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Svevo

Italo Svevo, pur gestendo un'industria, continua a scrivere opere che esplorano la crisi dell'uomo contemporaneo attraverso romanzi psicologici. I suoi personaggi, spesso inetti e ambigui, riflettono una società in crisi, influenzata da pensatori come Schopenhauer, Marx e Freud. Svevo utilizza la scrittura come forma di autoanalisi, affrontando temi di malattia mentale e la complessità della coscienza umana.
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Svevo

Italo Svevo, pur gestendo un'industria, continua a scrivere opere che esplorano la crisi dell'uomo contemporaneo attraverso romanzi psicologici. I suoi personaggi, spesso inetti e ambigui, riflettono una società in crisi, influenzata da pensatori come Schopenhauer, Marx e Freud. Svevo utilizza la scrittura come forma di autoanalisi, affrontando temi di malattia mentale e la complessità della coscienza umana.
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ITALO SVEVO

In questi vent’anni lui prende le redini di una grossa industria ma lui ammette di non riuscire
a smettere di scrivere, ma continuerà a scrivere per sé perché le due opere pubblicate in
passato non aveva portato al successo.

Il fatto che lui scrive in italiano ma parla in altra lingua e visto come un difetto è non un
pregio. Infatti lui scrive in italiano ma parla il dialetto triestino e il tedesco perché visse anche
in Germania.

I romanzi che scrive sono appartengono per le loro caratteristiche al romanzo europeo —>
romanzo della crisi perché parla della crisi
Diventano così romanzi psicologici perché trattano di analisi psicologica del personaggio e
quindi anche in analisi psicologica dell’autore. C’è un autoanalisi di sé stesso ma dato che
questi personaggi sono un alter ego di lui riusciamo a capire lui.
—> Grazie a questo Svevo scrivere un romanzo di analisi psicologica dell’uomo
contemporaneo (perché lui lo è)
Lui dice che se tutti scrivessero in letteratura un romanzo sulla psicologia di noi stessi “la
letteraturizzazione di noi stessi” riusciremo a capire noi stessi e l’uomo.

- rifiuto del positivismo —> Svevo si rende conto su di sé che l’uomo


contemporaneo è in crisi perché sono cadute tutte le certezze del positivismo per
questo l’uomo è disorientato sia nella scienza che nella religione.
- Inetto —> uomo comune che non ha qualità e riconosce di non averle oppure finge
di non averle ma in realtà è cosciente di non averle perché questo è un uomo
sconfitto dalla vita. Svevo vede la vita come una sfida tra uno forte e uno debole che
però l’uomo non è neanche capace di provare a fare la sfida
- Lavoro e affetto —> Sono i due poli del modo in cui vive l’inetto ma entrambi lo
rendono un uomo incapace di agire
- Crisi > la crisi è una crisi interiore dove non si riesce a congiungere la vita e la
coscienza. Molte volte tra le due non c’è relazione o addirittura contraddizione
Ad esempio Zeno è al capezzale del padre che sta per morire e il dottore gli sta dicendo che
non c'è niente da fare. Zeno ebbe sempre un rapporto brutto e difficile con il padre ma
quando il medico gli dice che che stava per morire Zeno piange e chiede al medico di farli un
farmaco che non lo faccia stare peggio. In realtà questa sua crisi interiore si dice che non c’è
in quanto lui sta piangendo realmente ma è una finzione che fiorisce dal suo inconscio dove
lui è in conflitto con su padre
—> c’è in intensa tra il dire e il fare ma per colpa dell'incoscienza
- Dualismo tra vita e coscienza —> due vite che non sono corrispondenti. E una
narrazione psicologica che mette le basi della futura psicanalisi di Freud
- C’è un contesto tra forma e sostanza dove però si crede in tutti e due e si dà
importanza ad entrambi
- Malattia —> nell'ultimo capitolo della Coscienza di Zeno, Zero dire che l’uomo per
natura è definizione è malato (non malattia fisica ma malattia mentale la nevrosi)
perché fa parte della sua essenza. Non si può guarire perché la malattia è intrinseca
alla vita. Gli unici a essere sani sono gli animali che secondo lui non fanno un
percorso interiore perché non hanno la coscienza
- Svevo scrive per sé ed è un uomo d’affari perché non crede che l’uomo possa
cambiare il mondo e rifiuta le ideologie —> scetticismo
- Non entra a far parte della politica sé non per difendere le terre irredente dov’è lui
visse anche a Trieste

Personaggi delle sue opere


Sono principalmente proletari o borghesi ma lui ci parla della classe che lui riconosce , non
sono né positivi né negativi, né eroi e soffrono della crisi.
Sono ambigui —> in questo periodo non è più riconoscibile ciò che è bene ciò che è male

Influenze culturali
- Schopenhauer in quanto per lui la società era divisa tra lottatori e contemplatori
(versione darwiniana). I lottatori sono coloro che vivono per la lotta alla vita mentre i
contemplatori sono coloro che si rendono conto di non avere la capacità di affrontare
le cose e sono inetti e si tirano fuori dalla lotta della vita. Se i vinti di Verga sono
coloro che si buttano nella fiumana del progresso e perdono mentre qui
contemplatori non si buttano neanche perché sono consapevoli della vita.
- Marx > Svevo di lui coglie il concetto di alienazione dove l’uomo è un estraneo si
aliena e rimane fuori
Zeno è stato chiamato così perché deriva dal greco Xenos che vuol dire “avere paura dello
straniero” infatti questo personaggio era uno straniero.
- Nietzsche > i personaggi di Svevo presentano sempre un protagonista che è un
inetto e poi c’è un antagonista che è un uomo che è un amico o parente del
protagonista ma è il suo opposto ed è una persona vitale che agisce ed è sicuro di
sé.
In questa dualità tra protagonista ed antagonista c’è un richiamano al superuomo che agisce
e si butta.
- Joyce > ebbe una recensione positiva da egli sui sulle sue due opere pubblicate in
passato
- Montale > diventa importante per una sua riflessione sulla letteratura che ebbe con
egli e da questo nasce anche una grande amicizia

Rapporto tra psicanalisi e Svevo


Svevo legge i primi scritti di Freud nel 1911 e poi lo conosce attraverso suo cugino.
Lui viene a conoscenza della psicanalisi che lo incuriosì molto. Però ha una netta sfiducia
sulla terapia della psicanalisi come cura alla nevrosi.
Nonostante ciò lui rimane affascinato da essa che sarà poi molto presente nel suo terzo
scritto “la coscienza di Zeno”
Svevo inserisce infatti alcuni riferimenti pseudo-scientifici:
- sogni, lapsus, sensi di colpa, atti mancati, feticismo, rimozioni

Per lui la scrittura = una forma di terapia psicanalitica per curarsi (anche se poi non puoi
curati)
Una vita (1892)
il protagonista è Alfonso Nitti, un giovane di provincia che passa ad una vita più grande a
Trieste quando muore il padre.
Trova lavoro in banca dopo il fallimento della fabbrica di suo padre. Lui ha determinati sogni
come i progetti che lui non riesce mai a realizzare.
Uno dei suoi sogni è quello di scrivere. Conosce Annetta Miller perché il padre di lei è il suo
capo della banca.
I due trovano un punto d’incontro e nasce una storia sentimentale perché i due sembrano
interessati.
Nel momento in cui la relazione sembra diventare seria e lui abbia la possibilità di fidanzarsi
e sposare con lei così da salire di ceto sociale in realtà poi lui rinuncia e trova un alibi per la
sua incapacità di affrontare questo cambio di vita.
Trova l’alibi dove necessita di portare delle cure alla madre che sta male che poi è vero però
poi approfitta della situazione sgradevole della madre per camuffare la sua inettitudine per
questa relazione.
Torna al paese e accudisce la madre ma essa muore e poi lui torna a Trieste ma moria
Annetta aveva trovato marito Macario che è l’antagonista.
Macario e Alfonso dovranno sfidarsi a duello e lui dato che è un inetto si suiciderà pur di non
affrontare il duello .

T1 le ali del gabbiano


Alfonso instaura un rapporto con Macario che porta Alfonso a mettersi in discussione nel
vedere i traguardi e il carattere vitale di Macario.
Macario cerca l’amicizia di Alfonso perché vede in lui uno strumento per far risaltare il suo
carattere vitale.
Sembra di vederli in lotta quasi la lotta tra la provvidenza darwiniana.
Ne propone una metafora di un gabbiano che pesca i pesci in mare per attraverso un
simbolo raffigurare la differenza tra i due.

- il narratore è esterno ma il punto di vista varia anche se stesso e del protagonista


quindi Alfonso Nitti
- Macario e il lottatore mentre Alfonso è il contemplatore

Coscienza di Zeno (1923)


E il romanzo che arriva dopo una riflessione sulla società e sul tempo storico che vive con lo
scoppio e conclusione di una guerra mondiale.
Si inserisce in un clima culturale storico e politico dove ci sono le impronte del pensiero
Freudiano.
È un genere letterario romanzato diverso di tipo sociologico ma sotto forma diaristica.
Sono pagine di diario scritte in prima persona, tutto inventato sull’io e ha come protagonista
se stesso.
È impostato come un diario terapeutico infatti un medico chiede a Zeno di scrivere un diario
prima di iniziare le sedute. Questo diario deve contenere la sua visione della sua vita su
come l’ha vissuta e con tutti gli eventi importanti.
Questo dottore si chiama Dottor S infatti non viene mai detto il suo nome vero.
In questo S si pensa che ci sia Sigmund il nome di Freud dato che ha un richiamo del
pensiero Freudiano.
—> è una reticenza > una figura retorica > ed è presente quando un personaggio inizia a
parlare e poi ci sono i tre puntini di sospensione (non viene detto ciò che ci aspettiamo)
Come tecnica > quando non ci viene detto esplicitamente un dato. Questo può avere o
meno un significato che spetta al lettore darsi la risposta in base alla sua visione della
narrazione
Tutto il romanzo è composto da domande sotto intense e non dare nessuna risposta perché
è una lettura che facciamo noi.

È un romanzo rivoluzionario anche per la scrittura in quando se fino a prima la trama aveva
uno sviluppo cronologico ora invece prima di iniziare a leggere la storia abbiamo:
- una prefazione > narratore interno di primo grado che è dottor S e scrive una
prefazione a quello che noi andremo a leggere. Qui dice che ha deciso di rendere
pubblico il diario dato come terapia a Zeno. Questa pubblicazione va contro il segreto
professionale in etica importante e un po’ come vendetta perché dopo aver scritto
questo diario Zeno di agiata si non credere più nella psicanalisi e si stacca dal Dottor
S
- Un preambolo > è una minima parte che sta prima della vicenda nei vari capitoli. Qui
Zeno dice di iniziare a scrivere un diario della propria vita interiore perché lui si sente
malato e ha chiesto aiuto con una cura al dottor S e il dottore gli ha dato come
compito prima di iniziare le sedute questo diario. Zeno dice di sentirsi malato perché
dipendente dal fumo. Ma la malattia vera e propria non è il fumo ma non si sa
inizialmente si scoprirà
Entrambi integranti del romanzo.

Avremo 2 punti di vista di cui la prima del Dottor S è una visione psicanalitica mentre la
seconda è dal punto di vista del malato.
Da subito però ci dice che Zeno non ci credeva nella malattia da subito e che aveva qualche
dubbio.
Il lettore è confuso e non può capire se qualcuno dei due ha ragione o se tutti e due o
nessuno. Per tutto il romanzo il lettore si alternerà sulla ragione.
—> non esiste una verità univoca

Tempo > tempo misto infatti questo romanzo non segue un tempo cronologico, i fatti
avvengono in un tempo ma questo tempo va e viene.
I capitolo che seguono il preambolo sono suddivisi per temi e non seguono lo sviluppo
cronologico
4 capitolo lunghi
- dipendenza dal fumo
- Morte del padre
- Matrimonio con augusta e amante
- Autoanalisi
E uno spostamento continuo tra fabula e intreccio —> non coincidono mai è un anacronia
Attraverso questi ricordi legati a tematiche per lui fondamentali ripercorre la propria vita
interiore con il suo inconscio.
Coesistono due punti di vista:
- Zeno da adolescente che certe cose non le capiva
- Zeno vecchio che analizza quello Zeno giovane e da una sua lettura da vecchio
Come viene raccontato tutto?
Attraverso una tecnica —> apparentemente autoanalisi pensata e vissuto e scritta.
Zeno racconta fatti passati o vissuti da poco, un continuo ricordo che avviene anche quando
vai dallo psicologo il quale attraverso delle domande fa tornare nel passato il paziente
Nel ricordare usa dei legami logici e a logici cioè libere associazioni di idee —> stream
of consciousness
Sembra che ci sia poca connessione ma in realtà c’è e lui ripercorre il suo passato
attraverso il processo dell’inconscio che agisce dentro di noi ma di cui noi non abbiamo
piena consapevolezza.
Meccanismi dell’inconscio:
- Rimozioni > fatti accaduti che non sono altro che il modo che l'inconscio lavora su di
noi infatti lui rimuovere il pensiero razionale
- Lapsus
- Mistificazioni

Temi
- menzogna e verità > continua sovrapposizione
- Inattendibilità del narratore interno > non è credibile
- Malattia > nell’ultimo capitolo Zeno si scaglia contro il Dottore perché non crede in
questa terapia. Conclude facendo una riflessione sull’umanità partendo da sé: ha
capito che è è malato le farà una riflessione generale

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