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Il documento descrive vari parassiti che colpiscono le coltivazioni, in particolare la tignola della patata e la dorifora, evidenziando le loro caratteristiche biologiche e cicli di vita. Viene menzionata anche la lotta biologica e chimica contro questi parassiti, con riferimento a specie come Podisus maculiventris e l'importanza di monitorare le popolazioni di afidi. Infine, si suggeriscono pratiche preventive per la gestione dei fitofagi, come l'uso di tuberi-seme sani e carotaggi del terreno.

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Il documento descrive vari parassiti che colpiscono le coltivazioni, in particolare la tignola della patata e la dorifora, evidenziando le loro caratteristiche biologiche e cicli di vita. Viene menzionata anche la lotta biologica e chimica contro questi parassiti, con riferimento a specie come Podisus maculiventris e l'importanza di monitorare le popolazioni di afidi. Infine, si suggeriscono pratiche preventive per la gestione dei fitofagi, come l'uso di tuberi-seme sani e carotaggi del terreno.

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parassiti animali

generazioni che compie annualmente sono strettamente correlati


alle condizioni termiche registrate nelle differenti aree dell’attua-
Foto R. Angelini
le distribuzione geografica. Osservazioni svolte in Italia centro-
meridionale hanno evidenziato che la specie pud compiere 6-8
generazioni all’anno, con massima presenza e dannosita durante
il periodo estivo-autunnale. Gli adulti, crepuscolari, volano con al-
meno 16 °C e manifestano un netto idrotropismo. La longevita
degli adulti varia a seconda della stagione in cui si svolge il ciclo
biologico, da pochi giorni nel periodo estivo a oltre un mese in
autunno. Gli adulti di questo gelechide hanno ali anteriori molto
strette, grigie con macchioline nerastre nel tratto prossimale (aper-
tura alare 10-17 mm), e ali posteriori di colore grigio uniforme. Le
larve sono di colore biancastro, con capo, pronoto e scuto anale
bruni; la crisalide, rossastra, € racchiusa in un bozzoletto bianco
che ingloba particelle di varia natura (residui vegetali, terreno).
Le uova, anch’esse biancastre, sono deposte singolarmente o
in gruppetti in punti piu o meno rugosi, screpolati o infossati
delle piante ospiti, in numero di 80-200 per femmina. Duran-
te l’attivita di scavo, la larva usa tappezzare le gallerie con un
secreto sericeo. In campo, la larva dalle foglie passa ai fusti o
ai tuberi, dove la galleria inizia quasi sempre in corrispondenza
dell’infossamento delle gemme, evidenziando un piccolo oper-
colo sericeo a imbuto. Lincrisalidamento avviene all’esterno Adulto di tignola
del tessuto vegetale. Lo svernamento, in genere, si verifica allo
stadio larvale nei tuberi variamente conservati, negli imballaggi,
nelle maglie dei sacchi, e nelle fessure di muri e pavimenti dei Foto A. Pollini
locali di stoccaggio.
Foto R. Angelini

cat

\ = Gallerie larvali di tignola scavate nei tuberi

Adulti e crisalidi di tignola

1535
coltivazione

Dorifora della patata


La conoscenza dello zero di sviluppo
della dorifora (12 °C) e della somma
termica (330-335° giorno) necessaria
al compimento di un ciclo permette una
piu efficace gestione del controllo delle
popolazioni
Tentativi di lotta biologica possono
essere effettuati mediante l’impiego
di Podisus maculiventris, un eterottero
pentatomide che attacca le larve
di dorifora
Le differenti popolazioni di questo
~ oho rata?
parassita diffuse in Eurasia e
eB
Nordamerica manifestano resistenza
Larve di tignola su tuberi e danni
a oltre 40 sostanze insetticide
Nelle aree di solito infestate dal fitofago Un altro lepidottero gelechide, la Tuta absoluta, originaria del Su-
puo essere necessario intervenire damerica, é stato di recente segnalato in Italia. Si tratta della te-
precocemente su larve neonate con mibile minatrice del pomodoro, che puo arrecare gravi perdite di
bioinsetticidi o prodotti chitinoinibitori produzione a questa ortiva e, in misura minore, interessare le altre
solanacee coltivate. Come riportato per altre aree geografiche,
Foto R. Angelini
T. absoluta e in grado di attaccare la patata, limitatamente alla
parte epigea, su Cui si manifestano le tipiche mine a chiazza ir-
regolare. Contrariamente alla tignola della patata, questa specie
non infesta i tuberi e, nel complesso, i danni sono da considerarsi
trascurabili. Il lepidottero € presente su varie solanacee sponta-
nee, come Solanum, Datura, Nicotiana e Lycium, che fungono da
pericoloso serbatoio della specie.

Dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata)


Coleottero della famiglia Chrysomelidae di origine nordamerica-
na (Colorado), la Leptinotarsa decemlineata é arrivata in Europa
nel corso dell’Ottocento, dove si é definitivamente insediata negli
anni successivi al primo conflitto mondiale, periodo in cui furono
segnalate gravi infestazioni in Francia. In Italia la specie é@ arrivata
in Piemonte nel 1944, per poi diffondersi in pochi anni su tutto il
territorio nazionale, con l’eccezione della Sardegna. E attualmen-
te distribuita in gran parte dell’Europa, fuorché nel Regno Unito
e in parte della Scandinavia, mentre continua la sua espansione
verso il Medio Oriente e |’Asia centrale.
La dorifora, facilmente riconoscibile per le elitre giallastre dotate
Erosioni di dorifora su fiore ciascuna di 5 linee nere, si sviluppa anche su varie solanacee col-
tivate, ma la patata resta la sua pianta preferita, consentendole

536 |
parassiti animali
Foto R. Angelini

oy We Ak se
Adulti, larve appena schiuse e uova di dorifora

un ciclo di sviluppo pil: breve e fecondita maggiori. Gli adulti e le


larve di questo crisomelide si alimentano delle foglie della patata
e, potenzialmente, sono in grado di provocare la distruzione totale
della parte aerea della pianta, compromettendo cosi la produzio-
ne di tuberi.
Nei climi piu miti la specie é in grado di svolgere due generazioni
complete all’anno. Sverna nel terreno come adulto in diapausa,
Larve di dorifora

1537
coltivazione

ad almeno 20 cm di profondita. Nei mesi di aprile e maggio gli


adulti riprendono I’attivita biologica alimentandosi voracemente.
Foto R. Angelini
Con valori termici di 16 °C iniziano gli accoppiamenti e, succes-
sivamente, le deposizioni. Ogni femmina depone in 1-2 settima-
ne da 700-800 fino a 2000 uova. Le uova, allungate e di colore
giallo-rossiccio, sono deposte in gruppetti di 15-40 elementi sulla
pagina inferiore delle foglie. Dopo un’incubazione di 4-15 giorni,
nascono le larve, che completano lo sviluppo in 15-25 giorni, do-
podiché si infossano nel terreno scavando cellette d'impupamen-
to a5-15 cm di profondita. | nuovi adulti dell’anno compaiono agli
inizi di luglio, per diffondersi sulle colture circostanti, dando origi-
ne a una seconda generazione che si completa in settembre.

Ferretti (Agriotes spp.)


Si tratta di specie di coleotteri della famiglia Elateridae, con ampia
distribuzione territoriale, appartenenti al genere Agriotes (litigio-
sus, ustulatus, sordidus, brevis), dotati di marcata polifagia, po-
tendo vivere a spese di diverse colture erbacee cerealicole, ortive
e industriali. | danni maggiori sono causati dalle larve endofite,
che erodono gli organi sotterranei creando fori molto caratteristi-
ci in radici e tuberi. Il nome comune deriva dal colore giallastro-
rugginoso delle larve, dotate di tegumento coriaceo e forma al-
lungata.
Lo sviluppo larvale per completarsi puo richiedere piu anni (da 2
a 4-5 anni). Generalmente gli elateridi adulti svernano nel terreno,
da cui escono tra marzo e aprile, per volare, soprattutto di notte,
sulle piante, di cui erodono le foglie e i fusti, ricercando siti di
ovideposizione. Vengono preferiti terreni umidi e ricoperti di vege-

Foto R. Angelini

Adulti di dorifora in accoppiamento

528 |
parassiti animali

Elateridi

Gli attacchi di elateridi si verificano


in terreni freschi e ricchi di sostanza
organica, soprattutto nei campi
coltivati a patata in successione a prati
polifiti e/o di leguminose
Lattacco alle coltivazioni di solito non é
uniforme, bensi si manifesta a chiazze
Per la lotta agli elateridi é consigliabile
evitare di irrigare in prossimita della
raccolta, cosi da non stimolare la
risalita delle larve eventualmente
i fi $i if. < gt [Link] .Os Bay: Pe ae presenti; risulta inoltre molto utile
Larve di elateridi o ferretti effettuare ampie rotazioni, includenti
; , . specie meno suscettibili a questi
tazione. Ciascuna femmina depone nel terreno in media 90 uova fitofagi (come cereali e brassicacee)
circa, in gruppetti di 5-6 unita, a pochi centimetri di profondita.
Le larve schiudono in giugno, dopodiché penetrano nelle radici e
nei tuberi piu o meno profondamente, talora forando i tuberi da
parte a parte. Per sfuggire alla siccita estiva e ai rigori invernali le
larve possono approfondirsi anche fino a 40-50 cm. Gli essudati
vegetali e le emissioni di CO, radicali sono potenti attrattivi per le Foto A. Pollini
larve. Varieta di patata tardive in presenza di irrigazioni ritardate
e/o piogge estive possono subire attacchi notevoli.

Foto R. Angelini

Adulto di Agriotes lineatus

Erosioni da ferretti su tubero appena escavato


coltivazione

Nottue terricole
Le infestazioni primaverili sono le piu
pericolose perché interessano piante
giovani che vengono facilmente troncate
V’osservazione diretta sulla coltura,
oltre a fornire dati precisi sull’effettiva
consistenza dell’attacco, segnala le
imprevedibili pullulazioni di agrotidi
Con infestazioni localizzate e a bassa Larva di nottua terricola del genere Agrotis
densita il controllo delle larve pud essere
affidato all’impiego di esche avvelenate Nottue terricole (Agrotis ipsilon, A. segetum)
Foto A. Polini Agrotis ipsilon é un lepidottero della famiglia Noctuidae ampia-
mente diffuso nelle regioni temperato-calde e subtropicali degli
emisferi Nord e Sud, noto anche come black cutworm. E una
specie migratrice caratterizzata da spostamenti ciclici dagli areali
meridionali verso le latitudini piu settentrionali. Queste migrazioni
possono dare luogo a pullulazioni larvali imprevedibili, con danni
talora ingenti. Agrotis segetum ha un areale di distribuzione meno
esteso, limitato alla zona paleartica. Le nottue sono dotate di stra-
ordinaria polifagia, e sono in grado di svilupparsi in ogni ambiente
su numerose specie coltivate e spontanee. | terreni freschi, umidi
e ricchi di vegetazione sono | preferiti dalle femmine ovideponenti
EAI di questa specie. | danni consistono in erosioni provocate dalle
Larva di Agrotis segetum larve (di colore grigio piombo) al colletto e alle radici, con succes-
sivi disseccamenti della parte aerea, e ai tuberi pil superficiali. II
numero di generazioni varia da 2 a 4 a Seconda della latitudine. Le
specie svernano allo stadio larvale o di crisalide; in tarda primave-
ra le femmine depongono fino a 2000 uova in piccoli gruppi, alla
base delle piante ospiti. Lo sviluppo larvale varia in durata dai 45
giorni, nella stagione piu calda, ai 5 mesi circa in quella invernale.
Foto A. Pollini

540 |
parassiti animali

Schema di olociclo dioico di Myzus persicae


‘ine,

Afidi
te om *e f ote Le varie specie di afidi sono in grado
. ee mm Ospite _ di dare luogo a numerose generazioni
nel corso dell’anno
Concimazioni equilibrate e irrigazioni
misurate impediscono indesiderate
pullulazioni afidiche
Per la difesa é opportuno realizzare un
a) uovo; b) fondatrice; c) attera virginopara; d) alata migrante; e-g) forme efficace sistema di monitoraggio delle
attere ed alate sugli ospiti secondari; h) sessupare attera (maschile) migrazioni primaverili-estive di questi
ed alata (femminile); i) femmina anfigonica; j) maschio alato fitofagi
E da evitare la trasmissione di virus
Afidi
alle coltivazioni di tuberi-seme mediante
Macrosiphum euphorbiae é€ la specie che si riscontra con mag-
distruzione anticipata dei cespi
giore frequenza nelle aree pataticole italiane e a essa si accompa-
gnano Myzus persicae e, piu saltuariamente, Aulacorthum solani. Nella lotta ai diversi fitofagi della
Essi sono noti con il nome comune di “afidi verdi”. Occasional- patata occorre tenere conto
mente € presente sulla patata anche |’afide nero, Aphis fabae, della numerosa coorte di specie
dotato di un elevato grado di polifagia. entomofaghe che tengono a freno
La prima specie citata € nota come “afidone della patata e del le popolazioni afidiche
pomodoro”, per le notevoli dimensioni delle femmine partenoge-
netiche (4-5 mm), che presentano una colorazione verde tendente
al giallastro o al rossastro. L’afidone ha un’ampia distribuzione
geografica e presenta notevole polifagia. M. euphorbiae € Carat-
terizzato da un ciclo dioico, con ospiti primari rappresentati, tra gli
Attacco di afidi
Foto R. Angelini

|541
coltivazione
Foto R. Angelini

Prevenzione, monitoraggio
e lotta ai fitofagi
Alcune misure preventive per
monitorare e contrastare i fitofagi sono
le seguenti:
— impiego di tuberi-seme sani e pre-
germogliati
— carotaggi del terreno per la stima
della popolazione larvale dei ferretti
—ricorso a operazioni agronomiche
rivelatesi utili a questo scopo, come
sarchiature e rincalzatura
— utilizzo di insetticidi a minore impatto
(per esempio B. thuringiensis) nella Afidi
difesa dai fitofagi epigei
altri, da Rosa, Euphorbia e Lycium. Gli ospiti secondari sono co-
— evitare di lasciare i tuberi maturi
stituiti da solanacee, cucurbitacee, composite e numerose piante
nel terreno oltre i normali tempi
ornamentali. Svolge cicli biologici diversi in funzione delle condi-
di raccolta
zioni climatiche presenti, con prevalenza di anolocicli partenoge-
Per la lotta vera e propria netici nei climi miti degli areali orticoli italiani. M. persicae, noto
é talora necessario ricorrere come “afide verde del pesco”, nella patata non raggiunge livelli di
a geodisinfestazione o esche popolazione elevati; é tuttavia molto temuto quale vettore di virus
avvelenate per la difesa dalle specie (soprattutto CMV e PYV). Svolge il suo ciclo dioico tra i Prunus, gli
terricole ospiti primari, e numerose erbacee come ospiti Secondari, tra cui,
in particolare, le solanacee. Questo fitofago 6 anche temuto per
la capacita di compiere lunghe migrazioni, potendo diffondersi in
aree molto vaste. In Italia meridionale le sue popolazioni possono
mantenersi da un anno all’altro mediante anolociclo.
A. fabae € un’altra specie dioica che presenta come ospiti primari
'evonimo e il viburno, e come ospiti secondari decine di specie
botaniche appartenenti a varie famiglie. Si addensa in fitte colonie
sulla pagina inferiore delle foglie lungo gli apici vegetativi.
A. gossypii compie un olociclo dioico tra Hibiscus, Rhamnus, Ca-
talpa e numerose erbacee come ospiti secondari, tra cui in par-
ticolare le solanacee e le cucurbitacee. Nelle regioni meridionali
piu calde si riproduce con anolocicli sugli ospiti secondari e con
paracicli su quelli primari.
Le infestazioni afidiche causano tipici danni diretti, che consisto-
no in sottrazione di linfa ed emissione di melata (con successivo
Sviluppo di fumaggine), deformazione dei germogli, accartoccia-
mento delle foglie e deperimento generale, e i pil. temuti danni
indiretti, che consistono nella trasmissione e nella diffusione di vi-
Colonia di Macrosiphum euphorbiae, rosi, non tollerabili nei campi di moltiplicazione della patata da se-
afidone verde delle solanacee me. | virus trasmessi sono: PVX (virus X della patata), PVY (virus Y
della patata) e PLRV (virus dell’accartocciamento della patata).

542 |
parassiti animalli

Grillotalpa (Gryllotalpa gryllotalpa)


Ortottero ensifero dotato di zampe anteriori fossorie adatte allo
scavo, € ampiamente distribuito a livello paleartico. Nell’areale
di distribuzione coesistono diverse entita specifiche di grillotalpa Grillotalpa
(Gryllotalpa gryllotalpa in senso lato), distinguibili tra loro per al-
| grillotalpa infestano di preferenza
cuni caratteri morfologici e per il numero di cromosomi, anche se
terreni umidi e ricchi di humus; si tratta
la biologia delle singole specie non si differenzia sostanzialmente.
di fitofagi onnivori che si cibano di bulbi,
Le specie sono onnivore, cibandosi di bulbi, semi, tuberi, insetti
semi, tuberi, insetti terricoli e lombrichi
terricoli e lombrichi. | danni si verificano a carico degli organi ipo-
gei delle piante, a causa dello scavo sia di gallerie di alimentazio- - Lutilizzo di esche a base di crusca e/o
ne e di riproduzione, sia dei nidi di dimora e di ovideposizione. | riso, avvelenate con insetticidi persistenti,
grillotalpa infestano di preferenza terreni umidi e ricchi di humus, durante il periodo di maturazione delle
realizzando una sola generazione ogni due anni. Gli adulti si ac- uovaé un efficace sistema di lotta
coppiano in superficie, in aprile-maggio, e ciascuna femmina de-
pone, in una camera di terra compressa e agglutinata con liquidi
di rigurgito, da 200 a 300 uova, che schiudono dopo una ventina
di giorni. Gli stadi giovanili, inizialmente gregari, si nutrono di de-
triti vari e radichette, trascorrendo il successivo inverno nello sta-
dio di terza eta. Gli adulti compaiono nella primavera successiva,
ma si riprodurranno solo nell’anno seguente.

Difesa integrata dai parassiti animali


Per salvaguardare il reddito economico e ottenere raccolti di qua-
lita @ necessario adottare misure di controllo efficaci e a basso im-
patto ambientale. E buona norma non trascurare i provvedimenti
agronomici preventivi (avvicendamento, lavorazioni, scelta varie-
tale, periodo di semina, distruzione dei residui colturali ecc.) e ap-
plicare la difesa chimica e microbiologica, quando essa diventa in-
dispensabile per contrastare popolazioni elevate di questi temibili
fitofagi. Nell’ottica dell’integrazione dei mezzi di controllo, anche la
lotta biologica ha un suo spazio. Per esempio, gli entomofagi degli
afidi sono abbastanza numerosi, e tra essi si ricordano coleotteri

543
coltivazione

coccinellidi come Adalia bipunctata e Coccinella septempunctata,


i ditteri sirfidi e cecidomidi, i neurotteri crisopidi e gli imenotteri
Foto R. Angelini
i, parassitoidi appartenenti alle famiglie Braconidi e Afelinidi, alcuni
dei quali sono commercializzati a questo scopo. Numerosi sono
anche gli antagonisti della dorifora che sono stati oggetto di prove
di lotta biologica, purtroppo senza esito. Sono stati fatti tentativi
per perfezionare l’impiego dell’eterottero predatore Podisus ma-
culiventris, abbinato al rilascio del suo feromone di aggregazione,
per migliorarne |’efficacia predatrice. Anche il controllo naturale
della tignola é largamente insufficiente per un valido contenimento
dei danni; inoltre, i tentativi di lotta biologica con l’imenottero po-
liembrionico Copidosoma koehleri non hanno dato i risultati spe-
rati. | feromoni sessuali come mezzi biotecnici sono utilizzati per
weNS x SCC IS x(So Some la loro indubbia efficacia, soprattutto per il monitoraggio del volo
Crisalide di Acherontia atropos degli adulti delle specie di lepidotteri sopra descritte.

Interventi al terreno
Foto R. Angelini
Le rotazioni poliennali favoriscono una drastica riduzione dei pro-
blemi causati dai parassiti animali. In comprensori specializzati
l’alternativa resta la geodisinfestazione o il ricorso a varieta mag-
giormente resistenti. | ferretti e le nottue terricole possono dan-
neggiare direttamente i tuberi: percio, in caso di necessita, vanno
contenuti con geodisinfestanti. E utile ricordare che si crea un
ambiente sfavorevole alle larve anche mediante operazioni agro-
nomiche, come le sarchiature. In molti casi é necessario accertare
preventivamente, mediante carotaggi, la popolazione larvale dei
ferretti presente e, al superamento della soglia economica d’inter-
vento, procedere alla geodisinfestazione localizzata con prodotti
liquidi o granulari. Nel caso del grillotalpa raramente si deve ricor-
Larva di Acherontia atropos rere a tale pratica. Di norma questo fitofago si contrasta mediante
l'utilizzo di esche, a base di crusca 0 di riso, avvelenate con inset-
ticidi persistenti, che vengono sistemate di sera in prossimita de-
gli imbocchi delle gallerie, nel mese di aprile, quando le femmine
Foto R. Angelini maturano le uova e sono particolarmente voraci.
ll controllo delle infestazioni localizzate e a bassa densita di larve
di agrotidi va anch’esso affidato all’impiego di esche avvelenate,
distribuite su terreno umido.

Protezione della parte epigea


Importanza strategica riveste il controllo degli afidi per la difesa
delle coltivazioni di tuberi da seme, che in Italia sono praticate
in ambienti sfavorevoli a questi fitomizi (zone di montagna do-
ve prevale l’olociclo con popolazioni primaverili esenti da virus) e
vengono raggiunte dalle migrazioni di individui infetti solo in esta-
te avanzata. Le misure da adottare comprendono interventi di
natura agronomica (isolamento delle coltivazioni, equilibrata con-
Adulto di Acherontia atropos cimazione, distruzione anticipata dei cespi) e lotta integrata (oli
minerali e aficidi, superfici riflettenti o coperture di polietilene)

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