© Pakistan: JS: Russia: Kaptomenb
© Pakistan: JS: Russia: Kaptomenb
to prigioniero dai Prussiani durante la Guerra dei Sette anni ® Kenya: kiazi, egiasi, mbatata, potato,
(1756-1763), Parmentier venne sfamato dalle razioni di pata- enkwashei
te concesse dai carcerieri germanici. Federico II di Prussia
aveva da tempo introdotto questo alimento nel rancio delle © Kyrgyzstan: kaptoqdbenb,
truppe, non senza lamentele da parte dei soldati che ancora KapTypwWkyp
lo consideravano cibo per gli animali e veniva chiamato con il © limburghese: irpel
nome dialettale di patatsche e pataken. Ma la situazione non Lituania: bulve’
ammetteva pretese: il regnante impose le patate nelle cucine
da campo. © Malawi: mbatata, potato
Tornato alla liberta, Parmentier comincid la sua opera di propa- © Nigeria: potato, nduko, dankalin
ganda, faticando non poco per convincere la gente a mangiare turawa, duku, atsaka
grundbirne o “pere di terra”, da cui derivano i termini krompir © Norvegia (bokmal): potet
del croato, brambor del ceco, peruna del finlandese, jordparon
e Nuova Zelanda: potato, taewa, riwai
dello svedese e k/umberis del lituano. Altra é l’origine del nome
nella lingua del popolo slovacco, che chiama la patata zemiaky, © Olanda: aardappe, pieper, patat
assegnando al termine il significato di “terra”. E li che Parmen- © Pakistan: Js
tier pianto il tubero mettendo a segno il punto che gli valse la
© Polonia: ziemniak, Kartofel, pyra
promozione della patata: da fiori per nobili a tubero per i poveri.
Dopo averne coltivate nella pianura dei Sablons, e prima di pro- ® Portogallo: batata, batatinha
porre altri usi dello sciroppo di vino, tra un perfezionamento e ® Regno Unito: potato, taten, buntata
altro dei metodi praticati nella macinazione e nella panificazio-
ne, dal giorno in cui Parmentier offri un mazzo di fiori di patata a © Rep. Islamica Iraniana: + Jesde
Luigi XVI a quando elaboro un banchetto tutto a base di patate, © Repubblica ceca: brambor
nel 1787, trascorse ben poco tempo. C’e da scommettere che @ Romania: cartof
stesse ancora assaporando il gustoso cibo quando, rivolgendo-
si al futuro ispettore generale della Sanita (nel 1803), il re disse: Russia: KapTOMeNb
“La Francia, un giorno, le sara grata di aver trovato i/ pane per e Rwanda: ibirayi, pomme de terre,
i poveri”. Molta gente infatti riusci a sfamarsi grazie a questa potato
umile ma preziosa alternativa al pane e alla pasta. Avvenne an- © Slovacchia: zemiaky
che a casa nostra, dove la patata aveva avuto piu fortuna con
il nome di tartifola, per via di quella somiglianza nella forma e © Slovenia: krompir
nella sostanza al tartufo, che i bulgari hanno chiamato kapTo@ e ® spagnolo: papa
i russi KapTOdenb. Sopravvissuto solo in alcuni dialetti del Nord e Sudafrica: aartappel, igwili, itapile,
Italia (ligure, piemontese e lombardo), il termine tartifola (storpia- izambane, letapola, potato
to anche in truffa o batatta dai genovesi) ha subito non poche
© Svezia: potatis, potat, jordparon
modifiche dopo le guerre napoleoniche, scendendo a patti con
le regioni, smussando il nome, tenendo conto delle diverse for- © Turchia: patates
me di patata censite. Cosi, accanto alla puma de terra novella di © Ucraina: Kaptonna
Messina é del tutto normale trovare la pateda, tipica dell’Emilia.
Non stupisce neppure che la qualita patatis cojonariis friulana ® Uganda: kiazi, lumonde, potato
venga detta cartifule o cartufulaia. La molisana patata lunga di S. © Ungheria: burgonya
Biase @ conosciuta come tapane e ha un gusto diverso rispetto © urdu: \dy
al papagno, quella calabrese prodotta sulla Sila. Che dire della
patita o patana pugliese? Della pateta umbra? Sono assoluta-
mente distanti dalla petatera (pianta) o patata (tubero), come si
|65
dice nel Veneto il tubero che ricambia nome in petata a Cappa-
docia, mentre in Cadore diventa pestorte: poteva la provincia di
Belluno rimanere estranea al discorso? Assolutamente no, infatti
SP
C’é da dire che le patate comunque non arrivarono in Europa
con Cristoforo Colombo ma con i Conquistadores, provenienti
Nantel
wa Jeet
apy
| dall’Estremadura, quando presero di mira il Peru dove trovarono
AW
yy
~a
OFLASS
Gy l’'umile tubero (il vero tesoro) che il popolo andino coltivava da
Ue <n ee en tempo.
ay
7 WR
Siw = ——
La storia la conoscono bene anche in Cile e in Bolivia, dove
pc BN LK gli spagnoli hanno attinto per coniare il termine patata giunto a
noi per loro tramite, prendendo la parola papa (che in quechua
Le r4 Sy
ie Ne significa appunto tubero) e unendola con I’haitiano batata. Risul-
Hzrebu- caper yobsey— Mamba tato? Povera, amata e odiata, come era stato per il mais tra le
popolazioni piu povere, la patata e diventata multietnica.
Anche se papa é il termine usato ancora oggi nelle regioni che
per prime l‘assaggiarono: le Canarie, |’Andalusia e |’Estrema-
INOAALLAITAA
sires
66 |
_origine de! nome
SS ITO IN EE IE I —
67
Storia e arte
Patata nell’arte
68
_patata nell'arte
Ccampeggia quella che probabilmente é la prima patata della gran-
de storia dell’arte.
Tornera ancora, vent’anni dopo, sempre a sorreggere parte del
collo del nuovo protettore, Rodolfo I d’Asburgo raffigurato co- Arcimboldo
me Vertumno, dio romano delle stagioni (Stoccolma, Skoklosters
© Giuseppe Arcimboldi o Arcimboldo
Slott, Styrelsen).
(1527-1593) é uno dei pili significativi
In un tripudio di ortaggi e colori, zucche, ciliegie e fiori degni di
rappresentanti della cultura manierista
un miniaturista fiammingo, la patata di Arcimboldo é raffigurata
internazionale. Nato e formatosi
nella sua disarmante essenzialita. E vi batte sopra un raggio di
a Milano, nel 1562 venne chiamato
luce forte e preciso. Lo seguirono Nicola van Houbraken alla fine
a Vienna, dove divenne il pittore
del Seicento, che, nella sua Cesta con ortaggi e germani (Poggio prediletto dell’imperatore Massimiliano
a Caiano, Villa Medicea, Museo della Natura Morta), inseri due ll, e, pid tardi, a Praga che Rodolfo I!
patate tra un cavolfiore e alcuni sedani, e uno dei protagonisti elesse capitale dell’impero
del Settecento europeo, quel Jean-Baptiste-Siméon Chardin che,
nella sua Natura morta di Gand (Museum voor Schone Kunsten) © Invento un tipo completamente nuovo
raffigurO una cascata di tuberi, in una variazione di gialli, ocra, di ritratto, dove le sembianze del
marroni, silenzio e mansuetudine. soggetto sono raggiunte attraverso
l’assemblaggio di cose inerenti
Vincent van Gogh: dagli scavatori e mangiatori di patate... la sua natura. Cosi la Primavera é
Dopo aver fatto l’impiegato per qualche tempo, dopo essere una fanciulla composta di fiori ma
mantiene le sembianze di una fanciulla,
stato licenziato, dopo aver provato che cosa significasse vivere
accanto ai piu derelitti e ai piu miseri, i tessitori e i contadini che e l’arcigno Bibliotecario prende le
sembianze da un ammasso di libri.
appartenevano, diceva, a una “umanita completamente diversa
Videa, concettualmente raffinatissima
da quella di noi uomini civilizzati’, dopo aver tentato la strada della
e complessa, si lega al gusto per
teologia, Vincent van Gogh decise di fare il pittore.
l’allegorismo magico-alchemico
Studiava sui libri e disegnava dalle fotografie di opere famose,
delle corti tardo cinquecentesche,
completamente autodidatta o quasi. Era ancora nel Borinage, la
al senso del magico, all’attrazione per
zona mineraria vicina a Bruxelles, dove predicava liberamente la
il “capriccio”
-
Nicola van Houbraken, Cesta con ortaggi e germani morti (1680-1710
Poggio a Caiano, Villa Medicea (© Archivi
ca.), Museo della Natura Morta,
Alinari, Firenze)
Storia e arte
ie
Firenze)
70
patata nell’arte
,”
if ce
crane
%
a
:
rs FO
ee
he
caseer
ie
ose
Arata
sateen
SAC
tei
anal
roaey
72 |
patata nellarte
Jean-Francois Millet: L’Angelus della sera Vincent van Gogh, La pelatrice di patate
L’Angelus della sera, opera eseguita da Jean-Francois Millet tra il (1885), Metropolitan Museum of Art, New
York (© The Metropolitan Museum of Art/Art
1858 e il 1859, era stato esposto al Salon del 1863 con enorme
Resources/Archivio Scala, Firenze)
successo. II dipinto, il primo su cui Van Gogh si fosse concentra-
to nella solitudine attenta della sua formazione, era diventato in
pochi anni una delle immagini piu riprodotte della storia dell’arte
del suo secolo. Diffuso in decine e decine di esemplari su alma-
|73
nacchi e cartoline, raffigurava due contadini colti a pregare alla
fine di una giornata di lavoro. E il tramonto e il sole spande i suoi
oe raggi sulla vasta piana, le figure sono maestose e solenni. La lu-
Realismo e realismo sociale ce avvolge le due meste sagome intente alla recita dell’Angelus
Alla meta dell’Ottocento le questioni
rendendole parte del paesaggio stesso. Forcone, cesto, sacchi
sociali e politiche che attraversavano
e carriola sono sparsi a terra per il momento di quiete, prima del
riposo notturno.
la storia fecero la loro apparizione
Quando si procuré la fotografia dell’Angelus, Van Gogh aveva gia
in arte. E Gustave Courbet, oltre
tre copie di un’incisione del quadro, acquistate da Durand-Ruel
a definire “Realismo” il proprio
programma, proclamo che scopo nel 1876, a un franco ciascuna.
“{/ quadro di Millet con I’Angelus della sera, questo é un esempio
dell’artista era quello di “fare dell’arte
viva”. Uaffermazione secondo cui
di poesia”, aveva scritto due anni prima. Cantore di un idillio cam-
“arte storica é per sua natura
pestre dove il contadino é parte naturale del paesaggio, il bretone
contemporanea” cred enorme scandalo
Millet, cresciuto in una fattoria sulla Manica, aveva per la prima
ma allo stesso tempo apri la strada a volta raffigurato questo mondo con ostinata insistenza. Uno dei
opere di alto contenuto “sociale”: dagli suoi primi contadini era stato esposto al Salon del 1848, |l’anno
Spaccapietre dello stesso Courbet alle del Manifesto comunista e delle prime lotte operaie.
immagini che rappresentavano i poveri, Alcuni anni dopo aver compiuto il quadro, Millet ricordera: “L’An-
gli alienati e i diseredati dalla societa, gelus e un quadro che ho dipinto ricordando i tempi in cui lavo-
le donne perdute ravamo i campi e mia nonna, ogni volta che sentiva il tocco della
campana, ci faceva smettere per recitare |’Angelus in memoria dei
e La ricerca di questa realta, comune
poveri defunti’.
tanto ai francesi quanto ai preraffaelliti
inglesi e a molti rappresentanti delle
diverse scuole pittoriche italiane,
cambio definitivamente anche il ruolo
dell’artista stesso nella societa e il
significato del suo lavoro. L'espressione
“realismo sociale” si usa ancora oggi
per indicare lo stesso argomento, ossia
una pittura che tratti realisticamente
problemi sociali economici e politici
della societa contemporanea,
dagli immensi proclami politici
novecenteschi di Renato Guttuso ai
contemporanei inglesi e americani (Ben
Shahn, Kitchen Sink School)
74]