Il contesto e la fine dell'Impero 476 d.C.
Deposizione di Romolo Augustolo e mancata nomina di un successore.
Segna la fine "ufficiale" dell'Impero romano d'Occidente.
Percezione dei contemporanei: Non furono impressionati dal 476, ma da eventi precedenti:
Battaglia di Adrianopoli (378): Sconfitta militare.
Sacco di Roma (410): Evento sconvolgente, prima volta dai tempi di Brenno; sconfitta più
dolorosa dall'epoca di Canne.
Significato: Questi eventi mostrarono l'estrema fragilità delle istituzioni di Roma contro le
nuove forze politiche e militari.
La nascita del concetto di "Medioevo"
Rinascimento (Fine XIV secolo): Nasce la percezione del 476 come data di rottura.
Interpretazione negativa: La scomparsa dell'Impero fu vista come il crollo della civiltà
greco-latina.
Definizione: "Età di mezzo" (medium aevum), un periodo buio di decadenza e arretramento
tra l'antichità e la "rinascita" del Trecento.
Rivalutazione del Romanticismo (Ottocento)
Nuovo giudizio: Rivalutazione complessiva del periodo.
Elementi valorizzati:Nascita e affermazione delle culture nazionali europee.
Pieno sviluppo della civiltà cristiana.
Apprezzamento per l'arte e la cultura "barbariche", viste come espressioni di uno spirito
genuino e originale (prive di modelli antichi).
Trasformazione delle città
Disfacimento urbano: Le città restringono la loro estensione.
Infrastrutture: Strade trascurate, crollo di ponti, acquedotti in rovina, comunicazioni difficili.
Mura difensive (dal III secolo): Costruzione di perimetri murari più stretti (es. Mura Aureliane
a Roma nel 271) per proteggere abitanti e governo.
Spesso esclusi fiumi, anfiteatri e vecchi acquedotti.
Abbandono edifici: Teatri, terme e basiliche usati come cave di materiale o riadattati.
Pascoli intra moenia: Quartieri ricoperti di vegetazione diventano pascoli dentro le mura;
nascita delle "città fantasma".
Campagne e Paesaggio
Impaludamento e Malaria: Nelle campagne (specie Italia centro-meridionale) le terre
diventano paludi.
La malaria diventa endemica.
Aumento delle foreste: I boschi invadono i terreni coltivati.
Difficoltà del dissodamento: Richiedeva strumenti di ferro (rari) e scorte alimentari per il
periodo di mancata produzione iniziale del terreno.
Carateristiche principali:
Obiettivo: Produrre solo lo stretto necessario per sopravvivere (autosufficienza), non per
vendere.
Tecniche: Agricoltura primitiva con bassi rendimenti.
Scambi: Prevalenza del baratto a causa della scarsità di moneta e della fine delle
istituzioni romane che ne garantivano il conio.
Causa della crisi
Infrastrutture: Vie di comunicazione in rovina e pericolose (presenza di banditi).
Isolamento Marittimo: L'Europa diventa un "continente senza mare" perché:
● Gli Arabi controllano il Mediterraneo.
● I popoli germanici non hanno tradizioni navali.
Eccezione: Resta attivo solo il commercio di lusso (seta, spezie) gestito dai Bizantini
per l'aristocrazia.
Curtis: la corte, sorte di erede della villa romana
Pars Dominica (del signore): Gestita direttamente dal padrone tramite schiavi.
Pars Massaricia (dei massari): Divisa in poderi coltivati dai contadini (massari o servi
della gleba).
Vita dei contadini:
Vincoli: I massari non potevano lasciare la terra e pagavano tributi in natura o
denaro.
Corvées: Prestazioni di lavoro gratuite e obbligatorie sulla pars dominica (anche 3
giorni a settimana), che sottraevano tempo prezioso alle proprie terre.
Protezione: Molti contadini liberi cedevano le terre ai signori diventando massari pur
di ricevere protezione in un'epoca di insicurezza.
Aspetti sociali:
● Potere del Signore: Il latifondista diventa un arbitro politico e sociale, non solo
economico.
● Schiavitù: Diminuisce perché mantenere uno schiavo è meno conveniente rispetto a
un massaro, che si auto-mantiene sul suo podere.
I Regni Romano-Barbarici
L'Impero Romano d'Occidente era frammentato e controllato da popoli "barbari". Questi
nuovi regni avevano bisogno di funzionari e tecnici, figure che solo i Romani, con la loro
esperienza amministrativa, potevano fornire.
Una Classe Dirigente Mista
Per questo motivo, i nuovi regni avevano una classe dirigente mista:
● Barbari: Si occupavano dell'esercito e delle alte cariche di governo.
● Romani: Gestivano l'apparato amministrativo dello stato.
Questo mix è il motivo per cui questi regni sono chiamati "romano-barbarici".
Convivenza Pacifica
La convivenza tra barbari e Romani fu generalmente pacifica per diversi motivi:
● Molti barbari vivevano già da tempo nell'ex impero e avevano rapporti con i Romani.
● I barbari spesso chiedevano solo una parte delle terre (metà o un terzo), lasciando il
resto ai vecchi proprietari.
● Non ci furono grandi cambiamenti nelle strutture sociali, quindi per la gente comune
cambiò solo il "padrone". Gli aristocratici romani mantennero i loro privilegi.
● L'unica eccezione fu il regno dei Vandali, dove la classe dirigente romana fu
eliminata.
Integrazione e Religione
L'integrazione tra le due società fu un processo lento. Inizialmente, barbari e Romani
mantennero le loro leggi e comunità separate, ma col tempo si mescolarono, spesso
adottando il diritto romano.
Dal punto di vista religioso, c'era un panorama complesso:
● Molti barbari erano ariani (una dottrina cristiana considerata eretica dalla Chiesa
Cattolica).
● I Romani erano cattolici.
● La Chiesa Cattolica, grazie alla sua organizzazione e al suo ruolo, divenne sempre
più importante, anche politicamente.
L'Italia: Il regno degli Ostrogoti
Il Governo di Odoacre (476-493)
● Chi era: Capo degli Eruli, depose l'ultimo imperatore romano.
● Ruolo: Ufficialmente governatore per conto di Costantinopoli, ma di fatto sovrano
assoluto.
● Caratteristiche: Rispettoso delle leggi romane e tollerante verso i cattolici (anche se
lui era ariano).
Teodorico e la conquista
● L'invio degli Ostrogoti: L'imperatore d'Oriente Zenone inviò Teodorico in Italia per due
motivi:
1. Allontanare i barbari dai confini di Costantinopoli.
2. Ridimensionare il potere di Odoacre.
● Profilo di Teodorico: Barbaro di nascita, ma educato a Costantinopoli. Ammiratore
della cultura classica.
● Vittoria: Dopo una lunga guerra (488-493), Odoacre fu ucciso a Ravenna, che
divenne la capitale del nuovo regno.
La politica di Teodorico (494-526)
● Collaborazione: Cercò di unire le forze.
● Ostrogoti: Incarichi militari (esercito).
● Romani: Incarichi amministrativi (burocrazia).
● Grandi collaboratori romani: Cassiodoro, Simmaco e Boezio.
● Interventi: Restauro di strade, bonifiche e alleggerimento delle tasse. Roma ottenne
privilegi speciali.
Una convivenza senza fusione
● Comunità separate: Nonostante la pace, i due popoli rimasero divisi per:
● Diritto: Ognuno seguiva le proprie leggi.
● Lingua e Tradizioni: Separate.
● Religione: Ostrogoti ariani vs Romani cattolici.
● Crisi strutturale: Il regno non riuscì a fermare lo spopolamento delle città, il ristagno
dei commerci e la crescita del latifondo.
La fine dell'equilibrio
● Scontro con Costantinopoli: Intorno al 520, l'imperatore Giustino minacciò di
riconquistare l'Italia.
● Repressione: Teodorico, sospettando tradimenti, fece giustiziare Boezio e Simmaco
e imprigionò il Papa.
● Fallimento diplomatico: Tentò un'alleanza tra regni germanici, ma fu bloccato
dall'espansionismo dei Franchi (Clodoveo).
La successione e la guerra
● Morte di Teodorico (526): Succedette il nipote Atalarico sotto la reggenza della madre
Amalasunta.
● Amalasunta: Provò a mediare con Costantinopoli, ma fu osteggiata dai nobili goti.
● Teodato: Prese il potere, fece uccidere Amalasunta.
● Guerra: Questo omicidio diede a Giustiniano (nuovo imperatore d'Oriente) il pretesto
per invadere l'Italia, dando inizio alla guerra contro i Bizantini.
Dopo la morte di Teodorico e il fallimento del progetto di convivenza tra Goti e Romani,
l'assetto politico dell'Occidente subì una trasformazione radicale, dominata dall'ascesa dei
Franchi e dal tentativo di restaurazione imperiale di Giustiniano.
L'ascesa dei Franchi: Da Clodoveo al consolidamento
Mentre il regno ostrogoto in Italia entrava in crisi, in Gallia si affermava la dinastia dei
Merovingi.
● Clodoveo (481-511): Fu il vero fondatore della potenza franca. La sua mossa politica
più significativa fu la conversione al cattolicesimo (circa 496 d.C.), che gli garantì
l'appoggio dell'aristocrazia gallo-romana e della Chiesa, a differenza dei Goti che
rimasero ariani.
● Espansionismo: Clodoveo sconfisse i Visigoti a Vouillé (507), spingendoli verso la
Spagna e rendendo la Gallia (Francia) il cuore del suo regno.
● La legge salica: Codificò le consuetudini franche, introducendo il sistema del
"guidrigildo" (risarcimento in denaro per i reati), cercando di superare la pratica della
faida.
L'Impero d'Oriente: Il sogno di Giustiniano (527-565)
Salito al trono a Costantinopoli, Giustiniano concepì il progetto della Restitutio Imperii,
ovvero la riconquista dei territori dell'antico Impero d'Occidente.
● Il Corpus Iuris Civilis: Prima di iniziare le guerre, riordinò il diritto romano in un'opera
monumentale, base della giurisprudenza moderna.
● La riconquista dell'Africa: Il generale Belisario distrusse rapidamente il regno dei
Vandali (533-534).
La Guerra Greco-Gotica (535-553)
L'uccisione di Amalasunta offrì a Giustiniano il pretesto per invadere l'Italia. Fu un conflitto
devastante che durò quasi vent'anni.
● Prima fase: Belisario risalì la penisola, conquistando Napoli, Roma e Ravenna. I Goti
sembravano sconfitti.
● La resistenza di Totila: Il nuovo re goto, Totila, cercò l'appoggio dei contadini e degli
schiavi contro i latifondisti romani per indebolire i Bizantini. Riuscì a riconquistare
gran parte dell'Italia.
● La vittoria di Narsete: Giustiniano inviò un nuovo generale, Narsete. Nelle battaglie di
Tagina (552) e dei Monti Lattari (553), Totila e il suo successore Teia morirono,
segnando la fine del regno ostrogoto.
L'Italia sotto Bisanzio e la Prammatica Sanzione
Nel 554, Giustiniano emanò la Prammatica Sanzione per estendere la legislazione imperiale
all'Italia.
● Conseguenze: L'Italia divenne una provincia dell'Impero d'Oriente, governata da un
esarca con sede a Ravenna.
● Crisi sociale: La guerra aveva lasciato l'Italia in condizioni disastrose: carestie,
pestilenze e un crollo demografico senza precedenti. Le tasse bizantine, necessarie
per finanziare le guerre, risultarono insopportabili per la popolazione stremata.
L'arrivo dei Longobardi (568)
L'indebolimento dell'Italia bizantina aprì la strada a una nuova invasione che avrebbe
spezzato l'unità politica della penisola per oltre un millennio.
● Alboino: Re dei Longobardi, guidò un popolo in armi attraverso le Alpi senza
incontrare quasi resistenza da parte delle guarnigioni bizantine.
● Frattura territoriale: A differenza dei Goti, i Longobardi non cercarono una
mediazione con l'elemento romano, ma occuparono militarmente il territorio,
dividendo l'Italia in:
1. Langobardia Maior: Il Nord e la Toscana (con capitale Pavia).
2. Langobardia Minor: I ducati di Spoleto e Benevento al Centro-Sud.
3. Domini Bizantini: Le coste, le isole, Ravenna, Roma e la Puglia.
Evoluzione del Regno Longobardo
● Rotari (636-652): Emanò l'Editto di Rotari (643), la prima raccolta scritta di leggi
longobarde, segnando il passaggio dall'oralità alla scrittura e limitando la vendetta
privata.
● Liutprando (712-744): Si convertì al cattolicesimo e cercò di unificare l'Italia. Con la
Donazione di Sutri (728), cedette un castello al Papa, ponendo simbolicamente la
prima pietra del futuro Stato della Chiesa.
● La fine: Il tentativo longobardo di conquistare Roma spinse i Papi a chiedere aiuto ai
Franchi (Pipino il Breve e poi Carlo Magno), portando alla caduta del regno nel 774.
Alboino e l'invasione (568-572)
È il primo re dei Longobardi in Italia.
● La morte leggendaria: Fu ucciso in una congiura organizzata da sua moglie
Rosmunda. La tradizione racconta che Alboino l'avesse costretta a bere dal cranio di
suo padre (il re dei Gepidi ucciso in guerra), scatenando la vendetta della donna.
Il periodo di anarchia: Il "Periodo dei Duchi" (574-584)
Dopo la morte del successore di Alboino (Clefi), i Longobardi rimasero per 10 anni senza un
re.
● Frammentazione: Il potere rimase diviso tra 36 duchi indipendenti.
● Debolezza: Senza un capo unico, i Longobardi rischiavano di essere schiacciati dai
Bizantini e dai Franchi.
La restaurazione della monarchia: Autari (584-590)
Per sopravvivere, i duchi decisero di eleggere un nuovo re, Autari.
● Consolidamento: I duchi cedettero metà delle loro terre al re per creare un patrimonio
statale.
● Teodolinda: Autari sposò la principessa bavara Teodolinda, che ebbe un ruolo chiave
nella storia del regno.
Agilulfo e la conversione (591-616)
Dopo la morte di Autari, Teodolinda scelse come marito e nuovo re Agilulfo.
● Rapporto con il Papa: Grazie all'influenza di Teodolinda e del Papa Gregorio Magno,
iniziò la conversione dei Longobardi dal paganesimo/arianesimo al cattolicesimo.
● Tregua con i Bizantini: Agilulfo riuscì a stabilizzare i confini e a ottenere una pace
duratura con Costantinopoli.
L'Editto di Rotari (643)
Il re Rotari mise per iscritto le leggi (prima orali).
● Guidrigildo: Sostituì la faida (vendetta) con un risarcimento in denaro.
● Lingua: Scrisse le leggi in latino, segno che la cultura romana stava influenzando i
dominatori.
Liutprando (712-744): L'apogeo
● Conversione: Sotto di lui i Longobardi divennero ufficialmente cattolici.
● Donazione di Sutri (728): Donò il castello di Sutri al Papa, dando inizio al potere
temporale della Chiesa.
● Ambizione: Voleva unificare tutta l'Italia sotto la corona longobarda.
Astolfo (749-756): L'aggressività militare
Dopo il breve regno di Ratchis, salì al trono suo fratello Astolfo, deciso a eliminare
definitivamente i Bizantini dall'Italia.
● Conquista di Ravenna (751): Astolfo riuscì a espugnare la capitale dell'Esarcato,
ponendo fine al dominio bizantino nel Nord e Centro Italia.
● Minaccia a Roma: Dopo Ravenna, pretese tributi dal Papa e minacciò di occupare il
Ducato romano.
● L'errore politico: La sua aggressività spinse Papa Stefano II a chiedere aiuto ai
Franchi, non fidandosi più dei Longobardi.
Il concetto di Potere Temporale
● Definizione: È il potere politico e di governo esercitato dai papi su un territorio,
distinto dal potere spirituale (religioso).
● Origine: Nasce tra il VI e il VII secolo, quando la Chiesa inizia a sostituire l'autorità
dei Bizantini (in ritirata) con funzioni politiche ed economiche.
Gregorio Magno (590-604): Il Papa "Politico"
È considerato il vero creatore del potere temporale della Chiesa.
● Ruolo di guida: Nel 593 organizzò personalmente la difesa di Roma dall'attacco del
re longobardo Agilulfo, agendo come un vero capo di Stato.
● Evangelizzazione: Promosse la conversione dei Longobardi e dei Visigoti. Inviò
Agostino di Canterbury in Inghilterra per convertire gli Anglosassoni.
● Diplomazia: Condusse una vera "politica estera", trattando da pari a pari con i re
barbarici e con l'imperatore d'Oriente.
Lo scontro con Bisanzio
I rapporti con l'Impero d'Oriente divennero tesi per due motivi:
1. Indipendenza: Mentre a Costantinopoli la Chiesa era sottomessa all'imperatore,
Gregorio rivendicava l'autonomia del Papa, definendosi servus servorum Dei ("servo
dei servi di Dio").
2. Iconoclastia (VIII secolo): Nel 726 l'imperatore Leone III ordinò la distruzione delle
immagini sacre. I papi si opposero duramente, difendendo anche gli italici oppressi
dalle tasse bizantine.
La Donazione di Sutri (728)
Rappresenta il momento decisivo per la nascita dello Stato della Chiesa.
● L'evento: Il re longobardo Liutprando, per fare pace con la Chiesa, donò a papa
Gregorio II il castello di Sutri e altri territori (Bomarzo, Orte, Amelia).
● Significato: Fu il primo riconoscimento ufficiale del diritto del Papa di possedere e
governare un territorio.
● Il Patrimonio di San Pietro: Questo nucleo di terre venne chiamato Patrimonium Petri
e si ampliò ulteriormente nel 756 grazie alle concessioni di Pipino il Breve.
Il Monachesimo e San Benedetto
Parallelamente al potere politico, si sviluppò lo stile di vita monastico.
● Origini: Nato con Antonio d'Egitto (eremita nel deserto).
● Benedetto da Norcia: Fondò il monastero di Montecassino (529 circa).
● La Regola: Introdusse il motto Ora et labora (prega e lavora), unendo la vita
spirituale al lavoro manuale e intellettuale. I monaci benedettini furono fondamentali
per l'evangelizzazione d'Europa e la conservazione della cultura antica.
Geografia della Penisola Arabica
Estensione: Seconda penisola al mondo per grandezza.
Caratteristiche:
■ Vasto altopiano arido e desertico (sabbioso e stepposo).
■ Zone fertili: oasi (zone ricche di vegetazione grazie ad acque
sotterranee).
■ Arabia meridionale: influenzata dai monsoni, favorì agricoltura e regni.
Risorse: Pietre preziose, oro, aromi (mirra, incenso).
La Società Beduina
Popolazione: Tribù nomadi di origine semitica nelle zone desertiche centrali.
Origine del termine: Bedawii ("abitante del badw", cioè steppa desertica).
Stile di vita: Pastorizia e razzie.
Differenza con abitanti delle oasi/costa: Agricoltori, artigiani, commercianti nei centri urbani
(modesti).
Organizzazione Sociale:
■ Tribale: Gruppi molto uniti e collettivamente responsabili.
■ Conflitti: Frequenti guerre tra tribù per crimini,razzie,occupazione
pascoli/sorgenti.
■ Suddivisione: Tribù -> Clan -> Grandi famiglie.
■ Capo: Eletto "sceicco" (sayyid), anziano della comunità, con poteri
limitati.
■ In tempo di guerra: Sostituito da un comandante militare ("rais").
Ruolo della Donna: Partecipava alla vita comunitaria in posizione non molto dissimile
dall'uomo.
Religione e Luoghi Sacri
Religione Politeista:
■ Divinità tribali: spesso identificate con pietre, alberi, corpi celesti
(Luna).
■ Influenze esterne: venerazione di Yahweh (Dio degli Ebrei) e del Dio
dei cristiani (contatto con comunità ebraiche, cristiane ed eremiti).
Santuari: Recinti sacri in insediamenti o lungo piste carovaniere.
La Mecca:
■ Città sacra e centro commerciale (grande oasi).
■ Importanza:
● Pellegrinaggio annuale (sospensione dei conflitti).
● Sede di fiere e mercati (primavera).
● Luogo di feste, banchetti, musica, danza.
● Incontro per intellettuali e circolazione di idee.
■ La Kaba: Edificio cubico all'interno del santuario.
■ La Pietra Nera: Custodita nella Kaba (probabilmente meteorite),
considerata caduta per volontà divina, originariamente bianca,
■ diventata nera per i peccati degli uomini.
La Religione di Allah e la Nascita dell'Islam
● Contesto: Maometto, nei suoi viaggi commerciali e a La Mecca, era entrato in
contatto con membri delle comunità ebraiche e cristiane.
● Apprendimento: Aveva potuto apprendere i dogmi di quelle religioni.
● Elaborazione: Questi elementi sarebbero stati accolti ed elaborati da Maometto nella
sua nuova religione.
Il problema della successione
● Morte di Maometto: Rischio di disgregazione tra le tribù per la mancanza di un leader
carismatico.
● Due strategie contrapposte:
● Aristocrazia di La Mecca: Voleva la trasmissione ereditaria (candidato: Ali,
genero del profeta).
● Compagni di Maometto: Sostenevano l'elezione del successore tra i primi
seguaci.
I primi quattro califfi (632-661)
● Prevalse la linea elettiva. Si succedettero:
1. Abu Bakr
2. Omar
3. Othman
4. Ali
● Il Califfo: "Vicario" o successore, con autorità sia spirituale sia politica (difensore
dell'islam).
I pilastri della fede e della legge
● Musulmano: "Colui che si abbandona a Dio".
● Sharia: Legge islamica basata su:
● Corano: Norme di comportamento.
● Sunna: Racconti orali sulla vita del Profeta (esempi da seguire).
● Gihad: Letteralmente "impegno", inteso come miglioramento interiore o "guerra
santa" per difendere/diffondere la fede.
L'espansione territoriale
● Conquiste repentine:
● Siria, Palestina, Egitto e Libia (strappate ai Bizantini).
● Impero Persiano Sasanide (Mesopotamia e Iran).
● Cause del successo:
● Fanatismo religioso e promessa del paradiso.
● Desiderio di bottino.
● Debolezza dei nemici (tasse eccessive e guerre interne).
Società e amministrazione
● Tolleranza: Cristiani ed Ebrei potevano mantenere la fede pagando una tassa; la
conversione offriva pieni diritti civili.
● Le città: Centri amministrativi con:
1. Moschea (culto) e Suq (mercato).
2. Ulema (teologi) e Cadi (magistrati).
3. Emiri: Governatori per conto del califfo.
● Classi sociali:
1. Musulmani di antica fede (élite).
2. Nuovi convertiti (mawali).
3. Seguaci di altre religioni (grado più basso dei liberi).
4. Schiavi.
Condizione della donna
● Peggioramento: Rispetto alle usanze tribali passate, si stabilisce una gerarchia di
subordinazione all'uomo.
● Limitazioni: Autorità assoluta del marito, possibilità di ripudio e vita in stanze
separate.
Il Califfato Omayyade (661-750)
● Fine del periodo elettivo: Dopo la guerra civile e l'uccisione di Ali (661), il califfato
diventa dinastico con la famiglia degli Omayyadi.
● Nuova Capitale: Il centro del potere si sposta da Medina a Damasco (Siria).
● Espansione in Occidente:
● Conquista dell'Africa occidentale e della Penisola Iberica (711, sbarco di Tariq
a Gibilterra).
● Avanzata fermata a Poitiers (732) da Carlo Martello.
● Espansione in Oriente: Conquista di Kabul e Samarcanda.
La divisione tra Sciiti e Sunniti
● Sciiti: "Partito di Ali". Sostengono che il califfo debba essere un discendente di
Maometto e Ali. Il loro capo è l'Imam (guida infallibile, spirituale e politica).
● Sunniti: La maggioranza. Seguono la Sunna (tradizione). Distinguono tra autorità
civile (che applica la Sharia) e autorità religiosa.
L'affermazione degli Abbasidi (dal 750)
● La rivolta: Nel 750 gli Abbasidi (parenti lontani di Maometto) rovesciano e
massacrano gli Omayyadi.
● Cause del cambio: Malcontento per i privilegi dei soli arabi e forte pressione fiscale
sui convertiti non arabi.
● Stato Cosmopolita: Il potere non è più solo arabo; tutte le etnie islamizzate
partecipano all'amministrazione.
● Nuova Capitale: Fondazione di Baghdad (762), centro di grandissimo splendore.
La frammentazione del mondo islamico
● Nonostante lo splendore, tra l'VIII e il IX secolo molte regioni diventano indipendenti:
Marocco, Tunisia, Egitto e province asiatiche.
● Califfato di Cordova: Fondato da Abd ar-Rahman (unico Omayyade superstite) in
Spagna. Diventa uno stato prospero, colto e indipendente.
Nuovi attori e conflitti
● Pirati Saraceni: Partendo da Spagna e Nordafrica, compiono incursioni e saccheggi
sulle coste italiane.
● I Turchi: Popolazione dell'Asia centrale che inizia a infiltrarsi nei territori arabi. Difficili
da combattere perché già convertiti all'islam (non considerati "infedeli").
Gli Arabi come mediatori culturali
● Ruolo: Ponte tra Europa occidentale e civiltà orientali grazie all'estensione del loro
impero e alla tolleranza verso i vinti.
● Rinascimento arabo VIII−XIsec.: Movimento culturale favorito dalla riscoperta di testi
greci e dal mecenatismo dei califfi.
● Traduzioni: Tradotti in arabo autori come Aristotele, Platone, Euclide e Ippocrate.
Scienza e Filosofia
● Filosofia: Averroè (Spagna), celebre interprete di Aristotele.
● Medicina: Avicenna, autore del Canone di medicina (testo base nelle università
europee fino al XVI secolo).
● Matematica:
● Sviluppo di algebra, equazioni e trigonometria.
● Al-Khuwarizmi (da cui deriva il termine "Algoritmo").
● Introduzione del sistema posizionale, delle cifre "arabe" e dello zero (preso
dall'India).
Innovazioni tecniche e navigazione
● Navigazione: Creazione di carte nautiche dettagliate.
● Strumenti:
● Astrolabio (per l'altezza degli astri).
● Sfera armillare (per la volta celeste).
● Agricoltura e Commercio: Introduzione in Occidente di piante come arancio, limone,
carciofo e spezie (cannella, zenzero).
● Materiali: Diffusione della carta, del cotone e dei mulini a vento (dalla Persia).
Gli Arabi in Occidente (Sicilia e Spagna)
● Sicilia:
● Rinascita economica: frazionamento dei latifondi e nuovi sistemi di
irrigazione.
● Palermo: Centro nevralgico dei commerci mediterranei.
● Spagna (Cordova):
● Splendore architettonico (Grande Moschea).
● Altissimo livello culturale (oltre 70 biblioteche solo a Cordova nel X secolo).