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Parte 2

Il documento analizza il Medioevo, evidenziando la sua complessità e le sue due fasi principali: Alto e Basso Medioevo. L'Alto Medioevo è caratterizzato da un sistema feudale rigido e da una società gerarchica, mentre il Basso Medioevo segna una rivoluzione sociale ed economica con l'emergere della borghesia e la nascita delle università. Le università, nate in Italia e Francia, rappresentano un'importante innovazione educativa, mentre i clerici vagantes simboleggiano la ricerca di conoscenza in un contesto di mobilità e libertà culturale.

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Il documento analizza il Medioevo, evidenziando la sua complessità e le sue due fasi principali: Alto e Basso Medioevo. L'Alto Medioevo è caratterizzato da un sistema feudale rigido e da una società gerarchica, mentre il Basso Medioevo segna una rivoluzione sociale ed economica con l'emergere della borghesia e la nascita delle università. Le università, nate in Italia e Francia, rappresentano un'importante innovazione educativa, mentre i clerici vagantes simboleggiano la ricerca di conoscenza in un contesto di mobilità e libertà culturale.

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PARTE 2

ETA’ MEDIEVALE

L'immagine tradizionale del Medioevo elaborata dagli umanisti come "secoli bui" caratterizzati da
migrazioni, conflitti e forme di dipendenza quasi schiavitù. Sebbene ci siano elementi di verità in
questa visione, il Medioevo viene ora visto come l'età della formazione dell'Europa cristiana, in
cui si sono consolidati i prerequisiti dell'uomo moderno. Fattori specifici di quest'epoca evidenziati
dalla ricerca contemporanea includono la coesione spirituale/di fede e l'emergere di molteplici
forme di libertà (contadine, cittadine, delle corporazioni), i cui contrasti hanno contribuito alla
formazione dell'Europa. Un fattore principale che ha alimentato l'identità dell'Europa è stata la
coscienza cristiana, insieme all'impero e alle città. L'educazione si sviluppa in simbiosi con la
Chiesa. Gli oratores (coloro che pregano), separati dai bellatores e dai laboratores, erano le uniche
figure delegate all'educazione. La scuola, come la conosciamo oggi (maestro che insegna a più
allievi, ciclo di lezioni, esercitazioni, interrogazioni, premi, castighi), nasce nel Medioevo.

La concezione del mondo medievale si basa su un ordine stabilito da Dio, e ribellarsi a esso è
peccare contro Dio. La società medievale, illuminata dalla Chiesa e dall'Impero, spingeva gli
uomini a superare le tentazioni mondane per dedicarsi alla religione. Questo ha dato vita a un
duplice immaginario: uno aristocratico e uno popolare. Quello aristocratico è legato al libro e ad
una visione mistica della religione e quello popolare è legato alla parola, all’immagine e al rito ed è
caratterizzato da una cultura popolare che semplifica il messaggio religioso. In entrambi questi
immaginari si sviluppano i processi educativi.

ll Medioevo è un'età lunga e complessa in cui il mondo antico e classico si dissolve e viene
sostituito da un nuovo ordine caratterizzato dall'ideale cristiano e da tre strutture: l'Europa, la
cultura laica e le nazioni. La coscienza cristiana è il fattore principale che alimenta l'identità
dell'Europa. L'educazione si sviluppa in simbiosi con la Chiesa.

ALTO E BASSO MEDIOEVO

Il medioevo si distingue in due fasi: Alto e Basso

L'Alto Medioevo è identificato come il periodo che va dalle invasioni barbariche fino all'anno
1000. Le fonti descrivono questo periodo modellato intorno al principio del feudo e al vassallaggio.
Il feudo è definito come un'unità territoriale governata da un signore che impone agli abitanti
lavoro, fedeltà e sottomissione in cambio di protezione. La società di questo periodo è presentata
come fissa e gerarchica, con ogni individuo collocato in una precisa classe sociale. La gerarchia
sociale vede al vertice i bellatores (guerrieri) e gli oratores (chierici), seguiti al di sotto dai
laboratores (contadini, artigiani, ecc.), che vivono in condizioni molto simili alla schiavitù. Questa
struttura sociale rigida e l'economia sono definite come di sussistenza, nel senso che si produce
unicamente ciò che è necessario per vivere, senza spazio per scambi. Questa situazione economica e
sociale statica è vista come una conseguenza delle invasioni barbariche, della caduta dell'Impero
Romano e dello spopolamento delle città a favore delle campagne.
Gli uomini dell'Alto Medioevo non sono più uniti dall'appartenenza a una città, ma da "legami di
sangue" e rapporti di parentela che determinano usanze e pratiche. La visione del mondo e l'identità
di questa società e dei suoi membri sono profondamente influenzate dalla mentalità cristiana, che
pone l'accento sull'aldilà e considera la vita terrena un passaggio temporaneo, una vita non reale da
vivere attraverso sacrifici in vista della felicità eterna.
Nel contesto educativo, anche l'educazione nell'Alto Medioevo è presentata come gerarchizzata.
Esiste un'educazione destinata agli aristocratici, descritta come raffinata e legata allo studio dei miti
classici (come quelli di Troia o Enea). Parallelamente, vi è un'educazione per il popolo, che resta
ancorata a una dimensione più legata al magico e a temi come la fortuna, la morte e il
rovesciamento.

Il Basso Medioevo, dal 1000 al 1492, è invece caratterizzato da una "rivoluzione sociale,
culturale ed economica". In questo periodo si assiste alla nascita di una nuova classe sociale: la
borghesia. Questa classe è legata agli scambi, è imprenditrice, attiva, dinamica, nutre una
precisa coscienza di sé e ha fatto maturare nuovi principi e nuovi ideali (come la libertà,
l’individuo, la produttività). Sul piano sociale e urbano, c'è un rilancio delle città e un
rafforzamento della società borghese. Riguardo all'economia mercantile, la nascita della borghesia è
direttamente legata agli scambi, e la transizione dalla società feudale basata sull'agricoltura verso
un'economia di scambio fondata sul capitale, il commercio e il denaro è un elemento chiave della
modernità, che si contrappone al sistema feudale.
Per quanto riguarda l'artigianato e il lavoro manuale, gli effetti del Medioevo dureranno a lungo
anche per quanto riguarda la formazione professionale artigiana. Nel contesto dell'Alto
Medioevo, gli artigiani ("laboraotores") sono posti al di sotto dei guerrieri e dei chierici nella
piramide sociale gerarchica. Il rilancio delle città e lo sviluppo degli scambi e dell'economia
mercantile implicano l'importanza della produzione di beni, che storicamente era legata all'attività
artigianale, e la "formazione professionale artigiana" è listata come un effetto duraturo del
Medioevo nel suo complesso.
Oltre a questi aspetti, nel Basso Medioevo prende corpo un nuovo modello educativo: l'Università
o studium generale, che si diffonde in tutta Europa. Questo periodo vede anche l'affermarsi delle
lingue nazionali, le letture in lingua volgare, e una ripresa della filosofia, delle scienze e del
pensiero religioso.
In sintesi, il Basso Medioevo come un'epoca dinamica di rivoluzione e trasformazione, in netto
contrasto con la staticità feudale dell'Alto Medioevo

La Distinzione tra Basso Medioevo e Alto Medioevo

Per comprendere appieno le complesse dinamiche del Medioevo, i testi evidenziano la necessità di
operare una netta distinzione tra le sue due fasi principali [i]. L'Alto Medioevo, che copre il periodo
dalle invasioni barbariche fino all'anno Mille, è caratterizzato da un assetto sociale ed economico
dominato dal sistema del feudo e dai legami di vassallaggio [i]. All'interno del feudo, un signore
esercitava il controllo su un territorio, richiedendo lavoro e fedeltà agli abitanti in cambio di
protezione [i]. L'economia in questo periodo è essenzialmente di sussistenza, orientata alla
produzione per il consumo locale [i]. Le relazioni sociali sono profondamente radicate nei "legami
di sangue" e nei rapporti di parentela [i]. In questo quadro, l'educazione riflette l'ordine sociale,
essendo intrinsecamente gerarchizzata [i].

Con l'avvento del Basso Medioevo, dal Mille al 1492, si assiste a una profonda e generalizzata
rivoluzione sociale, culturale ed economica [i]. Questo periodo vede la nascita e l'ascesa di una
nuova classe sociale, la borghesia, la cui identità è strettamente legata agli scambi commerciali e
all'attività imprenditoriale; una classe attiva, dinamica e consapevole di sé, che promuove nuovi
principi e ideali quali la libertà, l'individuo e la produttività [i]. Dal punto di vista religioso, la fede
cristiana è attraversata da intense spinte eretiche e dall'emergere di movimenti, come quello
pauperistico [i]. Sul piano sociale e urbano, si verifica un significativo rilancio delle città e un
conseguente rafforzamento della società borghese [i]. La rivoluzione culturale si manifesta
nell'affermarsi progressivo delle lingue nazionali e nella diffusione delle letture in lingua volgare
[i]. Vi è una notevole ripresa della filosofia, delle scienze e del pensiero religioso [i]. È proprio in
questo contesto di effervescenza che prende forma un nuovo e determinante modello educativo:
l'Università o studium generale, destinato a imporsi come la principale istituzione formativa in
tutta Europa [i].

LA NASCITA DELLE UNIVERSITÀ NEL BASSO MEDIOEVO

Le università, o studium generale, rappresentano una delle innovazioni più significative del Basso
Medioevo in ambito educativo. Il movimento di fondazione di queste istituzioni partì dall'Italia e
dalla Francia. A Parigi, grazie all'opera di Abelardo, lo studium generale vide la luce intorno al
1150. In Italia, la città di Bologna manifestò precocemente l'esigenza di diventare un centro di
eccellenza per lo studio del diritto già nel 1100. Questa aspirazione fu formalmente riconosciuta
nel 1158 da Federico Barbarossa, che sancì l'universitas bolognese. Da questi due centri propulsori,
l'università si diffuse progressivamente in tutta Europa.

Il metodo d'insegnamento adottato, particolarmente per la formazione degli studenti, trovò


ispirazione nel modello iniziato da Abelardo, che attribuiva grande importanza alla dialettica e alla
logica. La dialettica era considerata la forma più alta del pensiero, mentre la logica era vista come
lo strumento indispensabile per regolare il linguaggio.

I CLERICI VAGANTES

I clerici vagantes, espressione latina che significa "studenti vagabondi", successivamente noti anche
come goliardi, erano giovani interessati alla cultura. Le loro spesso modeste condizioni
economiche e sociali impedivano loro di frequentare regolarmente i corsi offerti dalle nascenti
università medievali. Pertanto, viaggiavano attraverso l'Europa, seguendo maestri di fama o
spostandosi verso le università considerate più prestigiose. Per sopravvivere, vivevano di espedienti
e non di rado si mettevano al servizio di professori o studenti più abbienti. Erano considerati spiriti
liberi e la loro giovinezza si rifletteva nelle loro poesie, dove cantavano i piaceri terreni come
l'amore, il gioco e il vino, visti come "virtù" capaci di allontanare la malinconia.

MAESTRI DELLA PEDAGOGIA SCOLASTICA

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