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Foto M. Casaleggi

Il documento discute la storia e l'evoluzione della coltivazione della patata in Liguria e Veneto, evidenziando l'introduzione di varietà straniere e il declino delle varietà locali. Viene menzionato il ruolo dei consorzi agrari e dei centri di moltiplicazione nella diffusione delle nuove cultivar, nonché le difficoltà incontrate nel superare la diffidenza verso la patata come alimento. Infine, si sottolinea l'importanza delle cultivar locali, come la 'Pomatter Hapfa', per la produzione di gnocchi di alta qualità.

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Il documento discute la storia e l'evoluzione della coltivazione della patata in Liguria e Veneto, evidenziando l'introduzione di varietà straniere e il declino delle varietà locali. Viene menzionato il ruolo dei consorzi agrari e dei centri di moltiplicazione nella diffusione delle nuove cultivar, nonché le difficoltà incontrate nel superare la diffidenza verso la patata come alimento. Infine, si sottolinea l'importanza delle cultivar locali, come la 'Pomatter Hapfa', per la produzione di gnocchi di alta qualità.

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patata in Liguria

della massiccia introduzione di varieta straniere, venne prepa-


rata una mostra delle nostrane italiane; la provincia di Genova
non partecipo, e per la Liguria furono presenti le sole varieta
dell’entroterra della Spezia: Bianca di Calice, Rossa di Calice Bianca di Como
e Bianca di Biglio. Venne esposta anche una bianca della val - “Non si é ancora diffusa come merita,
Trebbia, chiamata Bianca nostrana di Ottone, della quale non e da alcune localita a gran produzione
resta la descrizione. vediamo arrivare sui nostri mercati
Dopo il tentativo (1931) di Giovanni Battista Tirocco, allievo di Ga- delle patate scadenti, grossolane, a
relli e redattore capo della rivista Liguria agricola, di introdurre in pelle ruvida, di sapore sgradevole, che
Riviera la precocissima Juli, nel corso degli anni Trenta iniziarono si direbbero addirittura selvatiche. Noi
a diffondersi alcune selezioni note ancora oggi: tra le prime e la pensiamo che se nella nostra zona di
tedesca Allerfriiheste Gelbe (1922), piu conosciuta come Tonda di alta montagna a clima rigido — comuni
Berlino, subito seguita dall’olandese Bintje (1910) e dalla bianca di Santo Stefano d’Aveto, Rezzoaglio,
scozzese Majestic (1911). | principali veicoli di queste introduzioni Maissana, Varese Ligure, etc. — si
furono i consorzi agrari e i centri di moltiplicazione delle pata- coltivasse la patata comasca, come in
te da semina ([Link].), aperti tra il 1938 e il 1971. Nell’unico Riviera, essa sarebbe in grado presto
[Link] attivo in Liguria, a Santo Stefano d’Aveto (1957-1962), di fornire a quest’ultima le patate da
si moltiplicavano soprattutto la Tonda di Berlino e la Majestic; il seme”
responsabile del centro oggi ricorda che era stata provata anche (La semente, 1923)
la Bintje, ma che presto era stata abbandonata perche marciva Fe

facilmente. Foto M. Casaleggi


Nell’immediato dopoguerra, insieme alle selezioni straniere arrivo
in Italia, ultimo Paese in Europa, anche la dorifora (Chrysomela
decemlineata), descritta per la prima volta nel 1825, in Italia citata
nel 1875 e tre anni piu tardi menzionata anche sul Bollettino del
Comizio agrario del circondario di Chiavari, ma mai entrata prima
nel nostro Paese, un po’ per la scarsa diffusione, come abbiamo
visto, di varieta straniere e pil tardi per il rigido proibizionismo
che ne ostacolava |’ingresso a favore delle “autarchiche” varieta
nostrane.
Con gli anni Sessanta e con il diffondersi della bianca Kennebec
(1948) — piti tardi seguita da altre selezioni straniere, come Désirée
non
(1962), Primura (1963), Spunta (1969) e Monalisa (1979), per
e (come nel resto
citare che le pill note — nell’entroterra genoves
zza-
d’Italia) precipitava la produzione delle varieta locali, caratteri
al territorio,
te da un elevato grado di ambientamento al clima e
o era venuta meno
ma ormai poco produttive perché nel frattemp
da seme e
la capacita degli agricoltori di produrre buone patate
e l’elevata qualita
di mantenerne la fertilita. Le ragioni del mercato
anno, oppure ad anni
della semente straniera — acquistata ogni
determin ato la rottura del
alterni, al consorzio agrario — avevano
si mantene vano pro-
tradizionale circuito di scambio con il quale
duttive le patate nostrane.
anche la Bianca di
Nel corso degli anni Sessanta si estinguevano
a pit. elevat e sopravvive-
Como e la Chioggia, mentre nelle localit
un limitat o uso familiare e
va la Quarantina bianca, ma solo per
tale da arrivar e, venti anni
con una riduzione della resa produttiva
piu tardi, molto vicina alla scomparsa.

405
paesaggio 2

Patata nel Veneto

aes Introduzione
Tipologie di patata in funzione
della destinazione d’uso Dalla scoperta dell’America al 1950
“Credo che prima del 1817 qui non si avesse mai vista una pata-
© Tipo A: patate non farinose, a polpa
ta, se non forse in mano a qualche dotto, od altro ricercatore di
soda ed umida, con grana molto fine.
novita. Fu nel 1817, e precisamente per attenuare le mortali con-
Eccellenti patate da insalata e cotte al
seguenze della carestia prodotta dal mancato raccolto del 1816,
vapore; buone come patate gratinate;
che venne introdotta in questa Provincia [Belluno, N.d.A.] /a patata
non adatte per pure e cotte al forno
quale cibo sussidiario del granoturco.” Questo € quanto scriveva
© Tipo B: patate a polpa abbastanza Antonio Maresio Bazolle in // possidente bellunese (1868-90). Non
soda, debolmente farinosa, poco umida molto diversa era la situazione sull’altopiano di Asiago, dove il ca-
e a grana fine. Si sfaldano poco dopo nonico Matteo dal Pozzo gia dal 1780 sollecitava la popolazione
la cottura, avendo una consistenza a coltivare la patata portando |’esperienza degli irlandesi; oppure
media. Adattabili alle diverse esigenze a Recoaro, ove don Antonio Marchesini e il conte Camillo Valle
culinarie sin dal 1811 si erano fatti promotori della sua coltivazione per al-
© Tipo C: patate farinose, a pasta piuttosto leviare la fame dovuta alle ricorrenti carestie. Segno tangibile della
tenera e asciutta. Si sfaldano dopo la conoscenza della solanacea in queste contrade e la richiesta, ef-
cottura. Buone fritte, per puré, gnocchi fettuata il 3 novembre 1816, di “50.000 libre di patate da semina”
e cotte al forno; non indicate come da parte del comune di Recoaro al governo austroungarico per la
patate da insalata e cotte a vapore stagione 1817.
Ma qual é stato il motivo di questo grande ritardo nella diffusio-
ne della patata, visto che la coltivazione del mais era iniziata gia
nel 1550? Certamente cid é dipeso da diversi fattori, tra i quali si
ricordano:
— la diffidenza delle popolazioni riguardo alla sua utilizzazione ali-
mentare, perche in alcuni Paesi europei la patata era ritenuta
Patata dorata del Gua
Foto S. Padovan
patata nel Veneto

addirittura velenosa per il contenuto di solanina (un alcaloide


molto tossico) nei tuberi inverditi;
Foto Biblioteca La Vigna
— la mancanza, fino alla meta del Settecento, di cultivar adatte MEE ? 2 Tus

alle condizioni climatiche italiane in relazione al fotoperiodo LOY ps tas se hay ale
“MEMORIE |
(16-18 ore/di), alle temperature e all’intensita luminosa. Infatti, SOPKA IL MER.
spesso le varieta presenti in Europa fornivano, come descri-
veva il botanico Carolus Clusius (1525-1609), piante con steli
molto lunghi (2-3 m) che tuberizzavano alla fine dell’estate con
produzioni molto scarse.
Quest’ultimo problema fu superato, come indicato da John Gre-
gory Hawkes (1915-2007), con |’utilizzo di germoplasma cileno, CIPRIA > DIFARNE oe
che permise di selezionare linee precoci sempre piu adatte alle ; eeeee
condizioni climatiche dell’Europa occidentale e settentrionale. cppoinaa

A seguito di questi miglioramenti, dalla meta del XVIII secolo é


ricominciata una pressante campagna di promozione per la col-
tivazione e l’utilizzo alimentare dei tuberi, con l’obiettivo di supe-
rare le ricorrenti carestie, dovute alle calamita naturali. Dal 1817,
ANNI BATTISTA OCC
_ Priore nel Venérabile Conseryatorio ‘presso
quindi, la patata inizia a essere sempre piu coltivata in monta- : Path inLatemano., ee} Dy
gna, negli orti familiari e, piano piano, in pieno campo anche in i ‘ * = Ma AK

pianura. Lo scambio e |’ottenimento di nuove cultivar derivate


IN ROMA MDCCLXXXIV.
da selezioni estemporanee hanno favorito l’individuazione e la ?
ee
3= ie.”
WELLA. sTampeKta DE S- MICHELE 4° PER 1L GiNCHT,
¢ . lege
~

diffusione di cultivar sempre pil adatte a ogni territorio. Que-


NZ
"GON LICEDE 4ON,
SUPERI
sto scambio viene narrato anche da Mario Rigoni Stern, nella
Storia di Tonle, dove racconta come il protagonista, sul finire
dell’Ottocento, avesse portato dall’Austria una patata “viola a
pasta bianca che, pur non essendo eccelsa come qualita, era
resistente alla conservazione perché non buttava germogli fino
Foto Biblioteca La Vigna

a primavera”.

Foto Biblioteca La Vigna

|407
paesaggio

Infine, come afferma Giovanni Biadene, superato |’ultimo ostacolo


della comparsa della peronospora (Phythophthora infestans), ne-
gli anni 1845-46, la solanacea e diventata, anche nel Veneto, una
Qualita culinarie: delle colture da gran reddito entrando a far parte della rotazione e
la patata da gnocchi dei bilanci aziendali e ammessa, a pieno titolo, nella letteratura tra
le coltivazioni trattate nei manuali di agronomia.
it Uno dei principali parametri della
qualita culinaria e tecnologica della
Dal 1950 a oggi
patata é dato dalla tessitura della
Subito dopo la Seconda guerra mondiale, la coltivazione della pa-
pasta, conseguenza e risultato del
tata nel Veneto é rappresentata come segue.
grado di “separazione” e “rottura”
In montagna viene coltivata per:
subito dalle cellule durante la cottura.
-|’autoconsumo, con I’utilizzo prevalente di cultivar locali, che
Essa regola la consistenza, I’umidita,
piano piano venivano sostituite dalle cultivar Bintje, Majestic,
la sfioritura, la farinosita e la grana
Tonda di Berlino, Kennebec, Deésirée;
della pasta e permette di individuare
—la produzione di tuberi da riproduzione in due Centri di Mol-
le principali tipologie di utilizzazione
tiplicazione della Patata da seme ([Link].), istituiti dal Mi-
culinarie delle patate pelate e cotte
nistero dell’Agricoltura con nota n. 3394 del 28/05/1940, uno
a vapore
a Castelletto di Rotzo (VI) per la moltiplicazione della cultivar
@ Per gli gnocchi la tessitura della Bintje, l’altro sulla Lessinia, a Bolca di Vestenanova (VR), per la
pasta delle patate cotte a vapore moltiplicazione delle cultivar Kennebec e Majestic.
deve essere: poco umida, tenera, In pianura viene coltivata anche per |’esportazione verso la Ger-
molto sfiorita, farinosa e avere una mania e altri Paesi nordeuropei con le sequenti tipologie:
grana fine. Tra le centinaia di nuove e —patate novelle o primaticce coltivate nelle zone di Chioggia-
vecchie cultivar valutate dall’Istituto N. Rosolina, con la cultivar Bea, e di Lusia-Rovigo, con le cultivar
Strampelli per l’utilizzo come gnocchi Sieglinde e Ukama, sostituite poi da Jaerla e Primura;
sono risultate ottime le cultivar Bintje, — patate precoci coltivate, nell’area compresa tra Lonigo, Colo-
Kennebec, Désirée e buone le cultivar gna Veneta, Montagnana, Este e Noventa Vicentina, inizialmen-
Primura, Marabel. Recentemente, te con le cultivar Bintje (quegli anni erano molto piu miti di quelli
pero, é stata individuata un’eccellenza di oggi), Saskia, Majestic, sostituite poi da Ukama, Draga, Jaela,
nella cultivar locale di Salecchio: Spunta, Manna, Monalisa, Primura. Patate di elevata qualita ca-
“Pomatter Hapfa” (in lingua walser) ratterizzate anche da una tipica colorazione dorata della buc-
o “Patata di Formazza”, della Valle cia, riconosciuta dal mercato e nei mercuriali della Camera di
Antigorio-Formazza in provincia del Commercio come “Patata dorata del Gua”, tanto da spuntare
Verbano-Cusio-Ossola. Si tratta di una prezzi superiori rispetto alle produzioni precoci delle altre regioni
cultivar caratterizzata da un tubero di italiane.
pezzatura medio-piccola, tondeggiante, Dal 1950 lo sviluppo di questa coltura é strettamente legato all’at-
con buccia rossastra e pasta gialla. tivita dell’lstituto di Genetica e Sperimentazione Agraria Nazareno
Gli gnocchi, ottenuti utilizzando Strampelli di Lonigo, fondato dall’Amministrazione provinciale di
pochissima farina, non sono collosi, Vicenza.
tengono perfettamente la cottura Lattivita prevedeva, per la pataticoltura di pianura, l’individuazio-
e risultano soffici e delicati al palato, ne di nuove cultivar adatte alle condizioni pedoclimatiche e ben
facendo di questa cultivar locale una accette dal mercato e, per la montagna, |’assistenza tecnica al
realta da recuperare e diffondere per [Link]. di Castelletto di Rotzo per le coltivazioni della patata
produzioni di montagna di elevatissima da seme e, per le altre aree, per il consumo diretto.
qualita e specialita Nel 1983 la Regione Veneto, sulla spinta dei produttori e dell’in-
dustria di trasformazione costretti dal mercato a operare in modo
competitivo e stimolati dalle esigenze dei consumatori in termini
di qualita, ha promosso il Progetto regionale per la valorizzazione

408 |
patata nel Veneto

della patata veneta. Utilizzando le sinergie di un gruppo di esperti


dell’Ilstituto N. Strampelli, delle Universita di Padova e di Venezia,
dell’Ente di Sviluppo del Veneto (ESAV) e dell’Osservatorio per le
Malattie delle Piante di Verona, sono state individuate soluzioni
alle problematiche di natura tecnica ed economica.
Il progetto di ricerca prevedeva:
— l’individuazione dell’ideotipo delle cultivar adatte alle condizio-
ni pedoclimatiche e rispondenti alle esigenze di mercato per il
consumo diretto e la trasformazione industriale;
— la valorizzazione della patata da seme coltivata in montagna e in
ambienti di pianura e il miglioramento genetico per |’ottenimen-
to di nuove cultivar;
— l’ottimizzazione delle tecniche agronomiche di coltivazione (con-
cimazione, irrigazione, difesa fitosanitaria) e di meccanizzazione
delle operazioni colturali (dall’impianto alla raccolta);
— la messa a punto delle tecniche di conservazione a breve e a
lungo periodo per mantenere elevati gli standard qualitativi dei
tuberi.
Fino al 2000 l’attivita di ricerca e di sperimentazione e proseguita
anche con le seguenti iniziative:
— la partecipazione al Progetto nazionale per la patata da seme e
al Progetto di miglioramento genetico della patata, promossi dal
Accrescimento della cultivar precoce
Ministero per le Risorse Agricole e Forestali (MiPAF); Manna a 78 giorni dall’impianto
— il coordinamento della Rete nazionale di confronto varietale,
finalizzata all’individuazione delle migliori cultivar di patata
comune e da industria per gli aspetti produttivi, qualitativi e
culinari;
~ la partecipazione a due progetti finanziati dalla Comunita Euro-
pea, il primo relativo a un’azione concertata su “Efficiency in use Foto Servizio Fitopatologico della provincia di Vicenza
; ,
of resources: optimization in potato production”, il secondo, in-
titolato “Sink to source transition: an investigation of processes
regulating dormancy and sprouting in potato tubers”, sui fattori
che regolano la dormienza dei tuberi;
_’assistenza tecnica specialistica, effettuata in stretta collabora-
zione con |’Associazione Produttori di Patata di Verona ([Link]).
per-
|’insieme delle attivita di ricerca e di sperimentazione hanno
alla
messo di mettere a punto le tecniche colturali dalla semina
dalla con-
raccolta e le operazioni di valorizzazione del prodotto
alla lavoraz ione dei tuberi. Si tratta di tecnich e ormai
servazione
protet-
diventate patrimonio della DOP (denominazione di origine
ta) della “Patata dorata del Gua”.
in quest’area
In particolare |’ideotipo delle cultivar per lacoltivazione
cosi Carat-
é quello delle patate precoci e semiprecoci che sono
terizzate:
di s.s.) ed esten- aan Pei enttaal eens
—massimo accrescimento vegetativo (300 g/m?
giorni @ sperimentazione Agraria Nazareno
sione del LAI (Leaf Area Index) (pari al 5,3) intorno al 70
e de- Strampelli di Lonigo
dall’impianto e successiva rapida senescenza delle foglie
gli steli;

|409
paesaggio
=

Accumulo di sostanza secca degli steli, delle foglie,


dell’apparato vegetativo e LAI in cultivar precoc!

Biblioteca La Vigna
Chi vuole conoscere Ia storia della
patata non puo prescindere da una visita
alla biblioteca internazionale La Vigna di
Vicenza ([Link].t), specializzata
nel settore di studi sull’agricoltura e
fondata dall’imprenditore vicentino
Demetrio Zaccaria negli anni Cinquanta
0 0
del secolo scorso. II fondo librario 28 50 64 78 92 106 120 134 148
ammonta oggi a circa 47.000 volumi, Giorni dall’impianto
riguardanti non solo Ia vitivinicoltura,
--Foglie -Steli —~Totale -—-LAl
il principale interesse del collezionista,
ma anche tutti i prodotti della terra,
con pubblicazioni stampate dalla — inizio della fase di massima traslocazione dell’amido dalle foglie
fine del Quattrocento ai giorni nostri. ai tuberi a 80-90 gg dall’impianto: seconda decade di giugno;
Sulla patata in particolare il fondo — raggiungimento della maturita agronomica dei tuberi intorno ai
documentario, comprendente un 110-120 giorni dall’impianto: seconda-terza decade di luglio
migliaio di libri, tra cui i pil importanti (1300 g/m? di s.s. e 18,5% di s.s. nei tuberi);
testi sull’argomento stampati a partire — asportazioni di azoto (20 g/m?), fosforo (< 5 g/m?) e potassio (30
dal Settecento, é ritenuto il piu ricco g/m?) che raggiungono il loro valore massimo intorno agli 80
dal punto di vista storico e tecnico. giorni dall’impianto.
La biblioteca La Vigna é affiancata da Nelle cultivar molto precoci il ciclo vegetativo termina all’incirca
un Centro di Cultura e Civilta Contadina tra la prima e la seconda decade di giugno con produzioni piut-
che promuove attivita culturali, ricerche, tosto basse. Talvolta alcune cultivar, come ad esempio Carina,
convegni su specifici argomenti, per Charlotte, Pentland Javelin, manifestano un vero e proprio collas-
favorire il progresso dell’agricoltura so della vegetazione al verificarsi, nel periodo compreso tra la fine
promuovendo la conoscenza di maggio e i primi di giugno, delle seguenti condizioni:
e diffusione della cultura e della civilta
contadina
Variazioni del peso e della percentuale di s.s. dei tuberi,
durante il ciclo colturale, in relazione al calibro degli stessi a
Foto Servizio Fitopatologico della provincia di Vicenza
in cultivar precoci

1400 5 20
19
oe B48
> 1000 — — 17

S2
S 800—
600 —
158
—14e
)

8 400— Oe 12

28 50 64 78 92 106 120 134


Patata dorata del Gua: coltivazione nel
Basso Vicentino Giorni dall’impianto
<35 - 35-55 —-->55 -= %ss.

410]
patata nel Veneto

— fase fenologica di massima traslocazione dell’amido dalle foglie


ai tuberi;
— improvviso innalzamento delle temperature (colpo di calore) da
molto fresche (min < 10 °C e max < 20 °C) a molto calde (min >
20 °C e max > 30 °C).
Al verificarsi di queste condizioni si osserva la comparsa di ne-
crosi sulle foglie, il lembo fogliare si accartoccia, diventa croc-
cante e la pagina inferiore assume una colorazione argentea. Cio
comporta la chiusura anticipata del ciclo vegetativo e il mancato
ingrossamento dei tuberi.
Questo fenomeno appare attribuibile al blocco del trasferimento
dell’amido sintetizzato dalle foglie ai tuberi per cui le cellule del
parenchima fogliare, ripiene di amido, muoiono provocando cosi
la degenerazione dei tessuti.
In quelle semitardive e tardive, invece, la maturazione agronomica
avviene verso la fine di agosto con produzioni che, spesso, risul- innalzamento delle temperature nella
tano inferiori a quelle delle cultivar semiprecoci. Queste cultivar, cultivar Pentland Javelin
infatti, sono molto sensibili all’effetto delle elevate temperature
estive, soprattutto quelle notturne, che favoriscono |’accresci- Foto S. Padovan

mento dell’apparato aereo a scapito dell’accumulo di sostanza


secca nei tuberi. Fenomeno questo che, talvolta, € accompagna-
to anche dalla comparsa di gravi fisiopatie dei tuberi (germoglia-
zione anticipata, tuberi a rosario, accrescimenti secondari, secon-
de tuberizzazioni).
Cid non accade in montagna e nel Nord Europa, percheé le tem-
perature pi fresche limitano l’accrescimento dell’apparato aereo,
accelerano la traslocazione dell’amido nei tuberi e impediscono
la comparsa delle fisiopatie. Alcuni esempi significativi di questo
diverso comportamento si osservano nelle cultivar Bintje ed Agria
e in molte cultivar da fecola che, negli ambienti pit freschi, espri-

a
~
é

Larve di dorifora

Patata di Formazza

1411
paesaggio

mono la massima potenzialita produttiva, qualitativa (contenuto


% di amido) e culinaria.
Infine, il programma di miglioramento genetico attuato dall'lstituto
“N. Strampelli” ha portato alla costituzione della cultivar Alba. Lat-
tivita di riproduzione di questa cultivar, attivata in stretto accordo
con l’[Link]., é stata attuata utilizzando la tecnica di micropro-
pagazione in vitro per la produzione di microplantule e quindi dei
minituberi e dei successivi tuberi seme. Nel 1997 si era raggiunta
la coltivazione di 1 ha di patate destinate alla riproduzione e al
successivo lancio commerciale della Cv Alba. In quell’annata una
grave infezione dovuta al Potato Virus YN" (PVY“™), virus della
necrosi dei tuberi, ha impedito l’ottenimento di tuberi seme certifi-
cabili. Cid ha bloccato ogni ulteriore possibilita di ripresa dell’atti-
vita di moltiplicazione, anche per gli elevatissimi costi per la ripro-
duzione e la diffusione della cultivar stessa.
Anche la produzione di patata da seme in pianura si € arenata
non per gli aspetti sanitari (virosi in particolare) dei tuberi-seme
prodotti ma per gli aspetti legati alla loro“eta fisiologica”. Essa, in-
fatti, definisce lo stato di giovinezza o di vecchiaia del tubero che
condiziona |’energia germinativa delle gemme. Quando i tuberi
seme sono ottenuti in condizioni di basse temperature le gemme
risultano “fisiologicamente giovani” ad elevata energia germinati-
va. Se, invece, sono ottenuti in condizioni di elevate temperature,
esse sono “fisiologicamente pil vecchie”, con scarsa energia ve-
getativa. In quest’ultimo caso le successive coltivazioni destinate
al consumo forniscono significative diminuzioni delle produzioni.

Attualita della pataticoltura veneta


Nel 2010 che cosa é€ rimasto del grande attenzione degli anni
Ottanta-Novanta del secolo scorso verso questa solanacea? L’in-

Superfici investite a patata nel Veneto

5000
4500
4000
3500
._ 3000
= 2500
2000
_ 1500
- 1000
ae Ae ? 500

Scarico munito di convogliatore a imbuto Totale


eatime
cintureinteadieetie
incrociate (di sacco di juta) per
mineatasiatraueae: (| MediaF 1986-89
) F
| Media 1996-'99 1 :
[J Media 2006-09
nei contenitori di raccolta (cassoni) Fonte: elaborazione su dati Unioncamere del Veneto e ISTAT

412]
patata nel Veneto

Produzioni di patata nel Veneto

1.800.000
1.600.000
1.400.000
1.200.000
& 1.000.000
3 800.000
600,000
400.000
200.000
0) eee
Verona Vicenza Belluno Treviso Venezia Padova Rovigo Totale
Media 1986-’89 =~~ Media 1996-’99 Media 2006-’09
Fonte: elaborazione su dati Unioncamere del Veneto e ISTAT Cultivar Bjntie: aspetto dei tuberi pelati
e cotti al vapore

costanza dei prezzi di vendita, che variano notevolmente di anno


in anno, e gli elevati costi di anticipazione per la coltivazione han-
no reso economicamente meno interessante la coltivazione della
patata. Infatti, dal confronto dei dati statistici, delle medie qua-
driennali degli anni 1986-89 con quelle degli anni 2006-09, essa
ha perso tanto in termini di superfici investite, che si sono ridotte
da 4726 ha a 3422 ha rispettivamente (-28%), quanto di produ-
zioni complessive, che sono diminuite passando da 1.562.729 q
a 1.308.784 q rispettivamente (-16%). Al contrario, per l'aumento
dell’incidenza della coltivazione nelle zone pill vocate di pianura,
le rese unitarie sono aumentate, passando da 330 q/haa 382 q/ha Te
rispettivamente (+14%). In relazione alle diverse aree di coltiva-
2 a

zione, si pud affermare che a Chioggia-Rosolina e Lusia-Rovigo Patata di Formazza: aspetto dei tuberi pelati

la pataticoltura sia quasi scomparsa. In montagna é fiorente solo


e cotti a vapore

la realta della Patata di Rotzo che, con la cultivar Bintje, fornisce


un prodotto di elevatissima qualita culinaria. La coltivazione della
patata é inoltre presente in piccoli altri avamposti vicentini come
Posina, Recoaro e Selva di Trissino con la sua De.C.O. (Deno-
minazione Comunale di Origine) sovracomunale: “Patata Monte
Faldo”. Nel Bellunese significativa é la De.C.O. di Cesiomaggiore.
Nel Trevigiano é coltivata in localita Quartier del Piave, nei comuni
1996 vie-
di Vidor, Moriago e Sernaglia, e sul Montello, dove dal
con il marchio “Patata del Montello”. Lunica
ne commercializzata
significativa del Veneto é quella della DOP “Pa-
realta pataticola
rossi del Gua”, compresa tra le province di
tata dorata dei terreni
che ha superato,
Vicenza, Verona e Padova. Si tratta di una realta
superfici aziendali, alla totale meccanizzazion e
grazie alle ampie
ottime caratteristiche qualitative e di conser-
della coltura e alle Patata di Formazza: gnocchi cotti
di cui
vabilita dei tuberi ottenuti, tutte le vicissitudini commerciali
questa coltura soffre.

|413
paesaggio

Patata in Trentino-Alto Adige


Foto M. Galli
Habitat pataticolo trentino-tirolese
Per una coltura come la patata, che alla fine del Novecento oc-
cupava il 2% della superficie agraria nazionale, non ée certo facile
incidere significativamente sul paesaggio agrario, se non nei po-
chi comprensori in cui essa si afferma come particolarmente inte-
ressante dal punto di vista economico. Ma anche in tal caso cio si
verifica solo per un breve segmento del ciclo colturale, grazie so-
prattutto alla fioritura, manifestazione sempre piu rara nelle nuove
varieta. Cid premesso, le due province di Trento e Bolzano, sia
pure abbinate negli ultimi duecento anni di storia, hanno conser-
vato caratteri propri piuttosto distinti, e questo si conferma anche
per quanto riguarda la pataticoltura, benché di tale attivita si sia
occupata la medesima persona, il commendatore Giulio Catoni di
Trento, che per due volte, a cavallo tra Ottocento e Novecento, fu
chiamato a operare nella difficile fase di transizione tra tre diverse
forme politico-amministrative, vale a dire da quella asburgica a
quella dittatoriale, e da questa all’attuale ordinamento democrati-
co, sempre con |’apporto, proprio alla pataticoltura, di nuovi spun-
ti di progresso, dimostrando cosi come una tecnica saggiamente
applicata possa essere indipendente dalle questioni politiche.

Trentino
Riguardo al Trentino, sin dalla fine del secondo conflitto mondiale
esso fu un importante bacino di produzione di tuberi soprattutto
da consumo, sulla scia di due principi, uno ambientale, secondo il
quale l’intero territorio provinciale era considerato “di montagna”
Campo di: patate da seme
ificial ' a Brunico e q quindi p rti men j n
oneo alla sola n acea, :
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sociale,

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