Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni3 pagine

Italiano

Il poema allegorico di Dante inizia con la descrizione di un colle illuminato da Dio, simbolo di speranza e guida. Dante affronta tre fiere, rappresentanti di peccati: la lonza (lussuria), il leone (superbia) e la lupa (avarizia), che ostacolano il suo cammino verso la salvezza. Virgilio, allegoria della ragione, appare come guida per aiutare Dante a superare le sue paure e intraprendere un viaggio verso l'aldilà.

Caricato da

edomeo2009
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
7 visualizzazioni3 pagine

Italiano

Il poema allegorico di Dante inizia con la descrizione di un colle illuminato da Dio, simbolo di speranza e guida. Dante affronta tre fiere, rappresentanti di peccati: la lonza (lussuria), il leone (superbia) e la lupa (avarizia), che ostacolano il suo cammino verso la salvezza. Virgilio, allegoria della ragione, appare come guida per aiutare Dante a superare le sue paure e intraprendere un viaggio verso l'aldilà.

Caricato da

edomeo2009
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Si tratta di un poema allegorico ( figura retorica, le parole rappresentano anche un significato

diverso da quello letterale ) didascalico ; nell'incipit si parlava di universalità’ cioè parte da


un'esperienza personale per rappresentare un'esperienza anche universale….
Primo canto :
Dante descrive il colle che è illuminato dal sole, la luce cioè Dio e porta tutti per la dritta via
e quindi la paura si calma .
Verso 22 si ha similitudine tra il naufrago e lui stesso che volge lo sguardo verso la selva
oscura che si e’ lasciata alle spalle.
Verso 28 : dopo che ebbi riposato il mio corpo stanco ripresi il cammino lungo il luogo
deserto, e sta provando a salire sul colle e incontra tre fiere,animali selvatici : una lonza
(una lince), un leone e una lupa; questa è un'allegoria, Dante prova paura e per più volte
pensa di tornare indietro. Quasi all'inizio della salita incontra subito una lince “…leggera e
presta molto”, cioè agile ( 2 aggettivi che significano stessa cosa serve per portare
all'estremo la caratteristica degli aggettivi che sono di tipo qualitativo : endiadi ) , la lonza
ostacolava il suo cammino così Dante viene colto dal proposito di tornare indietro.
Tra il 34 verso e 36 si ha ripetizione di parole “volto, volte , volto” ma hanno tutte un
significato diverso , questa figura retorica si chiama paronomasia .
La lonza è allegoria della lussuria per la sua velocità perché la lussuria, per Dante , ti
infiamma subito come la lonza che velocemente gli para il cammino.
Dante non abbandona il proposito del viaggio perché è mattina e quindi in quel momento in
cui le persone si caricano di nuovi proposti e ci svegliamo con tante buone idee , siamo
all'inizio del giorno e il sole saliva in cielo in congiunzione con le stelle della costellazione
dell'ariete ( quindi ci troviamo in primavera ) che erano con lui quando il divino amore
impresse, così che Dante era legittimato a sperare bene.
L’ alba e la primavera erano ragione , motivo, di buona speranza rispetto alla lonza ma non
a tal punto che potessero sconfiggere la paura suscitata quando gli appare alla vista un
leone.
Il leone sembra andare incontro a Dante e viene descritto con la testa alta ( significa
arroganza, presunzione) e rabbiosa fame ed è allegoria della superbia.
Nella rappresentazione delle fiere c'è un climax ascendente di terrore infatti la paura che
incutono in Dante aumenta sempre.
Sembrava che la Fi stessa avesse paura del leone.
Poi viene rappresentata la terza fiera cioè la lupa che è allegoria dell'avarizia o cupidigia.
Dante incontra la lupa che viene rappresentata carca ( carica) nella sua magrezza , cioè
desiderosa di ogni cosa; ossimoro la lupa ha fame di tutto nella sua magrezza.
Ossimoro : accostare due parole che è rappresentato due conventi contrapposti esempio: il
silenzio assordante)
Dante dice che per questo peccato ,dell'avarizia, ha ridotto in miseria molte persone.
La lupa fa così paura e suscita un'angoscia così forte che Dante perse la spera x di
continuare a salire il colle della Grazia.
Seconda similitudine: sinestesia : e come colui che volentieri guadagna ( gioca d ‘ azzardo)
ma arriva il momento in cui perde i guadagni e piange allo stesso modo la bestia famelica mi
rese così,; la lupa lo spinge dove il sole tace , cioè nelle tenebre , nel peccato.
Dante incontra poi Virgilio , la guida del primo canto.
Virgilio e’ allegoria della ragione, della saggezza; Dante spesso perde la ragione per la
paura e Virgilio lo accompagna.
Virgilio aveva scritto Eneide (un poema epico - didascalico che narra le vicende di Enea,
l'opera viene commissionata da Mecenate
Virgilio resosi conto che Dante ha un momento di difficoltà lo sottrae da questo momento di
perdizione e gli avvicina, Dante grida “miserere” cioè abbi pietà di me , quindi gli chiede
aiuto e Virgilio risponde : non sono più un uomo , cioè sono morto, ed i miei genitori furono
lombardi (nel medioevo essere lombardo significava essere longobardo) entrambi di
Mantova, sono nato sotto Giulio Cesare, sono stato un poeta ed ho raccontato di Enea nel
mio poema. Dopo essersi presentato gli chiede perché sia lì.
Dante, avvalendosi dell espediente retorico captatio benevolentiae, cioè alla presa della
benevolenza di chi ti ha commissionato l'opera (quindi si fanno elogi a chi ha commissionato
l'opera), elogia Virgilio, lo definisce il suo maestro, autore (cioè persona di riferimento), colui
dal quale Dante ha tratto ispirazione per il suo stile.
Si ha la metafora della fontana: così come sgorga l’acqua dalla fontana le opere di Virgilio
sono fonte di conoscenza.
Dante risponde poi a Virgilio e chiede di aiutarlo con la lupa che gli incute timore perché fa
tremare “ vene e polsi”.
Virgilio cerca di aiutare Dante e gli consiglia di condurre un altro viaggio perché la lupa non
lascia passare nessuno per la sua via ed uccide chi va sul suo cammino e non si sazia mai
anzi dopo aver mangiato ha più fame di prima (e’ infatti “carca nella sua magrezza” ).
Profezia del Veltro : veltro e’un cane da caccia che poi ucciderà la lupa ma in senso
allegorico e’ colui che porrà fine alla corruzione, alcuni pensano che sia Enrico o Arrigo VII ,
altri che sia Cangrande della Scala.
Virgilio nella sua risposta si propone di essere la sua guida e dice che lo condurrà nel luogo
eterno, nell'inferno e nel purgatorio, precisando gli che se poi vorrà proseguire ci sarà un
altra guida in quanto lui non può entrare in paradiso non essendo stato battezzato.
Il canto si chiude con una risposta di Dante a Virgilio ( verso di congedo) e gli dice che lo
segue e gli va dietro .

Potrebbero piacerti anche