La Rivoluzione bolscevica nella stampa inglese (1917-1920)
Anna Rita Gabellone
1. La Rivoluzione bolscevica e la British Left
Nel 1917 in Gran Bretagna – in cui il 70 per cento della popolazione è impegnato in
un lavoro di fabbrica – proliferano giornali, partiti e movimenti che sostengono la
Rivoluzione bolscevica1. L’insieme dei movimenti di sinistra viene definito British
Left2. I movimenti più attivi all’interno della British Left sono via via l’Indipendent
Labour Party (ILP), il Socialist Party of Great Britain (SLP), il British Socialist Party (BSP) e
la Workers’ Socialist Federation (WSF o gruppo Pankhurst)3. (Sono in ordine
cronologico).
I principali giornali che sostengono la Rivoluzione d’Ottobre sono via via il «The
Guardian», il «Justice», il «The Labour Leader», il «The Clarion», il «The Socialist»,
«The Call», il «New Leader», «The Daily Herald», il «New Statesman» e il
“pankhurstiano” «Workers’ Dreadnought»4.
Nel 1917, la British Left sostiene la Rivoluzione bolscevica per due motivi: il primo
è riconducibile alla prospettiva di una “pace immediata”; il secondo si rifà alla
legittimazione dei “soviet democratici” attraverso l’adesione all’anti-parlamentarismo
per instaurare una forma di democrazia diretta. Ciò non era peraltro in disaccordo
1 Sul comunismo inglese dell’epoca si vedano: J. Klugmann, History of the Communist Party of Gran
Britain, 1919-1924, Lawrence and Wishort, London 1968; R. Hyman, Worker’ Union, Clarendon Press,
Oxford 1971; R. Challinnor, The Origins of British Bolscevism, Croom Helm, London 1977.
2 Sulla British Left si vedano: B. Jackson, Equality and the British Left: A Study in Progressive Political Thought,
1900-1964, Manchester University Press, Manchester 2007; I. Bullock, Romancing the Revolution: The
Myth of Soviet Democracy and the British Left, Au Press University, Alberta 2011.
3 L’ILP nasce nel 1893 per opera di Keir Hardie (1856-1915). L’SLP nasce nel 1904: d’ispirazione
marxista e calvinista, ha come organo ufficiale «The Socialist»; tra i suoi maggiori esponenti si
ricordano Arthur Mac Manus (1889-1927), candidato per il distretto di Manchester, e William Paul
Gorton (1869-1943), candidato per il distretto di Wigan. Il BSP nasce nel 1911: d’ispirazione marxista,
il suo organo di stampa è «The Clarion» e i suoi maggiori esponenti sono John Bertram Askew (1869-
1929), Henry Mayers Hyndman (1842-1921), John Hunter Watts (1853-1923). Per il WSF si rinvia al
paragrafo successivo.
4 «The Guardian»: quotidiano fondato, nel 1821, da John Edward Taylor e diretto da Charles
Prestwich Scott per 57 anni, è uno dei giornali più importanti di Manchester; si oppone alla guerra
boera e sostiene le suffragette. Justice»: settimanale fondato nel 1884 di ispirazione federale, diventa
l’organo di stampa della Social Democracy, diretto da Charles L. Fitz Gerald (1836-1930) e Henry M.
Hyndaman (1842-1921); tra i suoi maggiori collaboratori si ricorda Alfred Russel (1842-1901). «Labour
Leader»: giornale socialista, fondato da Keir Hardie nel 1887 per sostenere i minatori. «The Clarion»:
settimanale fondato a Manchester nel 1891 da Alexander M. Thompson e diretto da Robert
Blatchford che annovera tra i suoi collaboratori più importanti George Bernard Show; d’ispirazione
socialista, fin dal 1895 sostiene il diritto di voto per le donne attraverso una Rubrica diretta da Eleonor
Keeling Edwards. «The Socialist»: nato il 1904 e diretto da Robert Erick; d’ispirazione marxista, dal
1915 pubblica articoli a favore del Partito bolscevico e dal 1918 diventa uno dei giornali più autorevoli
per il sostegno della Rivoluzione d’Ottobre. «The Call»: fondato nel 1911 come organo ufficiale del
British Socialist Party, nel 1920 viene rinominato «The Communist; durante il periodo della Rivoluzione
d’Ottobre è rinominato «New Leader» sotto la direzione di Henry Noel Brailsford (1873-1953); tra gli
intellettuali più attivi annovera Herbert George Wells, George Bernard Show, Sir Bernard Russel, Sir
Ralph Norman Angell. «The Daily Herald»: quotidiano fondato nel 1912, opera a Londra fino al 1964;
durante la Rivoluzione bolscevica arriva a pubblicare da 25.000 a 150.000 copie al giorno. «New
Statesman»: settimanale fondato a Londra il 12 aprile del 1913, d’ispirazione fabiana, annovera tra i
suoi maggiori collaboratori Sidney (1859-1947) e Beatrice Webb (1858-1943). Per il «Workers’
Dreadnought» si rinvia al paragrafo successivo. Sulla stampa inglese in genere si veda A. Bruttini, La
stampa inglese: monopoli e fusioni. 1880-1972, Guanda, Parma 1973.
con la tradizione del cartismo e del fabianesimo; già nel 1896, durante il Congresso
socialista internazionale, la Fabian Society si fa promotrice della democrazia diretta
attraverso l’elezione popolare dei burocrati e rinnega ogni forma di mandato5. La
dottrina dominante, in questo periodo, sostiene “la democrazia dal basso” con
l’ausilio dei Rank and File; nel 1890, viene fondato The National and International General
Federation of Trade and Labour Union (NIGFTLU) che anticipa un programma basato
sulla tendenza anti-leadership successivamente assunta dalla British Left6.
Dobbiamo inoltre fare cenno anche all’operato di Jean Murphy come direttore del
«Daily Herald». Tra i suoi articoli più importanti ricordiamo il The Workers’ Committee:
An Outline of its Principles and Structure. Inoltre, il «Daily Herald» prevede una rubrica
tal titolo Labours Industrial Policy7 che, tra febbraio e maggio, riconosce, agli occhi
dell’opinione pubblica socialista, l’importanza dei soviet come portatori di
democrazia e libertà. La Russia viene considerata un paese che coraggiosamente ha
saputo sperimentare la migliore forma di governo popolare. A tal proposito, nel
gennaio del 1918, sul «Daily Herald» appare un editoriale dal titolo Why not a British
Soviet?
Un altro giornale che si è impegnato in questo senso è il Labour leader, organo
ufficiale dell’Indipendent Labour Party, che pubblica il 24 gennaio del 1918 un articolo
(precedentemente pubblicato sull’Avanti) di Viktor Chernov (1873-1952), leader del
partito rivoluzionario russo: «il sistema elettorale inglese è tra i più reazionari e
inefficienti d’Europa»8.
Nel 1919 Ramsey Mac Donald (1866-1937) scrive Parliament and Revolution e
pubblica sul Labour Leader un’intervista condotta da John Bruce Glasier (1859-1920),
esponente di spicco della SDF; in questo articolo il futuro primo ministro britannico
dichiara che i soviet sono un’alternativa al sistema parlamentare.
Nello stesso anno sul «The Call» appare ogni settimana un numero speciale per
rendicontare non solo la situazione politica che si stava vivendo in Russa, ma il
giornale dedicava anche uno spazio dove potessero esprimersi gli inglesi a riguardo.
Nel novembre del 1919 il «New Staseman» pubblica un messaggio di Maksim
Maksimovič Litvnov (1876-1951) agli operai britannici dal titolo Plenipoteniary for Great
Britain of the Russian People’s Government per chiarire che non si può più sperare in un
accordo con la borghesia perché è giunto ormai il momento di instaurare una
repubblica socialista anche nel Regno Unito.
Nel 1920 in un articolo dal titolo Bolscevismo e democrazia, pubblicato sul «The Call»,
Anton Pannekoek (1873-1960), militante comunista olandese, afferma che «oggi non
abbiamo ancora raggiunto una vera democrazia, quindi rimane ancora un problema
da risolvere»9.
Ancora, sempre nello stesso periodo, sul «The Call» appare un articolo dal titolo
The Soviet as Practical Politics per esortare lo sviluppo dei soviet in Gran Bretagna.
Nel marzo del 1920 viene pubblicato sul «New Statesman» un contributo in prima
pagina che descrive i soviet come pratiche alternative al governo parlamentare
britannico. Sempre nello stesso mese, Joseph Southall (1861-1944), personaggio di
5 Cfr. I. Bullock, Romancing the Revolution, cit.
6 Cfr. [Link], Worker’ Union, Clarendon Press, Oxford 1971.
7 Cfr. I. Bullock, Romancing the Revolution, cit.
8 Viktor Chernov (1873-1952): rivoluzionario russo e co-fondatore del Socialist Revolutionary Party, in
seguito alla Rivoluzione del 1917 diventa Ministro per l’Agricoltura nel Russian Provisional Government di
Kerenskij e poi presidente dell’Assemblea Costituente russa insediata per poche ore tra il 5 e il 6
gennaio del 1918; anti-bolscevico, nel 1938 di esilia a Marsiglia e di lì negli Stati Uniti, dove muore nel
1952. Cfr. J. Burbank, Intelligentsia and Revolution: Russian Views of Bolshevism, 1917-1922, Oxford
University Press, Oxford 1989.
9 In questi anni Anton Pannekoek rifiuta tanto il parlamentarismo quanto il centralismo leninista. Cfr.
C. Malandrino, Anton Pannekoek (1873-1960), Franco Angeli, Milano 1987.
spicco del ILP, a Birmingham inizia una campagna politica per il sostegno nel Regno
Unito dei Soviet come forma di governo da sostituire definitivamente al Parlamento.
Non è tutto.
Alla vigilia della creazione del Communist Party of Grean Britain il giornale «The Call»
pubblica un articolo dove appare l’elenco dei nomi che formeranno il Direttivo del
Partito; inoltre il contributo evidenzia l’evoluzione graduale e pacifica dei movimenti
di sinistra che sosterranno l’“antiparlamentarismo”. Nell’articolo si legge: «il nostro
partito è contro questa finta democrazia parlamentare del capitalismo, vogliamo
instaurare una rappresentazione diretta dei lavoratori, sul modello della rivoluzione
sovietica. Chi non sarà d’accordo con questo programma verrà depennato dal
partito»10.
In questo periodo anche John Bertram Askew (1869-1929) scrive sul «The Call»
che «la soluzione per una democrazia diretta era anche arrivata per il popolo inglese».
Il 31 luglio del 1920 proprio questo tabloid annuncia la costituzione del primo Partito
comunista inglese, il Communist Party of Great Britain, in cui, nel gennaio del 1921 entra
a farne parte la British Left – e il gruppo Pankhurst ne rappresenta la voce più
autorevole. Anche dopo la sua costituzione, il Partito comunista britannico continua
a sostenere i soviet.
Il 5 novembre del 1921 il successore del «The Call», il «The Communist», pubblica
un lungo articolo sulla necessità di sostenere i soviet come la migliore forma di
democrazia possibile. È proprio sulla “democrazia diretta dei soviet” che l’appena
nato partito comunista avrà delle spaccature interne. La British Left, anche dopo la sua
fusione con il Labour Party, continuerà a sostenere una politica in contrasto con il
centralismo leninista. I movimenti di sinistra che più si oppongono al centralismo
leninista e soprattutto alla fusione della British Left con il Labour Party sono l’SLP e il
WSF.
Per riportare il lavoro svolto dal gruppo Pankhurst, sempre tra il 1917 e il 1921,
proprio perché è stato riconosciuto dagli studiosi come determinante per lo sviluppo
della politica britannica e per la costituzione del partito comunista, è necessario
ricordare brevemente la figura di Sylvia Pankhurst. Figlia di Richard e di Emmeline
Goulden, Sylvia nasce a Manchester il 5 maggio 1882 e muore ad Addis Abeba il 27
settembre del 1960. Il padre Richard è un attivista socialista e un uomo politico
fortemente impegnato nel sostegno del suffragio femminile, la madre Emmeline
Goulden è anch’essa un’attivista politica fortemente impegnata nella rivendicazione
del diritto di voto alle donne. Nel 1886 i coniugi Pankhurst si trasferiscono a Londra,
facendo della loro casa un centro d’incontro di socialisti e suffragisti. Nel 1889
fondano la Franchise League e, nel 1893, entrano a far parte dell’Indipendent Labour Party
(ILP). Nel 1898 Richard muore in seguito ad un’ulcera perforata e, nello stesso anno,
Sylvia inizia a studiare presso il Royal College Art di Kensington.
L’attività politica di Sylvia Pankhurst inizia nel 1903 con la fondazione, insieme
alla madre Emmeline e alle sue sorelle Christabel e Adela, della Womens Social and
Political Union (WSPU), l’Unione Sociale e Politica delle Donne, salvo poi a spostarsi nel
1908 sulla questione operaia.
2. La Workers’ Socialist Federation (WSF) e il «Workers’ Dreadnought»
Lo storico Mark Shipway sostiene che prima del «Workers’ Dreadnought» non vi sia
stato nessun giornale che descrivesse la situazione in Russia11.
10 1° luglio 1920.
11 Cfr. M. Shipway, Council Communism, Macmillan, London 1987.
Il sostegno di questo giornale alla politica leninista, soprattutto tra il 1917 e il
1918, riflette il programma politico della Workers Suffrage Federation, fondata nel marzo
del 1916 da Sylvia Pankhurst12.
Con l’inizio della Rivoluzione d’Ottobre, Sylvia Pankhurst organizza una tournée
in tutto il Regno Unito per sostenere i compagni russi con l’obiettivo di far
comprendere il vero significato dei soviet come organismi che «attivano un processo
di democratizzazione diretta all’interno dei sindacati»13.
Il 19 marzo del 1917 la WSF organizza un meeting ad Albert Hall, alla presenza di
più di 7.000 persone, per legittimare la rivolta in atto contro lo zar e per favorire
l’instaurazione dell’Assemblea Costituente. Per dare notorietà a quest’evento, George
Lasbury scrive sul «Daily Herald» un articolo dal titolo Revolt at the Albert Hall e Russia
Free14.
In quest’incontro la Pankhurst evidenzia le motivazioni che hanno indotto la
società russa, molto più emancipata di quella britannica, alla rivoluzione: «Una donna
socialista russa ci ha detto che la gente sta effettivamente discutendo se il referendum
è veramente democratico»15.
Il 7 maggio del 1917 Sylvia Pankhurst prepara un altro incontro a Brighton, alla
presenza di 1.600 persone, per esortare i cittadini britannici a non sottovalutare il
sacrificio dei soldati che perdono la vita al fronte: «fermate l’invio di armi [omissis]
più pistole verranno inviate più uomini verranno uccisi. Non importa la nazionalità
degli uomini morti, siamo tutti fratelli»16. Questo testimonia il collegamento esistente,
per il programma del gruppo Pankhurst, tra lo sviluppo della rivoluzione russa e la
richiesta di pace.
A fine maggio, durante la riunione annuale del WSF, Sylvia Pankhurst rende noto
che bisogna sostenere principalmente l’abolizione del capitalismo e l’istituzione del
Commonwealth socialista. Inoltre vengono anche approvate linee guida per il suffragio
universale, sussidi per bambini e distribuzione di generi alimentari.
Nei giorni seguenti, il gruppo Pankhurst continua a organizzare meetings per
notificare gli avvenimenti russi. Tra le Conferenze più importanti sono da ricordare
quelle di Glasgow, Belfast, Manchester, Huddersfield, Leicester, Londra, Brighton.
Le attività della Workers Socialist Federation continuano anche nel luglio con una serie
di altre conferenze in Scozia, North Walles, North e East Midlands, South e West
Midlands, East Anglia, Londra, il South, Bristol e Wales. Tutti questi incontri sono
seguiti da gran parte dei cittadini britannici, inoltre sul «Workers’ Dreanought» si
pubblicano una serie di articoli per dare visibilità agli incontri e viene fatta anche
circolare, in milioni di copie e con l’approvazione del governo, la Workers’ Charter
proposta sempre dal gruppo Pankhurst17.
Il 3 giugno del 1917, il BSP, l’ILP e la WSF organizzano a Leeds una Soviet
Convention presso Consilium Picture Palace presieduta dal deputato laburista Philip
Snowden (1864-1937)18. In questa riunione Sylvia Pankhurst viene eletta delegata del
Consiglio Nazionale delle Contee di Londra per i lavoratori e per i soldati di Gran
12 Cfr. A.R. Gabellone, Una società di pace. Il progetto politico-utopico di Sylvia Pankhurst, Mimesis, Milano
2015.
13 S. Pankhurst, Whose Russian Revolution, «Workers’ Dreadnought», 24 March 1917.
14 Cfr. G. Lasbury, Revolt at the Albert Hall, «Daily Herald», 31 March 1917.
15 S. Pankhurst, Russia Free, «Workers Dreadnought», 31 March 1917.
16 I. Bullock, Romancing the Revolution, cit., p. 133.
17 Nell’ agosto, le conferenze riescono ad avere anche l’approvazione del governo e continuano ancora
a Londra, Bristol, Leicester, Swansea, Newcastle.
18 Nel 1900 Philip Snowden si candida al partito socialista cristiano per Blackburn e vince le elezioni
con 7.000 voti, nel 1903 scrive con Keir Hardie un pamphlet dal titolo The Christ dal 1906 al 1924
diventa deputato del partito laburista. Cfr. C. Cross, Philip Snowden, «The American Historical Review»,
LVIII, June 1968, 5, pp. 1535-1545; J. H. Steward Reid, The Origins of the British Labour Party, NED-
New Edition, University of Minnesota Press, Minneapolis/Mn1955.
Bretagna. Snowden dichiara che «dopo Leeds anche la Gran Bretagna sarà pronta per
il passaggio dallo Stato monarchico a quello comunista»19.
A tal proposito George Lansbury sul Daily Herald scrive: «La rivoluzione in Russia
è una delle più grandi rivoluzioni. Se riuscisse a stabilire una Repubblica
socialdemocratica sarà l’evento più importante della storia nel nostro tempo».
In seguito alla Soviet Convention, la British Left ratifica un programma che sostenga
l’instaurazione dei soviet in Gran Bretagna. Sylvia Pankhurst pubblica un articolo dal
titolo Whose Russian Revolution? per spiegarne le motivazioni: «Attualmente ci sono
due governi in Russia: il governo provvisorio della Duma e il Consiglio dei deputati
che è stato eletto dai lavoratori»20.
Henry Hyndman, esponente di spicco del BSP, dal canto suo, risponde con un
articolo pubblicato sul «The Call», dal titolo The Need for a British Republic dove
annuncia «la Leed Conference ha consolidato una forza internazionale». Inoltre,
Hyndman sostiene che questa Rivoluzione servirà per attuare un processo di
trasformazione della burocrazia attraverso l’affermazione di un socialismo
democratico basato sull’educazione libera e auto-disciplinata del popolo.
La Leed Conference rappresenta una pietra miliare per la sinistra inglese che per le
voci che stiamo sondando doveva avviarsi al futuro controllo del Governo: «A Leeds
i lavoratori hanno formulato e ratificato la Carta dei loro diritti»21.
Nel luglio del 1917 il «Women’s Dreadnought», fondato nel 1914 da Sylvia
Pankhurst come organo della Women’s Suffrage Federation, organizzazione militante
femminista istituita anch’essa da lei, viene rinominato «Workers’ Dreadnought» e nel
maggio del 1918 la Women’s Suffrage Federation diventa un partito politico, la Workers’
Suffrage Federation (WSF). Sylvia Pankhurst rappresenta l’anima ispiratrice sia del
Partito che del suo tabloid con impegno crescente.
Agli inizi di luglio il gruppo Pankhurst organizza l’Initiative, Referendum and Recall
per sostenere il sistema elettorale americano, australiano, canadese e neozelandese ed
esorta la Gran Bretagna a seguire la democrazia diretta già sancita in questi paesi. A
tal proposito Sylvia Pankhurst afferma: «L’Initiative, Referendum and Recall ha l’obiettivo
di rivedere la propria Costituzione. Se la Gran Bretagna si distaccasse dalle autocrazie
del passato e assumesse il ruolo della nuova democrazia, senza incorrere in inganni
futuri, deve essere pronta a dare gli stessi diritti a tutte le classi» 22. In questo scritto,
l’attivista sostiene l’elezione diretta del Governo e a tal proposito propone anche
l’abolizione della Camera dei Lords.
Il «Workers’ Dreadnought» sposta la sua attenzione sulla necessità di porre fine al
grande conflitto. Il 28 luglio sul tabloid appare un articolo dal titolo Socialismo,
Internazionalismo e voto per tutti per sostenere il poeta pacifista Sieflied Loraine Sasson 23.
Sul giornale si legge: «questa mia affermazione è un atto di sfida verso l’autorità
militare perché credo che la Guerra prosegua per il volere di chi detiene il potere.
Sono un soldato convinto di agire per tutti i soldati. Credo che questa guerra, che è
apparsa solo come difesa, sia ormai una guerra aggressiva e di conquista»24.
19 Cfr. I. Bullock, Romancing the Revolution, cit.
20 S. Pankhurst, Soviet Convention: Whose Russian Revolution, «Womens’ Dreadnought», 9 June 1917.
21 Cfr. I. Bullock, Romancing the Revolution, cit.
22 Cfr. Th.E. Cronin, Direct Democracy, The Parties of Initiative, Referendum and Recall, Harvard University
Press, Cambridge/Mass 1989.
23 Siegfriend Loraine Sasson (1886-1967): è un poeta inglese che ha scritto versi satirici contro la Prima
guerra mondiale. Nel 1917 denuncia pubblicamente la guerra e, incoraggiato da Bernard Russel (1872-
1970) e Lady Ottoline Morrel (1873-1938) scrive al suo superiore una lettera intitolata A Soldiers
Declaration. La lettera è poi trasmessa alla stampa e letta in Parlamento. Le autorità militari rinunciano a
processarlo ma lo dichiarano inabile alla leva.
24 Woman’s Dreadnought, 24 April and 18 December 1915, 20 May 1916.
In seguito al sostegno dimostrato da Sylvia Pankhurst al poeta, cinque poliziotti di
Scotland Yard, con un mandato governativo, irrompono negli uffici del «Workers’
Dreadnought» per condurre un’ispezione a tappeto. Qualche giorno dopo, il 4
ottobre, l’ispettore McLean della polizia di Londra visita nuovamente gli uffici del
giornale e sequestra 2.604 copie. Inoltre, l’ufficiale impone al capo redattore F.W.
Moss di firmare un accordo affinché non pubblicasse mai più articoli pacifisti per
evitare la chiusura definitiva del giornale.
Nei primi giorni di ottobre, Albert Inkpin25 pubblica sul «The Call» una serie di
articoli a sostegno della campagna elettorale della British Left; le notizie riportate dal
giornale riguardano il programma politico dei 10 delegati scelti dai partiti di sinistra
per le elezioni. Tra questi ricordiamo Sylvia Pankhurst per la città di Londra, i
rivoluzionari socialisti del Clyde Workers’ Committee (CWC) John Maclean (1879-1923)
e David Kirkwaed (1872-1955) come candidati per la Scozia. La campagna elettorale
si fonda principalmente sulla richiesta di pace immediata; inoltre i consigli nazionali e
regionali chiedono l’aumento del salario attraverso il controllo dell’industria. La
British Left redige un manifesto A Plea for a people’s Peace.
Sul «Workers’ Dreadnought» viene pubblicata una serie di articoli dal titolo Russia
Free! A Great Mass Meeting to Congratulate the Russian People on their Charter of Freedom per
ribadire che la Rivoluzione è trasformazione ed emancipazione per un socialismo
internazionale26. La Repubblica Socialista Russa avrebbe potuto influenzare la fine
della guerra in nome del socialismo europeo.
Sempre in ottobre, Sylvia Pankhurst viene multata con 50 sterline perché accusata
di aver predisposto, presso la sede del suo giornale, un ufficio informazioni per
diffondere notizie sulla Rivoluzione bolscevica.
In seguito, sul «Workers’ Dreadnought» compaiono articoli a sostegno della
Rivoluzione d’Ottobre considerata sempre più come un momento transitorio che
avrebbe presto portato la fine della Grande Guerra. Il 17 novembre Sylvia Pankhurst
scrive La Rivoluzione di Lenin. Cosa significa la democrazia, criticando il moderatismo del
Partito laburista:
Possiamo avere fiducia nel popolo russo ma ancora non possiamo averla nei nostri
connazionali. Nell’estate le elezioni comunali di Mosca vedono vincenti con il 72% dei voti
dei candidati socialisti che hanno raggiunto la maggioranza. Perché la Gran Bretagna è
arretrata rispetto alla Russia? In Russia esiste la democrazia diretta. […] Il partito laburista
britannico della sig. Webb e di Bernard Shaw è ancora senza un programma definito. La
Russia invece ha compreso innanzitutto l’importanza democratica del referendum e, quindi, i
compagni britannici sono diretti verso il socialismo. È necessario un grande lavoro educativo
per aprire gli occhi del popolo di fronte al vero significato del socialismo».27
Come abbiamo già ricordato il sostegno di Sylvia Pankhurst alla Rivoluzione
bolscevica è stato anche importante per riuscire ad instaurare la tanto auspicata
Assemblea Costituente che era considerata come la massima espressione della
volontà generale del popolo.28 In seguito al fallimento dell’Assemblea Costituente,
25 Albert Inkpin (1884-1994) nel 1913 è stato eletto segretario generale del BSP, in questo ruolo ha
sostenuto il socialismo internazionale e si è opposto alla grande guerra. Inkpin, attivo collaboratore del
«The Call», nel 1920 diventa segretario generale del Partito comunista di Gran Bretagna. Cfr. I. Albert,
Friends of the USSR: The Story of the Russia To-day Society, Russia To-Day Society, London 1942.
26 «There are virtually two Governments in Russia, the Provisional Government appointed by the
Duma, and the Council of Labour Deputies which is responsible to the elected representatives of the
workers and soldiers» (I. Bullock, Romancing the Revolution, cit., p. 126).
27 S. Pankhurst, The Lenin Revolution: What it Means to Democracy, «Workers’ Dreadnought», 17
November 1917.
28 Sylvia Pankhurst sostiene i soviet in maniera decisiva non solo dopo il fallimento dell’Assemblea
Costituente russa ma anche perché dall’ottobre del 1919 aveva iniziato a collaborare con L’Ordine
Sylvia Pankhurst pubblica il 16 gennaio del 1918 sul «Workers’ Dreadnought» un
articolo dal titolo What About Russia Now? In quest’articolo l’autrice esprime oltre a
una forte delusione anche la necessità di attuare una politica antiparlamentarista che
possa sostenere un programma politico alternativo al precedente.
Per rafforzare la politica soviettista che la British Left promuove in questo
momento, nel luglio del 1918 Lenin scrive un articolo sul «The Call» dal titolo Quali
sono i soviet: «La superiorità dei soviet rispetto a qualsiasi altra forma di
rappresentazione politica è facilmente dimostrabile».
Per Sylvia Pankhurst l’emergente modello sovietico è considerato come
un’alternativa rispetto alle democrazie contemporanee. La Rivoluzione d’Ottobre, per
la British Left in generale e per il gruppo Pankhurst nello specifico, è la forma migliore
di democrazia rispetto anche a quella degli Stati Uniti e dell’Australia, che comunque
non erano sconosciute all’attivista. Il programma politico russo offre un controllo più
completo sui delegati. Inoltre gli intellettuali devono riconoscere che il sistema
capitalista si sta avvicinando alla sua fine e che l’era socialista o comunista si sta
diffondendo in tutto il mondo. I soviet hanno rappresentato non solo la forma più
genuina della democrazia ma anche una forma di dittatura del proletariato.
In seguito al fallimento dell’Assemblea Costituente anche il leader laburista
Snowden scrive, il 24 gennaio 1918: «La situazione in Russia continua ad essere
caotica», sostenendo che «i bolscevichi detengono il potere perché sembrano essere
l'unico grande partito».
Il 26 gennaio del 1918, Sylvia Pankhurst scrive sul «Workers’ Dreadnought» un
articolo dal titolo What About Russia Now, in cui si legge:
Quelli che si definiscono sindacalisti, sindacalisti industriali o semplicemente socialisti
marxisti che interpretano le dottrine del grande maestro devono capire che i parlamenti così
come li conosciamo sono destinati a passare nel limbo delle cose dimenticate. Il fallimento
dell’Assemblea Costituente, anche se deciso su un voto di suffragio, è una dimostrazione che
purtroppo non abbiamo ancora trovato la strada giusta.
Ma perché allora i bolscevichi sono andati avanti con le elezioni dell’Assemblea
Costituente? Sylvia Pankhurst riesce a dare tre spiegazioni a quest’interrogativo: la
fede del popolo russo di assicurare la pace, la convinzione di riuscire ad attuare il
programma socialista attraverso candidati eletti a suffragio e, infine, l’incapacità dei
“compagni” russi di distinguere tra «i socialisti rivoluzionari della destra, i socialisti
rivoluzionari della sinistra e i partigiani del socialismo».
In seguito agli eventi sopra esposti, dopo il 1918 la politica di sinistra si avvia alla
costruzione del Partito Comunista di Gran Bretagna che rappresenterà l’unione dei
vari movimenti che hanno costituito la British Left. Subito dopo la sua costituzione,
nel giugno del 1920, il CPGB attraverserà un momento di crisi proprio di fronte alla
politica accentratrice di Lenin – tema, questo, che non rientra negli obiettivi di questo
saggio.
Nell’estate del 1919 sul «Workers’ Dreadnought» compare A Soviet Republic for
Britain; ancora a novembre vengono pubblicati alcuni estratti del Manifesto del
Comintern per il riconoscimento istituzionale della dittatura del proletariato, a cura di
Karl Radeck (1885-1939) dal titolo The Dictatorship of the Proletariat.
Il 21 febbraio del 1920 Sylvia Pankhurst scrive sul «Workers’ Dreadnought» un
contributo dal titolo Verso un Partito comunista. L’articolo riporta i negoziati in corso
fra i movimenti di sinistra sulla base della III Internazionale, del riconoscimento del
sistema sovietico in merito al parlamentarismo e alla dittatura del proletariato. Vi
Nuovo proprio su richiesta di Antonio Gramsci. Di questa collaborazione ho scritto e approfondito
nello scritto che ho sopra citato.
dichiara: «I comunisti inglesi devono unificare i loro gruppi in un solo partito unico
comunista, in base ai principi della Terza Internazionale».
Il Direttivo del Partito comunista sceglie il «Workers’ Dreadnought» come suo
organo di stampa proprio per dimostrarne e riconoscerne l’impegno. Sylvia
Pankhurst inglese accetta quindi l’invito di Lenin a costituire il Communist Party of
Great Britain ma non ne accetterà mai la fusione con il Labour Party tanto auspicata dal
centralismo del leader russo – motivo, questo, della sua espulsione dal Partito
Comunista della Gran Bretagna.
Il «The Call» è il tabloid che più degli altri segue le lacerazioni interne dell’appena
nato Partito comunista britannico. Nei primi giorni di luglio del 1920, Alfred
Augustus Watts29, membro del London Country Council, critica nei seguenti termini il
comportamento intransigente di Sylvia Pankhurst:
Mi riferisco a Miss Sylvia Pankhurst e al suo WSF. Non mi sento di condannare troppo la
sua politica per non darle molto credito. Il suo modo di fare porta soltanto a creare gravi
lacerazioni all’interno del partito, infatti la sua azione può essere solo rivolta a creare un
piccolo partito comunista di nessuna importanza. Questa è solo una politica di demolizione,
dico questo senza esitazione a quei compagni che la sostengono: vi sta conducendo tutti in
una palude. La signorina Pankhurst si è rivolta al compagno Lenin per le sue opinioni,
sperando di ottenere qualcosa da lui per sostenere la sua politica30.
Nella metà di luglio sempre del 1920, Lenin risponde all’articolo di Watts,
concordando sulla sua critica alla politica che sta conducendo Sylvia Pankhurst:
Considero errata la politica della compagna Sylvia Pankhurst e della Federazione socialista
dei lavoratori. Personalmente sono favorevole alla partecipazione e all’adesione al partito
laburista a condizione di un attivismo comunista libero e indipendente31.
Sylvia Pankhurst replica, dopo una settimana, con un contributo sul «Workers’
Dreadnought» dal titolo A Call from the Third International per annunciare il II
Congresso del Comintern, tra il 19 luglio e il 7 agosto del 1920 a Pietrogrado, a cui
partecipano tutti i membri del gruppo antiparlamentarista britannico sotto la leadership
del gruppo Pankhurst che, nel gennaio del 1921, sarebbe diventato il Partito
comunista più autorevole. In quest’occasione viene ribadita la sua posizione di non
collaborazione con i laburisti e con nessun altro gruppo moderato.
Il contributo della stampa britannica per l’interpretazione della rivoluzione
bolscevica ha avuto come risultato la formazione e lo sviluppo del partito comunista
britannico. Questo è stato sicuramente un esempio di quanto la connivenza tra
stampa e politica possa essere determinante per indirizzare l’opinione pubblica e le
scelte istituzionali. In questo caso specifico la stampa inglese è stata in grado di far
penetrare la dottrina comunista in un paese capitalista dove la borghesia era al potere
già da diversi anni.
29 Alfred Augustus Watts (1862-1928) è stato un comunista britannico, fondatore della Social
Democratric Federation (SDF). In seguito la SDF diventa il British Socialist Party, Watts diventa il leader
della maggioranza pacifista di fronte alla Grande Guerra e diventa tesoriere del Partito. Watts è stato
un forte sostenitore della Rivoluzione d’Ottobre e della formazione del Partito comunista britannico.
Nel 1919, Watts aderisce al Labour Party e nel 1922 diventa uno dei leader più illustri del CPGB. Cfr.
R. McKibbin, The Revolution of the Labour Party, 1910-1924, Clarendon Press, London 1983.
30 I. Bullock, Romancing the Revolution, cit., p. 229.
31 Ibidem.