete tutti avvertiti! - li problema è che ricevo spesso regali che non mi piacciono. Anche oi sorrido,
ringrazio e poi il conservo nel reparto "riciclo" del mio armadio, in attesa id un nuovo padrone... Poi
quando devo fare un regalo vado li e vedo se c'è qualcosa che posso dare a qualcuno.
Federica Rossi
Marcello, sono stata bravissima.... le oh detto che era per un'amica che si chiama come me e che
evidentemente avevo scambiato i regali! ;-)
Ambra Arcani
Beh, sei stata brava. E ci ha creduto? No, perché se un'amica mi regalasse una cosa riciclata ci rimarrei
malissimo! Se venisse da una persona qualsiasi non mi importerebbe niente, ma da una persona cara no,
non lo accetterei!
9gennaioaleore125.5#Mip a c i e
73. Listening 18
Intervistatore Senti, tu come ti chiami?
Ettore Io, Ettore.
Intervistatore E quanti anni hai?
Ettore Ventinove.
Intervistatore Ti volevo chiedere delle cose a proposito di … di feste. Se ti piace festeggiare, che tipo di
feste ti piacciono…
Ettore Eh.
Intervistatore … mm, c’è una festa di cui ti ricordi particolarmente, che ti è rimasta impressa?
Ettore Ehm. Beh, devo dire, io sono molto festaiolo. Purtroppo.
Intervistatore Come purtroppo?
Ettore Purtroppo sì, perché aspettiamo di finire di lavorare durante la settimana per il weekend e
impostarlo proprio sul discorso festa. Ho la fortuna di avere un gruppo di ragazzi che fra l’altro abbiamo
anche un sito Internet dove ci colleghiamo con altre persone d’Italia e facciamo queste grosse feste
organizzate bene, con musica, da bere e tutto e devo dire anche, ci dà anche molta soddisfazione. Quindi
sono un gran festaiolo…
Intervistatore Mm.
Ettore … mi piace molto. L’ultima festa che mi sono… diciamo la più bella, la più bella stranamente è
stata la più tranquilla. La più tranquilla perché eravamo… avevamo affittato questa casa all’interno
del… di un enorme campo, va bene?, una casa un po’ sperduta, nella campagna toscana, e niente,
c’era un sacco di gente, persone tranquillissime, però con la musica molto soft, sai?, (que)sta campagna
rurale, le persone… e devo dire è stata una delle più belle per l’atmosfera, no?, per la cosa respirata.
C’era(no) anche delle bellissime ragazze.
Intervistatore Ok. Senti, quindi se sei un festaiolo avrai sicuramente dei problemi con le feste tradizionali
o no? Come le festeggi di solito?
Ettore Mm, sì purtroppo sai Natale, Pasqua, son cose che ormai non… non concepisci più, perché cioè
devi andare a mangiare con i genitori, la zia, la nonna, invece senti che, capito?, sei trasportato verso
altre cose.
Intervistatore Però lo fai. Di solito il Natale lo fai coi tuoi… Il pranzo …
Ettore Sì, lo faccio. Sì, si purtroppo lo faccio. No, lo faccio perché alla fine, dai …
Intervistatore Mm. Se potessi organizzare una festa, mettiamo. A parte che già lo fai, organizzi delle
feste, ma, faresti adesso qualcosa di particolare? Non so, supponi hai a disposizione un bel po’ di soldi per
organizzare una festa.
Ettore Mah, guarda, potessi organizzare una festa, organizzerei una festa un po’ come le facevano nel…
nel Settecento a Venezia, no?
Intervistatore Mm.
Ettore … quindi piene di vestiti, trine...
Intervistatore Con le maschere.
Ettore … maschere, in un bel palazzo magari anche veneziano.
Intervistatore OK, ottima idea.
Ettore Sì, molto bella…. trasgressiva anche al punto giusto.
Intervistatore Grazie.
Ettore Prego. Ciao
74. Video 7
TUTTI Tanti auguri a te, tanti auguri a Paolo, tanti auguri a te!
Paolo Ma dai! Non dovevate!
Eleonora Ma dai! Pensavi che saremmo venuti senza regalo?
Monica Ecco, questo è da parte mia. Auguri, amore!
Michele Auguri, vecchio!
Paolo Allora, da quale comincio? Da questo!
Monica Ah, è il mio!
Paolo Allora… Ma…
Monica Così quando cucini, non ti scotti più! Io ci tengo alle tue mani!
Paolo Grazie amore, un pensiero, davvero… originale!
Eleonora Oh, questo è il mio!
Paolo Un… Topolino?
Eleonora Eh, ma mica un Topolino qualsiasi, eh! Guarda, questo è il numero 3000! Tra qualche
anno varrà un sacco di soldi!
Paolo Ah, sicuro… Grazie Eleonora, sei sempre… previdente!
Michele E adesso, il mio regalo!
Michele Visto che quando stai male rompi sempre il termometro…!
Paolo Sì, in effetti… Grazie Michele…
Monica Allora, Paolo, un compleanno così non te l’aspettavi, eh?
Eleonora Ma ecco la vera sorpresa! Auguri!!!
Michele Non pensavi mica che quelli fossero davvero i nostri veri regali!
Eleonora Se io regalassi un Topolino a Michele, mi lascerebbe dopo due minuti.
Michele Sì, però poi lo leggerei subito!
Michele Guarda Paolo, non sei obbligato ad aprirlo, eh! Però ti assicuriamo che c’è dentro
qualcosa!
1. Listening 19
Sono stato un grande filosofo, matematico e astronomo del 1600. Secondo me la religione doveva
occuparsi solo di problemi morali e non di scienza! Copernico diceva che la terra gira intorno al sole,
e non il contrario, ed io ho dimostrato che aveva ragione, inventando il telescopio per guardare lo
spazio. Sono stato accusato di eresia e condannato. E per rimanere in vita ho dovuto abiurare, cioè
ho dovuto dire che le cose che avevo dimostrato non erano vere.
2. Ero la figlia illegittima di un papa, Alessandro VI, ed ero bellissima. La fama che avevo era terribile,
si diceva che fossi l’amante di mio padre e di mio fratello. E poi la leggenda mi descrive come
un’assassina, bravissima nell’uso di un terribile veleno, la Cantarella.
La verità è che a Ferrara dell’inizio del 1500, mi corteggiavano i più importanti artisti, poeti e principi
dell’epoca e che negli ultimi anni della mia breve vita ho aiutato i più poveri e bisognosi.
3. Sono stato un grande regista, forse il più grande nella storia del cinema italiano. Ho cominciato nel
1941 lavorando alla radio, e negli stessi anni facevo lo sceneggiatore per grandi registi, come Roberto
Rossellini. Nel 1952 ho fatto il mio primo film, Lo sceicco bianco, che fu un vero insuccesso! Solo
cinque anni dopo però ho vinto il mio primo premio Oscar. Il primo di cinque, in quarant’anni di
carriera.
2. Reading NE 3
Nato a Vinci (vicino Firenze) nel 1452 e morto in Francia nel 1519, Leonardo Da Vinci è sicuramente tra i
più importanti artisti di tutti i tempi. La sua opera più famosa è la Gioconda, conservata a Parigi, al museo
del Louvre.
Le storie su Leonardo Da Vinci sono molte. Lo storico Giorgio Vasari lo descrive come un uomo che
amava gli scherzi, raccontando un fatto curioso. Sembra che Leonardo si divertisse a spaventare gli amici
con una piccola lucertola finta e che teneva nascosta ni una scatola. Quello che non sappiamo è se gli
amici amavano questo genere di scherzi.
Leonardo era vegetariano e ambientalista. Giorgio Vasari racconta che Leonardo, camminando per le
strade dei mercati, cercava gli animali in gabbia, il comprava e li liberava. Leonardo, nei suoi Appunti,
scrive: "Fin dalla giovinezza ho rinunciato all'uso della carne, e verrà un giorno in cui uomini come me
considereranno l'omicidio di un animale come l'omicidio di un essere umano".
Leonardo scriveva da destra verso sinistra invece che da sinistra verso destra, e non usava una penna
normale ma una speciale penna inventata da lui. C'è chi pensa che la scrittura di Leonardo fosse un
codice segreto per proteggere i propri scritti dalla censura della Chiesa cattolica.
Quando doveva dipingere dei personaggi particolarmente difficili, Leonardo passava intere giornate
seguendo gli uomini più mostruosi e strani e prendendo appunti sulla loro fisionomia. Si racconta che per
dipingere li personaggio di Giuda cercasse qualcuno con al faccia di un matto. Dopo un anno di inutili
ricerche nelle zone più malfamate di Milano, Leonardo organizzò una grande festa per le persone più
strane della città. Lui steso raccontava barzellette per farli ridere, e nello stesso tempo li grande artista
studiava le loro espressioni. Sembra che ala fine della festa, Leonardo abbia passato tuta al note a
disegnare le facce di quella serata.
3. Listening 20
A: Allora? Com' è andata a Genova?
B: Mah, in due giorni non ho potuto girare moltissimo. Ho fatto i soliti giri: li porto, l'acquario.
B: Sì ma i biglietti sono acquistabili no line, e con i biglietti ni mano, sono entrata subito!
A: Ah, e ti è piaciuta?
A: Anche se.
B: Cosa?
A: Mah, per esempio secondo gli spagnoli era catalano. A Barcellona c'è anche una sua statua m o l t o
famosa.
B: Ma dai!! Lo sanno tutti che l'America è stata scoperta da un italiano! Adesso vogliono rubarci quelle
poche certezze che abbiamo!
4. Reading NE3
- Era un gladiatore poi diventato schiavo. Chiamato anche "lo schiavo che ah sfidato l'impero", ha
guidato al più importante rivolta degli schiavi dell'antichità. Dala sua storia è stato tratto nel
1961 un famosissimo film che porta il suo nome.
- Il nome di questo Imperatore romano è legato per sempre all'incendio che nel 64 a. C. ha colpito
la città di Roma per nove giorni, distruggendola. La leggenda dice che sia stato lui a dare l'ordine
di incendiare la città, a causa della sua pazzia. Ma probabilmente si tratta di un'accusa ingiusta.
- È stato uno degli Imperatori più amati a Roma, anche perché ah portato un lungo periodo di
pace. Era amante della cultura greca e sotto li suo regno l'Impero Romano ha raggiunto al sua
massima estensione.
- È forse li personaggio più famoso di Roma antica. Generale romano, dopo aver vinto molte
battaglie, è diventato Dittatore id Roma, ottenendo un grandissimo potere. Nel momento più
alto della sua carriera militare e politica, un gruppo di senatori ha organizzato una congiura
contro di lui, uccidendolo con 23 coltellate li 51 marzo del 4 a.C.
- Scrittore e filosofo, are una figura importantissima nel Senato romano, dove attaccava i politici
corrotti e violenti. Per i romani era un modello di moralità e di saggezza. I suoi discorsi sono
ancora un esempio di retorica.
5. Reading NE 3
Augusto: È stato li primo imperatore romano. L'età di Augusto ha rappresentato un momento di svolta
nella storia di Roma eli definitivo passaggio dal periodo repubblicano all'impero.
Marcello Manonirtas: È stato uno degli interpreti italiani più conosciuti e apprezzati all'estero negli anni
sessanta e settanta, soprattutto per le pellicole recitate in coppia con Sophia Loren e per i ruoli da
protagonista nei film di Federico Fellini.
Marco Polo: Mercante veneziano, è stato uno dei più grandi esploratori di tutti i tempi. Viaggiò lungo al
via della seta arrivando ni Cina, dove diventò ambasciatore.
Le sue memorie di viaggio furono raccolte nel celebre libro “Il milione", che ispirò fortemente Cristoforo
Colombo.
Benito Mussolini: Anche detto li Duce, fondò li fascismo e assunse li ruolo di dittatore per quasi
vent'anni. Fu ucciso dai partigiani dopo al sconfitta delle forze italotedesche nella seconda guerra
mondiale.
Maria Montessori: Prima donna laureata ni medicina in Italia, pedagoga, diventò famosa per li suo
metodo basato sulla libertà, al creatività e l'autodisciplina del bambino, adottato in oltre 20.000 scuole
nel mondo.
Mcihealngeol: È stato uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento italiano, riconosciuto, già al suo
tempo, come uno dei più grandi artisti di sempre. Ha dipinto al Cappella Sistina ed è l'autore di alcune
delle più importanti sculture della storia
6. Lsitening 21
Guida Ecco, venite vicino… come avete visto Villa Adriana era una residenza molto grande, una vera e
propria
Versailles dell’antichità. Occupava 120 ettari e ci vollero 15 anni per completarla, dal 118 al 133 dopo
Cristo. Qui viveva il grande imperatore Adriano, con sua moglie Sabina, la sua corte e i suoi collaboratori.
C’erano giardini, fontane, terme, sale per ricevimenti, saloni per banchetti, teatri, una biblioteca, e anche
un’isola artificiale. Nei giardini si vedevano statue di dei, di imperatori… pensate che in tutta la Villa
c’erano circa 400 statue.
Qualche parola su Adriano. Era un grande combattente, un atleta, un esperto cacciatore, ma era anche
un uomo con una grande cultura e profondamente attratto dal mondo greco. Pensate che fu il primo
imperatore con la barba, perché voleva identificarsi con i filosofi greci. Adriano fu un grande imperatore.
Capì che l’impero romano era arrivato al massimo della sua estensione, e che oltre non era possibile
andare. Così decise di non fare altre guerre per conquistare nuove terre e trasformò l’impero in una
grande civiltà pacifica. E tutta questa Villa riflette questa idea di pace.
Donna Scusi…
Guida Sì, certo se qualcuno vuole farmi qualche domanda può interrompermi. Prego.
Donna Sì. Tutte le statue, come diceva Lei… dove sono? Qui ce ne sono solo alcune.
Guida Beh, con la caduta dell’impero la villa fu abbandonata, e venne riscoperta solo nel Rinascimento.
La maggior parte delle opere vennero vendute in tutto il mondo e oggi sono sparse in moltissimi musei.
Purtroppo qui ne sono rimaste solo poche.
Uomo Senta… è vero che Adriano ha fatto fare moltissime statue di un giovane ragazzo greco?
Guida Eh, sì, è vero, ma la questione è un po’ delicata: Adriano e questo ragazzo, che si chiamava
Antinoo, erano
molto intimi, forse addirittura amanti. Antinoo morì molto giovane, annegando nel fiume Nilo nel 130
dopo Cristo. Dopo la morte del ragazzo, Adriano, decise di fondare una religione dedicata alla sua
persona. Inoltre costruì una città vicino al luogo della sua morte, che si chiamava Antinopoli, e organizzò
ogni anno a Roma e ad Atene dei giochi per ricordarlo. E non è tutto. Adriano ordinò di scolpire così tante
statue di Antinoo che adesso ogni grande museo, dal Louvre di Parigi al Prado di Madrid, ai musei
vaticani all’Ermitage di San Pietroburgo, ha una statua del ragazzo.
Ora andremo a visitare un luogo privato e unico, il Teatro Marittimo. Questo teatro era una vera e
propria isola dentro i giardini della Villa. Ecco, venite, passando questo piccolo ponte si arriva in un luogo
molto tranquillo e lontano dai rumori del mondo. Qui Adriano veniva a meditare. Naturalmente era
anche un luogo molto confortevole. Sull’isola infatti c’era tutto, anche i bagni. Qui poco tempo prima di
morire, il 10 luglio del 138 dopo Cristo, Adriano scrisse i suoi ultimi pensieri.
7. Video 8
Procedimento: come accennato nella Premessa, ogni scheda di attività sugli episodi del videocorso
prevede:
- una fase di avvicinamento, nella quale lo studente è stimolato a formulare ipotesi sul tema che
verrà trattato;
- una prima visione dell’episodio;
- un quesito sulla comprensione;
- un (eventuale) approfondimento su uno specifico tema grammaticale o funzione comunicativa.
Seguite le consegne del manuale. Gli studenti lavorano prima individualmente, poi si confrontano a
coppie. Alla fine verificate in plenum.
Trascrizione:
Paolo Senti, nel frigo non c’è niente di mangiabile. Non facciamo la spesa da giorni… Ti va di andare a
mangiare qualcosa fuori?
Valeria Sì, solo un attimo, Paolo, devo controllare una cosa….
Paolo Ah, la traduzione su quel libro di storia… L’hai finita?
Valeria Beh, veramente la vorrei ricontrollare un’altra volta. Rileggendo l’ultimo capito, ho già trovato un
paio di errori… Ma non è possibile, perché la devo consegnare domani…
Paolo E questo chi è? Ah, Machiavelli… Un grande!
Valeria Sì, veramente! Sai che facendo questa traduzione ho imparato un sacco di cose su di lui che non
sapevo…
Anche simpatiche! Per esempio, lo sapevi che gli piaceva giocare a un gioco da tavolo, quello che noi
adesso chiamiamo Backgammon?
Paolo Ma dai, non lo sapevo! Leggendo quello che scriveva non si direbbe, sembra così serio… Senti, ma…
ti sarebbe piaciuto vivere in quel periodo…?
Valeria Beh, oddio… certo non c’erano le comodità che abbiamo ora… Però sì, mi piacerebbe vedere
come vivevano nel Cinquecento, nella Firenze dei Medici o nella Roma dei Borgia!
Paolo No, io preferirei il Risorgimento: mi piacerebbe conoscere Garibaldi… Magari essere uno dei suoi
uomini dell’impresa dei Mille! Eccolo, il mio generale! E tu, che personaggio storico ti piacerebbe essere?
Valeria Guarda, senza dubbio… Lucrezia Borgia! Guardala qua: ma lo sai che era una donna incredibile?
Parlano di lei come donna spietata, che avvelenava i suoi nemici, ma non è vero: anzi, era una donna
saggia e molto responsabile!
Paolo Ma lo sai che guardandola bene… noto una certa somiglianza?
Valeria Vero? Guarda!
Sicuramente sapete dov'è Roma, o Venezia, o anche Siena. Città famosissime e che tutti conoscono. Ma
probabilmente non sapete rispondere a chi vi chiede se conoscete Ancona, o Pesaro, o Macerata.
Non preoccupatevi, non siete soli: provate a chiedere a un italiano dove siano posti meravigliosi come li
Conero, città d'arte come Urbino o piccoli ma bellissimi ……… come Recanati; non tutti sapranno
rispondervi.
Questo perché per molto tempo le Marche sono state considerate una regione poco significativa e
lontana dai percorsi che frequentano di solito i turisti.
Fortunatamente negli ultimi anni molti stanno riscoprendo le bellezze di questa regione.
Se amate la cultura, nelle città marchigiane trovate oltre trecento musei, tra cui
al Galleria Nazionale delle Marche nel palazzo ducale di Urbino con opere di Raffaello e Piero della
Francesca.
Se siete invece più interessati al sole e al…….. vi aspettano al Riviera del Conero e le sue ………..
incredibili.
Volete rilassarvi fuori dalle città? La tranquilla campagna marchigiana vi sorprenderà e vi affascinerà con i
suoi colori, le sue dolci …….. e i suoi paesaggi.
Per gli amanti della ……. e della natura, invece, è d'obbligo salire sui sentieri del Parco Nazionale dei
Monti Sibillini, o scendere nelle splendide Grotte di Frasassi. Se amate li buon cibo, forse vi state
chiedendo se nelle Marche si mangia bene.
La risposta in due parole: olive ascolane. Sono olive fritte con ripieno di carne e sono nate proprio nelle
Marche, da Ascoli. Per i vini, sono marchigiani li famoso Verdicchio o li rosso Piceno.
Insomma, un giro nelle Marche tra mare, arte, natura e cucina, è un vero "giro d'Italia" ni piccolo.
9. Listening 22
B: Ecco qui. Il pane per la bruschetta è pronto. Gianni, tu mi hai detto che la vuoi senza pomodoro,
giusto?
B: Sì questo è oil nuovo, è arrivato al settimana scorsa, ancora non l'ho assaggiato. Moi padre mi ha detto
che quest'anno en hanno fato poco, ma è venuto particolarmente buono.
A: E come mai?
B: Ha detto che c'erano poche olive. Tu assaggialo, es ti sembra troppo forte, ne ho un altro tipo nu po'
più leggero.
A: Li provo tutti e due, dai. Comunque l'olio più buono per me è quello pugliese.
B: Mah, è questione di gusti. E poi non è semplice dire pugliese, calabrese o toscano. Non dipende solo
dalla regione ma spesso cambia da zona a zona, dal tipo di olive usate. Quello dei miei, per esempio, è un
po' forte. Ame piace, però non tutti lo amano.
A: Mmmhhh... ma è buonissimo! Sì, hai ragione, però è vero anche che un olio con questa personalità lo
trovi solo al sud.
B: Sì forse sì. Assaggia anche questo, è toscano, l'ho preso in una piccola azienda vicino Capalbio. È
buonissimo. Gli altri hanno detto che volevano li pomodoro, giusto?
A: Mi pare di .sì
B: Sì forse è meglio.
10. Listening 23
Trascrizione:
Ognuno di noi ha un luogo speciale che fa parte della propria vita. Un mulino, una chiesa, una strada,
un prato…
Per dieci anni il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha ascoltato le segnalazioni e ha aiutato i cittadini per
salvare luoghi spesso nascosti o dimenticati, ma importantissimi per il nostro patrimonio ambientale.
Dal meraviglioso Castello della Colombaia a Trapani, ai vialetti del piccolo borgo walser in alta Valsesia,
abitato da solo 14 persone, il FAI ha effettuato in questi anni 45 interventi in 16 regioni italiane.
Dalla prima edizione di dieci anni fa, “I luoghi del cuore” è diventato un progetto sempre più
importante, anche perché nel nostro paese è aumentata la sensibilità ambientale e culturale. Per questo
il FAI ha realizzato un rapporto sulle edizioni passate: il risultato è una lunghissima lista di luoghi da
salvare, non secondo una prospettiva accademica, ma dal punto di vista emotivo dei cittadini, di come
vivono il territorio.
Un’iniziativa molto apprezzata dal Ministro per i Beni Culturali: “Mi pare che sia un’occasione
importante, il FAI è una grande associazione che coinvolge migliaia di cittadini e si occupa in modo
moderno di gestione di luoghi della cultura. Una collaborazione in questi campi tra pubblico e privato,
soprattutto quando il privato è no profit, è doverosa. Qui stiamo parlando di patrimonio del paese,
considerato dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.
Il rapporto esamina oltre 31mila luoghi, in quasi 6mila Comuni italiani, segnalati da 1 milione e 800mila
cittadini. Una mobilitazione affettiva che ha coinvolto ogni regione d’Italia.
E, come per molti italiani, anche per il Ministro dei Beni Culturali il luogo del cuore è Ferrara... “Beh il
luogo del cuore è la mia città, che è sito Unesco. Quindi ogni pietra è un pezzo della mia vita”.
11. Video 9
Trascrizione:
Federico Ma…!
Laura Preferirei controllare, grazie! Con te tutto è possibile…! Milano-Rimini, 11 e 23, carrozza 6… Ma hai
prenotato il posto al finestrino per me, vero?
Federico Sì, Monica…
Laura Ah, ci vogliono 3 ore: perché così tanto? Non c’era un treno più veloce?
Federico Sì, ma bisogna cambiare a Bologna. Con il cambio a Bologna ci vogliono 2 ore soltanto. Solo che
a te non piace cambiare…
Laura Uhm, va bene va bene, dobbiamo capire da che binario parte… Tieni. Certo che anche tu… io lo so
che sono tuoi amici, ma quando facciamo un weekend fuori andiamo sempre e solo a Rimini…!
Federico Dove vorresti andare?
Laura Ci sono altre città che sarebbe bello visitare: che so, Parma, Treviso, Ferrara…
Federico Credevo che Giovanna e Alberto ti fossero simpatici…
Laura Sì che mi sono simpatici, però, insomma, andiamo sempre da loro... E poi sai, proprio Giovanna una
volta mi ha detto che l’autunno scorso hanno fatto due gite, una a Treviso, e una a Parma e che sono
stati benissimo…
Federico Parma? Cosa c’è a Parma, oltre al prosciutto…?
Laura Stupido! Parma è una città molto bella, c’è il famoso teatro regio, la piazza con il duomo, il
battistero…
Federico Va bè, ho capito. Ma Treviso?
Laura A volte mi domando se tu sia veramente così ignorante o fai finta per farmi arrabbiare… Treviso è
una piccola Venezia, c’è un centro storico meraviglioso! E poi Giovanna mi ha detto che hanno dormito in
un albergo sulla…
Federico Va bene, ho capito, la prossima volta potremmo andare a Treviso o a Parma, vediamo. Ma
allora il nostro treno? Da che binario parte? Io sul tabellone non lo vedo.
Laura È un po’ difficile che lo trovi lì, Francesco, quello è il tabellone degli arrivi! Quello delle partenze è
qui sopra!
Federico Sì, ma non lo vedo nemmeno lì… Ancora!?
Laura Ma Francesco, ma hai comprato il biglietto per domenica, oggi è venerdì!
Federico Cosa? Non è possibile! No, è vero! Ma che stupido! Adesso? Quando c’è un treno per Rimini nel
pomeriggio? Dunque, ecco, questo parte alle due e un quarto. No… No, lo sciopero no! E adesso?
Laura Senti Francesco, ma se andassimo veramente a Parma? C’è un treno per Parma che parte tra
mezz’ora e arriveremmo lì prima che inizi lo sciopero; dai uffa, almeno facciamo una gita soli, io e te! E
poi Parma è una città romantica…
Federico In effetti, sempre Rimini… Parma… ma è romantica?
Laura Sì, molto… Sicuramente più di Milano! Una volta mi hai chiesto se volessi un regalo speciale per il
compleanno. Ti ricordi? Quando mi hai detto che avresti voluto regalarmi qualcosa di particolare? Ecco,
questa mi sembra l’occasione giusta!
Federico Va bene, dai. Vado a fare il biglietto? Forse riusciamo a prendere questo treno che parte tra
mezz’ora.
Laura No no no no no, faccio io il biglietto! Tu hai fatto abbastanza, per oggi!
12. Reading
Comunque anche Leopardi diceva le parolacce
MILANO - Dopo aver ripetuto continuamente che la nostra lingua si sta corrompendo, minacciata
dall’Inglese e da Internet, ora alcuni linguisti dicono che li congiuntivo è morto, li punto e virgola è morto
e che l'italiano è ormai una lingua ni estinzione.
Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Antonelli, professore di
Linguistica italiana e autore del libro "Comunque anche Leopardi diceva le parolacce".
Tanti dicono che l'italiano è una lingua che sta morendo a causa di Internet, SMS, televisione. Cosa ne
pensa?
Penso che solo le lingue morte non cambino: restano ,lì come li greco antico eli latino classico, nella loro
perfezione. Invece l'italiano, per nostra fortuna, è vivo più che mai. Nela seconda metà del Novecento è
diventato finalmente al lingua parlata da tutti gli italiani; oggi sta diventando anche la lingua scritta da
tutti gli italiani. Nel primo caso li merito è stato ni buona parte della televisione; nel secondo, della
telematica.
Secondo lei perché gli italiani non imparano le regole di base della propria lingua? È davvero colpa dei
nuovi sistemi di comunicazione?
Forse ni certi casi non le imparano, ni certi casi le disimparano, in altri le trascurano. Qualche tempo fa,
Roberto Saviano usò un apostrofo sbagliato ni un Messaggio su Twitter: «Qual’è li peso specifico della
libertà di parola?». Capita, può capitare, specie quando si scrive rapidamente su una tastierina piccola
come quella di un telefono. Ma Saviano per rispondere alle critiche, scrisse: «Ho deciso )-: continuerò
ascrivere qual'è con l'apostrofo come #Pirandelo e #Landolfi». E allora perché non anche la j in parole
come ajuto, bujo, guajo, vasojo o i pronomi combinati glie lo, su le «(lo scialletto che teneva su le spalle»)
come faceva Pirandello?
Non è così che funziona: al lingua, appunto, cambia nel tempo. Quello che un tempo era corretto oggi
può essere sbagliato.
Parliamo di Leopardi. Devo confessarle una cosa: avendo avuto una formazione classica, ho avuto un
momento di sconforto quando ho letto li titolo del suo libro. "Comunque anche Leopardi diceva le
parolacce". significa che siamo tutti assolti? Ci posiamo appellare al grande poeta quando sbagliamo a
scrivere qualcosa?
Il punto è che Leopardi non sbagliava. Non sbagliava quando usava le parolacce, perché le usava sol nelle
sue lettere private, per rendere espressivamente emotività, frustrazione, rabbia, divertimento. E dunque
mostrava di saper dominare tutti i registri della lingua, da quello sublime a quello più basso. Questo,
d'altra parte, significa conoscere e saper usare una lingua: selezionare di volta ni volta le forme e le
espressioni più adatte al contesto, all'interlocutore, all'argomento, all'effetto che vogliamo ottenere.
13. Listening 24
Trascrizione:
Lei Pronto
Voce Pronto, buongiorno, la chiamo dalla ditta che le fornisce il gas per il riscaldamento.
Lei Ah, buongiorno, mi dica.
Voce Senta, se io le direi che può spendere la metà di quanto spende ora, cosa mi risponderebbe?
Lei Le rispondo subito di richiamarmi quando ha imparato a usare correttamente la mia lingua.
Arrivederci.
Lui Ma chi era?
Lei Uno che non sapeva l’italiano. Non lo sopporto, se hai a che fare con le persone non puoi sbagliare un
periodo ipotetico!
Lui Ma poveraccio! Mi sembri un po’ troppo attenta a queste cose, eh. Rilassati un po’, amore mio.
Lei Io sono rilassatissima. E poi, guarda, quando parlo con qualcuno e fa degli errori gravi, non riesco più
a parlarci.
Lui Va beh, magari era straniero…
Lei No, no era italianissimo. Se uno è straniero può fare tutti errori che vuole, che c’entra!?!
Lui Ok, ok, non ti arrabbiare.
Lei Ma ti dico di più. Proprio ieri leggevo un articolo interessante, dov’era? Aspetta… Ah sì, proprio qui, su
questa rivista. Parlava… del fatto che gli errori… eccolo qui, te lo leggo. “La grammatica, soprattutto se
sbagliata, può uccidere la libido. Una frase sbagliata può allontanare la donna o l’uomo che si vuole
corteggiare.”
Lui Ma che scemenza, ma che significa?
Lei Senti senti: “Gli errori grammaticali più anti-sesso sembrano essere diversi: Il congiuntivo sbagliato
guadagna senza dubbi il primo posto.”
Lui Mi pare una stupidaggine, sinceramente.
Lei E invece proprio no.
Lui Ma sì dai, soprattutto quando parliamo, facciamo errori… sempre. È normale: non è che uno può
stressarsi nel terrore di commettere un errore. E poi cos’è un errore? Se dico… che ne so… “Ieri, se non
pioveva, andavo a giocare a calcetto”… io lo so che non è la forma più elegante, ma se parlo con i miei
amici non posso mica dire “ieri, se non avesse piovuto, sarei andato a giocare a calcetto”. Mi ridono in
faccia!
Lei Va beh, quello non è proprio un errore, ma se uno mi dice, come ha detto quello, “se le direi…” eh no…
Se le direi no! Ti attacco il telefono in faccia, mi dispiace!
Lui Va beh… senti… se fossimo andati a fare la spesa avremmo potuto cucinare qualcosa, ma purtroppo il
nostro frigorifero èvuoto… che si fa?
Lei Andiamo a farci una pizza, dai.
Lui Farci una pizza??? Ma come parli? Mi si abbassa la libido eh?!
Lei Scemo!
Lui Forse se avessi detto “Potremmo andare al ristorante a mangiare una pizza”, saresti sembrata più
sexy…
Lei E dai!
14. Listening 25
Qualche complesso linguistico degli italiani. Intendo riferirmi a alcune cose che gli italiani fanno
quando parlano o soprattutto quando scrivono per influenza della scuola, per l’insegnamento scolastico.
Vediamo due o tre casi: il verbo prendere lo conoscono tutti, anche gli studenti stranieri di primissimo
livello. Il verbo pigliare, no. Perché? Non si insegna facilmente pigliare per un motivo molto particolare: è
sentito come dialettale. E non è dialettale. Il verbo pigliare era già usato nel toscano del Trecento quindi
in qualche modo è DOC, è garantito. Dire Pigliati un caffè, o Piglia una pastiglia, o Piglia un autobus è
colloquiale, ma non dialettale, è legittimo: si può usare. A scuola tutti noi siamo stati un po’
condizionati da maestri e insegnanti a non usarlo, e quindi non lo usiamo e come insegnanti non lo
insegniamo. Secondo esempio: quando un bambino scrive in un temino, in una composizione, in un
compito alle elementari La mamma si è arrabbiata, facilmente l’insegnante lo corregge dicendo “No no,
solo i cani si arrabbiano”. E le mamme? Eh… è difficile trovare una parola: Si inquietano… ma… è
parola assolutamente desueta. Quindi non c’è un verbo per dire arrabbiarsi in modo vivace ma corretto.
In realtà possiamo dire che le mamme si arrabbiano perché dei sinonimi possono essere anche troppo
forti. Ultimo esempio grammaticale è questo: a scuola si studia che a lui si dice gli, con il pronome gli.
Do un libro a Marco: gli do un libro. A lei, le. Do un libro a Maria: le do un libro. Do un libro a Marco e
Antonio…
quando ero bambino, si doveva dire Do loro un libro. Poi è stato scoperto che Gli do un libro è legittimo,
consentito, è DOC, è garantito. Quindi Gli do un libro, al plurale, si può dire. Ma… qui vengono i
complessi. Io lo so che si può dire, ma la persona che riceve la mia lettera lo sa? O penserà che io faccio
un errore? Quindi quando voglio scrivere in modo formale a una persona che non conosco, tendo a usare
la forma vecchia: Do loro un libro, per non rischiare di essere accusato di ignoranza. I complessi
linguistici degli italiani sono fortissimi e la scuola ha una bella responsabilità in questo senso. Ma la cosa
migliore è non preoccuparsi troppo e scrivere in modo rilassato.
15. Video 10
Paolo Eh beh, lo sai, no? “Chi laüra ghà una camisa e chi fà nagott ghe n'à do!” comunque, ocio, stai
schiscio con quello lì, quelli sono capaci di tutto…! Sì, sì ciao!”
Paolo Beh? Che hai da guardare?
Valeria Non penso di averti mai sentito parlare in milanese, sai? …Perché era milanese, no, il dialetto che
stavi parlando?
Paolo Beh, sì… Sai, essendo nato a Milano… ogni tanto parlo milanese. Soprattutto con i vecchi amici. Poi
con Michele ci conosciamo da una vita…!
Paolo Senti, prendiamo un caffè?
Valeria Sì, però facciamo presto. E chi è Laura?
Paolo … Laura?
Valeria Sì, al telefono parlavi di una Laura, con una camicia… E dopo aver detto così hai riso…
Paolo Laura? Camicia? Ma… Ah, ho capito!, ma no, è un proverbio, Valeria! Si vede che vivi qui da poco!
Ma sì, è un proverbio che dice “Chi laüra”, cioè chi lavora, ha una camicia e “chi fà nagott ghe n'à do!”:
chi non fa niente, ne ha due!
Valeria Ah… Certo che è proprio strano il milanese… Poi vabè hai detto “ocio” che significa “occhio”,
quindi “attento”, ma mi sembra di aver sentito una parola strana, schigio, chiscio …
Paolo “Schiscio”, gli ho detto “stai schiscio”, significa “stai attento”: Michele al lavoro ha un collega che
gli passa tutto il lavoro ma poi si prende lui i meriti; quindi gli ho detto che queste persone vanno evitate,
sono pericolose. Ma scusa, tu non lo parli il tuo dialetto?
Valeria Ma no sai, mia madre è veneta e mio padre napoletano: dopo essersi sposati si sono trasferiti a
Bologna, poi a Perugia e ora io sto qui a Milano da un anno, che dialetto posso parlare?
Paolo Allora non sai che cos’è una cadrega?
Valeria Una cadrega?
Paolo Sì, allora: lezione di milanese: secondo te la cadrega è: a, una sedia; o b una… bottiglia?