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Programma Arte

Il documento analizza il Rococò e il Vedutismo, evidenziando il ruolo di Antonio Canal, noto come Canaletto, nel rappresentare vedute oggettive delle città italiane, in particolare Venezia. Viene anche discusso il Neoclassicismo, con focus su artisti come Antonio Canova e le loro opere, che riflettono un ritorno all'arte greco-romana e un equilibrio estetico. Infine, si menzionano importanti opere architettoniche a Torino, come Palazzo Carignano e la Basilica di Superga, che mostrano l'influenza del barocco e del neoclassicismo.

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Programma Arte

Il documento analizza il Rococò e il Vedutismo, evidenziando il ruolo di Antonio Canal, noto come Canaletto, nel rappresentare vedute oggettive delle città italiane, in particolare Venezia. Viene anche discusso il Neoclassicismo, con focus su artisti come Antonio Canova e le loro opere, che riflettono un ritorno all'arte greco-romana e un equilibrio estetico. Infine, si menzionano importanti opere architettoniche a Torino, come Palazzo Carignano e la Basilica di Superga, che mostrano l'influenza del barocco e del neoclassicismo.

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VEDUTISMO E CAPRICCIO

Caratteri generali:
La corrente artistica che si di onderà sarà il Rococò. Il Rococò è una sorta di barocco alleggerito (più
leggero, meno sfarzoso e meno pesante). Le decorazioni riprendono gli elementi vegetali che si
ricollegano al mondo pastorale anche dell’Arcadia, che saranno tipici del [Link] Rococò non avrà
grande di usione in Italia ma si di onderà molto di più il Vedutismo. Il Vedutismo è strettamente
legato al Grand Tour (nel corso del 700-800 le persone che appartenevano a ceti sociali più elevati -
aristocratici e borghesi- completavano la loro formazione con un viaggio in Europa visitando le
capitali e soprattutto le città d’arte Italiane (Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Genova, Palermo…). Il
vedutismo nasce a Venezia e il maggior esponente è Antonio Canal, detto il Canaletto. Il vedutismo è
la veduta e la rappresentazione oggettiva di uno scorcio cittadino perché chi veniva, in Italia o in
Europa, voleva poi portarsi in patria un ricordo di ciò che aveva visto. Per la prima volta gli artisti
useranno la tecnologia, useranno la camera ottica che è l’antesignano (=l’anticipatore) della nostra
macchina fotografica. Ne esistono due tipi: una portatile di piccole dimensioni, all’interno c’era un
sistema di lenti e di specchi che proiettavano rovesciati, come nella macchina fotografica, sul piano
ciò che si vedeva, si inquadrava. Quindi il compito dell’artista era quello di ricalcare quello che vedeva
e poi completare l’opera nello studio. L’altro tipo di camera ottica era molto più grande e quindi più
precisa. Era una sorta di armadio, quindi questa volta l’artista può entrare e si può sedere, e sempre
tramite questo sistema di lenti e di specchi l’immagine viene proiettata sul piano, si ricalca e infine si
completa l’opera. La veduta avrà grande successo in Inghilterra (anche Canaletto per qualche anno
vivrà lì) perché questa era la patria dell’illuminismo, poi si di onderà anche in Francia e in tutta
Europa. Anche Canaletto si recherà in Inghilterra per realizzare le vedute delle tenute aristocratiche.
Per quanto riguarda Venezia ci ha lasciato tantissime immagini e opere di scorci cittadini come la
Veduta del Canal Grande.
CANALETTO
Veduta del Canal Grande:
Immaginate l’artista che sceglie quale porzione della città inquadrare. C’è la chiesa di Santa Maria
della Salute e poi si crea una sorta di ansa del canale che crea questo e etto prospettico molto
particolare e ovviamente si dà grande risalto anche alle vibrazioni atmosferiche, alla rappresentazione
delle nuvole. Il nipote di Canaletto, Bernardo Bellotto, lavorerà nelle grandi capitali europee (Dresda –
Vienna – Varsavia). Le vedute di Bellotto sono importanti perché molte di queste capitali europee
sono andate distrutte con i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Quindi queste opere
sono state fondamentali per la ricostruzione di queste città proprio perché sono delle vedute
oggettive e sono diventate dei documenti storici. Accanto alla veduta si sviluppa poi il Capriccio. Il
Capriccio è un tipo di rappresentazione che permette all’artista di creare delle vedute fantastiche
legate più alla sensibilità, all’estro e alla fantasia dell’artista (inserisce delle rovine, prende vari
monumenti e li mette insieme ecc…).

ARCHITETTURA A TORINO
Palazzo Carignano:
Guarino Guarini lo realizza per i Savoia. In questo palazzo nell’800 nascerà il futuro re d’Italia Vittorio
Emanuele. Nella facciata ritroviamo sempre elementi concavi e convessi, in alto c’è un’iscrizione che
ci ricorda dove e quando è nato Vittorio Emanuele. Riprende le caratteristiche del barocco
borrominiano.
Basilica di Superga:
Nel 700 si assiste alla creazione di tante opere architettoniche a Torino perché questa città diventa la
capitale del regno dei Savoia. Vari architetti verranno chiamati a dare una nuova immagine alla nuova
capitale. Nel 700 dalla Sicilia arriverà a Torino Filippo Juvarra, un famoso architetto che realizzerà
soprattutto la basilica di Superga. C’è sempre riferimento all’arte greco romana che è rappresentata
con le colonne, la trabeazione ma la cupola è impostata su un alto tamburo e soprattutto è inserito tra
due campanili che ricordano la chiesa di sant’Agnese in Agone a Piazza Navona, Roma. Questo ci fa
capire che gli architetti nel 700 sono ancora influenzati dalle novità introdotte da Borromini.
La Reggia di Caserta:
La reggia rientra in un progetto molto ampio voluto da Carlo III di Borbone che voleva spostare la
capitale del regno da Napoli a Caserta. Quindi voleva costruire una città moderna, molto più
funzionale rispetto alla vecchia capitale, per cui accanto alla reggia dovevano sorgere tutti i ministeri
e tutto ciò che poteva servire per il governo del regno. Vicino si trova la struttura di San Leucio, è il
primo luogo dove sono state utilizzate delle macchine a vapore per la creazione delle sto e di seta e
ciò fa capire che l’Italia meridionale e il regno di Napoli non era così arretrato come i piemontesi ci
hanno fatto credere per un lungo periodo.
La facciata è stata realizzata da Luigi Vanvitelli, che è un architetto di origine olandese, il suo vero
cognome è van Wittel, che lui ha italianizzato in Vanvitelli. È figlio d’arte perché il padre Gaspard van
Wittel è un famoso vedutista che ci ha lasciato tante vedute di Roma. Si può notare la grandiosità
della struttura, ci sono decine di finestre che caratterizzano la facciata, nella parte centrale ci sono
delle colonne che sostengono la trabeazione e il timpano che ricordano gli antichi tempi greco-
romani. All’interno ci sono 4 grandi cortili sui quali si a acciano moltissime stanze. Inoltre, c’è il palco
che presenta al centro un canale con varie vasche, le quali vengono alimentate da un acquedotto che
è stato costruito appositamente che prende il nome di acquedotto carolino. Ogni vasca è ornata con
delle sculture, una delle sculture più famose è Diana e Atteone, che ricorda il mito greco: Diana stava
facendo il bagno per cui era priva di vesti, Atteone è un pastore, che ha la possibilità di vedere la dea
nuda, lei se ne accorge e lo fa sbranare. Ai lati delle vasche c’è un giardino all’inglese che venne
chiesto dalla regina Carolina e all’interno è presente una bellissima scultura che rappresenta venere
che si specchia nelle acque di questo laghetto.
Nel giardino all’inglese c’è un lavoro a monte per la scelta degli alberi, del loro posizionamento, e
l’intervento dell’uomo è minimo, non si va ad infierire sulle chiome che vengono mantenute il più
possibile naturali. Mentre il giardino all’italiana è geometrico quindi bisogna intervenire a inché
l’albero mantenga quella determinata forma.

NEOCLASSICISMO
Caratteri generali:
Alla fine del 700 verranno riportati alla luce Pompei ed Ercolano e si riscopre l’arte greco romana. In
modo particolare il teorico di questo movimento è Winckelmann, è colui che sancisce la superiorità
dell’arte greca classica rispetto a quella romana. In quel periodo l’arte è caratterizzata da questo
senso di equilibrio, armonia e perfezione. Il Neoclassicismo sarà l’ultimo grande movimento culturale,
letterario e artistico nato in Italia e seguito poi in tutta Europa. Nell’800 invece, tranne il romanticismo
che nasce in Germania, tutte le nuove correnti artistiche, culturali e letterarie nasceranno in Francia.
Questo ci fa capire che l’Italia ha perso questa sua egemonia culturale. Invece dopo la Seconda
Guerra Mondiale l’asse culturale si sposta dall’Europa in America. I due maggiori esponenti del
neoclassicismo sono Antonio Canova e un pittore francese David. Questi due artisti incarnano due
anime del movimento: il neoclassicismo estetico - con Canova che nelle sue opere ricerca il bello
ideale/greco (l’artista partendo dall’osservazione della natura sceglie le parti ? che ricreano un tipo di
bellezza che non esiste) – e il neoclassicismo etico – con David che nelle sue opere cercherà
soprattutto degli esempi da fornire alle giovani generazioni (=si tratta di opere più didattiche e
didascaliche).
CANOVA
Nasce in provincia, a Possagno. I genitori notano una grande abilità e lo invieranno a Venezia dove
frequenterà diverse botteghe. Inizialmente si dedica alla pittura, poi decide di esprimersi utilizzando il
linguaggio scultoreo. Si recherà a Roma, come molti artisti dell’epoca, dove lavorerà con i papi e le
famiglie (principesche?).
Tomba di Clemente XIV (=Basilica dei Santi Apostoli, a Roma):
Ricorda la Tomba di Urbano VIII di Bernini. Innanzitutto, Bernini usa vari materiali (=caratteristica del
barocco) tra cui bronzo, bronzo dorato, marmo policromo, stucco, vetro… mentre Canova utilizzerà
solo il marmo bianco anche per un’errata concezione dell’arte classica perché all’epoca si pensava
che i greci avessero utilizzato solo il marmo bianco, mentre noi sappiamo che le opere erano colorate
per renderle più realistiche. Nella tomba di Clemente XIV, Canova riprende la tomba di Urbano VIII.
Abbiamo infatti due figure allegoriche, una rappresentata in basso seduta e l’altra in alto appoggiata
sul sarcofago, mentre in alto abbiamo la figura del pontefice che, come Urbano Barberini, presenta il
braccio elevato verso l’alto che può essere rappresentato come un monito che il pontefice rivolge ai
fedeli oppure indica il limite dello spazio occupato dall’opera. La disposizione dei personaggi non è
casuale, infatti guidano il nostro sguardo verso la figura del pontefice. In basso c’è una porta che
simbolicamente rappresenta il limite tra la vita e la morte, quindi tra la vita terrena e quella
ultraterrena.
Tomba di Maria Cristina d’Austria (=Chiesa Di Sant’Agostino, a Vienna):
Ci troviamo nei primi anni dell’800 quando Napoleone in Egitto sta conquistando vari territori. La
tomba ha la forma di una piramide e questo ci fa capire che gli artisti non vivono isolati dalla realtà ma
conoscono bene quello che succede attorno a loro. Sceglie la piramide perché ricorda le imprese di
Napoleone ma allo stesso tempo si vuole ricordare che Maria Cristina appartiene alla famiglia
imperiale austriaca (=la piramide ci ricorda il ceto sociale al quale appartiene, in fondo Maria Cristina
viene considerata una sorta di faraone moderno). Ci sono vari personaggi: una donna che porta le
ceneri del defunto rappresenta la PIETAS latina ed è accompagnata da due fanciulli che stanno per
entrare all’interno della piramide, che, come si può vedere, è buia perché rappresenta l’ade (=il regno
dei morti secondo la tradizione greca, regno sotterraneo dove si muovevano le anime dei defunti). La
processione continua con la ra igurazione di una persona anziana, che si può pensare che presto
entrerà nel mondo dell’ade, accompagnata da una donna. Dall’altra parte è ra igurato un leone, che
rappresenta la forza e il coraggio che il marito di Maria Cristina deve avere per continuare a vivere
senza la moglie, e un (genio?) alato. Questa scena è molto importante perché anche Canova si pone
una domanda che spesso ci poniamo anche noi: quando muore una persona molto giovane lo
viviamo come qualcosa che avviene contronatura perché è normale che una persona anziana muoia
ma quando muore una persona giovane o un bambino ci poniamo questo problema. Canova da una
risposta molto poetica: ci dice che la morte si innamora della giovinezza e della bellezza e quindi la
vuole tutta per sé. In alto ci sono due figure alate che potrebbero essere degli angeli o delle nike,
secondo la tradizione antica, che sostengono e sorreggono questo medaglione in cui è ra igurato il
ritratto di Maria Cristina d’Austria.
Amore e Psiche (=Museo del Louvre, a Parigi):
È una delle sue opere più note. Rappresenta i due personaggi mitologici, eros (=dio dell’amore e figlio
di venere) e psiche (= una fanciulla bellissima di cui si innamorano tantissimi mortali). Venere si sente
oltraggiata da questo interesse che gli uomini rivolgono a questa fanciulla e quindi le invia un regalo,
ossia un vaso con all’interno dei fumi pestilenziali, cioè del veleno, per cui la fanciulla muore. Prima di
morire arriva a soccorrerla eros che era il suo innamorato/fidanzato. La scena rappresentata è l’ultimo
bacio sfuggente tra i due prima che Psiche muoia. Psiche verrà accolta tra gli dèi dell’olimpo e quindi
conquisterà l’immortalità. È un’opera particolare che evidenzia l’abilità tecnica dell’artista, infatti
riesce a rendere ???, la morbidezza del drappo che ricopre la figura di Psiche, l’eccezionale resa
dell’anatomia e anche la disposizione molto particolare (=i due personaggi formano una X, enfatizzata
dalle ali di eros).
Paolina Borghese (=Galleria Borghese, a Roma):
Si trova nella Galleria Borghese dato che Paolina sposa il principe borghese quindi per diversi anni
vivrà aa Roma. Viene rappresentata come venere vincitrice, infatti, si può vedere che in mano tiene
una mela che ci ricorda al famoso giudizio di Paride (=tre dee o rono a Paride tre doni; Giunone la
fedeltà coniugale, Atena la sapienza e Venere l’amore della donna più bella del mondo. Ovviamente
Paride sceglie Venere e le da questa mela che è il simbolo della vittoria. Venere manterrà la promessa
e gli farà incontrare Elena, la donna più bella del mondo. Da quest’amore, dal punto di vista
mitologico, nascerà la guerra di Troia. Storicamente invece la guerra nascerà dall’opposizione tra greci
e troiani per motivi commerciali). Paolina viene rappresentata sdraiata su questo lettuccio, si
appoggia ai cuscini. La particolarità di quest’opera è che l’artista l’aveva dotata di un meccanismo per
cui la struttura ruotava mentre noi siamo abituati a girare intorno alle sculture. Noi sappiamo che, ad
un certo punto, il principe borghese decide di eliminarla dal salone di casa e di chiuderla in una
cantina perché era troppo somigliante e non voleva che i visitatori o i suoi amici vedessero la moglie
rappresentata in questo modo. È un’opera che richiama il mondo classico ma ci sono degli elementi
contemporanei. Gli elementi settecenteschi sono: una certa leziosità nella posa e anche
l’acconciatura dei capelli che non è tipica dell’arte antica.
DAVID
È un’artista francese. I genitori si accorsero delle sue capacità e dei suoi talenti e quindi frequenta
l’Accademia delle Belle Arti di Parigi. È così bravo da vincere il Prix de Rome: una borsa di studio che
veniva elargita dallo stato francese ai giovani artisti meritevoli. Successivamente verrà a Roma e
frequenterà l’Accademia di Francia (=Villa Medici, vicino Trinità dei Monti). Grazie al soggiorno romano
scoprirà la classicità greco-romana e avrà modo di visitare le numerose chiese medievali, barocche e
contemporanee. Tornerà poi a Roma però come direttore dell’Accademia Di Francia. Diventerà un
seguace della Rivoluzione francese, sarà un giacobino, e tornato in Francia si batterà per questo.
Qualche anno più tardi diventerà pittore di corte di Napoleone. Ci sarà quindi questo cambiamento
che lui giustificherà dicendo che secondo la sua personale opinione Napoleone era il continuatore dei
principi della Rivoluzione francese. Le sue opere sono didattiche/didascaliche, quindi vuole fornire
degli insegnamenti ai giovani francesi e non solo.
Giuramento degli Orazi (=Museo Del Louvre, a Parigi):
È un episodio tratto dalla storia repubblicana romana. Quando la controversia tra Roma e Albalonga,
anziché essere a idata a una guerra tra i due popoli, vien a idata a tre campioni di Roma, gli Orazi, e
tre campioni di Albalonga, i Curiazi. L’opera rappresenta il momento in cui i tre fratelli romani stanno
giurando fedeltà alla propria patria. Le spade vengono sostenute da un uomo che rappresenta il
PATER FAMILIAS, figura molto importante nel mondo romano. Dall’altro lato invece abbiamo le figure
femminili della famiglia che sono: la madre, i nipotini, la moglie di uno dei fratelli e la sorella. La scena
viene ambientata all’interno dell’atrio di una casa romana e si può notare sullo sfondo la presenza di
tre arcate che rappresentano i tre nuclei dell’opera. I tre fratelli creano questo blocco compatto,
avanzano tutti insieme e tutti insieme giurano di onorare, combattere con lealtà, onestà e di difendere
la loro patria (=valori prettamente maschili). Dall’altro lato invece le donne rappresentano il mondo
delle emozioni e dei sentimenti. Queste tre donne, infatti, sono a rante perché si rendono conto che
lo scontro sarà particolarmente di icile e cruento, quindi, in qualche modo si proiettano verso quello
che può essere il futuro possibile. Dei tre fratelli ne tornerà solo uno. Questo ucciderà la sorella
perché questa era segretamente innamorata con il nemico. Queste figure femminili ricordano le dee
del fregio fidiaco del Partenone e questo ci fa capire che conosceva molto bene le opere di Fidia,
anche se era di icoltoso raggiungere tante opere però probabilmente molte stampe erano arrivate.
La morte di Marat (=Museo delle belle arti del Belgio, a Bruxelles):
Marat è uno degli esponenti della Rivoluzione francese. Viene descritto, non il momento in cui Marat
viene assassinato, ma il momento successivo. Sappiamo che una realista, Charlotte Corday, riesce
ad entrare nella casa di Marat perché lei aveva un figlio al fronte e quindi presenta a Marat una
supplica, ovvero di far rientrare il figlio dal fronte. Marat sta per firmare questa supplica, quindi in
realtà lui muore per questo atto di generosità. Muore perché la donna è una realista, una seguace
della monarchia, quindi, usa questa supplica come escamotage per entrare in casa ed ucciderlo.
Capiamo che è stato ucciso perché l’acqua della vasca è piena di sangue, arrossata, e poi in primo
piano è rappresentata “l’arma del delitto”, ovvero un coltello pieno di sangue. Si trovava in una vasca
da bagno perché Marat aveva contratto una malattia dermatologica (durante il periodo in cui aveva
vissuto nei bassifondi di Parigi perché era braccato dalla polizia) e trovava un minimo di refrigerio solo
stando a bagno nell’acqua; quindi, lui riceve la donna mentre si trovava nella vasca da bagno. Un’altra
cosa che ci colpisce è l’estrema povertà di questa casa. È un uomo potente e ci si immagina sempre
che gli uomini potenti siano circondanti da oggetti lussuosi, statue, quadri e opere d’arte per
accrescere il loro prestigio invece qui possiamo trovare solo la vasca da bagno e uno scrittoio
improvvisato. La postura dell’uomo ci ricorda “La pietà” di Michelangelo ma anche “La deposizione”
di Caravaggio (=il cristo sta per essere poggiato nel sepolcro). Inoltre, il braccio potrebbe riprendere
anche la “Pala Baglioni” di Ra aello. Ci sono tanti riferimenti perché l’artista riprende la tradizione
degli altri artisti e la modifica rendendola propria. Da Caravaggio lui riprende il fondo scuro e i fasci di
luce direzionali. All’epoca Caravaggio non era né conosciuto né amato quindi il fatto che David faccia
una citazione di questo ci fa capire che aveva degli interessi molti ampi. C’è poi un’altra opera in cui
possiamo vedere sullo scrittoio una vera e propria dedica “A Marat, David.” Quindi questo ci fa capire
che l’artista stimava moltissimo quest’uomo e lo presenta come un modello laico che può essere
seguito dai giovani.

ROMANTICISMO
Caratteri generali:
Durante questo periodo nasce il concetto di nazione (=si appartiene alla stessa nazione quando si
condivide la stessa lingua, la stessa cultura, la stessa religione), c’è una riscoperta del medioevo
(=periodo in cui nascono le monarchie nazionali) e poi all’estrema razionalità dell’illuminismo si
contrappone l’esaltazione delle emozioni e dei sentimenti e quindi della soggettività. Mentre nel
periodo precedente era evidente l’oggettività con cui si presentavano gli argomenti e la razionalità.
Vedremo poi che in ogni nazione europea si aggiungeranno aspetti nuovi.
ROMANTICISMO SPAGNOLO – FRANCISCO GOYA:
Nasce in un piccolo villaggio vicino Saragozza. I genitori si accorgono delle sue abilità e lo inviano
prima a Saragozza e poi a Madrid per completare la sua formazione. A Saragozza incontrerà i fratelli
Bayeu che avranno grande importanza per quanto riguarda la sua formazione e la sua introduzione
nella corte spagnola. Diventerà il cognato di questi pittori perché sposerà la sorella.
Il parasole (=Museo del Prado, a Madrid):
Le prime opere di Goya sono molto luminose in cui rappresenta personaggi dell’aristocrazia. E da
queste opere possiamo capire qual è il grande desiderio di Goya, ossia quello di entrare a far parte
della corte di Spagna e frequentare gli aristocratici. Viene rappresentata questa nobil donna con il
cagnolino e il cicisbeo che la protegge con un ombrellino, dal quale deriva il nome dell’opera. I colori,
appunto, sono molto luminosi e ci riporta alle atmosfere delle opere di Parini
Il sonno della ragione genera mostri (=Biblioteca Nazionale di Spagna, a Madrid):
Ci sarà poi un episodio, dopo esser diventato pittore di corte; quindi, lui riesce a raggiungere il suo
scopo, viene colpito da una febbre molto alta e ne uscirà vivo ma con una malformazione fisica
perché perderà un dito e diventerà completamente sordo. In questo periodo si dedica alla
realizzazione di una serie di incisioni che prendono il nome di Capricci. La più nota è “Il sonno della
ragione genera mostri” in cui riflette la sua formazione illuministica. L’artista ci fa capire che, quando
la nostra ragione non ci governa più ma siamo governati da sentimenti come la superstizione o la
paura, noi stessi generiamo dei mostri. Infatti, nell’opera l’uomo è circondato dai mostri.
Maja vestida e desnuda (=Museo del Prado, a Madrid):
Tra il periodo precedente dei “Capricci” e quello successivo dei “Disastri della guerra” realizza
quest’opera molto nota. Le MAJE erano delle ragazze di strada/del popolo. Goya ce ne descrive una
vestita e una nuda. Si può notare un contrasto tra il corpo bellissimo della donna e il volto. Secondo
alcuni il volto appartiene alla donna che lui amava, la contessa/aristocratica d’Alba, per difendere la
privacy(?) di questa donna le cambia il volto con quello di una modella. Infatti, il volto è più
grossolano rispetto alla perfezione del corpo. Secondo altri la donna rappresentata è l’amante del
primo ministro dell’epoca.
I disastri della guerra:
Qualche anno dopo realizzerà un’altra serie di incisione che non avranno grande mercato, ne venderà
poche di queste stampe intitolate “i disastri della guerra”. Siamo nel periodo in cui la spagna viene
conquistata dall’esercito francese e ovviamente sono delle scene raccapriccianti perché
rappresentano la guerra in tutta la sua durezza, crudeltà e disumanità (=sono delle scene che
purtroppo vediamo ancora oggi). Nonostante la crudeltà di queste immagini ci dà l’impressione che in
realtà Goya sia stato presente e che abbia partecipato alla guerra. In realtà lui, probabilmente, ha
ascoltato il racconto di qualche soldato che rientrava dal fronte o ha immaginato tutto quello che
poteva accadere e l’ha rappresentato.
3 maggio 1808 / La fucilazione alla montagna del Principe Pio (=Museo del Prado, a Madrid):
La scena è ambientata di notte per farci capire qual è lo stato d’animo degli spagnoli, si sentono traditi
dalle armate Napoleoniche perché in tutta Europa, anche in Italia, le popolazioni aspettavano l’arrivo
delle armate Napoleoniche perché immaginavano che avrebbero di uso gli ideali di libertà,
uguaglianza e fratellanza che erano poi gli ideali della Rivoluzione francese. Poi purtroppo si
accorgono che quello francese è un esercito d’occupazione. Quindi i patrioti si iniziano a organizzare
per lottare contro i francesi. In primo opiano vengono ra igurati i soldati di spalle, come se fosse una
sorta di macchina bellica(?), i soldati non hanno volto, quindi, non esprimono emozioni o sentimenti.
Dall’altra parte ci sono gli eroi, ovvero i patrioti spagnoli. Se si osservano i volti, ognuno di loro
esprime un sentimento diverso: terrore, sbigottimento, paura… Tra tutti questi personaggi spicca
l’uomo con la camicia bianca e i pantaloni gialli che alza le braccia in segno di resa ma noi lo
possiamo interpretare come una sorta di “novello cristo” che sta per essere crocifisso, quindi ucciso.
In primissimo piano ci sono i patrioti già uccisi che giacciono in una pozza di sangue, quindi scena
molto realistica.
Il saturno che divora i suoi figli (=Museo del Prado, a Madrid):
Sulla guerra lui ritornerà più volte e rappresenterà sempre scene molto cruente come “Il saturno che
divora i suoi figli”. Si può notare lo sguardo allucinato di questa divinità e un particolare cruento: ha in
mano il figlio e lo sta divorando.
Il colosso (=Museo del Prado, a Madrid):
Nella parte inferiore rappresenta il campo di battaglia con animali e tutto ciò che circondava l’esercito
e poi immaginiamo che lì vicino si svolgerà la battaglia. La guerra viene personificata con la
rappresentazione di quest’essere mostruoso che avanza e va a distruggere tutto ciò che incontra.
Goya si occuperà anche del tema della stregoneria perché la popolazione spagnola, soprattutto
quella aragonese, era molto arretrata e dominava la superstizione. Inoltre, la mortalità infantile era
molto alta e le madri cercavano una spiegazione, che non poteva essere razionale, e quindi
immaginavano che le streghe sacrificassero i propri figli alle divinità.
ROMANTICISMO INGLESE – TURNER E CONSTABLE
Turner e Constable sono due paesaggisti del romanticismo inglese. Turner è il primo che
rappresenterà nelle sue opere il treno, che era una novità di questi anni, come si può vedere nell’opera
“Pioggia, vapore e velocità (=National Gallery, a Londra)”. Per gli artisti è fondamentale la soggettività:
noi sappiamo che lui amava viaggiare in treno e sporgersi dai finestrini perché in questo modo poteva
sentire la pioggia che cadeva sulle mani e sul volto, e poteva sentire anche l’ebrezza della velocità del
treno, che, se paragonata agli altri mezzi di trasporto, era sicuramente maggiore. Turner è
un’esponente del sublime, termine definito da Kant per indicare un sentimento di attrazione che
l’uomo prova nei confronti della natura, ma allo stesso tempo di paura perché l’uomo per quanto si
sforzi non riesce a dominare le forze della natura. Quindi, l’uomo ammira i paesaggi naturali e le forze
della natura ma allo stesso tempo le teme. Constable, invece, rappresenta il pittoresco. Descrive dei
paesaggi sereni, nel senso che noi guardiamo questi paesaggi e possiamo ammirare la bellezza e un
senso di quiete e tranquillità che deriva dal fatto che lui nella maggior parte dei casi rappresenta il
paesaggio che conosce di più, cioè il luogo dove è nato (=il famoso Mulino di Flatford). C’è uno
scollamento perché noi possiamo apprezzare solo la bellezza di questi luoghi ma non possiamo
sentire in qualche modo i sentimenti che l’artista prova quindi si definiscono “vedute emozionate”.
Mentre le opere di Turner sono “vedute emozionanti” nel senso che le guardiamo e possiamo provare
delle emozioni. Per esempio, sappiamo che lui si era fatto legare sull’albero maestro delle navi
durante le tempeste (=come una sorta di novello Ulisse?) per poter sentire e vedere in prima persona
che cosa accadeva durante una tempesta, quindi, per questo motivo lui riuscirà a coinvolgerci e farci
sentire su quella nave.
ROMANTICISMO FRANCESE – GÉRICAULT E DELACROIX
Due grandi artisti: Géricault e Delacroix. Frequentano l’Accademia delle belle arti di Francia. Ancora
all’epoca gli artisti si formano studiando le opere della Triade Solare, cioè dei grandi artisti del
rinascimento italiano (=Ra aello, Leonardo e Michelangelo). Questo si può vedere nell’uso della
struttura piramidale che risale a Leonardo o la presenza dei nudi maschili che ci fa pensare a
Michelangelo. La novità del romanticismo francese è che loro usano tele di grandi dimensioni, che
prima erano usate per rappresentare episodi storici, per rappresentare episodi di cronaca quindi
episodi a loro contemporanei come nel caso de “La zattera della medusa” di Géricault.
La zattera della medusa di Géricault (=Museo del Louvre, a Parigi):
La nave era salpata dalla Francia diretta in Senegal, che all’epoca era già una colonia francese, ma
durante il percorso la nave fa naufragio. All’epoca era normale ma ciò che ha destato l’indignazione
della popolazione francese è il fatto che su una nave c’erano più di 100 persone, tra equipaggio e
passeggeri, ma non c’erano scialuppe su icienti (=come avverrà un secolo dopo per il Titanic). Di
queste centinaia di persone se ne salvarono solo 15. Noi sappiamo che Géricault andò a
“intervistare” ed incontrare queste persone per farsi raccontare di quest’esperienza. Quindi, l’opera è
il frutto diciamo di quello che lui aveva scoperto parlando a queste persone. Ci descrive questi
sopravvissuti su una zattera in balia delle onde. I personaggi esprimono due sentimenti contrapposti.
Le persone rappresentate in basso sono o persone morte o che stanno per morire e c’è una figura, che
è un padre, che guarda l’orizzonte e stringe tra le mani il corpo del figlio morto. Quindi ci fa capire che
questo padre, pur essendo vivo, non trova più una ragione per poter continuare a vivere. Dall’altra
parte invece troviamo il sentimento opposto. Ci sono delle persone che si stanno sbracciando con
tutto quello che hanno a disposizione per attirare l’attenzione di una nave che si vede lontana
all’orizzonte. Stanno cercando disperatamente di aggrapparsi alla vita sventolando tutto quello che
hanno a disposizione e urlando per attirare l’attenzione dei marinai della nave. Lo stato d’animo è
molto cupo, soprattutto nella parte in cui il mare ha un colore molto più scuro, poi ci sono le nubi che
trasmettono un senso di tragedia. Invece, l’orizzonte che si apre rappresenta, insieme alla nave, la
salvezza e un modo per uscire da questa situazione drammatica. Nell’opera si può ritrovare
l’impostazione piramidale di Leonardo e la presenza dei nudi maschili di Michelangelo.
Ritratti di Gèricault:
Géricault lavora anche per l’ospedale della Salpêtrière, che esiste ancora oggi a Parigi, perché per la
prima volta la medicina si occupa dei problemi mentali, come la pazzia. Fino a quel momento il pazzo
era (l’invasato da dio?) colui che veniva toccato dagli dèi ma adesso per la prima volta la medicina si
occupa della pazzia come malattia. Quindi i medici dell’ospedale chiedono a Géricault di ricreare dei
ritratti di persone che presentano dei disturbi mentali. L’artista fa una rappresentazione non
scientifica/asettica ma notiamo che c’è una partecipazione emotiva da parte dell’artista perché
all’epoca il genio era considerato uguale alla follia (=una persona geniale era comunque una persona
folle e diversa dalle altre) e quindi lui si sente molto vicino a queste persone.
La libertà che guida il popolo di Delacroix (=Museo del Louvre, a Parigi):
Anche lui riprende l’elemento piramidale e i nudi maschili, quindi è legato alla Triade Solare. È
un’opera che riguarda la contemporaneità, si tratta infatti dei moti del ’30-’31. L’artista ci descrive
questo personaggio femminile, che in realtà è un a popolana (=questo suscitava critiche e scalpore),
che rappresenta la Francia e la libertà che guida il popolo. Lei sostiene con una mano il tricolore
francese e nell’altra ha un moschetto/un fucile. Vicino a lei è rappresentato un bambino con le pistole.
Questo ci fa capire che in queste occasioni si cresce in fretta e di conseguenza anche questo
bambino entra nel pieno della battaglia. Intorno sono rappresentate tutte le classi sociali perché a
questi moti non partecipano solo i contadini o le persone più povere ma anche i borghesi,
rappresentati da quest’uomo che in braccio ha un fucile e rappresentato con ?? (=probabilmente
questo è un autoritratto dello stesso artista). Tutti gli altri che appartengono a un ceto sociale più
basso non hanno queste armi tecnologiche ma agitano scimitarre, forconi e tutte quello che hanno a
disposizione. In primissimo piano, oltre alla donna che incita le persone a superare questa barricata,
dove ci sono anche ovviamente delle persone morte, che sono state colpite durante gli scontri, viene
ra igurato quest’uomo che alza lo sguardo verso la libertà. È uno dei partecipanti ai moti che prima di
morire solleva il suo sguardo e guarda per l’ultima volta l’ideale per cui ha lottato e ha dato la vita.
L’uso del colore è molto importante. Nell’opera ritornano i tre colore del tricolore della bandiera
francese: il bianco nelle nuvole, il blu nel cielo e il rosso del fuoco (=perché parte della città viene
incendiata). Questi colori li ritroviamo per esempio nelle ??? dei soldati, nella camicia dell’uomo,
nella giacca rossa…quindi questi colori ritornano più volte all’interno dell’opera.
ROMANTICISMO TEDESCO - FRIEDRICH
La Germania è la patria del romanticismo con il suo maggior esponente che è Friedrich. L’elemento
nuovo è l’esaltazione della natura perché secondo i tedeschi la natura insieme alla lingua, la cultura e
la religione forgia il tedesco.
Il viandante sul mare di nebbia (=Hamburger Kunsthalle di Amburgo):
In quest’opera prevale l’esaltazione del titanismo perché si può vedere quest’uomo che raggiunge la
sommità di questa montagna e dalla cima di questa montagna osserva il paesaggio circostante
invaso dalla nebbia. L’uomo viene rappresentato di spalle perché in questo modo tutti possono
identificarsi con questa figura.
Il naufragio della speranza (=Kunsthalle di Amburgo):
Noi sappiamo che prima di realizzare quest’opera lui studia a lungo il movimento dei ghiacci che si
formavano nei fiumi tedeschi. Rappresenta questa nave che fa naufragio cadendo tra i ghiacci. I
ghiacci vengono rappresentati con delle linee spezzate e quando un’artista utilizza le linee spezzate
significa che sta vivendo un momento particolarmente drammatico della sua vita (=come accadeva
con Borromini). Anche la scelta del ghiaccio ci fa capire che lui è come se fosse congelato in quella
situazione e non riesce ad uscirne per quel momento. Anche se poi ci riuscirà, in quel momento si
sente chiuso in questo ghiaccio. Prevale il colore bianco ma anche l’ocra e il marrone.
ROMANTICISMO ITALIANO - HAYEZ
Nonostante il cognome, è un pittore italiano grande amico di Manzoni (=del quale realizza molti
ritratti). Come Manzoni, Hayez di onderà, attraverso le sue opere, gli ideali di libertà e indipendenza
ambientandole nel Medioevo (come Manzoni che parlava della dominazione spagnola del 600 ma in
realtà voleva riferirsi alla dominazione austriaca).
I vespri siciliani (= Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, a Roma):
Una delle sue opere più note sono i vespri siciliani. Durante il Medioevo la Sicilia si ribella alla
dominazione francese e l’elemento che scatena la rivolta si identifica in un particolare episodio= una
donna uscita dalla messa domenicale venne importunata da un soldato francese. Infatti, in primo
piano è rappresentata questa donna svenuta che viene sorretta dalle persone, ai suoi piedi troviamo il
soldato francese che è stato ucciso dal fratello della donna e immaginiamo che da un momento
all’altro possa crollare dato che è stato ferito. Se si osserva questa scena, ci dà l’idea di una sorta di
rappresentazione melodrammatica, quindi, di una rappresentazione teatrale. Questo episodio
avviene a Palermo e si capisce dal fatto che sullo sfondo c’è una montagna che rappresenta il Monte
Pellegrino che domina la città di Palermo. Inoltre, si nota che l’artista ha inserito l’abside di una chiesa
per ricordarci che questa scena è avvenuta all’uscita della messa. Tutti gli altri personaggi della folla
hanno la stessa funzione del coro manzoniano nelle tragedie. La loro presenza ra orza i sentimenti e
le emozioni che dovremmo provare anche noi nel guardare l’opera. Di F. Hayez dobbiamo dire che in
ambito storico e artistico non ha aggiunto nulla di nuovo, le sue opere sono molto tradizionali. È
importante perché insieme a Manzoni contribuisce ad alimentare gli ideali di libertà e indipendenza
che caratterizzano il nostro risorgimento.
Il bacio (=Pinacoteca di Brera, a Milano):
Ha ispirato molti registi cinematografici. Viene rappresentata questa coppia in un’ambientazione
medievale, si nota che lui rappresenta un castello e quello che ci colpisce è questo bacio
appassionato tra questa coppia. Viene definito un bacio struggente perché lui sta per partire e sta per
abbandonare la donna perché
attraverso quest’immagine l’artista vuole ricordare tutti i giovani italiani che abbandonavano le loro
famiglie e le loro donne per andare a combattere nelle guerre risorgimentali. Ci sono più versioni in cui
a colpirci è la maestria degli artisti che riescono a rendere la luminosità del vestito di seta della donna
e i colori più opachi del mantello. Tra queste versioni ne possiamo trovare una in cui la donna ha un
vestito bianco perché si fa chiaro riferimento all’Austria perché la bandiera austriaca ha il colore
bianco.

REALISMO
Caratteri generali:
Non ha nulla a che vedere con Caravaggio perché siamo in epoche completamente diverse. Il
Realismo nasce in Francia ed è legato al Naturalismo e al Positivismo. La caratteristica del Realismo è
l’impersonalità. L’artista e il letterato rappresentano/descrivono ciò che vedono senza alcun giudizio,
ma in realtà sappiamo che questa oggettività è valida fino ad un certo punto perché si descrive ciò
che suscita delle emozioni; quindi, non si propone un qualcosa di asettico, ma il modo di presentare
questo tema dice molto su quale possa essere il mio pensiero.
GUSTAVE COURBET
Il Funerale a Ornans (= Musée d'Orsay, a Parigi):
Una delle opere più note è il Funerale a Ornans. Ornans è il luogo dove l’artista nasce, quindi non è un
parigino ma nasce in provincia. L’artista ci descrive tutti gli abitanti del paese che partecipano al
funerale. Con quest’opera lui va a distruggere un mito: di solito noi siamo convinti che chi vive in un
piccolo centro sia più felice rispetto a chi vive in una città grande ma lui ci dimostra il contrario; infatti,
ci fa vedere che solo poche persone che partecipano al funerale partecipano emotivamente. Notiamo
anche i due esponenti della confraternita e uno ha il volto paonazzo quindi ci fa capire che aveva
bevuto prima del funerale; quindi, non mostra rispetto per quello che sta accadendo. Il sacerdote sta
leggendo velocemente perché vuole terminare subito. Il cane si volge dalla parte opposta rispetto a
dove si trova il defunto. Ci sono solo poche anziane che avvicinano il fazzoletto al viso e ci fanno
capire che esprimono dolore per la morte di questa persona. È una rappresentazione desolata e
desolante perché le persone non provano emozioni al funerale. Lui evidenzia tutto questo e ci fa
notare che l’unico che partecipa emotivamente e che condivide il dolore è il Cristo crocifisso. Con
quest’opera distrugge l’idea che in un piccolo centro si viva bene ma in realtà tutto si fa tutto quasi per
dovere/per inerzia.
I salons:
Sono dei luoghi dove gli artisti presentavano le loro opere che venivano scelte preventivamente da
una giuria. Era importante partecipare ai salons perché venivano visitati da centinaia di persone e
quindi l’artista poteva avere la possibilità di trovare degli acquirenti.
Gli spaccapietre (= Gemäldegalerie, a Dresda - distrutta durante la Seconda guerra mondiale):
è un esempio di una delle tante opere esposte nei salons. Questa opera venne commentata e
criticata sui giornali dell’epoca in cui un critico d’arte scrisse che l’opera è così reale che si può quasi
sentire l’odore degli uomini che stanno lavorando. L’artista ci fa vedere il duro lavoro che gli uomini
stanno facendo (=un ragazzo e un uomo già in età adulta). L’uomo sta spaccando le pietre e il ragazzo
deve trasportare con delle ceste i pezzi di pietra. Ci fa notare che nonostante facciano un lavoro molto
duro la loro paga è misera, si capisce dall’abbigliamento come il pantalone rattoppato, il gilè
consumato… Qui si può iniziare a parlare di denuncia sociale perché siamo nell’800 e cominciano a
di ondersi le idee socialiste.
Ragazze sulla riva della Senna (=Museo del Petit Palais, a Parigi):
è opera che suscita scalpore di cui ci saranno molte versioni (=una tra queste realizzata da Picasso, il
quale ripropone grandi opere del passato, utilizzando lo stile cubista). Vengono rappresentate le due
donne che sono ritratte in una posa molto naturale, cercano un minimo di refrigerio in un pomeriggio
estivo sdraiandosi sotto un albero vicino ad un fiume. Ciò che suscita scalpore è la posa troppo
naturale perché le donne di solito dovevano essere rappresentate in maniera composta. Suscita
scalpore anche il fatto che la donna mostra le calze bianche, all’epoca era considerato come
qualcosa di scandaloso perché le donne non potevano mostrare il loro corpo.

PRE IMPRESSIONISMO
EDOUARD MANET
Dejeuner sur l’erbe (=Museo d'Orsay, a Parigi):
L’artista ci descrive un picnic in campagna, ci colpisce il fatto che gli uomini siano vestiti, questo ci fa
capire che appartengono alla borghesia. Sullo sfondo c’è una donna che si sta lavando nel fiume e
una donna in primo piano che viene rappresentata nuda con un incarnato molto chiaro perché
l’artista vuole mettere in contrapposizione il corpo della donna rispetto al resto. Ci sorprende il fatto
che la donna ci guarda e non mostra vergogna e pudore ma anzi guarda dritto davanti a sé. In primo
piano è rappresentata una natura morta, un cesto con quello che è rimasto dal picnic. In realtà
quest’opera non è altro che la parodia di un’opera rinascimentale italiana di Tiziano (= “Il concerto
campestre”) e un’incisione di Ra aello. Questo perché Manet vuole liberare l’arte dalla perfezione del
mondo rinascimentale italiano. Ci fa capire come nel giro di 50 anni, gli artisti che prima si
rispettavano adesso Manet li prende in giro. Lo consideriamo precursore dell’impressionismo perché
notiamo che c’è una grande di erenza tra i personaggi della parte che vediamo in primo piano e ciò
che vediamo sullo sfondo, in primo piano la pennellata è molto curata mentre sullo sfondo gli alberi
sono realizzati con pennellate veloci riprese poi dagli impressionisti.
L’Olympia (=Museo d'Orsay, a Parigi):
Un’altra opera che suscita scalpore è L’Olympia. C’è un chiaro riferimento all’arte rinascimentale
italiana. C’è una figura femminile appoggiata su un lettuccio, quello che cambia dalle altre
rappresentazioni di queste figure femminili è l’atteggiamento della donna perché guarda sempre
davanti a lei senza provare vergogna. Ha tra i capelli un fiore rosso che è il simbolo della sensualità, ai
suoi piedi c’è un gatto nero mentre nelle opere rinascimentali ai piedi della donna era sempre
rappresentato un cane che è il simbolo della fedeltà coniugale; quindi, capiamo che questa donna
non è fedele infatti è una prostituta. La donna di colore che vediamo sullo sfondo che sta portando un
mazzo di fiori ci fa capire che la Francia è una grande potenza coloniale, nelle case di molti francesi
c’erano queste domestiche che provenivano per esempio dal Martinica, dall’Africa … Inoltre, capiamo
che solo le cameriere di colore prestavano servizio nelle case delle prostitute. Questa è un’opera
importante perché lo stesso Manet vuole prendere in giro la doppia morale della borghesia francese.
Quest’opera è stata esposta nei salons quindi nei salons arrivavano spesso i borghesi accompagnati
dalle mogli e ovviamente queste opere suscitavano scandalo però molti di questi uomini erano clienti
abituali di queste donne rappresentate. Osserviamo che tecnicamente è un’opera perfetta come
vediamo dai fiori e dal bouquet.
Ritratto di Emile Zola (=museo d'Orsay, a Parigi):
I due erano grandi amici, qui troviamo un elemento molto importante sullo sfondo = la presenza di un
paravento giapponese tipico orientale, la presenza di stampe giapponesi (e un’autocitazione
dell’olympia) e quindi ci fa vedere questo intellettuale all’interno del suo studio.
Il bar delle folies bergère (=conservato alla Courtauld Gallery, a Londra):
Opera molto particolare, lui ci fa vedere che cosa accade all’interno di uno di questi ca è parigini.
Rappresenta in primo piano una cameriera che ha le mani arrossate per farci capire che lavora molto
ma ci colpisce l’espressione del volto malinconica, in realtà rappresenta lo stato d’animo dell’artista
che si accorge che Parigi sta diventando una grande metropoli, il ritmo della vita diventa frenetico e lui
non si adegua, non lo accetta. In primo piano vediamo una natura morta (bottiglie, bicchiere con dei
fiori, i mandarini). In realtà è un’opera che ci fa vedere cosa vede in quel momento la cameriera, sullo
sfondo infatti c’è uno specchio che riflette ciò che la donna vede (=decine di persone che a ollano i
tavoli del ca è e poi si vede la stessa ragazza che parla con un avventore). Notiamo che la cameriera
ha un collarino di velluto nero con un medaglione che ritroviamo in tutta la produzione degli
impressionisti, questo simbolo ci fa capire che le donne stanno acquistando una maggiore
autonomia ossia che le donne possono parlare con persone dell’altro sesso senza essere
accompagnate da un esponente della famiglia, ma questo non è molto accettato e capiamo quindi
che queste donne sono a rischio perché non accettano più in maniera passiva il ruolo di moglie e
madre e vogliono diventare indipendenti e a ermarsi come persone. Sono a rischio, inoltre, perché
possono essere facilmente “traviate”, ossia abbindolate dagli uomini che potevano promettere loro
qualcosa e non mantenerla, tutto questo ce lo ricorda il collarino.

IMPRESSIONISMO
Caratteri generali:
Parliamo di questo movimento che ha rivoluzionato il mondo dell’arte. Per capire bene
l’impressionismo dobbiamo ricordare che in questi anni (= anni 70 dell’800) è stata creata la
fotografia, essa diviene fondamentale perché ci permette di capire che il compito degli artisti non sarà
più quello di rappresentare la realtà (= poiché questo ormai viene delegato alla foto/fotografia) ma
quello di rappresentare il “colpo d’occhio”, cioè quello che si vede in quel preciso momento, con la
luce di quell’ora della giornata e di quella stagione. Vedremo infatti che gli impressionisti utilizzeranno
ed esalteranno la luce ed il colore per realizzare le proprie opere. Il termine “impressionismo” nasce
in modo dispregiativo da un'opera di Monet “Impressione, il levar del sole” (= da impressione deriva
“impressionismo” che ha valenza dispregiativa). Ovviamente gli impressionisti non furono accettati
dalla critica u iciale e le loro opere non vengono scelte nei salon (=luogo dove la giuria sceglie delle
opere, ciò era fondamentale per l’artista perché aveva la possibilità di ottenere nuove committenze e
vendere le proprie opere).
Elementi caratteristici:

 Nelle opere degli impressionisti compare l’elemento acquatico (= un fiume, un lago, il mare
ecc.) perché la luce ed il colore sulle acque aumentano le loro caratteristiche e capacità.
 Non si utilizzerà più il nero per realizzare le ombre ma le loro ombre saranno sempre realizzate
con colori scuri come il blu o il marrone. Secondo una leggenda metropolitana ciò è avvenuto
perché un giorno, mentre lavoravano insieme Manet e Renoir (=due dei più grandi artisti
dell’impressionismo) avevano terminato entrambi il colore nero e perciò decidono di utilizzare
altri colori per definire le ombre.

 Gli artisti impressionisti saranno influenzati dalle stampe giapponesi (= già visto nelle opere di
Manet - es: nel ritratto di Zola di Manet troviamo il paravento con delle decorazioni orientali ed
una stampa giapponese poggiata sulla parete insieme all’auto citazione dell’Olympia). È
importante perché i giapponesi inquadrano la figura umana (= che poteva anche essere
tagliata) e lo spazio in maniera diversa rispetto agli artisti italiani rinascimentali (= in cui tutto
doveva essere rappresentato).

 Gli impressionisti non usano le linee di contorno (=come eravamo abituati a vedere), le loro
opere sono bidimensionali quindi non useranno la prospettiva lineare (= dopo diversi secoli per
la prima volta nel mondo dell’arte non si usa più la prospettiva lineare) e la pennellata diventa
una pennellata molto veloce, si evidenzia quindi la singola pennellata e non si ha più quella
fusione armoniosa che eravamo abituati con la pittura tradizionale accademica.
Inizialmente gli impressionisti non saranno accettati quindi non presenteranno le proprie opere nel
Salon u iciali ma otterranno l’aiuto di Daguerre (un fotografo) che metterà a disposizione il proprio
studio, a inché gli artisti possano presentare le loro opere (= ancora una volta le novità non vengono
subito accettate ma ci vorrà tempo per scoprire l’impressionismo.
CLAUDE MONET
Per quanto riguarda Monet, viene dalla provincia ma si formerà a Parigi, frequenta l’accademia e le
scuole della capitale francese e amava i paesaggi della Bretagna/Normandia, infatti, li riprenderà più
volte. È considerato il vero e proprio “caposcuola” dell’impressionismo, amava rappresentare il
variare della luce nelle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni dell’anno. In particolare, si
ricorda un episodio della sua vita: dopo la morta della moglie Monet rimase per ore a dipingere questi
cambiamenti che notava sul volto e sul corpo della moglie.
Il levar del sole:
Questo quadro è considerato l'origine del movimento impressionista. Il dipinto rappresenta un
mattino nel porto di Le Havre, immerso in una nebbia che sfoca i contorni e le forme. In primo piano,
due piccole barche si muovono sull'acqua calma, mentre sullo sfondo si intravedono delle navi, delle
ciminiere fumanti e attrezzature portuali. Il sole, rappresentato come un disco rossastro, sorge
illuminando il paesaggio con raggi aranciati che si riflettono sull'acqua. Monet evita la precisione
naturalistica delle tecniche accademiche tradizionali, preferendo una pittura en plein air che
enfatizza la soggettività. La pennellata è rapida e materica (= sulla tela vengono lasciati dei grumi di
colore perché i tubetti lasciano questa “materia” direttamente sulla tela), senza un disegno
preparatorio, creando un e etto visivo che cattura l'essenza del momento piuttosto che una
rappresentazione dettagliata. L'intento di Monet è trasmettere le impressioni suscitate dall'alba sul
porto, focalizzandosi sugli e etti luminosi piuttosto che sulla realtà fisica. La luce, protagonista del
quadro, passa da toni azzurri a rosa, con il sole e i suoi riflessi aranciati che emergono delicatamente.
Il dipinto non è quindi un documento realistico, ma un'espressione dell'impressione visiva e delle
sensazioni dell’artista.
Il nome di Monet è legato a due grandi cicli: il ciclo delle cattedrali e il ciclo delle ninfee.
1. La cattedrale di Rouen (=Francia): La cattedrale in questione è la cattedrale di Rouen che lui
studia, non tanto perché vuole ricordare le caratteristiche architettoniche di questa facciata
gotica, ma essa gli serve proprio per rappresentare i cambiamenti della luce e del colore nelle
diverse ore del giorno e delle stagioni. Abbiamo cinquanta tele in cui lui realizza questo
soggetto (=la facciata della cattedrale) che ci appare ogni volta in maniera diversa. Sappiamo
che aveva a ittato una stanza di albergo proprio davanti alla cattedrale per realizzare.
2. Ciclo delle ninfee: Negli ultimi anni della sua vita lui a itta, e poi compra, una casa con un
giardino a Giverny, e compra anche uno stagno la vicino e lo trasforma in un bellissimo
laghetto con un ponte giapponese. Si occupa di posizionare le piante e questo laghetto
diventerà il soggetto di moltissime tele che lui realizzerà negli ultimi anni della sua vita, quindi
attraverso queste opere, nonostante i suoi viaggi (= Venezia, Londra…), ci farà capire che non è
necessario viaggiare per rappresentare tanti paesaggi ma si può scegliere anche un “luogo
dell’anima”, che in questo caso è il suo giardino, per rappresentare le proprie emozioni e i
propri sentimenti. Le ninfee vengono rappresentate in modo astratto perché i contorni non
sono netti ed i colori cambiano a seconda della stagione
Viaggerà a Venezia agli inizi del 900 e realizzerà delle vedute della città, poi si recherà a Londra dove si
misurerà con l'altro grandissimo mito romantico dell’epoca Turner e rappresenterà i luoghi
precedentemente rappresentati da quest’ultimo nelle sue opere, diventa quindi un “banco di
prova”(?) molto importante perché Londra all’epoca era piena di smog e di nebbie, quindi, sarà molto
di icile rendere l’atmosfera della città.
PIERRE-AUGUSTE RENOIR
Bal au moulin de la Galette (= Museo d'Orsay, Parigi):
È un'opera dalla quale traspare la gioia di vivere poiché ci fa vedere questa massa di persone che si
incontrano in luogo di festa, dopo una lunga settimana di lavoro, e c’è chi danza, chi chiacchiera e chi
si ferma semplicemente ad assaggiare una pietanza o bere qualcosa. Tutto ruota intorno alla
diagonale creata da questa panchina dove sono sedute delle donne che chiacchierano in maniera
tranquilla con persone dell’altro sesso. Le donne hanno ancora il collarino di velluto nero, quindi
ancora una volta l’artista ci vuole ricordare che questa maggiore libertà può traviare le donne
(=allontanarle dal ruolo tradizionale di mogli/madri). È un locale all’aperto, e ciò si può capire dalle
macchie che vediamo sul pavimento/vestiti/cappelli degli uomini e delle donne non sono altro che
macchie di luce solare che filtra attraverso i rami degli alberi di questo locale. Anche nei colori
ritroviamo l’esplosione di vita che l’artista vuole rappresentare. Inoltre, Renoir aveva iniziato la sua
attività come decoratore di ceramiche; quindi, la sua pennellata è ancora più "ariosa” (?) rispetto a
quella degli altri impressionisti.
EDGAR DEGAS
Se con Renoir vengono rappresentate persone perfettamente integrate e che riescono a vivere la
propria vita serenamente, con Edgar Degas si rappresenterà l’altra faccia della medaglia della
popolazione di Parigi.
L’Assenzio (= Museo d'Orsay, Parigi):
Entrando nei ca è parigini era possibile assistere anche a scene di persone che, anche se erano
sedute vicine, non comunicano tra loro. I 2 personaggi rappresentati sono due amici dell’artista ma
non è tanto questo l’elemento fondamentale ma è ricordare che scene del genere si potevano
realmente vedere nei ca è parigini. Ciò ci dimostra che non tutte le persone provenivano dalla città
perché siamo nel pieno dell’industrializzazione e quindi a Parigi giungono delle persone dalla
campagna che non sempre riescono ad integrarsi ai ritmi frenetici della città (= spesso infatti
dovevano abbandonare gli amici e gli a etti e le proprie abitudini). Tutto ciò si lo si può notare
dall’espressione dei due volti: lei ha un'espressione molto triste mentre lui fissa il vuoto e ci fa capire
che stanno vivendo un periodo molto drammatico. Lei probabilmente riesce a trovare un minimo di
conforto assaggiando il famoso liquore che vediamo nel bicchiere che sta bevendo. Anche qui vi è
sempre la stessa diagonale questa volta però è data dai tavoli. I colori sono molto spenti (ocra,
marrone, nero = stato d’animo cupo) e opposti a quelli delle opere di Renoir. Come si vede da
quest’opera, capiamo che la caratteristica di Degas era quella di rappresentare sempre delle persone
al chiuso, mentre gli artisti impressionisti erano soliti dipingere “en plein air”, cioè all’aria aperta. E
questo lo possiamo vedere anche nella serie delle famose Ballerine, vediamo per esempio “la classe
di danza”
La classe di danza (= Museo d'Orsay, Parigi):
La particolarità è che lui non ci mostra solamente la ballerina come creatura perfetta che noi vediamo
durante gli spettacoli eseguire una serie di esercizi ecc… ma ci fa vedere il duro lavoro delle ballerine
e le lunghe ore alla sbarra e di preparazione che noi spesso cancelliamo quando assistiamo agli
spettacoli dimenticandoci di tutto questo lavoro.
Ci descrive questa lazione e ci fa notare il maestro che sta osservando con attenzione l’esercizio
svolto da una delle ballerine e dietro vi è lo sguardo della compagna che la osserva per vedere se sta
eseguendo l’esercizio in modo corretto perché come può accadere di solito le amiche/compagne
sono molto più esigenti rispetto al maestro. In primo piano c’è una ballerina che si gratta la schiena (=
atteggiamento quotidiano che contrasta con l’immagine tradizionale). Sullo sfondo vi sono altre
ballerine che stanno svolgendo varie azioni (= tutti movimenti legati alla quotidianità, es: ci sta chi si
sta massaggiando i polpacci o si prova le scarpette) e ciò contrasta con l’aulicità dell’opera poiché
quest’ enorme salone nel quale stanno provando è decorato con dei marmi pregiati, quindi aulicità
del luogo in contrasto con la quotidianità delle ballerine.

POST - IMPRESSIONISMO
Caratteri generali:
Il periodo successivo, definito “postimpressionismo”, ha come grandi artisti Van Gogh e Gauguin.
Sono due artisti che hanno molti elementi in comune, per esempio il fatto che entrambi hanno scelto
di iniziare a dipingere in età matura, ciò significa che prima svolgevano altri lavori. Entrambi
abbandoneranno Parigi per vivere in località più piccole dove il ritmo di vita è meno frenetico e le
persone sono più autentiche e genuine. Questo perché non si ritrovavano più a vivere in una città così
frenetica (= grande di erenza con gli impressionisti).
VAN GOGH
Era un predicatore ma purtroppo gli si manifesta una malattia a livello psichiatrico e quindi viene
allontanato dalla chiesa. Successivamente, dopo esser stato a Parigi dal famoso fratello Theo si
dedica alla pittura. Tra Vincent e Theo Van Gogh il legame era fortissimo e si manterrà fino alla morte;
infatti, Theo morirà qualche mese dopo il fratello. Van Gogh vive in una famiglia ana ettiva,
soprattutto la madre non gli dimostrerà mai a etto perché lui in realtà prende il posto del primo
fratello (= Vincent) che era morto giovanissimo, quando lui nasce i genitori gli danno lo stesso nome
del fratello morto prematuramente, ciò significa che lui dovrà convivere con il fantasma di suo fratello
che non c’è più che per i genitori sarà sempre il più bello, più buono, più intelligente. Van Gogh si
avvicinerà alla pittura grazie allo studio delle opere di Millet (= un artista del realismo francese che
rappresenta il mondo contadino - “Le Spigolatrici” e “L’Angelus”)
I mangiatori di patate (= Museo Van Gogh, Amsterdam):
È una delle prime opere realizzate da Van Gogh nella quale si può ritrovare l’atmosfera di Millet. I
protagonisti sono delle persone umili, infatti, vengono rappresentati una famiglia di minatori che si
ritrovano per consumare questo pasto fatto di patate e ca è (= sono due alimenti che costavano poco
- il ca è costava molto poco poiché l’Olanda era una potenza coloniale e quindi importava questo
prodotto che non aveva un prezzo esagerato e anche le famiglie più umili potevano permetterselo).
Notiamo che la famiglia si riunisce in questo tavolo, che non vediamo per intero poiché in primo piano
di spalle viene rappresentata una ragazzina. La casa è molto povera si capisce dal fatto che al di là del
tavolo oltre un quadretto religioso non ci sono altri mobili se non una lampada a gas che rappresenta
un po’ una novità tecnologica dell’epoca. Ciò che ci colpisce sono i volti di queste persone che sono
esteticamente brutti ma l’artista attraverso queste immagini vuole esprimere l’idea che le loro facce
non sono nate brutta bensì lo sono diventate per il tipo di vita che conducono (= orari massacranti e
duro lavoro, vivono per lo più sottoterra, nelle miniere e questo può comportare delle malattie. Inoltre,
stando sottoterra il sole non va a “calcificare” le ossa e quindi i minatori riscontrano tutta una serie di
problematiche a livello fisico anche perché dovevano trasportare tantissimo materiale talvolta di pesi
enormi. Anche le donne svolgevano una vita dura poiché anche loro dovevano sostenere la famiglia e
a volte cercavano un doppio lavoro).
Dopo queste rappresentazioni sui minatori, si sposta nella parte meridionale della Francia dove
troverà una maggiore luminosità che influirà moltissimo sulla sua “tavolozza” cromatica che inizierà
ad avere dei colori più vivaci e luminosi.
In questo periodo nasce anche l’idea di creare una “comune” (= luoghi dove artisti si potevano
ritrovare e condividere, non solo gli ideali artistici, ma anche la vita quotidiana). Inoltre, nella sua
“tavolozza” cromatica troveremo dei colori molto più luminosi, tra cui soprattutto il giallo, colore
molto ricorrente nelle sue opere.
I Girasoli (= Neue Pinakothek, Monaco):
Da quest’opera si comprende il tipo di pennellata di Van Gogh (= diversa da Gauguin, il quale usa una
pittura “piatta” – il colore viene steso in maniera uniforme). Lui lascia dei grumi di colore perché il
pennello è intriso di colore e solitamente spreme i tubetti direttamente sulla tela lasciando questa
“materia”, da cui deriva il nome della sua pennellata “materica”. Ne esistono varie versioni ma la
prima opera venne realizzata, secondo la tradizione, per abbellire la stanza di Gauguin, nella
“comune”. Non rappresenta i girasoli solo nel momento di piena fioritura e quindi di massima bellezza
ma ci descrive anche i girasoli che cominciano ad appassire (= come aveva fatto Caravaggio). Da
questo si può notare la visione della vita di Van Gogh (rimando alla fugacità della vita, e al fatto che la
bellezza è qualcosa di e imero).
La notte stellata (= Museo Arte Moderna, New York):
È l’opera più nota ed è stata realizzata quando si trova all’interno di un ospedale psichiatrico. Si ha
una contrapposizione all’interno dell’opera. Nella parte inferiore viene rappresentato il paese che
trasmette un’idea di tranquillità (= è notte ma le finestre sono illuminate perché all’interno ci sono
delle famiglie). Mentre guardando il cipresso si coglie il tormento interiore dell’artista perché non
viene rappresentato esteso in verticale come tradizionalmente appare, ma sarà sempre spostato dal
vento. Anche il cielo, con la luna e le stelle, che va a formare dei vortici rappresenta il tormento
interiore perché il cielo in realtà non è così ma l’artista decide di rappresentarlo in questa maniera.
Il campo di grano (= Museo Van Gogh, Amsterdam):
Si tratta di un campo di grano con corvi che sembra quasi una premonizione perché è il luogo dove
Van Gogh cerca di suicidarsi, secondo alcuni, o viene assassinato, secondo altri. A rappresentare la
premonizione è la presenza dei corvi che tradizionalmente sono il simbolo di morte. In quest’opera si
può vedere la pennellata materica e la presenza di turbini, che sconvolgono il cielo, e corvi. C’è una
sorta di bivio quindi ci fa capire che l’artista ha dovuto a rontare delle scelte, anche dolorose. Sembra
quasi una premonizione perché sembra il luogo dove, secondo alcuni Van Gogh si suicida, mentre
secondo altri viene ucciso. C'è una premonizione perché sul grano aleggiano questi corvi, che
tradizionalmente sono simbolo di morte. Si può vedere una sorta di bivio che ci fa capire che in realtà
l’artista ha dovuto a rontare sempre delle scelte, a volte anche dolorose.
GAUGUIN
Vive a Parigi dove lavora come agente di cambio, ma perde il lavoro per una crisi finanziaria. A questo
punto, invece di cercarsi un nuovo lavoro, si dedica alla pittura. La moglie lo lascia e si reca in
Danimarca insieme ai figli. Gauguin a questo punto lascia Parigi e si trasferisce nel nord della
Bretagna, in una comune di artisti (= luoghi dove artisti si potevano ritrovare e condividere, non solo gli
ideali artistici, ma anche la vita quotidiana). Dopo le esperienze in Bretagna torna a Parigi, dove
contrae dei debiti con Theo Van Gogh, fratello di Vincent, che nel frattempo si trovava al sud della
Francia, dove voleva creare una comune di artisti. Theo cancella il debito di Gauguin ma gli impone di
recarsi al sud per vivere con Vincent. Gauguin accetta perché non ha abbastanza soldi per saldare il
debito (= in questo modo si infrange il mito dell'amicizia tra i due). La convivenza tra i due sarà molto
burrascosa, tanto che, dopo poco tempo Gauguin lascia il sud della Francia recandosi nella Polinesia
francese. Qui descriverà il mondo degli indigeni e questo è uno degli elementi che lo accomuna con
Van Gogh, ovvero quello di abbandonare la grande città e rappresentare una civiltà che secondo
l’artista aveva conservato delle caratteristiche di tranquillità e comunità che erano andate perse a
Parigi.
Il cristo giallo (= Albright-Knox Art Gallery, Bu alo):
Opera molto nota che realizza traendo ispirazione dal crocifisso della chiesa di questo piccolo centro
in Bretagna. "Giallo" perché il corpo viene rappresentato in questo colore, come anche tutto il
paesaggio dell'opera, perché l'artista vuole evidenziare il panteismo (= la presenza di Dio in tutte le
cose).
Ai piedi della croce ci sono delle donne bretoni, lo si capisce dall'abbigliamento tradizionale. Si può
notare poi un uomo che sorpassa un muretto, che sancisce il confine tra il sacro e il profano. Inoltre,
si possono notare degli alberi con la chioma dalla forma molto particolare, è una sorta di firma,
quindi, è elemento distintivo dello stile di Gauguin.
La natività (= Neue Pinakothek, Monaco di Baviera):
È un'opera religiosa che non venne accettata dalla chiesa perché la vergine è un'indigena. Verranno
accettate queste opere solo dopo il concilio vaticano II (= 11 ottobre 1962 - 8 dicembre 1965). In
generale nelle sue opere la figura femminile viene esaltata perché, secondo lui, le donne indigene
hanno mantenuto intatto il mistero del “femminino”, che invece le donne europee hanno perso
ricercando maggiori libertà. La vergine è sdraiata su questo letto e si può notare un contrasto
cromatico tra la coperta gialla e il blu/viola del pareo (abbigliamento tipico delle donne del pacifico).
Notiamo inoltre la figura di San Giuseppe che tiene tra le braccia Gesù Bambino. Capiamo che si
tratta di Gesù perché è anche lui un indigeno e perché intorno al suo volto, come attorno a quello
della vergine, troviamo la famosa aureola, indice di santità. È una natività perché sullo sfondo
ritroviamo la ra igurazione del bue e dell'asino, presenti in tutte le rappresentazioni tradizionali della
natività (es: presepe). A questo, si aggiunge però la rappresentazione di un “totem” colorato, quindi
l'artista, accanto alla spiritualità cristiana, aggiunge la spiritualità degli indigeni; quindi, le divinità
adorate da queste tribù.

POINTILLISME
È una corrente che nasce in Francia e i maggiori esponenti sono Georges Seurat e Paul Signac. Questo
movimento nasce dopo una scoperta scientifica, cioè ci si rende conto che l'immagine non si forma
sulla retina ma direttamente nel cervello. Il compito dell'occhio è quindi quello di mandare stimoli
nervosi al cervello, dove si forma l'immagine. L'immagine è formata da tanti elementi colorati che si
fondono insieme. È proprio questo l'elemento che viene ripreso dai pointillistes. La pennellata non è
più quella leggera degli impressionisti, ma questi artisti creano le loro opere utilizzando puntini
colorati. Per vedere queste opere bisogna mettersi ad una certa distanza, in modo tale che questi
puntini possano formare l'immagine. I temi trattati sono quelli tipici dell'impressionismo, ossia
troveremo sempre la rappresentazione di corsi d'acqua, della borghesia parigina (es: che si diverte
lungo le rive della Senna). Ciò che cambia è appunto la tecnica. Un altro elemento nuovo che
introducono è lo studio del circo; quindi, non c'è solo la rappresentazione “en plein air”, ma c'è anche
la rappresentazione di luoghi chiusi, riprendendo anche le caratteristiche di Degas.

ASTRATTISMO
L’astrattismo è un altro movimento delle avanguardie storiche. I maggiori esponenti sono: Kandinskij,
Paul Klee e Mondrian.
KANDINSKIJ
Le prime opere di Kandinskij partono da una pittura figurativa e presentano il mondo della tradizione
russa, in cui le donne e gli uomini indossano i tipici costumi russi. In Germania insieme a Franz Marc
crea il gruppo del cavaliere azzurro. Il cavaliere perché è un eroe positivo che lotta per le vedove, gli
orfani, gli umili e azzurro perché è il colore preferito da Franz Marc. Kandinskij Entra poi come docente
nella Bauhaus, che è una scuola creata in Germania e poi chiusa dai nazisti, che proponeva di
insegnare facendo fare. Quindi si partiva dall’esperienza pratica, creando la stessa atmosfera che si
creava nelle costruzioni delle grandi cattedrali. Durante il periodo nella Bauhaus ci si allontana
dall’elemento figurativo e pian piano approda all’astratto. Alle nuove opere darà il nome di
“composizioni” o “improvvisazioni”, termini che vengono ripresi dalla musica.
Alcuni cerchi (= Solomon R. Guggenheim Museum, New York):
È l’opera più nota; si chiama così perché presenta una serie di cerchi colorati. Ognuno di questi colori
corrisponde al timbro di uno strumento musicale; quindi, in realtà l’artista vuole rappresentare una
sinfonia colorata. L’opera non è statica, infatti se la si fissa per qualche secondo si ha l’impressione
che il cerchio al centro sta attirando verso di sé gli altri cerchi colorati. Questi cerchi hanno questa
sorta di aura che serve a ricordare che l’uomo non è solo materia, ma ha anche una componente
spirituale e trascendentale.
PIET MONDRIAN
Ultimo esponente, è olandese. Le prime opere anche qui sono quelle figurative, realizzando dei
paesaggi con il mulino a vento tipico delle campagne olandesi. Successivamente verrà influenzato dal
cubismo realizzando:
La serie di alberi (= Museo municipale dell'Aia, Paesi Bassi):
Ciascuno degli alberi possiede un colore diverso (= albero rosso, albero grigio, albero azzurro), ma il
tema è sempre lo stesso. Di fatto parte con delle opere figurative e pian piano arriva all’immagine
astratta.
Quadrati e Rettangoli (= Tate Modern Museum, Londra):
Anche Mondrian per un certo periodo frequenta la Bauhaus, ma quando la scuola viene chiusa si reca
negli Stati Uniti d’America, dove comincia a realizzare le sue opere più famose influenzato dallo stile
americano”. In “quadrati e rettangoli” vengono rappresentati una serie di quadrati divisi in rettangoli e
colorati con i colori primari. Si può notare che intorno ai quadrati ci sono delle linee nere e lo spessore
si queste linee nere è diverso l’uno dall’altro perché è il modo che usa l’artista per rappresentare la
profondità.
PAUL KLEE
Anche lui inizia come un artista figurativo e poi approda all’astrattismo. Man mano che passano gli
anni la lettura di un’opera d’arte diventa più complessa perché se con l’elemento figurativo si capiva
qual era il soggetto e cosa stava facendo, adesso l'approccio all’opera è diverso. Sarà fondamentale
anche per lo sviluppo dell’arte di Paul Klee il viaggio in Nord Africa.
Strade principali e strade secondarie (= Museo Ludwig, Colonia):
È una opera astratta. Essa vuole rappresentare il Nilo e il territorio intorno con campi bagnati dalle
acque del fiume. Anche per Klee si crea questa fusione tra pittura e musica.

RAZIONALISMO
In realtà nasce nella Bauhaus come international style. Si tratta di architetture molto semplici che
utilizzano delle forme geometriche che vengono assemblate e si predilige in modo particolare il colore
bianco. In Italia prende il nome di Razionalismo e il maggiore esponente sarà Giuseppe Terragni.
GIUSEPPE TERRAGNI
La casa del fascio (= Como):
È una struttura molto lineare con una serie di elementi geometrici senza elementi che ornano la
facciata. Prevale l’utilizzo del colore bianco. Questa struttura ricorda il palazzo delle Poste. Questo
edificio appartiene sempre a questo movimento così come il Colosseo quadrato e tutto il quartiere
dell’Eur.

CUBISMO
Caratteri generali:
Un altro movimento che si sviluppa nel primo decennio del 900. Il termine cubismo ha valenza
dispregiativa (= come IMPRESSIONISMO) e viene scelto dai giornalisti dell'epoca, nasce in Francia e i
3 maggiori esponenti sono: PICASSO, BRAQUE e ROBERT DELAUNAY. I cubisti furono i primi ad
utilizzare il collage, che all'epoca si chiamava papier collé: la carta veniva stesa sulla tela. Il cubismo
sarà influenzato da Cézanne, le case con forma cubica (x questo CUBISMO).
PICASSO
Nasce a Malaga ed era figlio di arte perché il padre era un insegnate di disegno presso l'accademia di
Malaga. Picasso si trasferirà a Barcellona e quando termina la sua formazione si reca a Parigi, capitale
della cultura di quegli anni (questo fa capire che gli artisti non andavano più in Italia come avveniva un
tempo). Si avvicina inizialmente all'Impressionismo, infatti le sue opere giovanili appartengono
all'impressionismo, poi però vive un periodo di profonda depressione, chiamato anche PERIODO BLU
della sue opere perché utilizzava il colore blu. Questa depressione era probabilmente data dal fatto
che lui avesse abbandonato una zona molto solare che è la Spagna per recarsi nel nord della Francia.
Nel periodo blu usa gradazioni più o meno chiare dello stesso colore e possiamo trovare
Les Demoiselles D'avignon (= New York, Museo di Arte moderna):
Queste 5 donne che in realtà sono 5 prostitute che sono rappresentare in modo molto particolare.
Sono molto spigolose e non morbide e sinuose (= come quelle di Klimt). I volti delle due donne a
destra nascono dall'influenza primitiva dell'arte africana. Ci sono delle assonanze col modo di
rappresentare il naso, gli occhi e le bocche con le maschere africane. Tutte le avanguardie non usano
la prospettiva lineare, tutte le loro opere sono BIDIMENSIONALI; quindi, bisogna trovare una serie di
espedienti per indicare la tridimensionalità.
Per la prima volta Picasso sperimenta la pittura "simultanea" e cioè ra igura la realtà da punti di vista
di erenti. Nell’opera è infatti presente una donna di spalle di cui riusciamo a vedere il naso di profilo e
il volto di fronte, il seno e la schiena come se fosse girata di 360 gradi. Questo è un espediente
dell'artista per indicare la bidimensionalità, cosi come la posizione degli occhi, che non sono posti
sullo stesso asse (= uno sta in basso e uno in alto). Anche il fondo è frammentato e questa
frammentazione si lega allo studio della psicanalisi e alla di usione delle opere di Freud.
Quest’opera si può PROTOCUBISTA e non ancora completamente cubista, ma la frammentazione e il
modo particolare di rappresentare i volti sono elementi che si ritroveranno poi nel cubismo maturo”.
Guernica (= museo Reina Sofia, Madrid):
È stata realizzata negli anni 30 ed è l'unica opera politica realizzata da Picasso. È legata alla guerra
civile spagnola e lui la realizza pensando alla tragedia avvenuta nella cittadina di Guernica, la prima
città colpita dall'aviazione tedesca. La scelta di colori come bianco/nero/grigio non è casuale: bianco
e nero sono i colori del lutto (nero per la nostra civiltà e bianco per quella occidentale) e il grigio nasce
dalla fusione dei 2 colori. L'opera rappresenta cosa ha vissuto la popolazione di Guernica:
- la donna che urla, forse si è buttata dalla finestra per evitare le fiamme dei palazzi,
- le persone che corrono,
- la donna che urla tutto il suo dolore e stringe tra le braccia un bambino in fin di vita.
- Il soldato che tiene una spada spezzata che rappresenta l’impossibilità di reagire alla
minaccia,
- Il toro rappresenta la brutalità e l’istintività dell'uomo,
- il cavallo rappresenta la libertà ferita perché nitrisce e esprime tutto il suo dolore.
Ci sono comunque degli elementi di speranza rappresentati dalla luce stilizzata accesa, il fiore che il
soldato stringe nella mano che ci fa capire che dopo la distruzione ci sarà la rinascita. Questa opera è
stata per molto tempo "censurata" dal regime.
BRAQUE
È un altro esponente del cubismo. Realizzò soprattutto delle nature morte che permettono di entrare
nel mondo e nella quotidianità degli artisti. Venivano quindi rappresentati gli artisti nei loro gesti
quotidiani, come fumare la pipa o giocare a carte.
Realizzerà anche dei paesaggi che si ispirano a Cézanne e alle sue case cubiche e bidimensionali: se
guardiamo le case e gli alberi notiamo una sorta di rotazione degli oggetti, come in “case all’étasque”,
opera del 1908 conservata a Berna.

FUTURISMO
Caratteri generali:
Il fondatore di questo movimento è Filippo Tommaso Marinetti. Il manifesto del futurismo viene
pubblicato su “Le Figaro” nel febbraio del 1909. Marinetti sosteneva che l'arte si doveva allontanare
dalla classicità e doveva esaltare il movimento, il dinamismo e la modernità. A ermò che la macchina
è molto più bella della Nike di Samotracia e questo fa capire che vuole cancellare la cultura che
appartiene al passato. I maggiori esponenti del futurismo sono: Balla, Boccioni e Russolo. Il futurismo
è l'ultimo movimento nato in Italia ad avere una di usione europea. Influenzerà molto l'arte russa,
come per esempio le opere di Goncharova.
BOCCIONI
Umberto Boccioni, noto esponente del futurismo italiano per quanto riguarda le arti visive, nacque a
Reggio Calabria nel 1882 ed è stato uno dei più importanti pittori del Novecento.
Stati d'animo (Museo del Novecento, Milano):
Tra il 1910 e il 1911 prende corpo e si delinea un altro aspetto della creatività dei futuristi e cioè la
"pittura degli stati d'animo", un termine probabilmente usato per la prima volta in pubblico da
Boccioni durante la conferenza tenuta al Circolo Artistico Internazionale di Roma del 29 maggio 1911.
Questo aspetto porta al cambiamento della percezione soggettiva della realtà da parte dei futuristi.
Tra la fine del 1910 e i primi mesi del 1911 Boccioni realizza i due trittici degli Stati d'animo, ciascuno
dei quali è composto da tre dipinti intitolati “Gli addii”, “Quelli che vanno” e “Quelli che restano”.
Queste ra igurazioni a rontano il tema dell'espressione dell'interiorità, dei sentimenti e delle
emozioni umane, ma lo svolgono in maniera di erente. La prima versione risente ancora dell'uso dei
colori dei divisionisti e dei pittori fauve, mentre nella seconda si possono avvertire alcuni elementi
simili alle composizioni cubiste.
Gli addii (= MoMa, New York):
In particolare, nella prima versione del quadro il colore ha il sopravvento sulla definizione delle figure,
che sembrano fuse in un vortice impetuoso di colori (quasi astratto).
Lo stesso quadro del secondo trittico è invece molto più misurato e definito. Le figure si riescono ad
individuare molto più facilmente. Le figure verdi in primo piano si salutano abbracciandosi in realtà
preannunciano la partenza dei soldati che indossano delle divise grigie/verdine e, sullo sfondo,
troviamo le locomotive, i vagoni, il traliccio della corrente elettrica e altri dettagli del paesaggio
ferroviario. Al centro c'è una locomotiva con il vapore che fuoriesce. Sul treno è ra igurato un numero:
6943, che è il numero della macchina; quindi, per la prima volta si evidenza la macchina come un
essere che ha un'identità ben precisa. Il tema è l'esaltazione della modernità, ossia il cambiamento
che sta vivendo l'Italia passando da una civiltà contadina ad una industrializzata. Sono chiamati “stati
d'animo” perché rappresentano il sentimento di distacco che si prova nel momento in cui una
persona parte. Quest’opera è influenzata dal cubismo perché la figura è scomposta.
BALLA
Dinamismo di un cane al guinzaglio (= Albright-Knox Art Gallery, Bu alo):
Rappresenta un cane in movimento. Si vede il movimento delle zampe, della coda e dei piedi del
padrone e del guinzaglio. Qui quindi viene esaltato il dinamismo e la velocità.
Automobile in corsa (= Musée National d'Art Moderne, Parigi):
Le spirali e linee curve che si vedono fanno capire l'impressione che proviamo vedendo scorrere
velocemente una macchina davanti a noi. Il movimento è creato dalle ruote, dai fanali e dai fari e
rappresentando questa dinamicità è come se lo spazio si rompesse.

DADAISMO
Caratteri generali:
Tra il 1910 e il 1920, Marcel Duchamp insieme ad un altro gruppo di artisti, aderisce al dadaismo. Si
tratta di un movimento che nasce in Svizzera fondato da Tristan Tzara. Il termine “Dadaismo” nasce in
maniera molto casuale, pare che lui abbia aperto il vocabolario e venne colpito dall’espressione
“Dada” che fa riferimento alla lallazione dei bambini molto piccoli. Il nucleo centrale di questo nuovo
movimento era la distruzione del passato, tutto ciò che c’era prima. I dadaisti volevano costruire
un’arte nuova. Si tratta di un’arte totale perché doveva comprendere anche il teatro, motivo per cui i
dadaisti si concentrano anche sulla creazione di costumi teatrali, di scenografie teatrali e di opere
cinematografiche. Duchamp è il primo artista che introduce in ambito artistico il concetto di
provocazione e le sue prime opere nascono dall’assemblaggio di oggetti comuni.
MARCEL DUCHAMP
Uno sgabello con una ruota di una bicicletta (= MoMa, New York):
Quest’opera fa parte del gruppo di opere che prendono il nome di Ready-made ed è il risultato
dell’unione di oggetti preesistenti. Ci si può avvicinare a comprendere queste opere usando le libere
associazioni, le quali vengono usate anche in ambito psicologico. Quest’opera può rappresentare la
staticità e il movimento, lo sgabello ricorda qualcosa di statico mentre la ruota il movimento. Molti
critici si sono cimentati nella spiegazione di quest’opera fino a quando l’artista ha dato la sua
versione. In realtà lui vuole rappresentare una modella seduta su una sedia, e la figura della donna
sarebbe rappresentata dalla bicicletta, in quanto è un termine femminile.
Fontana (= opera perduta, copia al Centre Pompidou, Parigi):
Suscitò grande scalpore in quanto è un orinatoio maschile al contrario con la scritta “Mutt”, che in
tedesco vuol dire “madre”. Può far pensare ad un complesso edipico perché si parla della madre. In
questo caso, l’artista interviene nuovamente dicendo che la sua opera non ha alcun significato.
Quindi per la prima volta introduce il concetto di provocazione nel mondo dell’arte.

PITTURA METAFISICA
Caratteri generali:
Nasce in Italia. Si chiama pittura metafisica perché le ombre utilizzate dall'artista non le reali ombre
che gli oggetti dovrebbero proiettare. Il termine “Metafisica” viene preso dal greco, da Aristotele,
“meta ta physika”, ovvero “ciò che viene dopo la fisica” e quindi suscitano un senso di straniamento. Il
maggior esponente è Giorgio de Chirico.
GIORGIO DE CHIRICO
Nasce in Grecia e insieme al fratello Alberto fonda il gruppo dei Dioscuri. I Dioscuri sono due
personaggi della mitologia greca, i due gemelli Castore e Polluce. I due scelgono questo nome per far
capire che erano molto uniti e molto vicini di età. De Chirico ha realizzato molte opere che ra igurano
le piazze italiane, che sono però vuote e trasmettono un senso di estraneazione dato che siamo
abituati a vedere le piazze come luogo di incontro.
Le Muse Inquietanti (collezione privata, Milano):
Si tratta di un'opera molto nota di De Chirico. Ra igura il momento della convalescenza dopo essere
stato ferito durante la Prima guerra mondiale, infatti sullo sfondo è rappresentato il castello estense
che si trova a Ferrara. Dall’altro lato è rappresentata una fabbrica che simboleggia la modernizzazione
dell’Italia. In primo piano rappresenta la piazza, realizzata con una serie di assi di legno come fosse
un enorme palcoscenico. Sempre in primo piano vengono rappresentate due sculture vestite
all’antica con degli elementi colorati che ricordano l’infanzia, come il bastone (= ricorda il bastoncino
di zucchero). Si può notare che le sculture non hanno dei volti ma sono delle maschere. Questa è
un’opera in cui l’artista in qualche modo critica il regime dell’epoca perché si sta a ermando il
fascismo.
Ettore e Andromaca (= politecnico di Milano, Milano):
Sono due famosi personaggi dell’Iliade, quindi rappresentano in qualche modo il rapporto ideale e il
grande amore. Ettore si rifiuta di combattere per rimanere vicino alla famiglia e Andromaca lo
sostiene. Insieme vivranno la tragedia della perdita del figlio Astianatte, il quale venne scaraventato
dalle mura della città. Quindi una coppia famosa dell’antichità diventa l’emblema di questo amore
coniugale profondo che unisce due persone e che viene cementato dal dolore che vivono per la morte
del figlio.

SURREALISMO
Caratteri generali:
Nasce negli anni ’20 e ha come teorico André Breton, un medico francese. È un movimento
fortemente influenzato dalla psicanalisi, quindi dalle teorie psicologiche. I maggiori esponenti sono:
Salvador Dalì, René Magritte, Juan Miro.
Caratteristiche del movimento: Breton a erma che l'uomo deve liberarsi del peso dell'educazione e
della cultura, che gli viene imposto sin da bambino. È quindi questo il compito dell'artista, che deve
tirare fuori le paure ancestrali e deve rappresentarle nelle sue opere.
SALVADOR DALÌ
Ha avuto una vita molto particolare, nasce in un piccolo centro in Catalogna, vicino Barcellona.
Successivamente come tutti i giovani artisti, si reca a Parigi, che nel Novecento era considerata la
capitale europea. Sarà fondamentale nella sua vita l'amicizia con Federico Garcia Lorca e con il
regista Luis Bunuel. Insieme realizzano un cortometraggio “La scène andalouse”, che ha come
protagonista un artista, un poeta, che rappresenta Lorca. Dalì riesce ad imporsi anche sul mercato
americano, e tra tutti gli artisti in assoluto, è forse colui che ha venduto di più e per questo motivo i
suoi contemporanei, lo definirono, anagrammando il suo nome, come “Avida Dollars”. Negli ultimi
anni della sua vita, avrà un legame con Amanda Lear, una cantante francese, che negli ultimi anni è
stata la musa dell'artista, si è avvicinata alla pittura grazie a Dalì.
La Persistenza della Memoria (= MoMa, New York):
Viene rappresentato un paesaggio onirico, perché l'uomo deve liberarsi della cultura e
dell'educazione e riesce a farlo soprattutto durante i sogni attraverso cui emerge l'inconscio. Il
paesaggio sembra reale, ma osservando con attenzione si può notare che non lo è. In primo piano, è
rappresentata una strana creatura figliata, che può sembrare anche una sorta di feto. È molto
importante anche la presenza dei famosi orologi molli, presentati in tantissime altre sue opere. In
primo piano, c'è anche un altro oggetto coperto da formiche. Le formiche ritornano spesso nelle
opere di Dalì, perché danno il senso della decomposizione. Inoltre, in altre opere rappresenta animali
molto particolari come degli elefanti con delle zampe di insetto, delle gira e in fiamme, o la
trasformazione del pesce in tigre (= tutti cambiamenti dovuti all’atmosfera del sogno). Nel sogno tutto
è possibile.
RENÉ MAGRITTE
Artista belga, e altro esponente del surrealismo. È molto amato dalla pubblicità, tanto che, in ambito
pubblicitario, le sue opere vengono spesso riprese. La vita di Magritte sarà condizionata da un
episodio che è avvenuto durante la sua adolescenza. Lui era da solo in casa, sente bussare, apre la
porta e trova degli uomini che gli portano il cadavere della madre perché si è suicidata in mare. Per
questa ragione Magritte per molto tempo rappresenterà nelle sue opere il mare in tempesta. L'arte di
Magritte è molto particolare e lo si può vedere nelle opere che prendono il nome di "Condizione
Umana”.
Condizione umana (= national Gallery, Washington):
C’è un bellissimo paesaggio che si può vedere attraverso la finestra, ma in realtà attraverso un’analisi
più attenta ci si rende conto che una parte del paesaggio in realtà è un quadro; infatti, c'è la linea
bianca della tela. Quindi l’osservatore si chiede se ciò che si vede al di là della finestra sia realmente
questa parte che lui ha descritto e se la nostra mente abbia dei limiti, la risposta è ovviamente
positiva in quanto la mente umana si pone molto spesso dei limiti.

ARTE DI REGIME
Via dei fori inperiali:
Negli anni ’20, con l'avvento del Fascismo, Mussolini si propone di dare a Roma una nuova veste per
esaltare il passato imperiale romano e inizia lo sventramento del centro storico di Roma creando ad
esempio Via dei Fori Imperiali per collegare idealmente palazzo Venezia al Colosseo. Per costruire
però via dei Fori Imperiali furono distrutti dei quartieri e la maggior parte delle persone che vivevano
nel centro furono mandate al Tufello. Queste persone avranno però dei problemi economici all'inizio,
in quanto molti possedevano delle botteghe e, avere una bottega in centro e averla nell'estrema
periferia, fa sicuramente la di erenza. Proprio al Tufello c'è una zona che si chiama “il quartiere
francese” perché è qui che arrivavano gli italiani che vivevano in Francia e che all'epoca furono
considerati non desiderati dalla repubblica francese. Tra l'altro il quartiere nasce come un quartiere
popolare e le case popolari inizialmente erano tutte colorate di giallo perché era il colore più
economico. Anche le strutture realizzate durante il periodo fascista sono semplici ma allo stesso
tempo avevano una sorta di arcate e di scalinate molto semplici che davano un senso di grandiosità
alle strutture popolari.
ALBERT SPEER
Appartiene all’architettura nazista. Crea delle architetture che fanno da sfondo alle adunate naziste e
conferiscono aulicità. Furono create, durante questi anni, delle Mostre di arte degenerata. Con questo
termine ci si vuole riferire a tutti gli artisti delle avanguardie, i quali vengono considerati degli artisti
degenerati perché si stavano allontanando dalle caratteristiche del passato.

L’INFORMALE
Caratteri generali:
Ci troviamo già dopo la Seconda guerra mondiale; per qualche anno gli artisti non riescono a creare,
in ricordo della guerra. Nasce in Francia con Jean Fautrier, che crea una serie chiamata “ostaggi”.
Ostaggi (= Museo d'arte contemporanea, Los Angeles):
Lui per evitare di andare in guerra si finge pazzo ed entra in un manicomio pensando di fuggire dagli
orrori della guerra, quando in realtà, il cortile di questo ospedale psichiatrico veniva usato dai
tedeschi per uccidere gli ostaggi (= da qui viene il nome della serie). A prima vista sembrano delle
opere astratte perché non c’è alcun elemento reale, ma invece sono opere diverse rispetto a quelle
dell’astrattismo perché qui le opere vengono fatte con grumi di colore.
LUCIO FONTANA
Realizza i famosi squarci nelle tele. L’artista a ronta il concetto spaziale, vuole cioè rappresentare
l'infinito in maniera nuova squarciando la tela, facendoci capire che esiste uno spazio aldilà del
quadro; quindi, il suo concetto di infinito va oltre l’opera d’arte. Va ad inserire a questo elemento
meccanico il concetto di attesa che invece è legato alla sfera emotiva, che assume un valore diverso
in ogni persona. Inoltre, è il primo che utilizzerà il neon per creare delle installazioni.
ALBERTO BURRI
Era un medico che visse l’esperienza della prigionia come soldato; utilizzava tantissimi materiali che
solitamente non erano utilizzati in ambito pittorico, ad esempio la plastica, che lui andava a forare
con la fiamma ossidrica per creare delle pieghe. In altre opere, come “Sacchi”, andrà ad utilizzare dei
sacchi americani consumati, del famoso piano Marshall. Lui utilizza i sacchi per creare il chiaroscuro
perché, essendo consumati hanno una gradazione diversa di colore e in più le cuciture per creare le
linee verticali e orizzontali vanno a rifinire il colore. Altri materiali che lui utilizza sono: il cretto che è
una sorta di sostanza che poi si spacca, creando questa superficie rugosa molto particolare come si
può vedere nel:
Il Cretto di Gibellina (= Gibellina, Sicilia): Consiste in un vasto labirinto di cemento bianco che
ricopre le rovine della città distrutta dal terremoto del 1968.
Oppure usa il legno per creare l’e etto del chiaro-scuro. Sono opere che ci fanno comprendere la
lacerazione interiore di questo artista che ha vissuto la prigionia sulla propria pelle. Secondo altri,
invece, è semplicemente un innovatore.
(= La di erenza tra burri e fontana è che Fontana squarcia le tele, ma comunque usa ancora il colore
tradizionale; invece, Burri non distrugge la grammatica tradizionale del linguaggio pittorico, ma utilizza
altri materiali).
POP ART
Caratteri generali:
Gli anni Cinquanta per gli Stati Uniti d’America furono un periodo di grande prosperità, benessere e
proficua produzione artistica, non a caso, con tutti i principali stati europei occupati a risollevarsi a
seguito del secondo conflitto mondiale, gli Stati Uniti divennero il centro artistico più importante
dell’epoca. Negli States, infatti, negli anni Cinquanta, nasce la pop art, che significa letteralmente
popular art, ossia arte popolare.
Gli artisti appartenenti a questa corrente vogliono creare un tipo di arte che possa avvicinare più
persone possibili senza quindi seguire la tradizione. Questi artisti traggono l'ispirazione dai loghi delle
pubblicità che si a ermavano in quegli anni, non facendo altro che esaltare il consumismo, tipico
della società americana. Gli Stati Uniti infatti erano l'unica nazione tra i partecipanti alla Seconda
Guerra Mondiale che non aveva vissuto mai gli e etti devastanti della guerra. Quindi la popolazione
americana non aveva mai subito le privazioni che altri popoli avevano subito con la guerra e dunque è
chiaro che in America, prima che in Europa, si era di uso il consumismo.
ANDY WARHOL
È il maggior esponente della Pop Art. Nasce come designer e come grande elemento di novità
introdurrà nelle sue opere i colori acrilici. L’obbiettivo principale delle sue opere è ovviamente quello
di evidenziare il consumismo americano e la superficialità della società contemporanea attraverso le
tecniche di ripetizione e serigrafia (= la ripetizione di una stessa immagine cambiando i colori). Warhol
ha spesso ritratto icone pop come Marilyn Monroe e altri, perché tutti so rivano di depressione, e le
lattine di zuppa Campbell, trasformandole in opere d'arte che sfidano le convenzioni artistiche
tradizionali. Negli ultimi anni, sempre utilizzando la serigrafia, Andy Warhol riprende le grandi opere
del passato come, ad esempio, l’ultima cena di Leonardo da Vinci. Warhol fondò anche la sua
leggendaria Factory a New York, ossia un centro di produzione artistica dove artisti di tutti i generi si
ritrovavano a creare e lavorare insieme. Ad esempio, troviamo cantautori come Bob Dylan e David
Bowie e immensi artisti come Salvador Dalì. La Factory di Andy Warhol non voleva essere solo uno
studio d'arte, bensì voleva essere un ambiente di libertà creativa in cui sperimentare nuove forme di
arte. Proprio per questo, era un luogo iconico degli anni '60 e '70, e che ebbe anche un impatto
duraturo sulla cultura popolare e sull'arte contemporanea. Warhol e i suoi collaboratori, infatti, hanno
contribuito a ridefinire il concetto di arte e hanno influenzato molte generazioni successive di artisti.
Zuppe Campbell (= New Jersey, New York):
Si tratta lattine che contengono una zuppa che si trovava in tutti i supermercati americani. L’artista,
quindi, prende le scatole di oggetti quotidiani e ne crea delle composizioni.
Incidenti stradali:
Sono sempre immagini che lui riprende dai giornali all'epoca in quanto sono delle opere di denuncia
che ricordano quelle che diventeranno anche poi in Italia le famose “stragi del sabato sera”, ossia
ragazzi che si mettevano immediatamente al volante dopo aver bevuto provocando incidenti. Era un
atto di denuncia, voleva far riflettere su cosa accadeva in quegli anni in America.
Sedia elettrica:
L’artista si schiera ovviamente contro la pena di morte e quindi mostra più volte il disumano
strumento utilizzato nelle carceri americani per porre fine alla vita delle persone. Nell'ultimo periodo
utilizzando la serigrafia va a riprendere le opere dei grandi del passato, come (= come aveva fatto
anche Picasso).
NEODADISMO - PIERO MANZONI
Negli anni ‘60 con Manzoni ritorna il concetto di provocazione introdotto da Duchamp. Lui vende delle
lattine che conservano la “merda dell’artista”. Questo è considerato un gesto provocatorio perché
Manzoni fa riflettere sul fatto che qualsiasi cosa venga realizzata da un artista viene venduta. Non si
sa se sia vero o meno ma c’è la sua firma e quindi attraverso questo gesto lui si oppone alla
commercializzazione dell’arte.
Inoltre, Manzoni crea delle performances chiedendo alle persone che andavano a visitare le sue
mostre di salire su una sorta di cubo di legno e mettersi in mostra come se fossero delle opere d’arte
durante la mostra. Quindi è un altro modo provocatorio di rappresentare ed intendere l’arte.

ARTE POVERA - MICHELANGELO PISTOLETTO


La Venere con gli stracci (= varie città e istituzioni museali):
Pistoletto nell'opera prende una copia di una scultura di una Venere famosa del passato e la posiziona
di schiena davanti ad un cumulo di stracci. C’è un chiaro riferimento alla civiltà del consumismo. La
Venere con gli stracci si può trovare in varie città, come ad esempio a Napoli.
Quadri specchianti (= Galleria Continua, San Gimignano):
Vediamo degli specchi su cui l’artista può dipingere delle figure, e quando noi entriamo nelle stanze
delle mostre, essendo degli specchi, vediamo la nostra immagine riflessa diventare parte integrante
dell’opera d’arte.
Infinito (= Chiostro del Bramante, Roma):
Famoso simbolo di Pistoletto che racchiude la sua filosofia di vita. Sono infatti tre cerchi che creano il
simbolo dell’infinito. Lui dice che questo “si forma dall’unione io + tu e diventa noi”, quindi, le persone
che si conoscono vanno a creare questa unione.

BODY ART - MARINA ABRAMOVIC


L’artista è presente:
Marina Abramović ha realizzato delle performances, ossia un'azione artistica, generalmente
presentata ad un pubblico, che può essere eseguita dal vivo o presentata tramite dei media. In
quest’azione performativa vengono coinvolti generalmente uno o più dei quattro elementi
base: tempo, spazio, il corpo del performer e la relazione fra il performer e il pubblico. La performance
d'artista può essere fatta in qualsiasi luogo e senza limiti di durata. Quindi, l'azione che compie
l’individuo in un particolare luogo e in un particolare lasso temporale costituisce l'opera stessa.
Al Moma di New York, in uno spazio aperto, Abramovich ha collocato un tavolo e due sedie una a
fronte dell'altra. Questa performance è stata considerata una delle più lunghe performance della
storia del MoMA per la sua durata di 736 ore. Durante la performance, l’artista è rimasta seduta per
otto ore al giorno per circa tre mesi con lo sguardo rivolto in avanti verso la persona che si sarebbe
seduta di fronte a lei dall’altra parte del tavolo. Durante questa performance si è presentato l’ex
compagno Ulay, con cui i rapporti erano precedentemente stati burrascosi a causa di una serie di
controversie sulla paternità di alcune opere. La sua presenza dà vita a un memorabile ed intenso
momento di riavvicinamento tra i due artisti.
LAND ART
Caratteri generali:
È una corrente in cui protagonista è la natura. Per potere creare le opere, gli artisti della Land Art
devono avere a disposizione una ingente somma di denaro, poiché devono fare dei sopralluoghi aerei,
che gli permettono di visionare degli enormi appezzamenti di terreno dei paesaggi, ne devono
scegliere uno e poi devono intervenire (= come nelle “Spirali”).
CHRISTO
Ha rappresentato nelle sue opere degli elementi naturali. Due delle sue creazioni più note sono:
- l’impacchettamento dei monumenti della città di Parigi (= ha utilizzato delle tele bianche o
rosse attraverso la tecnica del wrapping).
- Le passerelle fluttuanti sul Lago Maggiore, ossia costruzioni che permettono alle persone di
raggiungere le piccole isole che si trovano al centro del lago.

ARTE CONCETTUALE - KOSUTH


Le tre sedie (= castello di Rivoli, Torino):
L’opera comprende tre sedie: una è normale, una è un’immagine, e la terza è semplicemente la
definizione della parola “sedia”. Si definisce quindi arte concettuale perché, in questo caso, viene
spiegato il concetto di “sedia”.

STREET ART
Caratteri generali:
La street art è un movimento artistico contemporaneo che si manifesta attraverso opere d'arte
realizzate nello spazio pubblico, come muri, edifici e altri elementi urbani. Esprime una vasta gamma
di temi sociali, politici e culturali, contribuendo a trasformare l'ambiente urbano e a stimolare il
dibattito pubblico.
BASQUIAT
È un giovane artista che nasce come artista di strada, poi incontra Andy Warhol ed entrerà nella sua
Factory, ma realizzerà delle vere e proprie opere d’arte mantenendo il linguaggio del gra ito.
HARING
È un altro esponente della street art, autore dei famosi omini che lui crea e colora che si muovono
nello spazio. Lui si è dedicato alla decorazione degli spazi urbani.
BANKSY
Appartiene sempre al movimento della street art, ma è più contemporaneo e la sua identità rimane
ancora sconosciuta, di fatto esistono tante sue mostre, ma nessuno l’ha mai riconosciuto. Lui
rappresenta avvenimenti della storia che ci fanno riflettere, sono infatti episodi di cronaca.
- bambina con il palloncino è una delle opere più famose di Bansky. Inizialmente viene proposta
su carta e venduta in un’asta, ma alla fine fu distrutta.
- murales, disegnati sul muro che divide la Palestina. Questi murales si aprono per dare la
possibilità di vedere dei bellissimi paesaggi con delle persone che vivono da una parte o
dall’altra del muro.
- opere con i soldati. In questo caso c’è una bambina che va a perquisire un soldato, scena
esattamente opposta a come avviene nella realtà.
- serie dei poliziotti che si baciano.
- teppista che va a lanciare delle bottiglie o delle pietre, e invece lancia dei fiori.
- colomba che porta la pace.
- topi di Banksy: durante il periodo del lockdown dovette rimanere a casa e quindi la moglie si
ritrovò il bagno sommerso di topi disegnati.

ARCHITETTURA DEL TERZO MILLENIO – MEIER, LIBESKIN, HADID, RENZO PIANO


Involucro Ara Pacis:
Meier è un architetto tedesco che ha creato l’involucro che protegge l’Ara Pacis. Questo suscitò tante
polemiche perché chiunque passasse avrebbe potuto vedere l’opera. Inoltre, ha creato dei servizi e
spazi museali e una fontana all’ingresso, criticata perché considerata troppo moderna.
Museo ebraico di Berlino (= Libeskind):
La caratteristica importante è che è una stella di David destrutturata e all’interno si deve seguire un
percorso che man mano fa capire che cosa è successo al popolo ebraico. Un ambiente molto
particolare quello dei volti di ferro, che bisogna calpestare per passare dalla parte opposta e sta a
simboleggiare la sterminazione degli ebrei. Questo museo ha la caratteristica di disorientare il
visitatore perché deve provare la stessa sensazione degli ebrei arrivati nei campi di concentramento,
improvvisamente portati altrove senza sapere dove sarebbero finiti.
Maxxi:
Opera dall’architetto iraniano Zaha Hadid che aveva l'obiettivo di ospitare l’arte contemporanea. Ha
dei corridoi realizzati in cemento e delle scale molto particolari.
RENZO PIANO
è un famoso architetto originario di Genova, ha trovato la sua ispirazione primaria visitando il cantiere
dove suo padre, che era un costruttore, lavorava. Dopo essersi formato a Milano e negli Stati Uniti, ha
ottenuto fama mondiale nel 1970, all'età di 33 anni, vincendo un importante concorso per aver
progettato il Centre Georges Pompidou a Parigi, insieme a Richard Rogers. È noto per l'uso innovativo
di materiali e tecnologie nell'architettura contemporanea, ma anche per il suo interesse
nell'armonizzare le sue opere con la storia e la natura circostante. Nel 1998, ha ricevuto il prestigioso
Premio Pritzker, il massimo riconoscimento nel campo dell'architettura. Nel suo discorso di
ringraziamento ha esposto a grandi linee la sua visione dell'arte e dell'architettura, sottolineando il
legame tra arte e politica. Piano crede che l'architettura sia più di una semplice costruzione in quanto
unisce arte e funzionalità, diventando una forma di arte politica che può migliorare la vita sociale.
Piano paragona l'architettura alla polis greca, evidenziando come gli antichi greci promettevano di
restituire alla città qualcosa di ancora più bello attraverso le loro costruzioni. Quindi, migliorare
l'architettura significa anche migliorare la vita politica e sociale. Il suo obiettivo è rendere
l'architettura accessibile e parte integrante della vita quotidiana.
L’Auditorium di Roma:
L'auditorium di Roma ha diversi nomi, come il Parco della Musica, la Città della Musica e la Fabbrica
della Musica. Questi nomi sono tutti corretti poiché non è solo un luogo dove si viene ad ascoltare
musica, ma anche una piazza con ristoranti, attività e il Santa Cecilia, ossia l’accademia della
musica. Quindi, oltre ad essere un luogo per gli spettacoli e uno spazio pubblico e il punto di incontro
tra cultura e musica. La sua costruzione ha avuto un grande rilievo sia nazionale che internazionale ed
ha anche contribuito alla riqualificazione della città. Ogni sala è curata nei minimi dettagli per
assicurare un'esperienza coinvolgente sia per il pubblico che per gli artisti. Per quanto riguarda i
materiali si ha una fusione tra elementi contemporanei e tradizionali. La struttura delle sale è
realizzata in legno, che serve per ricordare la struttura della cassa armonica. Inoltre, vengono usati il
piombo e il travertino, i quali hanno una valenza simbolica perché richiamano i materiali storici di
Roma. La costruzione della Sala 2007 è stata una sfida importante a livello strutturale, architettonico
e acustico. La sua copertura, con lamellari di luce di oltre 50 metri, ha richiesto l'uso di gru speciali.
Ad oggi, l’edificio è stato dedicato a Ennio Moriconi.
Le Centre Georges Pompidou:
Il complesso è un grande centro espositivo dedicato all'arte contemporanea ed è stato costruito tra il
1970 e il 1977 nel cuore della Parigi medievale, a poca distanza dalla cattedrale di Notre-Dame.
L'edificio prende il nome dall’ex-presidente della Francia Georges Pompidou, il quale ne ha promosso
la realizzazione perché desiderava dotare Parigi di un centro culturale unico che potesse
rappresentare l'innovazione e la modernità. Il progetto prevedeva una struttura esterna caratterizzata
da: tubi, travi in acciaio e strutture di congiungimento, come sul lato principale dell’edificio dove si
può vedere un tubo trasparente che contiene la scala mobile. Le pareti trasparenti di tutto l’edificio,
realizzate in vetro, rendono visibile il flusso di persone che salgono, scendono e si muovono di giorno
e di notte intorno e dentro all'edificio. L’interno, invece, è stato progettato per essere uno spazio
flessibile e adattabile per ospitare diverse attività culturali. Inoltre, questo centro non è solo un
monumento culturale, ma è diventato un'icona della città di Parigi grazie soprattutto alla piazza
antistante che ha la funzione di invitare i passanti a entrare.
Museo delle Scienze Naturali, San Francisco:
È stato realizzato nel 2008 ed è un edificio, realizzato in vetro, nel quale l'architetto approfondisce due
dei suoi temi principali: la leggerezza, che quasi nega la massa dell'architettura, e il rapporto tra
spazio artificiale e natura. L'edificio si o re al visitatore come un luogo accessibile e visibile
dall'esterno, grazie all'uso di pareti trasparenti, ma soprattutto presenta una copertura a green roof,
perché è sormontato da un prato verde con tre colline rotondeggianti. Lo spazio dell’architettura si
adatta alle necessità interne e promuove l'ecologia. Assomiglia al paesaggio circostante, restituendo
alla natura lo spazio e l'energia utilizzati. Ha sistemi per raccogliere l'acqua piovana e pannelli solari
per l'elettricità. Usa principalmente la luce naturale e materiali riciclati dall'edificio precedente.
Questo dimostra che la protezione dell'ambiente è un tema importante nell'architettura moderna.
Centro culturale Jean-Marie Tjibao:
È stato realizzato tra il 1991 e il 1998 a Nouméa nella Nuova Caledonia (Oceania). Si tratta di un
complesso stupefacente per originalità e intuizione: il suo scopo era quello di salvaguardare l'identità
della popolazione autoctona Kanak e ricordare Jean-Marie Tjibaou, il leader politico di questa
popolazione assassinato nel 1989. Piano visita il luogo e immagina dieci grandi strutture in legno,
ispirate alle capanne locali. Queste unità si dividono in tre gruppi principali: uno per i visitatori con
reception, auditorium e sale espositive; uno per gli u ici e la biblioteca; e uno per laboratori artistici.
Le strutture aperte in legno sembrano parte della natura circostante e, grazie al vento, riproducono
alcuni suoni. Da lontano, sembrano vele gonfie di vento e reagiscono alla luce. Il progetto dimostra la
capacità di Piano di adattarsi al contesto e trasmette il messaggio che gli architetti devono adattare i
loro modelli di riferimento.

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