patata in Sicilia
Il ricorso al diserbo chimico nella coltivazione della patata ex-
trastagionale puo considerarsi una pratica anch’essa genera-
lizzata, considerati gli effetti negativi che le piante infestanti,
attraverso soprattutto la competizione per la luce, l’acqua e Risultati delle prove
le sostanze minerali, determinano sulla produzione. Di norma di irrigazione condotte in Sicilia
viene effettuato un unico trattamento pre-emergenza 0 a inizio | fabbisogni irrigui stagionali risultano
emergenza (al massimo 10-15% dei germogli emersi), con una variabili in rapporto all’annata, potendo
miscela di un erbicida per contatto, che ha lo scopo di eliminare oscillare tra 160 e 200 mm nella coltura
le infestanti gia presenti, con un prodotto ad azione residuale precoce, e tra 100 e 220 mm in quella
per impedire l’insorgenza successiva delle malerbe. L’azione bisestile
degli erbicidi ad azione residuale viene esaltata dal buon ammi-
nutamento del terreno all’impianto, da eventuali piogge leggere Con I’incremento dell’ETc
(evapotraspirazione massima della
0, in caso di terreno asciutto, da un intervento irriguo con basso
coltura) aumenta linearmente la
volume di adacquamento. In presenza di flora infestante parti-
produzione areica, per effetto quasi
colarmente ricca di specie pud essere opportuno impiegare una
esclusivo dell’incremento del peso
miscela di erbicidi ad azione residuale per ampliarne lo spettro
unitario dei tuberi. Per contro,
di azione, ridurre |’eventuale fitotossicita e abbassare |’impatto
diminuiscono l’efficacia produttiva
ambientale.
dell’acqua irrigua e il contenuto
di sostanza secca dei tuberi
Raccolta e manipolazione del prodotto
La raccolta viene generalmente effettuata con l’ausilio di mac- Un intervento irriguo programmato
chine scavatuberi, che hanno la funzione di portare in superficie i soltanto durante la prima meta del
tuberi stessi, i quali sono poi raccolti manualmente. periodo di tuberificazione si é rivelato
| tuberi ricavati dalle colture nei terreni vulcanici dell’area di Giarre- piu efficace ai fini produttivi rispetto
Riposto, prima di essere confezionati e commercializzati, vengo- a quello effettuato solo durante
no sottoposti, mediante apposite macchine, a lavaggio con acqua la seconda meta del periodo
per asportare i residui terrosi di colore scuro. Questa operazione, di tuberificazione
un tempo esclusiva di tale area, va sempre piu. estendendosi an- Virrigazione influenza la composizione
che ai tuberi raccolti negli altri areali. del tubero facendo aumentare il suo
| tuberi, dopo opportuna cernita e ripulitura, vengono confezionati contenuto in proteine e ceneri,
in cartoni, retini ecc. e, relativamente a quelli esportati, anche in e diminuendone la concentrazione
cesti di castagno oppure sacchi di juta o altre fibre. di amido e zuccheri riduttori
della
’extrastagionalita permette che una quota apprezzabile
in forte contrazi one nell’ultim o decennio , sia
produzione, seppure
collocata sui mercati esteri.
distribu-
altra quota di prodotto é destinata, invece, alla grande
e ai mercati ortofrut ticoli, del Centro -Nord Italia
zione organizzata
in particolare.
relazione all’irrigazione:
Variazione della composizione alimentare del tubero in
valori medi delle cultivar Spunta e Sieglinde
Zuccheri riduttori Proteine Ceneri
Sostanza secca Amido
Coltura (%) (% sf.) (% S.S.) (% S.S.)
14,8 8,0 By//
Non irrigata 20,7
11,9 90 6,1
Irrigata con il 100% dell’ETc 18,0
= sostanza fresca; s.s. = sostanza secca
ETc = evapotraspirazione massima della coltura; s.f.
paesaggio
Patata in Calabria
Cenni storici sull’introduzione e sulla coltivazione
In sintesi
della patata in Sila
1.300.000 q raccolti, di cui il 70% sulla La Calabria € una delle prime regioni italiane per produzione di
Sila patate, con oltre 1.300.000 g raccolti annualmente. Di questi circa
Presente dal 1811 secondo una il 70% viene prodotto sulla Sila, un altopiano di circa 200.000 ha
Statistica del Regno di Napoli con un’altezza media di 1300 m s.|.m. La presenza della coltiva-
zione della patata nella Sila ha una storia lunga e documentata,
Nel 1988 tra i 4 bacini di produzione
grazie alle numerose testimonianze (fotografie, documenti storici,
di patata da semina c’é l’altopiano
ricerche del settore) che sono state rinvenute.
silano con un’altitudine compresa tra
Un primo cenno, seppure vago, della presenza della pataticoltura
1200-1400 m e aziende con superficie
in questo aerale si trova nella Statistica del Regno di Napoli del
media di 7 ettari. La superficie totale
1811, la prima indagine sistematica sul Mezzogiorno voluta da
della pataticoltura é di 2500 ha e offre
Gioacchino Murat al momento del suo insediamento nel Regno.
un’occupazione di 305 unita
Nel volume riguardante i terreni della “Ca/abria Citra”, riconducibili
lavorative/anno in aree disagiate
all’odierna provincia di Cosenza, sono riportate le piante ortensi
allora coltivate, e tra queste € segnalato anche il “pomo di terra
Solanum tuberosum”, con la precisazione che il tubero si distin-
gueva per “/a buona qualita e [le proprieta] salubri”. Vi si apprende
che all’epoca veniva coltivato usualmente nei giardini, e “indi si
trapianta in terreni concimati”. Le informazioni recuperate per gli
anni a seguire sono dettagliate, specifiche e riferite unicamente al
territorio silano, dove la patata, gia a partire dall’Ottocento, aveva
acquisito fama di essere un prodotto di pregio.
Nel 1897, grazie al censimento agricolo Notiziario sul raccolto dei
grani della biada e diversi altri prodotti, relativamente al comune
di Parenti (appartenente al comprensorio della Sila), apprendiamo
Aratura del terreno
patata in Calabria
che all’epoca era destinata a patate una vasta superficie, secon-
da solo a quella dedicata alla produzione di segale: 140 ha contro
i 250 ha del cereale. Tuttavia, la patata registrava livelli maggiori in
termini di resa (con una produzione complessiva di 7200 q) grazie
a Caratteristiche pedoclimatiche ideali per la sua coltivazione.
Altre fonti relative alla presenza della coltivazione della patata
nella Sila sono pervenute in testimonianze fotografiche e scritte,
conservate e raccolte oggi nel Museo Demologico di San Gio-
vanni in Fiore. Sono documenti che risalgono al periodo com-
preso tra la seconda meta dell’Ottocento e i primi cinquant’anni
del Novecento, nei quali € possibile ammirare molti degli attrezzi
tradizionalmente impiegati nei campi di patate. Alcune fotografie
del triennio 1927-1929 rappresentano, per esempio, immagini di
contadini al lavoro su terreni coltivatia patata e paesaggi silani nei
pressi dei pagliai, con figure femminili sullo sfondo intente nella
raccolta del tubero (scippa, in vernacolo). Consolidata la presenza
della patata nella Sila, si comincia a percepire, a partire dal secon-
do dopoguerra, la necessita di uno sfruttamento piu razionale e
mirato della pataticoltura, incentivandola e valorizzandola.
Nasce a questo scopo nel 1947, su decreto dell’allora Ministero
Agricoltura e Foreste, l’ente statale Opera per la valorizzazione
della Sila (O.V.S.), i cui compiti erano “/’assegnazione di terreni per
a a
La Pagliara
la formazione di nuove proprieta contadine, e la trasformazione
dei sistemi colturali sino ad ora adottati, [nonché] I’introduzione
di nuove colture ecc.”. Per l’attuazione del progetto furono indivi-
duate delle aziende campione (Molarotta, Val di Neto, Rombolo)
con le quali avviare le attivita di sperimentazione. Nel documento
dal titolo Aziende dimostrative (maggio 1954) leggiamo che tra le
Campo di patate
3o/
paesagglo
attivita in cantiere era prevista la creazione di un “centro di molti-
plicazione di patata da seme” presso |’azienda Molarotta. La pata-
ta era allora seminata come coltura di rinnovo su di una superficie
pari a 21 ha sui 150 complessivi dell’azienda.
Nel 1955 viene fondato il Centro silano di moltiplicazione e sele-
zione delle patate da seme ([Link]. silano), con il compito di
favorire la diffusione del seme certificato.
Sono questi gli anni in cui la pataticoltura comincia ad assumere un
ruolo fondamentale nell’economia agricola locale. Nel 1978 I’Unio-
ne regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura della Calabria pubblica un’indagine sul settore agricolo,
Studio sul sistema distributivo dei prodotti agricoli della Calabria,
dalla quale si ricavano dati fondamentali per conoscere |’impatto
della coltivazione della patata nella provincia di Cosenza.
Nel 1988 si segnala che, in Italia, il fabbisogno di patate da seme
risulta essere di oltre 3.000.000 q, a fronte di una produzione cer-
tificata di appena 200.000 q; il disavanzo veniva allora colmato
grazie alle importazioni di seme da Olanda, Francia, Danimarca,
Scozia e Germania. Ma soprattutto é interessante evidenziare
che i bacini di produzione di patate da semina in Italia erano, gia
allora, “l’Alto Adige, l’Appennino tosco-emiliano, |’Altopiano del
Fucino e I’Altopiano silano”. Nella Sila, inoltre, l’'ampiezza degli
Piccirillo
stabilimenti destinati a produrre seme era pari a circa 3 ha, contro
1 ha in media nelle altre regioni segnalate. Infine, relativamente
alla coltivazione della patata da seme nel Silano, si evidenziava
che “un rilevante fattore favorevole per la produzione di patate da
semina € costituito dal clima estremamente secco ad’estate e fred-
do d'inverno [...] condizioni, queste, che costituiscono un fattore
fortemente limitante per lo sviluppo della carica afidica”.
Raccolta delle patate
patata in Calabria
Agli inizi degli anni Novanta, con un approccio quasi avanguardi-
stico rispetto alle nuove politiche di tutela e qualita del patrimo-
nio agroalimentare che si affacciavano allora nel contesto politico
europeo, l’amministrazione provinciale cosentina studia iniziati-
ve per la promozione della patata miranti a evidenziare l’identita
storico-culturale che lega il prodotto al territorio.
Il successo di questo approccio sfocia nell’idea di creare un mar-
chio registrato presso la sede provinciale dell UNAPA (Unione
Nazionale Produttori di Patate) con lo scopo di promuovere e va-
lorizzare il prodotto derivato da seme certificato. Il marchio, come
si legge nella stampa di allora, aveva lo scopo di legare il prodot-
to “a una nuova immagine [...] a una nuova idea di alimentazione
[che lo rendesse] attraente e non piu povero [...] una produzione
di qualita per un’alimentazione di qualita”.
Dal 1990 in poi la pataticoltura del Cosentino registra un progres-
sivo successo e viene definita dalla stampa specializzata come
“un settore in pieno sviluppo”. Cosi, la patata da seme, per de-
cenni confinata in appezzamenti gestiti a livello di piccole azien-
de, si trasforma in una delle colture di maggiore pregio dell’area,
in grado di coniugare, con ottimo successo, la qualita per i con-
sumatori e il rendimento economico per i produttori.
Impatto sociale della pataticoltura in Sila Scorcio del lago Cecita
Vocazione territoriale
L’Altopiano silano é caratterizzato da condizioni pedoclimatiche
marcatamente montane, temperate dalla dislocazione a sud e
dalla vicinanza ai due mari che ne seguono in confini a est e a
ovest. Grazie a un’altitudine media compresa tra 1200 e 1400 m
Selezione delle patate
paesaggio
s.l.m., e al terreno di medio impasto tendente al sabbioso, € no-
toriamente una delle zone che in Italia meglio si prestano alla pro-
duzione di patate. Lambiente produttivo si distingue per un clima
fresco con temperature moderate per tutta la durata del ciclo di
vegetazione. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e
il regime dei venti dominanti, oltre a un naturale isolamento delle
aree di coltivazione per la presenza di alture che ne descrivono |
confini, determinano una bassissima presenza di agenti patogeni,
tale da richiedere un numero ridotto di trattamenti, e conferiscono
al prodotto particolare qualita. Le grandi aziende (la SAU media
aziendale e€ pari a 7 ha) e gli estesi appezzamenti presenti nella
Sila costituiscono un’eccezione per l’ambiente di montagna ita-
liano e hanno permesso lo sviluppo di una pataticoltura moderna
in progressivo aggiornamento sia nella tecnica colturale sia nella
meccanizzazione. Sulla Sila la struttura produttiva delle aziende
é stata fortemente caratterizzata dalla riforma agraria del dopo-
guerra, grazie alla quale, espropriando buona parte del latifondo,
é stato costruito un reticolo di piccoli poderi e di villaggi che han-
no permesso |’insediamento stabile delle popolazioni.
Negli ultimi anni un continuo processo di concentrazione e il rag-
giungimento di buoni livelli di professionalita da parte degli agri-
coltori, grazie alla presenza di strutture cooperative e associative,
Veduta dei campi Lagaro
hanno consentito una strutturazione importante delle aziende e
la presenza di piccole e medie imprese con una certa diffusio-
ne sul territorio. Tutto cid rappresenta un unicum, tenendo conto
che ci troviamo sempre in un ambiente di alta montagna, dove le
condizioni di vita sono in genere disagiate a causa del clima, in
particolare nel periodo invernale.
Veduta Nord-Ovest da Monte Curcio
patata in Calabria
Legame socio-economico
La coltivazione della patata rappresenta da secoli un’importante
fonte di reddito per l’economia dell’Altopiano silano. La pataticol-
tura ha trovato in quest’area un terreno favorevole, specializzan-
dosi come coltura locale ad alta vocazione.
A oggi la produzione silana di patata da seme rappresenta circa
i 3/4 della produzione nazionale, e pertanto quando si parla di
produzione di tuberi-seme si pensa immediatamente all’Altopiano
silano. La coltivazione della patata da seme negli anni Ottanta e
arrivata a interessare una superficie di circa 1350 ha su una su-
perficie totale destinata alla pataticoltura pari a oltre 2500 ha.
Sebbene le origini della sua introduzione siano antiche, € solo a
partire dagli ultimi decenni che intorno alla coltivazione della pa-
tata si € sviluppato un positivo sistema economico e produttivo,
con ottimi risultati in termini di sviluppo locale.
E stato, per esempio, realizzato un Centro di moltiplicazione e ri-
cerca genetica a Camigliatello Silano (Contrada Molarotta), dota-
to di laboratori e attrezzature all’avanguardia (camera di crescita,
cappa a flusso laminare, strumenti per il test ELISA ecc.).
La conservazione e lo stoccaggio dei tuberi avvengono in struttu-
re moderne e ben organizzate; la selezione e i! confezionamento PPT NL
0) aah
sono pensati e progettati esclusivamente per la singola categoria
Veduta Sud-Est da Monte Curcio
merceologica, in modo tale da garantire una manipolazione deli-
cata e attenta del prodotto.
La produzione proviene da aziende agricole di dimensioni medio-
grandi, piuttosto specializzate dal punto di vista tecnologico, ben
coordinate in organismi associativi e con personale in grado di
dare la maggiore efficienza al processo produttivo.
Mucche al pascolo, Bocca di Piazza
Foto E. Bevilacqua
paesaggio
Dal punto di vista “sociale”, la pataticoltura impegna circa 1200
Foto E. Bevilacqua
famiglie. In base alla recente indagine condotta dalla Comunita
Montana Silana (Aggiornamento e completamento del Piano di
sviluppo socio-economico, anno 2000-2001), le giornate lavorati-
ve dedicate a tale coltura sono circa 100.000 su base annua; tra-
dotte in effettiva occupazione, esse corrispondono a un’azienda
che occupa 305 unita lavorative tutto l’anno.
Sempre in base ai dati pubblicati nello studio della Comunita
Montana Silana risulta che il solo settore della produzione si atte-
sta su un fatturato di oltre 15 milioni lordi di euro. Se a questo date
si aggiunge l’indotto rappresentato da trasporti, prestazioni tec-
niche e contabili, attrezzature, macchine e impianti, materiali per
la lavorazione, consumi di carburante ecc., il comparto pataticolo
raggiunge la consistente cifra di circa 50 milioni di euro.
Questi numeri dal punto di vista economico sono significativi
perché rappresentano una fondamentale fonte di reddito per gli
operatori locali, i quali, peraltro, essendo impegnati nel processo
produttivo, garantiscono |’insediamento stabile di cose e persone
nell’Altopiano, rendendolo sempre vivo in ogni periodo dell’anno.
Legame culturale
Il forte legame culturale del prodotto con il territorio € manifestato
Colamauci
dall’impiego diffuso della patata nella cucina tradizionale silana,
retaggio di un mondo contadino nemmeno troppo lontano. So-
no famosi i primi piatti a base di pasta fatta in casa condita con
peperoncino, aglio, acciughe, ricotta, funghi, formaggio, legumi
e naturalmente patate. Queste sono anche abbinate alla carne,
arrostita o cucinata in altri modi, e servite come contorno.
Colamauci
Foto E. Bevilacqua
342
patata in Calabria
Fra le ricette con la patata piu note e pit caratteristiche della cucina
contadina ricordiamo il minestrone di cavolo, cicoria, fagioli e pata-
Foto E. Bevilacqua
te; la pasta con patate e uova; pasta e patate al forno; pasta patate
e zucchine; pasta con patate, finocchio selvatico e carne; carne
cucinata arrosto (Specialmente maiale, agnello, capretto o cinghia-
le, di cui la zona e€ ricca), accompagnata a un contorno di patate.
Altro fattore culturale puo essere considerata la presenza di ma-
nifestazioni e sagre che durante l’anno vengono organizzate per
celebrare il prodotto. Di seguito ricordiamo quelle di alcune lo-
calita silane che per tradizione e qualita degli espositori vantano
maggiore fama.
— Camigliatello Silano: ospita ogni anno da 25 anni, nel mese di
ottobre, la famosa Sagra della patata, unitamente alla Mostra
mercato della Patata silana e delle macchine agricole. La manife-
stazione, che dura tre o quattro giorni, si svolge presso i locali del
Consorzio agrario provinciale e prevede diverse iniziative. Vengo-
no allestite varie esposizioni: patate da pasto e da seme, prodotti
zootecnici e florovivaistici, macchine e attrezzi per |’agricoltura.
Inoltre, si offrono all’assaggio e alla degustazione numerose pie-
tanze a base di patate e altri prodotti gastronomici tipici della Ca-
labria. La sagra si conclude con la premiazione degli espositori.
— Parenti: dal 1980 ogni anno, |’ultima domenica di agosto, vi si
Dal lago Cecita, Botte Donato
svolge una grande manifestazione a carattere folcloristico e cu-
linario. La patata viene offerta e cucinata in svariati modi.
—Bocca di Piazza: la Sagra della patata vi e stata promossa
dall’O.V.S. (Legge 31/12/1947 n. 1629 e 12/05/1950 n. 230) ne-
gli anni Cinquanta. Questa € anche la manifestazione piu stret-
tamente legata all’abitato di Bocca di Piazza e prevede l’allesti-
Lago Arvo da Ceci
Foto E. Bevilacqua
|343
paesaggio
mento di stand di degustazione di piatti tipici a base di patate,
preparati dalla popolazione locale e cucinati in modo tradiziona-
Foto E. Bevilacqua
le. evento richiama numerosi visitatori, giornalisti gastronomici
e degustatori.
Produzione di patata da seme e mercati di sbocco
Tradizionalmente la Sila ha rappresentato il bacino di raccolta del-
le patate da seme. La particolare posizione dell’altopiano e il pe-
riodo di vegetazione della patata non costituiscono un ambiente
ospitale per gli afidi che, com’e noto, rappresentano il principale
veicolo di infezioni delle virosi della patata. | voli tardivi e spesso la
completa assenza di afidi hanno permesso nel passato di coltiva-
re ottimi tuberi per la riproduzione. Negli anni Ottanta il comparto
della patata da seme ha raggiunto livelli altissimi di professionalita
e qualita. Cid ha portato la Sila a rappresentare circa |’80% della
produzione nazionale di patate da seme.
| mercati di sbocco tradizionali della patata della Sila sono la Si-
cilia, la Campania e la Puglia, che anche per ragioni di prossimita
conoscono e apprezzano ormai da tempo il prodotto dell’altopia-
no. Purtroppo la concomitanza con la produzione del Nord Europa
e del Centro Italia (Fucino in particolare) non permette al prodotto
silano, se non in minima parte, di farsi conoscere oltre |’area del
Mezzogiorno. Inoltre, il prodotto proveniente dalla Francia negli
ultimi tempi ha costituito il maggiore concorrente, determinan-
do, grazie alla forza della propria organizzazione distributiva e ai
prezzi concorrenziali, un ulteriore arretramento della patata silana.
Negli anni Novanta, a causa della maggiore aggressivita dei Paesi
del Nord Europa e a una legislazione nazionale sfavorevole allo
Lago Arvo da Pino Collito
Foto E. Bevilacqua
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