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Il regno di Aksum
i franchi
● Fin da fanciulli hanno un fortissimo amore per la guerra. Se sono sopraffatti dal
numero dei nemici o dalle avversità del terreno, soccombono solo alla morte, mai alla
paura.
● Governati da numerosi reges
● Il vescovado è qui una carica aristocratica romana che si differenzia dagli aspetti più
brutali della vita aristocratica merovingia - Gregorio, vescovo di Tours
I Libri historiarum
Guerre
Vescovi
Arrivano i Longobardi
● In questo anno Alboino re dei Longobardi, lasciando con tutto l’esercito e
incendiando la sua patria Pannonia, con mogli e tutto il suo popolo occupò l’Italia
● Un modello più credibile per i primi tempi: l’hospitalitas
● Federati romani in Pannonia. Combattono contro i Goti. Ma entrano in Italia come
invasori
● Invadono l’Italia guidati da Alboino (569). Dieci anni senza re e sotto i duchi (574–
584)
● Le due Italie: Italia longobarda e Italia romana (bizantina). Fine della ‘unità’ italiana
● Il pontificato di Gregorio Magno (590-604): il governo di Roma e i primi contrasti con
Bisanzio.
● .
La sua Historia Langobardorum - Paolo Diacono
● Monte del Re
● Alboino, entrato in Liguria, fece il suo ingresso a Milano all’inizio della terza
indizione, il giorno tre di settembre, al tempo dell’arcivescovo Onorato. Dopo di
che prese tutte le città della Liguria, eccetto quelle poste sul litorale marino.
L’arcivescovo Onorato abbandonò Milano e fuggì a Genova
● dopo che questi ebbero spogliato le chiese, ucciso i sacerdoti, rovinato le città e
decimato le popolazioni che erano cresciute come messi sui campi
●Intanto i Longobardi, dopo che per dieci anni erano stati sotto il potere dei duchi, alla
fine, per decisione comune, elessero come proprio re Autari, figlio del già ricordato
principe Clefi, e per qualificare la sua dignità gli attribuirono anche l’appellativo di
Flavio
○ re, il suo seguito e coloro che si dedicavano al suo servizio nelle
diverse funzioni potessero mantenersi.
● non c’erano violenze, non si tramavano insidie; nessuno opprimeva gli altri
ingiustamente, nessuno depredava; non c’erano furti, non c’erano rapine; ognuno
andava dove voleva, sicuro e senza alcun timore
● i romani sottomessi al suo potere gli dovevano dei pagamenti in natura, anche a
roma per il clero
● L’arte dei Longobardi: la croce di Gisulfo (Cividale del Friuli VIIs.)
Norme longobarde, del re Rotari, che nel 643 promulgò l'Editto di Rotari,
Il monachesimo
● L’ozio è nemico dell’anima, e perciò i fratelli in certe ore devono essere occupati nel
lavoro manuale, in altre ore nella lettura divina.
● Colombano è quello che colonizza l’irlanda
Gli arabi
● Beduini, gli abitanti del deserto
● Lo sceicco.
● Una società militarizzata.
● la Mecca era situata all’intersezione delle grandi vie carovaniere
● La Mecca: cuore del paganesimo arabo preislamico era il santuario meccano della
Ka’ba (dove c’era la Pietra Nera), meta di pellegrinaggi annuali
● Nel paganesimo arabo la figura di Allah’ era una divinità suprema accanto ad altre .
● Allah’ non poteva essere raffigurato.
● in Arabia c’era una profonda penetrazione del Giudaismo.
● In Arabia era relativamente diffuso il Cristianesimo, nelle due confessioni monofisita
e nestoriana; solo marginale era l’influenza dello Zoroastrismo, la religione ufficiale
persiana
● Maometto. Il problema delle fonti
● I fatti ci sono noti attraverso le grandi compilazioni storiche di età abbaside (fine del
IX e nel X secolo), basate su una ricca tradizione orale.
● Fonti non musulmane o indirette (monete, papiri).
● Nato a La Mecca nel 570
● Sposa la ricca vedova Khadija da cui ebbe sette figli tra cui Fatima.
● Si sposa altre volte, tra cui con Aisha.
● Nel 610 ha una visione dell’arcangelo Gabriele
● I convertiti costituirono la prima comunità di ‘Musulmani’, parola che significa ‘coloro
che sono totalmente devoti (verso Dio)’ e che deriva dall’arabo islam, ‘dedizione
incondizionata
● Come in alcuni altri santuari in Arabia, i pellegrini giungevano per camminare a
circolo attorno alla roccia, in questo caso posto in una costruzione senza soffitto
chiamata Ka’ba,
○ pratiche rituali religiosi con forti affinità a quelli dell’Ebraismo
○ La Ka’ba era un santuario del dio Hubal, ma nell’ambiente religiosamente
pluralistico dell’Arabia pagana non deve essere stato difficile promuoverla
come luogo in cui adorare anche altre divinità
● Mecca diviene qui un luogo importante:
○ Questo avrebbe creato tensione sociali tra ricchi e poveri
Il Corano
● Dottrina musulmana nota dal Corano, formato da 114 sure (versetti o sentenze)
● Il Corano è messo per iscritto sotto il califfo Othman (644–656).
● Limitazione obbligo della vendetta
● Istituzione della poligamia.
● Norme per il miglioramento della condizione schiavile
● 24 settembre 622, Maometto accetta. Primo anno dell’Egira
● Egira (hjjra, ‘emigrazione’): la fuga dei Musulmani dalla Mecca verso il loro nuovo
rifugio. Gli emigrati meccani e gli abitanti di Medina si sottomisero con un patto
formale a Dio e a Maometto: le cosiddette ‘Costituzioni di Medina’.
● I Musulmani calcolano gli anni a partire dall’Egira
● poi Medina, ossia ‘la città del profeta’
● ; il culto della Pietra Nera fu incluso nella nuova fede
○ Nel frattempo Maometto aveva eliminato i clan ebraici di Medina ed era ormai
il signore della città, che rimase la sua residenza.
○ Nel 630 d.C. il Profeta rientra a Mecca
● La comunità dei credenti musulmani, la umma, era formata da un insieme di tribù,
città, territori
● Califfato, pur elettivo, dovesse rimanere sempre prerogativa della tribù meccana dei
Quiraysh
○ successione prevalsero i ‘compagni’ del Profeta e a capo della umma fu
scelto uno di loro, Abū Bakr
○ In tal modo si respingevano le pretese dei familiari del Profeta, guidati dal
nipote AlīReligione essenziale, priva dei complessi dogmi filosofici del
Cristianesimo.
○ Manca il concetto complesso di uomo-dio rappresentato da Cristo.
○ Completa discontinuità tra sfera umana e sfera divina: Dio non si può
raffigurare.
● L’Islam non ha una casta sacerdotale
pilastri dell islam
● Fede incondizionata in Allah.
● Cinque preghiere giornaliere.
● Obbligo di elemosina.
● Digiuno durante il ramadan.
● Pellegrinaggio annuale alla Mecca
L’impero Carolingio
● Lo stato carolingio si basa su una rete di comitati e marche rette da conti, duchi,
marchesi.
● I missi dominici aiutano il re a tenere i contatti con le parti dell’Impero; talvolta
amministrano intere regioni. Sono laici ed ecclesiastici.
● Il placito è il luogo dove si esercita l’azione del re/imperatore; ambiti: guerra e
giustizia; i capitolari.
● I doveri degli uomini liberi (proprietari di terra) sono: partecipare all’esercito; custodire
il placito; assicurare le comunicazioni (oste, ponte et placito).
● La ricchezza del re è basata sullo sfruttamento delle terre della corona
● Il sovrano è il vero capo della chiesa, la controlla e la protegge (tuitio regis).
● Il clero: funzione di inquadramento della popolazione.
● I vescovi collaborano con i conti nelle varie circoscrizioni.
● Il valore dell’immunità ecclesiastica su chiese e monasteri: una struttura inattaccabile
ma alle dipendenze del re.
● La schola palatina e gli intellettuali alla corte di Carlo: Paolo Diacono, Alcuino,
Teodulfo: si tratta di uomini che provenivano da regioni distanti uniti nel progetto
imperiale.
● La ‘rinascita’ carolina: gli scriptoria carolingi e la copia dei testi antichi
● La minuscola carolina è uno stile di scrittura creato durante il regno di Carlo Magno.
Mirava a sostituire il particolarismo grafico
● Sono 26 i manoscritti non religiosi che provengono dal periodo compreso tra il 550 e
il 750
● L’economia carolingia: la terra
● Il ‘sistema curtense’
○ Livellamento sociale tra schiavi e liberi: un processo carico di conseguenze
economiche e sociali
● La riforma monetaria di Carlo (Francoforte 794): il denarius d’argento. Significato
della riforma: adeguamento al livello degli scambi (12 denarii = 1 solidus).
● I commerci si sviluppano al Nord (Mare del Nord, Baltico).
● La centralità del Reno.
● I prodotti del commercio di lusso.
● Il commercio degli schiavi
● Il declino di Ravenna/Classe, la crescita di Venezia e degli empori dell’Adriatico.
● Lo sviluppo dei commerci padani.
● Le fiere (St. Denis, Piacenza).
● Aristocrazia e valori
● all’aristocrazia militare
● Il ruolo della guerra; il ruolo della caccia
● Sono legati da legami personali
● I legami vassallatici; la fedeltà
○ Il vassallo –vassus–, al momento dell’omaggio (homagium), riceve un
beneficio –beneficium–, di solito una terra, dal suo signore –senior.
○ Il beneficio non era ereditario.
○ Il beneficio per i funzionari pubblici di fatto era la sua carica
○ I vassalli non formano una piramide con al vertice il re
○ Un’immagine più corretta: una rete di rapporti personali.
● Problemi dell’impero
● La fine delle guerre offensive e della distribuzione del bottino e delle terre
all’aristocrazia e ai vassalli.
● Le aristocrazie si orientano all’interno dei singoli regni e si rafforzano.
● Fine dell ‘aristocrazia imperiale.
● Lo sviluppo dei poteri signorili.
● Il declino degli uomini liberi: verso la ‘perdita della libertà’ nelle campagne (la signoria
fondiaria).
● Si restringe la base del potere pubblico.
● Il diverso destino delle città.
● L’evoluzione dell’immunità el 'ambiguità delle istituzioni ecclesiastiche.
● Le ambizioni di potere da parte dei vescovi.
● Ludovico si umilia chiedendo perdono
○ Uno scontro tra i figlio di Ludovico il Pio (841).
○ La vittoria di Carlo e Ludovico.
○ Il giuramento di Strasburgo, riportato da Nitardo (842):
○ Carlo parla alle truppe di Ludovico i antico tedesco.
○ Ludovico parla alle truppe di Carlo in antico
○ francese.
○ Il trattato di Verdun (843) e il destino dell’Impero.
● Le seconde invasioni
● Ungari
● Saraceni
○ proclamano discendenti di Sara, ovvero perché, come dicono i gentili, sono
originari della Siria, quasi Sirigini
○ Ismaeliti, così come insegna il libro del Genesi, in quanto discendenti di
Ismaele
○ Nel mese di agosto 846 i Saraceni e i Mauri investirono Roma devastando
la basilica del beato Pietro principe degli Apostoli, trafugando, insieme
all’altare che sovrastava la sua tomba, tutti gli ornamenti e i tesori. Alcuni
duchi dell’imperatore Lotario furono empiamente tagliati a pezzi.
○ Le Mura Leonine, che definiscono la Citvitas Leonina, furono costruite da
papa Leone IV (847–855) in seguito al saccheggio da parte dei predoni
musulmani della Basilica di San Pietro Vecchio nell’846.
■ Lungo tre chilometri, il muro circondava completamente il Colle
Vaticano
■ Lungo il fiume Tevere furono costruite torri per respingere gli assalti
Saraceni dall’acqua.
■ Oggi il territorio dell’ex Città Leonina è costituito dallo Stato della Città
del Vaticano e dal rione romano di Borgonale.
● Vichinghi
○ Dalla Russia al Nuovo Mondo.
○ terribili e inquietanti presagi calarono sulla terra dei Northumbri, e la
miserabile popolazione ne fu scossa: vi furono incredibili tornado, fulmini e
feroci
○ Fondatori di stati in Islanda (Groenlandia e Vinland), Normandia come a
Kiev.
○ Città come Dublino e Galway.
○ Un ruolo fondamentale nella distruzione dell’Impero Carolingio.
○ Un impatto enorme sulle Isole Britanniche.
○ scontro con i Carolingi : Rapidità degli aggressori e scelta di obbiettivi
vulnerabili.
■ Limiti dell’esercito carolingio:
■ Mancanza di forze permanenti.
■ Lentezza nell’adunare l’esercito.
■ Debolezza nelle guerre difensive.
Commercio
● Le città fioriscono prima di tutto in Italia centro-settentrionale, Paesi Bassi e Francia
meridionale; poi Francia settentrionale, Germania renana, Inghilterra.
● Aumento della popolazione cittadina: immigrazione, nuove opportunità di lavoro.
● Sviluppo dell’artigianato, soprattutto tessile (telaio orizzontale, ecc.): la lana e il
grande commercio.
● Aumento della circolazione monetaria.
● Il commercio nel Mare del Nord e nel Baltico (pellame, legna, miele, schiavi, ambra).
● Le fiere (Piacenza, Champagne, Parigi-St. Denis).
Successivamente Enrico entrò a Roma, dove presiedette un nuovo sinodo e nominò papa
Clemente II, che lo incoronò imperatore nel giorno di Natale. In questa occasione, il papa, il
clero e il popolo romano riconobbero a Enrico il diritto di intervenire nella nomina di papi e
vescovi e stabilirono che nessun vescovo potesse essere consacrato senza l’investitura
regia.
Dopo la morte di Clemente II, l’imperatore continuò a esercitare questo ruolo decisivo:
scelse prima Damaso II e poi Leone IX, intervenendo anche contro le resistenze
dell’aristocrazia romana.
Il testo è un giuramento di adesione alla Compàgna genovese per quattro anni. Chi giura
riconosce l’autorità dei consoli, eletti pubblicamente, e si impegna a obbedire alle loro
decisioni
● sia a Venezia che a Ancona e Genova i cittadini hanno gli stessi diritti dal doge
● Nel 1172, alla morte del doge precedente, il popolo di Venezia, riunito a San Marco,
istituì per la prima volta un procedimento formale per l’elezione del duca: undici
uomini virtuosi
● Tra il 1088 e il 1092 il vescovo Daiberto di Pisa emanò un lodo per porre fine ai gravi
disordini cittadini causati dalla superbia e dalle rivalità tra famiglie.
● Nel 1173 a Genova fu deciso di istituire una cavalleria cittadina per rafforzare nobiltà,
pace e difesa della città contro i nemici vicini.
○ anche i “semplici” marchesi si aggregano alle città lasciando i propri beni
○ Nel 1168 Ildibrandino, figlio del conte Cacciaguerra, donò in perpetuo al
popolo e al comune di Siena il castello di Asciano con tutti i suoi borghi e
pertinenze
○ sempre più nobili donano i loro beni
Barbarossa
● Dalla riforma di Ottone I di Sassonia la compagine delle corone dell’Europa centrale
era stata riorganizzata .
● Esistevano tre regni distinti:
○ un Regno di Germania
○ un Regno d’Italia
○ un Regno di Borgogna.
● Queste corone erano tra loro interrelate. Diventando re di Germania, si accedeva al
titolo di Re dei Romani e si guadagnava diritto alla corona imperiale
● Per ottenere la corona imperiale era necessario recarsi a Roma per essere
consacrati dal Papa.
● Dinastia dei Sali
● città lombarde : Secondo Ottone di Frisinga, i Lombardi imitano i Romani
nell’organizzazione urbana e nella difesa dello Stato, aspirando alla libertà. Si
governano tramite consoli eletti da tre ordini: capitanei, valvassori, popolo
○ Lombardi arruolano anche giovani di basso rango o artigiani nella cavalleria
○ I consoli vengono eletti a turno da ciascun ordine e cambiano quasi ogni anno
per evitare concentrazione di potere.
○ Le città esercitano il controllo sul territorio circostante, costringendo gli
abitanti alla loro autorità
○ I cittadini spesso ignorano la legge e non riconoscono spontaneamente
l’autorità del sovrano.
■ l’imperatore deve dimostrare la propria autorità con la violenza
● Milano emerge come la città più potente, per dimensioni, numero di uomini
valorosi e dominio su Como e Lodi.
○ L’orgoglio e la potenza di Milano la portano a sfidare i vicini e persino a non
temere l’autorità imperiale, rischiando la collera dell’imperatore
● Federico in Italia : Tra il 1150 e il 1170 circa, Federico Barbarossa compirà sei
discese in Italia. Diverse città italiane chiedono il suo intervento e una Romfahrt è
necessaria per la sua incoronazione imperiale. La sua strategia combina antico e
innovativo: non abolire i comuni, ma riprendere gli ius regalia, inserire i propri
funzionari nelle città e imporre la pace imperiale.
○ Ius regalia ai diritti e alle tasse riservate esclusivamente al re
● Nel 1158, Federico Barbarossa convocò una dieta generale a Roncaglia per la
festività di S. Martino, invitando quasi tutti i principi d’Italia e i consoli delle città
lombarde. Presentò anche quattro maestri di diritto bolognesi (Bulgaro, Martino
Gosia, Jacopo e Ugo di Porta Ravegnana) per istruirlo sui diritti regali spettanti
all’Imperatore in Lombardia.
● Due giudici per ciascuna città, che insieme ai maestri elaborarono un elenco
completo dei regalia.
● Alla fine, individuarono i diritti regali individuati dai giudici, riconoscendo così la sua
autorità sulle prerogative regie in Lombardia.
○ Vittore aveva il popolo dalla sua parte e fu consacrato prima, ma aveva meno
cardinali dalla sua parte.
● Quindi entrambi potevano “rivendicare” la legittimità.
● Conseguenze
● Federico Barbarossa appoggiò Vittore IV perché Alessandro III gli era ostile.
○ Inizia così la guerra tra imperatore e papa, durata dal 1160 al 1177, con città
e principi che dovevano scegliere da che parte stare.
Crociate
● Agostino e il Bellum Iustum
● Nei suoi commenti sparsi emergono tre elementi ricorrenti:
○ 1) Giusta causa definite dalla difesa utile/necessità di recuperare un
possedimento legittimo.
○ 2) Autorità legittima.
○ 3) Giusto intento dei partecipanti.
● Così la guerra apparentemente sbagliata poteva promuovere la giustizia.
● Clermont (1095) presenta l’appello di Urbano II come risposta a una crisi profonda
della cristianità: violenze diffuse
○ il papa convoca il concilio ed esorta i fedeli a combattere per restaurare la
fede e il prestigio della Chiesa, trasformando la guerra in un’impresa religiosa
e salvifica.
○ Il brano dell’Histoire anonyme de la première croisade esalta il valore militare
dei Turchi, riconosciuti come guerrieri abili e coraggiosi, ma afferma la
superiorità dei Franchi graI crociati,
○ Diretti in Terrasanta, trasformano la spedizione in violenza contro le comunità
ebraiche europee all’aiuto divino
○ ritrovamento della Lancia Sacra ad Antiochia durante la Prima Crociata
○ l’assalto finale di Gerusalemme (1099)
○ . Viene confermata la brutalità descritta nelle cronache cristiane, ma dal punto
di vista dei musulmani, con un’enfasi sulle vittime innocenti e sui devoti
religiosi
● concreto della Prima Crociata: la difficoltà di finanziare e mantenere i soldati cristiani
sul territorio conquistato
● Conflitto tra autorità ecclesiastica e potere laico – Il patriarca, rappresentante della
Chiesa, rifiuta di fornire personalmente i soldati o di usare le risorse della Chiesa per
mantenerli. Il re (probabilmente Baldovino I di Gerusalemme) lo rimprovera
duramente, sostenendo che la difesa della città e del Sepolcro è prioritaria rispetto
alla protezione delle ricchezze ecclesiastiche.
● Pragmatismo militare del re – Il re non esita a minacciare di usare l’oro e i tesori del
Sepolcro per pagare i soldati e difendere Gerusalemme. La priorità è la sicurezza dei
crociati e dei cristiani, non la sacralità immediata dei tesori.
Dalla crociate e i commerci che ne derivano i Veneziano hanno molte agevolazioni, tasse
allo 0 % e molti profitti