Filosofia 3
Filosofia 3
TECNICA
La tecnica è il metodo o lo strumento con cui l’essere umano compensa una sua lacuna.
EPISTEME
La scienza è il sapere teorico ovvero Epistema, la prima forma è la filosofia in quanto è la necessità
di volgere l’intelletto alla ricerca della verità.
La filosofia non sopporta quando qualcosa, che non è vero è sostenuto come tale.
THAUMAZEIN
Il primo movimento della filosofia nasce dallo stato d’animo detto Thaumazein, che porta a cercare
di capire qualcosa e nel riconoscere stupiti e spaventati di non sapere cosa che richiede coraggio
anche nel sostenere nella propria tesi ma anche per accettare l’incertezza (cosa non molto
presente nel mondo greco).
FILOSOFIA GRECA
Per ragioni in parte etnocentriche si inizia a studiare la filosofia dal mondo greco ma anche perché
il pensiero di altre culture non è aderente alla concezione che abbiamo di filosofia (il pensiero
cinese ad esempio è Sofia), Filosofia è desiderio del sapere che ha come presupposto che non
sappiamo già e questo separa il pensiero cinese da quello greco.
Questa caratteristica dei greci è data da come la loro società e la loro cultura, in particolare
l’orientamento al mare.
Il pensiero indiano condivide molte cose con il pensiero greco nonostante nessun contatto.
RELIGIONE GRECA
La religione greca si muove gradualmente da una forte connessione alla natura e gradualmente si
sposta verso una sempre maggiore astrazione.
MARE E LINGUAGGIO
Il popolo greco è spinto a pensare che è necessaria una ricerca del vero, a causa del fatto che sono
sul mare e di conseguenza il loro popolo naviga perché per chi vive sul mare il viaggio è
indispensabile, il risultato è che i greci si relazionano con culture molto diverse specialmente
imperi molto vasti e gerarchici, ognuno di questi popoli non è solo molto diverso ma ha anche
parole diverse per lo stesso oggetto e di conseguenza i greci devono trovare il modo di
comunicare.
C’è quindi una necessità di passare dal significante al significato, questo è uno sforzo del pensiero
che porta a ragionare al di là del termine andando dritti al significato.
Questo è aiutato anche dal fatto che i rappresentanti sono eletti e di conseguenza devono parlare.
Nel settimo secolo alcuni greci iniziano a usare la scrittura per ragionare e da qui nasce filosofia e
anche storiografia.
ESISTENZA
Posso radicalizzare la domanda sul perché della mia esistenza e portarla a domandarsi di perché
esiste una serie di cose che comprendono il mondo e l’umanità.
La spiegazione scientifica non è sufficiente, perché è necessaria quella ontologica(studio
dell’essere).
Ciò porta anche a chiedersi che cosa sia l’esistenza.
Queste due domande sono il nucleo della filosofia perché non abbiamo le risposte.
PHYSYS:
La Polis è un luogo protetto dalle mura che impediscono alla natura di entrare.
Siamo abituati a pensare che l’uomo sta contro la natura o è comunque separato da essa, ma nel
mondo greco l’Antropos è parte della Physis.
Noi siamo abituati a sentirci superiori agli altri esseri viventi, la gerarchia dei viventi con al culmine
l’uomo che dà il nome ai viventi è stata creata dalla bibbia.
- Nelle culture arcaiche il nome rappresenta l’essenza di qualcosa e ha un valore sacro,
quindi può essere usato a fini magici.
Il nome ti definisce, perfino i rapporti tra gli animali sono definiti dal nome che Adamo gli dà,
questo elemento ebraico però non è gerarchico, diventa gerarchico nel cristianesimo.
Nella cultura cristiana si è quindi portati a credere di essere superiori alla natura ma è un costrutto
culturale.
GIUSTIZIA
Affinché ci sia giustizia è necessario un giudizio che abbia a che fare col presunto colpevole, si
parla di giustizia quindi quando nascono i tribunali dove oltre a parte lesa e imputato è presente
un terzo il quale è il giudice, che non ha a che fare con alcuna parte, questa cosa è inventata dai
romani.
PRAXIS
Ma la scrittura non è solo per ragioni economiche e giuridiche, prima di arrivare a storia e filosofia
si passa alla scrittura per trasmettere il sapere pratico dopo essere stato affidato alla trasmissione
orali.
Per secoli questo sapere è trasmesso oralmente tramite Iliade e Odissea che sono non epica ma
paideia, servono quindi a trasmettere il sapere a tutti, ad un certo punto questi testi sono trascritti.
- Paideia è diverso da istruzione ed è invece più simile ad educazione che vuol dire condurre
fuori cioè portare con un ragionamento ad una conclusione.
Solo dopo si passa alla scrittura come veicolo di pensiero e riflessione, è in questo momento
quando inizia a nascere la filosofia la quale è subordinata alla sofia.
DOXA
Usare la ragione per trovare la verità significa discutere di qualsiasi cosa senza alcun criterio?
No perché quando si parla in pubblico non si cerca di dimostrare la verità, la Doxa quindi mira alla
persuasione, indipendentemente da quale sia la modalità.
Il logos invece ha l’obbiettivo di arrivare alla verità e dimostra tutto ciò che afferma.
LA CREAZIONE
Siamo abituati a pensare che il mondo abbia un’origine nel tempo, ovvero prima quel qualcosa che
c’è adesso non c’era.
Nessuna cultura primitiva lo ha come concetto.
È un costrutto generato dalla teologia cristiana che la prende dall’ebraismo dove però non è il
fondamento della teologia, in realtà il primo ebraismo contiene dei testi che non sono d’accordo
con questa affermazione ma il primo concilio li elimina facendoli diventare testi apocrifi.
Nell’ebraismo primitivo quindi non vi è l’idea del niente.
Siccome nelle culture antiche non vi è una idea di creazione dal nulla, vi è un’idea di tempo ciclico
diviso in periodi di lunghissima durata detti eoni, l’origine non è quindi una creazione e non è nel
tempo.
Interrogarsi sull’origine della Physis è quindi non interrogarsi sul suo inizio ma sul suo Arché
ovvero il principio razionale di tutte le cose e che fa essere la natura sé stessa, non come origine
nel tempo ma come ciò che fa sì che la Physis sia, la Physis non sta ferma ma cambia
continuamente.
La Physis è quindi Dynamis, forza e potenza di modificarsi continuamente.
TALETE
Il primo filosofo è Talete di Mileto, pensa “Per poter capire come mai la natura si trasforma ed è
viva devo osservare”
COSMOS E CHAOS
In Metafisica libro alfa vi è un testo sull’origine della filosofia, il Thaumazein è lo stupore di fronte
al tutto quindi di fatto di fronte alla Physis, la quale ha 2 caratteristiche, è potente ma è anche
caotica.
Solo dalla confusione emergono gli enti distinti, il Chaos è quindi l’amalgama informe da cui
emerge la molteplicità degli enti distinti tra di loro.
Dal Chaos emerge l’ordine, la natura sembra essere intrinsecamente ordinata, come la successione
notte e giorno.
E questo tutto ordinato è chiamato Cosmos.
Se la Physis ha queste 2 caratteristiche così contradditorie, è compito del filosofo chiedersi perché
esista la Physis e perché sia così ma anche da dove viene, perché si trasforma e molte altre.
La prima interrogazione della filosofia arcaica, prima di Platone, è di natura cosmologica.
GLI IONICI
Gli altri 2 filosofi importanti per quanto riguarda l’Arché sono Anassimandro e Anassimene, due
filosofi ionici, ma non parte della scuola Ionica mentre essa non esiste.
Talete, Anassimandro e Anassimene sono messi in ordine cronologico e conoscono l’uno il
pensiero del precedente.
ASSIMANDRO E L’APEIRON
Anassimandro si rende conto della grande molteplicità della Physis e introduce la parola Apeiron
ovvero l’assenza di Peras, di conseguenza Apeiron è illimitato, il che spiega perché la Physis non si
esaurisce mai e si trasforma in eterno.
Qualcosa che è sé stesso non può diventare altro da sé, di conseguenza se si può trasformare non
può essere definito.
Apeiron significa anche indeterminato nel senso che non ha parti è non può essere localizzato.
La Physis è indeterminata sia nel tempo sia nello spazio, l’assenza di limite nel tempo noi lo
traduciamo solitamente come eterno ma è più corretto infinito nel tempo in quanto il tempo c’è e
cambia le cose ma non è una gabbia.
L’Arché del tutto è quindi Apeiron, ma allora da dove ha origine la determinazione e la distinzione
che io vedo?
Secondo Anassimandro la spiegazione è il Nous.
RITORNO ALL’APEIRON
Anassimandro dice che le cose vengono all’essere dall’apeiron, ma hanno lì anche la loro
distruzione, quando finiscono tornano nell’apeiron secondo ananke.
Ciascun ente che ha commesso ingiustizia deve espiare nei confronti di un altro ente quando
ritorna all’apeiron.
Secondo molti vi è un pesante influsso dell’orfismo su Anassimandro, sembrerebbe infatti che
nell’esistere l’ente ha già delle colpe.
Siccome per i greci il positivo è quello che è definito, ma l’arché è apeiron, quindi l’esistenza ha
un’origine negativa la quale va quindi purificata.
HYBRIS
Gli dei impongono il loro volere attraverso degli ordini, oppure attraverso dei divieti.
Se non senti che l’ordine ti viene imposto tu non fai quella cosa.
Il comando non è una parola, la trasgressione non è agire in assenza di comando ma agire
trasgredendo il comando.
L’ordine vale tanto più quanto è potente l’essere che lo impone.
Quando c’è ordine funziona tutto.
La trasgressione è quando in presenza di un ordine la persona che doveva obbedire varca il limite.
Nel mondo greco se qualcuno viola la gerarchia degli dei varca il limite commettendo Hybris.
Tutto ciò che è Hybris è empio, ovvero il contrario del comportamento conforme alle norme divine.
Chi commette Hybris riceve subito il castigo.
ANASSIMENE
Quando Anassimene ragiona sull’Arché, dice, se il principio di tutta la physis è contenuto nella
physis e somiglia all’apeiron, allora lui sostiene che sia l’aria ovvero lo Pneuma.
L’aria quando fa freddo si condensa, scende sotto forma di acqua che si condensa diventa poi
solida (lui la definisce come terra), succede l’inverso quando lo stato solido si riscalda e diventa
acqua e poi aria di nuovo, c’è qualcosa che è più rarefatto ovvero il fuoco, quindi quando l’aria si
rarefà diventa fuoco, vi è quindi un unico Arché che si trasforma in base al calore.
PITAGORISMO
Come si passa quindi dall’uno (Arché) ai molti (gli enti), e che relazione vi è tra di loro.
Questa questione è posta dai pitagorici.
I pitagorici condividono lo stesso luogo e la stessa vita, è dunque la prima vera scuola, non vi è un
insegnante, sono tutti studiosi, le dottrine più significative vengono attribuite a un mitico fondatore
ovvero Pitagora di Samo.
Molte cose narrate su Pitagora di Samo sono leggendarie.
Secondo i pitagorici abbiamo la capacità innata di discernere le quantità.
Il numero è contemporaneamente pluralità e unità, il tre è contemporaneamente 1+1+1 e 3, è
dunque sia sé stesso sia una quantità formata dalle unità che lo compongono.
1 non è dunque un numero, è parimpari ovvero né pari né dispari, di conseguenza non è
molteplice.
Siccome la realtà è fatta dai numeri studiare i numeri significa studiare la realtà.
L’uno è l’unità di base della realtà, il due è l’inizio della molteplicità, il 3 è sia uno sia due dunque il
primo numero molteplice è in 3.
Se una cosa è stabile e ha una forma definita è quindi perfetta e positiva.
Essendo quindi i numeri divisi in limitati e illimitati, si iniziano a formare le coppie assiologiche
ovvero coppie di valori di cui uno positivo e l’altro negativo, la prima è il limite la seconda è
l’illimitato, la prima coppia assiologica è dispari-pari.
Il 3 è il primo numero dispari e non è divisibile, perché per i greci i la divisione è in due parti uguali.
Il triangolo equilatero è simbolo di equilibrio tra pari e dispari e quindi è il simbolo perfetto.
Il 9 è 3 volte 3
Il 10 rappresenta boh.
PARMENIDE
Secondo Parmenide, la sostanza è l’Essere inteso come ciò che è e non può non essere, negando
la validità del mutamento.
Sul piano ontologico la sostanza è l'Essere assoluto, una realtà che deve essere necessariamente
unica, ferma e indivisibile per poter esistere.
Sul piano logico è la coerenza assoluta, espressa dal principio per cui è impossibile pensare o dire
ciò che non esiste (il nulla).
Sul piano linguistico è la tautologia "L'Essere è", poiché ogni altro discorso che implichi il "non
essere" o il "divenire" è logicamente falso.
Il mutamento quindi è un'illusione dei sensi, un errore della mente umana che si lascia ingannare
dalle apparenze sensibili (come la nascita e la morte).
La verità (aletheia) si raggiunge solo con la logica pura… ovvero il pensiero razionale che non si fida
dei sensi, ma solo della necessità mentale.
Quello che vediamo nel mondo che ci circonda è pura apparenza che rientra nell’inganno dei
sensi, noi possiamo pensare solo l’essere.
Quindi secondo Parmenide l’essere è eterno, inalterabile, immobile.
Prendendo sul serio il principio di identità la molteplicità degli enti viene spiegata tramite la tesi
secondo cui gli enti sono composti da qualcosa che permane tutto ma è uguale a sé stesso.
Non esiste quindi nascita o morte, trasformazione e nemmeno movimento.
ERACLITO
Secondo Eraclito, il panta rei (tutto scorre) è la legge universale della realtà, dove il mutamento è
armonia di contrari.
Sul piano ontologico la sostanza è il divenire, ovvero il flusso incessante in cui ogni cosa si
trasforma continuamente nel suo opposto.
Sul piano logico è il Logos, inteso come la "ragione" o la "legge" segreta che ordina questo caos
apparente, rendendo il mondo razionale.
Sul piano linguistico è il linguaggio degli "svegli", ovvero di chi sa andare oltre l'apparenza per
comunicare la verità profonda delle cose.
Il principio cardine è l’unità dei contrari: la lotta tra gli opposti (guerra/contesa) che
paradossalmente garantisce l'equilibrio e la vita dell'universo.
Il simbolo di questa sostanza dinamica è il fuoco… ovvero l'energia vitale che si accende e si
spegne secondo misura, simbolo di trasformazione perenne.
EMPEDOCLE
Per Empedocle la materia è formata da più componenti, questi componenti sono quattro e lui li
chiama elementi, acqua, terra, aria e fuoco, essi non si trasformano l’uno nell’altro.
Nel nostro corpo, ma in realtà in qualsiasi cosa abbiamo una mescolanza di acqua, terra aria e
fuoco, le differenze dipendono dalla quantità di ogni elemento e del modo in cui sono uniti.
Il motivo per cui stanno insieme sono due forze che lui chiama amore e odio.
Empedocle immagina nel tempo la realtà fisica in divenire, quando queste due forze sono in
equilibrio si ha il cosmos.
Il totale della quantità di amore e di odio è uguale, quando uno aumenta l’altro diminuisce, solo
con l’equilibrio esiste il cosmos.
Secondo Empedocle il pensiero sta nel cuore e il simile riconosce il simile.
ANASSAGORA
Anassagora pensa che: poiché la physis è infinitamente diversificata ciò che la compone deve
spiegare la possibilità di essere infinitamente molteplice.
Le particelle che compongono tutto, le omeomerie, devono avere la caratteristica di poter essere
componenti di qualsiasi ente.
La singola particella deve avere quindi tutte le possibili caratteristiche.
Può quindi la particella comporre qualsiasi tipo di ente.
Qualsiasi ente è infinitamente divisibile, ci sarà sempre una particella infinitamente piccola che lo
compone, quando combini le particelle vengono fuori caratteristiche determinate.
L’omeomeria è a sua volta divisibile, non è una particella elementare.
Il motivo per cui le omeomerie conservano solo alcune caratteristiche è il modo in cui si
assemblano che è determinato dal nous.
Anassagora intuisce che si ragiona con il cervello.
Secondo la sua teoria percettiva, il simile non conosce il simile, ma si riconoscono per contrasto, io
sento caldo se sono freddo.
DEMOCRITO
Democrito è allievo di Leucippo, sono entrambi i massimi esponenti della scuola atomista, atomo
vuol dire indivisibile, questo perché se particella fosse divisibile non sarebbe la particella ultima.
Gli atomi sono tutti diversi tra di loro ma rimangono indivisibili
Secondo la scuola atomista allora se le particelle fossero sempre divisibili non si può trovare una
particella atomica anche perché se si divide qualcosa all’infinito scompare e ciò è impossibile.
Per spiegare la molteplicità tra gli enti, tramite gli atomi non similari, i quali hanno come
caratteristiche comuni quelle dell’essere di Parmenide.
Le particelle si muovono in uno spazio vuoto con moto vorticoso.
Alcuni atomi si aggregano perché hanno forme diverse e complementari che consentono incastro.
Gli atomi hanno diverso peso misurabile tra di loro.
L’atomo più pesante tende a muoversi più lentamente.
Gli atomi sono moltissimi ma non infiniti, così come sono molto piccoli ma non indivisibili.
Gli atomi hanno quindi forma, peso e dimensione.
I più piccoli di forma sferica sono i più veloci perché non hanno asperità, questi sono gli atomi
dell’anima che sono ignei.
Qui non vi è il motivo di pensare alla morte in quanto se siamo formati di atomi sempre in
movimento la morte è solo un’altra trasformazione.
DEMOCRITO E IL MATERIALISMO
Nel mondo greco si ha fiducia in spiegazioni non completamente materialiste come il rapporto tra
il corpo e l’anima e tra terreno e ultraterreno.
Quando sogniamo ci osserviamo fare delle cose che non facciamo davvero, questo porta all’idea
che una parte di noi si stacchi dal corpo e agisca.
Democrito invece ci fornisce una spiegazione materialistica, il corpo è un agglomerato di atomi che
si muove e fa delle cose, le cose che facciamo sono funzionali a garantire la sopravvivenza, ci
muoviamo per sopravvivere fuggendo il dolore e inseguendo il piacere.
L’anima non è diversa dal corpo ma è composta dai suoi atomi.
L’anima secondo Aristotele è del corpo e ha una funzione vegetativa, una funzione sensitiva e poi
c’è la funzione del logos, ovvero l’uomo comunica attraverso il linguaggio, con la morte la funzione
intellettiva permane in quanto le idee permangono e sono parte della nostra anima.
Gli organismi sono agglomerati di atomi, lo spirito non c’è, l’organismo si muove per soddisfare i
suoi bisogni fisici, il bisogno può essere soddisfatto da qualcosa che sospende lo stato di disagio
dell’organismo.
Ci sono dei bisogni naturali e necessari sentiti anche dagli altri animali, ce ne sono di naturali e non
necessari, ci sono dei bisogni non naturali e non necessari, se una cosa è necessaria è naturale ma
non viceversa.
LA SOSTANZA
Secondo Aristotele la sostanza, upokeimenon, è ciò senza cui non puoi dire/pensare alcunché, da
un punto di vista ontologico la sostanza è ciò che permane al di là del mutamento.
Il mutamento quindi non è illusorio ma ciò che sta mutando è comprensibile perché rimane sé
stesso.
Sul piano ontologico quindi la sostanza è l’essenza delle cose.
Sul piano logico è il contesto.
Sul piano linguistico è la parola/soggetto.
Ci sono 2 parametri per distinguere la sostanza:
-comprensione (partecipa di molte idee ovvero comprende di molti concetti)
-estensione (l'ampiezza della classe di oggetti a cui il concetto si riferisce; ovvero il numero di
individui che rientrano in quel concetto)
Le sostanze prime sono gli individui ovvero gli enti concreti e singolari che non fungono mai da
predicato ma solo da soggetto logico e ontologico.
Le sostanze seconde sono i generi e le specie che rientrano nelle sostanze prime, definendone
l'essenza e la natura universale.
ARGOMENTAZIONI E LOGICA
Se voglio usare un giudizio/proposizione come presupposto per un ragionamento esso deve essere
abbastanza esteso da comprendere ciò che segue.
Solo così posso operare la deduzione, la quale va dal generale al particolare.
L’induzione è invece valida solo con un campione abbastanza ampio, in ogni caso si può al massimo
dire perlopiù.
Se io sto sostenendo una tesi questa tesi deve avere degli argomenti, devo avere premesse fondate
su cui costruire un ragionamento che sia valido.
Devo poi anticipare le possibili obiezioni e smontare la controargomentazione con argomentazioni
solide, se io invece concentro le mie controargomentazioni sull’avversario con degli argomentum
ad personam fallisco sul piano logico.
Una tesi che non ammette controargomentazioni è debole.
DOMANDE INTERROGAZIONE
COSA SIGNIFICA EPISTEME?
È la conoscenza vera, l’epistemologia è la scienza che si occupa dello studio della conoscenza vera.
COSA SIGNIFICA THEOREIN?
Theorein significa vedere.
Le scienze teoretiche sono quelle che sono fini a sé stesse e che non hanno un risvolto concreto e
che quindi non portano alla praxis.
COME SI PONE LA FILOSOFIA VERSO IL CAMPO SCIENTIFICO (NEL MONDO GRECO LA FILOSOFIA è
EPISTEME)
COS’è L’EPISTEMOLOGIA
LE FONTI (I FRAMMENTI)
TECHNE
TALETE
ANASSIMANDRO
SPIEGA IL NOUS
I NUMERI SI GENERANO?
SPIEGA PARMENIDE
SPIEGA IL VUOTO