Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni10 pagine

© Pakistan: JS: Russia: Kaptomenb

Il documento esplora l'origine e la diffusione del nome 'patata', tracciando la sua storia dall'introduzione in Europa durante il periodo dei Conquistadores fino alla sua affermazione come alimento fondamentale. Viene evidenziato il ruolo di Parmentier nella promozione della patata in Francia e l'evoluzione dei suoi nomi in diverse lingue e culture. La patata, inizialmente considerata cibo per animali, è diventata un simbolo di nutrimento per i poveri e ha avuto un impatto significativo sulla storia e sulla cultura alimentare.

Caricato da

giacomomagri3
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni10 pagine

© Pakistan: JS: Russia: Kaptomenb

Il documento esplora l'origine e la diffusione del nome 'patata', tracciando la sua storia dall'introduzione in Europa durante il periodo dei Conquistadores fino alla sua affermazione come alimento fondamentale. Viene evidenziato il ruolo di Parmentier nella promozione della patata in Francia e l'evoluzione dei suoi nomi in diverse lingue e culture. La patata, inizialmente considerata cibo per animali, è diventata un simbolo di nutrimento per i poveri e ha avuto un impatto significativo sulla storia e sulla cultura alimentare.

Caricato da

giacomomagri3
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

_origine del nome

il topinambur, quella specie di girasole in piccolo (Helianthus tu-


berosus), che cresce anche spontaneo e produce tuberi eduli.
In una delle situazioni pit. drammatiche della sua vita, fat- continua

to prigioniero dai Prussiani durante la Guerra dei Sette anni ® Kenya: kiazi, egiasi, mbatata, potato,
(1756-1763), Parmentier venne sfamato dalle razioni di pata- enkwashei
te concesse dai carcerieri germanici. Federico II di Prussia
aveva da tempo introdotto questo alimento nel rancio delle © Kyrgyzstan: kaptoqdbenb,
truppe, non senza lamentele da parte dei soldati che ancora KapTypwWkyp
lo consideravano cibo per gli animali e veniva chiamato con il © limburghese: irpel
nome dialettale di patatsche e pataken. Ma la situazione non Lituania: bulve’
ammetteva pretese: il regnante impose le patate nelle cucine
da campo. © Malawi: mbatata, potato
Tornato alla liberta, Parmentier comincid la sua opera di propa- © Nigeria: potato, nduko, dankalin
ganda, faticando non poco per convincere la gente a mangiare turawa, duku, atsaka
grundbirne o “pere di terra”, da cui derivano i termini krompir © Norvegia (bokmal): potet
del croato, brambor del ceco, peruna del finlandese, jordparon
e Nuova Zelanda: potato, taewa, riwai
dello svedese e k/umberis del lituano. Altra é l’origine del nome
nella lingua del popolo slovacco, che chiama la patata zemiaky, © Olanda: aardappe, pieper, patat
assegnando al termine il significato di “terra”. E li che Parmen- © Pakistan: Js
tier pianto il tubero mettendo a segno il punto che gli valse la
© Polonia: ziemniak, Kartofel, pyra
promozione della patata: da fiori per nobili a tubero per i poveri.
Dopo averne coltivate nella pianura dei Sablons, e prima di pro- ® Portogallo: batata, batatinha
porre altri usi dello sciroppo di vino, tra un perfezionamento e ® Regno Unito: potato, taten, buntata
altro dei metodi praticati nella macinazione e nella panificazio-
ne, dal giorno in cui Parmentier offri un mazzo di fiori di patata a © Rep. Islamica Iraniana: + Jesde
Luigi XVI a quando elaboro un banchetto tutto a base di patate, © Repubblica ceca: brambor
nel 1787, trascorse ben poco tempo. C’e da scommettere che @ Romania: cartof
stesse ancora assaporando il gustoso cibo quando, rivolgendo-
si al futuro ispettore generale della Sanita (nel 1803), il re disse: Russia: KapTOMeNb
“La Francia, un giorno, le sara grata di aver trovato i/ pane per e Rwanda: ibirayi, pomme de terre,
i poveri”. Molta gente infatti riusci a sfamarsi grazie a questa potato
umile ma preziosa alternativa al pane e alla pasta. Avvenne an- © Slovacchia: zemiaky
che a casa nostra, dove la patata aveva avuto piu fortuna con
il nome di tartifola, per via di quella somiglianza nella forma e © Slovenia: krompir
nella sostanza al tartufo, che i bulgari hanno chiamato kapTo@ e ® spagnolo: papa
i russi KapTOdenb. Sopravvissuto solo in alcuni dialetti del Nord e Sudafrica: aartappel, igwili, itapile,
Italia (ligure, piemontese e lombardo), il termine tartifola (storpia- izambane, letapola, potato
to anche in truffa o batatta dai genovesi) ha subito non poche
© Svezia: potatis, potat, jordparon
modifiche dopo le guerre napoleoniche, scendendo a patti con
le regioni, smussando il nome, tenendo conto delle diverse for- © Turchia: patates
me di patata censite. Cosi, accanto alla puma de terra novella di © Ucraina: Kaptonna
Messina é del tutto normale trovare la pateda, tipica dell’Emilia.
Non stupisce neppure che la qualita patatis cojonariis friulana ® Uganda: kiazi, lumonde, potato
venga detta cartifule o cartufulaia. La molisana patata lunga di S. © Ungheria: burgonya
Biase @ conosciuta come tapane e ha un gusto diverso rispetto © urdu: \dy
al papagno, quella calabrese prodotta sulla Sila. Che dire della
patita o patana pugliese? Della pateta umbra? Sono assoluta-
mente distanti dalla petatera (pianta) o patata (tubero), come si

|65
dice nel Veneto il tubero che ricambia nome in petata a Cappa-
docia, mentre in Cadore diventa pestorte: poteva la provincia di
Belluno rimanere estranea al discorso? Assolutamente no, infatti

ca eave nella zona é facile trovare le “patate cornette” o “patate bigole”


(patate piccole): il loro nome, ovviamente, si deve alla forma al-
lungata che tende alla virgola.
Comunque la si chiami, la patata, insieme ad altre colture, ha
reay i. sete: bt ea hser agen An! 5
scandito e determinato le vicende umane, per il cibo ma non
a Sa m ©G : solo per quello. Un esempio fra i molti possibili: la necessita di
trovare terre fertili per coltivare ulivi, ortaggi e cereali incentivo
(UN
aa

l’espansione di Roma antica, evento che ebbe una serie di con-


seguenze tra cui disboscamenti, bonifiche, acquedotti, strade e
nuove citta.

SP
C’é da dire che le patate comunque non arrivarono in Europa
con Cristoforo Colombo ma con i Conquistadores, provenienti
Nantel
wa Jeet
apy
| dall’Estremadura, quando presero di mira il Peru dove trovarono
AW
yy
~a
OFLASS
Gy l’'umile tubero (il vero tesoro) che il popolo andino coltivava da
Ue <n ee en tempo.
ay
7 WR
Siw = ——
La storia la conoscono bene anche in Cile e in Bolivia, dove
pc BN LK gli spagnoli hanno attinto per coniare il termine patata giunto a
noi per loro tramite, prendendo la parola papa (che in quechua
Le r4 Sy
ie Ne significa appunto tubero) e unendola con I’haitiano batata. Risul-
Hzrebu- caper yobsey— Mamba tato? Povera, amata e odiata, come era stato per il mais tra le
popolazioni piu povere, la patata e diventata multietnica.
Anche se papa é il termine usato ancora oggi nelle regioni che
per prime l‘assaggiarono: le Canarie, |’Andalusia e |’Estrema-

INOAALLAITAA
sires

dura, regione confinante con il Portogallo il cui nome vuol dire


“terra negli estremi”, terra nel limite delle frontiere che ha dato i
natali a molti Conquistadores, figli d’una terra ingrata che offri-
the parte Saeeee atge qu Ha
va poche risorse. Furono questi contadini a chiamare la patata
turma de tierra, che letteralmente significa “testicoli di terra”,
un appellativo popolare dei tartufi nell’Estremadura. Invece nel
resto della Spagna il tubero si chiama “patata” che trae origine
da potatl (in lingua nahuati), forse per analogia con la sorella
dolce /pomoea batatas, la cosiddetta “patata dolce americana”
che molti di quei soldati andati nelle Americhe riportarono na-
scosta nelle loro sacche da viaggio: la chiamarono batata e la
diffusero con la convinzione di aver trovato un raro tartufo pit
alla portata di tutti.
Per gli svedesi € potatis. Per gli inglesi 6 potato. Ma su una cosa
gli esperti di tutto il mondo sono d’accordo: la sua diffusione fu
piuttosto lenta. La diffidenza nei suoi confronti, alimentata dalla
superstizione, dagli effetti nocivi provocati dall’uso improprio,
a poco a poco si dissipo e la patata conquistd il posto che le
spetta sulla mensa dei popoli tanto che Friedrich Engels, cele-
bre economista tedesco, tessendone gli elogi, arrivd ad affer-
mare che la patata ha rivoluzionato la storia quanto la scoperta
del ferro.

66 |
_origine de! nome
SS ITO IN EE IE I —

Apprezzata in America del Nord e in Europa, la patata non ha


goduto di un particolare successo in Giappone, in tutta l’area
islamica e in Cina dove pero sono stati coniati tanti termini per
indicarla; quello che va per la maggiore é “tubero per cavalli” (
SiR - malingshii), tallonato da “fagiolo di terra” (+ & - tudou)
e “taro straniero” (FF - yangyu). In parecchie lingue indiane
settentrionali e nepali, la patata € chiamata alu. In indonesia-
no diventa kentang. Come si é visto, i nomi che hanno accom-
pagnato il suo progresso nella storia sono stati tali e tanti da
spingere, nel 1777, Engel a illustrarne alcuni, scherzosamente,
attraverso la descrizione delle peripezie di un carico di tuberi
partiti dall’Irlanda alla volta di Lione e poi del suo orto. Avevano
lasciato I’Irlanda come potatoes, erano giunti a Bordeaux come
patatas ed erano ripartiti come truffes rouges o truffes blanches.
Alla dogana di Lione diventarono truffes séches e furono sotto-
posti a dazio. Nel frattempo gli fu dato anche il nome di truffiéres
anche se per tutti erano pommes de terre.
A volte alcuni termini si incontrano in luoghi molto distanti da
quello di origine: in Malesia e a Ceylon, giunto al seguito degli
olandesi, troviamo aartappel. In altre zone é stata adottata una , ee
¢pee mma Citrate. Papas Peruanorem. —¢ AG musradgitics.,
forma tradotta: in Persia il tubero é chiamato con il nome di sibi- x

i-Zamini (mela di terra) e in Transilvania 6 conosciuto come mere


de parmint (dove mere deriva da malum e quindi indica la mela,
mentre parmint significa “terra”).
E “mela di terra” anche in Finlandia dove si pronuncia come ma-
aomena. In Polonia e Ucraina diventa rispettivamente ziemniak
e zemnyak. Adotta questa forma anche la Grecia moderna con
geomelon. Nell’area danubiana si e diffusa la definizione “pera di
terra”: dal tedesco grundbirne al bulgaro krumpir e gombiri con
la forma plurale gombelki. In serbo diventa krompir e krumpir, in
sloveno krompir e in ungherese krumpii.
Nel corso della sua affermazione in Europa, la “mela di terra”,
caduti nell’oblio i termini meno noti di po/re de terre, poirette e
pomette, fu capace di conquistare anche uno degli scienziati
piu celebri di tutti i tempi. Alessandro Volta, di ritorno da un
suo viaggio in Francia, porto come dono alla sua famiglia uno
strano ortaggio dalla forma ovoidale. || grande fisico contribui
e non poco alla diffusione e alla coltivazione della patata nella
sua terra.
La patata guadagno il suo posto a tavola grazie anche a Pelle-
grino Artusi e al suo libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar
bene. Opera pubblicata a Firenze nel 1891, dopo numerosissime
ristampe, ha contribuito all’unificazione nazionale piu di quanto
non abbia fatto il romanzo / promessi sposi di Alessandro Man-
zoni. Prodiga di ricette a base di patate (budini, sformati, piatti in
umido, stufati, insalate), descrive al lettore anche un dolce fatto
di patate, che Grazia Deledda definiva “rotonde e lisce come
uova di marmo giallo”.

67
Storia e arte

Patata nell’arte

Giuseppe Arcimboldo: il primo “ritrattista” della patata nella


Manierismo
storia dell’arte
Il termine Manierismo apparve verso Cibo poverissimo, poco attraente sul piano della sua raffigurazio-
la fine del Settecento ma fu adottato ne, e apparso alla ribalta alimentare relativamente tardi, la patata
dalla critica moderna per indicare compare di rado nella storia dell’arte.
alcuni aspetti della cultura figurativa Prima che la poverta diventasse un tema da raffigurare in pittura,
cinquecentesca. Deriva da “maniera” prima che la patata si diffondesse per sfamare i poveri, a partire
e puo avere, di volta in volta, significato dalle campagne di Luigi XVI (si veda il romantico Interno d’Ate-
negativo o positivo. Ristudiato e lier, Pittore accanto al camino di Octave Tassaert del 1845, Parigi,
rivalutato nel secolo scorso, oggi serve Louvre) fino a quelle di Federico II di Prussia, la patata conobbe il
per indicare gli accadimenti artistici suo vero ritrattista.
compresi tra la morte di Raffaello Era appena arrivata nel Vecchio continente, non era ancora sim-
(1520) e l’inizio del barocco bolo della miseria, giungeva attraverso la Spagna nell’Europa che
celebrava |’ultima sontuosa stagione dell’arte degli imperi.
Nato da un pittore di nobile famiglia, Giuseppe Arcimboldo “pit-
tore raro, e in molte altre virtu studioso” interpreto il tramonto del
Rinascimento con l’invenzione di “teste composte”.
| ritratti di Arcimboldo sono eseguiti accostando cose, frutti e fio-
ri, Simbolicamente connessi al soggetto raffigurato. Arte profon-
damente manierista, nel senso dell’eleganza e dello svelamento,
della metafora e dell’enigma, Arcimboldo ritrasse la patata appe-
na giunta in Europa. Pittore di corte di Massimiliano || d’Asbur-
go a Vienna, una delle capitali del manierismo internazionale, il
bizzarro milanese dipinse le Quattro stagioni, oggi al Louvre. E
nell’Autunno, verdastra caduta di grappoli e tralci di uve, raffina-
tissima variazione di gialli e arancioni, proprio al centro del collo

Giuseppe Arcimboldi, L’Autunno (1573),


Museo del Louvre, Parigi (© Archivi Alinari,
Firenze)
Octave Tassaert, Interno d’atelier (1845), Museo del Louvre
2 ’
’ Pari '
(© 2011 White Images/Archivio Scala, Firenze)
J !

68
_patata nell'arte
Ccampeggia quella che probabilmente é la prima patata della gran-
de storia dell’arte.
Tornera ancora, vent’anni dopo, sempre a sorreggere parte del
collo del nuovo protettore, Rodolfo I d’Asburgo raffigurato co- Arcimboldo
me Vertumno, dio romano delle stagioni (Stoccolma, Skoklosters
© Giuseppe Arcimboldi o Arcimboldo
Slott, Styrelsen).
(1527-1593) é uno dei pili significativi
In un tripudio di ortaggi e colori, zucche, ciliegie e fiori degni di
rappresentanti della cultura manierista
un miniaturista fiammingo, la patata di Arcimboldo é raffigurata
internazionale. Nato e formatosi
nella sua disarmante essenzialita. E vi batte sopra un raggio di
a Milano, nel 1562 venne chiamato
luce forte e preciso. Lo seguirono Nicola van Houbraken alla fine
a Vienna, dove divenne il pittore
del Seicento, che, nella sua Cesta con ortaggi e germani (Poggio prediletto dell’imperatore Massimiliano
a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta), inseri due ll, e, pid tardi, a Praga che Rodolfo I!
patate tra un cavolfiore e alcuni sedani, e uno dei protagonisti elesse capitale dell’impero
del Settecento europeo, quel Jean-Baptiste-Siméon Chardin che,
nella sua Natura morta di Gand (Museum voor Schone Kunsten) © Invento un tipo completamente nuovo
raffigurO una cascata di tuberi, in una variazione di gialli, ocra, di ritratto, dove le sembianze del
marroni, silenzio e mansuetudine. soggetto sono raggiunte attraverso
l’assemblaggio di cose inerenti
Vincent van Gogh: dagli scavatori e mangiatori di patate... la sua natura. Cosi la Primavera é
Dopo aver fatto l’impiegato per qualche tempo, dopo essere una fanciulla composta di fiori ma
mantiene le sembianze di una fanciulla,
stato licenziato, dopo aver provato che cosa significasse vivere
accanto ai piu derelitti e ai piu miseri, i tessitori e i contadini che e l’arcigno Bibliotecario prende le
sembianze da un ammasso di libri.
appartenevano, diceva, a una “umanita completamente diversa
Videa, concettualmente raffinatissima
da quella di noi uomini civilizzati’, dopo aver tentato la strada della
e complessa, si lega al gusto per
teologia, Vincent van Gogh decise di fare il pittore.
l’allegorismo magico-alchemico
Studiava sui libri e disegnava dalle fotografie di opere famose,
delle corti tardo cinquecentesche,
completamente autodidatta o quasi. Era ancora nel Borinage, la
al senso del magico, all’attrazione per
zona mineraria vicina a Bruxelles, dove predicava liberamente la
il “capriccio”

-
Nicola van Houbraken, Cesta con ortaggi e germani morti (1680-1710
Poggio a Caiano, Villa Medicea (© Archivi
ca.), Museo della Natura Morta,
Alinari, Firenze)
Storia e arte

parola del Vangelo, quando, il 20 agosto del 1880, chiese a suo


fratello Théo, gia da allora suo confidente e protettore, di prestar-
gli e “lasciargli per qualche tempo” una riproduzione dell’opera
Fatiche nei campi di Jean-Francois Millet.
Stava allora osservando, accanto a sé, “/o svolgersi gratuito della
grande universita della miseria”, la vita stenta di questi uomini e
donne che vivevano nella poverta e nell’abbandono.
“Cerchiamo di capire la parola definitiva contenuta nei capolavori
dei grandi artisti, dei veri maestri, e vi si trovera Dio”, aggiungeva.
L’intento era nobile e chiarissimo: il passaggio dalla predicazione
alla pittura sembrava tendere allo stesso fine.
Quando gli giunse l’immagine, il ventisettenne Van Gogh sta-
va concentrandosi sul nuovo dovere: imparare a disegnare. Tra
l’'agosto del 1880 e il maggio dell’anno seguente esegui decine
di copie, schizzi, disegni e bozzetti dall’opera dell’illustre collega
come dall’Angelus, sempre di Millet, di cui conservava una foto-
grafia che gli aveva prestato un amico.
Erano disegni a tecniche miste, a matita, gessetti, acquerelli, studi
che riproducevano contadini, zappatori e gli scavatori di patate,
Jean Baptiste Simeon Chardin, Natura Poon Re auges :
morta, Museum voor Schone Kunsten, Ne mando due a suo padre, con il quale aveva un rapporto di do-
Gand (© 2011 Archivio Scala, Firenze) lorosa incomprensione: “Ho mandato entrambi i disegni al papa —
scrisse a Théo — cosi puo sincerarsi del fatto che sto lavorando”.
Cinque anni dopo torno a vivere insieme ai genitori, a Nuenen, la
citta del Brabante del nord dove il padre era pastore protestante.
La convivenza fu ardua, quotidianamente conquistata.
Vincent van Gogh,
|mangiatori di patate In quei mesi, con lo studio stretto tra il deposito del carbone e
(1885), Museo Van Gogh, Amsterdam
, il letamaio, ’ compi decine e decine di studi dal vero, teste
(© Photo ART Resource/Archivio Scala,
’ - r

ie
Firenze)

70
patata nell’arte

prepararsi alla prima grande prova, la definitiva conquista dello


Status di pittore di figura che sara la tela con / mangiatori di patate
(Amsterdam, Museo Van Gogh).
Nello studio aveva costumi, oggetti, attrezzi, povere cose che
metteva in mano ai suoi modelli per descriverne la vita. Gli abitan-
ti del villaggio posavano volentieri per lui, soprattutto i contadini
durante l’inverno, mentre i tessitori “sono persone assai difficili da
disegnare perché in quelle piccole stanze non ci si pud allontanare
abbastanza da poter disegnare il telaio”.
| disegni di Nuenen rappresentano un’immersione completa nella
pittura e in cid che Van Gogh si prefigge di raffigurare. In una sorta
di dolorosa identificazione tra soggetto e oggetto, tra gli spessori
sgraziati di materie grosse e bituminose e la durezza del mondo
che si deve rappresentare. Pennellate violente, sgraziate, contra-
sti di luce spietati.
| mangiatori di patate e primo e ultimo quadro di figure di Vincent
van Gogh e il gesto conclusivo di questa esperienza. Due conta-
dini piantano tuberi di patate (Zurigo, Kunsthaus), opera di quel
tempo e di quelle atmosfere, li mostra, quasi gli stessi, forse gli
stessi, visti da dietro, da un occhio appena distante, e il tocco e
grosso e approssimativo come in un bozzetto. Heeant eae ferred a Rar
:
Se in questi ‘ anni : Jean-Francois: Millet
: >
e op
la guida pea
ideale :
da seguire , Musée d’
de Paris oderne
Pargt© white de la Ville
lmagea/Archivio
come fosse un maestro vero e proprio, Rembrandt e Frans Hals Scala, Firenze)
sono i modelli irraggiungibili a cui ispirarsi.
Olandese fino in fondo, nella affocata miseria della piccola tavola
da pranzo ha messo, insieme, echi dell’uno e dell’altro: i contrasti
di Frans Hals e le accensioni di Rembrandt. Leccesso espressioni-
sta che da ai volti la maschera di caricature é la sua disperazione.

Arkadi Plastov (XX sec.), La raccolta


« delle patate, Museo Statale Russo, San
(1885)
35), Pietroburgo (© 2011 Archivio Scala, Firenze)
Vincent van Gogh, Due contadini piantano tuberi di patate |
(© The Bridgem an Art Library/A rchivi Alinari, Firenze)
Kunsthaus, Zurigo

,”
if ce
crane
%
a
:
rs FO
ee
he
caseer
ie
ose

Arata

sateen
SAC
tei
anal
roaey

ll quadro, seguito da una litografia, suscito molte critiche. Non


piacque a Théo, che ne giudico le figure troppo piatte, né all’ami-
ped co pittore Anthon van Rappard, che stava seguendo | progressi
Angelus di Millet del lavoro di Vincent. “Sarai d’accordo che un lavoro del genere
© Al principio degli anni Trenta
non é da prendere sul serio! - gli scrisse impetuosamente Rap-
pard — sei capace di ben altro”.
il surrealista spagnolo Salvador Dali
dedico all’Angelus di Millet un libro
Nel silenzio allucinato, nel chiarore saltellante che si sprigiona
dalla lampada a olio appesa al soffitto, la famiglia € seduta al ta-
molto particolare, trascrizione letteraria
volo su cui campeggia l’unico piatto di patate. Nessuno sguardo,
di un “fenomeno delirante” accadutogli,
nessuna parola. | volti, studiati e ristudiati nei fogli dei mesi pre-
e frutto di “un metodo spontaneo
cedenti, sono deformati fino al grottesco: “Ho voluto, lavorando,
di conoscenza irrazionale basato
far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada
sull’associazione critico-interpretativa
dei fenomeni delirant?’. Dali era venuto
mangia patate servendosi del piatto con le mani, ha zappato es-
a sapere che in un primo tempo “Millet
sa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute”, scrisse Van
aveva dipinto, tra i contadini raccolti
Gogh del suo quadro. “// quadro, dunque, evoca il lavoro manuale
in preghiera, una bara che racchiudeva e lascia intendere che qui i contadini hanno onestamente meritato
il figlio morto, a destra presso ipiedi di mangiare cid che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti
della madre”. Vartista sarebbe stato si limitassero a trovarlo bello o pregevole”.
convinto a cambiare idea da un amico
che gli aveva consigliato di evitare ... alle due contadine che raccolgono patate e alla Natura
l'impatto del pubblico con scene troppo morta con cesto di patate
tragiche Se per giungere a / mangiatori di patate, terminato all’inizio di
maggio del 1885, Van Gogh aveva eseguito molti studi di teste e
© Dali convinse i conservatori del
di figure all’interno delle case, nei mesi seguenti, durante |’estate
Louvre a esaminare il quadro, icona
e l’autunno, aveva ritratto all’aperto i contadini al lavoro.
della pittura francese dell’Ottocento
Due contadine che raccolgono patate é una teletta di pochi centi-
e da pochi decenni acquisito dallo
metri sulla quale un pennello grasso e sommario stende le sago-
stesso museo, facendo eseguire una
me curve di due vecchie intente a zappare (Otterlo, Kréller-Muller
radiografia nella quale realmente
compare, ai piedi della donna, una
massa scura che sarebbe la bara
davanti alla quale pregano i due
contadini
© Scomparso durante l’occupazione
tedesca, il libro, intitolato // mito tragico
dell’Angelus di Millet, fu ritrovato
ventidue anni pit tardi e pubblicato per
la prima volta nel 1963

Petrov-Vodkin Kuzma (1878-1939), Natura morta con aringa,


Tie
Statale Russo, San Pietroburgo (© Archivio Scala, Firenze)

72 |
patata nellarte

Rijksmuseum). Bisogna dipingere un contadino che stia veramen-


te Zappando, spiegava a suo fratello: “// contadino deve essere un
contadino e lo zappatore deve zappare”. Cosi é la piccola tela con
la Donna intenta a pelare patate del Metropolitan Museum di New
York, dello stesso 1885, studio di riflessi e atmosfera insieme, an-
cora intriso di memorie rembrandtiane.
La Natura morta con cesto di patate, eseguita nel medesimo 1885
(Amsterdam, Museo Van Gogh), ha la stessa luce de / mangiatori
di patate.
Variazione sui toni del bruno, del marrone, dell’ocra, del grigio, la
tela € prospetticamente semplicissima, elementare. La luce cade
dall’alto, la superficie € scabra e rugosa. Tre anni dopo, quando
van Gogh si mettera davanti un altro recipiente pieno di patate,
la Scodella del Kréller-Miuller Rijksmuseum di Otterlo, cambiera
completamente colori e stile. Sono gli anni della Provenza, della
luce del Mediterraneo, della rinnovata fiducia in se stesso che lo
porteranno alla pienezza raggiunta soltanto in quei mesi del 1888.
Contrasti sottili accostano i colori, il giallo della ciotola getta river-
beri luminosi, lo sfondo, realizzato con un intreccio di pennellate
azzurre, sfiora l’astrazione.

Jean-Francois Millet: L’Angelus della sera Vincent van Gogh, La pelatrice di patate
L’Angelus della sera, opera eseguita da Jean-Francois Millet tra il (1885), Metropolitan Museum of Art, New
York (© The Metropolitan Museum of Art/Art
1858 e il 1859, era stato esposto al Salon del 1863 con enorme
Resources/Archivio Scala, Firenze)
successo. II dipinto, il primo su cui Van Gogh si fosse concentra-
to nella solitudine attenta della sua formazione, era diventato in
pochi anni una delle immagini piu riprodotte della storia dell’arte
del suo secolo. Diffuso in decine e decine di esemplari su alma-

Nelly Trumel, Patate (1998), collezione


privata (© 2011 BI, ADAGP, Paris/Archivio
Scala, Firenze)
1990 Archivio
Jean Francois Millet, L’Angelus, Musée d’Orsay, Parigi (©
Scala, Firenze)

|73
nacchi e cartoline, raffigurava due contadini colti a pregare alla
fine di una giornata di lavoro. E il tramonto e il sole spande i suoi
oe raggi sulla vasta piana, le figure sono maestose e solenni. La lu-
Realismo e realismo sociale ce avvolge le due meste sagome intente alla recita dell’Angelus
Alla meta dell’Ottocento le questioni
rendendole parte del paesaggio stesso. Forcone, cesto, sacchi
sociali e politiche che attraversavano
e carriola sono sparsi a terra per il momento di quiete, prima del
riposo notturno.
la storia fecero la loro apparizione
Quando si procuré la fotografia dell’Angelus, Van Gogh aveva gia
in arte. E Gustave Courbet, oltre
tre copie di un’incisione del quadro, acquistate da Durand-Ruel
a definire “Realismo” il proprio
programma, proclamo che scopo nel 1876, a un franco ciascuna.
“{/ quadro di Millet con I’Angelus della sera, questo é un esempio
dell’artista era quello di “fare dell’arte
viva”. Uaffermazione secondo cui
di poesia”, aveva scritto due anni prima. Cantore di un idillio cam-
“arte storica é per sua natura
pestre dove il contadino é parte naturale del paesaggio, il bretone
contemporanea” cred enorme scandalo
Millet, cresciuto in una fattoria sulla Manica, aveva per la prima
ma allo stesso tempo apri la strada a volta raffigurato questo mondo con ostinata insistenza. Uno dei
opere di alto contenuto “sociale”: dagli suoi primi contadini era stato esposto al Salon del 1848, |l’anno
Spaccapietre dello stesso Courbet alle del Manifesto comunista e delle prime lotte operaie.
immagini che rappresentavano i poveri, Alcuni anni dopo aver compiuto il quadro, Millet ricordera: “L’An-
gli alienati e i diseredati dalla societa, gelus e un quadro che ho dipinto ricordando i tempi in cui lavo-
le donne perdute ravamo i campi e mia nonna, ogni volta che sentiva il tocco della
campana, ci faceva smettere per recitare |’Angelus in memoria dei
e La ricerca di questa realta, comune
poveri defunti’.
tanto ai francesi quanto ai preraffaelliti
inglesi e a molti rappresentanti delle
diverse scuole pittoriche italiane,
cambio definitivamente anche il ruolo
dell’artista stesso nella societa e il
significato del suo lavoro. L'espressione
“realismo sociale” si usa ancora oggi
per indicare lo stesso argomento, ossia
una pittura che tratti realisticamente
problemi sociali economici e politici
della societa contemporanea,
dagli immensi proclami politici
novecenteschi di Renato Guttuso ai
contemporanei inglesi e americani (Ben
Shahn, Kitchen Sink School)

Camille Pissarro, Raccoglitori di patate (1881), Metropolitan


Museum of
Art, New York (© The Metropolitan Museum of Art/Art
Resources/Archivio
Scala, Firenze)

74]

Potrebbero piacerti anche