Protagora (sofista)
Nasce ad Abdera, ma vive a lungo ad Atene dove entra nella cerchia di Pericle.
Le sue opere (es. Sulla Verità e Antilogie) vengono bruciate in seguito al suo processo per
accusa di empietà (agnostico= ritiene he l’esistenza delle divinità sia inconoscibile),
accompagnato dall’esilio —> probabilmente per indebolire la corte periclea.
Antilogie è un trattato sull’arte della retorica e la capacità di controbattere.
La più importante testimonianza che abbiamo su Protagora è nel Teeteto di Platone: questo
dialogo ci riporta alcune sue convinzioni filosofiche:
1. “L’uomo è misura di tutte le cose” e non c’è una verità oggettiva per tutti: ognuno
arriva a conoscere la verità in modo diverso, anzitutto attraverso i sensi poi con la
ragione per formulare giudizi. (—> Protagora è un empirista)
2. Le esperienze e le opinioni di uno possono divergere da quelle di un altro:
● Relativismo conoscitivo= ciò che io giudico vero è una mia opinione
soggettiva e personale
● Relativismo morale= i valori morali (bene e male) variano a seconda
delle esperienze di ciascuno
● Relativismo culturale= le fondamenta di una comunità (abitudini,
tradizioni, leggi..) sono diverse da quelle di un’altra
—> l’esperienza è fonte di ogni conoscere
Secondo Protagora la parola “uomo” ha 3 accezioni:
1. individuo singolo
2. la specie umana —> contrapposta agli animali
3. comunità (es. gli Ateniesi)
Protagora sul piano pratico sostiene la possibilità di trovare un criterio che indirizzi l’uomo
verso ciò che è più utile e benefico: il criterio dell’utile —> in base a esso, se l’uomo si
trova davanti a diverse alternative, non ce n’è una giusta ma bisogna scegliere quella più
utile e vantaggiosa.
(Testo 1, p.144)
(Testo anonimo, Ragionamenti Doppi”)