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Il Contesto e La Fine Dell'impero 476 D.C

La deposizione di Romolo Augustolo nel 476 d.C. segna la fine ufficiale dell'Impero romano d'Occidente, ma eventi precedenti come la Battaglia di Adrianopoli e il Sacco di Roma avevano già evidenziato la fragilità delle istituzioni romane. Il periodo successivo è caratterizzato da una crisi sociale ed economica, con la nascita di regni romano-barbarici e una convivenza tra barbari e romani, senza però una vera fusione culturale. L'Italia, sotto il dominio degli Ostrogoti e successivamente dei Bizantini e dei Longobardi, subisce trasformazioni radicali che portano a un lungo periodo di instabilità politica e sociale.

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La deposizione di Romolo Augustolo nel 476 d.C. segna la fine ufficiale dell'Impero romano d'Occidente, ma eventi precedenti come la Battaglia di Adrianopoli e il Sacco di Roma avevano già evidenziato la fragilità delle istituzioni romane. Il periodo successivo è caratterizzato da una crisi sociale ed economica, con la nascita di regni romano-barbarici e una convivenza tra barbari e romani, senza però una vera fusione culturale. L'Italia, sotto il dominio degli Ostrogoti e successivamente dei Bizantini e dei Longobardi, subisce trasformazioni radicali che portano a un lungo periodo di instabilità politica e sociale.

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Il contesto e la fine dell'Impero 476 d.C.

Deposizione di Romolo Augustolo e mancata nomina di un successore.

Segna la fine "ufficiale" dell'Impero romano d'Occidente.

Percezione dei contemporanei: Non furono impressionati dal 476, ma da eventi precedenti:
Battaglia di Adrianopoli (378): Sconfitta militare.
Sacco di Roma (410): Evento sconvolgente, prima volta dai tempi di Brenno; sconfitta più
dolorosa dall'epoca di Canne.

Significato: Questi eventi mostrarono l'estrema fragilità delle istituzioni di Roma contro le
nuove forze politiche e militari.

La nascita del concetto di "Medioevo"

Rinascimento (Fine XIV secolo): Nasce la percezione del 476 come data di rottura.

Interpretazione negativa: La scomparsa dell'Impero fu vista come il crollo della civiltà


greco-latina.

Definizione: "Età di mezzo" (medium aevum), un periodo buio di decadenza e arretramento


tra l'antichità e la "rinascita" del Trecento.

Rivalutazione del Romanticismo (Ottocento)

Nuovo giudizio: Rivalutazione complessiva del periodo.

Elementi valorizzati:Nascita e affermazione delle culture nazionali europee.

Pieno sviluppo della civiltà cristiana.

Apprezzamento per l'arte e la cultura "barbariche", viste come espressioni di uno spirito
genuino e originale (prive di modelli antichi).

Trasformazione delle città

Disfacimento urbano: Le città restringono la loro estensione.

Infrastrutture: Strade trascurate, crollo di ponti, acquedotti in rovina, comunicazioni difficili.

Mura difensive (dal III secolo): Costruzione di perimetri murari più stretti (es. Mura Aureliane
a Roma nel 271) per proteggere abitanti e governo.
Spesso esclusi fiumi, anfiteatri e vecchi acquedotti.
Abbandono edifici: Teatri, terme e basiliche usati come cave di materiale o riadattati.
Pascoli intra moenia: Quartieri ricoperti di vegetazione diventano pascoli dentro le mura;
nascita delle "città fantasma".
Campagne e Paesaggio
Impaludamento e Malaria: Nelle campagne (specie Italia centro-meridionale) le terre
diventano paludi.
La malaria diventa endemica.
Aumento delle foreste: I boschi invadono i terreni coltivati.
Difficoltà del dissodamento: Richiedeva strumenti di ferro (rari) e scorte alimentari per il
periodo di mancata produzione iniziale del terreno.

Carateristiche principali:
Obiettivo: Produrre solo lo stretto necessario per sopravvivere (autosufficienza), non per
vendere.
Tecniche: Agricoltura primitiva con bassi rendimenti.
Scambi: Prevalenza del baratto a causa della scarsità di moneta e della fine delle
istituzioni romane che ne garantivano il conio.

Causa della crisi


Infrastrutture: Vie di comunicazione in rovina e pericolose (presenza di banditi).
Isolamento Marittimo: L'Europa diventa un "continente senza mare" perché:
●​ Gli Arabi controllano il Mediterraneo.
●​ I popoli germanici non hanno tradizioni navali.

Eccezione: Resta attivo solo il commercio di lusso (seta, spezie) gestito dai Bizantini
per l'aristocrazia.

Curtis: la corte, sorte di erede della villa romana


Pars Dominica (del signore): Gestita direttamente dal padrone tramite schiavi.

Pars Massaricia (dei massari): Divisa in poderi coltivati dai contadini (massari o servi
della gleba).

Vita dei contadini:


Vincoli: I massari non potevano lasciare la terra e pagavano tributi in natura o
denaro.

Corvées: Prestazioni di lavoro gratuite e obbligatorie sulla pars dominica (anche 3


giorni a settimana), che sottraevano tempo prezioso alle proprie terre.

Protezione: Molti contadini liberi cedevano le terre ai signori diventando massari pur
di ricevere protezione in un'epoca di insicurezza.
Aspetti sociali:
●​ Potere del Signore: Il latifondista diventa un arbitro politico e sociale, non solo
economico.
●​ Schiavitù: Diminuisce perché mantenere uno schiavo è meno conveniente rispetto a
un massaro, che si auto-mantiene sul suo podere.

I Regni Romano-Barbarici
L'Impero Romano d'Occidente era frammentato e controllato da popoli "barbari". Questi
nuovi regni avevano bisogno di funzionari e tecnici, figure che solo i Romani, con la loro
esperienza amministrativa, potevano fornire.

Una Classe Dirigente Mista


Per questo motivo, i nuovi regni avevano una classe dirigente mista:
●​ Barbari: Si occupavano dell'esercito e delle alte cariche di governo.
●​ Romani: Gestivano l'apparato amministrativo dello stato.
Questo mix è il motivo per cui questi regni sono chiamati "romano-barbarici".

Convivenza Pacifica
La convivenza tra barbari e Romani fu generalmente pacifica per diversi motivi:
●​ Molti barbari vivevano già da tempo nell'ex impero e avevano rapporti con i Romani.
●​ I barbari spesso chiedevano solo una parte delle terre (metà o un terzo), lasciando il
resto ai vecchi proprietari.
●​ Non ci furono grandi cambiamenti nelle strutture sociali, quindi per la gente comune
cambiò solo il "padrone". Gli aristocratici romani mantennero i loro privilegi.
●​ L'unica eccezione fu il regno dei Vandali, dove la classe dirigente romana fu
eliminata.

Integrazione e Religione
L'integrazione tra le due società fu un processo lento. Inizialmente, barbari e Romani
mantennero le loro leggi e comunità separate, ma col tempo si mescolarono, spesso
adottando il diritto romano.
Dal punto di vista religioso, c'era un panorama complesso:
●​ Molti barbari erano ariani (una dottrina cristiana considerata eretica dalla Chiesa
Cattolica).
●​ I Romani erano cattolici.
●​ La Chiesa Cattolica, grazie alla sua organizzazione e al suo ruolo, divenne sempre
più importante, anche politicamente.
L'Italia: Il regno degli Ostrogoti

Il Governo di Odoacre (476-493)


●​ Chi era: Capo degli Eruli, depose l'ultimo imperatore romano.
●​ Ruolo: Ufficialmente governatore per conto di Costantinopoli, ma di fatto sovrano
assoluto.
●​ Caratteristiche: Rispettoso delle leggi romane e tollerante verso i cattolici (anche se
lui era ariano).

Teodorico e la conquista
●​ L'invio degli Ostrogoti: L'imperatore d'Oriente Zenone inviò Teodorico in Italia per due
motivi:
1.​ Allontanare i barbari dai confini di Costantinopoli.
2.​ Ridimensionare il potere di Odoacre.
●​ Profilo di Teodorico: Barbaro di nascita, ma educato a Costantinopoli. Ammiratore
della cultura classica.
●​ Vittoria: Dopo una lunga guerra (488-493), Odoacre fu ucciso a Ravenna, che
divenne la capitale del nuovo regno.

La politica di Teodorico (494-526)


●​ Collaborazione: Cercò di unire le forze.
●​ Ostrogoti: Incarichi militari (esercito).
●​ Romani: Incarichi amministrativi (burocrazia).
●​ Grandi collaboratori romani: Cassiodoro, Simmaco e Boezio.
●​ Interventi: Restauro di strade, bonifiche e alleggerimento delle tasse. Roma ottenne
privilegi speciali.

Una convivenza senza fusione


●​ Comunità separate: Nonostante la pace, i due popoli rimasero divisi per:
●​ Diritto: Ognuno seguiva le proprie leggi.
●​ Lingua e Tradizioni: Separate.
●​ Religione: Ostrogoti ariani vs Romani cattolici.
●​ Crisi strutturale: Il regno non riuscì a fermare lo spopolamento delle città, il ristagno
dei commerci e la crescita del latifondo.

La fine dell'equilibrio
●​ Scontro con Costantinopoli: Intorno al 520, l'imperatore Giustino minacciò di
riconquistare l'Italia.
●​ Repressione: Teodorico, sospettando tradimenti, fece giustiziare Boezio e Simmaco
e imprigionò il Papa.
●​ Fallimento diplomatico: Tentò un'alleanza tra regni germanici, ma fu bloccato
dall'espansionismo dei Franchi (Clodoveo).
La successione e la guerra
●​ Morte di Teodorico (526): Succedette il nipote Atalarico sotto la reggenza della madre
Amalasunta.
●​ Amalasunta: Provò a mediare con Costantinopoli, ma fu osteggiata dai nobili goti.
●​ Teodato: Prese il potere, fece uccidere Amalasunta.
●​ Guerra: Questo omicidio diede a Giustiniano (nuovo imperatore d'Oriente) il pretesto
per invadere l'Italia, dando inizio alla guerra contro i Bizantini.

Dopo la morte di Teodorico e il fallimento del progetto di convivenza tra Goti e Romani,
l'assetto politico dell'Occidente subì una trasformazione radicale, dominata dall'ascesa dei
Franchi e dal tentativo di restaurazione imperiale di Giustiniano.

L'ascesa dei Franchi: Da Clodoveo al consolidamento


Mentre il regno ostrogoto in Italia entrava in crisi, in Gallia si affermava la dinastia dei
Merovingi.
●​ Clodoveo (481-511): Fu il vero fondatore della potenza franca. La sua mossa politica
più significativa fu la conversione al cattolicesimo (circa 496 d.C.), che gli garantì
l'appoggio dell'aristocrazia gallo-romana e della Chiesa, a differenza dei Goti che
rimasero ariani.
●​ Espansionismo: Clodoveo sconfisse i Visigoti a Vouillé (507), spingendoli verso la
Spagna e rendendo la Gallia (Francia) il cuore del suo regno.
●​ La legge salica: Codificò le consuetudini franche, introducendo il sistema del
"guidrigildo" (risarcimento in denaro per i reati), cercando di superare la pratica della
faida.

L'Impero d'Oriente: Il sogno di Giustiniano (527-565)


Salito al trono a Costantinopoli, Giustiniano concepì il progetto della Restitutio Imperii,
ovvero la riconquista dei territori dell'antico Impero d'Occidente.
●​ Il Corpus Iuris Civilis: Prima di iniziare le guerre, riordinò il diritto romano in un'opera
monumentale, base della giurisprudenza moderna.
●​ La riconquista dell'Africa: Il generale Belisario distrusse rapidamente il regno dei
Vandali (533-534).

La Guerra Greco-Gotica (535-553)


L'uccisione di Amalasunta offrì a Giustiniano il pretesto per invadere l'Italia. Fu un conflitto
devastante che durò quasi vent'anni.
●​ Prima fase: Belisario risalì la penisola, conquistando Napoli, Roma e Ravenna. I Goti
sembravano sconfitti.
●​ La resistenza di Totila: Il nuovo re goto, Totila, cercò l'appoggio dei contadini e degli
schiavi contro i latifondisti romani per indebolire i Bizantini. Riuscì a riconquistare
gran parte dell'Italia.
●​ La vittoria di Narsete: Giustiniano inviò un nuovo generale, Narsete. Nelle battaglie di
Tagina (552) e dei Monti Lattari (553), Totila e il suo successore Teia morirono,
segnando la fine del regno ostrogoto.
L'Italia sotto Bisanzio e la Prammatica Sanzione
Nel 554, Giustiniano emanò la Prammatica Sanzione per estendere la legislazione imperiale
all'Italia.
●​ Conseguenze: L'Italia divenne una provincia dell'Impero d'Oriente, governata da un
esarca con sede a Ravenna.
●​ Crisi sociale: La guerra aveva lasciato l'Italia in condizioni disastrose: carestie,
pestilenze e un crollo demografico senza precedenti. Le tasse bizantine, necessarie
per finanziare le guerre, risultarono insopportabili per la popolazione stremata.

L'arrivo dei Longobardi (568)


L'indebolimento dell'Italia bizantina aprì la strada a una nuova invasione che avrebbe
spezzato l'unità politica della penisola per oltre un millennio.
●​ Alboino: Re dei Longobardi, guidò un popolo in armi attraverso le Alpi senza
incontrare quasi resistenza da parte delle guarnigioni bizantine.
●​ Frattura territoriale: A differenza dei Goti, i Longobardi non cercarono una
mediazione con l'elemento romano, ma occuparono militarmente il territorio,
dividendo l'Italia in:
1.​ Langobardia Maior: Il Nord e la Toscana (con capitale Pavia).
2.​ Langobardia Minor: I ducati di Spoleto e Benevento al Centro-Sud.
3.​ Domini Bizantini: Le coste, le isole, Ravenna, Roma e la Puglia.

Evoluzione del Regno Longobardo


●​ Rotari (636-652): Emanò l'Editto di Rotari (643), la prima raccolta scritta di leggi
longobarde, segnando il passaggio dall'oralità alla scrittura e limitando la vendetta
privata.
●​ Liutprando (712-744): Si convertì al cattolicesimo e cercò di unificare l'Italia. Con la
Donazione di Sutri (728), cedette un castello al Papa, ponendo simbolicamente la
prima pietra del futuro Stato della Chiesa.
●​ La fine: Il tentativo longobardo di conquistare Roma spinse i Papi a chiedere aiuto ai
Franchi (Pipino il Breve e poi Carlo Magno), portando alla caduta del regno nel 774.

Alboino e l'invasione (568-572)


È il primo re dei Longobardi in Italia.
●​ La morte leggendaria: Fu ucciso in una congiura organizzata da sua moglie
Rosmunda. La tradizione racconta che Alboino l'avesse costretta a bere dal cranio di
suo padre (il re dei Gepidi ucciso in guerra), scatenando la vendetta della donna.

Il periodo di anarchia: Il "Periodo dei Duchi" (574-584)


Dopo la morte del successore di Alboino (Clefi), i Longobardi rimasero per 10 anni senza un
re.
●​ Frammentazione: Il potere rimase diviso tra 36 duchi indipendenti.
●​ Debolezza: Senza un capo unico, i Longobardi rischiavano di essere schiacciati dai
Bizantini e dai Franchi.
La restaurazione della monarchia: Autari (584-590)
Per sopravvivere, i duchi decisero di eleggere un nuovo re, Autari.
●​ Consolidamento: I duchi cedettero metà delle loro terre al re per creare un patrimonio
statale.
●​ Teodolinda: Autari sposò la principessa bavara Teodolinda, che ebbe un ruolo chiave
nella storia del regno.

Agilulfo e la conversione (591-616)


Dopo la morte di Autari, Teodolinda scelse come marito e nuovo re Agilulfo.
●​ Rapporto con il Papa: Grazie all'influenza di Teodolinda e del Papa Gregorio Magno,
iniziò la conversione dei Longobardi dal paganesimo/arianesimo al cattolicesimo.
●​ Tregua con i Bizantini: Agilulfo riuscì a stabilizzare i confini e a ottenere una pace
duratura con Costantinopoli.

L'Editto di Rotari (643)


Il re Rotari mise per iscritto le leggi (prima orali).
●​ Guidrigildo: Sostituì la faida (vendetta) con un risarcimento in denaro.
●​ Lingua: Scrisse le leggi in latino, segno che la cultura romana stava influenzando i
dominatori.

Liutprando (712-744): L'apogeo


●​ Conversione: Sotto di lui i Longobardi divennero ufficialmente cattolici.
●​ Donazione di Sutri (728): Donò il castello di Sutri al Papa, dando inizio al potere
temporale della Chiesa.
●​ Ambizione: Voleva unificare tutta l'Italia sotto la corona longobarda.

Astolfo (749-756): L'aggressività militare


Dopo il breve regno di Ratchis, salì al trono suo fratello Astolfo, deciso a eliminare
definitivamente i Bizantini dall'Italia.
●​ Conquista di Ravenna (751): Astolfo riuscì a espugnare la capitale dell'Esarcato,
ponendo fine al dominio bizantino nel Nord e Centro Italia.
●​ Minaccia a Roma: Dopo Ravenna, pretese tributi dal Papa e minacciò di occupare il
Ducato romano.
●​ L'errore politico: La sua aggressività spinse Papa Stefano II a chiedere aiuto ai
Franchi, non fidandosi più dei Longobardi.

Il concetto di Potere Temporale


●​ Definizione: È il potere politico e di governo esercitato dai papi su un territorio,
distinto dal potere spirituale (religioso).
●​ Origine: Nasce tra il VI e il VII secolo, quando la Chiesa inizia a sostituire l'autorità
dei Bizantini (in ritirata) con funzioni politiche ed economiche.
Gregorio Magno (590-604): Il Papa "Politico"
È considerato il vero creatore del potere temporale della Chiesa.
●​ Ruolo di guida: Nel 593 organizzò personalmente la difesa di Roma dall'attacco del
re longobardo Agilulfo, agendo come un vero capo di Stato.
●​ Evangelizzazione: Promosse la conversione dei Longobardi e dei Visigoti. Inviò
Agostino di Canterbury in Inghilterra per convertire gli Anglosassoni.
●​ Diplomazia: Condusse una vera "politica estera", trattando da pari a pari con i re
barbarici e con l'imperatore d'Oriente.

Lo scontro con Bisanzio


I rapporti con l'Impero d'Oriente divennero tesi per due motivi:
1.​ Indipendenza: Mentre a Costantinopoli la Chiesa era sottomessa all'imperatore,
Gregorio rivendicava l'autonomia del Papa, definendosi servus servorum Dei ("servo
dei servi di Dio").
2.​ Iconoclastia (VIII secolo): Nel 726 l'imperatore Leone III ordinò la distruzione delle
immagini sacre. I papi si opposero duramente, difendendo anche gli italici oppressi
dalle tasse bizantine.

La Donazione di Sutri (728)


Rappresenta il momento decisivo per la nascita dello Stato della Chiesa.
●​ L'evento: Il re longobardo Liutprando, per fare pace con la Chiesa, donò a papa
Gregorio II il castello di Sutri e altri territori (Bomarzo, Orte, Amelia).
●​ Significato: Fu il primo riconoscimento ufficiale del diritto del Papa di possedere e
governare un territorio.
●​ Il Patrimonio di San Pietro: Questo nucleo di terre venne chiamato Patrimonium Petri
e si ampliò ulteriormente nel 756 grazie alle concessioni di Pipino il Breve.

Il Monachesimo e San Benedetto


Parallelamente al potere politico, si sviluppò lo stile di vita monastico.
●​ Origini: Nato con Antonio d'Egitto (eremita nel deserto).
●​ Benedetto da Norcia: Fondò il monastero di Montecassino (529 circa).
●​ La Regola: Introdusse il motto Ora et labora (prega e lavora), unendo la vita
spirituale al lavoro manuale e intellettuale. I monaci benedettini furono fondamentali
per l'evangelizzazione d'Europa e la conservazione della cultura antica.

Geografia della Penisola Arabica


Estensione: Seconda penisola al mondo per grandezza.
Caratteristiche:
■​ Vasto altopiano arido e desertico (sabbioso e stepposo).
■​ Zone fertili: oasi (zone ricche di vegetazione grazie ad acque
sotterranee).
■​ Arabia meridionale: influenzata dai monsoni, favorì agricoltura e regni.
Risorse: Pietre preziose, oro, aromi (mirra, incenso).
La Società Beduina
Popolazione: Tribù nomadi di origine semitica nelle zone desertiche centrali.
Origine del termine: Bedawii ("abitante del badw", cioè steppa desertica).
Stile di vita: Pastorizia e razzie.
Differenza con abitanti delle oasi/costa: Agricoltori, artigiani, commercianti nei centri urbani
(modesti).
Organizzazione Sociale:
■​ Tribale: Gruppi molto uniti e collettivamente responsabili.
■​ Conflitti: Frequenti guerre tra tribù per crimini,razzie,occupazione
pascoli/sorgenti.
■​ Suddivisione: Tribù -> Clan -> Grandi famiglie.
■​ Capo: Eletto "sceicco" (sayyid), anziano della comunità, con poteri
limitati.
■​ In tempo di guerra: Sostituito da un comandante militare ("rais").
Ruolo della Donna: Partecipava alla vita comunitaria in posizione non molto dissimile
dall'uomo.

Religione e Luoghi Sacri


Religione Politeista:
■​ Divinità tribali: spesso identificate con pietre, alberi, corpi celesti
(Luna).
■​ Influenze esterne: venerazione di Yahweh (Dio degli Ebrei) e del Dio
dei cristiani (contatto con comunità ebraiche, cristiane ed eremiti).
Santuari: Recinti sacri in insediamenti o lungo piste carovaniere.

La Mecca:
■​ Città sacra e centro commerciale (grande oasi).
■​ Importanza:
●​ Pellegrinaggio annuale (sospensione dei conflitti).
●​ Sede di fiere e mercati (primavera).
●​ Luogo di feste, banchetti, musica, danza.
●​ Incontro per intellettuali e circolazione di idee.
■​ La Kaba: Edificio cubico all'interno del santuario.
■​ La Pietra Nera: Custodita nella Kaba (probabilmente meteorite),
considerata caduta per volontà divina, originariamente bianca,
■​ diventata nera per i peccati degli uomini.

La Religione di Allah e la Nascita dell'Islam


●​ Contesto: Maometto, nei suoi viaggi commerciali e a La Mecca, era entrato in
contatto con membri delle comunità ebraiche e cristiane.
●​ Apprendimento: Aveva potuto apprendere i dogmi di quelle religioni.
●​ Elaborazione: Questi elementi sarebbero stati accolti ed elaborati da Maometto nella
sua nuova religione.
Il problema della successione
●​ Morte di Maometto: Rischio di disgregazione tra le tribù per la mancanza di un leader
carismatico.
●​ Due strategie contrapposte:
●​ Aristocrazia di La Mecca: Voleva la trasmissione ereditaria (candidato: Ali,
genero del profeta).
●​ Compagni di Maometto: Sostenevano l'elezione del successore tra i primi
seguaci.

I primi quattro califfi (632-661)


●​ Prevalse la linea elettiva. Si succedettero:
1.​ Abu Bakr
2.​ Omar
3.​ Othman
4.​ Ali
●​ Il Califfo: "Vicario" o successore, con autorità sia spirituale sia politica (difensore
dell'islam).

I pilastri della fede e della legge


●​ Musulmano: "Colui che si abbandona a Dio".
●​ Sharia: Legge islamica basata su:
●​ Corano: Norme di comportamento.
●​ Sunna: Racconti orali sulla vita del Profeta (esempi da seguire).
●​ Gihad: Letteralmente "impegno", inteso come miglioramento interiore o "guerra
santa" per difendere/diffondere la fede.

L'espansione territoriale
●​ Conquiste repentine:
●​ Siria, Palestina, Egitto e Libia (strappate ai Bizantini).
●​ Impero Persiano Sasanide (Mesopotamia e Iran).
●​ Cause del successo:
●​ Fanatismo religioso e promessa del paradiso.
●​ Desiderio di bottino.
●​ Debolezza dei nemici (tasse eccessive e guerre interne).

Società e amministrazione
●​ Tolleranza: Cristiani ed Ebrei potevano mantenere la fede pagando una tassa; la
conversione offriva pieni diritti civili.
●​ Le città: Centri amministrativi con:
1.​ Moschea (culto) e Suq (mercato).
2.​ Ulema (teologi) e Cadi (magistrati).
3.​ Emiri: Governatori per conto del califfo.
●​ Classi sociali:
1.​ Musulmani di antica fede (élite).
2.​ Nuovi convertiti (mawali).
3.​ Seguaci di altre religioni (grado più basso dei liberi).
4.​ Schiavi.

Condizione della donna


●​ Peggioramento: Rispetto alle usanze tribali passate, si stabilisce una gerarchia di
subordinazione all'uomo.
●​ Limitazioni: Autorità assoluta del marito, possibilità di ripudio e vita in stanze
separate.

Il Califfato Omayyade (661-750)


●​ Fine del periodo elettivo: Dopo la guerra civile e l'uccisione di Ali (661), il califfato
diventa dinastico con la famiglia degli Omayyadi.
●​ Nuova Capitale: Il centro del potere si sposta da Medina a Damasco (Siria).
●​ Espansione in Occidente:
●​ Conquista dell'Africa occidentale e della Penisola Iberica (711, sbarco di Tariq
a Gibilterra).
●​ Avanzata fermata a Poitiers (732) da Carlo Martello.
●​ Espansione in Oriente: Conquista di Kabul e Samarcanda.

La divisione tra Sciiti e Sunniti


●​ Sciiti: "Partito di Ali". Sostengono che il califfo debba essere un discendente di
Maometto e Ali. Il loro capo è l'Imam (guida infallibile, spirituale e politica).
●​ Sunniti: La maggioranza. Seguono la Sunna (tradizione). Distinguono tra autorità
civile (che applica la Sharia) e autorità religiosa.

L'affermazione degli Abbasidi (dal 750)


●​ La rivolta: Nel 750 gli Abbasidi (parenti lontani di Maometto) rovesciano e
massacrano gli Omayyadi.
●​ Cause del cambio: Malcontento per i privilegi dei soli arabi e forte pressione fiscale
sui convertiti non arabi.
●​ Stato Cosmopolita: Il potere non è più solo arabo; tutte le etnie islamizzate
partecipano all'amministrazione.
●​ Nuova Capitale: Fondazione di Baghdad (762), centro di grandissimo splendore.

La frammentazione del mondo islamico


●​ Nonostante lo splendore, tra l'VIII e il IX secolo molte regioni diventano indipendenti:
Marocco, Tunisia, Egitto e province asiatiche.
●​ Califfato di Cordova: Fondato da Abd ar-Rahman (unico Omayyade superstite) in
Spagna. Diventa uno stato prospero, colto e indipendente.
Nuovi attori e conflitti
●​ Pirati Saraceni: Partendo da Spagna e Nordafrica, compiono incursioni e saccheggi
sulle coste italiane.
●​ I Turchi: Popolazione dell'Asia centrale che inizia a infiltrarsi nei territori arabi. Difficili
da combattere perché già convertiti all'islam (non considerati "infedeli").

Gli Arabi come mediatori culturali


●​ Ruolo: Ponte tra Europa occidentale e civiltà orientali grazie all'estensione del loro
impero e alla tolleranza verso i vinti.
●​ Rinascimento arabo VIII−XIsec.: Movimento culturale favorito dalla riscoperta di testi
greci e dal mecenatismo dei califfi.
●​ Traduzioni: Tradotti in arabo autori come Aristotele, Platone, Euclide e Ippocrate.

Scienza e Filosofia
●​ Filosofia: Averroè (Spagna), celebre interprete di Aristotele.
●​ Medicina: Avicenna, autore del Canone di medicina (testo base nelle università
europee fino al XVI secolo).
●​ Matematica:
●​ Sviluppo di algebra, equazioni e trigonometria.
●​ Al-Khuwarizmi (da cui deriva il termine "Algoritmo").
●​ Introduzione del sistema posizionale, delle cifre "arabe" e dello zero (preso
dall'India).

Innovazioni tecniche e navigazione


●​ Navigazione: Creazione di carte nautiche dettagliate.
●​ Strumenti:
●​ Astrolabio (per l'altezza degli astri).
●​ Sfera armillare (per la volta celeste).
●​ Agricoltura e Commercio: Introduzione in Occidente di piante come arancio, limone,
carciofo e spezie (cannella, zenzero).
●​ Materiali: Diffusione della carta, del cotone e dei mulini a vento (dalla Persia).

Gli Arabi in Occidente (Sicilia e Spagna)


●​ Sicilia:
●​ Rinascita economica: frazionamento dei latifondi e nuovi sistemi di
irrigazione.
●​ Palermo: Centro nevralgico dei commerci mediterranei.
●​ Spagna (Cordova):
●​ Splendore architettonico (Grande Moschea).
●​ Altissimo livello culturale (oltre 70 biblioteche solo a Cordova nel X secolo).

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