Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni10 pagine

PL 2

La vegetazione spontanea cambia stagionalmente, con specie che si sovrappongono e si alternano nel ciclo vitale. La presenza di erbe infestanti nelle coltivazioni di patata è influenzata da fattori agronomici e pedologici, con specie diverse che emergono a seconda del periodo di impianto. La rotazione delle colture è fondamentale per gestire la flora infestante e prevenire l'invasione di specie aggressive.

Caricato da

giacomomagri3
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni10 pagine

PL 2

La vegetazione spontanea cambia stagionalmente, con specie che si sovrappongono e si alternano nel ciclo vitale. La presenza di erbe infestanti nelle coltivazioni di patata è influenzata da fattori agronomici e pedologici, con specie diverse che emergono a seconda del periodo di impianto. La rotazione delle colture è fondamentale per gestire la flora infestante e prevenire l'invasione di specie aggressive.

Caricato da

giacomomagri3
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

flora spontanea

Stagionalita della vegetazione spontanea erbacea


La vegetazione naturale di un dato territorio cambia con il trascor-
rere delle stagioni e con l’avvicendarsi di specie che nascono,
svolgono il loro ciclo vitale e si riproducono in determinati pe-
riodi dell’anno. Durante il ciclo di sviluppo di queste erbe, altre
nascono e vivono, sovrapponendo, in parte, la loro vegetazione a
quella delle erbe nate prima, e queste ultime, a loro volta, cedono
il passo ad altre che nascono in un secondo momento € cosi via.
In questo modo la flora si rinnova continuamente nelle sue com-
ponenti specifiche, in modo da costituire un manto vegetale sem-
pre presente, ma diversamente assortito con il trascorrere delle
stagioni. Un tale fenomeno si osserva anche nei coltivi di patata,
dal momento che queste coltivazioni, sebbene di pochi mesi di
durata, si susseguono per tutto l’arco dell’anno, in periodi diversi
nelle varie regioni, per la produzione delle differenti tipologie di
patate richieste dal mercato.
Nella tabella a pagina seguente é riportato un quadro della pre-
senza stagionale in natura delle specie spontanee piu diffuse ne-
gli appezzamenti italiani coltivati a patata, secondo una recente
indagine da me condotta. Dall’analisi si evince la presenza di tre
gruppi di specie, omogenei per epoca di nascita e di fioritura: Dol ihe. eae ex &
1) specie che nascono in autunno o durante l’inverno, e fioriscono Be

L’amaranto é un tipico esempio di specie


durante la primavera successiva; a ciclo primaverile-estivo
2) specie che nascono durante la primavera e che completano il
loro ciclo vitale nel corso dell’autunno dello stesso anno;
3) specie con nascita indipendente dalla stagione, tali percheé so-
no munite di organi perennanti sotterranei (rizomi, bulbi o gem-
me radicali).
ll cardo campestre é una delle specie

SB cswa
“ya \)
\m, “\ <4 Tye
zione in natura
Erbe infestanti della patata: presenza stagionale e modalita di riprodu
Presenza stagionale (epoca di fioritura in rosso)
Nome comune Primavera Estate Autunno
Inverno
Amaranto comune
Avena maggiore
Becco di gru malvaceo (anche*)
Caglio
Cardo campestre*
Cencio molle
Chenopodio bianco
Coda di topo*°°
Eliotropio selvatico
Equiseto**

I
Falsa ortica
Fumaria

Galinsoga ispida
Giavone comune
Loglietto
Millefoglie°
Nappola
Ortica minore
Pabbio
Poligono convolvolo
Poligono degli uccellini
Poligono nodoso
Pomidorella
Ravanello selvatico
Renaiola comune
Scagliola
a «dt iii
Soc
Sorghetta°
Spinaciastra comune
Stramonio comune
Vilucchio comune°
Visnaga maggiore
Zigolo infestante**°
eC non contrassegnate hanno ) ciclo di sviluppo annuale e si riproducono solo tramite
Le specie i semi;i quelle contrassegnate hanno ciclo vegetativ ’
iti di
€ Si riproducono, oltre che per semi, anche tramite: gemme radicali (*), 0 rizomi (**), 0 tuberi (°), 0 stoloni (°°) z aes!

506 |
flora spontanea

Flora infestante: composizione e diffusione


Gli andamenti della tabella si riferiscono alle presenze stagionali
delle piante che crescono in condizioni naturali, ma la loro distri-
buzione si discosta alquanto da quella descritta quando esse na-
scono nelle colture di patata, specialmente in funzione dell’epoca
di impianto della patata e delle operazioni colturali necessarie per
la sua coltivazione. Le differenze che si registrano in questo senso
non riguardano tanto la presenza fisica delle erbe infestanti, quan-
to piuttosto uno sfasamento del loro stadio vegetativo, rispetto
a quello che si osserva in natura, che interessa particolarmen-
te le specie con nascita primaverile. Fra queste le piu competi-
tive sono: amaranti, chenopodi, erba morella, poligoni e alcune
graminacee, come la sorghetta, il giavone e il pabbio. La dan-
nosita di queste spontanee é alquanto limitata nelle coltivazioni
di patata primaticcia, in quanto la loro comparsa avviene poco
prima della raccolta dei tuberi, benché possa awenire gia alla fi-
ne dell’inverno nelle stazioni piu. calde del Meridione; in ogni ca-
so la loro nascita 6 ostacolata, in qualche modo, dalla copertura
Lirrigazione, come le precipitazioni, stimola
del terreno per opera della massa verde epigea della coltura, che la nascita di molte piante infestanti
stempera anche la loro azione competitiva. La presenza di que-
sta flora, invece, si rivela assai virulenta, ovviamente in assenza
di diserbo, nella patata comune, il cui impianto avviene all’inizio
Le lavorazioni eliminano !’infestazione
della primavera, in coincidenza con la nascita naturale di queste presente, ma stimolano la nascita di altre
piante infestanti
coltivazione

spe-
specie. Analoghe considerazioni possono essere estese alle
cie a nascita autunno -invern ale, che infestan o prevale ntement e la
patata primatic cia, con impiant o autunnal e: nel corso dell’inv erno
sono temibili soprattutto le crucifere (senape selvatica e ravanello
selvatico, in particolare) e le graminacee (avena, loglio e scagliola,
principalmente). La presenza di queste spontanee viene, invece,
fortemente limitata con i lavori di preparazione del letto di semina,
nelle colture di patata comune.
Accanto a tali specie, ve ne sono altre in grado di nascere in di-
verse stagioni dell’anno, specialmente nei climi meno rigidi delle
pianure del Centro-Sud: sono le cosiddette “specie vivaci” 0 “pe-
renni”, qui rappresentate dal cardo campestre, dall’equiseto, dal
vilucchio comune e dallo zigolo.
La solanacea é particolarmente suscettibile di infestazione subito
dopo l’impianto, in considerazione del fatto che la crescita iniziale
delle piante di patata é alquanto lenta. Le infestanti piu aggressive
in questi frangenti sono quelle a crescita veloce e con portamen-
to prostrato, come, per esempio, il becco di gru malvaceo e la
spinaciastra nei comprensori meridionali, oltre alla fumaria e al
poligono degli uccellini, presenti ovunque. Crescendo, le piante
di patata riescono a coprire uniformemente il terreno sottostante,
min one - oe ma in questo caso sono le specie a portamento eretto e quelle
SEE SIGE occ eedates con fusti avvolgenti a penetrare la coltre vegetale colturale e ad
delle piante infestanti avere spesso il sopravvento anche sulle altre avventizie. Con il
conforto di questa breve premessa esplicativa é piu agevole in-
terpretare gli andamenti mostrati nella tabella a pagina sequente,
riguardanti la diffusione delle diverse infestanti in contesti diffe-
Il cencio molle é una delle piante infestanti renti di tipologia colturale.
favorite in assenza di rotazioni nelle colture
di patata del Settentrione

i
flora spontanea

Erbe infestanti della patata: portamento e diffusione in funzione della tipologia colturale
(bianco = assente o poco diffuso; celeste = discretamente diffuso; azzurro = molto diffuso)
Portamento della pianta Tipo di coltivazione
Specie
p infestante Da giovane paradiita Patata |
___-Patatacomune
Patata comune | Patata
primaticcia In pianura In montagna bisestile
Amaranto comune Eretto Eretto ce
Avena maggiore Eretto Eretto
Becco di gru malvaceo : Prostrato Semieretto
Caglio Avvolgente Avvolgente
Cardo campestre Eretto Eretto
Cencio molle Eretto Eretto
Chenopodio bianco Eretto Eretto
Coda di topo Eretto Eretto
Eliotropio selvatico Eretto ~ Eretto
Equiseto Eretto Eretto
Falsa ortica Eretto Eretto
Fumaria Prostrato Eretto
Galinsoga ispida Eretto Eretto
Giavone comune Prostrato Eretto ee ae
Loglietto Eretto Eretto eeee |
Millefoglie Eretto Eretto oe

~ Nappola Eretto Eretto ee

Ortica minore Eretto Eretto ae


Pabbio Prostrato Eretto eee
Avvolgente Avvolgente Eee | a
Poligono convolvolo
Poligono degli uccellini — Prostrato Prostrato eee

Poligono nodoso Eretto Eretto eee

Eretto Eretto Se et she


—— Pomidorella _
Ravanello selvatico Eretto Eretto
Prostrato Prostrato eee
Renaiola comune
Scagliola Eretto Eretto

~ Senape selvatica Eretto Eretto


Eretto Eretto ae
Sorghetta
| Prostrato Eretto d
Spinaciastra comune
Eretto Eretto oe
Stramonio comune
| Awolgente Awolgente ee
Vilucchio comune
Visnaga maggiore Prostrato Eretto

— Zigoloinfestante = Eretto | — Eretto

|509
coltivazione

Influenza dei fattori agronomici e pedologici


Ferme restando le considerazioni sopra esposte, |’entita della
diffusion e e il grado di aggressiv ita delle piante infestanti dipen-
dono, in massima parte, da fattori di tipo agronom ico e dall’uso
generalizzato dell’irrigazione; anche la natura del terreno esplica,
in questo senso, una certa azione, seppure di secondaria im-
portanza e limitatamente all’insediamento di alcune specie. Tra
i fattori agronomici sono da considerare, innanzitutto, il tipo di
rotazione agraria adottata e le lavorazioni effettuate prima e dopo
’impianto.
Le problematiche legate alla diffusione della flora infestante sono
particolarmente complesse quando non si attua un’appropriata
rotazione agraria. E noto, infatti, che la dove si ripete per piu anni
Yor da LAS hg ry
la stessa coltura sul medesimo appezzamento (ristoppio) si sele-
ny he '
ziona una flora spontanea caratterizzata da specie poco nume-
ay L b \ Te Be. ' RI we

é una delle piante


Lo stramonio comune rose ma molto aggressive, come, per esempio, il cencio molle
infestanti favorite in assenza di rotazioni nelle coltivazioni padane, lo stramonio in quelle del Centro Italia e
nelle colture di patata del Centro Italia la nappola in quelle centro-meridionali. In condizioni di ristoppio,
inoltre, anche le infestanti piu comuni incrementano la loro ag-
Recs : ae aes
é una delle
La nappola
He
favorite in assenza
P pianteiesa i
di rotazioni nelle colture
gressivita e la loro invadenza, e fra queste la pill temibile é l’erba
di patata del Meridione
flora spontanea

morella, la cui fisiologia € molto simile a quella della patata per il


fatto di avere in comune con essa la famiglia e il genere botanico.
La rotazione di colture diverse sullo stesso appezzamento, per-
cio, e sempre auspicabile, a patto di provvedere a un monitorag-
gio continuo sull’evoluzione della flora infestante, con particolare
riferimento ai casi in cui la coltivazione della patata interessi un
terreno condotto in precedenza con arboreto o con vigneto. In
queste situazioni, infatti, si bud avere l’invadenza di specie pe-
renni o vivaci che, date le scarse lavorazioni effettuate negli anni
precedenti, hanno avuto l’opportunita di formare organi vegetativi
sotterranei, come rizomi e tuberi, i] cui accumulo nel terreno, an-
no dopo anno, ha garantito loro una grande carica potenziale di
infestazione.
Tra queste erbe spiccano la sorghetta e |’equiseto nelle colture di
patata comune, il cardo campestre e lo zigolo in quelle di patata
primaticcia, e in ogni situazione la gramigna comune e la gramac-
cia. Analogamente succede dopo la rottura di un prato stabile,
con invasioni di specie tipiche prative, quali, per esempio, il mille-
foglie e la coda di topo.
Tra le operazioni colturali in grado di influenzare la nascita e lo
sviluppo delle infestanti sono da considerare innanzitutto quel-
le relative alla preparazione del letto di semina e quelle eseguite La pomidorella é difficile da combattere
per chiudere i solchi dopo l’impianto; anche le rincalzature fatte perché botanicamente molto simile alle
durante il ciclo vegetativo sono discriminanti in questo contesto. piante di patata
Tutte queste lavorazioni consentono di eliminare la vegetazione
spontanea presente, ma allo stesso tempo stimolano la germi- Il millefoglie 6 una specie prativa tipica
delle valli alpine e infesta particolarmente
nazione di molti semi che si trovano nei primi strati del terreno e le colture di patata che seguono la rottura
del prato stesso

511
coltivazione

la conseguente nascita delle piantine, specialmente quando tali


lavorazioni precedono precipitazioni naturali o irrigazione. Un’al-
tra pratica importante, che influenza notevolmente |’assortimento
floristico, @ rappresentata dalla sistemazione del terreno, neces-
saria per evitare ristagni di umidita eccessiva e permanente che,
oltre a danneggiare la coltura con fenomeni di asfissia radicale,
possono favorire imponenti e pericolose invasioni di equiseti. Vi-
ceversa, l’aridita prolungata stimola l’insediamento di becco di
gru malvaceo e di altre specie tendenzialmente xerofile come
l’'amaranto bianco.
In generale le erbe infestanti pil: dannose sono anche le piu diffu-
se, perché non hanno esigenze particolari per quanto attiene alla
natura fisico-chimica del terreno. La predilezione della patata per
i terreni tendenzialmente acidi e ricchi di fosforo potrebbe pero
favorire alcune specie minoritarie, quali, per esempio il rafano e
iN altre crucifere, la galinsoga e la falsa ortica, mentre l’abbondanza
Le graminacee e l’ortica crescon o bene di azoto favorisce alcune specie nitrofile, come l’ortica minore e
nei terreni molto ricchi di azoto le graminacee in genere. Riguardo alla granulometria del terreno,
nei suoli sabbiosi si adattano bene la visnaga maggiore e la rena-
iola, mentre in quelli limosi e argillosi sono favorite specie come il
Nei climi piovosi l’assenza di sistemazioni
del terreno puo favorire grandi invasioni caglio, la senape e la fumaria.
di equiseti
be
SI
¥ Cod
. Btls
Vallee
Uy
Nad
ae
i
<a ‘
jue ; j
ve
£74
oe ala wlio
. a
flora spontanea

Descrizione delle specie

Amaranto comune (Amaranthus retroflexus). Nella favola 323 di


Esopo si legge di un amaranto che confessa alla rosa di invidiarla
per la sua bellezza e per il suo profumo; la rosa gli risponde: “O
amaranto, io non vivo che pochi giorni e poi appassisco, mentre
tu vivi e fiorisci in perenne giovinezza”. Questa citazione poetica
spiega il significato del nome di questa pianta, ripreso anche per
indicare la famiglia botanica (Amaranthaceae), che deriva da due
termini della lingua greca: a = non e maraino = avvizzisco; il riferi-
mento é alle infiorescenze che non si disgregano nemmeno dopo
che i semi sono caduti, per cui sembra che non avvizziscano mai.
Piante originarie delle zone tropicali, erano venerate come divinita
dagli Aztechi e da altri popoli sudamericani, e sono impiegate,
tutt’ora, per ricavarne alimenti (le foglie come verdure, i semi per
ottenere la farina). Si tratta, infatti, di piante ricche di proteine, as 2

Amaranto comune
acidi grassi, microelementi e vitamina C.

Avena maggiore (Avena sterilis). L'antichissimo impiego come


foraggio di questa graminacea é testimoniato, oltre che dal ritro-
vamento di cariossidi risalenti all’Eta del bronzo, anche dal nome
di derivazione sanscrita avasa, cioé foraggio gradito dagli ovini.
La sua presenza é stata sottolineata, nel corso del tempo, con Ci-
tazioni in componimenti letterari, come, per esempio in Love's La-
bour’s Lost di Shakespeare, nella bellissima lirica Rogo amoroso
di Torquato Tasso, nel Colloquio sentimentale di Paul Verlaine, nei
Poemi italici di Giovanni Pascoli, nella raccolta Juvenilia di Car-
ducci, per finire con La spica contenuta nell’Alcyone di D’Annun-
zio. Il nome italiano si riferisce alla taglia della pianta, maggiore di
quella delle altre specie di avena, mentre il termine sterilis allude
alle glume, che sembrano sterili perche vuote dopo la caduta dei
semi. Un’altra specie di avena é |’avena selvatica (A. fatua), rara
e spesso confusa con l’avena maggiore.

fa-
Becco di gru malvaceo (Erodium malacoides). Appartiene alla
miglia delle Gerania cee, cosi denomin ata dalle piante piu rappre-
alla
sentative della famiglia stessa, i gerani, che hanno frutti simili
greco ghérano s. || nome italiano “becco di gru”
testa della gru, in
corrisponde, invece, al latino Erodium, che allude alla testa dell’ai-
frutti di
rone (in greco erddios), forse per le maggiori dimensioni dei
a quelli dei gerani, con riferime nto alle mag-
questa pianta rispetto
testa dell’air one rispetto a quella della gru. Piu
giori dimensioni della
@ costituit o da una serie di reste saldate insie-
in particolare, il frutto
alla base in
me in un becco appuntito, ognuna delle quali termina
un seme. Alla maturaz ione le reste per-
una coppetta che accoglie
e si separan o alla base, restando pero
dono acqua repentinamente
of i oe

un brusco movimen to si avvolgo no a molla Becco di gru malvaceo


unite alla sommita; con
direzione.
d’orologio e, a mo’ di fionda, scagliano i semi in ogni

513
coltivazione

Caglio 0 attaccaveste (Galium aparine). Dei due nomi italiani


di questa specie, il primo si riferisce alla sua proprieta di far ca-
gliare il latte (in greco: gala, da cui galium); il secondo mette in
risalto la presenza di spinule su tutta la pianta, tramite le qua-
li i frutti specialmente rimangono impigliati nei vestiti: questa
proprieta é sottolineata anche dal termine greco aparine (porto
via). Non solo infestante, la pianta ha avuto un uso medicinale
(in passato era impiegata per curare le malattie della pelle) e
alimentare: veniva impiegata come verdura oppure come suc-
cedanea del caffé (i suoi semi, minuti e sferici, erano tostati e
impiegati per questo scopo; d’altro canto il caglio appartiene
alla stessa famiglia botanica del caffe, Coffea arabica, quella
delle Rubiacee). Le piante adulte formano grovigli inestricabili
con le foglie della patata, verso le quali attuano anche una fer-
ma ed efficace azione competitiva per la luce e per gli elementi
te J: nutritivi.
Caglio o attaccaveste
Cardo campestre o stoppione (Cirsium arvense). || primo no-
me italiano di questa composita (o asteracea, come dicono
i piu. eruditi) sottolinea la spinosita delle foglie, mentre il se-
condo si riferisce alla sua abbondanza nelle stoppie di grano.
L’uso nell’antica Grecia per la cura delle varici (in greco kirsos)
ha, infine, ispirato il nome latino. Strabilianti sono le strategie
messe in atto da questa specie per riprodursi: la maggior parte
delle piante produce fiori di un solo sesso e percio l’impollina-
zione, con la conseguente formazione del seme, avviene con
molte difficolta; allo scopo di facilitare l’incontro tra il polline
e i fiori femminili la specie si serve di ignare farfalle, attirate
dall’odore di muschio dei fiori, che svolazzando da un fiore
all’altro trasportano il polline stesso nell’ambiente circostante.
Alla scarsita di semi maturi, inoltre, la pianta sopperisce con un
apparato radicale ricco di gemme in grado di originare nuovi
individui.

Cencio molle (Abutilon theophrasti). Solo dopo una decina


d’anni dagli inizi della mia vocazione floristica, a cavallo fra
gli anni Settanta e Ottanta, ho sentito parlare di questa pianta
come di una specie emergente fra le infestanti del mais. La sua
diffusione fu talmente massiccia e repentina per la difficolta
di mettere a punto metodi di lotta volti a ostacolare la sua in-
vasione. A distanza di trent’anni la specie imperversa ancora;
anzi, dalle colture di mais delle contrade padane si é diffusa
anche nei campi di pomodoro della mia Puglia e della Cam-
pania, e persino nei campi di patata della Sicilia. Imparenta-
ta botanicamente con la malva, grazie alle sue foglie grandi e
eof
reek \ morbide si € conquistata il nome italiano, mentre quello latino
Cencio molle é in onore del botanico Teofrasto, operante in Grecia fra il IV e
il Ill secolo a.C.

514 |

Potrebbero piacerti anche